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Pio V Papa
Breve S. D. N. D. Pii, Divina providentia Papa V. quo D. Bartholomaeus Bussottus Thesaurarius deputatur Collector generalis omnium spoliorum ecclesisasticorum in universa Italia.
In 4° grande (32x21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Due piccoli forellini alla prima carta, ininfluente. Antica nota manoscritta ottocentesca con la data della salita al soglio pontificio di Papa Pio V. Grande stemma di Papa Pio V. Rara bolla papale, probabilmente stampata da Antonio Blado, emesse, pochi giorni dopo la salita al soglio pontificio (7 gennaio 1566) dal noto inquisitore e teologo domenicano, Papa Pio V, al secolo Antonio (in religione Michele) Ghislieri (Bosco Marengo in provincia d'Alessandria, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572) che fu il 225º vescovo di Roma. Pio V fu tra i massimi riformatori della Chiesa Cattolica secondo i dettami del Concilio di Trento. Insieme a san Carlo Borromeo e sant'Ignazio di Loyola è considerato tra i principali artefici e promotori della Controriforma. Si adoperò nella difesa del Cattolicesimo dall'eresia attraverso un ampliamento dei diritti giurisdizionali della Chiesa. A lui si deve la scomunica di Elisabetta I d'Inghilterra, nel tentativo di favorire l'ascesa al trono inglese della cattolica Maria Stuart. Riordinò i poteri dei cardinali inquisitori nella bolla Cum felicis recordationis, essendo sempre attento al lavoro degli stessi. A lui si deve anche l'istituzione, nel 1571, della Sacra Congregazione dell'Indice dei Libri Proibiti. La Bolla è diretta al nuovo tesoriere generale della chiesa chiamato dallo stesso Papa Pio V a ricoprire l'importante carica, Bartolomeo Bussetti nato a Bibbiena nel 1520. "Il nome del B. venne assumendo nel corso degli anni un'importanza sempre crescente che culminò, il 17 genn. 1566, nella nomina da parte di Pio V a tesoriere generale della Chiesa. Appena eletto al soglio pontificio, Pio V chiamò il B. a sostituire Donato Matteo Minali sulla cui onestà si nutrivano alcuni dubbi; in effetti il B., esperite le indagini, riscontrò l'esistenza nei libri contabili di gravi irregolarità a danno della Camera apostolica per cui il Minali venne condannato. Il B., che mantenne la carica di tesoriere generale durante tutto il pontificato di Pio V, seppe adeguare le sue direttive economiche alla politica che nel campo dell'amministrazione dello Stato pontificio Pio V voleva perseguire. Il pontefice infatti voleva improntare la sua politica economica a grande parsimonia per quanto riguardava il fasto della corte papale, onde poter apportare alleviamenti fiscali alla popolazione. Infatti fra i primi atti del pontefice, suggeriti dal B., figurano l'abolizione, in Roma, dell'imposta sul vino, la revisione generale di altre tasse, l'abolizione dell'imposta sul macinato nel Patrimonio di San Pietro, dietro una prestazione pecuniaria da pagarsi una sola volta. Inoltre emanò severe prescrizioni contro quegli ufficiali dell'amministrazione che si fossero lasciati corrompere da regalie." dal sito Treccani.it. Proprio in quest'ottica di risparmio e gestione del patrimonio ecclesiastico si inserisce questa bolla pontificia. Rara.
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PIO VII
Indulgenze che la santità di nostro signore papa Pio VII concede ai fedeli, che ritenendo appresso di se alcune delle corone, rosarj, croci, crocefissi, statuette, o medaglie benedette dalla stessa santità sua adempiranno le respettive opere pie prescritte. Coll'aggiunta di un'opportuna spiegazione della dottrina della Chiesa sull'indulgenze cavata dagli scritti del Bossuet, del Fenelon, del Bourdaloue del Charenus.
In 12° (15x8,3 cm); 35, (1) pp. Senza legatura ma non slegato. Bello stemma papale di PIO VII al frontespizio. Papa Pio VII, nato Barnaba Niccolò Maria Luigi (in religione Gregorio) Chiaramonti (Cesena, 14 agosto 1742 – Roma, 20 agosto 1823), è stato il 251º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (1800-1823). L’opera raccoglie le indulgenze date Pio VII nell’anno 1806. Opera non comune, due soli esemplari censiti in ICCU, in questa edizione romana stampata da Lazzarini. A parte la mancanza della brossura in buone condizioni di conservazione.
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Pio VII
Moto proprio della santità di nostro signore papa Pio 7. in data delli 31. ottobre 1800 sul nuovo regolamento giudiciario da osservarsi in Roma nelle materie annonarie esibito negli atti del Nardi segretario di Camera il primo novembre dell'anno stesso
In-4°; pp. 8, leggermente brunito. stemma pontificio al front. Senza legatura. Determinazione in merito al commercio dei grani e regolamento della Deputazione annonaria.
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Pio VII
Moto proprio della santità di nostro signore papa Pio 7. in data delli 31. ottobre 1800 in cui si prescrive l'erezione di un tribunale annonario in Civitavecchia esibito negli atti del Nardi segretario di Camera il primo novembre dell'anno stesso
In-4°; pp. 8, leggermente brunito. stemma pontificio al front. Senza legatura. Per l’istituzione a Civitavecchia di Un Tribunale Annonario che si occupi delle controversie relative al commercio Grani e Granaglie
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PIRANESE Giovanni Battista
Alcune védute di Archi trionfali, Ed altri monumenti Inalzati DA ROMANI : Partie de Quali si Veggono in Roma, E partie per l’italia diseganti ed inscisi dal Cavalier Giovanni BATTISTA PIRANESE
Suite de 28 gravures, plus les quatre pages de titre, elles aussi gravées, sur vélin fort, à grandes marges, en un volume In folio à l’italienne plein cuir fauve, 550x435mm, double filet à froid sur les plats. Titre gravé, 355x245mm à la cuvette, deuxième titre 295 x 165mm à la cuvette 3 titre 495x165mm à la cuvette.. Ponte di Rimino Indice dellie Tavole conetenute in quest’Opera (avec des erreurs dans la présentation et la numérotation des planches) planche 5 : Veduta delle’ Arco fabricato in onore d’Augusto Cav. Piranesi inc.en marge inférieure le numéro dans la planche angle supérieur droit.397x257 à l cuvette. Planche 6 : Parto del Foro di Nerva , numéro dans la planche angle supérieur droit. 270x136mm à la cuvette. Planche 7 : Arco di Tito in Roma 265x130mm à la cuvette, numéro dans la planche partie supérieure droite. Planche 9 : Arco Di Constatino in Roma. Piranesi F au bas à gauche dans la gravure. Le numéro 9 est à peine visible, noyé dans les hachures. Planche11: Tempo di Giano et Arco degli Argentieri eretto a settimio Severo in Roma. Piranes Fecit , numéro dans la gravure angla supérieur droit. 