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?i?ek Slavoj
Problemi in paradiso. Il comunismo dopo la fine della storia
br. La caduta del Muro di Berlino venne descritta come la fine della Storia, la porta aperta verso un paradiso lastricato dal capitalismo. Ma che fine ha fatto questo paradiso? Lo vedete da qualche parte? La crisi globale produce da noi gli eterni precari, la tragica disoccupazione giovanile la demolizione del welfare, la gigantesca evasione fiscale, la crescita di povertà e disuguaglianza; altrove, decine di guerre, centinaia di milioni di schiavi (letteralmente schiavi, più che in qualsiasi altro periodo dell'umanità) e miliardi di sfruttati. Slavoj Zizek, secondo molti il più influente filosofo al mondo, non ha dubbi: è arrivate il momento di svelare le menzogne del capitalismo e di lavorare per superarlo. Ma come? Esaminando le caratteristiche della globalità capitalista, le costrizioni ideologiche entro cui ci dibattiamo ogni giorno, le ben magre prospettive che la persistenza del sistema lascerebbe all'umanità; esplorando le potenzialità e le trappole delle nuove lotte d'emancipazioni sparse per il mondo; sostenendo con forza che una fuoriuscita dal capitalismo si potrà avere solo attingendo all'ispirazione, storica e ideale, delle lotte comuniste, socialiste, comunitarie. È quanto fa in questo libro, immergendo nel fuoco dell'argomentazione materie così diverse come il Cangnam Style e Marx, la Thatcher e i film di Hollywood. "Problemi in paradiso" è dunque un'acuta (e godibile) analisi del mondo in cui viviamo e una felice prefigurazione di quello che, speriamo, verrà.
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?i?ek Slavoj; Manganelli M. (cur.)
Lenin oggi. Ricordare, ripetere, rielaborare
br. A un secolo dalla rivoluzione d'ottobre, Slavoj Zizek ci parla di Lenin e soprattutto lo fa parlare attraverso i suoi scritti. Colui che è stato definito il filosofo più pericoloso dei nostri giorni si confronta con il più celebre rivoluzionario dello scorso secolo, proponendoci di rileggerlo: 11 ricordo, la ripetizione e la rielaborazione del pensiero di Lenin forniscono ancora oggi importanti suggerimenti per la critica e la lotta al capitalismo. Per questo Zizek ha selezionato alcuni testi scritti dal leader bolscevico non alla presa del potere, avvenuta nel 1917, ma negli ultimi anni di vita: Lenin doveva far coesistere gli obiettivi rivoluzionari con il governo di un paese la cui popolazione era stremata dalla guerra e dalla fame, nonché distribuita su un territorio enorme, e confrontarsi con i limiti pratici delle teorie comuniste, traendo però dal rischio del fallimento sempre nuove spinte a immaginare percorsi di rivoluzione. Oggi, dunque - sostiene Zizek - l'importanza fondamentale di Lenin risiede proprio nella sua volontà di confrontarsi lucidamente con la realtà, anche quando si rivela scomoda per i nostri ideali, senza ricette prefissate, unendo spirito pragmatico e immaginazione. È proprio di fronte a uno stallo come quello in cui la sinistra internazionale e la politica globale si trovano oggi -questa è la grande lezione di Lenin - che i rivoluzionari cercano nuove vie.
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Negri Antonio; De Michele G. (cur.)
Galera ed esilio. Storia di un comunista
br. Il 7 aprile 1979, Toni Negri e tanti suoi compagni vengono arrestati in nome di un teorema giudiziario - il celebre «teorema Calogero»: i «professorini» che guidavano Autonomia Operaia erano i capi occulti del terrorismo brigatista - che la storia e i processi smentiranno completamente. Negri fu tra le principali vittime di questa persecuzione, che venne presto percepita come tale da ampi settori dell'opinione pubblica nazionale e internazionale. Questo libro parte da quel 7 aprile e racconta gli anni tremendi delle carceri, speciali e no, su e giù per l'Italia, ma sempre irrimediabilmente distanti dal mondo di «fuori»; racconta i processi, l'assurdo kafkiano che volge in tragedia shakespeariana; racconta poi la vicenda dell'elezione in Parlamento nelle file del Partito Radicale, i tristi giochi della politica, la necessità della fuga in Francia. Infine Parigi, la fragile stabilità della vita dell'esule... E in tutti questi anni: lo studio, il lavoro filosofico e politico. Prosegue con questo secondo volume "Storia di un comunista": un'autobiografia intellettuale e sentimentale che è anche la biografia di un'intera generazione e un pezzo di storia d'Italia e d'Europa spesso rimosso o deformato. Si tratta, qui, del racconto di una vita quasi distrutta, ma tenacemente coerente; e di luoghi, relazioni, sodalizi, amicizie, inimicizie... Soprattutto, del procedere continuo di una curiosità inesauribile, della lotta per la dignità della vita: «La lotta deve tenerci vivi».
