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Lajolo Davide
Come e perché
brossura Luigi Drago, originario di un paese del Monferrato, torna a casa per salutare l'ultima volta il padre morente. Riprende così contatto, in pieno inverno, con la sua gente, da cui il suo lavoro di giornalista l'ha allontanato. La serenità del padre di fronte alla morte lo porta a farsi domande sulle sue scelte esistenziali e politiche. Nelle vigne e nei boschi coperti di neve Drago fa il suo esame di coscienza confrontando le sue radici contadine con l'impegno in città a fianco degli operai, convinto che l'ingiustizia sociale è all'origine di tutti i mali nel suo paese come nel mondo. Attraversando i luoghi della sua campagna in piena solitudine, gli tornano alla mente storie del passato a volte di sangue e di cupi delitti commessi nell'arcaica comunità contadina, a volte storie di follia e di ingegnosità visionaria.
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Grinza Giuseppe
Vangeli per Elisa
brossura "Il presepe riusciva sempre a stupirmi anche perché nell'allestirlo ero coinvolto in prima persona: la ricerca del muschio a figurare l'erba, la collocazione strategica dei personaggi, le montagne, il fiume, lo stagno con le oche e le straduzze di segatura". Ma il Vangelo, nella sua interezza, non è solo magia natalizia: ogni pagina è una mappa per indicare all'uomo di ogni tempo un sentiero che si snoda attorno alla più pazza delle novità: vogliatevi bene, siete fratelli. Sullo sfondo, l'ombra inquietante di una Croce e il mistero di un Sepolcro vuoto, un sepolcro che non si è svuotato per escludere o per mandare al rogo qualcuno, ma per fare spazio a tutti. Lasciando ai filosofi le profonde riflessioni e ai teologi l'enigma dei dogmi, l'autore - con linguaggio semplice ed essenziale - intende regalare una manciata di pensieri alla sua nipotina Elisa, quasi un testamento spirituale.
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Rota M. (cur.)
Il grande racconto di Renoir
brossura Il centenario della morte del notissimo pittore francese è un'ottima occasione per celebrare il suo genio con un'intelligente commistione tra le arti: gli autori di questa raccolta, contagiati dalla "joie de vivre" di Renoir, indagano attraverso le loro parole gli stessi temi sociali, psicologici e intimisti che l'artista, insieme agli altri impressionisti, a Baudelaire, Mallarmè, Zola e Nadar affrontavano con nuovi linguaggi all'inizio del XX secolo. Il volume, ricordando opere come "Il palco", "La passeggiata" e "La colazione dei canottieri" riprende momenti quotidiani cari al maestro del colore, come la passione per la vita e il divertimento, l'esistenza della gente comune, l'esplosiva meraviglia della natura.
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Rattaro Sara
Andiamo a vedere il giorno
br. Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi, mentre il padre li abbandonava, quella che pensava prima agli altri che a se stessa. Fino ad ora ha seguito le regole e non il cuore, ma adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Le occorreranno un viaggio con sua madre e tante scoperte inattese per comprendere che una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l'amore conta, solo l'amore resta. E la sua famiglia, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo.
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Bomann Corina
Un sogno tra i fiocchi di neve
br. Fin da bambina, Anna non ha mai potuto sopportare il Natale, con tutto il suo corredo di luci colorate, dolci, regali e preparativi frenetici. E anche adesso che è una giovane donna, l'unico modo per superarlo è cercare riparo in qualche località esotica. Ma quest'anno sottrarsi sembra proprio impossibile: il suo adorato fratellino Jonathan le ha strappato la promessa di raggiungerlo per festeggiare con tutta la famiglia, compreso l'insopportabile patrigno. E così, il 23 dicembre, Anna salta su un treno stipato di gente alla volta di Berlino. Un attimo di assopimento - o meglio, quello che sembra un attimo - e si ritrova in una desolata stazione sul Mar Baltico, nel cuore della notte e nel pieno di una tormenta di neve. Impossibile tornare indietro, nessun treno riparte a quell'ora. Ad Anna non resta che chiedere un passaggio a chi capita e affidarsi alla sua buona stella, perché i personaggi che popolano la notte - si sa - sono tra i più disparati: l'autista di uno spazzaneve, un camionista polacco, tre stravaganti vecchiette che appaiono e scompaiono, e un surfista-psicologo-rasta piuttosto attraente...
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Steinbeck John; Sampietro L. (cur.)
La santa Rossa
br. Unico romanzo storico di Steinbeck, La Santa Rossa ha per protagonista Henry Morgan, garzone di una fattoria del Galles, che dopo aver ricevuto da un eremita profezie di successo, parte per le Indie Occidentali per realizzare il sogno di diventare un bucaniere e conquistare città e, forse, anche il cuore della bellissima donna chiamata "la Santa Rossa". Una storia di pirati, ricca di battaglie e tranelli per la supremazia sui mari, alla ricerca di ricchezze e donne irraggiungibili, che rientra nella grande tradizione letteraria dei romanzi d'avventura.
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Nota Davide
Lilith. Un mosaico
br. Un incontro a pagamento tra un uomo e una studentessa organizzato tramite chat di incontri. L'omicidio di una transgender a Roma dai contorni ambigui e in odor di intelligence. La doppia vita di Petra/Lilith, ventunenne abruzzese ma domiciliata a Bologna, tra realtà e virtualità, giorno e notte, interno ed esterno, lucidità ed esperienze lisergiche, relazione di coppia e vocazione al labirinto degli incontri occasionali. La mistica ospedaliera di un internamento psichiatrico. La scalata della montagna appenninica alla ricerca impossibile della grotta della Sibilla. Il percorso dei luoghi del sisma appenninico un anno prima della loro scomparsa in una percezione di precarietà assoluta che si fa anche allegoria di un sisma esistenziale (la vita di Petra) e di uno smottamento culturale e storico. Ma al di là della trama, che si svela in trasparenza, è l'ordito psichico dei personaggi che risuona in un concerto di immagini e pensieri annodati in un unico roveto semantico, un grande caleidoscopio dell'immaginario storico in atto, tra stile amatoriale e tradizione classica, insorgenze arcaiche e videoispezioni nelle lande oscene della contemporaneità.