266x135mm à la cuvette Planche 12 : Anfiteatro Flavius dessto il colosseo in Roma. Piranese fecit dans la marge inférieure gauche ainsi que le numéro. 273x135mm à la cuvette. Planche 13 : Arco di Settimio. 1) Tempo della concordia 2) Salta di camidoglio. Piranesi s. en marge inférieure droite Israël Silvestre del en marge inférieure gauche.. Planche 14 Ponte Senatorio aggi deto ponte Rotto 1)Tempio di Vesta-2) Tempio della Fortuna virile-3) Porte dell’antico Palation. Piraneses sc. En marge inférieure droite, Israël Silvestre del, .en marge inférieure gauche 259x122mm à la cuvette.Numéro gravé dan la planche angle supérieur droit. Planche 15 : Foro di Augusto Piranese fecit dans la gravure angle inférieur droit. Numéro dans la gravure angle supérieur droit. 265x135mm à la cuvette. Planche16 : Ponte di Rimino fabricato da Augusto e da Tiberio Imperatori. Piransesi fécit en marge inférieure gauche. Numérotation en marge inférieure gauche. 264x136mm. Planche 17 : Antichi A Roma Fuori di Roma Designate ed incise da Gaimbatistta Piranesi Architetto Veneziano Partie seconda. Piranesi fécit en marge inférieure gauche Roma Si vende d’alla auttore dirimpetto l’Academia di Franzia. Arco di Romano erroto ad Augusto. Numérotation dans la gravure angle supérieur droit. 264x130mm. Planche 18 :Sepolcro degliseipioni sull’ant via Appia. Piranese dans la gravure. Numérotation dans la gravure angle supérieur gauche. 272x136m à la cuvette. Planche 20 : Arco di Rimino fabricatada da Augusto. Piranese dans la planche, sous le titre à droite. Numérotation dans la gravure angle supérieur droit 271x137mm à la cuvette. Planche 21 : Tempio di Pola in Istria. Piranes fecit dans la petite marge inférieure gauche. Numérotation dan la marge inférieure droite. 258x126mm, à la cuvette .Planche 22 Rovesio del tempio di Pola in Istria 1) Rovescio di un altro tempio. Piranesi fecit en marge inférieure gauche. Numérotation dans la gravure angle supérieur droit. 255x130mm à la cuvette. Planche 23 : Antféteado di Pola in Istria Vicino al mare. Piranesi fecit en marge inférieure gauche ; Numérotation en marge inférieure gauche. 264x13mm à la cuvette. Planche 24 : Arci di Pola in Istria Vicino alla Porta. Piranesi fecit en marge inférieure gauche. Numérotation (tav) en marge inférieure droit. Planche 25 : Anfiteato di Verona detto l’Arena. Titre gravé dans la planche dans la partie inférieure gauche. Numérotation angle supérieur gauche. 264x130mm à la cuvette. Planche 26 : Tempo di ditunno all Venet ra fuligno e spolette Allevene. Titre et signature Piranese, gravés à la pointe au bas à droite. Numérotation angle supérieur droit. 269x135mm à la cuvette. Planche 27 : Sepolcro delle tres Fratelle curiati in Atrano Titre et signature, Piranese, gravés dans la planche, angle inférieur droit. 262x133mm à la cuvette. Planche 28 : Arco di traiano in Ancona Piranese fécit gravé au dessus du titre. 272x135mm à la cuvette. Planche 29 : Sepolco di Metella deto Capo di Bove. Piranese fecit , double signature La première gravée en majuscules, la seconde au dessous en minuscules. Il s’agit de la planche 20 dont le chiffre 0 a été recouvert du chiffre 9 à la plume. 270x136mm à la cuvette. Planche 30 : Parte dell’antica Via Appia fuoris di Porta Sebastiano circa tre miglia. Piranes fecit au bas à gauche en marge inférieure. Numérotation dans la planche angle supérieur droit. 270x135mm à la cuvette. Planche 31 Arco di Galieno 1) Facciata della chiesa di S. Vito. Piranesi fecit en marge inérieure droite. Numérotation dans la planche angle supérieur droit. 270x136mm à la cuvette. Planche 32 Tempio di Minerva Madica Franc. Piranesi fecit en marge inférieure droite Numérotation en marge supérieure droite. Belles épreuves après 1760. Une déchirure en marge extérieure d’une planche réparée, sans atteinte à la gravure. Traces de tampons effacés, avec habiles recouvrements pour certaines. Fort rare.
书商的参考编号 : 10603
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PIRENNE Jacques
Les grands courants de l'histoire universelle. Volume I seul : Des origines à l'Islam.
Couverture souple. Broché. 518 pages.
书商的参考编号 : 99458
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PIRANESI, Giambattista, 1720-1778 d'apres
Tempio della fortuna Virile, ora S.M.A EGIZZIACA
Copper etching XVIIIe, 18,5 x 14 cm the plate, rare variation of this known work.
书商的参考编号 : GRA33
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Piraccini, Orlando (a Cura di)
La Biblioteca Dipinta. Un Ciclo Pittorico Di Miria Malandri
Mm 220x280 Testi di Rino Pensato, Orlando Piraccini, Claudio Spadoni, postfazione di Riccardo Vlahov. Brossura editoriale di 39 pagine con illustrazioni in bianco e nero, numerose tavole a colori fuori testo. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
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PIRANDELLO, Luigi (Agrigento, 1867 - Roma, 1936),
Maschere nude
Milano: Mondadori I classici contemporanei italiani 1986. Rilegato tela sovracoperta custodia cloth dust jacket slip-case. Molto buono Very Good. Volume primo. Con cronologia della vita e delle opere di Luigi Pirandello a cura di Manlio Lo Vecchio-Musti. 8vo. pp. 1224. Molto buono Very Good. . Mondadori, I classici contemporanei italiani hardcover
书商的参考编号 : 110994
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PIRANDELLO, Luigi (Agrigento, 1867 - Roma, 1936),
Novelle per un anno I
Milano: Mondadori I classici contemporanei italiani 1985. Rilegato tela sovracoperta custodia cloth dust jacket slip-case. Molto buono Very Good. Volume I. Prefazione di Corrado Alvaro. Con cronologia della vita e delle opere di Luigi Pirandello. 8vo. pp. 1384. Molto buono Very Good. . Mondadori, I classici contemporanei italiani hardcover
书商的参考编号 : 110993
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PIRANESI
Magnificenza di Roma.
Folio (cm. 54,0) Legatura cartone edit. con titolo oro al dorso, astuccio edit. privo del top e della base; 40 pp. con 15 ill. n.t. + 28 tavole a doppia pagina. Magnifica edizione stampata da Luigi Maestri su carta forte speciale della Cartiera Ventura, pieni margini, testo composto a mano, caratteri Caslon. Introduzione di Mario Praz e note illustrative di Livio Jannattoni. Esemplare molto buono.
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Piranesi
St. Peter's at Rome
Veduta panoramica della piazza e di San Pietro
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PIRANESI (attribuibile a)
Sepolcro dei tre fratelli Curiazi. Splendida incisione del '700 16x26
1 Vol. pag. PROG 11519 CATT_ATT 20
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Piranesi -
Veduta della Piazza di Monte Cavallo.
