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Jonsson Melissa Joy
L'arte di vivere senza limiti. La gioia, le possibilità e il potere di vivere una vita centrata sul cuore
br. Unisciti a Melissa Joy, leader della trasformazione esistenziale, nel viaggio verso il cuore della creazione interattiva della realtà, dove l'amore per se stessi è la nuova regola. In un flusso che unisce linguaggio unico, testimonianze e realizzazione pratica, "L'arte di vivere senza limiti" offre molteplici punti di accesso per creare nuove mappe basate sull'amore per se stessi per navigare attraverso paesaggi in costante cambiamento. L'arte di vivere senza limiti insegna: perché la nozione secondo cui noi creiamo la nostra stessa realtà è vera solo in parte; perché la consapevolezza centrata sul cuore è la chiave dell'amore per se stessi, dell'autenticità, del completamento e della possibilità di trascendere la propria storia; come colmare il divario tra potenziale illimitato e limiti; come risolvere i problemi con la famiglia, con gli amici e con i colleghi; come aiutare equamente se stessi e gli altri a cambiare i paradigmi predominanti; in che modo la curiosità possa trasformare ciò che è prevedibile in possibilità e creare una nuova realtà proprio adesso.
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Jordan Giulia
Iniziazione alla conoscenza di sé. L'illuminazione svelata
ill., br. Nello scrivere un saggio sulla guarigione, come compimento di una lunga ricerca, l'autrice si rese conto che la guarigione totale coincide, di fatto, con l'illuminazione. Così è nato questo libro, di tipo trasversale rispetto ai testi sull'argomento. Esso può essere infatti considerato sia come "via" all'illuminazione, sia come struttura generale del processo di Illuminazione. Pur facendo riferimento a molte tradizioni spirituali, in particolar modo all'Advaida vedanta e ai suoi rappresentanti più conosciuti, il libro non s'inquadra in alcuna tradizione. Il suo linguaggio, psicologico-divulgativo, s'indirizza a tutti coloro che sono interessati alla ricerca di sé, indipendentemente dal punto del processo in cui si trovano.
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Jordan Giulia
Le costellazioni della gioia
br. In accordo con l'affermazione di Einstein "Nessun problema può essere risolto dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato", l'autrice indica un nuovo modo per trovare soluzioni ai nostri problemi personali, familiari, spirituali, lavorativi, cioè di fare un vero salto quantico dalla sofferenza alla gioia, anziché accontentarci di aggiustarli, come abbiamo fatto finora. Infatti, nelle costellazioni della gioia si esce dal campo morfico della sofferenza dove nascono i disagi, per entrare nel campo della gioia-joyfield dove si trovano le soluzioni nate dalla gioia, per attuare una profonda trasformazione della propria vita. Questa trasformazione rende possibile la realizzazione del nostro desiderio profondo di vivere la vita con gioia. Entrare nel flusso della gioia è una scelta che spetta a noi e che possiamo attuare proprio adesso.
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Jordan, Leo
Les id?es, leurs rapports et le jugement de l'homme.
cm. 18 x 25,5, 4 cc., 234 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia Francese 384 gr. 234 p.
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Jorgenson Eric
L'almanacco di Naval Ravikant. Una guida alla ricchezza e alla felicità
br. Diventare ricchi non è solo una questione di fortuna e la felicità non è un tratto della personalità che si possiede dalla nascita. A volte può sembrare che questi traguardi siano fuori dalla nostra portata, ma la ricchezza e la felicità sono semplicemente delle capacità che possiamo acquisire e allenare. Ma quali sono le abilità che ci possono aiutare a raggiungere lo scopo e come possiamo acquisirle? Quali sono i principi che dovrebbero guidare i nostri sforzi? Come possiamo renderci conto dei reali progressi che facciamo lungo questo cammino? Naval Ravikant è un imprenditore e investitore. È il fondatore di Angellist, Epinions e Vast.com e come Angel investor è stato uno dei primi a scommettere su società come Twitter, Uber, Yammer e centinaia di altre. Si è guadagnato una straordinaria visibilità e un ampio seguito grazie alle sue idee su startup, investimenti, criptovalute, benessere e ricerca della felicità, tanto da essere definito da alcuni come un filosofo. L'almanacco di Naval Ravikant è la summa della saggezza e delle esperienze di Naval negli ultimi dieci anni, sotto forma di una raccolta delle sue più illuminanti interviste e delle sue riflessioni più significative. Non si tratta di un manuale pratico o di una guida step-by-step, ma, attraverso le parole di Naval, potrete imparare come intraprendere il vostro peculiare cammino verso una vita più felice e più agiata. Prefazione di Tim Ferriss.
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Jori Alberto
Aristotele
br. Aristotele, "il maestro di color che sanno", secondo la celebre formula dantesca, per molti secoli è stato considerato il Filosofo, e quasi il simbolo stesso della ragione umana. Ancor oggi, le prospettive aperte dallo stagirita mantengono un'intatta vitalità: se la sua logica e la sua epistemologia sono state riscoperte nella loro grandiosa architettura, le sue analisi ontologiche sono tornate al centro del dibattito filosofico. Varie correnti dell'etica contemporanea hanno posto in luce la straordinaria attualità del pensiero pratico di Aristotele, mentre un'attenzione sempre più viva si proietta anche sulle sue indagini di filosofia naturale. In tale quadro, la presente introduzione alla filosofia aristotelica "può essere collocata sullo stesso piano degli studi più importanti su Aristotele degli ultimi decenni" (H. Flashar) e rappresenta uno strumento prezioso per quanti cercano un accesso filologicamente rigoroso e filosoficamente affidabile ai testi dello stagirita. Emerge dal libro la complessa immagine di un filosofo criticamente aperto a tutte le vie del pensiero e attento, in parallelo, a coniugare l'ispirazione strutturale con un approccio fortemente problematico ai temi di volta in volta affrontati.
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Josaya
Ho-oponopono. Tutte le strade portano all'amore
brossura Ho-Oponopono è l'antico mantra hawaiano "Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo" che ha letteralmente conquistato i lettori di tutto il mondo. I benefici di questa filosofia di vita sono evidenti a chiunque abbia provato a metterla in pratica. Ma cosa rende l'efficacia di Ho-Oponopono così universale? Attraverso un'accurata ricerca Josaya ha scoperto i collegamenti tra i principi di Ho-Oponopono e moltissime religioni e saggezze esoteriche di tutto il mondo. Questa guida ci mostra la via dell'Amore come efficace sintesi delle discipline di ogni epoca e luogo. Ecco perché funziona sempre e bene. Per allargare il nostro orizzonte spirituale e religioso con curiosità e interesse verso tutte le confessioni. Una filosofia di vita emozionante e creativa, capace di attingere a fondamenti di verità comuni a tutti gli esseri umani.
