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BRECHT, Bertolt (Augusta, 1898 - Berlino, 1956)
Scritti sulla letteratura e sull'arte
Nota introduttiva di Cesare Cases. Traduzione di Bianca Zagari . 8vo. pp. 342. . Ottimo (Fine). . Prima edizione italiana (First Italian Edition). .
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BRECHT, Bertolt (Augusta, 1898 - Berlino, 1956)
Lehrstucke
. 16mo. pp. 198. . Molto buono (Very Good). . . . Si allega un secondo libro dell'Autore: Bertolt Brecht, Furcht und Elend des Dritten Reiches. Rowohlt, 1967
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SHAKESPEARE, William
Othello
Edited by M.R. Ridley . 8vo. pp. LXX-246. . Ottimo (Fine). . . . Three books by the same Author and Publisher / Si aggiungono tre libri dello stesso autore ed editore: Antony and Cleopatra (1967. Edited by M.R. Ridley, pp. XLIX-278) - MacBeth (1966. Edited by Kenneth Muir, pp. LXXII-206) - All's well that ends well (1967. Edited by G.K. Hunter, pp. LIX-152)
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DE MUSSET, Alfred
Croisilles
Bearbeitet und herausgegeben von Dr. Friedrich Werner . 16mo. pp. 60. . Molto buono (Very Good). Firma di appartenenza alla prima pagina bianca (Owner's name on the first blank page). . .
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SHAKESPEARE, William
The Complete Works. Containing the Plays and Poems with special Introductory matter, Index of Characters and Glossary of unfamiliar terms
. 16mo. pp. XXXII-1312. . Molto buono (Very Good). Una dedica anonima alla prima pagina bianca (Anonymous inscription on the first blank page). . .
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BRECHT, Bertolt (Augusta, 1898 - Berlino, 1956)
Me-ti. Buch der Wendungen. Fragment
. 16mo. pp. 210. . Ottimo (Fine). Firma di appartenenza alla prima pagina bianca (Owner's name on the first blank page). . .
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SHAKESPEARE, William
Shakespeare's Sonnets
. 24mo. pp. 158. . Molto buono (Very Good). Firma di appartenenza alla copertina (Owner's name on dust-jacket). . .
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SHAKESPEARE, William,
Antonio e Cleopatra
Testo riveduto, con versione a fronte, introduzione e commento a cura di Aurelio Zanco . 16mo. pp. 252. . Molto buono (Very Good). . . .
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VITTORIO REGINA
NAPOLI ANTICA
PRESENTAZIONE DI RAFFAELE GIGLIO NEWTON COMPTON BIBLIOTECA DE IL MATTINO 2004 280 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PARI AL NUOVO
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SARAH BERNHARDT
LA MIA DOPPIA VITA
INTRODUZIONE DI LOREDANA SCARAMELLA SAVELLI EDITORI 1981 208 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME PERFETTO, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.<br/>
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GIANFRANCO PLENIZIO
LO CORE SPERDUTO LA TRADIZIONE MUSICALE NAPOLETANA E LA CANZONE
ALFREDO GUIDA EDITORE 2009 331 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. La musica di Napoli e la storia di una tradizione ripercorsa attraverso le più suggestive melodie di tutti i tempi Sono tante le canzoni napoletane che hanno oltrepassato i confini della propria città per imporsi nell’immaginario musicale di tutto il mondo. Le più famose hanno animato passioni e sogni di tanta gente e ancora oggi si sente in qualche lontano paese intonare le trascinanti note di ‘O surdato nnammurato e di Funiculì Funiculà o la vena nostalgica del Munasterio ‘e Santa Chiara. Eppure lo scenario musicale napoletano è stato esplorato in modo episodico: da un lato gli studi sull’opera, seria e buffa, dall’altro le storie della canzone che puntano la loro attenzione soprattutto sugli ultimi decenni del secolo. Ma è soprattutto nel ritmo, nelle parole, in tutto il linguaggio musicale di questi importanti testi, che l’autore con puntuale attenzione e precisione esamina, che si scopre la tradizione di una Napoli che continua ad esercitare un fascino non indifferente per lo scenario musicale odierno. Gianfranco Plenizio, pianista, compositore e direttore d’orchestra si dedica da più di un ventennio alla riscoperta della vocalità cameristica italiana dell’Ottocento e del Primo Novecento. Oltre all’attività concertistica, si è dedicato anche alla musica per film collaborando con prestigiosi registi quali Germi, Wilder, Rosi, Monicelli, Fellini etc. Per la casa editrice Guida ha pubblicato Musica per film. Profilo di un mestiere.
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RICCARDO MAISANO
GEOGRAFIE DEL TESTO LA NOVELLA FUGA DI LUIGI PIRANDELLO
M. D'AURIA 2004. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni abburattato agguattata alberi immoti ammammolati Antonio Bosio aperto davanti barriera nomentana Berecche Borsellino bujo C'è la catacomba campagna carretto casa parrocchiale Casal dei Pazzi casette chiesa sotterranea coordinate geografiche Costanzo cupa e solenne dell'autore distruzione dell'uomo Dombroski elementi Ernesto Buonaiuti foglie morte funzione gallina in fuga giganti giorno Giovanni Macchia grandi alberi interventi Interviste a Pirandello laggiù lasciarsela serrare dall'angoscia lattajo lessicale Luigi Pirandello Marta Abba Mondadori nebbia Nicola Longo novella Fuga novelle di Pirandello occhi limpidi parole Pena di vivere personaggio piedi Pietralata pirandelliani Pirandello cit Ponte Nomentano Porrella Porta Pia protagonistapubblicazione pure al corpo RC EO B redazione remota e deserta ricorrenze Sant'Agnese scarpe di panno scrittore segmento sente nella calda sera signor Bareggi silenzio strada studi pirandelliani Taccuino di Harvard Taccuino segreto traversa remota vecchio parroco vede negli occhi verde così dolce viale Villa Torlonia villino vista Vladimir Nabokov vuol lasciarsela serrare
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AUTORI VARI AA. VV.
TEATRO TELEVISIVO
TESTI DI SQUARZINA VALOTI DALL'ORA BALZARINI BETTETINI SANVITALE ELDA BOSSI GIIUSEPPE CASSIERI TEATRO TELEVISIVO ERI EDIZIONI RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA 1971 358 PAGINE E 20 TAVOLE FUORI TESTO. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIME CONDIZIONI.
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AUTORI VARI AA. VV.
DIZIONARIO BOMPIANI DEGLI AUTORI DI TUTTI I TEMPI E DI TUTTE LE LETTERATURE 1987
4 VOLUMI IN COFANETTO, OLTRE 2000 PP. UN SEGNO DI LETTURA AL DORSO DEL PRIMO VOLUME PER IL RESTO ASSOLUTAMENTE PERFETTO
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FRANCA SIBILIA
L'OEuvre Gravé LA RENCONTRE DE LA COULEUR PAR MICHEL RANDOM
PREFACES DE CLAUDIO STRINATI MARIO LUNETTA TEXTES DE FRANCA SIBILIA Diagonale EDITORE 1999 343 PP. FONDO DI MAGAZZINO: EVIDENTE CENNO DI PIEGA IN COPERTINA (COME DA FOTO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
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ENZO GRANO
LA SCENA URBANA DELLA JACUVELLA LUNGO I VICOLI DELLA STRAFOTTENZA
GUIDA 2012 164 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, MAI SFOGLIATO. Un impasto viscerale tra lingua e dialetto che da subito diventa tributo di conoscenza. Uno scenario sugli istinti identitari, atteggiamenti e modi d'essere dell'ommo napoletano, autore e interprete del suo perenne viavai lungo i vicoli del taluorno.
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PAOLO BERTINETTI
TEATRO INGLESE CONTEMPORANEO DA OSBBORNE A PINTER DA ARDEN A BOND
SAVELLI 1979 191 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
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PAOLA VILLANI
LA SEDUZIONE DELL'ARTE PAGLIARA DI GIACOMO PICA: I CARTEGGI
GUIDA 2010 267 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Rocco Pagliara (1857-1914), Salvatore Di Giacomo (1862-1930), Vittorio Pica (1862-1930): sulle orme dell'affascinante, quanto intricato, sentiero del loro rapporto pluridecennale, si può guardare da angolature diverse uno dei capitoli più ricchi della Kulturgeschichte partenopea. Attraverso l'incontro epistolare di queste personalità, vicine e anche tra loro distanti, si giunge ancora una volta al cronòtopo Napoli; si tesse una tela di relazioni che sostengono anche la trama di un 'contesto di ricezione' della letteratura europea. Si ripercorrono i luoghi (fisici e ideali) di una rinascita culturale che in quella fine Ottocento si esprimeva in diverse forme, in un "girotondo delle Muse" sempre in dialogo tra loro, quando Napoli sembrava aprirsi alla (wagneriana) "seduzione dell'arte". L’Autrice del saggio ha preso in esame le lettere autografe di Salvatore Di Giacomo di Vittorio Pica a Rocco Pagliara. Inizialmente lettere di circostanza legate al loro lavoro; complimenti formali e poi con lo scorrere del tempo nasce l’amicizia e il tono cambia: lettere confidenziali, scherzose. Un’attenta e scrupolosa ricerca che fa di questo saggio un importante lettura dell’epoca.
