|
|
|
Mao Tse-tung
Il libretto rosso. Ediz. illustrata
ill., br. In questa versione arricchita da note e illustrazioni viene reso disponibile al grande pubblico uno dei libri più diffusi nella storia, escludendo quelli cosiddetti "sacri". Milioni di copie sono state distribuite alla popolazione cinese, per rendere omaggio al Grande Timoniere con questa raccolta delle sue massime filosofiche, politiche e militari tratte a loro volta dalle cronache e dai discorsi che Mao ha tenuto fin dalla sua ascesa come comandante dell'Armata di Liberazione del Popolo contro il Kuomintang.
|
|
|
Di Meo Antonio
Decifrare Gramsci. Una lettura filologica
br. Nell'elenco dei duecentocinquanta autori della letteratura di tutti i tempi più citati nel mondo figurano solo cinque italiani, uno dei quali è Antonio Gramsci. Su di lui si è accumulata una letteratura critica sterminata, che conta oggi più di ventimila titoli in quasi tutte le lingue contemporanee, mentre il suo pensiero sta assumendo una sempre più forte diffusione e un sempre più cosciente approfondimento anche al di fuori dei nostri confini: in Europa, in America Latina, negli Stati Uniti, in Asia, in particolare in India e ora anche in Cina. Antonio Di Meo colloca alcune delle questioni dei "Quaderni" o delle "Lettere dal carcere" all'interno della cultura del proprio tempo, mostrandoci come e perché sia stata talvolta messa in dubbio la reale appartenenza del pensiero gramsciano all'ambito del marxismo, soprattutto di quello più rigoroso e "ortodosso".
|
|
|
Mazzuca Alberto; Mazzuca Giancarlo
Mussolini-Bombacci. Compagni di una vita
ill., br. Se Nicola Bombacci diventò, cent'anni fa, il "Lenin d'Italia", Benito Mussolini rispose poco dopo con la marcia su Roma che lo proclamò il "Duce d'Italia": furono grandissimi avversari per molti anni ma restarono ugualmente compagni di una vita fino alle loro contemporanee sentenze di morte. Quando negli anni Venti, Nicolino cadde in disgrazia tra i comunisti italiani, Benito non mancò mai di sostenerlo dietro le quinte. D'altra parte, se Lenin continuò ad apprezzare il Duce il merito fu tutto di Bombacci che fece stringere subito i rapporti tra Roma e Mosca. I due non si persero mai di vista anche quando cominciarono a fronteggiarsi su sponde opposte e questo libro ne ripercorre la storia. Dopo il 25 luglio, quando Mussolini finì a Salò, Bombacci lo seguì: di nuovo insieme fino alla morte. Prefazione di Annamaria Bombacci. Postfazione di Edda Negri Mussolini.
|
|
|
Torres Camilo
Liberazione o morte!
br. Il volume raccoglie gli scritti rivoluzionari più importanti del precursore della "Teologia della Liberazione", che, oltre al dovere di impugnare le armi contro l'ingiustizia sociale, promuoveva il dialogo tra Chiesa e marxismo.
|
|
|
Staino Sergio
Storia sentimentale del P.C.I. (anche i comunisti avevano un cuore)
ill., br. «Questa è una storia parziale e non ha la pretesa di ricostruire alla perfezione gli accadimenti storici. È una storia d'amore personale, a tratti assai stramba e picaresca, che però somiglia a quella di tanti altri. Una storia, quella del comunismo italiano, tanto forte da far tremare i polsi.» Sergio Staino è uno dei più importanti vignettisti italiani. Attraverso la sua creatura di fantasia, Bobo, panciuto, scettico, amletico, ma prototipo di un certo tipo di comunista, ha raccontato i passaggi fondamentali del P.C.I., i dilemmi e gli snodi cruciali, le battaglie campali, gli errori madornali e le ipocrisie. Per raccontarla bene, questa storia, ci porta dentro le campagne toscane del secondo dopoguerra, la figura leggendaria del nonno materno, e poi la Firenze degli anni '50, le simpatie verso l'ala carismatica del partito, Pajetta e Terracini. Ci racconta Togliatti e Berlinguer. L'amore per Neruda e Brecht. Le differenze tra il comitato centrale e le masse, sempre indomite e pronte alla rivoluzione. E gli anni all'Unità di Macaluso. La sua storia del Pci è anche una lettura moderna di tutto ciò che è stato, ciò che poteva essere e non è stato. Un atto d'amore verso un'idea che non tramonta e che seppur in forme diverse chiede ancora conto alle società di oggi e di domani.
|
|
|
Tirinnanzi L. (cur.)
I comunisti lo fanno meglio. Le confidenze sul PCI dei protagonisti della politica e della cultura italiana
brossura I protagonisti di un'irripetibile stagione politica. I maggiori esperti della comunicazione e del giornalismo. Grandi intellettuali ed esponenti illustri della cultura. Tutti riuniti in un unico libro, per celebrare i cent'anni dalla fondazione del Pci e rispondere alla domanda: I comunisti lo fanno meglio... oppure no? Dove ovviamente quel meglio cui si allude è l'ars politica, ovvero la straordinaria capacità del comunismo di casa nostra di aver saputo incidere così nel profondo dell'animo italiano. Testimonianze rare, riflessioni inedite e pensieri personali per spiegare le ragioni dell'influenza che il Partito Comunista Italiano ha avuto nella nostra società: nella politica come nella cultura, nelle relazioni internazionali come nei diritti civili, nella comunicazione come nell'arte. Per risalire a quando è cominciato, come si è evoluto, e perché è finito il più longevo fenomeno politico italiano del Novecento.
|
|
|
Trombetta Michelangelo
1922, quando Genova aspettava Lenin
br.
