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ZAMBONI GIUSEPPE
LA PERSONA UMANA SOGGETTO AUTOCOSCIENTE NELL'ESPERIENZA INTEGRALE, TERMINE DELLA GNOSEOLOGIA, BASE DELLA METAFISICA
24,5x17 cm; 686, (4) pp. Brossura editoriale con titolo in nero impresso al piatto anteriore (qualche strappetto e macchiolina di sporco e due piccolissime mende al margine del dorso). Qualche minima ed ininfluente macchiolina di foxing in poche pagine e per il resto in buono stato di conservazione. Prima edizione, con dedica autografa di Zamboni al frontespizio, di qquesto importante scritto del grande filosofo veronese che fu professore di criteriologia e gnoseologia nell'Università Cattolica di Milano. Nel 1931, Zamboni, fu costretto a lasciare la cattedra a causa "dell'ostilità suscitata nell'ambiente della neoscolastica italiana dalla sua "gnosologia pura", da lui teorizzata come "fenomenologia del dato conoscitivo elementare nella coscienza e nell'autocosceinza attuale del soggetto conoscente". L'opra qui presentata è uno dei cardini del suo pensiero filosofico e risulta essere discretamente rara. PRIMA EDIZIONE, RARA.
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Zamboni Giuseppe
METAFISICA E GNOSEOLOGIA- risposta a Mons. Francesco Olgiati( 1935)
In 8', br. ed. pp. 136, dorso e margini dei piatti leggermente scoloriti, scritta/dedica al piatto ant., timbro "Omaggio dell'Autore al frontespizio, interno in buono stato, bruniture e segni del tempo.
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Zamboni, Giuseppe
LA PERSONA UMANA(1940)
In 8' gr., br. ed., pp. 686; pieghe al dorso, piccoli strappetti e mancanze alla testa e al piede,minime tracce di timbro all'antiporta e al frontespizio, timbro di istituto scolastico all'ultima pagina, frontespizio e retro danneggiato, mantenuto ma sostituito da entrambe le parti da pagina fotocopiata, legatura leggermente allentata alle prime pp., interno in ottimo stato, ordinarie bruniture e segni del tempo.
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Zankl, Fabianus
Exegesis meditationum de prima philosophia Renati des-Cartes : quam facta earundem mutatione in discursus lectu jucundiores et intellectu faciliores adornavit Fabianus Zankl e scholis Piis
xxxiv, 118 p. Hardcover Very good condition, in worn leather
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ZANOTTI FR. MARIA
DELLA FORZA DEI CORPI CHE CHIAMANO VIVA
ZANOTTI FR. MARIADELLA FORZA DEI CORPI CHE CHIAMANO VIVALIBRI TRE.AL SIG.G.B.MORGAGNI.Bologna, Eredi C.Pisarri e G.F. Primodi1752. [Fig. Metafisica] (cm.23,5)Bella mz. pelle recente nervi, titolo e fregi oro al dorso.-pp. XX, 311, (1).Con 1 tavv.f.t. più volte ripiegata(la prima carta bianca come sguardia)EDIZIONE ORIGINALE"Zanotti (1692-1777) Leading Italian scientist, president of the celebrated institute of Bologna. He is the best know for this work which is, addressed to G.B. Morgagni and endeavours to clear up the famous dispute on kinetic energy between Newtonians and Leibnizians by attempting to reach more precise definitions of the questions involved"-RICCARDI II 658: "Raro.resta sempre di non comune interesse scientifico"-SOTHERAN I 5587: "Di argomento metafisico, senza assumere dalla geometria, ne dalla meccanica altro che le opinioni più note e più comuni".Magnifico esemplare su carta grave ampli margini e con barbe.-PARENTI 523;-GAMBA 2511;-COLOMBO p.83;-ROLLER E G.II 603;-BLAKE 498;-POGGENDORFF II 1393;-BERTOLINI: testi di lingua "pregiatissimo". Libro
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ZARTARIAN Vahé
Le jeu de la création.
Couverture souple. Broché. 200 pages. 197 pages.
Bookseller reference : 203266
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Zecchi Stefano
L'artista armato. Contro i crimini della modernità
brossura Perché l'arte del Novecento è diventata incomprensibile? Perché gli sperimentalismi e la continua ricerca di novità hanno distrutto ogni forma di comunicazione fra artista e pubblico? Stefano Zecchi, uno dei fondatori del mitomodernismo, indaga sul significato e sul destino dell'artista e di chi usufruisce dell'opera d'arte.
