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‎Guerre 39/45‎

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‎Guerre‎
‎Histoire‎
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‎Sepúlveda Luis‎

‎Incontro d'amore in un paese in guerra‎

‎br. L'avventura e la politica, l'amore e la guerra, il viaggio e l'utopia. Tutto Sepulveda con le sue passioni e i suoi temi più cari, rappresentati in questo libro che raccoglie 24 racconti dello scrittore cileno. L'appuntamento d'amore tra un sandinista che combatte in Nicaragua contro la dittatura e la moglie di un prigioniero in mano ai rivoltosi; la notte di terrore di un ricercato politico in attesa dell'arrivo di uno "squadrone della morte"; l'impresa di dodici confinati sperduti nel mezzo del deserto cileno; l'incontro mancato tra un esule e la donna amata... E ancora: dittatori senza scrupoli, fieri malavitosi dei porti, vecchi anarchici con un'antica ferita d'amore, coppie senza più speranza, prostitute commoventi e grottesche.‎

‎Ananìa L. (cur.); Novelli S. (cur.)‎

‎Confesso che ho bevuto. Racconti sul vino e sul piacere del bere‎

‎br. Trenta modi di declinare la parola "vino", tra racconti, testimonianze, confessioni di autori italiani contemporanei. Affabulazioni seriamente divertite, o scherzosamente serie, su una gloria nazionale che è anche e soprattutto discorso sulla natura, la storia, i sentimenti, l'immaginazione del bere... su una delle libertà di essere e di esprimersi. Ciascun autore ha versato nel calice della scrittura la propria anima dionisiaca. Ogni capitolo del libro propone una doppia chiave di lettura, cogliendo possibili alternative o abbinamenti all'interno del singolo approccio al tema-vino.‎

‎De Carlo Andrea‎

‎Yucatan‎

‎br. Il giovane assistente Dave parte per la California insieme a un celebre regista che vuole realizzare un film basato sui romanzi di un famoso scrittore esoterico divenuto guru. Tra messaggi oscuri, apparizioni di personaggi suggestivi e avvenimenti inspiegabili, la spedizione si trasforma ben presto in una partita con il mistero, sempre più ambigua e spiazzante. Ispirato dall'incontro dell'autore insieme a Federico Fellini con Carlos Castaneda, è un romanzo sul conflitto tra sogno e razionalità, aspettative e ricerca della verità.‎

‎De Carlo Andrea‎

‎Pura vita‎

‎br. Lui ha quasi cinquant'anni ed è uno storico, in fuga perenne dal presente e da ogni obbligo; lei ha sedici anni, legge moltissimi libri e vuole sapere come funziona il mondo. Viaggiano insieme in Francia verso la Camargue, parlando di tutto ciò che passa loro per la mente: i sentimenti che legano un uomo a una donna, la famiglia tradizionale e quella frantumata, i problemi della specie umana, i loro ricordi personali, le loro similitudini e le loro distanze. Sviscerando la realtà, analizzandola, sezionandola e traendone regole generali, interrogandosi a vicenda. Un viaggio alla scoperta di quella pura vita che scorre in ogni esistenza animata da aspirazioni e desideri, progetti e sforzi, scelte e sconfitte.‎

‎Dickens Charles‎

‎Grandi speranze‎

‎ril. « Dev'essere anche grazie al titolo, buono per tanti usi, duttile e facile da ricordare, che Grandi speranze è uno dei romanzi più conosciuti di Dickens, uno dei più citati, noto anche a chi non l'ha mai letto... Facile da ricordare anche il magnifico inizio, quando Pip bambino, al tramonto di un gelido pomeriggio, cerca di ricostruire il viso dei suoi genitori esaminando le incisioni sulle loro tombe, e all'improvviso, tra quelle lapidi e quella nebbia, nel cimitero circondato dalle paludi, si sente una voce terribile che grida: 'Silenzio! Sta' zitto!' Chi è? Ci sembra di ricordarlo vagamente... un carcerato fuggito forse? Un assassino? Un deportato? Non importa, è la voce terribile che conta, e il cimitero, la nebbia, il piccolo Pip». (Stefania Bertola)‎

‎Simenon Georges‎

‎Il piccolo libraio di Archangelsk letto da Claudio Santamaria. Audiolibro. CD Audio formato MP3. Ediz. integrale‎

‎brossura Jonas Milk, "il signor Jonas" per i commercianti della place du Vieux-Marché, ha una libreria d'occasione, un temperamento mite e una moglie, Gina Palestri, giovane, bella e con una pessima reputazione. Quando Gina scompare nel nulla, nel cuore della notte, portando con sé alcuni preziosissimi francobolli, al libraio crolla il mondo addosso. E tutti sembrano sospettare che il piccolo ebreo, giunto da una remota città russa, sia la causa di questa sparizione.‎

‎Gallo Alessandro‎

‎Scimmie‎

‎br. Napoli. 1985. Tre quindicenni: Pummarò, Panzarotto e Bacchettone. Il desiderio di diventare qualcuno, di distinguersi dalla massa informe degli adolescenti di strati sociali più bassi che medi, di vivere da protagonisti, magari anche con le tasche gonfie di denaro, si traduce per i tre protagonisti in un solo modo: entrare a far parte della camorra, che soffoca la città come una coltre di catrame. Gli anni '80 a Napoli sono spaccio di eroina, prostituzione, corruzione, tutti fenomeni che stavano molto a cuore non solo a chi ne stava a capo ma anche a chi provava a vederci chiaro. A un giovane e carismatico giornalista, per esempio, che non ci mette molto a conquistarsi l'attenzione dei tre ragazzi, in particolare di Pummarò, per mostrar loro la camorra e i suoi affari da un altro punto di vista, "Scimmie" è dedicato e liberamente ispirato alla figura di Giancarlo Siani e a tanti giovani che rischiano di cadere nelle reti della criminalità.‎

‎Valentini Mario‎

‎La minuscola‎

‎br. Fino ad allora abilissimo nello schivare le responsabilità, nello "sbagliare strada", un quarantenne scopre che sta per diventare padre. Lui, che è precario per testarda vocazione, si accontenta di supplenze e occasionali collaborazioni, di smontare e rimontare racconti e anche biciclette, delle quali è appassionato. Di fronte alla nascita della figlia ha una sorta di rivelazione che lo porta a smontare e rimontare la sua vita. Preso dall'incantamento accetta la presenza spiazzante della piccola. Non si capacita, ci mette tempo, la osserva come una specie di ricercatore assai dilettante, ne seziona gli umori e le conquiste, scopre quanto sia poco addomesticabile. Mentre racconta gli impacci esilaranti, le peripezie picaresche di lavori come quello da tour leader per giri ciclistici, tiene alla neonata deliranti quanto affettuose lezioni di logica, ragionamenti estatici quanto teneri sulla termodinamica, e scopre "un mondo popolato di oggetti a cui sorridere", un mondo in cui lui non era mai stato. Il quotidiano diventa straordinario, il mutamento di rotta e del destino che da sempre racconta la letteratura hanno qui accenti di comicità disorientata, come se l'arte di accudire una figlia e quella di scrivere custodissero lo stesso segreto, quello del principiante.‎

