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Number of results : 11,740 (235 Page(s))

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‎Marx Karl; Engels Friedrich; C17 (cur.)‎

‎Il manifesto comunista. Con saggi e contributi sull'attualità del Manifesto. Nuova ediz.‎

‎br. A duecento anni dalla nascita di Marx, una nuova, ricchissima edizione del Manifesto comunista. Chiuse fra il celebre esordio: «Uno spettro si aggira per l'Europa» e il potente appello finale: «Proletari di tutti i paesi, unitevi!», le poche decine di pagine del Manifesto comunista, pubblicate a Londra nel febbraio del 1848, rappresentano forse il più efficace documento politico degli ultimi secoli. Dando nuova voce e forza all'antichissima aspirazione all'eguaglianza fra esseri umani, al desiderio intramontabile di cancellare la violenza e il ricatto economico, morale e sociale che sfruttatori e potenti esercitano sulle vite - oramai - di miliardi di donne e di uomini, i due fondatori del comunismo moderno guardavano soprattutto al futuro, dunque anche a noi. Che cosa è in grado di dirci oggi l'emozionante e lucidissimo testo? L'edizione del Manifesto che avete in mano, oltre a fornire una nuova traduzione e un nuovo commento storico, intende rispondere a questa domanda. Attraverso saggi e contributi di alcuni fra le più note pensatrici e i più noti pensatori contemporanei, di ispirazione marxista, femminista, postcoloniale; attraverso il nuovo commento di C17, gruppo di ricercatori e militanti italiani che dedica la propria attività a pratiche e teorie della trasformazione radicale, Ponte alle Grazie propone il Manifesto come uno strumento di problematica ma viva attualità, fondamentale ancora oggi per comprendere ogni genere di rapporto, di conflitto, di falsa pacificazione sociale.‎

‎Orati Vittorangelo‎

‎Marx scienziato: disvelato. Completando il suo incompiuto progetto di ricerca‎

‎br. In occasione del centenario della morte di Marx, veniva pubblicato un libro dal titolo: «Produzione di merci a mezzo lavoro». Libro tanto "scandalosamente" controcorrente nella letteratura su Marx da suscitare la congiura del silenzio e l'ostracismo del mondo accademico. Nel libro si metteva fuori gioco alla radice l'intero secolare 'affaire' della "trasformazione dei valori in prezzi" i cui esiti infruttuosi hanno portato alla definitiva condanna di Marx come "scienziato" (economista). Il presente libro ripercorre e sistematizza il lungo percorso che ha permesso nel tempo un risarcimento per Marx quale sconosciuto "scienziato" e si offre obiettivamente quale alternativa all'altrimenti ormai morente "stato dell'arte" della economics. L'opera è dedicata alla celebrazione del bicentenario della morte di Marx.‎

‎Biorcio R. (cur.); Pucciarelli M. (cur.)‎

‎Volevamo cambiare il mondo. Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977‎

‎brossura Gli anni dal 1968 al 1977 costituirono il periodo delle lotte che cambiarono la società, della ribellione, delle speranze e delle grandi passioni, della politica che dava un senso alla vita. Furono formate nuove organizzazioni, che condividevano la volontà di "cambiare il mondo", in sintonia con le dinamiche emergenti a livello internazionale. Avanguardia Operaia fu una delle formazioni politiche più importanti della nuova sinistra per l'impegno nelle lotte in molti settori della società. Questo volume ne ricostruisce la storia utilizzando soprattutto le testimonianze di vita dei partecipanti. L'analisi delle interviste raccolte permette di svolgere una riflessione approfondita sui processi di socializzazione politica dei militanti attivi negli anni Settanta, mettendo in evidenza il profilo assunto dal loro impegno politico e i suoi effetti sulla trasformazione della vita personale anche negli anni successivi.‎

‎Karl Marx; Macchioro A. (cur.); Maffi B. (cur.)‎

‎Il capitale‎

‎brossura «Il giro del denaro mostra una costante, monotona ripetizione dello stesso processo. La merce sta sempre dalla parte del venditore, il denaro sempre da quella del compratore, come mezzo di acquisto. Funziona come mezzo di acquisto in quanto realizza il prezzo della merce. [...] Il capitalista deve essere ancora considerato come possessore unico del plusvalore. Quanto all'operaio, egli è soltanto il punto di partenza secondario del denaro da lui gettato nella circolazione, mentre il capitalista ne è il punto di partenza primario. [...] Nel moderno sistema del credito, il capitale produttivo d'interesse viene nell'insieme adattato alle condizioni della produzione capitalistica. L'usura in quanto tale non solo continua ad esistere, ma, in popoli a produzione capitalistica evoluta, viene liberata dagli ostacoli che tutte le legislazioni precedenti le opponevano».‎