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Krasznahorkai László
Il ritorno del barone Wenckheim
br. Giunto ormai al capitolo decisivo della vita, il barone Béla Wenckheim torna nel paese natio in una sperduta provincia ungherese. La sua è una figura avvolta nel mistero: chi lo incrocia lo descrive come inverosimilmente pallido, magro e alto come un grattacielo, occhi neri, sguardo trasognato. A causa dei debiti di gioco è fuggito da Buenos Aires, dove viveva in esilio, e non desidera altro che riunirsi al grande amore di gioventù, la sua Marietta o Marika: lui la chiama Marietta, ma per tutti gli altri è Marika. Il viaggio del barone si intreccia con quello del Professore, uno dei massimi esperti mondiali in muschi e licheni, che a sua volta si ritira dagli allori accademici per rinchiudersi in un selvatico eremitaggio e dedicarsi a faticosi esercizi di esenzione dal pensiero nelle immediate vicinanze della città di Béla Wenckheim. Il ritorno del barone, che nella tensione dell'attesa è foriero di ricchezza per tutti, è ammantato da un rincorrersi di voci e da un turbine di pettegolezzi; attraverso le pagine graffianti dei giornali scandalistici ci immergiamo nella realtà del mondo ungherese e nella condizione di precarietà non solo economica in cui versa. Ma cosa succede se il Messia tanto atteso non porta con sé la salvazione ma anzi il giudizio universale? Un romanzo visionario che racconta l'assurdità del presente al ritmo di una marcia funebre.
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Mercadante Leonardo
Per chi vive sulle tartarughe. Ediz. integrale
br. "Com'è fatto il mondo?" Le risposte di un bambino diventano un universo popolato da strani animali, umani magici, tartarughe e altri animali parlanti. Dino ha cinque anni e va alla scuola materna. Ha un'amica di nome Greta, un pappagallo di peluche come confidente, più di una maestra imbrogliona e due genitori che non vanno molto d'accordo. La mamma viene da un paese lontano. Lei è presente, il padre quando se ne ricorda. Dino spera che le sue domande lo aiutino a capire il mondo, ma nel mondo degli adulti sembra che ci siano pochi spazi per lui. Entra così in un mondo parallelo dove La Ditta vuole liberare le persone dalle loro preoccupazioni. Ma le preoccupazioni "rendono vivi", creano legami. A combattere La Ditta ci sono personaggi fantastici come Vinicio dal cappello magico e il pancione confortevole, Matilda, La Tartaruga Grande e quella Piccola, i ricci e tanti altri. E così, attraverso metafore e fantasie, vengono affrontati discorsi importanti ma che tutti possono capire: bambini e adulti. "Per chi vive sulle tartarughe" è una grande metafora sull'umanità e sul controllo che certi poteri esercitano su di noi, amplificando questioni che sono tutt'altro che "immaginarie".
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Patui Paolo
Scusate la polvere. Cimiteri, sospiri e piccoli miracoli
brossura Guidato da un improbabile custode, assillato da un presunto amico runner che circumnaviga i camposanti, stuzzicato dal gothic dark style di una studentessa, un narratore svagato e spaventato ravviva storie sepolte, scopre necropoli insolite, entra nella penombra misteriosa del cimitero dei "senza nome" immerso in una foresta berlinese, si trasferisce nel Fairview Cemetery che accoglie i naufraghi del Titanic o nell'abbandono totale del cimitero di San Finocchi a Volterra, destinato esclusivamente agli ospiti del locale manicomio. Partendo spesso dal cimitero di San Vito a Udine, scopre riti di sepoltura sconosciuti all'Occidente, come quello indonesiano che restituisce i defunti alla natura deponendoli nell'incavo di un albero. Viaggia in un percorso che pare buio, oscuro, tenebroso, e che si apre invece a un abbraccio infinito, fraterno e universale con le vite perdute, i sorrisi dimenticati, le speranze realizzate e sminuzzate dal grande mistero dell'esistenza. Nel libro si va alla scoperta delle storie di chi è sepolto nei più famosi cimiteri del mondo come nei piccoli camposanti di provincia. Un libro che racconta uno dei luoghi più sacri della nostra cultura e lo fa in modo leggero, a volte ironico, spesso malinconico. Si va dal cimitero parigino di Père-Lachaise in cui riposano Jim Morrison e Oscar Wilde, a piccole storie felici o tragiche, conservate nel camposanto di Udine, come in quelli minuscoli di Santa Marizza di Varmo o della Pieve di Gorto.
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Allende Isabel
La casa degli spiriti
br. Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di García Márquez.
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Allende Isabel
Eva Luna
br. Eva Luna è una bambina, figlia di diseredati, che viene abbandonata fin da piccola e destinata al mestiere di serva. "Luna" perché il padre apparteneva al popolo della luna. Acuta osservatrice, avventurosa con una spiccata personalità, la piccola cresce in un mondo oppresso dalla dittatura e divorato dall'ingiustizia, ma che affronta e trasforma con fantasia e ribellione. Ne nasce un'indimenticabile figura di donna, con una grande capacità affabulatoria, nella tradizione del romanzo picaresco spagnolo, una donna cui l'immaginazione, lo spirito d'iniziativa, insieme a piccoli casi fortunati e a inaspettati gesti di solidarietà, consentono di sopravvivere fino a che la realtà si costruisce a misura del desiderio.
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Matino Gennaro
Orfani di un figlio
br. «Hai parlato con Giovanna?» «No. Non riesco più a guardarla in faccia da quel giorno». La morte è una lama a doppio taglio: recide la vita di chi ti è caro e spezza la voce di chi sopravvive. Muore, con chi muore, l'intera compagnia. «Vedrai Alfredo, passerà, prima o poi arriva la rassegnazione. Capisco che è dura, ma te ne devi fare una ragione. Hai un'altra figlia e devi pensare a lei». «Sì, lo so, ma tu non puoi capire. Perdere un figlio è contro natura. Tutto è diverso, niente sarà più come prima, a condizione che...». «A condizione...?». «Che lo ritrovi. Ora sto nel mezzo. Mi basta una parola, un segno, che ne so. Mi basta sapere che...».
