|
|
|
Galli Giorgio
Pasolini comunista dissidente
br.
|
|
|
Galli Giorgio
In difesa del comunismo nella storia del XX secolo
br.
|
|
|
Fontana Gabriele
Dionisio Gambaruto. Una storia comunista. Luigi, Diego, Nik, Nicola
brossura
|
|
|
Westerman Frank
Ingegneri di anime
br. Il 26 ottobre 1932 Stalin si presenta a una riunione di scrittori a casa di Maksim Gor'kij. «I nostri carri armati non valgono niente», dice, «se le anime che devono guidarli sono di argilla». Spetta agli scrittori, «ingegneri di anime», forgiare l'uomo nuovo sovietico. Nasce così l'estetica proletaria della costruzione e della produzione, utile per celebrare quelle colossali opere idraulico-ingegneristiche dei primi piani quinquennali che, grazie al lavoro forzato dei Gulag, stanno domando la «nemica» natura del territorio sovietico: deviazioni di alvei fluviali, migliaia di chilometri di canali, impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare. Dalla lettura di un libro di Konstantin Paustovskij del 1932 sulla «eliminazione dei deserti» prende le mosse il viaggio narrato in "Ingegneri di anime", che porta Frank Westerman, giornalista d'inchiesta con studi di ingegneria agraria alle spalle, dalle rovine industriali del golfo di Kara-Bogaz fino al canale Belomor, il progetto che il collettivo di scrittori guidato da Gor'kij fu chiamato a cantare come «storiografia istantanea del socialismo». Un viaggio concreto, quello di Westerman, che si intreccia con l'esplorazione della vita e delle opere di chi, tra dubbi, debolezze e scetticismo, dedicò penna e capacità espressive al rafforzamento dell'URSS postrivoluzionaria. Concentrandosi non sui grandi dissidenti ma sui «più o meno accomodanti», come lo stesso Paustovskij, o il tormentato Platonov, o il grande Pil'njak morto in un Gulag dopo alterne vicende, Westerman ricostruisce con accenti personali il rapporto tra potere e artisti, e il loro sofferto sforzo di trovare uno spazio possibile tra diktat e ispirazione.
|
|
|
Stamboulis Elettra; Costantini Gianluca
Arrivederci, Berlinguer
ill., br. "Giugno 1984. La mia prima manifestazione senza genitori. Ci sono milioni di persone. È un funerale". Scossa dal ricordo di quel giorno, Elettra ricorda la propria iniziazione politica, legata indissolubilmente alla vicenda personale e politica di Enrico Berlinguer. La sua infanzia, insieme alla ricostruzione della storia d'Italia, restituiscono il paesaggio morale di un Paese che ancora resiste: Berlinguer è un modello di passione politica autentica, di coerenza e impegno che ancora mobilita, capace di spingere i giovani d'oggi a diventare cittadini politicamente attivi.
|
|
|
Kollontaj Aleksandra
Amore e rivoluzione. idee di una comunista sessualmente emancipata
ill., br. Figlia di un generale zarista, Aleksandra M. Kollontaj è giovanissima quando, insieme al matrimonio, rifiuta la vita che la sua famiglia ha immaginato per lei. Si tratta del primo di un'infinita serie di atti di ribellione con i quali la Kollontaj - nemica giurata delle istituzioni patriarcali - coniuga la propria, determinazione rivoluzionaria con la necessità di sconvolgere radicalmente quello schema di oppressione capace di riprodursi nel rapporto tra capitale e lavoro così come nel rapporto tra i generi. Oratrice di rara potenza, la Kollontaj, nel corso della sua vita, è ovunque il popolo sarà capace di organizzarsi per spezzare le catene che lo opprimono, a cominciare dalla Russia della sollevazione operaia e contadina, dove è tra gli artefici della Rivoluzione d'Ottobre e della costituzione bolscevica: uno dei primi testi capace di recepire le battaglie per i diritti delle donne, a cominciare dalle questioni del divorzio e dell'aborto. Con le sue "Idee di una comunista sessualmente emancipata", Aleksandra M. Kollontaj rende in prima persona una testimonianza capace di proiettare nel futuro un nuovo concetto di amore e di lotta, di impegno rivoluzionario e irriducibile passione per la libertà.
|
|
|
Derbent T.
Resistenza comunista in Germania 1933-1945
ill., br. Introduzione: una resistenza introvabile. 1. Il KPD di fronte all'ascesa dell'hitlerismo. 2. In esilio, in Spagna. 3. Le organizzazioni clandestine del KPD in Germania. 4. Il KPD nei paesi occupati5. Le reti speciali di spionaggio e di sabotaggio. 6. Il Comitato "Germania libera". 7. Fin dentro i campi. 8. Insegnamenti di una resistenza, ragioni di una negazione. Bibliografia.
