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Meyerhoff Joachim
Quando tutto tornerà a essere come non è mai stato
ril. Per il piccolo Josse, figlio del direttore di un ospedale psichiatrico per l'infanzia e l'adolescenza, crescere in mezzo a centinaia di malati di mente è del tutto naturale, anzi, la cosa gli piace moltissimo. I "dementini", come affettuosamente e spietatamente ama chiamare i pazienti, sono parte della sua famiglia; la grande area dell'ospedale è la sua casa. Qui Josse è felice di galoppare sulle spalle di un ragazzo gigantesco che se ne va in giro facendo suonare due pesanti campane dorate; qui si addormenta cullato dalle urla tranquillizzanti che ogni sera lo accompagnano nel sonno. Ama l'eccesso, l'isteria festosa, la gioia incontrollata, la normalità per lui ovvia di quel luogo della follia. Questo mondo a sé, che alte mura proteggono dall'esterno, è soprattutto il regno di suo padre, l'uomo grasso dagli occhi gentili e curiosi che lui ammira sopra ogni cosa e che gli ha insegnato a diffidare delle apparenze e a cercare la bellezza dove davvero si fatica a trovarla. Un padre che sembra avere tutto sotto controllo e che troppo spesso finisce col mancare i propri obiettivi. Con infinita tenerezza e molto buon umore, Meyerhoff ricostruisce la storia di un'insolita famiglia - padre, madre, tre figli maschi e un cane - che vive in un insolito luogo.
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Tayama Katai; Bienati L. (cur.)
Il futon
br. Primo lavoro rappresentativo della corrente naturalista in Giappone, il romanzo Futon (1907) di Tayama Katai destò scalpore per la crudezza e il realismo con cui veniva presentata la vita interiore del protagonista, alter ego dichiarato dello stesso autore. Una confessione senza veli del suo rapporto d'amore con la giovane studentessa che a lui, letterato e maestro, era stata affidata e che assurge a emblema di un amore diverso, moderno, opposto alle convenzioni sociali tradizionali. I lettori contemporanei interpretarono le vicende del protagonista Takenaka Tokio come una fedele rappresentazione della sua vita intima. Nel misurare la distanza tra autore e opera letteraria, fu esaltato il coraggio di una confessione aperta e l'audacia di cui lo scrittore era stato capace per realizzare una descrizione autentica di sé.
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Douglass Frederick; Fabi M. G. (cur.)
Narrazione della vita di Frederick Douglass, uno schiavo americano, scritta da lui stesso. Testo inglese a fronte
br. Scritta in una prosa di affascinante chiarezza, alla sua prima pubblicazione nel 1845 la "Narrazione della vita di Frederick Douglass, uno schiavo americano, scritta da lui stesso" divenne un best seller internazionale e continua a essere letta oggi quale capolavoro della letteratura americana. Douglass, che era nato schiavo nel sud degli Stati Uniti, racconta la storia di come dopo anni di tentativi riuscì a fuggire e a conquistare la libertà. Acuto interprete della propria esperienza e portavoce autorevole della comunità degli oppressi, l'autore riordina il ricordo della propria vita rivelando e analizzando le strategie individuali e collettive di resistenza fisica e psichica agli orrori dello schiavismo. Alla violenza della schiavitù e all'immoralità della nazione che la legittima, Douglass oppone la scrittura come strumento di ribellione e come vera e propria dichiarazione di indipendenza. La coinvolgente descrizione degli stratagemmi che adottò per imparare a leggere e a scrivere, un sapere per legge proibito agli schiavi, diventa momento centrale del processo di liberazione. La potente denuncia che emerge dalla "Narrazione" deriva tanto dal valore storico della sua testimonianza, quanto dalla grandezza di Douglass come narratore, che dà forma letteraria alla propria volontà di giustizia e al desiderio di libertà.
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Lupo Giuseppe
L'albero di stanze
ril. "A conclusione di una serie di romanzi che hanno disegnato in questi quindici anni il destino delle genti di Lucania durante il lungo e drammatico attraversamento di un tempo sospeso tra il nuovo e l'antico, la fervida e generosa immaginazione di Giuseppe Lupo si condensa in un'unica, inarrestabile ascesa nel silenzio solitario degli uomini e nel racconto che i muri evocano delle generazioni durante tutto il secolo che ormai sta per chiudersi insieme al secondo millennio dopo la nascita di Cristo. Non è una saga questa di una Lucania diventata Lupania e neppure una mitica leggenda, piuttosto un paziente e amoroso rendiconto di una conquista, stanza sopra stanza, piano dopo piano, poi abbandonata per rivolgersi a nuove mete, in un altrove lontano; un bilancio tra storia e memoria dove i conti debbono in ogni caso quadrare, perché ormai vanno chiusi, e anche in fretta, con la vendita di tutta la 'casa verticale', ricorrendo a ogni forza ci venga dal riemergere dei ricordi, mentre le parole svaniscono in un definitivo silenzio. Lupo traccia un bilancio esistenziale e morale che va oltre il rimpianto, sfidando il futuro con l'entusiasmo del sogno e la concretezza del gesto. Di questa epopea Lupo, con 'L'albero di stanze', si conferma appassionato e sincero testimone, autentico e luminoso cantore, in un romanzo che segna con dolente e sofferta coscienza la conquista di una vita nuova". (Cesare De Michelis)
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Pressburger Giorgio
Racconti triestini
ril. Alcune raccolte di racconti, pur parlando apparentemente di storie individuali, nel loro insieme mirano a rappresentare un luogo, una città. Così per esempio 'Gente di Dublino' di James Joyce, o le 'Cinque storie ferraresi' di Giorgio Bassani. Questi luoghi a loro volta sono una metafora dell'umanità, se non dell'Universo intero. Il racconto non è un genere minore, anzi. Alcuni dei libri più belli della storia della letteratura sono cresciuti proprio sul terreno del racconto. Soltanto la moda e l'editoria degli ultimi decenni hanno respinto questo genere nel reclusorio delle opere minori, se non proprio di poco valore, anche se nella nostra tradizione ci sono esempi altissimi, tra quelli di maggior rilievo della Storia della letteratura. Che cosa desidera fare Pressburger con questi suoi racconti? La città di Trieste in sé è già stata consacrata da tempo come luogo letterario, è nota per questo - si può dire - in tutto il mondo. Quindi, con il suo inserirsi nella tradizione letteraria di Trieste, probabilmente l'autore intende dichiarare una tendenza e l'accettazione di una regola che rifiuta il ruolo di intrattenimento a costo zero. Rivendica invece quello che fino a non molto tempo fa pareva un requisito necessario: un valore diverso da quello del puro divertimento, che oggi invece pare essere l'unico elemento indispensabile.
