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‎Guerre‎
‎Histoire‎
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‎Lowry Malcolm‎

‎Sotto il vulcano‎

‎br. Nel 1947, dopo dieci anni di lavoro e rifiuti editoriali, di sbornie furiose e disavventure assortite (compreso un incendio dove il manoscritto rischiò di andare perduto), usciva sul mercato anglosassone il secondo libro di uno scrittore inglese poco noto. L'autore era Malcolm Lowry e il romanzo s'intitolava "Sotto il vulcano". Venne subito acclamato come un capolavoro e, nel giro di poco tempo, diventò prima un classico moderno e poi un film di John Huston. Raccontava la storia maledetta di un ex console britannico di stanza in una città immaginaria del Messico e delle sue ultime ore di vita - nel Giorno dei Morti del 1938 - insieme a una moglie, innamorata ma infedele, e a un fratellastro, idealista ma sleale. Ma soprattutto, con uno stile epico e modernista insieme, raccontava una vita in compagnia dei demoni dell'alcol e dei fantasmi del passato, all'ombra di un minaccioso vulcano e del fatalismo messicano.‎

‎Plozza Shivaun‎

‎Il mio cuore in prestito‎

‎br. Marlowe Jensen ha 17 anni, è appena tornata a scuola e ad una vita "normale" dopo aver ricevuto un cuore di ricambio. Solo che la vita normale non è poi così normale come avrebbe pensato. Dovrà imparare a cavarsela da sola e a farsi guidare dal suo nuovo cuore, nella sfida più difficile, amare e farsi amare.‎

‎Alcott Louisa May; Daniele D. (cur.)‎

‎L'amuleto d'ambra. Un racconto dell'India coloniale‎

‎br. In questo romanzo mai pubblicato finora (il manoscritto è stato solo recentemente ritrovato dalla curatrice di questo volume) l'autrice di "Piccole donne" rielabora l'immaginario indiano reso popolare da Jules Verne per narrare il passato coloniale del protagonista diviso tra la nostalgia per l'Oriente e la malinconia parigina. Un ex colonnello inglese sopravvissuto alla rivolta dei mercenari Sepoy a Delhi crede di riconoscere su un palcoscenico di Parigi la fanciulla indiana che gli aveva salvato la vita. Tra audaci domatori e abili seduttrici, Alcott ci avvolge nel vortice di emozioni tipico dei suoi primi thriller, narrando la magia ma anche le contraddizioni di una società dello spettacolo seppur ancora agli albori. Ne emerge un testo di grande fascino che si snoda tra i fasti e i posticci travestimenti del teatro, il tedio e le crisi coniugali degli spettatori di una nuova modernità, alla costante ricerca di emozioni esotiche e nuovi diversivi.‎

‎Dueñas María‎

‎Un sorriso tra due silenzi‎

‎br. Cosa passa per la testa di un uomo abituato a trionfare quando una sera di settembre si concretizzano i suoi peggiori timori? Mauro Larrea è un uomo che si è fatto da solo: emigrato dalla Spagna in Messico insieme alla sua famiglia, è partito dal basso, facendo il minatore, e piano piano, attraverso tante difficoltà, si è arricchito, diventando proprietario di diverse miniere. Dopo la morte della moglie ha scelto di non risposarsi e di continuare a dedicarsi con impegno al lavoro e alla famiglia, riuscendo a inserire i figli nell'alta società. Ma un passo falso segna la sua vita fino a quel momento fatta di scelte ponderate: Larrea investe tutti i suoi averi nell'acquisto di nuovi macchinari per le miniere, però l'affare non va in porto. Strozzato dai debiti, decide di tentare la sorte a Cuba e, in seguito a una scommessa, si ritrova inaspettatamente proprietario di un'azienda vinicola in Andalusia. Al termine del viaggio che lo porterà nuovamente dall'altra parte dell'oceano, conoscerà Soledad Montalvo, una donna affascinante e determinata... Dalla giovane repubblica messicana alla raggiante Havana coloniale; dalle Antille alla Jerez della seconda metà del XIX secolo, colta nel momento in cui il commercio dei vini con l'Inghilterra aveva trasformato la città andalusa in un'enclave cosmopolita e leggendaria.‎

‎O'Brien Edna‎

‎Tante piccole sedie rosse‎

‎br. Una notte d'inverno un misterioso straniero raggiunge a piedi un villaggio sulla costa irlandese. Dice di essere un poeta e un guaritore, di avere erbe e pozioni per lenire i dolori e curare i problemi sessuali. Ha una personalità magnetica, tanto che la piccola comunità di Cloonoila ne è presto conquistata. Fidelma McBride più di tutti. E il suo destino rimarrà segnato in modo ineluttabile.‎

‎Oz Amos‎

‎Tocca l'acqua, tocca il vento‎

‎br. Nel 1939, mentre i tedeschi avanzano in Polonia, Elisha Pomerantz, piccolo orologiaio ebreo con la passione della matematica e della musica, scappa nella foresta, lasciandosi dietro la bella e intelligente moglie Stefa. Stefa non si rende conto del pericolo, ma quando la situazione precipita, si chiude in casa, poi viene travolta anche lei dalla tempesta della guerra. Elisha, dopo aver errato per i boschi europei, arriva prima in Grecia e poi in Israele, dove trova rifugio in un piccolo kibbutz, e silenziosamente si rimette a riparare gli orologi, a cercare la musica nella matematica e la matematica nella musica. Stefa, invece, deportata in Unione Sovietica, è costretta a diventare una spia staliniana. E sognano di rivedersi. "Tocca l'acqua, tocca il vento" è un romanzo insolito per Amos Oz. Venato di realismo magico, ricco di simboli e di speculazioni filosofiche, a tratti misterioso, con momenti di grande dolcezza, racconta la fuga degli ebrei dallo sterminio europeo.‎

‎Hart Josephine‎

‎Il danno‎

‎br. Immediatamente, fin dalle prime frasi del romanzo, veniamo catturati dall'incessante lavorio di una mente sconvolta. È la mente di un uomo che si presenta con queste parole: "Non sono morto nel mio cinquantesimo anno. E ora poche persone, tra quelle che mi conoscono, ritengono che questa non sia stata una tragedia". Ed è quest'uomo, il protagonista, a narrarci la propria storia. La sua vita, dipanatasi su una superficie levigata - ha svolto una brillante carriera politica, ha sposato una donna intelligente e bella con la quale ha messo al mondo un figlio pieno di talento e una figlia dolcissima - è stata però costruita su un vuoto di passioni. È stato un "abile dissimulatore" che con facilità ha saputo svolgere il ruolo di figlio, marito, padre, politico, sempre con ottimi risultati. Fino a quando incontra una donna - strana, misteriosa e segnata dal proprio passato - che subito esercita su di lui un pericoloso potere. Un dominio sessuale e psicologico di fronte al quale egli soccombe senza riserve, nonostante lei l'abbia messo in guardia contro se stessa e lui sappia che rappresenta una minaccia per tutto il suo mondo poiché è la donna che il figlio intende sposare... Il libro da cui Louis Malle ha tratto il film omonimo.‎

‎Kafka Franz; Chiusano I. A. (cur.)‎

‎Quaderni in ottavo‎

‎br. «...Inviterei a una grata simpatia per quest'uomo straordinario: il quale, se non dà troppa confidenza a nessuno, però non chiude mai la porta della sua intimità e, anche a costo di torturarci, è sempre disposto a dar adito fin negli angoletti più riposti e scabrosi del suo cuore. Lo fa nei "Diari", giorno dopo giorno; lo fa nelle "Lettere". Ma insieme (o soprattutto?) scrive messaggi a se stesso e a noi: perché sa di dover sviscerare e poi comunicare al mondo una serie di segreti tenebrosi ma anche lucentissimi che giacciono in fondo a lui stesso. Ciò lo fa anche in questi "Quaderni in ottavo" stesi tra il 1917 e il 1919, poco prima di scrivere quel lungo documento rivelatore che è la "Lettera al padre"» (dalla postfazione di Italo Alighiero Chiusano)‎

