|
|
|
[Ro5] (illustratori Tina Cordero e Guido Martina)
Ro5: Rivelazioni sullo spionaggio mondiale
Prima edizione. Ottimo esemplare proveniente dalla collezione Cereda Rarissimo reperto grafico del geniale duo torinese Cordero e Martina, autori con Pippo Oriani del film futurista Vitesse (Velocità, 1930). Racconto di spionaggio con particolarissime illustrazioni a fotomontaggio in ogni pagina: otto tavole nel testo più la copertina.
|
|
|
BOCCIONI, Umberto (copertina di)
Rivista mensile del Touring. Anno XIV - N. 4
Il fascicolo presenta una bella brossura illustrata dal Boccioni ancora liberty di quegli anni; l’illustrazione ritrae un’automobile e una bicicletta in ambiente bucolico, e fu realizzata per la Società Frera di Milano, specializzata in mezzi su ruote. All’interno articoli vari e fotografie b.n. Riprodotto in Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, II inserto a col., nr. 5. Buon esemplare.
|
|
|
[Futurismo] Luigi Capuana
Futurismo e futuristi [in: “Le Cronache letterarie“] Anno I numero 6
Ottimo esemplare, raro reperto. Il presente fascicolo dell’elegante foglio letterario diretto da Vincenzo Morello (Rastignac) ospita in taglio centrale, che continua a pagina 2, un lungo articoli di Luigi Capuana dove declina con maggior precisione i termini del suo “sostegno esterno“ al futurismo: il settantenne scrittore e professore siciliano – amico di Marinetti dall’inizio del Novecento – già aveva pubblicamente preso le parti del movimento con una lettera aperta a G. Manzella-Frontini – pubblicata sul “Corriere di Catania” del 2 maggio 1910 con l’altisonante “Luigi Capuana futurista“ (e prontamente diffusa da Marinetti nel raro e misconosciuto comunicato stampa omonimo). -- Dalle più sobrie colonne delle “Cronache“ Capuana evidentemente sente di dover precisare i termini di questa sua ’adesione’ al movimento: partendo da una riflessione sul manifesto di fondazione (particolarmente sul punto dell’abolizione del passato e dei musei), passa poi all’analisi del verso libero e dimostra – citando ampiamente – precisa cognizione delle opere di Buzzi, Lucini, Palazzeschi e Cavacchioli. Tra gli altri contributi, “I cretesi di Euripide“ di G. Fraccaroli, “Nuova critica dannunziana [su V. Morello]“ di E. Cecchi, recensioni e notizie. Diz. Fut., p. 206b; D’Ambrosio, Nuove verità crudeli, p. 282 nota 10
|
|
|
CERVELLI, Fernando.
Avanguardia. Contro le barbe visibili e invisibili. Manifesto Futurista di Fernando Cervelli. [Poi] Ancora... contro le barbe! [in Ricchezze italiche. Rivista mensile di arte - letteratura e scienze].
216x307 mm, fascicoli di paginazione varia, con brossura editoriale. Mensile culturale fascista fondato e diretto da Attilio Validi, in contatto con “Futurismo“ di Mino Somenzi (come dimostrano ’scambi’ e pubblicità che compaino nelle pagine della rivista). Nell’aprile 1933 ospita, in contemporanea se non prima dell’edizione originale nel quasi omonimo libro, il manifesto “Contro le barbe visibili e invisibili“; nel dicembre dello stesso anno il manifesto è ripreso da “Ancora... contro le barbe!“, articolo firmato “D. d. C.“, una signora che racconta della sua avversione per le barbe e in fine reclamizza il libro di Cervelli. Della stessa rivista disponiamo dei numeri dal II,11 (nov. 1932) al III,8-9, e dal III,12 al IV,3 (marzo ’34), per un totale di 11 fascicoli contenenti contributi futuristi: segnaliamo “Parole ai giovani universitari“ di Marinetti (preso proprio da “Futurismo“ di Somenzi), il profilo di “Gino Gori (pittore)“, la novella di Marinetti “Forze Diverse della Centrale Italiana“ (ma già in “Novelle colle labbra tinte“ e poi in “10 Novelle“ I,17, nov. 1932). In ottimo stato.
|
|
|
[MARINETTI, Filippo Tommaso].
Un brillante assalto oratorio di Marinetti [in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9]
Buon esemplare, leggermente consunto al mezzo dei fogli causa piegatura, ma senza perdite evidenti. Milano, in “Il Fascio. Organo dei fasci italiani di combattimento“ Anno I - N. 9 (Stab. Tip. Fed. Sacchetti), 1919 (18 ott.). 433x600 mm, un fascicolo di pp. 4 numerate stampate e illustrate in nero. -- Settimanale con gerente D. De Amicis. Bella testata illustrata da Firradini. Numero monografico sull’“Adunata nazionale di Firenze consacra lo sviluppo del movimento fascista. Impressioni e commenti“, tra cui la testimonianza dell’abilità oratoria di Marinetti - in una lunga colonna non firmata a pagina 2, che ’fiancheggia’ il “Discorso di Mussolini”. -- L’articolo condensa i temi toccati dalla conferenza marinettiana nel periodo dell’impegno politico futurista: anti-bolscevismo, “svaticanamento“, sostituzione del Senato con un “consiglio dei giovanissimi“, riforma della scuola in direzione non-professorale, “istituzione di mostre libere e gratuite del genio creatore [per] salvare così il dimenticato proletariato dei geniali che devono governare l’italia di domani“. A confermare quest’ultima asserzione marinettiana segue “La rivelazione di un oratore operaio“, incentrata sulla figura di tal Sommovigo. -- Interessante documento sulle origini del fascismo tra i transfuga del socialismo, gli arditi, gli interventisti e i futuristi. L’articolo precede il testo pubblicato in “Roma Futurista“ II, 45 (2 novembre 1919) e l’opuscolo elettorale a stampa “2 improvvisazioni di Marinetti” per le edizioni dell’ “Ardito” nel novembre ’19. Cammarota, Marinetti, 73.
|
|
|
(Munari, Bruno, illustrazioni)
L’Ala d’Italia. Rivista mensile di propaganda e coltura aeronautica fondata nel 1919. Febbraio 1933
Edizione originale. Ottimo esemplare. Munari firma una fotocomposizione (sul tema «I 42 minuti di Colacicchi“, p. 13) e tre illustrazioni al tratto per l’articolo “...Attenzione attenzione...“, sulle analogie fra razionalismo architettonico e aviazione (pp. 33-35).
|
|
|
Prampolini, Enrico - Sironi, Mario (ill. di).
La Rivista illustrata del Popolo d’Italia. Anno VIII N. 5. 1930 (gen. [poi] mag.).
In copertina un mezzobusto di donna riletto in chiave ’metafisica’ da Prampolini (cfr. Fanelli e Godoli, Il futurismo e la grafica, p. XXII n. 48), e alle pp. 35-37 la novella “La prigione della virtù“ di Rodolfo Gazzaniga con illustrazioni di Sironi; buon esemplare, lievi tracce di consunzione al dorso.
|
|
|
THAYAHT, Ernesto (ill. di).
Santa Milizia: Settimanale della Federazione dei Fasci di combattimento della Provincia di Ravenna. Corriere di Romagna. Anno XIII - N. 14.
Ravenna, stampa S.T.E.R. Mutilati, 1934 (1° apr.). 412x580 mm, un fascicolo di pp. 8 numerate stampate in nero. Il presente numero di questo longevo settimanale del fascismo romagnolo conserva la bella testatina illustrata da Thayaht: riproduzione a stampa di una matita che elabora il ’motivo’ “Dux“. All’interno articoli di fascismo istituzionale e brevi notizie locali. Buon esemplare, leggermente usurato alla prima pagina lungo la piegatura. Raro.
