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Adamesteanu Gabriela
L'incontro
br. È l'agosto del 1986 e all'aeroporto di Bucarest un drappello di lontani parenti, profittatori e scagnozzi del regime di Ceausescu,attende, con i vestiti buoni e un'ossessiva curiosità, l'arrivo di Traian Manu. Fuggito dalla Romania quarantanni prima, l'esule è ora cittadino italiano e professore di biologia, ed è stato invitato nel suo ex paese con il pretesto di una serie di conferenze, in realtà per essere spiato dal regime. Traian ama l'Odissea, che recita a memoria, ma diffida della sua Itaca, di cui conosce i vizi e intuisce i pericoli. Sballottato tra agenti e burocrati dell'apparato, cugini che fanno il doppio gioco, adulatori e conoscenti in coda per un aiuto dal mondo di "Fuori", Traian lo "straniero" non capisce più niente del paese dove è nato, della situazione che lo circonda e del senso del suo viaggio. E le uniche due persone che vorrebbe ancora rivedere non possono in realtà abitare che i suoi incubi o i suoi sogni. Con un senso gogoliano e irriverente della deformazione, la narratrice scava nelle miserie e nelle illusioni dei suoi personaggi e costruisce l'immagine di un mondo che gira a vuoto, fra ricerche intrecciate e tutte fallite.
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Lianke Yan
Pensando a mio padre
br. Un contadino della remota provincia cinese del Henan lavora testardamente una terra avara, ora dopo ora, con la forza, la determinazione e la fatica dettate da una promessa fatta a se stesso: costruire una grande casa col tetto di tegole per i suoi figli. Yan Lianke ci racconta con parole scabre come le pietre di un campo da dissodare la storia di suo padre, della sua famiglia, della sua infanzia povera e delle aspirazioni alla fuga verso un futuro più aperto. Ma, soprattutto, ci racconta la nostalgia per un padre compreso troppo tardi, le cose non dette, le azioni mancate, insieme alla ricerca delle parole giuste che possano restituire, seppure in ritardo, il calore, la bellezza, la durezza della vita di una persona amata, che non deve e non può perdersi. Pervaso di grazia e di forza, il libro di Yan Lianke è un tributo alle radici, alla terra, alla lotta per la sopravvivenza, alla memoria e all'infanzia.
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Hoffmann Ernst T. A.; Bompiani G. (cur.)
Il piccolo Zaccheo detto Cinabro
ill., ril. "Quello che, a prima vista, si sarebbe potuto benissimo scambiare per un pezzetto di legno tutto contorto e cartilaginoso era, in effetti, un bimbo deforme, alto si e no due spanne. Il mostriciattolo si rotolava sull'erba mugolando. Aveva la testa incassata fra le spalle, una gibbosità cucurbitacea al posto della schiena e due gambette sottili come verghe di nocciolo; sembrava, insomma, un radicchio tagliato in due..." Chi può salvare dal suo destino un essere cosi mostruoso e infelice? Solo una fata un po' avventata, che crede nel potere dello scambio... Comincia così una fiaba meravigliosa, che mette in scena un personaggio che percorrerà la letteratura, da Dostoevskij ad Anna Maria Ortese. E ci avvicina piano piano, con agilità e leggerezza, alle paure e ai desideri più riposti del nostro cuore... Dopo averla letta, tante figure intorno a noi, che guardiamo con stupore, chiedendoci che cosa mai la gente veda in loro, sembreranno ricordarci qualcosa... Nel secondo volume della collana "Luce mediterranea", la favola del piccolo Zaccheo di E.T.A. Hoffmann dialoga con le illustrazioni di Steffen Faust, in un incantesimo a due voci.
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Morelli Paolo
Vademecum per perdersi in montagna. Nuova ediz.
br. In questo manualetto di filosofia di montagna, Morelli considera una fortuna che la terra sia corrugata e continui in futuro a corrugarsi e a generare rilievi, nonostante le acque lavorino per rendere i continenti lisci, adatti alle strade asfaltate e alla civiltà della ruota. Da pochi lustri si è appreso che le principali catene montuose, contorcendosi come vertebrati, salgono ogni anno di qualche decimillimetro. Questo libro è per chi gode di tale notizia, e spera invece che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti, che sono concettualmente agli antipodi. Il libro si vedrà che è al fondo un po' stoico, anche un po' scettico (forse taoista, anche se l'autore certo non lo direbbe); il che serve a moderare i furori alpestri e la foga ascensionale degli zotici, ma anche a far sorgere la voglia di una fuga definitiva e felice tra i monti, con tutto l'indispensabile. (Ermanno Cavazzoni)
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Puskin Aleksandr Sergeevic
Eugenio Oneghin
br. L'"Evgenij Onegin" di Aleksandr Puskin è uno dei sommi libri dell'umanità, e punto d'avvio della grande letteratura russa dell'800. Scritto tra il 1823 e il 1830, narra la storia d'amore mancata tra il giovane romantico disilluso Eugenio e la giovanissima Tatiana, figura incantevole e commovente, immersa ancora nei sogni della sua età. È un romanzo in versi; e l'essere in versi e rima ha sempre creato problemi di traduzione, e di conseguenza una diffusione limitata in lingua italiana, nonostante l'importanza e la notorietà. Questa edizione propone l'opera nella traduzione di Ettore Lo Gatto che ha raggiunto con essa quella leggerezza, musicalità e naturalità così vicina alla lingua parlata per cui è celebre Puskin. Il verso novenario giambico russo è restituito nell'endecasillabo regolare italiano, che è il verso più simile per capacità narrativa; ed è mantenuto lo stesso schema di rime dell'originale, cosa importantissima per godere il giro ritmico, la facile leggibilità e l'incanto del racconto.
