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‎Mountaineering climbing‎

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‎Mountain‎
Number of results : 10,325 (207 Page(s))

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‎Zhoh Ario Daniel‎

‎Verso il cuore bianco della Terra. La traversata dell'Alaska selvaggia‎

‎ill., ril. «Anni fa un luogo speciale entrò per sempre nel mio cuore: l'Arctic National Wildlife Refuge, uno degli ultimi paradisi terrestri a rischio di devastazione nel caso le trivelle petrolifere ottengano il via libera. Da allora continuo a tornare lassù: poiché ho compreso che sì, esistono il Polo Nord ed il Polo Sud; e che esiste anche il Polo del Freddo in Siberia. Ma quel che ho trovato nell'estremo nordest dell'Alaska non è l'oro, non sono le pellicce, non è niente che si possa sfruttare economicamente. Quello che ho scoperto quassù è il Polo della Bellezza. Un posto che ci restituisce il significato più profondo del nostro essere umani, un luogo dove il nostro spirito si rinnova anche se viviamo a migliaia di chilometri di distanza. Per il nostro bene e per il bene dei nostri figli è importante sapere che un Refuge così ancora esiste, anche se non si avrà occasione di andarci.» Fra Caribù, Orsi Grizzly, Lupi, Uccelli migratori, il bianco accecante della neve, il verde e il viola intenso dell'Aurora, Ario Daniel Zhoh descrive un viaggio ai limiti della purezza assoluta, in solitudine e in autosufficienza. Viaggio che non ha come obiettivo alcun record se non quello di offrire un piccolo contributo individuale alla causa di tutta l'umanità.‎

‎Ferrara Francescopaolo‎

‎Montagne mediterranee. In cammino sull'Appennino Meridionale‎

‎ill., br. Ognuno può trovare la via per andare in montagna e ognuno deve trovare la sua via. Questo libro non ha la pretesa di indicare la via migliore, ma vuole solo invitare ciascuno a trovare la propria e a viverla secondo le sue capacità, la sua indole, i suoi desideri. Nella sua esperienza di escursionista e sci-escursionista (principalmente tra le montagne del Salernitano e dell'Irpinia) l'autore ha "scoperto" vie affatto modeste, ma le ha battute con intensità di emozioni e pienezza di sensazioni. Augura al lettore una simile e appagante ricerca, mostrandosi aperto a una scoperta diversa del territorio, pronto a ritrovare la fanciullesca capacità di stupirsi.‎

‎Heckmair Anderl‎

‎Gli ultimi tre problemi delle Alpi‎

‎ill., br. Le Nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell'Eiger, tetre e smisurate, sono gli obiettivi chiave su cui si concentra l'alpinismo degli anni trenta. L'idea degli "ultimi tre problemi" nasce tra gli arrampicatori bavaresi della Scuola di Monaco e nella cerchia dei colleghi austriaci che, dalla metà degli anni venti, sperimentano la nuova scala delle difficoltà in sei gradi sulle pareti del Kaisergebirge, del Karwendel e delle Dolomiti. In questo clima di strenua competizione si fa le ossa la giovane guida Heckmair. Traversando le Alpi in bicicletta, insegue da un anno all'altro l'obiettivo delle Jorasses. Quando sfuma, si getta sulla Nord dell'Eiger e, nel 1938, dopo anni di assedio costati la vita a ben nove alpinisti, riesce infine a "risolvere il problema".‎

‎Desmaison René‎

‎Trecentoquarantadue ore sulle Grandes Jorasses‎

‎ill., ril. Massiccio del Monte Bianco, 11 febbraio 1971: René Desmaison tenta la direttissima della Punta Walker sulle Grandes Jorasses insieme al giovane compagno, Serge Gousseault. Di fronte si trovano 1.200 metri di granito e ghiaccio strapiombanti e soggetti a continue scariche di neve e sassi. La salita è più dura del previsto e i due devono bivaccare più volte; fino al 17 il tempo regge, ma poi si mette al brutto. Ormai sono a 200 metri dalla vetta, l'unica possibilità è arrivare in cima, ma i collegamenti col fondovalle e i familiari si sono interrotti, i viveri scarseggiano e Serge Gousseault tradisce i primi segni di sfinimento: è l'inizio della fine. A Desmaison non resta che attendere i soccorsi che arriveranno dopo più di due settimane in parete.‎