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Raufeisen Thomas
Il giorno in cui nostro padre ci rivelò di essere una spia della DDR
brossura Una spia della Stasi nella Germania dell'Ovest, che ha sempre nascosto la sua attività alla famiglia, rischia di essere scoperta e decide di fuggire all'Est con moglie e figli. Michael e Thomas, però, soffrono per la perdita della loro "vera" vita, senza riuscire ad adattarsi alla nuova. Mentre la situazione si fa sempre più insostenibile anche per i genitori, la famiglia decide di tentare il ritorno in Occidente. Ma la strada verso casa sarà lunga, irta di pericoli, forzose battute d'arresto e, purtroppo, non aperta a tutti: la storia drammaticamente vera di una famiglia tedesca in trappola tra due sistemi politici contrapposti.
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Derrida Jacques
Gli spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale
brossura
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Adamczak Bini
Il comunismo raccontato a un bambino (e non solo)
ill., ril. Che cos'è davvero il comunismo, e quale modello di società rappresenta? Come ha cambiato la storia, perché è considerato rivoluzionario e in cosa invece ha sbagliato? L'attivista politica Bini Adamczak ce lo spiega come se fosse una favola ricca di humour e con un pizzico di magia: principesse gelose, bifolchi spodestati, padroni malvagi, lavoratori sfruttati, fabbriche parlanti... non manca proprio nessuno. Preparatevi a entrare in un mondo incantato, ma in cui ogni avvenimento è realmente accaduto. E il lieto fine? Solo noi possiamo scriverlo.
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Papini M. (cur.)
C'era una volta il Pci. Storia della federazione anconetana (1944-1991)
ill., ril.
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Giacomini Ruggero; Höbel Alexander
Antonio Gramsci. Nell'ottantesimo della morte
ill. "La classe operaia possiede un elemento del successo: il numero; ma il numero pesa nella bilancia solo quando è organizzato e consapevole del fine". Così Carlo Marx, nell'Indirizzo inaugurale dell'Associazione Internazionale degli Operai, 1864. Coscienza e organizzazione sono dunque le gambe del processo di emancipazione. Con questa collana la Scuola di formazione politica "Gramsci-Togliatti" del Pci, inaugurata nel 2016 a Campoleone di Lanuvio, intende offrire ai compagni e alle compagne "argomenti" che possano essere di stimolo e occasione di approfondimento.
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Forte Giovanni
I gerarchi. Uomini e vicende del Partito Nazionale Fascista
br. Conclusa la marcia su Roma, con l'avvenuta nomina di Mussolini a capo del governo, all'interno del PNF si aprì immediatamente la discussione su quale ruolo dovesse avere il partito nella formazione del nuovo stato fascista. Le diverse visioni del partito che avevano questi uomini vennero a galla subito dopo la conquista del potere da parte di Mussolini. Partendo da questi momenti, l'autore ha cercato di ripercorrere le vicende che parallelamente videro protagonisti i fascisti e il Partito Nazionale Fascista, analizzandoli ed esplicitandoli con l'ausilio di elaborazioni statistiche; le quali daranno al lettore utili strumenti per una comprensione a tutto campo delle tesi sostenute nel volume.
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Morante Elsa
Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe né partito)
br. Un manifesto in tredici punti per dire l'onore e il disonore dell'uomo. Un testo limpido e fortissimo, nella lingua dei grandi libri della Morante. Seguito da una lettera alle Brigate Rosse. Con una nota di Goffredo Fofi.
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Castellina Luciana
Siberiana
ill., br. Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani attraversa la Russia asiatica. In occasione della Fiera del libro di Mosca, la delegazione viene accompagnata attraverso i profondi cambiamenti della Russia, dal centro alle periferie dell'impero, cinque fusi orari e seimila chilometri da Mosca. La convivenza nei vagoni della Transiberiana, affacciati per centinaia di chilometri sui boschi di betulle, trasforma presto gli ospiti in una brigata allegra che colora il viaggio dei toni di un'inattesa gita scolastica. La cronaca di Luciana Castellina ha la ricchezza di uno scavo archeologico - e come quello riserva molte sorprese - attraverso i diversi strati che l'aspra terra siberiana rivela allo sguardo acuto della scrittrice: all'esplorazione di un presente aperto e contraddittorio si sovrappongono la memoria personale di una testimone appassionata e la storia di popoli, avvenimenti e personaggi scoperti tra le pieghe del passato. Al ritorno, restano alla viaggiatrice un agrodolce "mal di Russia" e il "rovello che ti lascia una società difficile da capire. E infatti, poi, non si smette di cercare".
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Gramsci Antonio; Chimenti E. (cur.)
Cara compagna. Lettere amorose ai Giulia Schucht
br. L'amore di Antonio Gramsci per la compagna Giulia Schucht, nelle lettere dalla lontananza (agosto 1922-novembre 1926) e dal carcere (novembre 1926-gennaio 1937). Il comunismo, la lotta politica, i sentimenti, i figli, le incomprensioni, il desiderio, la prigionia, lo sconforto: un legame amoroso vissuto in forma epistolare, nel tormento della separatezza e col nutrimento della speranza. "Sono, è vero, da molti, da molti anni abituato a pensare che esista una impossibilità assoluta, quasi fatale, che io possa essere amato...". "Il mondo è veramente grande e terribile: esso ci circonda di una immensa muraglia di spazio e di tempo, contro cui la nostra testa batte senza risultato". "Quante volte mi sono domandato se legarsi a una massa era possibile quando non si era mai voluto bene a nessuno, neppure ai propri parenti, se era possibile amare una collettività se non si era amato profondamente delle singole creature umane". "Ti abbraccio forte forte, ti tengo la testa fra le mani per guardarti negli occhi e baciarli, e dopo gli occhi ti bacio la bocca...".