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Basara Svetislav
Mongolski bedeker
br. Il protagonista riceve una lettera da un amico che si è appena suicidato e che gli propone di andare al suo posto in Mongolia a scrivere una guida turistica. A Ulan Bator incontra un vescovo olandese portato lì da un sogno in cui è rimasto impigliato, incontra un ufficiale dell'armata rossa diventato buddista e gran lama, uno zombie francese dal passato lubrico, uno psicoanalista italiano di nome Andreotti, un'attrice di cinema che tutti dicono essere Charlotte Rampling. Come si intuisce la guida non sarà una guida secondo le norme turistiche. Tutto avviene all'hotel Gengis Khan, dove la vodka scorre a fiumi alimentando discussioni metafisiche sui tre tipi di tempo interiore, sulle teorie cosmologiche e sul mondo che probabilmente è un ologramma. Intanto i morti sembra abbiano formato un sindacato, e arditi accostamenti vengono fatti tra i labirinti vaginali e i caccia sovietici MIG 21. "Mongolski baedeker" (cioè guida della Mongolia) è una specie di romanzo semi-filosofico e semi-comico sull'incertezza di tutte le cose (parole comprese).
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Walser Robert
Pezzi in prosa
br. I "Prosastticke" di Walser furono pubblicati dall'editore Rascher di Zurigo nel 1916. Si tratta di diciotto prosette che l'autore scrisse appositamente per questa raccolta; quadri d'ambiente, brani "umoristici", aneddotica a sfondo moraleggiante, parabole fiabesche, ricordi e fantasie, di cui Walser scriveva all'editore: "posso dire con ferma coscienza che le ritengo buone e per questo le offro a Lei con piena fiducia. Ogni singolo pezzo è stato scritto con grande zelo e con la più scrupolosa oculatezza, mi sono dato grande fatica per poterLe presentare un lavoro ben fatto. I testi sono di natura a volte più seria, a volte più svagata, ma tutti - come sono convinto di una levatura qualitativa indiscutibile".
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Michaux Henri
Viaggio in Gran Garabagna
br. In Francia Henri Michaux è già un classico consacrato nella "Plèiade", anche se è un classico piuttosto inclassificabile. "Viaggio in Gran Garabagna" (1936) è uno dei suoi primi libri, e forse il più felice tra quelli che ha scritto. È un viaggio in una terra che non esiste, attraverso popolazioni immaginate, che corrispondono ognuna a un umore, una mania, un tic. Gli Hiviniziki (ad esempio) sono la nevrastenia, la precipitazione e la fretta fatte popolazione; gli Emangloni sono tardi, contemplativi e facili al pianto come certi nostri stati d'animo depressivi. Un libro rasserenante per chi lo legge, e avventuroso; lontano erede dei "Viaggi di Gulliver" e del "Gargantua".
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Menetti E. (cur.)
Novelle stralunate dopo Boccaccio. Riscritte nell'italiano d'oggi
br. La novella italiana a partire da Boccaccio è stato uno dei generi letterari più letto, apprezzato e imitato in Europa, e rappresenta una delle migliori stagioni letterarie italiane. Ma se Boccaccio è rimasto un autore molto noto, meno conosciuti sono quelli che hanno scritto dopo di lui e sulle sue orme. In questo libro Elisabetta Menetti ha scelto le novelle più rappresentative, sorprendenti, conturbanti e fantastiche di autori del Quattrocento e Cinquecento italiano: Sacchetti, Sercambi, il Piovano Arlotto, Straparola, Masuccio Salernitano, Bandello, Molza, Morlini, Arienti, Gherardi da Prato, Manetti, Grazzini, Doni, Fortini, Ser Giovanni Fiorentino. L'italiano dell'epoca non è facile per tutti da leggere; per questo le novelle sono state riscritte nell'italiano d'oggi da alcuni stimati autori e traduttori, in modo da riavere quella freschezza e quella comicità immediata che le caratterizzava. Le trascrizioni sono di Dino Baldi, Daniele Benati, Nicola Bonazzi, Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Ivan Levrini, Giovanni Maccari, Simona Mambrini, Nunzia Palmieri, Giovanni Previdi e Jean Talon.