|
|
|
[Raccolta; Raimondi, Bacchelli, Morandi, De Pisis, Ungaretti, Soffici, Rebora,Franchi, De Chirico, Savinio et alii]
La raccolta. Periodico mensile
Collezione completa. Insieme a fascicoli sciolti nella loro brossura originale, in più che buone quando non ottime condizioni, completo del rarissimo numero 2 con la prima acquaforte di Giorgio Morandi mai pubblicata prima. Pubblicata dal 15 giugno 1918 al 15 febbraio 1919 per dodici numeri mensili in 8 fascicoli (n. 6-7-8 triplo, nn. 9-10 e 11-12 doppi) con la direzione di Giuseppe Raimondi e Riccardo Bacchelli — in un continuo scambio epistolare di suggestioni con Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico e Alberto Savinio — «La Raccolta» rappresentò il momento fondativo della Metafisica nonché incunabolo del cosiddetto “ritorno all’ordine”, concretizzatosi quasi senza soluzione di continuità nella «Ronda» e in «Valori plastici». -- «La Raccolta» è stata una rivista di poveri mezzi ma di ammirevoli intenti e respiro europeo, connessa al più ampio circuito dell’avanguardia e del modernismo che uscivano a pezzi — ma vivi e vivaci — dalla grande guerra: esplicite sono le connessioni con la coeva «Sic» di Pierre Albert-Birot, «Nord-Sud» di Pierre Reverdy, la prima serie di «Noi» di Enrico Prampolini, e nelle pagine finali scorrono copiosi i nomi di Apollinaire, Max Jacob, Paul Dermée, Vicente Huidobro. -- Tra le pagine della «Raccolta» si leggono pregevoli contributi di giovani del calibro di Giuseppe Ungaretti — la bellissima suite «Atti primaverili e d’altre stagioni» — Ardengo Soffici, Clemente Rebora, Vincenzo Cardarelli, Primo Conti, Raffaello Franchi, Carlo Linati, Lorenzo Montano, Cesare Angelini. A questi si aggiunse un giovane talentuoso amico di Raimondi e destinato a un fulgido futuro: Giorgio Morandi, di cui la rivista pubblica, nel secondo fascicolo, la primissima acquaforte. Salaris, «Riviste futuriste», pp. 1081-1083; Roversi, «Il ritorno al mestiere. “La Raccolta”, Giuseppe Raimondi e gli artisti della metafisica ferrarese» (Ferrara 2018) 8 voll.
|
|
|
[Calendario; Betocchi, Carlo, Nicola Lisi e Piero Bargellini; illustrato da Piero Parigi]
Calendario dei pensieri e delle pratiche solari [...] L’han compilato Carlo Betocchi Nicola Lisi Piero Bargellini & il contadino - DEO GRATIAS
Collezione completa. Straordinario set a fascicoli sciolti in parte intonsi nell’originale astuccio floscio con grande xilografia al piatto e titolo: «CALENDARIO DELL’ANNO SCORSO E AVVENIRE». (Sfrangiature e lacerazioni all’astuccio, senza perdite; colori evaniti e uniforme brunitura; per il resto in ottimo stato.) Mensile, pubblicato dal marzo al gennaio-maggio 1924 con cadenza regolare; doppi i numeri 8/9 (ottobre-novembre) e 11/12, ultimo pubblicato, che addirittura coprirebbe i primi cinque mesi dell’anno nuovo, per un totale di 12 numeri in 10 fascicoli. Pubblicato a spese del trittico dei redattori, all’epoca ventenni, che poi sono anche gli unici collaboratori insieme con Enzo Pregno (aggiunto in copertina solo con l’ultima uscita), e venduto in proprio senza distribuzione. La copertina, stampata su fondo colorato diverso per ogni uscita, (utilizzando una tecnica peculiare che potrebbe essere pochoir e che difficilmente resiste al tempo), reca una filastrocca o un motto popolare legato al mese, come «Marzo asciutto, gran per tutto | Marzo molle, lin per le donne». -- Elegantissima, recupera le esperienze grafiche preraffaelite di primo Novecento attraverso il punto di vista strapaesano; responsabile della grafica è Piero Bargellini, che impagina in sezione aurea con amplissimo margine esterno e basso. Nel numero 2 una tavola incisa siglata «e.p. [ma p.p., Pietro Parigi]»; xilografia del Parigi anche nei nn. 6 e 7. -- Preziosa la copertina che racchiude tutti i fascicoli, interamente stampata in nero anche al dorso: in bianca due xilografie di Parigi; in volta sommario della rivista diviso per rubriche, e continuazione dell’editoriale di congedo del’ultimo fascicolo. Hermet, La ventura delle riviste, pp. [341]-352 10 voll.
|
|
|
[Verri, Pietro - Beccaria, Cesare - Frisi, Paolo et alii]
Il Caffè ossia brevi e varj [vari] discorsi distribuiti in foglj [fogli] periodici Dal Giugno 1764 a tutto Maggio 1765. Tomo I [Dal Giugno 1765 per un anno seguente. Tomo II]
Collezione completa in edizione originale. Ottimo esemplare, molto fresco e pulito, con margini discreti (215 x 160 mm; da segnalare solo il taglio basso del fascicolo P del vol. 1 molto radente al testo, con la perdita di una nota a piè pagina a p. 128), in gradevole legatura ottocentesca non sofisticata (qualche segno d’usura ai bordi; cerniere allentate ma resistenti). Interessante la provenienza: al frontespizio del vol. 1 pecetta con timbro ovale recante lo stemma nobiliare della famiglia (De) Silva, e iscrizione «D. Lvigi SijLva». Parenti di Luigi furono il conte Donato Silva (1690-1779), grande matematico e bibliofilo, fra i promotori della Società Palatina, che diede vita a un’importante biblioteca nella villa di famiglia a Cinisello Balsamo (Milano), poi accresciuta da Ercole Silva (1756-1840) fino a raccogliere una ventina di codici manoscritti e una sessantina di incunaboli — oltre a opere di Beccaria e Verri, amici del conte (vedi il «Catalogo de’ libri della Biblioteca Silva in Cinisello», e Ferrari, «Libri “moderni” e libri “antiqui” nella biblioteca di S. Francesco Grande di Milano, pp. 221-223). Una vendita cospicua dei volumi della biblioteca ebbe luogo a Parigi il 15-16 febbraio del 1869. Rara raccolta completa del celebre foglio dell’illuminismo milanese diretto dai fratelli Verri. Primo volume dal giugno 1764 a tutto maggio 1765; secondo volume dal giugno 1765 a tutto l’anno seguente. Stando ai repertori istituzionali online, in Italia sono conservati presso le biblioteche pubbliche solo una decina di esemplari della collezione completa del «Caffè» in prima edizione. In Europa, si rinvengono solo due esemplari alla British Library, e uno alla storica Biblioteca centrale universitaria “Lucian Blaga”, in Romania. Un solo esemplare infine negli Stati Uniti, alla Houghton Library dell’università di Harvard (ex libris Marino Parenti). -- L’idea della stampa di un periodico che desse voce alle nuove istanze illuministe maturate all’interno dell’Accademia dei Pugni, animata da figure di spicco della cultura milanese — Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Sebastiano Franci, Paolo Frisi, Giuseppe Visconti, Luigi Lambertenghi, Giovan Battista Carlo — si concretizzò il primo giugno 1764, quando, sul modello della rivista inglese «The Spectator», fu pubblicato il primo numero de «Il Caffè». Programmaticamente rivolto a un pubblico di lettori curiosi e interessati, e non di eruditi e specialisti, la rivista si poneva innanzitutto lo scopo di «spargere delle utili cognizioni fra i nostri cittadini, divertendoli». Un tono leggero dunque, che non risparmiava però severe critiche alla società del tempo, le più pesanti dirette ai «Puristi della Lingua»; emblematiche in questa direzione le parole della «Nota al Lettore» del primo volume, anonima ma con tutta verosimiglianza vergata da Pietro Verri in funzione di manifesto programmatico: «La pedanteria de’ Grammatici che tenderebbe ad estendersi vergognosamente su tutte le produzioni dell’ingegno; quel posporre, e disprezzare che si fa da alcuni le cose in grazia delle parole; quel continuo, ed inquieto pensiero delle più minute cose che ha tanto influito sul carattere, sulla letteratura, e sulla politica Italiana meritano che alcuno osi squarciare apertamente queste servili catene». -- Svariati gli argomenti toccati nella rivista: oltre a letteratura e arti, la politica, l’economia, le scienze e la gastronomia. L’esperienza si concluse nel giro di due anni: dissidi interni — in particolare tra Cesare Beccaria e i fratelli Verri — l’allontanamento di alcuni redattori da Milano — Alessandro Verri a Roma, Gian Battista Biffi a Cremona — e la perdita dell’entusiasmo iniziale decretarono la fine delle pubblicazioni e lo scioglimento dell’Accademia dei Pugni, come ricorda l’accorato congedo nella Nota al lettore del secondo volume: «La piccola Società di Amici, che ha scritti questi fogli è disciolta. [...] Noi ringraziamo quelle anime gentili che si sono degnate d’applaudire al nostro progetto, e di fare coraggio a chi tentava di accrescere la coltura degli ingegni, e diminuire il numero de’ pregiudizi volgari. Sarà questa per sempre la più cara meta de’ nostri studj». -- Per la ricostruzione dettagliata della complessa vicenda editoriale del periodico si rimanda senz’altro al puntuale saggio di Luigi Firpo sugli Articoli tratti da «Il Caffè»; basti qui ricordare che, per sfuggire alla censura asburgica, Pietro Verri decise di stampare il periodico in territorio veneto, a Brescia, presso Giammaria Rizzardi, e così fece per tutto il 1764. Sorsero tuttavia non pochi problemi: innanzitutto, l’incuria della stampa, con l’impiego di piombi e carta scadenti, a cui si aggiungeva la costante mancanza di puntualità dello stampatore nella consegna dei fogli; poi, la distanza da Milano rendeva assai difficile il processo di correzione delle bozze, cosa che comportava la presenza di non pochi refusi e inesattezze; infine, contro le aspettative del Verri, anche i veneziani si dimostrarono censori invadenti, imponendo continue revisioni sui testi. Verri si risolse così di stampare a Milano presso Galeazzi, al quale affidò l’impressione di tutti i numeri della seconda annata. Infine, secondo l’uso dell’epoca, i fogli del periodico rimasti invenduti vennero raccolti in volume dallo stampatore: con un ingegnoso espediente, ancora una volta per sfuggire alla censura, il frontespizio di entrambe le annate reca la data di Brescia, genuina dunque per il primo, falsa per il secondo. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime, s.v.; Biblioteca Luigi Einaudi n. 6161; Firpo, Articoli tratti da «Il Caffè» (in Beccaria: Scritti filosofici e letterari, Milano 1984: 349-358) 2 voll. in uno
|
|
|
[Putiferio; Pavia; Pino Masnata, Guido Marussig et alii]
Putiferio Papiae goliardorum. Numero unico [...]