‎Contin Bruno‎

‎Giorni in salita‎

‎ill., br.‎

‎Urubko Denis‎

‎Eccesso di montagna‎

‎brossura Urubko è oggi uno dei più grandi interpreti viventi dell'alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Un vero gigante dell'alpinismo: più di 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria. Nel 2009 ha concluso la salita di tutti i 14 Ottomila in 9 anni. È il 7° al mondo a salirli tutti senza ossigeno. E inoltre ne sale 4 due volte: Broad Peak, nuova via; Manaslu, nuova via; Makalu, prima ascensione invernale e nel 2011 compie con Simone Moro e Cory Richards, l'incredibile prima salita invernale assoluta al Gasherbrum II.‎

‎Hornbein Thomas F.‎

‎Everest, cresta ovest‎

‎ill., br. «Se riusciremo a farcela» disse Norman Dyhrenfurth, il capo della spedizione americana del 1963 all'Everest «avremo portato a termine la più grande impresa mai compiuta in Himalaya». Alludeva al duplice obiettivo di scalare la più alta montagna della Terra lungo una via nuova, la Cresta Ovest, e di portare i primi americani in vetta dal Colle Sud. In effetti la spedizione entrò nella storia delle ascensioni himalayane, e il merito fu soprattutto di Tom Hornbein e Willi Unsoeld. Una volta impegnati sulla Cresta Ovest, senza possibilità di tornare indietro dal ripido budello del Couloir Hornbein, i due alpinisti proseguirono decisi fino in cima e furono poi costretti a bivaccare in discesa a più di 8500 metri, senza ossigeno né cibo. Il resoconto della prima traversata e della lotta che i protagonisti dovettero affrontare per sopravvivere è riportato con accenti indimenticabili in questo libro, un classico della letteratura di montagna anglosassone.‎

‎Colli Dante‎

‎Oltre la vetta. Vita e imprese di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta‎

‎brossura‎

‎Curnis Mario‎

‎Diciotto castagne. La montagna, il bosco, la felicità. Ediz. illustrata‎

‎ill., ril. Mario Curnis è stato in parete con quattro generazioni di scalatori, i più grandi. Ha affrontato le Alpi, le Ande, l'Himalaya e più volte l'Everest. Ma non è stato solo un alpinista. Ha conosciuto fin da bambino la fame, le privazioni e la fatica del lavoro, poi via via ha incontrato il successo e il fallimento, la malattia, la depressione e la rinascita, sempre con al fianco la moglie Rosanna, con la quale vive in una baita lontano da tutto. Loro, insieme, hanno piantato mille alberi e spostato le montagne. Quella di Mario Curnis è una storia di riscatto, dignità, coerenza, ribellioni, rischi, rivincite e resurrezioni. Di come si possa cadere, combattere e rialzarsi. Ma è anche un'attualissima lezione di semplicità e di armonia con l'ambiente. E il racconto di come si possa, con pochi mezzi, rinunciando al superfluo, ottenere il risultato più difficile: la felicità. Perché la felicità non costa nulla ed è accanto a noi, posata sul ramo di un albero o nascosta sotto la neve. La sua è una storia unica e irripetibile, ma che parla delle vite di tutti. La sua memoria non descrive il fascino di un mondo che non c'è più, ma quello di un mondo come potrebbe essere. Questo volume non è una biografia. Procede per ricordi, associazioni, sfoghi. La vita di Curnis emerge piano dalle pagine, un tassello dopo l'altro. A fare da filo conduttore, tra flashback, aneddoti e frammenti di diario, è la saggezza del suo sguardo da "capo indiano", l'indipendenza di giudizio con la quale analizza e interpreta le sue vicende, l'alpinismo di ieri e di oggi, la sobrietà, l'ascolto della natura, la vita e la morte, la solitudine e l'amicizia, il lavoro e la passione. La felicità, sempre.‎

