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d'Ardenne de Tizac, (Jean) H(enri)
Chinesische Tierplastik und Tierbilder. Eine Sammlung von Beispielen.
Berlin, Wasmuth, (1924). 2°. (7) S. 50 Tafeln. Rotes OLn. mit Deckelfigur in Goldprägung. Kopfgoldschnitt., 1
Référence libraire : 10466BB
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d'Argenzio Mirta - Verzotti Giorgio (edited by)
Douglas Gordon prettymucheverywordwritten, spoken, heard, overheard from 1989...Voyage in Italy
illustrazioni a colori e in nero
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D'Ascanio Alessandro
Storia dell'A.L.B.A. Un tentativo autarchico di politica petrolifera nell'Italia dei primi anni Quaranta
br. Nel corso del 1941, nel pieno della drammatica partecipazione dell'Italia al secondo conflitto mondiale, IRI e AGIP furono incaricati dal regime fascista di installare un impianto di estrazione di oli combustibili sulla Maiella, nel cuore del bacino minerario asfaltifero abruzzese. L'apparato logistico delle forze armate reclamava un urgente bisogno di carburante dal momento che gli allineamenti strategici della guerra avevano tagliato fuori l'Italia dal greggio di provenienza mediorientale. Si decise allora di investire denaro pubblico nella costituzione dell'ALBA (Azienda lavorazione bitumi asfalti), una specifica struttura aziendale, controllata dai due enti cardine dell'interventismo economico statale, cui si conferì la difficile missione di sperimentare una nuova tecnologia di trattamento delle rocce asfaltiche per l'estrazione di oli. L'ambizioso tentativo, nel breve volgere di un biennio, fu bruscamente arrestato dal deflagrare inarrestabile delle operazioni belliche sul suolo nazionale e dall'occupazione tedesca degli impianti in costruzione. Nel dopoguerra, il sito individuato sarebbe stato lasciato nel più completo abbandono.
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D'Ascenzo Mirella
Alberto Calderara. Microstoria di una professione docente tra Otto e Novecento
brossura Il volume presenta uno 'studio di caso' per cogliere i dispositivi attuati dagli insegnanti di fronte ai continui cambiamenti politici e istituzionali della scuola elementare in anni caratterizzati dalla crisi dell'età liberale e dalla Riforma Gentile. Si delinea così una vicenda formativa particolare che illumina, sullo sfondo dei dibattiti sulle singole discipline e sulle prassi didattiche consolidate nella scuola, la costruzione di una professionalità docente e direttiva conquistata attraverso uno studio 'matto e disperatissimo' e 'sul campo', nell'intreccio tra teoria e pratica, capace di produrre attivamente una propria cultura, quella scolastica, troppo a lungo considerata di serie B e che invece appartiene pienamente alla storia culturale dell'intera Nazione.
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D'Autilia, Gabriele
L'ETÀ GIOLITTIANA, 1900-1915. Storia Fotografica della Società Italiana. I Periodi.
In-8 (cm. 22), brossura, titolo al dorso, pp. 191, interamente illustrato in bianco e nero nel testo. In ottimo stato (nice copy).
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D'Elia, Antonio Prefazione di Dante Della Terza.
La peregrinatio poietica di David Maria Turoldo.
cm. 17 x 24, xiv-182 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia L?Autore indaga il processo della formazione del verso all?interno dell?ampio sistema filosofico-teologico al quale si riferisce il Servita friulano. E principalmente rintraccia la formula versificatoria (il poieo) che il poeta elabora nell?ambito della lirica non solo italiana e che nel Grande Codice (Bibbia) trova il principale referente diegetico, pervenendo cos? all?esame di un singolare e affascinante canzoniere in cui il dialogo drammatico ma gioioso Dio-uomo ? il centro del canto. The Author investigates the process of verse composition within the vast philosophical-theological system the Servite friar refers to. He principally traces the ?constructive? processes (poieo) elaborated by the writer in the field of Italian and non Italian poetry, and he finds their main ?narrative? reference in the Grand Code (the Bible). D?Elia studies a peculiar, fascinating collection of poems centred around the dramatic, but joyful dialogue between God and man. 388 gr. xiv-182 p.