|
|
|
Cornelissen Christoph; Guérin Daniel
Comunismo libertario
br. «Christiaan Gerardus Cornelissen (1864-1942) fu uno scrittore, economista e sindacalista, esponente di primo piano del movimento anarchico olandese. La piccola Federazione olandese dell'Associazione internazionale dei lavoratori (Prima internazionale) aveva appoggiato Bakunin nella sua controversia con Marx e aveva poi fatto parte dell'Internazionale di Saint-Imier. All'epoca, però, non aveva avuto un carattere specificamente anarchico. Per la comparsa di una tale caratteristica si dovrà attendere il decennio del 1880 e l'azione di Ferdinand Domela Nieuwenhuis (1846-1919). Questi fu un ex predicatore luterano che nel 1879 mutò la vocazione passando dalla parte dei lavoratori, per propugnare una forma di socialismo etico, dotata di un profondo senso della fraternità umana, insieme alla lotta contro l'oppressione. Nel 1881, quando i gruppi socialisti olandesi si unirono per formare la Lega socialista (Sociaal-Democratische Bond [SDB]), Nieuwenhuis ne divenne il leader indiscusso. Dopo aver conosciuto il carcere per motivi politici, nel 1888 fu eletto deputato socialista al parlamento olandese: un'esperienza che lo convertì in un fervente antiparlamentarista e lo fece avvicinare all'anarchismo...» (Dall'Introduzione di Pier Francesco Zarcone)
|
|
|
Critica marxista (2021). Vol. 1-2
br. La storica rivista di cultura politica italiana, nata nel 1963, presenta indagini e commenti sull'attualità politica, sociale, economica, e riflessioni teoriche e storiografiche.
|
|
|
Dal Maso Juan
Il marxismo di Gramsci. Note sui «Quaderni del carcere»
br. Sulla scia di una crescente attenzione internazionale, i "Quaderni del carcere" di Antonio Gramsci sono diventati un punto di riferimento per chiunque voglia affrontare in modo critico la realtà dei rapporti di classe. E, da questo punto di vista, i Quaderni continuano a rappresentare la volontà di superare il modo di produzione capitalistico, trovando riscontri anche in spazi e tempi lontani rispetto a quelli che contennero la vita del comunista sardo. A partire da un approccio che evidenzia la coerenza del lavoro di Gramsci, Dal Maso si concentra sui suoi capisaldi, rileggendo la questione dell'egemonia alla luce dei rapporti con la teoria della rivoluzione permanente e nell'ambito di un dialogo serrato con figure come quelle di Lenin e Trotsky, in uno sforzo di ricucitura del legame tra il pensiero gramsciano e le coordinate strategiche dell'Internazionale Comunista figlia della rivoluzione d'Ottobre. Scritto con rigore teorico e stilistico, il libro di Dal Maso parla ai vecchi e ai nuovi lettori di Gramsci, offrendo spunti in grado di rintracciare nella sua opera i presupposti per continuare a pensare la necessità di cambiare lo stato di cose presente.
|
|
|
Tosel André; Vanzulli M. (cur.)
Studi su Marx (ed Engels). Verso un comunismo della finitudine
brossura La parabola dei marxismi del XX secolo, che ha accompagnato la fine del comunismo di questo stesso secolo, è terminata. Se il legame con la pratica del marxismo in generale è ormai spezzato, il pensiero di Marx non è morto; è certo finito e circoscritto all'interno di un proprio contesto, ma la sua capacità di spiegazione rimane inesauribile, fintanto che sussiste il suo oggetto, il modo di produzione capitalistico; è un pensiero che sarà tanto più capace di generare mille marxismi inediti quanto più di esso ci si riapproprierà criticamente e a tal fine diviene filosoficamente strategica l'individuazione dei suoi presupposti filosofici problematici, tra i quali vi è il paradigma della produzione compreso nella prospettiva «grande borghesia» dell'illimitatezza dell'autoproduzione e della sua immaginazione di dominazione assoluta. Ma Marx si oppone a Marx ed è possibile delineare gli elementi di un comunismo della finitudine che anima la critica dell'economia politica e della valorizzazione capitalistica. La determinazione e lo sviluppo di questi elementi, intorno alle tematiche del lavoro, della politica, della giustizia e della scientificità, costituiscono il compito di questi studi. La fine del comunismo del XX secolo può aprirsi sul futuro di un comunismo della finitudine nel XXI secolo. Una prospettiva che può fornire le armi teoriche per analizzare e combattere il nichilismo della produzione capitalistica che minaccia il mondo con una barbarie inedita le cui premesse sono già qui davanti a noi, visibili a tutti coloro che le vogliono vedere. Nato prima di Marx e del comunismo fallito del XX secolo, il comunismo non si esaurisce nelle sue forme note ed esiste come tendenza sempre attualmente determinata. Lo sforzo di ripensare l'opera di Marx (e anche quella di Engels, compresi quegli aspetti più manifestamente discutibili) al di là della volontà nichilistica di potenza, al di là della coppia speculare del dominio e della servitù, intende contribuire alla determinazione di questo comunismo dell'avvenire e a mettere in luce la figura ancora enigmatica delle possibilità reali del nostro essere-in-comune.
|
|
|
Gramsci Antonio
Una rosa che ho piantato. Antologia delle lettere ai famigliari
br. Questa selezione di Lettere dal carcere di Antonio Gramsci intende essere un omaggio della collana "La Salamandra" al centenario della fondazione del Pcd'I (Partito Comunista d'Italia, poi no, Partito Comunista Italiano, 1921). Si è scelto di proporre al lettore un testo altamente significativo, legato in maniera forse non diretta alla storia politica del partito, ma certamente a quella umana, civile e culturale di uno dei suoi grandi protagonisti. Sono qui raccolte le lettere che Gramsci scrisse ai figli Delio e Giuliano (spesso nominati con i diminutivi-vezzeggiativi alla russa) e alcune missive indirizzate alla moglie Julia, alla cognata Tatiana, alla madre di Gramsci in cui si parla dei figli e della loro educazione. La scelta è stata condotta secondo un criterio di rappresentatività, che desse conto non solo del risvolto biografico ed esistenziale, ma anche della profondità delle intuizioni educative gramsciane, che traspaiono in queste lettere con la voce amorevole e dolente di un padre lontano dai propri figli. Ne emerge un Gramsci padre "presente", si direbbe oggi, pur nella distanza fisica, e un educatore attento, che vuole vivere ogni istante della crescita dei suoi ragazzi stimolandone l'intelligenza e la fantasia: ovvero, in altre parole, la libertà di pensiero.
|
|
|
Demontis R. (cur.); Moroni G. (cur.)