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Neglie Pietro
Il pericolo rosso
brossura
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Brambilla Michele
L'eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti»
br. Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò "sedicenti" le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti "borghesi" si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioè che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: "Ho famiglia".
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Sanguineti Edoardo
Come si diventa materialisti storici
br. In questo breve saggio, scritto per il compleanno di Pietro Ingrao, Sanguineti "racconta", con un linguaggio accattivante e provocatorio, il proprio percorso di formazione rivendicando con forza l'attualità del pensiero marxista e del materialismo storico così come si e sviluppato nel corso del Novecento grazie all'apporto di alcuni grandi pensatori come Benjamin e Lukács. La strada indicata dal grande intellettuale genovese non si ferma qui. In queste pagine Sanguineti torna a parlare di "nuovo proletariato" e di "lotta di classe", lanciando un dibattito destinato a far discutere.
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Secchia Pietro; Graziosi M. (cur.)
Il partito, le masse e l'assalto al cielo
brossura
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Marx Karl; Sgrò G. (cur.)
Risultati del processo di produzione immediato. Il «capitolo sesto inedito» del primo libro de «Il capitale»
br. Il presente volume contiene la traduzione integrale della parte superstite del manoscritto del 1863-1865 concernente il primo libro de "Il capitale". Si tratta di tre blocchi di testo: alcune pagine singole, il capitolo sesto sui risultati del processo di produzione immediato e alcune note sparse. Come emerge chiaramente dalla introduzione e dalle note del curatore, il Capitolo sesto è un'opera di decisiva importanza, sia perché ci offre una "istantanea" dell'immane e diuturno lavoro di esposizione della critica dell'economia politica - che a più riprese impegnò Marx per più di trent'anni -, sia perché rappresenta un "riassunto" del primo libro de "Il capitale" redatto dal suo stesso autore, sia perché contiene approfondimenti teorici e spunti "preveggenti" che non si ritrovano nella edizione a stampa del primo libro de "Il capitale".
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De Rosa G. (cur.); Lomastro F. (cur.)
La morte della terra. La grande «carestia» in Ucraina nel 1932-33. Atti del Convegno (Vicenza, 16-18 ottobre 2003)
br. Durante gli anni 1932-33 milioni di contadini ucraini morirono a causa della mancanza di viveri, dello sfinimento fisico, del tifo, delle deportazioni, dei suicidi provocati dallo squilibrio psichico e dal collasso sociale. È quella che viene ricordata come la grande "carestia" in Ucraina e nel Caucaso del nord. Una carestia molto particolare, non dovuta a condizioni naturali avverse, ma alle scelte staliniane nella politica di collettivizzazione delle campagne e di industrializzazione dell'Unione Sovietica. Studiosi italiani e stranieri riesaminano in questo libro le vicende di quegli anni terribili, l'eco che ebbero nel mondo, i riflessi nella letteratura, le conseguenze sulla società ucraina che arrivano fino ai nostri giorni.
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Ultimo Clemente
Corea del Nord. Storia, geopolitica e vita quotidiana del Paese «eremita»
br. Una terribile dittatura o un Paese minacciato dalle ingerenze straniere? Uno Stato comunista fuori dal tempo o un regime in continua evoluzione? La Corea del Nord appare come un microcosmo chiuso e inaccessibile, un "regno eremita" governato da un Leader folcloristico e a tratti sanguinario, che suscita preoccupazione e curiosità. Eppure, nella recente corsa al riarmo nucleare, Pyongyang ha saputo tenere in scacco gli Stati Uniti di Donald Trump, occupando le cronache internazionali. Questo libro cerca di rispondere ai tanti interrogativi che affollano i media mainstream: il percorso storico che ha portato alla nascita delle due Coree, i conflitti che hanno ridisegnato la geografia dell'Asia, il lungo corso della dinastia Kim, l'analisi di uno scacchiere geopolitico nel quale si intrecciano l'espansionismo cinese, il riarmo giapponese e il conseguente timore americano. Un viaggio nel cuore di una Nazione "aliena", arricchito dalle testimonianze di esperti e dissidenti: dalla militarizzazione della società alla dottrina del Juche, dall'identità culturale al profilo umano e politico dei suoi protagonisti, dalle condizioni economiche del Paese alla vita quotidiana del suo popolo.
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Mariategui José Carlos
Difesa del marxismo
br. L'autore, pensatore latinoamericano (1894-1930), presenta - nel suo contributo teorico più importante, - significative analogie con il pensiero di Antonio Gramsci, tanto da far coniare e accettare il neologismo di "Gramsciateguismo", per indicare il suo recupero della soggettività rivoluzionaria contro le letture positiviste del marxismo e contro ogni interpretazione totalizzante della realtà.
