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Modrow Hans
Costruttori di ponti. Le relazioni tra DDR e Cina Popolare
br. Nel 2019, quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) celebrava il suo settantesimo anniversario, la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era invece scomparsa da circa trent'anni. Grazie alla sua forza innovativa, il socialismo di matrice cinese si è dimostrato indubbiamente più forte rispetto al modello sovietico dal punto di vista politico, economico e scientifico. Guidata da un gruppo dirigente capace, determinato e ambizioso, la Cina ha saputo svilupparsi fino a divenire la seconda economia mondiale. Ciò anche perché, a differenza degli altri paesi, Pechino non è mai stato interessato alla conquista dell'egemonia, ma piuttosto al raggiungimento dell'armonia. Radicato in una cultura millenaria, questo concetto gli ha così permesso di apprendere molto e velocemente dalle altre nazioni. In Costruttori di ponti, Hans Modrow - ultimo Presidente del Consiglio della DDR - testimonia quanto la Repubblica Democratica Tedesca abbia contribuito a questo processo.
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Baiocchi Gianpaolo
Noi, popolo sovrano. Dai movimenti alle istituzioni, quando il popolo governa
br. Noi, Popolo Sovrano propone una disamina del concetto di sovranità da un punto di vista politico di ispirazione socialista. Secondo Gianpaolo Baiocchi, attraverso la riappropriazione del termine, infatti, è possibile migliorare il funzionamento della democrazia rappresentativa e proporre la sua espansione verso forme di partecipazione diretta che coinvolgano più attivamente i movimenti sociali e i cittadini. In questo senso, la sovranità popolare si configurerebbe come la risposta alla crisi dei corpi intermedi e dei partiti, divenendo il quadro teorico all'interno del quale la Sinistra sarebbe in grado di rivendicare maggiore eguaglianza e orizzontalità nei processi decisionali pubblici. Lungi dal rievocare nazionalismi e politiche basate sulla contrapposizione etnica e religiosa, la sovranità si pone quindi come un vettore di riappropriazione di identità collettive per coloro che vogliono rendere lo Stato e le istituzioni realmente rispondenti ai bisogni e ai desideri dei cittadini.
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Rossi Marco
Livorno ribelle e sovversiva. Arditi del popolo contro il fascismo 1921-1922. 2 ed.
L’esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le “anomalie” storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo è stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale. A Livorno, l’arditismo popolare si ricollegò a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettività labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso. Fu così che – tra l’estate del 1921 e quella del ’22 – il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l’antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime. Prefazione di Giorgio Sacchetti.
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Bertolucci Rosaria
La città perduta. Storia e ritratti di Carrara e del territorio apuano-versiliese tra '800 e '900
Questo libro raccoglie, oltre ad alcuni testi inediti, più di sessanta articoli e saggi di Rosaria Bertolucci – dedicati a Carrara e al territorio apuano-versiliese – pubblicati tra il 1978 e il 1990 sulle cronache locali di quotidiani, tra cui «La Nazione» e «le Città», in libri collettivi o riviste. L’idea della raccolta era nei progetti dell’autrice, che già a metà degli anni Ottanta aveva in mente una pubblicazione complessiva sulla storia della città del marmo, un tema questo che è stato al centro dei suoi interessi di studiosa negli ultimi quindici anni della sua vita. Il volume è, dunque, prima di tutto una testimonianza viva dell’amore che la scrittrice provava per la storia di questa città e del suo territorio, e il maggior pregio degli scritti che proponiamo dovevano svolgere – nelle intenzioni dell’autrice – quella funzione di traghettare verso le nuove generazioni la consapevolezza e la conoscenza critica del suo ricco e vivace passato. 528 pp, ill. Rosaria Ciampella nei Bertolucci (1927-1990) romana di nascita ma "versiliese d'adozione" è stata una poetessa, scrittrice e giornalista che ha posto sempre alla propria attenzione lo studio per la letteratura e la storia. Tra le sue opere di critica letteraria, sempre corredate da una ricca documentazione, si ricordano Pea, uomo di Versilia, 1978; Il principe dimenticato, 1979; Cardarelli sconosciuto, 1980; Lorenzo Viani parole come colore, 1980; Sibilla Aleramo una vita, 1983. A tali lavori si sono affiancati poi saggi storici come Milleottocentonovantaquattro storia di una rivolta, 1981; A come anarchia o come Apua: un anarchico a Carrara Ugo Mazzucchelli, 1988 e infine Ilario Bessi, Luci di Marmo, 1989.
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Manenti Clemente
Corrispondenze berlinesi
158 p. [2] p. di tav. ; 21 x 14 cm Tra le carte lasciate dall’autore vi sono, oltre a 38 taccuini, un dossier di 24 fascicoli catalogati sotto la sigla Corrispondenze Reporter. Sono testi quasi tutti dedicati alla vita politica e culturale delle due Germanie negli anni Ottanta, quando Manenti vi ha a lungo soggiornato. Delle Corrispondenze si pubblicano qui solo i testi completi, dattiloscritti, corretti a mano e datati dall’autore stesso, o comunque databili. Solo alcune di esse furono pubblicate in «Fine Secolo», il settimanale culturale del quotidiano «Reporter». Le completano gli articoli usciti su «Diario della Settimana», negli anni ’90, perché i testi costituiscono, a parere dei curatori, un corpo omogeneo per i temi trattati. Oltre alle Corrispondenze edite e inedite, si propone qui una selezione – ragionata e commentata – messa in opera da Michele Battini di pensieri, note di lettura, e aforismi tratti dai taccuini, scritti a partire dagli anni ’80. A cura di Alessandra Peretti e Michele Battini.