‎Diemberger Kurt‎

‎Passi verso l'ignoto. Dal K2 all'Amazzonia. Le avventure di uno dei più grandi alpinisti viventi‎

‎ill., ril. Il libro riassume la storia di cinquant'anni di alpinismo mondiale e delle imprese più spettacolari di cui Diemberger è stato protagonista. Cercatore di cristalli a sedici anni, Diemberger ha sempre privilegiato gli ambienti incontaminati e le sfide estreme, sia sulle vette più alte del mondo sia nella foresta vergine amazzonica. Ma questo libro non è solo un libro sulla montagna, è anche un libro sugli uomini, sulle popolazioni incontrate nel corso delle sue spedizioni e sui compagni di avventura, primi fra tutti il grande Hermann Buhl, con il quale ha compiuto la prima ascensione al Broad Peak e al Dhaulagiri, e Julie Tullis, compagna di cordata e di "regia", tragicamente scomparsa sul K2 nel 1986.‎

‎Robert Alain‎

‎Spiderman‎

‎ill.‎

‎Capra Giovanni‎

‎Due cordate per una parete. 1962, la prima italiana sulla Nord dell'Eiger‎

‎ill., ril. Nel 1962, a ventiquattro anni dalla celebratissima prima salita compiuta da Harrer, Heckmair, Kasparek e Vòrg, nessun italiano era ancora arrivato in vetta all'Eiger dalla parete Nord, la terribile Nordwand. Ci avevano provato i vicentini Menti e Sandri nel 1937, restando vittime della parete; ci avevano provato, nel 1957, Corti e Longhi, insieme a una cordata tedesca: ancora una volta l'impresa era finita in una tragedia, e la parete e la montagna simboli dell'alpinismo sembravano destinate a restare precluse agli italiani. Ma nell'agosto del 1962, due cordate di forti alpinisti, Aste, Solina e Acquistapace da una parte, e Perego, Mellano e Airoldi dall'altra, determinate ad arrivare in vetta, si incontrano sotto il Secondo Nevaio e decidono di continuare insieme. La progressione diviene più lenta ma continua e, nonostante le scariche e il maltempo, tutti e sei arrivano in cima senza un graffio e scendono a valle vittoriosi. Due cordate per una parete racconta un'impresa straordinaria, e descrive uno spaccato dell'Italia alpinistica (e non solo) dei primi anni Sessanta, fatto di operai, contadini e artigiani, molti dei quali hanno conosciuto la montagna grazie agli oratori e che hanno scalato per passione nei ritagli di tempo diventando sì accademici del CAI, ma restando defilati e sconosciuti al grande pubblico.‎

‎Krakauer Jon‎

‎Aria sottile‎

‎ill., ril. Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.‎

‎Manfredi Mauro‎

‎80 anni sulle mie montagne. Apologia di un'attività inutile‎

‎br. «A guidarmi è stato un demone interno o, se preferite, uno stato di necessità. La montagna mi ha stregato. Quando in momenti diversi ho tentato di sottrarmi alla sua magia, mi ha richiamato all'ordine in modo perentorio. Il fatto è che non posso fare a meno di quel mondo alpino duro, essenziale, affascinante, dove meglio mi riesce di sintonizzarmi con la meraviglia e il mistero. Non posso decifrarli, posso soltanto abbandonarmi alla forza trascinante della loro seduzione». Prefazione di Nanni Villani.‎