‎Negri Antonio; De Michele G. (cur.)‎

‎Storia di un comunista‎

‎br. Dal''infanzia negli anni atroci della guerra all'apprendistato filosofico alla militanza comunista, dal '68 alla strage di piazza Fontana, da Potere Operaio all'autonomia e al '77: la storia di Toni Negri, uno dei filosofi italiani più noti nel mondo e uno dei motori di un'avventura collettiva del pensiero che ha sognato e tentato l'assalto al cielo dell'ingiustizia e dello sfruttamento. Ma anche la storia di un italiano - e di un veneto, legato da un grande amore alla sua terra - che attraversa l'Italia della ricostruzione e giunge fino al cosiddetto miracolo italiano, per mostrarlo dal punto di vista di chi quel miracolo lo ha davvero costruito, e ha rivendicato con le lotte il diritto di goderne i frutti: il racconto di una generazione che attraversa ed è attraversato da eventi grandi e drammatici, ma anche piccoli e misconosciuti, e da una miriade di altre individualità che condividono, intersecano, contribuiscono a formare e scrivere il romanzo di formazione di un soggetto al tempo stesso individuale e collettivo. Dopo essere stata distorta, deformata e strumentalizzata per scopi politici e giudiziari, oggi questa storia viene raccontata dalla viva voce del suo protagonista, attingendo a una vasta documentazione e a una memoria che la restituisce alla sua verità umana, storica e politica.‎

‎Turchi Giulio; Porta G. (cur.)‎

‎Emma. Diario d'amore di un comunista al confino. Ponza, 1939‎

‎ill., br. Dopo dieci anni di carcere fascista, nel 1937 Giulio Turchi, "comunista sovversivo", ha scontato la pena per cospirazione politica inflittagli dal Tribunale speciale e crede di essere in procinto di tornare a casa... Ad attenderlo fuori ci sarà la sua Emma, la giovane compagna che ha sposato undici mesi prima di essere incarcerato e che per dieci anni lo ha seguito di prigione in prigione per poterlo incontrare anche solo pochi minuti durante i "colloqui". E invece no, il regime non si fida; dalla galera Giulio passerà direttamente al confino, in una peregrinazione che durerà altri sei anni. A Emma non sarà nemmeno concesso di condividere con lui questa nuova segregazione. Grazie alla sua caparbietà, dopo soltanto un mese dall'arrivo di Giulio sull'isola, lei otterrà il permesso di visitare il marito alle Tremiti. Scritto nel 1939 dal confino di Ponza, "Emma" è il diario inedito nel quale Giulio racconta la sua attesa, le aspettative, i timori, le tenerezze, il loro ritrovarsi e infine la felicità insperata di quei giorni insieme. Neanche quel diario gli viene però concesso di tenere con sé. Sequestrato dalla polizia, resterà sepolto a lungo negli archivi del ministero. Solo molti anni dopo la morte di Giulio, una mano amica lo farà riemergere dagli incartamenti dove era finito, per consegnarlo a Emma. E lei lo custodirà gelosamente per tutto il resto della sua vita, come fosse la voce stessa di Giulio. Postfazione di Gioia Turchi.‎

‎Lukács György; Infranca A. (cur.); Vedda M. (cur.)‎

‎La responsabilità sociale del filosofo‎

‎br. "La responsabilità sociale del filosofo" è un abbozzo dell'etica che Lukács non arrivò mai a scrivere. Questo saggio fu pubblicato per la prima volta dopo la morte del filosofo, e non si ha completa certezza riguardo al momento in cui fu composto, probabilmente dovrebbe essere datato agli anni Cinquanta. Non esiste un'etica marxista e Lukács continua ad essere l'unico filosofo di orientamento marxista che abbia tentato una definizione di questa sfera del pensiero umano. L'etica marxista dovrebbe prestare maggiore attenzione al punto di vista hegeliano, e comprendere che, quando l'uomo agisce, necessariamente abbandona l'ambito dell'etica ed entra in quello della vita quotidiana. Engels fu anche il primo a formulare il problema della responsabilità storico-sociale, sostenendo che l'uomo agisce a partire dalle proprie condizioni sociali. Ogni comportamento etico è soggettivo, nella misura in cui parte dalle convinzioni e intenzioni dell'autore e delle circostanze sotto le quali costui agisce. Solo successivamente questa azione entra in relazione con altri esseri umani, o con altre azioni soggettive di altri esseri umani, e arriva a costituire una universalità.‎

‎Pansa Giampaolo‎

‎Bella ciao. Controstoria della Resistenza‎

‎br. Il 25 aprile chi va in piazza a cantare "Bella ciao" è convinto che tutti i partigiani abbiano combattuto per la libertà dell'Italia. È un'immagine suggestiva della Resistenza, ma non corrisponde alla verità. I comunisti si battevano, e morivano, per un obiettivo inaccettabile da chi lottava per la democrazia. La guerra contro tedeschi e fascisti era soltanto il primo tempo di una rivoluzione destinata a fondare una dittatura popolare, agli ordini dell'Unione Sovietica. Giampaolo Pansa racconta come i capi delle Garibaldi abbiano tentato di realizzare questo disegno autoritario e in che modo si siano comportati nei confronti di chi non voleva sottomettersi alla loro egemonia. Quando si sparava, dire di no ai comunisti richiedeva molto coraggio. Il Pci era il protagonista assoluto della Resistenza. Più della metà delle formazioni rispondeva soltanto a comandanti e commissari politici rossi. "Bella ciao" ricostruisce il cammino delle bande guidate da Luigi Longo e da Pietro Secchia sin dall'agosto 1943, con la partenza dal confino di Ventotene. Poi le prime azioni terroristiche dei Gap, l'omicidio di capi partigiani ostili al Pci, il cinismo nel provocare le rappresaglie nemiche, ritenute il passaggio obbligato per allargare l'incendio della guerra civile. La controstoria di Pansa svela il lato oscuro della Resistenza e la spietatezza di uno scontro tutto interno al fronte antifascista. E riporta alla luce vicende, personaggi e delitti sempre ignorati.‎