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Centro studi movimenti
Una stagione di fuoco. Fascismo guerra Resistenza nel Parmense
La storia della Resistenza nel Parmense è raccontata, in queste pagine, nel più generale quadro della Seconda guerra mondiale, dalla crisi della dittatura fascista all’immediato dopoguerra. Ciò che emerge è dunque una narrazione dell’opposizione al fascismo e al nazismo anche nei suoi aspetti più dissonanti e complessi: dal 25 luglio all’8 settembre, dalle prime bande alle formazioni più strutturate, dal movimento clandestino in città ai tanti atti di lotta non armata, dall’azione dei partiti antifascisti alle spontanee mobilitazioni di piazza, fino ai giorni dell’aprile 1945 e alle elezioni libere di un anno dopo. Un racconto che mostra anche tutte le contraddizioni di un movimento fatto di uomini e donne reali − non di oleografiche figure eroicizzate − con paure e coraggio, errori e virtù, amori e rancori. Una storia, infine, in cui trovano posto − insieme a partigiani e partigiane − i diversi soggetti che animarono quella guerra totale: gli occupanti nazisti, i fascisti di Salò, i deportati nei lager, i soldati della Rsi, gli ufficiali delle missioni alleate e, soprattutto, le popolazioni di città, campagne e valli montane. Testi di Margherita Becchetti, William Gambetta, Massimo Giuffredi, Ilaria La Fata, Guido Pisi.
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Rossi Marco
La battaglia di Livorno. Cronache e protagonisti del primo antifascismo (1920-1923)
Fra il 1920 e il 1923 anche le strade di Livorno videro l’inizio di una lunga guerra civile in cui le differenze ideali tra quanti si affrontarono furono nette e l’ostilità profonda, anticipando quella combattuta un ventennio dopo. Negli anni precedenti la Marcia su Roma e l’avvento del regime, il fascismo livornese incontrò infatti nei quartieri popolari una decisa opposizione, così come emerge dall’impressionante cronologia dei conflitti in quegli anni. Oltre a quella degli Arditi del popolo, fu una quotidiana resistenza di uomini e donne, nel segno dell’appartenenza di classe e dello storico sovversivismo, disposte ad impugnare le armi per contrastare lo squadrismo “tricolorato” e la reazione padronale, in difesa delle libertà sociali. Soltanto nell’agosto 1922, grazie all’intervento dell’esercito e con lo stato d’assedio disposto dal governo, i fascisti e i nazionalisti poterono imporre le dimissioni del sindaco Mondolfi e dell’amministrazione “rossa”, democraticamente eletta. Il marchese Dino Perrone Compagni che assieme a Costanzo Ciano aveva guidato le squadre fasciste toscane, seminando morte e devastazione, inviò un telegramma al segretario nazionale del Partito fascista per comunicare la “caduta” di Livorno, ammettendo che: «Fra le mie battaglie questa più faticosa».
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Picelli Guido
La mia divisa. Scritti e discorsi politici
Molti conoscono Guido Picelli come l’animatore delle «Barricate di Parma» del 1922, quando al comando dei suoi Arditi del popolo guidò la vittoriosa resistenza dei rioni proletari contro migliaia di fascisti. Fu quello l’episodio più eclatante della sua vita, quello che lo rese noto ben oltre i confini della sua città. Eppure la sua esistenza fu segnata da molte altre battaglie. Dopo la Grande guerra fu un dirigente del Partito socialista e poi di quello comunista. Deputato dal 1921 al 1926, venne perseguitato durante il regime fascista. Fuggito all’estero, si rifugiò in Unione sovietica da dove, nel settembre 1936, si diresse in Spagna per combattere nelle Brigate internazionali. Morì, sul fronte di Madrid, nei primi giorni del 1937, mentre guidata i suoi uomini in battaglia. Di Picelli sono stati messi in risalto il carisma di dirigente e le abilità di uomo d’azione ma poco è stato studiato il suo percorso politico e intellettuale. In questa edizione critica dei suoi scritti e discorsi parlamentari, per la prima volta emerge con completezza il suo pensiero, segnato dalla radicale opposizione alle classi dominanti, tanto in età liberale quanto in quella fascista. Una concezione coerente con il suo modo di vivere, con il suo essere rivoluzionario, con la lotta come «sua divisa». Rileggerne i testi è il modo migliore per sottrarlo a quella distorsione politica che è stata fatta della sua figura e per restituirle lo spessore umano e intellettuale che ebbe. A cura di William Gambetta. Il volume è edito grazie a una collaborazione tra il Comitato agosto 1922, il Centro studi movimenti di Parma e la Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa.
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Parri Mauro [a cura di]
Volontariato anarchico e socialista ai tempi del colera. Antologia
Nell'estate del 1884 il colera iniziò a diffondersi in Italia, colpendo con particolare virulenza Napoli. Le famiglie separate dell'internazionalismo italiano risposero all'appello del proletariato napoletano e gli vennero in soccorso. Un'esperienza importante, quella dei volontari internazionalisti anarchici e socialisti. Un impegno con motivazioni opposte alle ideologie consolatorie e di rassegnazione sociale, che nella versione laica o religiosa illudono sulle reali possibilità di eliminare le cause di quelle sofferenze. Il "curare le ferite" diveniva perciò una attività solidale in parallelo e non in sostituzione della lunga lotta per una società senza Stato e senza classi. Malatesta e quel gruppo rifiutarono l'attestazione ufficiale di benemerenza rilasciata dalle autorità. In fondo erano le stesse autorità che, qualche mese dopo, con l'accusa di cospirazione contro lo Stato, condanneranno lui e gli altri a parecchi anni di galera; erano gli stessi apparati dello Stato responsabili di quella catastrofica "condizione sociale". Da qui il manifesto redatto a conclusione di quella esperienza secondo cui "la vera causa del colera è la miseria, l'unico rimedio la rivoluzione sociale".
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Rossi Marco
Livorno ribelle e sovversiva. Arditi del popolo contro il fascismo 1921-1922
L’esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le “anomalie” storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo è stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale. A Livorno, l’arditismo popolare si ricollegò a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettività labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso. Fu così che – tra l’estate del 1921 e quella del ’22 – il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l’antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime. Prefazione di Giorgio Sacchetti.
