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[Noi gli altri]
Noi gli altri. Il periodico dei detenuti fiorentini
Edizione originale. Parziale distacco del piatto superiore, ma bell’esemplare. Anno IV, numero 2, aprile, maggio, giugno. Ciclostilato.
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[North Carolina Civil War Union Newspaper]
NEWBERN DAILY PROGRESS. NEWBERN N.C. SATURDAY EVENING DECEMBER 6 1862 VOLUME 5. NUMBER 59
New Bern NC: E.L. Davenport & Co. 1862. Folio. 14" x 20". 4pp printed in six columns per page. Old folds several fox blotches. Good plus. <br /> <br /> E.L. Davenport & Company issued the 'Newbern Daily Progress' and 'Newbern Weekly Progress' from 1853 until some time in 1862. As the area came under Union control it re-emerged as a newspaper run by a staff of Union soldiers and pro-Union in content. Hutchinson: NEW BERN Arcadia Publishing 2000 p.15. <br /> This issue was printed after the Union captured New Bern. George Mills Joy the Army's Recruiting Officer is listed as the new editor. Among the many advertisements is one signed in type by Joy himself: FREEMEN OF North Carolina Rally to the Support of the Stars & Stripes!" <br /> This issue prints war news and adjudications by the Provost Court mostly on charges of drunkenness and disorderly conduct. "Sam. Smith Colored" was reprimanded and discharged for being without a pass. Advertisements comprise the bulk of the printed material. E.L. Davenport & Co. unknown
Référence libraire : 41795
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[Note fotografiche; Albe Steiner, Bruno Munari, Giuseppe Pagano, Marcello Nizzoli, Eriberto Carboni, Franco Grignani, Luigi Veronesi, Ermanno F. Scopinich, Federico Vender, Giovanni Scheiwiller, Guido Piovene et alii]
Note fotografiche. Rivista mensile di fotografia e cinematografia. 18° anno. Nn. 1-10 [Segue:] Fotografare a cura della Agfa Foto [Segue:] Pose e istantanee a cura della Agfa Foto
Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
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[Novecento - 900. Fondata da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte]
900. Cahiers d’Italie et d’Europe
Edizione originale. Primi quattro numeri (autunno 1926; inverno 1926 - 1927; primavera 1927; estate 1927). Esemplari in ottime condizioni (lievi tracce d’usura alle copertine e carte leggermente brunite). Primi quattro numeri di «900», rivista letteraria fondata nel 1926 da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte edita, fino al terzo numero compreso, dalla romana “La Voce”, prima di passare alla Società Sapientia. Pubblicato in francese, dichiaratamente europeista e con un comitato di redazione d’eccezione composto da James Joyce, George Kaiser, Gómez de la Serna, Pierre Mac Orlan, il trimestrale - stampato in 1700 esemplari numerati - si proponeva di aprire i confini culturali italiani oppressi dal patriottismo imperante mettendoli a contatto con quanto di meglio la letteratura e l’arte internazionali avessero da offrire. Invisa per questa ragione ai sostenitori del movimento Strapaese e al regime, la rivista riuscì comunque a proseguire le pubblicazioni fino al giugno del 1929, per un totale di 17 numeri che ospitarono testi, tra i tanti, di Joyce, Woolf, Cechov, Tolstoj. Il clima di sospetto e l’aperta avversità nei confronti del progetto costrinsero comunque il direttore Bontempelli a cedere all’italianizzazione dei suoi “quaderni” a partire dal primo numero della “nuova serie” del luglio 1928 dopo aver già registrato il tradimento di Malaparte, che un anno prima aveva abbandonato la rivista per entrare nel gruppo strapaesano di «Il Selvaggio».
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[Novecento - 900] (a cura di Massimo Bontempelli)
900 (Nuova serie)
Edizione originale. Numeri 1, 2 e 5 della nuova serie di «900» (luglio 1928; agosto 1928; novembre 1928). Numeri 1 e 2 con fioriture e bruniture ai piatti, piatto anteriore del numero 5 perimetralmente brunito. Per il resto ottimi esemplari. Rari. Numeri 1, 2 e 5 (luglio, agosto e novembre del 1928) della nuova serie di «900», rivista letteraria fondata nel 1926 da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte edita, fino al terzo numero compreso, dalla romana “La Voce”, prima di passare alla Società Sapientia. Pubblicato in francese, dichiaratamente europeista e con un comitato di redazione d’eccezione composto da James Joyce, George Kaiser, Gómez de la Serna, Pierre Mac Orlan, il trimestrale (mensile dal luglio 1928) si proponeva di aprire i confini culturali italiani oppressi dal patriottismo imperante mettendoli a contatto con quanto di meglio la letteratura e l’arte internazionali avessero da offrire. Invisa per questa ragione ai sostenitori del movimento Strapaese e al regime, la rivista riuscì comunque a proseguire le pubblicazioni fino al giugno del 1929, per un totale di 17 numeri che ospitarono testi, tra i tanti, di Joyce, Woolf, Cechov, Tolstoj. Il clima di sospetto e l’aperta avversità nei confronti del progetto costrinsero comunque il direttore Bontempelli a cedere all’italianizzazione dei suoi “quaderni” a partire dal primo numero della “nuova serie” dell’estate 1928, qui parzialmente presentata. Un anno prima, Bontempelli aveva dovuto registrare anche il tradimento di Malaparte, uscito dalla rivista per entrare nel gruppo strapaesano di «Il Selvaggio».