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DOMENICO REA
RE MIDA COMMEDIA
SOCIETà EDITRICE NAPOLETANA SEN 1979 101 PP. SEGNI DEL TEMPO, FIORITURE AI TAGLI, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO
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MAURIZIO BUSCARINO
PORTFOLIO
LA CASA USHER 16 TAVOLE (FOTOGRAFIE) 1983 SEGNI DEL TEMPO CARTELLA DI FASCICOLO, PER IL RESTO PERFETTO
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PASQUALE SCIALÒ
STORIE DI MUSICHE
ALFREDO GUIDA 2010 450 PP. FONDO DI MAGAZZINO: CENNO DI PIEGA ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO Pasquale Scialò ci accompagna nella scena musicale napoletana: dalle tracce epistolari lasciate da Wolfgang e Leopold Mozart al paesaggio sonoro di Raffaele Viviani, fino ai caratteri della produzione musicale di una città cantante che mescola passato e presente, tipicità culturali e dialogo europeo. Tra storie tradizionali e ricerche sulle culture musicali urbane, l'autore delinea una mappa sonora mediterranea in cui le diverse matrici si uniscono in un colorato caleidoscopio. "Storie di musiche" è un racconto delle impronte musicali di un territorio che ha fatto del suono e del canto uno strumento di adattamento e di comunicazione emotiva dell'umanità. Parole e frasi comuni alcuni all’interno ambulanti autori Bammenella brano c’era Cafiero Calise cantante canti popolari canzone napoletana canzonetta carattere caso ccà cchiù chesta chitarra Ciccillo comico componimenti costruita Cottrau cultura culturale D’Angelo dell’Ottocento discograficadiverse drammatico E. A. Mario Enzo esempio figlio forma fronna funzione Guarracino infatti inizia interpreti l’altro l’aspetto l’autore l’interesse l’opera l’ultima l’uomo l’uso lavoro legato macchietta mamma mare Mario Merola materiali matrici melodia MerolaMozart musica musicale napoletano Napoli Napule nell’ambito nuovo Oscar Di Maio paesaggio sonoro Palomma Pasquale Scialò Peppino personaggi Piedigrotta Pino Daniele popolare popolaresca posteggiatori presente produzioneproprio protagonista pubblico quanno raccolta RAFFAELE VIVIANI rappresenta realizza repertorio rielaborazione ritornello Roberto De Simone ruolo Salvatore Cafiero Salvatore Di Giacomo scena sceneggiata scenica scritto scugnizziSergio Bruni sociale specifico spesso spettacolo storia strofa successo suoni teatrale teatro testo titolo tradizionali un’altra urbana utilizza venditore verbale versi versione VITTORIO VIVIANI vocale
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CARLO MUSCETTA
IL PAPA CHE SORRISE AL BELLI
LUCARINI 1989 113 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, OTTIME CONDIZIONI GENERALI. RARISSIMO <br/>
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LIBERO BOVIO
POESIE E CANZONI TEATRO SCRITTI VARI
MORANO 1971 3 VOLLUMI IN COFANETTO ILLUSTRATO, RISPETTIVAMENTE 322, 380 E 290 PP. LIBERO BOVIO POESIE E CANZONI TEATRO SCRITTI VARI MORANO 1971 3 VOLLUMI IN COFANETTO ILLUSTRATO, RISPETTIVAMENTE 322, 380 E 290 PP. PRIMO VOLUME RIBANDELLATO AL DORSO, MA CHE PRESENTA L'ATTACCATURA DORSO - PIATTO DELLA LEGATURA CON UN TAGLIO DA CIMA A FONDO IN POSIZIONE ANTERIORE E POSTERIORE, SEGNI DEL TEMPO E QUALCHE ABRASIONE AL FONDO DEL COFANETTO. TUTTI I VOLUMI SONO INTONSI, MAI SFOGLIATI.
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SALVATORE DI GIACOMO
LA FIERA, COMMEDIA LIRICA IN TRE ATTI
MUSICA DI NICOLA D'ARIENZO A CURA DI ROSA CAFIERO, GUIDA 2003 138 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO Commedia lirica in tre atti che tratteggia con particolare efficacia il contesto musicale della Napoli di fine Ottocento. Parole e frasi comuni addò aggio Alessandro Longo allestita Ambroise Thomas amor atti avanti c'aggia cchiù chella collegio musica commedia lirica concertato Coniglio bianco Conte Doralisa contessa Emilia cuochi d'amore ZENOBIA DOTTORE ZOCCOLINO DOTTORE Eccellenza duetto fiera Filarmonica FLORIDORO Francesco Florimo Gazzetta Musicale GENTE DELL'ALBERGO Giovanni Bottesini I-Nc l'opera LANA Lauro Rossi libretto a stampa maestro Nicola D'Arienzo mamma melodia Michele Ruta miedeco mmalora Musica maestro Musicale Milano napoletana napoletano De Giosa numero opera buffa partitura partitura autografa pazzo pianoforte Pietro Raimondi poesia di Almerindo Primm Quintetto cuopp'ammennole Real Albergo ROSA CAFIERO Rossini sala da ballo SALVATORE DI GIACOMO scene Teatro scuola SERVI signora sistema tetracordale suona Teatro Bellini Teatro Fondo Nuovo Tirafìato VENDITORE voglio vuie ZENOBIA ZOCCOLINO
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UGO PISCOPO
IDILLI NAPOLETANI IL POSSIBILE CHE DIVENTA IMPOSSIBILE
PREFAZIONE DI ALDO MASULLO GUIDA 2012 177 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO Nel titolo "Idilli napoletani" vibra e scorre il palpito di un sorriso ironico. Qui, infatti, l'ironia è la nota fondamentale, naturalmente verso tutto e tutti, compreso l'autore stesso, che si trova coinvolto in ogni attimo e in ciascuna situazione in un giuoco di scambi, di straniamenti, di perdite di identità. La perdita di identità, purtroppo, è attualmente il tratto fondamentale della città di Napoli. Si dirà che questa non è una novità, perché il fenomeno riguarda il ritmo travolgente di cambiamenti del mondo moderno. È necessario tenersi sotto osservazione e vedere se si possa fare qualcosa di diverso, assumere un rapporto più umano, ma non per linee generali e generiche. Bisogna andare all'appuntamento con l'istante, con la nostra vita cittadina, che sta cambiando sul filo della perdita non solo di identità, ma anche di solidarietà, di partecipazione dei singoli all'affanno e alle aspettative della comunità. È questo l'invito, soffuso di malinconia del libro.
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EDUARDO SCARPETTA
Nu bastone 'e fuoco, ossia Pulcinella e Sciosciammocca protetti dalla statua di zi' Giacomo e scambiati per stregoni da lo buffo barilotto: commedia comico-fantastica in tre atti
GUIDA 1984 56 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Soggetti: Letteratura Drammatica Italiana, 1859-1899, Teatro, Commedie, Drammaturgia, Napoli, Dialetto napoletano, Classici, Ottocento, Novecento, Vincenzo, Domenico, Maria Scarpetta, Peppino e Titina De Filippo, Ernesto Murolo, Eduardo De Filippo, Passarelli, Pasquale De Filippo, settima arte, Miseria e nobiltà, teatro dialettale moderno, Farse, Cafè-chantant, Teatro Salone Margherita, Galleria Umberto I, La figlia di Iorio, Gabriele d'Annunzio, Salvatore Di Giacomo, Roberto Bracco, Benedetto Croce, Raffaele Viviani, Maschere, Palcoscenico, Sancarlino, Felice, Fuori catalogo, Libri rari, Commedia napoletana
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Anna Santoro
Tra gioco e ragione: l’eroismo tra i nemici o sia La Faustina Commedia inedita di PIETRO NAPOLI SIGNORELLI
Società Editrice Napoletana 1982 202 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI Anna Santoro, ordinaria di lettere italiane e storia, attualmente distaccata presso l’Università di Salerno ha lavorato privilegiando temi di letteratura meridionale, soprattutto (o nell'ambito del rapporto intellettuale-potere, lingua-dialetto. Lavora anche al recupero della scrittura femminile: ha in corso, assieme ad altre studiose, una ricerca sulla produzione femminile presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli. Ha pubblicato fra l’altro: ’Il romanzo politico di Ippolito Pindemonte’ (in «Filologia e letteratura», 1970, n. 61); ’La crisi dell’intellettuale nella narrativa dell’ultimo Ottocento: Entusiasmi di R. Sacchetti’ (in «Esperienze letterarie», 1976, n. 4); ’La crisi dell’intellettuale nella narrativa dell’ultimo Ottocento: L’ultimo borghese di E. Onufrio’ (in «Esperienze letterarie», 1977, n. 4); «Gli amori di una letterata» della signora D. (in «Esperienze letterarie», 1980, n. 2); ’Due «polemiche» di P. Napoli Signorelli (in «Esperienze letterarie», 1982, n. 3). Indice Introduzione CAPITOLO PRIMO La biografia intellettuale di P. Napoli Signorelli: tra ricerca di identità e curiosità 1) Il noviziato 2) Il ritorno a Napoli: «le opere e i giorni» 3) Nel crocevia intellettuale della Cisalpina 4) Gli ultimi anni CAPITOLO SECONDO La sperimentazione teatrale: tra tradizione e accettazione del «nuovo» 1) Il teatro-gioco 2) Tra gioco e ragione 3) Il teatro borghese e la «commedia lacrimosa» 4) Il teatro della «misura» NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA L’EROISMO TRA I NEMICI O SIA LA FAUSTINA Commedia del Sig. D. Pietro Napoli Signorelli Rappresentata a Napoli nel Carnevale del 1780 NOTA AL TESTO Glossario Indice dei Nomi
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RICHARD SCHECHNER
LA CAVITà TEATRALE
TRADUZIONE DI Anna Piva DE DONATO 1968 190 PP. SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, PER IL RESTO OTTIMO.