|
|
|
Werth Nicolas
Nemici del popolo. Autopsia di un assassinio di massa. Urss, 1937-38
ril. Dietro la facciata dei processi-farsa che liquidarono gli oppositori politici di Stalin nel 1936-38, la "grande purga" sterminò, in sei mesi fra il 1937 e il 1938, qualcosa come 1500 persone al giorno: persone comuni accusate ed eliminate senza colpa alcuna. Tutto muove da una direttiva generale di Stalin che mira a ripulire l'Urss dai "nemici del popolo" e fissa, regione per regione, le quote di arresti, di condanne, di esecuzioni da effettuare. La spietatezza staliniana si sposa alle logiche disumane della burocrazia, allo spirito di emulazione delle amministrazioni, agli eccessi di zelo dei gregari, producendo un gigantesco assassinio di massa. Il saggio di Werth si addentra nei corridoi e nei sotterranei dell'amministrazione sovietica, segue l'andirivieni delle direttive e delle relazioni fra il centro e le periferie, per raccontare la messa in opera dell'impressionante macchina politico-burocratica del Terrore che stritolò nei suoi ingranaggi non meno di 750 mila persone.
|
|
|
Vittoria Albertina
Storia del PCI 1921-1991
br. A partire dal congresso di Livorno del 1921, la storia del Partito comunista italiano ha attraversato e accompagnato per settant'anni la storia d'Italia. Dalla clandestinità alla Resistenza, dalla nascita della Repubblica alla Costituzione, dalle lotte contadine e operaie agli intellettuali impegnati nel cinema, nella letteratura e nel giornalismo, i comunisti e il loro partito hanno segnato profondamente il Paese, tanto da diventare, per lungo tempo e caso unico in tutto l'Occidente, la principale forza della sinistra e dell'opposizione. Questo volume propone una lettura di questa storia, cercando di mostrare per davvero, e aldilà dei giudizi più ideologici, chi furono gli uomini e le donne che militarono in questo partito e quali furono i loro ideali e le loro motivazioni.
|
|
|
Enzensberger H. M. (cur.)
Colloqui con Marx ed Engels. Testimonianze sulla vita di Marx e Engels
br. Chi si limitasse a leggere solamente i grandi testi teorici di Marx ed Engels non riuscirebbe certo a cogliere tutto lo spessore umano e intellettuale dei due filosofi tedeschi. Nell'edizione completa delle loro opere, in circa cinquanta volumi, questo dato invece emerge con chiarezza, ma evidentemente resta confinato ai soli pochi specialisti del loro pensiero. In questo libro, l'intellettuale tedesco Enzensberger colma proprio questa lacuna. Rintraccia nell'infinito mare magnum delle lettere, delle memorie, degli interrogatori e dei rapporti di polizia e delle polemiche marx-engelsiane il filo rosso più importante della loro formazione umana, politica e letteraria. Con un montaggio avvincente, la vita dei due grandi teorici del socialismo viene ripercorsa passo passo, dalla culla alla tomba. E dalla loro viva voce, e da coloro che li hanno frequentati e conosciuti da vicino, ecco emergere il dibattito interno sulla genesi delle loro opere, le discussioni organizzative sulla formazione della i Internazionale, le loro recensioni letterarie e passioni teatrali, le loro vicende matrimoniali e quelle delle figlie di Marx. Prefazioni di Peter Kammer e Enrico Donaggio.
|
|
|
Cazzaniga G. M. (cur.); Losurdo D. (cur.); Sichirollo L. (cur.)
Marx e i suoi critici. Atti del Convegno (Cannobio, 27-29 settembre 1985)
brossura
|
|
|
Ferrante Annalina
Aleksandra Kollontaj. Passione e rivoluzione di una bolscevica imperfetta
br. Parlare di Aleksandra Kollontaj significa parlare delle donne, della loro presenza e del loro ruolo nella storia. Con questa biografia, Annlaina Ferrante ci pone davanti a riflessioni importanti.
|
|
|
Menichelli Alberto; Brinis V. (cur.)
In auto con Berlinguer. Quindici anni con il segretario del PCI
brossura Quindici anni trascorsi accanto ad Enrico Berlinguer, giorno dopo giorno, come un'ombra fedele o un angelo custode. Alberto Menichelli è stato capo della vigilanza di Enrico Berlinguer a Botteghe oscure, nonché autista personale del grande leader della sinistra italiana, probabilmente il politico più amato dalle masse del Dopoguerra, certo il più rimpianto. Di quegli anni straordinari e difficili, trascorsi fianco a fianco con il segretario del PCI, Menichelli racconta fedelmente gli avvenimenti, i luoghi, le emozioni. Il coraggio di sfidare ogni giorno la minaccia terroristica. Gli aneddoti del quotidiano, che ci restituiscono il ritratto forse più vero dell'uomo Berlinguer, la sua semplicità, la dirittura morale che si esprimeva prima di tutto nelle (apparentemente) piccole cose. Fino a quel tragico 11 Giugno 1984: il comizio di Padova e i drammatici momenti che ne seguirono, di cui Menichelli ci offre un drammatico racconto "in diretta", una testimonianza unica e commovente.
|
|
|
Caillé Alain; Fistetti F. (cur.)