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[Novissima. Albo d’arti e lettere] (direttore Edoardo De Fonseca) [1901 - 1910]
Novissima. Albo d’arti e lettere. Direttore: Edoardo de Fonseca
Edizione originale. Rara collezione completa (10 volumi). Esemplari in ottime condizioni con rare e normali abrasioni ai piatti (da segnalare solo fioritura al piatto del X volume). Carte pulite con qualche occasionale fioritura. Rarissima collezione completa di «Novissima» “albo d’arti e lettere” ideato e fondato da Edoardo De Fonseca tra il 1900 – anno in cui diede vita a Milano alla Società Editrice di Novissima - e il 1901, anno di pubblicazione del primo volume di questa bellissima – e unica nel suo genere – rivista dedicata alla letteratura, all’arte e all’illustrazione. Contraddistinta da una grafica curata e riccamente liberty, al suo interno «Novissima» raccoglieva testi e componimenti poetici di autori importanti (tra i molti, De Amicis, Pirandello, Pascoli, D’Annunzio), rubriche di teatro, musica e moda, inserzioni pubblicitarie ma, soprattutto, illustrazioni e tavole stampate su carte di tipo diverso. Bompard, Majani, Terzi, Dudovich, Kienerk sono solo alcuni degli illustratori che De Fonseca chiamò a sé per collaborare stabilmente al periodico annuale e per firmare le copertine, piccoli gioielli d’Art Nouveau. Nel dettaglio, «Novissima» si presentò con la copertina del 1901 - raffigurante una giovane donna tra i rami di ciliegio - firmata da Aleardo Terzi; nel 1902 con l’illustrazione di Antonio Rizzi; nel 1903 con l’elegante creazione dello scultore Edoardo Rubino, a metà tra bassorilievo e cammeo; nel 1904 con la grafica del notissimo cartellonista Marcello Dudovich; nel 1905, il piatto anteriore è affidato ad Augusto Majani, mentre nel 1906 nuovamente ad Aleardo Terzi; nel 1907, in un numero che affronta i temi emersi all’Esposizione Internazionale di Milano dell’anno precedente, la copertina - che ritrae un uomo intento a innaffiare un melograno - è di Duilio Cambellotti; nel 1908 il tema femminile è invece sviluppato da Giovanni Mataloni; nel 1909 è la volta di Alfredo Baruffi, a cui viene affidata anche l’illustrazione dell’intero volume, mentre nel 1910 la pubblicazione si congeda con la copertina di Umberto Bottazzi. Tra i contributi artistici accolti all’interno dei numeri, non si può non segnalare quantomeno la presenza di un’opera di Giacomo Balla nel volume del 1904. Perfettamente in linea con i tempi, l’esperienza di «Novissima» si concluse nel 1910 al mutare del gusto artistico e del clima culturale, rimanendo tuttavia una splendida testimonianza dello spirito a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, così sospeso, onirico e borghesemente languido. 10 voll.
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[Nuova opposizione]
Nuova opposizione
Edizione originale. Bell’esemplare. Numero 0 in attesa di autorizzazione. Supplemento a «Unità proletaria» numero 2/79, direttore responsabile Daniele Protti. Bel foglio corredato da numerose illustrazioni, copertina a colori, articoli di S. Semenzato, I. Stagliani, F. Bottaccioli, L. Ferrajoli, F. Calamida, A. Picciolini, L. Berti, A. Mangano, P. Palazzi, G. Mattioli, M. Scalia, F. Bo, A. Poli, V. Moretti, C. Coradeschi, L. Bobbio, M. Pivetta.
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[Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà]
Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà [Torre Pellice]
Edizione originale stampata nella tipografia clandestina “L’Alpina” di Torre Pellice. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” (numeri 1, 2 - 3, 4). Quaderni 2 - 3 e 4 in ottimo stato, con normali segni d’usura alle brossure. Quaderno 1 con distacco fermato dei piatti della brossura e dorso con estese mancanze, ma carte in ottimo stato. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” stampati nella tipografia “L’Alpina” di Torre Pellice, luogo simbolo delle pubblicazioni clandestine antifasciste piemontesi in cui coraggiosamente nasceva e da cui coraggiosamente veniva diffuso il materiale partigiano. Questi “Nuovi quaderni” ripresero l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - proponendosi, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [...]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
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[Nuovo, Il; direttore Arnaldo Ginna]
Il Nuovo. Quindicinale di energetica umana fascista e futurista. Anno I, N. 11
Edizione originale. In ottime condizioni, con etichetta d’invio a «S. E. Marinetti | Villa Miramare | Levanto». Quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello “L'Uomo futuro”» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio. Salaris, Riviste futuriste, pp. 464-471; Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 128
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[Nuovo, Il; direttore Arnaldo Ginna]
Il Nuovo. Quindicinale di energetica umana fascista e futurista. Anno I, N. 13-14
Edizione originale. Brunitura lungo la piegatura verticale nella parte alta della prima pagina; lacerazione in corrispondenza; lacerazione al centro delle pagine in corrispondenza dell’intersezione delle piegature; senza perdite, leggera fragilità. Numero doppio in occasione del «Primo convegno italiano naturista: Energetica e costituzionalismo», da inaugurarsi il 1° ottobre 1934. «Il Nuovo» fu un quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello L'Uomo futuro» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio.