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Tolstoj Lev
La sonata a Kreutzer. Ediz. integrale
br. È la storia di un adulterio, costruita a bella posta per formulare un atto d'accusa contro l'educazione sessuale del tempo. Lisa, moglie di Pozdnysev, si innamora del giovane violinista Truchacevskij, col quale s'incontra per eseguire la beethoveniana sonata a Kreutzer, finendo col tradire il marito. Questi, accecato dalla gelosia, la uccide. Le pagine migliori del racconto sono quelle dedicate alla spietata analisi del rapporto tra i due coniugi che si trascina stancamente, sorretto dal solo legame dei sensi.
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Manzoni Gian Ruggero
Il sacrificio dei pedoni
br. Nel 1977 la variegata gioventù alternativa di Bologna aderisce in massa al Movimento. Intanto all'università la contestazione si fa sempre più dura e il DAMS è uno dei nuclei caldi, frequentato da personaggi poi divenuti miti della controcultura giovanile come Andrea Pazienza, Pier Vittorio Tondelli, Freak Antoni, Francesca Alinovi: tutti "compagni di strada" di Gian Ruggero Manzoni (detto "il Conte"). Il Conte e l'amico Maurone incontrano compagni di lotta in giro per l'Italia mentre sono in fuga, dormono dove capita, si battono senza risparmiarsi con pugni e coltello, amano senza pregiudizi, non si piegano alle convenzioni nemmeno in famiglia. Solo che per il Conte le teorie degli altri cominciano a stridere e i comportamenti a sembrare solo teatro, finché il 10 marzo lui e Mauro, armati, vengono bloccati da una Squadra Speciale del ministero dell'Interno, e inizia per loro un'odissea folle. Questa autobiografia è il primo atto di un'avventura, tra il militare e, persino, il criminale, poi durata altri venticinque anni, in parte già romanzata da Pier Paolo Giannubilo ne "Il risolutore".
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Lurie Alison
Casuali incontri fra estranei
br. Due accademici americani, Vinnie, che insegna Letteratura per l'infanzia, e Fred, giovane ricercatore della stessa università, hanno la possibilità di trascorrere un anno sabbatico in Inghilterra. Lei, Vinnie, cinquantenne sola con un matrimonio fallito alle spalle, importanti successi professionali e rassegnata all'indipendenza e alla solitudine, sogna tuttavia un'avventura a Londra, possibilmente, essendo molto snob, con un genio artistico, o perlomeno con un brillante critico letterario. Chi, invece, la farà davvero sognare è un ingegnere dell'Oklahoma, che si occupa di rifiuti: Chuck Mumpson è un po' rozzo, molto americano e si veste più come Bronco Billy che come lord Byron. Il giovane collega di Vinnie, Fred, bello in modo irresistibile, avvilito per il recente abbandono della moglie, si invaghisce di un'attrice inglese ancora più stravagante della consorte. Condotto sull'onda di continue opposizioni, "Casuali incontri fra estranei" è un romanzo di formazione, in questo caso per adulti confusi e insicuri. L'autrice dipinge con bonaria ironia i difetti dell'una e dell'altra sponda dell'Atlantico attraverso una satira di costume che coinvolgerà per certo chi a Londra è stato e se ne è innamorato, chi ama sognare di vite un po' bohémienne e chi semplicemente apprezza un buon libro.
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Gaarder Jostein
Il mondo di Anna
br. Anna è una ragazzina strana, animata da un amore profondo per la natura e dotata di una fervida immaginazione. Nel piccolo villaggio della Norvegia dove vive, cerca di figurarsi il proprio futuro e scorge il sinistro profilo della catastrofe ambientale che minaccia la Terra. Anna è una ragazzina davvero strana, eppure lo psicologo che la segue non fa che ammirare l'impegno e il senso di responsabilità di un'adolescente dall'intelligenza non comune. Ma all'alba del suo sedicesimo compleanno, Anna fa curiosi sogni ricorrenti: sogna un futuro dove tutto è perduto, dove gli effetti devastanti della mano dell'uomo sulla natura sono drammaticamente evidenti. Sente allora che deve fare qualcosa, e deve farlo subito. Non è al comando di una superpotenza o di una grande multinazionale, eppure il piano che sta per concepire, insieme a un amico che come lei non ha paura di osare, potrebbe cambiare per sempre il destino del pianeta.
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Heiligman Deborah
Vincent e Theo
ill., br. È una calda domenica di fine luglio. A mezzogiorno, nonostante la temperatura torrida, Vincent Van Gogh esce dalla locanda in cui alloggia per andare a dipingere all'aperto, nei campi intorno ad Auvers-sur-Oise. Rientra la sera, ha una ferita da arma da fuoco al fianco. Che cosa è successo quel pomeriggio? Nessuno lo sa, nessuno ha sentito né visto, nessuno riesce a scoprire quale tragedia si sia consumata in quei campi. Vincent viene ricoverato all'ospedale. Morirà due giorni dopo. È il 29 luglio 1890. Nella tasca della giacca Vincent conserva l'ultima lettera scritta al fratello Theo e mai spedita. Il loro fitto epistolario racconta una vita ricca di amanti e amici, successi e delusioni, sogni e ambizioni, tutto condiviso da entrambi i fratelli: due esistenze indissolubilmente intrecciate in un'amicizia profonda che ha dato forma alle loro vite. Theo ha sostenuto Vincent mentre lottava per trovare la sua strada; Vincent ha trascinato Theo in un turbine artistico esaltante, tra grandi nomi e nuovi movimenti nella Parigi del secondo Ottocento: impressionismo, puntinismo, Paul Gauguin, Claude Monet, August Rodin, tutti hanno un ruolo nella tormentata e travolgente storia dei fratelli Van Gogh.
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Fitzgerald Francis Scott
Il fannullone. Testo originale a fronte
br. Il perdigiorno Jim Powell passa le sue giornate bighellonando a Tarleton nel sud degli Usa. La sua controparte femminile è l'affascinante Nancy Lamar, che sogna una vita di lusso in Inghilterra. Un racconto che delinea tutte le contraddizioni di un'America legata a schemi conservatori, incalzata dallo spirito anticonformista degli anni '20. Una storia di seduzione, di flirt, di alcol e gioco d'azzardo che è uno spaccato fedele degli Usa all'alba del tracollo finanziario del 1929.