‎Radiguet Raymond‎

‎Il diavolo in corpo-Il ballo del conte d'Orgel‎

‎br. Enfant prodige, poeta delicato, Radiguet muore a vent'anni dopo essere stato uno dei protagonisti della bohème parigina del primo Novecento, di cui condivide lo spirito amaro e disincantato. La sua fama è legata ai due romanzi brevi qui raccolti, documenti di straordinaria intensità sulla crisi di valori sofferta dai giovani intellettuali negli anni del primo conflitto mondiale e in quelli immediatamente successivi. "Il diavolo in corpo" (1923) è la storia di un amore del tempo di guerra tra un adolescente e la moglie di un soldato al fronte. Il libro destò scandalo per la scabrosità del tema e il distacco, apparentemente cinico, con cui viene narrata la febbrile esperienza del precocissimo Francois, prigioniero di una sensualità che non conosce le remore dell'onore né gli scrupoli della morale. Se nel "Diavolo" i due amanti cedono alla passione senza ritegno, nel "Ballo del conte d'Orgel" (1924), un pastiche che molto deve all'eleganza classica e all'intimismo psicologico della Principessa di Clèves di Madame de La Fayette, gli aristocratici e mondani protagonisti sacrificano alla lealtà e al senso del dovere il sentimento proibito che turba le loro anime.‎

‎Du Maurier Daphne‎

‎La baia del francese‎

‎br. Nell'Inghilterra del XVII secolo Lady Dona St. Columb è una giovane e irrequieta donna che cova dentro di sé il desiderio di ribellarsi a una futile vita fatta di cene interminabili, sfarzosi pranzi e partite a carte. Moglie di un noioso baronetto inglese, un giorno Dona obbedisce all'impulso della fuga e, assieme ai suoi figli, si rifugia nel maniero di Navron, vicino a Helford, fra boschi solitari e baie segrete, sulle coste della Cornovaglia. Dona sa che ad attenderli ci saranno letti umidi, il tanfo opprimente delle camere disabitate e l'irritata sorpresa della servitù presa alla sprovvista, ma l'idea di continuare a vivere con la pigra, placida indolenza del marito le è ormai insopportabile. A Navron, tuttavia, la aspettano una serie di imprevisti. Nella tenuta è rimasto un solo domestico, William, un omino esile e malmesso, dall'aria imperscrutabile e dallo sguardo enigmatico, come chi nasconda un segreto. Si vocifera, inoltre, che quelle terre siano scosse da una singolare piaga: è il «Francese», un pirata bretone che se la svigna in Bretagna prima che si riesca a mettergli le mani addosso. La sua nave, la Mouette, è come argento vivo, non c'è verso che si riesca ad acchiapparlo. Il pirata scivola nei porti di notte, scende a terra silenziosamente, si impadronisce della mercanzia e fila via con la marea dell'alba, seminando lo scontento tra la nobiltà locale. Un giorno, passeggiando attraverso le lande desolate, Dona si spinge fino al punto in cui il fiume, largo e lucente, si incontra con il mare, e lì scopre un'imbarcazione nascosta in un'insenatura: è la nave del Francese. Ma, proprio mentre sta per voltarsi e fuggire tra gli alberi, qualcuno emerge dietro di lei, le getta un mantello sul capo, e la trascina sulla nave...‎

‎Vignali Laura‎

‎L'estate di Mimì‎

‎br. Mimì Nisticò, professore calabrese in un istituto fiorentino nonché scrittore di gialli, torna al suo paese per le vacanze estive con l'intenzione di scrivere quello che dovrà essere il "romanzo della sua vita". Ma mentre è impegnato a farsi raccontare dalla vecchia Giannuzzedda una serie di storie ambientate in una Calabria antica e favolosa, viene coinvolto da Franca, un'amica di gioventù, in un'indagine a ritroso che lo costringe a rievocare vicende passate che credeva di aver dimenticato. Intorno a lui si muove in maniera corale un intero paese: dall'ottuagenaria e combattiva zia Felicia, a due seducenti coinquiline, dagli amici d'infanzia alle vicine di casa. Come se non bastasse, ogni tanto irrompono telefonicamente sulla scena le protagoniste della sua parallela esistenza fiorentina: la ex moglie Adelaide, la figlia Michela e la ex compagna e collega Marina. Fin dalle prime pagine, questo ritorno al passato si rivela alquanto problematico per il protagonista, anche perché, nel cercare di svelare il mistero della morte di Nino (avvenuta tanti anni prima a Firenze durante una manifestazione studentesca) Mimì si imbatte in vari personaggi sospesi fra la nostalgia e il rancore e, nello stesso tempo, si ritrova a fare i conti con sentimenti, ricordi e scelte personali. Conclusa l'indagine, si troverà di fronte a un dilemma difficile da risolvere: oltre alle storie di San Gregorio dovrà narrarne anche un'altra meno leggendaria e assai più dolorosa? È giusto raccontare una verità che farà del male a qualcuno? Alla fine Mimì deciderà di dedicare le sue energie alla scrittura, con un occhio al successo letterario nel quale confida anche il suo esigente editore.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Nadai L. V. (cur.)‎

‎L'adolescente‎

‎br. Scritto in prima persona, "L'adolescente" (1875) è l'autobiografia di Arkadij Dolgorukij, figlio naturale del proprietario terriero Versilov. Umiliato dai coetanei per la sua condizione di bastardo, accumula rancori e sogni di riscatto: diventare ricco quanto un Rothschild e fare del denaro uno strumento non di lusso e piacere ma di potere. È questa la grande prova cui il giovane si prepara coltivando con un durissimo tirocinio le indispensabili virtù della fermezza e della volontà, una prova che nello sviluppo della storia conoscerà cedimenti e sconfitte. Complesso e a tratti contorto, segnato da uno stile vorticoso e febbrile, il romanzo meno compreso e forse più discusso di Dostoevskij ha al centro la ricerca del padre: il padre naturale Versilov, che incarna il modello della nobiltà spirituale russa, l'unica classe secondo Dostoevskij capace di grandi prospettive ideali, e il padre putativo Makar, schietto esempio di pellegrino russo dall'animo candido, che predica con saggezza e fede purissima l'avvento di un cristianesimo autentico. Due figure luminose in un mondo caotico, in cui regnano il disordine, la confusione morale, la disgregazione della famiglia. Introduzione di Fausto Malcovati.‎