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Malatesta Errico e Fabbri Luigi
Mentre la strage dura. Scritti scelti su guerra, pace e rivoluzione (1914-1916)
La guerra che scoppiò nel 1914 costituì un evento nuovo nella storia dell’umanità perché fu la prima guerra generale «mondiale»; fu una guerra di massa che causò milioni di vittime. L’effetto sul movimento operaio socialista fu dirompente dal momento in cui i principali partiti socialdemocratici di Francia e Germania votarono i crediti di guerra e sostennero lo sforzo bellico dei rispettivi paesi. Anche nel campo rivoluzionario e libertario l’interventismo coinvolse non pochi esponenti disorientando i militanti e immobilizzando il movimento. Ecco, dunque, l’importanza del ruolo di E. Malatesta e di L. Fabbri, due dei principali leader libertari, nel rivendicare con coerenza la scelta antimilitarista di coloro che si mantennero fedeli ai principi internazionalisti e anarchici. Questa breve antologia di testi, che copre due anni centrali nell’elaborazione dell’opposizione alla guerra imperialista, ripropone, con un accurato apparato critico, i principali testi dei due grandi libertari contro la follia del militarismo. Apparato critico e saggi storici di Maurizio Antonioli e Pier Carlo Masini.
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Mastellone, Salvo
Carlo Rosselli e ?La rivoluzione liberale del socialismo?. Con scritti e documenti inediti.
cm. 17 x 24, 268 pp. Pensiero Politico (il) - Biblioteca La rilettura di ?Socialismo liberale? (1930), fondata sull?esame degli inediti ?fascicoli del confino?, modifica l?interpretazione politica da dare a questo testo. I nove capitoli di analisi storica sono seguiti da una sezione di ?Articoli non ristampati? ed una di ?Manoscritti del Fondo Rosselli? Re-reading ?Socialismo Liberale? (1930), based on the examination of unpublished ?confinement issues? modifies the political interpretation given to this text. The nine chapters of historical analysis are followed by a section of ?Articoli non ristampati? and one of ?Manoscritti del Fondo Rosselli? 495 gr. 268 p.
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Con un saggio introduttivo di E. Piscitelli.
Socialisti (I) alla Consulta.
cm. 18 x 24,5, 174 pp. 0 gr. 174 p.
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Bianchi, Antonio
Lotte sociali e dittatura in Lunigiana storica e Versilia (1919-1930).
cm. 15 x 21, xii-312 pp. 477 gr. xii-312 p.
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Biagianti, Ivo
Sviluppo industriale e lotte sociali nel Valdarno superiore (1860-1922).
cm. 15 x 21, 444 pp. con 8 ill. f.t. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 720 gr. 444 p.
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Bianchi, Roberto
Bocci-Bocci. I tumulti annonari nella Toscana del 1919.
cm. 15 x 21, 408 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti Il volume presenta i risultati di una ricerca sui tumulti contro il caroviveri esplosi in Toscana nell?estate 1919. L?agitazione non fu causata solo dall?aumento dei prezzi e assunse forti significati politici, inaugurando il cosiddetto ?biennio rosso? Il lavoro si basa sull?analisi dei fascicoli processuali aperti contro centinaia di partecipanti alla rivolta. Tra gli imputati compaiono giovani lavoratori dell?industria e artigiani; assai significativo fu anche il ruolo giocato nei moti dalle donne, come pure dai militari tornati dalla guerra e ancora in attesa di essere smobilitati. Roberto Bianchi?s study of the riots which took place in Tuscany in early Summer 1919. Chiefly due to the high cost of living the unrest took on a specific political significance inaugurating the so-called ?red biennial? The research is based on the law cases filed against those who took part in the revolt young manual workers, craftsmen but also many women and soldiers just back from war and still waiting to be demobbed. 580 gr. 408 p.
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Capitini Maccabruni, Nicla
La Camera del Lavoro nella vita politica e amministrativa fiorentina (dalle origini al 1900).
cm. 14,5 x 21, 400 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 655 gr. 400 p.
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Capitini Maccabruni, Nicla
Liberali, socialisti e Camera del Lavoro a Firenze nell'et? giolittiana (1900-1914).
cm. 15 x 21,5, xx-440 pp. Biblioteca di storia toscana moderna e contemporanea - Studi e documenti 685 gr. xx-440 p.
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Dietro la facciata di un combattente. Lettere di Giuseppe Emanuele Modigliani ai genitori e alla sorella.
cm. 17,5 x 24,5, 130 pp. 0 gr. 130 p.
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Larizza, Mirella A cura di M. Ceretta.
Fourier.
cm. 18 x 25,5, xxxviii-194 pp. Fondazione Luigi Firpo. Centro di studi sul pensiero politico - Studi e testi L?opera, che raccoglie saggi pubblicati nell?arco di un ventennio (1968-1988) segue un ordine tematico, che scandisce i principali aspetti della riflessione dell?utopista francese a cominciare dall?esame dei suoi scritti politici, passando per lo studio dei tratti libertari del pensiero fourieriano, per finire con l?analisi sia dell?apporto dato da Fourier al marxismo sia dell?interpretazione che della dottrina di tale Autore offrirono Marx ed Engels e, in seguito, alcuni illustri esponenti del marxismo novecentesco. This collection of essays published over a span of 20 years (1968-1988) follows a thematic order that scans the main aspects of reflection of the French utopian beginning with his political writings, on to the study of the anarchical trait of Fourier?s thought, ending with an analysis of both Fourier?s contribution to Marxism and the interpretation offered to this author?s doctrine by Marx and Engels and consequently other illustrious exponents of 20th century Marxism. 467 gr. xxxviii-194 p.
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Franco Fortini
Dieci inverni 1947-1957. Contributi ad un discorso socialista
«Letterato per i politici, ideologo per i letterati», com'ebbe a definirsi, Franco Fortini in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957 è già il saggista eclettico e rigoroso e il critico affilatissimo destinato a influenzare più di una generazione e a lasciare un'impronta indelebile nella seconda metà del Novecento. La generazione del '68 incontrò in "Dieci inverni" alcuni dei suoi temi privilegiati, come il rifiuto dello stalinismo (ma anche del progressismo), la denuncia dei ritardi della cultura della sinistra ortodossa, l'analisi della nascente industria culturale e della funzione della critica in essa; ma è l'ostinata determinazione a non disgiungere la dimensione etica da quella politica che segna ogni pagina del libro - «uno dei tanti che almeno dall'età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili)» - a definire la cifra distintiva e più durevole dell'intera opera fortiniana. Con un saggio di Matteo Marchesini. Autori: Franco Fortini. Curatori: Sabatino Peluso. Prefazione: Matteo Marchesini.
