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Gianvito Mastroleo
Abitare il futuro. I granai della memoria: un viaggio lungo e una passione collettiva
La Fondazione Di Vagno, “pietra d'inciampo” della cultura politica di sinistra, ha l'ambizione di rappresentare un riferimento per la Memoria del Socialismo non solo pugliese: luogo di approfondimento laico e plurale delle idee, isola di passione politica e perdurante auspicio per il ritorno al Socialismo come uno dei pensieri più alti della storia recente. Nel libro si racconta in particolare della sua Biblioteca e Archivio storico, assieme al Premio di ricerca concepito come il vero Monumento a Giuseppe Di Vagno, ucciso dai fascisti nel 1921 a Mola di Bari, e le vicissitudini già a partire dal 1922. Anche se per la Fondazione [...] non sono state rose e fiori, come nel libro si narra: giacché tutto [...] parla di scommesse sentimentali e ideali, progetti di cambiamento e di rigenerazione etico-politica [...] della fatica di trovare le strade della speranza [...] in un mondo migliore nella tessitura quotidiana delle questioni amministrative, dei rapporti interpersonali, delle piccole beghe locali. Autori: Gianvito Mastroleo.
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Ludwig von Mises
Socialismo. Analisi economica e sociologica
"Socialismo" è l'opera più strettamente legata al nome di Ludwig von Mises, figlio della Grande Vienna ed esponente di primo piano della Scuola austriaca di economia. L'originaria pubblicazione è stata accompagnata da un lungo e vasto dibattito fra gli esponenti più avvertiti della cultura liberale e di quella socialista. E il testo si è consacrato nel tempo come un classico, come un imprescindibile punto di riferimento, a cui hanno attinto generazioni di studiosi. Quella di Mises si può considerare come la più devastante critica che sia stata formulata nei confronti del collettivismo. L'analisi di Mises fornisce la rigorosa dimostrazione dell'impossibilità del calcolo economico in una società che abbia soppresso la proprietà privata e, con essa, il mercato e il sistema dei prezzi. Non è quindi senza ragione che Oskar Lange, economista di ispirazione socialista, non ha esitato ad affermare che spetta interamente al professor Mises il merito di avere costretto i sostenitori del piano unico di produzione e distribuzione a misurarsi con il problema del calcolo economico. Mises è andato tuttavia ben oltre. Studioso di estese conoscenze, ha impiegato un ricco repertorio di strumenti per evidenziare il legame esistente fra economia di mercato, libertà individuale di scelta e istituzioni democratiche. Ha mostrato così l'indissolubile rapporto che unisce il collettivismo economico a quello politico. Ha gettato luce sul fatto che la proprietà privata può essere direttamente soppressa o può essere «sterilizzata»; il che avviene mediante un sistema di interventi e di misure che ne rendano, com'è accaduto sotto il nazionalsocialismo, esclusivamente formale l'esistenza. Ha inoltre visto, anticipando una letteratura che si è sviluppata in epoca posteriore all'apparizione della sua opera, l'origine del totalitarismo nella promessa di «salvezza», con cui al collettivismo viene affidata la missione di riplasmare l'uomo e il mondo. In aggiunta a ciò, attraverso una straordinaria e sistematica gamma di riflessioni, il libro getta una potente luce sull'opera di dissipazione delle risorse, posta in essere da schiere di «redistributori». Oltre a conseguire l'esatto contrario di quel che promettono, costoro aprono la strada, con l'illusione che possa essere «mite», a un potere «immenso» e «minuzioso». Prefazione di Friedrich A. von Hayek. Autori: Ludwig von Mises. Curatori: Lorenzo Infantino. Prefazione: Friedrich A. von Hayek.
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Istvan Meszáros
Socialismo o barbarie. Dal «secolo americano» all'alternativa possibile
Socialismo o barbarie: al tempo in cui Rosa Luxemburg parlò della cruda alternativa nessuna potenza, e neppure tutte le potenze insieme, erano in grado di distruggere l'umanità con i loro devastanti conflitti. Autori: Istvan Meszáros. Curatori: E. Masi.
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Antonio Moscato
Trockij e la pace necessaria. 1918: la socialdemocrazia e la tragedia russa
A Brest Litovsk, agli inizi del 1918, la delegazione della Repubblica sovietica e quelle degli Imperi centrali discutono le condizioni per firmare la pace. L'incertezza dello scenario internazionale sembra autorizzare equamente timori e speranze. Se da parte tedesca si continuano a nutrire illusioni di agevoli conquiste territoriali, da parte sovietica si guarda con estremo interesse alle prospettive rivoluzionarie apertesi sia in Germania che in Austria: l'ipotesi di una rivoluzione socialista nel cuore dell'Europa sembra a portata di mano e questo spiega l'orientamento di Trockij che, alla guida della delegazione sovietica, è convinto che ci siano le condizioni per respingere i diktat germanici. Le cose, com'è noto, andranno altrimenti, ma solo molti anni dopo Roman Rosdolsky fornirà, grazie a rigorose ricerche d'archivio, elementi inoppugnabili per la ricostruzione dei retroscena di quel cruciale snodo storico: la potente dirigenza socialdemocratica austriaca, mentre scagliava parole di fuoco contro la guerra, lavorava in realtà per impedire qualsiasi sbocco politico ai poderosi scioperi spontanei che squassavano il paese. Il volume curato da Antonio Moscato - che ripropone il saggio di Roman Rosdolsky - affronta un interrogativo classico della storiografia sulla Rivoluzione d'Ottobre. Tutt'altro che datato, però: il confronto tra l'anima socialdemocratica e quella rivoluzionaria della tradizione marxista è ancora estremamente attuale. Autori: Antonio Moscato.
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Autori vari
Dietro la non-politica. Quando il «socialismo rivoluzionario» vive di apparati, espulsioni e culto della personalità
Curatori: S. Santarelli.
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Oscar Wilde
The soul of man
Autori: Oscar Wilde.
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Quartini Bruno; Bonifazi Franco
Da Stalin a Renzi
br.
