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Raffy Serge
Fidel Castro. Una vita
brossura
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Pansa Giampaolo
I vinti non dimenticano. I crimini ignorati della nostra guerra civile
brossura "Quando pubblicai Il sangue dei vinti nell'ottobre 2003, venni linciato dalle sinistre. Tre anni dopo, nel 2006, per l'uscita di un altro mio lavoro revisionista, La grande bugia, fui aggredito a Reggio Emilia da una squadra di postcomunisti violenti. Perché i nipoti dei trinariciuti dipinti da Giovanni Guareschi mi inseguivano? I motivi erano soprattutto due. Avevo dato voce ai fascisti, obbligati dai vincitori a un lungo silenzio. E avevo posto il problema del Pci e del suo obiettivo nella guerra civile: fare dell'Italia un paese satellite dell'Unione sovietica. Oggi l'Urss non esiste più, anche il Pci è scomparso. Eppure le sinistre continuano a non accettare che si parli delle pulsioni autoritarie dei comunisti italiani e del loro legame con Mosca. E per sfida che nei Vinti non dimenticano ho scritto le pagine che mi ero lasciato alle spalle. L'occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e Fiume, guidata dal servizio segreto di Tito, con migliaia di deportati scomparsi nel nulla. La sorte delle donne fasciste, stuprate e poi soppresse. Le uccisioni di comandanti partigiani e di politici socialisti e democristiani che si opponevano al predominio comunista. La verità è sempre una chimera. Ma non si può cercarla quando si è accecati dalla faziosità politica. Nei Vinti non dimenticano ho rifiutato ancora una volta la storia inquinata dall'ideologia. Questo mi fa sentire un uomo libero, come lo sono i miei lettori." (G. Pansa)
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Conquest Robert; Dossena P. (cur.)
Il grande terrore. Gli anni in cui lo stalinismo sterminò milioni di persone
br. Da grandi letterati e poeti come Isaak Babel' e Osip Mandel'stam, a politici come Bucharin, Zinov'ev e Kamenev, a militari come il generale Tuchacevskij, a cittadini comuni che non sapevano nulla della tragica partita che si stava giocando sulle loro teste: il periodo del Grande Terrore fu una spaventosa ecatombe alla quale, da parte di molti, non si volle credere. Questo libro, spesso elogiato come il "testo definitivo" sugli anni dello stalinismo, conquista non solo per l'autorevolezza delle ricerche ma anche per la sua prosa evocativa e avvincente: Conquest ripercorre come in una cronaca le persecuzioni contro gli oppositori, le violenze per estorcere confessioni, lo sfruttamento e i maltrattamenti nei campi di lavoro, gli assassini in patria e all'estero. Ricco di vicende chiave, costruito grazie a materiali top secret e documenti raccolti negli archivi degli ex servizi segreti sovietici, "Il Grande Terrore" continua ad appassionare per la forza e l'attendibilità delle sue conclusioni, capaci di far luce su fatti rimasti troppo a lungo nascosti e di illuminare così uno dei periodi più tragici del Novecento.
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Breccia Alberto; Breccia Enrique; Oesterheld Héctor Germán
Che
ill., ril. Questo è un libro che sa di leggenda. Realizzato in Argentina nel 1968, desta subito l'attenzione delle dittature militari che si susseguono alla guida del Paese. Che viene messo al bando: le copie rimaste vanno al macero e le tavole originali vengono distrutte. Gli autori, tre maestri del fumetto mondiale, finiscono nel mirino dei reazionari. Minacce senza conseguenze fino a quando, nel 1977, il nome dello sceneggiatore Héctor Oesterheld, a causa del suo impegno politico, finisce nella lunga e sanguinosa lista dei desaparecidos. Il libro diventa così un vero e proprio oggetto di culto - maledetto, prezioso e introvabile - per poi riapparire in Spagna, dopo quasi vent'anni di oblio. Oggi Che torna in un'edizione che inietta nuova linfa nella fibra rivoluzionaria di quest'opera: un capolavoro in cui i diari di Guevara e le parole di Oesterheld si fondono nel segno dei Breccia e riecheggiano come uno struggente grido di battaglia.
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Nolte Ernst
La guerra civile europea 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo
brossura Secolo di straordinarie rivoluzioni politiche e sociali, di scoperte scientifiche e fondamentali conquiste tecnologiche, il Novecento è stato anche il tempo dei grandi sistemi totalitari. Emblematicamente, i gulag e i lager nazisti sono impressi nella coscienza collettiva come luoghi simbolo del "male assoluto", della più brutale sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Ernst Nolte, uno dei più significativi studiosi del secolo scorso, divise l'opinione pubblica con un testo controverso e dirompente: bolscevismo e nazionalismo non furono solo due moti antitetici, ma il primo si rivelò per l'altro un modello da imitare e contrastare. Da semplici movimenti a regimi totalitari repressivi, entrambi fondati sul terrore e sull'oppressione, l'Unione Sovietica e il Terzo Reich non abbandonarono le proprie ideologie, originate da un clima sociale storico-politico comune, entrando in un rapporto di reciproca interazione e modificandosi vicendevolmente. La Seconda guerra mondiale fu così per Nolte una vera e propria "guerra civile", risultante dell'incontro e dello scontro tra le due dittature. "La guerra civile europea 1917-1945", uscito in Germania nel 1987 e subito al centro di furiose polemiche, intende documentare l'evolvere del complesso rapporto di odio, terrore e fascinazione tra nazionalsocialismo e bolscevismo.