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Francesco Saverio Merlino
Pro e contro il socialismo
Il più acuto tra i positivisti italiani, lo ha definito Norberto Bobbio. Ma Francesco Saverio Merlino è stato anche il più acuto tra i socialisti italiani, tra Ottocento e Novecento, anticipatore delle critiche di Bernstein all'ortodossia marxista e iniziatore di una linea di pensiero socialista liberale (o, meglio, libertaria). Il pensiero di Merlino rappresenta una felice sintesi di esigenze di giustizia sociale e di intensi princìpi di libertà sul piano normativo, e di positivismo sociologizzante e di criticismo neokantiano sul piano epistemologico. Egli, per certi versi filosoficamente più accorto e sistematico di figure come Gobetti e Rosselli, raramente è stato ricordato e associato a quei nomi che pure gli devono molto, che lo lessero, lo apprezzarono e in parte ne recepirono le idee. In carcere scrive la sua opera maggiore "Pro e contro il socialismo" (1897) - che qui si ripresenta dopo un'assenza di più di cento anni - nella quale espone una proposta di socialismo svincolato dal materialismo storico e vicina invece alle tesi della scuola economica austriaca (von Mises). È il suo un tentativo di coniugare mercato e proprietà sociale. Nel 1898 appare a Parigi un'opera che riassume e ripropone gli assi principali del suo pensiero, 'Formes etessence du socialisme', con prefazione di Georges Sorel. Autori: Francesco Saverio Merlino. Curatori: M. La Torre.
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Antonio Landolfi
Il socialista con gli occhiali
Questo libro nasce una sera d'estate su una terrazza affacciata sul mare. Quando Landolfi decise che era arrivato il momento di cimentarsi con la cronaca degli eventi vissuti in prima persona nel corso degli anni trascorsi nel Psi. Ci lavorò alacremente, nonostante la malattia che presto lo costrinse a interrompere. Questo libro è il frutto del tentativo di completare il lavoro utilizzando i suoi scritti, raccolti nella seconda parte del libro, tratti dal suo archivio personale e per la maggior parte inediti, cercando di coprire gli avvenimenti più salienti della Repubblica. Non è quindi una raccolta esaustiva degli scritti di Landolfi e nemmeno un libro di memorie come lo aveva concepito il suo autore. È il pensiero autentico di un autentico socialista che provò a raccontarci qualcosa della nostra storia. Autori: Antonio Landolfi. Curatori: A. Martinelli, L. Landolfi, F. Landolfi.
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Gianvito Mastroleo
Abitare il futuro. I granai della memoria: un viaggio lungo e una passione collettiva
La Fondazione Di Vagno, “pietra d'inciampo” della cultura politica di sinistra, ha l'ambizione di rappresentare un riferimento per la Memoria del Socialismo non solo pugliese: luogo di approfondimento laico e plurale delle idee, isola di passione politica e perdurante auspicio per il ritorno al Socialismo come uno dei pensieri più alti della storia recente. Nel libro si racconta in particolare della sua Biblioteca e Archivio storico, assieme al Premio di ricerca concepito come il vero Monumento a Giuseppe Di Vagno, ucciso dai fascisti nel 1921 a Mola di Bari, e le vicissitudini già a partire dal 1922. Anche se per la Fondazione [...] non sono state rose e fiori, come nel libro si narra: giacché tutto [...] parla di scommesse sentimentali e ideali, progetti di cambiamento e di rigenerazione etico-politica [...] della fatica di trovare le strade della speranza [...] in un mondo migliore nella tessitura quotidiana delle questioni amministrative, dei rapporti interpersonali, delle piccole beghe locali. Autori: Gianvito Mastroleo.
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Ludwig von Mises
Socialismo. Analisi economica e sociologica
"Socialismo" è l'opera più strettamente legata al nome di Ludwig von Mises, figlio della Grande Vienna ed esponente di primo piano della Scuola austriaca di economia. L'originaria pubblicazione è stata accompagnata da un lungo e vasto dibattito fra gli esponenti più avvertiti della cultura liberale e di quella socialista. E il testo si è consacrato nel tempo come un classico, come un imprescindibile punto di riferimento, a cui hanno attinto generazioni di studiosi. Quella di Mises si può considerare come la più devastante critica che sia stata formulata nei confronti del collettivismo. L'analisi di Mises fornisce la rigorosa dimostrazione dell'impossibilità del calcolo economico in una società che abbia soppresso la proprietà privata e, con essa, il mercato e il sistema dei prezzi. Non è quindi senza ragione che Oskar Lange, economista di ispirazione socialista, non ha esitato ad affermare che spetta interamente al professor Mises il merito di avere costretto i sostenitori del piano unico di produzione e distribuzione a misurarsi con il problema del calcolo economico. Mises è andato tuttavia ben oltre. Studioso di estese conoscenze, ha impiegato un ricco repertorio di strumenti per evidenziare il legame esistente fra economia di mercato, libertà individuale di scelta e istituzioni democratiche. Ha mostrato così l'indissolubile rapporto che unisce il collettivismo economico a quello politico. Ha gettato luce sul fatto che la proprietà privata può essere direttamente soppressa o può essere «sterilizzata»; il che avviene mediante un sistema di interventi e di misure che ne rendano, com'è accaduto sotto il nazionalsocialismo, esclusivamente formale l'esistenza. Ha inoltre visto, anticipando una letteratura che si è sviluppata in epoca posteriore all'apparizione della sua opera, l'origine del totalitarismo nella promessa di «salvezza», con cui al collettivismo viene affidata la missione di riplasmare l'uomo e il mondo. In aggiunta a ciò, attraverso una straordinaria e sistematica gamma di riflessioni, il libro getta una potente luce sull'opera di dissipazione delle risorse, posta in essere da schiere di «redistributori». Oltre a conseguire l'esatto contrario di quel che promettono, costoro aprono la strada, con l'illusione che possa essere «mite», a un potere «immenso» e «minuzioso». Prefazione di Friedrich A. von Hayek. Autori: Ludwig von Mises. Curatori: Lorenzo Infantino. Prefazione: Friedrich A. von Hayek.
