|
|
|
Lively Penelope
La sorella di Cleopatra
br. Nella mitica città di Callimbia, dove si dice che Berenice, sorella di Cleopatra avesse tentato di sedurre Antonio, si incrociano i destini di Lucy Faulkner e Howard Beamish. Lei è una giovane e combattiva giornalista in missione, lui un paleontologo di fama internazionale. Entrambi inglesi, sono diretti a Nairobi quando il loro aereo viene dirottato e vengono fatti prigionieri della misteriosa dittatura di Callimbia: i cinque giorni trascorsi insieme da segregati, con l'incubo delle violenze subite e di una possibile tragedia finale, sono anche l'occasione per un incontro autentico e un vero bilancio della loro esistenza. E forse anche una paradossale spinta verso un futuro nuovo che li possa attendere al di là di quella insostenibile e claustrofobica prigionia...
|
|
|
Thayil Jeet
Narcopolis
br. Bombay, anni Ottanta. Shuklaji Street è un reticolo febbrile di stanze, stanze per il sesso, stanze per Dio, stanze segrete che si riducono di giorno e si espandono di notte. Corre da Grant Road a Bombay Central, e percorrendola a piedi, tra auto, camion, risciò, biciclette, rifiuti, escrementi e poveri che barcollano coperti di stracci, si fa il tour dei luoghi della perdizione della città, i luoghi del piacere e dell'ebbrezza. La croce copta dei cristiani siriani al collo, l'aria di chi è stato rispedito in India dopo essere finito nei guai a New York, Dom Ullis si è rifugiato nel bel mezzo di Shuklaji Street, nella stanza d'oppio di Rashid, la fumeria più rinomata della strada con le sue autentiche pipe cinesi. Nel locale, pregno dell'odore di melassa, sonno e malattia, si è accolti dal proprietario, braccia e ventre cosi grassi da rendere striminzita ogni camicia. La fumeria, però, è per ogni habitué innanzi tutto il regno di Dimple. E lei che, scuotendo i capelli che le cadono davanti agli occhi, prepara, con mano esperta ed elegante, le pipe. Quando era appena un ragazzo, Dimple fu condotto in un bordello di Bombay. Gli diedero una sari rossa e del whisky e poi, con l'aiuto di un sottile, tagliente bambù, fecero di lui una splendida hijra, un eunuco. Con i suoi amanti e ospiti Dimple discute di Dio e del sesso, dell'amore e del significato dell'esistenza, della crudeltà della vita e... del Patar Maar, l'assassino di pietra che gira di notte nei quartieri dei poveri di Bombay.
|
|
|
Wilde Oscar
Il ritratto di Dorian Gray. Ediz. integrale. Con Segnalibro
br. Dorian Gray è un giovane di straordinaria bellezza. Un giorno viene ritratto da un suo amico pittore, Basil Hallward, in un quadro che ne rappresenta fedelmente le stupende fattezze. Proprio nello studio del pittore, Dorian conosce lord Henry Wotton, uomo cinico e senza scrupoli che diventa ben presto un punto di riferimento nella vita del ragazzo. Dorian inizia così a condurre anch'egli un'esistenza fatta di eccessi e priva di ogni scrupolo morale. Nonostante le azioni malvagie di cui Dorian si rende colpevole, tra le quali l'uccisione dell'amico Basil, e nonostante il trascorrere del tempo, il suo volto non accenna a perdere la bellezza che lo caratterizza, come fosse inattaccabile sia dai segni del tempo che da quelli della depravazione. È piuttosto il suo ritratto a mostrare il peso di tutto questo. Il ritratto di Dorian infatti, divenuto mostruoso, non è che la raffigurazione della sua anima perduta. Questa gli si mostra in tutto il suo orrore e Dorian, non sopportandone il peso, sfregia il ritratto con un pugnale, lo stesso usato per uccidere Basil. All'improvviso quel volto dipinto riacquista l'originaria bellezza, quella che tutti fino a quell'istante avevano ammirato sul volto di Dorian, dove ora appaiono invece i segni della dissolutezza e della sua vita corrotta e degradata.
|
|
|
Covacich Mauro
La città interiore
br. È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre - dal cognome vagamente sospetto, Covacich - sottoposto i un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Vero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Vlauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: "Papà, sento in guera?" Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. "La città interiore" è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.
|
|
|
Costagliola Milena
Ladre di felicità
br. Due donne si incontrano per caso: Giulia abita nella periferia degradata di Napoli, è sposata e ha tre figli. Angela vive in centro, è libera e indipendente. Due mondi diversi, eppure basta un incontro, poche parole, a far vacillare le certezze di Giulia. Affiora in lei un sentimento di piacere e di imbarazzo a cui non sa dare un nome, ma che la costringerà ad abbandonarsi alla sua forza dirompente. A muovere le due donne è un amore fatto di passione e desiderio, una storia alimentata dai sotterfugi che Giulia è costretta a inventarsi, e che la fanno costantemente sentire in colpa. La fanno sentire una ladra di felicità, perché il loro è un amore proibito. Un giorno tutti i pregiudizi e l'arretratezza del quartiere in cui vive prendono corpo: Giulia e Angela vengono scoperte, e Giulia si troverà a dover scegliere tra i figli e l'amore...
|
|
|
Chandra Vikram
Giochi sacri
brossura Sartaj Singh, ispettore di polizia a Mumbai, nota fino a poco tempo fa come Bombay, ha un lavoro ingrato. Vive infatti ed esercita la sua professione in una città che oltre alla sua assoluta e intensa bellezza gli sbatte in faccia ogni giorno un "sottobosco" di malaffare, crimine organizzato e violenza a cui Sartaj non si è mai assuefatto e contro il quale però non riesce a segnare decisive vittorie. La sua esistenza sembra dipanarsi così in una inerte caoticità, fatta di ladruncoli, microcorruzione e pasti in piedi. L'assassinio dell'erede di un boss della mafia locale, il pedinamento di pericolosi criminali e lo smascheramento di mille trame delittuose che coinvolgono gli strati più insospettabili della società indiana servono così da pretesto a Vikram Chandra per tessere una storia che unisce i ritmi forsennati dell'hard boiled alle pause silenziose della poesia, il sentimentalismo alla Bollywood al magistero dell'alta letteratura. Il risultato è un affresco potente e grandioso di una delle metropoli più complesse e avvincenti della contemporaneità.
