|
|
|
[Kyushu University School of Medicine 2nd Department of Internal Medicine 100th Anniversary Commemorative Journal Editorial Comm
The 100th anniversary of the opening of the Department of Internal Medicine Faculty of Medicine Kyushu University
Editorial Committee for the 100th Anniversary of the 2nd Department of Internal Medicine Kyushu University School of Medicine N.A. Soft Cover. Fine. Pages: 284p Plate size: 30cm Number of books: 1 Editorial Committee for the 100th Anniversary of the 2nd Department of Internal Medicine, Kyushu University School of Medicine paperback
Référence libraire : 2080702109504758
|
|
|
[La Délirante] (Direttore Fouad El-Etr)
La Délirante. Revue de poésie
Edizione originale. Numeri 1 (giugno-settembre) e 2 (ottobre-dicembre) del 1967 e 3 (ottobre-dicembre) del 1968 di «La Délirante» in ottime condizioni. Numero 1 stampato in 1500 esemplari e 2 in 3000 esemplari non numerati. Rivista di poesia fondata nel 1967 dal poeta di origine libanese Fouad El-Etr con la fondamentale collaborazione del traduttore e teorico della traduzione Antoine Berman. Scopo principale del trimestrale - la cui prima serie sarebbe proseguita fino al 1982 - era il recupero della tradizione poetica del romanticismo tedesco, dimenticata nel secondo dopoguerra. Significativa in questo senso la presenza di una traduzione in francese (curata da Berman) dei «Frammenti sulla poesia» di Novalis già nel primo numero del giugno-settembre 1967. A impreziosire la pubblicazione, le belle copertine illustrate e gli eleganti disegni in bianco e nero a piena pagina fuori testo all’interno.
|
|
|
[La parola]
La parola. Giornale di poesia n. 0 [Giornale letterario n. 1]
Edizione originale. Alcune ingialliture e mancanze alle copertine, ma esemplari in buone condizioni.
|
|
|
[La rivolta degli straccioni]
La rivolta degli straccioni
Edizione originale. Buone condizioni. € 25 A FASCICOLO. Supplemento a Notizie Radicali. Numero unico in attesa di autorizzazione; marzo 1979; settembre 1979; anno II n. 2 giugno 1980; anno II n. 3 novembre 1980. Rivista di taglio satirico: «hanno collaborato a questo numero: Vittorio I, Vittorio II, Vittorio Emanuele III».
|
|
|
[La Ronda] (direttori Vincenzo Cardarelli e Aurelio Emilio Saffi)
La Ronda
Edizione originale. Tutto il pubblicato, compreso il numero straordinario uscito nel dicembre 1923 in sostituzione del numero del dicembre 1922 mai pubblicato. Fascicoli sciolti in ottimo stato conservati in 4 cofanetti protettivi. La rivista «La Ronda», tra le più importanti riviste letterarie del Novecento, cominciò le proprie pubblicazioni a Roma nell’aprile del 1919. Inizialmente diretta da un comitato redazionale composto da Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Lorenzo Montano, Riccardo Bacchelli, Antonio Baldini, Bruno Barilli e Aurelio Emilio Saffi – ovvero “i sette savi” come amavano definirsi-, a partire dal quarto numero del 1920 la direzione passò formalmente in mano ai soli Cardarelli e Saffi allargando tuttavia il gruppo dei collaboratori esterni che includeva, tra gli altri, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Guglielmo Ferrero e Vilfredo Pareto. Nata con lo scopo di restituire vigore alla tradizione letteraria italiana minacciata – secondo i rondisti – dalle spinte sperimentali e avanguardiste (con i futuristi, ma anche Pascoli, riconosciuti come principali responsabili dell’impoverimento della letteratura contemporanea), «La Ronda» vedeva in Manzoni e, ancor di più, in Leopardi i modelli a cui guardare. Non a caso, proprio a Leopardi sarà dedicato il corposo numero triplo del marzo/aprile/maggio 1921 «Il Testamento letterario di Giacomo Leopardi» con la curatela di Vincenzo Cardarelli. Nonostante la condivisione di questa causa comune e il forte legame di amicizia tra i membri fondatori, la rivista cessò le pubblicazioni dopo neppure 4 anni di vita a causa di forti divisioni interne: il penultimo numero uscì infatti nel novembre del 1922 prima che nel dicembre 1923 venisse pubblicato, con la dicitura “numero straordinario”, l’atto finale di questa fondamentale avventura culturale ed editoriale tesa a ridare vita e nuove identità al classicismo e alla sua eleganza.
|
|
|
[La sinistra]
La sinistra. Settimanale
Edizione originale. Lievi fioriture alla prima pagina, ma bell’esemplare. Anno I, n. 2. «La sinistra» uscì in formato quotidiano dal 9 febbraio al 8 giugno 1979 (con il titolo «La sinistra. Quotidiano di opposizione») e in formato settimanale dall’8 luglio al maggio 1981. Da aprile a luglio 1980 e da giugno a luglio 1981 si fonde con il settimanale «Compagne e compagni» ed esce con il titolo «La sinistra - Compagne e compagni». Direttore responsabile era il giornalista Nino Bertoloni Meli.
|
|
|
[La teppa]
La teppa all’assalto del cielo
Edizione originale. Ottimo esemplare. Il sottotitolo recita «Cronache e commenti sulla rivoluzione proletaria di ieri e di oggi». A cura di Giorgio Ferrari, Libero Romano, Caterina Saccaro, Paule Saconnet, racconta i 72 giorni della Comune di Parigi, con numerose foto e documenti del tempo.
|
|
|
[La Voce] (Fondata da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini)
La Voce. Rassegna di cultura italiana e straniera diretta da Giuseppe Prezzolini
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1908 al 1916 compresi i fascicoli di «La Voce Politica» in ottimo stato di conservazione. Fascicoli sciolti conservati in scatole in tela per ogni anno con tasselli ai dorsi con titoli oro. Fondamentale rivista fondata nel 1908 a Firenze da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini e diretta quasi ininterrottamente dallo stesso Prezzolini (fatta eccezione per l’aprile-ottobre del 1912 in cui la direzione fu presa da Papini e per l’ultimo biennio di attività 1914 - 1916 retto da Giuseppe De Robertis). Estremamente attenta anche a problemi di ordine politico e sociale – manifestando particolare sensibilità per l’alfabetizzazione, lo stato della scuola e per la questione meridionale - «La Voce» fu per 8 anni una fucina di elaborazione e divulgazione letteraria, artistica e culturale in senso ampio che ospitò contributi da alcuni tra i nomi più importanti e autorevoli del panorama italiano del tempo: dagli interventi di Croce, Amendola, Salvemini, Einaudi alle parole di Slataper, Michelstaedter, Boine, Stuparich, Sbarbaro, Rebora, Campana, Ungaretti. Sorretta – come testimonia la presenza di Benedetto Croce – da una forte vocazione antipositivista e filoidealista, la rivista – che avrebbe dato vita anche a storici progetti editoriali, come le “Edizioni della Voce”, i “Quaderni della Voce” e la “Libreria della Voce” – non mancò di essere attraversata da tensioni e infine da divisioni insanabili che avrebbero ancor prima della chiusura nel 1916 condotto all’allontanamento di due figure fin lì centrali, ovvero il co-fondatore Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Nel 1913 infatti, in aperta polemica con l’impostazione estetica nonché valoriale vociana improntata sull’impegno anche sociale della cultura e dei suoi protagonisti (benché più ferocemente critica nei confronti della politica attuale che ideologicamente chiara fosse la posizione di Prezzolini), i due avrebbero dato vita al quindicinale «Lacerba».
|
|
|
[LADIES' DIARY]
The Ladies' Diary: of Woman's Almanack For the Year of our Lord 1791.
London: Printed for the Company of Stationers And sold by Robert Horsfield 1791. 48pp. Title and calendar in red and black. Not in ESTC. Bound with: The Ladies' Diary: of Woman's Almanack For the Year of our Lord 1792. London. Printed for the Company of Stationers And sold by Robert Horsfield 1792. 48pp. Title and calendar in red and black. ESTC N3191. And: The Ladies' Diary: of Woman's Almanack For the Year of our Lord 1793. London. Printed for the Company of Stationers And sold by Robert Horsfield 1793. 48pp. Title and calendar in red and black. ESTC T58295. And: The Ladies' Diary: of Woman's Almanack For the Year of our Lord 1794. London. Printed for the Company of Stationers And sold by Robert Horsfield 1794. 48pp. Title and calendar in red and black. ESTC T58296. And: The Ladies' Diary: of Woman's Almanack For the Year of our Lord 1795. London. Printed for the Company of Stationers And sold by Robert Horsfield 1795. 48pp. Title and calendar in red and black. ESTC N3192. 8vo. Contemporary parchment-backed powder-blue paper boards. Rubbed and marked. Text-block dampstained at foot. William St Clair's copy with his distinctive pencilled ownership inscription to recto of FFEP. Five sequential late eighteenth-century editions of the immensely popular almanac The Ladies' Diary. First published by John Tipper in 1708 and including household receipts in cookery and medicine alongside the traditional astronomical and chronological almanac fare the popular success of the mathematical puzzles included at the end of the first edition influenced the future direction of the publication. The subsequent editors included several influential mathematicians such as Thomas Simpson 1710-1761 and Charles Hutton 1737-1823. William St Clair 1937-2021 British scholar and senior civil servant notable as the author of The Godwins and the Shelleys The Biography of a Family 1989 and The Reading Nation in the Romantic Period 2004. . Printed for the Company of Stationers, And sold by Robert Horsfield hardcover
Référence libraire : AQ33495
|
|
|
[Lapis]
Lapis. Percorsi della riflessione femminile
Edizione originale. Ottimo esemplare. Direttrice: Lea Melandri. «Dal 1988 al 1997 – dieci anni esatti – uscì in Italia una rivista trimestrale dal titolo Lapis. Percorsi della riflessione femminile (oggi disponibile in formato digitale sul sito). Era diretta da Lea Melandri e aveva una redazione formata da donne di diversa formazione culturale e politica e variegata esperienza di vita. Tra loro Giovanna Grignaffini, Laura Kreyder, Paola Melchiori, Rosella Prezzo, Paola Redaelli, io stessa. Il suo intento non era di entrare nell’agone ‘femminista’, propugnando una propria linea sulla falsariga di altre riviste o aggregazioni di donne che si erano date strutture imparentate con gerarchie chiesastiche o partitiche evidentemente intrinseche al nostro italico dna» (Maria Nadotti, recensione a «Rossana Rossanda. Questo corpo che mi abita», in «Doppiozero» 03 Febbraio 2018).