‎Valli Gianantonio‎

‎Giudeobolscevismo. Il massacro del popolo russo‎

‎ill., br.‎

‎Lazzaretti Valerio‎

‎Valerio Verbano. Ucciso da chi, come, perché‎

‎br. Il libro, attraverso l'analisi di interrogatori, verbali, sentenze, documenti e libri prodotti dai neofascisti, ricostruisce e radiografa tutto quel che si mosse a destra tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 riuscendo a connettere gruppi, figure, mitologie anche differenti, a far luce sul proliferare di sigle sempre nuove e rivendicazioni multiple ideate per depistare, creare confusione, mimetizzarsi e cercare di parificare destra e sinistra. Segue dei fili, l'autore, compone pezzi di puzzle, e infine qualcosa si capisce: ci sono individui, armi, identikit, formule retoriche che ritornano, un cumulo di indizi per contribuire fare chiarezza sulla morte di Valerio Verbano, ucciso il 22 febbraio 1980 nella sua abitazione, davanti ai suoi genitori legati e imbavagliati.‎

‎Cospito G. (cur.); Francioni G. (cur.); Frosini F. (cur.)‎

‎Crisi e rivoluzione passiva. Gramsci interprete del Novecento‎

‎br. I contributi raccolti in questo volume ruotano attorno al nesso tra "crisi" e "rivoluzione passiva" come categorie fondamentali dei Quaderni del carcere. Della prima Gramsci si serve per analizzare diversi eventi che scuotono il Novecento (dalla crisi della cultura positivistica a quella di egemonia seguita alla prima guerra mondiale, dalla crisi del socialismo a quella dello Stato liberale con la nascita e l'avvento del fascismo, alla crisi, infine, del modello di accumulazione "individualistico" con il crollo della borsa nel 1929), evidenziando come siano tutti legati all'emergere delle organizzazioni delle forze popolari quali nuove protagoniste della vita politica. Con "rivoluzione passiva" egli indica un processo di rivolgimento e trasformazione "progressivi", che però assorbono politicamente le spinte alla frattura innescate dalle crisi e impediscono derive di tipo "giacobino". Nell'intreccio di "crisi" e "rivoluzione passiva" si disegna un complesso dispositivo che la borghesia forgia nel secolo XIX per conquistare il potere e che ripropone nel presente per poterlo mantenere, facendo proprie alcune delle rivendicazioni del suo avversario e privandolo così della capacità di iniziativa politica.‎

‎Fiori Giuseppe‎

‎Vita di Antonio Gramsci‎

‎br. «Del grande intellettuale sardo non vedevamo che "la testa", lo storico degli intellettuali, l'analista delle tre "quistioni" del Mezzogiorno d'Italia (il Napoletano, la "quistione siciliana", la "quistione sarda"), lo studioso originale del capitalismo americano, il teorico dell'"egemonia", cioè del socialismo innervato di consenso. Poco sapevamo della sua vita, la famiglia, l'infanzia in Sardegna, i primi studi, il breve processo di formazione, e poi l'integrazione a Torino, il ruolo effettivo nel Congresso di Livorno (1921), i veridici rapporti (dopo l'arresto) con Togliatti, la rottura con i comunisti incarcerati a Turi, l'eterodossia rispetto a Stalin. Pensai allora che l'operazione di aggiungere "gambe e corpo" alla "testa" - così da avere di Gramsci il ritratto intero - potesse non essere fuori dalla portata del cronista ostinato.» Così Giuseppe Fiori dà avvio al ritratto di Gramsci «a figura intera, con i tuffi del sangue e della carne». Pubblicata per la prima volta nel 1966 e tradotta in dodici lingue, questa biografia sconvolse l'ortodossia comunista, che di Gramsci vedeva o voleva far vedere solo «la testa», e da allora non è mai invecchiata, anzi in un certo senso ha ricevuto sempre nuova freschezza dai materiali inediti su Gramsci via via ritrovati. Introduzione di Alberto Asor Rosa.‎

‎Trotsky Lev‎

‎La rivoluzione permanente‎

‎br. Scritti quando Trotskij si trovava in esilio, i testi raccolti in "La rivoluzione permanente" coprono l'arco di anni che va dal 1928 al 1936. In essi, Trotskij si difende dagli attacchi personali, formula le prospettive strategiche di indirizzo politico per l'URSS e si preoccupa di delineare un nuovo orizzonte di lotta rivoluzionaria in tutti i paesi in cui domina il capitalismo. A tal fine, rielabora la teoria della rivoluzione permanente e la connessa teoria dello sviluppo diseguale e combinato, lasciando spazio ad analisi della società sovietica post-rivoluzionaria e degli avvenimenti mondiali, che permettono di comprendere meglio la critica trotskiana alla teoria del socialismo in un solo paese. Sono pagine necessarie per la conoscenza delle sue concezioni, di estrema importanza e di intrinseco valore, in cui emergono le grandi capacità di sintesi e di generalizzazione di Trotskij. Introduzione di Didier Contadini.‎