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Lapucci Carlo
La biblioteca di Tarmakòden. 24 racconti
ril. Il volume, nel quale compaiono anche tre inediti, riunisce per la prima volta il meglio della narrativa breve di Carlo Lapucci, figura che per vastità d'interessi ha ben pochi uguali nella scena culturale italiana. Racconti come Viaggio nell'orologio, Diamond Jack, L'anima se n'è andata col rovaio, Il dito dello zar, Il pozzo amaro (per menzionare solo qualche titolo) sono opere esemplari, frutto di una grande sensibilità e di una rara abilità narrativa. Scrittore poliedrico, dotato di una forza d'invenzione fuori del comune, Lapucci merita sicuramente di essere riletto con attenzione e riproposto al più ampio pubblico.
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Mencacci Marco
Un nuovo inizio
br. "Un nuovo inizio" è un libro al femminile scritto da un uomo. Un punto di vista interessante, introspettivo, inaspettato. Elena, nata in Inghilterra da genitori italiani, provata dal fallimento di relazioni sentimentali deludenti, sceglie di lasciarsi alle spalle il passato e ritrovare la fiducia in se stessa e nell'amore, nonostante tutto. Decide quindi di trasferirsi in Umbria presso una zia. In quei luoghi, la pace e l'immobilità delle acque del Trasimeno riescono a placare i tumulti del suo animo e diventano un punto di partenza, per prepararsi a un nuovo inizio. Al percorso della protagonista si intrecciano le storie di altri personaggi, ognuno impegnato, più o meno consapevolmente, nell'affrontare un cambiamento, un nuovo capitolo della vita. Tema centrale del libro è proprio il cambiamento, che trova il suo palcoscenico naturale nella campagna umbra. La natura, i borghi, i tramonti e la cucina locale fanno da cornice alla storia, accompagnando dialoghi e situazioni. Non solo paesaggi ma anche musica, cibo, profumi...
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Saer Juan José
Il fiume senza sponde. Trattato immaginario
br. È il Río de la Plata il protagonista di questo "Trattato immaginario", un gigantesco corso d'acqua formato dalla confluenza dei fiumi Uruguay e Paraná, la cui superficie è pari a quella dell'Olanda e sulle cui sponde oggi si affacciano due metropoli, Buenos Aires e Montevideo. Eppure, nel 1516, il Río de la Plata e le terre che lo circondavano erano desolate. Il suo scopritore, Juan Díaz de Solís, colpito dalla vastità e dalla dolcezza delle sue acque lo battezzò "Mar Dulce". Alle sue spalle si apriva una sterminata pianura che gli indigeni chiamavano pampa, ma che tutti gli altri designarono con una parola molto meno prestigiosa: il deserto. Juan José Saer dedica al fiume più importante della sua Argentina il racconto - che ricorda "Il Mediterraneo" di Braudel e "Danubio" di Magris - della ricerca quasi impossibile dell'identità di quelle terre e delle persone che le abitano. Ripercorrendo la storia di un fiume, Saer ci narra la storia di una nazione, dalla fondazione di Buenos Aires alla dittatura, attraverso quattro capitoli che seguono il succedersi delle stagioni australi, celebrando così due figure: il Río de la Plata e la letteratura.
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Montanari Raul
La seconda porta
br. Milo Molteni è il più grande pubblicitario italiano specializzato in campagne sociali. Molti lo considerano non solo un genio ma un benefattore, anche se chi lo conosce davvero, come la sua ex moglie, la pensa diversamente. Quando muoiono i suoi odiosi vicini di casa Milo acquista il loro appartamento, in cui scopre una porta misteriosa che sembra il passaggio segreto di un vecchio castello. Proprio da qui, una notte, entrerà un giovanissimo migrante in fuga... ma da cosa? Nell'avventura che nasce, Milo scoprirà quanto è difficile mettere in pratica i princìpi umanitari che finora ha solo propagandato. Affiancato da un bizzarro e imprevedibile detective privato che torna per la quinta volta nei romanzi di Montanari, si troverà avviluppato in una ragnatela di enigmi, minacce, vendette, un gioco di scatole cinesi con un finale a sorpresa. E sullo sfondo le trame di Han, un'implacabile organizzazione segreta di giustizieri. Perché puoi chiudere tutte le porte della tua casa, o della tua vita, ma ne rimane sempre una aperta.
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DeWitt Annie
Notti in bianco
br. È l'estate del 1990 in un tranquillo paese dell'America rurale. Il ventunesimo secolo è alle porte, e Jean sta per compiere tredici anni. La televisione trasmette immagini della Guerra del Golfo, la Microsoft realizza un nuovo sistema operativo chiamato Windows e nelle praterie i cavalli crollano a terra privi di vita a causa di un virus ignoto. La vita familiare alla Mangiatoia - l'unica casa che Jean abbia mai conosciuto - si sta lentamente disgregando. La madre di Jean decide di andarsene e in sua assenza Jean è combattuta tra le lusinghe del mondo adulto e surreali scenari di fuga. Per proteggersi dalle dicerie di paese, si trincera dietro un forte con un ragazzo abbandonato a se stesso di nome Fender Steelhead, ma mentre insieme svelano le menzogne e le segrete pulsioni delle persone a loro più vicine, Jean scopre in sé una propensione alla trasgressione. A metà strada tra favola e romanzo di formazione, questo romanzo d'esordio esplora gli effetti dell'isolamento, il nostro connaturato bisogno di appartenenza, e la bellezza e il pericolo di ritrovarsi contro il proprio volere testimoni di qualcosa di importante.
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Maraini Dacia
Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va
br. Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo. Un figlio mai cresciuto. Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme. E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi. A più di quarant'anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile -"Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura" - Dacia Maraini riavvolge il filo di una storia tempestosa, quella al femminile, attraverso le parole di una madre a un figlio perduto, il suo, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi. È così che l'immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri - Marianna, Colomba, Isolina, Teresa - e sono arrivate a noi con le loro voci e i loro corpi. Corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità, pieni di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini. Ed è proprio a loro che parlano queste pagine. Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo. Per ricordare a lui e a tutti noi, sul filo sottile ma resistente della memoria, che solo quando l'amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l'incontro capace di cambiare le regole del gioco.
