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‎Socialisme‎

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‎Borioni P. (cur.)‎

‎«La Base socialdemocratica» (1964-1968). Il gruppo Querci e il dibattito socialista durante l'unificazione PSI-PSDI‎

‎ill., br. Nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, in coincidenza con l'unificazione fra PSI e PSDI e col dibattito sui primi governi di centro-sinistra, si costituisce un gruppo di discussione che avvia un bilancio della teoria e della pratica del movimento socialista nel nostro Paese. Questo gruppo, animato principalmente da Nevol Querci, dà vita alla rivista "La Base socialdemocratica" e discute con grande spirito critico di socialismo europeo, di unificazione socialista e di programmazione. A partire da ciò, propone spazi di gestione operaia nell'area delle aziende pubbliche come esperimento che intrecci parità capitale-lavoro e programmazione partecipata. La rivista e il gruppo socialista romano sono alla ricerca di una cultura originale e di notevole spessore, pur rimanendo un'esperienza soprattutto locale del socialismo italiano. La raccolta ragionata e contestualizzata degli scritti di Nevol Querci, che qui si ripresentano, usciti su "La Base socialdemocratica" rappresenta un lavoro importante per la conoscenza di quelle culture socialiste italiane che hanno sostenuto e alimentato la fase del centro-sinistra negli anni Sessanta del Novecento. Un motivo di interesse dell'opera è, infatti, una conferma di come ai partiti, in questo caso alla sinistra socialista, anche dalle riviste di gruppo sia venuto un importante alimento per i grandi leader come De Martino, Lombardi, Giolitti e Brodolini.‎

‎Barbagallo Francesco‎

‎Enrico Berlinguer‎

‎br. Espressione di una politica fatta di passioni civili e di rigore intellettuale e morale, Enrico Berlinguer continua a rappresentare per molti una figura unica e affascinante. Al fallimentare sistema sovietico contrappose un modello che coniugava strettamente comunismo, libertà, democrazia e pluralismo. Insieme ai leader del socialismo nord-europeo, Willy Brandt e Olof Palme, comprese che i problemi più drammatici del mondo venivano dagli squilibri tra il Nord del benessere e il Sud della fame. La sua condanna del consumismo più sfrenato andò di pari passo con la costante denuncia della "questione morale", intesa quale degrado del sistema politico e istituzionale italiano. Non possiamo sapere come sarebbe andata la storia d'Italia se Berlinguer non fosse scomparso prematuramente nel 1984. Sappiamo com'è andata dopo la sua morte.‎

‎Giorgi Chiara‎

‎Un socialista del Novecento. Uguaglianza, libertà e diritti nel percorso di Lelio Basso‎

‎br. Lelio Basso (1903-1978) è senz'altro un socialista del Novecento. La sua è un'interpretazione del socialismo originale e a tratti eretica, capace di mescolare materiali diversi e autentici del marxismo, della tradizione di pensiero del movimento operaio e delle più radicali teorie democratiche. Dell'originalità del pensiero di Basso è proprio quanto espresso in tre termini, i quali connotano con altrettanta forza il suo socialismo: uguaglianza, libertà e dignità. Così come lo è un'interpretazione peculiare del terreno costituzionale e di quel particolare campo di tensione rappresentato dai diritti. Alla base della sua attività alla Costituente - in primis tradottasi nell'articolo 3 e nell'articolo 49 - vi è l'urgenza di iscrivere nel nuovo contesto l'obbligo di un cambiamento ugualitario come fondamento della nuova democrazia repubblicana. Questo volume ricostruisce alcune delle principali vicende intellettuali e politiche di questa straordinaria biografia, a partire dal fondamentale intreccio tra elaborazione teorica e attività politica proprio di una intera generazione. Nonostante i silenzi che hanno spesso avvolto il vissuto e il pensiero di Basso, egli non solo rappresenta una voce altra, dissonante, della tradizione socialista, ma offre ancora elementi di interesse all'altezza delle attuali sfide poste dall'immaginazione di una società migliore.‎

‎Crisafulli Edoardo‎

‎Le ceneri di Craxi‎

‎br. Questo saggio vuole riabilitare un personaggio fra i più controversi e demonizzati della politica italiana: Bettino Craxi, il leader più lungimirante del socialismo italiano postbellico. Tangentopoli è stata un pretesto per infierire su un politico macchiatosi di una colpa gravissima: la critica impietosa del marx-leninismo e dei suoi cultori. Il PSI non era il focolaio della corruzione. Tutti i partiti attinsero a piene mani a finanziamenti illegali e il PCI incamerò un fiume di denaro dall'URSS. La "questione morale", dunque, fu escogitata per distruggere il PSI, unica forza politica che sventolava la bandiera riformista. La corruzione proliferò a causa del patto tra due partiti-chiesa, il PCI e la DC, che ingessarono la dialettica politica in Italia. Craxi sbagliò a non districarsi dal sistema delle tangenti quando, crollato il muro di Berlino, ne venne meno ogni giustificazione. Egli fu la vittima di un meccanismo perverso che altri avevano inventato. Craxi ebbe intuizioni geniali: la Grande Riforma delle istituzioni e la democrazia governante imperniata sul bipolarismo (cioè sull'alternanza al governo dei partiti o delle coalizioni). Tra i suoi meriti, la difesa dell'Europa dalla minaccia del totalitarismo sovietico e la lotta contro ogni forma di estremismo ideologico. È falso dire che un dibattito sul PSI craxiano è inutile e serve solo a recriminare. Il futuro ha sempre un cuore antico.‎

