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Bandinu Bachisio
Il cammino lento dell'ombra
br. L'ombra - preavvertita da Talla, l'indovina - accompagna Frantziscu fin dalla nascita, nell'infanzia e nell'adolescenza. A volte gli si mette di traverso nel cammino, minacciando la salute del corpo, più spesso sta al suo fianco muta e fedele. Poi Frantziscu emigra dal suo paese di Barbagia e va a Milano, per proseguire gli studi dopo la laurea e frequentare la Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali, e l'ombra si eclissa, forse si smarrisce nei riflessi delle vetrine o nel traffico della grande città. Frantziscu s'immerge nella vita metropolitana piena di stimoli, vivendo il ritmo concitato di un'esistenza attiva, entusiasmante, così lontana dal tempo lungo e disteso del suo paese sardo. Eppure, nel flusso vorticoso di esperienze, forse ormai estenuato, il passato riemerge in visioni sempre più ostinate e inquietanti: la piega sulla bocca di una nonna segnata da lutti strazianti, un antico voto che ricompare vestito di un piccolo saio di Sant'Antonio, le parole della profezia di Talla... L'ombra ritorna accanto a Frantziscu quando, dopo quindici anni, rientra in Sardegna, e lo guida - custode pacata e sollecita - nella nuova esperienza di un'isola in profonda trasformazione.
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Guarini Claudio
Il soffio della coscienza
br. Se crederai o meno a questa storia che ho vissuto, sarà solo un tuo problema. Fa ciò che credi. Se ti scandalizzi nell'immaginare satana che rivela la verità su di sé in una chiesa, oppure nel vedere Gesù che, in un ristorante insieme a me e ad un transessuale, mi consiglia come diventare Cristo e risorgere, se vuoi continuare ancora a credere nell'illusione del tempo, se ti preoccupi di cosa la gente pensa di te, allora puoi anche gettare questo libro o darlo a chi è meno condizionato di te. Ogni capolavoro autentico ci parla con il linguaggio dell'anima. Ogni vita è unica ed irripetibile. È giunto il momento di scrollarci di dosso tutta la spazzatura di convinzioni, condizionamenti, paure, sensi di colpa, lamentele e credenze imposte dall'esterno. Noi stessi siamo la vittima, il carnefice e il giudice. È ora di gettare la moltitudine di maschere, di denudarsi del tutto e di rimanere con l'unico reale vestito che si veste di se stesso: l'anima! Ricorda: nella tua unicità non hai concorrenti!
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Braico Marco
Cuori di panna. Un romanzo tra i dolci
br. Per Alberto, professore di matematica e fisica, riallacciare i rapporti con Marco, dopo vent'anni, è bellissimo, così come entusiasmarsi per il lavoro dell'amico: un artigiano della pasticceria e della cioccolateria che vive per il suo laboratorio di dolciumi straordinari, prodotti con i migliori ingredienti reperibili al mondo. E poi in negozio c'è Laura, con i suoi occhi meravigliosi che sembrano promettere ad Alberto di spezzare la sua solitudine. Alle quotidiane avventure educative vissute tra i ragazzi del liceo si mescolano così le ore passate alla scoperta dei segreti del mondo dei dolci, finché una strana e inaspettata recensione al lavoro di Marco mette a rischio il futuro della sua piccola azienda e di chi ci lavora. Occorre passare all'azione, per svelare il mistero e sventare il pericolo. Chi meglio di Salvatore, il rozzo, affascinante ed efficace amico dalle mille risorse, potrebbe aiutare Alberto nell'impresa? Un critico disonesto, un hacker timido, un pasticciere afgano, un edicolante filosofo, una dottoressa conturbante, una telefonista incauta e una simpatica insegnante di lettere popolano la vicenda sugli scenari di Torino, Susa, Stresa e Ginevra. E sarà proprio nella città svizzera che, con il contributo inconsapevole ma decisivo dei reali del Belgio, Marco ritroverà la strada, grazie alla sua nuova creazione: il Cuore di Panna. "Esistono cuori di panna in cui occhi tristi desiderano tuffarsi. Sono nascosti nel petto di molte persone di strada che non sanno di averli. Sono ricchi di zucchero e aria raccolta. Sono pronti a proteggerti e sorgenti di felicità, ma sei tu a doverli scoprire, come fa chi entra nel posto in cui Marco crea le sue praline e Laura dona i suoi sorrisi".
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Maupassant Guy de
Boule de suif. Ediz. per ipovedenti
brossura
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Flaubert Gustave
Madame Bovary. Ediz. per ipovedenti
br.
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Dorrestein Renate
Vizi nascosti
brossura Chris è una bellissima bambina di dieci anni. Ha tutto per poter essere felice ma non sembra esserlo: è solitaria, triste, taciturna e ostinatamente aggressiva con chi le sta attorno, tranne che con Waldo, suo fratello maggiore. È lui che, tutte le notti, la viene a trovare nel suo lettino: è lui che la costringe a condividere un terribile segreto. Fino a quando, prima di partire per le vacanze, Chris per evitare un bacio spinge Waldo da un dirupo. Terrorizzata la ragazzina fugge con il fratellino minore e cerca rifugio nella macchina di una anziana istitutrice in pensione. È l'incontro di due solitudini, di due vite segnate e ferite quello che avviene tra Chris e l'istitutrice. E forse l'inizio di una nuova vita.