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Lazzarotto Marco
A cosa stai pensando
br. Michele Barbieri non prende sul serio niente e nessuno. In ufficio è circondato da colleghi invidiosi e malevoli; Sandra, la sua compagna, blogger totalmente assorbita dal suo lavoro, ha scelto il nome della loro bambina tramite un sondaggio sui social. I due, più che amarsi, si prendono cura della figlia in un clima freddo e teso. Un giorno Michele rischia di essere travolto da un'auto sulle strisce pedonali. Non succede nulla, ma lui reagisce scagliando contro la vettura un sampietrino trovato lì per terra. Poi fugge, ignaro delle conseguenze del suo gesto. Tornato a casa, scopre che un "pazzo", in centro, ha scagliato un cubetto di porfido contro un'anziana signora, ferendola in modo grave. Qualcuno ha documentato la scena su un post che è diventato virale. Michele decide di continuare la sua vita come se nulla fosse successo. Ma non è facile: non può fare a meno di interrogarsi su se stesso; flirta con Morgana, scrive per sapere se l'ha riconosciuto; cambia il proprio look... E proprio quando smette di comportarsi da brava persona, la sua vita pare volgere al meglio.
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Vanessi P. (cur.)
Mai Molestin. Mai più violenze. Scritti di donne sulla violenza e il femminicidio. Ediz. illustrata
ill., br. Questa antologia, in versione economica con le vignette in bianco e nero, racchiude in sé una mole considerevole di appunti, opinioni, poesie, aforismi, racconti, saggi... Un libro collettivo, scritto da sessantanove donne per lo più sconosciute tra loro, sul tema del femminicidio e della violenza di genere. Donne "comuni" di cui non sappiamo età, religione, posizione sociale, se sono single, maritate, vedove... Appena un nome e un cognome, che leggerete in calce a ogni pezzo. Un libro a tratti duro e impietoso, a tratti poetico e malinconico, proprio come solo le donne forti e vere sanno essere. Un libro fatto col cuore. Un libro fatto da donne: si parla di un'opera che "trasuda umanità", realizzato grazie alla massiccia partecipazione di tante persone che hanno dimostrato che, ancora una volta, da soli si ottiene poco mentre l'unione fa la forza... e la differenza.
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Lessing Doris
Racconti londinesi
br. Non esiste più una popolazione omogenea quanto a mentalità e tradizione, e quindi, colto mentre percorre le medesime strade, beve agli stessi caffè e passeggia negli stessi parchi, ci viene incontro un mondo inglese fatto di diverse etnie, classi, comportamenti sociali. E Londra appare allora popolata di ragazzine incinte, nuovi immigrati, mogli abbandonate, coppie appena formatesi e già in crisi: individui insomma, che devono affrontare l'amore e la gelosia, la solitudine e la vita sociale. E poi c'è l'universo dei bambini, che sembrano trovare una loro dimensione soltanto imitando, in modo grottesco, i grandi; bambini che, trasportati dall'emigrazione, sembrano ancora più fragili.
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Osti D. (cur.)
Le più belle storie di cani. I racconti più commoventi e divertenti di tutti i tempi dedicati ai cani
br. Se è vero che il cane è da sempre il miglior amico dell'uomo, nondimeno quest'ultimo, attraverso la letteratura, ha ricambiato l'amicizia: da Omero a Joyce, da Ovidio a Pirandello,da Dante a Lovecraft, da Andersen a Lee Masters, da Lorenz a Moravia, i grandi scrittori dell'Occidente ce ne offrono sicura testimonianza. E questa antologia, raccogliendo splendide pagine dei più grandi autori dall'antichità greco-romana al Terzo Millennio, vuole essere un tributo a questa lunga, reciproca fedeltà. Fedeltà e tenerezza, ma anche audacia, forza e carattere: tali sono le qualità del cane che da sempre ci conquistano; e spesso, quando ci specchiamo nell'intelligenza dei suoi occhi, vi troviamo conforto e comprensione. Certo, la sua origine di lupo ha talvolta preso il sopravvento nel nostro immaginario, e l'età romantica ne ha fatto il simbolo di minacce oscure e demoniache. Eppure, è quasi impossibile non scorgere nel suo sguardo un mistero ineffabile, un flusso di domande senza risposta che ricordano la comune creaturalità, un patto di amicizia che può dare un senso all'esistenza stessa.
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Ellory Anna
La lettera perduta di Auschwitz
br. Berlino, 1989. Mentre il muro crolla, Miriam Winter si prende cura di suo padre Henryk ormai in punto di morte. Ma rimane sconvolta quando scopre, sotto il cinturino dell'orologio di Henryk, il tatuaggio di Auschwitz, tenuto segreto per molti anni. Come è possibile che le abbia nascosto una parte così terribile della sua vita? E chi è Frieda, il nome che suo padre invoca quando è incosciente? Alla ricerca di indizi sul passato dell'anziano genitore, Miriam trova tra gli oggetti della madre un'uniforme da detenuta del campo femminile di Ravensbriick. Tra le cuciture ci sono decine di lettere destinate a Henryk, scritte da una donna di nome Frieda. Le lettere rivelano l'inquietante verità sulle "ragazze coniglio", giovani donne vittime di sperimentazioni disumane durante i loro giorni al campo. Attraverso quei racconti di sacrificio e resistenza Miriam scopre, lettera dopo lettera, una storia d'amore che Henryk ha custodito nel cuore per quasi cinquant'anni.
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Sepúlveda Luis
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore letto da Edoardo Siravo
brossura «Da far leggere assolutamente soprattutto ai giovani e ai giovanissimi di cui sarà il mondo di domani.» Grazia Cherchi su Il vecchio che leggeva romanzi d'amore «Il vecchio che leggeva romanzi d'amore unisce la malinconica dolcezza di Osvaldo Soriano alla follia di Fitzcarraldo. » La Stampa Il vecchio Antonio José Bolívar vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana. Ha con sé i ricordi di un'esperienza - finita male - di colono bianco, la fotografia sbiadita della moglie e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge in solitudine. Ma il suo patrimonio è una sapienza speciale che gli viene dall'aver vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sapranno mai capire. Solo un uomo come lui potrà dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo, il felino che, accecato dal dolore per l'inutile sterminio dei suoi cuccioli, si aggira minaccioso per vendicarsi sull'uomo. Questa è la storia del loro incontro, ma soprattutto è un canto d'amore dedicato all'ultimo luogo in cui la terra preserva intatta la sua verginità. «Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.» (La Stampa). «Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati » (Le Monde). Un audiolibro della durata di tre ore letto da Edoardo Siravo.