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Rubel Maximilien; Centro di iniziativa Luca Rossi (cur.)
Karl Marx. Saggio di biografia intellettuale. Prolegomeni a una sociologia etica
brossura
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Corvisieri Silverio
Bandiera rossa nella resistenza romana
brossura
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Werner Ruth
Olga Benario. Una vita per la rivoluzione
br. Olga Benario ha vissuto una intensa vita di rivoluzione, amori e drammi tra Monaco, Berlino, Mosca e Rio de Janeiro. Nata nel 1908 a Monaco, Olga si iscrive a 15 anni alla Gioventù Comunista. Insieme a Otto Braun si trasferisce a Berlino, dove nel 1927 viene arrestata con l'accusa di alto tradimento. Mentra lei riacquista la liberà per vie legali, Otto Braun rischia invece 20 anni di carcere. Con una spettacolare azione armata (oggi direbbero terroristica) Olga riesce a far evadere Otto Braun dalla prigione di Moabit. Entrambi riparano poi nell'URSS, dove vengono accolti trionfalmente. L'Internazionale Comunista la manda in Brasile assieme a Louis Carlos Prestes per prendere contatto con il PCB che conta anche sull'appoggio di taluni settori dell'esercito. Nel 1936, dopo il fallimento di un tentativo di insurrezione, viene arrestata ed infine estradata in Germania malgrado fosse incinta. Verrà "giustiziata" nella camera a gas del lager di Bemburg nel 1942 in quanto ebrea comunista.
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Tiskov A. V.; Chiaia A. (cur.); Cecchetti O. (cur.)
Dzerzinskij «il giacobino proletario di Lenin». Una vita per il comunismo
ril.
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Borgognone Paolo
Il fallimento della sinistra «radicale»
br.
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De Benedetti Riccardo
La fenice di Marx. Come e perché il comunismo vive ancora in mezzo a noi
br. Il funerale del comunismo è stato davvero celebrato sulle pietre del Muro di Berlino nel 1989? Forse no. Questo saggio denuncia i sintomi e gli effetti culturali e politici della sua singolare sopravvivenza nel linguaggio, nel dibattito di certi intellettuali italiani e stranieri, negli atteggiamenti del mondo no-global, in una cultura di sinistra che ancora sta facendo i conti con la mancata realizzazione storica di un ideale di emancipazione sociale. Per molti "fedeli" all'idea, questa categoria conserva una sua efficacia a dispetto delle applicazioni pratiche dei regimi dell'Est Europeo, di quello cinese e cubano, che per quasi un secolo sono stati il laboratorio di una ideologia che ha lasciato sul terreno orrori, miserie e molte vittime.
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Benoist Alain de
Nazismo e comunismo
br.
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Evola Julius; Iacona M. (cur.)
Anticomunismo positivo. Scritti su bolscevismo e marxismo (1938-1968)
br.
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Giachetti Diego
Un sessantotto e tre conflitti. Generazione, genere, classe
br. Nelle società industriali degli anni Sessanta e Settanta del Novecento si verificarono in contemporanea tre tipologie di conflitto: generazionale, di genere e di classe. Protagonisti di questi conflitti furono i giovani. La ribellione giovanile fu inizialmente una rivolta individuale, dei singoli nei confronti dell'autorità familiare e di una società avvertita come opprimente. Si espresse tramitew l'assunzione di nuovi stili di vita, trasformandosi successivamente in legame generazionale fino a diventare movimento sociale di contestazione. I giovani, unitamente alla ripresa della lotta operaia e alle rivendicazioni del neofemminismo, si costruirono in generazione politica. Una nuova generazione sviluppò quindi la consapevolezza che non era sufficiente sostituire gli adulti nella direzione della società, ma che occorreva ristruttrare i ruoli e la posizione delle classi per trasformarla in modo radicale e collettivo.
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Cafiero Carlo
Compendio del «Capitale»
ill., br. La prima edizione del Compendio del Capitale di Marx curata da Cafiero esce a Milano nel 1879. Da allora si sono succedute ben 18 edizioni. Una fortuna che premia un testo sintetico e chiaro nell'esposizione dell'opera marxiana, il primo del suo genere in Italia, che lo stesso Marx elogia con parole di apprezzamento. Curioso destino questo del Capitale, che ha la sua prima diffusione proprio grazie agli anarchici, avversari della politica marxista. Il motivo di tale iniziativa lo spiega bene lo stesso Cafiero nella sua prefazione alla prima edizione, imputando alla complessità di un'opera fondamentale del pensiero socialista contemporaneo la difficoltà di essere compresa dalle classi meno acculturate. Cafiero coglie con sorprendente lucidità gli elementi principali del primo libro del Capitale, quello sullo sviluppo della produzione capitalista, unendo ad un'analisi scientifica la passione per la conoscenza e la giustizia sociale.