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Zecchi Stefano
La bellezza
br. Certi trionfi sono peggiori delle eclissi. È accaduto anche alla bellezza. Proscritta come imbarazzante anticaglia dal sussiego postmodernista, ha poi riguadagnato terreno nella vita quotidiana attraverso un'idea artefatta di naturalezza e il culto della prestanza corporea, che promette a chiunque una facile elusione del proprio "ricettacolo di fango". Stefano Zecchi non si compiace affatto di un simile rientro in scena della bellezza. Se oltre vent'anni fa la riscattava dal limbo di irrilevanza in cui l'aveva confinata l'intero Novecento, avanguardista e "post", adesso la difende dalla sua versione cosmetica, domenicale. Nella nuova edizione di quel saggio controcorrente, accolto con successo, Zecchi torna a essere felicemente inattuale. Ai suoi occhi rimozione estetica ed esaltazione sociale appartengono allo stesso orizzonte isterilito, in cui ancora una volta viene aggirata la domanda di senso che è racchiusa nella rappresentazione di una forma sensibile e che costituisce la vera dimensione utopica dell'esistenza. Più che salvare il mondo, secondo l'auspicio di Dostoevskij, oggi la bellezza deve essere messa in salvo dal mondo.
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ZELLI RAFFAELE
ELEMENTI DI FILOSOFIA METAFISICA DI R.... Z.... - 1784
2 voll. in 8o, pp. 160; 169, cart. alla rustica. I ed. del monaco cassinense Zelli. Piccole mancanze al dorso del I vol. (5884/ METAFISICA - FILOSOFIA - ZELLI)
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Zellini Paolo
Breve storia dell'infinito
br.
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Zellini Paolo
Breve storia dell'infinito
br. «C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'Etica; parlo dell'Infinito», così ha scritto J.L. Borges - e le sue parole stanno sulla soglia di questo libro, dove un matematico ha provato a ripercorrere, con eleganza, penetrazione e perspicuità, le vicende di questa categoria temibile, dalle origini greche sino alla ormai cronica «crisi dei fondamenti» del pensiero scientifico. Prima parola occidentale per designare l'infinito è l'ápeiron, il «senza limiti», quale appare già in Anassimandro. Ma l'infinito greco, dai Presocratici alla sistemazione aristotelica, proprio in quanto lo si riteneva un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene maneggiato con estrema cautela nei procedimenti del pensiero discorsivo. E si tratterà sempre, allora, di un infinito potenziale, concepito nel segno della «negazione» e della «privazione» (la stéresis di Aristotele). La contesa tra il finito e l'infinito appariva dunque come una delle forme della contesa ultima fra tutte: quella fra l'Uno e il Molteplice. Il numero, sinonimo di misura e armonia, valeva in essa da misterioso punto di mediazione fra il limite e l'illimitato. Dalla Grecia antica a oggi la sequenza delle metamorfosi dell'infinito sarà vertiginosa. Lo svilupparsi della matematica vi s'intreccia con radicali mutamenti nel modo di concepire la realtà cosmica e mentale dell'infinito. A poco a poco vedremo delinearsi quella che è la grande attrazione e tentazione del pensiero occidentale: l'infinito attuale, che i Greci avevano schivato e ora viene ad assumere un ruolo sempre più centrale. Nell'ultimo, bruciante tratto di questa storia, che va da Leibniz a Bolzano e a Cantor, assisteremo a sempre rinnovati tentativi di «indicare in modo esplicito l'infinito con 'qualcosa'», finché questo 'qualcosa' si rivelerà «suscettibile per di più di essere manipolato come segno tangibile della meccanica algebrica». Una soggiogante realtà cosmica si tramuta così in un esile segno sulla carta. Ma una volta giunti, con la teoria cantoriana del transfinito, alla fioritura di una specie inaudita della matematica, cominceranno immediatamente ad aprirsi le falle insidiose dei paradossi e delle antinomie, che metteranno in crisi i fondamenti stessi della scienza. Da questa crisi, in cui siamo ancora immersi, discenderanno le più rilevanti scoperte epistemologiche del nostro tempo. Zellini ha saputo raccontare queste trascinanti vicissitudini del pensiero unendo il rigore alla duttilità: ha seguito passo per passo l'evoluzione tecnica della nozione matematica di infinito e al tempo stesso l'ha riavvolta in quelle ricche speculazioni mitiche, teologiche, letterarie che da sempre l'hanno accompagnata. Così, in controcanto ai testi dei grandi matematici, incontreremo quelli di Musil e di Simone Weil, di san Tommaso e di Boezio, di Broch e di Florenskij. Dalla sconvolgente scoperta pitagorica dei numeri irrazionali allo horror infiniti che serpeggia in tutta l'antichità, dalle ardite teorizzazioni medioevali alla furia mistica di Bruno e di Cusano, dalle innovazioni scandalose (e fondatrici in rapporto alla scienza moderna) di Cartesio e di Leibniz sino all'abbagliante «paradiso» di Cantor (e alla subitanea cacciata da quel paradiso con la scoperta delle antinomie) e alle suggestioni attuali dell'«infinito aperto»: disparati, sorprendenti e nettamente disegnati sono i paesaggi speculativi che questo libro ci lascia attraversare. E Zellini ci farà da guida ogni volta con lucidità e passione, quasi fosse un odierno rappresentante di quel «Segretariato Terreno della Precisione e dell'Anima» che proponeva Ulrich nell'Uomo senza qualità.