Riproduzione su cartone di cm. 55 x 40, di un'incisione settecentesca.
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Piranesi Francesco
Capitello di marmo, il quale co'l'altro, che segue, esiste nella Basilica di S. Lorenzo fuori delle mura ...
Incisione in rame all'acquaforte, bulino e puntasecca inserita nell'opera "TROFEI DI OTTAVIANO AVGVSTO INNALZATI PER LA VITTORIA AD ACTIVM E CONQ" edita da Firmin Didot Frères nel 1753
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Piranesi Francesco
Parti in grande restaurate dei Trofei di Ottaviano Augusto. 1 A pie del Trofeo si osserva ...
Incisione in rame all'acquaforte, bulino e puntasecca inserita nell'opera "TROFEI DI OTTAVIANO AVGVSTO INNALZATI PER LA VITTORIA AD ACTIVM E CONQ" edita da Firmin Didot Frères nel 1753
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Piranesi Francesco
Sommario ed estratti di documenti i di cui originali esistono nelle mani del governo svedese
In 8°, pp. 71. Brossura. Timbro di biblioteca estinta al frontespizio. Esemplare con alcune pagine rifilate che tagliano una riga del testo. Raro.
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PIRANESI Francesco (Roma 1758 - Parigi 1810)
Prospetto interiore del Tempio Vaticano veduto nelle sere di Giovedì, e del Venerdì Santi al chiarore della gran Croce di
Prospetto interiore del Tempio Vaticano veduto nelle sere di Giovedi, e del Venerdi Santi al chiarore della gran croce di metallo illuminata sospesa nella nave principale dinnanzi all'altar maggiore quando la Santità Sua si porta alla venerazione del Volto Santo. Acquaforte e bulino, circa 1783 da un soggetto di Louis Jean Desprez. Esemplare di secondo stato, con l’iscrizione Prospetto interiore del Tempio Vaticano ... Dêspres del. Ca. Frañco Piranesi inc. 1787. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con pieni margini, in ottimo stato di conservazione. La rappresentazione di cerimonie religiose all'interno delle più importanti chiese, prima fra tutte San Pietro, era diffusa nel Settecento. Il commercio di vedute legato alla committenza straniera non mancava, infatti, di fornire immagini suggestive di queste liturgie che suscitavano notevole curiosità nei viaggiatori in visita a Roma. Era, infatti, consuetudine diffusa nell'itinerario seguito dai grandtourists in Italia di fare in modo di seguire le funzioni religiose della settimana di Pasqua a Roma. Giá Lalande (cfr. Voyage d'un François en Italie, fait dans les années 1765 et 1766, Venezia e Parigi 1769, V, p. 122) che aveva potuto assistere alla cerimonia della croce durante il suo viaggio nel 1766, racconta, infatti, di «una croce da diciotto a venti piedi di altezza, illuminata la sera con lampade ad olio che offre un colpo d’occhio spettacolare” La stessa scena è rappresentata anche in una serie di incisioni colorate a mano frutto della collaborazione tra Francesco Piranesi e Louis Jean Desprez. L'inquadratura è pressoche la stessa, in entrambe le vedute la cerimonia è ripresa dal transetto sinistro in modo da inquadrare il baldacchino berniniano illuminato dai riflessi della luce, consentendo di distinguere anche la sagoma del san Longino sul piliere della cupola. Il taglio verticale dell'incisione di Piranesi e Desprez lascia meno spazio ai dettagli architettonici; l'interno di San Pietro con la cerimonia della Croce è riprodotto da Desprez anche in un disegno ora al Louvre ripreso da un punto di vista diverso, in modo tale da riuscire a scorgere solo una piccola parte del baldacchino (cfr. Fabrizia Lucilla Spirito, Vedutismo e Grand Tour: Giovan Battista Lusieri e i suoi contemporanei, Napoli 2006, p. 52). Bellissimo esemplare. Bibliografia Wollin, Nils Gustaf, Desprez en Italie; dessins topographiques et d'architecture (1935), p. 156, n. 1, II/II. Etching and engraving, circa 1783 from a subject by Louis Jean Desprez. Example of the second state, inscribed Prospetto interiore del Tempio Vaticano ... Dêspres del. Ca. Frañco Piranesi inc. 1787. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, with full margins, in excellent condition. The representation of religious ceremonies inside the most important churches, first of all St. Peter's, was widespread in the eighteenth century. The trade of views linked to foreign clients did not fail, in fact, to provide suggestive images of these liturgies that aroused considerable curiosity in travelers visiting Rome. It was, in fact, a widespread custom in the itinerary followed by grandtourists in Italy to make sure to follow the religious functions of Easter week in Rome. Giá Lalande (cf. Voyage d'un François en Italie, fait dans les années 1765 et 1766, Venice and Paris 1769, V, p. 122), who had been able to witness the ceremony of the cross during his trip in 1766, tells, in fact, of "a cross eighteen to twenty feet high, illuminated in the evening with oil lamps that offers a spectacular view." The same scene is also depicted in a series of hand-colored engravings resulting from the collaboration between Francesco Piranesi and Louis Jean Desprez. The framing is almost the same, in both views the ceremony is taken from the left transept so as to frame Bernini's canopy illuminated by the reflections of light, allowing one to distinguish the silhouette of St. Longinus on the piliere of the dome. The vertical cut of the engraving by Piranesi and Desprez leaves less space for architectural details; the interior of St. Peter's with the ceremony of the Cross is also reproduced by Desprez in a drawing now at the Louvre taken from a different point of view, so that only a small part of the canopy can be seen (see Fabrizia Lucilla Spirito, Vedutismo e Grand Tour: Giovan Battista Lusieri e i suoi contemporanei, Naples 2006, p. 52). Beautiful example. Bibliografia Wollin, Nils Gustaf, Desprez en Italie; dessins topographiques et d'architecture (1935), p. 156, n. 1, II/II.
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Piranesi G. B.
LE VEDUTE DI ROMA DI G.B. PIRANESI.
L'esemplare è costituito da due capitoli introduttivi di Valerio Mariani (datato 1939) e Giulio Ansaldi e da 47 tavole indipendenti (mm. 410x295) che riproducono alcune incisioni romane del Piranesi. Manca un indice di riferimento per verificarne la completezza. <BR>Introduzione e tavole sono conservate in un cofanetto in percallina rossa con titolo e fregi in oro. <BR>Buone condizioni.<BR><BR>
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PIRANESI Giambattista
ANTICHITA D'ALBANO E DI CASTELGANDOLFO.
In-folio (cm. 55), similpelle editoriale, titolo oro al dorso, custodia (lievi tracce d’uso), pp. 81, in gran parte con illustrazioni in bianco e nero e a colori. Riproduzione in facsimile dell'edizione di Roma, 1764. Edizione di 500 esempl. numerati. In ottimo stato (nice copy).
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PIRANESI Giambattista
LE PICCOLE VEDUTE DI ROMA.
