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1969Armin Arnold James Joyce. New York, Frederick Ungar Publishing 1969 italian, 125 ST1142 Opera con copertina morbida in brossura.
19788vo., Second Impression, with photographs throughout; green cloth gilt, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
2016ill. La storia di Zelda Fitzgerald e di Lucia Joyce è la storia di un fallimento, il fallimento di due donne che non hanno voluto o potuto incarnare il ruolo tradizionalmente imposto alle donne del loro tempo, con conseguenze devastanti. Il fallimento di un marito e di un padre che non le hanno salvate e il fallimento di una scienza a quei tempi appena nata: la psichiatria. Zelda e Lucia, che hanno conosciuto gli splendori della notorietà nei favolosi anni ruggenti della Parigi degli anni Venti, sono morte da sole, dietro i cancelli chiusi di un manicomio. Il loro destino è simile a quello di altre mogli, figlie, compagne di grandi artisti, a cui sono stati negati i privilegi del talento. Donne che hanno vissuto all'ombra di un genio.
1962In-8°, pp. 258, tavola fotografica in b/n all'antiporta, tela editoriale con titolo e fregi al dorso e fregi in oro e in rosso al piatto anteriore.
1963Milano, Mursia, 1963, 8vo brossura editoriale, pp. 70 (Civiltà letterarie, Profili, 6) .
1986BONACCI 1986 FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO
1979Book is in excellent condition with a crease in the lower front cover, Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. 120 pages.
19688vo., First Edition, with 25 plates (one double-page) on 24; cloth, gilt back, a near fine copy in price-clipped dustwrapper.
1997A clean, unmarked book with a tight binding. Previous owner's name label inside. 212 pages.
1960In-8° pp. 395, bross. edit.
2012In-8° pp. 1482, bross. edit. ill. Ottimo stato.
1988Mm 130x200 L'ottagono. Brossura di XIX-741 pagine, traduzione di G. De Angelis, prefazione di Richard Ellmann, nota al testo di Hans Walter Gabler. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2004br. I due saggi raccolti in "Ulisse grammofono" sono l'elaborazione più articolata del confronto tra il pensiero di Derrida e l'opera di Joyce: confronto di cui si trovano tracce in diversi testi del filosofo franco-algerino e che in "Ulisse grammofono" prende la forma di un corpo a corpo linguistico, di una battaglia in cui le lingue vengono spinte al limite del dicibile, là dove risuona l'affermazione incondizionata come ospitalità donata all'altro: oui, yes, sì. Tra confessioni, brevi racconti di viaggio, analisi filosofiche, i saggi ruotano attorno ad alcuni temi privilegiati: il grammofono, il telefono e l'inesauribile sì di Molly nell'"Ulisse"; la guerra degli idiomi dichiarata da Dio in "Finnegans Wake"; l'impossibilità di definirsi un esperto di Joyce.
2002Volume in brossura "Bur classici" vecchia copertina. Introduzione, traduzione e note di Giulio De Angelis. Testo inglese a fronte. Quarta edizione. Mai letto, si riscontra solo un ingiallimento delle pagine interne.
1970James Joyce Ulisse. , Mondadori 1970, Libro usato in buone condizioni, ingiallito dal tempo. Pagine brunite ai margini. Tagli regolari impolverati. Copertina in similpelle con sovraimpressioni in oro. Buono (Good) . 1023
1983Mm 110x185 Brossura editoriale di pp. LXII-292, traduzione di Giulio de Angelis, a cura di Giorgio Melchiori, commento di Carlo Bigazzi, Carla de Petris, Miranda Melchiori. Con testo a fronte. Erosioni a margine del dorso, interno perfetto. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2013Nell'ultimo cinquantennio Joyce è stato oggetto di voghe critiche momentanee che hanno enfatizzato aspetti secondari o marginali dell'arte dello scrittore, a scapito di altri più sostanziali, perciò stesso deformando e decentrando la realtà della sua scrittura. "Joyce" di Franco Marucci vuole rappresentare un sano ed equilibrato "ritorno alla critica". Dopo avere reinserito Joyce nel suo contesto di origine - la tradizione del Rinascimento civile, politico e soprattutto culturale e letterario di fine Ottocento in Irlanda -nei capitoli centrali e finali Marucci ripercorre il tirocinio poetico e delle "epifanie" e affronta meticolosamente le quattro unità narrative del "corpus" joyciano (più una quinta, drammatica), sia come creazioni estetiche autonome sia come tappe di un'escalation poliglotta e polistilistica che culmina nel "banchetto dei linguaggi" di "Finnegans Wake". Tra i linguaggi partecipanti a questo "banchetto" uno dei primi commensali, dopo l'inglese, è l'italiano, perché quelle cinque opere germinarono, furono scritte o chiuse durante il determinante soggiorno decennale dell'autore a Trieste, dove la sua arte e la sua lingua letteraria si arricchirono e riorientarono. Marucci dedica perciò nuove e più approfondite ispezioni preliminari agli "scritti italiani", critici e giornalistici, e alle traduzioni e alle autotraduzioni joyciane, tra le quali primeggia quella di "Anna Livia Plurabelle" da "Finnegans Wake". Autori: Franco Marucci.