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Istvan Meszáros
Socialismo o barbarie. Dal «secolo americano» all'alternativa possibile
Socialismo o barbarie: al tempo in cui Rosa Luxemburg parlò della cruda alternativa nessuna potenza, e neppure tutte le potenze insieme, erano in grado di distruggere l'umanità con i loro devastanti conflitti. Autori: Istvan Meszáros. Curatori: E. Masi.
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Antonio Moscato
Trockij e la pace necessaria. 1918: la socialdemocrazia e la tragedia russa
A Brest Litovsk, agli inizi del 1918, la delegazione della Repubblica sovietica e quelle degli Imperi centrali discutono le condizioni per firmare la pace. L'incertezza dello scenario internazionale sembra autorizzare equamente timori e speranze. Se da parte tedesca si continuano a nutrire illusioni di agevoli conquiste territoriali, da parte sovietica si guarda con estremo interesse alle prospettive rivoluzionarie apertesi sia in Germania che in Austria: l'ipotesi di una rivoluzione socialista nel cuore dell'Europa sembra a portata di mano e questo spiega l'orientamento di Trockij che, alla guida della delegazione sovietica, è convinto che ci siano le condizioni per respingere i diktat germanici. Le cose, com'è noto, andranno altrimenti, ma solo molti anni dopo Roman Rosdolsky fornirà, grazie a rigorose ricerche d'archivio, elementi inoppugnabili per la ricostruzione dei retroscena di quel cruciale snodo storico: la potente dirigenza socialdemocratica austriaca, mentre scagliava parole di fuoco contro la guerra, lavorava in realtà per impedire qualsiasi sbocco politico ai poderosi scioperi spontanei che squassavano il paese. Il volume curato da Antonio Moscato - che ripropone il saggio di Roman Rosdolsky - affronta un interrogativo classico della storiografia sulla Rivoluzione d'Ottobre. Tutt'altro che datato, però: il confronto tra l'anima socialdemocratica e quella rivoluzionaria della tradizione marxista è ancora estremamente attuale. Autori: Antonio Moscato.
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Autori vari
Dietro la non-politica. Quando il «socialismo rivoluzionario» vive di apparati, espulsioni e culto della personalità
Curatori: S. Santarelli.
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Oscar Wilde
The soul of man
Autori: Oscar Wilde.
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Quartini Bruno; Bonifazi Franco
Da Stalin a Renzi
br.
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Millimaggi Daniele
Un uomo libero. La storia di Giovanni Millimaggi
brossura Giovanni Millimaggi nacque a Barcellona Pozzo di Gotto l'11 gennaio 1887. Giovanissimo, iniziò a insegnare, scrisse di pedagogia e collaborò anche con alcuni periodici di politica, oltre che di pedagogia scolastica. Negli anni Venti si avvicinò al pensiero socialista e dopo la scissione di Livorno aderì al comunismo. Nel 1920, la polizia cominciò a interessarsi alle sue idee politiche e iniziò a spiarlo, redigendo periodicamente delle note per la Prefettura. Nel 1925 conseguì la laurea in Giurisprudenza. Nel 1929, sempre a causa delle sue idee politiche, fu costretto a trasferirsi a Milano, città nella quale prese contatto con gli oppositori del regime e divenne un reclutatore di corrieri tra i fuoriusciti e gli antifascisti rimasti in patria. Arrestato, cominciò una lunga peregrinazione tra carcere e confino. A Ponza ritrovò tra gli altri Giorgio Amendola e conobbe Sandro Pertini. Alla fine della guerra, dedicò alla politica gli ultimi anni della sua vita, sedendo nel consiglio comunale di Messina. Morì nel 1953 all'età di 66 anni.
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Buono Michela
Le avanguardie musicali nazionali ed internazionali ed il socialismo
brossura In questo libro vengono analizzate le spinte innovative delle avanguardie del '900, in particolare di quelle musicali, in rapporto ai condizionamenti politici dei regimi totalitari dell'URSS e del Nazionalsocialismo tedesco.
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Bellimbusto Devis
Cristiani a confronto
brossura Ad un primo sguardo pare impossibile prendere in considerazione che un'ideologia materialista e antireligiosa come quella marxista sia potuta penetrare all'interno del mondo cattolico. Eppure, il più impensabile dei "matrimoni" si fece. La conciliazione tra socialismo e cristianesimo si sviluppò nel corso degli anni sessanta per sfociare in un vero e proprio movimento, quello dei Cristiani per il socialismo, il quale sorse in Sudamerica nei primi anni del decennio successivo. La breccia causata nella cattolicità non si limitò alla sua "periferia", bensì penetrò anche nel suo cuore, dove frange di fedeli dissenzienti assunsero un atteggiamento di duro scontro nei confronti della Curia romana e delle posizioni da lei assunte nei confronti delle masse operaie, ritenute le classi povere per antonomasia nelle contemporanee società capitalistiche.
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Federico Salvatore
Mazzini e il socialismo in Italia
brossura Scopo del lavoro è di mettere in risalto il pensiero sociale di Mazzini e la sua attività, il suo ardente apostolato verso le classi sociali, il suo atteggiamento intransigente verso ogni forma di socialismo utopistico che egli identifica col materialismo e verso il nascente socialismo scientifico "negazione di Dio [...] della Patria [...] d'ogni proprietà individuale".
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Sorel Giuliano
Ercoli (ossia la vera storia del Pci)
brossura Da tempo la politica italiana è attraversata da uno strano dibattito: molti vedono continue minacce alla pace sociale architettate dai presunti "comunisti" eredi del PCI, mentre i già giovani dirigenti e militanti di quel partito sostengono non solo di non essere comunisti oggi, ma di non esserlo mai stati. Chi ha ragione? Forse tutti e due, a patto che si consideri la finzione una componente decisiva della politica. Questo libro-verità aiuterà il lettore a sbrogliare questa complessa matassa.
