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Ferrari Curzia
Voglio uno specchio! Interviste impossibili con Marina Cvetaeva, Anna Achmàtova e Mat' Marja Skobzova
br. Solo una fortissima passione per la poesia e una lunga esperienza maturata nella scrittura di numerose biografie hanno permesso a Curzia Ferrari di pensare e di realizzare un libro così singolare e coraggioso. Queste interviste "impossibili" alle tre poetesse russe sono condotte con il rigore della studiosa, ma al tempo stesso con la sapiente regia della narratrice, la cui curiosità guida il lettore verso la conoscenza dei versi e delle vite di queste donne. La poesia e la letteratura, l'amore (per gli uomini e anche per le donne), la maternità desiderata o sofferta, le tormentate vicende politiche della Russia della prima metà del Novecento, la ricerca della fede e il viscerale legame con la natura sono alcuni degli elementi attraverso cui lo sguardo indagatore dell'intervistatrice trova il riflesso di sé, conoscendosi proprio mentre ritrae "tre volti della "reale", speciale tragicità della condizione umana. Marina Cvetaeva - in lei l'extemporale di un occhio disarmato e la sete di vivere fino al punto di rimanerne bruciata; Anna Achmàtova - l'ostinazione di primeggiare, la coscienza del proprio valore e il culto del sé anche in vecchiaia, come la foglia bella che avvizzisce ma non vuole staccarsi dalla propria placenta; Mat' Maria Skobzova, la gioia di aver scoperto in Dio l'amante perfetto, grido dell'anima ansiosa nelle sperimentazioni giovanili, sostegno nella barbarie ultima".
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Ferrari Curzia; Cavalleri Cesare; Guarracino Vincenzo
Per Salvatore Quasimodo
br. La vita, la geografia poetica, gli ideali, le inquietudini, la fede di uno dei grandi protagonisti della nostra letteratura - con un'ampia galleria di foto anche inedite. L'assegnazione del Nobel a Quasimodo nel 1959 (prima di Montale, che lo riceverà nel 1975, e di Ungaretti che non lo riceverà mai) aveva ingelosito certi ambienti accademici e alcuni strati della critica superciliosa. Ora è il momento di «riscoprire» Quasimodo, nella su verità di uomo e di poeta, al di là delle polemiche. È quanto il presente volume si propone: fondamentale è la testimonianza di Curzia Ferrari, profonda conoscitrice del poeta, nel saggio che è un profilo non solo letterario del poeta. L'introduzione di Cesare Cavalleri ripercorre la folgorante stagione «ermetica» e la successiva apertura, nel dopoguerra, verso temi sociali. L'importante e originalissima attività di Quasimodo traduttore (dei lirici greci, di Shakesperare e di poeti contemporanei) è illustrata dal poeta Roberto Mussapi. La bio-bibliografia di Quasimodo è offerta in chiusura del libro da Vincenzo Guarracino. Gli abituali lettori di poesia troveranno in queste pagine elementi per calibrare giudizi e pregiudizi; per i giovani sarà l'avventura di una scoperta.
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Ferrari Federico
La seduzione populista. Dalla città per tutti alla città normalizzata
ill., br. Cosa intendiamo esattamente con il termine populismo? E quali sono le sue relazioni con l'architettura? Bussy Saint-Georges in Francia per la polemica contro le tecnocrazie di stato, Poundbury in Inghilterra per l'importanza dell'identitarismo, Celebration negli Stati Uniti per il ruolo del mercato: ciascuno di questi progetti illumina uno fra i tanti aspetti salienti di politiche solitamente definite populiste, in cui decisiva è la strumentalizzazione delle forme urbane. Decostruire le retoriche di una diffusa e demagogica polemica contro il "modernismo" inteso come incarnazione di un progetto sociale è dunque il primo passo necessario. Analizzando temi e figure caratterizzanti la battaglia di Carlo d'Inghilterra per un'architettura "a misura d'uomo", l'Inghilterra degli anni Ottanta ci mostra come la ricollocazione a livello mediatico del dibattito specialistico sulle fonti di legittimazione dell'architettura si basi sulla rivalutazione della storia come garanzia di moralità. Non ci troviamo tuttavia in presenza di un banale e nostalgico ritorno al passato: Charles Jencks, cantore del postmodernismo, conierà a tal proposito la categoria di "eclettismo radicale" per interpretare l'eterogeneità estetica seguita al crollo delle "grandi narrazioni". Assumendo gli anni Sessanta come cesura fondamentale, il dibattito sorto attorno alle tesi di Imparare da Las Vegas di Venturi, Scott Brown e Izenour si rivela un tornante decisivo.
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Ferrari Francesco
La comunità postsociale. Azione e pensiero politico di Martin Buber
br. Nell'antitesi tra il collettivismo della società di massa - sostrato imprescindibile dei totalitarismi della prima metà del Novecento - e il suo individualismo atomizzato, Martin Buber coglie il segno più visibile della crisi dell'umano. Muovendo da qui, il volume ripercorre le diverse stazioni dell'agire e del pensiero politico del filosofo ebreo-tedesco: il suo difficile legame con il movimento sionista; l'amicizia con Gustav Landauer; il rifiuto del comunismo sovietico, cui egli contrappone la ricerca di un socialismo religioso e utopico; la resistenza spirituale buberiana negli anni del nazionalsocialismo; il suo instancabile impegno per il dialogo e la riconciliazione, tanto con la Germania posthitleriana quanto all'interno del conflitto arabo-israeliano. Al tempo stesso, vengono ricostruite le invarianti strutturali del discorso politico-sociale buberiano: la comunità, la società, lo Stato.