|
|
|
Giordano Nino
1908: il terremoto di Messina nel racconto dei Padri Gesuiti
ill., br. "Nino Giordano, qui racconta fatti realmente accaduti nella tragica alba del 28 dicembre del 1908 (e nei giorni successivi), quando le due città dello Stretto, Messina e Reggio Calabria, furono rase al suolo dal più tremendo terre-maremoto, che seppellì sotto le rovine più di 80.000 sventurati abitanti. Storia dunque. Ma i fatti sono narrati, sulla scorta degli Episodi del terremoto di Messina pubblicati a Palermo da Antonio La Spada nel 1912, secondo l'ottica (ricostruita) dei padri gesuiti e in particolare di padre Liborio Rubino, effettivo narratore di secondo grado, che fu rettore, all'epoca, del collegio Cassibile di Gazzi (Messina) dove trovarono la morte trentanove alunni, sei sacerdoti e due fratelli laici." (Tratto dalla prefazione di Giuseppe Rando)
|
|
|
Recupero Santino
Furnari. Storia di una comunità dal 1204 al 1978
ill., br. L'autore partendo dalle origini e dalla derivazione onomastica del paese, prosegue fino agli anni Settanta. Attraverso un articolato progetto di ricerca e di un'analisi meticolosa, ricostruisce e ridisegna, col supporto di vari documenti, attingendo a molteplici fonti, attraverso notizie e documenti inediti e dati certi e documentati, la genesi, la storia, vicende e vicissitudini di Furnari e del suo territorio.
|
|
|
Singer Isaac Bashevis; Zevi E. (cur.)
Ombre sullo Hudson
br. Ci sono scrittori così affascinanti, ha notato Manganelli, che riescono a cambiarti l'umore: scrittori come Singer, capace di creare personaggi simili a «figure da affresco, pantografie, immagini proiettate sulle nubi». È la grandezza che qui sprigiona il seducente e contradditorio Hertz Grein, tormentato da un'insaziabile sete carnale - si divide infatti fra la virtuosa moglie Leah, la minacciosa amante Esther e Anna, il nuovo amore - e insieme dal richiamo di un'osservanza religiosa al cui rigore non sa sottomettersi, pur riconoscendo che si tratta di «una macchina da guerra per sconfiggere Satana». Hertz sa bene che un ebreo, per quanto creda di essersi allontanato da Dio, non potrà mai sfuggirgli: sta soltanto girando in tondo, «come una carovana persa nel deserto». Intorno a lui e ai suoi dissennati grovigli amorosi - in una New York che sul finire degli anni Quaranta, per chi giunge da Varsavia o Berlino, ha le irresistibili attrattive di un gigantesco arazzo visionario -, una folla di personaggi in vario modo straziati dalla vergogna di essere vivi: come Boris Makaver, il padre di Anna, occupato durante il giorno dai suoi lucrosi affari ma sopraffatto la notte da una sofferenza terribile quanto «un dolore fisico»; o come il professor Shrage, matematico convertitosi alla parapsicologia, che vive nella speranza di ritrovare la moglie Edzhe, trucidata dai nazisti. Tutti turbati dal silenzio di Dio o - per usare ancora le parole di Manganelli - investiti «della grandezza del sacro, e della sua sproporzione».
|
|
|
Pelzman Adam
La ragazza cubana
br. Perla, una giovane spogliarellista di origine cubana, vive con la madre in un modesto appartamento a Little Havana e lavora in uno squallido locale notturno di Fort Lauderdale. Questo non è certo il tipo di vita che lei vorrebbe per sé, ma al momento è tutto ciò che può fare per sopravvivere. Perla non è solita intrecciare relazioni con gli uomini che incontra al club, si tiene ben lontana da ogni tipo di coinvolgimento emotivo, fino al giorno in cui conosce Julian, un ricchissimo uomo d'affari di origine russa che vive a New York. Tra i due scocca la scintilla. Julian, che ha un passato avventuroso e tragico in Siberia, lascia nel suo lussuoso appartamento sulla Quinta Strada l'amatissima moglie Sophie, una donna affascinante e sofisticata, cui tutta la ricchezza del mondo non può comperare l'unica cosa che vorrebbe riavere: la dignità di una vita normale. Il suo matrimonio rischia infatti di precipitare nella depressione, nella frustrazione e nei sensi di colpa, dopo che lei è rimasta paralizzata in seguito a un incidente stradale. L'ingresso di Perla nella vita della coppia cambierà completamente la prospettiva delle cose, rompendo gli equilibri consolidati e suggerendo la possibilità di una nuova dimensione esistenziale e amorosa fuori dagli schemi.
|
|
|
Giusti Amabile
La donna perfetta
ril. Visto dal di fuori, Guido Masetti sembra il fidanzato ideale. Insegnante di lettere in un liceo di Napoli, amato dai suoi studenti, sensibile e idealista, sempre cordiale con quelli che incontra a partire dal proprietario del chioschetto dove, ogni giorno, compra fiori freschi per la fidanzata... È così che lo vede Giada, che però è separata da lui da un muro: una parete vera e propria, quella che divide la cucina di lei dal salotto di lui. Lei ha trentasei anni, fa la scrittrice di favole per bambine che sognano di diventare principesse ed è delusa dall'amore. Sogna un uomo romantico e divertente con uno sciame di grilli per la testa. Proprio come quel vicino di casa tanto sorridente e... così dolce con la sua fidanzata. Già: la fidanzata, ecco il problema. Le cose, però, a volte cambiano quando meno ce lo aspettiamo. Guido viene lasciato e cade in depressione. Ma proprio quando Giada sta per fare un passo verso di lui, qualcuno la precede. E Silvia, giovane e bellissima come un angelo. Suona alla porta di Guido e a entrambi basta uno sguardo per capire di avere molte cose in comune, cominciando dagli impressionisti francesi per arrivare alla passione per il Milan. Silvia è semplicemente... perfetta! Ma sarà proprio vero? E come mai Silvia sembra non volere farsi vedere da nessuno degli amici di Guido? È possibile che non sia come appare?