2020br. Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Com'è noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina d'anni, autore già a quell'epoca dei suoi due primi romanzi, "Una vita e Senilità", passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico "Musica da camera" (1907), il suo libro di racconti "Gente di Dublino" (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo "Ritratto dell'artista da giovane" (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e d'altro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere un'attenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto l'"Ulisse" (pubblicato a Parigi nel 1922) e "La coscienza di Zeno" (1923) a consolidare ulteriormente l'amicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta l'importanza e tutta l'originalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dell'"Ulisse" basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio l'"Ulisse" è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l'8 marzo 1927 e che - dopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentili - apre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del "fenomeno" Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla "Triestinità" di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare l'intero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nell'inglese di Svevo e nell'italiano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.
1976MAI SFOGLIATO; SEGNI DEL TEMPO E LEGGERA SCOLLATURA DELLA COPERTINA; LEGGERE BRUNITURA. Testi di: Philippe Sollers - "Piccolo affresco per Orvieto", Jean Ayme - "Nosografia e droghe", Renato Castelli - "Versagung e psicosi", Erich Vulff - "Droga, politica, linguaggio e lavoro", Armando Verdiglione - "La droga del presidente", Jean Cordet - "La società e la sua morte, il drogato e la sua", Ettore Perrella - "Droga, memoria, psicosi", Philippe Rappard - Tossicomanie e religioni naturali", Jean Claude SempŽ - "La sostanza proficua e la sostanza vitale", Adalberto Bonecchi - "La dimensione umoristica del dire e l'imperativo del godimento", Jean Oury - "Droga, psicosi e linguaggio", Franco Mori - "Un libro da non leggere", Philippe Sollers - "Joyce & C.", Aldo Rescio - "Benjamin & hascisc: ovvero della critica dell'economia del nome", Marco Focchi - "Una svolta nello studio di Wilhelm Reich", Ettore Perrella - "Citazione tradizione, tradimento. Per una considerazione psicanalitica del Manierismo", Leonardo Rossi - "Scrittura della psicosi", Jean-Louis Schefer - "La morte, il corpo , niente", Jean-Louis Schefer - "Il corpo della memoria. Note", Marine Zecca - "L'impotenza del potere ovvero la sessualità nell'istituzione psichiatrica". Documenti: Sigmund Freud - "Sulla cocaina. Un contributo alla conoscenza dell'azione della cocaina. Sull'azione generale della cocaina. Osservazioni sulla cocainomania e sulla cocainofobia. Descrizione bibliografica Titolo: Droga e linguaggio Autore: AA.VV. (Autori Vari) Editore: Padova: Marsilio, 1976 Lunghezza: 256 pagine; 21 cm Collana: Vel Soggetti: Psicanalisi, Saggi, Droghe, ETICA DEI CONSUMI, Psicologia, Freud, Joyce, Beckett, Artaud, Schreber, Benjamin, Filosofia, Cocaina, Eroina, Marijuana, Tossicodipendenza, Letteratura, hashish, Sballo, Dipendenze, Sostanze stupefacenti, Scienze sociali
1990LUCARINI 1990 A CURA DI CATERINA RICCIARDI XXXVI-151 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, ECCELLENTISSIME CONDIZIONI
1988EDITORI RIUNITI 1988 128 PP. OMBRA D'UMIDO AI TAGLI BASSI E ALLE PRIME 20 PP. VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
1964EDIZIONI MARZIOLI ROMA 1964 391 PP. TIMBRO OMAGGIO IN COPERTINA, COME DA FOTO, TIMBRO DI APPARTENENZA ALL'ANTIPORTA E ALLA PAGINA DEL FRONTESPIZIO, PER IL RESTO OTTIME, ECCELLENTISSIME CONDIZIONI, PROBABILMENTE MAI SFOGLIATO.
1988James Joyce Ulisse. , Mondadori 1988, L'Ulisse di Joyce è un'opera fondamentale del Novecento letterario europeo. Il romanzo rovescia il canone epico della tradizione, raccontando non il destino di un eroe, ma la giornata comune di un uomo moderno nelle sue peregrinazioni quotidiane. Un'odissea dentro la realtà di ogni giorno che sa aprire, per squarci e discese nell'abisso psichico dei personaggi, porte sulla verità di ogni uomo. Buone condizioni Buono (Good) . 741
2022br. Lungo tutto il secolo breve, una donna bellissima e fortissima pensa, scrive, agisce, lotta. Viaggia prima per studio, poi attraversando fronti e frontiere dell'Europa occupata dai nazifascismi: Parigi, Lisbona, Londra, Marsiglia, Roma, il Sud dell'Italia dove sono arrivati gli Alleati. Documenti falsi, missioni segrete, diplomazia clandestina. Joyce, insieme al marito Emilio Lussu e ai compagni di Giustizia e Libertà, sostenuta nelle sue scelte dalla sua famiglia di origine, è in prima linea nella Resistenza. Poetessa, traduttrice, scrittrice, ha sempre coniugato pensiero (prefigurante, modernissimo) e azione. Azione che prosegue nel dopoguerra con la ricerca di poeti da tradurre per far conoscere le lotte di liberazione degli altri paesi, in particolare dell'Africa e del Curdistan. Nazim Hikmet, Agostinho Neto, i guerriglieri di Amílcar Cabral che compongono canti di lotta durante le marce, sono alcuni degli autori che Joyce 'scopre' e propone attraverso traduzioni rivoluzionarie. Rievocando le scelte, gli incontri, le occasioni, ripercorriamo l'esistenza di questa donna straordinaria (laica, cosmopolita, 'anglo-marchigiana') e il suo essere, da sempre, riferimento per molte donne e molti giovani.
1980A clean, unmarked book with a tight binding. Small tears and edge wear to dust jacket. Stated First Edition.