|
|
|
Bartaletti Fabrizio
Geografia. Teoria e prassi
br. Sconvolgimenti climatici, erosione delle risorse, mutamenti del quadro geopolitico, accelerazioni delle dinamiche socio-economiche e consistenza dei flussi migratori obbligano oggi a riscrivere i trattati di geografia generale. Fabrizio Bartaletti rimette mano al suo fortunato manuale del 2006 per accogliere e sistematizzare i risultati più recenti negli ambiti della disciplina maggiormente interessati dai cambiamenti in atto. Oltre ad arricchire la sintesi di storia del pensiero geografico con fonti primarie finora non tradotte in italiano, il libro fornisce le nozioni basilari di morfologia, idrografia e cartografia, e compie un esauriente giro d'orizzonte dell'intera geografia fisica e antropica, dalla geografia degli insediamenti a quella culturale, economica, politica. Un'attenzione specifica è riservata al rischio ambientale e al clima, con aggiornatissimi dati comparativi sull'andamento della temperatura mondiale negli ultimi 170 anni.
|
|
|
Giacomelli Lisetta; Pesaresi Cristiano
Vulcani nel mondo. Viaggio visuale tra rischi e risorse
ill., br. «Sebbene le eruzioni rappresentino in ogni caso una minaccia per la vita umana, nello stesso tempo contribuiscono a creare ambienti fisici ricchi di risorse che hanno permesso nei periodi di stasi, talvolta molto prolungati, la nascita e lo sviluppo di fiorenti civiltà. Il libro è suddiviso in due parti che si integrano a vicenda. Nella prima si analizzano le nozioni generali che consentono di comprendere le caratteristiche di paesaggi così singolari e variegati, con richiami a recenti teorie geografiche, al rischio e alle risorse indotti dal vulcanismo, per poi soffermarsi efficacemente sull'importanza della fotografia e del viaggio. Nella seconda parte si esprimono le impressioni generate "sul campo" dalla presenza dei vulcani, con una specifica trattazione dell'attività eruttiva di ogni area visitata e una vasta documentazione fotografica delle peculiarità geografiche pertinenti a ciascun luogo. In un mondo in cui ormai l'autoscatto con il telefono cellulare è l'ossessiva dimostrazione, da pubblicare in rete, di una presenza-assenza in un luogo, è quasi un sollievo vedere che la fotografia può ancora essere un valido mezzo per testimoniare i cambiamenti del nostro pianeta e gli effetti che questi hanno sulle popolazioni e sull'ambiente. È confortante sapere che qualcuno ancora scrive, interpreta e documenta con competenza i momenti che accompagnano l'uomo attraverso il suo perenne conflitto con gli eventi naturali.» (dall'Introduzione di Roberto Scandone).
|
|
|
Winchester Simon
Atlantico
ill., br. Per secoli l'uomo si è rifiutato di affrontare il mare grigio, roboante e tempestoso che si estendeva al di là delle Colonne d'Ercole, abitato da mostri terrificanti come le Gorgoni e i Giganti Centimani o da razze bizzarre come i Cimmeri, gli Etiopi e i Pigmei; solo i Fenici, avidi e temerari, osarono sfidare quelle acque alla ricerca di un mollusco da cui estrarre il colore più ambito dalle élite di potere dell'età classica. Oggi l'Atlantico, nella percezione di molti, non è altro che un piccolo inconveniente, che dura giusto il tempo di un paio di film proiettati durante un volo intercontinentale. Fra questi due estremi sono intercorsi duemilacinquecento anni di esplorazioni, guerre, commerci e disastri, attraverso i quali l'oceano ha plasmato le ambizioni e la condotta di marinai, scienziati, mercanti e soldati, venendo visto, a seconda delle circostanze e della sorte, come un alleato o un nemico, una risorsa o un pericolo. Simon Winchester racconta l'ultra millenaria relazione fra l'Atlantico e gli esseri umani - predatori vichinghi e monaci irlandesi, cacciatori di balene e mercanti di schiavi, posatori di cavi e pirati -, mescolando storia e aneddoto, geografia e ricordi personali, scienza e affabulazione. Il risultato è un'epopea del "mare interno della civiltà occidentale" maestosa, sorprendente, burrascosa, cangiante - quasi quanto l'oceano stesso.