‎Formica Rino; Damilano Marco; Ceglie E. (cur.)‎

‎Prima Repubblica, una storia di frontiere‎

‎ill., br. È una storia politica, non una biografia. A volte la storia politica di un personaggio, nel nostro caso Rino Formica, dirigente politico e ministro della Repubblica, va oltre il racconto biografico, è piuttosto lo svolgersi di un movimento di uomini e di idee. Il movimento e le idee sono quelle del socialismo italiano e, per dir meglio, del socialismo che si ricostruisce nell'immediato dopoguerra e di quel gruppo dirigente che si raccoglie in quegli stessi anni attorno alla Federazione giovanile socialista. Una storia che da quella esperienza di gioventù e di entusiasmo antifascista, antitotalitario e libertario si snoda fino ai giorni nostri. "Sbloccare" la nostra democrazia, liberarla dalle maglie rigide del "patto di Yalta", portare il revisionismo fin dentro l'area inviolabile del compromesso costituzionale, raccontare l'altra storia della democrazia italiana, la storia di un Paese di frontiera, con troppi confini "caldi" al cui interno sopravvive un sistema che può darsi un avvenire di modernizzazione solo attraverso l'uso forte e consapevole di quella semplice e primordiale categoria, l'"autonomia", da applicarsi in primo luogo alla sinistra. Introduzione di Marco Gervasoni e con un'intervista di Marco Damilano.‎

‎Gorz André; Gianinazzi W. (cur.)‎

‎Il filo rosso dell'ecologia‎

‎br. A dieci anni dalla morte di André Gorz (Vosnon, settembre 2007), un volume per ricordare il prezioso lavoro teorico del filosofo fondatore dell'ecologia politica. Tre interviste (1990, 2003, 2005) e un saggio inedito risalente al 2004 attraversano gli assi principali del pensiero di Gorz - questione ambientale, trasformazioni del lavoro, tendenze dello sviluppo capitalistico - e anticipano alcuni temi di stretta attualità, come quello del reddito di base. Un'opera che riscopre la concezione innovativa di uno degli ultimi maître à penser della politica e del giornalismo francese, che con i suoi libri aperti a teorizzazioni antiautoritarie ed ecologiste ha influenzato in modo significativo l'esperienza della sinistra europea.‎

‎Cassano Franco‎

‎Senza il vento della storia. La sinistra nell'era del cambiamento‎

‎br. A lungo la sinistra ha pensato che nelle sue vele soffiasse il vento della storia. Oggi che tutto è cambiato, che quel vento non le ha riconosciuto alcuna primazia, che anche il suo popolo non è più lo stesso, la sinistra sembra essersi ritratta in una posizione difensiva e risponde con sdegno all'accusa di conservatorismo. In verità le sue ragioni sono tutt'altro che scomparse, ma per farle rientrare nella partita del mondo è necessario che smetta di sentirsi ospite innocente in un universo cattivo e abbandoni ogni nostalgia. Perché la globalizzazione non è solo una banale restaurazione, non è solo espropriazione e sradicamento, ma un gioco di dimensioni planetarie nel quale nuovi protagonisti si affacciano sulla scena della storia. E a questo gioco largo e imprevedibile, pieno di pericoli e di opportunità, non ci si può sottrarre.‎

‎Gentile E. (cur.); Di Scala S. (cur.)‎

‎Mussolini socialista‎

‎br. "Voi credete di perdermi, ma io vi dico che vi illudete. Voi non mi perderete: dodici anni della mia vita di partito sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue": con queste parole Mussolini teneva il suo ultimo discorso nella tumultuosa assemblea della sezione socialista milanese che l'avrebbe espulso dal Partito il giorno stesso, il 24 novembre 1914. Con una sorta di profezia retrospettiva molti biografi di Mussolini hanno interpretato la militanza del socialista rivoluzionario come la matrice del futuro duce fascista, e hanno visto nell'ideologia interventista mussoliniana l'espressione già elaborata e definitiva dell'ideologia totalitaria fascista. In contrasto con questo antistorico metodo storiografico, i curatori e gli autori di questo volume propongono un'approfondita, e per molti versi originale, analisi dell'esperienza socialista di Mussolini nei suoi aspetti più significativi, dall'esordio svizzero nel 1902 all'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, situandola nel suo contesto, come capitolo importante nella storia del socialismo e dell'Italia contemporanea.‎

‎Anna Kuliscioff. Il socialismo e la cittadinanza della donna‎

‎ril. Volume dedicato all'ingresso della donna sulla scena della storia contemporanea, tra '800 e '900, come forza viva e vivificatrice, attraverso la riflessione sulla vicenda umana e politica di una protagonista d'eccezione: Anna Kuliscioff, nel 90° anniversario della morte (1925). Autorevoli studiosi ne offrono una rinnovata lettura in relazione alle questioni di genere, alla cittadinanza politica e sociale, al lavoro e alla famiglia. Anna Kuliscioff poneva l'inizio del lungo e complesso percorso di emancipazione della donna nel rapporto tra acquisizione dell'indipendenza economica e affermazione dei diritti civili e politici. Era convinta che l'impegno riformatore per lo sviluppo e l'inclusione avesse a fondamento la connessione tra istituti e pratiche democratiche, legislazione sociale e tutela del lavoro, partecipazione e mobilitazione dal basso: era l'essenza del socialismo a cui rimase sempre fedele insieme al compagno di vita e di militanza, Filippo Turati. L'attesa degli autori è che la ricostruzione di una grande pagina della storia del socialismo e dell'emancipazione richiami l'attenzione anche sulla permanenza di irrisolti problemi di fondo della società italiana.‎

‎Menapace Lidia‎

‎Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita‎

‎br. Questo libro è un'autobiografia: Lidia Menapace racconta la sua lunga vita, che ha attraversato il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, le stagioni delle lotte operaie e i movimenti studenteschi, il femminismo, le mobilitazioni pacifiste e per l'ambiente. È un romanzo di formazione: è la vicenda di una ragazza che cresce nel ventennio fascista, in una famiglia progressista e laica, e che per spontanea necessità interiore diviene antifascista e partigiana; e per tutta la vita proietterà i suoi modelli etici nell'impegno pubblico culturale e sociale. È un romanzo della storia d'Italia: Lidia Menapace è stata impegnata nei movimenti cattolici progressisti, dirigente della Democrazia Cristiana (prima donna assessora alla Provincia di Bolzano), ha vissuto la diaspora della sinistra DC; docente all'Università Cattolica di Milano, fu allontanata per la sua dichiarazione di marxismo; ha partecipato alla nascita del quotidiano "il manifesto" e vi ha collaborato a lungo; nel 2006 è stata eletta senatrice con Rifondazione Comunista (indicata come presidente Commissione Difesa, non fu eletta per le sue posizioni pacifiste), e dal 2011 è nel Comitato nazionale ANPI. Il libro ha una prospettiva sempre aperta alla storia; cosicché gli eventi personali si coniugano con quelli generali, e i primi ne assumono senso più ampio e i secondi vivezza ed umanità.‎

