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Di Girolamo Giovanni
Prigionieri della steppa. La storia della Celere e del 3° reggimento bersaglieri in Russia
ill., br. Il volume che fa conoscere l'eroismo italiano sul Don. Se la storia degli alpini nella campagna di Russia è ben documentata dai racconti di Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi, Nuto Revelli, Carlo Vicentini e Nelson Cenci, quella del 3° reggimento bersaglieri della divisione Celere non era stata mai scritta con tale dovizia di particolari, analizzando in dettaglio gli eventi che sancirono il suo sacrificio e la sorte dei protagonisti. Si trattò di un reparto d'élite: circa 3.000 bersaglieri comandati da un veterano della Grande Guerra, eroe sul Montello, il novarese Aminto Caretto, e confortati dal cappellano militare Giovanni Mazzoni, aretino, l'unico cappellano che fu decorato con due medaglie d'oro. Soldati che meritano 6 medaglie d'oro, 135 medaglie d'argento, 251 medaglie di bronzo e 289 croci di guerra: un'epopea. La narrazione è coniugata con una documentazione fotografica inedita. Presentazione di Rocco Viglietta. Prefazione di Riccardo Bulgarelli.
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Corti Eugenio
I più non ritornano. Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo (inverno 1942-43). Nuova ediz.
br. «Nel cielo ormai quasi buio s'inseguivano lucenti pallottole traccianti. In quel cielo c'era Dio: io stavo muto e grigio davanti a Lui, nel gran freddo. Vicino a me c'erano la mia miseria e il mio voler continuare a essere uomo e capo di uomini, nonostante tutto». Il diario dell'odissea del ventunenne tenente d'artiglieria Eugenio Corti, uno dei quattromila italiani (su 30mila) che riuscirono a scampare dalla sacca di Arbusov nella Campagna di Russia. Il libro apparve in Italia nel 1947, e quella di Corti fu, in assoluto, la prima voce a raccontare l'inferno bianco della tragedia dell'Armir.
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Chioffi Vittorino; Chioffi M. C. (cur.)
Faville di umanità tra gli orrori della guerra. Campagna di Russia 1942 1943. Racconti e noterelle di un reduce
ill., br. «Mamme e padri, se vivete ancora, figli e spose, non cercate di conoscere o di immaginare come è morto il vostro congiunto. Né in questo... né nell'altro mondo. È morto e basta. Troppo grande sarebbe lo strazio per voi e anche per lui, sfortunato e valoroso, se sapesse che non vi è stata risparmiata la verità. È morto e basta, la sua lunga agonia, ferito e solo, magari su di un filo spinato, le sue orride ferite, solo, nella notte e nel gelo, per quanto sia durata è finita». Vittorino Chioffi è uno dei superstiti della tragica ritirata di Russia. Questo libro è il racconto, tra mille pericoli e peripezie, di un tenente della Sanità del Regio Esercito che ha visto con i propri occhi il dolore immenso della morte, della perdita, della fine di ogni speranza. L'Armir di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa si dissolve e l'autore con pochi altri, fortunosamente riesce ad uscire dalla sacca. Tra camion e ambulanze, lunghe file di disperati a piedi, le isbe e la popolazione, i carri armati sovietici, gli attacchi aerei, Chioffi osserva pietosamente l'umanità disfatta in guerra.
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Giusti Maria Teresa
I prigionieri italiani in Russia. Nuova ediz.
ill., br. Fondato su materiale inedito proveniente dagli archivi ex sovietici e sulle testimonianze dei sopravvissuti, il libro ricostruisce il destino dei militari italiani fatti prigionieri dai sovietici nella seconda guerra mondiale, raccontandone il terribile calvario dal momento della cattura alle massacranti «marce del davaj» verso i primi campi di raccolta nelle retrovie, dai lager al difficile e contrastato rimpatrio, fino alla «contabilità» dei morti e dei dispersi. Uscito nel 2003 (Premio Cherasco Storia), il libro nel 2014 è stato riproposto in una nuova edizione ampliata sulla base di importanti documenti emersi di recente, che contribuiscono a gettare luce su ulteriori aspetti come la questione dei crimini italiani in Russia, l'opera di spionaggio nei lager, l'azione della Cgil e della Santa Sede.