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Malerba Luigi
Le galline pensierose
br. Un libro dove le galline pensano, parlano, progettano e si danno da fare, sempre ad imitazione e in concorrenza con gli esseri umani, moltiplicandone la comica stupidità e il sempre fallimentare anelito filosofico. Sono 146 brevissime storielle, più 9 inedite composte da Malerba nel 2008 da aggiungere alla precedente edizione Mondadori 1994 (la prima è Einaudi 1980). Italo Calvino ha scritto che queste storielle sulle galline stanno tra il leggero umorismo del nonsense e la vertigine metafisica degli apologhi zen.
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Salabelle Maurizio
La famiglia che perse tempo
br. Maurizio Salabelle è uno scrittore italiano che somiglia incredibilmente ai disegni di Jacovitti; non ci sono i salami per terra, ma ci sono gli aggettivi, usati come fossero avanzi di cucina che danno la stessa puzza al paesaggio. La storia si snoda in mezzo a una famiglia compressa in una cucina che sa di fritto e minestra, in una comicità continua e leggera spalmata su tutto. Questo è il primo romanzo che Salabelle ha scritto, alla fine degli anni Ottanta, fino ad oggi rimasto inedito, forse il più caratteristico della sua fantasia. Storia di una famiglia bislacca (è dir poco) dove gli orologi vanno per conto loro, creando fasi di tempo posticcio, ritagli di tempo, periodi bianchi ecc. Difficile riassumere un libro così fantasioso, pur se scritto in modo limpido e impercettibilmente comico.
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Malerba Luigi
Consigli inutili-Biografie immaginarie
br. La miglior vena comico-fantasiosa di Malerba. Dagli anni Novanta fino al 2008 Luigi Malerba ha coltivato questo genere che chiamava "consigli inutili". Sono brevi e molto divertenti storielle su come produrre il fango, su come riuscire a stare in piedi, su come perdere involontariamente una lettera sgradita, su come avere un'ombra, sulla difficile arte di non far niente, e così via. Si tratta di scritti inediti, tranne alcuni usciti in rivista. A seguire otto biografie di personaggi immaginari, mediamente strambe e paradossali, dall'antichità classica al Settecento. Le due raccolte sono state preparate e ordinate da Malerba nell'aprile 2008.
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Sebregondi Maria
Etimologiario
br. "L'Etimologiario" di Maria Sebregondi è un piccolo dizionario etimologico di tipo assolutamente fantastico, dove le inedite etimologie, cavate da segmenti della parola, rivelano una loro buffa giustezza, in un cortocircuito interno alla parola che sorprende, fa sorridere e ne espande inaspettatamente il significato.
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Schmidt Arno; Borso D. (cur.)
I profughi
br. Questo romanzo breve ("svelto", secondo la definizione dell'autore), scritto nel 1952, narra una storia d'amore e miseria che si svolge in un momento tragico, e poco noto, della storia d'Europa. Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, più di dieci milioni di tedeschi vennero espulsi dalle zone a est dell'Oder, passate alla Polonia e alla Cecoslovacchia. Ammassati verso il Reno e costretti a reinsediarsi presso compatrioti tutt'altro che fraterni, dovettero attraversare regioni devastate dalla guerra, affrontando la fame, l'odio e le difficoltà politiche dell'epoca. E durante questo esodo, in treno, che si incontrano i due protagonisti: lui uno scrittore che campa di traduzioni, lei una giovane vedova di guerra che vive con una pensione minima e ha perso una gamba durante un bombardamento. Continueranno insieme il viaggio, condividendo disagi, cibo e sentimenti. In uno stile crudamente naturalistico Schmidt racconta la sopravvivenza strenua di cultura, umorismo, pietas, miracolosamente intatti nello sfacelo.
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Edgeworth Maria; De Petris C. (cur.)
Harrington
br. Quando si parla di rapporti difficili tra ebrei e cristiani, raramente si pensa all'Inghilterra e all'Irlanda; invece la presenza degli ebrei vi è testimoniata già dal 1070, quando Guglielmo I li chiamò dalla Francia come esattori delle tasse. L'Inghilterra è il primo paese a imporre agli ebrei un contrassegno sull'abito nel 1218; con lo statuto De Judaismo, si proibisce loro l'esercizio dell'usura, fino a disporre la loro espulsione e confisca dei beni nel 1290. Da allora l'antisemitismo in Inghilterra è stato una costruzione culturale in absentia, ampiamente riflessa nella produzione letteraria; da Chaucer a Marlowe, fino a Shakespeare, che con il personaggio di Shylock diede all'antisemitismo, diffuso nella società e nella cultura popolare inglese, dignità d'arte. L'ebreo, stigmatizzato nella sua alterità etnica e culturale, diventa l'icona speculare della virtus inglese. Tra '600 e '700, avvenimenti storici e mutamenti religiosi e socio-economici generano un atteggiamento più aperto verso quegli ebrei che da stranieri avevano scelto, nonostante tutto, di stabilirsi sull'isola. Nel 1817 Maria Edgeworth dà alle stampe "Harrington", ispirato al principio illuminista di tolleranza religiosa. In questo bildung-roman in prima persona, il protagonista racconta la propria conversione: dalla paura e dall'odio dell'infanzia, generati da una mala educación antisemita, all'attrazione e perfino alla condivisione dei valori morali dell'ebraismo nella maturità.