‎Evangelisti Valerio; Zucchini Emanuela‎

‎Storia del Partito Socialista Rivoluzionario (1881-1893)‎

‎ill., br. Già dimenticato pochi anni dopo il suo scioglimento, il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, diventato poi il Partito Socialista Italiano, resta un importante oggetto di studio per la comprensione delle idee socialiste sviluppatesi in Italia. Sebbene l'importanza che tale indagine assume risieda non tanto nel segno di un contributo, quanto in quello di un mancato contributo del neonato partito alla successiva storia del movimento operaio. Dotato di strutture organizzative quasi impalpabili, composto da una miriade di circoli autonomi, caratterizzato da un forte legame con il territorio e le sue problematiche, il PSR si pone come tentativo di conciliazione tra anarchismo e socialismo "legalitario". Il Partito Socialista Rivoluzionario riesce non solo a sopravvivere per dodici anni, ma a raccogliere migliaia di aderenti e simpatizzanti tra i lavoratori sia della Romagna che del resto d'Italia, veicolando le idee socialiste in un momento fondamentale per la creazione dello Stato italiano. La sua evoluzione è profondamente intrecciata a quella del proletariato agricolo delle campagne emiliano-romagnole, e il suo declino coincide con le naturali e irreversibili modificazioni alle quali il soggetto sociale di riferimento è esposto. Valerio Evangelisti ed Emanuela Zucchini hanno per primi ricostruito integralmente la vicenda del Partito Socialista Rivoluzionario.‎

‎Giacchè Piergiorgio‎

‎Ci fu una volta la sinistra. Ovvero il silenzio dei post-comunisti‎

‎br. Dal passaggio di campo dei socialisti alla svolta della Bolognina tra nomi e simboli nuovi, dal Pci al Pds ai Ds al Pd ai nuovi gruppi, dagli anni di Craxi e Berlusconi, di Veltroni e D'Alema a quelli di Bersani e Renzi, di Di Pietro e Grillo, si è spenta o esaurita la storia della sinistra in Italia. Piergiorgio Giacché ha raccontato e analizzato la fine di una storia e l'affermarsi di un'altra attraverso una serie di saggi e interventi che ripercorrono acutamente e causticamente una vera e propria tragedia nazionale.‎

‎Punzo Maurizio‎

‎L'esercizio e le riforme. Filippo Turati e il socialismo‎

‎br. Quale senso ha oggi rileggere l'azione e il pensiero di Filippo Turati? E perché, per quanto misconosciute, le sue indicazioni sono state alla base del percorso politico della nostra storia repubblicana? Forse semplicemente perché la riflessione e l'opera di Turati, inscindibili da quelli di Anna Kuliscioff, compagna non solo di vita, costituiscono l'espressione più alta e matura del socialismo italiano. Un socialismo riformista che ha contribuito a fare dell'Italia un paese civile, fondato sul riconoscimento della libertà politica e dei diritti dei lavoratori (e delle lavoratrici). Un socialismo riformista che senza Turati, definito da tutti, uomini e donne, senza retorica e senza piaggeria, il Maestro, non sarebbe mai stato in grado di indicare la strada per lo sviluppo di una democrazia moderna e condivisa.‎

‎Cesarano Laura‎

‎Lina Merlin‎

‎ill. Classe 1887, nativa di Pozzonovo di Padova, membro della Costituente e senatrice socialista. È difficile raccontare di Lina Merlin perché è un?icona del femminismo ante litteram ed è inchiodata alla legge che porta il suo nome. Ed è anche vituperata, per questo. Bacchettona, irresponsabile, utopista: da una decina d?anni ne abbiamo sentite e lette tante su di lei. Lina Merlin ha semplicemente pagato, in memoria, il prezzo di una troppo persistente notorietà, adulatoria o denigratrice, dovuta all?ignavia del Parlamento italiano che, fatta la riforma del 1958 che abolì il regime della prostituzione di Stato, non è stato più capace di legiferare in materia, di riformare quella legge diventata con gli anni sempre più inadeguata alla realtà cambiata, nella prostituzione e non solo.‎

‎Strazza Michele‎

‎Attilio Di Napoli‎

‎br. Attilio Di Napoli (1883-1953), fu un protagonista della storia della Basilicata tra Otto e Novecento. Personaggio di spicco del socialismo regionale e nazionale, ha attraversato due secoli rimanendo sempre fedele alle proprie idee e al proprio credo politico. Considerato sovversivo dal conservatorismo borghese e pericoloso dal fascismo, nel dopoguerra riprese il suo posto nella costruzione della nuova democrazia. Il testo, attraverso una ricca documentazione d'archivio, bibliografica e pubblicistica, intende ripercorrere la sua vicenda umana all'interno dei cambiamenti sociali e culturali di un'epoca. Ricordarne la figura oggi, in tempi d'ipocrisia e trasformismo, vuole essere un tributo ad uno strenuo difensore degli ultimi e degli esclusi.‎

‎Thomas Gérard‎

‎Cento motivi per essere di sinistra. Perché le idee politiche hanno ancora un senso nel mondo globale e perché e in cosa destra e sinistra sono diverse‎