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Bialer S. (cur.)
I generali di Stalin
brossura Basato su testimonianze dirette dei generali sovietici, il volume ricostruisce gli eventi che vanno dalla stagione delle "purghe" fino alla presa di Berlino nel maggio 1945, e racconta quello che fu lo scontro decisivo tra Esercito rosso e Wehrmacht, offrendo un quadro di quelle ore disperate in cui erano in gioco la salvezza della Madre Russia e la vita stessa dei comandanti. Il volume è una ricostruzione della seconda guerra mondiale dal punto di vista dei comandanti sovietici.
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Vacca Giuseppe
L'Italia contesa. Comunisti e democristiani nel lungo dopoguerra (1943-1978)
br. La storia della Repubblica italiana è stata per lungo tempo la storia dei partiti che l'hanno fondata e, in particolare, di due grandi forze popolari: il Partito comunista italiano e la Democrazia cristiana. Il nostro sistema politico non era infatti basato, come si sente spesso dire oggi, sulla contrapposizione destra-sinistra, ma su una doppia legittimazione: l'antifascismo, che definiva l'area democratica, e l'anticomunismo, fattore imprescindibile per governare in tempi di Guerra fredda, assegnando alla Penisola una posizione del tutto particolare nel panorama europeo. Uniti dalla Carta costituzionale ma divisi dagli schieramenti internazionali di riferimento, il Pci e la Dc appaiono caratterizzati, nell'analisi del maggiore storico del marxismo italiano, da un intreccio di divergenze ideologiche insuperabili e di generosi tentativi di convergenza. In un mondo in progressiva distensione, questi ultimi apparivano destinati al successo e, invece, franarono cozzando contro resistenze tali da compromettere la stessa tenuta democratica del paese. Ma se negli anni settanta il superamento della «democrazia bloccata» fallì ciò accadde anche per l'incapacità delle stesse organizzazioni politiche e dei loro leader di comprendere che il mondo del dopoguerra stava volgendo al termine. Analizzando i rapporti tra democristiani e comunisti dalla Liberazione alla morte di Moro, in questa ricca disamina di trent'anni di storia italiana Giuseppe Vacca restituisce al lettore un affresco complesso e vivo di una grande stagione nazionale, e offre una chiave di lettura autorevole per comprendere le origini del nostro lungo declino.
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Guarnaschelli Emilio; Masutti N. (cur.)
Una piccola pietra
brossura "La verità ultima è sempre nei dettagli ed è perciò che la storia del comunismo è anche la storia di Emilio Guarnaschelli; che il fallimento del comunismo non sarebbe, non è percepibile né tematizzabile in tutto lo spessore della sua tragicità se non si pone mente alle tragedie individuali." (Ernesto Galli della Loggia). Giovane operaio, Emilio Guarnaschelli visse con entusiasmo i suoi primi mesi nella patria del socialismo, ma nel 1935, durante la massiccia ondata di arresti, venne condannato a cinque anni nel campo di Pinega. Questo libro documenta, attraverso le lettere raccolte dalla sua ragazza di allora (Nella Masutti) la presa di coscienza della ferocia delle persecuzioni staliniane.
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Gramsci Antonio; Santucci A. A. (cur.)
Lettere dal carcere (1926-1937)
brossura
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Liguori Guido; Meta Chiara
Gramsci. Guida alla lettura
br.
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Barberini C. A. (cur.)
Marx e la storia. Con un'antologia di testi
br. Il libro raccoglie gli Atti del convegno "Marx e la Storia", svoltosi l'11 marzo 2008, in occasione del 125° anniversario della morte di Karl Marx (14 marzo 1883), convegno organizzato dal Centro Filippo Buonarroti di Milano in collaborazione con l'Istituto di Studi sul Capitalismo di Genova e con Mario Cingoli e la Cattedra di Storia della Filosofia dell'Università di Milano Bicocca. Come si può rilevare i contributi riguardano temi di grande interesse e sono stati presentati da importanti studiosi di diverse discipline: storici della Rivoluzione francese come Michel Vovelle, studiosi di storia medievale come Daniela Romagnoli, di storia contemporanea come Giorgio Galli,della storia del movimento operaio come Maria Grazia Meriggi, ma anche filologi come Gianguido Manzelli, filosofi come Mario Cingoli e Marco Vanzulli e João Quartim de Moraes. Il libro è completato da un'antologia di testi classici di Marx ed Engels relativi alla concezione materialistica della storia.
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Marx Karl; Engels Friedrich
Il manifesto del Partito Comunista
br. Abbattimento della borghesia, dominio del proletariato, sovvertimento della vecchia società fondata sul conflitto di classe, istituzione di una nuova società senza classi né proprietà privata: questi gli obiettivi del pensiero politico di Marx, che diedero vita, nel 1848, al "Manifesto del partito comunista". Un opuscolo che ebbe vicende burrascose, più volte censurato, più volte ripubblicato, e sicuramente uno degli scritti politici più influenti del nostro tempo.
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Lenin; Giacchè V. (cur.)
