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‎Pascoli, Giovanni‎

‎Emigranti, in «La Lettura» (anno V, numero 4)‎

‎Prima edizione. Minimi segni del tempo, altrimenti esemplare molto ben conservato. Alle pp. 297-301 è pubblicato per la prima volta nella sua interezza il poemetto «Emigranti», dedicato a Massimo Gorki. Le strofe IV, 1-9 VI e VII erano in realtà già apparse sulla «Sementa» del 1 maggio 1903, e il componimento venne poi accolto nella prima edizione dei «Nuovi Poemetti» del 1909, con il titolo «Gli emigranti della luna»; numerose le modifiche apportate: venne eliminata la dedica «A Massimo Gorki», alcuni termini furono resi in russi ('ramingo' divenne 'brodiag', 'tana' e 'landa' diventarono 'isba' e 'taiga') e il poema fu diviso in sei canti preceduti da un titolo. Lo spunto per la composizione del poema fu fornito a Pascoli «dalla lettura di un articolo - tratto da un giornale romano non identificato del 17 maggio 1899 - nel quale si riferiva di un gruppo di contadini del Caucaso che, prostrati dagli affitti dei terreni, si erano convinti di poter emigrare sulla luna alla ricerca di nuove terre coltivabili (l'articolo traeva spunto da una notizia apparsa sul giornale russo "Sin Otecestva" sotto il titolo "I viaggi nella luna dei contadini russi")», («Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte», scheda di Alida Caramagno - www.pascoli.archivi.beniculturali.it). http://www.pascoli.archivi.beniculturali.it/index.php?id=45&objId=14188‎

‎Pascoli, Giovanni‎

‎La mia penna ideale, in «La Lettura» (anno VII, numero 9)‎

‎Prima edizione. Piatto inferiore e dorso posticci, all’interno bell’esemplare, pulito. Il fascicoletto di chiusura della rivista è costituita dal gustosissimo articolo «La penna e la fine del calamaio», firmato da Augusto Biagi, che reclamizza la «penna a serbatoio ‘Ideal’ della L. E. Watermann e C. di New York», distribuita in Italia dalla «casa L. e C. Hardmuth (Milano, via Bossi 4)». «La penna dell’avvenire esiste già nel presente», annuncia Biagi, e a dimostrazione della qualità del prodotto allega all’articolo la riproduzione di alcuni autografi di importanti artisti, scrittori e giornalisti che hanno «sposato la Waterman ed afferm[ano] l’assoluta impossibilità per essi di ricorrere ad altra penna». Tra questi, la Duse, Luigi Barzini, Marco Praga, Gerolamo Rovetta, e lo stesso Pascoli, che alla penna ‘Ideal’ ha dedicato il poemetto «La mia penna ideale» qui riprodotto: «Mi son sentito toccar l’orecchio da | due dita leggere leggere come fatte | d’ombra, e ho udito un sospiro di voce | che disse Venio... | E ho trovato sul mio banco una | penna nera [...]». La poesia di Pascoli risulta qui in prima edizione e unica, mai stampato altrove.‎

‎Pascoli, Giovanni‎

‎Intorno alla Minerva oscura (La selva oscura) , in “Flegrea. Rivista di lettere, scienze ed arti” (anno I, fascicolo 4, numeri 5-6)‎

‎Edizione originale della prima parte di «Intorno alla Minerva oscura». Minimi segni del tempo alla brossura, fioriture all’interno, ma buon esemplare. È qui pubblicato per la prima volta «La selva oscura» (pp. 425-448), il primo dei tre paragrafi che andranno a costituire il saggio dantesco «Intorno alla Minerva oscura»; lo stesso anno l’articolo sarà stampato anche in opuscolo, a Napoli, presso lo Stabilimento Tipografico Pierro e Varaldi, ma non sarà mai compreso in volume, fino alla stampa nell’edizione Vicinelli delle «Prose» dantesche di Pascoli (Mondadori, 1952). La materia fu poi riplasmata in «Sotto il velame», uscito nel 1900. Pascoli scrive nel preludio: «Torno dunque alla ‘Minerva oscura’, per esporre più chiaramente ciò che trovai, per aggiungere e correggere dove occorre, per difendere l’opera mia da critici». Il poeta aveva infatti presentato al concorso del Premio Reale per la Filologia e Linguistica del 1896 il suo saggio di esegesi della «Commedia» di Dante «Minerva oscura, Prolegomena: la costruzione morale del Poema Dantesco», che però venne accolto negativamente dalla commissione, composta da Carducci, Comparetti, Nigra, Schiapparelli e Ascoli. E pare che fu proprio Carducci a bocciare definitivamente il lavoro di Pascoli, che ne rimase profondamente addolorato. Pascoli, «Poesie e prose scelte», a cura di Cesare Garboli, volume II, pp. 373 sgg.; Pascoli, «Prose», ed. Vicinelli, p. 290‎

‎Pascoli, Giovanni‎

‎Flegrea. Rivista di lettere, scienze ed arti (anno II, fascicolo I, numero 3) [«Intorno alla Minerva oscura»]‎