‎Melville Herman‎

‎Moby Dick‎

‎br. Capolavoro di Melville, "Moby Dick" (1851) è insieme un appassionante romanzo d'avventura e una potente allegoria del conflitto primordiale tra l'uomo e le forze misteriose della natura, una tragica epopea piena di sangue e di morte e una profonda metafora dell'umano destino, della disperante ambiguità del vivere in cui l'uomo si dibatte senza possibilità di scelte definitive. Il mare, omerico e biblico al tempo stesso, è il regno dei mostri, del terrore, delle immense profondità che sfuggono alla comprensione umana. La balena bianca contro la quale lotta ostinatamente e inutilmente Achab è un'incarnazione del mitico Leviatano, un abbagliante simbolo dell'assurdità del mondo. L'eroico capitano è un Faust orgoglioso e dolente che vuole distruggere nell'odiato animale il male stesso. Il viaggio del Pequod a caccia del mostruoso cetaceo evoca un'umanità alla ricerca di senso in un'affannosa esplorazione che tuttavia conduce solo a riconoscere l'ineffabilità dell'essere. Introduzione di Nemi D'Agostino.‎

‎Flagg Fannie‎

‎Torta al caramello in Paradiso‎

‎br. La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.‎

‎Chambers Aidan‎

‎Muoio dalla voglia di conoscerti‎

‎br. Che cos'hanno in comune un vecchio e un ragazzo sconosciuti l'uno all'altro? Quando il vecchio in questione, uno scrittore, voce narrante di questo romanzo, incontra per la prima volta il goffo e guardingo Karl proprio non ne ha idea. Lo scoprirà vivendo la nascita di un'amicizia a sorpresa, fatta di scambi e di silenzi, di somiglianze e differenze. Karl ha bisogno dello scrittore perché gli scriva una lettera destinata alla ragazza del suo cuore, Fiorella, grande lettrice e grafomane che esige da lui parole messe su carta. Lo scrittore ancora non lo sa, ma ha bisogno di Karl per uscire da un isolamento che rischia di ucciderlo.‎

‎Manzoni Alessandro‎

‎La minaccia di don Rodrigo. Con CD Audio‎

‎br. I Promessi sposi di Alessandro Manzoni sono uno dei grandi classici della letteratura italiana, una storia molto conosciuta e amata, e che fa parte del bagaglio culturale di tutti gli italiani. In questa breve antologia dal titolo "La minaccia di don Rodrigo" viene riportata una selezione dei primi tre capitoli del romanzo, che presentano uno dei temi fondamentali dei Promessi Sposi: la prepotenza dei forti, cioè i nobili e i loro amici, verso i deboli, le persone del popolo, povere e senza aiuto da parte della società. Il volume riporta il testo originale dei Promessi sposi nell'edizione del 1840. Lo scopo della lettura è quello di far capire il contesto in cui si muovono i personaggi della storia, in modo da facilitare la comprensione della loro situazione e delle loro reazioni. Nelle pause fra i capitoli il lettore ha la possibilità di esaminare e praticare alcune strutture grammaticali interessanti per il livello B1 e di rivedere e ampliare il lessico. La sezione finale presenta esercizi di maggiore creatività che servono a fare immedesimare il lettore nelle vicende e nel periodo storico narrato dal romanzo. Il testo è accompagnato da un CD-Audio con la registrazione integrale dei capitoli riprodotti e degli esercizi di ascolto. Livello B1‎

‎Dunne Catherine‎

‎La moglie che dorme‎

‎br. Figlio di un ubriacone violento e di una madre provata dalle continue gravidanze, Farrell ha vissuto una giovinezza tormentata. Quando incontra e sposa Grace, bella, fragile, raffinata, l'illusione di un amore duraturo sembra a portata di mano. Ma il confronto ancora irrisolto con l'autorità paterna, che si riflette nei conflitti con il padre di Grace, le diversità tra i due sposi e i fantasmi che continuamente emergono dal loro passato sono ostacoli troppo grandi da superare. Sconfitto da ragazzo Farrell non può sopportare l'idea di perdere il controllo della sua vita e delle persone amate e ciò porterà a conseguenze imprevedibili.‎

‎Cervellati Silvia‎

‎Quando il mare lascia isole‎

‎brossura‎

‎Costello Mary‎

‎Academy street‎

‎br. Easterfield, Irlanda, 1944. Tess ha sette anni quando sua madre muore, lasciandola con un padre difficile, tre sorelle maggiori e due fratelli. Per lo choc, la bambina smette di parlare, e recupera molto lentamente, con l'aiuto di un ragazzo che lavora nella fattoria. Man mano che Tess cresce, va a scuola e diventa infermiera, le sorelle si sposano. Una di loro, Claire, con un americano, e Tess la raggiunge a New York. Il fulcro della sua vita diventa il lavoro, ed è grazie a una collega che conosce David, un ragazzo affascinante: Tess si innamora, e resta incinta. Sono gli anni Sessanta, nella comunità irlandese, e una gravidanza fuori dal matrimonio è un'impensabile tragedia, equivale a ostracismo e isolamento. Così Tess si ritrova sola, unico punto di riferimento, Willa, una generosa e saggia vicina di casa in Academy street. E comincia un difficile processo di maturazione tra gli impegni di lavoro e la convivenza con il figlio Theo che crescendo si staccherà da lei, e riuscirà a instaurare un rapporto civile solo dopo essersi sposato e allontanato da casa. Il tentativo di riprendere una vita sentimentale la fa sentire a disagio, la spinge alla rinuncia definitiva. Quando va in pensione e si appassiona alla lettura, trova finalmente un equilibrio e riesce a riconciliarsi con il figlio, anche se una nuova tragedia, più grande di tutte le altre, è in agguato.‎

‎Romano Monica‎

‎Trans. Storie di ragazze XY‎

‎br. "Sei maschio o femmina?" È il 1986 quando Ilenia si sente fare per la prima volta questa domanda. Al momento non sa cosa rispondere, non vuole essere diversa, è e basta. La ricerca di una vera risposta la accompagnerà lungo tutto il cammino attraverso l'adolescenza e verso l'età adulta. Il suo è il viaggio travagliato di una ragazza che sembra avere per la società e per i benpensanti un'unica meta, la prostituzione. Ma Ilenia è una persona che non si arrende e scompiglia fin da subito le carte del destino: nonostante bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, si laurea, trova un lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna. Le paure, le battaglie, le ferite, i traguardi di una giovane trans, che come tante altre ragazze XY, lotta per una vita serena e autentica, verso la libertà di genere e il pieno diritto di cittadinanza per le persone transgender nella società civile.‎

‎Marchi Clelia‎

‎Il tuo nome sulla neve. Gnanca na busìa. Il romanzo di una vita scritta su un lenzuolo‎