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Ferrari Francesco
Religione e religiosità. Germanicità, ebraismo, mistica nell'opera predialogica di Martin Buber
br. Solcando il mare aperto dell'Europa all'alba del Ventesimo secolo, il giovane Martin Buber (1878-1965) ha sopra di sé diverse costellazioni, offerte tanto dal filosofare di Nietzsche, Dilthey e Simmel, quanto dalla letteratura della Jung Wien, quanto ancora da un ebraismo personale e sotterraneo, oscillante tra sionismo culturale e chassidismo. L'antitesi tra religione e religiosità offre a lui - come a noi - il sestante con il quale orientarsi in una così ardua navigazione. Forte di ciò, Buber veleggia in direzione dei lidi, talora ascosi, della mistica, approdando a Cusano e a Böhme, a Laozi e al Baal Schem. La pluralità delle vie, da lui attraversate in questa stagione della sua vita e del suo pensiero, è fedelmente ripercorsa nella presente monografia, in cui il giovane Buber assurge a paradigmatico testimone della simbiosi ebraico-tedesca d'inizio Novecento e della sua irripetibile Stimmung.
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Ferrari Gabbris; Biasissi C. (cur.)
Un museo per i fiumi. Il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, i disegni progettuali e la sua creazione
ill., br. Il libro raccoglie i disegni realizzati da Gabbris Ferrari che aveva progettato e illustrato diverse ambientazioni delle prime fasi della storia umana (il Big Bang, la Preistoria, il Neolitico, l'Età del Bronzo, del Ferro e l'Epoca Romana) e della formazione della terra, molti dei quali confluiti nell'allestimento del Museo per i fiumi di Rovigo. Nel libro sono inoltre raccolti anche vari contributi di alcuni protagonisti che hanno determinato la creazione del Museo o che hanno conosciuto l'artista: Raffaele Peretto, Andrea Pirani, Giuseppe Marangoni, Ivana D'Agostino, Sergio Garbato.
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Ferrari Giorgio
Gli ultimi giorni di Radetzky
br. Il 5 gennaio del 1858 alle 8 del mattino, in una giornata fredda, bigia, il vento di tramontana che piegava le fronde degli alberi sibilando fra i comignoli delle case, costringendo i pochi milanesi che già si avventuravano per le strade a stringersi nei loro mantelli, a premersi in testa il copricapo, a chinare il viso per non farsi accecare dalla polvere si spegneva nella Villa Reale di Milano all'età di novantun anni Josef Wenzel Radetzky. Era il crepuscolo di un'era e la vigilia dell'unità d'Italia, ma per l'anzianissimo feldmaresciallo il mondo era una giostra immobile da governare con lo scintillio delle sciabole e il paternalismo del vincitore.
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Ferrari Luigi; Guerrini V. (cur.); Dondi D. (cur.)
Alle fonti del kafkiano. Lavoro e individualismo in Franz Kafka
ill. Ferrari inizia rilevando: "I dati sono inequivocabili: uno studio del 1988 mostra come, escluso Shakespeare, ogni anno sono stati pubblicati più studi critici su Kafka che su ogni altro scrittore". Di fronte a tale primato, un nuovo studio critico assume significato se ha un'impronta di assoluta originalità, in una materia così polivalente per la quale, come scrive lo stesso Ferrari, le interpretazioni anche più contrastanti trovano qualche aggancio nello scrittore praghese. è quanto accade con questo libro, la cui originalità consiste nel verificare documentatamene, nella tematica kafkiana, una delle manifestazioni letterarie più efficaci della piena affermazione di quella mentalità che Ferrari aveva trattato nel suo monumentale (quasi mille pagine) "La nascita dell'individualismo economico".
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Ferrari M. (cur.)
Logos e techne
br. La tecnologia oggi, in virtù della sua efficacia, sembra realizzare il prometeico desiderio di superare gli antichi vincoli naturali, attraversando e oltrepassando gli stessi limiti di spazio e di tempo dell'era pre-tecnologica. Le stesse parole "innovazione" e "progresso" sono per lo più usate e immediatamente tradotte nel senso di innovazione tecnologica. Ma che cos'è dunque la tecnologia? Qual è la sua origine storica? Quale il suo statuto concettuale? Che rilevanza assume nei nostri modi di vivere e di pensarci? Che potenza esprime verso la natura e la vita degli esseri viventi? Che rapporti intercorrono tra sapere e saper fare, tra cultura e tecnica? E che rapporto c'è tra filosofia e "techne"? Mettere in questione la tecnica e la tecnologia, strappando la prima alle ovvietà del suo utilizzo, è un'occasione per poter tornare a guardare il mistero da cui provengono le cose che abbiamo intorno e riguadagnare, dall'interno dell'epoca della tecnica, una posizione pienamente umana, ovvero libera e razionale, per affrontare il presente.
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Ferrari M. (cur.); Terravecchia G. P. (cur.)
Soggetto e realtà nella filosofia contemporanea. Cinque lezioni
br. Il Novecento è un secolo complesso: lo si può leggere come un'epoca di crisi, travagliato dal nichilismo, dal relativismo e dallo scetticismo disincantato, ma lo si può cogliere anche come un'epoca di grandi promesse, come un tempo in cui si aprono nuove prospettive e si affermano grandi personalità. Il volume esamina le questioni più drammatiche, come il nichilismo (C. Esposito), ma anche esplora i contributi più originali, come l'istanza fenomenologica (C. Di Martino) e il contributo pragmatista (G. Maddalena), senza trascurare i progressi dell'epistemologia (G. Formica). Tra i protagonisti del Novecento, il volume si sofferma su una figura di solito non molto studiata, Pavel Florenskij (L. Zak): si tratta di una scelta che, tra l'altro, intende mostrare che nel XX secolo spesso capita che anche le piste meno battute si rivelino presto di grande valore e fascino. Il testo si propone come un utile strumento per chiunque intenda entrare nell'affascinante complessità del Novecento filosofico.
