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‎Vitali Andrea‎

‎Galeotto fu il collier‎

‎br. Lidio Cerevelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata al Circolo della Vela non arriva Helga: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Lirica, la severa madre di Lidio, abile e ricca imprenditrice dell'edilizia, ha vedute molto diverse. Suo figlio deve trovare una moglie "made in Italy", una ragazza come si deve. Magari la nipote del professor Eugeo Cerretti, Eufemia, un ottimo partito con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia solo a guardarla. Ma forse Lidio ha trovato il modo per uscire dalla trappola e realizzare tutti i suoi sogni: durante un sopralluogo per un lavoro di ristrutturazione, in un muro maestro scova un gruzzolo di monete d'oro, nascosto chissà da chi e chissà quando. Intorno a questo quintetto e al tesoro di Lidio, un travolgente coro di comprimari. A cominciare dalle due donne più belle del paese: Olghina, giovane sposa del potente professor Cerretti, che fa innamorare Avano Degiurati, direttore della Banca del Mandamento; e Anita, la moglie del muratore Campesi, di cui si incapriccia Beppe Canizza, il focoso segretario della locale sezione del Partito. E poi l'Os de Mort, di professione "assistente contrario", cuochi e contrabbandieri, l'astuto prevosto e l'azzimato avvocato... Immancabili, a vigilare e indagare, i carabinieri guidati dal maresciallo Maccadò.‎

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‎Il meccanico Landru‎

‎br. In un freddo pomeriggio d'inizio gennaio 1930, alla stazione di Bellano scendono sei uomini malvestiti e con la barba lunga. È la squadra di meccanici che dovrà montare i nuovi telai elettrici nel cotonificio: come spesso accade nei momenti di crisi economica, servono macchine moderne per produrre di più con meno operai. Ma non è questo l'unico turbamento che gli intrusi portano nella piccola e quieta cittadina. Perché si trovano subito al centro di una memorabile rissa, che turba il ballo organizzato per festeggiare le nozze del principe Umberto con Maria José. Nel gruppetto c'è un meccanico dall'aria fascinosa e dal nome bizzarro: Landru. Saranno in molti, e per diversi motivi, a sperare che il misterioso ospite possa aiutarli a realizzare i loro desideri.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Il procuratore‎

‎ril. Protagonista è uno dei personaggi nati dalla fantasia di Andrea Vitali (e forse rubati almeno in parte alla realtà della sua Bellano). Perché Marco Perini, il protagonista di questo romanzo ambientato negli anni del fascismo, di mestiere "procura" ragazze giovani e disponibili vivendo tra pensioncine e bordelli. Intorno a questo imprevedibile personaggio, si muovono marescialli puntigliosi, belle ragazze, uomini innamorati, albergatori in cerca d'evasione...‎

‎Vitali Andrea‎

‎Il procuratore‎

‎br. "Il procuratore" è il romanzo d'esordio di Andrea Vitali ed è già l'opera di un autore maturo, che sa creare e raccontare un mondo facendocelo sentire vivo e presente. Partendo da un episodio che gli aveva raccontato suo padre, reinventandolo e arricchendolo con maestria, Vitali ha imbastito una storia di piccoli misteri e di erotismi di provincia. Protagonista della vicenda, insieme drammatica e grottesca, è un giovanotto che svolge «una deplorevole attività»: perché Marco Perini procura a pensioncine e postriboli ragazze disponibili. Ci sono nel "Procuratore", che nel 1990 vinse il Premio Montblanc per il romanzo giovane, tutte le qualità che fanno apprezzare i romanzi di Andrea Vitali: una trama scoppiettante, un piacere del racconto che spesso ci travolge con il suo umorismo; gli intrighi degli uomini e i capricci del caso, che questa volta ruotano intorno a un'eredità contesa; personaggi disegnati con precisa efficacia: notai trafficoni, ragazze che fanno innamorare, bottegai inquieti e - immancabili - il prete e i carabinieri. Ma soprattutto sorprende la sua capacità di ricreare la vita di paese nei suoi risvolti più veri e vivi, insieme inserendola nel suo sfondo storico: in questo caso, il periodo che ha fatto da sfondo ad alcuni dei suoi libri di maggior successo, l'Italia tra i due conflitti mondiali, ma anche risalendo all'indietro fino alla guerra di Libia.‎