L'urgenza di un moderatismo radicale. Emanciparsi senza dilaniarsi
br. Moderatismo radicale significa che bisogna essere il più possibile radicali nella lotta contro tutte le forme di dominio, ma non al punto che un radicalismo eccessivo si ritorca contro la lotta che viene portata avanti. Oggi si parla soltanto della Russia e dell'Ucraina. È una buona occasione per ricordare come la radicalizzazione dell'ideale comunista l'abbia condotto a ritorcersi contro sé stesso, e oggi, più di un secolo dopo la rivoluzione del 1917, a minacciare non soltanto l'Ucraina ma anche i vicini più prossimi, e a poco a poco, l'Europa e il mondo intero.
|
|
|
Corti Eugenio
Processo e morte di Stalin
br. La tragedia Processo e morte di Stalin - la cui stesura risale al 1960-1961 venne rappresentata per la prima volta a Roma il 3 aprile 1962 al teatro della Cometa, dalla Compagnia Stabile di Diego Fabbri. Due anni più tardi, nel 1964, l'opera venne tradotta in lingua russa, e nel 1969 in lingua polacca da esuli dissidenti di quelle nazioni. Il testo russo ha avuto la rara sorte di circolare nell'Unione Sovietica attraverso il samizdat (o autoeditoria clandestina), quello polacco è valso all'autore l'onorificenza di "Cavaliere di Polonia", da parte del governo democratico polacco, che in quegli anni ancora sopravviveva in esilio a Londra. Nel frattempo si era venuto sempre più affermando nella cultura italiana - fino a conquistarvi una sorta d'egemonia - l'indirizzo promarxista. Ciò ha comportato l'isolamento e l'emarginazione di quest'opera. Molto più tardi, costretti dalle rivelazioni dei capi russi, i comunisti e i progressisti italiani hanno dovuto riconoscere come veri tutti i fatti che costituiscono materia della presente opera, e li hanno pubblicamente deprecati. In ogni caso rimane il fatto che in queste pagine l'autore ha non solo individuato con decenni d'anticipo, e con straordinaria lucidità, il fallimento inevitabile del comunismo, ma ne ha anche indicate le ragioni con una chiarezza alla quale in seguito non sono pervenuti né i teorici russi, né gli studiosi occidentali.
|
|
|
Basile Corrado; Leni Alessandro
Amadeo Bordiga politico. Dalle lotte proletarie del primo dopoguerra alla fine degli anni Sessanta
ril. Uno studio dell'attività politica di Amadeo Bordiga fuori dai clichés della storiografia partitica o ufficiale che da sempre mostra lacune e zone d'ombra. Si tratta del PSI del primo dopoguerra, della nascita del Pcd'I nel 1921 a Livorno e delle lotte politiche all'interno dell'Internazionale. Si "scopre" che alla sua fondazione il Partito comunista d'Italia (sezione dell'Internazionale comunista) non contemplava un segretario generale ma un comitato centrale composto da 15 membri che eleggeva al suo interno un comitato esecutivo di 5 membri: Bordiga Amadeo, Fortichiari Bruno, Grieco Ruggero, Repossi Luigi, Terracini Umberto. La carica di segretario generale esistente in URSS e ricoperta da Stalin venne istituita in Italia nel 1924 e ricoperta da Antonio Gramsci, era iniziata la bolscevizzazione, per alcuni, per altri la stalinizzazione. Una parte di storia d'Italia ormai dimenticata riappare: l'opposizione proletaria alla guerra di Libia (1912); la Settimana rossa (1914); l'insurrezione di Torino (1917); l'occupazione delle terre (1919); l'impresa Fiumana (1919); lo "sciopero delle lancette" (1920); la rivolta di Ancona (1920); gli Arditi del popolo...
|
|
|
Prospero Michele
La teoria politica di Marx
br. Questi due volumi ricostruiscono in maniera sistematica la teoria politica di Marx rintracciando, contrariamente alle interpretazioni più diffuse, la profonda vena politica che attraversa e sorregge l'intero programma scientifico marxiano. Grazie a una lettura organica dei testi chiave e alla rivisitazione di scritti solitamente trascurati, come quelli giornalistici, viene ricostituita l'originale dimensione "politologica" di un Marx che, abbandonata ogni metafisica (è impossibile «arrivare al comunismo o al socialismo attraverso la metafisica»), intreccia logica, linguaggi, istituzioni ed economie. Per la ricchezza dell'analisi proposta e per l'ampiezza della ricostruzione bibliografica questo libro si segnala come un lavoro di riflessione filologico-critica che intende contribuire alla ripresa del marxismo teorico-politico.
|
|
|
De Simone Armando; Nardiello Vincenzo
Appunti per un libro nero del comunismo italiano. Dalla resistenza al dossier Mitrokhin tutti i crimini nascosti della storia del Pci
brossura
|
|
|
Popper Karl R.