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Bignami Maurice
Lupi e cani randagi
brossura Per unità di tempo, luogo e azione - una storia metropolitana di amore e morte lunga tre giorni e tre notti in una Roma sventrata dalle acque - "Lupi e cani randagi" è una tragedia classica. Per il linguaggio è un hard boiled. Duro e travolgente, tenero e struggente. Ne ha tutti gli stilemi, e li ha per farli tutti a pezzi. Dall'impianto drammatico alla lingua, dai personaggi agli ingredienti di genere. Ideologia zero. Biografia auto-assolutoria zero. È il primo autentico romanzo sul terrorismo e gli anni '70. Implacabile, demolisce ogni steccato e trascina dietro le quinte, al fondo degli eventi, al cuore degli uomini e delle donne che fecero quegli anni. Apre anche uno squarcio sul nostro desolato presente, sulla decomposizione irreversibile della modernità. Narra infine del Male all'origine certa delle cose narrate; dei Sette vizi capitali, senza trascurarne nemmeno uno. E di come, forse, si possa incontrare l'unica salvezza perfino lì. Tre possibili chiavi di lettura, tre giochi narrativi che si incrociano senza ledere le proprie valenze: una trama avvincente da romanzo vero; il '68, la Rivoluzione e il dopo raccontati a quelli che c'erano e a coloro che li hanno solo sentiti dire; l'inferno andata e ritorno.
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Angiuli L. (cur.); Cappelli P. (cur.); Di Turi L. (cur.)
Storie da ridere della tradizione pugliese
br. I 28 testi della raccolta scaturiscono dalla trascrizione creativa di narrazioni registrate sul campo tra il 1984 e il 1992. I temi dei racconti attingono a un repertorio uniformemente diffuso in un'area che va dall'alta murgia alla marina barese e possono ridursi ai seguenti: monaci e preti, morte e riso, scempiaggine e furbizia. È l'alternanza di questi temi a ritmare la struttura della presente raccolta, formando delle triadi comiche regolarmente sequenziate. È possibile ascoltare online le registrazioni di ciascuna narrazione, nelle versioni originali, all'indirizzo youtube.com/user/EdizioniPagina/playlists.
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Liberatore Stanislao; Cellucci S. (cur.)
Biglietto di sola andata
brossura
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Ferro Paolo; Longheu E. (cur.)
Io mi ricordo
br.
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Borin Fiorella
La strega e il robivecchi
ill., br.
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Bellitti Giorgia; Bernava A. (cur.)
Amori polari
br. Marta scrive lettere al suo cuore e a quello di Andrea, e le alterna al racconto della sua vita, del loro amore, della sua terra, alla quale rimane indissolubilmente unita e fedele. Amanti e clandestini, non possono lasciare tracce dei loro incontri, e assorbono l'una parole e pensieri dell'altro, rubando attimi dalle loro esistenze in altri luoghi, con altri cuori. Presentazione di Arturo Bernava.
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Tocci Patrizia
I gigli della memoria. Narrazione collettiva
br. Questo libro è nato attorno ad un desiderio: che restasse testimonianza della nostra vita di questi anni, durante e dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Nella prima sezione del libro, "La banca della memoria", è contenuta una narrazione collettiva: 55 testimonianze raccontano le prime 12 ore della nostra seconda vita. Non è stato facile "estorcere" questi racconti: tutte queste testimonianze parlano la mia stessa lingua, quella dell'esilio. Ho cercato, in questo modo, di dare voce a una comunità dispersa, che ha perso i luoghi dell'incontro, il concetto di prossimità ma non la necessità, né il desiderio di condividere il "momento", per cementare la speranza del ritorno. La seconda parte del libro, "I gigli della memoria", vorrebbe invece dar conto del tempo successivo, fino ad oggi. La postfazione è affidata alla penna di Paolo Rumiz. L'ho accompagnato in Zona rossa, fra le rovine dell'Aquila. Volevo che vedesse quelli che per me già erano il simbolo della città: i gigli in ferro battuto, posti alla fine delle catene di ferro che sorreggevano i muri maestri dei palazzi aquilani. Resistono ancora, infatti, sulle pareti crollate.
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De Turris Gianfranco
Il vecchio che camminava lungo il mare
br. Al centro di questo racconto c'è il viaggio, compiuto da "un naufrago preoccupato della propria sopravvivenza", alla volta di una Realtà Altra, in un certo senso sempre posseduta, ma per qualche motivo lontana e apparentemente irraggiungibile. Un viaggio, potremmo dire senza forzature, iniziatico, tramite il quale il protagonista acquisisce consapevolezza del fatto che la realtà in cui si trova a vivere tutti i giorni non è l'unica, né, a ben vedere, la più importante. Ma dove si trova questa realtà? Come vi si accede?, si chiede il giovane. Ebbene, al pari dell'Aleph di J.L. Borges, si può trovare in ogni dove - in un sottoscala, ma anche tra i cocci di vetro di una spiaggia.