|
|
|
[Lavorare contro] [Autonomia milanese]
Lavorare contro. Giornale comunista metropolitano
Edizione originale. Leggere ingialliture marginali alla prima pagina, ma bell’esemplare. Numero 0. Supplemento a «Stampa alternativa». Tentativo di alcuni gruppi minori dell’Autonomia milanese di riaprire il dibattito sulla fase politica, dopo la morsa repressiva del 7 aprile e gli arresti.
|
|
|
[Le Courrier Francais] (Direttore: Jules Roques)
Le Courrier Francais
Edizione originale. Numeri 1 - 26 (gennaio - giugno) del 1891 e 1 - 25 (gennaio - giugno) del 1894 rilegati in due volumi in tela. Lievi tracce di usura ai piatti dei volumi e carte dei fascicoli occasionalmente brunite ma nel complesso ottimi esemplari. Numeri 1 - 26 del gennaio-giugno 1891 e 1 - 25 del gennaio-giugno 1894 della rivista «Le Courrier Francais». Fondato nel 1884 da Jules Roques e attivo fino al 1911, il settimanale illustrato si impose come uno dei più popolari e influenti periodici satirici del periodo a cavallo tra XIX e XX secolo. Dedicato, come recitava il sottotitolo, a “letteratura, belle arti, teatro, medicina, finanza”, il giornale in uscita ogni sabato si presentava come una raccolta di testi, approfondimenti e notizie accompagnati da vignette e belle tavole in bianco e nero a piena pagina. Ai numeri collaborarono importanti illustratori come Adolphe Willette, Jean-Louis Forain, Henri Pille.
|
|
|
[Le Grandi firme] (Pitigrilli)
Le Grandi firme. Quindicinale di novelle dei massimi scrittori, diretto da Pitigrilli [PRIMA SERIE]
Edizione originale. Gran parte del pubblicato dal numero 1 (1924) al numero 381 (15 settembre 1938). Mancano i numeri: 77, 115, 121, 124, 149, 151, 182, 191, 200, 206, 219, 220, 240, 249, 260, 289, 291, 292, 294, 296, 298, 300, 301, 302, 305, 308, 309, 310, 312, 313, 314, 315, 316, 319, 320, 321, 328, 345, 347, 350, 351, 370, 376, 377, 378. Fascicoli sciolti in ottimo stato con brossure originali ben conservate (tranne numero 124 privo del piatto anteriore) raccolti in cofanetti protettivi divisi per annate. Rivista quindicinale fondata a Torino nel 1924 da Pitigrilli, al secolo Dino Segre, figura tanto sinistra quanto affascinante della prima metà del Novecento: benché nato in una famiglia di origine ebraica, Segre non fu soltanto un sostenitore del fascismo ma anche un informatore dell’OVRA (la polizia segreta fascista) sospettato di responsabilità dirette nell’arresto di svariate e spesso illustri figure dell’antifascismo piemontese (tra cui Giulio Einaudi, Piero Martinetti, Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Cesare Pavese). Scrittore di successo di romanzi erotici e umoristici, Pitigrilli fu anche editore di diversi periodici a partire da «Le Grandi Firme», periodico ammiccante al bisogno di evasione, di divertimento e alle fantasie sessuali del pubblico borghese a cui era destinato attraverso “novelle” di autori importanti o famosi (da segnalare, nei numeri 65 e 73, racconti di Marinetti ). Leggera e innocentemente provocatoria, la prima serie della rivista continuò le proprie pubblicazioni fino all’aprile del 1937 quando venne ceduta per motivi finanziari ad Arnaldo Mondadori. La nuova serie – iniziata con il numero 308 del 22 aprile 1937 sotto la direzione di Cesare Zavattini – si presentò con un formato rinnovato e con le copertine affidate all’illustratore Gino Boccasile caratterizzate dalla celebre “Signorina Grandi Firme”, donna moderna, disinibita e maliziosamente goffa che avrebbe dominato la grafica del periodico fino all’ottobre del 1938 quando Mussolini ordinò l’immediata chiusura della rivista. L’immagine femminile eccessivamente emancipata comunicata dai disegni e dalle strisce a fumetti di Boccasile, infatti, nonché la pubblicazione di un racconto di Paola Masino - «Fame» - incentrato sulla condizione di estrema povertà di molti italiani risultarono inaccettabili per il regime, decretando la fine di questa eccentrica avventura editoriale.
|
|
|
[Le Rire. Journal Humoristique Paraissant le Samedi] (direttore Felix Juven)
Le Rire. Journal Humoristique Paraissant le Samedi
Edizione originale. Numeri dal 159 (novembre) al 164 (dicembre) più un numero speciale fuori serie del 1897 e tutto il pubblicato del 1900 (compreso numero speciale «Le dégout. Numéro spécial dédié aux Gouvernements européens»). Fascicoli normalmente bruniti in ottimo stato di conservazione rilegati in due volumi. 6 numeri dal 20 novembre al 25 dicembre 1897 (più un numero speciale fuori serie) e tutto il pubblicato del 1900 (compreso il numero speciale «Le dégout. Numéro spécial dédié aux Gouvernements européens») del settimanale satirico francese «Le Rire» attivo dal 1894 al 1971. Fondata a Parigi da Felix Juven - che assunse, oltre al ruolo di direttore, anche quello di editore mentre la redazione venne affidata al giornalista e critico d’arte Arsène Alexandre - , la rivista si componeva di circa 16 pagine composte da testi, strisce a fumetti, vignette e illustrazioni spesso a piena pagina in bianco e nero e a colori affidate, tra i tanti e nel tempo, a Toulouse-Lautrec, Marcel Duchamp, Charles Léandre, Leonetto Cappiello. Ovviamente feroce nei confronti della classe politica francese, «Le Rire» si rivolgeva al pubblico parigino più agiato, attento all’attualità ma anche incuriosito dai cambiamenti sociali o dalle novità artistiche e culturali.
|
|
|
[Letteratura] (Direttore Alessandro Bonsanti)
Letteratura. Rivista trimestrale di letteratura contemporanea poi rivista di lettere ed arte contemporanea.