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RAFFAELLO BARBIERA
VOLO DI MEMORIE VENEZIANE 1797-1933 XI
BALDINI & CASTOLDI 1934 318 PP. SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, TUTTA LA PAGINAZIONE INTONSA: ANCORA CHIUSA E DA APRIRE. Questo libro è una successione di scene dagli ultimi giorni di follie e di nuove glorie della Repubblica a oggi. Anch'esso entra nella famiglia (eccessiva?) d'altri miei libri, dominati tutti da «Italianità». Il frettoloso lettore può passare forse rapidamente molte pagine; non può non leggere quelle del martirio di Venezia nei tre anni e mezzo sofferti nella grande guerra, per la redenzione di fratelli amati e per i confini legittimi d'Italia. Sono memorie mie personali; memorie altrui, dati ufficiali. E' l'argomento di tutto un nuovo poema sublime. Chi saprà scriverlo? Perché non è vero che il tempo dei poemi sia passato; occorre saperli creare; e l'Italia nuova li potrà creare, lo deve. Né credo passerà inosservato il capitolo sull'incontro di Francesco Giuseppe con Vittorio Emanuele II a Venezia, che il monarca d'Asburgo aveva perduta. Avvenimento storico curioso. I particolari che narro, non sono tutti conosciuti. Mi si userà giustizia?... Ma ogni mia fatica è compensata da un commovente ricordo. In una mia visita reverente alla vedova di Cesare Battisti, ella mi disse con quella, voce mestissima che non si può dimenticare: «II mio Cesare, nel partire per la guerra, pose nella sua valigia i libri di Lei».
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AUGUSTO FRANCHETTI
LE DONNE A PARLAMENTO DI ARISTOFANE TRADOTTE IN VERSI ITALIANI
LE DONNE A PARLAMENTO DI ARISTOFANE TRADOTTE IN VERSI ITALIANI DA AUGUSTO FRANCHETTI S. LAPI 1901 103 PP. TIMBRO DELLA LIBRERIA DI ACQUISTO ALLA PAGINA DEL FRONTESPIZIO, SEGNI DEL TEMPO, OTTIME, ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI
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Giuseppe VERDI
La forza del destino OPERA IN 4 ATTI DI F. M. PIAVE
Edizioni RICORDI SENZA INDICAZIONE DI DATA MA PRESUMIBILMENTE ANNI '30 36 PP. LIEVE OMBRA D'UMIDO AGLI ANGOLI DELLE PAGINE, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI.
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FAUSTO CURI
TRA MIMESI E METAFORA STUDI SU MARINETTI E IL FUTURISMO
PENDRAGON 1995 128 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO, PARI AL NUOVO. Riunisce quattro saggi più una Premessa 1995 che critica duramente la leggerezza con cui oggi si affronta la questione di Marinetti e del futurismo. Il primo saggio offre una visione d’insieme del movimento e dell’opera marinettiana nel contesto culturale e politico del tempo, gli altri interventi affrontano con grande rigore critico gli aspetti innovativi e non del futurismo. Particolarmente importante l’ultimo saggio che tratta dei rapporti fra Marinetti e il pensiero del grande filosofo francese Henri Bergson. Fausto Curi è professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Bologna. Ha collaborato alle pagine culturali del «Giorno» e dell’«Unità». Fra le sue tante pubblicazioni: Corrado Govoni (Milano 1964); Ordine e disordine (Milano 1965); Perdita d’aureola (Torino 1977); Struttura del risveglio. Sade, Sanguineti, la modernità letteraria (Bologna 1991). Pendragon ha pubblicato svariate sue raccolte di saggi, tra cui una di saggi dedicati alle tecniche del mutamento nella letteratura italiana del Novecento.
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ALDO DE BENEDETTI
IL TEATRO VOLUME I 1 PRIMO
PREFAZIONE DI GIOVANNI ANTONUCCI BELLINI EDITRICE 1993 452 PP. PICCOLA SBUCCIATURA IN COPERTINA, COME DA FOTO, SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Se fosse vera la legge che afferma non essere autore drammatico chi non ha mai avuto un insuccesso, Aldo De Benedetti non dovrebbe essere autore drammatico perché insuccessi non ne ha mai E invece fra i nostri autori uno dei più rappresentati in Italia e all'Estero. Egli è il Testatore sorridente. Le sue donne camminano sempre sul filo teso della tentazione, sembra sempre che stiano per cadere, ma giungono sempre incolumi all'altra sponda del filo. Le commedie di Aldo De Benedetti raccontano la storia di queste tentazioni, e sono tentazioni affascinanti che cii fanno sempre rimpiangere che a un certo momento la storia sia finita, tanto che qualcuno, e tutti, han detto «ahimé, son commedie troppo brevi». L’opera comprende, oltre a un reading introduttivo, i seguenti testi: La dama bianca, La resa di Titi, Non ti conosco più, L ‘uomo che sorride, Due dozzine di rose scarlatte, Trenta secondi d’amore, Lo sbaglio di essere vivo, L’armadietto cinese, Buonanotte Patrizia, La regina dei comunisti. Aldo De Benedetti (Roma, 13 agosto 1892 – Roma, 19 gennaio 1970) è stato un commediografo e sceneggiatore italiano. Fu attivo dalla fine degli anni '20 fino alla morte sia come autore di commedie leggere sia come sceneggiatore di film del cosiddetto periodo dei telefoni bianchi. Poiché era ebreo, dopo la promulgazione delle leggi razziali, il suo nome non poté più comparire nei titoli come autore delle sceneggiature o dei soggetti dei film. Per lo stesso motivo non poté far rappresentare commedie tra il 1938 e la fine della seconda guerra mondiale. I suoi lavori teatrali più noti e rappresentati (non solo in Italia) sono: Due dozzine di rose scarlatte (scritto per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone) del 1936 e Gli ultimi cinque minuti del 1951. Tutte le sue commedie furono pubblicate in volume per le Edizioni del Borghese a cura di Achille Fiocco e Alberto Perrini. Opere Opere teatrali La resa di Titì (1931) Non ti conosco più (1932) Milizia territoriale (1933)[2] Lohengrin (1933) L'uomo che sorride (1935) Due dozzine di rose scarlatte (1936) Sbaglio di essere vivo (1945) L'armadietto cinese (1947) Gli ultimi cinque minuti (1951) Buonanotte, Patrizia! (1956) Il libertino (1960) Il libertino (1971) Cinema[modifica | modifica wikitesto] Regie Marco Visconti (1923) Garibaldi, (1926) La grazia, (1929) Film tratti da sue opere[modifica | modifica wikitesto] L'uomo che sorride (1936) di Mario Mattoli Non ti conosco più (1958) di Guglielmo Morandi Milizia territoriale (1960) di Claudio Fino Gli ultimi cinque minuti (1966) di Carlo Lodovici Due dozzine di rose scarlatte (1966) di F. Bollini Il marito è mio e l'ammazzo quando mi pare (1967) di Pasquale Festa Campanile L’armadietto cinese (1975) di Giacomo Colli Non ti conosco più amore (1980) di Sergio Corbucci Buonanotte Patrizia (1981) di Raffaele Meloni Il tango della gelosia (1981) di Steno Scusa se è poco (1982) di Marco Vicario Due dozzine di rose scarlatte (1982) di Davide Montemurri Sceneggiature cinematografiche (lista incompleta) Il corsaro, regia di Augusto Genina (1923) Gli uomini, che mascalzoni!, regia di Mario Camerini (1932) Non ti conosco più, regia di Nunzio Malasomma (1936) Eravamo 7 sorelle, regia di Nunzio Malasomma (1937) Hanno rapito un uomo, regia di Gennaro Righelli (1938) Mille chilometri al minuto!, regia di Mario Mattoli (1939) Maddalena... zero in condotta, regia di Vittorio De Sica (1940) Rose scarlatte, regia