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D'Episcopo Francesco
Elogio del caffè letterario e il culto del caffè a Napoli
br. "Penso così alla bellezza e alla comodità dei caffè ed, essendo un letterato, alla loro gloriosa funzione culturale nel corso dei due secoli che precedono il nostro. In fondo, la letteratura dell'Otto/Novecento, di cui molto mi sono occupato, più che nelle università, è nata nei caffè, nelle trattorie, dove si incontravano poeti, scrittori, artisti, per conversare e creare, tutti insieme - cosa che oggi più non accade - una nuova letteratura. I professori universitari - si badi bene - non erano del tutto esclusi da queste riunioni - penso all'amico Oreste Macrí per Firenze, al mio maestro Salvatore Battaglia per Napoli - ma, per uno strano e giusto paradosso, erano quasi paralleli e complementari a incontri di personaggi, generalmente non legati all'accademia, se si esclude anche qui qualche eccezione, come Mario Luzi per Firenze e Mario Pomilio per Napoli." (L'autore)
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D'Errico Federico
Storia e leggenda dei cosacchi
br. Dalle antiche comunità scite, unne e alane dalle quali si formò il nucleo originario fino alle imprese dei reparti nelle recenti guerre in Cecenia, Afghanistan e Ucraina, questo saggio ricostruisce la storia dei cosacchi e ne racconta le tradizioni e i valori: la nascita delle enclavi del Don e Zaporovsky, la conquista della Siberia, le rivolte contro il dominio degli zar. E ancora: le guerre fratricide durante la Rivoluzione d'Ottobre e nella Seconda guerra mondiale. Riuniti sotto il comando dei loro atamani, personaggi leggendari come Jermak, Stenka Razin, Platov, Krasnov, i cosacchi hanno combattuto in tutti i grandi conflitti. Nessun impero, né quello zarista, né quello turco, né quello comunista, è riuscito ad assimilarli e a cancellarne la cultura. Instancabili in battaglia così come nelle feste, custodi di una tradizione millenaria i cosacchi hanno cavalcato attraverso i secoli scrivendo una storia che ha il fascino di una leggenda.
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D'Errico Stefano
Anarchismo e politica. Nel problemismo e nella critica all'anarchismo del ventesimo secolo, il «programma minimo» dei libertari del terzo millennio...
br. Camillo Berneri, intellettuale della stessa generazione (e del calibro) di Piero Gobetti, Carlo Rossetti e Antonio Gramsci, dei quali fu stimato interlocutore, è stato pressoché cancellato dall'ufficialità della storiografia (anche di sinistra). La sua colpa? Essere anarchico. Eppure, secondo gli autori, la sua capacità teorica, con uno stile antidogmatico, traccia, oggi più che mai, il "programma minimo" per l'unico (e l'ultimo) socialismo possibile: quello libertario. In Berneri emerge la preoccupazione di affermare il primato dell'etica sulla politica, la cui "autonomia" è per lui all'origine dell'impossibilità d'ogni cambiamento progressivo. Vero "liberale del socialismo", Berneri non contrastò solo il sistema capitalistico o il fascismo, bensì ogni ragion di stato e qualsiasi forma di totalitarismo, bolscevismo compreso. Il suo rigore lo pose in rotta di collisione con tutti gli ideologismi e le soluzioni dottrinarie del "secolo breve". Egli prese le distanze anche dalle semplicistiche ricette di un certo anarchismo, con uno sforzo teorico ed autocritico unico nel panorama libertario.
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D'Esposito Antonino
I canti di Giacomo Leopardi. Nella traduzione in Napoletano di Antonino d'Esposito
ill., br. Un filo sottile, ma resistente, che passa anche attraverso immagini e simboli vesuviani resi immortali dal poeta di Recanati. Sull'arido dorso del vulcano che da millenni disegna la fisionomia del golfo partenopeo, la ginestra, tanto profumata quanto effimera, ha servito da ancella per la chiusura di un cerchio poetico che ha imposto alla nostra letteratura il marchio leopardiano. Che finalmente questa ginestra parli la lingua del Vesuvio!
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D'Haese, Jan
Art flamand moderne d'Ensor à Permeke
S. éd., Paris, 1980. In-8 format à l'italienne, agrafé sous couverture illustrée en couleur, 42 pp. L'art flamand, par J. D'Haese - Jean Brusselmans. - Joseph Cantré. - Anto Carte. - Emile Claus. - Hippoliet Daeye. - Felix de Boeck. - Jules de Bruycker. - Cesar de Cock. - Xavier de Cock. - Valerius de Saedeleer. ...
Référence libraire : 1344
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D'Intino F. (cur.); Natale M. (cur.)
Leopardi
br. Grazie a Giacomo Leopardi la tradizione italiana fa davvero i conti, per la prima volta, con la modernità e le sue istanze anche contraddittorie, per esempio il fertilissimo conflitto tra ragione e immaginazione. Poeta della vita intensa e, al contempo, della negazione, osteggiato da Croce ma affrontato da Nietzsche, recensito da Benjamin, amato da Beckett, Leopardi è un autore intorno a cui si è sviluppato un dibattito fatto di percorsi complessi e di svolte, e davanti al quale gli steccati disciplinari rivelano, a fronte della ricchissima articolazione della sua opera, tutta la loro insufficienza. Il volume presenta un Leopardi nuovo, difficilmente classificabile secondo categorie tradizionali, aperto al dialogo con autori e problemi del passato e del presente. I più accreditati specialisti delle nuove generazioni ricostruiscono la sua attività di scrittore pubblico e privato inversi e in prosa, di traduttore, filologo e originale filosofo: un poeta e intellettuale europeo che ha attraversato coraggiosamente ogni campo del sapere, interrogando il mistero del mondo e dell'uomo.