Gli autonomi. Autonomia operaia a Genova e in Liguria. Vol. 7: Parte prima (1973-1980)
br. Il libro, prima parte di un'opera in due volumi, ricostruisce il percorso di una federazione di comitati che nel corso degli anni Settanta, a Genova, hanno dato forma a una critica radicale al duplice conservatorismo locale: quello del ceto mercantile e redditiero e quello del Partito comunista in alleanza con il sindacato. Lo scontro, aspro e violento, si è svolto in uno scenario caratterizzato dal declino industriale di quello che era stato uno dei vertici del triangolo economico dell'Italia del Novecento, dall'egemonia del Partito comunista e dalla vicenda totalizzante delle Brigate rosse.
|
|
|
Gabutti Diego
Mangia ananas, mastica fagiani. Vol. 1: Dal Manifesto del partito comunista alla Rivoluzione d'ottobre
br. Libri rossi, libri sacri, libri perduti, libri bruciati: e dire che Marx ed Engels erano più "attenti a quei due" che i seri filosofi tutti d'un pezzo, per giunta greco-saggiamente-barbuti, che la tradizione ha così tanto desiderato raccontarci. Sono passati ormai cento anni o quasi da tutto: dalla fondazione del PCI, dalla Rivoluzione d'Ottobre, e ben di più dalla pubblicazione del Manifesto. E così Diego Gabutti decide di provarsi con il più ecumenico dei generi letterari, il "commento al testo sacro", che tuttavia nel nostro caso non è unico, e non è neanche tanto sacro. Il diavolo sta nei dettagli, e così l'essenza del comunismo deve essere cercata oltre le pagine dello scritto a quattro mani del magico duo. Una ricca messe di scritti, chiose, osservazioni, racconti, articoli di giornale, memorie, interviste che tutte insieme rendono, nero su bianco, un ritratto diverso, umano tanto quanto disperato, dell'avventura comunista fuori dalla propaganda comunista. Perché la storia preferisce il pettegolezzo, la chiacchiera, l'indiscrezione. E non la scrivono i vincitori, ma quelli che, ahinoi, sono spesso privi di fantasia.
|
|
|
Cianci Maurizio
Immagini di Marx
brossura
|
|
|
Basso L. (cur.)
Socialismo o barbarie. La vita e le idee di Rosa Luxemburg
br. A 150 anni dalla nascita di Rosa Luxemburg, un libro per celebrare la vita e le opere di una grande rivoluzionaria. È stata Rosa Luxemburg il leader rivoluzionario del primo dopoguerra più lungimirante e più radicale e libertario. Fondò con altri il movimento degli spartachisti, represso nel sangue nel 1919. Lelio Basso, leader socialista e grande studioso del movimento operaio, ne racconta la vita con partecipe intelligenza: "il pensiero di Rosa Luxemburg è un pensiero vivo, creatore, nemico di ogni chiuso dogmatismo e di ogni meccanico burocratismo. Sotto questo aspetto, essa è certamente, come ha scritto Lukacs, il miglior continuatore del pensiero di Marx: anzi, il discepolo che più di ogni altro ha contribuito a uno sviluppo creativo del pensiero marxiano. Perciò la conoscenza e lo studio del pensiero luxemburghiano risultano tanto più necessari nel momento attuale di fronte alla crisi dei vecchi dogmi marxisti-leninisti".
|
|
|
Susani Elio
Quarant'anni dopo. Memorie di piombo, caffè e sigarette. I ricordi di un ex funzionario nella vigilanza del PCI
br. Il libro è uno spaccato di vita in una città di provincia del Nord Italia, raccontato da un militante che ha attraversato gli anni di piombo e la caduta delle ideologie. I ricordi delle prime esperienze da ragazzo e poi l'impegno dell'età adulta, testimoniano come non abbia mai esitato a mettersi in gioco per gli ideali in cui credeva. E a dargli la forza di andare avanti, la consapevolezza di agire dalla parte giusta.
|
|
|
Lombardo Radice Lucio; Natoli C. (cur.)
Da Regina Coeli a Civitavecchia. Lettere dal carcere (1939-1941)
br. Si pubblicano qui le lettere dal carcere inviate da Lucio Lombardo Radice (1916-1982) alla madre e alle sorelle tra il 1939 e il 1941, dopo l'arresto e la condanna da parte del Tribunale Speciale per aver partecipato a un gruppo di opposizione di giovani comunisti e antifascisti. Oltre a rappresentare una testimonianza di alto valore etico-politico, le lettere documentano la centralità della "scuola del carcere" per la formazione politica di Lombardo Radice e le sue future scelte di vita di scienziato e di docente universitario, di dirigente del PCI, per il suo impegno per la riforma della scuola, il dialogo con i cattolici, per la pace, il disarmo e un socialismo dal "volto umano". Le lettere costituiscono inoltre un ulteriore tassello dell'autobiografia di quella nuova generazione antifascista che si andò formando direttamente in Italia negli anni Trenta, tra l'apogeo del regime fascista e l'incipiente disgregazione delle sue basi di massa.
|
|
|
Demontis R. (cur.); Moroni G. (cur.)
Gli autonomi. Autonomia operaia a Genova e in Liguria. Vol. 8: Parte seconda (1981-2001)
br. Il libro, seconda parte di un'opera in due volumi, ricostruisce il contesto genovese e ligure dei primi anni Ottanta dal punto di vista di ciò che resta dell'Autonomia operaia: un vuoto sociale in cui spopola l'eroina e si accendono le controversie sulla «dissociazione» dai precedenti percorsi politici. Mentre la città, distretto industriale, perde ulteriori 25.000 posti di lavoro nelle fabbriche e le banchine del porto si svuotano. In un racconto corale, il libro ripercorre la storia della lenta ripresa del movimento a Balbi, gli interventi militanti a Voghera e a Comiso, l'avvento dei punk e la ricostruzione, a partire dal 1985, di una scena ampia di spazi sociali e collettivi. Il movimento antinucleare, le attività dei Centri sociali, il movimento universitario della Pantera, le lotte dei Cobas scuola, la costituzione dell'Associazione Città Aperta e il Movimento dei migranti, le Tute bianche sono situazioni che interagiscono con una città profondamente cambiata nella sua composizione sociale, demografica, antropologica, fino ad arrivare alle moltitudini che popoleranno le giornate di Genova durante il G8 del luglio 2001. Nonostante la discontinuità storica i nuovi movimenti reintroducono nel loro agire, rielaborandoli, i riferimenti teorici all'operaismo e lo «stile autonomo» del lavoro politico. Un percorso di vent'anni che approda agli eventi esaltanti e tragici del luglio 2001, la contestazione del G8, di cui si tenta in questo volume un primo bilancio critico nel suo anniversario.