Economia della rivoluzione
ill., br. Il 25 ottobre - 7 novembre secondo il calendario gregoriano - di cento anni fa Lenin scrisse un appello "Ai cittadini di Russia" per comunicare che il governo provvisorio era abbattuto e il potere statale passava nelle mani del Comitato militare rivoluzionario. Nel centenario di quell'ottobre, Vladimiro Giacché riunisce il corpus degli scritti economici di Lenin e modella un'opera dall'identità solida e precisa, che prende le mosse dagli accadimenti e dai provvedimenti dei primi mesi dopo la rivoluzione, comprende la dura stagione della guerra civile e del comunismo di guerra, infine approda alla svolta della Nuova politica economica. Ma "Economia della rivoluzione" non è soltanto un documento su quanto avvenne dopo i dieci giorni che sconvolsero il mondo: teoria e prassi di Lenin hanno esercitato un'enorme influenza a livello mondiale. Dallo scontro politico che si aprì in Unione Sovietica dopo la morte di Lenin alle riforme economiche degli anni sessanta in Urss e nei paesi dell'Europa orientale, tutti si sono rifatti ai suoi testi come al criterio di verità su cui misurare le proprie ragioni, il vessillo di cui impadronirsi per vincere la battaglia. Ma l'influenza del pensiero di Lenin si è estesa ben oltre i confini del mondo socialista, se ancora a inizio anni ottanta il presidente francese Francois Mitterrand confidava ai propri collaboratori che per cambiare qualcosa in economia bisognava essere «leninisti». E la fine dell'Unione Sovietica non ha decretato il tramonto delle fortune di Lenin, visto che la transizione della Cina e di altre economie emergenti da un'economia integralmente statalizzata e pianificata a un'economia di mercato ha tratto diretta ispirazione dalla Nuova politica economica: capitalismo di Stato in paese socialista, che nel 2012 l'Economist ha definito «il nemico più formidabile che il capitalismo liberale abbia sinora dovuto affrontare». Un nemico ancora più temibile ora che la Grande recessione ha investito i paesi capitalistici avanzati e superare la crisi con semplici meccanismi di mercato sembra impossibile. Come per tutti i classici, il pensiero economico di Lenin è una bussola non solo per orientarsi nel passato e comprendere il presente, ma anche per trovare la via nel buio di cui sembra circonfuso il nostro futuro.
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Spagnolo Carlo
Sul memoriale di Yalta. Togliatti e la crisi del movimento comunista internazionale (1956-1964)
br. Quali sono state le ragioni di fondo della crisi del comunismo italiano? Che rapporto esiste tra il comunismo italiano, quello internazionale e la figura di Palmiro Togliatti? L'autore prova a fornire delle risposte a queste domande, fornendo un quadro complesso della situazione politica nazionale e internazionale nel periodo che parte dal 1956 e attraversa gli anni della rottura tra URSS e Cina.
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Vittoria Albertina
Togliatti e gli intellettuali
brossura Negli anni del secondo dopoguerra il Partito comunista italiano si distinse nella costruzione di strumenti e di strutture per il "lavoro culturale", finalizzati al coinvolgimento degli intellettuali. Anche in questo ambito Palmiro Togliatti fu determinante non solo per il ruolo di segretario nazionale del PCI, ma soprattutto perché riteneva che la politica culturale svolgesse una funzione fondamentale per un partito politico. In un contesto dominato dallo scontro tra i due blocchi, malgrado l'allineamento dei comunisti all'Unione Sovietica, Togliatti mirò a rafforzare, anche in contrasto con alcuni componenti del suo partito, le radici nazionali del PCI, a non limitare la politica culturale a mera propaganda ideologica, a fare in modo che il pensiero di Antonio Gramsci non solo ispirasse la costruzione del «partito nuovo», ma fosse anche riconosciuta, come scrisse, quale «coscienza critica di un secolo di storia del nostro paese». La documentazione che si è resa disponibile dopo la fine della Guerra fredda fornisce nuovi elementi per comprendere la complessità e l'originalità della politica culturale di Togliatti. A cinquant'anni dalla scomparsa, la Fondazione Istituto Gramsci ne vuole ricordare la figura anche con questa ricerca di Albertina Vittoria sul suo rapporto con gli intellettuali.
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Bertelli Italo
Tutto Gramsci. La vita e le opere. Il pensiero, l'attività politica e la critica letteraria
br. Un completo "ritratto" e disegno critico ed espositivo della personalità e del pensiero di Antonio Gramsci, accompagnato da un'organica sintesi di tutta la sua opera: dalle prime prove giovanili, ampia testimonianza di vita e di cultura, all'attività di recensore teatrale; dalle "Lettere del carcere", ricche di umanità e poetica, ai "Quaderni del carcere", puntuale resoconto del pensiero gramsciano.
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Togliatti Palmiro; Cilimberto M. (cur.); Vacca G. (cur.)
La politica nel pensiero e nell'azione. Scritti e discorsi 1917-1964
ril. Nel corso della sua vita Togliatti coniugò l'attività di dirigente di partito con un'intensa riflessione sulla politica e sulla storia del Novecento, sulla cultura e la filosofia italiana e europea. Il volume raccoglie un'ampia scelta degli scritti e dei discorsi di preminente valore culturale dal 1917 al 1964: dagli esordi giornalistici negli anni della Grande guerra al celebre "Memoriale" di Jalta. L'antologia - la più ampia pubblicata in un unico volume - è costituita da sei sezioni tematiche ordinate cronologicamente e dedicate alla storia d'Italia, al fascismo in Italia e in Europa, alla democrazia repubblicana, al comunismo internazionale, all'eredità di Gramsci, alle polemiche culturali.