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Costantini Vito
Shakespeare è italiano
brossura Chi era veramente Shakespeare? La critica shakespeariana non è stata in grado, nel corso dei secoli, di costruire una biografia credibile del Bardo. In mancanza di un epistolario e di manoscritti autografi, le autorità accademiche inglesi hanno cercato di creare dal nulla dati biografici che legassero l'uomo di Stratford alla produzione di drammi che in realtà non gli appartenevano. Partendo dagli studi di Santi Paladino e quelli più recenti di Saul Gerevini e Lamberto Tassinari, con questo romanzo-indagine Vito Costantini ricostruisce in modo originale la vera storia del grande drammaturgo. Lo fa mettendo insieme in modo coerente e con intuizioni folgoranti, situazioni e personaggi lasciati finora in ombra dagli studiosi. Così facendo riesce a dare un volto all'autore dei sonetti, ci fa conoscere l'origine del nome in codice Shakespeare e fornisce la chiave interpretativa di quella strana opera teatrale, La tempesta, che si rivela un vero e proprio dramma autobiografico.
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Carboni Jenny
Vorrei fosse sempre primavera
brossura I fatti realmente accaduti all'autrice, prigioniera delle violenze del banditismo e del distorto senso dell'onore, hanno lasciato ferite mai rimarginate. Per mettere fine ad un passato che non si potrà dimenticare, trova la forza di condividere la propria esperienza nella ritrovata consapevolezza che la vita, se lo si desidera, dà sempre una seconda opportunità di rinascita.
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Fiore Barbara
La signora dell'antica casa. Ovvero il racconto di come una fanciulla divenne una giovane strega
ril.
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Rago Francesco
Come ti calpesto il cuore
br. Il concetto di responsabilità, attraverso la scrittura di Francesco Rago, diventa un elemento plastico e plasmabile, indirizzato alla ricerca di significati da dare ai respiri, ai silenzi e alle pulsioni, che vivono dietro e dentro le parole. Flashback di vita ordinaria si alternano a dialoghi serrati ma brillanti, in un percorso narrativo fatto di emozioni e consapevolezze in movimento, analizzate nella doppia prospettiva di Alberto e Giulia, due personaggi persi tra flussi di coscienza e problematiche contemporanee. Un itinerario che si snoda lungo la traiettoria di una speranza che accende le sfumature della nostra impotente quotidianità. Le aritmie dell'anima diventano così il principio costruttivo di una storia che scruta la realtà alla ricerca di risposte e istruzioni capaci di non farci calpestare il cuore.
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Joyce James; Pontuale D. (cur.)
I morti
br. Gabriel Conroy, giovane professore, in occasione dell'Epifania è invitato con la moglie Gretta alla festa che si tiene ogni anno a casa delle zie. In un clima da salotto borghese, conformista e attento alle etichette, il protagonista cercherà di fare sfoggio della propria cultura di fronte ai commensali e al tempo stesso sarà consumato dall'insicurezza di risultare inadeguato. Fino a quando sarà costretto a fare i conti con il proprio narcisismo dopo il rifiuto amoroso di Gretta: diventerà consapevole della sua incapacità di amare confrontandosi con il paesaggio innevato, memore della presenza dei morti e del loro inquietante richiamo.
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Trischitta Domenico
La città nera
br. «Un romanzo che darà modo ai catanesi di gettare uno sguardo meno superficiale alla realtà che li circonda e ai non catanesi l'opportunità di penetrare nel cuore d'una città che ammanta di bellezza le pulsioni più oscure e vitali del cuore umano, di tutti i cuori, quali che siano il colore della pelle, le fedi, le abitudini pregresse» (Domenico Seminerio).
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Giorgianni Mario
La forma della sorte
br. Mario Giorgianni è morto nel 2011. Ha lasciato inedito questo singolare romanzo che racconta una città, Palermo, come forse non si è fatto mai: come una città di fantasmi. Ectoplasmi urbanizzati (un po' come quelli di Buzzati) che non hanno bisogno di situazioni gotiche per apparire, ma che della città, causa il suo stratificarsi nel tempo e nello spazio, sono i naturali abitanti. E ancne solo l'uso funzionalmente narrativo dei nomi autentici delle vie e dei luoghi (nomi segreti, di fatto, spesso sconosciuti o storpiati dai cittadini stessi e che raramente si trovano nei libri), in se stessi fantastici e fantasmagorici, dà l'effetto di una sorta di città occulta, sviluppatasi indipendentemente per ospitare diverse dimensioni dell'esistenza. È in esse che circola l'io narrante. "Un fallito" si definisce spietatamente, ma si capisce che è solo il primo dei fantasmi. Il primo, come i suoi personaggi la prostituta bambina; il mastro Rosario e la sua vendetta; Paolo Blundo il cuoco dell'Ucciardone; la Matriarca della baracca della pergola; il rigattiere di libri; Ario Baresinò il veggente; l'antiquario dei libri; gli amici scomparsi e tutti gli altri - il primo incapace di stare bene dietro la maschera di realtà in cui si sforza, fallimentarmente, di vivere la città civile e delle carriere.