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Millimaggi Daniele
Un uomo libero. La storia di Giovanni Millimaggi
brossura Giovanni Millimaggi nacque a Barcellona Pozzo di Gotto l'11 gennaio 1887. Giovanissimo, iniziò a insegnare, scrisse di pedagogia e collaborò anche con alcuni periodici di politica, oltre che di pedagogia scolastica. Negli anni Venti si avvicinò al pensiero socialista e dopo la scissione di Livorno aderì al comunismo. Nel 1920, la polizia cominciò a interessarsi alle sue idee politiche e iniziò a spiarlo, redigendo periodicamente delle note per la Prefettura. Nel 1925 conseguì la laurea in Giurisprudenza. Nel 1929, sempre a causa delle sue idee politiche, fu costretto a trasferirsi a Milano, città nella quale prese contatto con gli oppositori del regime e divenne un reclutatore di corrieri tra i fuoriusciti e gli antifascisti rimasti in patria. Arrestato, cominciò una lunga peregrinazione tra carcere e confino. A Ponza ritrovò tra gli altri Giorgio Amendola e conobbe Sandro Pertini. Alla fine della guerra, dedicò alla politica gli ultimi anni della sua vita, sedendo nel consiglio comunale di Messina. Morì nel 1953 all'età di 66 anni.
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Buono Michela
Le avanguardie musicali nazionali ed internazionali ed il socialismo
brossura In questo libro vengono analizzate le spinte innovative delle avanguardie del '900, in particolare di quelle musicali, in rapporto ai condizionamenti politici dei regimi totalitari dell'URSS e del Nazionalsocialismo tedesco.
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Bellimbusto Devis
Cristiani a confronto
brossura Ad un primo sguardo pare impossibile prendere in considerazione che un'ideologia materialista e antireligiosa come quella marxista sia potuta penetrare all'interno del mondo cattolico. Eppure, il più impensabile dei "matrimoni" si fece. La conciliazione tra socialismo e cristianesimo si sviluppò nel corso degli anni sessanta per sfociare in un vero e proprio movimento, quello dei Cristiani per il socialismo, il quale sorse in Sudamerica nei primi anni del decennio successivo. La breccia causata nella cattolicità non si limitò alla sua "periferia", bensì penetrò anche nel suo cuore, dove frange di fedeli dissenzienti assunsero un atteggiamento di duro scontro nei confronti della Curia romana e delle posizioni da lei assunte nei confronti delle masse operaie, ritenute le classi povere per antonomasia nelle contemporanee società capitalistiche.
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Federico Salvatore
Mazzini e il socialismo in Italia
brossura Scopo del lavoro è di mettere in risalto il pensiero sociale di Mazzini e la sua attività, il suo ardente apostolato verso le classi sociali, il suo atteggiamento intransigente verso ogni forma di socialismo utopistico che egli identifica col materialismo e verso il nascente socialismo scientifico "negazione di Dio [...] della Patria [...] d'ogni proprietà individuale".
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Sorel Giuliano
Ercoli (ossia la vera storia del Pci)
brossura Da tempo la politica italiana è attraversata da uno strano dibattito: molti vedono continue minacce alla pace sociale architettate dai presunti "comunisti" eredi del PCI, mentre i già giovani dirigenti e militanti di quel partito sostengono non solo di non essere comunisti oggi, ma di non esserlo mai stati. Chi ha ragione? Forse tutti e due, a patto che si consideri la finzione una componente decisiva della politica. Questo libro-verità aiuterà il lettore a sbrogliare questa complessa matassa.
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Centofanti Renato
Le occasioni perdute del PD di Artena
brossura "Perché c'è bisogno di parlare e fare la cronaca di quel ch'è avvenuto dentro e fuori il Circolo del partito democratico di Artena, nel periodo antecedente le elezioni comunali del maggio 2014? La risposta l'avremo alla fine del pamphlet, che ovviamente è uno scritto "polemico" nei confronti dei "Gattopardi", ma non solo; è anche una radiografia dell'impotenza e della scarsezza culturale-politica di buona parte dei protagonisti di questa vicenda. Non aspetterò la fine di questo scritto per esprimere le mie tesi, ma le lancio subito nell'aria e nello spazio delle idee: 'Sono contro' i Gattopardi ed il passato che non passa."
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Nunziante Mastrolia
Il socialismo liberale di Bettino Craxi
Il libro si compone di tre parti. Nella prima parte l'autore sostiene la tesi della "necessità storica" del socialismo liberale perché una società aperta possa perdurare e prosperare. Nella seconda parte, Mastrolia sostiene, dopo aver passato al vaglio tutti gli atti dei lavori preparatori della Carta costituzionale, che la legge fondamentale della Repubblica italiana è fatta della stessa materia di cui è fatto il socialismo liberale. La terza parte, infine, è dedicata al pensiero politico di Bettino Craxi, che fu il primo - è questa la tesi che l'autore propone - a tentare di costruire una sinistra costituzionale in Italia, vale a dire una sinistra che potesse realmente aspirare alla guida del Paese. In quest'ultima parte un ampio spazio è dedicato anche al pensiero politico di Enrico Berlinguer e ai rapporti tra il PCI e il PSI. Autori: Nunziante Mastrolia.
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Bettino Craxi
Il vangelo socialista
Il vangelo socialista, scritto da Bettino Craxi e Luciano Pellicani, comparve per la prima volta su "L'Espresso" nell'agosto del 1978 e fece scandalo. In poche pagine Craxi tagliava i ponti con i dogmi del marxismo-leninismo e con la tradizione palingetico-rivoluzionaria e apriva una via per conciliare il socialismo con il mercato e la società liberale. Con quel testo la svolta socialista, che da anni Craxi andava preparando, si annunciava al mondo e la lotta con il PCI entrava nella sua fase più intensa. Autori: Bettino Craxi, Luciano Pellicani.
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Artero Giovanni
Alle origini del Socialismo ligure. Gruppi dirigenti e leaders
brossura Partendo dai fascicoli personali dei "sovversivi" nel Casellario Politico Centrale, quindi dalle biografie dai militanti di base, si è abbozzata una ricostruzione "dal basso" della storia del movimento operaio e socialista per alcune aree della Lombardia, del Piemonte, e dell'Emilia. Partendo sempre dalle biografie, ma questa volta da quelle dei dirigenti e quadri politici e sindacali del movimento operaio e socialista, abbiamo abbozzato una ricostruzione della storia dei due "centri dirigenti" liguri: quello riformista di Genova, che si innesta sulla tradizione mazziniana, cui fa da contraltare quello "sindacalista rivoluzionario" e anarchico dell'hinterland industriale di Genova: Sestri Ponente e Sampierdarena. Nelle altre aree della Liguria: il Ponente savonese, il Ponente imperiese, il Levante spezzino, il Levante del Tigullio, non ci furono veri e propri "centri dirigenti" che abbiano esercitato una egemonia nei loro territori, ma emersero leaders che, usciti dall'ambito locale, si proposero sulla scena nazionale, quali Giacinto M. Serrati, Pasquale Binazzi, Umberto Marzocchi, Arrigo Cervetto, che riteniamo meritevoli di essere rivisitati.