|
|
|
Schreiber Jürgen
La ragazza che vendicò Che Guevara. Storia di Monika Ertl
ill., br. Cosa spinge la giovane figlia prediletta di un emigrato tedesco, che ha abbandonato la Germania a causa dei suoi rapporti ambigui con il precedente regime nazista, a rinunciare a una vita agiata, a un matrimonio borghese, a una posizione rispettabile per fare di sé una guerrillera? Cosa la porta a mettersi sulle tracce dell'ex colonnello dei servizi segreti boliviani Roberto Quintanilla, colui che aveva ordinato l'esecuzione di Ernesto Che Guevara, e a ucciderlo in un'anonima mattina amburghese? La morte del Che ha trascinato dietro di sé una scia di eventi che all'epoca non potevano essere previsti. Vi contribuì probabilmente anche l'estremo tentativo di umiliarne e denigrarne il corpo senza vita, quelle foto che lo volevano mostrare sconfitto e alla mercé dei suoi nemici, e che invece fecero il giro del mondo diventando il simbolo del suo sacrificio e trasformandolo in un'icona, ispirando riflessioni e azioni che cambiarono la vita di molte persone. Ricostruendo per la prima volta, anche attraverso particolari inediti, l'avventurosa vita di Monika Erti, Jürgen Schreiber racconta come la storia si intrecci spesso con le storie personali in un viluppo singolare e inestricabile di eventi, coinvolgendo personaggi noti (come Régis Debray o Giangiacomo Feltrinelli) e stravolgendo la vita di chi probabilmente avrebbe preferito restarne fuori.
|
|
|
Della Seta Roberto
Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra
br. Tra i lasciti maggiori della politica novecentesca vi è l'idea di sinistra e destra come orizzonti inequivocabilmente contrapposti. Oggi questa eredità è considerata da molti non più attuale, resa parziale e anacronistica dall'affermarsi di soggetti politici che rifiutano di definirsi rispetto alla coppia sinistra/destra. Anche nel Novecento la sinistra e la destra sono stati campi tutt'altro che blindati: ricorrenti in particolare i passaggi dal "rosso" del socialismo al nazionalismo e poi al "nero" del fascismo. Passaggi spesso banalizzati secondo l'etichetta del "voltagabbana" (uno su tutti: Mussolini), ma dettati da riflessioni e sensibilità ? la "scoperta" della nazione, la ricerca di una via intermedia tra socialismo e capitalismo, l'antisemitismo, l'anticomunismo ? che segnano linee di continuità tra il prima e il dopo di ogni passaggio. Questo libro ripercorre le ondate principali dei passaggi dal rosso al nero: dai socialisti francesi di fine Ottocento che aderirono al boulangismo, ai sindacalisti rivoluzionari di inizio Novecento che in Francia e in Italia si avvicinarono al nazionalismo e poi al fascismo, ai socialisti francesi che negli anni '30 teorizzarono il "socialismo nazionale" e dopo il 1940 nella Francia sotto controllo tedesco sconfinarono nel collaborazionismo e nel filonazismo, fino ai socialisti italiani che all'indomani del crollo della prima Repubblica confluirono nella destra di Berlusconi alleata dei "postfascisti". Epicentri dei passaggi dal rosso al nero sono state la Francia e l'Italia: perché qui si è affermata al passaggio tra Ottocento e Novecento una inedita destra rivoluzionaria che agiva sullo stesso terreno simbolico e sociale della sinistra muovendole una temibile concorrenza, e perché qui sono stati maggiori il peso e l'influenza di una figura sociale, l'intellettuale "engagé", che di tali passaggi sarà indiscusso protagonista. Ognuno dei casi raccontati è nelle sue dinamiche largamente individuale, tutti in varia misura appartengono a uno stesso tema generale per lungo tempo trascurato o rimosso: quello dei vasi comunicanti tra la sinistra e la destra del Novecento.
|
|
|
Heller Ágnes
La teoria dei bisogni in Marx
br. In una delle sue opere più apprezzate Ágnes Heller torna a discutere della teoria dei bisogni di Marx, elemento cardine del pensiero del filosofo di Treviri. Heller rintraccia nei "bisogni radicali", identificati nella gratificazione professionale, nello studio, nel tempo libero, quei bisogni che per natura non possono essere soddisfatti dalla società capitalistica, strutturata su una serie di bisogni quantitativi, alienanti e non appagabili. Se la società contemporanea non somiglia nemmeno lontanamente a quella auspicata da Marx, allora la sua trasformazione rivoluzionaria deve fondarsi su un sistema di bisogni di natura qualitativa. Ed è per questo che, anche a distanza di molti anni dalla prima edizione, la visione custodita in questo volume appare come una lucidissima analisi del nostro tempo e delle sfide che oggi siamo chiamati a intraprendere per aspirare a una nuova idea di futuro. Prefazione Pier Aldo Rovatti.
|
|
|
Trockij Lev
In difesa del marxismo
br. "In difesa del marxismo" raccoglie tutti gli interventi tenuti da Trotskij nel dibattito che si era sviluppato nel Socialist Workers Party, Sezione Americana della Quarta Internazionale e rappresenta l'ultimo contributo del rivoluzionario russo alla discussione sulla natura sociale dell'URSS e alla difesa dell'ideologia marxista. Si tratta, dunque, della raccolta dei suoi ultimi scritti, riportati nel volume in ordine cronologico, che si chiude con una lettera datata 17 agosto 1940, tre giorni prima che la mano del sicario di Stalin gli vibrasse il colpo mortale. Introduzione Michele Azzerri.
|
|
|
Mezzavilla Silvano
Quelli che a Livorno. Cronaca di una scissione
ill., br. Per la prima volta il fumetto affronta la cronaca della scissione della fronda comunista avvenuta durante il XVII Congresso del PSI, nel gennaio 1921 a Livorno. Per sei giorni fino al 21 gennaio 1921, tra tumulti e contrapposizioni, i delegati si confrontarono sulla necessità di aderire ai "21 punti" fissati da Lenin per l'ingresso del PSI nella III Internazionale. La sinistra del partito la riteneva imprescindibile, i centristi la accettavano in parte, la destra riformista era contraria. La scissione era inevitabile. Un racconto fedele dove le tavole a fumetti ricordano i momenti salienti di ogni giornata: il lettore può così "assistere" ai fatti e conoscere le posizioni che caratterizzavano il movimento operaio di allora e i partiti che lo rappresentavano. Prefazione di Michele Serra.