‎br. La scuola, le città, le periferie, l'infanzia, l'immigrazione, le banche, la cultura, la sicurezza, il turismo di massa, l'acqua, le comunicazioni, il cibo, l'informazione, la salute, il genere, il territorio, il commercio, la fabbrica, il lavoro, la ricerca, la formazione, i trasporti, ma anche l'editoria, la televisione, le case, gli animali, le minoranze, le diversità. Tutto questo, e molto altro ancora, può essere governato con politiche di destra o di sinistra. E non è esattamente la stessa cosa. Gérard Thomas, da sempre anche attento osservatore della realtà italiana che ben conosce, spiega in questo volume perché e in cosa, per ognuna di queste declinazioni, in tutto cento «campi» della socialità, la destra e la sinistra sono profondamente diverse e - forse ancor più di prima - profondamente opposte, e soprattutto perché oggi più che mai ha un senso votare a sinistra e riportare la ricchezza della politica nella nostra quotidiana analisi del mondo. Introduzione di Albert Duchasse.‎

‎Muravchik Joshua‎

‎Il paradiso in terra. Ascesa e caduta del socialismo‎

‎br. II socialismo è stato il tentativo più ambizioso compiuto dall'uomo di soppiantare la religione con una dottrina sedicente scientifica. Ma nonostante le innumerevoli forme assunte via via da questo progetto, il risultato è sempre stato però il fallimento, fino alla caduta del Muro di Berlino e al crollo dell'Unione Sovietica. Joshua Muravchik ci racconta la lunga parabola del socialismo a partire dalla Rivoluzione Francese, soffermandosi sui pensatori e sui leader politici che ne hanno sviluppato la teoria.‎

‎Saladino Gaspare‎

‎Socialismo in Sicilia‎

‎br. L'autore dedica la prima parte del volume ai profili di dirigenti socialisti che hanno avuto un ruolo importante nella lotta alla destra agraria siciliana e nell'attuazione della politica riformista di centro sinistra in Sicilia: Tommaso Amodeo, Nicola Capria, Salvatore D'Anna, Luigi Granata, Salvatore Lauricella, Filippo Lentini, Franco Roccella. Nella seconda parte del volume viene pubblicato il testo di un intervento di Angelo Ganazzoli al primo Congresso Regionale del PSI, svoltosi a Palermo a Villa Igiea, nell'aprile del 1973, insieme a quello di Anselmo Guarraci che ci propone la storica posizione critica al centro-sinistra della minoranza cosiddetta "lombardiana" del PSI. In appendice il lettore potrà trovare alcuni documenti originali che riteniamo molto significativi della storia politica degli ultimi cinquant'anni, nel corso dei quali hanno operato i nostri protagonisti e cioè: l'accordo programmatico per il primo centro-sinistra al Comune di Palermo, e l'accordo programmatico per il primo centro-sinistra alla Regione Sicilia; due lettere di Pietro Nenni del 1961 indirizzate agli assessori regionali socialisti e alla segreteria regionale.‎

‎Craxi Bettino; Pellicani Luciano; Pellicani L. (cur.)‎

‎Il vangelo socialista‎

‎brossura‎

‎Erba Dino; Centro d'iniziativa Luca Rossi (cur.)‎

‎Ottobre 1917-Wall Street 1929. La Sinistra comunista italiana tra bolscevismo e radicalismo: la tendenza di Michelangelo Pappalardi‎

‎brossura‎

‎Bermani Cesare; Corvisieri Silverio; Portelli Sandro; Del Bello C. (cur.)‎

‎Guerra civile e Stato. Per un revisionismo da Sinistra‎

‎brossura‎

‎Craxi Stefania‎

‎Lo sbarco. Genesi di una passione politica‎

‎br.‎

‎Léonard Mathieu‎

‎La Prima Internazionale. L'emancipazionei dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi‎

‎br. Nel momento in cui assistiamo alla profonda crisi della sinistra proveniente dal vecchio movimento operaio, questa ricerca storica indaga il luogo dove tutto ebbe inizio. Otto anni. La Prima Internazionale ebbe vita breve (1864-1872), ma attraversò un intenso periodo storico con al centro la Comune di Parigi. In questa rete internazionale che parlava esplicitamente di rivoluzione, si confrontarono soggettività eterogenee (dai sindacalisti inglesi agli artigiani francesi, passando per i comunisti tedeschi), pratiche politiche differenti (cooperativiste, sindacaliste, di mutuo soccorso) e le più grandi figure del movimento operaio, a partire da Marx e Bakunin. Ed è all'interno di questa dimensione plurale che si formarono le correnti di sinistra che hanno segnato il Novecento: marxiste, anarchiche e socialdemocratiche. L'Associazione internazionale dei lavoratori fu in primo luogo un tentativo inedito di organizzare in modo solidale i militanti operai decisi a inventare da soli il proprio futuro: "L'emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi". E di guidare una rivoluzione al contempo economica, sociale e politica senza che uno di questi aspetti prevalesse sugli altri. Fino a quando i dibattiti teorici si orienteranno su strade divergenti.‎

‎Federico Salvatore‎

‎Mazzini e il socialismo in Italia‎

‎brossura Scopo del lavoro è di mettere in risalto il pensiero sociale di Mazzini e la sua attività, il suo ardente apostolato verso le classi sociali, il suo atteggiamento intransigente verso ogni forma di socialismo utopistico che egli identifica col materialismo e verso il nascente socialismo scientifico "negazione di Dio [...] della Patria [...] d'ogni proprietà individuale".‎

‎Natale Paolo; Fasano Luciano Mario‎

‎L'ultimo partito. 10 anni di Partito Democratico. Con Contenuto digitale per download e accesso on line‎

‎br. La breve e travagliata storia del Partito Democratico ha visto succedersi tre segretari eletti dal "popolo delle primarie", Veltroni, Bersani e Renzi, ognuno con una sua diversa visione del ruolo che il partito deve avere nella nostra società. Nel cammino del PD ha prevalso, volta per volta, una delle tre anime che popolano la sinistra: l'anima "etica", quella "social-democratica" e quella "democratico-riformista". Attraverso un'approfondita analisi di tutte le componenti del partito (elettori, iscritti, delegati e organi dirigenti), questo saggio ricostruisce il suo percorso decennale, per cercare di capire quale sarà il suo futuro, e quale il futuro della democrazia rappresentativa in Italia.‎