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Butler Samuel
L'autrice dell'Odissea
brossura "La figura di Samuel Butler è stata illuminata in pieno da Bernard Shaw: 'Veramente gli inglesi non meritano di avere grandi uomini. Essi hanno lasciato Samuel Butler morire in una oscurità quasi completa, mentre io, che al paragone di questo scrittore non sono che un giornalista irlandese senza importanza, io li menavo, come per la punta del naso, a fare tanto rumore attorno al mio nome, che la mia esistenza ne è avvelenata'. Il mondo era elettrizzato dalle scoperte di Arturo Schliemann, che aveva riportato alla luce gli avanzi di Troia, la città dell'Iliade. Col 'The authoress of the Odyssey' S. Butler intese svelare le due città dell'Odissea, Scheria ed Itaca, e, soprattutto la persona di Omero; in breve, si riprometteva di risolvere l'intera questione omerica. Compito immane era questo, che solo un ribelle come l'autore dell''Erewhon' poteva prefiggersi. In tremila anni la questione omerica era diventata un campo di speculazioni filologiche e letterarie scopo a se stesse, più importanti quasi dell'evanescente mito di Omero; gelosamente riservato era l'ingresso in questo campo, ed il Butler che ebbe l'audacia di cercare di scompigliarlo, fu subito duramente punito, fu soffocato con la congiura del silenzio." (Vincenzo Barrabini)
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Packer ZZ
Bere caffè da un'altra parte
br. I protagonisti di queste storie sono ragazzine scout, yuppies delle grandi città, attempate signore di chiesa, giovani donne che ZZ Packer fa muovere ed entrare in contatto per studiarne reazioni e comportamenti. L'autrice si pone nel cono di luce gettato decenni orsono dal movimento per i diritti civili. Uno sguardo obliquo che intende svelare differenze e identità, ingiustizie e compromessi.
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Sciolla L. (cur.)
Torino brucia. 15 racconti per Torino 2015
br. Torino non è solo la città dei quattro fiumi: è anche la città del fuoco. Il fuoco creativo della passione, dell'ingegno, della fede, del lavoro, dello sport... ma anche quello distruttivo degli incendi che hanno segnato la sua storia: Teatro Regio, Cinema Statuto, Cupola della Sindone, Thyssenkrupp, sono solo alcuni dei ricordi dolorosi, che ancora bruciano nell'animo dei Torinesi. E non è un caso se, ogni anno, la festa del santo protettore culmina con un "farò", dalle cui fiamme si traggono auspici lieti o infausti. I racconti degli studenti del Corso di Scrittura Creativa tenuto dalla scrittrice Laura Sciolla presso l'Università Popolare di Torino, dipingono una città lontana dall'oleografia tradizionale: non la metropoli sabauda dalle vie regolari, ma un braciere di vicende ironiche e tragiche, fantastiche e reali, antiche e presenti. Le narrazioni ci conducono in una "spirale di fuoco" che, partendo dalla provincia, attraversa le periferie e, in cerchi concentrici, si chiude in Piazza Castello, il cuore di Torino: un viaggio ardente, avventuroso e intenso, nel quale ogni lettore riconoscerà una parte di sé.
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Vargas Llosa Mario; Morino A. (cur.)
La guerra della fine del mondo
br. Alla fine dell'Ottocento, nel Nordest del Brasile, appare una strana figura di santo e di profeta - «le ossa sporgenti e gli occhi ardevano di un fuoco perpetuo» - che attira intorno a sé migliaia di persone sbandate e vinte dalle ingiustizie della vita. Così comincia la storia della piccola e remota Canudos, solitario avamposto contro l'immenso Brasile e incontaminato luogo di pace, che sarà raso al suolo e cancellato dal nuovo governo repubblicano. Raccontando «cose attuali, concrete, quotidiane, inevitabili come la fine del mondo e il giudizio universale», Vargas Llosa ricrea uno dei più tragici episodi della storia dell'America Latina, facendone un romanzo e una saga di forte intensità, specchio realistico e insieme fantastico delle crudeltà, speranze e illusioni dell'uomo.
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Proust Marcel
Alla ricerca del tempo perduto. Vol. 3: La parte di Guermantes
brossura Ne "La parte di Guermantes", edito tra il 1920 e il 1921, il Narratore fa il proprio ingresso nel "bel mondo" che, con i suoi riti e i suoi miti, le soirée, i pranzi, i palchi all'Opéra, occupa tanta parte del libro. È la storia di un disinganno, quello della snobistica attrazione per l'aristocrazia; un lungo, rarefatto racconto capace di esaltare la "poesia perduta" della nobiltà e svelarne insieme la sterile frivolezza. Ma anche di approdare, soprattutto grazie al personaggio del barone di Charlus che introduce in maniera vibrante il tema erotico, a una dimensione che trascende la mondanità per giungere a profonde rivelazioni esistenziali.
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Su Tong
L'epoca dei tatuaggi
ril. Cina del sud, metà degli anni '70, i ragazzini di via Xiangchunshu cercano disperatamente di emergere dalle difficoltà della vita quotidiana che affrontano nella quasi completa assenza degli adulti. Attraverso le loro storie, intrise di violenza e brutalità, Su Tong trasporta il lettore negli anni terribili della Rivoluzione culturale che, sebbene mai menzionata, rimane la ragione implicita del crollo dei codici morali di un'intera generazione.