In-8 oblungo (cm. 25.20), cartonato editoriale, custodia in cartone, pp. 217, (3), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Introduzione di Carlo Bertelli. Note alle tavole di Carlo Pietrangeli. Volume con XLVIII tavole riproducenti le famose "Vedutine" del celebre artista (cosi' chiamate le prime vedute di Roma del Piranesi) pubblicate per la prima volta nel 1725. Excerpt in English. Tracce di polvere alla custodia; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
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Piranesi Giambattista
VEDUTA DELLE COLONNE ANTONINA E TRAJANA(1965)
56X38, cartella in custodia, mz. pelle, tit. in oro al dorso, ill. in n. applicate ai piatti della custodia, 1 carta sciolta riportante l'opera e la vita di Giambattista Piranesi, di Henry Focillon, colophon, 2 tavole piu' volte ripiegate delle colonne Antonina e Trajana, (piu' fogli 54x37 c.ca incollati tra loro per una lunghezza complessiva di circa 3 metri cad.).Edizione numerata 720/1000Finito di stampare nel mese di ottobre MCMLXV per l'Editalia- Edizioni d'Italia, dalla tipografia Eliograf di Roma, su carta speciale appositamente fabbricata dalla cartiera Ventura di Cernobbio. Riproduzioni eseguite dalla Foto-Incisione Campo Marzio di Roma. Rilegatura, Custodia, e impressioni su oro zecchino della legatoria Antinori di Roma.Lievi abrasioni, macchioline al dorso e del tempo alla custodia, leggere abrasioni alle estremita' del dorso, minimi forellini ai margini laterali del primo foglio della colonna trajana, altrimenti in buono stato, ordinari segni del tempo.Disponibili su richiesta ulteriori immagini relativi allo stato di conservazione e delle colonne in visione intera.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
(Piazza del Quirinale)
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei.Tratta dal " Il Mercurio errante, delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne" di Pietro Rossini. Roma 1760. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei.Taken from " Il Mercurio errante, delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne" di Pietro Rossini. Roma 1760. Wilton-Ely 98; Focillon 95
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Altra veduta degli avanzi del Pronao del Tempio della Concordia
- PRIMO STATO DI TRE -Acquaforte e bulino, 1774, firmata in lastra . Esemplare della contemporanea tiratura romana. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF THREE -Etching with engraving, 1774, signed on plate. From the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary laid paper with watermark "double encircled fleur de lys with letters CB", with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 110, I/III; Focillon 830; Wilton Ely 243.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Anfiteatro Castrense à S. Croce in Gerusalemme
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 95; Focillon 81
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Archyginnasio Romano
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 52; Focillon 114
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Archygymnasio della Sapienza
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 101
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Arco di Nerone Druso con gll'Aquedotti di Caracalla
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 65; Focillon 105
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Chiesa di S. Ignazio del Collegio Romano
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 67; Focillon 72
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Collegio di Propaganda Fide
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 83; Focillon 93
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Piranesi Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Dimostrazione in genade del capitello di una delle colonne del tempio di Guinone dentro i portici d'Ottavia
Particolari delle colonne corinzie del Tempio di Giunone situato all'interno del Portico di Ottavia. Tomo IV° - Stampata su carta con filigrana “giglio in doppio cerchio con lettere CB”. Margine destro ricostruito
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Piranesi Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Dimostrazione in grande delle parti del Tempio della Fortvna Virile
Particolare del capitello ionico, architrave e modanatura della cornice del Tempio di Portuno. Tomo IV° - Stampata su carta con filigrana “giglio in doppio cerchio con lettere CB”. Margine destro ricostruito
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo Barberini
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo Borghese
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 100
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo Borghese
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 101
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo del Duca di Bracciano Odeschalchi
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 75; Focillon 96
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo dell'Accademia di Francia al Corso
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 72; Focillon 74
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Palazzo della Cancelleria
Acquaforte, 1745 circa, firmata in lastra. Magnifica prova, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione.Opera tratta dalle “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” stampata in Roma “a spese di Fausto Amidei”, 1748.La raccolta, in 4° oblungo, viene pubblicata da Fausto Amidei in varie edizioni dal 1745 al 1750, e da Giovanni Bouchard nel 1752. Conteneva frontespizio inciso e 93/96 tavole, delle quali 47 firmate Piranesi in lastra ed altre da Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, ed Anesi.Opere giovanili del Piranesi, appena giunto a Roma dove fu allievo della bottega di Giuseppe Vasi. Vasi lavora alle sue vedute, che presentate come raccolta, prenderanno dal 1747 il nome delle 'Magnificenze di Roma'; agli inizi dell’opera Piranesi lo affianca, ma, almeno dal 1744, produce sue proprie vedutine, che nel 1745 formano il nucleo più importante delle 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' per il libraio ed editore Amidei. Etching, around 1745, signed in plate. A very good impression with full margins, in perfect condition.Taken from the “Varie Vedute di Roma Antica, e Moderna. Disegnate e Intagliate da Celebri Autori” printe in Rome by Fausto Amidei, 1748.The collection, in 4th oblong, is published by Fausto Amidei in various editions from 1745 to 1750, and by Giovanni Bouchard in 1752. It contained an engraved frontispiece and 93/96 plates, of which 47 signed by Piranesi and others by Giraud, Carloni, Nicole, Mogalli, Bellicard, Le Geay, and Anesi.Early works by Piranesi, who had just arrived in Rome where he was a student of the workshop of Giuseppe Vasi. Vasi’s works will take the name of the 'Magnificenze di Roma'; from 1747; at the beginning of the work Piranesi joined him, but, at least since 1744, he produced his own views, which in 1745 formed the most important nucleus of the 'Varie Vedute di Roma antica e moderna disegnate e intagliate da celebri autori' for the bookseller and editor Amidei. Wilton-Ely 82; Focillon 115
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Pianta di Roma disegnata colla situazione..
Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Acquaforte e bulino, 1756 circa, firmata in lastra in basso a destra. Dalla serie Le Antichità Romane. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva, con pieni margini ed in perfetto stato di conservazione. Opera tratta dalla prima edizione, pubblicata a Roma nel 1756 nella stamperia di Angelo Rotili a Palazzo Massimo alle Colonne, dai signori Bouchard e Gravier, librai e mercanti in Roma con sede presso San Marcello al Corso. La raccolta conteneva un ritratto del Piranesi, inciso da Felice Polanzani, e recava una dedica a James Caulfield conte di Charlemont, dedica poi eliminata in seguito ad un litigio. Di questa edizione originale, che venne alla luce nel maggio del 1756, sono note tre diverse tirature, connesse con le vicende del litigio con lord Charlemont, vicende documentate dal Piranesi stesso nelle sue Lettere di Giustificazione del 1757. Le diverse tirature sono riconoscibili tra loro proprio nel frontespizio del primo tomo, quello originariamente dedicato al nobile inglese, che successivamente si presenta con dedica e stemma araldico abraso, quindi con l’aggiunta di una dedica dell’autore Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae. Henry Focillon, nel suo saggio del 1918, suppone che il Piranesi prepari ed incida le tavole per l’opera tra il 1750 ed il 1756, tuttavia, elementi architettonici fanno risalire alcune al 1746. In realtà le tavole più antiche utilizzate nella raccolta risalgono probabilmente ad anni ancora precedenti, come sembra suggerire sia l’estrema complessità dell’opera, legata ad un lunghissimo lavoro di preparazione e ricerca, sia l’oscillazione stilistica riscontrabile comparando le varie tavole. Ad ogni modo, la grandiosità delle Antichità Romane del Piranesi non sta solamente nel grande lavoro grafico prodotto dall’artista: l’opera risulta infatti fondamentale come innovazione metodologica nel settore dell’archeologia a lei contemporanea, con l’utilizzo di scritti che sono essenziali per comprendere il pensiero dell’autore e l’innovazione del metodo piranesiano. Si può quindi sostenere, come giustamente fa notare il Focillon, che l’artista veneziano fondi l’archeologia moderna. Questa innovazione comporta, però, un enorme stacco e una grande divergenza con il pensiero e la cultura ufficiale ed accademica del periodo - di derivazione anglosassone - causando enormi polemiche di cui Piranesi fu bersaglio, e il fiorire di una negativa aneddotica intorno alla sua persona, il cui scopo era quello di ristabilire l’egemonia minacciata della cultura “classica”. Il principale pensiero espresso nelle Antichità Romane consiste nel documentare e conservare in effige un patrimonio monumentale che andava di giorno in giorno sgretolandosi, linea di condotta che andava contro l’atteggiamento culturale di amatori ed antiquari, il cui piacere era puramente estetico, non disdegnando all’occorrenza, l’asporto di frammenti anche vistosi di antichità a titolo di puro collezionismo o alla stregua di souvenir. La principale novità della sua impostazione consiste nell’unificare in un solo momento le operazioni di scavo, di rilievo, le indagini strutturali e la misurazione con lo studio delle fonti letterarie, a cui egli fa riferimento diretto. Questo momento di unificazione è rappresentato dallo studio topografico, che unito alla tecnica di rilievo, alla conoscenza dei materiali e delle tecniche antiche, allo scavo ed al sopralluogo dava luce all’archeologia, ovvero lo studio della storia antica. Stampata su contemporanea carta vergata con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), tipica di ques... Pianta di Roma disegnata colla situazione di tutti i Monumenti antichi : de' quali in oggi ancora se ne vedono gli avanzi, ed illustrata colli Framm.ti di Marmo della Pianta di Roma antica, scavati, saranno due secoli, nelle Rovine del Tempio di Romolo; ed ora esistenti nel Museo di Campidoglio. Etching with engraving, 1756, signed at the bottom margin. From the Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper, with margins, perfect conditions. The first edition of this work, in four volumes, was published in Rome in 1756 at the printing-works of Angelo Rotili at the Massimo alle Colonne Palace, by Bouchard and Gravier, book-dealers and tradesmen located in Rome near the church of St. Marcel at the Via del Corso. This collection included a portrait of Piranesi, engraved by Felice Porziani, and a dedication to James Caulfield, count of Charlemont. This dedication was later abolished in the aftermath of a quarrel, described by Piranesi in his Lettere di Giustificazione [Letters of Justification] (1757), which also gave rise to three different versions of this first original edition (May 1756). These different versions are distinguishable from the title-page of the first volume, which initially was dedicated to the Irish aristocrat, then exhibited a cancelled dedication and coat of arms and, finally, bore a Latin motto written by the artist "Aevo Suo Posteri set Utilitari Publicae". Henry Focillon, in his 1918 treatise, presumed that Piranesi prepared and engraved the plates for this collection between 1750 and 1756, although some architectural features could have a few of them dating back to 1746. Actually, the oldest plates included in this collection probably date back even further, as suggested by the extraordinary complexity of this work, due to a prolonged phase of preparation and research, together with the stylistic alterations which can be observed by comparing the different plates. The magnificence of Piranesi's Antichità Romane, however, is not only in the artist's large graphic output. Indeed, this work is of primary importance from the standpoint of methodological innovation within the framework of contemporary archaeology, with the utilisation of texts which are of essential importance for the comprehension of the author's ideas and of the innovations implied in Piranesi's methodology. It can be asserted, as correctly emphasised by Focillon, that the Venetian architect founded modern archaeology. However, this new-fashioned approach implied an important disassociation and a significant deviation from the convictions and the official and academic culture of the time, which was of Anglo-Saxon derivation. This gave rise to a serious controversy, whose target was Piranesi, and to an adverse anecdotal literature concerning his person, the objective being the re-establishment of the endangered authority of the culture it was threatening. The main motivation behind the Antichità Romane was the documentation and preservation, utilising illustrations, of a heritage of ancient monuments which was being ravaged on a daily basis. This approach was incompatible with the one held by amateurs and antiquarians who only took pleasure from aesthetic contemplation and would not refrain from occasionally removing rather imposing parts from ancient relics for their private collections or, more simply, as souvenirs. The main new feature in his procedure was to unify into a single space the acts of excavating, surveying, structural inquiries and measurement together with the analysis of literary sources, the latter of which he examined for himself. This step of unification is characterised by the study of topography which, together with surveying techniques, the knowledge of antique procedures and materials, excavations and on-site inspections, gave rise to archaeology, in other words to the study of ancient h... Focillon 153, Wilton Ely 288; A. P. Frutaz, "Le piante di Roma", XXXV, tav. 69.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Pianta di Roma e del Campo Marzo