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Rampini Federico
Alla mia sinistra. Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me
br. "Avevo il dovere di scrivere questo libro. Perché ho due figli ventenni che affrontano, come tutti i loro coetanei, il mercato del lavoro più difficile dai tempi della Grande Depressione. Perché devo rispondere delle mie responsabilità: appartengo a una certa generazione della sinistra occidentale che ha creduto di poter migliorare la società usando il mercato e la globalizzazione. Ho voluto sfogliare il mio album di famiglia, la storia che ho vissuto con un pezzo della sinistra italiana, per capire le ragioni delle nostre sconfitte, quindi aprire una pagina nuova. Plutocrazia, tecnocrazia, populismo, autoritarismo sono i mali che minacciano le nostre democrazie. L'Italia è un piccolo laboratorio mostruoso di queste patologie. Avendo vissuto un'esperienza pluridecennale da nomade della globalizzazione - in Europa, in America, in Asia - ho il dovere di dire ciò che è accaduto all'immagine del nostro paese nel mondo. Devo raccontare dal mio osservatorio attuale nell'Estremo Occidente" quali sono i costi dell'era Berlusconi, e anche le radici profonde del berlusconismo, che gli sopravvivranno, i vizi di un'Italia "volgare e gaudente" con cui dovremo fare i conti anche dopo. Che cosa farà questa Italia "da grande"? C'è ancora speranza? Alla sinistra indico le possibili vie d'uscita attingendo alle mie esperienze nelle nazioni emergenti, dall'Asia al Brasile: perché non possiamo farci risucchiare in una sindrome del declino tutta interna all'Occidente."
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Gramsci Antonio; Vacca G. (cur.)
Nel mondo grande e terribile. Antologia degli scritti 1914-1935
br. Questa antologia offre un'idea complessiva del pensiero di Gramsci attraverso una selezione mirata dagli scritti giornalistici e dai Quaderni del carcere: Ne scaturisce il profilo di un classico del pensiero politico del Novecento, che ha messo a fuoco in modo esemplare i mutamenti del mondo della prima metà del secolo passato.
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Rosselli Carlo; Rosselli J. (cur.)
Socialismo liberale
br. Come riaffermare i principi fondamentali del liberalismo senza rinnegare il socialismo come fine. Il libro di Rosselli, stampato per la prima volta a Parigi nel 1930, pone in tutta la sua ineludibilità la questione che ha caratterizzato gran parte del dibattito politico del Novecento: conciliare l'idea di libertà individuale con quella di giustizia sociale. Il socialismo federalista e liberale di Rosselli teorizzato più di sessant'anni fa, prima del crollo del fascismo e dei regimi comunisti, è anche un modo - come sottolinea Norberto Bobbio - per fare i conti con i più recenti contributi al dibattito sul liberalismo socialista (l'americano John Rawls, l'indiano Amartya Sen) in vista del prossimo millennio democratico tutto da inventare, nelle formule e nei contenuti. Questa nuova edizione comprende, oltre all'introduzione del 1979, due saggi critici di Norberto Bobbio, "Attualità del socialismo liberale" e "Tradizione ed eredità del liberalsocialismo". Con la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia critica.
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Macaluso Emanuele
Comunisti e riformisti. Togliatti e la via italiana al socialismo
br. Quando Palmiro Togliatti rientra in Italia nel 1944, si trova di fronte a dei passaggi delicatissimi. La Resistenza e la Liberazione, poi l'Assemblea costituente e le prime elezioni repubblicane. Il Pci deve trovare una sua strada tra opposte possibilità che lo accompagneranno per decenni: imporsi come partito insurrezionalista e rovesciare il sistema; oppure lavorare dall'interno del sistema, conquistare i propri obiettivi passo dopo passo contro il massimalismo e affermare la propria appartenenza al tessuto istituzionale italiano per un transito graduale al socialismo. Emanuele Macaluso riflette sulle diverse anime del Pci di Togliatti, e per quella via sulla vocazione sfaccettata e contraddittoria della sinistra italiana. Rifiuta i luoghi comuni e le soluzioni preconfezionate, e intreccia nel suo racconto fili di colori diversissimi. La riflessione storica. La testimonianza di chi ha attraversato da protagonista quell'intera stagione. La tesi di Macaluso è provocatoria. La cosiddetta "doppiezza" di Togliatti coincideva con un'attenta strategia politica, rimasta viva fino a Berlinguer. Dopo l'89 e la svolta della Bolognina, quella strategia fu rimossa insieme alla figura di Togliatti e di altri leader storici, lasciando la sinistra orfana di un progetto. Un'altra strada sarebbe stata possibile. Forse, un'altra strada è ancora possibile.
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Renzi Matteo
Avanti. Perché l'Italia non si ferma
brossura È stato l'uomo chiave della politica italiana degli ultimi anni. Ha guidato un governo che ha varato molte riforme e su una, quella costituzionale, è caduto. Alla guida del Partito democratico ha ottenuto alle elezioni europee del 2014 uno dei più brillanti risultati elettorali della storia politica italiana, ma anche una bruciante sconfitta referendaria nel 2016, che lo ha portato a dimettersi da presidente del Consiglio e da segretario nazionale. Nella primavera del 2017 quasi due milioni di italiani lo hanno rieletto alla guida del PD. In questo libro Renzi parla della difficoltà di cambiare le cose ma anche dell'orgoglio di provarci. Degli errori e dei passi falsi ma anche dei risultati ottenuti e delle sfide aperte. Racconta aneddoti inediti dei mille giorni a Palazzo Chigi ma anche le proposte politiche per l'Italia dei prossimi anni, dalla battaglia per cambiare l'Europa fino all'introduzione dell'assegno universale per i figli; dal numero chiuso per l'immigrazione agli investimenti in cultura e periferie; dalla lotta per il lavoro fino alla sfida ambientale e ai progetti di bonifica del paese.