|
|
|
Mauro Ezio
Lo scrittore senza nome. Mosca 1966: processo alla letteratura
ril. Andrej Sinjavskij era soltanto la metà di una storia. L'altra metà si chiamava Yulij Daniel'. Insieme, i due scrittori russi sfidarono il regime sovietico con l'arma più potente e più temuta - la parola - pubblicando i loro libri in Occidente con gli pseudonimi di Abram Terz e Nikolai Arjak. Insieme, a soli quattro giorni di distanza, furono arrestati dal Kgb e nel '66 giudicati in un processo che diventò uno scandalo mondiale, il primo dopo la caduta di Chrus?ëv e delle illusioni riformiste. Per loro la condanna fu quasi identica, cinque e sette anni di carcere e lavoro forzato nel gulag. Su entrambi, l'ultimo giorno del processo risuonarono le parole del giudice istruttore, la sua certezza impenetrabile: "Può darsi che fra vent'anni avrete ragione voi, ma per il momento sono io che ho ragione". Poi il potere sovietico pensò di rompere il filo di quell'amicizia intellettuale tanto profonda da trasformarsi in politica, e tanto forte da tradurla in opposizione: aprì a Sinjavskij la via dell'esilio, mentre Daniel' restava confinato in patria. Sinjavskij viveva a Parigi, insegnava alla Sorbona e i suoi libri si dovevano fermare all'immenso confine dell'Urss. Così lo scrittore veniva proibito nel suo Paese fino a essere dimenticato. Più difficile la partita a scacchi tra il potere e Yulij Daniel'. Lui viveva in patria, dopo il campo era tornato a Mosca in una casa vicino alla stazione Sokol del metrò. Non svolgeva alcuna attività sospetta. Ma la sua vita, il suo nome, la sua identità lo confermavano intellettuale per sempre e dissidente in eterno. Sul suo nome calò un'ombra. Ma lui, continuamente, tra sé e sé ripeteva: Julij Markovic Daniel', scrittore e traduttore, già condannato per attività antisovietiche, uscito dal gulag, residente a Kaluga, vivente a Mosca, via Novaja Pishanaja, ingresso 3, piano secondo, appartamento numero 52. Tutto questo, per colpa di due libri.
|
|
|
Wells Herbert George
Intervista a Stalin
br. Nel 1934 H. G. Wells visitò l'Unione Sovietica e il 23 luglio intervistò, per quasi tre ore, Joseph Stalin. Wells era già stato in Unione Sovietica nel 1920, dopo la rivoluzione del '17 e la guerra. Ora ritorna trovandosi in un paese molto diverso, radicato nel socialismo, con Stalin saldamente al potere e con ancora grandi difficoltà economiche. Il testo è una potente testimonianza di tutto questo e dal dialogo si coglie la tensione che, dietro all'apparente cordialità, pone in contrapposizione due visioni politiche e sociali differenti.
|
|
|
Marx Karl; Engels Friedrich; Lenin
Sulle società precapitalistiche
br. "Forme precedenti la produzione capitalistica" è uno dei testi fondamentali della teoria marxiana perché in esso si trova il tentativo più sistematico di definire i momenti e i problemi critici dell'evoluzione storica, ma anche perché in esso viene approfondito ciò che Marx chiamerà il "modo di produzione asiatico" - la sola nozione che venne dichiarata "antimarxista" ed espunta ufficialmente dall'eredità marxiana da coloro che se ne proclamavano gli eredi, intorno al 1930. "Sulle società precapitasitiche" racchiude quest'opera di capitale importanza, ma anche altre dello stesso Marx, di Engels e di Lenin sul medesimo argomento. Costringe dunque a porre in modo non dogmatico il problema delle condizioni e delle forme di passaggio dalle società senza classi alle società divise in classi e quello dello sviluppo diverso e ineguale che sfocia nella formazione delle società contemporanee. Introduzione di Luca Lombardi.
|
|
|
Cerutti A. (cur.); Dettori G. (cur.)
La rivoluzione in esilio. Scritti su Mario Tronti
br. Il volume è costituito da una raccolta di scritti di autori di diversa formazione che esplorano il lungo e variegato percorso teorico di Mario Tronti. A ciò si aggiunge un ricco, elaborato e intenso saggio-intervista dello stesso Tronti. Mario Tronti non è semplicemente il fondatore dell'operaismo politico italiano, bensì - e ciò lo si ricava in modo chiaro dalla ricostruzione presentata in questo volume - è all'origine, spesso al di là delle sue stesse intenzioni, di tutti i più radicali movimenti teorico-politici degli ultimi 50 anni in Italia: dall'autonomia al postoperaismo, sino ai più interessanti esperimenti di matrice anarchica. Al contempo, egli non ha mai smesso il proprio impegno all'interno delle forze politiche istituzionali, da qui l'ambiguità e anche il fascino della sua postazione: pensare estremo e agire accorto, dentro e fuori dal sistema, in una sorta di "azione parallela" che si dispiega su due linee, che, pur separate, continuano a riflettersi una nell'altra. Negli ultimi anni, le sue opere sono state pubblicate in Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Francia e nel continente sudamericano. La ragione primaria di questo interesse, evidenziata nelle pur diverse prospettive degli scritti che compongono la raccolta, risiede nella radicalità e carica conflittuale del suo pensiero che vuole tenere insieme critica del progresso e istanza trasformatrice. In definitiva, il libro è rivolto a chi non vuole arrendersi al sempre-uguale di un triste eterno presente.
|
|
|
Negri Antonio; De Michele G. (cur.)
Storia di un comunista
br. La storia di Toni Negri, uno dei filosofi italiani più noti nel mondo, raccontata dalla viva voce del protagonista, attingendo a una vasta documentazione e a una memoria che la restituisce alla sua verità umana, storica e politica.
|
|
|
Pons S. (cur.)