‎Antonelli Bruna‎

‎Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964). Un integerrimo repubblicano narnese perseguitato dal fascismo‎

‎br. Giovanni Campagnani (Narni 1889-1964), figlio di un reduce garibaldino narnese, fin da giovane aderì al pensiero repubblicano e socialista, partecipando alle attività del movimento, a difesa dei diritti della classe operaia. Nel 1915, si arruolò volontario, fu ferito nel 1916 e decorato nel 1917. Tornato a Narni, riprese la propaganda politica contro le avanguardie nazionaliste che avrebbero poi dato vita al fascismo. Nel 1920, inneggiando a Trieste repubblicana, aprì il XIV congresso nazionale del PRI in Ancona. Subì la persecuzione del fascismo, vigilato e schedato, per cui dovette cambiare continuamente città. Venne poi arrestato per attività sovversiva e trasferito a Roma nel carcere di Regina Coeli, mandato poi per un breve periodo a Lipari e infine ricondotto a Narni. Nel 1934 rifiutò la pensione di guerra. In seguito, nuovamente arrestato, rimase in carcere a La Spezia fin quando un bombardamento distrusse il carcere; partecipò alla guerra di liberazione nelle formazioni partigiane della Lunigiana e a Carrara restandovi fino alla fine del 1945 per riorganizzare le fila del Partito Repubblicano.‎

‎Piani Piero‎

‎Bibliografia di Bettino Craxi e dintorni. Il socialismo italiano dal 1892 ad oggi (pardon, ieri)...‎

‎ill., br.‎

‎Vallepiano Roberto‎

‎Ufficio sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra‎

‎br. In questo libro la protagonista è una sinistra più aggettivo qualificativo che soggetto. L'autore immagina le pagine come una piccola cassetta degli attrezzi, una bussola per orientarsi nel mare in burrasca di questo terremotato presente, uno strumento per interrogarsi sul livello di deprivazione emotiva che la nostra società ha raggiunto. Sulle dimensioni del deserto interiore che ci circonda. Il genere dell'opera è un saggio di analisi politica e di controinformazione. Lo spazio e il tempo dell'azione sono incentrati all'attualità del nostro paese, ma si dilatano a livello temporale dalla Rivoluzione Francese, al Socialismo del 21° Secolo che caratterizza i paesi dell'ALBA e spazia dall'Europa all'America Latina con frequenti incursioni nel medioriente, nel mondo arabo e nelle altre zone calde di cui quotidianamente ci parla la cronaca geopolitica. I suoi capitoli rappresentano una foto di gruppo dissacrante e irriverente di una fetta consistente del nuovo potere italiano. Questo libro parla della sinistra e lo fa senza peli sulla lingua, ne narra i ripetuti tradimenti, la viltà, il sistematico opportunismo dei suoi dirigenti ed autoproclamati leader. Dunque la peculiarità di questo saggio è che la sinistra diviene al tempo stesso la protagonista e l'antagonista di se stessa. Lo stile è asciutto ma evocativo. Il tempo verbale al presente, con alcuni salti temporali nel passato prossimo e remoto, aiuta l'autore a raccontare gli eventi in modo lineare e con una struttura colloquiale, senza ricercatezze superflue. La narrazione è immediata e il linguaggio diretto e comunicativo.‎

‎Caffi Andrea; Spreafico S. (cur.)‎

‎Scritti scelti di un socialista libertario‎

‎br. Di Andrea Caffi ha lasciato quasi un trentennio fa un indelebile ricordo Alberto Moravia col descriverlo come "un uomo romantico che ha avuto [...] degli ideali e al tempo stesso un'espressione delusa, ironica, amara e lungimirante con la quale sembrava dire: c'era da aspettarselo"; mettendo nel prosieguo in luce altre qualità come la profonda cultura, l'indomita curiosità, causa ed effetto del suo lungo peregrinare per mezza Europa, il netto rifiuto verso ogni forma di omologazione, la sostanziale freschezza mantenuta nonostante il passare del tempo e le traversie della vita. Il ritratto si concludeva con la scoperta da parte dello scrittore romano delle due anime caffiane: quella illuminista francese che lo portava a cercare di spiegare il mondo partendo comunque sempre dal dubbio, e quella populista russa che lo spingeva a solidarizzare con i ceti subalterni . Il suo socialismo libertario parla di individui e società, di giustizia e libertà, di laica fratellanza e umanità rigenerata, di storia e cultura, e di altro ancora: ecco i buoni motivi per ripubblicare Caffi ai giorni nostri, proprio nel momento in cui tornano alla ribalta abusate parole d'ordine quali "Dio, patria e famiglia" .‎

‎Bagnoli Paolo‎

‎Il socialismo di Tristano Codignola. Con interventi, documenti, lettere‎

‎brossura Ripercorrere la vicenda politica di Tristano Codignola, rileggere i suoi scritti, riconsiderare il complesso di una battaglia politica continua fatta con coraggio, coerenza di intenti, assoluta probità morale ed alta coscienza della democrazia e della socialità, ha confermato l'immagine, ancora oggi molto viva, di Codignola quale straordinaria figura della politica e della democrazia repubblicana. Uomo di battaglia politica continua per tutte le stagioni della propria esistenza - lotta antifascista, azionismo, rinnovamento del socialismo italiano, contrasto della legge truffa, impegno per fare del PSI il Partito della democrazia concreta - in Codignola si sviluppano tre "momenti" diversi: quello della storia nazionale e dei suoi ritardi nell'essere un Paese moderno; quello dei problemi concreti che ne derivano sul piano civile e sociale che richiedono di essere sanati ed, in fine, il significato del socialismo quale fattore di crescita e di irrobustimento della politica democratica. Bagnoli ci consegna un lavoro portato avanti con tutta la competenza dello storico del pensiero politico, ma anche con l'autentica passione dell'uomo, consegnandoci una lettura del pensiero di Codignola che ne mette in luce non solo l'attualità di dottrina, ma anche e soprattutto l'essere un riferimento, oltre che storico, ideale e morale, «che addita le strade del socialismo e della democrazia quali uniche per la crescita civile e culturale degli uomini che nascono liberi e liberi vogliono vivere».‎