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Serra Michele
La sinistra e altre parole strane. Postilla a 25 anni di amache
br. Seduto alla scrivania di casa - sopra di lui lo sguardo vigile di Kurt Vonnegut, accanto a lui una finestra aperta su campi e boschi -, Michele Serra scrive le sue amache. Se non è a casa, le scrive dove capita: in treno, in macchina, al bar, in autogrill, ovunque. Praticamente senza sosta, ogni giorno, da un quarto di secolo. Ormai sono quasi ottomila corsivi, quasi ottomila opinioni: abbastanza per sentirsi "un caso umano", per voltarsi indietro e interrogarsi sulle ragioni e la sostanza di tutto questo. Ecco allora la precoce familiarità di Serra con libri e macchine per scrivere, il debito di riconoscenza nei confronti di persone e luoghi che lo hanno formato, la scoperta delle parole più ricorrenti tra le centinaia di migliaia battute sulla tastiera. Fra tutte, le più utilizzate sono due, sinistra e politica. «Se l'ho scritta ben 1321 volte, la parola "sinistra", è sicuramente perché stavo cercando di spiegare prima di tutto a me stesso che cosa volevo dire esattamente, dicendo sinistra. Lo stimolo fondamentale della scrittura, direi non solo della mia, è l'ignoto».
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Negri Antonio; Valvola Scelsi R. (cur.)
Goodbye Mr socialism
br. Qual è la nuova agenda della trasformazione politica, dopo la fine del modello socialdemocratico, l'implosione dei cosiddetti "paesi socialisti" e l'arrembante globalizzazione? In quali condizioni di salute si trovano le diverse e plurime sinistre mondiali? Per cercare di rispondervi, uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale ripercorre con occhio critico tutte le fasi cruciali che la sinistra si è trovata ad affrontare a partire dal crollo della Cortina di ferro nel 1989: dalla nascita imprevista e sorprendente dello zapatismo all'apparire tumultuoso dei movimenti alterglobalisti, dagli straordinari scioperi anticipatori di Parigi del 1995 alla comparsa in tutta Europa del precariato come nuova forma diffusa del lavoro. "Goodbye Mr Socialism", quindi. Il vecchio modello redistributivo è stato travolto definitivamente dai flutti della storia. Ora si tratta di andare alla ricerca di nuovi modelli e prototipi mentali che possano ridisegnare la via della trasformazione sociale. Il risultato di questa analisi impietosa è però sorprendente. Oggi più che mai vi è spazio di azione per i movimenti dal basso. Perché il potere è strutturalmente diviso, e se pure esso afferma a parole una sovranità assoluta, nella realtà esso si trova continuamente a mercanteggiare lo spazio di azione e di esercizio della sovranità stessa con le spinte centrifughe che nascono nella società. La conclusione è che la trasformazione è ancora possibile, oggi più che mai.
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Harvey David
L'enigma del capitale e il prezzo della sua sopravvivenza
br. Da tre secoli il capitalismo plasma il mondo. Nonostante sia attraversato da ricorrenti crisi interne così profonde da mettere a rischio la sopravvivenza di intere nazioni, il capitalismo continua a espandersi, incontrastato. Scopo di questo libro è capire come ciò accada e se sia inevitabile che continui ad avvenire anche in futuro. Il libro si apre con un'ampia e dettagliata ricostruzione dei fatti relativi alla crisi economica che da tempo attraversa il capitalismo finanziario globale e alle innumerevoli altre crisi che hanno contrassegnato il percorso del capitalismo dal secondo dopoguerra a oggi. Questa ricostruzione, informatissima ma anche molto chiara e leggibile, porta Harvey a porre un problema classico del marxismo: quello, cioè, del carattere strutturale delle crisi che il capitalismo attraversa, uscendone di volta in volta trasformato ma anche consolidato e rafforzato. Dopo aver toccato il tema della crescita illimitata, il libro si chiude con un'analisi critica delle alternative percorse in passato e percorribili oggi per un socialismo sostenibile, giusto, responsabile e umano.
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Franzinelli M. (cur.); Giacone A. (cur.)
Il riformismo alla prova. Il primo governo Moro nei documenti e nelle parole dei protagonisti (ottobre 1963-agosto 1964)
ril. Quando nel novembre 1963 nacque il primo governo di "centrosinistra organico" presieduto da Aldo Moro, il primo esecutivo a partecipazione socialista dal maggio 1947, pochi ebbero consapevolezza della drammaticità del contesto e del rischio che il "tintinnio delle sciabole" avrebbe potuto porre fine a questa esperienza. Il governo di Aldo Moro e di Pietro Nenni opera in otto mesi tra ambiziosi progetti riformisti e insidiose resistenze sotterranee, nella prima recessione economico-finanziaria del dopoguerra. Stati Uniti e Vaticano sostengono l'alleanza della Democrazia cristiana con i socialisti, i socialdemocratici e i repubblicani, ritenuta lo strumento migliore per isolare il Partito comunista e la CGIL. Il presidente della Repubblica Antonio Segni, ostile a quell'esperimento di governo, persegue un proprio disegno neocentrista, che si avvale del Piano Solo del generale de Lorenzo. Il governo di centrosinistra precipita verso il collasso e cade sul finanziamento della scuola privata, sostenuto in parlamento dalla sola Democrazia cristiana. A mezzo secolo di distanza è possibile ricostruire la storia di questo esecutivo e dei rischi corsi dalla democrazia italiana. Il volume - con un saggio introduttivo di Mimmo Franzinelli e Alessandro Giacone - propone in ordine cronologico un corpus di documenti in gran parte inediti conservati in archivi pubblici e privati, italiani e stranieri. La prima esperienza del centrosinistra organico annuncia temi tuttora al centro del dibattito.
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Montanelli Indro; Cervi Mario
Storia d'Italia. Vol. 21: L' Italia di Berlusconi (1993-1995)
ill., ril. Nell'autunno del 1993 la stagione degli scandali non si è ancora chiusa, e il Paese attende un cambiamento. Quando, nel gennaio del 1994, il presidente Scalfaro chiama gli italiani alle urne, il terreno è pronto per una nuova discesa in campo: in un messaggio televisivo Silvio Berlusconi si propone come alternativa alla casta dei politicanti. È la nascita di Forza Italia e l'inaugurazione di un nuovo momento per la politica post Tangentopoli. A marzo la coalizione di centrodestra ottiene la maggioranza, consegnando al Cavaliere la presidenza del Consiglio. Ma è una vittoria di breve durata, che non porta l'attesa stabilità quanto piuttosto un clima di astio diffuso e accuse reciproche. Mentre il centrosinistra avanza alle amministrative, un avviso di garanzia e il "ribaltone" di Bossi convincono il premier a rassegnare le dimissioni delineando ancora una volta la via per le elezioni. Nel racconto di questo biennio movimentato, Montanelli delinea un acuto ritratto del grande protagonista alla ribalta sulla scena italiana: quel Berlusconi che il giornalista ha conosciuto direttamente, intuendone presto il carattere e le mire. Ripercorrendone la storia dai successi imprenditoriali fino all'ascesa politica, Montanelli e Cervi ricostruiscono l'inizio di un percorso che ha fatto la nostra storia recente: l'avvento di quella Seconda Repubblica che ha nutrito e deluso le speranze di tanti italiani.