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Kerbaker Andrea
La rimozione. Storia di Giuseppe Tavecchio, vittima dimenticata degli anni di piombo
br. Nel marzo del 1972, un pomeriggio di sabato, Giuseppe Tavecchio, milanese, sessant'anni, pensionato, se ne esce a fare una commissione. A Milano è una giornata di scontri violentissimi tra i manifestanti dell'ultrasinistra e la polizia, con disordini che si protraggono per ore e devastazioni diffuse, incluso l'incendio di alcuni locali della sede del "Corriere della Sera" in via Solferino. Tavecchio passa dal centro durante una pausa dei tumulti; quando, alle cinque e dieci, insieme ad altri pedoni attraversa piazza della Scala, pare un momento di calma. Se non fosse che all'improvviso, senza alcuna ragione comprensibile, da una camionetta della polizia partono alcuni lacrimogeni verso quel gruppetto di persone inermi. Un candelotto, sparato ad altezza d'uomo, raggiunge al collo Tavecchio, che morirà tre giorni dopo senza aver ripreso conoscenza. È una vicenda tragica, che tutti dovremmo conoscere e ricordare. E invece no; perché uno che muore in questo modo non trova nessuno che abbia interesse a perpetuarne la memoria: ovviamente non lo Stato, che, per averne causato la morte, vuole soprattutto farlo dimenticare; non la politica, perché - se i militanti caduti negli scontri si onorano continuamente nel ricordo - sui passanti ammazzati per sbaglio, inutili alla causa, si sorvola con elegante indifferenza; e non i media, visto che un morto così fa ben poca notizia. Sicché ancora oggi il nome di Tavecchio è pressoché assente nelle cronache di quei giorni, comprese quelle in rete...
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Cappelli Gaetano
Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo
br. Nulla sembra muoversi nell'assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino, famosa invece una volta per l'arte di far muovere oggetti e persone nel tempo e nello spazio. Ed è proprio questo che inizia ad accadere all'indomani dell'arrivo in paese del romanziere Guido Galliano. Lo scrittore viene ingaggiato dal barone e agronomo Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie Finizia a finire il romanzo cui invano lavora da mesi, proprio sulla vita della Palladino. La cosa dovrà però accadere nel più assoluto segreto. Soprattutto, senza che nulla ne sappia Maddalena Videtti. È infatti per contendere il primato a costei - sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull'altare e ora, grazie alle sue pubblicazioni a diffusione locale, figura di spicco in quel vero covo di vipere che è il Circolo culturale La Scesciola - che la doviziosa bovary murgiana coltiva il sogno di diventare scrittrice senza averne il benché minimo talento. Così, quando Galliano e Finizia cominciano a lavorare nella tenuta vinicola di Bocca di Lupo, lo scrittore si accorge che del libro esistono solo poche confuse pagine. Ma, appena prima di gettare la spugna, torna sui propri passi un po' per l'aumento del compenso propostogli dal barone, un po' per l'estro che, tra strani schiocchi e ancor più misteriosi fruscii, ritrova magicamente dopo anni. E questi non sono che i primi attori in scena...
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James Henry; Izzo D. (cur.)
Daisy Miller. Testo inglese a fronte
br. Racconto tra i più letti di Henry James, "Daisy Miller" fu, quando uscì nel 1878, un immediato successo di scandalo, di volta in volta letto dai suoi detrattori e difensori come un oltraggio alle fanciulle americane o un'esaltazione della loro innocenza, come una rappresentazione diffamatoria dei connazionali all'estero o una parabola volta ad ammonirli sulle insidie del Grand Tour europeo. Nonostante la sua apparente leggerezza di commedia sentimentale, il racconto mostrava così la sua capacità di toccare alcuni nervi scoperti della cultura degli Stati Uniti a quel tempo, in bilico fra perdurante provincialismo da ex colonia e incipienti ambizioni di potenza globale. In più, con il suo comportamento e le conseguenze che ne derivano nel racconto, il personaggio di Daisy Miller metteva in questione la posizione sociale della donna, i modelli che ne definivano i ruoli, i rapporti di potere fra i generi in una società attraversata dai primi fermenti femministi. Il tutto in un miracoloso equilibrio fra la prosa scintillante e leggibile del primo James e la sottigliezza e l'ambivalenza che segneranno la sua fase più matura.
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La Fontaine Jean de; Pietromarchi L. (cur.)