‎Maffettone Sebastiano‎

‎Karl Marx nel XXI secolo‎

‎br. Filosofo, economista, rivoluzionario, icona di libertà o simbolo di oppressione: non esiste un solo Marx, ma molti, e diversi tra loro. Cosa occorre salvare del pensiero dell'autore del "Capitale" nell'epoca della morte delle ideologie, un periodo in cui la sua opera pare quanto mai inattuale? In queste pagine, Sebastiano Maffettone mostra che il "Marx del XXI secolo" non è da ricercare nella teoria economica del valore-lavoro, ma nelle tesi sulla lotta di classe e nei concetti di sfruttamento e alienazione. Parlare però di lotta di classe, alienazione e sfruttamento equivale a parlare di giustizia sociale, e se consideriamo che Marx fu molto più un lucido critico del capitalismo che un sostenitore teorico del comunismo, allora il suo pensiero, nell'epoca del trionfo del neoliberalismo, diviene davvero imprescindibile per la teoria politica contemporanea. In questo libro l'autore, utilizzando un linguaggio chiaro, offre una nuova guida alla comprensione di un classico del pensiero occidentale, a volte strumentalizzato, altre frainteso ma, sebbene da molti considerato obsoleto, oggi più vivo che mai.‎

‎Serafino Davide‎

‎La lotta armata a Genova. Dal Gruppo 22 ottobre alle Brigate Rosse (1969-1981)‎

‎br. Per comprendere le radici e gli sviluppi della lotta armata nell'Italia degli anni Settanta è necessario esplorare anche i singoli contesti cittadini, con tutte le loro specificità. Questo libro, basato su una ricca documentazione anche inedita, ricostruisce la parabola del fenomeno armato a Genova: qui esso nacque, con il Gruppo 22 ottobre, fu teatro di alcune vicende eclatanti (sequestro Sossi, omicidio Coco), e si avviò verso la fine, con l'omicidio di Guido Rossa e il blitz di via Fracchia. La presenza forte dell'industria di Stato, il peso del Partito comunista, lo scontro durissimo con le forze dell'ordine imprimono al caso genovese caratteristiche diverse, al di là delle apparenze, da quelle di Milano e Torino. Genova si configura così come un vero e proprio "laboratorio" di lotta armata, il tassello necessario di una storia più ampia che è in larga misura ancora da scrivere.‎

‎Borgna Gianni‎

‎L'ultima generazione. Incontri, passione e politica. Autobiografia di un comunista italiano‎

‎br. Questo di Borgna è il racconto di una formazione complessa e ricca di intrecci. La formazione di un politico colto, raffinato e rigorosissimo nel lavoro: di un comunista italiano. Scorrendo queste pagine è evidente come un tempo sia stata lunga la gavetta per i giovani, prima di accedere a posizioni di responsabilità e a qualche onore. Per Borgna è stato tutto bello, o quasi tutto; molto è stato anche divertente e appassionante, ma estremamente lungo, faticoso e difficile: la vita combattuta di un assai significativo rappresentante "dell'ultima generazione che si è impregnata nella politica esclusivamente per passione, senza farsi dominare da interessi materiali o da fini di potere". Scritti e foto inediti di un'epoca straordinaria e di molti dei suoi protagonisti nei diversi campi della letteratura, del teatro, del cinema, dello star-system, del costume, della canzone e, naturalmente, della politica, questo libro è anche una testimonianza personale (di volta in volta ironica, struggente e amara) di un tempo in cui si poteva vivere anche solo di ideali, sacrificando tutto (o quasi) all'utopia generosa di una società migliore: Arbasino, Gadda, Gatto, Levi, Moravia, Pasolini, Bene, Strehler, Visconti, Godard, Bertolucci, Fellini, Moretti, Rossellini, Scola, Tornatore, Volonté, Audrey Hepburn, Joan Baez, Modugno, Paoli, Gaber, Villa, Togliatti, Moro, Berlinguer, Ingrao, Napolitano, Nicolini, Pannella, Petroselli, Occhetto, D'Alema, Veltroni.‎

‎Arendt Hannah; Forti S. (cur.)‎

‎Marx e la tradizione del pensiero politico occidentale‎

‎br. Quali sono le ragioni del fallimento della tradizione di pensiero che non ha saputo impedire la tragedia totalitaria? Il nesso tra totalitarismo, marxismo e tradizione filosofica è uno dei nodi teorici cruciali dell'opera di Hannah Arendt. L'autrice spiega qui i motivi che l'hanno spinta a occuparsi del pensiero marxiano, delle sue idee sul lavoro, sulla violenza e sul cambiamento del mondo, e afferma che Marx consente di chiarire quali tratti della filosofia politica occidentale mostrano un'aria di famiglia con la "mentalità totalitaria". Con le sue ambivalenze, Marx risulta una figura chiave, di rottura e di continuità assieme, nel suo rapporto con la tradizione che va da Platone e Aristotele a Hegel, per la comprensione della catastrofe politica del XX secolo e il ripensamento critico del pensiero occidentale.‎