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D'Intino Franco
L'immagine della voce. Leopardi, Platone e il libro morale
br. Oggetto di questi studi non sono tanto le "Operette morali" (cui pure si torna di continuo), bensì ciò che sta a monte: il progetto - maturato da Leopardi dopo l'incontro con Platone e la temporanea rinuncia alla lirica (1823) - di un libro morale in un mondo moderno disincantato e incapace di ascolto. Un progetto inattuale che testimonia e raffigura l'impossibilità di restaurare i tre principali generi morali orali dell'antichità: l'oratoria, il dramma, l'epos, o enciclopedia etica. Nonché, più in generale, l'impossibilità di arrestare il declino antropologico di un uomo che tanto più si corrompe quanto più si alfabetizza. Ecco l'importanza emblematica, al centro delle "Operette" - sul palinsesto del "Fedro" platonico - dell'"Elogio degli uccelli" e del suo silenzioso protagonista-scrittore: un saggio socratico o un oratore ammutolito alla scuola della dialettica, o forse, come Platone, un poeta che ha rinnegato, anche se non del tutto, il canto. Il libro morale moderno, così, non può essere altro che una mercé ben confezionata, un effimero instant-book. Ma la grandezza delle "Operette morali" è nel raffigurare in modo complesso e profondo, al tempo stesso negandola, questa condizione. Il moderno Mefistofele si può forse sconfiggere solo se si accetta la sua sfida.
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D'Intino Franco
La caduta e il ritorno. Cinque movimenti dell'immaginario romantico leopardiano
br. Cosa accade se si "aprono gli occhi" sul mistero del mondo? Se il desiderio di conoscere oltrepassa i limiti del sensibile, e si spezza l'equilibrio tra mente e corpo? Il grande tema antropologico affrontato qui attraverso l'analisi di molti testi è il dramma dell'uomo, un animale "trasposto" (secondo la formula di Leroi-Gourhan) che ha scoperto l'infinito. Il pensiero romantico usa il racconto biblico della Caduta per rispondere al trauma dell'illuminismo e della modernità. Il vertiginoso sviluppo della ragione ha reso sì l'individuo più autonomo e critico ma ha annichilito la vitalità e la speranza: è quel che Leopardi, anticipando Nietzsche, chiama "strage delle illusioni". Poeti, filosofi, romanzieri cercano la via del Ritorno a un mondo pieno di senso. Con loro anche Giacomo, che nei canti pisano-recanatesi ritrova la via di casa e di se stesso. È un viandante ormai stanco, ma riesce a rigenerarsi attingendo energia vitale dall'ingenua semplicità di una fanciulla chiamata Silvia. Silvia, ovviamente, c'est lui. Questo libro vede Leopardi nell'orizzonte di poeti e pensatori post-illuministi e post-rivoluzionari. Da Coleridge a Novalis, da Sade al Goethe del Faust, fino a Henry Adams - sullo sfondo l'antesignano Rousseau - si snoda un racconto fatto di trame, motivi, immagini, idee, lemmi. Ne emerge il nucleo misterioso e inquietante dell'opera leopardiana, in cinque movimenti dell'immaginario che sono comuni a un'intera epoca: l'Inizio, il Consumo, il Vortice, l'Equilibrio, la Spirale. Ma il discorso torna poi sempre a un unico canto, A Silvia, storia dell'umanità caduta, e risorta solo in ombra.
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D'Intino Franco; Maccioni Luca
Leopardi: guida allo Zibaldone
br. Testo inclassificabile, infinito e frammentario, ricco di dottrina e permeato di passione, intreccio di generi, lingue e discipline, lo "Zibaldone" è scrittura vivente che combatte il caos, il dolore, l'oblio, la morte. Il volume ne esplora la ricchezza, da molteplici punti di vista: tempi e luoghi della gestazione, modelli antichi e moderni, fonti esplicite e nascoste, forme di indicizzazione e di organizzazione del discorso, strategie retoriche. E soprattutto idee e problemi, ancora attualissimi, che Leopardi discute e offre ai posteri nei campi più disparati: etica, estetica, metafisica, antropologia, politica, storia e filosofia naturale, filologia e linguistica.