‎ril. Settant'anni, molti ricordi, un solo amore. Può capitare che si perda quell'unico amore e che venga voglia di scrivere. Per sanare la ferita, sfogare la rabbia, colmare il tempo vuoto. Si riempiono fogli, quaderni, ma la carta non basta ancora. Allora capita di aprire un armadio e di prendere un lenzuolo bianco dal corredo, uno di quelli che non si useranno più per riposare, per amare. E ci si rovescia sopra tutta una vita. Si torna alle origini, umilissime, quando si andava a scuola solo d'inverno, con gli zoccoli ai piedi e un cappotto rammendato. Quando si mangiava solo polenta, ché di pane ce n'era poco. Nel resto del tempo bisognava lavorare la terra, seminare, raccogliere. E prepararsi alla guerra, con lo straniero in casa, le tessere al mercato, i muri crivellati, la paura delle bombe e del padrone. Ad alleviare la fatica, l'amore per i figli, quelli allevati e quelli persi. E per un ragazzo dagli occhi azzurri, conosciuto a quattordici anni e sposato a diciotto. Questa è la storia semplice e straordinaria di Clelia Marchi, "gnanca na busia". Quando il marito muore in un incidente, Clelia è già anziana e inizia a trascrivere la storia della sua vita su un lenzuolo a due piazze, distillata in righe numerate, perché non si perda nulla di quel racconto "sul filo della sincerità". Prefazione di Carmen Covito.‎

‎Genet Jean‎

‎Notre-Dame-des-Fleurs‎

‎br. Divine e i suoi molti amanti abitano una Montmartre sgargiante: si ubriacano nei caffè fumosi, adescano clienti nei vicoli equivoci, si amano nelle soffitte disordinate e si torturano. Figure evocate da un narratore chiuso in cella - come Genet stesso, che compose il romanzo in carcere -, Divine, Minion, Gorgui e lo spietato Notre-Dame-des-Fleurs danno anima, corpo, voce a una rappresentazione rituale in cui nessuno può eludere il ruolo che gli è proprio - il Magnaccia, la Checca, l'Assassino, il Soldato, il Negro - e in cui la Parigi degli anni venti, scandalosa e appariscente, diventa palcoscenico di uno spettacolo che sembra la vita, ma è molto di più. Nata da ricordi personali e da personali ossessioni erotiche, frutto di un insopprimibile bisogno evasivo ed eversivo, nella prosa irripetibile di Genet la vicenda di Divine ha l'esemplarità trasognata della vita di un santo, e una forza visionaria tanto dirompente da portare i personaggi a travalicare i confini dell'intreccio e visitare, a guisa di apparizioni angeliche, il narratore incarcerato, confondendo ciò che è reale e ciò che non lo è. Ma non importa, inutile gridare all'inverosimiglianza: l'unico modo per essere veritieri, dice il narratore, è mentire.‎

‎Shepard Sam‎

‎Motel Chronicles‎

‎ill., br. Dai finestrini di una macchina, ai bordi delle leggendarie highways, una terra selvaggia e arcaica sfila sotto la linea dell'orizzonte. È l'America. Non quella nevrotica delle metropoli - con i suoi edifici vertiginosi, le sue leggi, il suo galateo urbano - ma quella rude e polverosa delle periferie del mondo, dove l'unica regola è dettata da un primitivo spirito di sopraffazione. Qui l'uomo discende direttamente dalla pietra e dai peyote, dalla scorza dura degli arbusti secolari. Di tanto in tanto - lungo i chilometri d'asfalto - in una vecchia baracca, in un recinto, in un motel, si mettono in scena le rappresentazioni rituali di un mondo impenetrabile e violento: bestie scuoiate, ceffi piegati dalla fatica del lavoro, vecchi fantasmi che riportano alla memoria i traumi d'infanzie sanguinose. "Motel Chronicles" raccoglie frammenti autobiografici e allucinazioni, poesie e fotografie, riferimenti a film e canzoni che hanno segnato l'immaginario collettivo, dando vita a un'opera in grado di trattenere, nelle sue parole, alcune delle suggestioni più significative della cultura occidentale.‎

‎Oates Joyce Carol‎

‎Il giardino delle delizie. Epopea americana‎

‎br. Campi di segale sotto il sole abbacinante dell'Arkansas. Le mani strappano i frutti dalla terra, la terra prude e si mangia le mani. I braccianti arrancano nel meriggio insieme ai cavalli e il sogno americano è un abbaglio nell'afa, una zacchera di fango sulla schiena, un canto di nostalgia e speranza spezzato dalle spighe del grano. Clara è la figlia di due contadini e trascorre l'adolescenza a correre tra gli odori aspri ed erbosi delle piantagioni, e a rubacchiare oggetti insignificanti nei negozi per divertimento e noia. Vagheggia un futuro di emancipazione, ricchezza e amori idilliaci; fantastica di evadere dalla promiscua violenza del suo mondo provinciale gettandosi con abbandono in ogni avventura: prima con Lowry, fascinoso e ribelle apolide che la strappa alla famiglia e l'abbandona subito dopo averla ingravidata; poi con Revere, facoltoso uomo già sposato che Clara seduce in cambio di una promessa di stabilità economica; infine con suo figlio Swan - l'ennesima speranza di riscatto, l'estrema illusione di una riscossa impossibile -, destinato però a diventare un uomo violento e autodistruttivo e a far naufragare anche gli ultimi sogni della madre. Primo capitolo dell'Epopea americana di Joyce Carol Oates, "Il giardino delle delizie" racconta l'America proletaria degli anni Cinquanta e Sessanta, l'America white trash, avida di scalate sociali e rivincite, cianotica per i pugni incassati dai bastardi nelle bettole e dalla vita. Manescamente sordida, fumeggiante e sognatrice. Attraverso gli occhi di una ragazza fragile e bellissima, straziata dai desideri e dai demoni sociali ereditati, Oates tesse una storia di abusi e violenze, un ritratto realistico di quella impetuosa fiumana americana che travolge e annega i suoi figli, attirandoli ai margini dell'esistenza, senza possibilità di ritorno, nel miraggio di un paradiso terrestre, un giardino delle delizie che si rivela, alla fine, una terra desolata.‎

‎Faulkner William‎

‎New Orleans sketches‎

‎br. Nel 1925, il ventisettenne William Faulkner si trasferì a New Orleans per dedicarsi a tempo pieno alla letteratura, dopo aver lasciato il lavoro di ufficiale postale. Fu la svolta della sua vita e il punto di non ritorno della sua scrittura. Fino ad allora, Faulkner si era occupato quasi esclusivamente di poesia, ma nei sei mesi trascorsi in città pubblicò racconti e brevi schizzi sul quotidiano Times-Picayune e sulla rivista The Doublé Dealer, che accoglieva tra i suoi autori Ernest Hemingway, Sherwood Anderson ed Ezra Pound. "New Orleans sketches" - un classico del catalogo del Saggiatore - raccoglie sei di questi racconti, scritti con uno stile scabro e magnetico, con un'esattezza che sfiora la brutalità: è il seme da cui germoglieranno capolavori come "L'urlo e il furore" - scritto solo quattro anni dopo -, "Mentre morivo" e "Luce d'agosto". Vi si ritrovano lo stesso simbolismo, gli stessi riferimenti alla Bibbia, alla vita di Cristo, alla francescana «sorellina morte». Si riconosce quel microcosmo di un'America agraria e ancestrale popolata da contadini, marinai e piccoli delinquenti. Leggere i "New Orleans sketches" significa osservare il turbinio di un mondo che sta per essere travolto, in precario equilibrio tra una natura opulenta e imperscrutabile e una modernità ferina. È il mondo esplorato e ricreato da Faulkner, dipinto con tratti rapidi, di una nitidezza che prelude alla successiva frantumazione del linguaggio, dove il pianto per un narciso spezzato può sovrastare le grida della folla e le rondini corrono deliranti tra le mimose; dove i vecchi hanno «imparato che vivere non soltanto non è gioia o passione ma nemmeno, particolarmente, dolore».‎