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Fusaro Diego
Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario
br. Marx è morto. È questa l'ossessiva litania che siamo ormai abituati a sentire. Dietro tale canto funebre si cela però, forse, l'auspicio che tale trapasso abbia luogo davvero, perché il "morto" in questione è ancora in forze e non cessa di seminare il panico tra i vivi. Chi si ostina a ripetere, in nome di Dio o del Mercato, che "Marx è morto" lo fa, allora, perché assillato dal suo spettro.- esso continua infatti a denunciare le contraddizioni di un mondo capovolto. Anche oggi che il "socialismo reale" è naufragato e che la storia ha mandato in frantumi il sogno di Marx, il fallimento delle sue profezie non intacca l'esattezza della denunce da lui formulate, e la sua critica radicale del capitalismo rappresenta ancora lo strumentario concettuale più "forte"per criticare la società esistente e le contraddizioni che la permeano. Il progetto marxista continua a essere la più seducente promessa di felicità di cui la filosofia moderna sia stata capace.
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Orsini Alessandro
Il rivoluzionario benestante. Strategie cognitive per sentirsi migliore degli altri
br. Il terrorismo rosso ha avuto in Italia profonde radici culturali e ideologiche. Questa è stata una delle cause principali della sua longevità e della sua imponenza. Il mito della rivoluzione assoluta ha abbagliato uomini e donne di ogni età e condizione sociale. Dopo aver dedicato un ampio volume al fenomeno brigatista, l'autore rivolge la sua attenzione a quella cultura "contigua" che fornì, a volte in maniera inconsapevole, un ampio incoraggiamento ideologico alla violenza politica. Il protagonista di queste pagine è il rivoluzionario-benestante: colui il quale, pur vivendo di agi e di privilegi, odia e disprezza la società su cui ha fondato il proprio benessere materiale. È colui che giustifica moralmente la violenza come mezzo di lotta politica senza correre rischi in prima persona. È colui che inneggia alla rivoluzione senza praticarla. Il rivoluzionario-benestante incita, ma resta a guardare. Attraverso i classici dell'individualismo metodologico, l'autore si propone di ricostruire l'universo mentale e la condotta di un tipo antropologico che ha profondamente segnato la storia dell'Italia repubblicana.
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Zappitello Gilberto
La fede nel comunismo. La tragica utopia di un uomo nuovo senza Dio
br. "Spiegatemi perché credere in Dio sarebbe ridicolo, mentre non lo sarebbe credere nell'umanità; credere nel regno dei cieli sarebbe stupido, mentre sarebbe intelligente credere nelle utopie terrene" (Aleksandr Herzen). Il comunismo fu una fede tesa a costruire un mondo più giusto, per assicurare la felicità a tutta l'umanità. Il secolo dei Lumi aveva affermato che l'uomo è buono per natura ed è la società che lo corrompe. Di qui la necessità di rimuovere tutto ciò che opprime l'uomo per realizzare il comunismo, "il momento reale dell'emancipazione e della riconquista dell'Uomo" (Marx). Messi alla prova, gli uomini continuarono ad essere imperfetti e inadeguati rispetto alle esigenze di perfezione della ragione e della dottrina. La fede nella capacità dell'uomo di realizzare "il paradiso in terra" si risolse storicamente in un vero e proprio inferno: invece del "sole dell'avvenire" "buio a mezzogiorno". La storia del comunismo invita a riflettere sull'uomo, sui meccanismi della violenza che spesso lo dominano e sul suo inestinguibile desiderio di compimento, che chiede una ragione liberata dalle secche del razionalismo, disposta ad aprirsi alla vastità del reale.
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Giannuli Aldo
Da Lenin a Stalin. La formazione del sistema di potere sovietico 1923-1927
br. Lo storico e giornalista Aldo Giannuli torna sulla fondazione del sistema di potere sovietico nel suo momento cruciale: il passaggio di testimone tra Lenin e Stalin. Se è possibile rintracciare in Lenin alcune premesse per il successivo sviluppo storico che porterà all'affermazione dello stalinismo, secondo l'autore è errato sostenere una continuità diretta tra le posizioni politiche dei due leader. Leninismo e stalinismo sono stati dunque fenomeni tra loro ben distinti, separati da una profonda rottura politica e da visioni spesso contrastanti. La vicenda è inquadrata nel contesto della modernizzazione novecentesca e il fallimento dell'alternativa "socialista" al modello va ricercata in quel momento fondativo del sistema di potere sovietico. Contestualizzare storicamente la situazione russa permette di comprendere i motivi per i quali il sistema sovietico non rappresenta oggi una pagina chiusa di storia, ma agisce tuttora come manifestazione di un passato che non smette di intervenire sul nostro presente, influenzando, per molti versi, i fenomeni dominanti della contemporaneità, in primis il capitalismo.