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Marchi Roberto; Scarsella Alessandro
Montecaprino
ill., br. Silvio Del Duca è un giovane ricercatore che si interessa di esoterismo che a Montecaprino incontra un mondo ambiguo di intellettuali resistenti al corso della storia e custodi di una "razza perduta" che tuttavia non si mostra mai interamente e sembra sussistere nella dimensione del mistero. Ma la situazione precipita rapidamente. Fantastico, commedia erotica e racconto kafkiano si ibridano in un intreccio che pone anche al lettore domande senza risposta.
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Di Cesare Valentina
Marta la sarta
br. Gli undici capitoli che compongono "Marta la sarta", sono incentrati sulla figura di una simpatica donnina di mezza età, nubile e senza figli, commessa da molti anni in una merceria e sarta nel tempo libero per i suoi clienti. La semplicità caratteriale di Marta le permette di attraversare la vita degli altri in modo mai ingombrante, ma allo stesso tempo attivo, sempre disposta, con l'ausilio di luminose riflessioni e un amore vocato ai riti del quotidiano, a carpire da ogni storia quasi una piccola legge dell'esistenza, che non esita a farsi leggenda. Ci ritroviamo così davanti a vere e proprie "fiabe moderne", in cui spesso i bizzarri episodi narrati non mancano di mescolarsi ad una ironia dolce e penetrante, tanto da raggiungere in alcune pagine la grazia della poesia gnomica. E come in tutte le fiabe, anche qui qualcosa di magico ci ricorda che l'umanità continua a esistere solo grazie al cuore degli eroi, a quella loro capacità di salvare tutti non potendo essere salvati da nessuno.
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Dall'Asta Wally
L'amaro sapore del mallo
br. Narrata in questa storia c'è un periodo della vita dei Dal Pian, famiglia di un paesino alle pendici delle Dolomiti. Anche in questo piccolo borgo, in cui ancora dominano senso del dovere, rispetto delle convenzioni e semplicità dei modi, giunge l'eco dei tristi fatti della Seconda guerra mondiale, a cui nessuno dei personaggi può sottrarsi. Solo la fine della guerra potrà ricreare l'equilibrio spezzato dalla violenza di quegli avvenimenti.
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Di Lello G. (cur.)
Il Dio di mio padre. Racconti finalisti al Premio John Fante 2013-2015
ill., br. Il dio di mio padre è una antologia di trentasei racconti selezionati nelle due edizioni del Premio John Fante di Torricella Peligna (2013 e 2015), che prende il via in occasione del trentennale della morte di John Fante avvenuta nel 1983. Per dare seguito alla nostra attività di "proselitismo", che da sempre anima il festival letterario "Il dio di mio padre" di Torricella Peligna, abbiamo deciso di inserire all'interno della nostra manifestazione un concorso per racconti inediti, chiedendo agli aspiranti Arturo Bandini di mettersi alla prova con un testo breve, in cui far riferimento in modo diretto o indiretto a John Fante. Volevamo capire in che modo le emozioni che abbiamo provato leggendo Chiedi alla polvere, Aspetta primavera, Bandini e altri scritti fantiani potessero viaggiare nelle parole e nell'immaginario altrui.
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Lapponi Massimo
Il manoscritto del dottor Bonich
br. Insospettati orizzonti spirituali si svelano agli occhi dei lettori del documento autografo trovato in circostanze drammatiche. Quale mondo di profonda cultura, di alti sentimenti, di ardite e tragiche avventure dello spirito era quello dell'enigmatico scienziato e filosofo Alessandro Bonich, di cui la giovane nipote Vittoria tenta disperatamente di risolvere il mistero! Riuscirà la nostra eroina a dissipare la foschia che avvolge il destino della sua famiglia e a preparare, così, ad essa un più sereno avvenire?
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Evangelista Siria
Il viaggio della parola
br.
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Ziliotto Leyla
Mia madre mi odia
br. Nel settentrione d'Italia di fine anni ottanta, un matrimonio misto. L'educato figlio di una famiglia piccolo borghese e un'avvenente, misteriosa nordafricana convolano a giuste nozze, ponendo così le premesse per una famiglia. Tuttavia, la nascita dei figli pone subito il dilemma della scelta: quanta italianità e quanta africanità sarà loro consentita? Dipendesse dalla madre, in una gara assurda fra culture e dispute famigliari, il trofeo spetterebbe al retaggio africano, ma ha fatto male i conti. L'anaffettività, il narcisismo e il continuo sprezzo per l'italianità in tutte le sue forme congelano a tal punto il rapporto con la figlia, da far credere a quest'ultima di essere in costante pericolo e spingerla a cercare rifugio presso i nonni paterni, nel nido confortevole che la protegge dalle tempeste quotidiane di casa. In un crescendo di dispetti crudeli, inganni e falsità, l'adolescenza della protagonista procede a scatti, fra inceppi e ostacoli. Quella che è nata come una sensazione priva di contorni certi prende corpo e si mostra nella sua forma peggiore: un incubo lucido, una precarietà costante.