Favole. Libri I-VI. Testo francese a fronte
ill., ril. "La Cicala e la Formica", "Il Lupo e l'Agnello", "La Volpe e l'uva", "La Lepre e la Tartaruga..." le "Favole" di La Fontaine, una delle opere più amate della letteratura mondiale, sono qui presentate in una nuova traduzione completa, con testo originale a fronte, dell'edizione del 1668, che restituisce la grazia e l'eleganza di una delle più alte espressioni della letteratura francese. Questa edizione è corredata di una introduzione critica che sottraendo le "Favole" all'ambito della letteratura per l'infanzia le ricolloca all'ambito della grande letteratura morale e sociale di tutti i tempi. Opera di straordinaria eleganza linguistica, capolavoro di arguzia psicologica, sapiente intreccio di tradizione e innovazione, le "Favole" si dispiegano come un ventaglio di grazia e di leggerezza che è altresì lo specchio implacabile che gli animali tendono all'uomo per mostrargli i suoi vizi e insegnargli la virtù della tolleranza. In questa grande commedia dai cento atti, il leone dialoga con il topo, la volpe con il corvo, il contadino con il signore, facendo risaltare lo straordinario esprit de finesse che caratterizza tutte le favole: la finezza con cui animali furbi, piante sapienti e divinità capricciose parlano tra loro nella comune intenzione di "addomesticare" gli uomini.
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Mankell Henning
Le ragazze invisibili
ril. Henning Mankell sosteneva che il centro dell'Europa fosse Lampedusa. Quando nel 2001 scrisse "Le ragazze invisibili", aveva già intuito con chiarezza le dimensioni del dramma che, sempre più imponente, negli anni avrebbe consumato le nostre coste e sconvolto gli equilibri dell'intero continente. Leyla, Tanja e Tea-Bag, le protagoniste di questo romanzo di sorprendente attualità, sono tre ragazze arrivate in Svezia cariche di sogni. In fuga da paesi disperati, credono di poter cominciare una nuova vita, ma si trovano invece a fare i conti con una solitudine incolmabile: circondate da mura di paura, devono ogni giorno conquistarsi il diritto di esistere. A prescindere da dove arrivano - che sia il Medio Oriente, l'Europa dell'Est o l'Africa - o dal motivo che le ha spinte ad andarsene, sono costrette in un infinito presente, senza più niente alle spalle e senza niente ad aspettarle. Paradossalmente, sono proprio loro, le "ragazze ombra", a riaprire le porte dell'ispirazione a Jesper Humlin, rispettatissimo poeta di Stoccolma. Ormai più interessante per la critica che per i lettori, Humlin sta vivendo un momento complicato, impegnato com'è a contrastare una fidanzata piena di pretese e la concorrenza di scrittori più intraprendenti di lui. Soprattutto, sta cercando di opporsi tenacemente alle insistenti richieste del suo editore, che vuole a tutti i costi convincerlo a scrivere un poliziesco. Nel tentativo di recuperare la sua vena creativa, Humlin coinvolge rifugiati e illetterati in un corso di scrittura, lasciando che Leyla, Tanja e Tea-Bag lo conducano per mano al di là di un confine impercettibile, mostrandogli la sua arte, e il suo stesso paese, in una nuova prospettiva.
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Grendene Claudia
Eravamo tutti vivi
br. Gli amori e le morti, i figli e le fughe, i divorzi e i tradimenti. Eravamo tutti vivi racconta la vita di sette amici tra il 1993 e il 2013, nei vent'anni in cui in Italia e nel mondo tutto cambia: i movimenti di massa diventano effimeri, la globalizzazione tocca e ferisce, il neoliberismo mostra il suo volto disumano. Sullo sfondo di una città, Padova, che si trasforma attraverso le vicende dei centri sociali, i cambiamenti politici e gli scontri sugli immigrati di via Anelli, le esistenze dei personaggi scorrono, si incrociano, si allontanano. Quando si ritroveranno al funerale di Max saranno costretti a guardarsi indietro, e a domandarsi: "Che cosa abbiamo fatto delle nostre vite? Delle nostre speranze? Dei nostri desideri?" Il ritratto di una generazione quasi invisibile, passata dai sogni di rivoluzione all'incertezza, dagli studi universitari al precariato, dai desideri di libertà alla frustrazione.
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Ueda Akinari; Orsi M. T. (cur.)
Racconti di pioggia e di luna
ill., br. Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari (1734-1809) riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Ma questi elementi sono solo parte dell'intuizione poetica e della capacità dell'autore di trasformare le sue sue storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale è soprattutto in funzione estetica, la paura è mitigata dalla poesia, e quando "cantano i fagiani e combattono i draghi" il brivido dell'orrore si accompagna all'emozione della bellezza.
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Hesse Hermann; Specchio M. (cur.)
Knulp. Tre storie della vita di Knulp
brossura
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Soseki Natsume; Orsi M. T. (cur.)
Sanshiro
brossura
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Valle-Inclán Ramón del; De Cesare G. B. (cur.)
Sonata di primavera
brossura Ambientata in Italia ai tempi del papa-re, la Sonata, come le altre storie della tetralogia, racconta in forma autobiografica una stagione delle emozioni sentimentali del marchese di Bradomin, dandy e dissacratore, "brutto cattolico e sentimentale". Una storia d'amore peccaminosa, nata nella dimora di un prelato morente, che ha come vittima la maggiore delle sue cinque nipoti, Maria Rosaria, ventenne destinata al convento. Una trama di amore e di morte, dove le belle maniere e i buoni sentimenti diventano un gioco di apparenze che accende in segreto il furore delle passioni. La storia ha un epilogo tragico e la perversione del seduttore si vena della malinconia decadente di fine secolo.
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Puskin Aleksandr Sergeevic; Pera P. (cur.)
Evgenij Onegin
br. Uno spreco, una storia d'amore mancata, l'impossibile accordo tra educazioni sentimentali ispirate a modelli letterari diversi, la vita stritolata nelle divergenze fra civiltà e natura. L'incontro di Evgenij e Tatiana nella campagna russa, la lettera d'amore della signorina di provincia al giovane dandy, il duello con cui questo uccide l'amico, i suoi viaggi e infine l'arrivo a Pietroburgo per riconoscere Tatiana nelle vesti di altera principessa legislatrice di salotti e innamorarsene perdutamente: Puskin racconta questa tragica storia con grande levità di toni.