‎Imprenti F. (cur.); Magnanini C. (cur.)‎

‎Nilde Iotti. Presidente. Dalla Cattolica a Montecitorio‎

‎br. Lo straordinario impegno politico di Nilde Iotti ne ha fatto una delle protagoniste della storia dell'Italia repubblicana. I saggi pubblicati nel presente volume restituiscono la complessità di una biografia che, nei suoi tratti più salienti, ha accompagnato lo sviluppo e le contraddizioni di un Paese e della sua storia politica e istituzionale. Il volume raccoglie gli atti del Convegno di studi di Rozzano (2009).‎

‎Becherucci Andrea‎

‎Giustizia e libertà restano gli imperativi etici. Per una bibliografia degli scritti di Gaetano Arfè‎

‎br. "Più volte ho avuto modo di rammentare l'amicizia che mi ha legato ad Arfè, intessuta di un prolungato ed intenso scambio intellettuale e politico, ed anche di iniziative comuni. In particolare, mi piace ricordare quella che, verso la metà degli anni '80, mirava a promuovere un centro d'iniziativa per il rinnovamento 'europeo' dell'insieme della sinistra italiana: essa non diede allora, in verità, i frutti sperati; ma fu certo un'occasione per ampliare un confronto critico (a volte anche polemico), ricco di spunti fecondi su questioni che si sarebbero presto rivelate essenziali. In tutto quel decennio cruciale, al dibattito sull'evoluzione della sinistra italiana ed europea venne effettivamente da Arfè un contributo assai significativo di conoscenza critica e di idee. Gaetano Arfè fu serio studioso e critico del socialismo italiano, e fu politico appassionato." (alla "Nota" di Giorgio Napolitano)‎

‎Moroni Sheyla‎

‎Giovanni Zibordi. Biografia di un riformista intransigente‎

‎br. Giovanni Zibordi (1870-1943) fu una figura al contempo tipica ed estravagante del movimento socialista italiano: si trova allo "snodo" di diversi territori geo-politici (Mantova, Reggio Emilia, Roma e Milano) e anche perennemente in bilico tra la corrente rivoluzionaria e quella riformista del Partito socialista italiano. Il suo obiettivo rimane sempre la rivoluzione: graduale e attraverso la persuasione e la cooptazione nell'area socialista di quelle forze sociali e di quegli individui - lavoratori cittadini e lavoratrici cittadine - che via via si sentono sconfitti o esclusi dalla realtà economica e politica del paese. Ma Zibordi, allievo di Giosuè Carducci e studioso di letteratura, ha l'ambizione di essere un intellettuale "organico" ante litteram (anche in contraddizione con se stesso) in quanto ambisce a essere trait d'union fra la dirigenza del partito e le sue (possibili) basi sociali: questo studio ne restituisce la vicenda biografica tra politica e cultura.‎

‎Perazzoli Jacopo‎

‎«Qualcosa di nuovo da noi s'attende». La socialdemocrazia europea e il revisionismo degli anni Cinquanta‎

‎br. La revisione della dottrina e della prassi politica contraddistinse il cammino del movimento socialista nel corso del secondo dopoguerra. Uscito distrutto dalla seconda guerra mondiale, incapace di offrire una versione alternativa a quella dei conservatori che guidavano gli esecutivi dei principali paesi dell'Europa occidentale, il movimento e nello specifico i partiti socialisti dovettero trovare la via per diventare forze legittimate a governare. Questo libro ricostruisce, facendo ampio ricorso a fonti archivistiche, proprio il passaggio che portò le forze socialiste ad adottare una visione di governo. Il Labour Party inglese, la Socialdemocrazia tedesca e il Partito socialista italiano, pur essendo forze politiche differenti, decisero di mettere in campo un chiaro rinnovamento della proposta politica: un revisionismo che permise l'accesso alla "stanza dei bottoni", come avvenne nel corso degli anni Sessanta.‎

‎Spinelli Altiero; Rossi Ernesto‎

‎Il Manifesto di Ventotene-The Ventotene Manifesto. Ediz. bilingue‎

‎br. A ottant'anni dalla redazione della prima versione del Manifesto per un'Europa libera e unita (1941), la sua rilettura continua a sorprendere per l'attualità dell'analisi e per la chiaroveggenza delle proposte programmatiche. È sorprendente come questo testo, scritto nell'isola prigione di Ventotene al culmine dell'espansione nazista in Europa, da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, insieme alla prefazione di Eugenio Colorni, e diffuso clandestinamente, costituisca ancora oggi, ottant'anni dopo, una roadmap per la costruzione europea.‎

‎Intini Ugo‎

‎Avanti! Un giornale, un'epoca. Con DVD‎

‎br. Il quotidiano del partito socialista, l'Avanti!, dal 1896 al 1993, è stato al centro della storia e spesso, più che raccontarla, l'ha fatta. I suoi direttori hanno infatti lasciato una impronta decisiva nelle istituzioni: da Bissolati a Mussolini, Gramsci, Nenni, Pertini e Craxi. I suoi collaboratori l'hanno lasciata nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nell'arte. La vita dell'Avanti! viene raccontata ricostruendo anche gli ambienti, l'atmosfera e i caratteri. Una vita straordinariamente avventurosa, fatta di arresti, incendi, sparatorie con morti e feriti, ma anche di momenti esaltanti, come la vittoria nei referendum sulla Repubblica e sul divorzio, festeggiati da Nenni e Fortuna, i loro protagonisti, nella redazione che è stata il motore dei referendum stessi. L'autore, anche lui direttore dell'Avanti!, ha frequentato i suoi predecessori della seconda metà del '900. Aggiunge perciò alla ricostruzione storica aneddoti, particolari e testimonianze dirette, spesso inedite e destinate a far discutere. Specialmente in occasione del 120° anniversario del partito socialista, che si celebra nel 2012 con dibattiti e iniziative alle quali parteciperanno tutte le forze politiche.‎