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[Of Limits]
Of Limits 4
In ottime condizioni. Ciclostilato di 15 fogli, pinzati, in 4° (cm 33x22) autocopertinato ( copertina in carta colorata), illustrato di disegni e vignette satiriche. Informazioni, appelli di collaborazione da altri gruppi sparsi in tutta la nazione, recensioni di concerti. Stampato probabilmente a Civitanova Marche.
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[Omnibus]
Omnibus. Settimanale di attualità politica e letteraria
Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I e 3/4 dell’anno II. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Ideato da Leo Longanesi per Rizzoli, uscì con il primo numero il 3 aprile 1937, anno primo, fino al nr. 39 del 25 dicembre; anno secondo 1938 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 53 del 31 dicembre; anno terzo 1939 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 4 del 28 gennaio. Formato folio grande, con cadenza settimanale, ospitò interventi letterari e politici. «Omnibus» rappresentò il primo esempio di rotocalco ben illustrato da belle fotografie, curato in ogni dettaglio, arricchito dai sapienti disegni di Mino Maccari. Tra i collaboratori: Alvaro, Barilli, Benedetti, Bacchelli, Palazzeschi, Praz, Landolfi, Malaparte, Moravia, Pannunzio e tanti altri. Primo in Italia, «Omnibus» pubblicò scrittori allora oscurati dalla censura fascista, come Ernest Hemingway (tradotto da Elio Vittorini), Erskine Caldwell, David H. Lawrence, Dashiell Hammett, James Cain, Joseph Roth e John Steinbeck. Importanti gli articoli sulla guerra di Spagna. Nel gennaio 1939, per insuperabili contrasti, il regime ne sospende le pubblicazioni. 2 volumi
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[Operai e teoria]
Operai e teoria. Giornale che lotta per l’indipendenza politica e teorica del proletariato
Edizione originale. Lievi ingialliture alle piegature ma bell’esemplare. Anno I foglio preparatorio n. 1. Direttore responsabile Marcello Baraghini. Supplemento a «Stampa alternativa».
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[Ordine Nuovo (L’): direttore: Antonio Gramsci]
L’Ordine Nuovo. Rassegna settimanale di cultura socialista
Prima edizione numerata. Esemplare numero 255 nella ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato di «L’Ordine Nuovo» (1 maggio 1919 - 24 dicembre 1920 e 1 marzo 1924 - 1 marzo 1925. Fascicoli raccolti in mezza pergamena con piatti in cartone marmorizzati in ottimo stato (carte normalmente brunite, tracce di sporco al dorso della legatura. Ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato dall’1 maggio del 1919 al 24 dicembre del 1920 e dall’1 marzo 1924 all’1 marzo 1925 del periodico fondato da Antonio Gramsci, a Torino nello stesso 1919. Inizialmente pubblicato con cadenza settimanale come voce del comunismo torinese, «L’Ordine Nuovo» divenne nel 1921 organo ufficiale del neonato Partito Comunista Italiano (fondato a Livorno il 21 gennaio di quell’anno grazie alla spinta determinante di Gramsci e di due fondamentali collaboratori della rivista, ovvero Terracini e Togliatti), continuando le proprie pubblicazioni fino al novembre 1922. Nel marzo del 1924, quando Gramsci aveva da poco dato vita a «L’Unità», «L’Ordine Nuovo» tornerà come quindicinale sotto la direzione di Ruggiero Greco e con sede a Roma, prima che il regime fascista ne imponesse la definitiva chiusura un anno più tardi.
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[Original newspaper Augsburg 1822]
Ephemere pamflet German 1822 Rede bei der feierlichen Einweisung der neugewahlten Magistrats-Personen der konigl. Kreis-Hauptstadt Augsburg am 22. Januar 1822 Geiger Augsburg 8 pp. Decorative light blue paper binding.
Rede bei der feierlichen Einweisung der neugewahlten Magistrats-Personen der konigl. Kreis-Hauptstadt Augsburg1822 21 x 16 cm. Decorative light blue paper binding with watermark. unknown
Référence libraire : PR121580
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[OTTAWA VALLEY]. - Anonymous Manuscript Diary
A small leather-bound diary of a middle-class housewife with short daily entries from to January 1904 to January 1905. Daily routine entries regarding housecleaning cooking tea clutches church going and weather. And etc. Although the writer doesn't give her name or location the provenance is known to be the Ottawa Valley probably Arnprior. Many names are mentioned in the diary presenting a challenge for identification of the writer
Ottawa Valley. Manuscript 1905. 24mo. 13.5cm circa 200 pages in manuscript black ink closely written fairly legible in full maroon limp fine grain calf typical diary type binding of the day french marbled endpapers and edges some slight edge wear rear inner paper over the hinge is broken this is common with diaries as they were opened flat and pressed down for writing in the text is clean and sound ~ all considered. A Very Good Copy. Middle-class women were not expected to write professionally in Victorian / Edwardian times. Diaries however gave these ladies an opportunity to express themselves in print. This fine example is probably part of a series of her output. Diaries of this era were more commonly done by the Upper classes describing vacation trips and scenery clippings chromo litho flora printing and cards poetry. Full length day to working day diaries are much less common even rare. Ottawa Valley. Manuscript unknown
Référence libraire : 43844
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[Ottobre] [Marxisti-leninisti]
Ottobre. Quotidiano comunista
Edizione originale. Fioriture alla prima pagina, nel complesso bell’esemplare. Anno I, numero 1. Rivista di stampo marxista-leninista tradizionale, diretta da Mario Geymonat, celebre filologo classico.