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Centofanti Renato
Le occasioni perdute del PD di Artena
brossura "Perché c'è bisogno di parlare e fare la cronaca di quel ch'è avvenuto dentro e fuori il Circolo del partito democratico di Artena, nel periodo antecedente le elezioni comunali del maggio 2014? La risposta l'avremo alla fine del pamphlet, che ovviamente è uno scritto "polemico" nei confronti dei "Gattopardi", ma non solo; è anche una radiografia dell'impotenza e della scarsezza culturale-politica di buona parte dei protagonisti di questa vicenda. Non aspetterò la fine di questo scritto per esprimere le mie tesi, ma le lancio subito nell'aria e nello spazio delle idee: 'Sono contro' i Gattopardi ed il passato che non passa."
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Nunziante Mastrolia
Il socialismo liberale di Bettino Craxi
Il libro si compone di tre parti. Nella prima parte l'autore sostiene la tesi della "necessità storica" del socialismo liberale perché una società aperta possa perdurare e prosperare. Nella seconda parte, Mastrolia sostiene, dopo aver passato al vaglio tutti gli atti dei lavori preparatori della Carta costituzionale, che la legge fondamentale della Repubblica italiana è fatta della stessa materia di cui è fatto il socialismo liberale. La terza parte, infine, è dedicata al pensiero politico di Bettino Craxi, che fu il primo - è questa la tesi che l'autore propone - a tentare di costruire una sinistra costituzionale in Italia, vale a dire una sinistra che potesse realmente aspirare alla guida del Paese. In quest'ultima parte un ampio spazio è dedicato anche al pensiero politico di Enrico Berlinguer e ai rapporti tra il PCI e il PSI. Autori: Nunziante Mastrolia.
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Bettino Craxi
Il vangelo socialista
Il vangelo socialista, scritto da Bettino Craxi e Luciano Pellicani, comparve per la prima volta su "L'Espresso" nell'agosto del 1978 e fece scandalo. In poche pagine Craxi tagliava i ponti con i dogmi del marxismo-leninismo e con la tradizione palingetico-rivoluzionaria e apriva una via per conciliare il socialismo con il mercato e la società liberale. Con quel testo la svolta socialista, che da anni Craxi andava preparando, si annunciava al mondo e la lotta con il PCI entrava nella sua fase più intensa. Autori: Bettino Craxi, Luciano Pellicani.
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Artero Giovanni
Alle origini del Socialismo ligure. Gruppi dirigenti e leaders
brossura Partendo dai fascicoli personali dei "sovversivi" nel Casellario Politico Centrale, quindi dalle biografie dai militanti di base, si è abbozzata una ricostruzione "dal basso" della storia del movimento operaio e socialista per alcune aree della Lombardia, del Piemonte, e dell'Emilia. Partendo sempre dalle biografie, ma questa volta da quelle dei dirigenti e quadri politici e sindacali del movimento operaio e socialista, abbiamo abbozzato una ricostruzione della storia dei due "centri dirigenti" liguri: quello riformista di Genova, che si innesta sulla tradizione mazziniana, cui fa da contraltare quello "sindacalista rivoluzionario" e anarchico dell'hinterland industriale di Genova: Sestri Ponente e Sampierdarena. Nelle altre aree della Liguria: il Ponente savonese, il Ponente imperiese, il Levante spezzino, il Levante del Tigullio, non ci furono veri e propri "centri dirigenti" che abbiano esercitato una egemonia nei loro territori, ma emersero leaders che, usciti dall'ambito locale, si proposero sulla scena nazionale, quali Giacinto M. Serrati, Pasquale Binazzi, Umberto Marzocchi, Arrigo Cervetto, che riteniamo meritevoli di essere rivisitati.
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Rampini Federico
Alla mia sinistra. Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me
br. "Avevo il dovere di scrivere questo libro. Perché ho due figli ventenni che affrontano, come tutti i loro coetanei, il mercato del lavoro più difficile dai tempi della Grande Depressione. Perché devo rispondere delle mie responsabilità: appartengo a una certa generazione della sinistra occidentale che ha creduto di poter migliorare la società usando il mercato e la globalizzazione. Ho voluto sfogliare il mio album di famiglia, la storia che ho vissuto con un pezzo della sinistra italiana, per capire le ragioni delle nostre sconfitte, quindi aprire una pagina nuova. Plutocrazia, tecnocrazia, populismo, autoritarismo sono i mali che minacciano le nostre democrazie. L'Italia è un piccolo laboratorio mostruoso di queste patologie. Avendo vissuto un'esperienza pluridecennale da nomade della globalizzazione - in Europa, in America, in Asia - ho il dovere di dire ciò che è accaduto all'immagine del nostro paese nel mondo. Devo raccontare dal mio osservatorio attuale nell'Estremo Occidente" quali sono i costi dell'era Berlusconi, e anche le radici profonde del berlusconismo, che gli sopravvivranno, i vizi di un'Italia "volgare e gaudente" con cui dovremo fare i conti anche dopo. Che cosa farà questa Italia "da grande"? C'è ancora speranza? Alla sinistra indico le possibili vie d'uscita attingendo alle mie esperienze nelle nazioni emergenti, dall'Asia al Brasile: perché non possiamo farci risucchiare in una sindrome del declino tutta interna all'Occidente."
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Gramsci Antonio; Vacca G. (cur.)
Nel mondo grande e terribile. Antologia degli scritti 1914-1935
br. Questa antologia offre un'idea complessiva del pensiero di Gramsci attraverso una selezione mirata dagli scritti giornalistici e dai Quaderni del carcere: Ne scaturisce il profilo di un classico del pensiero politico del Novecento, che ha messo a fuoco in modo esemplare i mutamenti del mondo della prima metà del secolo passato.
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Rosselli Carlo; Rosselli J. (cur.)