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D'Onofrio, Cesare
Le Fontane Di Roma
This is a near fine hardcover copy in blue cloth with gilt fountain device and title on the front cover and spine labels still bright, in a very good hardshell slipcase. Completely clean inside and out. Slipcase has light wear. Text in Italian. This copy has the often missing pamphlet "Translation of text accompanying figures" in German and English laid-in. 251 magnificent black & white plates. The laid-in pamphlet translates the notes to these plates. Extensive bibliography. A classic in near fine condition. Folio, 12" high X 10" wide, 306 pages. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
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D'Orazio Costantino
Il mistero Van Gogh
br. Van Gogh era davvero un pittore reietto? Com'è possibile che un artista capace, così quotato oggigiorno, in vita non sia mai riuscito a trovare estimatori e collezionisti che acquistassero i suoi dipinti? Per rispondere a queste domande, Costantino D'Orazio ha compiuto un'indagine che parte dal diario lasciato, a metà del secolo scorso, da Vincent junior, figlio di Theo van Gogh, nel quale racconta la carriera, le scelte e i tormenti del suo illustre zio. Da quelle parole è liberamente tratto questo libro, che ripercorre le tappe fondamentali del viaggio realmente avvenuto di Vincent junior nei luoghi frequentati dallo zio. D'Orazio mette in discussione l'immagine del genio folle, per restituirci una visione autentica e inaspettata del mondo di Vincent.
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D'Oriano P. (cur.); Rocchi D. (cur.)
Il male e l'essere. Atti del Convegno internazionale (Roma, 17-19 marzo 2009)
br.
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D'Ormesson Jean
Malgrado tutto, direi che questa vita è stata bella
br. Si può ricostruire la propria vita come se si trattasse di un processo il cui giudice altri non è che il proprio Super-Io? In un serrato, folle e avvincente dialogo con se stesso Jean d'Ormesson ripercorre le tappe salienti della sua esistenza, iniziata tra la fine della Prima guerra mondiale e la grande crisi. Incalzato da un Super-Io severo, benevolo e a tratti spietatamente ironico, d'Ormesson parla dei primi viaggi al seguito del padre diplomatico: inizialmente in Baviera, dove impara a parlare tedesco prima di parlare francese, poi in Romania e in Brasile, fino al rientro in Francia nel castello di famiglia. Casato appartenente alla casta irrequieta e orgogliosa della nobiltà di toga, i d'Ormesson danno poca importanza al denaro, ma questo non impedisce al piccolo Jean di crescere circondato da autisti, cuochi, maggiordomi e cameriere, perché vi sono pur sempre gli obblighi imposti dal rango sociale. Il lignaggio impone un codice di comportamento al quale è fuori questione non sottomettersi: si indossa lo smoking, la marsina, il frac e il cappello a cilindro; sono rigorosamente bandite espressioni come «caspita!», «piacere di rivederla», «buon appetito!» o «buon proseguimento», mentre «dopo cena» è preferibile a «le ventidue», riservata ai ferrovieri. Tra governanti inflessibili che lo sculacciano con la spazzola per capelli, autisti che lo scorrazzano per boschi e sagre di paese e zii che gli trasmettono l'amore per la letteratura, Jean cresce come un grande sognatore e un instancabile lettore che legge tutto quello che gli capita tra le mani: i manifesti sui muri, le ricette dei medici, i volantini per strada, da bambino, e Oscar Wilde e Bergson da ragazzo. Pur riconoscendo di essere nato con una camicia di finissima seta, circondato di privilegi, d'Ormesson è però, soprattutto, figlio del suo tempo, un tempo dominato dal nazionalsocialismo di Hitler e da una guerra che, con i suoi campi di concentramento, i bombardamenti a tappeto, il nucleare, le bugie e i delitti diventa pane quotidiano di una realtà a cui è impossibile sfuggire. Con una prosa ironica, ammiccante e fantasiosa, Jean d'Ormesson si svela al lettore attraverso un resoconto autentico e appassionante della sua vita. Un resoconto in cui i ricordi, i rimpianti e i sogni mai realizzati di un grande scrittore si fondono insieme senza nostalgia né patetismi, per offrire il ritratto a tutto tondo di un secolo e di un'intera nazione.
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D'Ors Eugenio; Geretto M. (cur.)