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‎Il segreto di Ortelia‎

‎br. Qual è il vergognoso segreto che Cirene Selva confida alla figlia Ortelia? In verità c'è più di un segreto dietro la vicenda di Amleto Selva, giovane garzone senza arte né parte ma molto ambizioso arrivato in paese nel 1919 al seguito di un sensale di bestiame. Tanto per cominciare c'è il vero motivo del suo matrimonio con Cirene, timida e bruttina ma destinata a ereditare la macelleria del padre. Poi c'è la sua lunga guerra con la bottega rivale, quella del Bereni: una guerra commerciale che dura da decenni, fatta di colpi bassi dai risvolti esilaranti. Soprattutto, c'è la passione del Selva per un'altra carne, un'esuberante vitalità sessuale che nel quieto tran tran paesano genera turbolenze e scandali subito soffocati ma destinati a gettare lunghe ombre sul futuro. Sgangherato eroe di una "Dinasty" di provincia, Amleto è il fulcro di una parabola carnale e spassosa ma con un sottile filo d'amarezza, dove le donne - Ortelia e Cirene, ma non solo loro - sono le vere protagoniste.‎

‎Vitali Andrea‎

‎La figlia del podestà‎

‎br. Bellano è in gran subbuglio. Con apposita delibera, Agostino Meccia, l'autorevole podestà della cittadina affacciata sul lago, ha deciso di perseguire un progetto assai moderno e ambizioso: una linea di idrovolanti che collegherà Como, Bellano e Lugano, darà lustro alla sua amministrazione, attirerà frotte di turisti e farà schiattare d'invidia i comuni limitrofi. Tutto sembra filare liscio, in quel placido e fascistissimo 1931. Anche se c'è un problema: per le casse di un piccolo comune l'investimento sarà enorme, e oltretutto l'idrovolante dovrà essere debitamente collaudato. E poi Renata, la figlia del podestà: fino a ieri era solo una bambina, ora è diventata così strana, non avrà mica qualche nuovo capriccio? Con la sua ormai ben nota abilità, Andrea Vitali racconta un altro episodio della saga di Bellano: racconta la vita di paese, con i suoi amori e i suoi scandali, le sue carriere e le sue dinastie, e i pettegolezzi che s'inseguono generazione dopo generazione; e attraverso questo microcosmo racconta anche la storia del nostro paese, i suoi sogni di modernità e le sue inerzie, i suoi vizi e le sue virtù, pressoché immutabili attraverso i decenni.‎

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‎La mamma del sole‎

‎br. La motonave Nibbio, vecchia gloria della Navigazione Lariana, sta effettuando il suo ultimo viaggio. A Bellano sbarca un'anziana donna: sta cercando il vecchio parroco, don Carlo Gheratti. Attraversa a fatica il paese arso dalla canicola estiva, prima di scomparire nel nulla. Quando arriva la notizia che manca una delle ospiti del Pio Ospizio San Generoso di Gravedona, sulle due rive del lago i carabinieri iniziano a indagare. Un secondo enigma segna l'estate del 1933. Dietro pressante richiesta del Partito e della Prefettura, i carabinieri devono raccogliere informazioni su una "celebre" concittadina, Velia Berilli, madre di quattordici figli, tra legittimi e illegittimi. Perché mai Velia Berilli è diventata così importante? Due misteri, insomma, cui si aggiunge un altro problema: in caserma si è rotto il vetro del bagno, e aggiustarlo non sarà semplice. Ancora una volta, le pagine di Vitali si animano di una piccola folla di protagonisti e comprimari: dall'equipaggio della Nibbio alle autorità locali, e poi don Gheratti, il sacrestano Bigé e la perpetua Scudiscia. Non possono mancare i carabinieri della locale stazione, vere star dei suoi romanzi: il maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, l'appuntato Misfatti, il brigadiere Mannu e il carabiniere Milagra, che segue giorno dopo giorno, con indomita passione, i gloriosi trasvolatori della Seconda Crociera Atlantica.‎

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‎La modista. Un romanzo con guardia e ladri‎

‎br. Nella notte hanno tentato un furto in comune, ma la guardia Firmato Bicicli non ha visto nulla. Invece, quando al gruppetto dei curiosi accorsi davanti al municipio s'avvicina Anna Montani, il maresciallo Accadi la vede, eccome: un vestito di cotonina leggera e lì sotto pienezze e avvallamenti da far venire l'acquolina in bocca. Da quel giorno Bicicli avrà un solo pensiero: acciuffare i ladri che l'hanno messo in ridicolo e che continuano a colpire indisturbati. Anche il maresciallo Accadi, da poco comandante della locale stazione dei carabinieri, da quel momento ha un'idea fissa. Ma intorno alla bella modista e al suo segreto ronzano altri mosconi: per primo Romeo Gargassa, che ha fatto i soldi con il mercato nero durante la guerra e ora continua i suoi loschi traffici; e anche il giovane Eugenio Pochezza, erede della benestante signora Eutrice nonché corrispondente locale della "Provincia". Il romanzo è centrato su una protagonista femminile vitale, ambiziosa e sensuale, un po' furba e un po' ingenua. Intorno al suo frequentatissimo atelier, tra cognac doppi e partite a scala quaranta, si muove e si agita tutto il paese: dal sindaco Balbiani con il segretario comunale Bianchi, giù fino al trio di giovinastri composto dal Fès, dal Ciliegia e dal Picchio, passando per l'appuntato Marinara, che deve rimediare alle distrazioni del superiore, e poi le misteriose titolari della farmacia Gerbera e Austera Petracchi, la cuoca di casa Pochezza e sua figlia Ersilia, lo spazzino Oreste e il messo Milico...‎