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1937 al 1947 (36 numeri più il volume speciale fuori serie dedicato a D’Annunzio del 1939). Contiene i numeri 26, 27, 28, 29 e 31 con la prima versione completa del «Pasticciaccio» di Gadda, pubblicato a puntate sulla rivista nel 1946. Tutti i fascicoli sono in ottime condizioni (normali segni d’usura alle brossure). “Letteratura” è un trimestrale che comincia nel gennaio 1937 e prosegue con regolarità — fascicoli di 160/180 pagine circa — fino al 1942, quando la guerra comincia a farsi sentire: escono solo tre numeri quell’anno, e solo due nel 1943, prima della pausa definitiva; i fascicoli dal 1941 al ’43 presentano inoltre un numero di pagine leggermente ridotto. Le pubblicazioni riprendono nel 1946, con cadenza però bimestrale, salutando i Fratelli Parenti, «suoi coraggiosi editori», e aprendo le edizioni di «Letteratura»: si pubblicarono ancora dieci fascicoli (con il numero 35 che copre quattro mesi e il 36 che chiude a fine 1947) mantenendo inalterato l’aspetto e, compatibilmente con le difficoltà del periodo, la qualità. La numerazione prosegue senza interruzioni tra le varie annualità, facilitando il compito di collazione; i numeri sono 36 ma i volumi 37 poiché bisogna contare il numero dannunziano fuori serie. -- Alessandro Bonsanti (1904-1984) si era formato nella redazione di “Solaria”, fondata dal suo buon amico Alberto Carocci, della quale fu condirettore dal 1930 fino al 1933. Sulle colonne di Solaria avevano pubblicato un po’ tutti gli scrittori italiani, ma nello specifico le edizioni della rivista avevano dato voce per prime ad autori del calibro di Salvatore Quasimodo, Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Virgilio Giotti (per limitarsi ai maggiori): conclusa quell’esperienza, e con quell’amplissimo bagaglio di contatti tra la migliore intellettualità letteraria italiana dell’epoca, a partire dal gennaio 1937 Bonsanti seppe dar vita a un corposo trimestrale letterario in veste sobria quanto rigorosa. Ciascun numero è un concentrato delle migliori firme, che consegnano alla rivista la loro migliore produzione originale. Sfogliando i corposi indici dei fascicoli si susseguono senza soluzione di continuità i nomi di Carlo Emilio Gadda, Gianfranco Contini, Enrico Falqui, Mario La Cava, Eugenio Montale, Tommaso Landolfi, Luigi Bartolini, Elio Vittorini, Carlo Bo, Luigi Berti, Giovanni Comisso, Alberto Moravia, Natalia Levi (Ginzburg), Sergio Solmi, Antonio Delfini, Mario Praz, Salvatore Quasimodo, Mario Luzi, Alfonso Gatto, Giorgio Bassani, Umberto Saba, Virgilio Giotti, Vasco Pratolini, Alessandro Parronchi, Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Leonardo Sinisgalli, Vittorio Sereni, Luciano Anceschi, Franco Fortini... (per tacere i nomi di svariati ‘minori’ che qui si escludono per necessaria economia). In pratica il «Chi è?» della letteratura italiana contemporanea degli anni ’40, o — per fare un paragone che suonerà familiare ai bibliofili — come sfogliare l’elenco dei nomi del repertorio Gambetti e Vezzosi. L’esempio di Carlo Emilio Gadda è forse il più adeguato a rendere la ricchezza, qualitativa ma anche quantitativa, dei contenuti di “Letteratura”: uno scrittore notoriamente così reticente come il gran lombardo nell’arco dei dieci anni scarsi di durata della rivista consegna a Bonsanti due romanzi a puntate (sette e cinque «tratti» della «Cognizione del dolore» e del «Pasticciaccio») e quattro prose: «Meditazione breve - circa il dire e il fare», «Postille a un analisi stilistica», «Quattro figlie ebbe e ciascuna regina», «Un “Concerto di 120 professori”». Con una regolarità, non interrotta nemmeno dalla guerra — alla riapertura nel 1946 è la volta del «Pasticciaccio» — che pensando a Gadda suona quasi miracolosa. Ma all’esempio gaddiano se ne potrebbero aggiungere quasi altrettanti per ogni autore succitato, e ci limitiamo allora a qualche flash come «Il mar delle Blatte» di Tommaso Landolfi, «Conversazione in Sicilia» di Elio Vittorini (pure a puntate), i «Lirici greci» di Salvatore Quasimodo; tutte opere in rigorosissima anteprima, colte nel momento del loro farsi. L’attenzione spazia su tutto l’arco delle letterature straniere, sulla storia della letteratura italiana contemporanea (con l’avvio della riflessione sulle riviste letterarie “La Voce” e “La Ronda”»), sulla letteratura moderna e antica; di grande valore (e particolarmente raro) il numero monografico fuori serie dedicato nel marzo 1939 a Gabriele D’Annunzio pareggiato nel dopoguerra dal monografico su Marcel Proust, numero 36 e ultimo della serie storica. Paola Gaddo, voce CIRCE (con amplia bibliografia); Sebastiani, Letteratura 1937-1947: indici (Milano 1991) 37 volumi
|
|
|
[LeWitt, Sol - Accame, Vincenzo - Schwarz, Arturo - Panza di Biumo, Giuseppe - Venet, Bernard - Vautier, Ben; Numero]
Numero uno [- sei: collezione completa]
Collezione completa. In ottime condizioni di conservazione (segni di “usura da scaffale” al bianco di alcune copertine, che rimangono leggermente scurite), completo dell’allegato sciolto di Sol LeWitt al numero quattro. La serie completa di «Numero», rivista promossa dall’associazione/galleria Cenobio Visualità in Milano, affidando ciascuno dei sei quaderni annuali alle cure di un artista e critico, che compila a sua maniera un’antologia / libro d’artista a raccogliere prospettive sull’arte contemporanea, dall’informale al concettuale senza dimenticare il ripescaggio in chiave autostoricizzante delle avanguardie di primo Novecento. -- «numero uno a cura di Ben / numero un realisé par Ben», giugno 1979; «numero due a cura di Bernar Venet / number two edited by Bernard Venet», giugno 1980 (contiene i saggi: «L’immagine razionale / The Rational Image»; una selezione di lavori dal 1976; «Non ci si può avvicinare all’arte ingenuamente / On ne peut plus approcher l’art naivement»); «numero tre a cura di Vincenzo Accame / number three edited by Vincenzo Accame», giugno 1981; «numero quattro a cura di Sol LeWitt / number four edited by Sol LeWitt», giugno 1982; «numero cinque a cura di Giuseppe Panza di Biumo; number five edited by Giuseppe Panza di Biumo», giugno 1983; «numero sei a cura di Arturo Schwarz / number six edited by Arturo Schwarz», giugno 1984. 6 voll.
|
|
|
[Linea di Massa]
Linea di Massa. Documenti della lotta di classe
Edizione originale. Qualche ingiallitura, ma esemplari in più che buone condizioni. Numeri 3 «Scuola e sviluppo capitalistico - Movimento studentesco Roma» e 4 «Potere operaio: atti del convegno nazionale gennaio 1970». Il prezzo si intende a fascicolo.
|
|
|
[Literary Diary] Woolf, Virginia
A Moment's Liberty. The Shorter Diary of Virginia Woolf.
<p>London:: Hogarth Press 1990. First Printing of the First UK Edition. A Fine tight copy in a Fine dust jacket. The Diary of Virginia Woolf has been acclaimed as a masterpiece. Anne Olivier Bell edited the five-volume original and she has now abridged the Diary in this splendidly readable single volume edition.</p> Hogarth Press, hardcover
Référence libraire : 28953
|
|
|
[Literary Diary] Woolf, Virginia
A Moment's Liberty. The Shorter Diary of Virginia Woolf.
London:: Hogarth Press 1990. First Printing of the First Canadian Edition. A Fine tight copy in a Fine dust jacket. The Diary of Virginia Woolf has been acclaimed as a masterpiece. In addition to Woolf's superbly drawn portraits of Max Beerbohm T. S. Eliot John Maynard Keynes Katherine Mansfield--and her occasionally acerbic remarks on what they said and did the diaries are also a repository for luminous thoughts on birds and weather the pleasures of walking or listening to music and witty jabs at unwelcome guests and importunate journalists. Anne Olivier Bell edited the five-volume original and she has now abridged the Diary in this splendidly readable single volume edition. Hogarth Press, unknown
Référence libraire : 29271
|
|
|
[Literary Journal] Boswell, James
Boswell in Holland 1763-1764. Edited by Frederick A. Pottle.
<p>New York::: McGraw-Hill 1952. First Printing of the First US Edition. A Near Fine copy in a Near Fine bright unclipped dust jacket with a touch of edge wear. These memoranda and letters from the time a young James Boswell spent in holland studying the law provide an intimate look at the famous biographer. Boswell seems a man troubled by depression as well as pressure from his father and a desire to raise himself socially. He can also be a kind of moral scold to the people he valued most. Not necessarily an attractive character but his candor and intimacy are what is valuable to a reader interested in how people really lived in the distant past.</p> McGraw-Hill,, hardcover
Référence libraire : 26187
|
|
|
[Literary Diary] Cocteau, Jean
Diary of an Unknown.
New York:: Paragon House 1988. First Printing of the First US Edition. A Fine tight copy in a Fine unclipped dust jacket. Diary of an Unknown was started in 1951 at about the time Cocteau begin his famous journals. This more personal document is at once intensely intimate and deeply philosophical. In these essays - which often recall the essays of Montaigne with their strictness of form theme and syntax - Cocteau reveals himself as never before. Like the Surrealists Cocteau thrived upon and solicited public attention. But behind the flamboyance and the mystique behind the public persona there was the private self. Here we glimpse the private Jean Cocteau playing with ideas and musing on all manner of subjects: nature; New York ; poetry; and beauty. Cocteau ruminates on psychoanalysis the Nuremberg trials the Trinity freedom and the death penalty as well as familiar Coctelian themes - angels invisibility friendship memory and the birth of ideas. Paragon House, unknown
Référence libraire : 27404
|
|
|
[Lo sfruttamento alimentare]
Lo sfruttamento alimentare. A cura del Collettivo Controinformazione Scienze.
Edizione originale. Foxing alla brossura e alcune fioriture all’interno, ma buon esemplare.
|
|
|
[Lombardo]
Il Lombardo. Giornale Quotidiano Politico-Letterario-Artistico.
Dal 25 Marzo al 6 Aprile 1848 si pubblicarono solo 9 numeri; i primi quattro come numero di saggio. G. Romani ne fu il Gerente responsabile. Fortemente anti austriaco, in ogni numero compare la scritta: W.La Libertà W Pio Nono. Non mancano feroci attacchi a Radetzky, plausi per Carlo Alberto e articoli a difesa del popolo lombardo. Agli ultimi tre numeri al sottotitolo venne aggiunto: La Repubblica é il Governo della Prosperità e della Libertà. Alla collezione manca il solo numero nove, l’ultimo pubblicato.
|
|
|
[London Newspaper].
Dreams and Realities of Santa Claus.