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Pilo Mario
Paesaggi con figure (Chieti e Francavilla al mare)
br. Ogni evento, anche minimo, di questo libro è arricchito da una messe di notazioni paesistiche, filtrate dall'occhio attento e partecipe dell'autore. Il tempo degli eventi è dilatato, una sorta di musica accompagna l'andare del Nostro, nella cui mente il pulsare di un treno diventa un susseguirsi armonioso di battiti e sussulti, di dattili e di spondei, di rime, allitterazioni, assonanze. Il gioco tra stimoli sensoriali e immaginazione crea empatia tra l'autore e la realtà che descrive, ma anche con il lettore, il quale sta al gioco, si lascia condurre dalla propria immaginazione, crea in sé spazi di pensiero per poi tornare alla pagina scritta con rinnovato interesse. L'autore scopre dietro le immagini della realtà banale e quotidiana valenze segrete, insospettate quasi.
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Deotto Paolo; Garibaldi Luciano
La vera storia dell'Uomo Qualunque
ill., br.
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Borin Fiorella
Le voci mute. Nove storie veneziane
br. Nove i protagonisti di questi racconti ambientati nella Venezia del XVI secolo. Una cortigiana honorata che vive di stracci e di poesia sulla spiaggia del Lido, mentre dilaga la peste; un vescovo che, venuto da Roma per raccogliere consensi dal clero veneziano, trova invece l'amore e il delitto; un innocente imprigionato per un equivoco che affonda le sue radici nell'isola di Veglia e nelle scorrerie dei pirati uscocchi; un magistrato che, investigando su una denuncia anonima, scopre la peggiore verità su se stesso; un giovanotto vanesio che, senza volerlo, mette in rivolta un'intera città; una nobildonna che dal convento implora giustizia per la sua unica amica, bollata come strega e meretrice; un giovane poeta, vittima dell'ira dei potenti per avere amato la donna sbagliata; un prete caduto in una trappola mortale, ideata per mandare a compimento un'antica vendetta; un ragazzo ingenuo, cresciuto a pane e fiabe, che si crede il re dei ciarlatani e invece è di un candore disarmante.
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Cereda Paola
Della vita di Alfredo
brossura Le storie di un paese come tanti della Brianza si intrecciano in un romanzo umoristico che racconta aneddoti, processioni, riti familiari, lutti e personaggi: dalla Tognetta morta di AIDS, a don Michele, il bel parroco accusato di aver "interronito" il paese, fino ad Alfredo, figlio atipico di una numerosa famiglia di piccoli imprenditori. Alfredo è un artigiano specializzato in presepi e le sue statuine riproducono alla perfezione le fattezze della gente del posto. Dalla sua posizione marginale, è l'attento osservatore della società nella quale vive e la sua narrazione corale, sottilmente ironica, a tratti amara, coglie con brevi tratteggi ciò che la modernità ha portato nella Brianza delle "fabbrichette". La convincente ricostruzione del parlato dialettale rivela l'anima di un mondo, la sua resistenza alla mescolanza e al nuovo che arriva. Un benvenuto viaggio nel profondo Nord, in genere poco praticato dalla narrativa e, senza dubbio, un viaggio nella storia italiana e lombarda degli ultimi cinquant'anni, con molte suggestioni.
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Nievo Ippolito
La pazza del Segrino
ill. "L'autunno venturo, se vi muove il desiderio d'una gita per quelle bande, o festosi villeggianti della Brianza, non ispaventatevi d'un nome che ricorda, a quanto si dice, la storia d'una principessa del mondo antico morta lì presso di crepacuore, e ricordatevi di visitare il laghetto del Segrino. Se mai sulle sue rive incontraste due belle donnine, l'una rosea e bionda come un angiolino di Paolo Veronese, vestita modestamente da damina campagnuola, l'altra bianca e melanconica dagli occhi neri e soavi, acconciata alla contadinesca, salutate di cuore a nome mio la Camilla e la Celeste". Così Ippolito Nievo chiude "La pazza del Segrino", la breve novella campagnola ambientata lungo le rive della piccola e verde bacinella adagiata nelle prealpi lariane, dove "piramideggiano erti e nebbiosi i così detti Corni di Canzo". Celeste, la pazza, è una emanazione del Segrino: è una creatura che pare trovare in quel lago senza increspature una risposta al suo misterioso modo di guardare le cose. La "bell'acqua", richiamo irresistibile per Celeste, è la cifra di una bellezza imperfetta che è anche idealità morale.