‎Vitali Andrea‎

‎La verità della suora storta‎

‎ril. Santo Sisto ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una piega, lasciando a bocca aperta il Scatòn, il suo capo officina che i diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato un Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano. Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita all'ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una donna è arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene in macchina partisse la sigla di "Tutto il calcio minuto per minuto". Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già bell'e andato al Cagliari, però... Gli ha chiesto di essere portata al cimitero, che non sa nemmeno dov'è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore del Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Riversi. Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile.‎

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‎Lago di Como. Lario sogni e storie d'acqua‎

‎brossura‎

‎Vitali Andrea‎

‎Le belle Cece‎

‎ril. Maggio 1936. Con la fine della guerra d'Etiopia nasce l'impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l'occasione per celebrare degnamente l'evento. Astuto come una faina, ha avuto un'idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all'ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. Ma l'euforia bellica e l'orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico. In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un'aggressione notturna ai danni dell'ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l'ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l'enigma.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Le mele di Kafka‎

‎br. Abramo Ferrascini, quello della ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n'è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c'è un intoppo. Suo cognato, l'Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all'Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l'Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un'occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d'identità rinnovata all'ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso. Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, "Le mele di Kafka" mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Olive comprese‎

‎br. Protagonisti, più o meno volontari, quattro ragazzi di paese, una banda di «imbecilli» che mette a soqquadro l'intera Bellano. Naturalmente finiscono subito nel mirino del maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, che avverte le famiglie gettandole nel panico. A far da controcanto, la sorella di uno di loro: la piccola, pallida, tenera Filzina, segretaria perfetta che nel tempo libero si dedica alle opere di carità: ma anche lei, come altre eroine di Vitali, finirà per stupirci. Tutto intorno si muove come un coro l'intera cittadina: il prevosto e i carabinieri della locale stazione, il podestà e la sua stranita consorte, la filanda con i suoi dirigenti e gli operai. E ancora il Crociati, esperto cacciatore che non ne becca più uno; la Luigina Piovati, meglio nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...); Eufrasia Sofistrà, in grado di leggere il destino suo e quello degli altri; e persino una vecchina svanita come una nuvoletta, che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista il suo Impero africano...            ‎

‎Vitali Andrea‎

‎Pianoforte vendesi‎

‎br. È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende "il Pianista" - così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate -, ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: "Pianoforte Vendesi". Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare... "Pianoforte Vendesi" è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso - per una notte - fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine. In questo romanzo breve Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po' magica. Tra le strade e nelle case si avverte ancora l'eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato. Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di "Pianoforte Vendesi", Andrea Vitali rende omaggio alla sua città.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Pianoforte vendesi‎

‎ril. È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende "il Pianista" - così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate -, ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: "Pianoforte Vendesi". Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare... "Pianoforte Vendesi" è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso - per una notte - fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine. In questo romanzo breve Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po' magica. Tra le strade e nelle case si avverte ancora l'eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato. Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di "Pianoforte Vendesi", Andrea Vitali rende omaggio alla sua città.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Pianoforte vendesi. Audiolibro. 2 CD Audio‎

‎brossura È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende 'il Pianista' ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: 'Pianoforte Vendesi'. Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato, e visto che il tempo non migliora, decide di entrare... Pianoforte Vendesi è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso - per una notte - fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Premiata ditta Sorelle Ficcadenti‎