Il comunismo italiano nella storia del Novecento
br. Per la prima volta un gruppo di autorevoli storiche e storici ricostruisce la multiforme parabola nazionale e internazionale del comunismo italiano lungo l'intero arco cronologico della sua esistenza. Il volume costituisce il tentativo più significativo sinora compiuto di fuoriuscire dal perimetro della storia del partito per ripensare momenti e problemi della vicenda del PCI in un'ottica di storia italiana, europea e mondiale.
|
|
|
Formenti Carlo
Ombre rosse. Saggi sull'ultimo Lukács e altre eresie
br. "Ombre rosse" costituisce un prezioso commentario a due capolavori del marxismo novecentesco: "Il principio speranza" di Ernst Bloch e "Ontologia dell'essere sociale" di György Lukács. Priva di ogni pretesa di analisi filologica o di esegesi esaustiva, l'opera di Carlo Formenti ha un obiettivo più modesto e sicuramente più utile sul piano politico: selezionare e discutere quei passaggi che più possono aiutarci a capire la realtà contemporanea e a dotarci di strumenti teorici per rilanciare la lotta di classe in un momento storico in cui l'offensiva del capitale ha ridotto ai minimi termini la capacità di resistenza del lavoro. In altre parole, proiettare il marxismo oltre i suoi limiti storici.
|
|
|
Galante Severino
Le cadute. Il Governo Prodi e la scissione di Rifondazione Comunista (1996-1998)
brossura Dicono che fu Fausto Bertinotti ad affossare il primo governo di Romano Prodi. Dicono anche che egli fu l'esecutore di un complotto ordito dal segretario dei Ds Massimo D'Alema e da quello del Ppi Franco Marini. E qualcuno aggiunge che Francesco Cossiga ci mise del suo per portare alla presidenza del Consiglio dei ministri il primo - e finora l'unico - ex comunista. C'è del vero in queste bugie che, spesso ripetute e ricomposte in una narrazione nella quale il verisimile fa aggio sul vero (cioè, per lo storico, sul documentato o documentabile), si sono trasformate nel tempo in Verità indiscutibili e scontate: in luoghi comuni... L'autore prova a sfatare, oltre a questi luoghi comuni, pure quello secondo il quale un partecipante - come attore e come testimone - alle vicende storiche non potrebbe poi anche cimentarsi in una corretta analisi storiografica di esse. Per lui vale ancora la lezione di Tucidide: "Ho ritenuto mio dovere descrivere le azioni compiute in questa guerra non sulla base di elementi d'informazione ricevuti dal primo che incontrassi per via; né come paresse a me, con un'approssimazione arbitraria, ma ana- lizzando con infinita cura e precisione, naturalmente nei confini del possibile, ogni particolare dei fatti cui avessi di persona assistito, o che altri mi avessero riportato. Laboriosa e complessa indagine: poiché le memo- rie di quanti intervennero in una stessa azione, non coincidono mai sulle medesime circostanze e sfumature di quella. Da qui resoconti diversi, a seconda della individuale capacità di ricordo o delle soggettive propensioni".
|
|
|
Kemp Tom
Teorie dell'imperialismo
br. Questo libro racchiude una serie di analisi comparate, svolte da un punto di vista marxista, di alcune tra le principali teorie dell'imperialismo. Partendo dallo studio dei fenomeni economico-sociali e delle leggi di sviluppo alla base delle teorie di Marx sull'imperialismo, Kemp esamina le opere di John A. Hobson, Rosa Luxemburg e Lenin, punti di riferimento imprescindibili per gli sviluppi della teoria. Dalla critica alla tesi dei sottoconsumisti liberali a quella rivolta a chi, come Schumpeter, considera l'imperialismo un fenomeno essenzialmente politico, Kemp arriva a sviscerare le posizioni dei sovietici e dei comunisti ortodossi. Non priva di toni polemici, la sua analisi spazia dall'economia alla storia, dalla sociologia alla politica.
|
|
|
Taibo Paco Ignacio II
Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Ernesto Che Guevara
ill., br. I giovani lo ostentano sulle magliette come simbolo di lotta e utopia. Per i meno giovani rappresenta l'araldo dell'antimperialismo e della rivoluzione latinoamericana. Nella storia del Novecento, nessuno più di Ernesto Che Guevara ha saputo incarnare l'idea di giustizia sociale e le speranze di riscatto. E nessuno più di Paco Ignacio Taibo II ha saputo raccontare la sua storia. Il Saggiatore ripropone "Senza perdere la tenerezza", la biografia del Che più letta e apprezzata nel mondo, frutto di un lavoro di ricerca quasi ossessivo, che ha attinto a tutte le pubblicazioni più recenti, ai documenti declassificati della Cia, a lettere, poesie, diari, appunti del Che rimasti inediti per decenni, alle testimonianze di compagni e nemici, alle immagini più intime e rare. Con la sua abilità di romanziere, in equilibrio tra obiettività e partecipazione, Taibo restituisce in tutte le sue sfumature una vita da epopea: dalla giovinezza nomade e ribelle alle imprese della rivoluzione castrista, dall'esperienza di governo in una Cuba assediata dagli Stati Uniti alla tragica fine sui monti della Bolivia. Oltre l'icona, il Che è svelato con la sua tenacia e il suo idealismo, le idiosincrasie, le letture preferite, le passioni sportive, gli accessi d'asma, i suoi amori e i suoi innamoramenti intellettuali: Marx, Rosa Luxemburg, Lenin, Trockij e Mao, ma anche Sarmiento, Martí, Bolívar: Sartre, Neruda, Kipling, Calvino. Una storia di gesta eroiche e di piccoli gesti quotidiani. La storia di un mito e il ritratto di un uomo, vagabondo, temerario e romantico, un uomo convinto che «bisogna essere duri senza perdere la tenerezza».
|
|
|
Basso Pietro
Amadeo Bordiga. Una presentazione
brossura Questa presentazione di Amadeo Bordiga è un invito ad incontrare e conoscere di persona, nella sua speciale forza, come nei suoi limiti, una delle grandi figure del movimento comunista del secolo passato. E a verificare se nella sua battaglia per la fondazione del Pcd'I e nell'Internazionale, e nella ricca produzione di analisi e di teoria degli anni '50 e '60, c'è qualcosa, o molto più di qualcosa, che parla al nostro presente - segnato da una crisi epocale del capitalismo, che sta riportando di attualità la prospettiva rivoluzionaria del comunismo.
|
|
|
Zappino Federico
Comunismo queer. Note per una sovversione dell'eterosessualità
br. La tesi di "Comunismo queer" è che lo sfruttamento e l'esclusione, all'interno delle società capitalistiche, non hanno solo un carattere universale, ma particolare. Di conseguenza, se vogliamo lottare efficacemente contro il capitalismo, dobbiamo fronteggiare ciascuna delle singole matrici di oppressione da cui trae linfa e sostanza per affermarsi e riprodursi. Nel caso dell'oppressione di genere e sessuale, la sua matrice è l'eterosessualità. Ambire alla sovversione dell'eterosessualità significa lottare contro il capitalismo a partire dalle sue cause, anziché dai suoi effetti più immediati o visibili. In ciò consiste la differenza tra ogni altra forma di anticapitalismo e il comunismo queer.