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Pérez Galdós Benito
Tristana. Testo spagnolo a fronte
br. Benito Pérez Galdós (1843-1920), con la sua imponente produzione letteraria, percorre la seconda metà dell'Ottocento e giunge fino ai primi anni del Novecento attraversando difficili decenni della storia sociale e culturale spagnola, durante i quali la Spagna avvia il processo di distanziamento dal suo glorioso passato per integrarsi nella modernità europea. Originario delle Canarie, Galdós svolge la propria attività a Madrid, un'attività spesa esclusivamente e ininterrottamente per le lettere (a parte un misurato ma incisivo impegno politico in nome delle sue convinte idee liberali), che gli permette a stento di vivere e che non gli impedisce di morire in miseria. Visto dai suoi contemporanei come uno scrittore che precorre i tempi, e dalla "generazione del Novantotto" come uno scrittore ormai superato, Galdós sarà rivalutato nella prima metà del Novecento e ampiamente letto e studiato nella seconda, fino a essere oggi considerato, al pari di Cervantes, come il romanziere per eccellenza e sempre attuale.
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Galilei Galileo; Battistini A. (cur.)
Sidereus nuncius
brossura Piccolo trattato messaggero di grandi e sconvolgenti verità, secondo la definizione dello stesso Galileo, il Sidereus nuncius è un testo epocale non solo per la storia della scienza ma anche per l'immaginario dell'uomo barocco. Le scoperte di cui si fece araldo, oltre che contribuire ad abbattere il paradigma aristotelico e tolemaico fondato sulla rigida distinzione tra il cielo e la terra, destarono sentimenti contrastanti di entusiasmo e di smarrita inquietudine su letterati, artisti, filosofi e, fatto insolito nella cultura italiana, sulla gente comune. Il cannocchiale, per la prima volta descrittovi diffusamente, uscì con quest'opera rivoluzionaria dai recinti specialistici dell'ottica per rivestirsi di valori simbolici che si riverberarono, come si dimostra nell'introduzione, sull'estetica, sull'etica e sulla critica letteraria, alimentando perfino una prosa fantascientifica conseguente alla scoperta di nuovi mondi. Galileo, nanimemente vittorioso nel confronto con Cristoforo Colombo, ottenne con il Sidereus una fama ecumenica, dalla Russia alla Cina, fino al Giappone, divenendo subito presso i poeti, da Marino a Milton, lo scienziato più rappresentativo della modernità.
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Maldini Sergio
La stazione di Varmo
brossura
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Anonimo; Maurizi A. (cur.)
Storia di Ochikubo
br. Al pari di tante altre opere della narrativa giapponese classica, tuttora ignota è l'identità dell'autore di "Storia di Ochikubo". Di certo, a giudicare per lo meno dallo stile e dalla terminologia di molti passi, l'opera fu il frutto della fantasia di uno dei numerosi aristocratici che nel corso della prima metà del periodo Heian (794-1185) produssero letteratura a uso e consumo delle dame di corte di Kyoto. Per molti secoli il romanzo fu attribuito a Minamoto no Shitago (911-983), letterato e poeta il cui nome è legato ad altri due testi del periodo: il "Taketori monogatari" (inizio X secolo) e l'"Utsuho monogatari" (fine X secolo). Il più antico manoscritto dell'"Ochikubo monogatari" esistente è una copia della metà del XV secolo.
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Manrique Jorge; Caravaggi G. (cur.)
Elegia alla morte del padre
brossura
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Hiraga Gennai; Boscaro A. (cur.)
La bella storia di Shidoken
ill.
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Anonimo; Negri C. (cur.)
La principessa di Sumiyoshi
brossura
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Gozzi Carlo; Ricorda R. (cur.)
Novelle
brossura Il volume raccoglie 12 novelle di Carlo Gozzi. Alcuni esempi delle storie narrate: nella "Novella prima" Tommaso Bigolino, non essendo accolto ad una festa di ballo, sporca di sterco la maniglia del battitoio di una porta e quando vi giunge il Conte e si sporca i guanti, se la prende con le ballerine, creando notevole scompiglio tra gli invitati; nella "Novella seconda" Battista Moscione si vendica di Tonio Tiglioccio che lo aveva infamato; nella "Novella terza" Battista Moscione si prende gioco di un gruppo di persone che sta decidendo il da farsi per rimuovere un cavallo morto; nella "Novella quarta" Gianni Tina, ciabattino di Milano si fa giustizia da solo fino a che il Governatore non è costretto a intervenire.
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Alberti Barbara
Gelosa di Majakovskij
ril. L'autore del "rapporto" è una spia innamorata, il gobbo Nikita, che sorveglia Majakovskij prima per conto della polizia zarista, poi per quella sovietica. Ma testimone è anche Ljuda, sorella di Majakovskij, gelosissima di ogni altra donna. La gelosia è il tema del libro: tutti sono gelosi di tutto, in arte e in amore. Il "gigante" Majakovskij incontra Pasternak, la Cvetaeva, Lenin, ma soprattutto Puskin, avanguardia dell'avanguardia, morto alla sua stessa età e come lui tradito dalle donne. E si scontra con il suo rivale, il poeta contadino Sergej Esenin, suicida a trent'anni (un falso clamoroso). Incontra anche (sono i tempi del dottor Zivago) il modello di Lara, Larisa Rejsner, la dea ventenne che guidava gli eserciti. E molti altri, sino alla fine.
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Carroll Lewis; Serpieri A. (cur.)