Edizione originale. Minima mancanza al piede anteriore di copertina, senza perdite di parte a stampa; sfrangiature e piccole mancanze al sottile dorsetto muto; per il resto ottimo esemplare. Raro «numero unico dell’associazione studenti universitari pavesi figlio legittimo e non degenere dei coniugi: “Riso e crape”, “Musi e muse”, “Gogla e Magogla”». Prodotto senza badare a spese, con una bellissima copertina interamente disegnata a colori da Guido Marussig e la raffinata stampa a due colori con numerose illsutrazioni e grafiche d’impatto, contiene un’intera pagina impreziosita dalle tavole parolibere del giovane futurista Pino Masnata: «Pino Masnata, poeta futurista, assicura che amare una conpagna [sic] goliarda è orribile cosa ...». Salaris, Riviste futuriste, pp. 860-61
|
|
|
[Tre arti] Raffaele Carrieri
Le Tre Arti. Giornale mensile artistico letterario diretto da Raffaele Carrieri
Raro periodico illustrato con fotografie e riproduzioni di opere di Modigliani, Carrà, Campigli, Savinio, De Chirico, Scipione ed altri. Scritti originali di Ungaretti, Moravia, Prampolini, Sinisgalli, traduzioni di Blake, Garcia Lorca, Whitmann. N. 1 del 1 ottobre 1945; n. 3 del marzo-aprile 1946, sei numeri. Tutto il pubblicato a fogli sciolti, in ottimo stato.
|
|
|
[M.A.C. Movimento Arte Concreta; Gianni Monnet, Garau, Prébandier, Yersin et alii]
Arte concreta 3 [in fine: Bollettino n. 3 del Movimento Arte Concreta di Milano]
Edizione originale. Ottimo esemplare (minimi segni d’usura perimetrale, tra cui un’antica punzonatura a testa e piede del taglio interno, che percorre tutte le pagine), raro a trovarsi completo in ogni sua parte. «Arte concreta» fu il bollettino mensile del M.A.C. Ogni fascicolo è una fragile creazione d’artista. Questo numero terzo presenta una notevolissima copertina composta a collage che dialoga con il sottostante disegno di Gianni Monnet. Il fascicolo è dedicato a — e contiene interventi grafici di — Garau, Monnet, Prébandier, Yersin; contiene il testo del «3° Manifesto dell’Arte spaziale». -- Del bollettino uscì una prima serie dal novembre 1951 al maggio 1952 (nrr. 1-7 con numerazione progressiva delle pagine), una seconda dall’ottobre 1952 al maggio 1953 (nrr. 8-15). Direttore responsabile Giulia Sala Mazzon. Poi cambiò testata divenendo «Bollettino del Mac e del sindacato nazionale arte non-figurativa», formato in 4°, dal numero doppio 16/17 (ott.-nov. 1953) al nr. 24 (giu. 1954), diretto nel 1954 da Franco Passoni: il materiale utilizzato per quest’ultima serie, la terza ma non dichiarata come tale, confluì poi nei «Documenti d’arte d’oggi» 1954 e 1955/56. Maffei, M.A.C., pp. 139ss
|
|
|
[Marinetti, Filippo Tommaso]
Lo Sport illustrato e la guerra. Anno III N. 13 e Anno IV N. 4
I due numeri del quindicinale illustrato della «Gazzetta dello sport» ospitano interessanti interventi del capo del Movimento futurista italiano: nel fascicolo III,13, dedicato ai volontari ciclisti automobilisti, Marinetti è presente in una pagina belligerante con fotografia a fucile spianato e testo il cui contenuto è perfettamente riassumibile nella formula «Guerra sola igiene del mondo e meraviglioso sport sintetico. / F.T. Marinetti / volontario ciclista»; a p. [345] altra rara fotografia dei futuristi in divisa (Boccioni, Piatti, Marinetti, Sironi, Sant’Elia); segnaliamo anche una bella doppia pagina con «La linea completa del nostro fronte dallo Stelvio al mare». Cfr. Sansone, I futuristi del battaglione lombardo, primo risvolto e p. 45. — Il fascicolo IV,4 pubblica due rare fotografie dei «Futuristi volontari al fronte» (Marinetti, Sant’Elia, Russolo, Boccioni, Sironi) seguite da un testo di Marinetti che ‘sproloquia’ circa la battaglia di Dosso Casina («I nuovi raccoglitori di bossoli e schegge micidiali facevano finalmente dimenticare gli stupidissimi e sentimentali raccoglitori di edelweiss»); segnaliamo anche la bella foto a piena pagina di D’Annunzio e il cap. Bertramo appena scesi dal biplano Farman dopo un volo di ricognizione su Trieste.
|
|
|
[Cangiullo, Francesco e Pasqualino.]
La Fiamma verde. Rassegna mensile illustrata dagli studenti di tutte le scuole medie d’Italia. — Anno I nn. 3, 5, 8, 10, 12.
Raro mensile diretta da Massimo Notari (figlio di Umberto), con copertina interamente disegnata da Sinopico. Pubblicazione fatta da e per i giovani, d’impostazione interventista, goliardica e avanguardista. I numeri che offriamo ospitano — oltre ai bei disegni di Sinopico, Enrico Gianieri (Gec) e Leonardo Borgese — tre tavole parolibere dei fratelli Cangiullo: Pasqualino con «Al mare» e «Alfabeto a sorpresa dinamico. Ciclista-record», qui pubblicate in edizione originale ed unica; Francesco con «Stazione - Guerra * Europea. Partenza di reclute + richiamati», datata in calce «Roma 1915» (già edita ne «Gli Avvenimenti», dic. 1915). Cfr. Crispolti, Il futurismo attraverso la Toscana, nr. 23.49 (per il bozzetto del «Ciclista» di Pasqualino); Lista, Le livre futuriste, nrr. 27-28 (per la «Stazione» di Francesco). Raro insieme.
|
|
|
Pound, Ezra - Attilio Bertolucci - Ugo Mulas
Ritorno di Pound [in: «L’Illustrazione italiana»; contiene il Canto 98]
Edizione originale. Minimi difetti al dorso, segno di piegatura all’angolino basso della copertina, per il resto ottimo esemplare. Bel fascicolo del celebre rotocalco del dopoguerra italiano, dedicato al ritorno in libertà (e in Italia) di Ezra Pound: il poeta nordamericano pubblica «in esclusiva mondiale» il «Canto 98», preceduto da un introduzione autoriale «Sono felice d’esser tornato fra i miei...» e con la traduzione italiana a fronte della figlia Mary De Rachewiltz; Attilio Bertolucci scrive l’articolo «Il ritorno di Pound»; Ugo Mulas immortala il poeta con due scatti estremamente suggestivi, in bianco e nero e a colori a piena pagina, circondato da membri della famiglia De Rachewiltz nella sua Brunnenburg (Castel Fontana in provincia di Bolzano). Di grande interesse. Gallup, Bibliography of E.P., B65 = C 1863 = D158.