La società aperta e i suoi nemici. Vol. 2: Hegel e Marx falsi profeti
br.
|
|
|
Essad Bey
Stalin
br. La biografia di Stalin scritta da Essad Bey fu un besf-seller internazionale, in cima alle classifiche di vendita del "New York Times", ricco di informazioni sul dittatore sovietico e di notizie sui massacri da lui perpetrati, che Essad Bey per primo raccontò in Occidente, tra l'incredulità dei molti intellettuali e giornalisti europei e americani che simpatizzavano per l'URSS. Una biografia critica, ma appassionata, che non trascura vivide informazioni sulla storia aggrovigliata del Caucaso.
|
|
|
Magri Lucio
Alla ricerca di un altro comunismo
br. Passione e ideologia, di questo era fatta la vita di Lucio Magri. Una passione lucida, incrollabile e una riflessione politica nutrita dallo studio febbrile, dal desiderio di comprendere la realtà storica e sociale nelle sue trasformazioni. Dagli anni del boom alla Primavera di Praga, dal Sessantotto alla fondazione del manifesto e del Pdup, dal compromesso storico alla fine del Pci e all'avventura naufragata della rifondazione di un nuovo partito comunista, lo sguardo critico e gli scritti di Magri hanno attraversato la seconda metà del Novecento. I saggi qui raccolti - articoli, relazioni politiche, interventi parlamentari - rappresentano una testimonianza unica dei passaggi cruciali della storia del nostro paese. Una storia collettiva, quale è stata quella di Magri, fatta di incontri e congressi, scontri e riconciliazioni, comitati, redazioni, compagni e amici, come ben raccontano la prefazione di Luciana Castellina e l'ultima intervista prima della morte, realizzata da Famiano Crucianelli e Aldo Garzia. Alla ricerca di un altro comunismo non è solo un omaggio all'intellettuale più rigoroso che abbia avuto la sinistra italiana, ma uno strumento affilatissimo per capire l'attuale catastrofe. È la traccia di un'avventura irripetibile, del dirigente forgiato nella generazione dei grandi, del militante "eretico", di una vocazione rivoluzionaria inarrestabile, almeno finché il pessimismo non ha avuto la meglio sulla volontà.
|
|
|
Moretti Mario; Mosca Carla; Rossanda Rossana
Brigate rosse. Una storia italiana
br. Mario Moretti è stato l'anima delle Brigate Rosse, il principale artefice del sequestro Moro, l'uomo che nei cinquantacinque giorni di prigionia è stato più vicino allo statista, colui che gli ha sparato. In carcere dal 1981, nell'estate del 1993 incontra per sei giorni le giornaliste Carla Mosca e Rossana Rossanda e risponde alle loro domande. Il risultato è questo eccezionale libro-intervista che ripercorre la storia delle BR: la scelta della lotta armata, le prime colonne, la lotta contro lo Stato, il sequestro Moro, la fine. Prefazione di Rossana Rossanda.
|
|
|
Mariategui José Carlos
Difesa del marxismo
br. "Marx non aveva nessun motivo per creare qualcosa di diverso da un metodo d'interpretazione storica della società attuale." A partire da questa premessa, Mariátegui difende il marxismo da ogni tentativo di rinchiuderlo nei limiti plumbei del determinismo scientifico, dello storicismo e del razionalismo. Una difesa che assume un tratto profondamente anticoloniale. Scoprire il Perù profondo è, per Mariátegui, scoprirne la presenza specifica all'interno di un mondo a cui il capitale, nel corso della sua espansione egemonica, imprime la sua forma. Un mondo dove coesistono temporalità ed economie differenti. Così come nella Russia del 1917, il primo gesto per liberare la potenza creatrice del socialismo è riconoscere la differenza. Si tratta di una prospettiva metodologica cruciale per cogliere tanto il nucleo della dura polemica con i dirigenti latinoamericani della Terza Internazionale quanto l'originalità e la complessità della produzione teorica e politica di uno dei più importanti marxisti latinoamericani. Introduzione di Maura Brighenti.
|
|
|
Mieli Paolo
La storia del comunismo in 50 ritratti. Ediz. a colori
ill., ril. Un saggio, da un maestro del giornalismo italiano, per conoscere la storia del comunismo attraverso i fatti e le vite dei suoi protagonisti, con illustrazioni inedite e originali.
|
|
|
Liguori Guido
La morte del PCI. Indagine su una fine annunciata (1989-1991)
br. Il 12 novembre 1989 il segretario del Partito comunista italiano Achille Occhetto annunciò, tre giorni dopo la "caduta del Muro di Berlino", il cambio di nome del partito fondato da Gramsci nel 1921. Era l'inizio della "morte del Pci", il più grande partito comunista dell'Occidente. Da quel momento, come tessere di un domino, mutarono radicalmente la sinistra, tutti i partiti e l'intero sistema politico italiano. Questo libro ricostruisce il dibattito che si accese fra il 1989 e il 1991, le ragioni dei favorevoli e contrari allo scioglimento del Pci, delineando sinteticamente l'identità del partito, la sua peculiarità (dovuta, oltre che a Gramsci, a dirigenti della levatura di Togliatti e Berlinguer), i suoi errori, il suo declino e la sua fine, cercando di capire che cosa l'odierna "sinistra invertebrata" (Perry Anderson) debba "copiare" da quella forza politica che fu, lungo tutto il Novecento italiano, "Il Partito".
|
|
|
Berlinguer Enrico; Ciofi P. (cur.); Liguori G. (cur.)