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Testo inglese a fronte
ril. "Alice nel paese delle meraviglie" ha tutte le peripezie, i personaggi, la velocità d'azione della fiaba, di cui conserva l'incanto e la sorpresa, ma vi immette inconsuete profondità di significati, variando continuamente le prospettive e operando vertiginosi, e non del tutto innocenti, giochi tra senso e nonsenso, tra la realtà come crediamo di conoscerla e una nuova realtà che sempre si trasforma. Di episodio in episodio, Alice scopre, come in un sogno più vero del vero, quanto sia discutibile, incerta ed evanescente quella realtà stabile, ben regolamentata, decorosa e immobile che le avevano insegnato a scuola (la scuola vittoriana qui così spesso presa in giro). Vivendo la sua favola, crescerà di nuovo, ma non sarà più la stessa.
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Dickens Charles; Sestito M. (cur.)
Una fantasia di Natale. L'invasato e il patto del fantasma. Testo inglese a fronte
ril. Dopo "Un canto di Natale", ancora una storia di Natale, ancora un magico sconcertante racconto, ancora un grandissimo Dickens. Ultimo dei quattro «Christmas Books» dell'autore, questa «Fantasia di Natale» è la storia di un dono, un dono stregato e crudele, e di uno sventurato patto che il protagonista, il chimico Redlaw, sancisce con il proprio doppio fantasmatico. Il dono - che egli trasmetterà a tutti coloro che gli si accostano - è quello di poter dimenticare, poiché è soprattutto «torto, dolore e sventura» che la memoria del passato sembra portare con sé. Ma non comprende, Redlaw, che insieme a tutto questo se ne andranno ricordi, emozioni e desideri, e tutto ciò che va a costruire, nel tempo, lo spessore della natura umana. In una cupa discesa verso la solitudine e l'indifferenza, vediamo lui stesso, e via via tutte le figure che incrociano il suo percorso in una Londra povera e degradata ma vitale, perdere i tratti della solidarietà e dell'allegria e chiudersi nell'egoismo e nel sospetto. Ritroviamo qui tutti i caratteri della scrittura dickensiana: l'alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell'ombra e di quelle della luce; e l'infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere. E vi ritroviamo naturalmente la magia del Natale, con il suo messaggio augurale di dolcezza e benevolenza.
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Ciani M. Grazia
Storia di Argo
br. Una donna ricorda, attraverso i suoi occhi di bambina, le drammatiche esperienze della popolazione italiana dell'Istria durante e dopo la Seconda guerra mondiale. I bombardamenti, l'occupazione tedesca, l'arrivo degli slavi, l'esodo. A simboleggiare il trauma dell'esilio forzato, lo straziante momento della separazione dal cane York, cui la legava un affetto profondo, abbandonato la notte della fuga. York che come Argo, il cane di Ulisse, ha continuato ad aspettare invano il suo ritorno fino alla morte. Il testo è accompagnato da una nota di Claudio Magris.
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Acquaviva G. (cur.); Covatta L. (cur.)
Moro-Craxi. Fermezza e trattativa trent'anni dopo
br. A trent'anni dal rapimento e dalla tragica morte di Aldo Moro questo quarto volume della collana dedicata a "Gli anni di Craxi" propone una ricostruzione e una lettura critica della posizione politica e delle azioni svolte dal Partito Socialista in quei difficili giorni. Dando la parola ai protagonisti e ai testimoni di quel tempo, riportando una vasta documentazione attinente ai risvolti politici e di opinione pubblica di quella vicenda, il testo intende proporre in particolare una valutazione storico-critica della figura e dell'azione che Bettino Craxi svolse in quella circostanza. Ne emerge una riflessione che si colloca fuori dal coro, tuttora prevalentemente celebrativo, che ha caratterizzato tanta parte dei ricordi apparsi nel marzo-aprile 2008 in occasione della ricorrenza trentennale di questa tragica vicenda; ma anche una ricostruzione che si colloca lontana dal richiamo al sensazionale e al misterioso di chi ha, troppo spesso, voluto ricostruire quella tragedia come fosse una materia da giallisti. Non c'è infatti bisogno di rovistare in nessun retroscena per leggere oggi questo evento per quello che fu e cioè una grande tragedia politica; come non c'è bisogno di rincorrere nessun complotto ammantato di mistero, per riconoscere che allora si realizzò una incredibili convergenza tra le maggiori forze politiche, sociali e culturali all'insegna di una vera e propria "strategia della non decisione".
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Carofiglio Francesco
Ritorno nella valle degli angeli
ril. Vincenzo Lauria torna in Italia in occasione della morte del padre. Da molti anni vive a New York dove fa il giornalista. Resterà ad Aquilana, piccolo paese dell'entroterra lucano che ha abbandonato da ragazzo, solo il tempo necessario a sbrigare le pratiche della successione. I giorni trascorsi nella casa della sua infanzia e quei luoghi così carichi di bellezza e di mistero riaprono antiche ferite e svelano inquietudini lontane. La drammatica scomparsa del fratello maggiore, il rapporto difficile con un padre assente, il ricordo struggente della madre. Mentre attende l'apertura del testamento, tutto intorno a Vincenzo sembra avvolto nell'aura misteriosa di una realtà parallela in cui si intrecciano i suoni e gli odori di un'altra vita. E così riaffiorano i ricordi di una terra arcana, matrigna, le pratiche magiche, le paure e i segreti inconfessabili. Quasi un'eco minacciosa, che risuona nel paesaggio desolato della valle. Finché, la notte prima della partenza, un evento sconcertante costringerà Vincenzo alla resa dei conti con il suo passato...