‎Piretto Gian Piero‎

‎Gli occhi di Stalin. La cultura visuale sovietica nell'era staliniana‎

‎ill., br. Cinema, cartelloni pubblicitari, monumenti, complessi architettonici: attraverso immagini di grande suggestione si indagano le strategie che hanno contribuito a costruire il sistema sociale, politico e culturale dello stalinismo. Il particolare universo visivo istituito da Stalin - sguardo del dittatore costantemente percepito dal cittadino, grazie alle infinite riproduzioni del corpo (e degli occhi) del capo - caratterizza il ventennio che ha segnato l'affermazione del socialismo reale in Russia, gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. L'ambiguo ma decisivo binomio terrore-euforia è il filo rosso che attraversa i capitoli del libro, dedicati ai differenti ambiti in cui trova espressione il Regime. Dal progetto della ricostruzione di Mosca ai "cantieri socialisti" del Nord, creati per addomesticare la natura; dal recupero di antiche tradizioni russe tradotte nel nuovo linguaggio sovietico alla costruzione di un "corpo collettivo" efficiente e ideologizzato, passando per mostre e parate, scatole di fiammiferi e carte di caramella.‎

‎Luxemburg Rosa; La Greca A. (cur.)‎

‎Riforma sociale o rivoluzione?‎

‎br. Quando combatte contro il riformismo, come in questo saggio che rappresenta un passaggio fondamentale nella vicenda della socialdemocrazia tedesca, Rosa Luxemburg assume come punto di partenza e di arrivo il socialismo. Nel farlo afferma una concezione della rivoluzione intesa come rigenerazione morale e materiale dell'umanità, legata alle contraddizioni storiche della società borghese ma anche alla necessaria maturazione di coscienza dei suoi protagonisti.‎

‎Codevilla Giovanni‎

‎Il terrore rosso sulla Russia ortodossa (1917-1925)‎

‎br. Sin dal colpo di Stato dell'Ottobre il regime sovietico mette in atto con assoluta fermezza il progetto di eliminare la religione, interrompendo brutalmente il processo di rinnovamento della Chiesa ortodossa, iniziato al tramonto del secolo precedente. Il volume ricostruisce gli anni terribili del comunismo di guerra, tema che richiama oggi l'attenzione degli studiosi, caratterizzati dall'uso politico della giustizia proletaria, dalla profanazione delle reliquie, dalla propaganda antireligiosa, dall'esproprio dei beni e dall'organizzazione di un movimento scismatico finalizzato alla frattura dell'unità della Chiesa. Il tributo di sangue versato nel folle tentativo di dare vita a una società senza classi e senza Dio fu impressionante. Nella seconda parte del volume l'autore esamina accuratamente la ricostruzione storiografica fornita dalla scuola sovietica, dagli esponenti dell'emigrazione russa, dagli studiosi occidentali e da quelli della Federazione Russa, mettendo in luce il disinteresse di numerosi storici e la reticenza e il negazionismo di altri.‎

‎Marx Karl; Engels Friedrich; Zangheri R. (cur.)‎

‎Il manifesto del Partito Comunista‎

‎br. «La borghesia ha avuto nella storia una funzione sommamente rivoluzionaria. Dove è giunta al potere, essa ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache. Essa ha lacerato senza pietà i variopinti legami che nella società feudale avvincevano l'uomo ai suoi superiori naturali, e non ha lasciato tra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, lo spietato "pagamento in contanti". Essa ha affogato nell'acqua gelida del calcolo egoistico i santi fremiti dell'esaltazione religiosa, dell'entusiasmo cavalleresco, della sentimentalità piccolo-borghese. Ha fatto della dignità personale un semplice valore di scambio; e in luogo delle innumerevoli franchigie faticosamente acquisite e patentate, ha posto la sola libertà di commercio senza scrupoli. In una parola, al posto dello sfruttamento velato da illusioni religiose e politiche, ha messo lo sfruttamento aperto, senza pudori, diretto e arido.»‎

‎Scroccu Gianluca‎

‎Alla ricerca di un socialismo possibile. Antonio Giolitti dal PCI al PSI‎

‎br. Antonio Giolitti (1915-2010) è stato un protagonista della storia italiana del Novecento. Questo volume è la prima ricostruzione della sua vicenda politica e umana basata sullo studio di fonti archivistiche inedite e a stampa. L'autore si sofferma in particolare sulla militanza giolittiana nella sinistra, prima nelle file del PCI dalla Resistenza sino alla drammatica rottura del 1956 con il partito di Togliatti, per poi analizzare il suo passaggio al PSI e la successiva nomina a ministro del Bilancio nel primo governo di centro-sinistra guidato da Aldo Moro. Sono anni centrali nella storia di Giolitti, divenuto simbolo di una generazione di giovani che avevano aderito al comunismo con convinzione durante l'impegno antifascista per poi giungere al distacco traumatico e doloroso dal PCI dopo la repressione sovietica in Ungheria, cui seguì l'inizio della ricerca di un nuovo "socialismo possibile". Il libro ricostruisce non solo un periodo fondamentale della vita di una grande personalità della nostra Repubblica, ma anche uno snodo cruciale nelle vicende della sinistra italiana e nel dibattito sul rapporto tra socialismo e democrazia, riformismo e radicalità che ne ha attraversato la storia sino ai nostri giorni.‎

‎Segio Sergio‎

‎Miccia corta. Una storia di Prima Linea‎

‎br. Sergio Segio, il "comandante Sirio", è stato tra i fondatori di Prima linea, l'organizzazione armata che ha contato mille militanti e migliaia di simpatizzanti. In questo libro descrive una delle azioni più clamorose e audaci della lotta armata in Italia: l'assalto al carcere di Rovigo con cui liberò la sua compagna e altre tre detenute politiche. Il racconto si snoda in una sola giornata, il 3 gennaio 1982, con un ritmo incalzante tipico delle migliori sceneggiature di film d'azione. Sullo sfondo si intersecano alcuni fotogrammi delle lotte e dei movimenti degli anni Settanta.‎