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Pansa Giampaolo
Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa
br. "Esiste ancora la sinistra in Italia? Sembra di sì, e non so dire se sia un bene o un male. Qualche amico proverà orrore perché oso scriverlo e penserà che abbia davvero cambiato campo. Ogni tanto qualcuno mi accusa: Pansa, sei diventato di destra! Di solito sono signori che non hanno digerito i miei libri revisionisti sulla guerra civile. Adesso troveranno qui una conferma dei loro sospetti. Li capisco. "Tipi sinistri" è il ritratto dei vizi che uccidono il progressismo italiano, una descrizione fondata sulle figure dei suoi capi e capetti. Ho imparato da tempo una verità: le idee camminano sulle gambe degli esseri umani. È un principio che vale anche per i partiti. Se vogliamo capire di quale pasta sono fatti, bisogna osservare i personaggi che ne occupano le prime file. "Tipi sinistri" dipinge senza riguardi i big rossi. Ma soprattutto li colloca in una sequenza di gironi infernali che spiega molte delle loro disgrazie. Si va dagli Invincibili agli Sconfitti, dai Superstiti agli Isterici, dagli Apprendisti agli Indignati, per approdare ai Bolliti, ai Dispersi, ai Rinati e agli Inguaiati. (...) Concludo avvertendo che nella catastrofe delle sinistre ho saputo distinguere. Giorgio Napolitano non assomiglia certo a tante eccellenze rosse. Lo stesso vale per Carlo De Benedetti: l'Ingegnere è meglio di molti dei soloni che scrivono sui suoi giornali." (Giampaolo Pansa)
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Renzi Matteo
Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter
br. Forse non avete mai pensato al granduca Cosimo come a un rottamatore ante litteram. Considerare Dante un modello per la sinistra probabilmente vi stupirà, e di sicuro stupirebbe lui. Qualcuno troverà fuori luogo il paragone tra il "tecnico" Machiavelli e Mario Monti o tra la burocrazia ai tempi del Vasari e quella di oggi. Ma la storia di Firenze ha molto da insegnare alla politica contemporanea. I fiorentini realizzarono un miracolo chiamato Rinascimento investendo bene la montagna di soldi che erano stati capaci di guadagnare, e con quei soldi finanziarono opere utili e belle. Costruirono orfanotrofi e ospedali. Sovvenzionarono gli artisti ma si preoccuparono di accogliere i bisognosi. E non ebbero paura di mettere a confronto Leonardo e Michelangelo, con un sistema davvero meritocratico. Era un altro mondo, allora le banche salvavano gli Stati, come accadde con la corona inglese. Oggi invece succede il contrario: gli Stati salvano le banche. E dopo averle salvate non mettono nemmeno in discussione gli stipendi ultramilionari dei manager responsabili dei fallimenti. Anche i politici hanno le proprie colpe: rinunciano all'idea forte, preoccupati solo per la propria poltrona. E poi, umiliati e sconfitti, lasciano spazio ai tecnici, chiamati a costruire sulle macerie della loro pavidità. Ma non usciremo dalle difficoltà solo con una manovra finanziaria. La politica ha bisogno di uno stile nuovo, che sappia coinvolgere le persone, emozionarle.
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Cerasa Claudio
Le catene della sinistra. Non solo Renzi. Lobby, interessi, azionisti occulti di un potere immobile
br. Quali sono le grandi catene che tengono la sinistra immobilizzata e quasi paralizzata? Quali sono i poteri e le lobby da cui si deve emancipare per conquistare il Paese? Perché la sinistra continua a regalare autostrade a Beppe Grillo e a offrire praterie a Silvio Berlusconi? Come può la sinistra trasformare le esperienze di grande coalizione, in Italia e nel resto d'Europa, in uno strumento utile a riscrivere le proprie coordinate e a trovare un collante diverso dalla semplice parola "anti"? Questo libro nasce per descrivere la vera sfida dell'era di Matteo Renzi. Nasce per raccontare quali sono i poteri (e le lobby) da cui la sinistra deve affrancarsi. Nasce per spiegare quali sono le caste degli intoccabili che l'hanno trasformata in un salotto simile al Consiglio di sicurezza dell'Onu: laddove cioè è sufficiente che uno degli invitati dica un "no" per bloccare tutto e lasciare impantanata l'Italia. "La sinistra non sarà mai adatta a guidare il Paese fino a che non prenderà le cesoie e spezzerà le catene che la rendono prigioniera e che l'hanno trasformata in una forza a difesa della conservazione". Ma per farlo deve affrontare i suoi fantasmi, riconoscerli, combatterli, e rompere quei vincoli che non le permettono di essere maggioranza del Paese...
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De Cataldo Giancarlo
Il combattente. Come si diventa Pertini
br. Esistono uomini talmente smisurati, complessi e contraddittori che sembra impossibile raccontarli. Per esempio, come si racconta la vita di uno come Sandro Pertini, che ha attraversato da protagonista tutte le stagioni del Novecento italiano? Inizialmente giovane soldato in azione tra le trincee della Prima guerra mondiale; poi militante socialista picchiato e bandito dal fascismo; partigiano che dopo quattordici anni fra carcere e confino diventa un intransigente giustiziere di camicie nere; infine presidente della Camera e della Repubblica, fuori da qualunque schema. Una sfida per lo scrittore Giancarlo De Cataldo, che di questo libro è anche protagonista: chiamato a sceneggiare un film sul "Presidente di tutti gli italiani", cerca contemporaneamente di spiegare al figlio tredicenne la grandezza di un uomo dai mille volti. Ma per De Cataldo il combattente Pertini è qualcosa di più: è un'affinità elettiva, è l'integrità che illumina la lunga notte del regime e della Prima Repubblica, è l'orgoglio delle idee, è la furia della battaglia. Da questo libro è tratto il film "Pertini. Il combattente" diretto da Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo.
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Belpietro Maurizio; Borgonovo Francesco; Amadori Giacomo
I segreti di Renzi 2 e della Boschi
ril. Aggiornato agli ultimi sviluppi e forte di gustosi inediti, questo è il libro che Matteo Renzi non vi farebbe mai leggere.
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Vagnoni Giulia
Romualdo Chiesa. L'esperienza della sinistra cristiana di uno studente con la passione della libertà
brossura
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Vecchi Davide
L'intoccabile. La vera storia di Matteo Renzi
br. Questo libro ripercorre, attraverso una ricca documentazione riportata in Appendice, tutta la parabola politica di Matteo Renzi. Prefazione di Marco Travaglio.