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Revelli Nuto
La strada del davai
brossura Ufficiale degli alpini in Russia, protagonista della Resistenza nel cuneese, Revelli si è battuto per dar voce ai dimenticati di sempre: i soldati, i reduci, i contadini delle campagne più povere. Questa è la testimonianza delle storie vere e tragiche di cui furono protagonisti gli alpini della Cuneese sul fronte russo: lo sfacelo di un esercito, la tragedia di uomini gettati allo sbaraglio, beffati e traditi, che pure riscoprirono in sé le profonde ragioni della dignità del vivere. "La strada del davai ("avanti, cammina!" in russo) non mi ha fatto dormire - ricorda Mario Rigoni Stern - non perché i fatti raccontati mi siano nuovi, ma per la verità atroce che continua nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze".
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Schlemmer Thomas; Osti Guerrazzi Amedeo
Invasori, non vittime. La campagna italiana di Russia 1941-1943
br. Era il 22 dicembre 1942 quando migliaia di soldati tedeschi e italiani si trovarono fianco a fianco nel tentativo di salvarsi da un violento attacco dell'Armata Rossa ad Arbusov. Vitto, munizioni, medicinali e carburante erano finiti e le truppe sovietiche, in vantaggio numerico, li avevano accerchiati e li bersagliavano senza sosta. Poi un giovane carabiniere balzò a cavallo, brandì un tricolore e si scagliò contro le mitragliatrici nemiche al grido di "Savoia". Il suo eroismo diede nuovo vigore ai compagni, che respinsero i sovietici all'arma bianca. Questa è solo una tra le tante storie della seconda guerra mondiale divenute leggenda, ma testimonia quanto a fondo la sfortunata campagna di Russia sia entrata nella memoria italiana, cristallizzandosi nel ricordo come una "tragica fatalità". Testimoni del tempo e pubblicisti non esitarono a romanzarne il racconto secondo un copione che invariabilmente assegnava ai soldati italiani il ruolo di vittime: dei comandi fascisti, di una guerra spietata contro l'Armata Rossa, della vastità del territorio, della durezza della natura e, non da ultimo, vittime dei tedeschi, che - dopo averli traditi - avrebbero abbandonato i coraggiosi alleati. Si omise di ricordare che gli italiani combattevano una guerra offensiva e non difensiva, che erano gli invasori, gli occupanti respinti dai partigiani.
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Destivelle H. (cur.); Dóci V. S. (cur.); Simonelli F. (cur.)
I Domenicani e la Russia. Ediz. multilingue
brossura In occasione del secondo centenario dell'affidamento della chiesa parrocchiale di S. Caterina di san Pietroburgo all'Ordine dei Predicatori e dell'arrivo dei primi frati nella capitale dell'Impero russo nella anni 1815-1816, l'Istituto storico dell'Ordine dei Predicatori ha organizzato un Convegno storico internazionale de "I Domenicani e la Russia" presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino a Roma dal 9 al 10 dicembre 2016. Nel presente volume vengono offerti al lettore gli interventi tenuti durante il Convegno, insieme ad alcuni altri saggi concernenti la storia delle relazioni multidimensionali tra l'Ordine e la Russia.
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Galvagno Dionigi
Il pane e la neve
ill., br. Siamo nel 1943. Spedizione ARMIR Armata Italiana in Russia. Partirono in 80000 e ritornarono in 500. Il punto di vista di Dionigi Galvagno è quello di un panettiere, una persona comune, che si trova ad essere tra i sopravvissuti della disfatta italiana, uno dei più tragici eventi della seconda guerra mondiale, tra carestie, gelo e la durezza di un cammino seminato di morte. Un ricordo vivo e toccante a distanza di quasi 80 anni, originariamente un diario scritto per le nipoti.
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Scaccia Pino; Andreuccetti R. (cur.); Martini R. (cur.); Desiderio C. (cur.)
Un inverno mai così freddo come nel 1943. Armir, la marcia del davaj: il sacrificio italiano in Russia
ill., br. Lettere, fotografie e memorie di decine di dispersi, prigionieri o sopravvissuti alla ritirata di Russia. Soldati italiani di tutte le armi, raccontano attraverso gli ultimi ricordi, i giorni tragici del dicembre 1942 e gennaio 1943. L'Armir, spazzato via dalle armate sovietiche, si ritira in gran parte disordinatamente attraverso la steppa congelata. A meno quaranta gradi uomini e muli camminano tra una isba e un villaggio, attraverso mitragliamenti aerei, attacchi di carri armati e la morte per sfinimento. Migliaia rimarranno lungo quei sentieri e altre migliaia nei campi di concentramento russi, dove la fame e le malattie uccideranno i più deboli. Tra eroismi, atti di umanità, ma anche gesti di crudeltà inauditi, una generazione scomparirà senza lasciare traccia. In questo libro venticinque testimonianze di coloro che sono partiti per l'inferno del Don.