‎Yalom Irvin D.‎

‎Il problema Spinoza‎

‎br. Estonia, 1910. Il diciassettenne Alfred Rosenberg, accusato di aver proferito violenti commenti antisemiti in classe, viene condannato dal preside Epstein a una singolare punizione: imparare a memoria alcuni passi dell'autobiografia di Goethe, il poeta che l'adolescente dichiara di venerare come emblema stesso del popolo tedesco. In particolare, i brani in cui l'autore del "Faust" si dichiara fervente ammiratore di Baruch Spinoza, il grande filosofo ebreo del diciassettesimo secolo. La lettura insinua nella mente del giovane Rosenberg un tarlo che lo accompagnerà per il resto della vita: come può il sommo Goethe aver tratto ispirazione da un uomo di razza inferiore? Amsterdam, 1656. Bento, in ebraico Baruch, Spinoza ha ventitré anni: la sua famiglia è di origine portoghese, sfuggita all'Inquisizione e riparatasi nella più tollerante Olanda. Animato dal desiderio di apprendere la lingua e le idee dei grandi filosofi greci, Bento frequenta l'accademia di Franciscus van den Enden, un elegante uomo di mondo inviso alla comunità ebraica. Van den Enden addirittura osa affidare parte dell'insegnamento alla figlia Clara Maria, una giovane dal collo lungo e il sorriso seducente di cui Baruch si invaghisce puntualmente. Il risultato di questa educazione filosofica e sentimentale è scontato: il giovane pensatore viene scomunicato e costretto a condurre una vita solitaria e appartata, che lo porterà tuttavia a produrre opere sublimi per profondità e drammaticità. Opere che trecento anni dopo non smettono di tormentare, sotto forma di incessanti domande, l'«ariano» Rosenberg, divenuto uno dei fondatori del partito nazista e stretto collaboratore di Hitler: davvero Baruch Spinoza, quest'uomo appartenente a una razza da sterminare, è riuscito a sviluppare un pensiero filosofico così lucido e geniale? O forse il segreto della sua genialità non sta nella sua mente, ma altrove? Magari nella sua piccola biblioteca personale, su cui la guerra consente di mettere le mani? Dopo aver indagato i fantasmi della mente di Nietzsche e Schopenhauer, Yalom illumina la vita misteriosa e controversa di Baruch Spinoza nella Amsterdam del Seicento e l'ossessione per le sue opere nella Germania antisemita del secolo scorso.‎

‎Moccia Federico‎

‎La ragazza di Roma nord‎

‎br. Simone, ventenne romano, sta viaggiando in treno da Napoli verso Verona. Lì c'è Sara, la sua ragazza, che sta frequentando uno stage. L'amore l'ha spinto a farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza. Iniziano a parlarsi, e lei si rivela simpatica, originale e intrigante. La sintonia tra i due cresce, ma Simone pensa sempre e solo a Sara e racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d'amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo. Quando la viaggiatrice scende a Firenze, si salutano immaginando che sia per sempre ma la vita, si sa, è imprevedibile. Simone, arrivato a Verona, trova Sara con un altro. Tradito e avvilito, torna a Roma e dopo aver ascoltato le critiche e i consigli di amici e familiari che quando ti lasci diventano stranamente i massimi esperti dell'amore, ripensa a quell'incontro sul treno e decide di rintracciare "la ragazza di Roma nord". Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo una stazione. Simone decide di aspettarla dove lei è scesa, sperando di rivederla. Così Santa Maria Novella, a Firenze, diventa la sua nuova casa. Per Simone inizia una lunga attesa. Ma un gesto del genere non può passare inosservato. La sua storia inizia a circolare sui social, diventando un vero caso mediatico. Tante persone lo avvicinano, colpite dalla sua decisione. Perché quando vedi qualcuno che rompe gli schemi e lotta per il suo desiderio, ti chiedi sempre se conosca la risposta per trovare la felicità. La sua vita piano piano cambia, incontra tanta nuova gente, rivaluta molte cose e chissà se insieme a questa crescita non arrivi anche la ragazza di Roma Nord... "La ragazza di Roma nord" contiene pagine scritte da: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Gian Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.‎

‎Dostoevskij Fëdor; Prina S. (cur.)‎

‎Netocka Nezvanova‎

‎br. In una nuova traduzione, il romanzo che Dostoevskij stava scrivendo al momento del suo arresto per mano della polizia zarista. Le prime tre parti di «Netocka» vennero pubblicate all'inizio del 1849: a fine aprile Dostoevskij fu arrestato, condannato a morte, graziato mentre già si trovava sul patibolo. A ciò seguirono la deportazione, i lavori forzati, il confino: dieci anni nel buio della steppa, a cercare la luce; dieci anni dai quali Dostoevskij fece ritorno profondamente mutato, colmo di nuove idee, nuove passioni e intuizioni. Le altre parti del libro non vennero mai scritte: l'aprile del 1849 segnò davvero la cesura fondamentale della creatività dostoevskiana. Dopo, nulla sarebbe più stato lo stesso, nulla di quanto prima era stato progettato sarebbe più stato realizzabile. «Netocka Nezvanova» ci si offre così come straordinario esempio di un'opera "di confine" tra due mondi, con pagine di impressionante efficacia, di sconvolgente verità, che preludono ai grandi romanzi del periodo maturo. Netocka è l'esclusa, è colei che non è invitata al banchetto della vita, e che dal suo cantuccio è destinata a scrutare il mondo, degli adulti di casa prima, degli estranei di fuori poi. Un Dostoevskij al femminile, dunque, che però intreccia all'analisi del mondo interiore della bambina le tematiche tipiche del suo primo periodo, quello a suo modo "romantico", nel quale ragiona ancora sul ruolo dell'artista.‎

‎Schalansky Judith‎

‎Inventario di alcune cose perdute‎

‎ill., br. La Storia del mondo è piena di cose che sono andate perdute, smarrite nel corso del tempo o distrutte intenzionalmente, a volte semplicemente dimenticate - o magari, come si racconta nell'Orlando furioso, volate in un archivio sulla Luna. Inventario di alcune cose perdute è una raccolta di dodici storie, ciascuna dedicata a una cosa che non c'è più: narrazioni sospese in un delicato equilibrio tra presenza e assenza, fotografie ben a fuoco ma stampate con inchiostro scuro su carta scura, piccole realtà che solo l'immaginazione è in grado di riportare alla memoria. Si va da Tuanaki, un'isoletta indicata su vecchie mappe che ormai giace sotto il livello del mare, alla tigre del Caspio, il cui ultimo esemplare impagliato andò distrutto in un incendio; dallo scheletro di un presunto unicorno, nascosto chissà dove, a Kinau, un selenografo tedesco dell'800 di cui pare nessuno sappia nulla, fino alle misteriose lacune dei carmi amorosi di Saffo, che custodiscono ipotesi e segreti. Come aveva già fatto nel suo Atlante delle isole remote, in questo libro Judith Schalansky gioca a ricreare mondi del passato a partire da pochi frammenti, si cala nei contesti, nei linguaggi, coglie di volta in volta gamme di colori e sensazioni, restituendo a ogni cosa anche il più piccolo dettaglio, storico o visionario che sia.‎