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Joseph A. Fiorenza Bishop Congregation For Divine Worship And The Discipline Of The Sacraments
Liturgiam Authenticam
USCCB Publishing November 2001. Trade Paperback. Used - Good. USCCB Publishing paperback
Référence libraire : 292468 ISBN : 157455428X 9781574554281
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Joseph Frank
Il potere delle coincidenze. La sincronicità e il misterioso ruolo che svolge nella nostra vita
br. Tutti abbiamo sperimentato coincidenze misteriose e inspiegabili, eventi che ci lasciano piacevolmente interdetti e che pongono interrogativi ai quali non sappiamo rispondere. La telefonata di un vecchio amico che non sentivamo da anni e al quale un istante prima avevamo pensato, la sensazione di doverci recare per qualche oscuro motivo in un dato luogo, un oggetto che cercavamo da tempo e che, inaspettatamente, ci viene donato da una persona ignara della nostra ricerca... sono tutte coincidenze che si spingono al di là del semplice caso e che non è possibile accantonare come eventi fortuiti. Frank Joseph ci fa capire che questi fenomeni non sono frutto del caso, ma costituiscono tessere importanti nel puzzle della nostra esistenza e si verificano più spesso di quanto crediamo. "Il potere delle coincidenze" è un viaggio affascinante, un vero e proprio trattato, chiaro, semplice e al tempo stesso coinvolgente. Insegna a riconoscere gli esempi di "coincidenze significative", gli schemi e il loro ciclico ripresentarsi, fornendo semplici e lineari indicazioni su come seguirne l'evoluzione: sta a noi "allenarci" a prenderne nota per mettere a frutto i doni che ci offrono.
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JOURDY L
patriotisme à l’école .
in 12 broché,faux-titre,titre,192 pages,Germer Baillière & Cie Bibliothèque utile LXXVII Guide populaire d’éducation patriotique et militaire.Edition originale,rousseurs éparses.
Référence libraire : 5330
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Jouvenel Bertrand de; Paliaga S. (cur.)
Il potere: origini, metafisica, limiti
br. Un'interpretazione controcorrente del potere: siamo abituati a considerare l'assolutismo monarchico come una organizzazione oppressiva agli antipodi dello Stato moderno, ma, in realtà, come dimostra la storia, a un re ci si poteva ribellare, fino ad arrivare a ucciderlo, mentre le democrazie esercitano un potere ben più assoluto.
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Joythimayananda Nadeshwari; Chiostergi Chiara
Lunatika 4D. Viaggio nell'universo femminile
br. Lunatika perché sono figlia della luna, connessa alla terra e ai suoi ritmi, curandera, sciamana, guaritrice di me stessa, guerriera e amazzone, sono incarnazione archetipica, detentrice di conoscenze ancestrali eppure moderna, bucolica eppure urbana, una selvaggia metropolitana. Lunatika perché sono mutevole, ciclica, rotonda, spiralica, irriverente, accogliente, perché mi radico nella mia Yoni e in tutte le porte sacre che mi attraversano, perché sono di acqua e di terra, di Luna e di Sole. Sono la trama e l'ordito, il filo e il ricamo, perché sono una in tutte e tutte vivono in me. Lunatika è un libro innovativo e moderno; è un percorso d'informazione, esperienza, riconoscimento e autoconsapevolezza. Un manuale che svela un ventaglio di mille possibilità grazie alle esperienze delle donne che ci hanno precedute. È uno scrigno che si dischiude e ci invita ad abitare il nostro corpo nella sua multidimensionalità secondo il suo ritmo e alla ricerca del nostro piacere. Un viaggio attraverso le tradizioni femminili, l'influenza della Luna, l'anatomia e la fisiologia del corpo, i cambiamenti connessi con le fasi della vita, la sessualità e il suo lessico, la natura orgasmica femminile, il tantra e l'ayurveda, le pratiche di autoguarigione e le scelte consapevoli per la salute femminile. Una vera rivoluzione di coscienza femminile dove la donna si affaccia nella sua totalità, nella sua tridimensionalità fatta di corpo, mente e spirito, come tre anime che convivono e si intrecciano, scisse eppure unite e interdipendenti. Un libro dove "puoi" sperimentarti e non "devi", alla ricerca della tua Luna interiore, un territorio familiare che chiameremo casa.Questo è un libro 4D. Che cos'è? È un libro che va oltre la carta. Contiene una serie di contenuti multimediali extra. A cosa serve? Per immergersi nella realtà del libro. Per approfondire la conoscenza. Per vivere appieno i contenuti. I contenuti extra del libro. Audio: percezione sentita, Felt Sense; sentire la soddisfazione; Yoga Nidra, tutto è sacro; Yoni Egg, porta la terra in te. Video di approfondimento: sequenza Bhumi Pranam, saluto alla terra; Sacred Shapes Essential da sedute; Sacred Shapes Essential da in piedi.
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Joythimayananda Swami
Yoga
br.
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Judas M. M.
Katunda. Il serpente delle origini
br. M.M. Judas torna per accompagnarci in un percorso in cui la paura è maestra, la sofferenza è trasmutazione e il senso di inadeguatezza nel semplice stare al mondo è la chiave per non smettere mai di cercare. In un mondo pieno di manuali di auto-guarigione e metodi per scovare il divino che c'è in noi, il misterioso autore dell'amatissimo La via della trasmutazione alchemica, vero caso editoriale del 2019, torna con nuove pagine dolci e graffianti per accompagnarci in un viaggio alla scoperta del lato più umano e spaventoso che abita le profondità di ciascuno. Per farlo ci racconta il suo itinerario, mai lineare, in un percorso in cui la paura è maestra, la sofferenza è trasmutazione e il senso di inadeguatezza nel semplice stare al mondo è la chiave per non smettere mai di cercare. Un tragitto "contro-mano", rispetto a quello che la moderna spiritualità insegna, al fine di tornare alle origini per scoprire, con sorpresa, la visione d'insieme. In questo viaggio l'autore non è solo. A scortarlo, una spietata compagna: Katunda è colei che, immune da compassione, lo guida in quei luoghi oscuri e profondi dove la speranza non è che un miraggio lontano e la presenza di una qualsiasi forma di divinità è sconosciuta. Una discesa in quel subconscio oscuro che governa i gesti di ogni uomo. «Infine, smisi di sperare. E qualcosa accadde. Smisi di sperare e per un infinito attimo morii. In quel deserto, in piedi di fronte a lei, ero all'interno di quell'infinito attimo. È proprio vero: la speranza è l'ultima a morire. Poi tocca a te». M.M. Judas.