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Moscioni Negri Cristoforo
I lunghi fucili. Ricordi della guerra di Russia
br. «"I lunghi fuciliµ ci rivelano uno scrittore conciso e limpido, tutto visivo, che sembra partecipare con tutto se stesso alle cose che narra. Certi suoi episodi delineati con mano sobria... raggiungono, attraverso la scrupolosa esattezza del resoconto, un respiro di tragica epopea» Italo Calvino Questa memoria della campagna di Russia, scritta da colui che fu il comandante di Rigoni Stern, è certamente una delle più impressionanti, polemiche e dure testimonianze sull'esperienza della guerra italiana al fronte russo. Con l'eloquenza secca dei fatti, Moscioni vi racconta l'odissea degli alpini in linea sul Don e poi nella tragica rotta del gennaio 1943: la storia di un esercito mal condotto e peggio equipaggiato, di una guerra senz'odio eppure sanguinosa e spietata al fianco di un alleato tedesco ben diversamente fornito, guidato e motivato; una guerra che pare trovare il suo senso soltanto nella dimensione ravvicinata, nella comunione del tenente con i «suoi» alpini, nel dovere umano e militare della solidarietà, del farcela insieme entro l'insensatezza di un'organizzazione inefficiente e stupida, contro la quale l'autore scrive la sua denuncia indignata.
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Fredduzzi Carlo
Gli amici di Mosca. Dall'Associazione Italia-Urss all'Associazione Italia-Russia
br. Nata nel 1944 dall'idea di un gruppo di giovani studenti e intellettuali tra cui Antonio Banfi, Rossana Rossanda e Cesare Musatti, l'Associazione Italia-Urss è stata per decenni un punto di riferimento per gli scambi culturali ed economici tra l'Italia e l'Unione Sovietica. Ha attraversato settant'anni di storia e cultura, divenendo nel tempo fulcro e crocevia delle relazioni culturali ed economiche tra i due Paesi. Ancora oggi l'Associazione mantiene un ruolo chiave nella promozione della cultura russa classica e contemporanea, attraverso una costante cooperazione e un supporto attivo nella realizzazione di progetti, idee culturalmente dinamiche ed esperienze multidisciplinari tra i due Paesi.
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Martini Renza
Non sarete dimenticati. Memorie dell'ARMIR dal fronte russo
ill., br. Alpini, fanti, bersaglieri, artiglieri, dell'ARMIR, caduti, scomparsi, fortunosamente tornati, oppure finiti prigionieri durante la ritirata tra il dicembre 1942 e il gennaio 1943. Ventuno storie di ventuno italiani in grigioverde partiti, da ogni regione d'Italia, per conquistare l'Unione Sovietica e scontratisi con la grande storia. Ventuno testimonianze, ricostruzioni, ritrovamenti, che a distanza di ottanta anni ancora dimostrano quanto la tragedia dell'Armata perduta, sia ancora memoria viva. Dopo le madri e le giovani mogli, oggi sono i nipoti o i pronipoti a cercare di colmare il dubbio e di cancellare l'oblio caduto sui loro familiari. Ventuno ritratti di uomini che oggi rappresentano un segno di pace e di contrasto ad ogni guerra.
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Capuozzo Toni
Giorni di guerra. Russia e Ucraina, il mondo a pezzi
ill., br. Toni Capuozzo raccoglie in un libro tutte le sue riflessioni sul conflitto tra Ucraina e Russia. Un vero e proprio diario di guerra - suddiviso per giorni - fatto di appunti, pensieri pubblicati sui social, interventi televisivi. Un volume impreziosito da una lunga galleria di foto di grandi reporter italiani dal fronte: Fausto Biloslavo, Gabriele Micalizzi, Francesco Semprini, Vittorio Nicola Rangeloni. Un libro "aperto": attraverso QR Code, si potranno leggere anche le future riflessioni di Capuozzo sugli sviluppi della guerra. "Ci sono sempre colpe da distribuire - scrive Capuozzo - "nessuno è completamente innocente, se non i civili. Sono scettico sul ruolo che l'Occidente sta giocando. Siamo pronti a combattere, ma fino all'ultimo ucraino. È in gioco la democrazia, è in gioco l'Occidente, si mettono tutti l'elmetto però, poi, marcano visita al momento di andarci per davvero... in guerra".