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Tonelli Anna
A scuola di politica. Il modello comunista di Frattocchie (1944-1993)
brossura
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Lo Piparo Franco
I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il labirinto del comunismo
brossura Perché i Quaderni del carcere sono 33, e non 34, come in origine e più volte annunciato dallo stesso Togliatti? Un quaderno "si è perduto"? Gramsci sapeva che Sraffa trasmetteva le sue lettere a Togliatti? Nonostante la successiva "vulgata" del partito, che avrebbe dipinto un Gramsci "morto nelle carceri fasciste", egli passò i suoi ultimi due anni e mezzo in libertà condizionale. È verosimile che in quegli anni abbia smesso quasi completamente di scrivere? E perché non riprese i contatti con i vertici del partito e dell'Internazionale comunista? Alcune di queste domande sono inedite. Tutte aspettano ancora risposte convincenti. Lo Piparo sceglie di partire da un indizio, che gli appare subito forte, decisivo. Esamina con la lente del linguista la lettera di Gramsci a Tania del 27 febbraio 1933 che la cognata definì, per la sua scrittura allusiva, "un capolavoro di lingua esopica". La lettera è il grimaldello con cui viene forzato lo scrigno che racchiude la complessa personalità, politica e umana, del prigioniero. Entrato in carcere come "segretario del Partito comunista d'Italia", Gramsci ne uscì convinto che tutta la sua vita era stata "un grande errore, un dirizzone".
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Manacorda M. Alighiero
Marx e l'educazione
brossura Questo volume intende indagare se esiste una pedagogia inerente al pensiero di Karl Marx, lontana quindi dalla tradizione che si è affermata nei paesi socialisti, dove gli individui vengono educati dalle istituzioni. L'uomo nasce nella società e l'educazione ha il compito fondamentale di rendere l'uomo in grado di poter interagire con questa e di avere un proprio ruolo sociale. Un volume che cerca di spiegare come l'educazione sia sempre stata fondamentale per la formazione e per la crescita dell'uomo in tutte le società, anche in quelle di stampo "marxista".
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Giacchè Piergiorgio
Ci fu una volta la sinistra. Ovvero il silenzio dei post-comunisti
br. Dal passaggio di campo dei socialisti alla svolta della Bolognina tra nomi e simboli nuovi, dal Pci al Pds ai Ds al Pd ai nuovi gruppi, dagli anni di Craxi e Berlusconi, di Veltroni e D'Alema a quelli di Bersani e Renzi, di Di Pietro e Grillo, si è spenta o esaurita la storia della sinistra in Italia. Piergiorgio Giacché ha raccontato e analizzato la fine di una storia e l'affermarsi di un'altra attraverso una serie di saggi e interventi che ripercorrono acutamente e causticamente una vera e propria tragedia nazionale.
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Di Mascio Carlo
Pasukanis e la critica marxista del diritto borghese
br. Un libro dedicato a Pasukanis, il giurista sovversivo che sconvolse il diritto sovietico. Da un punto di vista dichiaratamente marxista l'autore indaga "La Teoria generale del diritto e il marxismo" (1924) di Evgenij Bronislavovic Pasukanis, opera che costituisce il primo tentativo teorico organico volto a definire la destinazione strutturale del diritto non nei termini di pura forma, ma in quelli di strumento di organizzazione sistematica della produzione, con ciò rivelando che la costruzione del diritto borghese non è stata affatto accidentale, ma essenziale per il funzionamento e l'esistenza stessa dei rapporti di produzione capitalistici. In questa precisa direzione "il diritto, come elemento costitutivo dei rapporti di produzione, non è allora più rinviato allo schema tradizionale di una mera sovrastruttura ideologica, ma è la struttura stessa, già insita nella socializzazione capitalista, del tutto immanente alla società". In ciò consiste la specificità innovativa dell'eterodossia di Paaukanis, di certo il più grande giurista marxista di tutti i tempi.
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Tarì Marcello
Non esiste la rivoluzione infelice. Il comunismo della destituzione
br. A cento anni dalla Rivoluzione d'Ottobre, a fronte della crisi di civiltà che attraversa il mondo, è ancora possibile pensare, e progettare, il comunismo? Sì, dice l'autore, a condizione di ripensare radicalmente la tradizione dei movimenti rivoluzionari dell'ultimo secolo. E la prima domanda da farsi non è quella del come costituire giuridicamente un nuovo ordine delle cose, ma come destituire - a livello giuridico, etico ed esistenziale - il presente, questo nostro presente che è come «un cubetto di ghiaccio nel quale è contenuto il passato che non passa e il futuro che non viene». La guerra civile e l'amore, l'architettura bolscevica degli anni Venti e la spiritualità militante, i divenire rivoluzionari e la quotidianità, la solitudine e la festa, la felicità e l'assenza di speranza sono le traiettorie di questo libro.
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Engels Friedrich
Il libretto rosso dei comunisti
br. Già noto con il titolo "Princìpi del comunismo", "Il libretto rosso dei comunisti" di Friedrich Engels nasce nel corso del primo Congresso della Lega dei comunisti, nel giugno del 1847, e rappresenta una "professione di fede" che anticipa i contenuti del futuro Manifesto, scritto con l'amico Karl Marx e pubblicato nel 1848. Documento di rara efficacia comunicativa e stupefacente modernità, "Il libretto rosso dei comunisti" riesce ad affermare i concetti-cardine del socialismo reale spiegando in maniera assolutamente chiara la posizione dei comunisti in rapporto alla storia, alla politica e all'economia. Un testo poco conosciuto eppure indispensabile per comprendere il pensiero marxista e per contribuire a fare in modo che la dottrina di liberazione del proletariato, fatta propria da milioni di uomini, divenga finalmente realtà.