|
|
|
Oggero Margherita
La ragazza di fronte
br. Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto - bastare a se stessi, come i gatti - e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell'infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l'Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile. Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d'una: di quelle che accelerano il corso dell'esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri?
|
|
|
Scarpa Tiziano
Cosa voglio da te
brossura Una raccolta di dodici racconti ("Abitavo a due passi da un negozio di cravatte", "Sono uscito dal riformatorio", "Mi tolgo subito le mutande così facciamo prima"...) sui rapporti fra uomini e donne: dodici "perizie di parte sui rapporti fra maschi e femmine", in cui ogni personaggio esprime una visione molto faziosa delle sue relazioni di coppia.
|
|
|
Scarlini L. (cur.)
Il Natale dei Magi
br. Tre insoliti personaggi, Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, guidati da una stella, arrivarono a Betlemme per onorare una nascita miracolosa, e a quel bambino nato in una stalla offrirono in dono oro, incenso e mirra. Da questo episodio, così scarno e privo di dettagli, hanno tratto ispirazione scrittori di ogni epoca e letteratura, regalandoci storie originali e fantasiose, ricche di meraviglie e di misteri: dai Vangeli apocrifi a Marco Polo, da Jacopone da Todi a Goethe, da Gabriele d'Annunzio ad Anatole France, e ancora Lope de Vega, William Butler Yeats, Edzard Schaper e Arthur G. Clarke.
|
|
|
Celestini Ascanio
Pro patria
ril. Il punto di partenza è la Repubblica Romana del 1849: un'avventura durata pochi mesi, capace di gettare i semi di quella che, cento anni dopo, sarebbe diventata la Costituzione italiana. Il protagonista è un detenuto dei giorni nostri. Nella solitudine della prigione, gli unici esseri umani con cui si rapporta sono un secondino detto "l'intoccabile" e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora. Ma il detenuto ha un piano: preparare un discorso usando i pochi libri che l'istituzione carceraria gli ha permesso di consultare. Le parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini e Mameli - credute innocue dai suoi carcerieri -, diverranno nelle sue mani il grimaldello col quale tentare di evadere, anche solo mentalmente. Perché quel Risorgimento era "storia di lotta armata e galera", e ci sono due tipi di terroristi: quelli che finiscono in prigione, e quelli che finiscono in Parlamento. "Quand'è che il furto di una mela diventa un reato? C'è un limite? C'entra con la qualità della mela? La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta". Ascanio Celestini rilegge la storia dell'unità d'Italia in chiave anarchica e rivoluzionaria stando "in equilibrio sulla Storia come il gatto sul cornicione", e conduce il lettore in un viaggio vertiginoso dove i martiri e gli eroi non hanno neanche trent'anni, e pagano con la vita la capacità di sognare.
|
|
|
Auster Paul
L'invenzione della solitudine
brossura Il libro si compone di due scritti speculari. Il primo, "Il ritratto di un uomo invisibile", è una meditazione sulla scomparsa del padre, scritta qualche settimana dopo la sua morte. "Niente è più terribile che trovarsi faccia a faccia con gli oggetti di un morto. Le cose di per sé sono inerti: assumono significato solo in funzione della vita che ne fa uso", scrive Auster nel passare in rassegna le carte e gli oggetti del padre. Nel secondo "pezzo", "Il libro della memoria", l'autore sposta la sua attenzione dalla sua identità di figlio a quella di padre: riflette sulla condizione solitaria dello scrittore e prova a immaginare quella che sarà fatalmente la separazione dal figlio che cresce.
|
|
|
Fontane Theodor
Il signore di Stechlin
br. Se "Effi Briest", la storia concepita di getto e in sé perfetta di una figura femminile patetica e indimenticabile, è la Traviata di Fontane, allora spiega Giuseppe Bevilacqua nell'introduzione -"Il signore di Stechlin" è il suo "Falstaff": l'una e l'altra opere testamentarie, approdo a una saggezza che non ha nulla di senile, che non ha smesso la vivacità dell'invenzione e il gusto del divertimento, ma neppure la consapevolezza del fondo serio o anzi tragico della vita: e ha come sollevato tutto questo a un'altezza in cui conserva intero il proprio significato ma perde ogni peso.
|
|
|
Austen Jane
Mansfield Park
br. Tutto è ordine e pace a Mansfield Park, la dimora di campagna che l'austero sir Thomas Bertram ha eletto a esempio visibile di un modello di vita improntato a riservatezza e onestà. Ma nel corso di una sua prolungata assenza, un clima di lassismo e di confusione morale si impadronisce della casa e dei suoi tre figli. Sarà la fragile e sofferente Fanny Price, parente povera dei Bertram ma stoica eroina fedele ai rigorosi principi etici dell'inflessibile capostipite, a diventare, da piccola borghese, l'erede e il sostegno della casata. Saga familiare in cui lo spirito della commedia cede a quello della moralità, il romanzo ha come tema centrale il conflitto tra stabilità e mutamento, ordine e caos, tradizione e innovazione, riflesso della crescente frattura tra campagna e città industriale, tra il vecchio mondo dell'aristocrazia rurale e la corruzione della capitale Londra. Introduzione di Enrico Groppali.