di Giuseppe Amato e Vittorio De Sica (1940) Pazza di gioia, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1940) Ore 9: lezione di chimica, regia di Mario Mattoli (1941) 4 passi fra le nuvole, regia di Alessandro Blasetti (1942) (sceneggiato con Piero Tellini e Cesare Zavattini) Giorno di nozze, regia di Raffaello Matarazzo. (1942) La bisbetica domata, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1942) Se io fossi onesto, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942) Un garibaldino al convento, regia di Vittorio De Sica (1942) Mio figlio professore, regia di Renato Castellani (1946) Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946) Daniele Cortis, regia di Mario Soldati (1947) Una lettera all'alba, regia di Giorgio Bianchi (1948) Vent'anni, regia di Giorgio Bianchi (1949) Taxi di notte, regia di Carmine Gallone (1950) Catene, regia di Raffaello Matarazzo (1950) Tormento, regia di Raffaello Matarazzo (1951) I figli di nessuno, regia di Raffaello Matarazzo (1951) Il tenente Giorgio di Raffaello Matarazzo (1952) Chi è senza peccato..., regia di Raffaello Matarazzo (1952) Tradita, regia di Mario Bonnard (1954) Era di venerdì 17, regia di Mario Soldati (1956) Da giovedì a giovedì, regia di Guglielmo Morandi (1957) Lohengrin, regia di Stefano De Stefani (1957) L'ultima violenza, regia di Raffaello Matarazzo (1957) Malinconico autunno, regia di Raffaello Matarazzo (1958)
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BERTOLT BRECHT
I CAPOLAVORI DI BRECHT
I CAPOLAVORI DI BERTOLT BRECHT CONTIENE: L'OPERA DA TRE SOLDI, SANTA GIOVANNA DEI MACELLI, L'ECCEZIONE E LA REGOLA, MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI NOTA INTRODUTTIVA DI CESARE CASES, EINAUDI 1971 XLIV-335 PP. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI
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LUIGI BANFI A CURA DI
SACRE RAPPRESENTAZIONI DEL QUATTROCENTO 400
UTET 1974 856 PP. PICCOLO TAGLIO CON MANCANZA E SEGNI DEL TEMPO ALL'ACETATO DI SOVRACCOPERTA, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI Soggetti: Letteratura drammatica italiana, Medioevo, Teatro, '400, Sacra rappresentazione, Secolo 15, Antologie, Dramma sacro, Drammi religiosi e allegorici, Periodo umanistico, 1375-1492, Umanesimo, Firenze, Giovanni di Cosimo, Feo Belcari, Erode, Salamone, San Giovanni, Gesù, Figliuol prodigo, Michea, Santi, Sibilla Libica, Jacopo da Varagine, Josef, L'Angelo, Lamech, laude, Lazero, Legenda Aurea, Vergine Maria, Natività, Chiesa, Liturgie, Tradizione ecclesiastica, Sentimento popolare, Abramo, Isacco, Isaac, Antonio Araldo, Maria Maddalena, Annunciazione, Castellano, Passione, Cena, Barlaam, Josafat, Bernardo Pulci, Guglielma, Antonia Pulci, Santa Uliva, Italian Renaissance, Libri vintage, Edizioni pregiate, Italian Dramatic Literature, Middle Ages, Theater, '400, Sacred representation, 15th Century, Anthologies, Sacred Drama, Religious and allegorical dramas, Humanistic period, 1375-1492, Humanism, Florence, Medieval Biblical
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ANTON FRANCESCO GRAZZINI
OPERE
A CURA DI GUIDO DAVICO BONINO UTET 1974 785 PP. SEGNI DEL TEMPO ALL'ACETATO DI SOVRACCOPERTA E ALLA TELA EDITORIALE, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI.
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LEROI JONES
4 QUATTRO COMMEDIE PER LA RIVOLUZIONE NERA
TRADUZIONE DI ANGELA TERZANI EINAUDI 1971 113 PP. DEDICA ALL'ANTIPORTA, SOVRACCOPERTA NON INTEGRA E CON UNA DISCRETA (SUL RETRO) RIPARAZIONE A SCOTCH AL FONDO DEL DORSO, SEGNI DEL TEMPO, BUONE CONDIZIONI GENERALI. Morte Sperimentale, Unità Nr. I; Una Messa Nera; Gran Bontà della Vita; Cuore Matto: un'epopea teatrale in quattro tempi che ha per protagonisti il carnefice bianco, la vittima negra, e l'eroe vendicatore nero. Quando nel 1963 LeRoi Jones andò volontariamente ad esiliarsi a Harlem, lasciò a Greenwhich Village, dove per molti anni aveva vissuto da intellettuale e poeta beat della generazione di Kerouac, la moglie bianca Hattie, gli amici letterati e bohèmiens e le proprie inclinazioni di studioso formatosi sulla cultura occidentale. Il distacco fisico di Jones dal mondo bianco era stato preceduto da un progressivo distacco culturale. Da tutta una se- rie di sue opere critiche e teatrali precedenti al '65 (come per esempio Blues People, The System of Dante's Hell; e per il teatro Dutchman e The Slave) già traspariva una volontà di identificarsi con la propria razza, la razza nera. Fin dal 1960, dopo un viaggio a Cuba, Jones aveva perciò avuto contatti sempre più frequenti con i nazionalisti neri di Harlem. Quella fratellanza spirituale con i popoli del Terzo Mondo che l'onorevole Elija Muhammad proponeva come principio unificatore della gente nera americana ebbe un notevole influsso anche su Jones. Al suo rientro a Harlem Jones non esitò perciò a farsi musulmano nero, e come tale prese il nome di Ameer Baraka. Non fu da vinto che LeRoi Jones andò a Harlem. Vi andò dopo la premiazione delle sue poesie, dopo il successo di Dutchman, quando era ormai uno scrittore apprezzato. Quindi il suo passaggio al mondo nero fu interpretato come un gesto di spregio, che i bianchi non gli hanno mai perdonato. Per i neri invece il suo ritorno inaugurò un periodo di fioritura culturale per la prima volta autonoma, originale. A Harlem, nella primavera del 1965 Jones fondò il Black Arts Repertory Theatre che fu il primo teatro nella sto- ria del negro americano che si rivolgesse unicamente a un pubblico nero. Nei sette mesi in cui fu in vita divenne il centro di un vivacissimo movimento culturale, più tardi identificato come il Black Arts Movement. Sbaraccato il Black Arts Theatre in se- guito a complicatissime vicende di quartiere, LeRoi Jones si spostò a Newark nel New Jersey dov'era nato. Vi fondò lo Spirit House in cui nessun bianco ha mai messo piede e dove egli svolge oggi la sua attività di scrittore, di regista, di coordinatore di moltissima parte della attività culturale e soprattutto teatrale dei giovani scrittori neri americani. Nelle quattro pièces di questa raccolta Jones sviluppa le tesi del teatro nero rivoluzionario in forma più astratta, me- no palesemente politica di quanto altri scrittori neri siano soliti fare. Ma Jones non è un uomo politico. Ripudia il mondo bianco soprattutto perché ne ripudia la sopraffazione culturale, e il suo «nazionalismo» nasce dalla volontà di identificarsi con le proprie origini razziali. «Studiando le radici e la storia dell'Islam - ha detto in una conversazione - ho tentato di arrivare alla chiave spirituale del- l'uomo nero». E nonostante i neri gli abbiano talvolta rimproverato di perdersi troppo nella flagellazione del bianco e di non occupar- si a sufficienza dei problemi pratici del negro, LeRoi Jones rimane incontestato il loro leader culturale. La sua indole versatile, appassionata li ispira, così come li esalta il suo disprezzo del mondo bianco. Le sue pièces, in cui i personaggi urlano più che parlare, al suono ritmato dei tamburi, del blues e di quel jazz in cui ogni negro si è da sempre profondamente riconosciuto, sono veri spettacoli neri.