‎Barry Kevin‎

‎Il fiordo di Killary‎

‎br. La carriera letteraria di Kevin Barry nasce dalla congiunzione di un sogno e di un incubo, entrambi precoci. Il sogno era, racconta Barry, "diventare il più grande scrittore ebraico della mia generazione, un autore del livello di Roth o di Malamud, anzi meglio. Solo che per un ventenne lentigginoso di Cork, Irlanda, la faccenda si presentava un po' complicata". Quanto all'incubo, coincideva col "pensum" imposto dall'industria editoriale a qualsiasi debuttante: trovare una voce (e poi vivere di quella). Bene, dal momento che la sola idea "di sentirsi frastornare per i successivi trenta o quarant'anni da quella benedetta voce, sempre uguale" gli faceva accapponare la pelle, Barry ha tempestivamente optato per una via diversa: scrivere, con la stessa gioia selvaggia che il lettore, per osmosi, prova leggendole, le storie in cui si imbatteva più o meno tutti i giorni, fra le strade e i pub della sua Irlanda. Storie nere, quasi sempre, i cui personaggi non solo sbagliano, ma perseverano, diabolicamente, nell'errore. Un ragazzo esce da un carcere minorile dopo una condanna per spaccio di anfetamine, e ha un'idea luminosa per cominciare una nuova vita: spacciare anfetamine. Un suo coetaneo, sui tetti di Cork, pensa di baciare una sua amica talmente a lungo, e così tormentosamente, da disintegrare anche solo la possibilità di farlo. Due vecchiette battono la campagna in quello che sembra un incantevole road movie della terza età, finché non scopriamo che si tratta di due predatrici...‎

‎Perry Sarah‎

‎Il serpente dell'Essex‎

‎br. Londra, fine Ottocento. Le campane di St-Martin-in-the-Fields suonano a morto per le esequie di Michael Seaborne e i rintocchi si diffondono in tutta Trafalgar Square. Cora Seaborne, la giovane vedova del defunto, invece di mostrarsi contrita tira un sospiro di sollievo: la morte di Michael, un uomo stimato e influente, ma anche freddo e crudele, l'ha resa finalmente libera, sollevandola da un ruolo, quello di moglie, che non ha mai sentito suo. Dopo il funerale, accompagnata dal figlio undicenne Francis, un bambino taciturno e stravagante, e dalla fidata bambinaia Martha, Cora cerca rifugio a Colchester, nell'Essex, dove stanno portando alla luce dei fossili lungo la costa. Da sempre appassionata naturalista, la giovane donna vuole approfittare della ritrovata libertà per dedicarsi a quelli che lei chiama «i suoi studi»: frugare tra le rocce e il fango alla ricerca delle ossa fossilizzate di animali vissuti migliaia di anni fa, sull'esempio della paleontologa Mary Anning. A Colchester Cora si imbatte in alcune bizzarre voci secondo cui un serpente mostruoso, ricoperto di scaglie ruvide e con occhi grandi come una pecora, è emerso dalle paludi salmastre del Blackwater ed è risalito fino ai boschi di betulle e ai parchi dei villaggi. Un grande essere strisciante, dicono, più simile a un drago che a un serpente, che abita la terra tanto quanto l'acqua, e in una bella giornata non disdegna di mettere le ali al sole. Il primo ad averlo avvistato, su a Point Clear, ha perso il senno ed è morto in manicomio lasciandosi dietro una dozzina di disegni realizzati con frammenti di carbone. E poi c'è stato quell'uomo annegato il primo giorno dell'anno, ritrovato nudo e con cinque graffi profondi su una coscia. Cora sospetta di trovarsi davanti a un caso di probabile interesse per il British Museum: l'animale leggendario che terrorizza la gente del posto potrebbe essere una specie nuova non ancora scoperta che va esaminata, catalogata e spiegata. Impaziente di indagare è anche il vicario locale, William Ransome, convinto, al contrario, che non si tratti altro che di un'empia superstizione e che sia suo compito ricondurre il paese alla tranquillità e alla certezza della fede in Dio. Cora e William guardano il mondo da punti di vista diametralmente opposti, scontrandosi su tutto. Ma allora perché, anziché sentirsi irritato, William si scopre preda di un'eccitazione e di un'euforia inspiegabili ogni volta che si imbatte in Cora?‎

‎Gary Romain‎

‎Gli aquiloni‎

‎br. È un giorno d'ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la "Gazette" di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell'«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d'occhio che il vecchio normanno lancia in cielo. Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un «postino spostato». È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato. L'incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d'amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell'ostinata fede di Ludo in quell'incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell'invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia.‎

‎Nguyen Viet Thanh‎

‎Niente muore mai. Il Vietnam e la memoria della guerra‎

‎br. «Se l'anima dell'America morirà avvelenata, sul referto dell'autopsia dovrà esserci scritto "Vietnam"». Non c'è forse spiegazione più concisa di questa frase di Martin Luther King per comprendere che cosa abbia significato per gli americani la Guerra del Vietnam. Una guerra persa e, dunque, una guerra cattiva che ha continuato a lungo a fare male e a essere sottoposta a un costante processo di guarigione e di recupero. Processo cui hanno contribuito in una misura a dir poco decisiva l'industria cinematografica, dell'editoria e delle belle arti, grazie alle quali gli Stati Uniti, perdenti nel conflitto, si sono rivelati vittoriosi nella memoria. Quell'insieme di sanguinose battaglie che hanno causato un numero impressionante di morti in Vietnam, in Cambogia e nel Laos, e che i vietnamiti chiamano Guerra Americana, è diventato cosi il teatro di una tragedia occidentale denominata «Guerra del Vietnam», un nome divenuto a tal punto normale che, anche se abbreviato in «Vietnam», come spesso accade, è sottinteso che si riferisca al conflitto. Questo libro è un'opera su quella guerra in quanto opera sulla memoria e sull'identità. Prende le mosse dall'idea che «tutte le guerre vengano combattute due volte, la prima sul campo di battaglia, la seconda nei ricordi». Un'asserzione certo valida per tutti i conflitti, ma in una misura maggiore per la «Guerra del Vietnam» o per la «Guerra Americana», il cui nome contrastato ne indica la crisi di identità e rivela l'incertezza su come debba essere conosciuta e ricordata.‎

‎Joyce James‎

‎Finn's Hotel‎

‎ill., br. "Joyce è il caso limite di tutto il Novecento letterario, un caso abnorme, forse il più anomalo. L'immane apparato che gli hanno stretto intorno farebbe passar la voglia di affrontarlo, a tutto scapito dell'opera però, della sua vitalità inesausta. Dotato di un orecchio unico, assoluto, di un senso del linguaggio come nessun altro mai, nella sua cecità vedeva la "meccanica" più che il contenuto del linguaggio e ciò gli permise di convogliarvi tutto. Joyce è lo scrittore che fa qualcosa che nessun altro scrittore sa fare o sa fare così bene con le parole e quel qualcosa è il testo stesso in tutta la sua grazia, la sua gloria. Per il lettore questo libro rappresenta l'opportunità di un guado meno arduo, superabile con pochi, brevi, allegri e accorti balzi, tra i due pinnacoli dell'opera joyciana, 'Ulisse' e 'Finnegans Wake. Finn's Hotel' è ancora il primo e già il secondo. E sempre Joyce: il sommo artefice che scrive il Libro, l'opera d'arte totale, la Grande Opera alchemica, passata beninteso al setaccio dell'ottica sprezzante modernista. Da qui, da queste pagine succose, nucleari, è possibile partire per arrivare a intravedere l'onniespansiva ragnatela d'echi da lui messa in onda e che si carica di altre sfumature nel nuovo millennio." (Ottavio Fatica)‎