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Forno Oreste
Fiori di ciliegio. Bambini anni '50, chiak si gira!
br. Tanti fotogrammi, come in un film, per una bellissima pagina di storia che ha per protagonisti i bambini degli anni Cinquanta, in un piccolo paese della Valtellina. Colpiscono teneramente la loro innocenza dei primi anni, la fantasia, la paura con cui si trovano ad affrontare il buio della notte, alimentate dalle storie che i "grandi" raccontavano per tenerli a bada. Un inizio quasi timoroso che lascia però presto il posto all'avventura legata al desiderio di scoprire, alle scorribande sugli alberi da frutta per soddisfare l'appetito della gola, ai giochi anche più spericolati all'aria aperta, che a volte sfociano nelle più inverosimili marachelle. Un libro che vi farà ridere e sorridere, ma vi farà anche riflettere. Perché quei bambini, tra fatti e personaggi, sono la luce in un paese che faticosamente cerca di crescere. Lo sono con la loro vitalità e la loro gioia, persino nel lavoro, iniziato molto presto, che è stata la base per una vita sana, onesta e laboriosa. Guardandoli, suggeriscono l'immagine di quei fiori di ciliegio così candidi, che promettono un delizioso frutto per l'estate.
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De Pace Umberto
L'esodo di istriani fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Testimonianze di cittadini monzesi
ill., br. Uno spaccato di storia monzese attraverso la viva voce dei suoi protagonisti: un inno alla Memoria, per cogliere ciò che troppo spesso rimane celato dietro la retorica istituzionale e commemorativa o che difficilmente si intuisce dall'accademica ricostruzione storica, sia pur doverosa e necessaria. Un libro per ricordare con maggiore consapevolezza, affinché il "grande esodo" e la tragedia delle foibe si affranchino dalle dispute ideologiche e diventino a pieno titolo parte della memoria storica condivisa del nostro Paese.
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Giussani Stefano P.
L'ultima onda del lago. 1944. Milano. La fuga. Il sottomarino
brossura Milano. Durante la Seconda guerra mondiale, una ragazza ebrea cerca di salvare il fratello sordocieco dai bombardamenti e dal campo di concentramento. L'unico amico in città, rimasto solo dopo l'arresto del compagno, si offre di guidarli nella fuga verso la Svizzera. Monti tra Como e Lugano. Un ragazzo insegue il sogno di costruire un sommergibile per contrabbandare indisturbato lungo il confine mentre le pattuglie naziste setacciano i boschi alla ricerca di partigiani e fuggiaschi. Fuga e sfida si intrecciano fino a un capanno sul lago, in un paesaggio grandioso che neppure le atrocità del conflitto riescono a sminuire.
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Colombo Carlo
Tredici sogni per un Villoresi
ill. Il piccolo Giuvi ha solo undici anni quando si trova affetto da una singolare malattia: non riesce più a sognare. E senza sogni, si sa, non c'è futuro. Sarà quindi destinato ad accontentarsi del presente, senza passioni né ambizioni? Assolutamente no: il passato della sua famiglia gli verrà in soccorso. Notte dopo notte gli antenati di Giuvi gli faranno visita, per raccontare storie, imprese, progetti e avventure della famiglia Villoresi. Tra un sogno e l'altro Giuvi ricostruirà il suo albergo genealogico e al suo risveglio...
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Basile Giambattista
Lo cunto de li cunti
ill.
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Siciliano Enzo
Breve viaggio in Italia
brossura
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Lethem Jonathan
L'inferno comincia nel giardino
br. Riuscite a immaginare un padre di famiglia che torna periodicamente dall'aldilà e aiuta suo figlio a progettare un videogame ispirato alle sue avventure ultraterrene? Un inferno popolato di bellissime streghe a cavallo e cani robot? Un felino alieno che segue, come un agelo custode, due spacciatori di crack dilettanti? Un penitenziario le cui mura sono fatte di criminali incalliti? Sette racconti che mescolano il noir, la fantascienza e la pura fiaba, giocando a nascondere gli orrori del quotidiano dietro il velo della surrealtà.
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Genna Giuseppe
Italia de profundis
br. Giuseppe Genna porta qui agli estremi l'operazione chirurgica su se stesso e l'Italia. Convoca i lettori in una sorta di Stonehenge fatta di storie. Si formano sotto i nostri occhi episodi di un'autobiografia impazzita, rivelazioni plausibilmente autentiche di quanto il personaggio "Giuseppe Genna" ha vissuto: il drammatico ritrovamento del cadavere del padre, in un'atmosfera lynchiana, una tardiva autoiniziazione all'eroina, l'esplosione dell'iracondia in una forma che guarda alla scrittura di Burroughs e l'intervento attivo e criminale nell'eutanasia di un caso simile a quello di Piergiorgio Welby. Fino all'avventura surreale in una estate solitaria presso un villaggio turistico in Sicilia, dove le tessere di questo racconto scomposto trovano una soluzione che è esilarante fino all'inabissamento finale. Fiction reale o realtà finzionale, questo libro pretende e concede un atto d'amore assoluto, formulato come appello al lettore, affinché sia cancellato l'autore e si ascolti l'inquietante risata con cui Genna stesso e l'Italia vengono seppelliti.