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ANNAMARIA SAPIENZA
IL SEGNO E IL SUONO LA GATTA CENERENTOLA DI ROBERTO DE SIMONE
GUIDA 2006 213 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO Verso la metà degli anni '70 l'attività artistica di Roberto De Simone, come autore, regista, etnomusicologo, musicista, è già piuttosto nota sia a Napoli che in Italia. Ma è la rappresentazione de La gatta Cenerentola nel 1976 che costituisce il momento di maggiore celebrità nazionale, e internazionale, del maestro napoletano e degli artisti impegnati nello spettacolo. Dopo anni di intensa ricerca sul patrimonio popolare di area campana e dopo alcuni esperimenti condotti in tale direzione, De Simone compone un'opera che in un sol colpo, attraverso il suo stile denso e composito, si impone all'attenzione del pubblico e della critica come un prodotto che espone un particolare modo di intendere lo spettacolo, un'espressione che ingloba antiche tradizioni, esperienze primordiali e istanze teatrali fortemente innovative. Con una prospettiva storica di trent'anni, il tentativo è quello di compiere un'analisi che evidenzi il ruolo emblematico, e unico nel suo genere, svolto dalla rappresentazione nella storia del teatro napoletano all'interno di un repertorio teatrale fortemente compromesso da retaggi e stereotipi; trascrivere in forma organica la genesi e lo sviluppo dello spettacolo inquadrandolo come un evento culturale ad ampio raggio all'interno di un clima e di un momento artistico particolari; verificare la sofisticata operazione teatrale che si nasconde dietro elementi recuperati dalla parte preistorica della cultura locale. Annamaria Sapienza insegna Storia del Teatro e dello Spettacolo e Teatro di Animazione alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Salerno. Ha condotto studi sulla sperimentazione italiana della post avanguardia, il teatro napoletano dell'Ottocento e l'opera lirica. autrice dei volumi La tecnologia nella sperimentazione teatrale italiana degli anni Ottanta: tre esempi, (Napoli 1992); La parodia dell'opera lirica a Napoli nell'Ottocento, (Napoli 1998, Guida) e Bibliografia critica di Achille Mango, (Avellino 2004). Ha pubblicato saggi e articoli su riviste italiane e straniere.
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PIETRO LIGNOLA
'A ZITA NTUSSECOSA E 'O MASSARO TUOSTO VUTATA A LENGUA NAPULITANA 'A THE TAMING OF THE SHREW BY WILLIAM SHAKESPEARE
ILLUSTRATO DA BRUNO STARITA ALFREDO GUIDA EDITORE 2004 175 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO. A zita ntussecosa e 'o massaro tuosto è una traduzione in lingua napoletana, direttamente dal testo inglese, de "La bisbetica domata" (The taming of the shrew) di William Shakespeare. L'autore, pur mantenendosi sostanzialmente fedele all'opera originale, vi ha apportato tutti i ritocchi necessari per trasferire la vicenda nella Napoli del Seicento e per inserirla nella tradizione del teatro napoletano. Nascono, così, alcune parti interamente originali come il prologo cantato, gli altri inserti musicali ed alcune scene cantate o mimate. L'autore ha avuto una cura particolare per la purezza della lingua, eliminando alcuni termini presi a prestito dall'italiano regionale, e la sua musicalità, limando gli endecasillabi che l'apparente prosa del testo nasconde. Ha aggiunto inoltre un consistente "Calepino", contenente la traduzione dei vocaboli impiegati in lingua italiana (napoletanamente appellata toscanese) e inglese, indicando anche, nei molti casi in cui la versione non è letterale, i termini originali impiegati dal grande autore elisabettiano. Pietro Lignola è nato, da nobile famiglia napoletana di tradizione borbonica, il ventinove novembre millenovecentotrentaquattro a Napoli. È cavaliere dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio. Magistrato dal millenovecentocinquantanove, presiede attualmente la Corte d'assise d'appello di Napoli ed è impegnato nei lavori della Commissione ministeriale per la redazione del nuovo codice penale. Collabora stabilmente, da oltre sette anni, come opinionista, con il quotidiano "Roma" e con il mensile "Il monitore". Ha scritto articoli anche per i quotidiani "Il tempo", "Libero", "Il Giornale"e "L'Indipendente" Giocatore agonista di bridge, ha vinto tre campionati italiani ed ha partecipato a numerose gare internazionali, conseguendo anche, nella squadra rappresentativa italiana della categoria seniores, un titolo di campione della Comunità Europea. Ha scritto altri lavori teatrali in lingua napoletana, fra cui la fiaba "Petrusinella", la commedia "Napule mo, Napule tanno, Napule sempe", e una riduzione della commedia "La Rosa" di Giulio Cesare Cortese. Soggetti: Teatro, Dialetto napoletano, Lingua napoletana, Commedie, La bisbetica domata, William Shakespeare, Opere tradotte in napoletano, Testi teatrali, Seicento, Regno di Napoli, Narrativa, Letteratura, Mimo, Canto, Scene cantate, Canzoni, Purezza, Musicalità, Calepino, Italiano, Toscanese, Toscano, Traduzione, Basilio Puoti, Collera, Ira, Dispetti, Ferdinando Galiani, Caterina, Afragola, Petruccio, Verona, Petrucchino, Giochi di parole, Ironia, Catarina, Endecasillabi, Commedie Shakespeariane, Napoletanità, Gentilommo, Gentiluomini, Immaculata, Vedove, Beneviento, Possidenti, Prologo cantato, Libri Vintage, Fuori catalogo, Femmene, Uommene, Libri illustrati, Terminologia, Vocabolario, Glossario, Testi teatrali, Theater, Neapolitan Dialect, Neapolitan Language, Comedies, Taming of the Shrew, Neapolitan Translated Works, Theatrical Texts, Seventeenth Century, Kingdom of Naples, Narrative, Literature, Mime, Canto, Sung Scenes, Songs, Purity, Musicality, Italian, Tuscan, Translation, Anger, Wrath, Spite, Word Games, Irony, Endecasyllables, Shakespearean Comedies, Neapolitanity, Gentlemen, Gentlemen, Immaculate, Widows, Owners, Prologue sung, Books out of print, Illustrated books, Terminology, Vocabulary, Glossary, Theatrical Texts
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LUIGI ROSSI
STORIA DEL BALLETTO SECONDA EDIZIONE RIVEDUTA ED AGGIORNATA
NUOVE EDIZIONI MILANO 1967 175 PP. XL TAVOLE B/N FUORI TESTO. SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI PREMESSA ALLA NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA Il largo favore che ha incontrato questa Storia del balletto - la prima apparsa in Italia, Paese nel quale la pubblicistica sulla danza teatrale è assai esigua - ci ha incoraggiato ad approntarne una nuova edizione radicalmente riveduta ed aggiornata, anche tenendo conto di giusti suggerimenti pervenutici da più parti. Ci siamo proposti con queste pagine di offrire una sintesi del cammino storico dell'arte coreografica dai suoi incunaboli rinascimentali fino ai vari fermenti che ne agitano oggi l'esistenza. II racconto è condotto ancora una volta da una angolazione italiana, anche perché ci sembra indispensabile correggere troppe deformazioni di ottica che pubblicazioni straniere hanno procurato a nostro danno. Oggi in Italia abbiamo perduto la nostra primogenitura ballettistica, ma non siamo neppure «terra di morti» in questo settore come qualcuno tenta di insinuare. Abbiamo inoltre considerato le incidenze e le implicazioni che la danza teatrale è andata sviluppando e conduce ancor oggi su altri tipi di spettacolo, aggiungendo un capitolo che esamina gli apporti del balletto nei confronti delle ultime forme espressive quali il cinema e la televisione.