‎Akutagawa Ryunosuke‎

‎Un marito illuminato‎

‎brossura‎

‎Nicholls David‎

‎Le domande di Brian‎

‎br. È il 1985 quando Brian Jackson approda all'università di Bristol. Buffo e imbranato come tutte le matricole, imberbe diciottenne innamorato di Kate Bush e della sua musica, Brian cela una grande dote: sa rispondere a tutte le domande dei quiz. Un formidabile asso nella manica che gli consente di sbaragliare tutti alle selezioni di Bristol per la formazione della squadra da spedire all'"University Challenge", il popolare quiz televisivo che vede i college inglesi in gara tra di loro. All"University Challenge" Brian si imbatte nel primo grande problema della sua vita: Alice Harbinson, bella, leggiadra, femminile, sensuale, con i genitori così upper class e così anticonvenzionali. In una parola: irraggiungibile! Per la splendida Alice, Brian perde la bussola, ignora gli amici, combina disastri e trascura Rebecca, la ragazza impegnata che sa apprezzare il suo fascino di giovane colto e sensibile e che considera Alice Harbinson una gatta morta che disonora l'intera storia del femminismo.‎

‎Nevo Eshkol‎

‎Nostalgia‎

‎br. Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel - questo è il nome del villaggio - è un'ex enclave araba abbandonata nel 1948 e da allora divenuta dimora di una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. I due ragazzi sviluppano da subito un rapporto di caldo vicinato con i padroni di casa, gli Zakian e con una famiglia che vive nei dintorni, segnata dalla tragedia della morte di uno dei figli, ucciso in Libano e il cui secondogenito stringerà un'amicizia fraterna con Amir. Questo intreccio di sentimenti e drammi privati si complicherà quando un operaio palestinese di nome Saddiq che sta svolgendo dei lavori nei paraggi riconoscerà nella casa dove abitano Noa e Amir l'abitazione da cui la propria famiglia era stata scacciata all'arrivo dei coloni ebrei. Di quella casa Saddiq possiede ancora la chiave, e si fa forte in lui, giorno dopo giorno, il desiderio di entrare furtivamente nell'appartamento della sua infanzia. Il giorno in cui cede alla tentazione, ritrovando tra l'altro un gioiello che sua madre aveva nascosto dietro a un mattone, verrà arrestato come sospetto terrorista. Intanto, sulle esistenze di Noa, Amir e degli altri abitanti del quartiere, si stende il velo nero di una tragedia collettiva: è il 4 novembre del 1995 e Yitzak Rabin, capo del governo, viene assassinato...‎

‎Torday Paul‎

‎L'irresistibile eredità di Wilberforce‎

‎br. "Non sono un alcolizzato. Ho la passioni per il Bordeaux, tutto qui". Possiamo davvero scegliere chi siamo e cosa vogliamo essere? Wilberforce, schivo e brillante programmatore di computer, pur essendo ancora giovane, ha sempre condotto una vita solitaria e senza affetti: il centro della sua esistenza è il lavoro, l'azienda di software che ha fondato poco più che ragazzo e che lo ha reso milionario. Wilberforce non ha mai coltivato nessuna vera amicizia, e le sue giornate si concludono regolarmente a casa, da solo, di fronte a un pasto precotto. Un pomeriggio però incontra una persona destinata a cambiare il suo destino: l'anziano ed eccentrico Francis Black, nobile decaduto e supremo conoscitore di vini pregiati. Francis introduce Wilberforce alla passione per il Bordeaux e tra i due nasce un'amicizia intensa, speciale, che si rafforza ancora di più quando, grazie a lui, Wilberforce fa la conoscenza dell'affascinante Catherine. Saranno proprio la passione per il vino e l'amicizia con Francis Black a regalare finalmente a Wilberforce il senso del proprio posto nel mondo e a fargli conoscere l'amore, ma saranno anche la causa del suo progressivo sprofondare nella dipendenza alcolica e nell'autodistruzione. Alla morte dell'amico Francis, Wilberforce erediterà la sua leggendaria cantina, e con essa, però, anche i fantasmi che questa nasconde...‎

‎Berardi Franco; Geraci Massimiliano‎

‎Morte ai vecchi‎

‎br. L'intero corpo insegnante aveva capito benissimo che al di là delle considerazioni di dettaglio l'intera macchina scolastica era bloccata da un fondamentale difetto di comunicazione. Un difetto impossibile da correggere perché riguardava il formato di ricetrasmissione dei sistemi neurali. Torpidi cervelli critici aggrovigliati sui tempi lenti della trasmissione alfabetica non sono compatibili con apparati cognitivi iper-mobili segmentati su configurazioni istantanee e vibratili. Quello dell'ultimo banco muove la testa da destra verso sinistra con sussulti velocissimi e non può soffermare lo sguardo sulla riga del libro per più di un secondo. Frazioni di attenzione si accendono nella brillantezza di uno sguardo, ma poi lo sguardo salpa verso altre direzioni, più in alto, a sinistra, più in alto.‎

‎Saugo Alessandra‎

‎Bella pugnalata‎

‎br. "Un giorno, portato dal vento, mi è arrivato tra le mani un manoscritto. L'ho letto con stupore, perché era pieno fino a scoppiare di disperazione, di rabbia, ma anche di fragilità e di delicatezza ferita. "Ma allora ci sono ancora in giro delle cose così!" mi dicevo "scritte da persone sconosciute, sepolte, che vengono fuori da dove meno ti aspetteresti, che non fiutano il vento, che non scrivono dei bei compitini in uno dei generi che vanno per la maggiore, che stanno dentro la lingua così, che la abitano completamente, da parte a parte, anche fagocitando altre lingue, che la forzano, la fanno sanguinare". Questo primo libro di Alessandra Saugo è un esordio vero, necessario, imperioso. Un libro sghembo, disarticolato, impietoso, tagliente, crudele. Vi si raccontano la vita, gli amori, i dolori, le allucinazioni e le speranze di una giovane donna "bella pugnalata". Incompletezza amorosa, iperrealismo genitale e sessuale, abbandoni, la vita di tutti i giorni e di questi anni vista con lucidità lancinante e resa vivida dalla spasmodica e ravvicinata attenzione del trauma, fuori da ogni consolatorio stereotipo femminile eppure con una voce e una forza profondamente femminili, in una lingua a volte bassa, radente, a volte piena e alta, avventurosa e poetica. Così alla fine - ora che questo libro viene finalmente pubblicato - ho pensato di chiudere il cerchio e di accompagnare con queste righe il vecchio manoscritto portato dal vento." (Antonio Moresco)‎

‎Vighy Cesarina‎

‎L'ultima estate e altri scritti‎

‎br. Nel 2009, all'età di 72 anni e già malatissima, Cesarina Vighy esordì con "L'ultima estate", un romanzo dai forti spunti autobiografici che divenne presto un vero caso letterario vincendo il Premio Campiello Opera Prima e qualificandosi nella cinquina del Premio Strega. Tradotto all'estero e sorretto da un grande successo di pubblico, è diventato nel tempo un modello di resistenza al dolore per il suo strenuo stoicismo e la sua affilata ironia. «Camminare eretti e parlare, due facoltà che hanno fatto della scimmia un uomo: io le sto perdendo entrambe. Restano l'inutile pollice sovrapponibile e l'insopportabile coscienza di me». Z. è malata. Gravemente. Dallo spazio ristretto da cui guarda il mondo, osserva il tenace manifestarsi della vita: l'andirivieni dei vicini, un merlo che fa il nido, i piccioni in cerca di cibo. Per lei, ogni gesto è enorme, difficilissima la quotidianità, in equilibrio sui nervi e sugli orari delle medicine. La notte però, con la gatta a farle compagnia, i sogni intervengono ad alleviare il fastidio di resistere a se stessi e sulla pagina, così, il resoconto di un'esistenza vicina alla fine diventa il ricordo di una vita che finalmente appare bella.‎