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Malamud Bernard
Tutti i racconti
br. Dal "Barile magico", pubblicato nel 1958, un anno dopo "Il commesso", e insignito del National Book Award, la produzione di racconti e la loro pubblicazione in raccolte ha accompagnato l'intera carriera di Bernard Malamud. E se il successo di pubblico e la fama di questo autentico faro della narrativa ebraico-americana restano profondamente legati a romanzi potenti e originali come "L'uomo di Kiev" e "Le vite di Dubin", la critica e la storiografia letteraria non hanno mai avuto dubbi nel considerare Malamud un maestro del racconto, vicino per sensibilità, raffinatezza e penetrazione psicologica a C?echov, e al tempo stesso caposaldo di una grande tradizione americana che, da Poe a Hemingway, da Cheever a Carver, ha portato la narrazione breve a vertici insuperati. In questo volume sono raccolti tutti i 55 racconti che Malamud ha scritto tra il 1940 e il 1982, precedentemente assemblati, oltre che nel Barile magico, in raccolte magnifiche come Ritratti di Fiedelman e "Il cappello di Rembrandt" o pubblicati postumi nel Popolo. Un opus impressionante, un susseguirsi di piccoli gioielli che, letti assieme o gustati uno a uno, offrono il ritratto a tutto tondo di una delle più grandi voci del Novecento americano.
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Simenon Georges
La cattiva stella
br. Non è detto che il turista da banane sia mal vestito, anzi spesso indosserà capi di buon taglio, vestigia di un guardaroba lussuoso. Sono americani, cechi, tedeschi, francesi... Alcuni hanno conosciuto un momento di gloria, altri si sono limitati a mangiarsi il patrimonio di famiglia o le rendite. Finché un giorno, quando già erano stufi della mediocrità o spaventati dalla miseria incombente, qualcuno ha detto loro: «Sulle isole del Pacifico si può ancora vivere come nel paradiso terrestre, senza soldi, senza vestiti, senza preoccuparsi del futuro...». Per pagarsi la traversata hanno venduto tutto quello che avevano. Allo sbarco le autorità locali, prudenti e spesso scottate, pretendono a titolo di cauzione il versamento del costo del biglietto di ritorno. Capite? L'indomani ogni buon turista da banane ha già comprato un pareo e un cappello di paglia intrecciata. Seminudo, sdegnando la città e i coloni che indossano completi bianchi e camicie con il colletto rigido, si dirige di buon passo verso le lunghissime spiagge.
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Di Dio Gianluca
Più a est di Radi Kürkk
br. Rimasto orfano di tutta la famiglia, il giovane Lucio cerca di trovare un senso per quanto è accaduto e capire cosa fare della propria vita. Abita a Luz, un paese sulla riva di un grande fiume che per giorni si gonfia di pioggia minacciando di esondare e divorare tutto. L'incontro con il dottor Cervellati, unico dentista della zona e migliore amico di suo padre, sarà decisivo per lui. Oscuro e carismatico, Cervellati gli consegna infatti un misterioso racconto scritto proprio dal padre e lo mette a parte di un progetto sovrumano, una numinosa missione di speranza che ha bisogno di Lucio per potersi realizzare... Un romanzo originale, una favola nera che racconta la continua, delirante, a tratti comica ricerca di una via di fuga dalla catastrofe ineluttabile che incombe sull'umanità.
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Novalis; Arena L. (cur.)
Polline
brossura
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Carta Ilario
Espiazioni collettive
br. Francesco Migali ha lasciato il suo paese d'origine da molti anni. Il rapporto con il padre - mai troppo intenso - si è sfilacciato sempre più, lasciandogli un senso di mancanza quasi incolmabile. Così, quando incaricato dall'università per cui lavora, gli si presenta l'occasione di studiare più da vicino un fatto di sangue accaduto negli anni Trenta nella piccola comunità in cui è nato il genitore, non perde tempo e parte per la Sardegna. Sarà proprio qui che il protagonista cercherà di ricostruire le fila di quegli eventi delittuosi che, per certi versi, lo toccano da vicino. Scavando nel passato, tra reticenze e mezze verità, scoprirà che non tutto è stato raccontato, che lo scenario fino a quel momento immaginato è ben diverso, ancora più assurdo. In quella fatidica notte di tanti decenni prima - in cui furono barbaramente assassinate otto persone, compresi donne e bambini - tutti, nessuno escluso, hanno avuto la loro parte all'interno di una tragedia corale che il tempo non è riuscito a cancellare pienamente.
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Rigoni Mario Andrea
Fondi di cassetto. Aforismi e frammenti
brossura La società e la giustizia, la guerra e il diavolo, la fede e il dubbio, l'amicizia e la bellezza, la Grecia antica e il Giappone: sono alcuni dei temi toccati negli aforismi di Mario Andrea Rigoni, che in questo libro molto personale si rivela anche un insospettato poeta. Fra altre cose il lettore troverà la narrazione dell'incontro, nella Parigi degli anni Settanta, con Cioran, di cui Rigoni avrebbe promosso la conoscenza e la fama in Italia.
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Selby Hubert jr.