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Mordenti Raul
Gli occhi di Gramsci. Introduzione alla vita e alle opere del padre del comunismo italiano
ill., br. L'indiscusso rigore morale, l'estrema lucidità e un impegno rivoluzionario e antifascista affrontato a costo della propria vita, sono le qualità che portano Antonio Gramsci al di là della filosofia, trasformando il grande pensatore sardo in un'icona: un punto di riferimento imprescindibile per chiunque continui a scegliere di schierarsi dalla parte degli oppressi nel tentativo di portare avanti un cammino di libertà e di emancipazione destinato a cambiare l'esistente. Una guerra senza quartiere, quella per il comunismo, a cui Gramsci ha dedicato le sue riflessioni più feconde, forgiando armi morali che parlano di egemonia, subalternità, materialismo e lotta di classe: strumenti preziosi che, in questo libro, vengono raccontati attraverso l'avventurosa e sofferta biografia di Gramsci e illustrati con immagini capaci di restituire il senso dell'esperienza gramsciana, ricollocandola nei luoghi (la Sardegna, Roma, Torino, Mosca...) in cui prese forma conquistandosi un ruolo di primo piano nel (mai concluso) secolo delle rivoluzioni.
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Marx Karl; Engels Friedrich; Collettivo Militant (cur.)
Il manifesto del Partito Comunista. Ediz. integrale
br. Alla base de "Il Manifesto del Partito Comunista", capolavoro di analisi politica nonché tra i testi più influenti dell'intera storia dell'umanità, c'è un'idea che, con semplicità disarmante, non ha mai smesso di trasmettere la potenza della sua portata rivoluzionaria: "Un altro mondo", suggeriscono Marx ed Engels, "è possibile"; abbattere la borghesia per sancire l'avvento del dominio del proletariato, abolire la divisione in classi della società, superare il regime della proprietà privata e farla finita con le fandonie del "libero mercato", sono i passi fondamentali che la maggioranza degli uomini e delle donne - cioè tutti coloro che vivono del proprio lavoro e non alle spalle della fatica altrui - è chiamata a compiere affinché parole come "giustizia", "libertà" e "fratellanza" possano uscire dallo sterile terreno dell'utopia per tradursi in realtà.
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Lenin; Armati C. (cur.)
Stato e rivoluzione
br. Scritto alla vigilia della Rivoluzione d'Ottobre, Stato e rivoluzione non è soltanto un'opera fondamentale per chiunque si interessi allo scottante problema dei rapporti tra socialismo e Stato, ma è anche il libro in cui Lenin abbandona la speculazione sui temi rivoluzionari per dare la parola alla rivoluzione stessa, affrontando in un'ottica nuova e definitiva gli annosi problemi della guerra imperialista, del capitalismo monopolistico, dell'oppressione delle masse lavoratrici e del passaggio dalla dittatura della borghesia alla dittatura del proletariato. Capolavoro di visione strategica e di tattica insurrezionale, Stato e rivoluzione è un classico che, generazione dopo generazione, continua a dimostrare la sua attualità, ponendosi come lettura obbligata per chiunque voglia accostarsi in prima persona alla realtà della lotta sociale e alla necessità di sovvertire l'esistente.
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Armati C. (cur.)
Hasta la victoria siempre. Il libretto rosso di Ernesto «Che» Guevara
ill., br. Da qualche parte è scritto che il comandante Ernesto "Che" Guevara, caduto in un'imboscata, sarebbe stato assassinato il 9 ottobre del 1967 dai reparti anti-guerriglia dell'esercito boliviano assistiti da agenti speciali della Cia. Eppure, in qualunque parte del mondo, basta gettare un occhio tra chi continua a combattere la causa della giustizia sociale e dell'emancipazione dalla schiavitù del lavoro salariato per rendersi conto di come Che Guevara sia una presenza tutt'altro che simbolica. Per dirlo con le stesse parole usate dal rivoluzionario argentino in uno dei suoi memorabili discorsi, Che Guevara vive ovunque si continua a credere che chi lotta può perdere, ma che chi non lotta ha già perso. Hasta la victoria siempre! - diceva il comandante. E il suo grido, raccolto da questo "libretto rosso", risuona ai quattro angoli della terra, mentre chiunque si sorprenderà a tremare di fronte alle ingiustizie continuerà a trovare nel Che il compagno eternamente capace di «essere duro senza perdere la tenerezza». Con il discorso di commemorazione della morte di Che Guevara pronunciato da Fidel Castro e una vita del comandante scritta da Filippo Petrocelli.
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Bronzo Aldo
Le ombre del drago. Storia critica del comunismo in Cina, dalle origini ai giorni nostri
ril. La Lunga Marcia non fu soltanto l'epopea capace di portare l'Armata Rossa cinese dal baratro dell'annientamento alla vittoria rivoluzionaria, ma anche quella storia di lunga durata attraverso la quale, il Partito comunista, a partire da esordi caratterizzati da enormi difficoltà e terribili persecuzioni, riuscì a diventare una forza capace di estendere la sua egemonia su un territorio sterminato, a recuperare una sovranità popolare caduta nelle mani delle grandi potenze imperialiste e, al culmine di decenni di lotte sanguinose, a trasformare una regione feudale nella grande Repubblica Popolare Cinese. Al tempo stesso, fin dagli esordi, pesantemente condizionati dall'influenza dell'Unione Sovietica di Stalin, lo sviluppo del comunismo cinese fu costretto a pagare un pesante dazio a spinte capaci di contrassegnarne la futura evoluzione e che, analizzate nella situazione odierna, contribuiscono a spiegare la degenerazione di ciò che appare difficile descrivere ancora nei termini di uno «stato operaio». Nella pur vasta letteratura dedicata al gigante asiatico, quello di Aldo Bronzo si configura come l'unico tentativo sistematico di delineare un quadro organico e completo: una storia critica non soltanto degli eventi che si conclusero nel 1949 con la presa del potere dei comunisti, ma del complesso percorso che consegna ai giorni nostri i frutti di quella gigantesca esperienza di guerra, propaganda, repressione popolare e scontri spesso fratricidi che è stata e continua a essere l'esperienza del comunismo in Cina. Aldo Bronzo Nato a Napoli nel 1938. Allievo di Libero Villone, ha dedicato lunghi decenni di studio alla storia del movimento operaio e, in modo particolare, all'analisi del fenomeno staliniano. Tra le sue opere, oltre a Le ombre del drago. Storia della burocrazia in Urss (1977).