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Butler Judith; Laclau Ernesto; ?i?ek Slavoj; Bazzicalupo L. (cur.)
Dialoghi sulla sinistra. Contingenza, egemonia, universalità
br. Tre grandi intellettuali del nostro tempo discutono la crisi di identità della sinistra. Perché è così difficile proporre oggi politiche di emancipazione? Quali temi sono stati tralasciati dal dibattito? È possibile un soggetto politico di sinistra quando proliferano esigenze di frammentazione e di chiusura nelle proprie identità? L'urgenza di questi quesiti è data dal tracollo delle utopie di emancipazione e dalla pervasività del sistema economico e dell'immaginario capitalista che oggi, dopo quest'ultima grande crisi, si riafferma a livello planetario. Le possibili risposte sono molteplici e ricche di spunti: Butler - la maggiore teorica femminista americana - a partire dalla fluidità dell'identità sessuale, propone un soggetto come essere vulnerabile, stretto fra senso del limite e desiderio che muove l'azione; Laclau riprende il concetto gramsciano di egemonia, per uscire dalle strette del veteromarxismo e del decostruzionismo postmoderno; Zizek, uno dei più originali e provocatori pensatori di oggi, scompagina, anche a costo del politicamente scorretto, la paralisi della sinistra e rinnova il linguaggio politico con l'innesto di categorie psicoanalitiche.
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Borioni P. (cur.)
«La Base socialdemocratica» (1964-1968). Il gruppo Querci e il dibattito socialista durante l'unificazione PSI-PSDI
ill., br. Nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, in coincidenza con l'unificazione fra PSI e PSDI e col dibattito sui primi governi di centro-sinistra, si costituisce un gruppo di discussione che avvia un bilancio della teoria e della pratica del movimento socialista nel nostro Paese. Questo gruppo, animato principalmente da Nevol Querci, dà vita alla rivista "La Base socialdemocratica" e discute con grande spirito critico di socialismo europeo, di unificazione socialista e di programmazione. A partire da ciò, propone spazi di gestione operaia nell'area delle aziende pubbliche come esperimento che intrecci parità capitale-lavoro e programmazione partecipata. La rivista e il gruppo socialista romano sono alla ricerca di una cultura originale e di notevole spessore, pur rimanendo un'esperienza soprattutto locale del socialismo italiano. La raccolta ragionata e contestualizzata degli scritti di Nevol Querci, che qui si ripresentano, usciti su "La Base socialdemocratica" rappresenta un lavoro importante per la conoscenza di quelle culture socialiste italiane che hanno sostenuto e alimentato la fase del centro-sinistra negli anni Sessanta del Novecento. Un motivo di interesse dell'opera è, infatti, una conferma di come ai partiti, in questo caso alla sinistra socialista, anche dalle riviste di gruppo sia venuto un importante alimento per i grandi leader come De Martino, Lombardi, Giolitti e Brodolini.
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Barbagallo Francesco
Enrico Berlinguer
br. Espressione di una politica fatta di passioni civili e di rigore intellettuale e morale, Enrico Berlinguer continua a rappresentare per molti una figura unica e affascinante. Al fallimentare sistema sovietico contrappose un modello che coniugava strettamente comunismo, libertà, democrazia e pluralismo. Insieme ai leader del socialismo nord-europeo, Willy Brandt e Olof Palme, comprese che i problemi più drammatici del mondo venivano dagli squilibri tra il Nord del benessere e il Sud della fame. La sua condanna del consumismo più sfrenato andò di pari passo con la costante denuncia della "questione morale", intesa quale degrado del sistema politico e istituzionale italiano. Non possiamo sapere come sarebbe andata la storia d'Italia se Berlinguer non fosse scomparso prematuramente nel 1984. Sappiamo com'è andata dopo la sua morte.
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Giorgi Chiara
Un socialista del Novecento. Uguaglianza, libertà e diritti nel percorso di Lelio Basso
br. Lelio Basso (1903-1978) è senz'altro un socialista del Novecento. La sua è un'interpretazione del socialismo originale e a tratti eretica, capace di mescolare materiali diversi e autentici del marxismo, della tradizione di pensiero del movimento operaio e delle più radicali teorie democratiche. Dell'originalità del pensiero di Basso è proprio quanto espresso in tre termini, i quali connotano con altrettanta forza il suo socialismo: uguaglianza, libertà e dignità. Così come lo è un'interpretazione peculiare del terreno costituzionale e di quel particolare campo di tensione rappresentato dai diritti. Alla base della sua attività alla Costituente - in primis tradottasi nell'articolo 3 e nell'articolo 49 - vi è l'urgenza di iscrivere nel nuovo contesto l'obbligo di un cambiamento ugualitario come fondamento della nuova democrazia repubblicana. Questo volume ricostruisce alcune delle principali vicende intellettuali e politiche di questa straordinaria biografia, a partire dal fondamentale intreccio tra elaborazione teorica e attività politica proprio di una intera generazione. Nonostante i silenzi che hanno spesso avvolto il vissuto e il pensiero di Basso, egli non solo rappresenta una voce altra, dissonante, della tradizione socialista, ma offre ancora elementi di interesse all'altezza delle attuali sfide poste dall'immaginazione di una società migliore.
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Crisafulli Edoardo
Le ceneri di Craxi
br. Questo saggio vuole riabilitare un personaggio fra i più controversi e demonizzati della politica italiana: Bettino Craxi, il leader più lungimirante del socialismo italiano postbellico. Tangentopoli è stata un pretesto per infierire su un politico macchiatosi di una colpa gravissima: la critica impietosa del marx-leninismo e dei suoi cultori. Il PSI non era il focolaio della corruzione. Tutti i partiti attinsero a piene mani a finanziamenti illegali e il PCI incamerò un fiume di denaro dall'URSS. La "questione morale", dunque, fu escogitata per distruggere il PSI, unica forza politica che sventolava la bandiera riformista. La corruzione proliferò a causa del patto tra due partiti-chiesa, il PCI e la DC, che ingessarono la dialettica politica in Italia. Craxi sbagliò a non districarsi dal sistema delle tangenti quando, crollato il muro di Berlino, ne venne meno ogni giustificazione. Egli fu la vittima di un meccanismo perverso che altri avevano inventato. Craxi ebbe intuizioni geniali: la Grande Riforma delle istituzioni e la democrazia governante imperniata sul bipolarismo (cioè sull'alternanza al governo dei partiti o delle coalizioni). Tra i suoi meriti, la difesa dell'Europa dalla minaccia del totalitarismo sovietico e la lotta contro ogni forma di estremismo ideologico. È falso dire che un dibattito sul PSI craxiano è inutile e serve solo a recriminare. Il futuro ha sempre un cuore antico.