|
|
|
Straub Emma
I vacanzieri
ril. Sole, spiaggia, tapas e campi da tennis: quali ingredienti migliori per una vacanza da sogno? Eppure i Post, quando atterrano a Maiorca e si ritrovano tutti insieme sotto lo stesso tetto, dubitano di aver fatto la scelta giusta. Dopo trentacinque anni di matrimonio Jim e Franny sono ai ferri corti: lui l'ha tradita con una ragazza poco più grande di Sylvia, la loro figlia minore, e ora la moglie fatica persino a dividere il letto nella bella camera della casa che hanno preso in affitto. Sylvia, invece, vorrebbe già essere al college per lasciarsi alle spalle un ragazzo troppo stupido e amici di poca sostanza. Forse andare a Maiorca con la famiglia è stato solo un errore. Suo fratello maggiore, Bobby, e la sua fidanzata Carmen hanno un rapporto che vacilla, troppe cose non dette. Solo Charles, il migliore amico di Franny, e il marito sembrano felici, ma è davvero così? Le ferie d'agosto, come spesso accade, non sono solo riposo e benessere, ma possono generare e acuire conflitti, così come succede ai Post, il cui fine ultimo è sopravvivere alla loro vacanza in famiglia. Emma Straub ci conduce in un microcosmo affettivo in cui potremo riconoscere molte delle idiosincrasie che abitano le stanze delle nostre case, crescono attorno alle nostre tavole e si piantano anche nei nostri letti.
|
|
|
Mirbeau Octave
Sébastien Roch
ril. Cosa tiene insieme una società? Il linciaggio rituale, l'ombra del capro espiatorio, affermava R. Girard in un celebre saggio del 1972. Anticipando di circa un secolo questa inquietante constatazione, con "Sébastien Roch", Octave Mirbeau firma una feroce requisitoria contro i colpevoli istituzionali di tale violenza primigenia - Famiglia, Chiesa, Scuola, innanzitutto - che al tempo stesso è un'accorata apologia della vittima innocente. Il romanzo, infatti, narra la triste storia di Sébastien, bambino ribelle e ipersensibile che in un collegio dei gesuiti subisce violenza sessuale da parte di uno dei sacerdoti-istruttori. Per salvare il nome della scuola è Sébastien a essere espulso con l'accusa di pratiche omosessuali con i suoi coetanei.
|
|
|
Grillparzer Franz; Pocar E. (cur.)
Il povero musicante
br. A distanza di dieci anni (1828-1838) Franz Grillparzer scrisse due racconti che restano come gli unici esempi narrativi di uno dei maggiori drammaturghi dell'Ottocento, "Il povero musicante" e "II convento presso Sendomir". "Il convento presso Sendomir" è un racconto di impianto romantico, la storia di una passione travolgente che porta il protagonista a punire delitto con delitto e a vivere per espiare la propria colpa. Ma si deve soprattutto all'altro racconto, "II povero musicante", di spunto più chiaramente autobiografico, la grande fortuna di Grillparzer anche presso i lettori di narrativa, tanto che la vicenda del suonatore che vive mendicando qualche fiorino in cambio di un po' di musica grattata con fatica dal suo violino è divenuta ben presto una delle storie più amate dai lettori tedeschi, anche ai nostri giorni.
|
|
|
Pirro Ugo
Le soldatesse
brossura
|
|
|
Camilleri Andrea
Inseguendo un'ombra
br. "Non è, questo, un romanzo d'ambiente; di costume. Non è un romanzo storico. È una potente azione narrativa. Se nel gioco degli scacchi l'obiettivo finale è catturare il re, le modalità operative e di ricerca di questa opzione strategica forzano il silenzio e le tenebre della storia, per affrontare il mistero di un'"ombra", penetrare nelle tante maschere di un volto che si può pensare ma non conoscere, catturare la personalità artificiosa di un protagonista di eventi reali che con infame talento si evolve su se stesso e sotto più nomi si tramuta; e restituire, infine, alle necessità del racconto, il lato oscuro, la metà notturna e fosforica della civiltà dell'Umanesimo raggiante di cultura. Qui Camilleri gioca a scacchi con l'imponderabile. Le strade del suo personaggio si moltiplicano, si confondono, si scambiano l'una con l'altra. Partono dalla giudecca di Caltabellotta, in Sicilia, e lungo il Quattrocento si inoltrano nei labirinti delle capitali, delle corti piccole e grandi, degli studioli umanistici, delle Accademie e delle Università; nella geografia politica della penisola italica e delle remote contrade di là delle Alpi. Il lettore fa il possibile per recuperare il fiato. Una pagina tira l'altra, vorticosamente. Tra vari avvisi di pericolosità e d'orrore, il protagonista del romanzo sprigiona intelligenza perversa, crudeltà e spietatezza. È un ebreo convertito, poliglotta: esperto soprattutto in lingue orientali..." (Salvatore Silvano Nigro)
|
|
|
Balzano Marco
L'ultimo arrivato
br. Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all'esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni che mai si erano allontanati da casa. Il fenomeno dell'emigrazione infantile coinvolge migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano spesso per sempre nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Come racconta lui stesso, "non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr'otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del '59, avevo nove anni e uno a quell'età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi". Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è "picciriddu" o adulto si spalanca il nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé. Ad aiutarlo c'è poco o nulla, forse solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di Elementari. Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta...
|
|
|
Libera Antoni
La toccata in do maggiore
br. Una meditazione sul destino dell'artista, una storia di formazione, il racconto di una sfida. In preparazione dell'esame, l'anziano professore di musica Adam Plater suona la "Toccata in do maggiore" di Schumann al Narratore e al suo compagno di liceo Slavek; mentre picchia sui tasti gliene racconta con voce commossa il significato come se fosse "una novelletta per pianoforte sull'arte del pianoforte e sulla vita del musicista". E da quell'incontro oltre il tempo che la sonata di Schumann s'insinua nelle vite dei due giovani, quasi se ne impadronisce, quale profezia e memento, sull'illusione del destino, sulle sirene della vita che chiamano.