Requiem per un sogno
br. New York, anni Settanta. Sara Goldfarb è una vedova sola e infelice che passa le giornate davanti alla tv. Quando una telefonata pubblicitaria la illude di poter comparire in una trasmissione, ossessionata dall'idea di perdere peso comincia una terapia di pillole dimagranti a base di anfetamine che la renderà dipendente fino alla psicosi. Il figlio Harry insegue a sua volta un velleitario progetto di riscatto: insieme alla sua ragazza Marion, aspirante artista in crisi, e all'amico Tyrone, un giovane nero altrettanto sbandato, vuole acquistare un grosso quantitativo di eroina pura per rivenderla e risolvere per sempre i suoi problemi economici; i tre finiranno invece per iniettarsene sempre di più nelle vene. Con la musica sincopata e avvolgente della sua prosa, Hubert Selby Jr. accompagna i quattro personaggi prima in un'euforica marcia di speranza e poi in un'inesorabile discesa all'inferno, dipingendo la trasformazione del Sogno Americano in incubo sotto gli occhi di una società votata alla repressione e al cinismo. Pubblicato originariamente nel 1978, portato al cinema nel 2000 da Darren Aronofsky, "Requiem per un sogno" è un romanzo che si imprime indelebilmente nel cuore del lettore: ci dimostra fino a che punto la grande letteratura può scavare nell'oscurità dell'esperienza umana.
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Apuleio
Amore e Psiche
br.
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Rankin Ian
La casa delle bugie. Un'indagine di John Rebus
br. John Rebus è in pensione da un pezzo, ma la sua memoria no. Per questo, quando si diffonde la notizia che nei boschi di Edimburgo quattro ragazzini hanno trovato un cadavere dentro un'auto, lui sa già che si tratta di una Polo rossa e che il corpo appartiene a Stuart Bloom. Ha le manette ai piedi, ed è evidentemente morto da tempo. La sua scomparsa, in effetti, risale a dieci anni prima, quando le ricerche della polizia si erano risolte in un nulla di fatto. Rebus ricorda bene quella storia: la rabbia della famiglia Bloom, le accuse di corruzione piovute sulla sua squadra Certi casi, lui lo sa, ti seguono fino alla tomba. Però all'epoca quella zona era stata perlustrata a fondo, "decine di uomini, centinaia di ore". Perché solo ora il ritrovamento? La detective Siobhan Clarke, oggi alla guida del caso, cammina su un filo di seta; l'indagine precedente ha lasciato dietro di sé troppi punti oscuri, un magma denso di bugie e di segreti insabbiati. E dato che a condurla c'era anche John Rebus, vecchio amico di Clarke e discussa leggenda della polizia scozzese, mettersi ora a scavare nel passato è quasi un azzardo.
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Capote Truman
Colazione da Tiffany
br. Buona fortuna: e credi a me, carissimo Doc, è meglio guardare il cielo che viverci. Uno spazio così vuoto; così vago. Solo un posto dove va a finire il tuono e le cose scompaiono. Quando "Colazione da Tiffany" venne pubblicato per la prima volta, nel 1958, il «Time» definì la sua eroina Holly Golightly «la gattina più eccitante che la macchina per scrivere di Truman Capote abbia mai creato. È un incrocio tra una Lolita un po' cresciuta e una giovanissima Zia Mame... sola, ingenua e un po' impaurita». Da quel momento la sua fama non ha fatto che aumentare: di tutti i suoi personaggi, disse Capote più tardi, lei era la preferita, ed è facile capire perché. Holly è una ragazza del Sud trapiantata a New York, attrice cinematografica mancata, generosa con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. Audrey Hepburn, con una leggendaria interpretazione cinematografica, le ha dato un volto e una voce indimenticabili, contribuendo a farne un'icona di stile senza tempo che con la sua leggerezza, la sua intelligenza e la sua ingenuità disarmante non ha mai smesso di far innamorare i lettori. Prefazione di Paolo Cognetti.
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Süskind Patrick
Una sfida
ill., ril. Un tardo pomeriggio di agosto, quando ormai il parco è quasi deserto, in un angolo sotto il pergolato del Jardin du Luxembourg due uomini sono seduti l'uno di fronte all'altro al tavolo degli scacchi. A seguire la partita, una decina di spettatori attentissimi, dimentichi dell'ora tarda. L'interesse di tutti è rivolto allo sfidante, un giovane sconosciuto che non dice una parola ma sembra molto abile e sicuro di sé. Tutti sperano segretamente che il misterioso avventore possa battere l'anziano campione di scacchi, una celebrità locale che non ha mai perso un incontro. Ma chi è davvero questo giovane uomo? Nessuno lo ha mai visto eppure tutti sono in qualche modo sicuri di trovarsi davanti un personaggio d'eccezione, di assistere a una sfida che andrà ben oltre la scacchiera... Una storia misteriosa che trova un perfetto controcanto nella rarefatta bellezza dei disegni di Sempé.
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Ferrante Elena
La vita bugiarda degli adulti
br. «Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell'appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto - gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole - è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».
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Fitzgerald Francis Scott
Il giovane ricco
br. Emblematico forse più di ogni altro racconto dello stile e della ispirazione di Francis Scott Fitzgerald, "Il giovane ricco" fu scritto a metà degli anni Venti a Parigi, dove lo scrittore e la moglie Zelda condividevano con diversi altri americani come Gertrude Stein, John Dos Passos, Henry Miller, Ezra Pound, e soprattutto Ernest Hemingway, la vita della cosiddetta "Generazione Perduta". E proprio Hemingway, nelle bellissime pagine dedicate all'"amico Scott" in "Festa mobile", ricordando la crisi creativa che aveva colpito il grande narratore dei "roaring twenties" dopo l'iniziale insuccesso de "Il grande Gatsby" e prima del ritorno alla grande creatività di "Tenera è la notte", scriveva: «... In tutto questo tempo scrisse un solo racconto veramente bello: Il giovane ricco...».
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Yarbrough Steve
Il regno delle ultime possibilità
br. Licenziata da una prestigiosa università californiana a causa dei tagli del personale dovuti alla recessione, Kristin Stevens attraversa il continente con il marito Cal per cominciare una nuova vita in Massachusetts, nei sobborghi di Boston. Qui Kristin ha trovato lavoro in un college di basso rango, mentre Cal, disoccupato ormai da mesi, passa le giornate a sistemare la casa e ad alimentare la sua alienante passione per la musica. Non passa molto tempo dal loro trasferimento che Kristin si trova coinvolta in una relazione con il vicino di casa Matt Drinnan, più giovane di lei, ex libraio appassionato di letteratura, che adesso lavora in una gastronomia italiana e sconta faticosamente gli errori del suo passato. Lentamente le distanze fra marito e moglie emergono, tra dolorose verità rimaste a lungo sepolte, mentre un'imprevista trama di imbrogli viene a galla nell'ateneo di Kristin, coinvolgendola in prima persona.