London: British Publisher 1860. Hand-colored wood engraving on newsprint. 37.5 x 28 cm sheet. Text on verso. Very Good some losses along sheet edges some tears along fold lines. [London: British Publisher, 1860]. unknown
Référence libraire : 76-0621
|
|
|
[Lotta continua]
Lotta continua [numeri sparsi]
Edizione originale. Esemplari in condizioni buone/più che buone. Disponiamo: –– Anno III (quindicinale), n. 2 (29 gen. 1971, «Portocannone (Campobasso). Manifestazione proletaria di tutto il paese contro la disoccupazione»); n. 15 (ott. ’71 – «NO al fanfascismo - Spie alla fiat); n. 17-18 (16 nov. ’71 – «Lotta al fanfascismo per la libertà - Castellammare, operai disoccupati per il diritto alla vita, Pisa, vince il mercato rosso, Strage di Stato, Stuani dice: il Pci sapeva e ha taciuto; Barcellona, Spagna con il pugno in alto - Dossier fiat, ecco i nomi dei corrotti e corruttori»); –– Anno IV (quindicinale poi quotidiano), n. 1 (15 gen. 1972 – «Irlanda: in una sosta della battaglia, i più giovani dei combattenti irlandesi»), n. 2 (2 febbraio ’72 – «Liberiamo Valpreda»). –– Anno X, n. speciale («Se non altro, perché esce») dell’11 marzo 1981 dal titolo in copertina «Lotta continua?». Il prezzo si intende a fascicolo.
|
|
|
[Lotta di classe] [Unione Sindacale italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori]
Lotta di classe. Organo dell’unione sindacale italiana
Edizione originale. Ottimo esemplare. Numero unico. Giornale ufficiale dell’Unione Sindacale italiana - Associazione Internazionale dei Lavoratori, di orientamento anarchico.
|
|
|
[Lotta partigiana]
Lotta partigiana Milano. Bollettino del Comitato Antimperialista Antifascista
Edizione originale. Alcune fioriture leggere, strappetto alla piegatura, ma buon esemplare. Numero unico in occasione della «grande manifestazione antifascista del 12 dicembre». A cura del collettivo redazionale del Comitato Antimperialista Antifascista.
|
|
|
[Ludd]
Ludd. Consigli proletari
Edizione originale. Leggero foxing alla copertina e alle prime pagine, all’interno ottimo esemplare. Bollettino n. 3 della rivista di «Ludd-Consigli proletari», collettivo politico di ispirazione situazionista che, nonostante la breve durata della sua attività (1969/70), è entrato nella leggenda del movimento. All’interno numerosi documenti dell’organizzazione, tra cui la ristampa del famoso volantino distribuito nei giorni successivi all’attentato di Piazza Fontana «Bombe sangue e capitale», in cui si individuano le ragioni della “strage di stato”: «Il vostro potere, il potere dello Stato, l’unico che avesse interesse decisivo, è anche l’unico al riparo da ogni inchiesta perché esso rappresenta il potere delegato della falsa coscienza che può fare sparire tutte le prove (la morte di Pinelli, la bomba alla Banca Commerciale fatta brillare)». Il bollettino è aperto dal saggio di Giorgio Cesarano «L’utopia capitalista. Tattica e strategia del capitalismo avanzato nelle sue linee di tendenza»: poeta ormai quarantenne e ben inserito nei circoli intellettuali milanesi, Cesarano espone alcune delle idee che approfondirà nelle opere successive, da «Apocalisse e rivoluzione» (Dedalo, 1973), a «Manuale di sopravvivenza» (Dedalo 1974), fino all’incompiuta «Critica dell’utopia capitale» (Colibrì, 1993). Rarissimo, una sola copia in Iccu (Biblioteca della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna - Bologna).
|
|
|
[L’Acropoli. Rivista di politica] Omodeo, Adofo [direttore]
L’Acropoli. Rivista di politica
Edizione originale. Tutto il pubblicato (16 fascicoli, dal gennaio 1945 all’aprile 1946) della rivista di politica «L’Acropoli». Esemplari in ottimo stato (minime mancanze al dorso di alcuni numeri, brossure con lievissimi segni d’usura, carte intonse leggermente brunite). L’ultimo numero (17-24) dedicato ad Adolfo Amodeo per la sua scomparsa conserva la fascetta editoriale. Fascicoli sciolti contenuti in cofanetto protettivo. Presenti anche il numero speciale commemorativo della rivista dell’aprile 1983 con interventi di Francesco De Martino, Alessandro Galante, Giovanni Pugliese Carratelli, Cosimo Ceccuti, Giovanni Spadolini e «”L’Acropoli” di Adolfo Omodeo, con lettere inedite” (estratto da «Nuova Antologia» dell’ottobre-dicembre 1982 e del gennaio-marzo 1983), Rivista di politica fondata nel gennaio 1945 dal grande storico e membro del Partito d’Azione Adolfo Omodeo, rettore dell’Università degli Studi di Napoli dall’ottobre del 1943 fino alla sua morte sopraggiunta nell’aprile del 1946, mese in cui cesseranno anche le pubblicazioni del periodico realizzato con l’editore napoletano Gaetano Macchiaroli. Studioso dei totalitarismi e difensore della libertà e della democrazia nel loro senso più alto e pieno, Omodeo volle - come scrisse nella premessa al primo numero - che questa rivista fosse un luogo di “critica politica” (con la politica intesa come campo in cui rientra l’intera realtà umana) per far rinascere la vita civile italiana: «Critica politica perciò ci occorre: critica degli ideali e critica delle azioni, calcolo delle forze e calcolo dei limiti. Se esiste una critica delle altre forme e degli altri atteggiamenti spirituali, critica dell’arte, della filosofia, della storia, non si capisce perché non debba esistere una critica della politica».
|
|
|
[L’altro movimento]
L’altro movimento
Edizione originale. Lievi ingialliture alla copertina, ma bell’esemplare. Numero 1. Direttore responsabile Luigi Manconi. «Dopo il 7 aprile il 21 dicembre. Due date che i compagni ricorderanno a lungo [...] Ed appare chiaro che quest’ultima è in realtà il proseguimento di un’operazione politica che ha come obiettivo immediato colpire un’area di compagni appartenenti o facenti riferimento a Potere Operaio, ma si inserisce anche in un discorso politico ben più vasto ed ambizioso: rifare e stravolgere la storia di questi ultimi dieci anni».
|
|
|
[L’Italiano]
L’Italiano: Quindicinale [poi: Periodico] della Rivoluzione fascista
Collezione completa. Eccezionale insieme a fascicoli sciolti con le copertine originali (quando previste); in condizioni più che buone quando non ottime; completo di una serie di allegati molto rari (dettagli nella descrizione). Fondata a Bologna il 14 gennaio 1926 da Leo Longanesi, quindicinale, dal luglio 1926 con sottotitolo: Foglio quindicinale della rivoluzione fascista, diventa mensile dal marzo 1931; dal 1932 esce con il sottotitolo: Periodico della rivoluzione fascista. Dal n. 25-26 del 1934 la sede viene trasferita a Roma. Cessa le pubblicazione nel 1942. -- Con le illustrazioni di Morandi, Soffici, Cappiello, Lautrec, Mezio, Grandville, Savinio, Groz, Roidin, e altri troviamo testi di: Baldini Antonio, Barilli, Bartolini Luigi, Benedetti Arrigo, Brancati, Buzzati, , Cardarelli, Cecchi, Comisso, De Benedetti, De Chirico Giorgio, Furst H., Groz, Moravia, Praz Mario, Raimondi, Savinio Alberto, Soffici, Soldat, Tobino, Ungaretti, ed altri. Le prime quattro annate (38 fascicoli) sono in formato folio, poi in 4° (11 fascicoli) e i fascicoli dal n 1 del marzo 31 al n 70 del novembre-dicembre 1942, per un totale di 55, sono in 8°. -- Si aggiunge «Lunario del Fascista Campagnolo coi Baffi ovvero il Gran Longanesi Volante per l’anno bisestile 1928», foglio volante di cm 36x50, curato dallo stesso Longanesi dove si legge: «Il pianeta dominante di quest’anno, secondo l’astrologia, trovo esser Mussolini con il segno del Fascio nella Casa del vecchio Giolitti. La natura del dominante pianeta sarà assai giovevole alla gente che di giorno lavora e di notte dorme o rende felice la moglie. Avremo abbondanza dei prodotti della terra nei campi di quei padroni che rispettano i contratti di lavoro e carestia in quelli dei latifondisti ingordi e strozzini [...] Marte, che si quadra a Saturno, minaccia guerre [...] Quanto io vi dico, o abitanti delle campagne, può anche non esser vero, ma quis enim hominum poterit scire consilium dei? aut quis poterit cogitare quid velit Mussolini?». Si aggiungono: foglio (500 x 350 mm) pubblicitario della rivista; Supplemento al N 14/15 dell’Anno I; Lunario del fascista Campagnolo coi Baffi ovvero Il Gran Longanesi Volante, Foglio di 500 x 350 mm con il calendario per l’Anno bisestile 1928.