|
|
|
Giménez-Bartlett Alicia
Uomini nudi
br. Irene è una quarantenne, proprietaria di un'impresa ereditata dal padre che dirige con impegno e soddisfazione. Improvvisamente lasciata dal marito, l'unica sua reazione è quella di licenziarlo dall'azienda di famiglia, consapevole che il loro legame era stato sin dall'inizio non d'amore ma di convenienza. Lei per adeguarsi alle convenzioni di fronte all'élite sociale che frequenta, lui per avere un lavoro. Javier è un professore di letteratura con poche ore di lezione in una scuola di suore. Licenziato per i tagli dovuti alla crisi, perde il piccolo stipendio che gli permetteva di vivere una vita normale, con l'aiuto della compagna Sandra che lavora a tempo pieno. Per Javier la disoccupazione comporta un cambiamento perentorio: dopo l'iniziale ricerca di un nuovo impiego, l'uomo sembra cadere in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto sentimentale. Accanto a Irene e Javier ci sono Ivan, nome da Zar, sensibilità da bassifondi e humour brutale, e Genoveva, cinquantenne principessa della diversione, "donna senza legami". A poco a poco le vite dei personaggi, la moglie abbandonata e il professore destituito, la single anticonformista e il duro di periferia, entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione. A far da tramite c'è il mondo degli strip-tease al maschile, messa in scena appariscente e provocante per un pubblico di sole donne, e la possibilità di un lavoro, di una strana professione, mai considerata prima.
|
|
|
Crace Jim; Arduini A. (cur.)
Tutto ciò che abbiamo amato
br. L'America come la conosciamo non esiste più. Le macchine si sono fermate, la popolazione è stata decimata da una misteriosa epidemia, il terreno contaminato da tossine, e in questo scenario di morte e dolore è cominciata la grande emigrazione: i sopravvissuti si muovono verso est, verso la speranza e la possibilità di un imbarco per l'Europa. Ferrytown è una stazione di transito, che sopravvive proprio su questo incessante, disperato flusso migratorio. Ed è qui che arrivano Franklin Lopez e suo fratello Jackson, pellegrini verso l'oceano. Franklin ha un dolore a un ginocchio e si ferma sulle colline, mentre il fratello scende a Ferrytown per vedere di guadagnare qualcosa. In una casupola sulle colline Franklin incontra una donna, Margaret, febbricitante e isolata da tutti. Insieme i due intraprenderanno il cammino attraverso quest'America distrutta, aiutandosi a vicenda e trovando anche la forza di un amore inaspettato...
|
|
|
Lissoni Alfredo
UFO: passaporto per l'inferno?
ill., br.
|
|
|
Inglese Andrea
Parigi è un desiderio
br. Fin da quando era molto giovane, Andy ha sognato Parigi: il luogo in cui le "abitudini", tiranne implacabili nella sua Milano, possono finalmente essere sconfitte; il luogo in cui la letteratura è qualcosa di concreto, che si incontra in bilocali affollati o fra i tavolini di un bar; e il luogo, certamente, dove vivono le parigine. Ma i miti giovanili sono per loro natura destinati a crollare, e forse è proprio nel conseguente spaesamento che si può arrivare a una specie di "maturità", all'accettazione dello spaesamento stesso, alla costruzione di rapporti reali, quindi incerti, coi luoghi, con le persone. Il narratore di questo romanzo si mette impietosamente in scena in prima persona, e il suo costante, inquieto rimuginare su se stesso, sulla sua relazione con una città, sulle storie d'amore che nascono, finiscono o semplicemente si immaginano, queste riflessioni al tempo stesso lucidissime e stralunate arrivano a toccare, con grande leggerezza, le corde più profonde dell'esistenza, quelle legate agli affetti fondamentali e alle nostre più intime aspirazioni alla felicità. Con una scrittura perennemente tesa, percussiva e raziocinante, capace di alternare con incredibile coerenza avventure picaresche e ragionamenti incisivi, sempre venati dell'ironia di chi sta constatando la comica insensatezza delle cose e la natura mai del tutto chiara, mai del tutto autentica dell'essere umano.
|
|
|
Dubus Andre; Manuppelli N. (cur.)
Ballando a notte fonda
br. Quattordici storie di uomini e donne e famiglie dentro la vita americana, in lotta con pregiudizi e solitudine, feriti dalla perdita dell'amore o dall'impossibilità di accettarlo - ma capaci di trovare un'estrema luminosa redenzione. Dubus descrive il microcosmo di ciò che alla gente succede mentre parla o cammina, l'azione emotiva dentro una semplice azione. Una continua ricerca di luce e salvezza, di uno spiraglio in quelle che sono le barriere umane, a costo di mentire a se stessi.
|
|
|
Mattioli Even
Zia Carmela aveva ragione. Racconti brevi e altri un po' più lunghi
br. Galoppiamo a velocità proibitive dentro ritmi di vita insostenibili, dove non c'è mai tempo e non c'è più tempo per niente, neanche per baciarsi, mangiare e prendersi un raffreddore, dove questo dovrebbe essere normale, ma di normale, questo, non ha nulla. Zia Carmela aveva ragione è una raccolta di racconti brevi che vogliono essere per il lettore possibili piazzole di sosta e utili luoghi di ritrovo, ma soprattutto pause, dove concedersi un tempo per fermarsi a respirare, sorridere, riflettere, emozionarsi e riconoscersi. (...)
|
|
|
Guarini Claudio
Dialogo con l'anima
br. Vaghiamo in continua ricerca di un arrivo, di un totale arrivo dove poter trovare finalmente una risposta, una soluzione definitiva che ci permetta di chiudere i conti con il dolore.. Ma pensa a tutte quelle volte che da bambino sei caduto procurandoti dei lividi sulle gambe. Potevi ancora camminare, andare in bici, giocare a palla, arrampicarti, correre.. quei lividi non ti impedivano di fare tutto quello in cui il bambino poteva e voleva sperimentarsi per poter fare la cosa più ovvia e semplice di tutte: Vivere! Quei lividi non ti hanno mai impedito di continuare a lasciar esprimere ciò che sei:la Vita!