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Judica Cordiglia Elena
I Ching. Il libro dei mutamenti versione integrale con le chiose al testo di Confucio. Con 3 monete in bronzo
ill., br. L'I:Ching è il primo dei testi classici cinesi, scritto ancor prima che nascesse l'impero cinese. Era considerato da Confucio un libro di saggezza e, infatti, i suoi commenti lo confermano. Viene utilizzato a livello popolare a scopo divinatorio e dagli studiosi per approfondire aspetti matematici, filosofici e fisici. I metodi per ottenere i responsi sono vari ma quello più usato è tramite le tre monete, contenute in questo libro che è stato pubblicato per la prima volta nel 1982 ed è stato ristampato e aggiornato numerosissime volte. Contiene le 3 monete in bronzo per la consultazione pratica.
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Judith Anodea
Carica e corpo energetico. Comprendere e usare la chiave vitale per guarire la tua vita, i tuoi chakra e le tue relazioni
br. Questo libro dà un contributo nel campo della medicina energetica, esaminando la carica come l'interfaccia tra mente e corpo e l'ingrediente mancante nella guarigione corpo-mente. Esso porta il lettore in una profonda intimità con la propria forza vitale, nonché a una comprensione di come la carica gestisce relazioni, famiglia e pazienti. Esamina inoltre come capire se siamo «sovraccarichi» o «sottocarichi» e come ottenere un equilibrio attraverso le pratiche di ricarica e scarica energetica. Ogni capitolo offre semplici esercizi per mettere in pratica questi principi.
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Judith Anodea
Chakra ruote di vita. Per vivere con serenità l'amore il sesso i rapporti con gli altri e ritrovare il benessere di corpo e mente
br. Elemento fondamentale della natura, la ruota è il cerchio della vita che fluisce in tutti gli aspetti della nostra esistenza. In ciascuno di noi ruotano sette centri di energia, detti chakra, vorticanti intrecci di forza vitale. Ciascun chakra riflette un aspetto della coscienza essenziale per la nostra vita. Insieme, i sette chakra formano una profonda formula di completezza che integra mente, corpo e spirito. I chakra costituiscono uno strumento potente per la crescita personale. Il nostro corpo è un veicolo di coscienza e i chakra sono le ruote della vita che permettono a questo veicolo di muoversi attraverso sfide, sofferenze e trasformazioni. Quest'opera, la più importante mai scritta sui chakra, rappresenta la mappa per poter realizzare il viaggio verso la coscienza. Potete considerarla come un manuale d'istruzioni del sistema dei chakra. Questa cartina, come qualsiasi altra mappa, non vi dirà dove andare, ma vi aiuterà ad affrontare il viaggio che volete intraprendere attraverso movimenti fisici, esercizi di yoga, meditazioni poetiche e visualizzazioni. Aumenta la tua energia, sviluppa l'intuito, apri il cuore all'amore, accresci la tua creatività e realizza i tuoi sogni con i chakra.
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Judith Anodea
Chakra. Sette chiavi per risvegliare e guarire il corpo energetico
ill., br. Una guida introduttiva al mondo dei chakra, che propone gli strumenti pratici da utilizzare per bilanciare l'energia, guarire e prendersi cura del proprio benessere personale. Il libro esplora: il significato, la funzione e lo scopo di ogni chakra; le esperienze dell'infanzia che colpiscono e programmano ogni chakra; il ruolo che ogni chakra gioca nella nostra vita, per quanto riguarda la salute, le relazioni e la capacità di prendere decisioni; segnali fisici, emozionali e mentali degli squilibri nei chakra; esercizi semplici, ma efficaci, per bilanciare ogni chakra; come usare i chakra come strumento per liberarsi, manifestare, ricevere ed esprimersi.
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Judith Anodea
Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia
br. Il sistema dei chakra è nato in India più di quattromila anni fa. Si parla dei chakra negli antichi testi dei Veda, nelle più tarde Upanishad, negli Yoga Sutra di Patanjali e più diffusamente nel XVI secolo da parte di uno yogi indiano in un testo divenuto poi celebre. Oggi i chakra sono un concetto diffuso. In Occidente, generalmente indicano delle entità in grado di unire il corpo e la mente, l'elemento fisico e quello psichico. I chakra, tuttavia, che alla lettera vogliono dire ruota o disco, e si riferiscono a una sfera rotante di pura energia spirituale, non sono per niente entità o oggetti fisici. Come vediamo il vento attraverso il movimento delle foglie e dei rami, così possiamo percepire la presenza dei chakra nella forma del nostro corpo fisico, negli schemi che si manifestano nella nostra vita, nei modi in cui pensiamo, sentiamo e affrontiamo le situazioni che l'esistenza presenta, ma mai direttamente. Anodea Judith mostra in questo libro l'insieme delle azioni che i chakra esercitano sul corpo, sul pensiero e sul comportamento umani. L'opera merita a buon diritto il titolo Il libro dei chakra poiché, con l'aiuto delle moderne teorie psicoanalitiche e delle terapie corporee, è la più esaustiva e completa guida occidentale all'uso del sistema dei chakra come percorso di analisi e guarigione. Dalla prima pubblicazione di questo libro, nel 1996, il sistema dei chakra si è progressivamente sviluppato in Occidente. Il numero di centri yoga che insegnano asana e tecniche di meditazione che aprono i chakra è cresciuto esponenzialmente. Le teorie sulla guarigione energetica stanno influenzando sia la medicina sia la psicoterapia, generando il desiderio di nuovi modelli. In questa nuova edizione aggiornata Anodea Judith propone «un viaggio attraverso le molte dimensioni del sé», un viaggio che, attraverso il Ponte dell'Arcobaleno, com'è definito il sistema dei chakra, conduce il lettore «verso una trasformazione della coscienza collegando spirito e materia, cielo e terra, mente e corpo».