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Paasilinna Arto
Il migliore amico dell'orso
br. Se la lepre di Vatanen era un richiamo alla libertà, questa volta è la presenza ben più ingombrante di un orso a catapultare il nuovo romanzo di Paasilinna tra avventure esilaranti e profonde riflessioni. L'animale, regalato al pastore protestante Oskari Huuskonen e da lui allevato, incarnerà, per quest'uomo di mezz'età incastrato tra crisi di vocazione e crisi coniugale, una via di Riga: battezzandolo Satanasso, il pastore sembra già intuire che quel curioso compagno lo invita a varcare i limiti della sua vita frustrata da religioso di provincia. Congedato dal vescovo per le sue posizioni poco ortodosse (come quando vagheggia di un Gesù "ministro del governo rivoluzionario"), per il reverendo inizia così una deriva geografica ed esistenziale: prima il letargo con l'orso e il risveglio dei sensi con la giovane etologa che lo assiste, poi il viaggio, in bilico tra sacro e profano. Paasilinna ritrova nelle vicende del pastore e del suo peloso Sancho Panza una grande felicità creativa, alternando invenzioni picaresche e interrogazioni filosofiche sulla prossimità tra naturale e soprannaturale, alla ricerca di una fede più autentica nell'uomo e nella vita.
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Laxness Halldór
Sette maghi
br. Epico, ironico, poetico, provocatore, è l'inclassificabile mondo di Laxness a rivivere in questa raccolta di novelle, che brillano del fascino e della potenza narrativa dei suoi grandi romanzi. Il lungo viaggio di Zhang Qian per scoprire le terre incantate dell'India; il garzone d'albergo di Reykjavik che in una nazione senza esercito sconfigge i fascisti e l 'aviazione italiana; il sogno di gloria di un giovane contadino che diventa il nuovo Napoleone chiudendosi in un ovile; il dottor Anakananda, profeta di Bruxelles, guida spirituale per corrispondenza e procuratore di Nobel su commissione, che campa sulla superstizione innata nell'uomo diffondendo felicità. Otto storie che danno voce all'Islanda - con i suoi miti e le sue solitudini foriere di sogni, misteri e ingenue saggezze - ma spaziano in terre lontane, dalla Cina imperiale alla Sicilia degli anni Venti, alla Mongolia di Gengis Khan, intessendo la Storia con il quotidiano, la leggenda con esperienze autobiografiche, uno sguardo acuto sulla società e una comprensione profonda dell'animo umano. E che hanno come sotterraneo filo conduttore la "magia" di cui è capace ogni protagonista, intesa come quelle piccole straordinarie imprese che l'uomo sa compiere, nel mondo o dentro se stesso, quando ha la vocazione di andare oltre i confini ammessi, le regole imposte, i facili conformismi, o la sensibilità di accettare i propri limiti. Con lo stesso genio Laxness crea questi otto prodigi letterari.
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Beigbeder Frédéric
L'amore dura tre anni
br. Marc Marronnier, pubblicitario parigino malinconico e mondano (alter ego dell'autore), formula una sua teoria: anche l'amore, come tutto il resto ormai, ha una data di scadenza. Durata massima, tre anni in tutto. Tanto ci ha messo a disfarsi il suo matrimonio con Anne. Cinico quanto inguaribile romantico, in fondo smanioso di smentirsi, innamorato dell'innamorarsi, sempre pronto a partire di nuovo per una nuova avventura, Marc incontra Alice. Sarà vero amore o un altro conto alla rovescia? La storia ricomincia.
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Benni Stefano
Elianto
brossura Se si fugge di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, sorvolando Tristala assieme a tre equipaggi che si spostano contemporaneamente, può accadere di visitare gli otto mondi alterei della mappa nootica. Capita così di conoscere la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; i cinquanta casinò e i locali notturni di Bludus; Mnemonia con i suoi fuochi fatui e l'insidia dell'embambolia; Medium con le sue giornate di Beneficenza Ben-evidente... C'è speranza di riuscire, assieme ai protagonisti, a districarsi tra le mille prove e di attraversare gli infiniti mondi creati dalla fantasia di Stefano Benni?
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Benni Stefano
Comici spaventati guerrieri
br. "Comici spaventati guerrieri" è una "recherche" metropolitana che si dilata coralmente come un blues ritmando spostamenti e appostamenti, separazioni e incontri, agguati e fughe, colpi di kung-fu e spari, amori improvvisi e improvvise amicizie, dialoghi, monologhi, visioni e sogni. Sulle sue note ilari aleggia l'atmosfera acre della città e l'infinita distanza tra "centro" e "periferia". Giacché questo è un romanzo in cui il riso ricade sul cinismo, la corruzione squallida e dorata, la stupidità di questi anni che qualcuno ha definito e qualcuno ha voluto bui. È un romanzo che risuona delle impreviste possibilità polifoniche del tragicomico quotidiano, un libro in definitiva che non somiglia a nessun altro somigliando a Stefano Benni. Il quale raggiunge qui un'altra meta del suo percorso solitario, rivolto a riscattare il comico dagli avvilimenti imperanti, a restituirgli dignità letteraria in una scrittura vibrante di modulazioni musicali e poetiche, e in una tensione tematica che porta questo genere ad affacciarsi, come per sfida, sull'opposta sponda del tragico.
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Verga Giovanni; Spera F. (cur.)
Le novelle
br. Questo volume comprende integralmente le prime, più celebri raccolte di Giovanni Verga, dagli esperimenti iniziali alle novelle siciliane (Vita dei campi e Novelle rusticane) e milanesi (Per le vie). Ogni racconto si regge sull'invenzione di situazioni e personaggi memorabili, scolpiti con uno stile teso e incisivo, in grado di cogliere la problematica sociale dell'ambiente contadino e cittadino, così come il fondo tragico della condizione umana. L'esauriente apparato di note mira non solo a corredare il testo delle necessarie esplicazioni storico-linguistiche, ma a porre in luce i passaggi cruciali dell'operazione narrativa, a suggerire le interpretazioni dei significati fondamentali. Va ad arricchire il volume una antologia della critica. Introduzione di Vincenzo Consolo.