|
|
|
[M.A.C. Movimento Arte Concreta; Gianni Monnet, Garau, Prébandier, Yersin et alii]
Arte concreta 3 [in fine: Bollettino n. 3 del Movimento Arte Concreta di Milano]
Edizione originale. Ottimo esemplare (minimi segni d’usura perimetrale, tra cui un’antica punzonatura a testa e piede del taglio interno, che percorre tutte le pagine), raro a trovarsi completo in ogni sua parte. «Arte concreta» fu il bollettino mensile del M.A.C. Ogni fascicolo è una fragile creazione d’artista. Questo numero terzo presenta una notevolissima copertina composta a collage che dialoga con il sottostante disegno di Gianni Monnet. Il fascicolo è dedicato a — e contiene interventi grafici di — Garau, Monnet, Prébandier, Yersin; contiene il testo del «3° Manifesto dell’Arte spaziale». -- Del bollettino uscì una prima serie dal novembre 1951 al maggio 1952 (nrr. 1-7 con numerazione progressiva delle pagine), una seconda dall’ottobre 1952 al maggio 1953 (nrr. 8-15). Direttore responsabile Giulia Sala Mazzon. Poi cambiò testata divenendo «Bollettino del Mac e del sindacato nazionale arte non-figurativa», formato in 4°, dal numero doppio 16/17 (ott.-nov. 1953) al nr. 24 (giu. 1954), diretto nel 1954 da Franco Passoni: il materiale utilizzato per quest’ultima serie, la terza ma non dichiarata come tale, confluì poi nei «Documenti d’arte d’oggi» 1954 e 1955/56. Maffei, M.A.C., pp. 139ss
|
|
|
[Mal’Aria, libretti] (Arrigo Bugiani)
I Libretti di Mal’Aria
Edizione originale. CON DEDICA Rarissima collezione di quasi tutto il pubblicato dei «Libretti di Mal’aria» (non presenti soltanto i numeri 23, 25, 41, 46, 56, 63, 66, 69, 70 della serie “500 meno”. “500 meno 62” e “500 meno 68” mai stampati) completa anche del numero speciale fuori serie «Mossieri intravisti da Dilvo Lotti» del Natale 1977. La raccolta include inoltre: una lettera d’invio di alcuni libretti dattiloscritta e firmata a mano da Arrigo Bugiani dell’ottobre 1974, un biglietto d’auguri autografato datato 1974, un altro biglietto d’auguri autografato e con una xilografia di Pietro Parigi, tre lettere dello stesso Bugiani all’illustratore Angelo Guazzoni e il libretto fuori serie preparato in occasione della morte di Bugiani con un’incisione di Maraelisa Leboroni. Tutti gli esemplari - in totale 561 - sono in ottimo stato di conservazione, privi di particolari difetti da segnalare. La prima centuria è conservata nelle buste d’invio editoriali. Ideati nell’estate del 1960 dal geniale operaio-poeta-editore toscano Arrigo Bugiani per conservare traccia della rivista maremmana - da lui fondata nel 1951 e attiva, per nove numeri, fino al 1955 - «Mal’Aria», i «Libretti di Mal’Aria» erano creati con fogli di formato A4 di tipo diverso (comuni o di pregio, ma sempre cercata e recuperata da Bugiani in cartiere, tipografie o ovunque fosse disponibile carta di risulta o di scarto) piegati in quattro parti così da ottenere otto pagine. Progettati, composti, impaginati e dopo la stampa a Pisa con una tiratura fissa di 500 copie confezionati e spediti dallo stesso Bugiani, i 569 piccoli volumi che videro la luce tra il 1960 e il 1994 contenevano sempre una poesia, un testo, un’incisione donati da uno straordinario gruppo di poeti, scrittori e artisti che, per oltre trent’anni, supportarono questa meravigliosa e unica avventura editoriale. Organizzati in centurie ed eccentricamente pubblicati - come ricorda il figlio di Bugiani, Orso, i libretti «erano suddivisi in gruppi prima di sei, poi di dieci […], omogenei per genere, o poesia o curiosità. Accadeva così che, secondo la disponibilità di materiale, due, tre o quattro gruppi fossero lavorati insieme, ciò che faceva sì che molti libretti restassero indietro, stampati appresso a quelli che nella numerazione venivano dopo» -, essi ospitarono originali, inediti o riproduzioni di opere di Boccioni, Guttuso, De Pisis, Morandi, Modigliani, Parigi (solo per ricordarne alcuni), oltre alle parole, tra i tanti, di Sbarbaro, Barile, Luzi, Sinisgalli, Caproni. Una comunità di amici più che di collaboratori, stretta intorno a un progetto che aveva come solo la fine la condivisione il più possibile libera e disinteressata di frammenti di bellezza. E basterebbe leggere le parole di Bugiani impresse nel prezioso libretto fuori serie «Mossieri intravisti da Dilvo Lotti» per comprendere l’affetto e la stima che legavano l’editore a questa comunità e viceversa fin dai tempi della rivista «Mal’Aria», nonché la volontà di rendere accessibile a tutti il lavoro di scrittori e artisti che animò questa impresa tanto bizzarra quanto poetica: «La rivista maremmana “Mal’Aria” fu un semplice capriccio di provinciali che si sbizzarrì nel giro di soli nove numeri, negli anni dal 1951 al 1955. E siccome “di cosa nasce cosa e il tempo la governa”, finita la rivista, da essa derivarono foglietti dapprincipio popolareschi: veramente popolareschi, di contenuto e di portamento non costavano due centesimi fatti per riprendere cosucce vecchie poco note o dimenticate oppure per mettere alla portata dei poveri il notevole pregio di scrittori e artisti attuali. Ma chi l’avesse detto: si vede che in tali foglietti cosiddetti “Libretti di Mal’Aria”, c’era dentro il seme della continuità, il segno dell’origine, se la passione si ridestava come al tempo di prima […]. Dev’esser stato che questi uomini che avevano già sospinto “Mal’Aria” (generosi, stupiti, spregiudicati, nobili, vivaci, altruisti, modelli, liberi bellamente liberi) dettero mano, più tardi, ai libretti, chi in un modo chi in altro modo; e se no più, tutti, per mezzo di penna o matita, certo col soffio dell’animo». A. Bugiani, «Mossieri intravisti da Dilvo Lotti», «Libretti di Mal’Aria», Cursi, Pisa 1977; O. Bugiani, «Breve storia di Arrigo Bugiani poeta», Associazione culturale Resine, Savona 2010.
|
|
|
[Mal’aria]
Mal’Aria. Rivista maremmana. Direttore responsabile Arrigo Bugiani
Brossura originale di color verde, in 4°, pagine 20/24 ogni fascicolo. La collezione che offriamo é mancante dei numeri 5 e 7 dei nove fascicoli pubblicati. Segnaliamo: n. 8 Dodici poesie di Luigi Bartolini, edizione originale, 7 litografie dello stesso a p.p., 1 su doppia pagina 3 n.t., tutte su fondo colorato; n. 4 dedicato a Lorenzo Viani con 7 xilografie a p.p., 2 n.t. e uno scritto di Bartolini; n. 9 Presenza di Domenico Giuliotti con scritti di Bartolini, Betocchi, Fallacara, Lisi, Rosai ed altri.
|
|
|
[MANUSCRIPT - SHIP'S JOURNAL]. MORSE, Edward George
A journal of remarks and observations as kept by E. G. M
.
mostly on board the barque Sarah of London 1831. Contemporary sheepskin parchment sewn on 2 tapes. 4to 19.5 x 16.5 cm. The journal with an engraved view as frontispiece "Island of Saint Helena" engraved by Everingham in London 15 full-page 1 nearly full-page and 1 smaller manuscript maps and coastal profiles plus a small engraved view "Tomb of Napoleon" mounted on 1 page. The lecture notes with a matching pair of engravings of a scull one signed "A. East del" on and facing the title-page and 27 pencil and/or ink anatomical drawings including 2 full-page some also with red. Most are drawn on the album leaves a few on separate slips mounted on the leaves. Both the lecture notes and the journal are written in brown ink with occasional additions in pencil. Including: MANUSCRIPT - ANATOMICAL. MORSE Edward George.Lecture Book notes on anatomical lectures by Joseph Constantine Carpue.London November-December 1828. A manuscript ship's journal kept by Edward George Morse Bromyard 1805-Deal post 1850 who no doubt served among other functions as the ship's surgeon. Morse made his earliest dated entries in April 1831 at the island Mauritius in the Indian Ocean and others at Madagascar and its surrounding islands from May to August 1831. Morse provides extensive notes on the natural history topography and people of the Seychelles Madagascar and the neighbouring islands and provides detailed maps of many of the islands and coastal areas along with a few coastal profiles. The two manuscripts are written in a single album of laid paper. Morse used it 1828 to take notes when he attended the London lectures on anatomy and blood circulation by the innovative surgeon Joseph Constantine Carpue who had pioneered facial reconstructive surgery by introducing ancient Indian techniques. He was famous for illustrating his lectures with chalk drawings which no doubt served as the models for the anatomical illustrations in Morse's notes. A few clippings and hand-written notes have been inserted. unknown
Référence libraire : F72I8N01U79O
|
|
|
[manuscript album, scrapbook, diary]
Photograph Album Scrapbook Travelogue; Documenting a cruise from May to September 1930 aboard the T. S. S. Rotterdam to England Ireland Norway Holland Austria France and Russia.