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Judith Anodea
Yoga e chakra
ill. I chakra si possono percepire, vedere, spostare. In questo libro, Anodea Judith traduce e disvela un linguaggio invisibile e sconosciuto ai più, guidando il lettore a un'interpretazione graduale e profonda del proprio corpo, delle proprie attitudini e, in fin fine, del proprio carattere. Dove si nascondono le nostre tensioni? Come si manifestano i nostri squilibri? Cosa rivelano la nostra postura, il nostro modo di camminare, il nostro tono di voce? Con Anodea accanto a noi sul tappetino, lo yoga diventa uno strumento immediato e semplice di ascolto e di auto-osservazione, per accedere allo scrigno di energia di cui siamo detentori e custodi e condurci all'espressione più integra e positiva di noi stessi. Un viaggio nella nostra identità, tramite i sette portali dei chakra, che ci rivelano ciascuno una parte di noi. Sette chiavi che aprono la medesima Serratura: impareremo a padroneggiarle e a valorizzarle, a usarle quando è opportuno e a celarle e proteggerle, se necessario. Anodea propone al lettore la quintessenza della sua pratica di yoga di oltre 40 anni: sequenze di asana specifiche per ogni chakra e splendidamente illustrate, tecniche di respirazione e visualizzazioni ci insegnano a utilizzare il corpo come strumento consapevole dell'energia. Con oltre 350 illustrazioni ,un elenco di posizioni e sequenze specifiche per ciascun chakra.
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Jufer Marijana
Vedere oltre
brossura Questo libro è un tentativo di creare una testimonianza di ciò che si trova al di la e al di qua della linea di pensiero, tra inconscio e coscienza. È una parte di un percorso personale.
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Jullien François
Essere o vivere. Il pensiero occidentale e il pensiero cinese in venti contrasti
br. Essere o vivere: due grandi prospettive, due modi di abitare il mondo, di accostarsi agli uomini e agli esseri che lo popolano. L'Europa guarda il mondo nella prospettiva dell'Essere, la Cina nella prospettiva del vivere. L'Europa vede cose, la Cina eventi. L'Europa pensa per individui, la Cina per situazioni. Noi pensiamo ad andare al di là, loro si preoccupano di stare "tra". Noi crediamo nella nostra libertà, la riaffermiamo in un confronto accanito con il mondo, loro scommettono sulla disponibilità di un contesto, si dispongono ad accompagnarne le tante trasformazioni possibili. Con questo libro, vera e propria summa di un lavoro trentennale, François Jullien ci accompagna in un viaggio affascinante attraverso venti tappe, venti incontri, venti coppie concettuali che, nella loro dissonanza, riaprono i giochi nelle nostre tranquille abitudini di pensiero. Perché Jullien non mira tanto a comparare e a scegliere, o magari a integrare e ricomporre le differenze tra Oriente e Occidente; mira piuttosto a produrre uno scarto, ad aprire un varco nello spazio grigio del pensiero globalizzato, a interrogare l'Europa dal punto di vista della Cina e la Cina dal punto di vista dell'Europa. A fare dell'una un'occasione e una risorsa per l'altra.
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Jullien François
Figure dell'immanenza. Una lettura filosofica del I Ching
br. Jullien insegna all'università di Paris-VIII e si occupa dello studio del pensiero e dell'estetica della Cina classica in una prospettiva interculturale. In questo volume analizza l'I Ching, il libro-non libro servito da testo fondamentale per tutta una civiltà, come strumento, mettendo a frutto il commento agli stessi Ching di uno dei grandi pensatori cinesi del XVII secolo, Wang Fuzhi.
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Jullien François
Il gioco dell'esistenza. De-coincidenza e libertà
br. "Nel paradiso terrestre, Adamo ed Eva 'coincidevano': vivevano 'felici' (lo sapevano?) ma non esistevano. Vivevano in maniera adeguata (in accordo con l'ordine della Creazione) e non ne dubitavano. Neanche immaginavano di poterne dubitare. In questo mondo improntato al perfetto adattamento, senza nemmeno un abbozzo di disgiunzione o dissidenza, Adamo ed Eva non potevano immaginare un Fuori a cui aggrapparsi per tenersi fuori, 'e-sistere', avventurarsi. Mangiando la mela, però, hanno introdotto la fecondità di un'incrinatura in quell'ordine stabilito, hanno aperto uno scarto che li estraeva da quel mondo e dalla sua saturazione-soddisfazione." Sarebbe rassicurante pensare che la felicità sia là dove le cose raggiungono un accordo, una coincidenza perfetta. Eppure, proprio quando le cose si sovrappongono completamente, il loro adeguamento diventa sterile. La coincidenza è la morte. La vita, invece, avviene nella de-coincidenza. Dio stesso, morendo sulla croce, promuove la vita. Solo nello scarto della de-coincidenza, nell'apertura allo sconosciuto e all'infinito, è possibile la libertà. François Jullien accoglie questa sfida e gioca con il concetto di "coincidenza" nella Bibbia, nella pittura, nella letteratura e nella filosofia, per mostrare qual è il gioco dell'esistenza.
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Jullien François
L'apparizione dell'altro. Lo scarto e l'incontro
br. Se c'è qualcosa che accomuna tutti i giorni di una vita è la ricerca di qualcosa che manca. Esiste un desiderio, un impulso che ci spinge a riempire una lacuna che fa parte di noi. Quello che la nostra natura ci invita a cercare imbattendoci nell'inquietudine e nell'insoddisfazione di mille vicoli ciechi è l'altro. Non dobbiamo però aspettarci di trovarlo laggiù da qualche parte, come se fosse un fantasma lontano: in questo modo il pensiero si attorciglia su se stesso e non trova nulla. Cade nell'inganno della lingua, che produce senso creando opposizioni. E l'opposto, spiega François Jullien, "non è più l'altro, in quanto non pone di fronte all'incognito". L'altro non apparirà in ciò che vediamo come contrario, inerte e immobile davanti a noi. Serve tutta la forza di un pensiero dissidente per aprire un varco in ciò che consideriamo ovvio e familiare. Forse, per liberarci della pretesa ontologica del senso dobbiamo ritornare al vorticoso frammento di Eraclito, vero argine al nostro uso ordinario del linguaggio: "Il divino è giorno notte, inverno estate, sazietà fame". Il fondamento degli opposti è la loro unità. Con una breccia nella continuità uniforme del giorno, proprio dai momenti più banali può emergere l'inaudito, che nella reciprocità dei contrari ristabilisce la coerenza della vita. Pensare l'altro: non è questo che può far rivivere la filosofia e, soprattutto, darci accesso all'esistenza?