‎Tedeschi Simone‎

‎Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità‎

‎br. Nato dall'Ulivo nel 2007, il Partito Democratico ha influenzato profondamente la vita politica italiana: da Prodi a Veltroni, da Bersani a Renzi, dall'opposizione al governo, dal 40% del 2014 alla sconfitta nelle politiche del 2018. Simone Tedeschi ricostruisce le tappe seguite dal PD, analizzandone l'origine, le forme organizzative, le caratteristiche identitarie, e suggerendo una riflessione complessiva sulle sue prospettive future. Prefazione di Fulvio Venturino.‎

‎Craxi Bettino; Pellicani Luciano‎

‎Il vangelo socialista‎

‎brossura Il vangelo socialista, scritto da Bettino Craxi e Luciano Pellicani, comparve per la prima volta su "L'Espresso" nell'agosto del 1978 e fece scandalo. In poche pagine Craxi tagliava i ponti con i dogmi del marxismo-leninismo e con la tradizione palingetico-rivoluzionaria e apriva una via per conciliare il socialismo con il mercato e la società liberale. Con quel testo la svolta socialista, che da anni Craxi andava preparando, si annunciava al mondo e la lotta con il PCI entrava nella sua fase più intensa.‎

‎Morani Carlo; Tunesi Natalia‎

‎Carlo Fontana. Pioniere del socialismo, maestro antifascista, primo sindaco di Magenta nell'Italia repubblicana‎

‎ril.‎

‎Mouffe Chantal‎

‎Per un populismo di sinistra‎

‎br. La globalizzazione e le politiche neo-liberali sono state viste negli ultimi anni, dai partiti politici di destra e da quelli di sinistra, come un destino ineluttabile da accettare. Non è stato lasciato nessuno spazio ai cittadini per scegliere tra progetti politici realmente differenti: il loro ruolo è stato ristretto all'approvazione delle politiche 'razionali' elaborate dagli esperti. Ma nel 2008 la crisi ha fatto emergere in maniera dirompente le contraddizioni del modello neoliberale: a partire da quel momento, l'egemonia dell'establishment è stata messa in discussione da una varietà di movimenti anti-sistema, con radici sia a destra che a sinistra. Rispetto a questa congiuntura storica e politica in cui assistiamo in tutta l'Europa al crollo dei partiti di sinistra e alla crescita dei partiti populisti di destra e dell'astensionismo, Chantal Mouffe si pone in modo del tutto nuovo. Si chiama fuori dall'annosa discussione sulla vera natura del populismo e mette i piedi nel piatto: il populismo è un nuovo soggetto politico e probabilmente ha molto da dire alla sinistra.‎

‎Scirocco G. (cur.)‎

‎Né stalinisti né confessionali. Per una storia della FIAP‎

‎br. «Noi non vogliamo che si arrivi a combattere il comunismo con il fascismo, non vogliamo che si arrivi ad assumere come strumento di una politica internazionale il nazismo. E siamo preoccupati di questa situazione politica, perché potrebbe avere come dati finali di evoluzione conclusioni di questo genere. È contro questa possibilità che noi dobbiamo protestare per richiamare seriamente l'attenzione anche fuori dell'Italia, perché ancora al fondo vi è quest'altra profonda convinzione che gli uomini della FIAP hanno ben chiara: e cioè che è degna di essere difesa, ed essi sono pronti sempre a difendere, in qualunque modo, in qualunque occasione, in qualunque momento, degna di essere difesa è una patria libera». Intervento di Ferruccio Parri nel corso del II Congresso nazionale della FIAP, Torino, 19 ottobre 1952.‎

‎Marchi Alexander‎

‎Sos: sociale, occupazione, sicurezza. Proposte e provocazioni per un futuro europeo e riformista‎

‎br. La sinistra è in crisi, e con essa quell'autentico spirito riformista che in tanti Paesi si è perso tra i vecchi schemi del Novecento, mentre in altri non è mai neppure sorto. Ma cosa non funziona oggi nella sinistra mondiale, perché non convince più gli elettori? Partendo dalla situazione in cui versano le forze progressiste italiane ed europee, l'autore mostra il differente punto di vista di un giovane militante, oggi consigliere comunale, e propone spunti per la nascita di una nuova politica riformista, capace di far fronte anche ai problemi di più stringente attualità come la crisi finanziaria e i grandi flussi migratori. SOS è dunque la sfida da cui ripartire: sociale, occupazione, sicurezza.‎

‎Dalmasso Sergio‎

‎Una donna chiamata rivoluzione. Vita e opere di Rosa Luxemburg‎

‎ill., br. Malgrado le sue opere siano tra i classici fondamentali del marxismo e la sua vita un esempio di coerenza e coraggio impossibile da mettere in discussione, i libri di Rosa Luxemburg restano misconosciuti e la sua eredità a dir poco problematica. Ma chi era Rosa Luxemburg? Quali furono i luoghi in cui avvenne la sua formazione giovanile, quali le temperie culturali che agitarono il suo tempo, chi i suoi inseparabili compagni di strada e chi, al contrario, i suoi principali avversari politici? In modo agile e documentato, Sergio Dalmasso ricostruisce con la mente e con il cuore la storia di Rosa Luxemburg, la sua inesauribile battaglia contro il riformismo e la sua inesorabile opposizione al processo di burocratizzazione a cui nessuno struttura può dirsi immune. Allo stesso modo, nelle pagine del libro, scorre l'epopea della Lega di Spartaco e concorrono al racconto personaggi fondamentali, da Karl Liebknect a Leo Jogiches, da Clara Zetkin a Franz Mehring. Insieme a loro, ecco il dissenso da Lenin sulla questione del partito e dell'organizzazione, la lotta contro la guerra e l'opposizione al cedimento della socialdemocrazia tedesca ed europea, gli anni del carcere, la tragica sconfitta del tentativo rivoluzionario e, infine, l'assassinio del gennaio 1919: una perdita di portata epocale per tutta la storia futura del movimento operaio.‎