‎Herzen Aleksandr; Strada V. (cur.)‎

‎A un vecchio compagno. Lettere con Bakunin sul caso del nichilista Necaev‎

‎br. Nella seconda metà dell'Ottocento nella sonnolenta e patriarcale Russia cominciarono a diffondersi i primi germi della rivoluzione sociale. Comunisti, socialisti ma anche tanti anarchici e nichilisti si spesero sull'altare delle idee rivoluzionarie, per innescare le condizioni necessarie alla sollevazione popolare. In questo volume, curato e tradotto dallo slavista Vittorio Strada, è raccolta la straordinaria corrispondenza tra due giganti del pensiero rivoluzionario, il comunista Herzen e l'anarchico Bakunin che si confrontano e scontrano - sempre sospesi sul sottile crinale dettato dalla loro amicizia e rivalità - sulle pratiche politiche rivoluzionarie, le sue finalità etiche, l'uso della violenza. Non solo. In queste lettere compare di continuo tra i due, quasi fosse uno spettro, la tragica figura di Necaev, vero e proprio mito politico "maledetto", nichilista, bombarolo e terrorista senza scrupoli, a lungo protetto e collaboratore dello stesso Bakunin, incubo dei potenti, sempre in fuga dalla polizia, e figura di ispirazione del grande romanzo dostoevskiano "I demoni". Un mito così longevo da far sì che il suo "Catechismo del rivoluzionario" 8riprodotto in questo libro) venga poi utilizzato da movimenti tra i più diversi, non ultimi addirittura i jihadisti. Gli eventi narrati non riguardano la sola Russia, ma toccano la Comune di Parigi e l'Europa intera. "Non ho mai incontrato un altro uomo con una così rara combinazione di scintillante brillantezza e profondità" (Tolstoj). Con scritti di Dostoevskij, Marx e Engels, Lopatin, Necaev, Ogarëv.‎

‎Polito Antonio‎

‎Il muro che cadde due volte‎

‎ril. Quando nel 1989 crollano il Muro di Berlino e i regimi comunisti, la democrazia liberale e il libero mercato sembrano sul punto di trasformare il mondo. Ma la libertà non ha vinto e per la generazione che aveva scommesso sulla Storia il nuovo sogno europeo si è trasformato in un incubo: la Terza Via non ha attecchito, l'esplosione della crisi ha messo il liberismo sul banco degli accusati e nel Vecchio Continente ma anche in America la paura del cambiamento ha portato al successo di movimenti populisti e illiberali. Antonio Polito racconta i giorni dell'89 a Berlino e ripercorre trent'anni della nostra storia, intrecciando una lucida analisi politica con la vicenda personale e di una generazione, prima comunista e poi liberale: dall'impegno politico negli anni Settanta al Capodanno sulle rovine del Muro, dall'Inghilterra di Blair all'Ungheria di Orbán, dal referendum della Brexit al minaccioso futuro tecnologico made in China. Come siamo cambiati? Cosa è stato dei nostri ideali? Abbiamo sbagliato tutto o stiamo solo vivendo una fase di passaggio? Queste pagine descrivono le nostre incertezze ma illuminano anche i valori da difendere, interpretando provocatoriamente, e non senza ironia, gli eventi e le idee del nostro tempo.‎

‎Löwy Michael; Custodi J. (cur.)‎

‎Comunismo e questione nazionale. Madrepatria o madre terra?‎

‎brossura Quello della questione nazionale costituisce da oltre vent'anni uno dei principali snodi di pensiero del famoso sociologo marxista Michael Löwy. In Comunismo e questione nazionale l'intellettuale eterodosso rintraccia il potenziale insito negli scritti frammentari di Marx ed Engels sulla nazionalità. Passando in rassegna le riflessioni di numerosi pensatori marxisti, Löwy sostiene che l'attuale presenza di movimenti nazionalisti in tutto il mondo non possa essere pienamente compresa senza riprendere l'analisi di Lenin sulle nazioni oppresse, né adeguatamente affrontata se si tralasciano gli studi di Bauer sull'autonomia nazionale e culturale. È proprio riconoscendo l'importanza delle identità e delle specificità nazionali, e collegandosi alle nuove forme di internazionalismo, dalla lotta ambientalista a quella femminista, che Löwy tratteggia un nuovo internazionalismo socialista per il ventunesimo secolo.‎