|
|
|
Valentini Chiara
Enrico Berlinguer
br. Chi è stato in realtà Enrico Berlinguer, il segretario più amato (ma anche contestato e travisato) del Pci? A trent'anni dalla sua morte drammatica e in un mondo radicalmente cambiato, Chiara Valentini ne ricostruisce la storia politica e umana. Dall'infanzia ferita da un dramma familiare a un'adolescenza ribelle, all'incontro con i comunisti e con Togliatti, si snodano la vita e la carriera di questo politico diverso. La sua è la vicenda di un uomo che ha voluto sfidare le rigidità di un mondo diviso in blocchi con la passione del rischio con cui affrontava le tempeste di mare nella sua Sardegna. Dopo il colpo di stato polacco, aveva tagliato i ponti con l'Urss in modo definitivo. Aveva osato progettare il comunismo nella democrazia, un'ipotesi intollerabile sia a Mosca sia a Washington. Aveva cercato di cambiare l'Italia con il compromesso storico, e forse ci sarebbe riuscito senza il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro. Aveva dimostrato di avere la vista lunga indicando nella questione morale e nella degenerazione dei partiti "ridotti a macchine di potere e di clientela" il problema più drammatico dell'Italia. Se lo "strano comunista", come lo definiva la stampa Usa, non fosse morto troppo presto, forse anche la storia della sinistra e dell'Italia sarebbe stata diversa. Postfazione di Paolo Spriano.
|
|
|
Karl Marx
Scritti di critica dell'economia politica
br. Queste pagine sono state scritte da Marx in periodi differenti della sua vita. Le date sono di per sé eloquenti: 1844, 1858, 1867, 1881-82. E subito ci richiamano alla mente opere e vicende già note, già conosciute: i Manoscritti economico-filosofici, Per la critica dell'economia politica, il Capitale, gli ultimi anni terribili della vita di Marx. Una raccolta di brani e frammenti che racchiudono dunque tutto il cammino marxiano nell'analisi dell'economia politica, il suo ribaltarla dall'interno, mostrando come ciò che sembra un elemento naturale ed eterno è in realtà una forma storica, che dunque può essere rotta e sovvertita. Perché per Marx critica dell'economia politica vuol dire critica del capitalismo. Un libro essenziale per comprendere Marx, per condurlo contro e oltre il marxismo, e anche oltre se stesso. Prefazione di Giovanni Sgrò.
|
|
|
D'Agata Raffaele
La cortina di petrolio. Perché il Pci non doveva governare
br. Gli anni Settanta del Novecento sono stati lo spartiacque fra una situazione di possibile compimento della democrazia oltre i limiti posti dal sistema sociale e il suo ridimensionamento, di fatto avvenuto e tuttora in atto. Le alternative di sistema erano da un lato una rivitalizzazione e un'estensione qualificata degli aspetti finanziari ed economico-sociali del keynesismo e del newdealismo al di là della loro crisi, e dall'altro una nuova forma del plurisecolare complice intreccio tra politiche di potenza e autonomia sovrana dei mercati finanziari.
|
|
|
Lefebvre Henri
Il marxismo e la città
ill., br. "Con l'interazione tra centri e periferie una nuova sfera sociale, politica, culturale si annuncia: la società urbana che arreca la sua problematica." Attraverso questo libro si può cogliere il ruolo e l'importanza che Henri Lefebvre attribuisce a quello specifico nodo del rapporto uomo-natura che è la problematica della città. Dalla divisione del lavoro alle forze produttive e ai rapporti di produzione, in queste pagine si possono trovare gli elementi di continuità tra le ricerche di Lefebvre, ma anche la sua fedeltà al marxismo. Una fedeltà che è una ripresa critica del pensiero di Marx, Engels e Lenin e non mera ripetizione. Lefebvre, infatti, è un uomo legato agli avvenimenti del suo tempo ed è teso a coglierne il senso e gli orientamenti al fine di una trasformazione rivoluzionaria società, all'interno della quale la realtà urbana assume un ruolo primario. Introduzione di Mario Spinella.
|
|
|
Modrow Hans
Costruttori di ponti. Le relazioni tra DDR e Cina Popolare
br. Nel 2019, quando la Repubblica Popolare Cinese (RPC) celebrava il suo settantesimo anniversario, la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era invece scomparsa da circa trent'anni. Grazie alla sua forza innovativa, il socialismo di matrice cinese si è dimostrato indubbiamente più forte rispetto al modello sovietico dal punto di vista politico, economico e scientifico. Guidata da un gruppo dirigente capace, determinato e ambizioso, la Cina ha saputo svilupparsi fino a divenire la seconda economia mondiale. Ciò anche perché, a differenza degli altri paesi, Pechino non è mai stato interessato alla conquista dell'egemonia, ma piuttosto al raggiungimento dell'armonia. Radicato in una cultura millenaria, questo concetto gli ha così permesso di apprendere molto e velocemente dalle altre nazioni. In Costruttori di ponti, Hans Modrow - ultimo Presidente del Consiglio della DDR - testimonia quanto la Repubblica Democratica Tedesca abbia contribuito a questo processo.
|
|
|
Keynes John Maynard
Qualche impressione sulla Russia
br. "Ha ragione, Keynes, fanno paura. E qualche anno fa, quando una rivista russa, "Inostrannaja literatura" (Letteratura straniera), mi ha intervistato, alla fine, alla domanda di Anna Jampol'skaja su come mai mi piacesse così tanto la Russia, io mi ricordo ho risposto che la Russia mi piace perché fa paura." Con un saggio di Paolo Nori.
|
|
|
Gatto Danilo
Quarantaquattro gatti e... Il comunismo spiegato agli adulti capitalisti attraverso le canzoni per bambini
br. «Che i comunisti mangiassero i bambini è cosa risaputa, ma che molte delle canzoni per l'infanzia fossero intrise di ideologia comunista è probabilmente noto a pochi. Canzoni ascoltate migliaia di volte per decenni che in realtà celano messaggi, neanche troppo subliminali, di rivoluzione e giustizia sociale. Dallo Zecchino d'Oro con Torero Camomillo e i Quarantaquattro gatti alla Disney con Lo stretto indispensabile cantata da Balù e Siamo tutti jazzisti degli Aristogatti, passando per la tv e il teatro con Viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone e Aggiungi un posto a tavola di Johnny Dorelli: le canzoni per bambini e bambine sono un vero e proprio tripudio di valori fondamentali come giustizia, solidarietà, ribellione, libertà e, soprattutto, uguaglianza. Tra ironia e rigore storico-filologico, Danilo Gatto ci guida in un piacevole e intelligente viaggio nel mondo delle canzoni per bambini, al termine del quale il lettore potrà correre il rischio di scoprire o ritrovare il comunista che c'è in lui. E niente sarà più come prima.» (dalla prefazione di Matteo Saudino)
|
|
|
Cortese E. (cur.)