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Montrucchio Alessandra
E poi la sete
ril. Un futuro prossimo che potrebbe essere il nostro, alcuni secoli dopo "la Caduta": la catastrofe climatica che nel 2088 ha cambiato per sempre la terra, riducendone gran parte a deserto. Un Paese europeo che potrebbe essere il nostro, dove le risorse idriche sono state privatizzate e l'acqua, ormai più preziosa del petrolio, decide la differenza e la distanza tra ricchi e poveri, sani e ammalati, vivi e morti. E in questo mondo caldo, sporco, assetato ed eternamente in guerra che si incrociano i destini di Sarah, medico e figlia del presidente dello Stato che sta per essere rovesciato da una congiura interna, e Gaël, un tossicodipendente di quindici anni, figlio del giornalista che potrebbe smascherare le bugie del regime. Una donna e un ragazzo che dovrebbero essere nemici e invece cercheranno, insieme, di sopravvivere a quattro giorni di caos e violenza, catapultati in una corsa contro il tempo per salvarsi da chi combatte per il controllo della città e per raggiungere una fonte d'acqua potabile. Prima di morire di sete.
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Cinelli Delfino; Basora M. (cur.)
La trappola
brossura
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Maffi Pietro; Campanella L. (cur.)
Gli sparvieri
br.
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Tregnaghi Pierluigi
La Manna e altre storie
brossura
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Icardi Desy
Tacchi e taccheggi
br. Due donne, una truffatrice professionista e una ladra dilettante, vengono scoperte a taccheggiare in un supermercato e si ritrovano trattenute nell'ufficio delle guardie giurate. L'attesa si prolunga finché Lydia e Barbara si rendono conto di essere state dimenticate e di dover passare l'intera notte nell'ipermercato ormai chiuso. Ora dopo ora, le due donne sono costrette, loro malgrado, a un confronto tra chi ruba per "lavoro" e chi lo fa per "hobby". Tra gag surreali e dialoghi vivaci, le esperienze delle protagoniste si sovrappongono e intrecciano rivelando che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo rubato qualcosa a qualcuno, che si tratti di denaro, di tempo, di attenzione, di sesso o addirittura di amore.
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Mansuino Daniele
Le sette torri del diavolo di René Guénon
br. Uno dei misteri irrisolti dell'esoterismo tradizionale è costituito dalle enigmatiche allusioni di René Guénon alle Sette Torri del Diavolo. Questo libretto prova ad indagarle a fondo, cogliendo l'occasione per presentare ai lettori una visione alternativa su certe vicende, relative al percorso esistenziale del grande maestro francese, perlopiù sconosciute.
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Alexanian Arthur
Il melograno e la luna
ill., ril. Gridai tanto che il guardiano, abbandonato il registro, entrò spaventato nel locale. Gli mostrai quello che non immaginavo di trovare, il libro che avevo infilato nella borsa di mio marito prima che scomparisse per sempre. Era mezzo strappato e mancavano delle pagine, gli dissi: 'Ho ritrovato mio marito'. Mi guardò stupito dicendomi che mio marito non era mai stato lì, nell'infallibile registro non c'erano né il nome né il cognome. Uscii senza voltarmi indietro con il libro in mano, l'autista mi aspettava e gli urlai di portami alla stazione. Nel lungo viaggio di ritorno a Mosca ebbi il tempo di pensare che dovevo rassegnarmi e accontentarmi del cimelio, quel libro che ormai lo sostituiva e di cui potevo fare quello che volevo...
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Errera Bartolomeo
Mio figlio non parla più
ril. Una bugia è un vetro senza riflessi, uno specchio senza immagini. Il dolore e la disperazione di due genitori che assistono impotenti allo sconvolgimento delle loro vite, quando il figlio Totò, per ragioni incomprensibili, smette di parlare. Il suo mutismo inizia dalla prima elementare, al rientro a scuola dalle vacanze natalizie. Medici specialisti, psicoanalisti e perfino una logopedista non trovano alcun risultato. Sarà un grafologo, Giulio, un avvocato penalista che ha rinunciato alla professione, a individuare le ragioni del mutismo. Dalla storia di Totò dipenderanno le vite di tutti coloro che sono entrati in contatto con lui, soprattutto quella di Giulio.
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Kano Arata; Shinkai Makoto
Your name. Another side: earth bound
ill., br. Taki, un liceale che vive a Tokyo, inizia a scambiare il corpo in sogno con Mitsuha, una liceale che abita in una città di campagna. Pur spiazzato da quel corpo femminile a lui estraneo e da quella vita di campagna a lui ignota, a poco a poco si abitua a questa situazione. Mentre Taki comincia a desiderare di conoscere meglio Mitsuha, anche le persone vicine alla ragazza riflettono sul suo conto, trovando insolito il suo comportamento...
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Bilotto Andrea
Tutto per una ragione
br. Chiara è una ragazza di diciassette anni, che vive la piena adolescenza e una vita intensa. Una storia che intreccia amore e amicizia, con lo sfondo del mondo dei Social che condivide esperienze, interessi, passioni, stili di vita e comportamenti che accompagnano l'adolescenza, che scatta una fotografia nitida della vita incerta vissuta a questa età, la fase della vita in cui ci si fanno tante domande, senza avere però le giuste risposte. È un romanzo che attraversa l'universo degli adolescenti, con la tempesta dei loro sentimenti spesso celati da maschere che però nascondono sempre una scintilla di bellezza. Un romanzo per ragazzi, ma anche per tutti gli adulti che hanno voglia di rivivere le emozioni di quegli anni: diventa facile dimenticare cosa significa essere adolescenti e per molti adulti è difficile comprendere cosa significa esserlo oggi, nell'era dei social media. Introduzione di Andrea Canevaro.