|
|
|
[Omnibus]
Omnibus. Settimanale di attualità politica e letteraria
Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I e 3/4 dell’anno II. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Ideato da Leo Longanesi per Rizzoli, uscì con il primo numero il 3 aprile 1937, anno primo, fino al nr. 39 del 25 dicembre; anno secondo 1938 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 53 del 31 dicembre; anno terzo 1939 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 4 del 28 gennaio. Formato folio grande, con cadenza settimanale, ospitò interventi letterari e politici. «Omnibus» rappresentò il primo esempio di rotocalco ben illustrato da belle fotografie, curato in ogni dettaglio, arricchito dai sapienti disegni di Mino Maccari. Tra i collaboratori: Alvaro, Barilli, Benedetti, Bacchelli, Palazzeschi, Praz, Landolfi, Malaparte, Moravia, Pannunzio e tanti altri. Primo in Italia, «Omnibus» pubblicò scrittori allora oscurati dalla censura fascista, come Ernest Hemingway (tradotto da Elio Vittorini), Erskine Caldwell, David H. Lawrence, Dashiell Hammett, James Cain, Joseph Roth e John Steinbeck. Importanti gli articoli sulla guerra di Spagna. Nel gennaio 1939, per insuperabili contrasti, il regime ne sospende le pubblicazioni. 2 volumi
|
|
|
[Illustrazione meridionale; Basilio Cascella]
Illustrazione meridionale [TUTTO IL PUBBLICATO]
Tre fascicoli in formato album splendidamente illustrati da B. Cascella: copertine, tavole f.t. e illustrazioni n.t., tutto in litografia. Si pubblicarono solo i tre fascicoli che presentiamo, a partire dal 15 aprile del 1900, con in cop. la dicitura «Ufficiale per l’Esposizione d’igiene 1900». Tra i testi anche un inedito di Matilde Serao («Femminismo... di fumo»). L’«Illustrazione meridionale» rappresenta la prima, raffinata impresa editoriale di Cascella; seguirà «La Grande illustrazione», con impostazione grafica molto simile. Ottimi esemplari completi (solo fasc. II mancante delle velina parlante). Insieme molto raro: nessuna biblioteca pubblica possiede la serie completa, quattro risultano avere in catalogo il solo primo fascicolo. 3 voll.
|
|
|
Monachesi, Sante.
Le solite cattive digestioni... [«Conquiste. Rassegna del pensiero dei giovani» 88 (a. VI nr. 10)]
Edizione originale. Minimi segni alla piegatura, per il resto buon esemplare. Disegno originale pubblicato in prima pagina, satira sulla Francia per metà pugnalata dall’Islam e per l’altra metà avvelenata dall’olio di ricino. Firma (a stampa) «Monachesi futurista». Il resto del fascicolo (numero 88 del periodico diretto da Antonio Villetti) è incentrato sulla politica imperialista del Fascio in Libia (il Duce era appena stato in visita, il 20 marzo); in terza pagina si distingue un articolo del trentaduenne Libero Bigiaretti: «Rileggendo lo ‘Zibaldone’ di Giacomo Leopardi (Nel primo centenario della sua morte)».
|
|
|
[Fluxus]
Fluxus cc V TRE [No. 1]
Esemplare con qualche contenuta lacerazione (senza perdite), complessivamente ben conservato. Primo numero del foglio mensile ufficiale del gruppo Fluxus, «edited by George Brecht and Fluxus Editorial Council for Fluxus». Quattro pagine in folio grande piene di fotomontaggi e altre composizioni tra immagine e parola, all’insegna del più sfrenato non-sense neodada. Tra gli artisti coinvolti: George Brecht, Gyorgy Ligeti, Alison Knowles, Jackson Mac Low, David Tudor, John Cage, Emmett Williams, Dick Higgins, Robert Watts, Christo, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, Nam June Paik. Raro.
|
|
|
[Messidoro; Nino Salvaneschi, Enrico Cavacchioli, Decio [Cinti?] et alii]
Messidoro. Numero unico maturato in occasione della festa mascherata di venerdì 19 febbraio 1915 al Teatro alla Scala.
Edizione originale. Ottimo esemplare (riparazione professionale di breve lacerazione al piatto anteriore; ruggine alla pinzatura e lievi fioriture alle prime e ultime carte e al mezzo). Rarissimo numero unico satirico prodotto dall’associazione giornalisti lombardi per la festa in maschera del febbraio 1915 al teatro alla Scala. Molte vignette intercalate al testo (M. Mossa De Murtas, Coppa, Mussini. B. Gutierrez, G.B. Galizzi). Tra i collaboratori: N. Salvaneschi, S. Zambaldi, una sezione parodica di «teatro sintetico» di A. Colantuon («Auff!.... Rivista centrifuga» e «L’Oro del Reno. Rivista maligna») ornata da una bella caricatura di Crespi che ritrae Marinetti; una «Chi-tarrata carnevalesca di Arlecchino» di Enrico Cavacchioli, una filastrocca («Come si divertivano nel 1915») a firma Decio — verosimilmente Decio Cinti, traduttore e segretario di Marinetti dal 1909 al 1923. Cammarota, Futurismo, VIII.32; Milano e la sua memoria (2004), n. 3707
|
|
|
[Pratella, Francesco Balilla - Volt (Vincenzo Fani-Ciotti)]
Il Popolo d’Italia. A. VIII - Num. 137. [“L’alcova d’acciaio” - Scrittori nostri. Mario Carli]
Ottimo esemplare. Due contributi futuristi nella rubrica «Libri e scrittori» di questo fascicolo del quotidiano mussoliniano, per il resto dedicato alle dichiarazioni di Mussolini al ‘Giornale di Sicilia’ circa «La situazione politica e parlamentare alla soglia [sic] della XXVI legislatura». -- Pratella recensisce il libro di Marinetti «L’Alcova d’acciaio»; Volt traccia il profilo di Mario Carli. Cfr. Tampieri, Pratella, 221 (sulla rec. dell’Alcova d’acciaio): «Ampia esposizione, analisi letteraria, formale ed etica».
|
|
|
[Montello]
Il Montello. Giornale dell’Ottava Armata. Numero straordinario
Edizione originale. Esemplare ben conservato. Ultimo fascicolo pubblicato, senza numerazione e con la dicitura di «numero straordinario», del periodico «Il Montello» (giornale di guerra edito per soli 4 numeri più questo speciale nell’autunno del 1918). Nell’occasione cambia il sottotitolo (da «Quindicinale dei soldati del medio Piave»), tipografia e luogo di stampa, formato (più piccolo) e contenuti: non più coloratissimi disegni e parole in libertà, ma poesie, brevi prose e slogan militareschi («La vita del fante», «La casa del fante», «Il saluto militare» etc.) e tradizionali illustrazioni b.n. della vita in trincea. Raro.
|
|
|
Gioia, Melchiorre
Il Censore. Giornale filosofico-critico di Melchiorre Gioja
Prima edizione in volume. Ottimo esemplare in barbe, fresco e pulito. Raro (solo in 2 biblioteche romane, secondo Iccu), soprattutto a trovarsi nella brossura originale e in queste condizioni. Pubblica i quattro fascicoli del «Censore» così come uscirono nell’estate 1798 «ogni quintidì presso Pirotta e Maspero stampatori-librai in Milano», ovvero il 22 e 27 di agosto e il primo e 6 di settembre. In calce all’ultimo fascicolo la nota «Col quarto numero il Censore venne soppresso, e l’autore stesso ne adduce i motivi nell’opuscolo —Documenti comprovanti la cittadinanza di Melchiorre Gioja—».
|
|
|
[Vita nuova]
La Vita nuova. Giornale di Letteratura e d’Arte. Anno I - Vol. I
Prima annata completa. Ottimo esemplare (fisiologici segni del tempo alla legatura); ex libris a timbro al frontespizio e al contropiatto posteriore («Libri Scheiwiller s.r.l.»). Quindicinale diretto da Carlo Borghi, Emilio De Marchi e per un breve periodo Tito Dugnani, poi dimissionario in favore di Ambrogio Bazzero. Il foglio continuò lungo tutto il 1877 fino al 28 giugno 1878 (dal dic. ’77 in coabitazione con la testata «Il Preludio» di T. Cremona). 24 fascicoli di 16 pagine cad., a numerazione progressiva, legati insieme in un unico volume completo di occhietto e frontespizio f.t. Fino al fascicolo I,12 (16 giu.) un’elaborata incisione di sapore romantico, con medaglione di Dante, illustra la testata; dal fascicolo del 1° luglio, essa è invece in maiuscoletto semplice. Cfr. Napoli, Intr. a «Milano visione», p. 10s. n. 8: «Il foglio va annoverato tra le voci più importanti della Scapigliatura milanese. Molti dei suoi collaboratori, seguendo un destino comune ad altri esponenti di quel movimento, all’indomani della chiusura del foglio rientrano nei ‘ranghi’. È il caso dello stesso De Marchi [presente sotto vari pseudonimi quali ‘Primo De Vecchi’ o ‘Primo De Novi’], ma anche di Fontana, Corio [notevole l’«inchiesta dedicata alla ‘Plebe di Milano’, che nell'arco di ventun puntate [dal 1° ago. ’76] avrebbe condotto il lettore nei bassifondi ancora inediti della Milano attraversata dalle prime ondate migratorie, e ‘gran mondezzaio della Lombardia’» – DBI] o Boito; altri scomparvero dall’agone letterario e altri ancora, come Bàzzero, seguirono una parabola del tutto autonoma, destinati a far parte con se stessi». DBI s.v. Borghi: «rispetto a fogli come ‘La Farfalla’ di Cletto Arrighi o al tronconiano ‘Lo Scapigliato’, si pose in posizione moderata, disposto a battersi nella direzione di un realismo capace di non lasciar coinvolgere nella polemica antiborghese l'ossequio verso gli alti ideali e verso i parametri di una sicura morale».