Enrico Berlinguer. Un'altra idea del mondo. Antologia (1969-1984)
br. Enrico Berlinguer torna d'attualità, oggi, perché voleva cambiare il mondo. E il valore della sua ricerca e della sua azione è tanto più rilevante perché nel cuore dell'Occidente capitalistico ha posto la questione della costruzione di una civiltà più avanzata, oltre il capitalismo, in cui il socialismo si coniughi con la democrazia e l'uguaglianza con la libertà. Ora viviamo in un'altra epoca, ma i problemi di quel mondo che Berlinguer con la sua lotta voleva cambiare restano. Anzi, per molti versi si sono aggravati. Questa antologia olire i maggiori testi (relazioni, articoli, discorsi, interviste) di Berlinguer nel lungo periodo (1969-1984) in cui si trovò alla guida del Partito comunista italiano. Ripercorrendo attraverso la loro lettura il suo non facile cammino alla guida del PCI in un periodo tra i più drammatici e difficili della nostra storia nazionale, si comprende come chiunque voglia misurarsi in Italia e in Europa con il compito, impervio ma necessario, di cambiare la società, da Berlinguer non possa prescindere. E da lui dovrà riprendere il cammino.
|
|
|
Franchi Paolo
Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale
ill., ril. "Probabilmente Giorgio Napolitano non avrebbe gradito affatto, nemmeno nell'aprile del 1944, essere definito 'un intellettuale di avanguardia', come ha detto Togliatti e come vuole un lessico marxista-leninista che gli è sempre andato stretto" scrive Paolo Franchi. "Ma è ancora più probabile che, senza la svolta di Togliatti, comunista, o almeno comunista a tempo pieno, non sarebbe diventato mai." A Napoli, durante la guerra, le sue prime passioni di giovane antifascista sono il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica, vissute, al liceo Umberto e all'università, con molti ragazzi che si faranno strada, da Raffaele La Capria a Giuseppe Patroni Griffi, da Rosellina Balbi ad Antonio Ghirelli. Ma la a via all'antifascismo e al Pci passa anche per la scoperta dell'umanità dolente del ricovero antiaereo scavato davanti alla casa della sua famiglia, sotto Palazzo Serra di Cassano, dove, per sfuggire a bombardamenti feroci, la povera gente dei "bassi" e del Pallonetto Santa Lucia si mescola con i "signori" dei piani alti. È in quel rifugio che Napolitano si scopre per la prima volta in grado di reagire persino agli eventi più drammatici con grande autocontrollo e ragionevole fatalismo. È una virtù innata che praticherà per tutta la vita. Prima nel Pci, dove sin dai suoi primi passi in politica avrà per maestro Giorgio Amendola. Poi in Europa e nelle istituzioni, da presidente della Camera e soprattutto da capo dello Stato.
|
|
|
Mandel Ernest
Introduzione alla teoria economica marxista
ill.
|
|
|
Arcuri Italo
Ambrogio Donini e la storia delle idee
ril.
|
|
|
Noce Teresa
Rivoluzionaria professionale. Autobiografia di una partigiana comunista
br. Ci sono vite che con il loro stesso dispiegarsi bastano da sole a incarnare il senso di un'epoca e a illuminare il significato di un'esperienza come quella della militanza nelle organizzazioni di classe all'interno del movimento partigiano europeo. La vita di Teresa Noce è una di queste: stiratrice, sarta, tornitrice e, già nel 1921, fondatrice del Partito comunista. Costretta all'illegalità dal fascismo, dirige la "Voce della Gioventù" prima di espatriare in Urss e, tornata in Italia, di essere alla testa degli scioperi organizzati nelle fabbriche torinesi. Quando scoppia la guerra civile in Spagna, Teresa Noce è tra i membri delle Brigate Internazionali, poi è tra i Francstireurs-et-partisans nella resistenza francese. Arrestata, viene rinchiusa in un lager bavarese, dove viene liberata dall'avanzata sovietica, in tempo per essere una delle 21 donne elette all'Assemblea Costituente. Una biografia eccezionale, che Teresa Noce in "Rivoluzionaria professionale" restituisce alla normalità della vita quotidiana di una donna forte e generosa, capace sempre e comunque di trovarsi dalla parte giusta della barricata (in collaborazione con Edizioni Rapporti Sociali).