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Ferrari Roberta
Beatrice Potter e il capitalismo senza civiltà. Una donna tra scienza, politica e amministrazione
ill., br. Il volume ricostruisce la trasformazione del discorso politico e sociale in Gran Bretagna tra Otto e Novecento attraverso la biografia e l'opera di Beatrice Potter (1858-1943), madrina riconosciuta della sociologia britannica e prima donna a fare della società una disciplina di studio e il fulcro della propria vita politica. Grazie al suo legame con eminenti pensatori della fine dell'età vittoriana e alla posizione autonoma occupata nella Fabian Society, Potter elabora un socialismo come scienza della civiltà. Uno degli scopi di questo volume è mostrare l'originalità della sua riflessione, finora considerata come un apporto tutto sommato minore all'opera del marito Sidney Webb. La sua vicenda biografica rappresenta una parte essenziale della storia del pensiero politico inglese ed europeo e pone questioni che in forme diverse continuano a interrogare il nostro tempo: il governo della povertà, la ristrutturazione dello Stato e il significato reale della democrazia. Il rapporto con il modello sovietico di Stalin, a cui Potter si avvicina negli ultimi anni della sua carriera scientifica e politica, porta infine in superficie un più ampio dibattito sulla sovranità, sul capitalismo e su una nuova concezione di civiltà, che sia capace di amministrare la democrazia e di disciplinare il cambiamento senza abbandonare lo spirito di libertà espresso dalla cooperazione operaia.
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Ferrari Saverio
12 aprile 1973. Il «giovedì nero» di Milano. Quando i fascisti uccisero l'agente Antonio Marino
ill., br. Il 12 aprile 1973 il Movimento Sociale Italiano e il Fronte della Gioventù indicono a Milano una manifestazione contro la "violenza rossa". A tenere il comizio fu chiamato l'On. Ciccio Franco, il leader e l'emblema della rivolta di Reggio Calabria. Dopo la tentata strage sul treno Torino-Roma del 7 aprile precedente, la manifestazione venne vietata. Si radunarono comunque nel centro di Milano centinaia di militanti dell'Msi e delle principali organizzazioni della destra extraparlamentare, tra loro i cosiddetti "sanbabilini", che si scontrarono violentemente per ore nel centro cittadino con le forze dell'ordine. Nel corso degli incidenti furono incendiate automobili, assaltati luoghi di ritrovo della sinistra, sparati colpi di pistola e lanciate bombe a mano. Una di queste colpì al petto l'agente di polizia Antonio Marino che rimase ucciso all'istante. Quel 12 aprile 1973 sarà ribattezzato come il "Giovedì nero" di Milano. I responsabili dell'uccisione dell'agente furono arrestati e condannati. Gli organizzatori della manifestazione incredibilmente assolti. Ripercorrendo gli atti giudiziari e le cronache del tempo, il libro, corredato da diverse fotografie inedite, ricostruisce quella giornata, ma anche la realtà del neofascismo milanese di quegli anni, con il suo portato di sistematica violenza, l'intreccio con la criminalità comune e gli ambienti del terrorismo nero: protagonista di primo piano della strategia della tensione in Italia.
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Ferrari Silvia - Goldoni Serena (catalogo a cura di)
Area Progetto 2005/2008. Giovani artisti alla Galleria Civica di Modena
illustrazioni
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FERRARI Vittorio
LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA. (1748-1911).
In-16 p., tela editoriale, pp. VIII,340. Terza edizione. In buono stato (good copy).
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Ferrari, Giulio
Il Legno e La Mobilia nell' Arte Italiana
This is a very good hardcover copy bound in the original green smooth cloth with a black and gilt title label on the front cover, title in gilt on the spine. Completely clean inside and out. No marks to covers. This is the 2nd enlarged edition. Text in Italian. 350 black & white plates, including 6 color plates. This large survey covers several centuries of Italian carved wood furniture and decorative sculpture as used in interior design. An indispensable reference for the history of Italian furniture. 12" high X 9" wide, 381 pages. A beautiful copy. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
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FERRARIO Carlo
BELLEZZE ITALICHE. 50 quadri tricromici. Testo in 4 lingue. Prefazione di Ferdinando Brunetière.
In-folio, cartella in mz. tela edit. (sciupata) contenente, a fogli sciolti, pp. (4) di introduzione e 50 tavole in tricromia che riproducono acquarelli del pittore Carlo Ferrario: vi sono rappresentati i monumenti e gli scorci più significativi per lo più del Nord Italia: Milano, Venezia, Bergamo, Valsesia, Laghi di Como, Garda e Maggiore, Riviera, e anche Ravenna, Firenze, Campagna Romana, Pompei, Napoli, ecc. Ogni tavola è inserita in una cartelletta con relativa descrizione. Cfr. Comanducci, p. 229: "Il milanese Carlo Ferrario (1833-1907), buon acquarellista e pittore di interni.. nel 1866 fu direttore e scenografo del Teatro della Scala". Esempl. ben conservato.