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Giannotti Andrea
Tra partito e KGB. Per una ricostruzione del ruolo di Jurij Andropov nella politica sovietica
br. Questo volume rappresenta uno studio sul personaggio che ha guidato il servizio segreto più famoso della storia dal 1967 al 1982, quando venne eletto Segretario del Partito comunista dell'Unione Sovietica. Lavorando negli archivi russi e valendosi di testimonianze dirette, l'autore ricostruisce i diversi momenti della carriera di Andropov, da Budapest, dove fu ambasciatore durante la crisi del 1956, ai quindici anni alla Lubjanka. Fu lui a riformare il KGB e a consegnarlo alla mitologia dello spionaggio internazionale. Struttura e rapporti con il partito sono analizzati unitamente al ruolo giocato nelle crisi di Praga, Afghanistan e Polonia e nella repressione del dissenso. Ma Andropov, durante la sua breve segreteria dal 1982 al 1984, fu anche il protettore di Gorbacëv e il primo iniziatore di un grande processo di trasformazione dell'economia che sarebbe divenuto noto come Perestrojka. Andropov fu il primo capo di Stato russo a provenire dai servizi segreti. Il secondo è stato Vladimir Putin che, in più occasioni, ha manifestato apprezzamento per il suo predecessore. Giannotti offre così non solo un saggio storico, ma anche una chiave per comprendere la politica russa contemporanea, tracciando un quadro che dagli anni Trenta arriva alle elezioni presidenziali del 2018.
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Mao Tse-tung
La rivoluzione non è un pranzo di gala. Scritti militari
br. Dopo essere stato esaltato nelle piazze di tutto il mondo occidentale, da Berkeley a Parigi, da Roma a Francoforte, dove il suo libretto rosso veniva energicamente sventolato nelle manifestazioni dei giovani contestatori, il "Grande timoniere" è stato frettolosamente rimosso e dimenticato, insieme agli altri protagonisti del comunismo che per quasi tutto il ventesimo secolo furono il modello alternativo a quello occidentale. In realtà, il pensiero politico e soprattutto militare di Mao Zedong presenta una profondità e una lucidità notevolmente attuali, considerato il risorgere della potenza cinese, sempre basata sul pensiero confuciano, nonostante l'apparenza prima marxista e ora capitalista della sua politica. Un autore che vendette centinaia di milioni di copie in tutto il mondo, ma che da anni non è più presente in libreria. Introduzione di Piero Visani.
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La Villa Pina
Aleksandra Kollontaj. Marxismo e femminismo nella rivoluzione russa
br. Due grandi rimozioni hanno interessato la storia della Rivoluzione russa: la prima relativa al suo valore politico e, soprattutto, sociale; la seconda riguardante la presenza e il ruolo delle donne in questo spartiacque della storia mondiale. Attraverso la biografia di Aleksandra Kollontaj, tra i protagonisti più importanti del panorama rivoluzionario russo, si snoda il racconto di quegli anni in cui la donna e la sua condizione di cittadina e lavoratrice sono poste al centro del dibattito grazie all'azione politica di figure come la sua. Famiglia, maternità, sessualità, parità di diritti: tematiche attuali ancora oggi e, ad un secolo di distanza, nodi ancora non del tutto risolti.
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Dessì Sandru; Faedda Viviana
Il mondo di Antonio Gramsci. Ediz. italiana, sarda e inglese. Vol. 1: Da Ales alla Rivoluzione russa
ill., br. La biografia di Antonio Gramsci, in una versione trilingue (Italiano, Sardo, Inglese), raccontata attraverso i disegni e i fumetti di Sandro Dessì e Viviana Faedda, in un arco di tempo che va dalla nascita ad Ales, fino al trasferimento a Torino. L'opera, attraverso il linguaggio del fumetto e dell'illustrazione, ripercorre quest'itinerario - partendo dal quotidiano e dai luoghi che hanno contribuito a determinarne la non comune personalità, alle piccole comunità fino alle grandi metropoli industriali - fermandosi a Torino (Primo Volume), per poi proseguire a Mosca, Vienna, Roma (Secondo Volume) e infine alla logorante vita carceraria, in giro per la Penisola fino alla sua morte, avvenuta il 27 aprile 1937 (Terzo Volume).
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Borroni Roberto
Pombo. Dalla Sierra Maestra a La Higuera: dieci anni con Che Guevara
brossura Harry Villegas è un ragazzo afrocubano di diciassette anni. Dopo il colpo di stato di Fulgencio Batista del 1952, Villegas aderisce alla lotta contro la dittatura e incontra, nel 1957 a Canabacoa, sulla Sierra Maestra, il leggendario guerrigliero argentino Ernesto Guevara: il Che. Diviene la sua guardia del corpo e partecipa a tutta la campagna dell'esercito ribelle di Fidel Castro fino all'ingresso trionfale a L'Avana e alla vittoria della revolucion. Nasce tra il Che e Harry Villegas una profonda amicizia che porterà il giovane afrocubano a seguire il Che prima in Congo e poi nella tragica esperienza boliviana. Il libro, attraverso la testimonianza di Harry Villegas, a cui il Che in Congo aveva dato il nome di battaglia di Pombo, ricostruisce le tappe più significative dei dieci anni che Pombo ha passato al fianco del Che Guevara. L'ambiente in cui si snoda il racconto di Pombo è la Cuba rivoluzionaria, con le sue utopie e il paesaggio lussureggiante che Cristoforo Colombo definì come " luogo tra i più belli che mai l'occhio umano abbia potuto ammirare". Poi il Congo, dove un pugno di internazionalisti cubani si recò per aiutare un popolo che si era da poco liberato dal colonialismo. E infine la Bolivia, con i suoi altipiani e la giungla inospitale.