‎br. Bellano 1915. In una sera di fine novembre una fedele parrocchiana, la Stampina, si presenta in canonica: ha urgente bisogno di parlare con il prevosto, che in paese risolve anche le questioni di cuore. Suo figlio Geremia, docile ragazzone che in trentadue anni non ha mai dato un problema, sembra aver perso la testa. Ha conosciuto una donna, dice, e se non potrà sposarla si butterà nel lago. L'oggetto del suo desiderio è Giovenca Ficcadenti, di cui niente si sa eccetto che è bellissima - troppo bella per uno come lui - e che insieme alla sorella Zemia sta per inaugurare una merceria. Il che basta, nella piccola comunità, a suscitare un putiferio di chiacchiere e sospetti. Perché la loro ditta può dirsi "premiata"? Da chi? E quali traffici nascondono i viaggi che la Giovenca compie ogni giovedì? Soprattutto, come si può impedire al Geremia di finire vittima di qualche inganno? Indagare sulle sorelle sarà compito del prevosto, per restituire alla Stampina un figlio "normale". Facile dirlo. Non così facile muoversi con discrezione laddove sembrano esserci mille occhi e antenne... Cos'è un paese se non un caleidoscopio di storie, un'orchestra di uomini e donne che raccontando la vita la reinventano senza sosta, arricchendola di nuovi particolari? Con ironia, Vitali dà voce a questo coro - una sinfonia di furbizie e segreti, invidie e pettegolezzi - che mostra una faccia sempre diversa della verità, e un attimo dopo la nasconde ad arte...‎

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‎Quattro sberle benedette‎

‎brossura In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto...‎

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‎Regalo di nozze‎

‎br. Ercole Correnti ha ventinove anni, tra qualche giorno si sposa, dopo cinque anni di fidanzamento. In una calda domenica d'agosto, mentre sta andando a pranzo dalla mamma, sul lungolago vede una Fiat 600 bianca. È uguale alla macchina sulla quale lui aveva fatto il primo viaggio della sua vita, vent'anni prima. Con mamma Assunta, papà Amedeo e soprattutto lo zio Pinuccio. Indimenticabile, quella gita, come lo zio Pinuccio. "Nato gagà", come diceva sua sorella Assunta. Ma anche insuperabile cacciaballe, raccontava di essere mediatore d'affari per i grandi produttori di seta del comasco. Grazie ai suoi mirabolanti racconti, era in grado di affascinare qualunque femmina gli capitasse a tiro. Ma anche un po' misteriosa, quella gita: Ercole ne riuscirà a scoprire i retroscena solo vent'anni dopo, in quell'afosa domenica di fine agosto.‎

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‎Sotto un cielo sempre azzurro‎

‎ril. La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c'è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e... via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere? Con "Sotto un cielo sempre azzurro" Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa. In appendice al romanzo, il racconto "Sui matti non piove mai".‎

‎Vitali Andrea‎

‎Sotto un cielo sempre azzurro‎

‎ril. La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c'è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e... via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere? Con "Sotto un cielo sempre azzurro" Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa. In appendice al romanzo, il racconto "Sui matti non piove mai".‎

‎Vitali Andrea‎

‎Un amore di zitella‎

‎br. Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese. Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Un amore di zitella letto da Andrea Vitali. Audiolibro. 3 CD Audio‎

‎brossura Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese. Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Un bel sogno d'amore‎

‎br. A Bellano gira voce che presso il cinema della casa del popolo verrà proiettato "Ultimo tango a Parigi". Siamo nel febbraio del 1973, e per i vicoli del paese spazzati dal gelo si scatena una guerra senza frontiere. A combattersi, due fazioni ben distinte: da una parte gli impazienti che fantasticano a briglia sciolta sulle vertiginose scene di nudo che ci si aspetta di vedere sullo schermo; dall'altro, schierati con il parroco, coloro che pretendono di evitare a Bellano una simile depravazione, e snocciolano rosari come se fossero impegnati in una guerra preventiva contro il demonio. I tempi però sono cambiati, e nulla può fermare il "progresso" né, tanto meno, intralciare gli affari di Idolo Geppi, gestore del cinema, che ha provveduto per tempo a maggiorare i prezzi dei biglietti. Ma Idolo non è l'unico ad approfittare dell'occasione. Adelaide, giovane e volitiva operaia del cotonificio, mette con le spalle al muro Alfredo, il fidanzato eternamente indeciso su ogni cosa: o la porterà al cinema o lei ci andrà lo stesso, magari con quel bel fusto di Ernesto, che le ha già messo gli occhi addosso e che a lei non dispiace neanche un po', per quanto sia una testa matta e non ci voglia molto a capire che presto o tardi finirà per mettersi nei guai. Cosa che puntualmente accade di lì a qualche mese, quando Ernesto finisce implicato nel contrabbando di sigarette riuscendo a inguaiare la stessa Adelaide. In "Un bel sogno d'amore", con un pizzico di nostalgia e con grande divertimento, assistiamo alla messa in scena di un paese scosso dalla modernità che si insinua fra le contrade sotto forma di ammiccanti locandine cinematografiche, attraversato da una criminalità ancora romantica e pasticciona che gioca a guardie e ladri con i carabinieri della caserma locale inscenando sgangherate azioni fuorilegge, e animato dalla normalità di chi spera in un amore felice che possa coronare il sogno di una famiglia come si deve.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Una finestra vistalago. Nuova ediz.‎