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Formica Rino; Damilano Marco; Ceglie E. (cur.)
Prima Repubblica, una storia di frontiere
ill., br. È una storia politica, non una biografia. A volte la storia politica di un personaggio, nel nostro caso Rino Formica, dirigente politico e ministro della Repubblica, va oltre il racconto biografico, è piuttosto lo svolgersi di un movimento di uomini e di idee. Il movimento e le idee sono quelle del socialismo italiano e, per dir meglio, del socialismo che si ricostruisce nell'immediato dopoguerra e di quel gruppo dirigente che si raccoglie in quegli stessi anni attorno alla Federazione giovanile socialista. Una storia che da quella esperienza di gioventù e di entusiasmo antifascista, antitotalitario e libertario si snoda fino ai giorni nostri. "Sbloccare" la nostra democrazia, liberarla dalle maglie rigide del "patto di Yalta", portare il revisionismo fin dentro l'area inviolabile del compromesso costituzionale, raccontare l'altra storia della democrazia italiana, la storia di un Paese di frontiera, con troppi confini "caldi" al cui interno sopravvive un sistema che può darsi un avvenire di modernizzazione solo attraverso l'uso forte e consapevole di quella semplice e primordiale categoria, l'"autonomia", da applicarsi in primo luogo alla sinistra. Introduzione di Marco Gervasoni e con un'intervista di Marco Damilano.
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Gorz André; Gianinazzi W. (cur.)
Il filo rosso dell'ecologia
br. A dieci anni dalla morte di André Gorz (Vosnon, settembre 2007), un volume per ricordare il prezioso lavoro teorico del filosofo fondatore dell'ecologia politica. Tre interviste (1990, 2003, 2005) e un saggio inedito risalente al 2004 attraversano gli assi principali del pensiero di Gorz - questione ambientale, trasformazioni del lavoro, tendenze dello sviluppo capitalistico - e anticipano alcuni temi di stretta attualità, come quello del reddito di base. Un'opera che riscopre la concezione innovativa di uno degli ultimi maître à penser della politica e del giornalismo francese, che con i suoi libri aperti a teorizzazioni antiautoritarie ed ecologiste ha influenzato in modo significativo l'esperienza della sinistra europea.
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Cassano Franco
Senza il vento della storia. La sinistra nell'era del cambiamento
br. A lungo la sinistra ha pensato che nelle sue vele soffiasse il vento della storia. Oggi che tutto è cambiato, che quel vento non le ha riconosciuto alcuna primazia, che anche il suo popolo non è più lo stesso, la sinistra sembra essersi ritratta in una posizione difensiva e risponde con sdegno all'accusa di conservatorismo. In verità le sue ragioni sono tutt'altro che scomparse, ma per farle rientrare nella partita del mondo è necessario che smetta di sentirsi ospite innocente in un universo cattivo e abbandoni ogni nostalgia. Perché la globalizzazione non è solo una banale restaurazione, non è solo espropriazione e sradicamento, ma un gioco di dimensioni planetarie nel quale nuovi protagonisti si affacciano sulla scena della storia. E a questo gioco largo e imprevedibile, pieno di pericoli e di opportunità, non ci si può sottrarre.
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Gentile E. (cur.); Di Scala S. (cur.)
Mussolini socialista
br. "Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete. Voi non mi perderete: dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue": con queste parole Mussolini teneva il suo ultimo discorso nella tumultuosa assemblea della sezione socialista milanese che l'avrebbe espulso dal Partito il giorno stesso, il 24 novembre 1914. Con una sorta di profezia retrospettiva molti biografi di Mussolini hanno interpretato la militanza del socialista rivoluzionario come la matrice del futuro duce fascista, e hanno visto nell'ideologia interventista mussoliniana l'espressione già elaborata e definitiva dell'ideologia totalitaria fascista. In contrasto con questo antistorico metodo storiografico, i curatori e gli autori di questo volume propongono un'approfondita, e per molti versi originale, analisi dell'esperienza socialista di Mussolini nei suoi aspetti più significativi, dall'esordio svizzero nel 1902 all'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, situandola nel suo contesto, come capitolo importante nella storia del socialismo e dell'Italia contemporanea.
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Anna Kuliscioff. Il socialismo e la cittadinanza della donna
ril. Volume dedicato all'ingresso della donna sulla scena della storia contemporanea, tra '800 e '900, come forza viva e vivificatrice, attraverso la riflessione sulla vicenda umana e politica di una protagonista d'eccezione: Anna Kuliscioff, nel 90° anniversario della morte (1925). Autorevoli studiosi ne offrono una rinnovata lettura in relazione alle questioni di genere, alla cittadinanza politica e sociale, al lavoro e alla famiglia. Anna Kuliscioff poneva l'inizio del lungo e complesso percorso di emancipazione della donna nel rapporto tra acquisizione dell'indipendenza economica e affermazione dei diritti civili e politici. Era convinta che l'impegno riformatore per lo sviluppo e l'inclusione avesse a fondamento la connessione tra istituti e pratiche democratiche, legislazione sociale e tutela del lavoro, partecipazione e mobilitazione dal basso: era l'essenza del socialismo a cui rimase sempre fedele insieme al compagno di vita e di militanza, Filippo Turati. L'attesa degli autori è che la ricostruzione di una grande pagina della storia del socialismo e dell'emancipazione richiami l'attenzione anche sulla permanenza di irrisolti problemi di fondo della società italiana.
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Menapace Lidia
Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita
br. Questo libro è un'autobiografia: Lidia Menapace racconta la sua lunga vita, che ha attraversato il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, le stagioni delle lotte operaie e i movimenti studenteschi, il femminismo, le mobilitazioni pacifiste e per l'ambiente. È un romanzo di formazione: è la vicenda di una ragazza che cresce nel ventennio fascista, in una famiglia progressista e laica, e che per spontanea necessità interiore diviene antifascista e partigiana; e per tutta la vita proietterà i suoi modelli etici nell'impegno pubblico culturale e sociale. È un romanzo della storia d'Italia: Lidia Menapace è stata impegnata nei movimenti cattolici progressisti, dirigente della Democrazia Cristiana (prima donna assessora alla Provincia di Bolzano), ha vissuto la diaspora della sinistra DC; docente all'Università Cattolica di Milano, fu allontanata per la sua dichiarazione di marxismo; ha partecipato alla nascita del quotidiano "il manifesto" e vi ha collaborato a lungo; nel 2006 è stata eletta senatrice con Rifondazione Comunista (indicata come presidente Commissione Difesa, non fu eletta per le sue posizioni pacifiste), e dal 2011 è nel Comitato nazionale ANPI. Il libro ha una prospettiva sempre aperta alla storia; cosicché gli eventi personali si coniugano con quelli generali, e i primi ne assumono senso più ampio e i secondi vivezza ed umanità.