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Vallepiano Roberto
Ufficio sinistri. Il buco nero in cui è scomparsa la sinistra
br. In questo libro la protagonista è una sinistra più aggettivo qualificativo che soggetto. L'autore immagina le pagine come una piccola cassetta degli attrezzi, una bussola per orientarsi nel mare in burrasca di questo terremotato presente, uno strumento per interrogarsi sul livello di deprivazione emotiva che la nostra società ha raggiunto. Sulle dimensioni del deserto interiore che ci circonda. Il genere dell'opera è un saggio di analisi politica e di controinformazione. Lo spazio e il tempo dell'azione sono incentrati all'attualità del nostro paese, ma si dilatano a livello temporale dalla Rivoluzione Francese, al Socialismo del 21° Secolo che caratterizza i paesi dell'ALBA e spazia dall'Europa all'America Latina con frequenti incursioni nel medioriente, nel mondo arabo e nelle altre zone calde di cui quotidianamente ci parla la cronaca geopolitica. I suoi capitoli rappresentano una foto di gruppo dissacrante e irriverente di una fetta consistente del nuovo potere italiano. Questo libro parla della sinistra e lo fa senza peli sulla lingua, ne narra i ripetuti tradimenti, la viltà, il sistematico opportunismo dei suoi dirigenti ed autoproclamati leader. Dunque la peculiarità di questo saggio è che la sinistra diviene al tempo stesso la protagonista e l'antagonista di se stessa. Lo stile è asciutto ma evocativo. Il tempo verbale al presente, con alcuni salti temporali nel passato prossimo e remoto, aiuta l'autore a raccontare gli eventi in modo lineare e con una struttura colloquiale, senza ricercatezze superflue. La narrazione è immediata e il linguaggio diretto e comunicativo.
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Forlani Francesco
Manifesto del comunista dandy
br.
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Cafiero Carlo
Il capitale di Karl Marx. Compendio dialogo fra Crepafame e Succhiasangue
br. L'operaio ha fatto tutto; e l'operaio può distruggere tutto, perché tutto può rifare. È stato il ferro e il fuoco che ha preparato al capitale l'ambiente necessario per svilupparsi, la massa di forze umane destinate a nutrirlo; e se oggi non è più il ferro e il fuoco il mezzo ordinario della sempre crescente accumulazione, è perché v'ha un altro mezzo, in sua vece, molto più inesorabile e terribile, una delle moderne gloriose conquiste della borghesia, un mezzo che forma parte necessaria del congegno stesso della produzione capitalista, un mezzo che agisce da sè solo, senza fare tanto strepito, senza produrre scandalo, un mezzo infine perfettamente civile: la fame. E per chi si ribella alla fame, sempre e poi sempre ferro e fuoco.
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Castaldo Michele
Marx e il torto delle cose. 1871-1917-2017
ril. Michele Castaldo propone un lavoro di analisi su due grandi avvenimenti rivoluzionari, La Comune di Parigi del 1871 e l'Ottobre del 1917 in Russia, ponendo al centro della sua ricerca le classi proletarie. Le due maggiori correnti ideali del Novecento che si sono fatte interpreti dell'emancipazione del proletariato, quella marxista e quella anarchica, si sono fermate ad un'analisi dello Stato, immolazione per gli uni soppressione per gli altri, senza affrontare il modo di produzione capitalista che ne è l'attuale fondamento, non immediatamente percepibile per la sua modalità impersonale di agire. Molti hanno pensato che il comunismo sarebbe stato la conseguenza naturale della presa del potere da parte della classe operaia e che si sarebbe realizzato con il possesso dei mezzi di produzione, senza porsi il problema di come questi determinano i meccanismi del modo di produzione. Una delle conclusioni di questo lavoro è che non basta il passaggio di proprietà dei mezzi di produzione dagli sfruttatori agli sfruttati, o dai capitalisti ai proletari, per uscire dal modo di produzione capitalista, perché questo passaggio non solo non lo sopprime ma neanche lo muta.
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Saggioro Sandro
In attesa della grande crisi. Storia del Partito Comunista Internazionale «il programma comunista» (dal 1952 al 1982)
ill. Questo nuovo libro di Sandro Saggioro è in continuità con quello che nel 2010 ha dedicato al Partito comunista internazionalista degli anni 1942-1952 (Né con Truman né con Stalin, Edizioni Colibrì). Il partito di cui si traccia la storia è il solo che abbia contato nei suoi ranghi Amadeo Bordiga dopo l'estromissione dal Partito comunista italiano (già d'Italia) inflittagli nel 1930 da un gruppo dirigente ormai acquisito allo stalinismo e perduto per la rivoluzione. Questa formazione si può quindi dire bordighiana, anche se così facendo si contravviene alla rigida consegna teorica e pratica di Bordiga e ci si espone quindi alle sue "tremende" bacchettate. Il Partito Comunista Internazionale attraverso il suo organo di stampa, "Programma comunista", ha veicolato il pensiero di Bordiga che è stato una originale lettura del marxismo. L'ordinamento del partito, peculiarmente diverso da quello leniniano, è il modello partitico bordighiano basato su una elaborazione dottrinaria che ha come base un centralismo politico e organizzativo, questo è stato messo alla prova nel trentennio che corre fra il '51 e l'inizio degli anni '80 e questa avventura è qui ben documentata.