‎Tetti Gianni‎

‎Mette pioggia‎

‎ril. Un vento opprimente spazza le strade di una Sardegna trasfigurata. La tv, la radio e i giornali dicono che nessuno ricorda un caldo così. Non piove da mesi, come se Dio stesse aspettando il momento giusto. Un uomo si butta da un ponte, un altro apre il suo bar, un misterioso volontario consegna volantini aggirandosi tra le case di un'intera comunità troppo distratta per comprendere quello che sta accadendo. L'unico è Zanon, che ha scoperto il male, e il male è dentro di noi, non fuori. "Mette pioggia" è un vortice avvolgente, inarrestabile, apocalittico. Gianni Tetti ritorna con il suo stile ipnotico e conturbante quanto lo scirocco che soffia incessante tra queste pagine, per raccontare l'ultima settimana che resta all'umanità.‎

‎Quiroga Horacio‎

‎Anaconda‎

‎br. Anaconda è la regina di tutti i serpenti, presenti e futuri. Guardiana vigile e fatale per chiunque osi invadere il suo territorio. Il pericolo è alle porte e ancora una volta sarà la presenza dell'Uomo a sconvolgere gli equilibri della Natura, costringendo il popolo dei serpenti a una battaglia all'ultimo sangue contro l'invasore... Quiroga narra, attraverso gli occhi di bellissime yararás, l'eterna lotta tra uomo e belva, fra civiltà e natura. La sua è una scrittura di confine, dove non valgono le leggi dell'uomo ma quelle della selva, e dove il limite tra la vita e la morte può essere deciso da un solo, unico momento fatale. Il volume, con la presentazione dello scrittore uruguaiano Mauricio Rosencof, raccoglie i racconti "Anaconda" (1921) e "Il ritorno di Anaconda" (1926).‎

‎Irving Washington‎

‎Rip Van Winkle‎

‎br. Rip Van Winkle vive in un piccolo villaggio ai piedi delle Kaatskill Mountains, lungo il corso del fiume Hudson. Pigro e avverso a qualsiasi lavoro utile, è amato da tutti per il suo carattere gioviale. Un giorno, per sfuggire ai rimproveri della moglie, si reca a caccia con il suo fedele cane Wolf: dopo essersi inerpicato su un difficile sentiero incontra alcuni curiosi personaggi, beve dell'ottimo gin e finisce per addormentarsi sotto un grande albero. Quando si sveglia e torna al villaggio sono passati vent'anni e l'America si è resa indipendente dalla Corona inglese. Rip riprende le sue "sane" abitudini ma tutto ormai è profondamente cambiato... Nel giudicare questo racconto Italo Calvino scrisse che "Rip Van Winkle ben merita di essere considerato il testo inaugurale della letteratura degli Stati Uniti". Completa il volume il breve racconto "L'arte di fabbricare libri".‎

‎Rosencof Mauricio‎

‎Le lettere mai arrivate‎

‎br. Ricordare il passato e vivere grazie al potere dei ricordi. È la strategia di resistenza messa in atto da Rosencof che, ostaggio della dittatura uruguaiana, compone in cella questa lunga lettera al padre. Una lettera in realtà mai scritta e nemmeno mai letta, immaginata per riannodare le trame di una storia, le vicende di una famiglia interrotte dall'emigrazione e dalla follia nazista. Postfazione di Diego Símini.‎

‎Volodine Antoine‎

‎Terminus radioso‎

‎br. Steppa sconfinata. Bianco nitore d'inverno. E d'estate le erbe, mutanti, che ondeggiano accarezzate dal vento. Un mondo contaminato, reso invivibile dalle esplosioni di reattori nucleari impazziti, orgoglio di una Seconda Unione Sovietica sull'orlo dell'abisso. Unica eccezione a questo vuoto dominato dalla natura è Terminus radioso, un kolchoz dove la vita continua a scorrere intorno a una pila atomica sprofondata nel terreno. Laggiù Nonna Udgul, a cui le radiazioni hanno regalato una sorta di immortalità, gestisce le operazioni di smaltimento dei rifiuti radioattivi, e Soloviei, il presidente, guida con i suoi poteri sovrannaturali i pochi superstiti in un'atmosfera di sogno che ha i contorni dell'incubo. E poi passano i secoli, i superstiti si disperdono, il viaggio del treno che correva lungo i binari alla ricerca di un campo di lavoro si è concluso chissà quanti anni prima. Finché un giorno migliaia di corvi si alzano in volo. E poi tutto continua, ancora, nella realtà parallela del Bardo, dentro una trappola di Soloviei, in una fine infinita, ma che importa. In questo universo - singolare, visionario, violento - tempo e spazio sono dimensioni liquide dove vivi, morti e simil tali vagano in un immenso, eterno futuro. Un universo allucinato, percorso dall'umorismo del disastro. L'universo di Antoine Volodine.‎

‎Murail Marie-Aude‎

‎La figlia del dottor Baudoin‎

‎ril. Sono in due a spartirsi l'ambulatorio. Uno è l'affascinante Jean Baudoin, il fondatore, in piena crisi dei cinquant'anni, infastidito da tutto: il lavoro l'annoia, i figli gli urtano i nervi. L'altro è Vianney Chasseloup, medico alle prime armi, occhi dolci e aria arruffata, pieno di ideali e buoni propositi. Lui cura tutti quelli che Baudoin non vuole più: gli anziani, i derelitti, i poveracci, i casi disperati. Ma un giorno, tra i pazienti del dottor Chasseloup, si intrufola una ragazza dagli occhi blu, quasi viola. Violaine. Una ragazza così graziosa, avrebbe tutto per essere felice. È la figlia del dottor Baudoin. Ma allora, che ci fa lì? Un romanzo che tocca il tema dell'aborto, con tatto, intelligenza e senza pregiudizi. Percorso dall'inconfondibile stile ironico di Marie-Aude Murail, il divertente ritratto di una famiglia solo apparentemente slegata.‎

‎Lucas Charlotte‎

‎Il tuo anno perfetto inizia da qui‎

‎br. Tutti, almeno una volta, abbiamo iniziato l'anno impugnando una lista di buoni propositi. Ma per Jonathan non è così. Intrappolato in una vita monotona, ha perso la fiducia in un futuro diverso. Fino a quando, il primo gennaio, trova un'agenda piena di appuntamenti già fissati per tutto l'anno. Per uno come lui sono impegni troppo stravaganti, lontani dalla sua solita vita: camminare a piedi nudi sull'erba, dormire sotto le stelle, svegliarsi all'alba per assistere al sorgere del sole. Eppure, senza sapere di chi sia l'agenda, decide di andare al primo appuntamento. E qui, inaspettatamente, riceve una piccola grande lezione: bisogna imparare a dare oltre che ricevere, e mostrarsi sempre grati di quello che si ha. Parole semplici che hanno il potere di smuovere qualcosa nell'ostinato Jonathan. Di incoraggiarlo ad aprire di nuovo il suo cuore e tornare a sperare. Forse era destino che quell'agenda trovasse proprio lui. Forse è arrivato il momento di accettare la sfida del cambiamento e di riscoprire la bellezza delle piccole cose: dal piacere per la lettura allo stupore di un cielo stellato. A poco a poco, appuntamento dopo appuntamento, sorpresa dopo sorpresa, Jonathan torna a gustare sensazioni ed emozioni che credeva non potessero tornare. Ma quell'agenda speciale ha in serbo altri segreti da fargli scoprire. Perché chi l'ha riempita di impegni l'ha fatto per un atto d'amore. Un ultimo regalo alla persona più importante della sua esistenza. Un regalo per ricordare che la vita è il tesoro più prezioso ed è troppo breve per lasciare che, senza che ce ne accorgiamo, ci scivoli tra le dita. Una storia delicata che ci insegna a non rimandare mai, perché oggi è il giorno perfetto per amare e credere che dietro l'angolo ci sia sempre qualcosa per cui stupirsi ancora.‎