La Pianta di Roma e del Campo Marzio appartiene al culmine della carriera del Piranesi.Nata dalla necessità di offrire una pianta di riferimento che accompagnasse le 135 tavole delle Vedute di Roma, l'opera fu intesa come tavola finale e indice dell'opera, con con cui veniva spesso venduta e rilegata. Attraverso le tre lastre che compongono questa grande piante, l'autore ha cercato di mettere in relazione le rovine superstiti di epoca antica con la contemporanea topografia di Roma, e di offrire dei riferimenti per i monumenti elencati ai due lati della mappa. Nella parte superiore ha realizzato una mappa della città contemporanea compresa entro le Mura Aureliane, estendendola a nord, a includere il territorio tra Porta del Popolo e Ponte Milvio, e inglobando anche l'area del Campo Marzio.Quest'area è mostrata nel dettaglio in una mappa isolata, in basso a destra, che mostra le antichità più importanti evidenziate da un numero che trova corrispondenza con quelli della mappa più grande. Ai lati, un indice dettagliato dei monumenti, con i numeri corrispondenti nella pianta grande, e con i rimandi ai passaggi più rilevanti delle sue opere maggiori: le Antichità Romane, Della Magnificenza ed Archittettura dei Romani e il Campo Marzio. L'opera è dedicata a papa Clemente XIV (1769-1774).La datazione dell'opera è complessa: - nel catalogo del 1792 di Francesco Piranesi, figlio dell'autore, l'opera è assegnata al 1778, data che, sebbene molto tarda - l'autore muore infatti il 9 novembre di quell'anno - viene accettata da Focillon e Hind. Questa datazione, tuttavia, è certamente basata su un errore, poiché nell'Avvertimento nella parte superiore della mappa, l'autore fa riferimento alla "approvazione che si è degnata mostrarne la Santità di N.ro Sig.re PAPA CLEMENTE XIV felicemente regnante", per cui l'opera non può essere successiva al 1774.A supporto di questa datazione, è un esemplare del Catalogo delle Opere, descritto da Scott, che contiene tre voci manoscritte per tre Vedute di Roma databili al 1774, e indica che la mappa era già disponibile.Esemplare dalla contemporanea edizione romana.Acquaforte e bulino, stampata da tre matrici su tre fogli carta vergata coeva uniti insieme, con filigrana "doppio cerchio e giglio", in ottimo stato di conservazione.Dimensione complessiva dei tre fogli: 132.1 x 82.1 cm Dimensioni complessive delle lastre: 121.2 x 71.1 cm Map of Rome and the Campus Martius, formed by three plates and usually found in association with the Vedute di Roma. He may have felt the need for a reference map to accompany collections of these plates and devised this work to fill this need. Exercising his skills in presenting formidable quantities of information coherently, he sought to relate the surviving remains of antiquity to the contemporary topography of Rome and to offer an easy reference to published information about them. He therefore produced a large map of the modern city within the Aurelian Walls, together with an extension showing the territory to the north, between Porta del Popolo and Ponte Milvio and including the Campus Martius area.This is augmented by a smaller map isolating the principal antiquities, which were marked with numbers correspondending to those in the larger map. Around these Piranesi arranged a detailed index listing the monuments according to their assigned numbers and referring to relevant passages in his major pubblications, including the Antichità Romane, Della Magnificenza ed Archittettura dei Romani and Campo Marzio.The dating of the map is problematic, since, although it is dedicated to Clemente XIV (1769-1774), Francesco Piranesi's 1792 cataloghe assigns is to 1778 and most authorities, including Giesecke, Focillon and Hind, have accepted a late, if not posthumous date; however this date is certainly based on error, since Giambattista, in his Avvertimento at the top of the main map, refers to "l'approvazione che si è degnata mostrarne la Santità di N.ro Sig.re PAPA CLEMENTE XIV felicemente regnante". Supporting evidence for an earlier date comes from an impression of the Catalogo delle Opere, referred to by Scott, which contains manuscript entries for the three Vedute di Roma datable to 1774 and indicates that the map was already available. Etching, printed from the plates on three sheets of contemporary laid paper with watermark, double circle with the fleurs-de-lys.A very good early impression for the contemporary roman edition. Hind, p. 87, [1778-9.]; Focillon 600; Ficacci 700; Wilton-Ely, II, 1008.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Piazza di Montecitorio - Veduta del Piedistallo dell'Apoteosi di Antonino Pio e di Faustina sua moglie…
Acquaforte e bulino, 1776-79 circa, firmata in lastra in basso a destra.Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva priva di filigrana, con margini, in perfetto stato di conservazione.Rarissima veduta della piazza di Montecitorio. L'opera fa parte del non comune lavoro "Trofeo o sia Magnifica Colonna Coclide di marmo…" edita da Piranesi tra il 1774 ed il 1779.In primo piano il basamento della colonna.Magnifica tiratura coeva. Etching with engraving, 1776-79 circa, signed at lower right.A magnific impression, printed with tone on contemporary laid paper, with margins, perfect condition.A very rare work, taken form "Trofeo o sia Magnifica Colonna Coclide di marmo…" published by Piranesi 1774-79.A great, early, impression. Focillon 573; Wilton Ely 713.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Reliquiae substructionum Busti Caesaris Augusti, ab Imp. Aureliano adhibitarum pro Urbis moenibus. 1. Pars earumdem substruc
Acquaforte, 1762, firmata in lastra in basso a destra. Della serie Il Campo Marzio dell’Antica Roma. Magnifica prova, dalla prima edizione dell'opera, impressa su carta vergata coeva con tipica filigrana del "doppio cerchio e giglio con lettere CB" (ove presente), con ampli margini, in ottimo stato di conservazione.Sebbene pubblicata solo nel 1762 questa fondamentale opera, che appare come una delle più complesse del Piranesi, veniva già annunciata dall’artista nelle Antichità Romane, delle quali, secondo il Focillon, può essere considerata come il quinto tomo. La vicende del Campo Marzio si intrecciano con l’amicizia con lo scozzese Robert Adam, al quale l’opera è dedicata. Adam era giunto a Roma nel 1755 e ben presto aveva conosciuto Piranesi, forse per mezzo del comune amico Charles-Louis Clerisseau, trovando nella comune passione archeologica la base di una reciproca stima, che continuò anche dopo il ritorno dell’architetto Londra. Fu proprio Adam che, durante le ricognizioni dei resti dei monumenti del Campo Marzio, suggerì al Piranesi l’idea di realizzare una mappa dell’intera area, che inizialmente doveva essere inclusa nelle Antichità, e poi finì per costituire la base di un progetto ben più ambizioso, dando alla luce questa importante opera. Negli scritti iniziali l’autore annuncia lo scopo di questo lavoro, affermando la volontà di voler tracciare la storia di questa vasta area compresa tra il Tevere ed i colli, cercando di ricostruirne la conformazione ed il volto. Egli sottolinea la difficoltà di tale lavoro di ricostruzione, poiché l’antico Campo Marzio ha coinciso con l’area più intensamente popolata e riedificata della città dal medioevo all’epoca attuale, non nascondendo il margine di ipoteticità insito nell’opera. Il risultato è che l’attendibilità dei risultati rimane quanto mai problematica, sia per la pionieristica ricerca archeologica del tempo, sia per la carica visionaria che porta l’artista e l’architetto a superare di slancio i limiti della realtà storica progettando il passato in funzione del presente, portando il genio artistico a prevalere di gran lunga sull’archeologo, conferendo senso e vigore a tutta l’opera. A fantastic view from Il Campo Marzio dell'Antica Roma. A fine impression from the early roman edition, printed on contemporary laid paper with "double encircled fleur de lys" watermark, wide margins, in very good conditions.Altought published in 1762, the genesis of this ambitious work extended back into the previous decade.Significantly, as an exercise in speculative archaeology executed with contemporary architects in mind, the work originated in the highly productive relationship between Piranesi and Robert Adam. Not only was the folio dedicated to the British architect, but much of its material was assembled during Adam's studies with Piranesi in Rome between 1755 and 1757. According to the considerable dedicatory preface, the author's objective was to examine the customs and environment of a vanished