‎br. Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena e la militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Viva più che mai‎

‎br. Il soprannome che hanno dato a Ernesto, «Dubbio», parla da solo. Una certezza, però, ce l'ha persino lui: dai carabinieri è meglio stare alla larga. Perché il Dubbio fa il contrabbandiere e campa traghettando stecche di sigarette dalla Svizzera, magari di notte, con una barchetta a motore. E proprio stanotte, col fianco della barchetta, ha urtato il cadavere di una donna. L'ha tirato a riva ed è andato a chiamare un suo cliente fidato, il medico di Bellano, proprio per evitare i carabinieri. Quando torna alla riva, il cadavere non c'è più. Il medico sospetta che Ernesto si sia sognato tutto: gli capita di avere allucinazioni, fin da ragazzino. Ma il lago non mente, e nasconde segreti inconfessabili... Tra ganassate di paese, coincidenze impensabili e colpi di scena, la matassa da sbrogliare rivela segreti del passato che qualcuno avrebbe preferito restassero tali.‎

‎Vitali Andrea‎

‎Zia Antonia sapeva di menta‎

‎br. "Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.‎

‎Vitali Cesare‎

‎Il dolce segreto‎

‎brossura La vicenda prende l'avvio nel 1938 e narra la storia d'amore, un vero colpo di fulmine, di due adolescenti Simone e Davide, il quale, in seguito alle leggi razziali, deve fuggire con la famiglia in Svizzera. Simone, solo e addolorato, vive le esperienze della seconda guerra mondiale, ma anche la rinascita nel secondo dopoguerra nell'ambiente universitario dopo l'orribile stagione del fascismo. Si trasferisce a Nizza dove assapora l'atmosfera spensierata della Costa azzurra tra viaggi in Provenza e in Camargue. Un grande amore, poi il destino...‎

‎Vitali Ilaria‎

‎L'Orientale‎

‎br. La prima volta che Rita vede quella barca, nel freddo inanimato di Amsterdam, non ne coglie che il nome, curiosamente uguale al suo eccetto che per una lettera finale. Chi è quell'uomo che la abita, seduto con imperturbabile distacco, e che le avvolge la mente con sapiente nodo come la cima alla banchina? La bellezza perfetta dell'inizio di una nuova vita trascina Rita in Sri Lanka, dove tutto ha la sembianza del sogno e l'illusione della felicità. Ma il destino non tarderà a condurre Rita a fare i conti con i propri demoni e con un realtà che fatica ad afferrare pienamente. L'amore per l'uomo misterioso e l'incontro drammatico con Mina tracceranno nella sua vita un cerchio che si chiuderà dove tutto è iniziato, là dove molti decenni prima, una vecchia barca che porta il suo nome, scivolava sulle acque metalliche di Amsterdam.‎

‎Vitali Massimo‎

‎Se son rose‎

‎br. Prendete la pancia di un uomo, Roversi. Aggiungete una moglie, un lavoro e novantasei chili di abitudini. Ora siate rudi: togliete la moglie, il lavoro e le abitudini. I novantasei chili, invece, chiudeteli a chiave nel bagno delle donne del cinema Corallo. Deciso a non uscire più, Roversi si troverà a riflettere. In fuga dal suo mondo, sarà il resto del mondo a venirlo a cercare: venditori porta a porta, preti, maniaci, idraulici, travestiti, cani, fotografi, psicanalisti, fabbri, cultori di film western. E donne, naturalmente. Tutti sostano davanti alla porta del bagno delle donne del cinema Corallo. Roversi darà udienza a ognuno di loro, ma non aprirà la porta a nessuno.‎

‎Vitarelli Elia‎

‎Coltelli e crisantemi‎

‎br. Un pistolero perso in un mondo sconosciuto, un biologo che coltiva fiori nello spazio, un pittore che non crede più nella sua arte. Sono questi alcuni dei protagonisti di Coltelli e Crisantemi, una raccolta di sei racconti volti ad analizzare vari aspetti della natura umana, definendone i contrasti che la dominano. Se in "Coltelli" si punta infatti il dito contro la malvagità e la cupidigia dell'essere umano, in "Crisantemi" l'attenzione si sposta sui suoi lati più delicati e sensibili, come l'amore, l'arte e l'ammirazione dedicata alla bellezza verso ciò che ci circonda. Sei racconti surreali e metaforici che cercano di mettere in luce i chiaroscuri del nostro vivere quotidiano, così come il nostro rapporto con la tecnologia e con una natura oramai distante.‎