‎Edizione originale delle parti seconda e terza di «Intorno alla Minerva oscura». Alcune fioriture, ma esemplare ben conservato. Sono qui pubblicati alle pp. 202-224, per la prima volta, «Le tre fiere» e «Le tre rovine e i tre fiumi», il secondo e terzo dei paragrafi che andranno vanno a costituire il saggio dantesco «Intorno alla Minerva oscura»; il primo paragrafo era uscito l’anno precedente, sempre su «Flegrea»; Il saggio non sarà mai compreso in volume, fino alla stampa nell’edizione Vicinelli delle «Prose» dantesche di Pascoli (Mondadori, 1952). La materia fu poi riplasmata in «Sotto il velame», uscito nel 1900. Pascoli scrive nel preludio: «Torno dunque alla ‘Minerva oscura’, per esporre più chiaramente ciò che trovai, per aggiungere e correggere dove occorre, per difendere l’opera mia da critici». Il poeta aveva infatti presentato al concorso al Premio Reale per la Filologia e Linguistica del 1896 il suo saggio di esegesi della «Commedia» di Dante «Minerva oscura, Prolegomena: la costruzione morale del Poema Dantesco», che però venne accolto negativamente dalla commissione, composta da Carducci, Comparetti, Nigra, Schiapparelli e Ascoli. E pare che fu proprio Carducci a bocciare definitivamente il lavoro di Pascoli, cosa che addolorò profondamente il poeta. Pascoli, «Poesie e prose scelte», a cura di Cesare Garboli, volume II, pp. 373 sgg.; Pascoli, «Prose», ed. Vicinelli, p. 290‎

‎Pascoli, Giovanni‎

‎La notte di Natale [in copertina: «Rivista marittima/ Natale del 1911»]‎

‎Rara edizione originale. Leggero foxing alla brossura, altrimenti ottimo esemplare. Firma di possesso al piatto superiore. Opuscolo assai raro stampato su carta colorata, che accoglie l’edizione originale della poesia «La notte di Natale» (inc.: «Sopra la terra le squille suonano»). Alle pagine centrali è riprodotto in fac-simile il manoscritto, all’ultima è trascritto il testo. La poesia entrerà a far parte della seconda edizione delle «Poesie varie» come componimento di apertura. La plaquette è dedicata «[...] ai marinai e soldati in Tripolitania perchè nel Natale che trascorrono in guerra giunga loro – con la voce del poeta d’Italia – la parola buona della patria lontana». La pubblicazione fu voluta dal direttore della «Rivista marittima» che chiese a Pascoli di scrivere una «parola di conforto e di esortazione della patria ai marinai e soldati impegnati in Africa nel periodo natalizio» [verificare citazione]. Se ne riscontrano solo 5 esemplari in Iccu.‎

‎[Pascoli] Aa. Vv.‎

‎Paedagogium, in “Nuova antologia. Rivista di lettere, scienze ed arti (anno 40º - fascicolo 803)‎

‎Prima edizione in italiano. Segni del tempo e leggere sottolineature alla copertina, nel complesso un buon esemplare. La versione si deve a Giovanni Battista Giorgini con cui Pascoli strinse amicizia proprio in occasione della vittoria ad Amsterdam. Ricorda Mariù: «A primavera, il 14 marzo, col solito atteso telegramma era giunta la notizia che il poema latino Paedagogium aveva ottenuto ad Amsterdam l'ottava medaglia d'oro. Ciò diede occasione di fare più intensa un'altra amicizia pisana: quella col venerando e cieco G. Battista Giorgini [...] Il Pascoli mandò l'ultimo poemetto con la dedica: “A G. B. Giorgini, di cui sono familiari amici Virgilio ed Orazio, offre l'umile scolaro di tutti e tre”». Testo latino a fronte.‎

‎[Pascoli]‎

‎Il giornalino della domenica. Direttore: Luigi Bertelli (Vamba) [anno VIII, numero XXXI] [«Il risotto»]‎

‎Edizione originale. Qualche segno del tempo, lievi fioriture alla copertina, ma ottimo esemplare. A p. 4 del «Giornalino» appare per la prima volta a stampa la poesia di Pascoli intitolata «Risotto», con la ricetta del «risotto romagnolesco» che gli preparava la sorella Mariù. Paolo Antonio Delestrè, che firma il pezzo in cui è incluso il componimento, “spiega” come il testo sia giunto fino a lui: «Questa poesia m’è stata favorita da un amico che l’ha avuta dalla sua Signora, che l’ha ricevuta da una sorella che abita Londra, la quale... ma è meglio non risalire alle remote origini, perché troppo cammino avremmo da fare». Oggi possiamo essere più precisi: la poesia del risotto fu infatti scritta e inviata, nel 1905, ad Augusto Guido Bianchi, cronista giudiziario del Corriere della Sera, che a sua volta aveva tessuto a Pascoli, in versi, l’elogio del risotto alla milanese, in uno scherzoso contrappunto poetico. Con tutta verosimiglianza la poesia fu stampata qui per la prima volta: fu poi pubblicata nel 1930 in «L'Almanacco gastronomico di Jarro», e la ripropose al grande pubblico «La cucina italiana-Giornale di gastronomia per le famiglie e i buongustai», 15 giugno 1930. Maria Pascoli, «Lungo la vita», p. 748; Carteggio. Giovanni Pascoli, Augusto Guido Bianchi, a cura di Manuela Montibelli, Scandicci, La nuova Italia, 2001, p. 53.‎

‎[Pascoli]‎

‎[Il ritmo] in Rivista d’Italia diretta da G. Chiarini (anno IV, volume II)‎

‎Edizione originale; il testo è qui pubblicato in anteprima in vista della stampa in volume («Regole e saggi di metrica neo-classica», Firenze, 1900). Lievi segni del tempo, qualche restauro conservativo alle prime carte, ma bell’esemplare. In questo numero della «Rivista d’Italia», interamente dedicato alla poesia di Carducci, alle pp. 167-73 è stampato il breve saggio di Pascoli «Il Ritmo», incentrato sullo studio della metrica neo-classica, che sarebbe stato pubblicato di lì a breve in Pascoli, «Regole e saggi di metrica neo-classica, con una lettera di Giuseppe Chiarini», Milano-Palermo, Remo Sandron. Occorre segnalare che la pubblicazione in rivista avvenne ad insaputa di Pascoli, e per la sola iniziativa del curatore Chiarini, che così scrive nella nota al testo: «Egli [Pascoli] mi mandò gentilmente i fogli già tirati del suo libro sulla ‘metrica neo-classica’, che nella parte, diremo così, discorsiva, è una lettera indirizzata a me. [...] Allora mi dissi: la lettera in fin de’ conti è un po’ cosa mia; e perché dovrebbe dispiacere al Pascoli o all’editore, ch’io ne faccia conoscere un piccolo saggio, che invoglierà tutti del resto? [...] Così è avvenuto che il Pascoli, senza saperlo, si trova qui a prendere il caffè in una compagnia che certo non gli sarà sgradita».‎