In cinquecento parole. La storia del mondo, la filosofia, l'igiene. Testo spagnolo a fronte
br. Per i saggi in cinquecento parole di Eugenio d'Ors risulta sempre inadeguata qualsiasi definizione: impossibile parlare di vere e proprie trattazioni, ma al tempo stesso non possono nemmeno essere considerati una collezione di aforismi. Assomigliano molto a dei sistemi in miniatura, se si passa l'espressione, sembrano dei bonsai del pensiero, dove intuizioni di genio attraversano e Illuminano come folgori l'intera storia della civiltà e dello spirito. In queste brevissime opere, interamente pervase da una sottilissima ironia, la ricerca della sintesi si fa estrema, una sfida alle stesse capacità umane, per spingerle massimamente verso il loro "limite superiore", verso la dimensione sopracoscienziale, verso l'"Angelo". Le sinossi in cinquecento parole di d'Ors si possono leggere forse proprio come l'eroico tentativo di far parlare l'"Angelo", quella "sopra-coscienza" che con maggior economia di parole è in grado di raccogliere nei suoi concetti e nelle sue espressioni una visione più vasta di quella raggiungibile dalla semplice umana coscienza. Il fine di questo sforzo sovrumano ha poi un rilievo eminentemente pratico: l'invito costante a coniugare l'intelligenza" e il "servizio", l'intelligenza e la diakonia. Gli scritti costituiscono una naturale introduzione al pensiero di uno dei filosofi più originali nel panorama spagnolo del primo Novecento.
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D'Orsi Angelo
1917. L'anno della rivoluzione
br. A marzo una rivoluzione "democratica" costringe lo zar Nicola II ad abdicare. In aprile gli Usa fanno il loro ingresso nel conflitto mondiale, a maggio tre pastorelli vedono una "Signora" biancovestita a Fatima in Portogallo, a luglio il capitano inglese Lawrence (detto poi d'Arabia) strappa Aqaba ai turchi e ad agosto Benedetto XV pronuncia le sue parole contro "l'inutile strage" che da tre anni sta insanguinando l'Europa e il mondo. A settembre si moltiplicano gli ammutinamenti al fronte e i tumulti nelle città contro la guerra, ad ottobre a Parigi viene fucilata Margaretha Zelle, danzatrice nota come Mata Hari, e contemporaneamente le truppe italiane vengono travolte a Caporetto. A novembre, mentre i bolscevichi conquistano il Palazzo d'Inverno, la Dichiarazione Balfour apre la strada alla creazione dello Stato di Israele e a una nuova organizzazione del Medio Oriente. A dicembre in Italia il presidente del Consiglio Orlando esorta il paese a "resistere! resistere! resistere!"... 12 mesi per raccontare, tra fatti e ideologie, l'anno in cui tutto è cambiato, in cui il Novecento si è fatto secolo, in cui sono stati stretti nodi che ancora ci imprigionano. Un affresco mosso e dai colori forti e appassionati. 12 capitoli attraverso i quali l'autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti al presente, che per tanti versi ne ha raccolto l'eredità.
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D'Uggento Maria Rosaria
Baruch degli angeli
br. Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica.
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D'Uggento Maria Rosaria
Baruch degli angeli
br. Perché ancora una biografia su Spinoza dopo le tante che sono state scritte? Intanto si spera di aver dato al lavoro un taglio originale. Interessava l'uomo, che a noi è apparso sensibile e passionale, a dispetto di tutta una tradizione che continua a definirlo, sbagliando, il filosofo del razionalismo (quando persino in ambito conoscitivo considera la "scienza intuitiva" l'ultimo e più eminente grado della conoscenza). E dell'uomo abbiamo tentato un'analisi psicologica. Non abbiamo privilegiato il filosofo, ma non potevamo sottovalutare la sua battaglia contro l'"odio teologico", il suo ateismo e il suo libertinismo (sì, Spinoza è un libertino) che lo oppongono apertamente alla teologia tradizionale personalistica e trascendentistica, a favore invece di una nuova, commovente e coinvolgente, teologia immanentistica.
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D'Uggento Maria Rosaria
Un popolo di lazzaroni
br. È più facile dividere che unire, soprattutto quando si soffia sul risentimento, legittimo, del popolo meridionale. Ma i sovrani francesi e lo Stato ebbero una forza molto maggiore rispetto a quella della monarchia borbonica e degli altri stati preunitari perché riuscirono nell'operazione di "amalgama", realizzando riforme importanti se non risolutive. Rischiavamo di rimanere un popolo di "lazzaroni"; siamo diventati un popolo "moderno".