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Keynes John Maynard
Qualche impressione sulla Russia
br. "Ha ragione, Keynes, fanno paura. E qualche anno fa, quando una rivista russa, "Inostrannaja literatura" (Letteratura straniera), mi ha intervistato, alla fine, alla domanda di Anna Jampol'skaja su come mai mi piacesse così tanto la Russia, io mi ricordo ho risposto che la Russia mi piace perché fa paura." Con un saggio di Paolo Nori.
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Tomberg Valentin; Roggero G. (cur.)
Il destino spirituale della Russia. La vocazione di un popolo tra Occidente e Oriente
ill., br.
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Sorgente Giuseppe
Un fante in Russia. La tragedia della divisione «Vicenza» 1942-1943
ill., br. Luglio 1942: Giuseppe Sorgente, vent'anni, parte con la divisione di Fanteria "Vicenza" per il fronte russo, dove rimarrà fino alla primavera del '43 partecipando a tutte le azioni più drammatiche di questa campagna, da Stalingrado a Nikolajewka. La tragedia della Ritirata dell'ARMIR lo segna profondamente e per sempre, ma riesce a sopravvivere e a tornare in patria dove, dopo l'Armistizio, affronta un lungo viaggio a piedi e in treno attraverso la penisola italiana. Durante il cammino verso casa si trova coinvolto in una serie di disavventure che supera con coraggio e astuzia, riuscendo a prendersi gioco di una cinquantina di tedeschi con un fucile scarico e fornendo agli Alleati informazioni militari importanti. A settant'anni di distanza, nel suo racconto spontaneo e diretto, dal punto di vista di soldato semplice di un corpo di Fanteria, denuncia la disorganizzazione con cui la campagna di Russia fu affrontata, senza armamento ed equipaggiamento adeguati, il comportamento degli ufficiali che lasciarono i loro reparti pensando solo a salvarsi, l'estenuante marcia di migliaia di giovani soldati come lui che, nella neve e nel buio, avevano come punto di riferimento solo il proprio compagno davanti.
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Monticelli Manlio
Un anno in Russia con l'Armir. Aprile 1942-Aprile 1943. Cap. Med. Prof. Monticelli Manlio direttore dell'ospedale da campo n° 837
ill., br. Manlio Monticelli fu direttore dell'Ospedale Militare da Campo 837 in Russia dall'aprile del 1942 all'aprile del 1943. Durante tutto il periodo tenne un "Diario di guerra" nel quale registrò in modo scrupoloso le vicende della sua unità al seguito delle truppe italiane, prima del CSIR e poi dell'ARMIR, da Sugres fino a Millerovo. L'estate, l'autunno e poi a dicembre lo sfondamento sovietico della linea del fronte con il lungo assedio di Millerovo e le dolorose tappe della ritirata. Il racconto dettagliato di quel periodo termina il 6 aprile del 1943, giorno del suo ricovero, per congelamento alle gambe, nell'Ospedale di riserva n° 10 di Leopoli. Qui ebbe modo di completare il suo scritto con le ultime notizie dal fronte, alcune considerazioni e un commento finale sulla Campagna di Russia. Un documento inedito che entra nel dolore quotidiano dei soldati italiani di fronte alla battaglia, lo sbandamento, la ritirata, la fuga.
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Ferri Giuseppe; Banchini F. (cur.); Barontini G. (cur.)
Il cuore batte nel pensiero. Diario della campagna di Russia (aprile-dicembre 1942)
ill., br. Giuseppe Ferri partecipa alla campagna di Russia dall'aprile al dicembre del 1942. Ha ventinove anni e porta con sé un'agendina in pelle dove annota le sue esperienze con una matita, perché l'inchiostro della penna si congelerebbe a causa del freddo. I suoi appunti sono scarni e non mancano gli errori ortografici, tuttavia ci restituiscono tutte le sue emozioni, dalla paura alla nostalgia per le persone care, e naturalmente la speranza per un futuro migliore. Le parole di Giuseppe ci aiutano a comprendere molti terribili aspetti della guerra, dalla ferocia dei bombardamenti e delle razzie al dolore per i compagni caduti, e ci ricordano che la storia, anche negli avvenimenti più grandi ed epocali, è fatta prima di tutto di persone. Premessa di Marta Baiardi. Introduzione di Matteo Grasso.