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Henrik Ibsen
Il costruttore Solness
a cura di Francesca Malara traduzione di Roberto Alonge note di Francesca Malara interventi di Edoardo G. Carlotti, Federica Mazzocchi, Beppe Navello, Franco Perrelli Costa & Nolan 1999 286 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESO PERFETTO E INTONSO Dopo Spettri, Una casa di bambola e La signora del mare, una quarta collaborazione ibseniana fra uno studioso, Roberto Alonge, e un regista, Beppe Navello: il primo impegnato a ritrovare ancora una volta i ritmi ripetitivi sino all'ossessione di una lingua teatrale "simbolista" (e non certamente "naturalista" come a lungo si è creduto); il secondo teso a scoprire dentro la materialità della creazione scenica le suggestioni più notturne di un testo misterioso ed enigmatico. L'evento di una traduzione nuova e di un nuovo allestimento di Il costruttore Solness (in prima nazionale al Teatro Alfieri di Torino il 26 ottobre 1999, attori principali Giuseppe e Micol Pambieri) è anche l'occasione per una riflessione a più voci sul dramma, che coinvolge un valido scandinavista italiano, Franco Perrelli, e un'équipe di giovani studiosi del Dams torinese. Francesca Malara (Livorno 1974), neolaureata in Istituzioni di regia all'Università di Torino, presenta qui, all'interno della curatela, alcuni frutti del proprio lavoro di tesi. Interventi di Edoardo G. Carlotti, Federica Mazzocchi, Beppe Navello, Franco Perrelli Soggetti: Letteratura teatrale nordica, Teatro, Narrativa contemporanea, Studi culturali, Critica letteraria, Testi teatrali, Studi letterari, Dramma, Scandalo, Passioni proibite, Gioventù, Vecchiaia, Personaggi, Hilde Wangel, Libri rari, Vintage, Fuori catalogo, Ottocento, Novecento, Assurdo, Dramma, Drammi, Tragedie, Haymarket Theatre, Opere teatrali in norvegese, Capolavori, Simbolismo, Teatro borghese, Storia d'amore, Maturità, Adolescenza, Halvard Solness, Rovina, Morte, Studi nederlandesi, Epopea borghese, Grande Vecchio, John Gabriel Borkman, Master builder, Le Constructeur, Norvegia, Atti, Messa in scena, Traduzioni, Dialoghi, Letterature scandinave, Chesnais, Prozor, Classici, Nordic Theater literature, Theater, Contemporary fiction, Cultural studies, Literary criticism, Theatrical texts, Literary studies, Drama, Scandal, Forbidden passions, Youth, Old age, Characters, Rare books, out of print, Nineteenth century, Twentieth century, Absurd, Drama, Dramas, Tragedies, Norwegian plays, Masterpieces, Symbolism, Bourgeois theatre, Love story, Maturity, Adolescence, Ruin, Death, Dutch studies, Bourgeois epic, Great Old Man, Norway, Acts, Staging, Translations, Dialogues, Scandinavian literature, Classics
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Livio Fantina
Tempo e passatempo Pubblico e spettacolo a Treviso fra Otto e Novecento
Il Poligrafo 1998 254 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO INTONSO. Dal teatro di piazza, dove sono mostrati paesaggi lontani e raccontate tragiche vicende attraverso l"occhio" di lanterne magiche e mondi nuovi, al cinematografo, che rappresenta scene di vita urbana ai borghesi di fine secolo, passando per gli apparecchi con cui si tenta, prima delle cinepresa, di rendere il movimento dell'immagine e i panorami, che aprono scorci esotici nelle piazze, questo prezioso repertorio di figure e illustrazioni, di foto e riprese si manifesta in forme diverse e sempre più ingegnose. Il volume su Treviso, oltreché delineare le fasi di sviluppo dello spettacolo visivo attraverso i nuovi mezzi di riproduzione (kinetoscopio, "cinématographe", cinematografo con fonografo sincronizzato) offre un affresco della vita mondana nella città durante lo spensierato periodo della "Belle Epoque". Avvenimenti e commenti sui palcoscenici, nelle platee dei teatri, ai tavoli dei café-chantants, nei bar del centro; attività e manifestazioni organizzate da enti lirici e filodrammatiche, clubs privati e rioni popolari; feste eleganti e sagre di paese costituiscono il soggetto di questo quadro d'epoca. Nell'ultimo scorcio del XIX secolo viene inaugurata una serie di locali di varietà, café-chantant, sale da concerto orchestrale, birrerie-réstaurant-teatro che moltiplicano le offerte d'intrattenimento in tutto il perimetro urbano. L'autore descrive questi nuovi ambienti, gli spettacoli che ospitano e il tipo di pubblico cui si rivolgono, introducendo il tema dell'immagine come soggetto di rappresentazione e percorrendo le tappe che portano dalla lanterna magica al cinematografo dei fratelli Lumière. Le reazioni della platea al buio, i commenti dei cronisti teatrali, il connubio tra cinema e varietà presentano in un primo tempo il cinema come una delle tante attrazioni del panorama spettacolare. Livio Fantina è nato a Treviso nel 1940 e si è laureato in Lettere a Padova con una tesi su Francesco Rosi. Attualmente insegna al Liceo Artistico di Treviso. Si è assiduamente occupato dell’attività dei Circoli cinematografici di base, prima come presidente del Cineforum Trevigiano e poi come Segretario nazionale della FIC (1968-1978). Nel comitato di redazione della rivista «Cineforum», ha seguito principalmente i problemi dei rapporti tra associazionismo cinematografico e scuola e i problemi della fruizione culturale nelle sale di paese. Responsabile di numerose iniziative di educazione permanente, ha curato in particolare le tecniche di utilizzazione del cinema nell'acculturazione di base.
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Eduardo Scarpetta
Qui rido io commedie
Qui rido io commedie di Eduardo Scarpetta a cura di Luca Torre Luca Torre 1994 XII-210 PP. SEGNI DI LETTURA AL DORSO, COPERTINA LIEVEMENTE INGIALLITA, PER IL RESTO BUONE CONDIZIONI GENERALI. Nel 1879 Ibsen mette in scena Casa di bambola che segna una doppia svolta culturale, quella legata al teatro tout-court, in cui, come scrive egli stesso in una lettera all'amico Bjorson, "non risparmierà nemmeno il piccolo nascosto nel seno della madre"; e quella che si può definire proto-femminista, sulla scia del sandismo francese. Scarpetta non può non cogliere queste istanze, direttamente o indirettamente. Anche per i personaggi femminili che sono dirompenti e dialettici nei confronti del sesso "forte". E prende a piene mani proprio dal teatro di un paese dove la rivolta borghese ha scardinato definitivamente tutta l'impalcatura dell'ancien regime. È dal repertorio francese, da Labiche, Meilhac, Feydeau, Hennequin e da altri ancora che trae argomento per i suoi lavori. Riadatta questo materiale adeguandolo sapientemente al modo di sentire dei napoletani, non rinnegando cioè, ma mutuando dal vecchio teatro "a braccia" le tipizzazioni; ricreandole dall'interno e senza l'orpello delle maschere e del camicione o di chessoio.
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Carlo Montariello
La "Napoli milionaria!" di Eduardo De Filippo Dalla realtà all'arte senza soluzione di continuità
Introduzione di Mino Argentieri LIGUORI 2006 XVI-197 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIMO. Con Napoli milionaria! Eduardo ci offre uno specchio che ha il potere di riflettere una realtà alterata da noi stessi e dietro il quale si annida il vuoto più profondo. Ci invita a meditare, e qui alloggia il suo straordinario potenziale poetico, l´attualità della sua arte, sul pericolo che il denaro, assunto come valore dominante, possa svuotare di senso ogni azione umana e privare l´uomo della sua stessa umanità. Ma non si limita a denunciarne gli effetti, con lo scioglimento della commedia attraverso un dono, ci indica l´evento che può consentire all´uomo, nel momento in cui essa viene negata, di riaffermare la vita. Quello che ci racconta Eduardo, è un invito a donare un dono che non obbedisce al principio di ragione, al logos, al calcolo, al capitale, alla ragion pratica, ma che paradossalmente li fonda originariamente. È in questo dono, estraneo alla logica del profitto, che può realizzarsi l´umanità dell´uomo. Con la sua prima commedia “dispari” Eduardo offre la sua sensibilità alla dolorosa realtà storica; è a partire da questo dolore che fonda il suo nuovo teatro; è da qui che dà una svolta al teatro italiano. Carlo Montariello ha compiuto gli studi universitari alla Sapienza e alla Federico II dove si è laureato in Storia del Cinema. Ha all´attivo numerose esperienze teatrali come aiuto regista e regista. Da diversi anni scrive serie televisive. Soggetti: Cinema, Teatro, Storia, Napoli, Registi e attori, Spettacolo, Cultura, Guerra, Fame, Mercato nero, Recensioni, Malattie, Film, Commedia, Schermo, Aspettative, Folklore, 1942-1945, Bibliografia, Filumena Marturano, Teatro, Napoli, Scarpetta, Peppino, Titina, San Ferdinando, Shakespeare, Viviani, De Sica, , Naples, Filmografie, Cult, Comici, Dialetto napoletano, Genealogia Mastroianni, Vito Pandolfi, Barsotti, Malaparte, Lepre, Corsi, Calvino, Il Mattino
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Riccardo Castellana
Finzione e memoria Pirandello modernista