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Ferrario Rachele
Regina di quadri. Vita e passioni di Palma Bucarelli
brossura Donna di grande fascino e carattere, occhi color ghiaccio e capelli pettinati alla Greta Garbo, amante del bello in tutte le sue forme, dalle sublimi espressioni dell'arte, al design, all'alta sartoria, Palma Bucarelli ha attraversato il Novecento lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano. Nominata nel 1933, a soli ventitré anni, ispettrice della Galleria Borghese, dimostra fin dal principio il suo spirito determinato: quando Mussolini convoca tutti i soprintendenti d'Italia, lei non si presenta, e difenderà questa posizione indipendente per tutti gli anni del regime. Il coraggio, certo, non le manca: ai primi bombardamenti alleati sulla capitale, si impegna a portare in salvo il patrimonio della Galleria nazionale d'arte moderna, di cui è diventata funzionario con mansioni direttive, prima a Caprarola e poi, ottenuta la protezione di Pio XII, a Castel Sant'Angelo, mettendo preziosissime opere al riparo dai saccheggi nazisti. Il secondo no a Mussolini lo dice quando la RSI chiama i suoi a raccolta: resta senza stipendio, collabora con la Resistenza distribuendo in bicicletta il foglio clandestino «L'azione», e continua a proteggere la «sua» Galleria. Finita la guerra, Palma si deve ora confrontare con una società conservatrice e culturalmente arretrata. In quanto donna, fatica a imporre le proprie decisioni e spesso riceve sconsolanti risposte dallo Stato: quando le si offre la possibilità di acquistare il capolavoro di Boccioni 'La città che sale', opera simbolo del futurismo (oggi al MOMA di New York), il ministero della Pubblica istruzione blocca la trattativa, facendole sapere che non «ci sono soldi da buttare in stupidaggini». Ma anche qualche artista sembra non riconoscerle il suo intuito e la sua competenza: De Chirico la accusa di organizzare mostre sulle «astrattisticherie» di Kandinskij; Guttuso, con l'appoggio di Togliatti, la attacca perché predilige i pittori astratti. E quando espone le scatolette di Manzoni con la Merda d'artista, non manca un'interrogazione parlamentare. Tuttavia Palma non si perde d'animo: frequenta i più geniali e innovativi artisti italiani, li sostiene, allestisce mostre impensabili in quegli anni (come l'esposizione dei sacchi di Burri), porta dall'America Pollock e Rothko, apre a Schifano, Pascali e ai giovani artisti di Piazza del Popolo, influenza le commissioni della Biennale di Venezia, e riesce a farsi regalare alcune opere che oggi rappresentano la ricchezza della collezione permanente della Galleria. Per tutta la sua lunga vita potrà contare sull'appoggio dei suoi amici e corteggiatori, dai giornalisti Paolo Monelli, che sposerà negli anni Sessanta, e Vittorio Gorresio, amico di gioventù e da sempre innamorato di lei, a Giulio Carlo Argan, il compagno di università che scoprirà di amare negli anni professionalmente più difficili. Pioniera nell'arte e nella vita, donna libera in un mondo che alle donne lasciava poco spazio, Palma Bucarelli ha contribuito a imporre nel nostro paese l'idea moderna di museo, e ha rappresentato un modello unico di emancipazione femminile.
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FERRARIO Rachele, SETTEMBRINI Luigi (a cura di).
CAMERA CON VISTA: ARTE E INTERNI IN ITALIA 1900-2000. Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 2007.
In-8 (cm. 28), brossura, titolo al dorso, pp. 207, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
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Ferraris G. Enrico
Fascismo, Resistenza e Liberazione. La grande storia e i ricordi di un tredicenne 70 anni dopo
ill., br. La particolarità di questo libro è che la Storia con la S maiuscola si intreccia con i ricordi di un adolescente che, raggiunti gli ottantacinque anni, ha deciso di scriverli. È un testo appassionato perché l'autore non si limita a raccontare, ma prende parte e si schiera apertamente contro i soprusi e i delitti di quell'infame ventennio fascista. Lo scopo è mettere in luce le persone generose e coraggiose che hanno contribuito - a volte con la vita - a ridare all'Italia l'antica dignità. Questi nomi, come quelli di tanti altri italiani, che non è stato possibile nominare, sono gli esempi che si voleva far conoscere oggi. Si può dire che si tratta di un libro "aperto", perché l'autore, mentre scavava per cercare notizie, ha scoperto informazioni che avrebbe voluto approfondire ancora e ora passa "il testimone" a chi vorrà accogliere il suo invito a continuare la ricerca.
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Ferraris M. (cur.)
Guida a Nietzsche. Etica, politica, filologia, musica, teoria dell'interpretazione, ontologia
br. I maggiori studiosi di Nietzsche evidenziano i temi peculiari della sua filosofia, ne esaminano le opere collocandole nel loro contesto storico-teorico e ne sottolineano gli influssi sulla riflessione filosofica successiva.
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Ferraris Maurizio
Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce
br. Una società priva di memoria e di registrazioni è inimmaginabile, poiché ogni ruolo e ogni accordo poggia sulla memoria, e ogni comportamento sull'imitazione: ecco perché gli archivi e i documenti sono centrali nella vita della società e dei singoli. La centralità della 'documentalità' è ancor più evidente di fronte ai fenomeni macroscopici degli ultimi anni: l'esplosione dei sistemi di registrazione e di scrittura, dai computer ai telefonini al web, che non solo hanno trasformato la nostra quotidianità, ma che hanno anche messo in luce l'essenza della realtà sociale, il fatto cioè di basarsi in modo non accidentale, ma essenziale, su iscrizioni e registrazioni.
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Ferraris Maurizio
Goodbye Kant! Cosa resta oggi della Critica della ragion pura
ill., br. A Kaliningrad gli abitanti si fanno fotografare davanti al monumento di Kant il giorno delle nozze, e questo in pratica è quasi tutto quello che resta. E in teoria? Resta una rivoluzione che ha condizionato tutta la filosofia moderna. L'ingenuo guarda il Sole che tramonta e conclude che gira intorno alla Terra; l'esperto sa che è la Terra a girare intorno al Sole; questa è la rivoluzione di Copernico. L'ingenuo guarda il mondo e crede di vedere le cose come sono in se stesse; l'esperto (il filosofo trascendentale) sa che sta vedendo le cose come appaiono a noi: è la rivoluzione di Kant. Duecento anni dopo la sua morte, questo libro ne espone la rivoluzione filosofica con la stessa ironia affettuosa riservata alla rivoluzione sovietica in "Goodbye Lenin!". Non si tratta di distruggere un monumento, ma di decostruirlo, cioè - in parole povere - di togliergli un po' di ruggine, rendendo comprensibile cosa pensava Kant e dove sbagliava, per restituire all'attualità un classico della filosofia che il tempo e il successo hanno finito per imbalsamare.