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Natoli Luigi; Onofri M. (cur.)
I beati Paoli
br. Ispirato dalla leggenda di una setta "segreta" veramente esistita, composta da sicari e vendicatori, il romanzo di appendice «I Beati Paoli» venne scritto da Luigi Natoli tra il 1909 e il 1910 e pubblicato a puntate sotto lo pseudonimo di William Galt sul «Giornale di Sicilia». Il romanzo, ambientato nella Sicilia del primo XVIII secolo, mescola elementi di fantasia e personaggi realmente esistiti, come don Girolamo Ammirata, l'unico membro della setta finora identificato con certezza. Natoli profuse una cura scrupolosa nel ricostruire fedelmente l'ambiente della Palermo del tempo, utilizzando rigorosamente fonti storiche e le relazioni a stampa apparse all'epoca su feste e cerimonie pubbliche, e la sua narrazione si discosta solo in pochi momenti dalla realtà storica. Un «romanzo popolare», quindi, come lo definì Umberto Eco, importante quanto «I Viceré» e «Il Gattopardo», essenziale a vario titolo nella costruzione identitaria siciliana.
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Crane Stephen
Il segno rosso del coraggio. Un episodio della guerra civile americana
br. Più che "un episodio della Guerra Civile americana" - come recita il sottotitolo del romanzo - Crane narra qui un'esperienza morale, il duro confronto tra coscienza e realtà. Infatti, oltre che un capolavoro della letteratura di guerra, si può definire "Il segno rosso del coraggio" un ritratto psicologico della paura. Non solo quella della battaglia concreta, del sangue e della morte, dell'ansia e dell'odio; ma anche quella che serpeggia nascosta nel quieto vivere quotidiano: la paura di non sapersi porre di fronte agli ostacoli.
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Basile Salvatore
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
ril. Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui. Ora c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
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Serao Matilde
Il ventre di Napoli
br. Spesso considerata, con tono benevolo e sprezzante, "un reportage", il capolavoro della Serao ha la forza della verità che si fa letteratura, del rifiuto per quella "retorichetta a base di golfo e colline fiorite che serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata con racconti di miserie". La sua denuncia resta, a un secolo di distanza, di straordinaria attualità: "Questo ventre di Napoli, se non lo conosce il governo, chi lo deve conoscere? A che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto?". Prefazione di Antonio Pascale.
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Pavone Giuliano
L'eroe dei due mari
br. Taranto, la città dei due mari, dei tre ponti e dei mille problemi. La città della Marina Militare e dello stabilimento siderurgico più grande d'Europa, con record in fatto di inquinamento e morti bianche. Taranto, periferia da sempre, viene portata da un sensazionale evento sportivo al centro dell'attenzione mondiale, dibattendosi fra velleitari sogni di riscatto e l'immagine inevitabilmente folkloristica che ne danno i mass media: Luis Cristaldi, attaccante brasiliano dell'Inter, uno dei migliori calciatori al mondo, in ossequio a un insolito voto annuncia di voler giocare una stagione gratis nel Taranto, squadra di Serie C1 che, ripescata in B, grazie alle prodezze del suo nuovo campione sogna la promozione in Serie A per la prima volta nella sua storia. Ma attorno all'euforia dell'intera popolazione tarantina per l'idolo sudamericano - dalla tifosa che sta per sposare uno dei pochi uomini che disprezzano lo sport nazionale al disoccupato depresso deluso dal calcio, dal sindaco della città all'usciere del Comune che darà al suo primo cittadino lezioni di comunicazione di massa, dall'inviato di un'importante testata sportiva ai giornalisti locali - resta la città con i suoi problemi socioeconomici, la malapolitica, la disoccupazione. Intanto misteriose voci al telefono tramano nell'ombra lasciando presagire clamorosi sviluppi.
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Grasso Silvana
L'albero di Giuda
br. L'amore di un giovane intellettuale siciliano per una bella friulana ripercorso - sempre in bilico tra melodramma e opera buffa - quando la vita è già trascorsa, quando gli occhi e il cuore vivono una prospettiva di nostalgia e rimpianto. Un'ironia tagliente e un'intensità quasi poetica cadenzano il ritmo narrativo e colorano per contrasto un romanzo che usa il comico-grottesco e la densità vulcanica della scrittura per raccontare la solitudine come scelta e come destino, la forza e la sensualità della natura, la violenza dei rapporti umani, il decadimento fisico e mentale della vecchiaia.
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Melchiorre Matteo
Storia di alberi e della loro terra
br. "Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro: "Requiem per un albero". Era la storia - una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi - dell'antico olmo che sorgeva maestoso sul limitare del paese di Tomo, presso Feltre, e che venne sradicato da un violento temporale. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all'epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto da amanti della letteratura e da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale. Speciale per come unisce il rigore della ricerca e il talento nello «spostare» metaforicamente il racconto storico. Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal magnifico "La via di Schenèr", Melchiorre ha ripreso in mano quel piccolo libro, l'ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all'antico olmo altri alberi - pioppi, ippocastani, tigli - e altre, tante, storie; si è affidato al proprio talento di rabdomante della memoria, e di quel giovanile gioiello ha fatto un elegante, maturo monile: un libro vorticosamente affascinante." (Giulio Mozzi)
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Jacob Max; Valence Claude
Specchio d'astrologia
br.
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Roth Joseph
Giobbe. Romanzo di un uomo semplice
br.