Liguori 2018 VI-164 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Il libro propone una nuova interpretazione di Pirandello, che sfida i luoghi comuni del pirandellismo in un’ottica comparata e attenta alla concretezza dei testi. Ogni capitolo parte da un elemento estremamente concreto: un ricamo nascosto nella trama del Fu Mattia Pascal, un motivo libero che rivela, en abîme, aspetti centrali di un romanzo ancora poco letto come i Quaderni di Serafino Gubbio operatore, la genesi di un tema tipicamente novecentesco come quello dell’amnesia, oppure un procedimento formale (la narrazione simultanea) da un secolo in qua sotto gli occhi di tutti ma a cui nessuno aveva prestato attenzione, come la lettera rubata di Poe. È a partire da questi spunti, e dalla loro interpretazione, che si offre al lettore un’idea complessiva del modernismo pirandelliano: per comprendere meglio l’opera di questo grande scrittore nel quadro della letteratura europea della prima metà del Novecento, ma anche per mostrane l’attualità nel tempo presente. Riccardo Castellana (Roma, 1968) è professore associato di Letteratura italiana contemporanea nell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo l’edizione critica dei Ricordi di un giovane impiegato di Federigo Tozzi (Cadmo, 1999) e i volumi Tozzi (Palumbo, 2002), Parole cose persone. Il realismo modernista di Tozzi (Serra, 2009), La teoria letteraria di Erich Auerbach: una introduzione a “Mimesis” (Artemide, 2013), Storie di figli cambiati. Fate, demoni e sostituzioni magiche tra letteratura e folklore (Pacini, 2014). Ha inoltre curato nel 2009, per Mondadori, l’edizione commentata di Satura di Montale, e, con Christian Rivoletti, la raccolta di inediti di Erich Auerbach Romanticismo e realismo (Edizioni della Normale, 2010). Introduzione - Pirandello modernista Parte Prima - Due romanzi Capitolo 1 - Paleomodernismo: Il fu Mattia Pascal Capitolo 2 - La coscienza del realismo: Quaderni di Serafino Gubbio operatore Parte Seconda - Sei personaggi senza memoria Capitolo 3 - Amnesia Parte Terza - Le novelle Capitolo 4 - Pirandello e la novella moderna Capitolo 5 - Indicativo presente: la narrazione simultanea nelle novelle Capitolo 6 - Esotismo/estraneità Soggetti: Critica Letteraria, Linguistica, Filologia, Teatro, Letteratura, Studi culturali, Opere generali, Luigi Pirandello, Drammaturgia, Commedie, Modernismo, Romanzi, Novelle, Verismo, Wakefield, Verità, Falso, Finzione, Memoria, Saggio, Feuilleton, Realismo, Cinema, Sesso, Benjamin, Novecento, Guerra, Soldato, Jean Anouilh, Enrico IV, Oblio, Amnesia, Allegorie, Psicologia, Freud, Come tu mi vuoi, Giraudoux, Smemorato, Novellistica, Novella moderna Narrazione simultanea, Crudeltà, Cronache, Autodiegesi, Viaggio, Viaggiatori, Bagaglio, Erotismo, Teorie, Marinetti, Dogma, Rifiuto, Avanguardie letterarie, Innovazione, Svevo, Tozzi, Italia, Weinrich, Vittorini, Zola, Poe, Calvino, Bibliografia, Libri Vintage fuori catalogo online, Literary Criticism, Linguistics, Philology, Theater, Literature, Cultural Studies, General Works, Dramaturgy, Comedies, Modernism, Novels, Novels, Truth, Fake, Fiction, Memory, Essay, Realism, Sex, Twentieth Century, War, Soldier, Oblivion, Allegories, Psychology, Forgetfulness, Simultaneous narrative, Cruelty, Chronicles, Self-defense, Travel, Travelers, Baggage, Eroticism, Theories, Refusal, Literary avant-garde, Innovation, Italy, Bibliography, Books out of print
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Gioconda Marinelli
Dal Trianon al Sannazaro. Luisa Conte con il teatro nell'anima
Adriano Gallina Editore 1996 226 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. LUISA CONTE è la straordinaria interprete della scena partenopea che dal suo debutto all'età di cinque anni e le sue prime interpretazioni al Trianon, ba continuato a vivere per il teatro: sceneggiata, rivista, varietà, commedia brillante, prosa. Nel 1947 ba recitato con il marito Nino Veglia e la sua Compagnia in Sud America. Nel 1954 è stata scritturata per "Miseria e nobiltà " in occasione della riapertura del Teatro San Ferdinando, da Eduardo che le affidò sempre ruoli di grande rilievo. Passata dopo quattro anni nella Compagnia di Nino Taranto interpretò commedie di Raffaele Viviani, Giuseppe Marotta, Scarnicci e Tarabusi, Vitaliano Brancati, Ernesto Grassi, Luigi Pirandello. Nel 1969 insieme al marito restituì al Teatro Sannazaro di via Chiaia il suo antico splendore e fondò la Compagnia Stabile Napoletana a cui ha arriso una meritata fortuna. Al Sannazaro fu interprete esemplare delle commedie di Gennaro D'Avino, Paola Riccora, Antonio Petito, Raffaele Viviani, Giovanni Rescigno, Vittorio Paliotti, Domenico Romano, Nino Masiello e di tutto il repertorio scritto per la Compagnia da Gaetano Di Maio e diretto dal regista Giuseppe Di Martino. Questo libro non è soltanto il percorso artistico della grande attrice, degna erede della tradizione della Commedia dell'Arte, ma anche la storia di una donna coraggiosa, forte, dolce e aggressiva, amata e acclamata, della sua vita sofferta, piena di sacrifici, di ansie, ma anche ricca di tante soddisfazioni, una vita vissuta in pieno, da protagonista fino all'ultimo. Gioconda Marinelli è molisana, di Agnone, vive e lavora a Napoli dal 1978. Proviene da un'antica famiglia di fonditori di campane. Si è laureata in Scienze Naturali e Scienze Biologiche presso l'Università di Roma e si è specializzata in Scienza dell'Alimentazione all'Università di Napoli. Il suo percorso professionale spazia in più campi: insegnamento, letteratura, poesia, pittura, Scultura. Una versatilità che le ba dato notevoli consensi ed affermazioni. E autrice di varie pubblicazioni scientifiche e di altri saggi: "Arte e fuoco", 1980 (Premio di Cultura Molise 1981, Premio di saggistica Montecatini Terme, Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri); "L'antro di Vulcano', 1991, Storia di campane, 1995. Per la poesia è stata segnalata al Premio Montale 1994; la sua ultima raccolta di versi, con la prefazione di Maria Luisa Spaziani, si intitola "Fusione di frammenti". E' presente per la pittura e la scultura nel Catalogo Giorgio Mondadori "Colore e Materia" Pittori e scultori del Premio Arte 1995 e nel Catalogo del Premio Michetti 1995- "I bronzetto italiano contemporaneo" E componente del Consiglio di Studi Storici dell Istituto Regionale del Molise "V. Cuoco" Appassionata del Teatro napoletano non ba resistito al richiamo di guardare molto da vicino questo mondo nei suoi risvolti più fascinosi Determinante è stato l incontro con Luisa Conte. Poteva fare tutto, capiva tutto. Lavorare con lei era un riposo, una beatitudine. Eduardo
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LUIGI DE FILIPPO
BUFFO NAPOLETANO COMMEDIA IN DUE ATTI
ADRIANO GALLINA EDITORE 1986 139 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Luigi De Filippo è nato a Napoli. Ormai affermato ed originale attore ed autore, ha debuttato al teatro «Quirino» di Roma nel 1951 nella Compagnia del padre, Peppino, col quale per diversi anni recita sia in teatro che in televisione. Nel 1978 lascia la Compagnia del padre e decide d'intraprendere altre vie e realizzare programmi che più si avvicinano alle sue possibilità ed aspirazioni artistiche, ed infatti è protagonista di alcuni spettacoli che maggior mente mettono in risalto le sue singolari qualità. Interpreta opere di Gogòl, Moliére, Avercenko, Pirandello. Nel 1981 dà vita ad una Compagnia da lui diretta riproponendo al pubblico, e rinnovando con una fantasia vivace e modernissima, alcune fra le più belle commedie di Peppino. Con questa Compagnia e con questi spettacoli, Luigi viene invitato a compiere numerose tournée all'estero, e si reca a recitare a Berna, Zurigo, Losanna, Baden, Basilea, Monaco, Amburgo, Colonia, Grenoble, Marsiglia e Bruxelles con eccezionale successo. Nell'estate del 1985 Maurizio Scaparro, direttore del Teatro di Roma, lo vuole protagonista applauditissimo dello spettacolo «Comoedia» di Ghigo De Chiara da Plauto e con la regia di Ugo Gregoretti. Luigi è anche autore di sceneggiati per la televisione e per la radio. Recentemente ha pubblicato un libro di poesie umoristiche «Il segreto di Pulcinella». Ma soprattutto è autore di alcune belle commedie come «Fatti nostri», «Storia strana su di una terrazza romana», «Come e perché crollò il Colosseo», «Il suicida», «La commedia del re buffone e del buffone re» ed ultimamente di «Buffo napoletano». Lavorando sempre con splendida riuscita alla definizione di un suo mondo poetico legato all'osservazione critica della realtà quotidiana, pur nel solco delle esperienze che gli provenivano dalla grande tradizione familiare.
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TITO SAVELLI
ITALIA O MORTE TRAGEDIA IN QUATTRO ATTI
JOPPOLO EDITORE 1993 87 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, BRUNITURE AI TAGLI AALTI, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Due eroi del nostro Risorgimento, i fratelli Bandiera, sono i protagonisti di Italia o morte. Veneziani, figli di un contrammiraglio, entrarono giovanissimi nella marina austriaca, pur desiderando l'indipendenza d'Italia. Nel 1841 fondarono la società segreta dell'Esperia, che aveva come scopo la liberazione dell'Italia dal dominio straniero. Entrati in rapporto con Mazzini, decisero di agire e il 16 giugno 1844 sbarcarono con pochi compagni alla foce del torrente Neto, in Calabria, sperando in un'insurrezione popolare. Traditi da Boccheciampe, un loro compagno, si trovarono a dover fronteggiare un forte contingente di truppe borboniche. Fatti prigionieri a San Giovanni in Fiore, furono processati il 25 luglio 1844 nel vallone di Rovito presso Cosenza. In questi momenti bui per il nostro Paese, appaiono più che mai significative le celebri pagine di storia italiana che rivivono in questa tragedia grazie all'abile penna di Tito Savelli, pseudonimo di un avvocato romano che ha di recente pubblicato il dramma "Cola di Rienzo" Joppolo Editore).