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Jullien François
L'inaudito. All'inizio della vita vera
br. È attorno all'inaudito che, senza saperlo, continuano a ruotare e ad avvolgersi le nostre vite. Solo l'in-audito, in fondo, è degno di interesse, in quanto ciò che è già "udito", registrato e assimilato, non ha, in realtà, niente da apportare, se non qualche aggiustamento e sistemazione. Sul punto, forse non è il caso di continuare a ingannarci. Al contempo, visto che l'inaudito è ciò che in sé sfugge, ne consegue che ciò che di esso si lascia normalmente captare e cogliere sia innanzitutto deludente. La radicale estraneità e stranezza, non essendo pienamente liberata, si volge in banalità e familiarità. Quando non sono all'altezza dell'inaudito, mi annoio: mi stanco di quello che ho appreso o, piuttosto, di ciò che non ne ho appreso. Incontrare l'inaudito, al contrario, sbatterci improvvisamente contro, significa spostare in maniera smisurata la frontiera del possibile, sempre troppo stabile, e la morte stessa, commensurata all'incommensurabile e al vertiginoso dell'inaudito, si ritrova all'improvviso sottratta al suo isolamento. L'immaginazione, come la scienza e la fede, fa tanti sforzi per integrare la morte nella vita, per iscriverla nel suo metabolismo, per assimilarla allo scopo di giustificarla. Ma che ne è di quanto essa conserva di "inaccettabile", come si è soliti dire, ossia di non integrabile da parte del soggetto? Non resta che ricorrere alla categoria riferita a ciò che non si integra, a ciò che è fuori categoria: l'inaudito - meglio che l'"Infinito", la categoria spesso invocata per rendere conto di quel debordare - può finalmente mordere quanto di più refrattario risulta per il pensiero.
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Jullien François
La vera vita
br. Servizi di consulenza non sempre serissimi e interi scaffali di libri di 'self-help' hanno trasformato la riflessione su che cosa sia la vera vita in trattazione superficiale orientata al raggiungimento della realizzazione personale, della riscoperta di se stessi o di una non meglio precisata ricerca della felicità. Con questo libro uno dei più noti e apprezzati filosofi contemporanei, da sempre sensibile agli intrecci tra saperi di provenienza culturale differente, ci esorta a tornare invece ai fondamentali della filosofia, per porre le giuste domande su una questione radicale: qual è la vita degna di essere vissuta? È vita vera quella che portiamo avanti giorno dopo giorno? O esiste una dimensione autentica che ci sfugge? E la storia della filosofia occidentale, da Platone a Cartesio e Heidegger, ci fornisce gli strumenti più adatti per tentare una risposta? François Jullien affronta coraggiosamente un tema che ha da sempre sollecitato pensatori e scrittori, a Oriente come a Occidente. Una lettura utile tanto più in un tempo di smarrimento profondo come è quello che stiamo attraversando.
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Jullien François
Nutrire la vita. Senza aspirare alla felicità
br. Pubblicazioni da rotocalco ci propongono grammatiche del benessere e della salute e dicono di attingere dall'antica sapienza dell'Oriente. Non è così. La filosofia del vivere della saggezza cinese, che l'autore promuove, svela gli elementi di una forma diversa di comprensione della realtà, che non ha bisogno di indicare come scopo la felicità. La formula che ricorre nel pensiero della Cina antica dice che si deve nutrire la vita: il Saggio nutre il suo soffio-energia in modo che si conservi il potenziale vitale, cioè la disponibilità agli incitamenti che non cessano di provenire dal mondo, senza illusioni di eternità e senza dover cercare un Senso e un Fine, i grandi fantasmi che ossessionano l'immaginario dell'Occidente.
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Jullien François
Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente
br. Per un occidentale l'efficacia è la capacità di ottenere i risultati previsti seguendo la via più breve. Figlia del razionalismo greco e della scienza moderna, la cultura occidentale lega il concetto di efficacia all'azione decisa, frutto di un'attenta pianificazione che prima appronta un buon modello teorico, e quindi lo applica con lineare determinazione. I cinesi, al contrario, definiscono efficace un'azione indiretta, lenta, che attende gli sviluppi della situazione e si limita a esaminare lo stato dei fatti per comprendere quale sia la loro propensione. L'efficacia di un'azione deriva dunque dalla capacità discreta di far leva sulle cose per consentirne una spontanea maturazione. Questa concezione dell'agire, tanto diversa da quella occidentale, si esprime anche nel modo con cui i cinesi affrontano gli affari, danno seguito ai contratti, rispettano gli impegni: un divario enorme che interviene nelle relazioni economiche tra Oriente e Occidente, complicandole e inducendo reciproci malintesi. In queste pagine François Jullien sviluppa una riflessione sulle profonde differenze che separano e attraggono Oriente e Occidente, ricorrendo a una esemplificazione che attinge alle sorgenti dell'immaginario delle due culture, fino ad abbracciare la storia più recente.
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Jullien François
Quella strana idea di bello
br. "Bello" è un termine che possiede un'ampia gamma di usi. Può esprimere ciò che riconosciamo piacevole ai sensi ("una bella canzone") o ciò che suscita ammirazione e soddisfazione ("una bella serata"). Come sostantivo, "il bello" designa invece il concetto astratto, la specificità stessa della bellezza. Se però andiamo oltre il senso comune occidentale, scopriamo che lo stesso non vale dappertutto. La cultura cinese, per esempio, non distingue fra l'attributo concreto e il valore astratto e, anzi, ha finito per importare la nostra idea di bello solo alla fine dell'Ottocento, proprio quando in Occidente se ne decretava la morte. Da questo decisivo scarto linguistico Jullien prende le mosse per condurre una raffinata riflessione sui limiti e sul valore relativo delle categorie di pensiero più radicate.
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Jullien François
Risorse del cristianesimo. Ma senza passare per la via della fede
br. Un filosofo ateo di fronte a una religione in crisi: che cosa ne rimane oggi? Il cristianesimo è finito? Oggi viene spesso usato per contrapporre identità culturali e nazionali più che vissuto come esperienza integrale. Ma di certo non è finita la sua eredità né, sostiene François Jullien - va sottolineato ateo - il contributo che ha dato e, soprattutto, può dare al pensiero e all'esistenza. In questo senso, il cristianesimo è una fonte viva di "risorse", di ricchezze da mettere a frutto, che l'autore individua mediante una lettura originale, affascinante, spregiudicata del Vangelo di Giovanni. In questo Vangelo, infatti, viene per la prima volta concepita la possibilità di un evento del tutto nuovo, inaudito, completamente privo di legami con quanto lo precede, che può cambiare l'esistenza e la storia in maniera radicale; e qui viene fatta una distinzione tra vita come mero processo biologico e vita autentica, vita zampillante e sovrabbondante, vita intesa come sviluppo ed espansione delle possibilità e delle consapevolezze: una distinzione che non cessa di risuonare ancora oggi (la "crescita personale" non ne è altro che l'estrema e degradata propaggine). Sulla base di queste e altre decisive osservazioni, Jullien compone un libro capace di rendere accessibile, sia ai credenti sia ai non credenti, un nuovo punto di vista sul cristianesimo; di restituire, a due millenni di distanza, la forza originaria di un testo che continua ad orientare le nostre vite.