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Zink Nell
Nicotina
br. Penny è una ragazza tutto fuorché ortodossa, e appartiene a una famiglia che definire atipica sarebbe riduttivo. Dopo la morte del padre, un guaritore hippie di malati terminali, si ritrova unica erede della sua casa d'infanzia che, nel lungo periodo in cui è rimasta in stato di abbandono, si è trasformata in una comune abitata da individui eccentrici che l'hanno ribattezzata Nicotina. L'insolita e divertente storia di una famiglia disfunzionale alle prese con una catena di eventi bizzarri e di ancor più strani incastri sentimentali si trasforma, pagina dopo pagina, nel diario attento e quotidiano di una vita fuori dalle regole. Ed è proprio questo particolare angolo visuale che permette a Neil Zink di regalarci un romanzo sorprendentemente umano, fatto di persone e non di personaggi: una satira sociale amorevole e insieme dura su un mondo apparentemente liberato che invece è ancora imbrigliato nelle convenzioni prefemministe. Un'opera illuminante su come trovare ordine nel caos, su come accettare le idiosincrasie delle persone più strampalate e far pace con la propria famiglia, biologica o meno, ristretta o allargata che sia. Un libro che a volte potrà turbare, ma che sicuramente saprà far sorridere.
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McGahern John
The dark
br. La prigione in "The Dark" è nel fango e nella severa aridità morale dell'Irlanda degli anni Cinquanta. Tra violenza e passioni, cattolico senso di colpa e rimorso si dipana la storia dei tentativi del giovane protagonista per raggiungere la propria identità e affrancarsi dalla stretta del padre, odiato ma anche oscuramente compatito. Bloccato da un senso di inadeguatezza, il ragazzo, primo nemico di se stesso, non riuscirà a fare il suo ingresso nel mondo così come i suoi talenti promettono. A dargli quella grigia sicurezza che gli sembra lo scopo della vita sarà, forse, un lavoro impiegatizio a Dublino. L'autore esplora con precisione e grande tenerezza una situazione umana che sotto un'apparenza ordinaria nasconde un'agonia di disperazione e desiderio, fino a un climax che insegnerà sia al padre che al figlio una delle più intricate verità su cosa voglia dire essere un uomo.
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D'Amicis Carlo
La guerra dei cafoni
br. Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell'epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall'odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell'ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione - o forse di affetto, o forse di amore - verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell'essere cede il passo all'arroganza dell'avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.
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Orecchio Davide
Mio padre la rivoluzione
br. "Mio padre la rivoluzione" è una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell'ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute: in questo libro Trockij è ancora vivo nel 1956 e medita sull'invasione sovietica dell'Ungheria e su Chruscév che rinnega Stalin. Qualche anno dopo, il giovane Robert Zimmerman entra in una libreria di Hibbing, Minnesota, e scopre i testi di Trockij, non diventa Bob Dylan ma compone altre bellissime canzoni rivoluzionarie come «The End of Dreams». Qui, proprio come nella realtà e oltre essa, il poeta Gianni Rodari che «ha il problema della fantasia» scrive un reportage dalla Russia per il centenario della nascita di Lenin. In "Mio padre la rivoluzione" la «controstoria» è una chiave offerta al presente per scardinare il passato, per fare i conti coi mostri politici e le speranze tradite del Novecento, ed è anche una guida per immaginare i futuri possibili. Con uno stile originalissimo, Davide Orecchio racconta il sogno e l'incubo della storia, le peripezie e le passioni, i destini aperti degli uomini.
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Wallace David Foster
La ragazza dai capelli strani
br. Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come ha dichiarato la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di «unire testa, cuore e viscere» nella sua scrittura. Un libro che quasi immediatamente è diventato un classico: dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett, dai quiz televisivi ai ranch dell'Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie Wallace descrive e commenta l'intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l'Occidente contemporaneo) con un'acutezza e un vigore avanguardistico che ne hanno fatto il caposcuola indiscusso della letteratura post-postmoderna e a distanza di quasi trent'anni mantengono inalterata la potenza di questo libro.
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Gottlieb Eli
Un ragazzo d'oro
br. Todd Aaron aveva undici anni quando in un giorno di pioggia la madre lo accompagnò nell'ennesima comunità di cura per bambini autistici. Adesso «la pioggia che cadde quel giorno ha quarantuno anni», e Todd non è più tornato a casa. I genitori sono invecchiati e poi morti, mentre il fratello abita lontano da Payton con la moglie e i figli e va a trovarlo solo sporadicamente. Todd parla poco ma è sereno, legge l'«Enciclopedia Britannica», svolge diligentemente i lavoretti che gli vengono assegnati e soprattutto prende sempre le sue medicine; è un punto di riferimento nella comunità, l'anziano del villaggio: in poche parole, un «ragazzo d'oro». Finché due eventi alterano il suo equilibrio: l'arrivo di Mike Hinton, un nuovo operatore che lo terrorizza perché gli ricorda il padre violento, e quello di Martine, una bellissima ragazza «ad alto funzionamento» che gli insegna il valore delle storie, la libertà, il diritto alla disobbedienza. Per Todd niente sarà più lo stesso: compra delle mappe dell'America e disegna «un fiume grigio di matita» che da Payton arriva fino a casa sua, dove «l'odore di sapone delle braccia della mamma è ancora sospeso nell'aria». Non gli rimane che prepararsi alla fuga, e alla più grande avventura della sua vita.
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Shelley Mary
La ragazza invisibile
brossura
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