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Ferraris Maurizio
Mobilitazione totale
br. Un fatto è certo. Il panopticon esiste, ed è il web: un panopticon singolare, cieco, e con al posto di controllo non un essere umano ma una memoria infinita, e con un sapere che è essenzialmente burocratico. Tutto questo urta frontalmente con quanto ci era stato detto all'apparire del web, e cioè che i nuovi media avrebbero portato emancipazione, e tendenzialmente una riduzione del lavoro. Per quello che abbiamo visto sin qui, il web non è emancipazione ma mobilitazione. Non si limita a fornire ai suoi utenti nuove possibilità informative ed espressive; diviene lo strumento di trasmissione di responsabilità e ordini finalizzati al compimento di azioni. Trasformando ogni contatto in una richiesta che esige una risposta individuale, il web è un grande apparato su cui non tramonta mai il sole, in cui si lavora senza neppure sapere di stare lavorando. La risposta fondamentale che vuole il web è quella suggerita dallo smartphone quando si digita la s: "Sto arrivando!".
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Ferraris Maurizio
Postverità e altri enigmi
br. Quanta verità c'è nella postverità? Anche se è forte la tentazione di dire che le bufale sono sempre esistite, che la menzogna è un ingrediente imprescindibile della politica e della vita, e che dunque non c'è niente di nuovo sotto il sole, anche se viene voglia di tagliar corto dicendo che si tratta tutt'al più di fare attenzione a quel che si legge così come si fa attenzione a quel che si mangia e si beve, la postverità è un concetto filosoficamente rilevante e la sua emergenza definisce una caratteristica essenziale del mondo contemporaneo: l'alleanza tra la potenza modernissima del web e il più antico desiderio umano, quello di aver ragione a tutti i costi.
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Ferraris Maurizio
Spettri di Nietzsche. Un'avventura umana e intellettuale che anticipa le catastrofi del Novecento
br. "In fondo la tua vecchia creatura adesso è un animale straordinariamente famoso" scrive Nietzsche alla madre, da Torino, nel dicembre 1888. Vuole illudere lei e se stesso: non è vero, nessuno lo conosce, è costretto a pubblicare i libri a proprie spese. Ma nel 1900, quando muore, ignaro di tutto dopo il tracollo che lo ha ridotto alla demenza, è davvero la star che aveva sognato di essere, celebrato da D'Annunzio e Thomas Mann, messo in musica da Strauss e dipinto da Munch. Soprattutto, per uno strano sortilegio, la volontà di potenza sembra uscire dalle pagine dei libri per farsi storia, dalle tempeste di acciaio della Prima guerra mondiale alla catastrofe di Hitler a Berlino. "Io sono Marlow, il testimone secondario. Lui è Kurtz" scrive Maurizio Ferraris, e risale la vita di Nietzsche come un fiume - il Congo di Cuore di tenebra o il Mekong di Apocalypse Now - ripercorrendone i vagabondaggi, tra l'Engadina e la Riviera, dalla fatale Torino alla Sassonia delle origini. Così a ogni stazione corrisponde un contenuto di pensiero - dal dionisiaco all'Eterno Ritorno, dal nichilismo alla morte di Dio - e insieme uno spaccato della storia intellettuale del Novecento.
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Ferraris Maurizio
Tracce. Nichilismo moderno postmoderno
br. «Ho pubblicato "Tracce" da ragazzo, avevo smesso da poco di leggere "L'isola del tesoro". Ecco la quarta di allora: "'Tracce', una parola chiave della filosofia del Novecento (Ernst Bloch, Jacques Derrida), in questa raccolta di saggi delinea una serie di percorsi - dunque, di tracciati e di vie di ricerca presenti nella riflessione contemporanea: dal dibattito sul nichilismo alla 'crisi della ragione', dal 'pensiero debole' alla 'condizione postmoderna'. Vale a dire, al tempo stesso, una rete concettuale eterogenea e ancora in fieri, sul traino della storia delle idee; e la deliberata rivendicazione di un pensiero della differenza e della molteplicità, sul piano della riflessione teorica propriamente detta (Deleuze, Derrida, Lyotard, Vattimo, Rorty...). Di questi progetti incompiuti o sentieri interrotti, Tracce vuole offrire una presentazione ragionata, seguendo il filo conduttore (tematico e teorico) di un nichilismo non patetico né eroico che abbandoni cioè 'un certo tono apocalittico adottato da qualche tempo in filosofia'". Da allora molte cose (non tutte) sono cambiate, in me e fuori di me. Dire che non rinnego niente sarebbe falso, visto che per me diventare filosofo (ammesso e non concesso che ciò sia avvenuto, e che qualcosa del genere, "diventare filosofo", avvenga in generale) ha coinciso proprio con il rinnegare, denigrare, sbeffeggiare, o anche solo stufarsi di buona parte delle cose che scrivevo in quel libro.» (Maurizio Ferraris).
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Ferraris Maurizio; Terrone Enrico
Filosofia teoretica
br. Il manuale offre un profilo chiaro e aggiornato della filosofia teoretica, utile a guidare gli studenti nell'acquisizione di concetti, temi e metodi della disciplina. La prima parte, affidata a Enrico Terrone, segue la nascita e lo sviluppo dell'atteggiamento teoretico individuandone i tratti distintivi. La seconda parte, di Maurizio Ferraris, propone una categorizzazione della riflessione teoretica mettendo a confronto esempi dell'età antica, moderna e contemporanea.
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Ferraris, Angiola
Ludovico di Breme. Le avventure dell'utopia.
cm. 17 x 24, 224 pp. Biblioteca di ?Lettere italiane? - Studi e testi 425 gr. 224 p.