|
|
|
[Red. Teige Karel (diretta da)]
ReD [Revue Svazu moderni kultury “Devětsil”] ročník 2 — 6 [anno II, n. 6]. F.T. Marinetti. F.T. Marinetti, italska moderna a svetovy futurismus 1909-1929 [...] F.T. Marinetti, l’arte d’avanguardia italiana e il Movimento Futurista Mondiale. 1909-1929
Prima edizione. Ottimo esemplare (pagine appena brunite, come normale; lievi pieghe e fioriture al bordo esterno della copertina), pulito e intatto sia all’interno che alla copertina; proveniente dalla prestigiosa collezione futurista di Giampiero Mughini. Raro numero monografico del mensile internazionale del gruppo d’avanguardia praghese «Devětsil» diretto da Karel Teige, dedicato a Marinetti nei vent’anni del Futurismo. Notevoli contenuti — con parolibere in italiano e voltate appositamente in ceco — e parte iconografica. Il grosso del fascicolo è occupato dal corposo saggio «F.T. Marinetti + italska moderna + svetovy futurismus» di Teige, pure riccamente illustrato. «L’intero insegnamento che l’avanguardia ceca ha tratto dal futurismo è infine ben riassunto da Karel Teige nel numero monografico della rivista “ReD” del febbraio 1929» (Diz. Fut. p. 250b). Hulten, Futurismo e futurismi, p. 597; Nešlehová, Impulses of Futurism and Czech Art (in: Berghaus, ed., International Futurism in Arts and Literature: 122-144); Echaurren, Nel paese dei bibliofagi, p. 197 fig. 15
|
|
|
[Depero, Fortunato (copertina)]
Il Secolo XX. Rivista mensile diretta da Enrico Cavacchioli. 6 [a. XXVIII - N. 1]
Minime lacerazioni marginali, senza perdite. Nel complesso un più che buon esemplare di questo fragile documento d’epoca. Straordinaria grafica di copertina firmata Depero, un bel disegno a quattro colori basato sulla prospettiva geometrica offerta dalla doppia ‘X’. Il Secolo XX adotta questa copertina a partire dall’ottobre 1928, e la mantiene - con varianti - almeno fino all’ottobre 1930. In copertina: Edwin Cerio, Capri; “Quarantaquattro pagine dedicate al mare e ai monti”. In chiusura di numero il racconto “Addio New York!” di Paul Morand con gradevoli illustrazioni di Francesco Chiappelli. Più che buone condizioni. Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. VI nr. 19; Salaris, Il Futurismo e la pubblicità, p. 57
|
|
|
Serra, Laura
L’opera letteraria di Benedetta e la Sua Conversazione in Roma Milano Torino Genova Firenze [...] “Donne della Patria in Guerra” [In «Autori e scrittori» VII.2]
Edizione originale. Leggere fioriture alla carta di copertina; per il resto ottimo esemplare. Articolo/intervista della poetessa Serra (già nota in ambito futurista per i suoi «Campi flegrei» presentati da Marinetti nel 1939) nel mensile diretto da Marinetti, con Corrado Govoni direttore responsabile. Cammarota, Futurismo, 440.4
|
|
|
Giolli, Raffaello (dir.).
1927. Problemi d’arte attuale. Anno I - N. 1
Rarissimo numero d’esordio della prima rivista d’arte inventata e diretta da Raffaello Giolli, «quella che può considerarsi la prima rivista italiana di arte contemporanea, nata come un bollettino dal nome ‘1927. Problemi d’arte attuale’, trasformatasi poi in ‘1928’, ‘1929’, e divenuta, dal novembre del 1929, ‘Poligono’» (DBI s.v. Giolli). Straordinaria esperienza che spazia dall’arte all’interior design con grande attenzione a dettagli tecnici, materiali da costruzione ecc. Gli articoli non sono firmati o lo sono con pseudonimo per scelta esplicita, dichiarata nel manifesto «Mancano le firme» (p. 12). Tra i contenuti, La Milano di Cascella (citato a più riprese Giandante X), Un negozio modello: “La Moda Nuova” dell’Arch. De Finetti, Il mobile di Chessa, la Conversazione classica di Gio Ponti (manifattura di Doccia per Richard Ginori), piatti e vassoi in rame e metallo bianco di «Michaelles (Thayaht)», modello di macelleria di Casorati. Qualche sfrangiatura ai margini della copertina e altri minimi segni del tempo, nel complesso molto ben conservato.
|
|
|
[Note fotografiche; Albe Steiner, Bruno Munari, Giuseppe Pagano, Marcello Nizzoli, Eriberto Carboni, Franco Grignani, Luigi Veronesi, Ermanno F. Scopinich, Federico Vender, Giovanni Scheiwiller, Guido Piovene et alii]
Note fotografiche. Rivista mensile di fotografia e cinematografia. 18° anno. Nn. 1-10 [Segue:] Fotografare a cura della Agfa Foto [Segue:] Pose e istantanee a cura della Agfa Foto
Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
|
|
|
[Harck]
Harck. Rivista/Spazio/Ricerche/ Documenti/Ipotesi/Itinerari/ Fogli/Operazioni/Nuclei/ Invenzioni/Verifiche
Edizione originale. Ottimo esemplare. «Numero unico della rivista che ispirata ai contemporanei modelli americani ed inglesi si avvale della cura redazionale ma anche dell’impostazione grafica di Magdalo Mussio. Lo spazio della pagina/manifesto accoglie immagini fotografiche, design e testi in completa libertà» (Maffei). Testi e immagini di Gustav Bally, Renato Barilli, Giuseppe Bartolucci, Gianni Bertini, Sylvano Bussotti, Luciano Caruso, Paolo Castaldi, John Furnival, Sandra von Glasersfeld, Miroslosv Klivar, Michele Mancini, Giovanni Polara, Gaetano Testa. Maffei e Peterlini, Riviste d’arte d’avanguardia, p. 105
|
|
|
Mazzini, Giuseppe
La Giovine Italia [SECONDO FASCICOLO]
Edizione originale. Più che buon esemplare (fioriture nel testo, minime tracce d’urto e di adesione alla legatura). Secondo dei sei volumi trimestrali pubblicati dal febbraio 1832 (precede l’opuscolo col manifesto programmatico nel 1831) al febbraio 1934 da Mazzini esule a Marsiglia. Organo dell’omonima associazione. Il presente volume contiene gli scritti: «I. I collaboratori della Giovine Italia ai loro concittadini», «II. Considerazioni sulla rivoluzione» (siglato Cr.), «III. Osservazioni sulla sentenza pronunciata contro il cav.re Giuseppe Ricci di Modena» (siglato ***), «IV. Dell’Ungheria» (firmato Mazzini e seguito dalla tabella ripiegata della monarchia austriaca), «Miscellanea: ‘Discorso del Signor Krempowiecki, intorno alla rivoluzione Polacca’, ‘II. Stati pontifici - corrispondenza’, ‘III. Toscana - condizione delle cose’, ‘IV. Corrispondenza - due lettere di Sismondi, ec.’, ‘VI. Una memoria’». Molto raro, il periodico circolava clandestinamente in Italia: «Una rissa tra due sottufficiali, affiliati all’associazione, fu causa che la stessa fosse scoperta in Piemonte [...]. Il governo sardo procedette ad arresti [...] e agì severamente con tribunali militari che emanarono numerose condanne di morte (luglio-settembre 1833), dodici delle quali rese esecutive» (Treccani s.v., 1933).
|
|
|
[Anarchia; Renzo Novatore] Senza limiti
[Raccolta completa della rivista anarchica edita dal gruppo “Senza limiti”:] Libertà... - Volere - Antitesi - Chiarezza - Fermezza
Collezione completa. In ottime condizioni. Serie completa dei numeri unici pubblicati dal gruppo anarchico “Senza limiti”, così dettagliati: «Libertà.... senza limiti, rivista anarchica edita dal gruppo giovani livornesi», agosto 1952; «Volere, rivista anarchica compilata dal gruppo editoriale ‘Senza limiti’», gennaio 1953; «Antitesi, rivista anarchica edita dal Gruppo ‘Senza limiti’», aprile 1953; «Chiarezza, numero unico edito dal Gruppo ‘Senza limiti’», settembre 1953; «Fermezza; Sociologia - Arte - Critica; Rivista Anarchica edita dal Gruppo ‘Senza limiti’», giugno 1954. -- Direttore responsabile Renzo Izzi. Tra i contributori originali Renzo Ferrari, Aldo Filippi, Rolando Barbò, Carriddi Di Domenico, Stelio Ferrari, Domenico Mirenghi, Angelo Destri, Giorgio Bartoli, Tito Eschini, Domenico Pastorello, Mario Barbani. Ripubblicati due articoli di Renzo Novatore: ‘Della donna e dell’amore’ (in «libertà», con indicazione tratto dalla rivista ‘Eresia’ pubblicata in America 1928-29), ‘L’espropriatore’ (in «Volere», con indicazione «dalla rivista ‘Iconoclasta’ n. 10). 5 voll.