Socialismo liberale
br. Come riaffermare i principi fondamentali del liberalismo senza rinnegare il socialismo come fine. Il libro di Rosselli, stampato per la prima volta a Parigi nel 1930, pone in tutta la sua ineludibilità la questione che ha caratterizzato gran parte del dibattito politico del Novecento: conciliare l'idea di libertà individuale con quella di giustizia sociale. Il socialismo federalista e liberale di Rosselli teorizzato più di sessant'anni fa, prima del crollo del fascismo e dei regimi comunisti, è anche un modo - come sottolinea Norberto Bobbio - per fare i conti con i più recenti contributi al dibattito sul liberalismo socialista (l'americano John Rawls, l'indiano Amartya Sen) in vista del prossimo millennio democratico tutto da inventare, nelle formule e nei contenuti. Questa nuova edizione comprende, oltre all'introduzione del 1979, due saggi critici di Norberto Bobbio, "Attualità del socialismo liberale" e "Tradizione ed eredità del liberalsocialismo". Con la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia critica.
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Macaluso Emanuele
Comunisti e riformisti. Togliatti e la via italiana al socialismo
br. Quando Palmiro Togliatti rientra in Italia nel 1944, si trova di fronte a dei passaggi delicatissimi. La Resistenza e la Liberazione, poi l'Assemblea costituente e le prime elezioni repubblicane. Il Pci deve trovare una sua strada tra opposte possibilità che lo accompagneranno per decenni: imporsi come partito insurrezionalista e rovesciare il sistema; oppure lavorare dall'interno del sistema, conquistare i propri obiettivi passo dopo passo contro il massimalismo e affermare la propria appartenenza al tessuto istituzionale italiano per un transito graduale al socialismo. Emanuele Macaluso riflette sulle diverse anime del Pci di Togliatti, e per quella via sulla vocazione sfaccettata e contraddittoria della sinistra italiana. Rifiuta i luoghi comuni e le soluzioni preconfezionate, e intreccia nel suo racconto fili di colori diversissimi. La riflessione storica. La testimonianza di chi ha attraversato da protagonista quell'intera stagione. La tesi di Macaluso è provocatoria. La cosiddetta "doppiezza" di Togliatti coincideva con un'attenta strategia politica, rimasta viva fino a Berlinguer. Dopo l'89 e la svolta della Bolognina, quella strategia fu rimossa insieme alla figura di Togliatti e di altri leader storici, lasciando la sinistra orfana di un progetto. Un'altra strada sarebbe stata possibile. Forse, un'altra strada è ancora possibile.
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Renzi Matteo
Avanti. Perché l'Italia non si ferma
brossura È stato l'uomo chiave della politica italiana degli ultimi anni. Ha guidato un governo che ha varato molte riforme e su una, quella costituzionale, è caduto. Alla guida del Partito democratico ha ottenuto alle elezioni europee del 2014 uno dei più brillanti risultati elettorali della storia politica italiana, ma anche una bruciante sconfitta referendaria nel 2016, che lo ha portato a dimettersi da presidente del Consiglio e da segretario nazionale. Nella primavera del 2017 quasi due milioni di italiani lo hanno rieletto alla guida del PD. In questo libro Renzi parla della difficoltà di cambiare le cose ma anche dell'orgoglio di provarci. Degli errori e dei passi falsi ma anche dei risultati ottenuti e delle sfide aperte. Racconta aneddoti inediti dei mille giorni a Palazzo Chigi ma anche le proposte politiche per l'Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per cambiare l'Europa fino all'introduzione dell'assegno universale per i figli; dal numero chiuso per l'immigrazione agli investimenti in cultura e periferie; dalla lotta per il lavoro fino alla sfida ambientale e ai progetti di bonifica del paese.
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Serra Michele
La sinistra e altre parole strane. Postilla a 25 anni di amache
br. Seduto alla scrivania di casa - sopra di lui lo sguardo vigile di Kurt Vonnegut, accanto a lui una finestra aperta su campi e boschi -, Michele Serra scrive le sue amache. Se non è a casa, le scrive dove capita: in treno, in macchina, al bar, in autogrill, ovunque. Praticamente senza sosta, ogni giorno, da un quarto di secolo. Ormai sono quasi ottomila corsivi, quasi ottomila opinioni: abbastanza per sentirsi "un caso umano", per voltarsi indietro e interrogarsi sulle ragioni e la sostanza di tutto questo. Ecco allora la precoce familiarità di Serra con libri e macchine per scrivere, il debito di riconoscenza nei confronti di persone e luoghi che lo hanno formato, la scoperta delle parole più ricorrenti tra le centinaia di migliaia battute sulla tastiera. Fra tutte, le più utilizzate sono due, sinistra e politica. «Se l'ho scritta ben 1321 volte, la parola "sinistra", è sicuramente perché stavo cercando di spiegare prima di tutto a me stesso che cosa volevo dire esattamente, dicendo sinistra. Lo stimolo fondamentale della scrittura, direi non solo della mia, è l'ignoto».
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Negri Antonio; Valvola Scelsi R. (cur.)
Goodbye Mr socialism
br. Qual è la nuova agenda della trasformazione politica, dopo la fine del modello socialdemocratico, l'implosione dei cosiddetti "paesi socialisti" e l'arrembante globalizzazione? In quali condizioni di salute si trovano le diverse e plurime sinistre mondiali? Per cercare di rispondervi, uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale ripercorre con occhio critico tutte le fasi cruciali che la sinistra si è trovata ad affrontare a partire dal crollo della Cortina di ferro nel 1989: dalla nascita imprevista e sorprendente dello zapatismo all'apparire tumultuoso dei movimenti alterglobalisti, dagli straordinari scioperi anticipatori di Parigi del 1995 alla comparsa in tutta Europa del precariato come nuova forma diffusa del lavoro. "Goodbye Mr Socialism", quindi. Il vecchio modello redistributivo è stato travolto definitivamente dai flutti della storia. Ora si tratta di andare alla ricerca di nuovi modelli e prototipi mentali che possano ridisegnare la via della trasformazione sociale. Il risultato di questa analisi impietosa è però sorprendente. Oggi più che mai vi è spazio di azione per i movimenti dal basso. Perché il potere è strutturalmente diviso, e se pure esso afferma a parole una sovranità assoluta, nella realtà esso si trova continuamente a mercanteggiare lo spazio di azione e di esercizio della sovranità stessa con le spinte centrifughe che nascono nella società. La conclusione è che la trasformazione è ancora possibile, oggi più che mai.