‎Monte Civetta. Disegno a lapis tit. e datato dall'autore anonimo sett. 1911‎

‎Disegno a matita su foglio di cm. 29xz21. Una parte del dis. è stata eseguita su un foglio separato e successivamente applicato al foglio più grande. Tre alpinisti in cordata sul Monte Civetta. Titolo, data e firma (piccola, pressoché illegibile) folc‎

‎Album Fotografico,‎

‎3° Alpini - Battaglione Valdora. Il Richiamo.‎

‎Album cartonato in-4 oblungo (mm 260x345), raccolta di fotografie riguardanti il 3° Reggimento Alpini - Battaglione Valdora, anno 1939-1940. 42 fotografie di diversi formati sulle prime 12 pagine, 24 pagine vuote. Frontespizio con titolo e distintivo del Battaglione Alpini "Valdora" - Anteguerra 1939 (un'aquila dagli artigli spropositati, in basso una catena di montagne innevate; sotto l'ala destra del rapace compare il nominativo del battaglione e più in basso il suo motto: "CON PRONTI ARTIGLI"). L'album ripercorre la storia del Battaglione Valdora, a partire dal richiamo (1939-1940) , con documentazioni fotografiche degli spostamenti logistici degli alpini. Tra i nomi presenti, figura quello del sottotenente " Faggion Giuseppe fu Bortolo e di Gatsti Ester, da Gallarate (Varese), tenente 3° reggimento alpini. -Comandante di plotone della compagnia di rincalzo, si offriva per il recapito, sotto violento tiro di artiglieria nemica, di un ordine urgentissimo al comando del battaglione in movimento verso le posizioni nemiche. Assolto il compito, rimaneva volontariamente al battaglione stesso, partecipando al combattimento ed alla susseguente avanzata. Bell'esempio di alte virtù militari. -Colle della Pelouse -Mont Rond, 23 glugno 1940" (cfr. Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 242, pag. 4050). Interessante testimonianza, in perfetto stato di conservazione.. .‎

‎Album Fotografico,‎

‎Un anno di escursioni alpine.‎

‎Album fotografico con 90 fotografie di diversi formati applicate su 23 pagine; legatura coeva in tessuto floreale. Al titolo "Vittorio" ed in basso su tre righe la strofa della poesia di Giovanni Marradi" ... e vi palpita a larghe onde la vita. ... qui dove effondi in rupi di granito. l'eterna poesia ..." Le immagini descrivono le escursioni di un gruppo di esperti alpinisti, tra i quali il "Vittorio" a cui l'album è dedicato. Ogni pagina riguarda una montagna o una localià: Monte Verzel, Givalet, Pian della Mussa, Ciamarella, Bessanese, Ivrea, Le Lunelle, Piano dell'Orso, Val di Susa, Val Pellice, Val Chisone Valle d'Aosta, Monte Colombo, Moncenisio, Vanoise-Savoia etc. Deliziosa testimonianza relativa al periodo, 13 giugno 1921-15 agosto 1922.. .‎

‎BOLLETTINO DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 1903. Vol. XXXVI - N. 69. Supplemento alla Rivista mensile del C.A.I.‎

‎In-8 gr., brossura orig. (picc. strappi), pp. VIII,263, con 18 illustrazioni in b.n., 1 schizzo topografico della catena del Monte Bianco, nel t., 17 tavv. in b.n. e 6 schizzi più volte ripieg., f.t. Testo ben conservato.‎

‎BOLLETTINO DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 1904-1905. Vol. XXXVII - N. 70. Supplemento alla Rivista mensile del C.A.I.‎

‎In-8 gr., brossura orig. (picc. manc. al dorso), pp. VIII,494, con 193 ill. fotografiche in bianco e nero, anche a piena pag., oltre a disegni, schizzi, piante, sezioni, ecc., nel t. Dedicato a: "I rifugi del Club Alpino Italiano". Storia e descrizione illustrata, con elenco dei rifugi costruiti in Italia da altre Società Alpine. Compilazione del Dr. Agostino Ferrari. Testo ben conservato.‎