‎Cairoli Annachiara‎

‎L'oracolo dei mondi‎

‎br. Il Destino, l'artefice inconsapevole della creazione dell'Universo, è alla ricerca dell'"armonia perfetta" raggiungibile solo tra l'equilibrio delle forze di Madre Natura. Ombra e Luce, Aria e Fuoco, Terra ed Acqua sono sei sorelle in eterna contrapposizione, si attraggono e nello stesso tempo si respingono. Varie sono le situazioni in cui si scontreranno, minando così quella stabilità di continuo ricercata, per poi riappacificarsi per il bene dell'Umanità. Le profezie della Fenice, la guerra contro gli Angeli e i Demoni per la liberazione della Terra porteranno le nostre protagoniste a vivere numerose avventure. L'autrice Annachiara Cairoli con maestria ed ottima capacità descrittiva, mostra una creazione del Cosmo tutta al femminile: il suo è un linguaggio pulito, dalle note divertenti e fantasiose.‎

‎di Las Plassas Lorenzo‎

‎Lascia parlare il vento‎

‎br. Un foreign fighter che vuole compiere un attentato, un artista che vuole realizzare la sua Grande Opera, un tredicenne che, inspiegabilmente, smette di parlare. Un misterioso anziano che manipola il vento in un giorno fatidico in cui si decidono le sorti dell'Europa. "Lascia parlare il vento" racconta una storia, tra fatti reali e fantasia, giocata su metafore, che porta il lettore in un racconto fortemente introspettivo, strutturato per immagini e di grande potenza evocativa, in cui si alternano temi come il senso di perdita e di salvazione, il bisogno d'amore e la sublimazione, l'esaltazione e il fondamentalismo, il ribaltamento dei luoghi comuni e lo smarrimento del cammino europeo.‎

‎Mastrolonardo Raffaello‎

‎Gente del sud. Storia di una famiglia‎

‎br. Agosto 1895, è tornato il colera. Romualdo Parlante, medico spaventato dalla virulenza del male, impone a sua moglie Palma, incinta del quarto figlio, di tornare immediatamente con gli altri bambini, nel loro paese d'origine in Puglia, dove troveranno rifugio in casa dei genitori di lui: Bastiano e Checchina. È così che la luce della letteratura si accende sulla famiglia Parlante, protagonista di questo romanzo fluviale, che grazie all'intraprendenza del patriarca Bastiano sta emergendo dall'oscurità della storia, ritagliandosi un posto sul piccolo, assolato e povero palcoscenico di quella terra insieme dura e ricca che è la Puglia. La storia degli uomini e delle donne della famiglia: Aniello, Costanzo e soprattutto Cipriano, il bambino che Palma portava in grembo fuggendo da Napoli, Vincenzina, Gelica, Reginella... La storia dei Parlante s'intreccia con quella tumultuosa dell'Italia: gli anni Dieci del '900; l'avventura coloniale e la prima guerra mondiale, in cui i giovani maschi della famiglia si gettano con slancio; gli anni dei primi, duri scontri sociali e poi l'avvento del fascismo; l'apertura al nuovo e le avvisaglie della modernità; la tragedia della seconda guerra mondiale e la fine di un mondo; poi la ricostruzione e il boom economico; i giorni nostri: un secolo intero carico di novità, sfide e drammi che i Parlante affronteranno sempre con coraggio, determinazione, ambizione. Frutto di anni di lavoro, Gente del Sud racconta le molte incarnazioni che l'amore assume nella vita: l'amore appassionato, capace di superare ogni ostacolo e convenzione, l'amore per la propria sposa o il proprio sposo, per i figli, per la propria terra, per la «roba», per il proprio Paese e le proprie idee. La celebrazione di una terra difficile e bellissima, la Puglia.‎

‎Atzeni Sergio‎

‎Il quinto passo è l'addio‎

‎ril. «Il protagonista di "Il quinto passo è l'addio" si chiama Ruggero Gunale e non è un uomo semplice, come tutt'altro che semplice è il modo che ha di raccontare la sua storia. Per gran parte del romanzo lo accompagniamo lungo una galleria degli specchi che offre di lui immagini variamente deformate. Arrivato alla fine, al passo d'addio del titolo, finalmente si concede a un racconto limpido e in qualche modo rasserenato della sua storia. Che è una storia d'amore, prima di ogni altra cosa. Ma non è solo questo. C'è Cagliari nella parte di "piccola città, bastardo posto". C'è un giovane scrittore che cerca (e non trova) la sua strada. C'è una radio libera, quando le radio libere hanno ancora un po' (ma solo un po') dell'energia irriverente dei primi tempi. C'è una sinistra malamente impiastricciata in faccende sottoclientelari. C'è la droga. C'è l'essere sardo di Ruggero Gunale, oggetto di un sordo e autistico rimuginare...» (Dall'Introduzione di Luciano Marrocu)‎

‎Remmert Enrico; Ragagnin Luca‎

‎Elogio della sbronza consapevole. Piccolo viaggio dal bicchiere alla luna‎

‎br. Due scrittori divoratori di libri alle prese con un tema che inzuppa la letteratura di tutti i tempi e di tutte le geografie: l'alcol. "Elogio della sbronza consapevole" è una stravagante antologia al cui interno si trovano racconti originali, estratti, aforismi, parodie, false citazioni, divertissement, deliri non attribuibili, il tutto legato al tema senza tempo del bere (vino, birra, liquori, qualunque cosa purché sia alcolica). Un mondo con mille sfaccettature: dall'ebbrezza gioiosa di Hrabal alla timidezza vogliosa di Manzoni, dal buio alcolico di Poe e Dylan Thomas alla purezza distillata della Bibbia, da Shakespeare a Nick Cave, da Omero a Calvino, da Dante e Totò a Cèline e Baudelaire.‎

‎Carraro Andrea‎

‎Il sorcio‎

‎br. Nicolò Consorti, quarantacinque anni, sposato con un figlio, è uno scrittore di discreta fama che si mantiene con un lavoro anonimo in un istituto di credito romano. Nello «zoo aziendale» la bestia più sordida è Eraldo Martelli detto "il Sorcio", un collega sfrontato e insolente che prende di mira Nicolò e lo vessa con insulti e provocazioni quotidiane, fino al crollo psicologico. A dodici anni dalla prima edizione, Carraro riprende e sviluppa ulteriormente uno dei suoi libri più importanti e apprezzati, una riflessione d'autore sul bullismo e la prevaricazione negli ambienti di lavoro.‎