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Jullien François
Sull'intimità. Lontano dal frastuono dell'amore
br. Esistono persone, anche accoppiate o sposate, che non sono mai entrate in intimità. Hanno vissuto per anni l'una accanto all'altra ma non tra di loro: l'Altro è diventato un essere familiare ma non intimo. Dell'Altro sanno tutto, atteggiamenti, gesti, collere e irritazioni, e non possono neanche farne a meno, tanto ci sono abituate. Ma ciascuna è rimasta dalla sua parte: non si sono mai incontrate. Al percorso discreto dell'intimità, così diverso da quello frastornante dell'amore, rivolge qui la sua attenzione François Jullien, mobilitando Omero e sant'Agostino ma anche Stendhal e Simenon per dare forza alla sua posizione. Mentre l'amore, con le sue dichiarazioni e le sue furie, rischia continuamente l'impostura, l'intimità è lo spazio della nostra autenticità e permette di costruire un "noi" perenne: il più profondo di ciascuno non si rivela che grazie a una relazione, a un uscire da sé.
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Jullien François
Trattato dell'efficacia
brossura Dai trattati di strategia militare dell'antica Cina un'affascinante esplorazione dei fondamenti più nascosti della nostra cultura. Che cosa significa la parola "efficacia"? Che cosa intendiamo quando diciamo che un'azione è efficace? La tradizione europea non è mai riuscita, neppure nei suoi grandi pensatori realisti, a rispondere in termini convincenti a queste domande se non ricorrendo all'intervento provvidenziale del divino, o alla Fortuna, o infine all'eroismo dell'exploit individuale. A questa difficoltà teoretica, si contrappone il concetto cinese di strategia.
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Jullien François
Una seconda vita. Come cominciare a esistere davvero
br. Ciascuno di noi ha due vite, e la seconda comincia proprio nel momento in cui realizziamo di averne solo una. Dopo "Essere o vivere", François Jullien ritorna con un saggio che analizza quel fondamentale momento di rottura in cui, mentre esistiamo, all'improvviso diventiamo pienamente consci di essere vivi. È l'inizio di una nuova vita, che germoglia dentro la vita stessa. Ed è anche un grande colpo di fortuna. Jullien comincia questo percorso filosofico ed esistenziale a partire da una considerazione tanto semplice da sembrare ovvia: a mano a mano che il tempo passa e la vita avanza, perché scegliamo di continuare a vivere? Una domanda universale, valida per tutti. Eppure, una domanda dalle mille risposte, spaventosamente enigmatica. La saggezza cinese, capace di pensare l'immanenza e la trasformazione, ma anche i "Dialoghi" di Platone sono i punti cardinali di Jullien, che ci guida lungo un percorso di consapevolezza, senza accontentarsi mai di risposte banali, e cerca una comprensione più alta e più ambiziosa, in grado di conquistare il senso della nostra seconda vita. La seconda vita si trova proprio qui, nel mezzo del tempo quotidiano della vita ordinaria. Per conquistarla dobbiamo innanzitutto interrogarci sulle certezze che consideriamo verità. Non le verità della scienza, ma quelle della vita di tutti i giorni, che diamo per scontate. E magari metterle alla prova, rimetterle in discussione alla luce della nostra esperienza. Allora scopriremo che alcune certezze sono negative e ottenebranti, e che la vita è apertura, è infinita pienezza di possibilità. Uno sguardo a questo nuovo orizzonte e possiamo cominciare a vivere davvero.
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Jullien François; Fabbri P. (cur.)
L'Ansa e l'accesso. Strategie del senso in Cina, Grecia
br. I cinesi, in politica e in poesia, privilegiano l'espressione allusiva, la formulazione involuta; al confronto diretto preferiscono la sottigliezza di un approccio obliquo. Piuttosto che considerare questa differenza in termini naturalistici o psicologici, Jullien ci mostra la logica di tale strategia del senso. Ma ci porta anche a riflettere su alcuni dei nostri "partiti presi" teorici: soprattutto su quello che pretende di considerare l'oggetto del discorso come il solo in grado di interpretare lo sdoppiamento della parola nella cosa e nell'idea. Nei testi della tradizione cinese scopriamo quindi un discorso dell'"indizio" che non punta alla generalità delle essenze, ma integra le prospettive semiotiche con continue variazioni di senso.
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Jullien François; Ghilardi M. (cur.)
Accanto a lei. Presenza opaca, presenza intima
br. Nel suo personale itinerario speculativo François Jullien alterna testi più lunghi e articolati a saggi brevi, intensi, privi di note e adatti anche a un pubblico di non specialisti in materia sinologica o filosofica. In questo scritto breve tocca la questione della presenza e della "vita a due", e del rischio che la presenza si assopisca e si banalizzi. Senza concentrarsi solo su un soggettivismo psicologico, Jullien rintraccia e inscrive quella faglia o cedimento all'interno dell'Essere stesso: la caduta nella monotonia di una presenza disattivata, smorzata, inerte non rappresenta semplicemente un rischio del soggetto; sprofondare nell'inerzia è una possibilità ontologica, è strutturale all'Essere. L'Altro assume allora un rilievo cruciale, perché è colui, o colei, che può riattivare la presenza e mantenerla viva - a patto di saperla accogliere, custodire e incentivare.
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Jullien François; Ghilardi M. (cur.)
Contro la comparazione. Lo «scarto» e il «tra» un altro accesso all'alterità
br. "Come aprirsi un cammino verso l'Altro? Propongo qui due concetti mediatori: quello di scarto e quello di fra. Diversamente dalla differenza, che resta debitrice dell'identità, lo scarto risulta fecondo poiché è esplorativo, avventuroso; mette in tensione ciò che ha separato. Ne consegue il fatto che aprire uno "scarto" significa produrre un "tra"; e produrre un "tra" è la condizione per promuovere ciò che è "altro". In questo "tra", che il nostro pensiero dell'Essere non ha pensato, si intensifica la relazione con l'Altro il quale si trova in tal modo preservato da ogni assimilazione. Non è quindi a partire dal simile, come si crede in genere, ma proprio facendo lavorare degli scarti, dunque attivando del "tra", che si può dispiegare una alterità in grado di far emergere qualcosa di comune. Un comune efficace si ottiene solo a questo prezzo. Bisognerà tenerlo ben presente in quest'epoca di globalizzazione, quando il rischio di assimilazione minaccia ogni cosa e ogni luogo." (François Jullien)
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Jullien François; Ghilardi M. (cur.)