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D. Giovanni-Benedetto Monti
Le catene del principe degli apostoli a roma, ode di D. Giovanni-Benedetto Monti, camaldolese perugino
[Perugia-Camaldoli ](cm.21,6) Brossura originale con dedica autorgrafa dell'Autore : "Al sig. Giovanni Colacicchi-Salviati in segno di stima, ricordo dell'Autore gubbio 5 luglio 1856". -pagine 8. Elegante Frontis entro cornice con fregi agli angolii. ode in onore di Alessandro Conte Coppi. buon esemplare . [F.75] Libro
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d`Agnel, J. Arnaud & Jean Perrin
Les Arts Appliqués en Provence
This is a fine hardcover copy with almost no wear. Completely clean inside and out. Originally published in softcover, this copy was later bound in brown cloth with a black leather title label, title in gilt on the spine. The original softcovers are bound in. Text in French. Fine survey of the decorative arts of Provence, France. Illustrated with 235 heliogravures (brown or sepia tones) + 32 color plates. List of plates. Limited edition of 900 copies on 'Helio Special' paper. 13" high X 10" wide, 251 pages. A beautiful copy. Large heavy book, foreign shipping will be extra. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
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Da Col, Ivo
Un romanzo del Seicento. La Stratonica di Luca Assarino.
cm. 18 x 25,5, 244 pp. con 24 tavv. f.t. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 595 gr. 244 p.
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DA LEZZE Blaas
MARINA A BORDO ED A TERRA. A cura dell' Ufficio speciale del Ministero della Marina.
In folio (mm. 455x335), cartella in mz. tela verde con legacci, al piatto anter. applicata la copertina orig. figurata (eseguita da Guido Marussig), contenente, a fogli sciolti, pp. (4) (frontespizio e indice delle tavv.) e una raccolta di 15 tavole, ciascuna con 2 illustrazioni a colori, applicate su cartoncino. "Edizione originale". Tiratura di 500 esemplari numerati. Il ns., 320, con tracce di colore verde al marg. esterno del frontesp.; lievi aloni marginali sulle ultime 4 tavv., altrimenti buon esemplare. “De Blaas Giulio (detto Lulo) (1888-1934). Avviato allo studio della pittura dal padre, fu poi discepolo di Ettore Tito per due anni. Dopo gli studi si recò a Monaco e a Parigi. Prese parte, prima della grande guerra, alla Biennale di Roma, ma poi si tenne quasi sempre lontano dalle esposizioni. Durante il conflitto mondiale, per incarico del Ministero della Marina, dipinse scene di guerra: quindici tavole sono state pubblicate (Milano 1919) da Alfieri e Lacroix nella raccolta "Marina a bordo ed a terra"”. Nel 1922 partì per l’America del Nord dove riuscì a crearsi una buona fama; difatti tutta la sua produzione migliore si trova colà”. Cfr. Diz. Biografico degli Italiani,33, p. 387 - Comanducci “I pittori italiani dell’800”, p. 182.
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DA OSIMO Bruno (Marsili Bruno)
DODICI SONETTI A S. CHIARA D'ASSISI.
In-8 gr., brossura orig. figurata, pp. (92), adorno di 29 belle xilografie, titoli e capilettera in rosso. Testo e legni originali del marchigiano Bruno Marsili (1888-1962), artista dalla vastissima produzione xilografica; traduzione francese a fronte. Opera composta in carattere Bodoni, stampata a due colori. Cfr. Servolini, 246. Tiratura di 60 esempl. ad personam e 870 numerati. Il ns., “ad personam”, è molto ben conservato.
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Da Pozzo, Giovanni
La prosa di Luigi Russo.
cm. 18 x 25,5, 308 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 624 gr. 308 p.
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Da Rold Gianluigi
LA BATTAGLIA DI VIA SOLFERINO.
Sugarco, 1984. In-8, brossura, pp. 159. In ottimo stato.
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DA VERONA Guido
IL LIBRO DEL MIO SOGNO ERRANTE. VIII. Migliaio.
In-16 gr., mz. tela coeva (lievi manc.), pp. (6),366,(2). Prima edizione. Dedica autografa dell’A. al risg. anter. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato.
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Da Verona Guido; Pellegrini A. (cur.); Rossi M. (cur.)
La storia del mio funerale
br. In un autoritratto lirico, Guido da Verona si presentava come celibe, benché non lo fosse affatto. Con un'anima di antenato. Antipatico a se stesso in modo superlativo. E in rotta con i filosofi e con gli apostoli di ogni fede. Ottimo ballerino di tango, poliglotta e fratello di chiunque stesse contro la moltitudine, si miniava libertino, fumatore di prelibati sigari e uomo tenacemente deciso a scegliere come logica della vita "quella di non averne alcuna". Ma soprattutto nomade errante diceva d'essere, amatore della strada, della primavera e del profumo dei rosai, non meno che dei puri-sangue, della poesia e del gioco del baccarà. (...)