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Antonelli Quinto; Gardumi Lorenzo; Scotoni Giorgio
Ritorno sul Don. La guerra degli italiani in Unione sovietica 1941-1943. Ediz. multilingue
ill. Diversamente dalle letture tradizionali - dove la campagna di Russia condotta dall'Ottava armata italiana è ridotta alla ritirata alpina del gennaio 1943 la mostra "Ritorno sul Don" vuole riprendere la storia di quella sventurata e tragica spedizione nel contesto della "guerra di sterminio" condotta dalle truppe germaniche in URSS. Il catalogo della mostra, attraverso testi e immagini, racconta del percorso espositivo e delle tante vicende che vi sono testimoniate.
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Badalamenti Mario
Carissimo fratello. Un giovane italiano alla guerra di Russia (1941-1943)
ill., br. Dall'inferno del fronte russo Bruno inviava ai suoi cari cartoline dell'esercito. Le scriveva talvolta con le lettere capovolte rispetto alle frasi di propaganda del duce e del Re. Anche così si esprimeva contrarietà per quella scellerata guerra. Ma sempre scriveva a sua madre con il dolore represso nelle parole dolci, per non aggiungere sofferenza a quella da lui subita. Nascondendo una disfatta militare, ma anche morale e umana dell'Italia. Tra poesia e antifascismo la giovinezza di un ragazzo pisano si dipana fino all'ora in cui, tra tensioni politiche esacerbate nelle contrapposizioni sociali in una Pisa in fermento, viene spedito al fronte russo. Siamo nel 1942 e Bruno Vecchiani ha 21 anni. Ama la poesia, forse vorrebbe dedicarle la sua vita. Ma la campagna di Russia della seconda guerra mondiale è una follia a cui pochi sopravvivranno, da cui i più torneranno irreversibilmente segnati da una marcia in ritirata sulla neve a -45°, sotto gli attacchi avversari. Una disfatta tragica e preannunciata, che il semplice buon senso avrebbe permesso di impedire. Una campagna militare voluta a tutti i costi dal duce. Tra morti e dispersi, compresi quelli nei campi di prigionia, la provincia di Pisa conta 382 nomi, raccolti nell'elenco degli archivi del Ministero della Difesa, qui edito per la prima volta. Tra questi anche quello di Bruno. A livello nazionale il numero sale a circa 90 mila. Un'intera generazione finita sottoterra, in una sola campagna militare.
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Martinelli Milli
Russia: l'ultimo inganno. Forse il diavolo ha acceso ancora le luci
br. Affollato di incontri con tutti i nomi che contano nell'intelligencija russa - poeti e registi, scrittori, scienziati - questo libro è l'appassionato resoconto di quanto è andato affastellandosi, intrecciandosi, elidendosi nella vita culturale di Mosca e delle sue più lontane province durante la fase che ha fatto seguito alla perestrojka. Dai referendum del '91 al golpe d'agosto che induce Gorbacev alla resa, fino ai giorni drammatici che vedono il Parlamento russo preso a cannonate da El'cin, questa è la registrazione di voci vivissime e variegate. Sono quelle di coloro che dopo essersi battuti coraggiosamente contro il Cremlino negli anni del dispotismo e aver interrogato con lucida intelligenza il futuro durante gli anni di Gorbacev, si sono ora trovati accanto, camaleontici compagni di libertà, proprio quegli stessi funzionari che li avevano chiusi in carcere, tacitati, isolati, espulsi dal lavoro intellettuale. L'autrice, nel corso delle sue permanenze a Mosca, a Omsk, a Tomsk, a Irkutsk e nel villaggio degli scrittori di Peredelkino, vive direttamente il dramma della tradizione culturale russa nella quale i periodi euforici, dove si respira libertà e democrazia, sembrano sempre destinati a essere spazzati via dal vento freddo del nihilismo e della delusione. Sofferto itinerario attraverso caparbie testimonianze, patteggiamenti e compromessi, il libro è anche un commosso e accorato omaggio alla strenua vitalità di un Paese che la repressione e l'isolamento imposti da decenni di dittatura non hanno piegato nelle sue profonde risorse intellettuali e morali.