|
|
|
Slezkine Yuri
La casa del governo. Una storia russa di utopia e terrore
ill., ril. «La Casa del governo» è diverso da qualsiasi altro libro sulla Rivoluzione russa. Nella tradizione di «Guerra e pace» di Tolstoj, «Vita e destino» di Grossman e «Arcipelago Gulag» di Sol?enicyn, la scrittura di Slezkine racconta la storia vera degli abitanti di un enorme edificio di Mosca, dove vissero gli ufficiali del Partito comunista e le loro famiglie prima di essere epurati dalle purghe di Stalin. Una narrazione delle vite pubbliche e private di coloro che hanno creduto nel bolscevismo, che comincia con la loro conversione al comunismo e finisce con la perdita della fede da parte dei loro figli, mentre sullo sfondo crolla l'Unione sovietica. Completata nel 1932, la Casa del governo, oggi conosciuta come la Casa sull'argine, sorgeva non lontano dal Cremlino, lungo la Moscova. Cinquecentocinque appartamenti ammobiliati erano collegati da spazi comuni che contenevano tutto, dal cinema alla biblioteca, dal campo da tennis al poligono di tiro. Slezkine racconta la storia spaventosa degli abitanti della Casa, di come vivessero tranquillamente negli appartamenti e governassero lo stato sovietico, fino al giorno in cui quasi ottocento persone furono sfrattate e condotte, una a una, in prigione o alla morte. A partire da lettere, diari, interviste e centinaia di fotografie rare, "La Casa del governo" intreccia biografia, critica letteraria, storia dell'architettura insieme a nuove teorie della rivoluzione, a profezie millenaristiche e all'affresco di un regno del terrore. Il risultato è la saga umana di un edificio che, come la stessa Unione sovietica, è divenuto una dimora maledetta, tormentata per sempre dai fantasmi di chi è scomparso.
|
|
|
Gualtieri R. (cur.); Spagnolo C. (cur.); Taviani E. (cur.)
Togliatti nel suo tempo
br. Il volume ricostruisce la figura intellettuale e politica di Palmiro Togliatti, collocandola nel contesto delle tumultuose vicende che hanno caratterizzato un cinquantennio di storia italiana e internazionale. Ne scaturisce una ricostruzione innovativa del profilo di uno dei massimi dirigenti del comunismo mondiale, che fu tra i principali protagonisti dell'edificazione della democrazia in Italia. Si spazia dalla formazione torinese al suo confronto col fascismo, dal "partito nuovo" alla costruzione della Repubblica.
|
|
|
Tonelli Anna
Gli irregolari. Amori comunisti al tempo della guerra fredda
br. I desideri che rinascono dopo le sofferenze della guerra. La voglia di cambiare che cancella il buio delle carceri e la violenza della lotta. Ma, insieme, i meccanismi di controllo esercitati dal Partito comunista sulla vita personale, la doppiezza della morale imposta, l'uso politico dei sentimenti, il tentativo di destreggiarsi fra una pedagogia politica che ha il compito di forgiare il militante secondo i dogmi dell'onestà morale proletaria e una prassi censoria che punisce i trasgressori. Quando l'impegno comune nell'antifascismo si affievolisce e il piacere della libertà di azione prende il posto delle privazioni, anche i comunisti aprono varchi all'interno di una rigidità morale spesso più propagandata che reale. Le unioni 'irregolari' diventano un problema e finiscono davanti alla Commissione centrale di controllo. Ma si discute anche in Segreteria e in Direzione: "Viola il costume del partito", tuona Togliatti, accusando Teresa Noce che denuncia l'abbandono del marito Luigi Longo sulle pagine del 'borghese' "Corriere della Sera". Conoscere questi amori e seguirne le storie significa entrare nelle pieghe della cultura comunista che da un lato ha promosso valori inflessibili e dall'altro ha consentito situazioni opposte, pesando in modo diverso il giudizio fra élite dirigente e iscritti, fra uomini e donne.
|
|
|
Giuntini Sergio
Pugni chiusi e cerchi olimpici. Il lungo '68 dello sport italiano
brossura
|
|
|
Senta A. (cur.)
La rivoluzione scende in strada. La settimana rossa nella storia d'Italia 1914-2014
br.
|
|
|
Pétrement Simone; Sala M. C. (cur.)
La vita di Simone Weil
ill., br. "La Weil fu un personaggio singolare non solo nelle idee, fuori dai conformismi lo fu anche nella vita, o meglio nella rigorosa tensione a far coincidere vita e pensiero, a confrontare e legare il pensiero e l'esperienza. Dice la sua biografia: 'Aveva il dono di irritare molti e a volte fino al furore, e... continua a irritare ancora'. Simone Pétrement fu sua amica, e ha pagato il debito all'amicizia, al 'miracolo dell'amicizia' così caro all'altra Simone, scrivendone una biografia bellissima, esemplare per onestà e precisione, per partecipe interrogazione sul senso e il mistero di una esperienza eccezionale" (Goffredo Fofi).
|
|
|
Losurdo Domenico
La lotta di classe. Una storia politica e filosofica
br. La crisi economica infuria e si discute sempre più del ritorno della lotta di classe. Ma siamo davvero sicuri che fosse scomparsa? La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche "sfruttamento di una nazione da parte di un'altra", come denunciava Marx, e l'oppressione "del sesso femminile da parte di quello maschile", come scriveva Engels. Siamo dunque in presenza di tre diverse forme di lotta di classe, chiamate a modificare radicalmente la divisione del lavoro e i rapporti di sfruttamento e di oppressione che sussistono a livello internazionale, in un singolo paese e nell'ambito della famiglia. A fronte dei colossali sconvolgimenti che hanno contrassegnato il passaggio dal XX al XXI secolo, la teoria della lotta di classe si rivela oggi più vitale che mai a condizione che non diventi facile populismo che tutto riduce allo scontro tra umili e potenti, ignorando proprio la molteplicità delle forme del conflitto sociale. Domenico Losurdo procede a una originale rilettura della teoria di Marx ed Engels e della storia mondiale che prende le mosse dal Manifesto del partito comunista.