‎Zacheo Egidio‎

‎La sinistra finisce. Dal populismo di Vendola e Renzi al governo gialloverde‎

‎br. Il libro raccoglie recensioni e articoli, apparsi sul "Nuovo Quotidiano di Puglia", e due relazioni, con cui l'autore esprime il suo punto di vista e le sue valutazioni sulla situazione politica italiana e sul processo di indebolimento politico-culturale che ha colpito la sinistra. "Il titolo del libro volutamente cerca di richiamarne in qualche modo quello di Giuseppe Prezzolini - autorevole intellettuale conservatore del secolo scorso - 'L'Italia finisce'. È mia convinzione, infatti, che è necessario fare anche per la sinistra ciò che col suo lavoro Prezzolini ha cercato di fare nei riguardi della storia d'Italia: smontare alcuni tenaci luoghi comuni e far cadere alcuni miti consolatori. Per la verità, per noi il compito non dovrebbe essere particolarmente difficile considerando come già da circa venti anni la sinistra ha provveduto a portare avanti l'opera di demolizione di se stessa. La sinistra, come l'abbiamo conosciuta negli ultimi venticinque anni circa, non esiste più".‎

‎Renzi Matteo‎

‎Un'altra strada. Idee per l'Italia di domani‎

‎brossura Come può ripartire un percorso riformista per l'Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un'avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l'Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all'insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l'autore dà forma a una nuova narrazione dell'avvenire, fermamente convinto che «se l'Italia fa l'Italia, non ce n'è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C'è un'altra strada. Mettiamoci in cammino».‎

‎Calogero Guido‎

‎L'ABC della democrazia. Con il primo manifesto del liberalsocialismo‎

‎br. Una democrazia svuotata di senso e prospettive ha bisogno di ritrovare la sostanza, i suoi valori fondanti. Basta leggere alcuni passaggi di questo scritto del filosofo Guido Calogero per coglierne l'importanza e l'attualità. Introduzione di Maurizio Viroli.‎

‎Veca Salvatore‎

‎Qualcosa di sinistra. Idee per una politica progressista‎

‎br. "Sono gli anni in cui dalle nostre parti, in Europa e in giro per il mondo, la sinistra conosce un inesorabile destino di perdita e dissipazione. Perdita di popolo e di consenso e dissipazione di culture che sono eredi, nel bene e nel male, di una grande storia che sembra ormai irrevocabilmente alle nostre spalle." Per la prima volta nella nostra storia repubblicana una politica populista e sovranista occupa il discorso pubblico e lavora per smantellare la prospettiva di civiltà e di arte della convivenza nella diversità. Secondo Salvatore Veca, c'è un compito difficile ma ineludibile al quale non possiamo sottrarci: "Ragionare insieme sulla prospettiva alternativa di una sinistra europea per il ventunesimo secolo". Rinunciare a questa sfida significa arrendersi a una classe politica disposta a cancellare il principio della pari dignità per tutti e l'impegno a rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona. Eppure, abbiamo ragioni fondamentali contro la trasformazione della democrazia in oligarchia, in dominio della maggioranza, in tirannia populistica. Abbiamo ragioni fondamentali contro la demonizzazione del disaccordo e del dissenso, che sono invece il succo della democrazia. Abbiamo ragioni fondamentali contro lo spettro che ritorna e si aggira, dalle nostre parti, di una società castale, caratterizzata da una crescente e intollerabile forbice delle disuguaglianze economiche e sociali. Questo libro ricorda alla sinistra ciò che ha perso: l'idea di sviluppo umano come libertà di chiunque, ovunque. E compie il gesto coraggioso di aprire un dibattito, per ragionare insieme e restituire al presente un futuro disegnato da una nuova visione politica.‎

‎Onnis Omar; Sabino Cristiano‎

‎Falce e pugnale. Per un socialismo di liberazione nazionale‎

‎br.‎

‎La sinistra eretica. Da Lombardi a Varoufakis per il futuro dell'Europa‎

‎br. "È giunto il momento che i progressisti formino un movimento di base per la giustizia globale: mobilitare lavoratori, donne e uomini, privi di diritti civili in tutto il mondo dietro una visione condivisa di democrazia, prosperità, sostenibilità e solidarietà." (Da Open Call - Join Us!)‎

‎Machajski Jan Waclaw; Skirda A. (cur.)‎

‎Il socialismo degli intellettuali. Critica ai capitalisti del sapere‎

‎br. La classe colta ha da sempre costituito il pilastro spirituale del potere dominante, i suoi membri ne sono stati i buffoni zelanti, i contabili devoti, i pennivendoli servili e all'interno d'una società in cui la Tecnica è al contempo suo mezzo e sua metafisica, il sapere del «lavoratore intellettuale» diventa indispensabile alla manutenzione delle sue strutture e del suo dominio. Governare per mezzo del sapere - la «Tecnocrazia» -, questo smaschera già all'inizio del XX° secolo J. W. Machajski, andando a colpire non il facile bersaglio della reazione e delle destre conservatrici, bensì, scardinando il cuore stesso della teoria di Marx, le «anime belle» del Comunismo-Socialista di quell'intelligencjia che si dichiara «dalla parte dei deboli», pronta ad «aiutare» le masse (ovviamente «ignoranti»), il cui vero scopo è però quello di ancorare il proprio potere alla loro più «alta coscienza del sapere», utilizzata per assumere funzioni direttive e di gestione, garante e usufruttuaria al contempo, del sistema di sfruttamento, in entrambe le sue «forme storicamente conosciute»: quella capitalista liberale e l'altra di matrice socialista.‎

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