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Meconcelli Silvia
Quel che non sai di me
br. Il 26 aprile del 1943 gli aerei statunitensi colpirono il cuore della Maremma. Una tragedia che portò centinaia di grossetani a stravolgere le proprie esistenze, costretti a risollevarsi in una città ferita. Nina, cresciuta tra le macerie di quel dramma, è una donna apparentemente forte e realizzata. Assiste l'anziana madre ripercorrendo quegli anni difficili, mettendo a nudo le tante domande rimaste senza risposta in una situazione familiare difficile. Le storie delle due donne si sono rincorse su binari differenti, tra le numerose divergenze che hanno portato Nina a preferire i libri a un destino di stenti e ignoranza. Scelte che hanno avuto un costo, motivazioni che finalmente la donna ha la possibilità di spiegare alla madre in una lunga confessione. Rievocando le figure e le situazioni che le hanno permesso di essere in pace con se stessa.
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Bibolotti Elena
Conversazioni sentimentali in metropolitana
br. Carola, giornalista e scrittrice di storie erotiche, che fatica a pagare l'affitto, conosce Lara in metropolitana, e intuisce che la giovane di Centocelle si prostituisce in cambio di ricariche telefoniche. Con la scusa di conoscere i particolari della sua storia per scriverla, entra in intimità con lei scoprendo che il fratello la vende ad amici e conoscenti da quando era adolescente. Decisa a salvarla, la giornalista si serve di un amico poliziotto che però, senza la volontà della vittima, non potrà darle l'aiuto promesso. Tra un incontro e l'altro nella metropolitana di Roma, Carola comprende di essere lei stessa vittima di un manipolatore relazionale, Franco, psicanalista di successo, deciso a sposarla e quindi a mantenerla, a patto che lei smetta di scrivere. Nel frattempo, Lara pianifica di ricattare Carola presentandosi a casa sua piena di lividi per sedurla e filmarla. Nonostante il ricatto, Carola mette a punto un piano per salvare entrambe. Sostenendo con Franco di voler intraprendere un'attività lontana da giornalismo e scrittura, si fa prestare una grossa somma e compra i biglietti aerei per l'Indonesia. Arrivata all'aeroporto Lara non ci sarà.
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Alarcón Pedro A. de
Il cappello a tre punte e altri racconti
br. Il Corregidor, vecchio podestà di una cittadina spagnola, ha messo gli occhi su donna Frasquita, la bella moglie del mugnaio Lucas, la quale, per certi suoi segreti scopi, tollera il corteggiamento. Il Corregidor, per appagare le proprie brame senza correre pericoli, fa inviare al mugnaio l'ordine di presentarsi in città. Subito dopo lo fa incarcerare e, in piena notte, si reca al mulino. Qui, però, Frasquita capisce il tranello, lo respinge e corre a cercare il marito, il quale a sua volta è riuscito a evadere e sta tornando al mulino. Giunto sul posto, trova i panni del Corregidor stesi vicino al fuoco e, credendo di essere stato tradito, indossa gli abiti del vecchio per correre a casa sua deciso a vendicarsi. Quando poi il vero Corregidor torna al palazzo, vestito da mugnaio, viene lasciato fuori dalla porta... Procede così, come una commedia degli equivoci funambolica e dall'inconfondibile tratto picaresco, questo gioiello della narrativa spagnola dell'Ottocento, il capolavoro di Fedro de Alarcón da cui furono tratti innumerevoli adattamenti teatrali e cinematografici, tra cui l'omonimo film di Mario Camerini con Eduardo De Filippo.
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Sorina Marina
Storie dal pianeta Veronetta
ill., br. In questa raccolta di storie edite e inedite, scritte nell'arco degli ultimi dieci anni, si raccontano soprattutto i destini degli abitanti di un quartiere molto speciale, antico e moderno, bello e trascurato, pieno di presenze nuove e di preesistenze importanti, con alcune storie ambientate fuori da Verona. L'intento è narrare dall'interno le esistenze incrociate degli abitanti del quartiere chiamato Veronetta dove pulsa il cuore vivo e creativo della città. Nella raccolta si testimonia dalla ravvicinata distanza di osservazione la vita degli abitanti di Veronetta, i loro amori e abbandoni, lotte e lutti, scoperte e delusioni, in un incessante dialogo con il contesto urbano circostante. Gli eventi sono legati a un luogo e momento precisi, ma hanno in loro una valenza universale, che si potrebbe replicare in altri quartieri delle città italiane ad alta presenza d'immigrati. La particolarità della raccolta sta nel fatto di essere scritta da un'autrice di origine straniera, che però non si limita a parlare solo delle persone della stessa provenienza o dal punto di vista puramente femminile.
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Rinaldo Nicola
Cinque tulipani. Una storia di Resistenza veneta
br. Alfredo Tizzoni è un giovanissimo tenente dei Carabinieri. Dai banchi dell'Università si ritrova catapultato negli eventi che seguiranno all'armistizio e all'occupazione nazifascista della penisola. Alf, così lo chiamano gli amici, dovrà mettere in discussione tutti i valori morali che lo hanno guidato fino a quel momento per sopravvivere e per trovare la Redenzione. La Resistenza è vista con gli occhi di un ragazzo diventato adulto suo malgrado. Uno spirito giovane, a tratti impulsivo e infantile che un'uniforme indossata troppo presto e in fretta non è riuscita a cancellare. Una Liberazione che è voluta non solo per la terra ma anche per l'anima. Un'attesa spasmodica e una missione che metterà in discussione l'intera società e i suoi figli. Un cammino che intraprenderanno in pochi e che in pochissimi porteranno a termine in vita. "Cinque tulipani" è prima di tutto una storia di vita, il racconto di come la dignità e l'amicizia possano divenire una conquista sufficiente per morire a testa alta.