1930. Very Good. Cloth-covered boards 12 x 10.5 inches; contains 30 grey heavy cardstock leaves. Nicely preserves silver-gelatin photographs in sepia and b/w average size is 2 x 4 inches passenger lists postcards telegrams newspaper clippings pamphlets a few manuscript entries and more tipped-onto the rectos and versos of every leaf or laid-in at rear. Boards a bit scuffed with a scattering of tiny bleached spots. Binding a bit shaken as expected as the volume is near-to bursting with keepsakes and treasures. <br/><br/>Photographs of landmarks landscapes streetscapes and some wonderful images of the clothing interior design and cars of the period. Postcards mostly b/w with a few colored include but are not limited to Stonehenge Tunbridge Wells Warwick Castle Shakespeares Birthplace Anne Hathaways cottage and lovely garden Raglan Castle Gloucester Cathedral Blarney Castle a portrait of Lenin a portrait of Stalin The Paramount Hotel of New York City. Here and there throughout this travelogue includes quite a few interesting pamphlets. All of them are clean and legible though adhered to the scrapbook by their rear covers and as such not removable without causing damage. They are: A guide to The Duke of Cornwall Hotel Plymouth; The Cathedral and Metropolitical Church of Christ; Canterbury: A Handbook for Pilgrims; Guide to the High Rocks One Mile from Royal Tunbridge Wells; A Short Guide to Battle Abbey; A Catalogue of an Exhibition of Original Paintings and Drawings Made to Illustrate Books Published at the Bodley Head New Burlington Galleries 1930; A guide to Compton Wynyates History of Blarney Castle; A Guide to Glebe Hotel Lakes of Killarney Ireland; Kate by Mary McCartie staple-bound illustrated wraps printed by The Veritas Company Dublin; The University Collection of Antiquities Short Guide-Books I. The Oseberg-Ship and The Oseberg-Room Oslo: A. W. Broggers 1930; Authorised Guide to the Tower of London. The final leaf introduces a new cruise aboard the S. S. George Washington to Hamburg Southampton and Cherbourg and Cobh Queenstown with a passenger list menu and one tiny photograph of the Statue of Liberty. Though no details of this journey are provided one legend is recorded in manuscript: A one-page telling of The Seven Sluggards in the Courtyard of the Paula Becher Modersohn House in Boettcherstrasse in which seven brothers dig a spring because theyre too lazy to fetch water from the well build a dyke around their house because theyre too lazy to fend off flood pave a road because theyd rather not dig their wagon out of the mud in general perform any number of laborious feats so that they can enjoy their laziness in comfort. Some rather brittle newspapers a love letter in which a very particular engagement ring is demanded a few stray postcards and photographs and manuscript see below are laid-in at the rear. Manuscript: 5 folded leaves comprising 17 pages. Hastily records a series of charms spells superstitions and omens undated not offering a location. If you see leaves and dust suddenly rise in a little whorl wind bless yourself and leave there is a passage there i e the fairies are going by
hardcover
Référence libraire : D1418
|
|
|
[Manzoni] Azimuth (direttori Piero Manzoni ed Enrico Castellani)
Azimuth. A cura di Enrico Castellani – Piero Manzoni [insieme a:] Azimuth 2 dedicato a «La nuova concezione artistica». A cura di Enrico Castellani – Piero Manzoni
Collezione completa. Insieme in complessive ottime condizioni di conservazione, esemplari puliti e sostanzialmente intatti sia all’interno che alle copertine. Condition report: -- «Azimuth»: mimini segni d’usura perimetrali, con un leggerissimo accenno di piega verticale al piatto anteriore, visibile solo verso e che non intacca la grafica; uno dei bifoli centrali leggermente allentato; nel complesso in ottime condizioni. -- «Azimuth 2» con lieve brunitura marginale e ingiallitura verso della copertina; interni leggermente bruniti, come normale; complessivamente in ottime condizioni. In una lettera all’amico Valentino Dori (alias Giorgio Carmenati Francia), databile ai primi del 1959, Piero Manzoni annuncia la separazione dal Movimento nucleare: «Oggi ahimè il movimento si è scisso in due: io ora sono con Castellani e Bonalumi e perseguiamo quella linea che tu mi hai visto iniziare: usciremo prestissimo con una rivista nostra, di parte, che si chiamerà Pragma, e abbiamo al solito un programma quanto mai vivace» (Battino & Palazzoli, n. 79). La rivista a cui si fa riferimento finirà per chiamarsi in altro modo, ma è qui l’origine del progetto Azimut/Azimuth (senza “h” la galleria, con “h” la rivista). Nel febbraio del 1959 il trio suddetto espone alla Galleria del Prisma di Milano, una mostra poi portata alla Galleria Appia antica di Roma, in aprile, con presentazione di Leo Paolazzi (sarà Antonio Porta), e a settembre a Losanna, Galerie Kasper. Nello stesso aprile Manzoni apre una personale all’Aja (Relief schilderijen) e scrive ancora a Dori: «Sto preparando in questi giorni una nuova rivista d’arte, molto battagliera […] sembra che venga molto bene. […] Il nostro gruppo aumenta e la rivista servirà proprio a definirlo» (ivi, n. 103). In luglio è la volta dell’esordio del gruppo Zero al Rotterdam Kunstkring, istituzione fondata nel 1893 e da sempre attenta all’arte contemporanea (ospitò un’importante mostra futurista nel maggio del 1913 e già una personale di Manzoni nel settembre 1958): espone il gruppo Zero di Rotterdam più Manzoni. La stessa mostra approda alla fine di ottobre alla galleria Appia antica di Roma: il design dei cataloghi e del materiale promozionale relativo a questi due eventi mostra chiaramente l’origine grafica della copertina di Azimuth. -- «In the autumn of this year, Manzoni’s idea of opening and running a gallery materialises when he and Castellani rent and fit out a basement connected with a furniture shop in via Dei Bossi on the corner with via Clerici in Milan, which is later to become Galleria Azimut. […] In the same period, around October, while the first issue of the review “Azimuth” is going to press, Bonalumi, who has worked on it for a long time now, withdraws because of differences of opinion and disagreements about theoretical and ideological considerations. The first issue is edited by Castellani and Manzoni with the assistance of Marco Santini as editorial secretary and the graphic designer Cecco Re, who designed the cover and also suggested the title. The address of the review is via Cernaia 4 in Milan, Manzoni’s home address. “Azimuth” is printed in the workshop of Antonio Maschera, who previously printed “Direzioni N. 3” and — under the same imprint of the “E.P.I. editoriale periodici italiani” — the first issues of “Il Gesto”, the review of the Nuclear Group» (Battino & Palazzoli). -- Il primo numero di «Azimuth», chiamato semplice «Azimuth», contiene interventi militanti (Dorfles e Laszlo, ad aprire e chiudere il fascicolo), prose e poesie (Pagliarani, Agnetti, Paolazzi/Porta, Tullier, Balestrini, Picabia, Beckett), articoli di critica (Ballo, Alfieri, Y. Tono, Galvano); sei tavole a piena pagina (un «Meta-matic» di Tinguely, in foglio sciolto; un monocromo blu di Klein; un Dorfles; una scultura di Gio Pomodoro fotografata su fondo nero; una tavola di accertamento alfabetica di Manzoni; un Estienne in blu) e svariate opere riprodotte a tracciare i vasti confini della contemporaneità artistica eletta dalla rivista (Johns, Fontana, Rauschenberg, Megert, Angeli, Schwitters, Castellani, Rotella, A. Pomodoro, Bonalumi, Holweck, Mack, Fisicher, Kemeny, Piene, Wagemaker, Romyn, Manzoni, Schoonoven, Dahamen, Sanders, Bohemen, Schumaker, Tajiri, Pieters, Rossello, Dorazio, Dangelo, Marotta, Lora, Pena). Nelle pagine pubblicitarie finali, la costellazione di gallerie e riviste d’arte entro cui opera «Azimut/h» («Appia antica» di Villa, «Notizie» di Pistoi/Crispolti, «Direzioni» di Fabrizio Mondadori, «Le Arti» di Marussi/Vella e «Panderma» di Laszlo). -- Verso la fine dell’anno, Manzoni sta già lavorando ad «Azimuth 2», come apprendiamo da una lettera inviata a Heinz Mack del gruppo Zero di Dusseldorf: «Cher Mack, Piene t’a parlé de l’exposition qu’on va faire a Milan et du numéro de Azimuth, qu’on ira publier a l’occasion. […] Demain on ouvrira la Galerie Azimut: elle est à ta disposition, si tu veux l’y faire une exposition ou des manifestations» (Battino & Palazzoli n. 144). La mostra d’apertura della galleria Azimut è quella delle «12 linee» di Piero Manzoni, introdotte in catalogo da un testo di Vincenzo Agnetti, uno dei più stretti collaboratori di Manzoni e Castellani sul versante critico e letterario. «Galleria Azimut soon becomes a hotbed of encounter and debate in the artistic panorama of Milan thanks mainly to the contacts Piero Manzoni keeps up […]. A tireless organizer and promoter, he makes great efforts to discover, compare and publicise artists who are practically unknown in Italy and abroad at this time, himself included» (ivi, p. 59). Nel gennaio 1960 è la volta della fondamentale collettiva «La nuova concezione artistica», a cui è interamente consacrato il secondo e ultimo fascicolo della rivista. «Azimuth 2» è costruito attorno a un programma ben definito, proposto in italiano, inglese, francese e tedesco, ed esplicitato nel lungo testo critico di Castellani, «Continuità e nuovo», seguito dai più brevi «Una nuova concezione di pittura» di Uno Kultermann, «Libera dimensione» di Manzoni e «L’oscurità e la luce» di Piene, impaginati di nuovo da Cecco Re attorno a scelte riproduzioni delle opere esposte — in una raffinata progressione che dimostra visivamente il fil rouge della collettiva. Pinzato al mezzo del fascicolo il catalogo della mostra, impresso su cartoncino color mattone, che vede la partecipazione di Breier, Castellani, Holweck, Klein, Mack, Manzoni e Mavignier. Tutti espongono opere del ’59, eccetto i due monocromi di Klein e l’achrome di Manzoni, del ’57. Un catalogo d’esposizione esemplare per chiarezza contenutistica e grafica, nel pieno conseguimento del delicato equilibrio tra funzionalità ed estetica che sempre caratterizza questo tipo di prodotti editorial-artistici. Battino & Palazzoli, Piero Manzoni catalogue raisonné, pp. 56-57, n. 142, e p. 64 n. 165; Maffei e Peterlini, Riviste d’arte d’avanguardia, pp. 68-70; Vergine, Azimuth: mostra documentaria (Milano 1975) 2 volumi
|
|
|
[Marinetti, F.T.]