‎[Pascoli, Giovanni]‎

‎Cynthia. Lettere ed arte (anno sesto, numero 2) [«Le dodici fanciulle di Crotone»]‎

‎Edizione originale dell’inedito pascoliano «Le dodici fanciulle di Crotone». Qualche segno del tempo, ma esemplare in buone condizioni, in gran parte intonso. La rivista diretta da Carlo Calasso pubblica in apertura, per le cure di Anna Carrara, l’inedito di Pascoli «Le dodici fanciulle di Crotone. Ricerca della bellezza assoluta» (inc.: «Zeuxis viene a Crotone, perché sa che v’è la più bella razza greca»). Ignoti l’anno di composizione e la provenienza, di cui la curatrice non fornisce alcuna indicazione. Il testo, affascinante rielaborazione in forma di appunti del mito di Zeus e delle dodici fanciulle, «non è più di un appunto, una serie di riflessioni, e non sempre coerenti, conseguenti e compiute. Uno scrivere per fermare sulla carta i pensieri, quasi a volerli costringere in una subordinazione logica». Non più ristampato, stando ai repertori.‎

‎Gozzi, Gasparo‎

‎L’Osservatore del co. Gasparo Gozzi‎

‎Collezione completa in edizione originale. Ottimo stato di conservazione, esemplare con grandi margini. «E veramente io non so qual capriccio mi tocchi ora il cervello di volere con questi fogli ragionare di cose, che dipingano costumi, facciano ritratti della vita umana, e delle usanze del mondo...». Così recita la prefazione di questo celebre periodico, scritto interamente e con eleganza dal Gozzi (1713-1786) sul modello dello “Spectator” di Joseph Addison. L’autore fu poeta e traduttore, ma si segnalò in particolare per la sua attività in ambito editoriale e per la redazione di questa rivista: con una prosa limpida e vivace come poche altre nel Settecento, Gozzi fornì una serie di gustosi quadri della società veneziana, mettendone in luce gli aspetti più variegati, dalla politica al costume, fino alla morale e alla cultura. Si ristampò più volte. Ritratto del Gozzi inciso da Baratti all’antiporta del primo volume; grandi incisioni ai frontespizi dei 12 volumi. 12 voll. in 6 tomi‎

‎Depero, Fortunato‎

‎Il teatro plastico Depero. Principi e Applicazioni [in: «Il Mondo: rivista settimanale illustrata per tutti» Anno V - N. 17]‎

‎Edizione originale molto rara. Minimi segni del tempo marginali, complessivamente un ottimo esemplare. Fondamentale testo teorico di Depero sul teatro plastico, corredato da 12 belle riproduzioni delle marionette e dei disegni preparatori in grande formato.‎

‎[Fanfulla della Domenica]‎

‎Fanfulla della Domenica‎

‎Collezione consecutiva di 12 annate. Notevole insieme conservato in 4 volumi. Il settimanale politico letterario progettato come supplemento al quotidiano Il Fanfulla uscì dal 27 luglio 1879 al 31 ottobre del 1919. Molti i direttori negli anni a partire da Ferdinando Martini; Baldassare Avancini, Luigi Capuana, il critico musicale Eugenio Cecchi, Enrico Nencioni e come responsabile Bonaventura Severini. Di grande successo per la modernità delle proposte e informazioni culturali ebbe prestigiose firme, da Giosuè Carducci, Matilde Serao, Grazia Deledda, a Gabriele D’annunzio che iniziò a collaborare appena diciannovenne, Giovanni Verga vi pubblicò in anteprima le sue novelle, Collodi, Edmondo De Amicis, Federico De Roberto, Antonio Fogazzaro, Cesare Pascarella e molti altri. Fu la prima pubblicazione periodica a carattere nazionale. Disponiamo dei primi 12 anni (1879-1890) completi di indici, supplementi e frontespizi che accompagnavano la raccolta dei numeri. In straordinaria condizione. 4 voll.‎

‎[Delfini, Antonio, et alii]‎

‎Mutina: Rivista Mensile - Anno II - N. 7-8 e N. 11-12‎

‎Edizione originale di due racconti di Delfini. Usuali segni del tempo, nel complesso fascicoli integri e ben conservati. In questi due fascicoli appaiono per la prima volta due racconti di Antonio Delfini: rispettivamente «Passeggiata ossia divagazione» e «Fumo nei bagni». Tra le altre collaborazioni: Guandalini, Moscardelli, Beltramelli e Cavicchioli. Importante rivista culturale di carattere locale, caratterizzata da uno squisito disegno déco e da sapiente eleganza nella composizione degli interni. 2 voll.‎

‎[Strega]‎

‎La strega‎

‎Direttore provvisorio N. Dagnino. Grande vignetta accompagna, con diversi soggetti, il nome della testata. Edito e stampato dalla stessa tipografia che pubblicò numerosi pamphlet di Giuseppe Mazzini. Si pubblicò dal Dicembre 1848 al Gennaio 1851 per poi diventare La Maga. Offriamo dal n. 20 dell’anno I (15 Ottobre 1849) al n. 152 del 21 Dicembre 1850 (mancano i nn. dal 96 al 103), per un totale di 162 fascicoli con i supplementi ai nn. 74 e 92, in perfetto stato di conservazione legati in mezza pelle rossa con nervi e titoli oro al dorso.‎