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FERRARIS-MORARDET Camilla
MOTIVI MILANESI. Pagine di un diario. Prefazione di Carlo Linati.
In-8 p., bross. (picc. manc. e strappi), pp. 345. Testo ben conservato.
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Ferraro Giuseppe
Fragilità. Cura della vita e legami di esistenza
br. Fragile è il senso che diamo alle cose che accadono. Fragili sono le parole. La debolezza, la vulnerabilità, la precarietà. È l'essere esposti al male e alla malattia. Fragile è il bambino, il vecchio, il migrante, il degente, l'indigente, chi è solo. Fragile è la propria stessa vita. Fragile è la bellezza. La forza del coraggio. La fragilità è rinchiusa in carcere, nelle scuole del buon Dio, nella miseria, nella fuga di popolazioni, nelle catastrofi e nelle epidemie. La terra è fragile. La tenerezza. Ma ognuno di noi è esposto all'"essere fra" la vita e il mondo, fra l'ignoto e il noto; ognuno ne porta il segreto in quel momento del "non ce la faccio" che si confessa solo a chi si ama. E ogni volta si tratta di ricomporre l'"essere fra", trovare una relazione, una connessione, avere cura. E non basta la terapia come somministrazione del farmaco, ma il nostro starci accanto per ritrovare nella fragilità il segreto della comunità e il sapore della felicità.
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Ferraro Giuseppe
Il prefetto e i briganti. La Calabria e l'unificazione italiana (1861-1865)
brossura Il crollo del Regno delle Due Sicilie e l'unificazione italiana segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità. Vecchie e nuove problematiche si fusero rendendo l'amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani. La classe dirigente liberale cercò di rimediare alla diffusa instabilità e conflittualità inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l'unificazione appena raggiunta. In questo contesto, nell'aprile 1861 venne nominato prefetto della provincia di Cosenza (Calabria Citra) il valtellinese Enrico Guicciardi. Proprio la vicenda appassionante di Guicciardi e l'utilizzo, tra le altre, di fonti storiche inedite, custodite in archivi pubblici e privati, permettono all'autore di raccontare i primi anni dell'unificazione italiana in Calabria, con particolare attenzione al brigantaggio, alla questione della terra, alla conflittualità tra potere politico e militare sul territorio, in uno dei momenti più critici della storia d'Italia.
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Ferraro Giuseppe
Vincenzo Padula e i briganti. Storiografia e discorso pubblico
br. Il tema del brigantaggio negli ultimi anni è al centro di un dibattito pubblico spesso polarizzato su posizioni contrastanti, ma non sempre suffragato dall'indagine storico-critica. Attraverso gli scritti di Vincenzo Padula, apparsi su «Il Bruzio», si è voluto approfondire una pagina cruciale di un fenomeno complesso e radicato sia nella storia dell'Italia meridionale che nel discorso pubblico attuale. Nei suoi scritti Padula approfondì la complessità del fenomeno, le sue radici di lungo periodo e le diverse energie che si fronteggiarono al suo interno. I temi e gli interrogativi posti da Padula portano ancora oggi a confrontarci con la storia dell'Ottocento e del brigantaggio meridionale con uno sguardo non solo territoriale.
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Ferrarotti Franco
I miei anni con Adriano Olivetti a Ivrea e dintorni, da New York a Matsuyama
br. Questo breve saggio è un pro-memoria, riguarda le esperienze vissute dall'autore a stretto contatto con uno dei più lungimiranti e meno compresi imprenditori italiani della prima metà del Novecento. La lezione di Adriano Olivetti è valida ancora oggi e lo sarà anche più decisamente nel prossimo futuro, se si vorrà ancora puntare sull'industrializzazione senza disumanizzazione. Il problema odierno dello sviluppo tecnologico consiste nel comprendere la contraddizione dell'azione tecnicamente progredita di oggi: una struttura di dominio che però, per funzionare, ha bisogno della collaborazione di tutte le parti che vi contribuiscono. La figura di Adriano Olivetti aspetta ancora oggi di venire scoperta e compresa in tutta la sua portata. Questo libro è una piccola testimonianza a questo scopo.
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Ferrarotti Franco
Un greco in via Po. Passeggiate silenziose con Nicola Abbagnano
br. «E' morto da qualche anno. Da quanti? Non lo so. Non voglio saperlo. Per me è ancora qui, si aggira silenzioso fra noi. Il dialogo cominciato settant'anni fa è ancora aperto. Il silenzio dei morti è eloquente. Basta saperlo ascoltare». «Nicola Abbagnano aveva imparato per tempo a rinunciare, in parte almeno, alla vitalità in favore della serenità, all' emotività anche geniale per restare fedele all' imperativo della misura. In questo senso era un greco nell' accezione classica del termine, un greco apollineo e imperturbato, più che dionisiaco». Con questo ritratto del filosofo che fu tra i primi a diffondere in Italia la conoscenza di Heidegger, Jaspers e Sartre, Franco Ferrarotti conclude un'ideale «teatralogia dell'amicizia», inaugurata con la figura di Adriano Olivetti e proseguita con Cesare Pavese e Felice Balbo. Gli incontri all' Università di Torino in anni «che sanno ancora di guerra», il confronto tra le aspirazioni e i metodi della filosofia e della sociologia, le lunghe silenziose passeggiate fianco a fianco che solo una rara e raffinata intesa può spiegare. «E' forse venuto il tempo - scrive Ferrarotti - per una riconsiderazione serena di quel nesso fra esistenza, progetto, ricerca sociale che non ha nulla di artificioso o di occasionale, ma che al contrario si lega necessariamente all' insieme del pensiero di Abbagnano come suo sbocco necessario».
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FERRATA G. (Testo di)
1963: MILANO DALL'OTTOCENTO AL DUEMILA. Disegni di Ernesto Reccani.