Straordinarie. Le lettere delle donne del PCI a Gino Cortese
br. Frutto del lavoro di ricerca e catalogazione di Enrico Cortese, figlio di Gino, queste lettere sono espressione di un vivido sentimento politico ma anche di profondo affetto e stima verso un uomo che fu tra i primi organizzatori della Resistenza nel parmense, parlamentare per il PCI nel '47 alle prime elezioni regionali siciliane, e rieletto per cinque legislature sino al '67. Chi sono le autrici di queste lettere? Sei giovanissime donne, protagoniste nelle lotte per i diritti fondamentali, nei quartieri popolari così come nelle miniere. Una ventitreenne Giuliana Saladino, Eugenia Bono e Paola Dogu, la combattiva Gina Mare in Poni, Franca Casanova e Giuseppina Vittone li Causi con parole di speranza e di ironia mostrano la loro vicinanza all'amico e una reale contezza della situazione politica, economica e sociale dell'Italia della fine degli anni '40.
|
|
|
Sanfilippo Elio
Il grande abbaglio. Peppino Impastato e il PCI
br. Per la prima volta un saggio analizza il rapporto tra il PCI e Peppino Impastato, grazie alla diretta testimonianza e all'analisi dell'autore, Elio Sanfilippo, dirigente del Partito e presente nei momenti cruciali di questa vicenda. Il rapporto tra Impastato e il PCI fu caratterizzato da aspre polemiche e dure contrapposizioni, che culminarono nel "grande abbaglio" del PCI che non denunciò, subito e apertamente, la matrice mafiosa dell'omicidio. Elio Sanfilippo descrive il travaglio interno che il gruppo dirigente visse alla notizia della morte di Peppino, e le ragioni dell'iniziale posizione di ambiguità, dovute in parte alla coincidenza con il delitto Moro ad opera delle Brigate Rosse. Fino al momento della "svolta", alla quale seguì un fermo impegno per rivelare la verità sull'omicidio e ricucire lo strappo provocato nel movimento antimafia.
|
|
|
Guevara Ernesto
Il pensiero del Che Guevara. La filosofia, sociologia della Rivoluzione guerra di guerriglia
brossura "Guevara è morto o è vivo? Si può proclamare con certezza che il Che, il rivoluzionario eroico ed esemplare, è vivo. Si trova in ogni angolo del mondo dove si alza una nuova bandiera di liberazione; in ogni luogo del mondo dove operai, studenti, contadini, uomini affamati di pane e di dignità, lottano con le armi in mano contro l'ingiustizia e l'oppressione; sulle montagne, nei boschi, nei quartieri di indigenti dove si nascondono i guerriglieri anti-imperialisti. Queste le parole di Régis Debray, in un messaggio dal fondo del carcere boliviano: "Il Che non è di quelli che muoiono. Come esempio e guida immortale, sopravviverà nel cuore di ogni rivoluzionario".
|
|
|
Cesarano Giorgio; Centro di iniziativa Luca Rossi (cur.)
Opere complete. Vol. 3: Critica dell'Utopia capitale
brossura
|
|
|
Pivato Stefano
I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda
ill., br. Lo slogan più fortunato della propaganda anticomunista viene coniato nel contesto della battaglia che nel Novecento la politica conduce in merito all'infanzia e al suo controllo: fra Chiesa e Stato laico ancora a fine Ottocento, fra organizzazioni cattoliche e comuniste nel secondo dopoguerra. Una battaglia fatta di notizie false, come quella della deportazione di migliaia di bambini siciliani in Urss durante la guerra, di manifesti truculenti, di evocazioni che fanno appello a timori ancestrali e finiscono per costruire l'efficace spauracchio dell'"orco" comunista.
|
|
|
Orsini Alessandro
Gramsci e Turati. Le due sinistre
br. Che cosa significa essere di sinistra? Questo libro si propone di ricostruire i modelli pedagogici alla base delle due principali culture politiche della sinistra, rappresentate da Gramsci e da Turati. Mentre moriva in esilio, Filippo Turati era descritto da Palmiro Togliatti come un uomo spregevole. La sua figura, ricoperta di discredito, è rimasta nell'ombra. Antonio Gramsci, invece, è stato celebrato come uno dei padri nobili della sinistra democratica italiana. La sua riflessione è stata paragonata da Benedetto Croce a un messaggio pedagogico universale di amore e di comprensione verso le ragioni degli avversari. La documentazione esistente è in grado di confermare il giudizio del senso comune e della storiografia dominante? Gramsci educò a rispettare o a disprezzare gli avversari politici? È stato un teorico della pedagogia della tolleranza o dell'intolleranza? Ha tessuto l'elogio dell'ascolto o dell'insulto? E Turati? È stato davvero uno "zero" in fatto di teoria politica, come scrisse Togliatti? Attraverso il metodo dell'analisi culturale comparata, l'autore esplora l'intera opera gramsciana, ponendo a confronto il progetto educativo dei riformisti con quello dei rivoluzionari.
|
|
|
Storia del partito comunista (bolscevico) dell'URSS. Redatto dalla Commissione incaricata dal Comitato Centrale e diretta da Iosif Stalin
br. Testo principe dell'esperienza del movimento operaio, "Storia del partito comunista (bolscevico) dell'URSS" venne redatto da una commissione del Comitato centrale diretta da Iosif Stalin e pubblicato per la prima volta nel 1938. Il libro affonda le sue radici nel lontano 1883, con l'esplosione delle lotte per l'abolizione della schiavitù della gleba, e, passando attraverso la fondazione del Partito operaio socialdemocratico e la formazione delle frazioni bolscevica e menscevica, culmina con l'esplosione dell'Ottobre rosso e la vittoria della rivoluzione prima di dare la parola alla gigantesca lotta per edificare il socialismo in un paese semifeudale come la vecchia Russia. Con una narrazione animata dagli stessi protagonisti delle vicende insurrezionali sovietiche, "Storia del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS" illustra, attraverso le battaglie congressuali, le sfide affrontate e le lotte sostenute, il percorso di un partito capace di porsi alla testa delle masse popolari per mettere in discussione - e cambiare - lo stato delle cose presente.
|
|
|