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DACHY MARC E ALTRI
MAGRITTE E IL SURREALISMO IN BELGIO. CATALOGO DELLA MOSTRA, ROMA, GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA, 28 APRILE - 4 LUGLIO 1982
ricco apparato illustrativo a colori e in bianco e nero
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Dadà Silvia
Etica della vulnerabilità
br. Molti eventi della storia del Novecento rappresentano una prova della vulnerabilità dell'essere umano. Con le due guerre mondiali e lo scoppio della bomba atomica l'Occidente ha dovuto fare i conti con la sua fragilità, rinunciando al sogno di controllo sul mondo. Una instabilità accresciuta con il nuovo millennio: la rivoluzione tecnologica ha privato il soggetto umano dell'esclusivo possesso del terreno dell'azione, lasciando all'intelligenza artificiale il compito di costruire la realtà virtuale; la legge del mercato, alla base del sistema capitalistico, ha fatto entrare in scena forze che superano le entità statali; il fenomeno migratorio ha rivelato la necessità di pensare se stessi e la propria comunità non più in modo monolitico. Riflettere sulla vulnerabilità diventa una necessità, che il volume prova a indagare in tre tappe. La prima è dedicata all'inquadramento concettuale della vulnerabilità come motore etico dell'azione; la seconda alla riflessione politica e al ruolo della vulnerabilità come base per una nuova giustizia; la terza alle potenzialità della vulnerabilità sul terreno bioetico. È così che l'uomo, scoprendosi sempre più esposto e indifeso, si vede implicato in prima persona in una rete di relazioni e dinamiche di portata globale decisive per la sua vita.
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DAESCHNER, Franz
Die Kontrollstatistik im modernen Fabrikbetriebe. Praktische Winke für Fabrikanten, Aufsichtsratmitglieder, Bücherrevisoren usw. zur Erzielung einer genauen Übersicht über die jeweiligen Geschäftsverhältnisse.
Hannover:, Jänecke., 1907. 77 (3)S. Original Leinwand mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel. [3 Warenabbildungen] Leicht berieben, Eigenvermerk auf Titel oben, Klammerbindung angerostet, sonst gut erhalten.
Référence libraire : 25856B
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DAESCHNER, Franz:
Die Kontrollstatistik im modernen Fabrikbetriebe. Praktische Winke für Fabrikanten, Aufsichtsratmitglieder, Bücherrevisoren usw. zur Erzielung einer genauen Übersicht über die jeweiligen Geschäftsverhältnisse.
77 (3)S. Original Leinwand mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel. Leicht berieben, Eigenvermerk auf Titel oben, Klammerbindung angerostet, sonst gut erhalten. Mit Verfasser-Vorwort, etlichen Tabellen und Formularen, Sachregister und Verlagseigenwerbung am Schluß.
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Dagen, Philippe (dir.)
Gilles Aillaud
Editions Hazan/Académie de France à Rome, Paris, 2007. In-4, broché sous couverture rempliée et illustrée en couleur, 159 pp. Préambule, Gilles Aillaud - Ce "regard fixe et pénétrant", Philippe Dagen - Glossaire de Gilles Aillaud selon Pierre Buraglio - Témoignages - Gilles Aillaud, Netta Vespignai - Notes autour de la peinture de Gilles Aillaud, Federico Nicolao - L'ami ...
Référence libraire : 8802
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Dagen, Philippe (préf.)
Zao Wou-Ki encres récentes
Galerie Marwan Hoss, Paris, 2000. In-4, broché sous couverture rempliée et illustrée en noir et blanc, 40 pp. Vagabondages, texte de Philippe Dagen - Planches - Biographie - Principales expositions individuelles - Collections publiques - Editions de la galerie Marwan Hoss.
Référence libraire : 4288
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Dagnino Virgilio
GLI INCORPORATI. IN MEMORIA DI FRANCO ANTOLINI.
Industrie Grafiche Nicola, 1964. In-8, brossura, pp. 123. Dedica autografa dell'autore alla brossura esterna. In buono stato.
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Dahlke, Hans (Hrsg.)
Günthers Werke in einem Band. Ausgewählte Werke von Johann Christian Günther, eingeleitet von Hans Dahlke.
Weimar., Volksverlag., 1957. Kl. 8° 340 Seiten, 1 Tafel. Original Halbleder. Die Versandkosten für Kunstwerke und mehrbändige Werke können von den Standard-Versandkosten abweichen. Ausgesondertes Exemplar einer literarischen Gesellschaft, gestempelt.
Référence libraire : 19963AB
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Daix, Pierre et al.
Antonio SauraLot de 4 catalogues
Galerie Stadler, Paris, 1981 et 1983.Casa de Espaňa, Paris, 1983.Musée des Beaux-Arts de Caen, 2001. Deux in-12 brochés [non paginés], un in-8 agrafé [16 pp.], un in-8 broché sous couverture illustrée en couleurs [64 pp.] 1. Saura, Portraits raisonnés, Galerie Stadler [8 octobre - 21 novembre 1981], texte de Severo Sarduy : "Saura ou le pinceau pourpre".2. Dora Maar d'après Dora Maar/Portraits raisonnés avec chapeau, Antonio Saura, Pierre Daix, Galerie Stadler [2 juin - 9 ...