In-4, tela editoriale, sovracoperta, pp. 55, con num. disegni a colori e in b.n. nel testo. In buono stato (good copy).
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FERRAZZA M. (A cura di)
UMANITA' E RELIGIOSITA' DI CAGLI. Cento disegni. Presentazione di F. Bellonzi.
In-4 gr., brossura, pp. 111 con 100 illustrazioni in bianco e nero riproducenti disegni a olio su carta. In buono stato (good copy). .
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FERREIRA, Jose Gomes (1900 - 1985)
O MUNDO DOS OUTROS. Histórias e Vagabundagens
Lisboa: Centro Bibliográfico 1950. 1ª Edição . Meia Francesa / Half-Leather. Muito Bom/Very Good/Très Bien. In-8º 200x140. 1 Vol. de 191-2 pp. Encadernação em carneira mantendo as capas de brochura. <br/> <br/> Centro Bibliográfico hardcover
Referenz des Buchhändlers : 000887
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Ferrero Ernesto
Napoleone e i libri
brossura
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Ferretti Gian Carlo
L'editore Cesare Pavese
br. Redattore, direttore editoriale, direttore di collana, voce nel coro del «mercoledì», editore di se stesso, oltre che autore e traduttore e curatore in proprio, Cesare Pavese è una personalità di primissimo piano in Casa Einaudi, e uno dei maggiori letterati editori del Novecento italiano. Di lui questo saggio di Gian Carlo Ferretti traccia ritratto organico e completo, con un'ampia consultazione di carte inedite. Ne scaturisce una figura originale di editore, intellettuale coltissimo e epistolografo d'eccezione, sempre attento alle esigenze del lettore, capace di dare un contributo fondamentale alla strategia di Giulio Einaudi, di muoversi tra sapienti mediazioni e forti tensioni all'interno della «concordia discorde» degli einaudiani, e capace altresì di realizzare nella sua collana viola una tendenza che interagisce intimamente con la sua poetica del mito. Questo ritratto finisce per diventare anche uno spaccato della casa editrice Einaudi, ricco di episodi significativi e di aneddoti curiosi, e di protagonisti indimenticabili: da Leone e Natalia Ginzburg a Giaime Pintor, da Felice Balbo a Massimo Mila, dal grande rivale Elio Vittorini a Italo Calvino a tanti altri. Ma questa è anche la storia di un suicidio a lungo protratto, attraverso il travaglio creativo, la contraddittorietà politica e la disperazione amorosa: una spinta autodistruttiva dalla quale Pavese riesce a difendersi con il suo infaticabile lavoro, tra ruvidezza, ironia e dedizione, fino al gesto estremo.
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Ferretti Giovanni
La trascendenza dell'amore. Saggi su Max Scheler
brossura Il titolo del volume, "La trascendenza dell'amore", sintetizza il nucleo focale del pensiero di Max Scheler sull'amore. Esso, infatti, è inteso non come un semplice vissuto soggettivo, ma come un vissuto che apre all'alterità, è scoperta dei valori più alti della persona amata, è "gesto di trascendenza cosmica", che ci fa partecipare all'amore stesso di Dio per il mondo. I primi tre saggi del volume sono una riflessione densa ed articolata sulla preziosa fenomenologia dell'amore che Scheler ci ha offerto. Seguono due saggi che esaminano la svolta che egli ha impresso alla filosofia della religione del novecento, influenzando la stessa teologia cattolica. Chiudono la raccolta un saggio sull'attualità della sua diagnosi dello "spirito capitalistico-borghese" proprio dell'Occidente moderno ed uno sulla interpretazione del pensiero di Scheler data in Italia da Vincenzo Filippone-Taulero.
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Ferretti Maria; Berelowitch A. (cur.); Carli M. (cur.); Rapone L. (cur.)
L'eredità difficile. La Russia, la rivoluzione e la memoria (1917-2017)
br. "L'eredità difficile" propone una selezione ragionata degli studi che Maria Ferretti ha dedicato alle rivoluzioni russe del 1917, alla resistenza operaia di fronte all'industrializzazione forzata, alla genesi dello stalinismo e al sistema del Gulag, alla memoria storica e agli usi pubblici del passato nella Russia contemporanea, selezione da cui emerge una coerente e originale analisi di processi spesso colti nella loro "dimensione umana" e con un'attenzione fuori dal comune per i fattori di modernizzazione e le circostanze di crisi. La rivoluzione bolscevica e lo stalinismo vi appaiono situati al punto di intersezione fra la lunga durata della storia russa, con la stabilità delle sue politiche, le sue credenze messianiche e il preponderante ruolo dello Stato nel plasmare la società, e la storia dell'Occidente, col suo modello industriale, il mito del progresso e il fascino dell'ingegneria sociale. Un volume necessario per decifrare una tra le potenze protagoniste dello scacchiere mondiale attuale, e del recente passato.
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Ferri Cataldi Giandomenico
Alvise Querini. Dispacci al Senato. Vol. 1
brossura Per meglio comprendere le vicende storiche che accompagnarono la caduta della Repubblica di Venezia, appare assai utile la lettura dei 187 Dispacci che l'ultimo ambasciatore veneziano, Alvise Querini, inviò da Parigi al Doge ed al Senato veneto nei due anni dal 1795 al 1797. Questi Dispacci sono stati recentemente pubblicati (2006) dalla Biblioteca Marciana nella "Collana di Studi N.6". Sono egualmente importanti gli Allegati, all'epoca chiamati "Inserte", che Querini univa ai Dispacci nella valigia diplomatica per Venezia. Si tratta di numerosi documenti diplomatici, ma soprattutto di circa 500 estratti da articoli di giornali parigini dell'epoca, con la precisa descrizione del susseguirsi dei vari avvenimenti europei che gradualmente determinarono la fine dell'antico e glorioso Stato veneziano, dopo più di 1000 anni di indipendenza politica.