‎Viti Luca‎

‎Amarene‎

‎brossura Arnaut, un inglorioso critico teatrale, grazie a un vecchio libro di uno scienziato del sonno, scopre il modo di vivere i sogni in totale coscienza. Grazie a questo espediente malnato eccolo allora convincersi a capofitto in un baratro di elegante sfrenatezza, dividendosi fra il mondo concreto, sapido di invidia per l'amico Cadamosto e la sua amante Neiva, e intriso di sdegno verso tutto ciò che si dimostra pragmatico, realista o necessario; e un mondo intessuto dal groviglio mutaforma dei suoi sogni, profumato d'amore per quella visione che ha nome Berenice. In un universo doppio, sospeso in tempi e luoghi indefinibili, si recita questo esagerato melodramma, spassionato, sbruffone e pigro, vizioso e infantile, sulla cui ribalta si affanna il solo Arnaut, commiserandosi, districandosi fra l'una e l'altra parte con languida indolenza. Superbamente convinto di poter giostrare a suo piacimento gli eventi, scandagliando le pieghe più oscure di entrambi i mondi e lasciandosi trasportare dal fascino della finzione, egli è consapevole della rovina verso la quale si sta lasciando trascinare, ma, carmagnolescamente, accetta il suo destino, in nome della bellezza del dramma.‎

‎Vitoux Fr'd'ric‎

‎Esther Et Le Diplomate‎

‎CONTEMPORARY FRENCH FICTION 2000 359 pages 10 8x2 4x17 2cm. 2000. mass_market. 359 pages.‎

‎Très bon état - légères marques de lecture et/ou de stockage mais du reste en très bon état- expédié soigneusement depuis la France‎

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Démons et Merveilles
Joinville France Francia França France
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€ 3,00 Kaufen

‎Vitoux Frédéric; Di Branco P. (cur.)‎

‎Bébert il gatto di Louis-Ferdinand Celine‎

‎ill., br. "Un gatto è l'incantesimo stesso, la delicatezza nell'onda..." dichiarava Louis-Ferdinand Céline. E Bébert, grosso ed elegante gatto tigrato dalla straordinaria intelligenza, tanto ingordo e brontolone quanto fedele, non era un gatto ordinario. Abbandonato dal suo primo padrone, l'attore di cinema Le Vigan, dopo lungo vagare in Montmartre, al momento dell'occupazione, viene raccolto da Celine e da sua moglie e condividerà le loro peregrinazioni, le loro avventure, la loro miseria, il loro esilio. Céline ne ha fatto uno degli eroi dei suoi ultimi romanzi - quelle cronache allucinate della Germania sconfitta -, e uno dei gatti più famosi della letteratura francese.‎

‎VITTA (Emile).‎

‎Balbutiements nocturnes.‎

‎Albert Messein 1944 1 vol. broché plaquette in-8, agrafée, non paginée (16 p.). Seconde édition financée par l'auteur, la totalité de l'originale ayant été détruite dans un bombardement comme l'indique un billet manuscrit rédigé de sa main à en-tête deson ancienne revue de poésie "Le Génie français" (1933-1935). Tirage limité à 390 exemplaires, celui-ci numéroté sur vélin et enrichi d'un bel envoi, d'une lettre et d'un fragment du manuscrit tracé sur le second contreplat. Bon exemplaire, en belle condition.‎

Referenz des Buchhändlers : 34768

Livre Rare Book

Vignes Online
Paris France Francia França France
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€ 50,00 Kaufen

‎VITTA (Emile).‎

‎Balbutiements nocturnes.‎

‎Albert Messein 1944 1 vol. broché plaquette in-8, agrafée, non paginée (16 p.). Seconde édition financée par l'auteur, la totalité de l'originale ayant été détruite dans un bombardement comme l'indique un billet manuscrit rédigé de sa main à en-tête deson ancienne revue de poésie "Le Génie français" (1933-1935). Tirage limité à 390 exemplaires, celui-ci numéroté sur vélin et enrichi d'un bel envoi, d'une lettre et d'un fragment du manuscrit tracé sur le second contreplat. Bon exemplaire, en belle condition.‎

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Livre Rare Book

Vignes Online
Eymoutiers France Francia França France
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€ 50,00 Kaufen

‎VITTA (Emile).‎

‎Poèmes de guerre. Septembre-octobre-novembre 1939.‎

‎Paris Albert Messein 1940 1 vol. broché plaquette in-8, brochée, 30 pp. Edition originale enrichie de cet émouvant envoi du poète calligraphié sur deux lignes : "1870 1914 1940 Ma Maman sous mes yeux Trois Fois Crucifiée".‎

Referenz des Buchhändlers : 34767

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Vignes Online
Paris France Francia França France
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‎VITTA (Emile).‎