|
|
|
Stedman Jones Gareth
Karl Marx. Grandezza e illusione
br. Una storia intellettuale nata da un lavoro di ricerca impeccabile, in cui il pensiero di Marx è inserito tra le sfide politiche, economiche, religiose e intellettuali del XIX secolo. Le distanze si riducevano, nuove città spuntavano dal nulla e invenzioni sempre più ingegnose modificavano il paesaggio industriale. In un'epoca dominata da nuove idee su Dio, sulle capacità umane, sul lavoro, la rivoluzione, gli imperi e i sistemi politici - e più di ogni altra cosa, su quale forma dare al futuro - quello di Karl Marx fu uno dei più inconfondibili e importanti contributi. Nato in Renania in una famiglia di ebrei convertiti, Marx dedicò la sua intera vita al tentativo di comprendere le paure e le speranze del mondo del XIX secolo. La biografia di Stedman Jones esplora il percorso attraverso cui Marx giunse alle sue rivoluzionarie idee in anni di grande fermento intellettuale e mette in evidenza il loro impatto sulla sua epoca.
|
|
|
Fresu Gianni
Lenin lettore di Marx
br. Tra la maggioranza degli storici del pensiero politico contemporaneo, sociologi, politologi e opinionisti di varia natura, è oramai consolidata una tendenza a rappresentare sommariamente Lenin come un "dottrinario" rigido e ortodosso. Il Novecento è stato già archiviato come il secolo degli orrori, delle dittature, e all'interno di questa lettura apocalittica Lenin è stato individuato come l'origine del peccato, come il diavolo a cui vanno imputate tutte le sciagure e i lutti di un "secolo insanguinato", fascismi compresi. A novanta anni dalla rivoluzione d'ottobre, la necessità di ritornare sulle premesse filosofiche dell'opera e dell'attività di Lenin sorge anzitutto dall'esigenza di evitare simili scorciatoie e avviare un lavoro analitico il più possibile serio e rigoroso. Ciò è necessario se si ha l'ambizione di comprendere fino in fondo l'evento che maggiormente ha segnato la storia dell'umanità nel corso del Novecento.
|
|
|
Critica marxista (2022). Vol. 1
br. La storica rivista di cultura politica italiana, nata nel 1963, presenta indagini e commenti sull'attualità politica, sociale, economica, e riflessioni teoriche e storiografiche.
|
|
|
Critica marxista (2022). Vol. 2-3
br. La storica rivista di cultura politica italiana, nata nel 1963, presenta indagini e commenti sull'attualità politica, sociale, economica, e riflessioni teoriche e storiografiche.
|
|
|
Giacomini Ruggero
La lotta per la libertà e il dovere della memoria. Zeno Rocchi e il Novecento a Sarnano
ill., br.
|
|
|
Terzani Tiziano
Buonanotte, signor Lenin
ill., br. Nell'agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.
|
|
|
Conti Davide; Vercelli Claudio; Spagnolo Carlo; Martino P. (cur.)
Nazismo, comunismo, antifascismo. Memorie e rimozioni d'Europa
br. La risoluzione del parlamento europeo del 19 settembre 2019 può cambiare i verdetti della storia? La responsabilità del nazismo germanico e dei suoi alleati in Europa può essere attenuata da improponibili confronti con la responsabilità altrui? Questo libro è una critica argomentata al documento dell'Unione Europea.
|
|
|
Patuelli Maria Paola
1989. Metamorfosi del rosso fra comunismo e femminismo
br. Il 1989 è stato un anno cruciale per tutto il mondo. La caduta del muro di Berlino, la rivolta di piazza Tienanmen, il cambio di nome del PCI. E ancora, prima e dopo, altri eventi che hanno segnato la vita di Maria Paola Patuelli, regalandole, come scrive lei stessa, "molte ombre e poche luci". Prende così il via una riflessione dal valore terapeutico, dove l'autrice apre i suoi diari, li svela e li interpreta, dopo più di trent'anni. Un percorso fortemente legato agli avvenimenti politici del tempo, con la presenza di persone reali e letterarie, rivissute con intensa partecipazione. Attenta osservatrice della realtà, Maria Paola così la sintetizza: "Abito oggi in un pianeta diverso da quello in cui sono nata? Il pianeta è lo stesso, ma il paesaggio e l'orizzonte sono cambiati".
|
|
|
Bove A. (cur.); Festa F. (cur.)