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Galli Carlo
Marx eretico
br. Le ambiguità di un pensiero forte. Filosofo, economista, profeta dell'ultima eresia teologico-politica dell'Occidente: l'opinione mondiale si divide fra quanti lo considerano eroe e salvatore del proletariato e quanti vedono in lui il demone simbolo di ogni male. Marx è stato a lungo oggetto di interpretazioni e sentimenti disparati, fino a diventare un'icona resa neutra dalla storia, ritratta nel granitico monumento davanti alla Piazza Rossa di Mosca e posta di fianco a Oliver Hardy sulla copertina di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. A due secoli dalla nascita, una lucida riflessione sull'incompiutezza del suo pensiero forte, sulle cause del suo successo, sulle sue contraddizioni, sconfitte, ambigue vittorie.
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Mustè Marcello
Marxismo e filosofia della praxis. Da Labriola a Gramsci
br. Nello sviluppo del marxismo europeo il contributo del pensiero italiano manifesta una spiccata peculiarità, che trova nella formula della "filosofia della praxis" una sintesi efficace. Dagli scritti di Antonio Labriola alle ultime note di Antonio Gramsci, con la mediazione di autori quali Benedetto Croce, Giovanni Gentile e Rodolfo Mondolfo, la filosofia della praxis diventa il fulcro di una ricerca innovativa, che si connette a motivi profondi della tradizione nazionale (dal Rinascimento alla "riforma della dialettica" di Bertrando Spaventa) e che tende alla elaborazione di un diverso senso della "ortodossia". Nel pensiero di Gramsci la parabola del marxismo italiano si stringe nei temi della costituzione del soggetto politico, della natura della democrazia moderna e del nesso tra cosmopolitismo e storie nazionali. Le grandi categorie della meditazione gramsciana riflettono così una lunga vicenda storica e teorica (che il libro ricostruisce in maniera dettagliata) e dischiudono prospettive ancora attuali per la comprensione del presente.
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Della Volpe Galvano; Prospero M. (cur.)
La libertà comunista
br.
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Fiocco Gianluca
Togliatti, il realismo della politica. Una biografia
br. Il volume ricostruisce la vita politica e intellettuale di Palmiro Togliatti (1893-1964), per quarant'anni guida del PCI e dirigente autorevole del movimento comunista internazionale. Il suo complesso e travagliato cammino, dalla militanza nel gruppo ordinovista all'ultimo appello di Jalta, riflette esemplarmente speranze e tragedie del Novecento. La narrazione si sofferma in particolare sul periodo successivo al suo ritorno in Italia nel 1944, quando diventa uno dei principali fondatori del nuovo Stato repubblicano. Un filo rosso del libro è l'esplorazione dell'"officina" di Togliatti, per scoprirne la strumentazione concettuale, le categorie interpretative e le conseguenti visioni e proposte politiche. Sulla base delle più recenti acquisizioni storiografiche e della documentazione presente negli archivi della Fondazione Gramsci, il testo intende contribuire a una piena storicizzazione della figura di Togliatti, evidenziando alcuni dei suoi lasciti principali: l'analisi del fascismo e dell'organizzazione della società di massa; l'apporto alla costruzione di una cittadinanza democratica in Italia; la fortuna di Gramsci come classico del pensiero politico.
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Caillois Roger
Descrizione del marxismo
br. Descrivere una potente ideologia come illusione durevole, questo l'intento dello studio di Roger Caillois. Quando l'oggetto della descrizione stessa è il marxismo, il presunto nucleo teorico del pensiero del filosofo tedesco di nome Karl Marx, ideologia e illusione suonano però oggetti meritevoli di un interesse specifico. Occorre mostrarne il reale funzionamento, la struttura dottrinaria e, soprattutto, la loro trasformazione in un'ortodossia esigente e inconfutabile, proprio come fosse una scienza. L'argomentazione di Caillois, in realtà, tocca il nervo scoperto del Novecento politico: il rapporto necessario e pure contraddittorio con la scienza del complesso dottrinario sostenuto allora dal blocco statuale sovietico e dai potenti partiti comunisti occidentali. Oppure da chiunque potenzialmente avesse voluto approfittare delle certezze che offre il metodo scientifico per affermare una visione del mondo o una tattica politica di dominio e potere. A cosa serve un'ortodossia se non a confermare con il ricorso a una scienza piegata ai dogmi di partito qualcosa che appartiene di diritto alle libere scelte politiche degli uomini nel loro comporsi e disfarsi in partiti e fazioni? Dalla "philosophia ancilla theologiae" a una "scientia ancilla politicae" il passo è breve e il marxismo ha cercato di compierlo fino a dissolversi. Prefazione di Riccardo De Benedetti.