‎Salerno Eric‎

‎Rossi a Manhattan. Comunisti nel paese sbagliato. La mia famiglia‎

‎ill., br. Luglio 2010. Un fascicolo dell'Fbi arriva su una scrivania nel cuore di Roma. Seduto alla scrivania c'è Eric Salerno e quel plico beige contiene la storia della sua vita: i documenti riservati riguardanti Michele Salerno, giornalista italiano comunista cacciato dall'America dopo ventotto anni trascorsi a combattere capitalismo e imperialismo. Quell'uomo era suo padre. Eric ricostruisce, ricorda, annota e rilegge il passato. È il 1923 quando Michele lascia Castiglione Cosentino per gli Stati Uniti. Non tollera il regime fascista nascente in Italia. Lui, comunista di famiglia cattolica, desidera un vivere intenso, dove la diversità di idee tra i popoli, le nazioni, sia elemento di incontro e non di conflitto. Ha voglia di guardare avanti e ora è nel paese giusto per farlo. Elizabeth Esbinsky, detta Betty, è poco più che una bambina quando viene portata in salvo in America. Alle sue spalle Chojniki, cittadina oggi incastonata tra Belarus e Ucraina, e una lunga scia di morte: le guardie bianche dello zar che combattevano contro i rossi, i pogrom, la guerra civile, le lotte antisemite. Betty porta con sé la coscienza ebraica e l'amore per la libertà di espressione. Michele e Betty si incontrano a New York, si amano. Fanno delle loro singole lotte una lotta comune e assieme assistono alle azioni degli antifascisti in Italia, all'ascesa della dittatura del generale Franco in Spagna, alla persecuzione dei comunisti americani durante la Guerra fredda.‎

‎Pinelli Emanuele‎

‎La scoperta dei vangeli socialisti. L'ispirazione cristiana nei primi decenni del movimento operaio e le Vite di Gesù scritte dai suoi primi leader‎

‎br. È opinione diffusa che Gesù non amasse le ingiustizie sociali. A più di una persona sarà capitato di scorgere qualche affinità fra il racconto dei Vangeli e certe idee radicali, comuniste o "di sinistra". È meno risaputo, invece, che le prime leghe operaie e i loro teorici, negli anni in cui esplodeva l'industria moderna (1830-1850), hanno tratto proprio dai Vangeli il loro programma d'azione. I quattro saggi raccolti in questo volume ruotano attorno alle "vite di Gesù" scritte da Étienne Cabet e Wilhelm Weitling, fondatori del comunismo francese e tedesco, e dal poeta Alphonse Esquiros. Sul piano storico offrono un'ampia panoramica di quegli anni caratterizzati da stamperie clandestine e mense sociali, barricate e opuscoli polemici, con cui decine di gruppi e movimenti facevano a gara a chi meglio interpretava il Vangelo e portava più in fretta il paradiso sulla Terra. Sul piano filosofico ci aiutano a capire quanto lo stesso marxismo, più maturo e strutturato di questa prima fase entusiastica, rimanga comunque impregnato di categorie cristiane (una visione dualistica e provvidenziale della storia, una tensione apocalittica e una potenza demistificante) che forse fanno di esso l'ultima grande eresia.‎

‎Mehring Franz‎

‎Vita di Marx‎

‎br. "Nessun altro uomo del XIX secolo ha impresso le sue tracce su questa terra più profondamente di Karl Marx. E tuttavia il mondo contemporaneo sapeva poco di lui. Il suo nome ricorse di tanto in tanto su tutte le bocche, ma solo come concetto, come parola d'ordine, non come immagine di una personalità. Da quarant'anni a questa parte il suo grido di battaglia è risuonato attraverso le lotte del vecchio e nuovo mondo; egli costrinse i re e i preti, i ricchi e i sapienti a fare i conti e a contendere con lui, ma mai in questa nostra epoca così proclive allo scrivere un contemporaneo pensò a schizzare un'immagine di questo prossimo meraviglioso." (Franz Mehring) Prefazione di Ernesta Ragionieri.‎

‎Borselli S. (cur.)‎

‎Ex comunisti. Addio a Lotta Continua‎

‎br. Questo libro raccoglie in ordine cronologico una serie di testi che testimoniano di una riflessione e più ancora di una serie di incontri. A parte tre, ripresi da giornali e notiziari on-line, sono tutti frutto della conversazione che un gruppo di amici tiene dall'agosto 2001 nella newsletter del sito internet "Il Covile". "Due mi sembrano quindi le chiavi di lettura di questa raccolta. La prima, più immediata, offerta dalle narrazioni di spezzoni di vita biografici da parte dei differenti autori che serve a illuminare la storia di una adesione e l'uscita da un'esperienza. Ecco la critica al comunismo, il secondo piano di lettura, a Lotta Continua e, in generale, al '68 a partire da due punti centrali. La critica alla violenza, letta a partire dalla vicenda dell'omicidio Calabresi e la critica alla modernità. Snodi tematici che esigono la consapevolezza che questa opera di verità, necessaria ad una ricomposizione nazionale, richiede un'onestà di chi visse quegli anni che ancora è ben lungi da realizzarsi". (Leonardo Tirabassi)‎

‎Anderson Jon Lee‎

‎Che Guevara‎

‎br. Per scrivere la biografia di Ernesto Che Guevara, Anderson ha vissuto per tre anni a La Habana e per realizzare le sue interviste ha viaggiato in Sud America, in Europa e in Russia. È a lui che si deve la scoperta, avvenuta nel 1996, del luogo di sepoltura del Che: molte delle informazioni raccolte in quell'occasione sono alla base del suo libro, che è insieme un resoconto sulla vita del Che e una narrazione sulla storia dell'America Latina durante i problematici anni della Guerra Fredda. Anderson ha inoltre avuto accesso ai diari, custoditi dalla vedova del Che, Aleida March, e agli impenetrabili archivi del governo cubano. Attingendo a una vasta gamma di interviste e fonti secondarie, fra le quali spiccano documenti finora poco noti provenienti dal Sud America e materiali dall'archivio segreto del Kgb, Anderson crea un ritratto esaustivo dell'uomo e del combattente.‎