‎Poèmes de guerre. Septembre-octobre-novembre 1939.‎

‎Paris Albert Messein 1940 1 vol. broché plaquette in-8, brochée, 30 pp. Edition originale enrichie de cet émouvant envoi du poète calligraphié sur deux lignes : "1870 1914 1940 Ma Maman sous mes yeux Trois Fois Crucifiée".‎

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Vignes Online
Eymoutiers France Francia França France
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‎VITTORI Jean-Pierre‎

‎Eux, les S.T.O.‎

‎Broché. 360 pages.‎

MareMagnum

Librairie Loic Simon
Saint Sulpice sur Loire, FR
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€ 18,00 Kaufen

‎Vittorini Alessandro; Ferrari Stefano‎

‎Verona nel cuore‎

‎br. Giorgio e Pietro sono i protagonisti dei tragi-comici avvenimenti del libro. Due personalità differenti, quasi antitetiche, come differenti sono gli stili narrativi dei due co-autori, Alessandro Vittorini e Stefano Ferrari, che a quattro mani hanno descritto le vicende di Giorgio e Pietro. L'intenzione è di far coesistere vicende che scorrono, fino a sfiorarsi, nell'arco di un metaforico weekend di San Valentino, che trova in Verona il suo naturale teatro. Il libro muove dalla necessità di rendere giustizia alla sofferenza patita dai due, funamboli in bilico tra la speranza e la paura dell'assurdo, senza l'ossessione di dover sbrogliare in modo univoco l'intreccio di sentimenti che si viene a creare.‎

‎Vittorini Elio‎

‎Gli inverni marini‎

‎brossura‎

‎Vittorini Elio‎

‎Il garofano rosso‎

‎br. Siracusa, anni venti. Alessio Mainardi, liceale inquieto e ribelle, aderisce con entusiasmo alla prima fase antiborghese e rivoluzionaria del fascismo. L'iniziazione alla vita adulta lo porta a sbandare tra la relazione fuggevole e ideale con la studentessa Giovanna, schiva e austera, e il rapporto concreto e sensuale con la misteriosa prostituta Zobeida. Ma anche, infine, a mettere da parte i sogni di ribellione per una vita più ascetica o borghese. Il primo romanzo di Vittorini, censurato negli anni trenta per le tematiche fortemente sensuali e per le implicazioni politiche e pubblicato solo nel 1948, è uno dei racconti di formazione tra i più riusciti della nostra letteratura, il documento più autentico di un'epoca e di una trasformazione cruciale e lo specchio allo stesso tempo realistico e poetico delle nobili e confuse aspirazioni di un'intera generazione.‎

‎Vittorini Elio‎

‎Uomini e no‎

‎br. Enne 2, un partigiano che vive la Resistenza a Milano nel 1944, è tormentato dall'amore impossibile per una donna sposata, Berta. Disperazione sociale ed esistenziale lo spingeranno a un'ultima, suicida impresa di guerra. Composto durante la Resistenza, nel momento, cioè, dell'intensa partecipazione di Vittorini alla lotta antifascista, "Uomini e no" riflette l'insanabile rapporto tra umanità e violenza, uomini e sedicenti tali: a sottolinearlo, alcuni brevi capitoli di riflessione nei quali l'autore affronta la stessa situazione da punti di vista diversi, imponendo all'attenzione del lettore le molteplici realtà in cui l'uomo è condannato a vivere.‎

‎Vittorini Elio; Lupo G. (cur.)‎

‎Tre storie. La mia guerra. Erica e i suoi fratelli. La garibaldina‎

‎br. "Erica e i suoi fratelli", iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola ("Quell'evento mi rese d'un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila"). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull'eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Il volume contiene anche il racconto lungo "La garibaldina", sorta di vagabondaggio siciliano uscito in rivista tra il 1949 e il 1950, e "La mia guerra" pubblicato nel 1931, in "Piccola Borghesia".‎

‎VITTORIO LUGLI‎

‎GALLERIE MONTAIGNE‎

‎VITTORIO LUGLI GALLERIE MONTAIGNE. , EDITORE GREGORIANA 1935, Copertina: con gore, ingiallita, sporca lievemente. Dorso: scolorito, sporco, usurato con mancanze in testa. Taglio: ingiallito, irregolare in modo lieve. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>‎

MareMagnum

Librisaggi
Romania Rumanía Romênia Roumanie
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€ 14,00 Kaufen