Bullettin-programme de «L’Œuvre [Oeuvre]». N° 9 [Le Roi Bombance]
Edizione originale. Uniforme brunitura, ma più che buon esemplare. Bollettino del Théâtre de l'Œuvre – il celebre teatro d'avanguardia parigino fondato da Lugné-Poë nel 1896 e che ospitò la prima dell'«Ubu roi» di A. Jarry – incentrato sulla messinscena del «Roi bombance» di Marinetti. Contiene un schizzo a colori di Paul Ranson, autore dei costumi; un'«Analyse» della tragedia di A. Mercereau e l'articolo «L'esthetique d'une tragédie» di G. Aranha. Cfr. Cammarota, Marinetti, Marinettiana II, 5. Raro cimelio marinettiano in ottimo stato di conservazione.
|
|
|
[Marinetti, Filippo Tommaso]
Lo Sport illustrato e la guerra. Anno III N. 13 e Anno IV N. 4
I due numeri del quindicinale illustrato della «Gazzetta dello sport» ospitano interessanti interventi del capo del Movimento futurista italiano: nel fascicolo III,13, dedicato ai volontari ciclisti automobilisti, Marinetti è presente in una pagina belligerante con fotografia a fucile spianato e testo il cui contenuto è perfettamente riassumibile nella formula «Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico. / F.T. Marinetti / volontario ciclista»; a p. [345] altra rara fotografia dei futuristi in divisa (Boccioni, Piatti, Marinetti, Sironi, Sant’Elia); segnaliamo anche una bella doppia pagina con «La linea completa del nostro fronte dallo Stelvio al mare». Cfr. Sansone, I futuristi del battaglione lombardo, primo risvolto e p. 45. — Il fascicolo IV,4 pubblica due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti che ‘sproloquia’ circa la battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss»); segnaliamo anche la bella foto a piena pagina di D’Annunzio e il cap. Bertramo appena scesi dal biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
|
|
|
[MARINETTI, Filippo Tommaso].
Un brillante assalto oratorio di Marinetti [in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9]
Buon esemplare, leggermente consunto al mezzo dei fogli causa piegatura, ma senza perdite evidenti. Milano, in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9 (Stab. Tip. Fed. Sacchetti), 1919 (18 ott.). 433x600 mm, un fascicolo di pp. 4 numerate stampate e illustrate in nero. -- Settimanale con gerente D. De Amicis. Bella testata illustrata da Firradini. Numero monografico sull’“Adunata nazionale di Firenze consacra lo sviluppo del movimento fascista. Impressioni e commenti“, tra cui la testimonianza dell’abilità oratoria di Marinetti - in una lunga colonna non firmata a pagina 2, che ’fiancheggia’ il “Discorso di Mussolini”. -- L’articolo condensa i temi toccati dalla conferenza marinettiana nel periodo dell’impegno politico futurista: anti-bolscevismo, “svaticanamento“, sostituzione del Senato con un “consiglio dei giovanissimi“, riforma della scuola in direzione non-professorale, “istituzione di mostre libere e gratuite del genio creatore [per] salvare così il dimenticato proletariato dei geniali che devono governare l’italia di domani“. A confermare quest’ultima asserzione marinettiana segue “La rivelazione di un oratore operaio“, incentrata sulla figura di tal Sommovigo. -- Interessante documento sulle origini del fascismo tra i transfuga del socialismo, gli arditi, gli interventisti e i futuristi. L’articolo precede il testo pubblicato in “Roma Futurista“ II, 45 (2 novembre 1919) e l’opuscolo elettorale a stampa “2 improvvisazioni di Marinetti” per le edizioni dell’ “Ardito” nel novembre ’19. Cammarota, Marinetti, 73.
|
|
|
[Martin Buber]. In The Menorah Journal
THE MENORAH JOURNAL
Camden: The Menorah Journal Inc. Autumn 1936. 1st Edition. Soft Cover. 1st Edition. Soft Cover. First edition. <br /> Printed sand coloured wrappers. <br /> <br /> Vol XXIV No. 3 Autumn 1936. First Edition with contributions from John Wesley Jarvis frontispiece Louis Finkelstein Harry L. Lurie Koppel S. Pinson Libby Benedict I.M. Lask MARTIN BUBER Isaac Goldberg I.M. Neuman Joseph Klausner Zachariah Shuster<br /> ALDOUS HUXLEY Robert Gordis Loshua Starr and John Cournos.<br /> <br /> <br /> The MENORAH JOURNAL published between 1915 and 1961 and edited by Henry Hurwitz was a melting pot of Jewish thought with contributions from some of the leading lights of the Jewish intelligentsia of this period. Considered to be one of the most important english-language sources of Jewish discussion on art culture religion and politics.<br /> <br /> <br /> Scarce. Camden: The Menorah Journal Inc., Autumn 1936 unknown
Référence libraire : 33438
|
|
|
[Mazzini, Giuseppe]
L’Italia del Popolo. Dio e Popolo. Volume primo
Foxing in qualche pagina, ma nel complesso ottimo esemplare. L’Italia del popolo fu fondato a Milano da Giuseppe Mazzini. Il primo numero, con in epigrafe Unità Dio e il Popolo, uscì, in formato fo, il 20 maggio 1848. Ebbe vita breve; solo 74 fascicoli vennero pubblicati. Nel 1849 il giornale fu rifondato a Roma e divenne l’organo mazziniano della Repubblica Romana. Anche in questo caso il giornale ebbe vita breve: da Aprile al 3 Giugno. Con lo stesso nome, Mazzini pubblicò periodici a Losanna, (dove si erano rifugiati gli italiani dopo la caduta della Repubblica Romana) dal 1849 al 1850 e a Genova nel 1857. In questo primo volume troviamo scritti di: Mazzini, Pisacane, Saffi, De Boni, ecc.
|
|
|
[Mazzini] [’Indicatore livornese] (direttore Francesco Domenico Guerrazzi)
L’Indicatore livornese. Giornale di scienze, lettere, ed arti
Collezione pressoché completa (manca il fascicolo 28 del 7 settembre 1829). cui si unisce «Necrologia» , supplmento al numero 14, l’unico supplemento stampato. Sul numero 35 la data del lunedì 2 ottobre 1829 è stata corretta ad inchiostro, da mano coeva, in lunedì 2 novembre 1829. In ottime condizioni di conservazione(fisiologiche leggere abrasioni ai piatti e leggere fioriture alle carte). Il giornale vide la luce per 48 numeri, cessando le pubblicazioni il lunedì 8 febbraio 1830. Dal numero 41 il formato si riduce leggermente. -- Fondato e diretto da Francesco Guerrazzi, su queste pagine scrisse i primi articoli il giovane Mazzini. Il primo numero apparve il 12 gennaio 1829 presso la Tipografia Vignozzi, e proseguì le pubblicazioni per 48 numeri fino al 8 Febbraio del 1830, fino cioè all’arresto di Guerrazzi e Bini che rimasero in prigione fino al 1833. Nato poco dopo la cessazione del quasi omonimo «Indicatore genovese» il periodico fu fondato e diretto da due giovani esponenti del movimento mazziniano in Toscana, il direttore Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873) e il suo amico Carlo Bini (1806-1842). Repubblicani entrambi i due promotori seppero raccogliere intorno alla testata numerosi intellettuali, compreso lo stesso Mazzini che, ventiquattrenne, pubblicò sette articoli firmati con la sola sigla “M”; proprio a causa di un suo scritto giudicato sovversivo e pericoloso, il giornale fu fatto cessare. Non stupisce, considerati i legami stretti con la Giovine Italia, il loro arresto con reclusione nel carcere di Portoferraio. Il Bini morì d’infarto; il Guerrazzi (amico di Byron, cui è dedicata la prima stampa, le «Stanze») fu un romanziere di enorme successo, pervicacemente repubblicano, attivo durante i moti del ’48 (condannato a 15 anni, ottenne dopo 6 mesi la conversione nell’esilio in Corsica), parlamentare dopo l’Unità nelle file della sinistra. Oltre al Mazzini fra i collaboratori ritroviamo Andrea Maffei, Filippo Bettini, Elia Benza. Carlo Poerio, Colletta, La Cecilia, Missirini e Benza. Il settimanale fu soppresso d’autorità, risultati vani i richiami all’ordine del governo granducale. Del Bini (scrittore oggetto di recente rivalutazione); il giornale era suddiviso in due parti principali, nella prima si trovano articoli relativi al commercio e delle cose che al commercio appartengono; nella seconda della morale (notevoli gli articoli sulla pena di morte), della istruzione, di lettere, arti liberali (si commentano e recensiscono le opere di Byron, Foscolo, Pellico, Schiller, Bellini. Di notevole interesse tre articoli dedicati al «Tristan Shandy». Si traducono Sterne e Byron). -- Nelle intenzioni del fondatore e direttore Francesco Guerrazzi, il giornale avrebbe dovuto avere cadenza settimanale. Il primo numero contiene soltanto un «Prospetto» di due pagine, a firma del direttore che illustrano le intenzioni programmatiche del giornale: «Ogni genere letterario può, quando un popolo abbia in animo di scuotere il giogo della servitù, divenire arma terribile contro il nemico: dalla solenne tragedia alla umile farsa rappresentata dai burattini, dal poema alla favola, tutto diviene capace di fiere invettive o di sottili ironie, che il popolo, in certi momenti, afferra con incredibile facilità. Ma il giornale è, in tali casi, strumento più di ogni altro efficace: esso corre più rapido delle tragedie, delle commedie, dei poemi da un capo all’altro del paese, esso può penetrare dovunque, esso diviene l’amico delle famiglie, dove è letto, discusso, illustrato, esso è alla portata intellettuale ed economica della massima parte delle persone». Guerrazzi aveva già fondato a Livorno il Gabinetto scientifico letterario perché la sua città natia non fosse più vituperosamente chiamata la Beozia d’Italia; fondò dunque un giornale con l’intento di riscattare il prestigio civile e culturale della sua città, di fronte a Firenze che poteva vantare l«Antologia» o a Pisa che aveva il «Nuovo Giornale de’ Letterati». Ma c’era inoltre nel Guerrazzi un riposto intendimento politico: quello di rivolgersi agli elementi più giovani e irrequieti della borghesia, o piccola borghesia, di sentimenti liberali e democratici: e in questo senso il giornale assunse un’importanza storica notevole, nel risvegliare quelle scelte forze crescenti, e però sempre minoritarie, dalle quali sarebbero poi sortiti i primo cospiratori, i primi propugnatori della nuova politica unitaria, i primi combattenti delle sommosse, come riconosceva lo stesso Mazzini. Il programma del nuovo giornale era tutto nel suo motto: «Alere flammam!»