‎[Riviera ligure]‎

‎La riviera ligure‎

‎Collezione di 174 fascicoli pubblicati. Eccellenti esemplari. Straordinaria collezione che raccoglie circa l’ottanta per cento del pubblicato di questa longeva rivista: su 17 annate intere (1900-1917) il presente insieme ne conta 9 complete e 8 con lacune contenute, oltre a una buona campionatura dei fascoli 1895–1900; in ottime condizioni di conservazione, fascicoli completi delle numerose veline fuori testo e delle carte sciolte allegate. Compresi nella raccolta il raro numero d’esordio e il rarissimo numero finale, monografico sui Trucioli di Sbarbaro. Nella Riviera ligure, accanto ai numerosi contributi in edizione originale, è ancora oggi possibile trovare numerosi inediti di alcuni dei più grandi autori della letteratura italiana. --- Il 15 giugno 1895 nasce a Oneglia (Imperia) uno dei primi esperimenti di mecenatismo aziendale. Si chiama La Riviera ligure di Ponente, ed è il foglio pubblicitario dell’azienda Sasso e Figli, che produce olio d’oliva, diffuso con una tiratura dichiarata dapprima in 50.000 copie ma presto alzate a 80/100.000. Il periodico veniva inserito, piegato a metà sul lato corto, nelle confezioni di olio inviate ai clienti. Ne è direttore Angiolo Silvio Novaro, figlio del titolare Agostino (l’azienda era intestata alla madre, Paola Sasso), scrittore. --- Della Riviera Ligure di Ponente, di questa bellissima fra le riviere, si ode spesso a parlare. Coloro che senza appartenerle per nascita le appartengono per vicende di casi, non se ne sanno più distaccare; quando vi parlano dell’azzurro del suo mare o del verde de’ suoi pini o del grigio de’ suoi olivi, si accendono come un ragazzo nel sorriso dell’innamorata. --- Si apre così il primo numero de La Riviera ligure di Ponente — parole che tracciano con chiarezza il taglio della pubblicazione: la rivista, nei suoi primi anni di vita, tratterà infatti della Liguria, anzi dell’ovest della regione, e affronterà temi legati al territorio e alla coltivazione dell’olio d’oliva, affiancando ricette culinarie e brevi racconti umoristici oltre che, naturalmente, la pubblicità dell’Olio Sasso. Una pubblicazione leggera, elegante e curata nella grafica, fortemente innovativa nel marketing aziendale del tempo, ma di certo priva di intenzioni artistico-letterarie. --- Tutto però cambia nel 1899, quando assume la direzione del periodico Mario Novaro, fratello di Angiolo Silvio. Laureatosi in filosofia a Berlino con una tesi su Malebranche (pubblicata nel 1893 presso Mayer & Müller; un estratto della tesi, La teoria della casualità in Malebranche, venne letta lo stesso anno all’Accademia di Lincei, e pubblicata nei Rendiconti dell’Accademia), insegnò in Germania, per poi rientrare in Italia, a Oneglia, a lavorare per l’azienda del padre; nel frattempo, non mancò di pubblicare altri saggi di carattere politico-filosofico, e s’iscrisse al partito socialista, nelle fila del quale venne eletto assessore comunale di Oneglia. In qualità di direttore de La Riviera ligure, impresse al periodico una svolta decisiva, dando vita ad una delle più importanti e influenti riviste letterarie del primo Novecento. --- Le modalità di distribuzione rimasero le medesime, così come la presenza degli elementi più marcatamente pubblicitari: il prezzario, la descrizione e le reclames degli olii Sasso, le illustrazione ad esso dedicate. Per il resto, però, tutto cambiò: innanzitutto il titolo, ridotto al semplice La Riviera ligure; poi, la tiratura, innalzata alla cifra, assai importante per l’epoca, di 120.000 copie. Ma soprattutto, Novaro ebbe l’intuizione di abbandonare il carattere prettamente localistico e gli articoli d’occasione, in favore di un progetto segnato da un’impronta marcatamente letteraria. Verranno coinvolti dunque i più importanti nomi della letteratura italiana, pubblicati in edizione originale. --- Pirandello inizierà la collaborazione nel 1901, con la poesia Pianto del Tevere: «Egregi Sig.ri P. Sasso e Figli, con tutto il cuore accetto l’invito di collaborare nella loro simpatica e geniale Riviera ligure. Ecco i versi. Grazie e devoti ossequi. Aff.mo Luigi Pirandello». --- Collaboratori della prima ora furono anche Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, fin dal 1899, con Nell’infinito, Giuseppe Lipparini l’anno successivo, con La fata bianca; e ancora Giovanni Pascoli e Grazia Deledda, entrambi nel 1901, il primo con La Messa, La tessitrice, la seconda con La montagnola. E così, negli anni successivi furono numerosissimi i nomi prestigiosi che si unirono alla rivista, quasi a creare un’antologia a puntate della letteratura italiana: Capuana, Bontempelli, Papini, Soffici, Saba, Sbarbaro, Palazzeschi, Slataper, Jahier, Boine, Campana, Govoni, Gozzano, Marino Moretti, Onofri, Rebora, Alvaro, Savinio, Borgese... Accanto agli inediti, la rivista pubblicava anche recensioni, all’interno di una rubrica, stampata su elegante carta velina, curata prima da Lipparini, e poi affidata a Boine. --- A osservare la lunghissima durata della Riviera ligure, quello che balza all’occhio — al di là di minime differenze di carattere naturalmente evolutivo — è il nucleo assolutamente omogeneo per formato, grafica e contenuti che va dal 1901 (nn. 27ss. della «nuova [ma: seconda] serie») fino al termine, con il famoso fascicolo monografico dedicato ai Trucioli di Sbarbaro (n. 14 della quinta serie, giugno 1919). --- I fascicoli