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[Padova 52]
Padova 52
Edizione originale. Sporadiche ingialliture, soprattutto alla copertina, un lieve strappetto, ma esemplare in condizioni più che buone. Anno I, n. 0. Settimanale di informazione, cronaca, attualità, cultura: «Padova 52, non avendo nessuna intenzione di far concorrenza ai locali quotidiani, si segnala come foglio di “riflessione democraticamente neutra” sulle principali problematiche in cui il regista, lo sceneggiatore e il protagonista sarà sempre il lettore».
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[Paesaggio]
Paesaggio. Quaderni di lettura e arte diretti da Mino Rosi
Edizione originale. Tutto il pubblicato (dal primo numero dell’aprile-maggio 1946 al numero doppio 3-4 dell’agosto- settembre-ottobre-novembre dello stesso anno) della rivista di letteratura e arte «Paesaggio». Esemplari in ottime condizioni, privi di particolari difetti da segnalare. Rivista fondata e diretta da Mino Rosi nel 1946 dedicata a scritti di arte e letteratura. Benché pubblicata per un solo anno - dall’aprile al novembre del 1946 -, «Paesaggio» merita di essere ricordato nella storia dei periodici del secondo dopoguerra grazie ai suoi contributi di alto profilo e alle eleganti immagini e litografie che arricchivano i fascicoli. Tra i collaboratori vanno almeno ricordati Saba, De Pisis, Del Buono, Milena Milani, Sinisgalli, mentre le litografie erano firmate da Tamburi, Gentilini, Gallo, Savelli, Sassu, Pulcinelli, Maccari, Rosi e De Grada. 3 voll.
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[Paladini, Terra, Barbaro et alii]
La Ruota dentata. Movimento immaginista. Anno I - N. 1 [TUTTO IL PUBBLICATO]
Edizione originale. Parziale perdita di qualche lettera appena sotto l’intestazione, in prima pagina, causa rimozione dell’etichetta d’invio; per il resto, uno straordinario esemplare intatto e senza alcuna sofisticazione; rarissimo in queste condizioni. Rarissimo numero primo e unico pubblicato: sole tre copie nel censimento ICCU (Centrale Firenze, BSMC Roma e APICE Milano), cui OCLC aggiunte l’esemplare del MART Rovereto. -- Espressione dell’immaginismo di qualità e intensità inversamente proporzionali all’effimera durata (praticamente il solo anno 1927), l’«immaginismo» italiano — che nulla ha a che vedere con l’imagism poundiano o con l’omonimo -ismo russo — «assumeva in realtà una poetica dell’immaginazione che sembrava ricorrere fino alla messa in scena del subconscio. […] L’immaginismo italiano era di fatto molto più vicino al surrealismo. […] Ed è certamente dal cinema che l’immaginismo italiano traeva la sua linfa più segreta» (Lista, p. 7-s). Animatori principali del movimento furono l’artista Vinicio Paladini e lo scrittore Dino Terra. Paladini veniva da quel crogiolo di avanguardisti e irregolari del principio degli anni ’20 che solo verso la metà del decennio e oltre chiariranno la direzione presa dalla propria parabola artistica; dopo un breve periodo di fiancheggiamento futurista, grazie alle intercessioni di Prampolini (si veda la vicenda legata al manifesto sull’Arte meccanica), Paladini si posizionava a distanza di sicurezza con l’intervento del 1927 «Arte d’avanguardia e futurismo», pubblicato prima sulla «Bilancia» poi in plaquette. Ed è proprio il gruppo gravitante attorno alla rivista romana (mensile ma aperiodico diretto da Umberto Barbaro) che riempirà le fila dell’immaginismo — per scioglierle subito e riformarle altrove. -- Il nome della rivista che fa da altoparlante del movimento, così come il marchio che la illustra (due ingranaggi che s’arrotano), reca precisa memoria dell’origine comunista di Paladini. L’apertura del fascicolo che lancia il movimento immaginista è affidata per intero all’artista russo-romano, che compone una pagina dominata da un incredibile ‘fotomontage’ in bianco e nero, dove sono tutte le suggestioni e i temi cari (un vero e proprio manifesto ‘visivo’ che sarebbe da analizzare con la lente d’ingrandimento); la composizione è incorniciata da un testo composto a slogan, non-sense, testi in all-caps, simboli matematici e maniculae, d’impronta chiaramente dadaista. In seconda pagina comincia il lungo manifesto «Una nuova estetica per un’arte nuova», firmato da Umberto Barbaro, che condivideva con Paladini la fede politica di estrema sinistra: un testo illuminante per capire la posizione del gruppo rispetto alla questione generale del modernismo e dell’avanguardia ma, nello specifico, rispetto al futurismo, da