Entrare in un pensiero. Sui «possibili» dello spirito
br. "Chi non vorrebbe, nel tempo di una serata, entrare in un pensiero che è esterno al nostro, come quello cinese? Ma non vi si può accedere cercando di riassumerlo o tracciandone la storia: resteremmo sempre dipendenti dalle nostre prospettive, dai nostri concetti. Non lasceremmo davvero il nostro pensiero, quindi non potremmo entrare in un altro." Così inizia il libro di François Jullien, filosofo che da trent'anni studia il modo per entrare in un pensiero, quello cinese, che non è accessibile se non uscendo dalle nostre categorie. Questo libro rappresenta una sintesi e una sistemazione del suo percorso di ricerca e approda a un compito rivoluzionario: concepire una storia dell'accadere dello spirito che non dipende più solo dall'Europa. Se la filosofia occidentale ha esaurito la sua carica vitale, come spesso si dice, è giunto il momento di "aprirsi" a Oriente e accedere a un pensiero inesplorato che possa offrire nuovi concetti e nuove prospettive.
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Jullien François; Ghilardi M. (cur.)
Pensare con la Cina
br. François Jullien, inizialmente grecista per vocazione, poi sinologo di formazione, ha scelto di compiere una lunga 'deviazione" rispetto alla lingua e alle tematiche del pensiero per esporre le categorie e le strutture del pensiero occidentale all'esteriorità rappresentata dal pensiero cinese, e mettere in questione l'impensato della filosofia europea. Negli scritti qui presentati - saggi brevi, interviste, dialoghi - emerge in modo chiaro e conciso l'intenzione di fondo della sua proposta teorica, offrendo sia al lettore già avvezzo al suo lavoro, sia a chi vuole accostarlo qui per la prima volta, la possibilità di ricapitolare le sue linee essenziali.
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Jullien François; Marsciani F. (cur.)
Vivere di paesaggio o l'impensato della ragione
br. In oltre trent'anni di carriera, François Jullien ha esplorato le latitudini del pensiero cinese attraverso l'utilizzo di categorie necessariamente al di fuori dagli abituali percorsi analitici occidentali. In "Vivere di paesaggio", Jullien affronta la nozione "cinese" di paesaggio, un concetto che cessa qui il suo legame esclusivo con vista e spazio per aprirsi a un'estetica dello sguardo che si riconcilia con le sue proiezioni. Il paesaggio smette dunque di essere qualcosa da contemplare e si tramuta in uno scenario da vivere attivamente come composizione di opposti, come intreccio di correlazioni. Proprio i cinesi furono i primi a pensare il paesaggio, presentandolo come un campo costituito da tensioni tra ciò che è alto e ciò che è basso, ciò che è mobile e ciò che è immobile, ciò che si vede e ciò che si ascolta. L'opera di Jullien invita a calarsi in questo affascinante scenario dove dimensione percettiva e dimensione affettiva si confondono in un unico spirito.
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Jullien François; Marsciani F. (cur.)
Vivere di paesaggio o l'impensato della ragione
br. In oltre trent'anni di carriera, François Jullien ha esplorato le latitudini del pensiero cinese attraverso l'utilizzo di categorie necessariamente al di fuori dagli abituali percorsi analitici occidentali. In "Vivere di paesaggio", Jullien affronta la nozione "cinese" di paesaggio, un concetto che cessa qui il suo legame esclusivo con vista e spazio per aprirsi a un'estetica dello sguardo che si riconcilia con le sue proiezioni. Il paesaggio smette dunque di essere qualcosa da contemplare e si tramuta in uno scenario da vivere attivamente come composizione di opposti, come intreccio di correlazioni. Proprio i cinesi furono i primi a pensare il paesaggio, presentandolo come un campo costituito da tensioni tra ciò che è alto e ciò che è basso, ciò che è mobile e ciò che è immobile, ciò che si vede e ciò che si ascolta. L'opera di Jullien invita a calarsi in questo affascinante scenario dove dimensione percettiva e dimensione affettiva si confondono in un unico spirito.
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Jullien François; Piccione C. (cur.)
Alterità. Lezioni milanesi per la Cattedra Rotelli
br. Pensare l'alterità è una posta in gioco decisiva per la comprensione del mondo contemporaneo. Le lezioni che François Jullien ha tenuto all'Università San Raffaele di Milano interrogano la questione dell'Altro sia in termini culturali, sia in termini personali. L'incontro con una cultura "altra" viene indagato, in particolare, in riferimento alla Cina e agli scarti che essa apre rispetto alle categorie di pensiero europee. Attraverso l'esplorazione degli scarti fra le culture, Jullien intende favorire lo sviluppo di un "tra" in cui si possa promuovere un comune intensivo. Così, introducendo concetti come l'intimo, che si scarta dal "frastuono dell'amore", o la connivenza, che esprime l'intesa implicita con l'Altro e con il suo mondo, si delineano le condizioni di possibilità di un'ex-istenza del soggetto che si tenga "fuori di sé" per incontrare l'Altro.
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Jullien François; Porro M. (cur.)
Mosè o la Cina. Quando l'idea di Dio non si sviluppa
br. "Quale dei due è più credibile, Mosè o la Cina?", chiedeva Pascal. In questo "Saggio d'interculturalità", François Jullien esorta a uscire dall'antico conflitto tra ragione e fede, per guardare alla nozione di Dio dall'esterno, dall'Altrove cinese dove tale nozione non ha fatto presa, ben presto assorbita dal Cielo-Natura. L'immagine di una realtà scandita dal succedersi armonioso di fasi, sul modello dell'alternarsi delle stagioni, e regolata dalla logica interna della Via, il Tao, non ha aperto in Cina l'interrogazione sull'origine da cui muove la nostra filosofia, non ha reso necessario il ricorso a un Agente trascendente. La Cina non ha sviluppato il momento religioso della coscienza che si rivolge nella preghiera a un Dio personale, si è affidata alla dimensione rituale, legata al culto degli antenati. Ora che Dio "muore", non per l'ateismo che lo nega, ma per l'indifferenza nella quale la sua idea è caduta, possiamo meglio comprendere quale risorsa essa abbia rappresentato per l'Europa e cosa possiamo ancora trarrne. Forse è giunto il tempo, suggerisce Jullien, di ripensare ciò che è stato attribuito a Dio per riportarlo al vivere, per vedere in un incontro, uno sguardo, un momento d'intimità quel che incrina d'infinito la comune misura dei giorni.