usciti nei cinque anni di fine ’800 hanno un’impianto grafico più semplice, che li avvicina al dépliant pubblicitario: autocopertinato con stampa a due colori (verde/rosso, rosso/marrone, rosso/nero), disegno di testata figurativo, seppur con svolazzi liberty, incentrato sul soggetto della riviera ligure di ponente. La brossura viene introdotta nel 1901, assieme alla normalizzazione della grafica. Piuttosto austero l’aspetto dei fascicoli del 1901, senza disegni in copertina, appena ravvivata dal colore azzurro introdotto con il numero 29 (assieme alla tipografia Fratelli Treves di Milano). --- A partire dal numero 33 Giorgio Kienerk disegna la bella grafica di testata in stile liberty, e il colore ‘verde-Sasso’ per la brossura arriva con il numero 36 (febbraio 1902): disegno e colore rimarranno gli stessi per tantissimo tempo — invariati anche nel passaggio dal tipografo Treves ad Alberto Marchi di Lucca (dicembre 1904) — fino al numero 56 della quarta serie (agosto 1916). Quindici anni e oltre 150 fascicoli dopo (!) si torna al puro disegno tipografico per la copertina, impresso in rosso su fondo verde, poi su fondo grigio chiaro dal numero 58 sino alla fine. --- Novaro era pienamente conscio dell’importanza e della novità dell’operazione culturale che stava conducendo, ma anche del ruolo di mecenate che la Sasso e Figli ricopriva nella vicenda (fatto non banale, gli scrittori venivano pagati), rendendo possibile un inedito e virtuoso intersecarsi di impresa, letteratura e arte; lo esplicitò nei numeri della Riviera ligure del 1902, al piede della copertina, proponendo la vendita in blocco di dieci fascicoli: Dieci fascicoli della Riviera Ligure formano il più bell’Albo della Poesia e Prosa italiana, e costano sole Tre Lire. La felice base su cui la Riviera Ligure poggia [cioè a dire, l’azienda Sasso e Figli] rende possibile un prezzo così tenue, mentre questa sua singolarissima condizione la fa sicura di una vita e diffusione quale nessuna altra rivista possiede né facilmente potrà possedere in Italia. --- In assenza di espliciti programmi, è possibile seguire gli sviluppi della rivista osservando le successive iscrizioni al piede della copertina: nel 1903, Novaro fa apporre la dicitura: La Riviera ligure, pubblicazione mensile di poesie, prose, e disegni originali inediti (esce ogni mese, Agosto Settembre eccettuati), à collaboratori i più e meglio noti letterati e artisti d’Italia esplicitando così il ruolo centrale che il periodico veniva ad assumere, nel panorama letterario innanzitutto, ma anche in quello delle arti figurative: la rivista era caratterizzata da una grafica fortemente innovatrice e vi collaborarono, fino al 1904, artisti del calibro di Giorgio Kienerk, Plinio Nomellini, Edoardo De Albertis, Felice Carena, Franz Laskoff, Giovanni Battista Crema, illustrando poesie e racconti, e disegnando le grafiche, improntate alle massime espressioni del liberty italiano. Dal 1905, il piede della copertina muta nuovamente: La Riviera Ligure, esce ogni mese; pubblica poesie e prose originali inedite dei più valorosi e meglio noti letterati d’Italia. Spariscono i disegni e spariscono gli artisti: si ha insomma la definitiva rinuncia, forse per motivi economici, alle illustrazioni, e il periodico uscirà, da qui in avanti, privo di apparato iconografico, dando massimo risalto agli aspetti letterari. --- Lo studio della Riviera ligure lascia aperti ampi spazi alla ricerca: l’assenza della collezione completa dalle biblioteche italiane ha infatti in parte ostacolato una sua piena valorizzazione, non consentendo, del resto, nemmeno un’individuazione completa degli inediti, numerosi e importanti; solo di recente la Fondazione Novaro di Genova, in collaborazione con il Ministero per i Beni Culturali, ha realizzato una digitalizzazione della raccolta nella sua completezza, avvalendosi della collaborazione di altre biblioteche per colmare le lacune presenti nella propria collezione. In questo quadro, quella qui presentata risulta una delle raccolte più complete ad oggi disponibili, tanto presso gli enti pubblici quanto presso i possessori privati. --- Provenienza: Conte Ludovico Lanza, Milano. «Il conte Lodovico Lanza […] è stato forse il più grande collezionista italiano di libri del Novecento»: così comincia la parte dedicata al Lanza collezionista ne In una città atta ad eroi e suicidi di Giampiero Mughini (Milano 2011, pp. 121-125). Sulla figura di Lanza collezionista e bibliofilo — che meriterebbe approfondimenti di ben altro respiro — si possono leggere cenni anche nei libri di Alberto Vigevani (es. Milano ancora ieri: «[...] bibliofilo di tradizione familiare, discendente del conte Pertusati — la cui biblioteca, acquistata da Maria Teresa, divenne il fondo iniziale della Braidense — e di Gaetano Melzi, il celebre collezionista di romanzi cavallereschi»). Mario Novaro, Indice della «Riviera ligure» (1899-1919) (in Giovanni Boine, Plausi e botte, a c. di M. Novaro, Modena: Guanda, 1939iii); Franco Vegliani, Nonni e nipoti: storia degli industriali italiani (Milano: Successo, 1972); Pino Boero, ‘La Riviera ligure’ tra industria e letteratura (Firenze: Vallecchi, 1984); Rossana Bossaglia, ‘La Riviera ligure’: un modello di grafica liberty, con un saggio di Edoardo Sanguineti (Genova: Costa & Nolan, 1985); La letteratura ligure del Novecento, Guido Bertone et al., 1 (Genova: Costa & Nolan, 1992, part. pp. 35ss.)‎