cui in Italia non si può prescindere. In terza pagina una recensione ‘onirica’ dei due libri di Dino Terra, già pubblicati sotto le insegne della «Ruota editrice»: Riflessi (che si fregerà di uno strillo di Marinetti in fascetta) e L’amico dell’angelo, un dramma. Le altre presenze servono a fornire un’indicazione di provenienza e appartenenza (come le poesie di Majakovskij ed Elena Ferrari) oppure sono del tutto episodiche, personaggi minimi raggranellati sul fondo del vivace ambiente romano che sboccerà appieno solo negli anni ’30. Lista, Dal futurismo all’immaginismo, passim; The Oxford Critical and Cultural History of Modernist Magazines, III, p. 580; Salaris, Riviste futuriste, p. 1106-ss; Casetti, Movimento immaginista, p. 65
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[Paladini, Vinicio, Armando Ghelardini, Umberto Barbaro, Diotima, Talarico et alii]
La Freccia d’argento: informatore letterario delle Edizioni d’Italia
Edizione originale. Esemplare viaggiato annullo postale e francobollo conservato; lievissime tracce della piegatura in quattro, per il in eccellenti condizioni di conservazione. Rarissimo numero unico pubblicato dalle Edizioni d’Italia, ultima e definitiva forma assunta dal gruppo romano che ha attraversato gli anni ’20 sotto varie forme — dalla «Bilancia» a «2000»/«Atlas» passando per «La Ruota dentata» — per confluire in questa impresa editoriale ad altissimo gradiente di qualità e innovazione. Un solo esemplare è registrato nel censimento ICCU, quello della Biblioteca Estense di Modena; manca completamente a OCLC. Non abbiamo notizia di copie apparse in asta o in cataloghi di vendita (mancava al catalogo monografico dell’Arengario S.B. dedicato a Paladini), e indice sicuro dell’estrema rarità ne sia il fatto che manca del tutto ai repertori specialistici dedicati all’argomento: nemmeno un accenno, una riga, una sparuta menzione nelle note a piè pagina. -- Fondata nel 1931 dal ventiquattrenne Armando Ghelardini, l’editrice si distinse subito per un programma ben definito e modernissimo, che si affidava sul versante grafico alla spiazzante inventiva di Vinicio Paladini: collana ammiraglia era «Gli scrittori moderni», dove uscirono i racconti di Barbaro (L’essenza del can Barbone), lo «Spettacolo con farsa finale» di Ghelardini, il «Tatuaggio» di Talarico, l’«Orologio innamorato» di Diotima (il nome d’arte scelto da Meletta Bontempelli, moglie di Massimo). Ma «l’intero catalogo delle Edizioni d’Italia è degno di nota» — come segnalava recentemente Giampiero Mughini (Una casa romana, p. 211): la collana «Documenti», sorta di docu-fiction ante litteram dove uscirono Alvaro, Bontempelli, Pudovchin, Bardi (studiata in un recente convegno su «Literature as Document: Generic Boundaries in 1930s Western Literature», Leiden 2019); la rivista «Occidente», pubblicata in dodici quaderni zeppi di letteratura e segnalazioni culturali che non passavano sugli altri periodici italiani dell’epoca, e tanti altri progetti minori rimasti allo stadio iniziale (una collana artistica; una collana dedicata al cinema). -- «La Freccia d’argento», il cui nome fa riferimento proprio all’organizzazione editoriale sintetizzata nelle frecce disegnate da Paladini, offre anzitutto uno spaccato imprescindibile sulla progettualità in corso nell’officina editoriale di Ghelardini: nomi come A. Gide, R. Neumann, E. Settanni, S. Norman, W. Bonsels, R. Bonanni, un libro sulla «Volgarità nell’architettura» di Vinicio Paladini, e molto altro che non vide mai la luce, mentre le Edizioni d’Italia chiudevano i battenti nel 1935, un po’ per i fastidi che recavano al regime, molto per ragioni squisitamente economiche. Ma il foglio è prima di tutto un capolavoro artistico di Paladini, che non a caso apre — come già era accaduto nella «Ruota dentata» — con una prima pagina tutta affidata al maestro italo-russo, dominata da un grande ‘fotomontage’ («L’arte neoclassica, sotto il severo sguardo della critica, lotta contro le scuole di avanguardia») e corredata da un manifesto eccezionale, come già rimarcato assolutamente ignoti agli studiosi: «Teoria e pratica del fotomontage», composto nello stile futurista e visionario dell’ex-immaginista. Nel resto del fascicolo fotoritratti di tutti gli autori, alcuni assai scherzosi; anticipazioni dai romanzi; «La crisi del libro non esiste» di Lucio Ridenti; un altro fotomonage di Paladini a p. 3 (Molly e Betty ridono pensando al 1900); ampia rassegna stampa e presentazioni dei titoli imminenti.