society through the study of its architectural remains.The end product was a remakable series of hypothetical reconstructions, presented in plan, elevation, and perspective, in which Piranesi's imaginative faculties were stretched to the full.Il Campo Marzio opens with 33 pages of learned discussion of literary authorities with parallel text in Latin and Italian. There follows a group of maps showing, stage by stage, the evolution of this site from primitive beginnings in the marshy site bounded by the curve of the Tiber to a densely monumental townscape of the utmost complexity and grandeur. The climax is provided by the virtual fantasy of the Ichnographia, a vast six-plate purportedly representing the Campus Martius under the empire. The Ichnographia is supported by 37 plates of vedute and detailed surveys in which Piranesi presented the raw material on which this speculative act was based, often using the cramatic technique of isolating monumental fragments from the accretions of the medieval townscape.To conclude Il Campo Marzio, Piranesi added for the first time in his antiquarian reconstructions a series of aerial perspective of selected parts of the Ichnographia, including one on the book's second title page. (J. Wilton Ely). Focillon 453; Wilton-Ely 584
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Scenographia Pontis hodie Mollis, ostendens quod remanserat antiqui operis cum a Nicolao V. Pont. Max. restitutus fuit. A Ti
Acquaforte, bulino e puntasecca, circa 1762, firmata in lastra in basso. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con margini, in eccellente stato di conservazione. Tavola tratta da Il Campo Marzio dell’Antica Roma opera di G.B. Piranesi socio della Real Società degli Antiquari di Londra. Sebbene pubblicata solo nel 1762 questa fondamentale opera, che appare come una delle più complesse del Piranesi, veniva già annunciata dall’artista nelle Antichità Romane (1756) delle quali, secondo Focillon, può essere considerata come il quinto tomo. La vicenda del Campo Marzio si intrecciano con l’amicizia con lo scozzese Robert Adam, al quale l’opera è dedicata. Adam era giunto a Roma nel 1755 e ben presto aveva conosciuto Piranesi, forse per mezzo del comune amico Charles-Louis Clerisseau, trovando nella comune passione archeologica la base di una reciproca stima, che continuò anche dopo il ritorno dell’architetto Londra. Fu proprio Adam che, durante le ricognizioni dei resti dei monumenti del Campo Marzio, suggerì al Piranesi l’idea di realizzare una mappa dell’intera area, che inizialmente doveva essere inclusa nelle Antichità, e poi finì per costituire la base di un progetto ben più ambizioso, dando alla luce questa importante opera. Negli scritti iniziali l’autore annuncia lo scopo di questo lavoro, affermando la volontà di voler tracciare la storia di questa vasta area compresa tra il Tevere ed i colli, cercando di ricostruirne la conformazione ed il volto. Egli sottolinea la difficoltà di tale lavoro di ricostruzione, poiché l’antico Campo Marzio ha coinciso con l’area più intensamente popolata e riedificata della città dal medioevo all’epoca attuale, non nascondendo il margine di ipotetica insito nell’opera. Il risultato è che l’attendibilità dei risultati rimane quanto mai problematica, sia per la pionieristica ricerca archeologica del tempo, sia per la carica visionaria che porta l’artista e l’architetto a superare di slancio i limiti della realtà storica progettando il passato in funzione del presente, portando il genio artistico a prevalere di gran lunga sull’archeologo, conferendo senso e vigore a tutta l’opera. Bibliografia Focillon 437, Wilton Ely 568. Etching, engraving and drypoint, circa 1762, signed in plate at the bottom. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, in excellent condition. Plate taken from Il Campo Marzio dell’Antica Roma opera di G.B. Piranesi socio della Real Società degli Antiquari di Londra. Although published only in 1762, this fundamental work, which appears to be one of Piranesi's most complex, had already been announced by the artist in the Antichità Romane (1756) of which, according to Focillon, it can be considered as the fifth volume. The story of the Campus Martius is intertwined with the friendship with the Scotsman Robert Adam, to whom the work is dedicated. Adam had arrived in Rome in 1755 and soon got to know Piranesi, perhaps through their mutual friend Charles-Louis Clerisseau, finding in their common archaeological passion the basis of a mutual esteem, which continued even after the architect's return to London. It was Adam himself who, during the reconnaissance of the remains of the monuments of the Campus Martius, suggested to Piranesi the idea of creating a map of the entire area, which initially was to be included in the Antiquities, and then ended up forming the basis of a much more ambitious project, giving birth to this important work. In the initial writings the author announces the purpose of this work, stating the will to trace the history of this vast area between the Tiber and the hills, trying to reconstruct the conformation and the face. He underlines the difficulty of this reconstruction work, since the ancient Campus Martius coincided with the most intensely populated and rebuilt area of the city from the Middle Ages to the present time, not hiding the margin of hypothetic inherent in the work. The result is that the reliability of the results remains very problematic, both for the pioneering archaeological research of the time, and for the visionary charge that leads the artist and the architect to overcome the limits of historical reality designing the past in function of the present, bringing the artistic genius to prevail by far on the archaeologist, giving sense and vigor to the whole work. Literature Focillon 437, Wilton Ely 568.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Tavola Topografica di Roma in cui si dimostrano gli andamenti degli Antichi Acquedotti…
Bella tavola topografica di Roma che riporta il tracciato degli antichi acquedotti romani. Il contenuto della tavola è dichiarato in alto a sinitra: "Dichiarazione delle note della Tavola: A. Mura odierne di Roma B. Mura di Roma anteriori all'Imperatore Aureliano Aquedotto arcuato della Marcia, Tepula, e Giulia Aquedotto arcuato della Claudia e Anione Nuovo Archi Neroniani Archi Antoniniani Aquedotto sostruito Aquedotto sotterraneo Rivo sotterraneo, porzionario delle acque Circonferenza delle Regioni antiche di Roma Nota delle Vie antiche Le rimanenti note son dichiarate o nella Tavola, o nella Spiegazione consecutiva della medesima Piedi Antichi Romani"Le tre "figure" sono disegni tecnici che rappresentano le sezioni e il funzionamento degli antichi acquedotti. La tavola è la n. XXXVIII del tomo I delle Antichità Romane, prima edizione del 1756 edita da Bouchard e Gravier. Meravigliosa prova, ricca di toni, impressa a inchiostro bruno su carta vergata coeva con la tipica filigrana del “doppio cerchio e giglio con lettere CB” (Robison 33), con pieni margini, in ottimo stato di conservazione. A topographical map of Rome depicting the paths of the ancient aqueducts. The inscription "Dichiarazione delle note della Tavola", explains the contents that include named walls of Rome and subterranean aqueducts as well as identifying footprints of ancient remains."Dichiarazione delle note della Tavola: A. Mura odierne di Roma B. Mura di Roma anteriori all'Imperatore Aureliano Aquedotto arcuato della Marcia, Tepula, e Giulia Aquedotto arcuato della Claudia e Anione Nuovo Archi Neroniani Archi Antoniniani Aquedotto sostruito Aquedotto sotterraneo Rivo sotterraneo, porzionario delle acque Circonferenza delle Regioni antiche di Roma Nota delle Vie antiche Le rimanenti note son dichiarate o nella Tavola, o nella Spiegazione consecutiva della medesima Piedi Antichi Romani "Inset are technical drawings of aqueduct mechanisms. This is the plate XXXVIII of tome I of Antichità Romane, first edition by the French publisher Bouchard and Gravier in 1756. A great impression, printed with brown ink on contemporary laid, strong, paper with “double encircled fleur-de-lys with letter CB” watermark (Robison 33), with margins, perfect conditions. Wilton-Ely, 352; Focillon 217