‎Magris Claudio‎

‎Tempo curvo a Krems‎

‎ril. I cinque protagonisti di questi racconti si ritrovano tutti a fare i conti con un tempo che sembra non avere inizio né fine, corrente di un fiume che conduce alla foce e alla sorgente. Il ricco e ormai vecchio industriale che inscena una beffarda ritirata dalla vita; il maestro di musica che dopo tanti anni rivede il proprio allievo in un incontro di ambigua ed elusiva crudeltà; il viaggiatore che, nella piccola e assopita cittadina di Krems, mosso da una coincidenza apparentemente insignificante, scopre il non tempo della vita e dell'amore in cui tutto è presente e simultaneo; il vecchio scrittore ospite d'onore di un premio che misura la propria estraneità al mondo e ai riti della letteratura; e infine il sopravvissuto della Grande Guerra e della grande stagione culturale della Trieste asburgica e irredentista che osserva le riprese di un film dedicato a una vicenda della sua giovinezza e di quella dei suoi amici stentando a riconoscere sé stesso e i propri compagni nei gesti e nelle battute degli attori che li interpretano. Ironicamente crudeli, malinconicamente sobri, i cinque personaggi sembrano a poco a poco attutire l'intensità delle loro esistenze, sfumando la distinzione tra finzione e realtà, con la consapevolezza che anche «le pagine invecchiano come le cose vive: fanno orecchie d'asino, si sgualciscono, avvizziscono. Come la mia pelle».‎

‎Ferrante P. (cur.)‎

‎Come spiriti adolescenti. 25 scrittori per Kurt Cobain‎

‎br. Abbiamo messo insieme 25 tra scrittrici e scrittori (chi per davvero e chi no, chi di teatro e chi giornalista), obbligandoli ad andare a ripescare dallo scaffale in alto di chissà quale mobile, dalla mensola in fondo della memoria che si usura, un cd, un vinile, un ricordo, una cassetta. Quello che è venuto fuori, spontaneo e senza regole, è un gigantesco album che se lo ascolti prima e poi lo leggi in fila ci stanno dentro distorsioni di chitarra e di cuore, parole tanto grandi che, aperte come sono, rivelano anime. I Nirvana hanno sempre rifiutato fascismi e violenze in generale. Gli incassi di più d'un concerto sono andati a favore di cause civili, specie ad associazioni contro la violenza sulle donne. Per lo stesso motivo, tutti gli autori e me come curatore, abbiamo deciso di rinunciare a ogni compenso o diritto e di devolvere per intero quel poco che ci sarebbe spettato a un progetto che, a Torino, opera in bassa soglia per accogliere donne in condizioni di vulnerabilità (economica, familiare, sociale, abitativa...). Il progetto si chiama Drop House ed è del Gruppo Abele, onlus fondata 53 anni fa da Luigi Ciotti.‎

‎Marks Nadia‎

‎L'isola degli amori perduti‎

‎br. Sull'isola di Cipro, nella piccola località balneare di Larnaca, tre amici di infanzia si riuniscono per il funerale di Katerina, la domestica di umili origini che ha avuto un ruolo fondamentale nelle loro vite. Eleni, Marianna e Adonis sono cresciuti insieme, come fratelli. E l'amore, la saggezza e i consigli di Katerina hanno contribuito a formare il carattere di ciascuno di loro. La sua scomparsa è un duro colpo da affrontare, ma il funerale della donna non sarà semplicemente un'occasione per ricordarla con nostalgia. La madre di Adonis, infatti, capisce che è arrivato il momento di confessare qualcosa che riguarda il passato della famiglia. Esiste una storia che non tutti conoscono, fatta di inganni, amori proibiti e amicizie indissolubili che potrebbe sconvolgere i tre amici, cambiando per sempre il corso delle loro vite. L'affetto che lega Eleni, Marianna e Adonis sarà in grado di reggere il peso dei tanti segreti che ignoravano?‎

‎Carr James Lloyd‎

‎Come i Wanderers vinsero la coppa d'Inghilterra‎

‎br. Scandita dalle cronache pubblicate sul giornale locale, questa è la storia di come una squadretta di dilettanti di un piccolo villaggio dell'entroterra inglese riesce, partita dopo partita, ad aggiudicarsi la prestigiosa Coppa d'Inghilterra. Forte delle teorie calcistiche di Mr Kossuth - un professore profugo dall'Ungheria che, avendo fatto uno studio scientifico del gioco, è convinto di aver trovato i "sette postulati" indispensabili per il successo -, della generosità di Mr Fangfoss - un magnate locale con due mogli e un odio viscerale per tutti gli aspetti della vita moderna, che volentieri foraggia il club di cui è presidente - e dell'apporto decisivo di un ex giocatore professionista caduto in depressione che esce dal suo stato catalettico e ritrova tutta la grinta perduta, questo pugno di calciatori improvvisati gioca contro squadre di ben altra levatura e, senza perdersi d'animo e in maniera del tutto inaspettata, riesce a mietere vittorie tra lo sbalordimento generale. E intorno a loro l'intera comunità si mobilita in una gara di solidarietà che dal campo si proietta nella vita di tutti i giorni, sostenendo coralmente un'impresa che viene considerata di importanza capitale per il buon nome di tutti.‎

‎Austen Jane‎

‎Persuasione‎

‎brossura‎

‎Shepard Sam‎

‎Attraverso il paradiso‎

‎br. Deserti di polvere, asfalto nero, carrozzerie roventi di macchine lanciate a tutta velocità. Sudore sporco, stivali logori, bottiglie di birra vuote gettate ai margini delle highways. Cavalli stanchi, sombrero, sigarette consumate da bocche spigolose. Accenti strascicati, palpebre socchiuse, facce ostili scolpite dal sole come idoli di pietra. È l'America della frontiera, di ieri e di oggi: liminare ma profonda, gretta ma tragica, squallida ma epica. Un ragazzo si presenta davanti a un motel per recuperare il materasso su cui il padre è morto carbonizzato. Un attore disilluso attraversa il Texas e il confine con il Messico per girare un film impossibile. Un compratore all'ingrosso di carne di manzo si fa saltare le cervella nel bagno di un diner. Un bambino va a caccia di serpenti a sonagli con il padre alcolizzato. Sono questi i racconti ruvidi e le istantanee brucianti di "Attraverso il paradiso". Storie crude e malinconiche come i film di Sam Peckinpah, rese con una prosa aspra e spoglia come le distese brulle della California. Sam Shepard torna nello scenario della sua infanzia. È il West che ha plasmato l'epopea americana, che oggi ha la tristezza ostinata di un vecchio poster in un cinema dismesso. In un viaggio disperato nell'America più dura, guardiamo i titoli di coda di un mito che ci ha attratto come nessun altro, e che come nessun altro ha nutrito le nostre illusioni.‎