|
|
|
Barzaghi Riccardo; Pinto Livio; Pagliari Diana
Elementi di topografia e trattamento delle osservazioni
brossura L'intento degli autori è di presentare un modo razionale per affrontate il rilevamento del territorio secondo un approccio classico, che distingue il rilievo planimetrico da quello altimetrico e si serve degli strumenti topografici classici, ovvero direttamente tridimensionale, effettuato con strumentazione satellitare GNSS. A compendio dei metodi di rilievo viene poi sviluppata una sezione dedicata alla cartografia, strumento essenziale per la gestione del territorio e dei progetti dell'Ingegneria Civile. Completa il testo una introduzione al calcolo della probabilità e al trattamento delle osservazioni con particolare riguardo al metodo dei minimi quadrati.
|
|
|
Strahler Alan; Lavagna E. (cur.); Lucarno G. (cur.)
Fondamenti di geografia fisica. Con Contenuto digitale (fornito elettronicamente)
brossura "Fondamenti di geografia fisica" discende da un capostipite illustre, il manuale "Physical Geography" pubblicato nel 1951 da Arthur Newell Strahler. Questa edizione, più essenziale, è frutto di un'attenta revisione che riguarda soprattutto i temi di pedologia e geomorfologia trattati nella seconda parte, inglobando i notevoli progressi resi possibili dai nuovi strumenti di ricerca e di trattamento dei dati. Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti del cambiamento climatico e alle nuove prospettive di osservazione della superficie terrestre offerte dal telerilevamento. I grandi progressi tecnologici e delle modalità di osservazione e visualizzazione dei processi fisiogeografici hanno permesso di affiancare al testo scritto non soltanto fotografie tradizionali, disegni e carte, ma anche animazioni, archivi di dati e immagini, proposte didattiche interattive ed escursioni virtuali attraverso Google Earth. I curatori dell'edizione italiana hanno inoltre inserito immagini e argomenti riferiti al nostro contesto geografico, come lo sviluppo di fonti energetiche alternative solari ed eoliche, la crescente frequenza e intensità anche in Italia dei fenomeni meteorologici estremi e delle alluvioni, la particolare fragilità del nostro territorio per frane e smottamenti, l'esposizione al al rischio sismico e vulcanico, i gravi effetti delle diverse fonti di inquinamento e del riscaldamento globale, l'erosione dei litorali delle coste adriatiche.
|
|
|
Federici Paolo Roberto
Il pianeta terra. Geografia fisica
brossura Fu la Scuola di Elea di Parmenide con Empedocle di Agrigento, già nel V secolo a.C., a ritenere in maniera esplicita che la Terra fosse fatta di «quattro radici di tutto», il Fuoco, la Terra, l'Acqua e l'Aria, ciò che esattamente è esposto in questo libro. La prima parte del libro sulla terra nell'universo può considerarsi un'introduzione per non dimenticare qual è il nostro rapporto con il mondo celeste, mentre nel resto del libro sono presentati i fondamenti che ogni studioso deve possedere per poi potersi dedicare alla disciplina desiderata. La geografia fisica dunque come infrastruttura degli studi sulla natura e sulla distribuzione dei fenomeni naturali di tipo fisico, ben consapevoli che esiste anche un altro agente modellatore della superficie terrestre, l'Uomo che, con altre scienze, porta a scoprire e identificare la dimensione e la tipologia delle trasformazioni. L'uomo si pone così all'interno del ciclo di trasformazione delle quattro radici di tutto. La geografia fisica è quindi un campo indispensabile, consapevoli che essa è a un tempo un punto di arrivo ma anche di premessa allo studio sempre più approfondito della nostra terra.