‎Munari, Bruno e F.T. Marinetti‎

‎Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi [in: «Comoedia. Rassegna mensile del teatro»]‎

‎Prima edizione. «Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi di F.T. Marinetti», edizione illustrata da cinque splendidi disegni composti ad hoc da Bruno Munari. Salaris, Storia, p. 186a; Cammarota, Marinetti, 142‎

‎Marinetti, Filippo Tommaso‎

‎Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi [in: «Comoedia. Rassegna mensile del teatro»]‎

‎«Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi», con riproduzioni della rappresentazione al Teatro di Torino.‎

‎[28 maggio]‎

‎28 maggio ’74. La strage fascista‎

‎Edizione originale. Bell’esemplare. Supplemento al «Quotidiano dei lavoratori». Articolato dossier sulla strage di piazza della Loggia di Brescia e sui fascisti che la realizzarono, a cura di Democrazia proletaria.‎

‎[Aut; copertina di Renzo Vespignani]‎

‎Aut‎

‎Edizione originale. Minime ingialliture alla copertina, ma bell’esemplare. Anno I, numero 1. Copertina di Renzo Vespignani. All’interno: nella rubrica «Primavera nera», un approfondimento sull’omicidio di Giangiacomo Feltrinelli; una lunga intervista a Giorgio Amendola.‎

‎[Bollettino]‎

‎Bollettino. Centro coordinamento iniziative culturali‎

‎Edizione originale. Minime ingialliture marginali e qualche fioritura alla quarta di copertina, ma bell’esemplare. Numero 1. «Questo Bollettino nasce come strumento di collegamento, di informazione e reciproca verifica, tra produttori di nuova cultura». Sottoscrivono, tra gli altri, «Re Nudo», «Rosso», Ombretta Colli, Sergio Endrigo e Giorgio Gaber.‎

‎[Ca Bala’]‎

‎Ca Bala’. Trimestrale di satira politica e d’umorismo grafico‎

‎Edizione originale. Prima pagina staccata e tagliata a metà, altrimenti bell’esemplare. Numero 1. Di notevole interesse i disegni, la satira e la grafica, mentre rimane marginale l’aspetto politico.‎

‎[Chi è comunista?]‎

‎Chi è comunista?‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Numero 1 de «I quaderni del comunardo». Pubblicazione che raccoglie brani scelti da «L’ordine nuovo», «Lo stato operaio», «Il manifesto dei comunisti», in appendice le «Condizioni di ammissione alla internazionale comunista».‎

‎[Controinformazione]‎

‎Controinformazione. Numero unico in attesa di autorizzazione‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Celebre rivista milanese, vide la sua prima uscita nel 1973 per interrompere le pubblicazioni 11 anni dopo, con 27 numeri editi e 9 supplementi. Non si presentò mai come portavoce di un gruppo, ma divenne un luogo di dibattito sulle lotte autonome e sulla lotta armata, offrendo ampio spazio a materiale e comunicati delle principali organizzazioni, dalle Brigate Rosse a Prima linea fino ai Nuclei Armati Proletari. Curatissima nella veste grafica: di grande formato, vedeva la stampa di un centinaio di pagine per ogni numero, con molte fotografie e disegni.‎

‎[Pazienza, Andrea, Tanino Liberatore et alii]‎

‎Duemila! [allegato a «Il male», Anno II, n. 50]‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare, completo del relativo numero del «Male». Allegato a «Il male», Anno II, n. 50. All’interno alcune tavole di Andrea Pazienza: p. 13 «Armi»; p. 14 «Atelier»; p. 17 «Apaz 69»; p. 27 il fumetto «Topi» — oltre a Tanino Liberatore e gli altri disegnatori dissacranti della redazione del «Male».‎

‎[... Eppur si muove ... ]‎

‎... Eppur si muove ...‎

‎«Foglio per l’organizzazione proletaria nella metropoli». Numero unico in attesa di autorizzazione. A cura degli Organismi Proletari della Barona.‎

‎[Fattaccio]‎

‎Er fattaccio illustrato. Giornale settimanale piegato in quattro. Anno I, numero 1‎

‎Notizie di cronaca nera a fumetti.‎

‎[Il ’68] [Espresso]‎

‎Il ’68. Voci e storie di quell’anno incredibile [6 dischi]‎

‎Edizione originale. Supplemento al n. 47 dell’Espresso, 1980. Raccolta di 6 dischi che contengono ampio materiale sonoro (dalle canzoni agli annunci in radio) relativo al 1968.‎

‎Grossi, Oreste - Rosoli, Gianfausto‎

‎Il pane duro‎

‎Edizione originale. Bell’esemplare. «Elementi per una storia dell’emigrazione italiana di massa (1861-1915). Libro fotografico con immagini dei migranti italiani in America.‎

‎[Elefante]‎

‎Elefante. Organo di espressione della tribù delle scimmie metropolitane‎

‎Edizione originale. Numeri 1, 2, 3 e 4. Ottimi esemplari. Supplementi mensili all’agenzia stampa quotidiana «Il barrito». Rivista della Comuna Baires fondata nel 1969 da Liliana Duca, Antonio Llopis e Renzo Casali, quest’ultimo direttore della rivista. Ne uscirono almeno altri 2 numeri.‎

‎[Insurrezione]‎

‎Insurrezione.‎

‎Edizione originale. Leggere ingialliture marginali, ma ottimo esemplare. Primo fascicolo senza alcuna indicazione editoriale: dure critiche alle linee «moderate e riformiste» di Lotta Continua, Democrazia Proletaria e del Movimento dei Lavoratori per il Socialismo «da lungo tempo impegnati nella brutalità repressiva e nella delazione sistematica contro i rivoluzionari e i militanti delle organizzazioni clandestine o armate».‎