|
|
|
Calgaro Raffaella
Una maestra ribelle
brossura È il 1906. L'Italia sta vivendo un grande decollo economico e sociale, ma non per tutti è così. In un mondo apparentemente perfetto, dove ogni cosa sembra rispondere a un ordine preciso, si dipana la vicenda di Agnese Paresti. Agnese è una maestra che viene chiamata a insegnare in un paesino di montagna. Qui il tempo si è fermato in un presente quasi magico ma, a poco a poco, la giovane si rende conto dell'esistenza di un terribile segreto che grava sull'intero paese. La maestra che l'ha preceduta si è suicidata e un crudele meccanismo di regole sta triturando la vita di Lena, di Igino e di Ughetto. Sono i diversi, presenze invisibili, vittime di una comunità primitiva e rassegnata. Quando Agnese ne verrà a conoscenza, troverà nella ribellione l'unica risposta possibile all'indifferenza.
|
|
|
Banville John
Isola con fantasmi
br. Un gruppo di viaggiatori sbarca su una piccola isola nel mare d'Irlanda dopo che la loro nave si è arenata. Tre dei naufraghi sono bambini, mentre gli adulti sono la donna che si occupa di loro, la fotografa Sophie, il vecchio Cooke, l'elegante Flora e il lascivo Felix. Sull'isola i naufraghi conoscono il professor Kreutzaner e il suo assistente Licht, che si dedicano allo studio di un pittore del Seicento olandese. Perché Kreutzaner sembra avere paura di Felix? Chi è l'uomo misterioso che per un periodo ha vissuto dal professore? E qual è il rapporto che lo lega ai naufraghi, e in particolare alla bella Flora?
|
|
|
Ceccarelli Stella
Adesso su questa terra
br.
|
|
|
Krall Hanna
La festa non è la vostra
br. Arrivarono i tedeschi. Ordinarono a tutti gli ebrei di andare al tempio, e gli ebrei ci andarono. Ordinarono di portare fuori i rotoli della Torà. E gli ebrei li portarono fuori. Ordinarono di accendere un falò in piazza, e gli ebrei lo accesero. Ordinarono di buttare i rotoli nel fuoco. E nessun ebreo si mosse. Allora i tedeschi fucilarono cento ebrei, e ordinarono di buttare i rotoli nel fuoco. E nessun ebreo... Allora i tedeschi fucilarono altri cento ebrei, e ordinarono... E nessun ebreo... Allora i tedeschi fucilarono tutti gli ebrei, e alla fine dovettero buttarceli da soli, i rotoli.
|
|
|
Bertolani Paolo
Die (Dire)
ill.
|
|
|
Polimeni Simona
La casa con i mandorli in fiore
brossura Una grande casa, gli odorosi mandorli, i tristi rintocchi delle campane della chiesa: è questo lo scenario, che oscilla tra il realistico e il surreale, nel quale si svolgono gli eventi, che modificano bruscamente la vita degli abitanti di un piccolo paese. La casa con i mandorli è una dimora vuota, e sembra quasi inospitale dopo la morte della Baronessa che la abitava. Sara è la giovane ereditiera della casa, una donna bella e misteriosa, riservata e silenziosa, dai modi talvolta bruschi o incomprensibili, ma dettati solo da una lunga sofferenza per un padre da lungo tempo ammalato, una madre che sembra non curarsi di lei, e due sorelle con le quali i rapporti si riducono a brevi e casuali incontri. La vita di Sara si incrocia con quelle dei diversi personaggi che danno origine alla storia: Flavia, la dama di compagnia della Baronessa; il maestro Croce, l'unico che comprende il vero animo di Sara; padre Nicola che avrebbe tanto voluto fare il clown, il giovane Camillo, affascinato dalla bellezza dell'ereditiera, il mercante straniero che sconvolge le abitudini del paese, ed infine gli artisti del circo, che finalmente giungono a portare aria nuova nel villaggio, dove si erge, simbolo di potere, la casa con i mandorli in fiore.
|
|
|
Ereddia Emiliano
Per me scomparso è il mondo
brossura
|
|
|
Caporossi Sonia
Opus metachronicum
brossura "Opus Metachronicum" è una carrellata straniante di mostruosità postmoderne nella forma del conte-philosophique. La raccolta si sgrana in una serie di io narranti battaglieri e raziocinanti che danno il titolo ad ogni singolo racconto, personaggi tratti dalla storia, dalla filosofia, dall'arte e dalla letteratura. Van Gogh è un novello Edipo che si acceca per resistere al richiamo visivo di una mostra di propri quadri; Curione è colto nell'attimo della sospensione temporale nell'istante prima di suggerire a Cesare di passare il Rubicone; Dorian Gray è il gemello doppelganger di Oscar Wilde; il marito di Emma Bovary un assassino sanguinario che esce dal romanzo di Flaubert per scoprire, solo dopo il delitto, i tradimenti della moglie; Proust, in un inno straniato alla gelosia, sevizia la prigioniera Albertine; P.P.P. è il grande intellettuale friulano che, incontrando un gatto randagio, riflette sul senso della vita e della morte per poi ritrovarsi, qualche racconto dopo, come protagonista muto ed esangue del proprio massacro al Lido di Ostia, dove viene identificato dal suo supremo antagonista Jack lo Squartatore, uomo comune in ombra, nemico della Cultura e serial killer.