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[Panorama]
Panorama. Giornale critico-letteraio illustrato
Collezione completa. Asportazione di un rettangolo al margine superiore dx del n 5, ma ottimo esemplare con grandi margini. Dal n 1/2 del 24 Aprile al n 30 del 31 Ottobre 1858 per complessive 224 pagine con numerazione progressiva, legato in pieno cartonato coevo a colori. Tutto il pubblicato compreso i supplementi, ognuno di 4 pagine, stampati su carta colorata, (uscivano allegati al giornale); con un “Supplemento straordinario” al numero 8 “per compensare gli abbonati della mancata stampa del n 6 sequestrata dalle autorità”. Riccamente illustrato da bellissime scanzonate litografie, molte a piena pagina, il Giornale, anticonformista e critico nei confronti del potere, e come molti periodici in quel periodo, ebbe vita breve. Rarissima collezione completa.
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[Pascoli, Giovanni]
Cynthia. Lettere ed arte (anno sesto, numero 2) [«Le dodici fanciulle di Crotone»]
Edizione originale dell’inedito pascoliano «Le dodici fanciulle di Crotone». Qualche segno del tempo, ma esemplare in buone condizioni, in gran parte intonso. La rivista diretta da Carlo Calasso pubblica in apertura, per le cure di Anna Carrara, l’inedito di Pascoli «Le dodici fanciulle di Crotone. Ricerca della bellezza assoluta» (inc.: «Zeuxis viene a Crotone, perché sa che v’è la più bella razza greca»). Ignoti l’anno di composizione e la provenienza, di cui la curatrice non fornisce alcuna indicazione. Il testo, affascinante rielaborazione in forma di appunti del mito di Zeus e delle dodici fanciulle, «non è più di un appunto, una serie di riflessioni, e non sempre coerenti, conseguenti e compiute. Uno scrivere per fermare sulla carta i pensieri, quasi a volerli costringere in una subordinazione logica». Non più ristampato, stando ai repertori.
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[Pascoli]
[Il ritmo] in Rivista d’Italia diretta da G. Chiarini (anno IV, volume II)
Edizione originale; il testo è qui pubblicato in anteprima in vista della stampa in volume («Regole e saggi di metrica neo-classica», Firenze, 1900). Lievi segni del tempo, qualche restauro conservativo alle prime carte, ma bell’esemplare. In questo numero della «Rivista d’Italia», interamente dedicato alla poesia di Carducci, alle pp. 167-73 è stampato il breve saggio di Pascoli «Il Ritmo», incentrato sullo studio della metrica neo-classica, che sarebbe stato pubblicato di lì a breve in Pascoli, «Regole e saggi di metrica neo-classica, con una lettera di Giuseppe Chiarini», Milano-Palermo, Remo Sandron. Occorre segnalare che la pubblicazione in rivista avvenne ad insaputa di Pascoli, e per la sola iniziativa del curatore Chiarini, che così scrive nella nota al testo: «Egli [Pascoli] mi mandò gentilmente i fogli già tirati del suo libro sulla ‘metrica neo-classica’, che nella parte, diremo così, discorsiva, è una lettera indirizzata a me. [...] Allora mi dissi: la lettera in fin de’ conti è un po’ cosa mia; e perché dovrebbe dispiacere al Pascoli o all’editore, ch’io ne faccia conoscere un piccolo saggio, che invoglierà tutti del resto? [...] Così è avvenuto che il Pascoli, senza saperlo, si trova qui a prendere il caffè in una compagnia che certo non gli sarà sgradita».
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[Pascoli]
Il giornalino della domenica. Direttore: Luigi Bertelli (Vamba) [anno VIII, numero XXXI] [«Il risotto»]
Edizione originale. Qualche segno del tempo, lievi fioriture alla copertina, ma ottimo esemplare. A p. 4 del «Giornalino» appare per la prima volta a stampa la poesia di Pascoli intitolata «Risotto», con la ricetta del «risotto romagnolesco» che gli preparava la sorella Mariù. Paolo Antonio Delestrè, che firma il pezzo in cui è incluso il componimento, “spiega” come il testo sia giunto fino a lui: «Questa poesia m’è stata favorita da un amico che l’ha avuta dalla sua Signora, che l’ha ricevuta da una sorella che abita Londra, la quale... ma è meglio non risalire alle remote origini, perché troppo cammino avremmo da fare». Oggi possiamo essere più precisi: la poesia del risotto fu infatti scritta e inviata, nel 1905, ad Augusto Guido Bianchi, cronista giudiziario del Corriere della Sera, che a sua volta aveva tessuto a Pascoli, in versi, l’elogio del risotto alla milanese, in uno scherzoso contrappunto poetico. Con tutta verosimiglianza la poesia fu stampata qui per la prima volta: fu poi pubblicata nel 1930 in «L'Almanacco gastronomico di Jarro», e la ripropose al grande pubblico «La cucina italiana-Giornale di gastronomia per le famiglie e i buongustai», 15 giugno 1930. Maria Pascoli, «Lungo la vita», p. 748; Carteggio. Giovanni Pascoli, Augusto Guido Bianchi, a cura di Manuela Montibelli, Scandicci, La nuova Italia, 2001, p. 53.