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Manganelli Giorgio; Italia P. (cur.)
Centuria. Cento piccoli romanzi fiume
brossura "Un libro straordinario": così Calvino saluta, nel 1985, la versione francese di "Centuria", il primo libro di Giorgio Manganelli a essere tradotto e pubblicato oltralpe. "Cento piccoli romanzi fiume", recita il sottotitolo; e ancora Calvino ne sottolinea la "scrittura concisa ed essenziale", le "invenzioni narrative sintetiche e concentrate", nelle quali prende vita l'universo dell'autore. In questa nuova edizione, insieme alle centurie originali pubblicate nel 1979 e alla citata prefazione di Calvino, di cui si offre qui per la prima volta il testo italiano, sono comprese le venti "Altre centurie" uscite nel marzo 1980 sul "Caffè" e undici inedite; il volume contiene anche una Nota al testo che ricostruisce la genesi della raccolta.
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Sebald Winfried G.
Vertigini
brossura Spartito in quattro racconti, "Vertigini" è un libro in cui domina il tema del viaggio: un errare che ha per protagonisti non solo il narratore nelle sue lunghe peregrinazioni fra Vienna, Venezia, Verona e i luoghi dell'infanzia nelle Alpi bavaresi, ma anche scrittori come Stendhal, Casanova e Kafka, ritratti durante i loro soggiorni in Italia. Stazioni ferroviarie e camere d'albergo, fughe di case e alberi dietro i finestrini di un treno, compagni di viaggio che paiono minacciose reincarnazioni di personaggi storici, estenuanti itinerari cittadini con lo zaino in spalla scandiscono questi percorsi nello spazio e nel tempo: percorsi interiori, alle radici della malinconia e del ricordo, cui solo la scrittura può restituire la vita.
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Manganelli Giorgio; Cortellessa A. (cur.)
L'isola pianeta e altri Settentrioni
br. Per anni, quando i suoi viaggi erano soprattutto quelli del filobus romano 62, da via Nomentana a piazza San Silvestro, Manganelli coltivò un sogno temerario: spingersi sino alle isole Faeròer. Nel 1978, vincendo timori e angosce, con una valigia munita di tutto quanto un "frequent flyer" giudicherebbe forse inessenziale - un Dickens come amuleto e "blande mani chimiche" che sappiano coccolare nei momenti difficili -, lo scrittore partì alla volta dell'arcaica Islanda, prima tappa della sua incursione nel grande Nord. E l'esito di quel viaggio è questo reportage: lo sguardo del traveller sembra capace di svelare la segreta essenza dell'"isola pianeta", dove il mondo è preumano, folle e criptico.
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Nabokov Vladimir
Una risata nel buio
br. "C'era una volta un uomo che si chiamava Albinus, il quale viveva in Germania, a Berlino. Era ricco, rispettabile, felice; un giorno lasciò la moglie per un'amante giovane; l'amò; non ne fu riamato; e la sua vita finì nel peggiore dei modi". È probabile che il lettore di oggi, aprendo "Una risata nel buio" e leggendone le prime righe, abbia la stessa reazione del suo editore americano nel 1938. Ma come, si era detto il disgraziato, questo Nabokov mi ha chiesto di ritradursi il libro da solo perché la versione uscita tre anni prima in Inghilterra lo aveva sconciato, e adesso mi presenta con un altro titolo un testo completamente diverso da quello che ho letto? E con un attacco che dice tutto? E ora cosa racconterà, visto che la trama l'ha svelata subito? Sono tutte domande legittime, ma futili. E, soprattutto, contengono già le risposte. L'autore aveva rifatto Kamera obskura - questo il titolo della prima versione - perché continuava in realtà a riscrivere la storia che avrebbe portato fino in fondo solo vent'anni dopo, in Lolita. E aveva scelto quell'attacco perché nel frattempo si era formato una sua personalissima idea del gioco infinito e appassionante che, prima di tutto, un libro deve essere. Quanto al resto della storia, alla materia che il romanzo in tre righe con cui inizia non contiene - be', molto semplicemente, è la letteratura. Ovvero, per usare un suo sinonimo corrente, Vladimir Nabokov.
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Longo Andrej
L'altra madre
br. Genny ha sedici anni e lavora in un bar dalle parti di via Toledo; gli piace giocare a pallone e fare il buffone sul motorino. Perché, dicono gli amici, come lo porta lui, il mezzo, non lo porta nessuno. Tania di anni ne ha quindici, va ancora a scuola e dorme in una stanza che "tiene il soffitto pittato di stelle"; le piacciono le scarpe da ginnastica rosa e i bastoncini di merluzzo. La madre di Genny "ha quarant'anni, forse pure qualcuno in meno, ma il viso è segnato da certe occhiaie scure che la fanno sembrare più vecchia"; passa le giornate a fare gli orli ai jeans: venti orli ottanta euro; ogni tanto si interrompe, prende le carte e fa i tarocchi; e ogni tanto, quando non riesce a respirare, si attacca all'ossigeno. La madre di Tania fa la poliziotta, ha un corpo asciutto, muscoloso, e vicino all'ombelico "la cicatrice tonda di quando l'hanno sparata"; ed è una che se qualcosa va storto non esita a tirare fuori la pistola. Un sabato pomeriggio, in una strada del Vomero, le vite di Genny e di Tania si incrociano in modo tragico: e una madre decide di fare giustizia. A modo suo. Come già in "Dieci" con quella scrittura spigolosa e incalzante che riesce, è stato scritto, "a riattivare ciò che giace inerte nel linguaggio collettivo e privato", Andrej Longo ci racconta una certa Napoli, e gli uomini e le donne che la abitano: protervi e feriti, crudeli e generosi.