|
|
|
Nulla da ridire
brossura "Cinque stimati scrittori, riconosciuti tra i principali narratori italiani contemporanei - Marco Cubeddu, Christian Raimo, Carola Susani, Antonella Cilento, Filippo Tuena e la nuova voce di Emiliano Ereddia, scrittore e sceneggiatore scoperto proprio da Corrimano - 'riscrivono' in 'Nulla da ridire' sei capolavori della letteratura internazionale di tutti i tempi. Un sestetto di veri e propri racconti frutto dell.incontro tra la sensibilità e le propensioni e le preferenze degli autori che riscrivono con la visione e lo stile e i temi degli autori riscritti, in un crescendo che va dal rimaneggiamento passo passo alla trasfigurazione spinta. L'ordine di comparizione dei racconti nella raccolta risponde al metodo anzi all'idea di rimontare le correnti del tempo. Si inizia con il primo capitolo del un libro di Zweig, appunto riformulato, e si conclude con un canto dell'Odissea di Omero, appunto riorchestrato. In mezzo, un celebre racconto di Melville, un racconto anch'esso celebre di Cechov, un canto dell'Onegin di Puskin e una novella del Decameron di Boccaccio, sono le piattaforme di lancio delle restanti riscritture. Un punto del passato letterario trivellato. Rampe di scale discese per riallestire care stanze. Mappe magiche in cui si annidano avventure fuorilegge. La destinazione finale è la pelle e il cuore di lettori in cerca di nuove narrazioni ma magari anche risuonanti di qualcos'altro, di qualcun altro".
|
|
|
Fiorito Andrea
Esche
br.
|
|
|
Brizzi Enrico
Il matrimonio di mio fratello
br. Teo ha trentanove anni, un lavoro sicuro, una macchina aziendale e una ragazza diversa ogni weekend. Sta bene, per il momento la vita gli piace abbastanza. Non come suo fratello Max, più grande di tre anni, che è sempre stato radicale in ogni cosa: nella ribellione ai genitori come nella passione per l'alpinismo che lo ha condotto a imprese estreme, nel costruire una famiglia e fare figli, come è giusto, passati i trenta e anche nel divorziare rovinosamente subito dopo i quaranta... Si sono sempre amati, questi due fratelli, e al tempo stesso non hanno potuto evitare di compiere scelte opposte, quasi speculari, sotto gli occhi spalancati e impotenti della sorella e dei genitori, che nella Bologna dei gloriosi anni Settanta e dei dorati Ottanta erano certi di aver offerto loro tutto ciò che serve per essere felici. Teo sta rientrando in città per immergersi in uno dei suoi weekend di delizie da single quando i genitori lo chiamano: Max è scomparso, insieme ai suoi bambini. Così Teo resta alla guida e punta verso le Dolomiti per andare a cercarlo. E, lanciato lungo l'autostrada tra angoscia e speranza, ci racconta tutta la loro vita: dalle gesta di papà Giorgio - dirigente della ditta di motociclette Vortex - e di mamma Adriana - un po' femminista e un po' signora italiana vecchio stile all'epica di un'infanzia felice, dagli anni del liceo all'improvviso momento delle scelte, che per i ragazzi di questa generazione significa trovarsi di fronte un mondo completamente diverso da quello dei padri.
|
|
|
Wolitzer Meg
The wife. Vivere nell'ombra
ril. Su un volo di prima classe per Helsinki siedono, una accanto all'altro, Joan Castleman e suo marito Joe. Lui, scrittore di fama internazionale, è lì per ricevere uno dei più importanti premi letterari, quello che desidera da anni, e lei, come sempre, è al suo fianco. Ma in alta quota, dove si può osservare il mondo da una prospettiva insolita, Joan, incapace di condividere la gioiosa trepidazione del marito, si trova a rivalutare ogni dettaglio del loro matrimonio. E a decidere come e quando lascerà Joe. Per lei non è un passo facile. Non una decisione presa a cuor leggero, ma una scelta ponderata che implica rimettere in discussione un'esistenza intera. La sua. Ha passato fin troppo tempo a recitare il ruolo della moglie impeccabile, accomodante e mai contrariata. Sempre pronta a restare nell'ombra, a negare il proprio talento letterario per non oscurare la fama del marito. Disposta ogni volta a chiudere un occhio sulle piccole trasgressioni di un uomo che non ha mai davvero saputo prendersi cura di sé stesso né di nessun altro. Eppure adesso, dopo più di quarant'anni, Joan sa di dover trovare il coraggio per affrontare la verità e forse condividerla con il mondo di fuori. È il solo modo che ha per ricominciare. Non ci sono strade alternative da percorrere. Perché se dietro ogni grande uomo si nasconde una grande donna, dietro una vita di rinunce e disillusioni si nascondono segreti che a volte è meglio rimangono tali.
|
|
|
Timini Angelo Lupo
Tutto come prima
ril. Quattro amici che danzano sul pentagramma della vita. L'amicizia fragile, l'amore rubato, la banalità del male, la colpa e il perdono, la memoria che confonde e depista, lo spettro della malattia come spartiacque fra ciò che è stato e ciò che resta. Un racconto a più voci, intenso e struggente, come le note di una canzone jazz che risuona, con le sue armonie e le sue dissonanze, tra le pieghe di tante vite che sono anche la nostra. Perché nel perenne girovagare c'è sempre un crocicchio, un angolo di strada per ritrovarsi. O per continuare a perdersi, nella certezza comunque di aver vissuto.