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Zervos, Christian (a cura di)
Cahiers d'Art, 25e année I. 1950: Un demi-siècle d'art Italien.zervos, Christian
Mm 245x320 Volume nella sua brossura originale con bella figura di G. Balla in copertina, 276 pagine con centinaia di illustrazioni in nero dell'Arte italiana della prima metà del novecento. Dorso restaurato, leggere tracce d'uso esterne, legature ben salde. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
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Zhen, Li; Yi-Jie, Tang; Pei-Ching Ta Hsueh Che Hsueh Hsi; International Society for Metaphysics; Council for Research in Values
Man and Nature: The Chinese Tradition and the Future Cultural Heritage and Contemporary Life Series III. Asia Vol 1
University Press of America 1989-09-01. First Edition. Paperback. Very Good. Light shelf wear to covers. Binding square and tight. No loose pages or creasing to spine. No highlighting notation or remainder marks. Thank you for supporting Last Word Books and independent bookstores. University Press of America paperback
Bookseller reference : 210435936 ISBN : 0819174130 9780819174130
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Zingaro Vincenzo
Per una filosofia del suono. Monade sonora e spazio fantico
br. Ripensare la fruizione musicale nel contesto più ampio dell'esperienza estetica attraverso le nozioni di monade sonora e spazio fantico. Mettendo a fuoco la relazione tra i due concetti, quest'opera mira a sviluppare una filosofia del suono nella sua autonomia e, su questa base, a rinnovare il senso stesso dell'ascolto.
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Zolla Elémire; Marchianò G. (cur.)
Dal tamburo mangiai, dal cembalo bevvi... Lo stato mistico e altre questioni di antropologia spirituale
br. L'esperienza interiore umanamente più scoscesa, ritenuta comunemente un eccesso aberrante al confine del patologico, fu scrutata da Elémire Zolla in quattro testi comparsi tra gli anni sessanta e ottanta del secolo scorso, all'insegna di una tesi che all'epoca suonò sconcertante: lo stato mistico inteso come apertura sorgiva e plenaria all'incontro col divino vissuto coi sensi e la coscienza potenziati all'unisono. L'estatico, il meditante, lo sciamano, chi manipola materie in modo alchemico e investiga le forze che reggono l'esistenza attraverso i segni del cielo, trova normale e per nulla aberrante l'approdo a un "oltre" interiore, a una patria spirituale quale che sia l'orizzonte di fede o agnostico in cui l'apertura epifanica avviene. Lo stato mistico come norma dell'uomo, Esoterismo e fede, Alchimia e meditazione taoiste e buddhiste e Il cielo scritto sono temi che Zolla scruta a partire dalla nuda, ripida evidenza che «ogni vita comporta un'invisibile interiorità che ne è la sostanza». L'abbagliante metafora del tamburo e del cembalo che intitola il libro deriva da un passo del polemista cristiano Giulio Firmico Materno (IV secolo) alle prese con la sua fiera condanna degli insani culti sacrificali pagani che invece di elargire salute e salvezza, come nel caso del mistero eucaristico cristiano, fomentano superstizioni e idolatrie criminose.
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Zolla, Elemire
Tre discorsi metafisici 1989-1990
Mm 120x210 Collana "Interventi" - Brossura editoriale di 141 pagine. Con letture critiche di Conci, Couliano, Di Vona, Marchianò, Rasy. Un bollino al retro, peraltro copia in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
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Éric Schilling
L'Homme chez Dieu
MICHEL DE MAULE 2009 in8. 2009. Broché. Cet ouvrage philosophique d'Éric Schilling explore la relation entre la liberté humaine et la transcendance divine. À travers une forme hybride mêlant lettres récits et dialogues l'auteur défend l'idée que la question de l'homme est indissociable d'une réflexion sur Dieu situant la liberté au-delà des concepts d'Être et de Néant
Bookseller reference : 100147690
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