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Jung Carl Gustav
Che cos'è la psicoterapia?
br. "Il mio contributo alla conoscenza della psiche si basa sull'esperienza pratica che ho dell'uomo". Così scrive Cari Gustav Jung a proposito degli scritti che compongono questo volume: dopo cinquant'anni di pratica psicoterapeutica si sente cosi sicuro di poter mettere un punto alla sua riflessione sulla psicoanalisi. In questi saggi si troveranno non soltanto accenni ai fondamenti e ai principi su cui si è basato l'atteggiamento pratico del terapeuta, ma anche il tentativo di comprendere storicamente quel fenomeno storico dirompente che è stata la psicoanalisi.
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Jung Carl Gustav
Coscienza inconscio e individuazione
ill., br. Un fiore irradia il suo splendore latteo nel campo scuro di un cerchio perfetto: non è opera di un artista, ma di una paziente cinquantenne di Jung, che prima di entrare in analisi ignorava di essere così brava a maneggiare matita, pennelli e colori. La figura è l'ultima di ventiquattro sontuose forme mandaliche dipinte dalla "signora X" e qui riprodotte. Queste immagini testimoniano di mutamenti profondi percepiti con "l'occhio rivolto all'interno" e ancora incompresi da chi li vive. Nella prospettiva junghiana esposta, al consueto, con limpidezza e profusione di raccordi storico-religiosi e alchemici - aiutano a integrare nella coscienza molti contenuti inconsci, illustrando la presenza di una pulsione universale, l'individuazione, colta negli stadi iniziali del processo che vi presiede. Mentre ribadisce la base empirica, e non speculativa, di nozioni fondamentali della psicologia analitica, corroborate in decenni di pratica psicoterapeutica, Jung confessa di avere già sperimentato per sé lo stesso metodo pittorico della paziente: "confermo che si possono dipingere figure effettivamente complesse senza avere la minima idea del loro contenuto reale. Mentre la si dipinge, l'immagine sembra svilupparsi da sé, spesso in contrapposizione con l'intenzione cosciente". Adesso, dopo che il mondo ha finalmente conosciuto quali meraviglie d'arte e di pensiero teneva in serbo il suo "Libro rosso2, sappiamo a che cosa alludesse.
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Jung Carl Gustav
Dizionario di psicologia analitica
br. «"Irrazionale". Uso questo concetto non nel senso di "antirazionale", ma in quello di "extrarazionale", ossia di ciò che non può essere fondato sulla ragione. Ne fanno parte i dati di fatto elementari, ad esempio che la terra ha un satellite, che il cloro è un elemento, che l'acqua raggiunge la sua massima densità a 4°C. Una lunga esperienza mi ha insegnato che proprio nei lavori di psicologia non si è mai abbastanza cauti nell'uso di termini e di concetti, giacché in nessun campo i concetti subiscono maggiori variazioni che in quello della psicologia; le quali variazioni spesso danno adito ai più irriducibili malintesi».
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Jung Carl Gustav
Gli archetipi dell'inconscio collettivo
br. Un certo strato per così dire superficiale dell'inconscio è senza dubbio personale: noi lo chiamiamo inconscio personale". Esso poggia però sopra uno strato più profondo che non deriva da esperienze e acquisizioni personali, e che è innato. Questo strato più profondo è il cosiddetto «inconscio collettivo». «Il concetto di archetipo, che è indispensabile correlato dell'idea di inconscio collettivo, indica l'esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque».
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Jung Carl Gustav
I fenomeni occulti. E altri scritti
br. «Il mio intento è stato soprattutto quello di presentare all'opinione pubblica, che per i cosiddetti fenomeni occulti altro non ha se non un sorriso sprezzante, i numerosi legami che questi fenomeni hanno con il campo sperimentale del medico e della psicologia, e di accennare ai problemi, numerosi e importanti, che questo campo inesplorato tiene ancora in serbo per noi». «Soffusa d'intenso pallore la signorina S. W. cadeva lentamente al suolo o su una sedia, chiudeva gli occhi, diventava catalettica, aspirava più volte profondamente e cominciava a parlare (...) La lingua di cui si serviva era allora solo il tedesco letterario che essa parlava con piena sicurezza e proprietà. In contrasto con il modo assolutamente incerto e impacciato nello stato di veglia».
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Jung Carl Gustav
Il simbolismo della messa
br. Sulla messa, rito capitale del cristianesimo e tra i più densi di sacralità delle religioni universali, non si contano gli studi teologici e le indagini antropologiche. Jung ha una conoscenza di prima mano degli uni e delle altre, ma in questo saggio del 1942 vi attinge con finalità diverse sia da quelle dottrinali, che appartengono al dominio della fede, sia da quelle descrittive, che rischiano di fare "appassire" il tenore spirituale del loro oggetto. L'interpretazione dei singoli momenti liturgici dell'evento cristiano e la ricerca di molteplici analogie culturali - dal rito azteco del "mangiare il dio" allo sbiancamento della vittima sacrificale presso i bantu - sono orientate qui a ciò che più interessa alla psicologica analitica: comprendere la verità psichica che si esprime nel "simbolo essenziale della messa". La vitalità e l'efficacia del suo mistero trovano infatti alimento nella pulsione archetipica alla trasformazione, ossia in "condizioni psichiche profondamente radicate nell'anima umana". Prefazione di Luigi Aurigemma.
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Jung Carl Gustav
Introduzione alla psicologia analitica. Cinque conferenze. Ediz. integrale
ill., br. Come sempre, quando ci si affida alla viva voce dello stesso Jung, l'esposizione delle sue teorie risulta chiara e brillante: è anche il caso dei testi delle cinque conferenze qui raccolte, pronunciate fra il 30 ottobre e il 4 novembre 1935 alla Tavistock Clinic di Londra. Costituiscono una presentazione semplice e colloquiale dei suoi punti di vista e degli insegnamenti tratti dall'esercizio della pratica analitica. Nell'esporre i capisaldi del proprio pensiero - la teoria delle funzioni, i concetti di archetipo, simbolo, sincronicità, la concezione del sogno e della sua interpretazione, il metodo dell'immaginazione attiva - Jung ribadisce sempre, in modo esplicito o implicito, il proprio distacco anche generazionale dall'insegnamento di Freud, e la propria modernità. Introduzione di Augusto Romano.
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