‎Spies Johann; D'Agostini M. E. (cur.)‎

‎Storia del dottor Faust‎

‎br. La figura di Faust è divenuta nei secoli il simbolo dell'individuo spregiudicato che insegue il sogno impossibile di un sapere assoluto, pronto ad accettare persino la dannazione eterna pur di superare i limiti della condizione umana. Alle origini del mito sembra esservi il personaggio realmente esistito di Georg (o Johann) Faust (1480-1540 ca), medico, filosofo, astrologo ed esperto in arti magiche. I vaghi accenni alle sue imprese contenuti nei documenti d'epoca hanno trovato forma organica nella Storia del dottor Faust, anonimo racconto popolare pubblicato nel 1587 a Francoforte sul Meno da Johann Spies che, oltre a esserne lo stampatore, fu quasi certamente anche colui che rielaborò i materiali preesistenti, con lo scopo, da luterano convinto qual era, di mettere in guardia i lettori dalle conseguenze nefaste cui conducono la tracotanza, la ribellione a Dio e il commercio con gli spiriti infernali. Oggi è con emozione che si ritrovano in queste pagine gli elementi in seguito ripresi e mirabilmente reinventati da scrittori come Marlowe, Goethe, Puskin e Mann.‎

‎Tolstoj Lev‎

‎Chadzi-Murat‎

‎br. Chad?i-Murat è un traditore, un soldato ceceno che, durante la lotta del proprio popolo contro lo zar Nicola I, abbandona i compagni per unirsi al nemico russo, avviandosi lungo una parabola che lo condurrà a scontare le inevitabili conseguenze della propria scelta. Sullo sfondo della sua vicenda personale e drammatica c'è poi la devastazione della guerra: le case e i villaggi saccheggiati e distrutti, la morte, il pianto delle madri sui cadaveri dei figli fotografano con scioccante attualità gli strazi di una tragedia senza tempo e ci parlano di quella cosa - nota Paolo Nori - «della quale sentiamo parlare talmente tanto che anche il nome, conflitti razziali, non ci dice più niente». Scritto durante gli ultimi anni di vita di Tolstoj e pubblicato postumo nel 1912, Chad?i-Murat è un'opera poco nota eppure imprescindibile, in cui ritroviamo intatta la grandezza di un capolavoro come Guerra e pace. Introduzione di Serena Vitali.‎

‎Dürrenmatt Friedrich‎

‎Minotauro. Una ballata. Testo tedesco a fronte‎

‎ill., br. Con i versi di una ballata, che a stento riescono a contenere l'impeto affabulatorio, Friedrich Dürrenmatt, come già nella Morte della Pizia, si inoltra sul terreno del mito. Il suo minotauro, creatura terrifica e insieme innocente, imprigionato in un labirinto che è un intricato gioco di specchi, si dibatte alla ricerca di una via d'uscita, in primo luogo da se stesso. E nel turbine di immagini in cui il mostro si perde, e si scopre, il mito rifulge di nuova luce.‎

‎Businelli Silvia‎

‎Dentro di me‎

‎br. Alessia divide la sua vita tra il lavoro in ospedale e l'attività di volontariato presso una comunità per giovani ragazze con problematiche familiari legate all'alcol, droghe e abusi sessuali, e che in passato ha ospitato anche lei. Il suo punto di riferimento è Marco, un giovane poliziotto con il quale ha ormai da anni una stabile e passionale relazione, il quale la spinge gradualmente ad allontanarsi dalla comunità per costruirsi una loro vita insieme. Grazie alla sua empatia e alla sua esperienza lavorativa, costantemente a contatto con le persone più fragili, Alessia scoprirà, attraverso alcuni decisivi indizi, un giro di pedofilia in cui forse sono coinvolte persone molto vicine a lei. Una storia drammatica, buffa, atroce e passionale, proprio come la vita.‎

‎Lu Hsün‎

‎Fuga sulla luna‎

‎br. Poeta, narratore e saggista finissimo, Lu Hsün (1881-1936) è una delle figure di spicco della letteratura cinese contemporanea, al cui rinnovamento ha dato un contributo fondamentale. Fuga sulla luna raccoglie per intero la sua produzione narrativa, influenzata dai modelli occidentali e fortemente polemica nei confronti della società tradizionale. Ironici e implacabili, dominati da un profondo senso di angoscia, disperazione e solitudine, i suoi racconti, scritti tra il 1918 e il 1926, smascherano la barbarie e la sopraffazione dell'uomo che si celano dietro la rispettabilità di facciata della millenaria civiltà cinese. Esemplare in tal senso è il Diario di un pazzo (1918), una denuncia della morale disumana della Cina feudale, definita cannibalesca, condotta attraverso l'allucinato diario di un intellettuale convinto che verrà divorato dai propri famigliari. Nella lunga novella La vera storia di Ah Q (1921) è tratteggiato l'archetipo spirituale del popolo cinese: un contadino atenente e parassita, retrivo e vanaglorioso, che si getta nella «rivoluzione» per opportunismo e viene giustiziato senza rendersi conto della propria sorte.‎

‎Trevisani Matteo‎

‎Libro del sangue‎

‎br. Matteo Trevisani un giorno di primavera riceve una mail con un albero genealogico della propria famiglia. Questa genealogia rispetto a quella conosciuta dal protagonista ha però una particolarità: a un certo punto le famiglie degli avi divergono, si distanziano, lasciando apparire nelle pieghe delle nascite e delle morti accadimenti terribili sconosciuti, segreti e naufragi ricorrenti. Inoltre questo albero non riporta soltanto nomi e date di nascita e di morte degli antenati di Matteo, ma anche il suo nome e la sua data di morte: 21 settembre 2021. Poco dopo uno strano episodio turba ulteriormente la vita dello scrittore: il giornale con cui collabora pubblica un articolo firmato da Matteo ma che lui non ricorda di avere scritto, anche se in esso riconosce il proprio stile e anche i suoi stessi pensieri. La ricerca sulla propria linea familiare, che Matteo aveva compiuto anni prima insieme a un genealogista scomparso da poco, si intreccia dunque improvvisamente, attraverso i pochi giorni che, secondo l'albero, lo separano dalla propria morte, a questa nuova, spasmodica e repentina, su cosa si celi davvero dietro questi eventi. Intanto lo spettro di un'altra vita, e di una balena mitica, che tormenta la famiglia del protagonista da generazioni, aleggia sul tempo del passato e su quello a venire, breve o lungo che sia. E Matteo si trova così impegnato in una corsa affannosa lontano da Melissa, la donna che ama, e da Cosmo, il loro figlio di pochi anni, per cercare di capire cosa gli stia accadendo e chi sia il misterioso mittente che sembra conoscere il destino che, forse, lo attende...‎