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Staccioli Paola; Davanzo Alfredo
Con ogni mezzo necessario. Militanti dei percorsi rivoluzionari in Italia dalla fine degli anni Ottanta a oggi
br. Alla fine degli anni Ottanta, la situazione politica in Italia appare improvvisamente mutata. Soprattutto la prospettiva di un possibile superamento del capitalismo sembra affossata per sempre. Eppure, nonostante le sbandierate pretese di "fine della storia", non è mai mancata una presenza militante di classe, in continuità col grande ciclo di lotte del periodo precedente. In questo volume, parte di un più ampio progetto editoriale dedicato alla ricostruzione dei percorsi rivoluzionari in Italia dalla fine degli anni Ottanta, si raccontano le vite e le lotte di otto militanti, comunisti e anarchici - uccisi in scontri armati, morti "di" carcere o ancora attivi politicamente - interni a percorsi organizzativi politico-militari o ad aree libertarie caratterizzate dall'azione diretta e dall'illegalità contro lo Stato e il capitale. Le biografie di Sergio Spazzali, Edoardo "Baleno" Massari, Mario Galesi, Diana Blefari Melazzi, Luigi Fallico, Marilù Maschietto, Marco Camenisch e Vincenzo Sisi ci parlano di uno scontro di classe che non potrà mai finire, dimostrandoci che per ribaltare la spirale distruttiva connaturata al modo di produzione capitalista la lotta rivoluzionaria resta l'orizzonte necessario e possibile.
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Solano Salvatore
La svolta borghese di Togliatti. Il PCI da Salerno alle elezioni politiche del '48
br. La vasta letteratura storiografica che si è proposta di ricostruire il percorso che ha portato l'Italia ad abbracciare l'esperienza costituzionale repubblicana, ha spesso risentito nella sua analisi dello schema politico-ideologico suggerito da Palmiro Togliatti e dalla dirigenza del PCI del periodo. In questo volume, Salvatore Solano intende ricostruire in modo obiettivo la ricca e complessa dialettica avvenuta all'interno del partito in relazione alle problematiche che, di volta in volta, è stato chiamato ad affrontare. Tramite l'utilizzo di fonti inedite e di un ricco apparato di documenti d'archivio, il libro di Solano sfugge alla posizione storiografica dominante per restituire dignità politica a quegli uomini e quelle donne che si opposero per anni alla linea emersa dalla cosiddetta "Svolta di Salerno" del 1944.
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?i?ek Slavoj
Problemi in paradiso. Il comunismo dopo la fine della storia
br. La caduta del Muro di Berlino venne descritta come la fine della Storia, la porta aperta verso un paradiso lastricato dal capitalismo. Ma che fine ha fatto questo paradiso? Lo vedete da qualche parte? La crisi globale produce da noi gli eterni precari, la tragica disoccupazione giovanile la demolizione del welfare, la gigantesca evasione fiscale, la crescita di povertà e disuguaglianza; altrove, decine di guerre, centinaia di milioni di schiavi (letteralmente schiavi, più che in qualsiasi altro periodo dell'umanità) e miliardi di sfruttati. Slavoj Zizek, secondo molti il più influente filosofo al mondo, non ha dubbi: è arrivate il momento di svelare le menzogne del capitalismo e di lavorare per superarlo. Ma come? Esaminando le caratteristiche della globalità capitalista, le costrizioni ideologiche entro cui ci dibattiamo ogni giorno, le ben magre prospettive che la persistenza del sistema lascerebbe all'umanità; esplorando le potenzialità e le trappole delle nuove lotte d'emancipazioni sparse per il mondo; sostenendo con forza che una fuoriuscita dal capitalismo si potrà avere solo attingendo all'ispirazione, storica e ideale, delle lotte comuniste, socialiste, comunitarie. È quanto fa in questo libro, immergendo nel fuoco dell'argomentazione materie così diverse come il Cangnam Style e Marx, la Thatcher e i film di Hollywood. "Problemi in paradiso" è dunque un'acuta (e godibile) analisi del mondo in cui viviamo e una felice prefigurazione di quello che, speriamo, verrà.
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?i?ek Slavoj; Manganelli M. (cur.)