|
|
|
Hoepli Test. Architettura e Ingegneria edile. Esercizi e simulazioni. Per la preparazione ai test di ammissione ai corsi di laurea. Nuova ediz.
br. Aggiornato alle linee guida ministeriali, è un utile eserciziario, arricchito da tre simulazioni, che consente di mettere in pratica quanto appreso con il Manuale di teoria con esempi grazie a esercizi che seguono il medesimo indice e avere così un riscontro immediato. Il volume offre l'opportunità di mettersi alla prova con esercizi, dai più semplici ai più complessi da risolvere, organizzati per argomento per migliorare la preparazione e superare anche i quesiti a prima vista impossibili. Tre simulazioni in fondo al volume permettono di confrontarsi con test analoghi a quello ministeriale avendo a disposizione anche con le soluzioni commentate.
|
|
|
Barzaghi Riccardo; Pinto Livio; Pagliari Diana
Elementi di topografia e trattamento delle osservazioni
br. L'intento degli autori è di presentare un modo razionale per affrontate il rilevamento del territorio secondo un approccio classico, che distingue il rilievo planimetrico da quello altimetrico e che si serve degli strumenti topografici classici, ovvero direttamente tridimensionali, effettuati con strumentazione satellitare GNSS. A compendio dei metodi di rilievo viene poi sviluppata una sezione dedicata alla cartografia, strumento essenziale per la gestione del territorio e dei progetti dell'Ingegneria Civile. Completa il testo una introduzione al calcolo della probabilità e al trattamento delle osservazioni con particolare riguardo al metodo dei minimi quadrati. Ogni capitolo è corredato da una serie di esercizi svolti o da svolgere a cura del lettore.
|
|
|
Rescio Pierfrancesco
Via Traiana. Una strada lunga duemila anni
ill., br. Due strade antiche caratterizzarono il paesaggio e la storia della Puglia, la via Appia antica e la via Traiana. Mentre la prima venne costruita in diversi lotti dal 312 a.C. al 191 a.C. da Roma a Brindisi passando per Benevento e Taranto, la seconda è nota come la strada che collegava in alternativa Benevento a Brindisi con un tragitto quasi costiero.
|
|
|
Ghersi Adriana; Ghiglione Giovanni
Paesaggi terrazzati. I muretti a secco nella tradizione rurale ligure. Ediz. illustrata
ill. Risalendo lungo i percorsi interpoderali, tra "fasce" e coltivi, ci si può soffermare ad osservare alcune caratteristiche delle pietre che compongono i muri, delle piante che si insinuano tra le fessure, dei piccoli animali che fanno capolino dai buchi per approfittare del sole. E spesso ci si sofferma a pensare alla capacità di quei contadini che hanno costruito, su intere montagne, scalini e muri e rampe, con abbeveratoi, piccole edicole votive, manufatti diversi, mulini, pozzi, carrucole e quant'altro. Si scopre un mondo speciale di ricchezze e piccole diversità, che variano da luogo a luogo, ma che si somigliano in tutti i terrazzamenti, con i profumi della macchia mediterranea o del bosco di castagno, offrendoci un itinerario privilegiato di conoscenza. Conoscere meglio i sistemi terrazzati è il punto di partenza per conservare e, con maggiore efficacia, tutelare dalle cause di degrado tali costruzioni, espressione di una civiltà contadina in parte dimenticata, ma che è appena dietro le nostre spalle.