‎LE REVEIL COMMUNISTE. Bulletin intérieur des groupes d’avant-garde communiste.‎

‎In-4 gr. e in folio, fascicoli di 4/8 pp. cad. Di questa rivista dell’avanguardia comunista offriamo "tutto il pubblicato" in soli 5 numeri e precisamente: n. 1, Anno I (novembre 1927) - n. 2, Anno II (janvier 1928) - n. 3 (février-mars 1928) - n. 4 (novembre 1928) redatto in italiano con il titolo “Il Risveglio Comunista”, in folio, di pp. 6 - n. 5 (février 1929). Sul n. 3 è stato erroneamente stampato: n. 4. Con picc. mancanze per lo più margin., restaur. per strappi, ingialliture alla piegatura ma Nel ns. esempl. due numeri restaur. per strappi (uno ha anche tre picc. mancanze margin.); ingialliture alla piegatura, ma complessivam. in buono stato.‎

‎L’UNITA’. Organo del Partito Comunista Italiano.‎

‎In folio, 3 volumi, mz. tela mod., tit. oro al dorso. Di questo importante quotidiano politico, offriamo l’annata del 1950 completa in 310 numeri (6 pp. cad.), rilegata in 3 quadrimestri. Esemplare con timbro di biblioteca e relativa dismissione. Ben conservati.‎

‎L’UNITA’. Organo del Partito Comunista Italiano.‎

‎In folio, 3 volumi, mz. tela mod., tit. oro al dorso. Di questo importante quotidiano politico, di pp. 6 cad. numero, offriamo l’annata del 1952, completo in 350 numeri (a partire dal 24 marzo l’Unità viene pubblicato anche di lunedì), divisa in tre quadrimestri. Mancano 4 pp., dedicate allo Sport, al numero speciale 244. Esemplare con timbro di biblioteca e relativa dismissione, ben conservato.‎

‎DIE JUNGE GARDE. Zentralorgan der Sozialistischen Jugend Deutschlands.‎

‎In-4 p., mz. tela coeva, 33 fascicoli di pp. 8/12 ciascuno + 1 numero speciale, con illustrazioni in b.n. nel testo. Di questa importante rivista settimanale - organo centrale della gioventù socialista tedesca - pubblicata il mercoledì (i primi 12 numeri) e poi ogni sabato, offriamo la rara prima annata completa: dal n. 1 (27 novembre 1918) al n. 35 (23 agosto 1919) + il Numero Speciale (di 16 pp., con copertina a colori) pubblicato il 1° Maggio 1919. La numerazione subisce un “salto”: dal n. 17 (19 Aprile 1919) si passa al n. 20 (10 Maggio 1919), ma la rivista è completa poiché i nn. 18 e 19 non vennero pubblicati editorialmente. Su questo periodico apparve in originale anche un breve scritto di Rosa Luxemburg (sul n. 2, 4 Dicembre 1918) dal titolo “Die Sozialisierung der Gesellscahft” (”La Socializzazione della Società”) - “one of Luxemburg’s fullest discussion of the nature of post-capitalist society”. Esemplare ben conservato.‎

‎ULISSE DICEMBRE 1950 - NUMERO 13. Il dramma del Socialismo.‎

‎In-8, brossura, pp. 112. Di questo periodico trimestrale offriamo il numero 13, dicembre 1950 (Anno IV, volume III). Alcune sottolineature a matita, altrimenti ben conservato.‎

‎IL MANIFESTO. IL GIRO DEL MONDO IN 35 ANNI (11.000 GIORNI). Quotidiano comunista - anno XXXVI. Supplemento al numero odierno - aprile 2006.‎

‎In-4 p., brossura editoriale illustrata a colori, pp. 95, con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Raccolta di articoli dal 1971 al 2005. Ben conservato.‎

‎L’UNITA’. Edizione speciale Alta Italia per il 70° genetliaco di Stalin. Milano, 21 Dicembre 1949.‎

‎Cm. 66,5 x 50,5, brossura originale, pp. (26), stampate solo al recto. Anno XXVI - n. 299, 21 dicembre 1949. In buono stato.‎

‎PROGRAMMA DELL'INTERNAZIONALE GIOVANILE COMUNISTA. Numero speciale.‎

‎In-8 (cm. 22), brossura, da p. 116 a p. 175. Supplemento al n. 4, Aprile 1930 (Anno II) della rassegna mensile “Gioventù Comunista”. In buono stato di conservazione (good copy).‎

‎TOGLIATTI Palmiro (Direttore)‎

‎QUESTIONI IDEOLOGICHE E PROBLEMI INTERNAZIONALI. Al XX (20°) Congresso del Pcus. Rinascita, Rassegna di politica e di cultura italiana, Anno XIII (13°), N. 2, Febbraio 1956.‎

‎In-4 (cm. 6), pp. (da 65 a 128), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Testi di: N.S. Khrustciov, P. Togliatti, M.A. Suslov, D.T. Scepilov, A.I. Mikoian, V.M. Molotov, G.K. Zukov, O.V. Kuusinen, A.M. Pankratova, V. Ceprakov. Carte brunite. Piega centrale alla brossura; peraltro, testo in buono stato (text in good condition).‎

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