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Monti Virginio
Il Futuro Passato. Gli anni Sessanta e l'imperdibile '68
br. "Il Futuro Passato" è un libro sul '68 studentesco e giovanile lucchese e sugli anni '60, che lo precedettero e, in qualche modo, lo prepararono. Ricostruito in base ai ricordi e alla memoria soggettiva dell'autore e a riscontri oggettivi di documentazione di archivio, Virginio Monti racconta, ama ascoltare e far raccontare gli amici, i compagni, i coetanei. In questo modo ricostruisce anche una storia degli anni '50 e '60, dal dopoguerra alla contestazione globale. Dalla mancata epurazione dei fascisti nei gangli vitali dello stato alle persecuzioni giudiziarie dei partigiani, dai fenomeni di emigrazione dalla Valle del Serchio alle condizioni di supersfruttamento e sottosalario, dalla rivolta dei Campus americani contro la guerra del Vietnam alla beat generation, dalla contestazione studentesca al risveglio delle lotte operaie. Questo libro ci aiuta a non essere "reduci", ci spinge a studiare, a indagare nelle nostre memorie soggettive, negli archivi, nei documenti, nelle nostre coscienze e nei nostri cuori, ci spinge a realizzare più conoscenza, più cultura, a costruire reti.
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Foresta Felice
Lungo il sentiero delle trasparenze
br. Trasparenze del presente le chiama Federico Forster che, sotto la spinta prepotente di un incontro casuale, intraprende, in una sorta di personale iniziazione all'età adulta, un viaggio duplice e inconsapevole. Nello spazio annegato nel sole, o grigio di una nebbia testarda, e nel tempo. A prendere corpo è, così, un'idea di persona, un fratello del padre morto quando lui era ancora in fasce, la cui assenza ha tacitamente segnato - come scoprirà nel lento dispiegarsi di un accidentato percorso di ricostruzione - ogni tappa del suo vivere. Federico, improvvisandosi a investigare tra pochi e smozzicati indizi, raccoglie, allora, dalle voci riflesse dei testimoni dell'epoca solo scaglie di verità, sufficienti, però, a ricomporre il ritratto di un uomo qualunque, in apparenza, un medico come tanti nell'Italia in bianco in nero del dopoguerra. Un uomo che, come pochi, negli anni incerti della rinascita ha saputo imprimere il sigillo indelebile di una purezza d'animo e di una bontà inusitata a ogni incontro fatto, a ogni relazione intrecciata e, sopra a ogni cosa, alla propria professione, scelta con la coriacea determinazione dei bambini e perseguita con ostinata caparbietà.
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Pirandello Luigi
Uno, nessuno e centomila
brossura Del romanzo Uno, nessuno e centomila uscito a puntate nel 1926 sul settimanale La fiera letteraria, quando lo scrittore era già famoso in tutto il mondo, soprattutto per le sue opere teatrali, lo stesso Pirandello disse: "Avrebbe dovuto essere il proemio alla mia produzione teatrale e invece finirà per essere un riepilogo. È il romanzo della scomposizione della personalità. Esso giunge alle conclusioni più estreme, alle conseguenze più lontane". Per questo, pur non mancando di una trama, il romanzo ha in moltissime pagine la struttura di un incalzante dialogo col lettore nel corso del quale l'autore espone i capisaldi della sua concezione ideologica: l'inesistenza di una realtà oggettiva valida per tutti, col conseguente scontro, ora paradossale ora drammatico, del modo mio di sentire e giudicare che non può coincidere col modo tuo; la perenne mutabilità della coscienza col conseguente crollo della unità, della compattezza dell'io.
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Tufano Ada
Nascosto al cuore
brossura Quando parte per un viaggio di lavoro, la vita di Kate cambia radicalmente. Fino ad allora, era rimasta in sospeso tra il tormento per la tragica morte della madre, di cui si sente parzialmente responsabile, la paura di vivere l'amore per il suo collega Daniel e il desiderio inspiegabile di coltivare l'amicizia di Gena, donna ambigua e solitaria. Durante quel viaggio, fortuitamente, salva la vita a una strana donna. Quest'ultima la ospita per la notte in una casa dalla cupa atmosfera e la turba con discorsi inquietanti, quasi la conoscesse. Kate è così confusa, che accetterà un'assurda proposta che la donna le fa per sdebitarsi. Da qui in poi la ragazza precipiterà in un inferno che mai avrebbe sospettato, che la metterà a dura prova, ma che potrà, forse, farle ritrovare la pace svelando al suo cuore ciò che fino ad allora gli aveva nascosto. Sul filo del paradosso temporale, si snodano vicende inaspettate, si stringono improbabili alleanze e si rimette a fuoco con gli occhi di oggi quanto è accaduto allora.
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Giambanco Micaela
Bancha
brossura Fine anni Novanta. Roma. Una giovane donna decisa e indipendente vive in una splendida proprietà di trenta ettari, ha davanti a sé la prospettiva di un futuro da dirigente in una delle più famose e importanti aziende import-export italiane ed è sentimentalmente legata a un ragazzo di buona famiglia. Cresciuta con il nonno paterno, manager d'assalto e poco incline alle effusioni, non ha comunque particolare curiosità di conoscere la storia dei suoi genitori: sa solo che il padre è deceduto in Giappone quando lei era molto piccola. A destabilizzare lo status quo è l'arrivo di una lettera inviatale dal nonno materno: una sola grande bugia e tutto il suo passato e il suo futuro sono compromessi. Decisa a conoscerlo, intraprende un viaggio in Giappone. Avrà modo di conoscersi come una donna diversa e, come nel kintsugi della tradizione giapponese, dove la ceramica in frantumi viene ricomposta e impreziosita con l'oro, sarà lei a dover rimettere insieme i frammenti della sua vita rendendola più ricca di quella finora vissuta.
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