|
|
|
(Krimer, dir.; Marinetti et al., contributors)
Il Tesoretto. Almanacco letterario Mondadori 1945 XXIII (a cura di Krimer)
Prima edizione. Minimi difetti marginali ma bell’esemplare di questo fragile fascicolo. Rarissimo volume 1945 dell’annuario Mondadori, qui diretto da Krimer nella parentesi RSI dell’editore milanese. Raffinati contributi, tra i quali una doppia pagina dedicata in mortem a Marinetti: commovente articolo commemorativo di Daquanno e di spalla l’«Aeropoema degli aviatori giapponesi» (già uscito in Gazzetta del popolo 31 mag. 1944) ornato da una bella tavola non firmata (Bazzi? Krimer?). Doppia pagina listata a lutto anche per Giovanni Gentile, con pubblicazione di una sua lettera inedita; lungo articolo di F. Ercole su documenti dal Vittoriale di D’Annunzio; il racconto «Scandalo d’infanzia» di Comisso; tre poesie inedite di De Pisis da un progettato poema «Gli Angeli», poi inedito; «Destino dell’architettura» di Agnoldomenico Pica, con diversi progetti razionalisti; «L’anno mille» di Telesio Interlandi; «Appunti per una canzone d’Africa» di Krimer; e numerosi altri interventi.
|
|
|
[Conciliatore]
Il Conciliatore. Foglio Scientifico-Letterario
Collezione completa. Qualche fioritura, nel complesso un ottimo esemplare, a margini quasi pieni (375 x 255 mm), in legatura coeva (restauri con rinforzi in pelle alla cerniera superiore; la cerniera inferiore risulta parzialmente fessurata). Timbretto di antica provenienza «Raccolta Levino Robecchi» alla seconda carta. -- Allegato al volume il rarissimo bifoglio che annunciava la prossima uscita del periodico: stampato su carta bianca l’1 luglio 1818, conteneva il «Programma» e i «Patti dell’associazione». Il «Programma» qui non è firmato, ma nella ristampa approntata su carta azzurra in occasione dell’uscita del primo numero (con il differente titolo di «Introduzione») compare in fine la sigla P. B. (Pietro Borsieri). I «Patti dell’Associazione», invece, recano la firma di Vincenzo Ferrario, e risultano di grandissimo interesse, esplicitando, con oltre due mesi di anticipo rispetto all’uscita del primo numero, quale sarebbe stato l’aspetto assunto dal giornale: «I. Il primo numero del Conciliatore comparirà il giorno 3 di settembre prossimo venturo. Questo foglio uscirà due volte per settimana, ne’ giorni di Giovedì e Domenica precisamente a mezzodì. II. Esso sarà composto di quattro pagine di due colonne ciascuna, nella forma e nel carattere di questo Programma [...]. III. La carta sarà della dimensione e qualità della presente, ma di colore alquanto ceruleo [...]». Rarissima raccolta completa in 118 fascicoli compresi gli ultimi due, mai distribuiti. Il «Foglio azzurro», così detto dall’inconfondibile colore della carta utilizzata per la stampa, si pubblicò due volte la settimana dal 3 settembre 1818 al 17 ottobre 1819, per cura della Società del Conciliatore, un organismo che vedeva Luigi Porro Lambertenghi e Federico Confalonieri in qualità di soci finanziatori, Ludovico Di Breme, compilatore, Pietro Borsieri «sottocompilatore», Giovanni Berchet «sottocompilatore», Silvio Pellico, compilatore e Vincenzo Ferrario, tipografo stampatore. Tra gli altri collaboratori, Giovanni Arrivabene, Giovan Battista De Cristoforis, Giannantonio Llorente, Giuseppe Longhi, Giuseppe Montani, Fabrizio Mossotti, Giuseppe Nicolini, Giuseppe Pecchio, Giovanni Rasori, Adeodato Ressi, Gian Domenico Romagnosi, Pellegrino Rossi, Sismonde de Sismondi, Rodolfo Vantini, Ermes Visconti. Tutti firmavano con le sole iniziali. Fino al fascicolo 112 (pp. 1-454), il foglio mantenne la medesima testata, estremamente spoglia, caratterizzata dal titolo centrale in corpo grosso, sormontato in piccolo da numero (in arabi) e data, e seguito sempre in piccolo dal famoso motto «... Rerum concordia discors»; a partire dal numero 113 e fino alla fine, nella maggioranza degli esemplari il titolo viene sostituito da una piccola incisione centrata, raffigurante un albero piegato dalla tempesta, cui segue semplicemente, in corpo grosso maiuscolo, l’indicazione del numero in romani. -- Sulla falsariga del «Caffè» di Verri e Beccaria, il Foglio azzurro si occupò di moltissimi argomenti, dalle lettere alle scienze, passando per l’economia, il diritto, la filosofia morale, le questioni politico-amministrative: «Silvio Pellico si incaricava della preparazione dei singoli numeri e si preoccupava, nonostante le sue opinioni allora politicamente molto avanzate, di contrastare gli atteggiamenti anticristiani del Rasori, designato fin dall'inizio fra i collaboratori del Conciliatore. [Al periodico] collaborarono fin dal principio i giuristi Romagnosi e Ressi, mentre l’abate di Breme, Pietro Borsieri, Giovanni Berchet ed Ermes Visconti vi sostenevano con cultura e con brio la lotta contro i classicisti. Il Pecchio si occupò soprattutto di materie economiche, per le quali furono corrispondenti da Ginevra il Sismondi e Pellegrino Rossi» (Treccani 1931, s.v.). -- Del «Conciliatore» sono noti i momenti di polemica letteraria e politica, che videro i romantici, di idee liberali, attaccare a viso aperto i classicisti, vicini alla Restaurazione austriaca. Più recentemente, si è posta attenzione anche all’importante dibattito economico sviluppato nel foglio: «due sono i filoni principali d’intervento: il dibattito sull’industrializzazione e quello sulla forma di proprietà più adatta ad un corretto ed equilibrato sviluppo economico. In relazione al primo punto, la discussione sullo sviluppo industriale si amplia e arricchisce il dibattito in favore o contro il protezionismo doganale. Accanto ad autori come Pellico, convinti assertori di uno sviluppo agricolo e commerciale fondato soprattutto sulla capacità degli aristocratici illuminati della Lombardia di promuovere il benessere e l’incivilimento regionale […], Giuseppe Pecchio si dichiara a favore di una politica di diretto intervento governativo, con il compito di promuovere lo sviluppo e di garantire, mediando gli interventi delle varie classi. Esemplari in questo senso sono gli articoli tratti dall’opera di Jean Antoine Chaptal sull’industria francese […]. Pecchio allarga poi la sua analisi allo sviluppo dell’economia lombarda del periodo, esaminando i riflessi e l’importanza avuta per il Lombardo-Veneto dal blocco continentale, e dalla formazione di un più vasto mercato in seguito alla creazione di un grande stato dell’Italia settentrionale. […]. Pellico […] mostra la sua netta predilezione per il modello inglese della concentrazione terriera e nel presentare la seconda edizione dell’Inquiry di James Maitland Lauderdale scrive che benché in Gran Bretagna vi siano “parecchie enormi fortune sembra che per esse non diminuisca essenzialmente il bene della maggior parte. I contadini proprietarj, i massaj e i manifattori, se si paragonano a quello del continente, si distinguono in Inghilterra per l’agio e persino l’opulenza in cui vivono” (2 maggio 1819, p. 284) […]» (Bibliografia dei periodici economici lombardi). -- Dopo un primo periodo di relativa tranquillità, «Il Conciliatore» divenne bersaglio della censura austriaca, complici le posizioni sempre più moderne che andava abbracciando: in un crescendo di malsopportazione e ammonimenti, il foglio fu costretto a chiudere. Vittore Branca scrive che col n. 116 terminava la parte del Conciliatore distribuita agli associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione («… come si rileva dalle numerose raccolte in cui manca») causa il sequestro quasi immediato. I numeri 117 e 118 non vennero neppure distribuiti, anche se già pronti per la stampa; le poche copie che ebbero modo di circolare furono soltanto quelle destinate ai redattori. Branca, rist. anast. del Conciliatore (3 voll. Firenze, 1953-54); Clerici, Il Conciliatore (Pisa 1903); Bibliografia dei periodici economici lombardi (Milano 2005), s.v.
|
|
|
Pascoli, Giovanni
Il vecchio castagno, in «La lettura» (anno IV, numero 4).