‎Delfini Antonio‎

‎I racconti‎

‎ril. Nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da Pannunzio a Montale, da Pasolini a Garboli - Antonio Delfini resta autore appartato e inafferrabile. L'eterno dilettante di talento, «eccentrico sia rispetto all'avanguardia sia rispetto alla tradizione» come scrive Roberto Barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell'esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. L'opera che più compiutamente ne rappresenta estri e umori è senz'altro "Il ricordo della Basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell'edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che è Una storia e seguita dal frammento Il 10 giugno 1918 - con il titolo I racconti con cui uscì da Garzanti nel 1963. Sul fondale incantato della sua Modena, la Modena degli anni Trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l'autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l'amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. Sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicità vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell'uomo disperato e pieno di grazia che fu Antonio Delfini.‎

‎Volpe Sandro‎

‎Vizio di firma. Plagio e dintorni‎

‎br. Questo libro nasce da un gioco di parole. Il suo titolo non evoca soltanto l'argomento principale - il plagio - oggetto di una riflessione che parte più da lontano, ma accoglie l'intuizione di un confine diverso e forse meno riconosciuto. Nel suo "Piccolo libro del plagio", un punto di partenza indispensabile, Richard A. Posner individua più che un termine un territorio: se la definizione furto letterario è imprecisa - perché si può plagiare senza sottrarre - è comunque quella che più si avvicina alla percezione comune. Il plagio è forse qualcosa di più complicato - una frode intellettuale che consiste in una copia non autorizzata spacciata per originale - ma l'espressione furto letterario si attaglia alla maggior parte delle opere di finzione - letterarie e cinematografiche - che lo raccontano. Altre trame, però, ci parlano di qualcosa che si colloca un po' ai margini di questo perimetro: storie di ghost writer, di autori nell'ombra, magari pentiti e desiderosi di riappropriarsi del loro destino. Fraudolente o meno, queste sottrazioni condividono qualcosa. Se queste storie ci parlano dunque di plagio e dintorni, il denominatore comune è il vizio di firma: c'è sempre qualcuno che mette il suo nome sull'opera di un altro. Quelli raccolti in questo libro di Sandro Volpe sono dunque plagi raccontati, chiusi prudentemente dentro la finzione narrativa, non quelli che ci consegna la cronaca o che la storia ha scoperchiato nel tempo. Equivoco che va disinnescato in anticipo: il plagio reale, nella sua casistica e nella sua millenaria antologia, è un argomento ben diverso che richiede altre competenze e si rivolge a un altro pubblico. Chiude il volume un lessico del plagio: dieci voci che riprendono altrettanti motivi che si ripetono con presenze e declinazioni variabili in queste storie.‎

‎Tribuiani Giorgia‎

‎Padri‎

‎br. È un pomeriggio di primavera quando, con lo stesso corpo e la stessa età del giorno della propria morte, Diego Valli risorge. Si risveglia sul pianerottolo di quello che era stato il suo appartamento, tira fuori le chiavi, prova a infilarle nella serratura ma si trova faccia a faccia con il figlio Oscar, lasciato bambino e invecchiato ormai di oltre quarant'anni. Da qui, ha inizio una vicenda di riconciliazioni e distacchi, una storia intensa e sincera sul rapporto tra padri e figli e sulla necessità del perdono. Una volta riconosciuto il padre, Oscar affronta il comprensibile straniamento aggrappandosi alle incombenze della quotidianità, mentre Clara, sua moglie, non crede al miracolo e si oppone all'idea di ospitare in casa uno sconosciuto. A complicare le cose, si aggiunge l'arrivo di Gaia, la figlia della coppia, che torna nella città natale per trascorrere le vacanze. Di nascosto dalla madre, che è spesso via per lavoro, Gaia finalmente ha l'occasione di conoscere suo nonno: un uomo profondo, amante della musica, più simile a lei di quanto sia mai stato suo padre. Oscar, al contrario, scoprirà aspetti di Diego che non pensava gli appartenessero. Dopo "Blu", Giorgia Tribuiani torna con un romanzo su una storia a tre voci di rabbia e dolore, parole non dette e seconde occasioni. Una riflessione sulla famiglia dalla trama originale in bilico tra realtà e impossibile per un'autrice che sa scavare nell'animo umano per far emergere il rimosso e stimolare la comprensione. «'Padri' testimonia come in minime storie possono rivelarsi spazi immensi. Un libro d'amore in senso largo, come accettazione e accoglienza dell'altro, quindi comprensione dell'umano al di là del proprio perimetro individuale. Certo c'è anche di più: la voce del perdono, la generosità di offrire sempre altre occasioni di fronte alla mancanza, all'assenza, ai sempre possibili errori che accompagnano i giorni che ci sono dati. Alla fine, verrebbe solo da dire, da parte di chi scrive come di chi legge: non è niene, è la vita soltanto». (Remo Rapino)‎

‎Preziosi Lazzaro‎

‎Il nuovo vecchio libro‎

‎br. Da Bordeaux a Buenos Aires, da Londra a Singapore: un viaggio lungo sette anni. Per Lorenzo doveva essere un tranquillo viaggio di piacere. Una serie di eventi lo porta su un vecchio treno, un tragitto di poche ore in cui scopre le inclinazioni più profonde dell'uomo. Tutto grazie a un incontro speciale avvenuto per caso, o forse no, a un libro, o forse due.‎

‎De Vasconcelos José Mauro‎

‎Il mio albero di arance dolci‎

‎ril. Zezé vuole fare il poeta e vestirsi elegante. Ma al momento è solo un bambino brasiliano di cinque anni che abita in una favela. A scuola, grazie alla sua immaginazione esuberante, è il pupillo della maestra; a casa, invece, il suo amore per gli scherzi gli procura solo rimproveri e legnate da parte dei genitori. Non è facile per un bambino intelligente e sensibile come lui crescere in una famiglia povera. Per fortuna Zezé ha due amici: il Portoghese, proprietario dell'auto più cool del quartiere; e una pianticella di arance che, un giorno, decide di parlare con lui. Pubblicato per la prima volta nel 1968, Il mio albero di arance dolci è l'emozionante storia di un bambino costretto dalle circostanze della vita a diventare adulto prima del tempo. In questo romanzo José Mauro de Vasconcelos ha ricreato i suoi ricordi d'infanzia a Rio de Janeiro, mescolando realismo, poesia, denuncia sociale e una tenerezza che continua a incantare generazioni di lettori in tutto il mondo.‎