Gli autonomi. Vol. 10/1: L' L'autonomia operaia meridionale
br. Le diversificate e complesse vicende dell'Autonomia operaia nel Meridione raccontate da una pluralità di voci - intellettuali, operai, disoccupati, studenti, femministe - attraverso un decennio di lotte e organizzazioni, di contraddizioni e limiti. La storia sconosciuta degli anni anni Settanta al Sud, rimossa dalla politica e dalla cultura istituzionali, omologata nello stigma del «terrorismo». Gli autonomi meridionali non ebbero la fabbrica e l'operaio della catena di montaggio come elementi centrali del proprio intervento politico. La loro azione si concentrò nella dimensione urbana e sui territori, i soggetti di riferimento costituivano l'allora nascente «operaio sociale». L'immutabile staticità, cui lo Stato continuava a inchiodare il Sud, veniva rotta da pratiche che rievocavano lo spettro dei briganti dell'Ottocento, a suon di sollevazioni e contestazioni a preti, politici e padroni. In quel Mezzogiorno che si voleva narcotizzato sorsero così collettivi autonomi che diedero vita a lotte e rivendicazioni che segnarono un'intera generazione, con un prolifico lavoro culturale costituito da riviste, opuscoli, giornali, radio diffuse.
|
|
|
Del Prete Domenico
L'inganno di Berlinguer. La mancata svolta verso una sinistra di governo
br. Enrico Berlinguer era convinto che non si dovesse diventare socialdemocratici e che bisognasse restare ancorati al campo del comunismo. La sua ostinazione a non passare il Rubicone, che avrebbe fatto del Pci un partito di governo, fece pagare un prezzo molto salato al Pci e al popolo italiano, rinviando al 1989, quando era diventato inevitabile, quello che poteva essere fatto per libera scelta, e con ben altra efficacia, almeno dieci anni prima. Con il risultato che, fino alla caduta del muro di Berlino, il Pci non si svincolò mai davvero da quei regimi con cui Berlinguer non aveva avuto la determinazione necessaria a rompere definitivamente. E quella sua scelta finì, a posteriori, per ingannare anche lui stesso. Un viaggio nel recente passato fino al cuore di un "progetto comunista" che non esiste più, intrapreso oggi, in questa stagione di massima frammentazione della sinistra, attraverso la viva voce di tanti dei principali protagonisti di quella indimenticata stagione politica.
|
|
|
Bedeschi Giuseppe
Il marxismo dopo Marx. Sviluppo e dissoluzione
br. A duecento anni dalla nascita di Marx, il pensatore di Treviri continua a far discutere e a dividere. Ma qual è stata davvero la parabola del suo pensiero, il suo impatto sul mondo intellettuale e politico, l'eredità di riflessione (e di storia, spesso tragica) che ha raggiunto il XXI secolo? Il volume di Giuseppe Bedeschi cerca di dare una risposta a questo impegnativo quesito, con attenzione e sicurezza di ricerca e di analisi, senza però rinunciare alla critica e al giudizio, nella speranza di offrire un utile strumento di orientamento per gli studi presenti e venturi.
|
|
|
Villani Adolfo
I ragazzi del professore. Il filo rosso delle lotte per la democrazia in Terra di Lavoro e nel Mezzogiorno
brossura Il libro ripercorre i passaggi fondamentali della storia economica, politica e sociale di Terra di Lavoro del secolo scorso. Attraverso passaggi storici e trasformazioni sociali si svolgono le vicende di un nucleo di classe dirigente del Partito comunista e della Cgil che si forma in quel crogiuolo di umanesimo e di socialismo che è la scuola di una personalità suggestiva dell'antifascismo campano come Alberto Iannone. Il "professore", come lo chiamano a Capua, nonostante le persecuzioni del regime, insieme alla moglie Margherita tesse i rapporti con la rete clandestina del Pci, partecipa alla redazione e alla stampa dell'unico giornale di opposizione diffuso in tutta la Campania, "Il Proletario", tiene accesa la fiaccola delle idee di giustizia e di libertà tra i giovani e, attraverso le sue lezioni private, l'unico lavoro che gli è permesso, forma una parte importante della classe dirigente del dopoguerra della sinistra di Terra di Lavoro. Dopo la sua prematura e tragica morte i giovanissimi allievi ne raccolgono l'eredità culturale e politica e partecipano al processo di ricostruzione della democrazia e del paese. Attraverso la storia familiare e politica dei protagonisti emerge il filo rosso che lega le lotte per la democrazia del secolo scorso alle tendenze più avanzate della stagione risorgimentale.
|
|
|
Barile Alessandro; Ruggieri Danilo
Pietro Secchia rivoluzionario eretico. Scritti scelti
br. Pietro Secchia, "il dirigente politico più amato dalla base", ha rappresentato ai massimi livelli il proletariato italiano, con una fedeltà assoluta alla linea del Partito, anche quando non la condivideva. Formatosi nel Biennio Rosso, protagonista della lotta antifascista, ha accompagnato il PCI in tutta la sua fase ascendente del XX secolo e ha chiuso la sua vita come militante internazionalista, con un'attenzione particolare alle giovani generazioni in contestazione. Il libro ne ripercorre la produzione politica, con una raccolta ragionata e commentata degli interventi più significativi, attraverso i quali osservare l'evoluzione di una lunga stagione in cui la Politica era ancora protagonista e il Partito non era scalabile in pochi mesi. Presentazione di Paolo De Nardis.
|
|
|