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[Pascoli]
«A Victor Hugo» in «12: calendario mediterraneo». Edito a cura dei dodici nella Fiera del libro 1932 - X
Prima edizione. Bell’esemplare a pieni margini, in gran parte intonso. Scritta a ridosso del centenario della nascita dello scrittore francese (in calce la data 24 gennaio 1902), la poesia «A Victor Hugo» qui contenuta era già stata pubblica nelle «Poesie varie» curate da Maria Pascoli nel 1912, a dispetto di quanto annuncia la rivista sulla copertina e nella nota che precede il testo: «Nel 1902 Federico de Maria, (ecco il... victohughiano) cominciò a raccogliere in un album pensieri, omaggi, autografi di scrittori e artisti italiani a Victor Hugo. [...] Ne riproduciamo una delle gemme più preziose, una poesia – inedita – di Giovanni Pascoli».
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[Pascoli] Aa. Vv.
Paedagogium, in “Nuova antologia. Rivista di lettere, scienze ed arti (anno 40º - fascicolo 803)
Prima edizione in italiano. Segni del tempo e leggere sottolineature alla copertina, nel complesso un buon esemplare. La versione si deve a Giovanni Battista Giorgini con cui Pascoli strinse amicizia proprio in occasione della vittoria ad Amsterdam. Ricorda Mariù: «A primavera, il 14 marzo, col solito atteso telegramma era giunta la notizia che il poema latino Paedagogium aveva ottenuto ad Amsterdam l'ottava medaglia d'oro. Ciò diede occasione di fare più intensa un'altra amicizia pisana: quella col venerando e cieco G. Battista Giorgini [...] Il Pascoli mandò l'ultimo poemetto con la dedica: “A G. B. Giorgini, di cui sono familiari amici Virgilio ed Orazio, offre l'umile scolaro di tutti e tre”». Testo latino a fronte.
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[Pazienza, Andrea, Tanino Liberatore et alii]
Duemila! [allegato a «Il male», Anno II, n. 50]
Edizione originale. Ottimo esemplare, completo del relativo numero del «Male». Allegato a «Il male», Anno II, n. 50. All’interno alcune tavole di Andrea Pazienza: p. 13 «Armi»; p. 14 «Atelier»; p. 17 «Apaz 69»; p. 27 il fumetto «Topi» — oltre a Tanino Liberatore e gli altri disegnatori dissacranti della redazione del «Male».
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Akim n°553.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1982 ; in-12, 130 pp., br. Broché en très bon état.
Référence libraire : 201610754
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Akim n°248.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1969 ; in-12, 98 pp., br. Broché très bon état.
Référence libraire : 201610750
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Akim n°174.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1966 ; in-12, 98 pp., br. Broché très bon état.
Référence libraire : 201610749
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Brick n°117.
Paris, Aventures et voyages mon journal, s.d. ; in-12, 130 pp., br. Broché en bon état.
Référence libraire : 201610744
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[PETITS FORMATS,MON JOURNAL]
Cap'tain SWING!
Paris, Aventures et voyages - mon journal, 1968 ; in-12, 132 pp., br. VENDU au n° très bon état n°19/23/28/29/32/34/42- 15 euros piece.
Référence libraire : 201610928
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[PETITS FORMATS,MON JOURNAL]
Ivanhoé n°137.
Paris, Aventures et voyages - mon journal, 1971 ; in-12, 130 pp., br. Broché très bon état.
Référence libraire : 201610925
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[PERRIN (Jacques-Antoine-René)]
Les Egaremens de Julie.
3 tomes reliés en un volume in-12, plein veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs orné de compartiments fleuronnés et cloisonnés, (8), 91 p.; (2), 93 p., (1) f. bl., (2), 100 p. Londres [i.e. Paris?], 1772.
Référence libraire : 37863
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Les rois de l'exploit n°32.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1981 ; in-12, 130 pp., br. Broché bon état.
Référence libraire : 201610752
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[PETITS FORMATS,MON JOURNAL]
MESSIE LANCELOT spécial hors série n°7.
Paris, Aventures et voyages - mon journal, 1964 ; in-12, 200 pp., br. Broché très bon état.
Référence libraire : 201610926
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
ROBIN DES BOIS n°38.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1968 ; in-12, 162 pp., br. Broché en bel état.
Référence libraire : 201610747
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
Shirley n°38.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1966 ; in-12, 132 pp., br. Broché en bon état (un manque sur la reliure au coin).
Référence libraire : 201610756
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[PETIT FORMAT, MON JOURNAL]
SHIRLEY N°37.
Paris, Aventures et voyages mon journal, 1965 ; in-12, 132 pp., br. Broché en bon état.
Référence libraire : 201610755
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[PERSONAL DIARY 1968-1969].
Chinese Personal Diary1968 -1969.
Qianjin Commune. Circa1970. Personal diary from 1968-70. Some colour photographic illustrations from revolutionary operas and interestingly a number of songs handwritten in Chinese musical notation in between diary entries. Written in cursive Chinese. Overall in very good condition 18 x 12.8cm. . unknown
Référence libraire : 215753
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[PERSONAL DIARY FROM THE LATE 1959 - 60].
抗美援朝手册. Kangmei yuanchao shouce. Resist American Imperialism and Support Korea Handbook.
Northeast China People's Press. Late1950s. Army distributed notebook with pictorial endpapers 24pp of inspirational text map of the Korean campaign with printed annotated and some captioned black and white photographic illustrations. Final 8 pages contain a month by month printed summary of the Korean campaign 1950 - 51. However the diary entries are dated 1959 and 1960 and are unrelated to the Korean campaign. Entries are written in cursive Chinese script. Pages and endpapers foxed and browned upper hinge split edges thumbed cover worn and upper right corner creased. Heavy signs of use but still sound. 16.6 x 11.5cm. . Northeast China People's Press. unknown
Référence libraire : 215749
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[PHOTOGRAPHIE] - RONDEAU (Gérard).