‎Pacini Veronica‎

‎Il corpo della femmina‎

‎br. Non un romanzo ma un pellegrinaggio profano lungo le tappe del dolore, del piacere, del senso di colpa, della consapevolezza, della vergogna e dell'orgoglio. Nella cittadina di campagna dove vive, in una provincia italiana senza nome che è ogni provincia, a mano a mano che cresce, Erica attraversa un vissuto multicolore: i compagni di scuola che la toccano, le violenze della sorella maggiore che sfoga su di lei le proprie gelosie, gli albori dell'autoerotismo e la scoperta del sesso nei discorsi tra amiche, fino alle prime uscite con i ragazzi e i falò di Ferragosto in cui il desiderio è il dispotico regista di una realtà tanto intensa da essere quasi inavvicinabile. Come per schermirsi dalla vulcanica vitalità del corpo, Erica si consegna all'ascesi mistica, giocando a seppellirsi come i santi nei boschi o con un digiuno catartico che renderà la sua pelle trasparente e i suoi occhi luminosi. Erica colleziona santi, costruisce genealogie di martiri, si immagina apostolo di una nuova religione in cui il desiderio è negato; e quando i desideri della carne diventano troppo pressanti, l'unica soluzione è punirsi. Ma dal corpo non si scampa se non con la morte.‎

‎Paolini Maria Eva‎

‎Maledetta crisi e altri racconti‎

‎br. La silloge è costituita da 17 racconti che riportano esperienze, avvenimenti, piccoli eventi legati alla vita dell'autrice. Potrebbero comunque riferirsi a qualsiasi mamma, moglie, nonna, viaggiatrice, a qualsiasi donna cioè che ama guardarsi intorno, ascoltare, riflettere, indagare e scandagliare l'animo umano. Sono delusioni, disavventure, contrattempi, amarezze, processi alle intenzioni, ma anche piacevoli sorprese, reminiscenze di viaggi, momenti di goliardia, affetti recuperati, la gioa del dare e del ricevere tra coetanei ma anche tra generazioni.‎

‎Gioielli Lorenzo‎

‎Lettere agli amanti‎

‎br. Le ventiquattro lettere che seguono, in forma di racconto, sono indirizzate agli amanti. Se siete stati amati da qualcuno o da qualcosa, se avete amato qualcuno o qualcosa, spero che troviate qui alcuni piccoli strumenti per comprendere con maggior chiarezza cosa realmente è accaduto, cosa sta accadendo o cosa accadrà.‎

‎Ganeshananthan V. V.‎

‎Amori e foglie di tè‎

‎br. Nella regione di Jaffna, in Sri Lanka, dove la terra profuma di té e di pioggia, la regola vuole che ogni famiglia cominci con un matrimonio combinato. Ma per Yalini, giovane srilankese nata negli Stati Uniti, quello che conta è il matrimonio d'amore. Come quello dei suoi genitori, che, dopo essere scappati dalla guerra, hanno infranto le tradizioni e si sono amati a New York. Non è così per sua cugina Janani, che è sempre vissuta in Sri Lanka e crede fermamente nella tradizione. Janani è figlia di Kumran, membro delle tigri per la liberazione del Tamil e, a differenza di Yalini, non ha conosciuto solo gli echi della guerra, ma l'ha vissuta direttamente. Quando Yalini e Janani si conoscono, il loro è l'incontro di due mondi lontani, divisi dalla storia e dalla modernità, ma è anche l'occasione di scoprire il segreto che lega insieme il passato delle loro famiglie.‎

‎Zweig Stefan‎

‎Sovvertimento dei sensi‎

‎br. Nella Berlino di inizio Novecento, il giovane Roland de D. vive perso in un turbine di dissoluzione e oblio. Fino a quando suo padre decide di iscriverlo alla piccola università di una sonnolenta città di provincia. Qui Roland si appassiona alle lezioni di un rispettabile e affascinante professore di letteratura. Il professore accoglie benevolmente il giovane e tra i due si sviluppa un rapporto intimo e amichevole, ma anche profondamente contraddittorio, sconvolto dagli improvvisi cambi d'umore del professore che sempre più spesso ripudia il giovane protetto. Roland è disorientato, non comprende il motivo di questa "confusione dei sentimenti" che, presto, diventa un doloroso tormento interiore. Ne capirà il motivo solo all'indomani di una sconcertante rivelazione del suo mentore.‎

‎Némirovsky Irène‎

‎I doni della vita‎

‎br. A Saint-Elme, gli Hardelot svolgono da sempre il mestiere di cartai, di padre in figlio. Alla vigilia del matrimonio combinato per lui dalla famiglia e dello scatenarsi della drammatica sequela di guerre che sconvolgerà l'Europa del Novecento, Pierre, erede di nome e patrimonio, decide di voltare le spalle alla tradizione familiare e alle convenzioni sociali e di sposare la donna che ama, rivendicando per sé il ruolo di uomo libero e innamorato. Ultimo romanzo pubblicato in vita dell'autrice (1941) e laboratorio del suo capolavoro postumo, Suite francese, I doni della vita è un romanzo insieme familiare e corale, in cui la grande storia, che si ripete di guerra in guerra, costringe la vita quotidiana delle generazioni, delle famiglie, dei singoli a un confronto continuo con le tradizioni, i vincoli sociali, le miserie umane, gli affetti, i «beni di questo mondo».‎

‎Knowles John‎

‎Pace separata‎

‎br. Estate 1942. Mentre la guerra infuria in Europa, in un campus americano del New England un gruppo di adolescenti trascorre pigramente le giornate, tra una lezione di storia e una gara di nuoto. È in questo clima di vacanza e sospensione che nasce la segretissima Società dei Supersuicidi della Sessione Estiva - i cui membri sono tenuti a sottoporsi a un pericoloso rito di iniziazione - e si rafforza l'amicizia tra due studenti diversissimi tra loro: Gene, coscienzioso allievo modello, e Finny, carismatico ed esuberante campione sportivo, ispiratore e anima della Società, spirito libero e anticonformista per vocazione. Proprio le inconciliabili differenze tra i due amici finiranno per scatenare un meccanismo di eventi ingovernabili, che li costringeranno a fare i conti con la parte più buia di loro stessi e a dire addio per sempre all'innocenza dell'infanzia.‎

‎D'Angelo Augusto‎

‎De Gasperi, le Destre e l'«operazione Sturzo». Voto amministrativo del 1952 e progetti di riforma elettorale‎

‎brossura‎

‎Turgenev Ivan‎

‎Mumù e altri racconti‎

‎br.‎

‎Morselli Guido‎

‎Dissipatio H. G.‎

‎br. "Con uno di quei suoi straordinari salti fantastici che hanno un gelo mentale matematico, Morselli ha rovesciato i termini di una corrispondenza cosmica. Il suicida è vivo, i vivi sono, non già "morti", ma "la morte". Morselli scrisse questo romanzo nello stesso anno in cui si tolse la vita, 1973. E forse mai era giunto ad una così calma gestione del suo astratto e lucido gioco intellettuale. Un gioco mortale e tuttavia capace di una intima grazia, oserei dire letizia." (Giorgio Manganelli)‎