Prima edizione. Esemplare con dorso e piatto inferiore posticci e mancante dell’ultima carta, ma in ottime condizioni le pagine recanti la poesia di Pascoli. Alle pp. 291-4 è accolta la prima edizione de «Il vecchio castagno», composta tra il 1903 e il 1904, poesia che confluirà di lì a poco nella terza edizione dei «Poemetti»: «In attesa dell’uscita del volume, Pascoli accolse la proposta di Giuseppe Giacosa di pubblicare la nuova lirica nella ‘Lettura’. Il 1° marzo Giacosa gli scriveva infatti: “è inedito il ‘Vecchio castagno’? Se sì lo pubblicherò con viva gioia nella ‘Lettura’ del primo aprile. Me lo consentite? È una poesia bellissima, piena di sapore montano e di giovine autunno”». Nella stessa lettera, Giacosa chiedeva a Pascoli delucidazioni su alcuni termini a lui poco chiari: e così, il poeta si decise ad allegare in bozze un piccolo dizionarietto toscano-italiano, di cui una parte fu pubblicata in calce alla poesia. Di notevole interesse letterario. Pascoli, «Poesie e prose scelte», a cura di Cesare Garboli, volume II, pp. 1244 sgg.; Pascoli, «Primi poemetti», ed. Nassi, in particolare pp. 213-21 e pp. 523-64.
|
|
|
Pascoli, Giovanni
I due vicini, in «La Lettura» (anno VIII, numero 5)
Prima edizione. Dorso restaurato, ma buon esemplare. È qui pubblicata per la prima volta la poesia «I due vicini» (pp. 361-7), corredata da quattro acqueforti di Vico Viganò e da alcune note dello stesso Pascoli a glossare i termini tecnici o prettamente dialettali. Non ristampata in alcuna raccolta successiva, apparve in volume solo nelle «Poesie varie» curate da Maria Pascoli.
|
|
|
Pascoli, Giovanni
La cetra d’Achille, in «La Lettura» (anno III, numero 12)
Prima edizione. Piccole mancanze al dorso, minimi segni del tempo, ma nel complesso esemplare molto ben conservato. Alle pp. 1057-60 è pubblicata per la prima volta la poesia «La cetra d’Achille», tratta dai «Poemi conviviali», «d’imminente pubblicazione presso Zanichelli», come avvisa la nota in calce al testo. Il componimento prende spunto dal IX libro dell’«Iliade», dove l’eroe greco si intrattiene nel canto e viene menzionata la sua cetra. Una lettera scritta ad Alfredo Caselli datata 12-9-1903 sembra suggerire che la poesia fosse finita nello stesso settembre di quell’anno: Pascoli scriveva di voler mandare a Giacosa [direttore della «Lettura»] una poesia, per l’appunto «La cetra d’Achille» qui pubblicata. BIBLIOGRAFIA? DA DOVE ARRIVANO QUESTE INFO?
|
|
|
Pascoli, Giovanni
Emigranti, in «La Lettura» (anno V, numero 4)
Prima edizione. Minimi segni del tempo, altrimenti esemplare molto ben conservato. Alle pp. 297-301 è pubblicato per la prima volta nella sua interezza il poemetto «Emigranti», dedicato a Massimo Gorki. Le strofe IV, 1-9 VI e VII erano in realtà già apparse sulla «Sementa» del 1 maggio 1903, e il componimento venne poi accolto nella prima edizione dei «Nuovi Poemetti» del 1909, con il titolo «Gli emigranti della luna»; numerose le modifiche apportate: venne eliminata la dedica «A Massimo Gorki», alcuni termini furono resi in russi ('ramingo' divenne 'brodiag', 'tana' e 'landa' diventarono 'isba' e 'taiga') e il poema fu diviso in sei canti preceduti da un titolo. Lo spunto per la composizione del poema fu fornito a Pascoli «dalla lettura di un articolo - tratto da un giornale romano non identificato del 17 maggio 1899 - nel quale si riferiva di un gruppo di contadini del Caucaso che, prostrati dagli affitti dei terreni, si erano convinti di poter emigrare sulla luna alla ricerca di nuove terre coltivabili (l'articolo traeva spunto da una notizia apparsa sul giornale russo "Sin Otecestva" sotto il titolo "I viaggi nella luna dei contadini russi")», («Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte», scheda di Alida Caramagno - www.pascoli.archivi.beniculturali.it). http://www.pascoli.archivi.beniculturali.it/index.php?id=45&objId=14188
|
|
|
Pascoli, Giovanni
La mia penna ideale, in «La Lettura» (anno VII, numero 9)
Prima edizione. Piatto inferiore e dorso posticci, all’interno bell’esemplare, pulito. Il fascicoletto di chiusura della rivista è costituita dal gustosissimo articolo «La penna e la fine del calamaio», firmato da Augusto Biagi, che reclamizza la «penna a serbatoio ‘Ideal’ della L. E. Watermann e C. di New York», distribuita in Italia dalla «casa L. e C. Hardmuth (Milano, via Bossi 4)». «La penna dell’avvenire esiste già nel presente», annuncia Biagi, e a dimostrazione della qualità del prodotto allega all’articolo la riproduzione di alcuni autografi di importanti artisti, scrittori e giornalisti che hanno «sposato la Waterman ed afferm[ano] l’assoluta impossibilità per essi di ricorrere ad altra penna». Tra questi, la Duse, Luigi Barzini, Marco Praga, Gerolamo Rovetta, e lo stesso Pascoli, che alla penna ‘Ideal’ ha dedicato il poemetto «La mia penna ideale» qui riprodotto: «Mi son sentito toccar l’orecchio da | due dita leggere leggere come fatte | d’ombra, e ho udito un sospiro di voce | che disse Venio... | E ho trovato sul mio banco una | penna nera [...]». La poesia di Pascoli risulta qui in prima edizione e unica, mai stampato altrove.
|
|
|
Pascoli, Giovanni
Intorno alla Minerva oscura (La selva oscura) , in “Flegrea. Rivista di lettere, scienze ed arti” (anno I, fascicolo 4, numeri 5-6)
Edizione originale della prima parte di «Intorno alla Minerva oscura». Minimi segni del tempo alla brossura, fioriture all’interno, ma buon esemplare. È qui pubblicato per la prima volta «La selva oscura» (pp. 425-448), il primo dei tre paragrafi che andranno a costituire il saggio dantesco «Intorno alla Minerva oscura»; lo stesso anno l’articolo sarà stampato anche in opuscolo, a Napoli, presso lo Stabilimento Tipografico Pierro e Varaldi, ma non sarà mai compreso in volume, fino alla stampa nell’edizione Vicinelli delle «Prose» dantesche di Pascoli (Mondadori, 1952). La materia fu poi riplasmata in «Sotto il velame», uscito nel 1900. Pascoli scrive nel preludio: «Torno dunque alla ‘Minerva oscura’, per esporre più chiaramente ciò che trovai, per aggiungere e correggere dove occorre, per difendere l’opera mia da critici». Il poeta aveva infatti presentato al concorso del Premio Reale per la Filologia e Linguistica del 1896 il suo saggio di esegesi della «Commedia» di Dante «Minerva oscura, Prolegomena: la costruzione morale del Poema Dantesco», che però venne accolto negativamente dalla commissione, composta da Carducci, Comparetti, Nigra, Schiapparelli e Ascoli. E pare che fu proprio Carducci a bocciare definitivamente il lavoro di Pascoli, che ne rimase profondamente addolorato. Pascoli, «Poesie e prose scelte», a cura di Cesare Garboli, volume II, pp. 373 sgg.; Pascoli, «Prose», ed. Vicinelli, p. 290
|
|
|
Pascoli, Giovanni
Flegrea. Rivista di lettere, scienze ed arti (anno II, fascicolo I, numero 3) [«Intorno alla Minerva oscura»]
Edizione originale delle parti seconda e terza di «Intorno alla Minerva oscura». Alcune fioriture, ma esemplare ben conservato. Sono qui pubblicati alle pp. 202-224, per la prima volta, «Le tre fiere» e «Le tre rovine e i tre fiumi», il secondo e terzo dei paragrafi che andranno vanno a costituire il saggio dantesco «Intorno alla Minerva oscura»; il primo paragrafo era uscito l’anno precedente, sempre su «Flegrea»; Il saggio non sarà mai compreso in volume, fino alla stampa nell’edizione Vicinelli delle «Prose» dantesche di Pascoli (Mondadori, 1952). La materia fu poi riplasmata in «Sotto il velame», uscito nel 1900. Pascoli scrive nel preludio: «Torno dunque alla ‘Minerva oscura’, per esporre più chiaramente ciò che trovai, per aggiungere e correggere dove occorre, per difendere l’opera mia da critici». Il poeta aveva infatti presentato al concorso al Premio Reale per la Filologia e Linguistica del 1896 il suo saggio di esegesi della «Commedia» di Dante «Minerva oscura, Prolegomena: la costruzione morale del Poema Dantesco», che però venne accolto negativamente dalla commissione, composta da Carducci, Comparetti, Nigra, Schiapparelli e Ascoli. E pare che fu proprio Carducci a bocciare definitivamente il lavoro di Pascoli, cosa che addolorò profondamente il poeta. Pascoli, «Poesie e prose scelte», a cura di Cesare Garboli, volume II, pp. 373 sgg.; Pascoli, «Prose», ed. Vicinelli, p. 290
|
|
|
Pascoli, Giovanni
La notte di Natale [in copertina: «Rivista marittima/ Natale del 1911»]
Rara edizione originale. Leggero foxing alla brossura, altrimenti ottimo esemplare. Firma di possesso al piatto superiore. Opuscolo assai raro stampato su carta colorata, che accoglie l’edizione originale della poesia «La notte di Natale» (inc.: «Sopra la terra le squille suonano»). Alle pagine centrali è riprodotto in fac-simile il manoscritto, all’ultima è trascritto il testo. La poesia entrerà a far parte della seconda edizione delle «Poesie varie» come componimento di apertura. La plaquette è dedicata «[...] ai marinai e soldati in Tripolitania perchè nel Natale che trascorrono in guerra giunga loro – con la voce del poeta d’Italia – la parola buona della patria lontana». La pubblicazione fu voluta dal direttore della «Rivista marittima» che chiese a Pascoli di scrivere una «parola di conforto e di esortazione della patria ai marinai e soldati impegnati in Africa nel periodo natalizio» [verificare citazione]. Se ne riscontrano solo 5 esemplari in Iccu.