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Stevenson Robert Louis; Pontuale D. (cur.)
L'isola del tesoro
br. Nella storia della letteratura davvero pochi libri sono famosi come questo. Nel titolo si nasconde un tesoro, lo si immagina, ma non lo si vede; per trovarlo bisogna scavare nelle pagine e cercare nel fondo. Esiste un mistero che Stevenson ambienta tra la Gran Bretagna e il mar dei Caraibi, una trama raccontata usando una mappa, una storia collocata sopra un'isola infestata da pirati, tra polvere da sparo, dobloni, rum e sterminata fantasia. Un'opera capace di 'formare' il genere avventuroso, una giungla letteraria dove il vecchio Billy Bones, l'impavido Jim Hawkins, il sanguinario Long John Silver, l'abbandonato Gunn, il capitano Smollett o il capitano Flint non sono soltanto personaggi, bensì maschere senza tempo. L'Hispaniola naviga a vele spiegate verso un tesoro, portando con sé intere generazioni di lettori affascinate dall'esoticità e dai continui colpi di scena. Manganelli definisce "L'isola del tesoro" come "il poema della vitalità, tenero e sempre di un'esattezza, di una lucidità allucinante: ma senza paura, e senza istrionismi"; Tabucchi lo ama "perché è pieno di vento, di immaginazione, di avventura, di infanzia"; Borges sostiene, perfino, che leggere Stevenson sia una vera e propria forma di felicità. Un'opera dalle profonde implicazioni viscerali tali da far scrivere allo stesso Stevenson: "Nonostante tutto il mio romanzo, sono poi un realista, un prosatore e un fanatico ammiratore delle nude sensazioni fisiche restituite con esplicita chiarezza".
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Ribaric Virginia
Mai meglio di così
br. Stesa sul pavimento del salotto, Sofia sta eseguendo la sua autopsia d'Amore. Enrico non c'è più nella sua vita e questa assenza la riempie e la svuota, di continuo. Come si può rendere di nuovo fluido un amore che è coagulato? "Mai meglio di così" non è altro che l'euforica discesa giù dallo scivolo, senza preoccuparsi di cadere. È la ferita sulle ginocchia e sui palmi delle mani. E infine, la risalita coraggiosa sulla scala di metallo. Perché a volte la vita ti strizza l'occhio nella folla, regalandoti un nuovo senso di te.
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Diski Jenny; Cremonesi F. (cur.)
Pattinando in Antartide. Con Segnalibro
br. Alla fine degli anni Novanta, Jenny Diski osserva la propria stanza da letto interamente bianca e ripensa al candore degli ospedali dove era stata ricoverata quando era una ragazza in crisi. Per lei il bianco è un sottrarsi alla vita, ai pensieri, all'incessante frastuono dei ricordi. E poco a poco diventa un desiderio prepotente, che si traduce in un piano preciso: spingersi fino in Antartide, alla ricerca del bianco assoluto, dove perdersi e dimenticare. Ma mentre il piano si realizza, il passato e il presente si accavallano, rifiutano di essere lasciati indietro. Nella fuga verso l'Antartide la memoria di Jenny torna alla madre di cui non ha notizie da trent'anni, al padre truffatore, alla depressione, alla madre adottiva, Doris Lessing, di cui scriverà nel memoir "In gratitudine". E porta con sé anche la curiosità di sua figlia, determinata a rintracciare la nonna materna. Sul bianco tanto desiderato appaiono macchie di colore, arcobaleni imprevisti. E l'esplorazione di sé si riflette nei panorami antartici, dove il bianco si declina nelle infinite sfumature di azzurro di iceberg stupefacenti, e la presenza umana è solo accennata. "Pattinando in Antartide" è il racconto di un viaggio ai confini di sé e del mondo, alla ricerca del perfetto equilibrio tra la memoria e il dolore, tra l'affermazione della vita e la cieca tentazione del vuoto.
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Floramo Angelo
L'osteria dei passi perduti. Storie zingare di strade e sapori. Nuova ediz.
br. Angelo Floramo ha la capacità di portare il lettore dentro un nomadismo matto, autoironico, riflessivo che mescola storia, memoria, società, geografia. Un libro in cui la viandanza diventa l'unico modo di approcciarsi alla vita e al prossimo che si incontra lungo la strada. L'osteria diventa metafora della sosta, della lentezza, dell'incrocio con gli altri, e proprio dentro le locande di questo nord est allargato, privo di confini amministrativi, si mescolano lingue, usi, fantasmi. "C'è sempre un'osteria sul ciglio dei nostri sentieri. È lì che si riposano le storie, fra le braci del camino e le travi del soffitto. Vi transita un'umanità colorata, zingara, che conosce la polvere delle strade, il freddo delle brume, il sorriso saporoso del vino. Prima o poi ci finiscono tutti i nostri passi perduti." Nuova edizione ampliata e corretta con un lungo racconto inedito.
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Salerno Luigi
Il vincolo cieco
br. Un castello d'inchiostro che si sporge oltre il linguaggio, per inseguire quella realtà che del reale è l'ombra. Frammenti di vita si fondono con una materia al tempo stesso densa e surreale, sotto la delicata dittatura della parola. Storie incastrate in uno spazio d'azione mediato da un protagonista narratore senza nome, cassiere di cinema, scrittore fallito, perduto melomane alla ricerca di se stesso. Storie di creature imperfette, delicate, inquiete e stravaganti. Personaggio nevralgico del romanzo è anche il dottor Pops, una sorta di anfibio in bilico fra il nuovo e il noto, terapeuta del narratore che svolge e riavvolge le trame fobiche riportate periodicamente dal suo paziente. Un libro senza nessuna barriera protettiva, su quelle emozioni legate da un inestricabile vincolo cieco: la nostalgia dell'essere, intravista dalle feritoie del ricordo, e la scoperta del vivere come unico canto e incanto della nostra specie. In copertina l'opera di Elisa Anfuso, una delle maggiori pittrici italiane contemporanee.
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