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Harvey David
L'enigma del capitale e il prezzo della sua sopravvivenza
br. Da tre secoli il capitalismo plasma il mondo. Nonostante sia attraversato da ricorrenti crisi interne così profonde da mettere a rischio la sopravvivenza di intere nazioni, il capitalismo continua a espandersi, incontrastato. Scopo di questo libro è capire come ciò accada e se sia inevitabile che continui ad avvenire anche in futuro. Il libro si apre con un'ampia e dettagliata ricostruzione dei fatti relativi alla crisi economica che da tempo attraversa il capitalismo finanziario globale e alle innumerevoli altre crisi che hanno contrassegnato il percorso del capitalismo dal secondo dopoguerra a oggi. Questa ricostruzione, informatissima ma anche molto chiara e leggibile, porta Harvey a porre un problema classico del marxismo: quello, cioè, del carattere strutturale delle crisi che il capitalismo attraversa, uscendone di volta in volta trasformato ma anche consolidato e rafforzato. Dopo aver toccato il tema della crescita illimitata, il libro si chiude con un'analisi critica delle alternative percorse in passato e percorribili oggi per un socialismo sostenibile, giusto, responsabile e umano.
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Franzinelli M. (cur.); Giacone A. (cur.)
Il riformismo alla prova. Il primo governo Moro nei documenti e nelle parole dei protagonisti (ottobre 1963-agosto 1964)
ril. Quando nel novembre 1963 nacque il primo governo di "centrosinistra organico" presieduto da Aldo Moro, il primo esecutivo a partecipazione socialista dal maggio 1947, pochi ebbero consapevolezza della drammaticità del contesto e del rischio che il "tintinnio delle sciabole" avrebbe potuto porre fine a questa esperienza. Il governo di Aldo Moro e di Pietro Nenni opera in otto mesi tra ambiziosi progetti riformisti e insidiose resistenze sotterranee, nella prima recessione economico-finanziaria del dopoguerra. Stati Uniti e Vaticano sostengono l'alleanza della Democrazia cristiana con i socialisti, i socialdemocratici e i repubblicani, ritenuta lo strumento migliore per isolare il Partito comunista e la CGIL. Il presidente della Repubblica Antonio Segni, ostile a quell'esperimento di governo, persegue un proprio disegno neocentrista, che si avvale del Piano Solo del generale de Lorenzo. Il governo di centrosinistra precipita verso il collasso e cade sul finanziamento della scuola privata, sostenuto in parlamento dalla sola Democrazia cristiana. A mezzo secolo di distanza è possibile ricostruire la storia di questo esecutivo e dei rischi corsi dalla democrazia italiana. Il volume - con un saggio introduttivo di Mimmo Franzinelli e Alessandro Giacone - propone in ordine cronologico un corpus di documenti in gran parte inediti conservati in archivi pubblici e privati, italiani e stranieri. La prima esperienza del centrosinistra organico annuncia temi tuttora al centro del dibattito.
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Montanelli Indro; Cervi Mario
Storia d'Italia. Vol. 21: L' Italia di Berlusconi (1993-1995)
ill., ril. Nell'autunno del 1993 la stagione degli scandali non si è ancora chiusa, e il Paese attende un cambiamento. Quando, nel gennaio del 1994, il presidente Scalfaro chiama gli italiani alle urne, il terreno è pronto per una nuova discesa in campo: in un messaggio televisivo Silvio Berlusconi si propone come alternativa alla casta dei politicanti. È la nascita di Forza Italia e l'inaugurazione di un nuovo momento per la politica post Tangentopoli. A marzo la coalizione di centrodestra ottiene la maggioranza, consegnando al Cavaliere la presidenza del Consiglio. Ma è una vittoria di breve durata, che non porta l'attesa stabilità quanto piuttosto un clima di astio diffuso e accuse reciproche. Mentre il centrosinistra avanza alle amministrative, un avviso di garanzia e il "ribaltone" di Bossi convincono il premier a rassegnare le dimissioni delineando ancora una volta la via per le elezioni. Nel racconto di questo biennio movimentato, Montanelli delinea un acuto ritratto del grande protagonista alla ribalta sulla scena italiana: quel Berlusconi che il giornalista ha conosciuto direttamente, intuendone presto il carattere e le mire. Ripercorrendone la storia dai successi imprenditoriali fino all'ascesa politica, Montanelli e Cervi ricostruiscono l'inizio di un percorso che ha fatto la nostra storia recente: l'avvento di quella Seconda Repubblica che ha nutrito e deluso le speranze di tanti italiani.
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Pansa Giampaolo
Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa
br. "Esiste ancora la sinistra in Italia? Sembra di sì, e non so dire se sia un bene o un male. Qualche amico proverà orrore perché oso scriverlo e penserà che abbia davvero cambiato campo. Ogni tanto qualcuno mi accusa: Pansa, sei diventato di destra! Di solito sono signori che non hanno digerito i miei libri revisionisti sulla guerra civile. Adesso troveranno qui una conferma dei loro sospetti. Li capisco. "Tipi sinistri" è il ritratto dei vizi che uccidono il progressismo italiano, una descrizione fondata sulle figure dei suoi capi e capetti. Ho imparato da tempo una verità: le idee camminano sulle gambe degli esseri umani. È un principio che vale anche per i partiti. Se vogliamo capire di quale pasta sono fatti, bisogna osservare i personaggi che ne occupano le prime file. "Tipi sinistri" dipinge senza riguardi i big rossi. Ma soprattutto li colloca in una sequenza di gironi infernali che spiega molte delle loro disgrazie. Si va dagli Invincibili agli Sconfitti, dai Superstiti agli Isterici, dagli Apprendisti agli Indignati, per approdare ai Bolliti, ai Dispersi, ai Rinati e agli Inguaiati. (...) Concludo avvertendo che nella catastrofe delle sinistre ho saputo distinguere. Giorgio Napolitano non assomiglia certo a tante eccellenze rosse. Lo stesso vale per Carlo De Benedetti: l'Ingegnere è meglio di molti dei soloni che scrivono sui suoi giornali." (Giampaolo Pansa)
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