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Carrère Emmanuel
Il regno
br. "In un certo periodo della mia vita sono stato cristiano" scrive Emmanuel Carrère nella quarta di copertina dell'edizione francese del Regno. "Lo sono stato per tre anni. Non lo sono più". Due decenni dopo, tuttavia, prova il bisogno di "tornarci su", di ripercorrere i sentieri del Nuovo Testamento: non da credente, questa volta, bensì "da investigatore". Senza mai dimenticarsi di essere prima di tutto un romanziere. Così, conducendo la sua inchiesta su "quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo", Carrère fa rivivere davanti ai nostri occhi gli uomini e gli eventi del I secolo dopo Cristo quasi fossero a noi contemporanei: in primo luogo l'ebreo Saulo, persecutore dei cristiani, e il medico macedone Luca (quelli che oggi conosciamo come l'apostolo Paolo e l'evangelista Luca); ma anche il giovane Timoteo, Filippo di Cesarea, Giacomo, Pietro, Nerone e il suo precettore Seneca, lo storico Flavio Giuseppe e l'imperatore Costantino - e l'incendio di Roma, la guerra giudaica, la persecuzione dei cristiani; riuscendo a trasformare tutto ciò, è stato scritto, "in un'avventura erudita ed esaltante, un'avventura screziata di autoderisione e di un sense of humour che per certi versi ricorda Brian di Nazareth dei Monty Python". Al tempo stesso, come già in "Limonov", Carrère ci racconta di sé, e di sua moglie, della sua madrina, di uno psicoanalista sagace, del suo amico buddhista, di una baby-sitter squinternata, di un video porno trovato in rete, di Philip K. Dick...
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Lapierre Dominique
India mon amour
br. Nei primi anni settanta Dominique Lapierre, con Larry Collins, arriva a Nuova Delhi per scrivere la straordinaria storia dell'indipendenza dell'India dall'impero britannico. È l'inizio di una prodigiosa storia d'amore. Al volante di una vecchia Rolls-Royce Silver Cloud - la macchina dei maharaja percorre in sei mesi più di ventimila chilometri. Raccoglie testimonianze e documenti unici, vive avventure rocambolesche, conosce e riesce persino a intervistare gli assassini del Mahatma Gandhi. Ne nascerà "Stanotte la libertà", racconto epico sulla lotta per l'indipendenza indiana. Dopo il primo viaggio, Lapierre ritornerà in India incessantemente, impegnandosi in programmi concreti contro le condizioni di estrema povertà. Incontra madre Teresa di Calcutta; collabora con James Stevens, fondatore del centro Udayan, grazie al quale migliaia di figli di lebbrosi vengono strappati dalla miseria e dalla malattia. L'intervento di Lapierre si rivelerà decisivo per la sopravvivenza e il rilancio di questa istituzione. Seguiranno gli anni vissuti tra i diseredati delle bidonville di Pilkhana, a fianco dell'infermiere svizzero Gaston Grandjean. Anni di grande slancio e di immersione nella sofferenza e nella privazione da cui vedranno la luce un libro e un film celeberrimi: "La Città della gioia". Ripetuti viaggi nei misteri del paese-continente, la vitalità e il fascino dell'umanità incontrata si condensano in "India mon amour".
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Arnim Elizabeth von
Il giardino perduto
ril. "Partita d'impulso, da sola, in una spedizione autunnale, colei che narra in prima persona entra di soppiatto in un altro giardino incantato, quello mitico della sua infanzia: un eden dal quale, ci dice, fu espulsa alla morte di suo padre. Ora, mentre si aggira di soppiatto per quei luoghi, badando a non farsi sorprendere, la clandestina incontra alcuni fantasmi del passato, o meglio, rievoca alcune figure della sua fanciullezza legate a esso: un nonno severo e atteggiato; un padre complice ma non disposto a compromessi; una comica istitutrice. Infine incontra, magica e inquietante presenza in carne e ossa, una bambinetta saccente e indipendente chiamata proprio Elizabeth..." (dalla prefazione di Masolino d'Amico)
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Augé Marc
Diario di un senza fissa dimora. Etnofiction
br. Negli ultimi anni, è comparsa una nuova categoria di persone: hanno un lavoro, ma non guadagnano abbastanza per pagare un affitto e dunque sono spinte per strada. Vivono dove possono, vagano da un luogo all'altro, qualcuno magari decide di dormire in automobile, sia pure una Mercedes. L'etnologo Marc Augé, che rivela qui anche un brillante talento letterario, immagina la vita di uno di questi vagabondi di lusso e descrive in forma di diario i drammatici effetti indotti dalla perdita di punti fermi nello spazio e nel tempo. La situazione dei "senza fissa dimora" non mette a rischio solo la psicologia ma anche il senso della relazione, dell'identità e dell'essere. Il nostro eroe guarda dentro di sé e scopre la follia del mondo. Inventando un genere, etnofiction, l'autore utilizza la forma del racconto per illuminare una realtà sociale: il suo protagonista, un amabile funzionario di medio livello, potrebbe non essere diverso da tanti di noi...
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Melville Herman; Spila C. (cur.)
Le encantadas o isole incantate
br.