|
|
|
[Medicina democratica]
Medicina democratica. Movimento di lotta per la salute
Edizione originale. Qualche piccola escoriazione alla copertina, ma nel complesso bell’esemplare. Numero 0 in attesa di autorizzazione. Prima pubblicazione dell’organo dell’omonimo movimento che continua le sue attività ancora oggi. «Nel momento in cui le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e delle masse popolari sono soggette ad uno degli attacchi più pesanti del dopoguerra da parte del capitale, dalla crisi politica ed istituzionale emerge l’esigenza di una definizione e di una gestione diversa, anticapitalistica e proletaria delle soluzioni a tanti problemi, tra cui quello della salute. L’attacco alla salute delle masse come momento per battere la classe operaia rientra nel più vasto disegno della borghesia, che è quello di distruggere politicamente il proletariato e i suoi livelli di organizzazione in fabbrica e nel territorio» (dalla copertina).
|
|
|
[Medicine] [Health] [American Journal of Pharmacy] Bates, Joseph MD; Tilden, HA (editors) M D H A
The American Journal of Pharmacy January-October 1849; AND The Journal of Materia Medica and Pharmaceutic Formulary Devoted to Materia Medica Pharmacy Chemistry &c. Volume I - New Series 1859; AND Journal of Materia Medica and Pharmaceutic Formulary New Series January-December 1858
New York: Tilden 1849. Hardcover. Fair. Octavo. Half leather brown calf binding with brownish marbled paper covered boards. Three journals bound together. First part: 344 pages folding plate illustrations. Second part 404 pages. Third part 192 pages. Second and third parts include advertisements. No title page for the first part. Extra pages of medical and chemical components inserted between pages 128 and 129 of the second title. Leather spine has a vertical crack. Contents are securely bound. Edge wear and chips to leather on top and bottom edges of spine. Light surface wear to marbled paper covered boards. Old ink name on right front flyleaf. Two of the three sections list Tilden as one of the publishers. Fair only. Tilden hardcover
Référence libraire : 35382
|
|
|
[MEMORIAL DIARY]
Day unto Day. An Illuminated Diary
London: The Religious Tract Society s.d. c. 1875 32pp. Original publisher's green cloth stamped in gilt black and blind illustrated colour onlay to upper board. A trifle rubbed. Hinges cracked inked gift inscription to FFEP occasional manuscript entires birth deaths etc. An attractive Victorian diary partially used for recording memorial events issued by the Religious Tract Society. . Oblong 8vo. The Religious Tract Society, [s.d., c. 1875] hardcover
Référence libraire : AQ26265
|
|
|
[Mercurio. Mensile di politica, arte, scienza] (Direttrice: Alba De Céspedes)
Mercurio. Mensile di politica, arte, scienze
Edizione originale. Collezione scompleta: tutto il pubblicato del 1944 e del 1945, numeri 17, 18, 19, 20, 27 - 28 del 1946. 1947 e 1948 non presenti. Esemplari complessivamente in ottimo stato conservati in astucci e cofanetti protettivi. Rivista di «politica, arte, scienza» fondata nel settembre del 1944 a Roma, ovvero poco dopo la Liberazione della città nel giugno dello stesso anno. Diretto dalla scrittrice e partigiana Alba De Céspedes - voce di Radio Bari da dove, con il nome di battaglia “Clorinda”, invitava alla Resistenza chiedendo, in particolare, l’attiva partecipazione delle donne - , il mensile si presentò da subito come un contenitore di interventi politici, saggi e racconti di altissimo profilo e come un luogo di rinascita culturale e civile. Seppur segnata da frequenti difficoltà economiche e organizzative, nei suoi quattro anni di vita (dal settembre 1944 al marzo-giugno 19448) «Mercurio» ospitò le parole - solo per ricordare alcuni nomi - di Moravia, Montale, Ungaretti, Vittorini, Ginzburg, Silone o ancora di Hemingway e Sartre, nonché le illustrazioni di Guttuso, Vedova, De Pisis, Carrà, Birolli, Manzù... Da segnalare i numeri speciali, a partire da quello del dicembre 1944 dedicato alle sofferenze e alla resistenza dell’Italia ancora occupata, con contributi, tra i tanti, della stessa De Céspedes, di Pratolini, Debenedetti, Natalia Ginzburg, Moravia, Montale e illustrazioni di Bartolini, Gentilini, Guttuso, Leoncillo, Scialoja. Un numero analogo comparirà nel dicembre 1945 per celebrare la lotta di Liberazione.
|
|
|
[Messidoro; Nino Salvaneschi, Enrico Cavacchioli, Decio [Cinti?] et alii]
Messidoro. Numero unico maturato in occasione della festa mascherata di venerdì 19 febbraio 1915 al Teatro alla Scala.
Edizione originale. Ottimo esemplare (riparazione professionale di breve lacerazione al piatto anteriore; ruggine alla pinzatura e lievi fioriture alle prime e ultime carte e al mezzo). Rarissimo numero unico satirico prodotto dall’associazione giornalisti lombardi per la festa in maschera del febbraio 1915 al teatro alla Scala. Molte vignette intercalate al testo (M. Mossa De Murtas, Coppa, Mussini. B. Gutierrez, G.B. Galizzi). Tra i collaboratori: N. Salvaneschi, S. Zambaldi, una sezione parodica di «teatro sintetico» di A. Colantuon («Auff!.... Rivista centrifuga» e «L’Oro del Reno. Rivista maligna») ornata da una bella caricatura di Crespi che ritrae Marinetti; una «Chi-tarrata carnevalesca di Arlecchino» di Enrico Cavacchioli, una filastrocca («Come si divertivano nel 1915») a firma Decio — verosimilmente Decio Cinti, traduttore e segretario di Marinetti dal 1909 al 1923. Cammarota, Futurismo, VIII.32; Milano e la sua memoria (2004), n. 3707
|
|
|
[Mezzo cielo]
Mezzo cielo. Il giornale della lega delle donne comuniste italiane
Edizione originale. Mancanza al piatto inferiore, probabilmente asportati i dati editoriali, ma ottimo esemplare. Numero inaugurale, le pubblicazioni proseguirono fino al 1975 con cadenza non regolare. Molto raro.
|
|
|
[Michelangelo Pistoletto] [Tau / Ma]
Le stanze. Ottobre 1975 - settembre 1976. Dodici mostre consecutive nell’arco di un anno alla galleria Christian Stein di Torino [Tau / Ma 5]
Prima edizione. Distacco dei piatti della brossura insieme alla prima e ultima carta, per il resto un ottimo esemplare. Fascicolo parte di «Tau / Ma 5», la rivista/raccoglitore di libri d’artista, pubblicata a cadenza annuale in sette numeri dal 1975 al 1981. Le prime undici, delle dodici mostre del titolo, sono raccontate da Pistoletto con un accostamento di testi a cura dell’artista (con traduzione inglese a cura di Malcom Skey) e immagini fotografiche di Paolo Mussat Sartor. La dodicesima mostra è invece così descritta: «Nel mese di settembre del 1976 è stata spedita dalla galleria Stein di Torino ad ogni destinatario delle 11 precedenti paginette informative una pagina stampata completamente in nero e senza alcuna parola scritta, come annuncio e contemporaneamente come realizzazione della dodicesima mostra», segue, in fine di volume, una pagina nera.
|
|
|