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Ferri Cataldi Giandomenico
Alvise Querini. Dispacci al Senato. Vol. 2
brossura Per meglio comprendere le vicende storiche che accompagnarono la caduta della Repubblica di Venezia, appare assai utile la lettura dei 187 Dispacci che l'ultimo ambasciatore veneziano, Alvise Querini, inviò da Parigi al Doge ed al Senato veneto nei due anni dal 1795 al 1797. Questi Dispacci sono stati recentemente pubblicati (2006) dalla Biblioteca Marciana nella "Collana di Studi N. 6". Sono egualmente importanti gli Allegati, all'epoca chiamati "Inserte", che Querini univa ai Dispacci nella valigia diplomatica per Venezia. Si tratta di numerosi documenti diplomatici, ma soprattutto di circa 500 estratti da articoli di giornali parigini dell'epoca, con la precisa descrizione del susseguirsi dei vari avvenimenti europei che gradualmente determinarono la fine dell'antico e glorioso Stato veneziano, dopo più di 1000 anni di indipendenza politica.
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Ferri Cataldi Giandomenico
Lettere familiari ad Alvise Querini
brossura Nelle 163 lettere che Francesco Lippomano scrive al genero Alvise Querini durante i due anni nei quali quest'ultimo rappresenta la Repubblica di Venezia a Parigi (1795-1797), seguiamo settimana dopo settimana, il dramma spirituale di un aristocratico veneziano che vede prima messi in dubbio, e poi distrutti, i valori e le istituzioni nei quali credeva con cieca e assoluta fede. I 1200 anni della storia repubblicana davano la certezza ai Patrizi Veneti che mai sarebbe potuta avvenire la fine della loro indipendenza e del loro prestigio. La delusione fu quindi veramente straordinaria e in queste lettere l'intero graduale processo degenerativo viene descritto con grande passione e sincerità.
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Ferri Edgarda
Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum
brossura Esther Hillesum, detta Etty, è una ragazza olandese di origini ebraiche, colta, curiosa, dalla sensibilità inusuale. Appassionata di letteratura russa e lettrice vorace, lavora come dattilografa al Consiglio Ebraico: la sua è una condizione privilegiata, allo scoppiare della Seconda guerra mondiale e con l'inizio delle persecuzioni razziali potrebbe scappare e salvarsi. Potrebbe coltivare i suoi studi, scoprire l'amore che comincia ad affacciarsi nella sua vita, realizzare i mille sogni suggeriti dalla sua fantasia. Ma decide di non abbandonare la sua famiglia, il suo popolo, e di condividerne fino in fondo la sorte. Così, il 7 settembre 1943, dopo i mesi passati nel campo di transito di Westerbork, sale su un treno per Auschwitz da cui, quasi trentenne, non farà più ritorno. In questo appassionante ritratto, che si legge come un romanzo di grande intensità, Edgarda Ferri racconta l'animo ribelle e poetico di Etty Hillesum, gli anni della gioventù e della guerra affrontati con uno spirito mai esausto, un "umanesimo radicale" che ha trovato nelle pagine del suo diario e delle sue lettere un'altissima interpretazione letteraria. Considerata uno dei simboli della Shoah, la vita e l'opera di Etty Hillesum sono diventate fonti di ispirazione contro l'oblio della memoria, esempi di altruismo e solidarietà capaci di sopravvivere alle atrocità della storia. Questo libro ci trasporta con intimità e rispetto nei suoi momenti privati, nelle scelte coraggiose, nel cuore tormentato di una donna dalla forza indomita e mai dimenticata.
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Ferrier, Jean-Louis
Bertholle
Le Musée de Poche, Georges Fall, éditeur, Paris, 1959. In-12, broché sous jaquette illustrée en couleurs, 59 pp. Bertholle, par Jean-Louis Ferrier - Planches - Biographie.
Referenz des Buchhändlers : 7874
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Ferrier, Jean-Louis
Pignon en majesté
Editions Marval, Paris, 1990. In-4, broché sous couverture illustrée en couleurs, s.p. [45 pp.]. Avant-propos - Préface, par J.-L. Ferrier - Biographie de la peinture - Pignon dans les collections publiques - Céramiques et oeuvres monumentales - Principaux livres illustrés par Pignon - Bibliographie - Oeuvres exposées : oeuvres appartenant aux collections du musée ...
Referenz des Buchhändlers : 1173
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Ferrier, Jean-Louis
Prassinos
Editions Georges Fall, collection Le Musée de Poche, Paris, 1962. In-12, broché sous couverture rempliée et illustrée, 74 pp. Prassinos, par Jean-Louis Ferrier - Planches - Biographie. - Expositions.
Referenz des Buchhändlers : 5587
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Ferrier, Jean-Louis (dir.)
Pignon
Centre national des arts plastiques/Editions Denoël, Paris, 1985. In-4, pleine toile éditeur sous jaquette illustrée en couleurs, 300 pp. Préface, par Jack Lang - L'actualité de Pignon. - Entretien avec Edouard Pignon, par J.-L. Ferrier - L'ouvrier mort, par Georges Duby - D'une toile des plongeurs à l'ensemble, par Gabrielle Althen - "Je ne suis pas un théoricien. J'ai ...
Referenz des Buchhändlers : 1175
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Ferrier, Jean-Louis (dir.)
Pignon
Centre national des arts plastiques/Editions Denoël, Paris, 1985. In-4, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleurs, 300 pp. Préface, par Jack Lang - L'actualité de Pignon. - Entretien avec Edouard Pignon, par J.-L. Ferrier - L'ouvrier mort, par Georges Duby - D'une toile des plongeurs à l'ensemble, par Gabrielle Althen - "Je ne suis pas un théoricien. J'ai ...
Referenz des Buchhändlers : 1176
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