‎BOLLETTINO DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 1906. Vol. XXXVIII - N. 71. Supplemento alla Rivista mensile del C.A.I.‎

‎In-8 gr., brossura orig. (picc. manc. e tracce d’uso)), pp. XV,351, con 94 ill. fotografiche in b.n., disegni, schizzi, piante, sezioni, ecc. (anche a piena pag.), nel t. e 4 tavv. f.t., più volte ripieg., tra cui: la cartina geografica della Colonia Eritrea, panorama di Asmara e Cheren, schema topografico della Val San Giacomo e panorama del vallone del Truzzo e dell’Alta Val S. Giacomo. Testo ben conservato.‎

‎BOLLETTINO DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 1908. Vol. XXXIX - N. 72. Supplemento alla Rivista mensile del C.A.I.‎

‎In-8 gr., bross. (picc. manc. al dorso), pp. XVI,212, con 13 ill. fotograf. in bianco e nero, ritratti, carte, schizzi, disegni, ecc., anche a piena pag., nel t. ed 1 schizzo topografico del Gruppo del Corno Bianco, a doppia pag. f.t. Testo ben conservato.‎

‎BOLLETTINO DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 1909. Vol. XL - N. 73. Supplemento alla Rivista del C.A.I.‎

‎In-8 gr., brossura orig. (fiorit.), pp. XXXIX,327 + XLVIII di “Indice generale alfabetico delle dieci annate (1894-1903) (volumi XXVIII-XXXVI) del Bollettino del C.A.I. compilato da Federico Federici”, con 73 ill. fotografiche in b.n., ritratti, ricordi, carte, schizzi, disegni, ecc., nel t. ed 1 schizzo topografico del Gruppo del Disgrazia. Testo ben conservato.‎

‎AA. VV.‎

‎In alto. Cronaca della Società Alpina Friulana. Sezione di Udine del Club Alpino Italiano. Serie IV. Vol. LIX / Anno XCV - 1974‎

‎Stato di conservazione: MOLTO BUONO, qualche segno d'uso alla copertina, qualche fioritura, per il resto in ordine. Pubblicazione a cura del CAI - Sezione di Udine. Direttore responsabile Giovanni Maria Cojutti. Numero dedicato al 86° Congresso Nazionale del CAI e celebrazioni del centenario della SAF (Società Alpina Friulana), tenutosi nel settembre 1974 a Udine. Interventi di Oscar Soravito, Bruno Cadetto, Mircea Marckhart, Hermann Wiegele, Danilo Skerbinek, Giovanni Tommasi, Duilio Durissini, Giovanni Spagnolli, Antonio Comelli, Umberto Pototschnig, A. Predieri, Silvano Zorzi, Gaetano Cola, Riccardo Querini, Carlo Giacomelli, Ezio Franz.‎

‎AA. VV.‎

‎In alto. Cronaca della Società Alpina Friulana. Sezione di Udine del Club Alpino Italiano. Vol. LVII - Anno XCII - 1972‎

‎Stato di conservazione: MOLTO BUONO, qualche segno d'uso alla copertina, interno ottimo. Pubblicazione a cura del CAI - Sezione di Udine. Direttore responsabile Giovanni Maria Cojutti. Rivista promossa dalla sezione di Udine del Club Alpino Italiano. Serie III. Vol. LVII - Anno XCII - 1972 Molti articoli dedicati a spedizioni, salite, diari di viaggio, ma anche alla tutela dell'ambiente alpino e del paesaggio, con numerose foto e illustrazioni (grafici, piantine, una cartina ripiegata).‎

‎L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA. 17 Settembre 1933. Anno 60 - N. 38.‎

‎In-4, brossura. In buono stato di conservazione. In questo numero: “Da un podio eretto davanti alla Mostra della Rivoluzione Fascista il Duce assiste alla sfilata dei 50.000 avanguardisti del Campo Dux - 12 Settembre” .‎

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