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Boccasini Livio
La divisione Julia nell'inferno russo 1942-1943. Testimonianze, documenti, fotografie
ill.
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Corradi Egisto
La ritirata di Russia
br. La ritirata di Russia nell'inverno 1942-43 raccontata dal giornalista Egisto Corradi. Ufficiale di complemento della divisione alpina "Julia", ha condiviso la sorte di decine di migliaia di soldati italiani sul fronte russo: le tragiche marce a quaranta gradi sottozero per cercare di uscire dalla sacca in cui il nemico li aveva rinchiusi, l'equipaggiamento inadeguato, la fame, gli incessanti attacchi sovietici. Vent'anni dopo il ritorno in patria ha ripercorso, con il suo stile unico e inconfondibile, i ricordi di quei mesi, mescolando memorie personali con documenti e cronache dell'epoca, dando così vita a una delle più straordinarie testimonianze della Seconda guerra mondiale.
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Revelli Nuto
Mai tardi. Diario di un alpino in Russia
br. Di questo libro Alessandro Galante Garrone ha scritto: "Non è solo e non è tanto uno spietato e rovente atto di accusa contro le cricche degli alti papaveri politici e militari, la criminale imprevidenza e impreparazione, le vergogne dei profittatori nelle retrovie, la prepotenza disumana e sprezzante dell'alleato tedesco. E' prima di tutto la tragedia dei "poveri cristi" gettati allo sbaraglio, beffati, traditi e che pure, nello sfacelo immane di un esercito e poi di uno Stato riscoprono in sé le ragioni profonde della dignità del vivere."
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Capuozzo Toni
Giorni di guerra. Russia e Ucraina, il mondo a pezzi. Ediz. ampliata. Con QR code
ill., br.
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Ferraris Giorgio
Le ultime tradotte per la Russia. Gli alpini dei Battaglioni Complementi della Cuneense
ill., br. "Le ultime tradotte per la Russia" ricostruisce la storia dei due Battaglioni Complementi della Divisione Alpina Cuneense, che formavano il 104° Reggimento Alpino di Marcia e sono partiti dall'Alta Val Tanaro negli ultimi giorni del 1942 per il fronte russo, che hanno avuto un destino opposto. Il primo è arrivato regolarmente a destinazione ed è stato quasi totalmente massacrato dopo pochi giorni. Il secondo, grazie alle azioni di protesta e di sabotaggio di un gruppo di alpini, è arrivato in ritardo e, per una questione di pochissime ore, è stato fermato prima di finire al centro dell'attacco russo ed è riuscito a salvarsi. Il libro narra anche la battaglia di Rossosch, le vicende della ritirata, e il tempo dopo, quando la guerra lascia il posto alla pace e la memoria condivisa porterà vita dove ci fu soltanto morte.
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Chiesa Giulietto
Roulette russa. Cosa succede nel mondo se la Russia va in pezzi
brossura
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Moore Robert
Kursk. La storia nascosta di una tragedia
ril. Il 12 agosto 2000, nel corso di un'esercitazione, il sommergibile nucleare Kursk, vanto della Marina russa e ritenuto inaffondabile, si inabissò nelle acque dell'Artico a causa di due esplosioni dovute a un siluro difettoso, che devastarono il gigantesco doppio scafo d'acciaio. Dei centodiciotto membri dell'equipaggio, ventitré sopravvissero dietro la barriera protettiva dei reattori, nella parte posteriore del Kursk, sotto il comando del tenente di vascello Dmitrij Kolesnikov, giovane ufficiale di ventisette anni. Questa è la loro storia, scritta da chi era presente in quei giorni frenetici. In questo libro Robert Moore ha denunciato le responsabilità di questa disgrazia: la sua penna ci consegna un pezzo di storia rimasto sommerso, e ci svela le numerose falle di un sistema militare imperfetto e gli errori del governo russo. Dal ritardo con cui venne rilevato il disastro al fallimento delle missioni di soccorso, fino alla fatale decisione di non accettare in tempo gli aiuti internazionali, la tragedia del Kursk apre uno squarcio sui meccanismi di gestione del potere della nuova Russia, portando alla luce i numerosi insabbiamenti voluti dal Cremlino: per il giovane Vladimir Putin infatti, eletto da pochi mesi alla presidenza, l'affondamento di questo poderoso sottomarino è stato la prima grave crisi da affrontare, ma anche l'occasione per provarsi nel ridurre al silenzio e all'obbedienza le voci dissidenti e la stampa indipendente del Paese. Nella vicenda del Kursk e delle sue vittime si intrecciano dunque i drammi personali delle famiglie che hanno combattuto per ottenere verità e giustizia, ma anche le storture di un sistema politico e burocratico indifferente. Una tragedia nascosta che riemerge in questa inchiesta, diventata anche un film interpretato da Colin Firth, Léa Seydoux e Matthias Schoenaerts.