|
|
|
Environs de Paris levés géometriquement par M. l'Abbé De La Grive de la Sociétè Roiale (sic) de Londres & Géographe de la Ville de Paris - Dediés à M. le Marquis de Vatan prevòt des Marchands et à Mess.rs les Echevins de la Ville en 1740. Serie di 9 fogli incisi su rame all'acquaforte da P. Tardieu su disegno di Jean de la Grive, editi a Parigi "chez le Sr. Hugnin" (in calce ai fogli nn. 2 e 4). Annesso il "quadro d'insieme" dello stesso autore, impresso su foglio di formato minore (cm.22x30), datato 1754. I 9 fogli, ciascuno di cm.60x87 più grandi margini intonsi, vanno ad unirsi per costituire un'unica grande mappa delle misure complessive di cm. 260x180. Qualche foglio leggermente brunito ed una modesta lacerazione restaurata nel III foglio, ma ottimo e marginoso esemplare nel complesso. (1284)
Rara e dettagliatissima carta di Parigi e dintorni, disegnata con minuziosa precisione e nitidezza, ornata nell'angolo inferiore destro (V foglio) da uno splendido cartiglio contenente il titolo, con figure di putti e strumenti geometrici, firmato sulla lastra dall'incisore P. Tardieu. Impressa su 9 fogli da riunire secondo la sistemazione illustrata nell'annesso quadro d'insieme, fornisce la rappresentazione di un ampio territorio intorno alla "piccola" Parigi settecentesca, raffigurata al centro, da Montmorenci a Plaiseau e da Poissy a Noisiel; essa costituisce di fatto la prima carta dettagliata dedicata a Parigi e a "ses environs", l'attuale "banlieu". Jean de la Grive (1689 - 1757), matematico e geografo, dopo un soggiorno a Cracovia quale insegnante di filosofia, visse a Parigi a partire dal 1714 occupandosi di lavori topografici e cartografici. Fece un primo tentativo di pubblicazione della pianta di Parigi nel 1718, che non lo soddisfece e volle distruggere; poi diede alla luce la sua prima carta di Parigi nel 1728, che poi perfezionò con questa e definitiva pubblicazione, dopo essere stato nominato ufficialmente "Géographe de la Ville de Paris". Nel 1733 collaborò anche alla misura del Meridiano di Parigi. "Son plan de Paris ... et ceux de Versailles ... lui valurent le titre et la place de gèographe de la ville de Paris" (Biogr. Univ., XXIII, p.178). I suoi lavori sono sempre frutto di originali rilevazione trigonometriche eseguite sul campo. Cfr. anche Boutier, Les plans de Paris des origines au XVIII siècle (Paris, 2002), pp. 239-88.
|
|
|
STAGNON, Giacomo.
Carta Corografica degli Stati di S.M. il Re di Sardegna data in luce dall'ingegnere Borgonio nel 1683, corretta ed accresciuta nell'anno 1772.
Incisione in rame composta da 24 lastre incise in rame, di mm 360x470 circa caduna, riunite a formare una grande carta murale di cm. 200x250. Esemplare, intelato all'epoca, dipinto da mano del tempo. Celebre carta degli Stati Sardi, che comprende il Piemonte, Valle d'Aosta, Savoia, Liguria, ed i territori confinanti. Firmata sul rame in basso a destra "Jacobus Stagnonus incidit Taurini 1772, titolo su drappo a "trompe-l'oeil" in basso a sinistra, il mare animato da vascelli, rosa dei venti in alto. Questa carta è a torto considerata una riedizione di quella del Borgonio, ma in realtà essa ne conserva solo 7 rami, mentre 17 sono di nuova fattura, basati su nuovi rileva menti topografici. Tra il febbraio e l'ottobre 1772 se ne tirarono 300 esemplari; ad oggi pochii sono conservati e sono assai rari. Monumento cartografico importantissimo per il Regno Sardo, sotto l'aspetto geografico, storico e amministrativo. Sebbene provata da lunga esposizione a luce e polvere e con qualche difetto, conserva un grande fascino ed effetto decorativo, in quanto presentata con due lunghi bastoni antichi in legno nero modanato, cui è sostenuta da fettucce di tela nera originali.. Cfr. Aliprandi-Pomella, le grandi Alpi, n.18 e 87. Manno-Promis, I, 1320. Gentile, Rami dell'archivio di Corte..
|
|
|