Référence libraire : 8026
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Dainese F. (cur.); Quaglia E. (cur.)
Contourner le vide : écriture et judéité(s) après la Shoah
br.
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Dal Bello Mario
Bellini. Un teatro dell'anima
br. Fatalità, fuoco e catarsi. Ecco il romanticismo di Vincenzo Bellini, il musicista siciliano "biondo e di gentile aspetto", scomparso a soli 34 anni nel 1835. La sua musica è rimasta con le melodie "lunghe lunghe lunghe", come scriveva Verdi, capaci di incantare le generazioni di ieri e di oggi per la loro bellezza e purezza. Norma, Sonnambula, I puritani sono tra i capolavori assoluti del teatro in musica di ogni tempo, tuttora rappresentati in ogni parte del mondo. Maria Callas, che ha fatto riscoprire Bellini negli anni Cinquanta, aveva colto il segreto dell'arte belliniana: la capacità rara di cantare l'anima, il sentimento dentro ad una atmosfera di ardore e di estasi al tempo stesso. Protetto da Rossini, rivale di Donizetti, ammirato da filosofi come Schopenhauer e musicisti come Chopin e Wagner, Bellini è passato alla storia come una personalità elegiaca. Ma la sua vicenda personale presenta risvolti di un carattere determinato verso il successo, di fierezza mediterranea oltre che di passionalità romantica. Trasfigurati da una musica dove l'unità parola-suono è spesso perfetta. Bellini è il musicista di "Casta Diva", ma anche quello di "Suoni la tromba e intrepido".
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Dal Bello Mario
Verdi. Il teatro del dolore
br. A 200 anni dalla nascita, la musica di Giuseppe Verdi è più viva che mai. Le sue opere vengono rappresentate in tutto il mondo. Ma chi era in effetti l'uomo che Rossini definiva "il compositore col casco", per via della irruenza delle sue melodie e altri l'"Orso di Busseto", per il carattere difficile? Per molti Verdi è solo il compositore del Risorgimento nazionale, l'autore di "Va' pensiero". L'uomo, in realtà, ci sfugge. Riservato come pochi, Verdi ha avvolto spesso la sua vita privata di un alone di mistero. Per fortuna è rimasta la musica. Mario Dal Bello, ne ripercorre le tappe, analizzando il suo "teatro del dolore", dove le vicende dell'uomo vengono accostate e raccontate con un sentimento di profonda comprensione, di autentica pietas. Ne emerge come scrive nell'introduzione il critico Enrico Girardi - alla fine la sensazione di "saperne di più anche sull'uomo Verdi" e non solo sulla sua straordinaria avventura artistica. La quale continua a commuoverci, perché come ha scritto d'Annunzio - Verdi ha "pianto ed amato per tutti".
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Dal Bon Bruno
La gioia sovrana. Nietzsche e la musica come filosofia
br. È la musica che occupa i centri vitali del pensiero e dell'agire filosofico di Nietzsche, l'unica esperienza sensibile nella quale il filosofo ritrova un sapere ancestrale dove, a credere all'emozione musicale, tutto sembra già scritto: "Ora sono musicista solo quel tanto che mi basta per l'uso quotidiano nella mia filosofia" (EP II, 242). Tra le molte musiche che attraversano la sua esistenza l'operetta è quella che cadenza i suoi momenti di piena adesione alla vita, dalle prime scorribande studentesche a Lipsia fino alla beffarda irruzione nella follia. Lontana dai grandi sentimenti ed estranea all'arte realista, l'operetta è l'arte del quotidiano, del provvisorio che deforma e incide con ironia e sarcasmo ed è lì che Nietzsche si cala senza timori, smarrendosi in un fluire musicale che lo allontana dalla gravità e lo salva. Prefazione di Michel Onfray.
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Dal Canton Giuseppina (Testi di)
Astolfo de Maria 1891-1946
illustrazioni a colori e in nero
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Dal Fabbro A. (cur.); Martinelli P. M. (cur.)
Architetture di Mart Stam (1924-1933). Disegni, modelli, interpretazioni
br.
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DAL FABBRO Beniamino
LA SERA ARMONIOSA. E altre poesie tradotte.... Del tradurre, 23 paragrafi.
In-8 p., brossura editoriale, pp. 173,(3). Prima edizione. Contiene poesie tradotte da “Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Proust, Apollinaire, etc., etc.”. Cfr. Gambetti-Vezzosi, p. 152. Ben conservato.
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DAL FABBRO Beniamino
TOMEA.
In-4 gr., bross., pp. 21 con 11 tavv. f.t. a col. In buono stato.
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