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Tempio antico volgarmente detto della Salute su la Via d'Albano, cinque miglia lontan0 da Roma…
Secondo stato di quattro.Acquaforte e bulino, 1763, firmata in lastra in basso a sinistra. Magnifica prova, impressa su carta vergata con filigrana "Bracciano" (Robison 59), con ampli margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE SECOND STATE OF FOUR-Etching with engraving, 1763, signed on plate at lower right. From the Roman Edition. A very good impression,of he second state of four, on laid paper, with "Bracciano" watermark (Robison 59), with wide margins, in perfect condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. W.E. 204, Focillon 776, Hind 71 II/IV
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Topographia Vestigiorum Veteris Urbis et Campi Martii
Acquaforte, bulino e puntasecca, circa 1762, firmata in lastra in basso. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con margini, in eccellente stato di conservazione. Tavola tratta da Il Campo Marzio dell’Antica Roma opera di G.B. Piranesi socio della Real Società degli Antiquari di Londra. Sebbene pubblicata solo nel 1762 questa fondamentale opera, che appare come una delle più complesse del Piranesi, veniva già annunciata dall’artista nelle Antichità Romane (1756) delle quali, secondo Focillon, può essere considerata come il quinto tomo. La vicenda del Campo Marzio si intrecciano con l’amicizia con lo scozzese Robert Adam, al quale l’opera è dedicata. Adam era giunto a Roma nel 1755 e ben presto aveva conosciuto Piranesi, forse per mezzo del comune amico Charles-Louis Clerisseau, trovando nella comune passione archeologica la base di una reciproca stima, che continuò anche dopo il ritorno dell’architetto Londra. Fu proprio Adam che, durante le ricognizioni dei resti dei monumenti del Campo Marzio, suggerì al Piranesi l’idea di realizzare una mappa dell’intera area, che inizialmente doveva essere inclusa nelle Antichità, e poi finì per costituire la base di un progetto ben più ambizioso, dando alla luce questa importante opera. Negli scritti iniziali l’autore annuncia lo scopo di questo lavoro, affermando la volontà di voler tracciare la storia di questa vasta area compresa tra il Tevere ed i colli, cercando di ricostruirne la conformazione ed il volto. Egli sottolinea la difficoltà di tale lavoro di ricostruzione, poiché l’antico Campo Marzio ha coinciso con l’area più intensamente popolata e riedificata della città dal medioevo all’epoca attuale, non nascondendo il margine di ipotetica insito nell’opera. Il risultato è che l’attendibilità dei risultati rimane quanto mai problematica, sia per la pionieristica ricerca archeologica del tempo, sia per la carica visionaria che porta l’artista e l’architetto a superare di slancio i limiti della realtà storica progettando il passato in funzione del presente, portando il genio artistico a prevalere di gran lunga sull’archeologo, conferendo senso e vigore a tutta l’opera. Bibliografia Focillon 437, Wilton Ely 568. Etching, engraving and drypoint, circa 1762, signed in plate at the bottom. Magnificent proof, printed on contemporary laid paper, in excellent condition. Plate taken from Il Campo Marzio dell’Antica Roma opera di G.B. Piranesi socio della Real Società degli Antiquari di Londra. Although published only in 1762, this fundamental work, which appears to be one of Piranesi's most complex, had already been announced by the artist in the Antichità Romane (1756) of which, according to Focillon, it can be considered as the fifth volume. The story of the Campus Martius is intertwined with the friendship with the Scotsman Robert Adam, to whom the work is dedicated. Adam had arrived in Rome in 1755 and soon got to know Piranesi, perhaps through their mutual friend Charles-Louis Clerisseau, finding in their common archaeological passion the basis of a mutual esteem, which continued even after the architect's return to London. It was Adam himself who, during the reconnaissance of the remains of the monuments of the Campus Martius, suggested to Piranesi the idea of creating a map of the entire area, which initially was to be included in the Antiquities, and then ended up forming the basis of a much more ambitious project, giving birth to this important work. In the initial writings the author announces the purpose of this work, stating the will to trace the history of this vast area between the Tiber and the hills, trying to reconstruct the conformation and the face. He underlines the difficulty of this reconstruction work, since the ancient Campus Martius coincided with the most intensely populated and rebuilt area of the city from the Middle Ages to the present time, not hiding the margin of hypothetic inherent in the work. The result is that the reliability of the results remains very problematic, both for the pioneering archaeological research of the time, and for the visionary charge that leads the artist and the architect to overcome the limits of historical reality designing the past in function of the present, bringing the artistic genius to prevail by far on the archaeologist, giving sense and vigor to the whole work. Literature Focillon 437, Wilton Ely 568.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Veduta degl'avanzi del sepolcro della Famiglia Plauzia sulla via Tiburtina..
- PRIMO STATO DI TRE -Acquaforte e bulino, 1765. Tiratura avanti il numero, esemplare della tiratura romana postuma. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "Bracciano", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF THREE -Etching and engraving, 1765, signed on plate.Example from the late Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "Bracciano" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 83, I/III; Focillon 789.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Veduta degli Avanzi del Tablino della Casa Aurea di Nerone, detti volgarmente il Tempio della Pace
Acquaforte e bulino, 1757, firmata in lastra in basso. Contemporanea tiratura “romana” della lastra, esemplare nel terzo stato di sei, con indirizzo e prezzo descritto da Hind: “Presso l’autore a Strada Felice vicino alla Trinità de’ Monti. A paoli due e mezzo”. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana “doppio cerchio e giglio con lettere CB”, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813. - THIRD STATE OF SIX - Etching and engraving, 1757, signed on plate. Example of the third state of six described by Hind, from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Bibliografia Hind (1922): n. 45, III/VI; Focillon (1918): 813.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Veduta degli Avanzi della Circonferenza delle antiche Fabbriche di una dele Piazze della Villa Adriana oggidì chiamata Piaz
- PRIMO STATO DI QUATTRO -Acquaforte e bulino, 1776. Tiratura avanti il numero, esemplare della contemporanea tiratura romana. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "doppio cerchio e giglio", con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF FOUR -Etching and engraving, 1776, signed on plate.Example from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper with "double encircled flur-de-lys" watermark, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 132, I/IV; Focillon 846.
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PIRANESI Giovan Battista (Mogliano Veneto 1720 - Roma 1778)
Veduta degli avanzi delle Fabbriche del secondo piano delle Terme di Tito
- PRIMO STATO DI QUATTRO -Acquaforte e bulino, 1776 circa, firmato in lastra in basso; esemplare della contemporanea tiratura romana.Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE FIRST STATE OF FOUR -Etching and engraving, 1776 circa, signed on plate.Example from the contemporary Roman Edition. A very good impression, printed on contemporary strong laid paper, with margins, very good condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. Hind 127, I/IV; Wilton-Ely 260; Focillon 838.
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