‎Mora Daniele‎

‎Chi ha rubato il Monte Rosa? Storie di misteri di valli e di montagne‎

‎br. La Montagna, i suoi sentieri, le generazioni che l'hanno vissuta e plasmata, le vette, gli alpeggi, i ghiacciai, i rifugi... La montagna non è solo un luogo magnetico per chi la ama e non può farne a meno ma è anche un simbolo, una metafora filosofica della vita che ci impone di camminare a volte a passo lento, altre a passo veloce, di fermarci, osservare, avere coraggio e paura, di stare in cordata con le persone con cui condividiamo il viaggio o a volte da soli con noi stessi. Quattro grandi racconti scritti come romanzi brevi, diversi tra loro per stile e contenuti ma che in comune hanno la montagna e i suoi misteri. Immaginare un'ambientazione più idonea per storie legate all'ignoto è difficile e siamo certi che questo libro vi conquisterà! I racconti: 1) "Fotografando maggio" La parete di un bar tappezzata da antiche foto in bianco e nero, testimonianze di montagne e di generazioni di montanari nati e vissuti in quei luoghi. Tra quelle foto c'è n'è una speciale: storica, magnetica e incredibilmente perfetta, ma è proprio in quella foto che si cela la chiave di un antico mistero rimasto irrisolto da quasi cento anni. 2) "Il dio terribile" Per chi ama e vive la montagna, camminare sui suoi sentieri e raggiungere le sue vette può significare la ragione di tutta una vita. Quale Dio potrebbe essere così crudele da negare a qualcuno questa possibilità? E quale invece potrebbe concedere di ritornarci a chi da lassù ci è caduto, vivendo da anni immobilizzato su di una sedia a rotelle? 3) "Il cantoniere" I sentieri di montagna, semplicemente, esistono. Esili tracce alle quali spesso non si bada neppure, le percorriamo da sempre pur dandole per scontate. Vie pratiche e antiche, spesso millenarie, eppure nessuno si chiede chi o cosa le abbia create. Ma in un ambiente difficile, che spesso non perdona, a volte rappresentano l'unico appiglio a cui affidare la nostra esistenza. 4) "Chi ha rubato il Monte Rosa?" Uno dei massicci montuosi più vasti del mondo è improvvisamente scomparso e con esso tutto il complesso mondo che ospitava. Alpeggi, ghiacciai, rifugi, paesi, città, persino dighe e impianti di risalita. Ad un tratto l'umanità deve affrontare una nuova minaccia, incontrollabile e imprevedibile, e ci vorranno molti anni per capire che quella potrebbe non essere stata che... la prima volta.‎

‎Yilmaz Kemal‎

‎Elefteria di Istanbul‎

‎br. Due giovani ragazzi si possono innamorare a Istanbul nel 1955, se ci sono le loro origini a separarli? È lì, in quell'anno, che Elefteria incontra il grande amore della sua vita. Ma è da lì, sempre nello stesso anno, che è costretta a fuggire insieme alla sua famiglia, dopo i terribili attacchi alla minoranza greca nella notte tra il 6 e il 7 di settembre. Abbandonare la terra dov'è nata e cresciuta e rinunciare all'uomo che le darà una meravigliosa bambina, Magnolia, diventa da un momento all'altro l'unica soluzione possibile. Ad Atene, madre e figlia riescono a riconquistare la serenità di una vita tranquilla, senza mai dimenticare quella terra e quell'amore che Elefteria fa continuamente rivivere nei ricordi e nelle fiabe che racconta a Magnolia. Lei, sulle rive del Bosforo o per le "vie lastricate d'oro di Istanbul", non ci è mai stata, ma è lì che impara a muovere i primi passi, è lì che si mettono in scena i suoi sogni di bambina e, poi, di donna. Fino al giorno in cui queste storie non le può più sentire. Fino a quando, dopo la morte di Elefteria, una misteriosa lettera scritta in turco non la spinge a partire. Arrivata in Turchia, inizia per Magnolia un viaggio nel tempo che la riporta alla Istanbul di mezzo secolo prima e alla vecchia casa della madre. È così che incontrerà chi quella terribile notte l'ha vissuta sulla propria pelle portandone ancora le cicatrici, tra i cui solchi si intravede una verità tenuta nascosta per molti anni.‎

‎Archer Jeffrey‎

‎Questo fu un uomo. La saga dei Clifton. Vol. 7‎

‎ril. Le strade dei Clifton e dei Barrington stanno per incrociarsi un'ultima volta... In un bosco della Gran Bretagna echeggia uno sparo. Chi è morto? E chi invece è sopravvissuto? Contemporaneamente, a Whitehall, Giles Barrington apprende la verità sul conto di Karin dal segretario di gabinetto. Sua moglie è una spia, o una pedina in un gioco ancor più grande e pericoloso? Mentre Harry Clifton si appresta a scrivere la sua opera più importante Emma, che da dieci anni è la stimata presidentessa del Bristol Royal Infirmary, riceve una telefonata a sorpresa da Margaret Thatcher. In seguito a un'imprevista decisione di Bishara, direttore della Banca Farthings Kaufman, per Sebastian Clifton si aprono nuove, inaspettate possibilità di carriera. Sua figlia Jessica, invece, che frequenta una prestigiosa scuola d'arte, si mette nei guai. E a quel punto solo sua zia Grace potrà aiutarla. Lady Virginia sta per lasciare il paese per sfuggire ai creditori, quando la morte della Duchessa di Hertford le offre inaspettatamente l'opportunità di salvarsi dai debiti e di distruggere una volta per tutte le due famiglie che ha sempre odiato con tutta se stessa. E a quel punto, ancora una volta, i Clifton dovranno affrontare i colpi di un destino implacabile che sconvolge le loro vite.‎

‎Sánchez Clara‎

‎Cambieremo prima dell'alba‎

‎ril. Vuoi vivere un'altra vita? Vuoi essere un'altra persona? Non sempre è la scelta giusta. L'elegante edificio si staglia di fronte a lei. Sonia alza lo sguardo per seguirne il profilo fin dove incontra il cielo. Non ricorda in che modo si sia trovata a lavorare come cameriera in uno degli alberghi più lussuosi della città. In fondo, nella vita, si è sempre sentita una figurante più che una protagonista. A volte, però, sogna di essere un'altra. Quando le viene chiesto, forse per la sua straordinaria somiglianza con la ragazza, di occuparsi della giovane Amina, in visita a Marbella con la sua ricca famiglia, da un giorno all'altro Sonia viene introdotta in un mondo di sfarzo e desideri immediatamente esauditi, un mondo di donne misteriose e molto lontane da lei. Finché Amina le fa una proposta: scambiarsi di ruolo per un giorno. Si somigliano talmente tanto che nessuno se ne accorgerà. Vivere la vita di un'altra persona per ventiquattr'ore. Farlo per davvero. Sonia legge negli occhi della ragazza una disperata voglia di libertà e accetta. Eppure, quando l'alba sta ormai per sorgere, Amina non fa ritorno. Sonia si sente ingannata da una persona che voleva soltanto aiutare. Ora deve fare di tutto per cercarla e riprendersi la sua identità, perché il mondo dorato in cui è finita è rischiarato dal luccichio di mille diamanti che, in realtà, sono solo fondi di bottiglia. Deve scappare. Ma anche fuori da lì non può svelare a nessuno il suo segreto. Una rete di menzogne e ricatti la circonda. Sonia capisce allora che lei e Amina hanno in comune molto più di quanto pensasse. Se sei una donna la verità non conta, i tuoi desideri non contano. Devi solo guardarti le spalle da chiunque. Anche da te stessa. Un romanzo sul peso delle scelte. Sulle apparenze che non sempre ingannano. Sull'indipendenza delle donne, che resta ancora una sfida aperta per la quale vale sempre la pena di lottare.‎

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