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Kagarlitsky Boris; Belgiojoso M. (cur.)
Dove va la Russia
br. In questo libro Boris Kagarlitsky, una delle voci più influenti della Sinistra russa, delinea con humour e sottile cinismo le ambiguità e i paradossi della Russia di oggi, che racconta spaziando dall'economia all'architettura, passando per sociologia, storia e globalizzazione. Nelle vicende della sua vita e della sua famiglia, Kagarlitsky riassume tutti gli eventi più significativi dell'ultimo secolo e mezzo di storia russa: la rivoluzione d'ottobre, Russia bianca e Russia bolscevica, dissidenza e arresto. Personaggio paradossale, ai limiti dell'establishment, Kagarlitsky passa in rassegna l'operato dei rappresentanti dell'intero spettro politico, da Putin a Zyuganov, da Bertinotti a Blair, senza risparmiare critiche e stimolando nuove riflessioni e interpretazioni degli avvenimenti che hanno portato all'attuale crisi internazionale. Un testo fondamentale per comprendere le contraddizioni e le prospettiva della Russia moderna alla luce delle recenti vicende geopolitiche.
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Vazquez R. - Luhrig
Federico, Principe Real de Prusia
Ritratto a mezzo busto del principe, pieghe editoriali
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Pagnoni edit.
Russia Europea
Carta geografica della Russia Europea. Confini in coloritura coeva
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Vernet Carle
Bataille de Preussich-EyIau, livrée le 9 Frevier 1807
Raffigurazione della battaglia, vinta dai francesi
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Vernet Carle
Bataille de Friedland, livrée le 14 Juin 1807
Raffigurazione della cruenta battaglia
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Vernet Carle
Entrevue des deux Empereurs, le 25 Juin 1807
Raffigurazione della cerimonia d'incontro tra i due imperatori
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Cluverio dis. & Bertius inc.
Russia cum Confinijs
Piccola carta geografica della Russia
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Brué Adrien Hubert, 1786-1832
Carte Générale de la Russie d'Europe
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Salmon
Nuova Carta della Moscovia o Russia ...
Rara edizione stampata a Napoli
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Salmon
L'Abito delle Citelle di Russia - L'Abito antico delle Donne di Russia
Raffigurazione di costumi tipici
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Salmon
Czar di Moscovia Vestito alla Maniera antica
Ritratto di zar in tipico costume. Ridimensionata al lato dx
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Salmon
Anna Iwanowna Imperatrice di Russia
Ritratto dell'imperatrice. Ridimensionata al lato sx
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Salmon
Sposo e Sposa Moscoviti
Raffigurazione di due sposi moscoviti. Ridimensionata al lato sx
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Mallet Allain Manesson (1630-1706)
Moscovie
Piccola carta della Russia
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Mallet Allain Manesson (1630-1706)
Moscovie
Piccola carta della Russia
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Mallet Allain Manesson (1630-1706)
Moscouites
Raffigurazione di abitanti di Mosca
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Meyer's
Provinz Ost - Preussen 1849
Carta geografica dell'antica Prussia orientale, riquadri con topografie delle attuali città di Kaliningrad, Sovetsk, Klaipeda e Gusev
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Meyer's
Das Europaische Russland ...
Carta geografica della Russia
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Meyer's
Russland: Gouv. St.Petersburg, Esthland, Liefland, Kurland 1849
Carta geografica della Russia, dal Golfo di Riga a San Pietroburgo. Riquadro con topografia della città
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Meyer's
Das Asiatische Russland ...
Carta geografica della Russia centro orientale
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Thierry inc.
Russie d'Europe 1833
Coloritura coeva ai confini
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Pound D. J. dis. & inc.
Nicholas I Emperor of Russia ob 1855
Ritratto a mezzo busto dell'Imperatore
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