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Bellofiore Riccardo
Le avventure della socializzazione. Dalla teoria monetaria del valore alla teoria macro-monetaria della produzione capitalistica
br. Dagli anni Settanta del secolo scorso si sono diffusi nuovi approcci alla lettura di Marx in termini di "teoria monetaria del valore". Questi incrociano due distinte problematiche: quella del rapporto valore-denaro e quella del rapporto valore-lavoro astratto. Il saggio di Riccardo Bellofiore propone un confronto critico con la Neue Marx-Lektüre: dalla preistoria in Adorno e Horkheimer allo sviluppo in Schmidt, Reichelt e Backhaus, fino alla "teoria monetaria del valore" di Heinrich e alle critiche di Kurz e Postone. L'orizzonte problematico è quello della migliore tradizione italiana (Colletti, Napoleoni, Graziani, Finelli, Frison, Tomba), incrociata con il contributo seminale e ancora attuale di Rubin. L'intento è quello di rifondare la nozione di sfruttamento come "consumo" dei lavoratori e di ridefinire la teoria monetaria del valore(-lavoro), allo scopo di ricostruire la teoria marxiana del valore come "teoria macro-sociale e monetaria della produzione capitalistica".
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Gramsci Antonio; Colombo F. (cur.)
Gramsci reloaded. Una teoria sociale della cultura
br. Nei "Quaderni dal carcere" Gramsci ingaggia un corpo a corpo con i paradossi della cultura popolare e del ruolo degli intellettuali, e lancia un prezioso messaggio di dissidenza morale e politica. In questo volume antologico i brani essenziali dei "Quaderni dal carcere" vengono raccolti e riorganizzati secondo una nuova interpretazione del pensiero gramsciano, provocatoriamente sganciato dalle letture del marxismo ortodosso e riportato alla sua dimensione schiettamente in-attuale, anche alla luce delle influenze che esso ha saputo esercitare in tutto il mondo, laddove sono presenti le contraddizioni del potere e dell'ineguaglianza.
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Santarelli Pino
Rosso è il cammino. Un'autobiografia militante
br. Questo libro è un modello in miniatura di un cosmo di relazioni, di rapporti, di idee che fa perno intorno a Roma, alla periferia e alla provincia: l'Alessandrino, Centocelle, Scurcola... «Ci sentivamo cittadini del mondo» scrive con una semplicità disarmante Santarelli a proposito del 1968. Cittadini, impegnati nella vita pubblica. Del mondo, di un mondo del quale facevano parte insieme il Vietnam e la via Casilina. La storia di un militante esemplare, di un comunista. Prefazione di Alessandro Portelli e introduzione di Simone Oggionni.
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Ossendowski Ferdinand A.; Sacchi M. (cur.)
Lenin!
br. Una biografia romanzata che ricostruisce la vita del "Patriarca Rosso" dalla prima infanzia alla bara di vetro sulla Piazza Rossa.
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Courtois Stéphane; Peschanski Denis; Rayski Adam; Centro di documentazione Wacatanca (cur.)
Alle origini dei GAP. FTP-MOI: gli immigrati comunisti nella Resistenza francese: Il sangue dello straniero-Ai miei compagni-FTP-MOI: il ruolo dei comunisti nella Resistenza europea
br. A cavallo fra le due guerre mondiali la Francia diventa terra d'immigrazione. Centinaia di migliaia fra italiani, polacchi, spagnoli, rumeni, cechi, slovacchi, bulgari, ungheresi e jugoslavi scelgono il Paese transalpino come rifugio. L'eco della Rivoluzione e della Comune di Parigi, insieme alla tradizione integrazionista della Francia, contribuiscono a favorire l'afflusso, ma ovviamente sono le opportunità di lavoro nelle fabbriche a determinare l'esodo imponente. Il Partito comunista francese decide già sul finire degli anni Venti di organizzare questa massa di diseredati. Crea a questo scopo prima la MOE e poi la MOI, due organizzazioni autonome ma interne al partito che devono organizzare per nazionalità i nuovi venuti. L'obiettivo è sindacalizzare gli immigrati, offrire loro sostegno culturale e materiale ma, soprattutto, creare una base di massa per il PCF, che in quel periodo attraversa una profonda crisi. Il lavoro minuzioso paga: molti degli immigrati ingrossano le fila del Partito e si organizzano sotto la sua egida. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, questi organismi collaudati forniscono le prime leve alla lotta partigiana. Sono loro i primi a prendere le armi, soprattutto nelle città, dove l'occupazione nazifascista è feroce e la Resistenza fatica a esprimere tutto il suo potenziale. Già nel 1941 arrivano le prime azioni: deragliamenti, espropri e omicidi mirati sono all'ordine del giorno. Una storia dimenticata, ricostruita fra testimonianze dirette e documenti d'archivio, del primo movimento clandestino di resistenza armata composto esclusivamente da immigrati comunisti che per primi, senza attendismi e imboscamenti, si sono gettati in una lotta senza quartiere contro il nazifascismo.
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