|
|
|
[Pascoli] Aa. Vv.
Paedagogium, in “Nuova antologia. Rivista di lettere, scienze ed arti (anno 40º - fascicolo 803)
Prima edizione in italiano. Segni del tempo e leggere sottolineature alla copertina, nel complesso un buon esemplare. La versione si deve a Giovanni Battista Giorgini con cui Pascoli strinse amicizia proprio in occasione della vittoria ad Amsterdam. Ricorda Mariù: «A primavera, il 14 marzo, col solito atteso telegramma era giunta la notizia che il poema latino Paedagogium aveva ottenuto ad Amsterdam l'ottava medaglia d'oro. Ciò diede occasione di fare più intensa un'altra amicizia pisana: quella col venerando e cieco G. Battista Giorgini [...] Il Pascoli mandò l'ultimo poemetto con la dedica: “A G. B. Giorgini, di cui sono familiari amici Virgilio ed Orazio, offre l'umile scolaro di tutti e tre”». Testo latino a fronte.
|
|
|
[Pascoli]
Il giornalino della domenica. Direttore: Luigi Bertelli (Vamba) [anno VIII, numero XXXI] [«Il risotto»]
Edizione originale. Qualche segno del tempo, lievi fioriture alla copertina, ma ottimo esemplare. A p. 4 del «Giornalino» appare per la prima volta a stampa la poesia di Pascoli intitolata «Risotto», con la ricetta del «risotto romagnolesco» che gli preparava la sorella Mariù. Paolo Antonio Delestrè, che firma il pezzo in cui è incluso il componimento, “spiega” come il testo sia giunto fino a lui: «Questa poesia m’è stata favorita da un amico che l’ha avuta dalla sua Signora, che l’ha ricevuta da una sorella che abita Londra, la quale... ma è meglio non risalire alle remote origini, perché troppo cammino avremmo da fare». Oggi possiamo essere più precisi: la poesia del risotto fu infatti scritta e inviata, nel 1905, ad Augusto Guido Bianchi, cronista giudiziario del Corriere della Sera, che a sua volta aveva tessuto a Pascoli, in versi, l’elogio del risotto alla milanese, in uno scherzoso contrappunto poetico. Con tutta verosimiglianza la poesia fu stampata qui per la prima volta: fu poi pubblicata nel 1930 in «L'Almanacco gastronomico di Jarro», e la ripropose al grande pubblico «La cucina italiana-Giornale di gastronomia per le famiglie e i buongustai», 15 giugno 1930. Maria Pascoli, «Lungo la vita», p. 748; Carteggio. Giovanni Pascoli, Augusto Guido Bianchi, a cura di Manuela Montibelli, Scandicci, La nuova Italia, 2001, p. 53.
|
|
|
[Pascoli]
[Il ritmo] in Rivista d’Italia diretta da G. Chiarini (anno IV, volume II)
Edizione originale; il testo è qui pubblicato in anteprima in vista della stampa in volume («Regole e saggi di metrica neo-classica», Firenze, 1900). Lievi segni del tempo, qualche restauro conservativo alle prime carte, ma bell’esemplare. In questo numero della «Rivista d’Italia», interamente dedicato alla poesia di Carducci, alle pp. 167-73 è stampato il breve saggio di Pascoli «Il Ritmo», incentrato sullo studio della metrica neo-classica, che sarebbe stato pubblicato di lì a breve in Pascoli, «Regole e saggi di metrica neo-classica, con una lettera di Giuseppe Chiarini», Milano-Palermo, Remo Sandron. Occorre segnalare che la pubblicazione in rivista avvenne ad insaputa di Pascoli, e per la sola iniziativa del curatore Chiarini, che così scrive nella nota al testo: «Egli [Pascoli] mi mandò gentilmente i fogli già tirati del suo libro sulla ‘metrica neo-classica’, che nella parte, diremo così, discorsiva, è una lettera indirizzata a me. [...] Allora mi dissi: la lettera in fin de’ conti è un po’ cosa mia; e perché dovrebbe dispiacere al Pascoli o all’editore, ch’io ne faccia conoscere un piccolo saggio, che invoglierà tutti del resto? [...] Così è avvenuto che il Pascoli, senza saperlo, si trova qui a prendere il caffè in una compagnia che certo non gli sarà sgradita».
|
|
|
[Pascoli, Giovanni]
Cynthia. Lettere ed arte (anno sesto, numero 2) [«Le dodici fanciulle di Crotone»]
Edizione originale dell’inedito pascoliano «Le dodici fanciulle di Crotone». Qualche segno del tempo, ma esemplare in buone condizioni, in gran parte intonso. La rivista diretta da Carlo Calasso pubblica in apertura, per le cure di Anna Carrara, l’inedito di Pascoli «Le dodici fanciulle di Crotone. Ricerca della bellezza assoluta» (inc.: «Zeuxis viene a Crotone, perché sa che v’è la più bella razza greca»). Ignoti l’anno di composizione e la provenienza, di cui la curatrice non fornisce alcuna indicazione. Il testo, affascinante rielaborazione in forma di appunti del mito di Zeus e delle dodici fanciulle, «non è più di un appunto, una serie di riflessioni, e non sempre coerenti, conseguenti e compiute. Uno scrivere per fermare sulla carta i pensieri, quasi a volerli costringere in una subordinazione logica». Non più ristampato, stando ai repertori.
|
|
|
Gozzi, Gasparo
L’Osservatore del co. Gasparo Gozzi
Collezione completa in edizione originale. Ottimo stato di conservazione, esemplare con grandi margini. «E veramente io non so qual capriccio mi tocchi ora il cervello di volere con questi fogli ragionare di cose, che dipingano costumi, facciano ritratti della vita umana, e delle usanze del mondo...». Così recita la prefazione di questo celebre periodico, scritto interamente e con eleganza dal Gozzi (1713-1786) sul modello dello “Spectator” di Joseph Addison. L’autore fu poeta e traduttore, ma si segnalò in particolare per la sua attività in ambito editoriale e per la redazione di questa rivista: con una prosa limpida e vivace come poche altre nel Settecento, Gozzi fornì una serie di gustosi quadri della società veneziana, mettendone in luce gli aspetti più variegati, dalla politica al costume, fino alla morale e alla cultura. Si ristampò più volte. Ritratto del Gozzi inciso da Baratti all’antiporta del primo volume; grandi incisioni ai frontespizi dei 12 volumi. 12 voll. in 6 tomi
|
|
|
Depero, Fortunato
Il teatro plastico Depero. Principi e Applicazioni [in: «Il Mondo: rivista settimanale illustrata per tutti» Anno V - N. 17]
Edizione originale molto rara. Minimi segni del tempo marginali, complessivamente un ottimo esemplare. Fondamentale testo teorico di Depero sul teatro plastico, corredato da 12 belle riproduzioni delle marionette e dei disegni preparatori in grande formato.
|
|
|