Jour et Nuit - Vingt-quatre heures de la vie du Parisien. Photographies de Gérard Rondeau.
P., Edité par Le Parisien, 1993, 1 vol. in-4 (300 x 232) broché sous couverture illustrée à grands rabats, non paginé. Très bel exemplaire.
Référence libraire : 8137
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[PIA Pascal] BAUDELAIRE Charles:
Années de Bruxelles. Journaux inédits publiés par Georges Garonne avec un dessin inédit de Ch. Baudelaire et des notes de Feli Gautier.
Paris, Editions de la Grenade, 1927. Grand in-8 broché non paginé, couverture sable rempliée imprimée sobrement en noir, dos muet. Très belle condition.
Référence libraire : 10354
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[Picasso] LEIRIS, Michel ; BERNADAC, Marie-Laure ; PIOT, Christine
Picasso Collected Writings
Aurum Press 1989 Translations by Carol Volk and Albert Bensoussan. Fort in-4, pleine toile rouge, sous rhodoïd imprimée, photographies en n. & b., 455 pp. En anglais, français et espagnol. Bon état d’occasion.
Référence libraire : 38709 ISBN : 1854100750
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[Pierrot, le Journal des Jeunes]
Pierrot, le Journal des Jeunes, hedomadaire. 11e Année. N° 1 Dimanche 5 Janvier 1936 - N° 52 27 Décembre 1936
Paris, s. n. 1936 In-folio 39 x 29 cm. Reliure demi-basane rouge, dos lisse orné de roulettes encadré de filets doré, couvertures conservées, illustrations en noir et en couleurs. Reliure légèrement frottée.
Référence libraire : 100533
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[Pickwick; Antonio Bruno, Giovanni Centorbi, Giacomo D’Artemi, Mauro Ittar, Telesio Interlandi]
PICKWICK. Quindicinale. Anno I – N. 1 [insieme a:] Anno I – N. 2
Collezione dei primi due numeri pubblicati. Ottimi esemplari: il primo numero intonso al taglio alto; il secondo numero con invio manoscritto a Giuseppe Prezzolini, Firenze. La brevissima esperienza di “Pickwick” — soli cinque fascicoli pubblicati dal 10 marzo al 10 maggio 1915 — rappresentò il polo del modernismo siciliano alternativo al futurismo di Jannelli, Nicastro e della “Balza”, pubblicata invece a Messina in soli tre fascicoli nel medesimo frangente, da aprile a maggio. -- Il quindicinale — animato dai «pickwickiani» Antonio Bruno (motore dell’iniziativa), Giovanni Centorbi, Giacomo D’Artemi e Mauro Ittar — si presenta come un semplice foglio delle dimensioni della mitica “Lacerba” fiorentina. Sebbene tutti i redattori sostanziano con loro contributi i fascicoli della rivista, l’autentico mattatore è Bruno, che compare anche dietro lo pseudonimo di Pierrot. I suoi «Balocchi» in formato aforis-diaristico (lo stesso stile dei «Quaderni» pubblicati postumi da Vito Sorbello per Sellerio) sono forse tra gli apici della sua produzione. Degne di nota anche le traduzioni: «Brivido d’inverno» da Mallarmé e «Giornali intimi» da Baudelaire. Tra le collaborazioni, Giuseppe Villaroel con due liriche, versi di Francesco Meriano e caricature di Telesio Interlandi. -- «I tre redattori di “Pickwick” [...] tengono sì in gran cale quelli che reputano i loro antenati letterari, da Giacomo Leopardi ai catanesi Giovanni Verga e Federico De Roberto, ma sanno che è il tempo di andare oltre e di sperimentare altro. Ritte ritte le loro antenne sono puntate spasmodicamente su quel che succede a Parigi o in “continente”. I nomi di Stéphane Mallarmé e di Arthur Rimbaud compaiono già nella prima pagina del primo numero di “Pickwick”. Al che uno dei loro abbonati, uomo colto e personaggio ben noto a Catania. si avvicina a uno dei redattori e chiede chi dei tre si celi sotto lo pseudonimo esotico di Mallarmé» (Giampiero Mughini, La collezione, p. 28).
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[PLEIADE]. GIDE, Andre.
Journal 1889-1939.
fort volume in-16, 1368 pp., reliure pleine peau havane. Exemplaire fort défraichi (traces de mouillures tant à l'intérieur qu'à la reliure. [FL-16]
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[PLEIADE]. GIDE, Andre.
ROMANS RECITS ET SOTIES - Œuvres lyriques.
fort volume in-16, 1614 pp., reliure pleine peau havane, impression de luxe sur papier Bible. Avec jaquettes. Tres bel exemplaire. [MI-18]
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[PLEIADE]. PASCAL.
L'OEUVRE DE PASCAL - Texte établi et annoté par Jacques CHEVALIER
in-16, 1107 pp., reliure pleine peau havane, impression de luxe sur papier Bible. Dos abîmé et recollé. Intérieur frais. [FL-16]
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