|
|
|
Wang Shuqi
Cene per uno davanti ai fiori
br. Un frammento di vita contemporanea della gioventù femminile in Cina, in sospensione fra liberazione intellettuale (la nuova «febbre intellettuale»), liberazione sessuale di genere, aspettazione di una società più isotropa, senza confini geografici. Un commovente racconto di cento pagine che si consuma davanti a un computer, con la modalità «vlogger»: un «video-blog» che altro non è che un sito che raccoglie filmati sugli argomenti più disparati. In sostanza, un «video-diario». E questo video-diario consente di interloquire con tanti altri vlogger, in uno scambio reciproco che spesso, appunto, finisce per toccare - com'è nel caso di Tang Xiaotang (la protagonista) - sentimenti, desideri, aspettazioni, illusioni, ostentando al momento giusto la propria sessualità. Una sorta di «rilettura» del «Voyage autour de ma chambre» di Xavier de Maistre, visto che entrambi ci narrano di «viaggiatori sedentari». Tang Xiaotang sembra rappresentare la tipologia della giovane cinese contemporanea, in trepida aspettazione del futuro, attenta a costruirsi followers, possibilmente ricchi (ma comunque di rango sociale superiore al suo), possibilmente belli e innamorati. Così, nel suo chattare quotidiano si affacciano re e principi azzurri, che la guardano, l'ammirano, le offrono rose blu (di mistero) e rosse (di passione). La sua web-cam propone la giovane Tang sempre a tavola, a mangiare, che è pur un atto di per sé ammiccante; una giovane Tang che si muove instancabilmente, si china, così da stuzzicare (o far impazzire) gl'interlocutori. Insomma, l'universale gioco dell'amore e della seduzione. Ma la realtà, alla fine, è diversa... Introduzione di Francesco Gurrieri.
|
|
|
Widmer Urs
Il grande amore di mia madre
br. Clara è figlia di un'agiata famiglia borghese nella spensieratezza degli anni Venti. Quando conosce Edwin, dominato dalla grande passione per i compositori moderni, se ne innamora: non ha dubbi, è l'uomo giusto. Lo segue e lo sostiene nel sogno di dirigere dal nulla un'orchestra che porti al mondo una musica mai sentita. Ma proprio mentre a lui arridono fama e successo, Clara conosce i rovesci della fortuna e, con la crisi del Ventinove, si ritrova povera in un'Europa che ben presto scivolerà verso guerre e regimi. "Il grande amore di mia madre" è il ritratto tra finzione e verità - tratteggiato dal figlio - di una donna consumata da un sentimento assoluto, silenzioso e irriducibile, per uno dei più celebri direttori d'orchestra svizzeri. Ma questo romanzo piccolo e intensissimo è anche un cammeo che raffigura con la vivacità della scrittura di Urs Widmer il mondo travolto dalla storia del Novecento, il genio di artisti e compositori e i sogni delusi di riscatto sociale.
|
|
|
Wall Alan
Benedetto sia il ladro
br. Nato e cresciuto negli Stati Uniti, all'età di undici anni Thomas Lynch viene spedito dalla madre e dal patrigno alla scuola Robert Southwell, in Inghilterra, come suo padre prima di lui. Del padre, che non ha mai conosciuto, Thomas sa poco e niente, se non che ha trovato la morte nell'esplosione del dirigibile Hindenburg, nel 1937. Fin dal primo giorno a Southwell, grigia scuola cattolica immersa nel gelo sferzante della brughiera, Thomas capisce che non avrà vita facile: gli inverni sono oltremodo rigidi, gli insegnanti non lesinano punizioni corporali e gli altri studenti si fanno beffe di lui e del suo accento yankee. La salvezza, per il giovane, è quella di essere preso sotto l'ala protettrice del dottor Grimshaw, il preside, un uomo dai modi spigolosi ma di grande erudizione. Con il passare del tempo, Grimshaw diventa una figura paterna per Thomas: gli apre le porte della sua casa e del suo sapere e lo introduce nella misteriosa Delaquay Society, una setta di collezionisti delle opere di Alfred Delaquay, enigmatico illustratore del XIX secolo, tanto geniale quanto oscuro e perverso. Le condizioni per appartenere alla società sono poche, ma rigorose: i libri illustrati a mano da Delaquay, spesso esistenti in una sola edizione, non possono essere venduti o barattati, ma solo scambiati con un'altra edizione della Delaquay Society. Ed è severamente proibito riprodurli. Giorno dopo giorno, con sempre maggiore intensità, Thomas viene preso da una sordida ossessione per l'opera di Delaquay, fino a trasgredire le ferree regole imposte dalla setta. La sua bravura nell'imitare le opere dell'artista, infatti, lo porterà a violare tutti i principi a cui ha aderito, gettandolo nell'ignominia e nella disgrazia, ma permettendogli di scoprire i segreti nascosti nel passato della sua famiglia.
|
|
|
Maupin Armistead
Tales of the city. L'autunno di Mary Ann
ril. Sono passati vent'anni da quando Mary Ann Singleton ha lasciato marito e figlio a San Francisco per inseguire il sogno di una carriera televisiva a New York. Ora però alcuni tragici eventi l'hanno riportata nella città della sua giovinezza, dove ancora vive il suo più vecchio amico, Michael "Mouse" Tolliver, felicemente accasato con un uomo molto più giovane. Ma San Francisco è cambiata, come è cambiata Mary Ann, che si lecca le ferite e fa il punto sui suoi errori per poi riprendere a vivere, con l'aiuto di Facebook e di un paio di vecchi amici. Finché il passato torna a tormentarla in un modo che non avrebbe mai immaginato.
|
|
|
Catarci Andrea
Generazione di rimessa. Amicizie e resistenze negli anni '80
br. Un memoriale fluido e appassionato, che muove dal blocco della centrale nucleare di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986. Il viaggio a ritroso nel tempo che si spinge fino all'infanzia, riletta scavando tra le pieghe dei sentimenti forti per i genitori, di ricordi reali fuggenti come flashback. Dagli anni trascorsi tra le mura domestiche al progressivo contatto con il mondo esterno, dai primi lavori in cantieri e ristoranti alla scoperta dei sentimenti e dell'amore, dall'intesa forte in bande giovanili e squadre di calcio all'impatto deflagrante di eroina e acidi, dalla sfera privata all'impegno politico, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci, la storia minuta viene collocata dentro il contesto della Storia ufficiale del Novecento, vista prima da un piccolo paese della provincia a nord di Roma e poi dai quartieri della metropoli. Si compone così, gradualmente, un quadro inedito degli adolescenti degli anni Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario, in questo affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire l'orgoglio di sentirsi quella che l'autore definisce una «generazione di rimessa», capace di slanci continui e reazioni coraggiose rispetto alla corrente dominante.
|
|
|