‎[L’altro movimento]‎

‎L’altro movimento‎

‎Edizione originale. Lievi ingialliture alla copertina, ma bell’esemplare. Numero 1. Direttore responsabile Luigi Manconi. «Dopo il 7 aprile il 21 dicembre. Due date che i compagni ricorderanno a lungo [...] Ed appare chiaro che quest’ultima è in realtà il proseguimento di un’operazione politica che ha come obiettivo immediato colpire un’area di compagni appartenenti o facenti riferimento a Potere Operaio, ma si inserisce anche in un discorso politico ben più vasto ed ambizioso: rifare e stravolgere la storia di questi ultimi dieci anni».‎

‎[La rivolta degli straccioni]‎

‎La rivolta degli straccioni‎

‎Edizione originale. Buone condizioni. € 25 A FASCICOLO. Supplemento a Notizie Radicali. Numero unico in attesa di autorizzazione; marzo 1979; settembre 1979; anno II n. 2 giugno 1980; anno II n. 3 novembre 1980. Rivista di taglio satirico: «hanno collaborato a questo numero: Vittorio I, Vittorio II, Vittorio Emanuele III».‎

‎[La teppa]‎

‎La teppa all’assalto del cielo‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Il sottotitolo recita «Cronache e commenti sulla rivoluzione proletaria di ieri e di oggi». A cura di Giorgio Ferrari, Libero Romano, Caterina Saccaro, Paule Saconnet, racconta i 72 giorni della Comune di Parigi, con numerose foto e documenti del tempo.‎

‎[Lavorare contro] [Autonomia milanese]‎

‎Lavorare contro. Giornale comunista metropolitano‎

‎Edizione originale. Leggere ingialliture marginali alla prima pagina, ma bell’esemplare. Numero 0. Supplemento a «Stampa alternativa». Tentativo di alcuni gruppi minori dell’Autonomia milanese di riaprire il dibattito sulla fase politica, dopo la morsa repressiva del 7 aprile e gli arresti.‎

‎[Noi gli altri]‎

‎Noi gli altri. Il periodico dei detenuti fiorentini‎

‎Edizione originale. Parziale distacco del piatto superiore, ma bell’esemplare. Anno IV, numero 2, aprile, maggio, giugno. Ciclostilato.‎

‎[Potere operaio] [Comitati Comunisti Rivoluzionari]‎

‎Potere operaio per il comunismo [ristampa accresciuta]‎

‎Edizione originale. Leggere fioriture alla brossura, altrimenti bell’esemplare. È qui ripubblicato, con diversa copertina, il numero in attesa di autorizzazione uscito alcuni mesi prima; in questa ristampa è inserito anche il «Documento sui fatti di Acca Larenzia, a Roma» che suscitò grande scandalo e numerose polemiche nel movimento e nell’area rivoluzionaria, date le posizioni fortemente critiche nei confronti dell’azione.‎

‎[Primo maggio] [Bologna - Marazzi - Revelli]‎

‎Primo maggio. «Saggi e documenti per una lotta di classe»‎

‎Edizione originale. Lievemente ingialliti, ma esemplari in buone condizioni. Disponiamo dei numeri 1 (settembre 1973) e 2 (gennaio 1974), Rivista quadrimestrale diretta da Sergio Bologna.‎

‎[Rivoglio la mia libertà] [Monica Giorgi]‎

‎Rivoglio la mia libertà‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Curioso opuscolo di controinformazione redatto dal Comitato di solidarietà per Monica Giorgi, importante tennista femminista e anarchica arrestata il 30 aprile 1980. Raccoglie documenti e testimonianze sull’arresto e il processo.‎

‎[Valpreda dice]‎

‎Valpreda dice‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare completo di foglietto di errata. Anno II n. 1 della collana «Fotostoria». Ricca documentazione storico fotografica.‎

‎[Vogliamo tutto. Nuova Serie]‎

‎Vogliamo tutto. Nuova Serie. Per una iniziativa proletaria a Napoli e nel Sud‎

‎Edizione originale. Bell’esemplare. Disponiamo del n. 0 maggio ’79 e del n. 0 [sic] ottobre ’79. Supplemento a «Stampa Alternativa», mensile dell’Autonomia napoletana. All’interno del numero di maggio l’«Inserto speciale repressione», con analisi e contributi in merito all’operazione che il 7 aprile 1979 portò all’arresto di 22 militanti, tra cui Toni Negri e Oreste Scalzone, e che sancì l’attacco definitivo dello Stato, nella figura del giudice Calogero, contro i movimenti autonomi. Il prezzo si intende a fascicolo.‎

‎[Wobbly]‎

‎Wobbly. Foglio di lotta del Precariato Metropolitano‎

‎Edizione originalr. Bell’esemplare- Quaderno n. 4 di «Collegamenti per l’organizzazione di classe». Una delle prime analisi sul precariato metropolitano e sulla figura del precario sociale. Notevole l’individuazione delle vertenze legali come fonte di reddito, in particolare quelle legate ai contratti a termine di tipo stagionale, al tempo non consentiti dalla legge italiana.‎

‎D’Annunzio, Gabriele‎

‎Dalla Laude della Vita [in: I Mattaccini, periodico letterario della domenica, anno I Num. 2]‎

‎Edizione pre-originale. Ottimo esemplare. Raro. Anteprima assoluta per i vv. 43-126 della «Laus vitae», componimento centrale del primo libro delle laudi «Maia», pubblicato per intero solo nel 1903. Stampato su tre colonne a occupare la prima pagina dell’elegante foglio napoletano. «La lezione, salvo una minima variante accentuativa, è identica a quella della princeps» (Montagnini, p. XLIII). Montagnini, Maia ed. critica, 2006, p. XXI.‎

‎(Marinetti, Filippo Tommaso)‎

‎I nemici d’Italia. Settimanale antibolscevico. Anno I - N. 14 ... Elettori! Votate ... MARINETTI‎