‎Vitttorini E. (cur.)‎

‎Americana‎

‎ill., br. Pubblicato nel 1941 a cura di Elio Vittorini, "Americana" è una scelta antologica di quella narrativa allora quasi del tutto sconosciuta in Italia. Erano gli anni in cui la letteratura statunitense veniva scoperta e proponeva agli scrittori più giovani un nuovo modello. "Americana" ne fu la più audace e documentata testimonianza. Nacque un mito, una leggenda, un classico che raccoglieva i brani dei più famosi e significativi autori americani, da Poe a Hawthorne, London, Steinbeck e altri ancora, tutti tradotti da alcuni fra i maggiori scrittori italiani. La lingua è semplice e sciolta, duttile nel misurarsi con lo slang americano, con la prosa scarna di Hemingway, con le parole cariche di significati simbolici di Melville. Fu grazie all'introduzione di Emilio Cecchi (pubblicata qui in appendice) che il libro potè essere ristampato dopo il primo sequestro ad opera della censura fascista. Le introduzioni di Vittorini alle sezioni, proibite a suo tempo dal regime, costituiscono un affascinante interpretazione dello sviluppo letterario americano. Questa edizione ripropone le immagini e le didascalie originali, scelte dallo stesso Vittorini per illustrare la prima, storica edizione del volume. Introduzione di Carlo Gorlier e Giuseppe Zaccaria.‎

‎Vivanco Jorge‎

‎Confessioni di un clochard‎

‎brossura I mendicanti della città di Quito sono scomparsi. È successo tutto in una notte, all'improvviso. La loro scomparsa ha liberato le strade della capitale ecuadoregna dai loro corpi malconci, dalle loro luride vesti e dalle loro implorazioni di carità. Dopo una retata della polizia sono stati tutti rinchiusi in piccolo commissariato. Ma nessuno può rinchiudere o cancellare le loro storie, i loro odori, il passato di questo popolo cencioso ed invisibile che reclama solo cibo e libertà, chiedendosi a gran voce «se siamo o non siamo necessari?». Nelle notti di detenzione il gruppo di straccioni, guidato dalla vecchia Gertrudis Tadeo, inizia a liberarsi. A raccontarsi, a condividere come una ballata collettiva le loro storie, i loro segreti più intimi, i loro destini più crudeli. Ed il potere delle parole diventa strumento di salvezza, di redenzione. Un libro duro, scomodo, rabbioso, come le vite dei mendicanti che si intrecciano, che provano a restituire brandelli di dignità perduta e ad infastidire il senso di carità che ciascuno di noi è convinto di possedere.‎

‎Vivanti Annie‎

‎Naja tripudians. Nuova ediz.‎

‎ril. Il dottor Francis Harding, specialista di malattie tropicali, vive con le figlie in una isolata casetta bianca, "Rose Cottage". Le sorelle crescono "in serena innocenza, candide, mansuete e semplici": "Myosotis bionda, Leslie biondissima, vagavano fantastiche e sognanti in un mondo d'azzurre irrealità". Pubblicato nel 1920, Naja Tripudians è un romanzo dai toni forti sulla perdita dell'innocenza. Il titolo deriva dal nome del cobra asiatico, metafora della "mostruosa serpe bianca" che ammalia le protagoniste: ancora troppo giovani, scopriranno le "naie sociali" delle grandi città, "di cui è tripudio il contaminare e corrompere ciò che ancora di candido, di sano e di sacro è nel mondo".‎

‎Vivanti Annie; Caporossi C. (cur.)‎

‎I divoratori‎

‎br. I divoratori sono i giovani geni destinati a consumare, generazione dopo generazione, chi è loro più vicino e più li ama. Con questo libro, il suo riconosciuto capolavoro, pubblicato prima in inglese e poi riscritto in italiano nel 1911, Annie Vivanti, singolare figura di scrittrice e protagonista della vita pubblica letteraria, fortemente di genere, circondata dalla fama e seguita dai pettegolezzi, riconquistò, dopo un ventennio, il mercato librario italiano, per non lasciarlo più fino alla morte. È una saga al femminile di impronta nettamente autobiografica: si succedono figure di figlie, geniali, a loro volta madri, che divorano spiritualmente, sacrificando a sé chi diede loro la vita: Nancy, la poetessa, poi la figlia Anne-Marie, enfant prodige del violino, e infine il figlio di questa nel quale anche la musicista si annulla per produrre nuovo genio. Ciò che colpisce di questa scrittrice, è la suggestiva capacità di trascinare il lettore in ambienti che nascondono il loro sapiente esotismo, la loro dosata miscela di dramma e commedia avventurosa lievemente inebriante, nel vissuto dell'autobiografia. Finzioni e cose viste realmente, difficilmente distinguibili, confuse dal brillante profilo di una donna abilissima a fare di se stessa una narratrice e insieme anche un personaggio: "il" personaggio.‎

‎Vivian Camilla‎

‎Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"‎

‎br. Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane. La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man. E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice. Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipia dell'identità di genere, e Federico percorre la sua. Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa. Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale. Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere. È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere 'accordare' il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.‎

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