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ARMANDO MARRA
IO DI SCENA. ITINERARIO ALL'ARTE DEL TEATRO
IGEI ISTITUTO GRAFICO EDITORIALE ITALIANO 1998 101 PP. DEDICA AUTOGRAFA DELL'AUTORE IN ANTIPORTA, COME DA FOTO 2, LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO OTTIMO. Nato a Napoli sui palcoscenici d'assalto o di trincea dell'Apollo, passato dal varietà all'avanspettacolo e all'operetta e, forse unico tra gli attori napoletani, al circo. Giunse a maturare la sua piena esperienza con Peppino de Filippo, nonché con Barrault e la sua Comédie Francaise. Viene poi l'esaltante esperienza del "Trinculo" nella Tempesta diretta da Giorgio Streheler, ed è mimo eclettico nel "Palazzo di Cristallo", allestito a Broadway da P. Brooke. L'esperienza americana lo conduce alla riflessione poetico-canora sull'emigrazione che sfocia nel suo primo disco "Portame a casa mia" divenuto poi spettacolo con la collaborazione di Antonio Ghirelli e Antonio Lubrano. Non poteva ovviamente mancare la fondamentale esperienza con Eduardo col grottesco personaggio di "Spanò", nel Pirandelliano "Berretto a sonagli" Numerosissime esperienze teatrali lo conducono dalla irripetibile stagione del "Masaniello" alle uniche quanto magiche serate del settembre al Borgo di Casertavecchia dove è protagonista in "Iesus" con Anna Miserocchi, e di "O iuorno 'e San Michele" con Regina Bianchi. E Cirano Pagliaccio su Rai due. Nutritissima la filmologia che va da "II nome della rosa" di Annaud a "Mosca addio" di Bolognini con Liv Ullman, "II tassinaro" di Alberto Sordi al "Commissario lo Gatto" di Dino Risi a "Intervista" ultima fatica di Federico Fellini, "No, grazie il caffè mi rende nervoso" con Lello Arena e Massimo Troisi, "Mi manda Picone" per la regia di Nanni Loy, "Benvenuta" con Gassman e Fanny Ardant, "Nel giardino delle rose" per la regia di L. Martino con Ottavia Piccolo, Remo Girone e Giancarlo Giannini. Ancora con Giancarlo Giannini nel "Male oscuro" per la regia di Mario Monicelli e con Tino Buazzelli ne "II balordo". Sulla Rete Due della RAI, Marra e Massimo Dapporto tra i protagonisti della serie Sarti Antonio Brigadiere" e "Investigatori d'Italia". Inoltre è tra i protagonisti di "Stradivari" con Antony Quinn per la regia di Giacomo Battiato oltre che nel "Don Bosco" con Ben Gazzara, e in "Scugnizzi" di Nanni Loy. Insignito del Premio "Una vita per il Teatro", Primo a Parigi all'Odeon nel Meeting Internazionale "Polichinelle 91". Raffinato poeta, drammaturgo e regista Sue diverse opere di pregevole fattura come: "Una Notte Mille del Mille", "L'Esperimento" e "Gocce di Luna", spettacolo di grande livello artistico; "Paisà", "Aspettando Toto e "Scugnizza" con Simona Crasto. E' attualmente Direttore dell' Accademia Europea di Teatro. Soggetti: Teatro, Attori napoletani, Drammaturgia, Biografie, Commedianti illustri, Scena, Recitazione, Spettacoli, Improvvisazione, Dizione, Voce, Tecnica, Varietà, Avanspettacolo, Commedia, Operetta, Circo, Jean-Louis Barrault, Peppino De Filippo, Giorgio Strehler, Tempesta, Trinculo, Comédie-Française, Broadway, Peter Brooke, Palazzo di Cristallo, Canzone napoletana, Antonio Ghirelli, Antonio Lubrano, Eduardo, Spanò, Pirandello, Cinema, Televisione, Masaniello, Lina Sastri, Mariano Rigillo, Iesus, Anna Miserocchi, 'O juorno 'e San Michele, Regina Bianchi, Settembre al Borgo, Caserta, Pietro Germi, No grazie, il caffè mi rende nervoso, Massimo Troisi, Lello Arena, Attila flagello di Dio, Diego Abatantuono, Vittorio Gassman, Fanny Ardant, Benvenuta, Alberto Sordi, Il tassinaro, Arrapaho, Cavallo Pazzo, Mi manda Picone, Nanni Loy, Troncone, Il nome della rosa, Jean-Jacques Annaud, Intervista, Federico Fellini, Mosca addio, Liv Ullmann, Il commissario Lo Gatto, Lino Banfi, Il male oscuro, Mario Monicelli, Giancarlo Giannini, Nel giardino delle rose, Luciano Martino, Filmografia, Teatrografia, Cirano Pagliaccio, Accademia Napoletana di Teatro, Maestro Teatrale, Theater, Neapolitan actors, Dramaturgy, Biographies, Distinguished comedians, Scene, Acting, Performances, Improvisation, Diction, Voice, Technique, Variety, Anti-spectacle, Comedy, Circus, Storm, Neapolitan song, Interview, Filmography, Works Neapolitan Theater Academy, Theater Master
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ANTONIA LEZZA a cura di
TEATRI NELLA RETE TESTUALITà ED IPERTESTUALITà DELLA LETTERATURA TEATRALE
Giornata di studio, 29 novembre 2002, Università degli studi di Salerno DELTA 3 EDIZIONI 2006 207 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO FRONTE RETRO IN COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. TEATRI NELLA RETE L'evidente interesse verso la testualità dei classici, gli aspetti più rilevanti della scrittura teatrale dei contemporanei ed alcuni dei più interessanti progetti ipertestuali realizzati in Italia sono oggetto dei contri buti raccolti in questo quaderno. Ed è proprio nel confronto tra testualità ed ipertestualità l'idea di una Giornata di studio, intitolata Teatri nella Rete Testualità ed ipertestualità della letteratura teatrale, che si è svolta il 29 novembre 2002 all'Università di Salerno e che ha rappresentato un momento di incontro pluridisciplinare, in cui è stato evidenziato lo stretto rapporto tra letteratura/teatro ed informatica, salvaguardando le singole specificità dei settori. La seconda parte del quaderno è dedicata agli scrittori di teatro, alla loro maniera di intendere la macchina teatrale ed all'analisi dell'attuale condizione dei testi e della loro fortuna critica. Antonia Lezza è professore associato di Letteratura italiana e di Letteratura teatrale italiana all'Università degli Studi di Salerno e ha un incarico di Storia del Teatro all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha curato con Pasquale Scialò la prima edizione critica del Teatro di Viviani in sei volumi, edito dalla Guida editori di Napoli; la monografia Viviani, l'autore, l'interprete e il cantastorie urbano (Napoli, 2000) e gli Atti della Giornata di Studio Raffaele Viviani. Teatro, poesia e musica (Napoli, 2003). Nel corso degli anni si è dedicata agli studi di letteratura teatrale, producendo una serie di saggi sul teatro di Carlo Goldoni, Collodi, Salvatore Di Giacomo, Roberto Bracco, Raffaele Viviani, Totò, Eduardo e Poppino De Filippo, Vincenzo Pirrotta; ha, inoltre, studiato Casanova e i suoi rapporti con il teatro europeo. Ha curato per Enciclopedia ofi talian L'iterar/ Studies diverse voci afferenti al teatro meridionale (New York, 2006). È ideatrice e responsabile del sito Teatro Napoletano e ha fondato nel 1998 l'Associazione culturale "Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo" di cui è presidente È membro del comitato scientifico della rivista «Misure Critiche». Soggetti: Narrativa, Letteratura teatrale, Testi teatrali, Cinema, Spettacolo, Critica letteraria, Drammaturgia, Raffaele Viviani: l'autore, l'interprete, il cantastorie urbano, Pasquale Scialò, Luchino Visconti, Vittorio Gassman, Oreste, Volontè, David, Randone, Saul, Varietà, Pubblico, Recitazione, Scena, Teatralità, Classici, Ipertestualità, Storia, Napoli, Teatro napoletano, Attori, Personaggi, Novecento, Franco Vazzoler, Scrittura, Valeria Moretti, Insegnamento, Lingue, Stranieri, Cultura, Icon, Bibit, Italianisti, Biblioteca digitale, Rete, Informatica umanistica, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggi, Ipertesto, Web, Franca Angelini, Nunzia Acanfora, Bibliografia, Riflessioni, Manlio Santanelli, Francesco Saponaro, Autiero, Ascoltare il testo, Diffusione, Fruizione, Video, Tecnologia, Video, Ascolto, Fiction, Theater literature, Theatrical texts, Cinema, Entertainment, Literary criticism, Dramaturgy, Interpreter, Urban storyteller, Variety, Audience, Acting, Scene, Theatricality, Classics, Hypertextuality, History, Naples, Neapolitan theater, Actors, Characters, Twentieth century, Writing, Teaching, Languages, Foreigners, Culture, Italianists, Digital library, Network, Humanities informatics, Out of print books, Essays, Hypertext, Bibliography, Reflections, Listening to the text, Diffusion, Use, Technology, Listening.
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