‎Edizione originale. Uniforme, intensa brunitura; mancanze marginali senza perdite di testo, con alcune lacerazioni non estese; nel complesso, fragile documento ben conservato. Rarissima emissione sciolta della prima pagina del fascicolo I,14, destinata all’affissione murale in occasione delle elezioni politiche 1919. «Settimanale politico, “I Nemici d’Italia”, pubblicato a Milano dal 10 agosto 1919 al dicembre 1920, è diretto dal poeta futurista Armando Mazza. [...] Fin dal titolo il giornale esprime una linea di chiusura rispetto al bolscevismo, differenziandosi in tal modo dalle aperture a sinistra espresse da Mario Carli su “La Testa di Ferro”. [...] Dal punto di vista grafico, risulta particolarmente incisivo il numero pubblicato per le elezioni del 1919, a cui partecipa Marinetti come candidato del «blocco fascista» a Milano. [...] Contemporaneamente viene stampata la prima pagina del giornale con la variante del nome di Marinetti in caratteri tipografici [cubitali], per essere affissa come manifesto» (Salaris) Salaris, Riviste futuriste, pp. 436-441, con ill.; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 171 n. 271Cammarota, Futurismo, VIII.65‎

‎Pascoli, Giovanni‎

‎Epistola; La Morta, in «La Lettura» (anno VI, numero 10)‎

‎Bell’esemplare. Alle pp. 403-4 sono stampate le poesie di Pascoli «Epistola» e «La Morta». Sono due poesie giovanili, composte tra il 1876 e il 1789. La prima «è indirizzata a Ridiverde - soprannome che i compagni avevano dato a Severino Ferrari - ; L’altra [...] fu musicata per intero da Leoncavallo e veniva cantata dai compagni in casa dell’avv. Marcovigi, quando erano ancora tutti studenti. Leoncavallo si rammento ancora la musica e di una strofa la ricordava e cantava spesso anche il Pascoli, che però riteneva d’aver perdute le parole, dal Leoncavallo, soventi, ridomandate» (dalla nota ai testi, p. 402).‎

‎[Barilli, Bruno] [Galleria]‎

‎Galleria. Rassegna bimestrale di cultura. Omaggio a Bruno Barilli. Anno XIII, Fascicolo n. 3-4-5, Maggio-Ottobre 1963‎

‎Distacco del piatto superiore della sovracoperta fermato professionalmente, ma bell’esemplare. Numero della rivista dedicato interamente a Bruno Barilli.‎

‎[Controinformazione]‎

‎Controinformazione - Numeri vari‎

‎Edizione originale. 90 € CADAUNO N 9-10 Novembre 1977 N. 13-14, anno 6, marzo 1979, con il supplemento speciale «Carceri»; il supplemento speciale «Carcere» al n. 17, maggio 1980; il n. 19, dicembre 1980; il supplemento speciale «Centralità operaia, lotta armata, composizione di classe e altro. Cronaca di un dibattito». Celebre rivista milanese, vide la sua prima uscita nel 1973 per interrompere le pubblicazioni 11 anni dopo, con 27 numeri editi e 9 supplementi. Non si presentò mai come portavoce di un gruppo, ma divenne un luogo di dibattito sulle lotte autonome e sulla lotta armata, offrendo ampio spazio a materiale e comunicati delle principali organizzazioni, dalle Brigate Rosse a Prima linea fino ai Nuclei Armati Proletari. Curatissima nella veste grafica: di grande formato, vedeva la stampa di un centinaio di pagine per ogni numero, con molte fotografie e disegni.‎

‎[Controinformazione]‎

‎Controinformazione. N. 1-2, febbraio-marzo 1974 (numero doppio)‎

‎Edizione originale. Ottimo esemplare. Celebre rivista milanese, vide la sua prima uscita nel 1973 per interrompere le pubblicazioni 11 anni dopo, con 27 numeri editi e 9 supplementi. Non si presentò mai come portavoce di un gruppo, ma divenne un luogo di dibattito sulle lotte autonome e sulla lotta armata, offrendo ampio spazio a materiale e comunicati delle principali organizzazioni, dalle Brigate Rosse a Prima linea fino ai Nuclei Armati Proletari. Curatissima nella veste grafica: di grande formato, vedeva la stampa di un centinaio di pagine per ogni numero, con molte fotografie e disegni.‎

‎[Mezzo cielo]‎

‎Mezzo cielo. Il giornale della lega delle donne comuniste italiane‎

‎Edizione originale. Mancanza al piatto inferiore, probabilmente asportati i dati editoriali, ma ottimo esemplare. Numero inaugurale, le pubblicazioni proseguirono fino al 1975 con cadenza non regolare. Molto raro.‎

‎[Transizione] [Partito di unità proletaria per il comunismo]‎

‎Transizione. Scuola e società‎

‎Edizione originale. Sporadiche e leggere fioriture su qualche carta, altrimenti bell’esemplare. Anno I, numero in attesa di autorizzazione. Mensile curato dalla Commissione scuola del Partito di unità proletaria per il comunismo. Direttore: Rina Gagliardi; direttore responsabile: Michele Melillo.‎

‎[La sinistra]‎

‎La sinistra. Settimanale‎

‎Edizione originale. Lievi fioriture alla prima pagina, ma bell’esemplare. Anno I, n. 2. «La sinistra» uscì in formato quotidiano dal 9 febbraio al 8 giugno 1979 (con il titolo «La sinistra. Quotidiano di opposizione») e in formato settimanale dall’8 luglio al maggio 1981. Da aprile a luglio 1980 e da giugno a luglio 1981 si fonde con il settimanale «Compagne e compagni» ed esce con il titolo «La sinistra - Compagne e compagni». Direttore responsabile era il giornalista Nino Bertoloni Meli.‎

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