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Evangelisti Valerio; Zucchini Emanuela
Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (1881-1893)
ill., br. Già dimenticato pochi anni dopo il suo scioglimento, il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, diventato poi il Partito Socialista Italiano, resta un importante oggetto di studio per la comprensione delle idee socialiste sviluppatesi in Italia. Sebbene l'importanza che tale indagine assume risieda non tanto nel segno di un contributo, quanto in quello di un mancato contributo del neonato partito alla successiva storia del movimento operaio. Dotato di strutture organizzative quasi impalpabili, composto da una miriade di circoli autonomi, caratterizzato da un forte legame con il territorio e le sue problematiche, il PSR si pone come tentativo di conciliazione tra anarchismo e socialismo "legalitario". Il Partito Socialista Rivoluzionario riesce non solo a sopravvivere per dodici anni, ma a raccogliere migliaia di aderenti e simpatizzanti tra i lavoratori sia della Romagna che del resto d'Italia, veicolando le idee socialiste in un momento fondamentale per la creazione dello Stato italiano. La sua evoluzione è profondamente intrecciata a quella del proletariato agricolo delle campagne emiliano-romagnole, e il suo declino coincide con le naturali e irreversibili modificazioni alle quali il soggetto sociale di riferimento è esposto. Valerio Evangelisti ed Emanuela Zucchini hanno per primi ricostruito integralmente la vicenda del Partito Socialista Rivoluzionario.
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Giacchè Piergiorgio
Ci fu una volta la sinistra. Ovvero il silenzio dei post-comunisti
br. Dal passaggio di campo dei socialisti alla svolta della Bolognina tra nomi e simboli nuovi, dal Pci al Pds ai Ds al Pd ai nuovi gruppi, dagli anni di Craxi e Berlusconi, di Veltroni e D'Alema a quelli di Bersani e Renzi, di Di Pietro e Grillo, si è spenta o esaurita la storia della sinistra in Italia. Piergiorgio Giacché ha raccontato e analizzato la fine di una storia e l'affermarsi di un'altra attraverso una serie di saggi e interventi che ripercorrono acutamente e causticamente una vera e propria tragedia nazionale.
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Punzo Maurizio
L'esercizio e le riforme. Filippo Turati e il socialismo
br. Quale senso ha oggi rileggere l'azione e il pensiero di Filippo Turati? E perché, per quanto misconosciute, le sue indicazioni sono state alla base del percorso politico della nostra storia repubblicana? Forse semplicemente perché la riflessione e l'opera di Turati, inscindibili da quelli di Anna Kuliscioff, compagna non solo di vita, costituiscono l'espressione più alta e matura del socialismo italiano. Un socialismo riformista che ha contribuito a fare dell'Italia un paese civile, fondato sul riconoscimento della libertà politica e dei diritti dei lavoratori (e delle lavoratrici). Un socialismo riformista che senza Turati, definito da tutti, uomini e donne, senza retorica e senza piaggeria, il Maestro, non sarebbe mai stato in grado di indicare la strada per lo sviluppo di una democrazia moderna e condivisa.
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Cesarano Laura
Lina Merlin
ill. Classe 1887, nativa di Pozzonovo di Padova, membro della Costituente e senatrice socialista. È difficile raccontare di Lina Merlin perché è un?icona del femminismo ante litteram ed è inchiodata alla legge che porta il suo nome. Ed è anche vituperata, per questo. Bacchettona, irresponsabile, utopista: da una decina d?anni ne abbiamo sentite e lette tante su di lei. Lina Merlin ha semplicemente pagato, in memoria, il prezzo di una troppo persistente notorietà, adulatoria o denigratrice, dovuta all?ignavia del Parlamento italiano che, fatta la riforma del 1958 che abolì il regime della prostituzione di Stato, non è stato più capace di legiferare in materia, di riformare quella legge diventata con gli anni sempre più inadeguata alla realtà cambiata, nella prostituzione e non solo.
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Strazza Michele
Attilio Di Napoli
br. Attilio Di Napoli (1883-1953), fu un protagonista della storia della Basilicata tra Otto e Novecento. Personaggio di spicco del socialismo regionale e nazionale, ha attraversato due secoli rimanendo sempre fedele alle proprie idee e al proprio credo politico. Considerato sovversivo dal conservatorismo borghese e pericoloso dal fascismo, nel dopoguerra riprese il suo posto nella costruzione della nuova democrazia. Il testo, attraverso una ricca documentazione d'archivio, bibliografica e pubblicistica, intende ripercorrere la sua vicenda umana all'interno dei cambiamenti sociali e culturali di un'epoca. Ricordarne la figura oggi, in tempi d'ipocrisia e trasformismo, vuole essere un tributo ad uno strenuo difensore degli ultimi e degli esclusi.
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Thomas Gérard
Cento motivi per essere di sinistra. Perché le idee politiche hanno ancora un senso nel mondo globale e perché e in cosa destra e sinistra sono diverse
br. La scuola, le città, le periferie, l'infanzia, l'immigrazione, le banche, la cultura, la sicurezza, il turismo di massa, l'acqua, le comunicazioni, il cibo, l'informazione, la salute, il genere, il territorio, il commercio, la fabbrica, il lavoro, la ricerca, la formazione, i trasporti, ma anche l'editoria, la televisione, le case, gli animali, le minoranze, le diversità. Tutto questo, e molto altro ancora, può essere governato con politiche di destra o di sinistra. E non è esattamente la stessa cosa. Gérard Thomas, da sempre anche attento osservatore della realtà italiana che ben conosce, spiega in questo volume perché e in cosa, per ognuna di queste declinazioni, in tutto cento «campi» della socialità, la destra e la sinistra sono profondamente diverse e - forse ancor più di prima - profondamente opposte, e soprattutto perché oggi più che mai ha un senso votare a sinistra e riportare la ricchezza della politica nella nostra quotidiana analisi del mondo. Introduzione di Albert Duchasse.
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