‎Dunne Catherine‎

‎La moglie che dorme‎

‎br. Farrell è un artigiano di quarantanni, un uomo schivo e solitario, che lavora il legno con raffinata abilità. Quando incontra per la prima volta la giovane e fragile Grace capisce che è «l'unica donna che avrebbe mai desiderato in vita sua». L'intesa immediata, arricchita dalla stessa passione per l'antiquariato, e poi il matrimonio sembrano far nascere un'illusione di felicità. Ma nessun amore può essere appagante e consolatorio per un uomo che ha troppe ferite nel suo passato. Ben presto, infatti, i ricordi di un'infanzia dolorosa, segnata dalla morte della madre e dall'abbandono del padre alcolizzato e violento, si confondono con i nemici del presente: il rapporto conflittuale con il padre di Grace, ricco, prepotente e volgare, e il terrore che qualcosa d'imprevedibile possa minacciare la sua nuova vita. Così, le premure nei confronti di Grace si trasformano in pressioni, le attenzioni in gelosia, l'amore in ossessione. Costruita su tre piani temporali che si frammentano e si ricompongono, la storia di Farrell e di Grace scivola verso un finale drammatico e ineluttabile, registrando i conflitti e i ricatti morali che minacciano qualsiasi relazione d'amore e svelando con precisa verità i sottili giochi di potere che spesso s'insinuano nei rapporti affettivi.‎

‎Nothomb Amélie‎

‎Riccardin dal ciuffo‎

‎br. "...in quella guerra sanguinosa e piena di pericoli che è l'amore a volte è possibile anche assaporare un trionfo." Due esistenze sembrano condannate alla solitudine, fin quando per caso il destino non le farà incontrare: il famoso ornitologo Deodato ha un aspetto repellente ma è provvisto di un'intelligenza fuori dal comune, mentre Altea stupisce chiunque per la sua incantevole bellezza, che però sembra unirsi a un ingegno limitato e a una totale mancanza di interessi... Amélie Nothomb gioca ancora una volta con la fiaba popolare, come già in "Attentato" e "Barbablù", offrendo al lettore un romanzo sui misteri dell'amore e della natura umana.‎

‎Bartolomei Fabio‎

‎La grazia del demolitore‎

‎br. Tra Davide e l'inizio di una brillante carriera sulle orme del padre, uno dei costruttori più ricchi e spietati della città, c'è solo l'abbattimento di una vecchia palazzina popolare nella quale abita un'ultima inquilina, Ursula, una ragazza cieca. Lui è bello, cinico, forte di un'illimitata disponibilità economica; lei è poco attraente, povera di mezzi, già rassegnata al suo destino, eppure basterà un imprevedibile malinteso per modificare gli equilibri delle forze in campo e portare Davide, con la complicità di uno sgangherato gruppo di muratori, a imbarcarsi in un delirante progetto di salvataggio. Tutto all'insaputa di Ursula. La grazia del demolitore è la divertente cronaca di una guerra combattuta in segreto, la storia di un amore che ha la straniante poesia di un tango ballato a distanza.‎

‎Barison Iacopo‎

‎Stalin + Bianca‎

‎br. Stalin è un ragazzino di periferia, sta per compiere diciotto anni. Ha capelli corti, baffi enormi che gli sono valsi il soprannome e gravi problemi nella gestione della rabbia. Il suo quartiere è "un'intera palette di grigio", dove ogni cosa sembra ripetersi all'infinito, e lui trascorre le giornate con Jean, un vecchio depresso che lo sfrutta subdolamente, oppure con Bianca, una ragazza cieca verso cui nutre un amore platonico. Quando, in seguito a un litigio, Stalin malmena il suo patrigno, le circostanze lo spingono a scappare di casa, portando Bianca con sé: i due attraverseranno una nazione sull'orlo del baratro, costruita sulle macerie dell'immaginario contemporaneo, in un viaggio che sarà la loro occasione per diventare adulti.‎

‎Onnis Omar‎

‎La vincita‎

‎br. La morte di una persona importante. La vincita inaspettata a una lotteria istantanea. Una famiglia, i suoi conflitti, le sue relazioni, sullo sfondo di una campagna elettorale. Eventi drammatici che costringono diverse persone a fare i conti col proprio passato e col proprio presente. Due parti, suddivise in capitoli dedicati ognuno a un personaggio. Una Nuoro contemporanea poco aderente agli stereotipi sulla Sardegna che vanno per la maggiore. Persino un flashback ambientato nella Genova del G8, luglio 2001. La vita, la morte, l'amore, il potere, così come influiscono e agiscono fin dentro le connessioni più profonde della vita di ciascuno. Tutto questo compone un racconto collettivo che procede da un punto di vista a un altro, in una narrazione circolare, dove alla fine ogni conflitto e questione aperta sembrano trovare soluzione. O forse no.‎

‎Abdolah Kader‎

‎Il re‎

‎brossura "Ho lasciato morti dietro di me, i miei compagni di lotta sono in carcere o sepolti in qualche cimitero, mentre io vengo ricevuto ovunque come un re". Come i precedenti romanzi di Kader Abdolah, anche "Il re" è frutto di una febbrile urgenza di scrivere, di un dovere etico della memoria. Siamo nella Persia a cavallo tra Otto e Novecento, al centro del Grande Gioco tra Russia, Francia e Inghilterra per il dominio asiatico. Ma è anche l'alba della globalizzazione, una brezza incessante spazza via tradizioni millenarie per portare modernità e profondi cambiamenti. Debole, ostinato, vendicativo, più interessato alle duecentotrenta donne del suo harem e alla gatta Sharmin che ai problemi dell'Iran, lo scià Naser non sa intercettare gli snodi cruciali della storia, ma proprio per questo mantiene il fascino umano del perdente legato a un mondo che scompare. A lui si contrappone il visir Mirza Kabir trisavolo dell'autore - che lotta invece per un futuro di progresso, sognando la costruzione di scuole, fabbriche, ferrovie, ospedali e il diffondersi dei vaccini. Con "Il re" si ritrova l'Abdolah de "La Casa della Moschea", il cantastorie affabulatore che rievoca profumi e atmosfere da mille e una notte, ma soprattutto un interprete del suo tempo, capace di cogliere il parallelo tra l'arrivo del telegrafo nella Persia di Naser e quello di internet nell'Iran di oggi.‎

‎Turoldo David Maria‎

‎La morte dell'ultimo teologo‎

‎brossura‎

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