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Gruen Sara
Acqua agli elefanti
br. In un giorno degli anni Trenta a Norwich, una piccola città del Connecticut, passa il treno che trasporta "Il Più Strabiliante Spettacolo del Mondo dei Fratelli Benzini", uno di quei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo l'America stremata dalla Grande Depressione col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Jacob Jankowski, giovane studente di veterinaria di Norwich, accetta di buon grado la proposta, avanzatagli da Zio Al, il megalomane proprietario del circo dei Fratelli Benzini, di curare gli animali del circo. In quel mondo, sottoposto ai capricci e agli umori del volubile direttore e domatore August Rosenbluth, Jacob viene profondamente turbato da due seducenti figure: Marlena, la bella moglie di Rosenbluth, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri, e Rosie, l'immensa, pacifica elefantessa che brama limonate e sembra incapace di obbedire al più semplice dei comandi. Un turbamento pericoloso, visto che sia Marlena che Rosie sono in balìa di Rosenbluth, prime vittime della sua gelosia, dei suoi instabili umori e della sua inarrestabile violenza.
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Bevacqua Maria
Con il cuore oltre l'oceano
ill., br. Rosa, la protagonista della storia, nasce a Montalbano nella Sicilia di sessant'anni fa. Trascorre nella sua terra un'infanzia e un'adolescenza segnate dal lavoro e dai sacrifici; poi, ancora giovanissima, si innamora di Giovanni, si sposa e lo segue oltre oceano in Australia a Sidney. Ben presto si accorge di non riuscire a vincere l'immensa nostalgia che prova a stare lontana dalla sua famiglia d'origine. Si trova a vivere in un luogo sconosciuto e si sente circondata solo da estranei, ma la cosa più difficile è imparare l'inglese una lingua per lei ancora oggi straniera. La sua vita è segnata da dispiaceri e ogni giorno il suo pensiero vola al di là dell'oceano alla sua terra a cui non può ritornare. Infine, dopo molti anni, rientra in Sicilia e incontra Maria e con il suo aiuto inizia a raccontare la propria storia... Dall'incontro tra le due anime è nato questo libro: "Con il cuore oltre l'oceano".
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Fenoglio Marisa
Il ritorno impossibile
br. Una casa di vacanze costruita sulle natie Langhe è il fulcro attorno al quale ruotano i tentativi di rimpatrio di Marisa Fenoglio e della sua famiglia, intesi come possibilità di tornare a fare, sia pur saltuariamente, gli italiani. Queste 'belle speranze', alimentate dalle visite di amici italiani ritrovati e da ospiti tedeschi entusiasti, da un rinverdire di ricordi di giovinezza - la macelleria dei genitori a fianco del Duomo di Alba, la difficile via alla scrittura del fratello Beppe in una famiglia impreparata -, devono però convivere con una vita quotidiana tedesca ricca di abitudini e di legami da lungo tempo acquisiti, e forte di un radicamento profondo dovuto a figli e nipoti che vivono in Germania. E l'eterno andare e tornare di chi è espatriato, il conflitto, il confronto continuo tra le due realtà, quel filtrare la propria attraverso quella di chi è rimasto in patria.
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Benghi Raoul
Gli occhi dei pioppi. Storie di vita nella mia terra
br. "Raoul Benghi, oggi architetto importante, è nato nel dialetto della bassa Romagna. Si esprime in un italiano colto, alto, che porta con sé il basso della vita vissuta scoprendo le robuste "ferite antiche", rendendoci quei personaggi come epici eroi omerici. Con un linguaggio aulico, maturo, mitologico evoca il mondo dei contadini, specchiandosi in essi, e noi con lui. Con il respiro universale della grande poesia "incavicchiata alla realtà", egli ci restituisce i personaggi nella loro unicità, con le radici profonde nella terra, radici che sostengono gli alti pioppi con le cime che ci guardano, dall'alto, ondeggianti al vento." (dalla Postfazione di Ivano Marescotti)
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Pera Pia
Diario di Lo
br. Ci sono personaggi, nei romanzi, che non parlano mai, sono raccontati da altri, visti dall'esterno. Succede a tutti di avere il desiderio di sentirne la voce per poter afferrare la storia anche dal loro punto di vista. Così è successo a Pia Pera che, agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, ha tirato fuori dalle pagine di un capolavoro amatissimo la coprotagonista, la Lolita di Nabokov raccontata da Humbert Humbert, e l'ha messa sulla scena del suo primo, e unico, romanzo, facendola parlare in prima persona, mostrandoci la sua versione dei fatti. Che non è quella della vittima ma di un'adolescente in rivolta contro il mondo degli adulti, che lotta con ogni mezzo - lecito o illecito - per sopravvivere nella realtà cruda in cui si trova: e quindi è seduttrice e sedotta, matura e infantile, cinica e ingenua, ribelle e idealista. Ma soprattutto è sfrontata e irriverente, demistifica ogni assoluto e ha il dono di dire sempre la verità, come solo gli adolescenti sanno fare.
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Verga Giovanni; Alfieri G. (cur.); Di Venuta M. (cur.)
Il marito di Elena
ril. Cesare, giovane di origini contadine, compiuti gli studi in legge a Napoli, sposa Elena, vivace donna di città e amante della mondanità. Il romanzo descrive i contrasti dei due mondi che si riflettono all'interno della coppia, causa di una progressiva e sempre più evidente incompatibilità dei due protagonisti che porterà l'uomo, combattuto tra l'amore e i valori della società da cui proviene, all'epilogo più classico dei drammi d'amore.
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