Lenin oggi. Ricordare, ripetere, rielaborare
br. A un secolo dalla rivoluzione d'ottobre, Slavoj Zizek ci parla di Lenin e soprattutto lo fa parlare attraverso i suoi scritti. Colui che è stato definito il filosofo più pericoloso dei nostri giorni si confronta con il più celebre rivoluzionario dello scorso secolo, proponendoci di rileggerlo: 11 ricordo, la ripetizione e la rielaborazione del pensiero di Lenin forniscono ancora oggi importanti suggerimenti per la critica e la lotta al capitalismo. Per questo Zizek ha selezionato alcuni testi scritti dal leader bolscevico non alla presa del potere, avvenuta nel 1917, ma negli ultimi anni di vita: Lenin doveva far coesistere gli obiettivi rivoluzionari con il governo di un paese la cui popolazione era stremata dalla guerra e dalla fame, nonché distribuita su un territorio enorme, e confrontarsi con i limiti pratici delle teorie comuniste, traendo però dal rischio del fallimento sempre nuove spinte a immaginare percorsi di rivoluzione. Oggi, dunque - sostiene Zizek - l'importanza fondamentale di Lenin risiede proprio nella sua volontà di confrontarsi lucidamente con la realtà, anche quando si rivela scomoda per i nostri ideali, senza ricette prefissate, unendo spirito pragmatico e immaginazione. È proprio di fronte a uno stallo come quello in cui la sinistra internazionale e la politica globale si trovano oggi -questa è la grande lezione di Lenin - che i rivoluzionari cercano nuove vie.
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Negri Antonio; De Michele G. (cur.)
Galera ed esilio. Storia di un comunista
br. Il 7 aprile 1979, Toni Negri e tanti suoi compagni vengono arrestati in nome di un teorema giudiziario - il celebre «teorema Calogero»: i «professorini» che guidavano Autonomia Operaia erano i capi occulti del terrorismo brigatista - che la storia e i processi smentiranno completamente. Negri fu tra le principali vittime di questa persecuzione, che venne presto percepita come tale da ampi settori dell'opinione pubblica nazionale e internazionale. Questo libro parte da quel 7 aprile e racconta gli anni tremendi delle carceri, speciali e no, su e giù per l'Italia, ma sempre irrimediabilmente distanti dal mondo di «fuori»; racconta i processi, l'assurdo kafkiano che volge in tragedia shakespeariana; racconta poi la vicenda dell'elezione in Parlamento nelle file del Partito Radicale, i tristi giochi della politica, la necessità della fuga in Francia. Infine Parigi, la fragile stabilità della vita dell'esule... E in tutti questi anni: lo studio, il lavoro filosofico e politico. Prosegue con questo secondo volume "Storia di un comunista": un'autobiografia intellettuale e sentimentale che è anche la biografia di un'intera generazione e un pezzo di storia d'Italia e d'Europa spesso rimosso o deformato. Si tratta, qui, del racconto di una vita quasi distrutta, ma tenacemente coerente; e di luoghi, relazioni, sodalizi, amicizie, inimicizie... Soprattutto, del procedere continuo di una curiosità inesauribile, della lotta per la dignità della vita: «La lotta deve tenerci vivi».
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Raufeisen Thomas
Il giorno in cui nostro padre ci rivelò di essere una spia della DDR
brossura Una spia della Stasi nella Germania dell'Ovest, che ha sempre nascosto la sua attività alla famiglia, rischia di essere scoperta e decide di fuggire all'Est con moglie e figli. Michael e Thomas, però, soffrono per la perdita della loro "vera" vita, senza riuscire ad adattarsi alla nuova. Mentre la situazione si fa sempre più insostenibile anche per i genitori, la famiglia decide di tentare il ritorno in Occidente. Ma la strada verso casa sarà lunga, irta di pericoli, forzose battute d'arresto e, purtroppo, non aperta a tutti: la storia drammaticamente vera di una famiglia tedesca in trappola tra due sistemi politici contrapposti.
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Derrida Jacques
Gli spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale
brossura
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Adamczak Bini
Il comunismo raccontato a un bambino (e non solo)
ill., ril. Che cos'è davvero il comunismo, e quale modello di società rappresenta? Come ha cambiato la storia, perché è considerato rivoluzionario e in cosa invece ha sbagliato? L'attivista politica Bini Adamczak ce lo spiega come se fosse una favola ricca di humour e con un pizzico di magia: principesse gelose, bifolchi spodestati, padroni malvagi, lavoratori sfruttati, fabbriche parlanti... non manca proprio nessuno. Preparatevi a entrare in un mondo incantato, ma in cui ogni avvenimento è realmente accaduto. E il lieto fine? Solo noi possiamo scriverlo.
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Papini M. (cur.)
C'era una volta il Pci. Storia della federazione anconetana (1944-1991)
ill., ril.
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Giacomini Ruggero; Höbel Alexander
Antonio Gramsci. Nell'ottantesimo della morte
ill. "La classe operaia possiede un elemento del successo: il numero; ma il numero pesa nella bilancia solo quando è organizzato e consapevole del fine". Così Carlo Marx, nell'Indirizzo inaugurale dell'Associazione Internazionale degli Operai, 1864. Coscienza e organizzazione sono dunque le gambe del processo di emancipazione. Con questa collana la Scuola di formazione politica "Gramsci-Togliatti" del Pci, inaugurata nel 2016 a Campoleone di Lanuvio, intende offrire ai compagni e alle compagne "argomenti" che possano essere di stimolo e occasione di approfondimento.
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Forte Giovanni
I gerarchi. Uomini e vicende del Partito Nazionale Fascista
br. Conclusa la marcia su Roma, con l'avvenuta nomina di Mussolini a capo del governo, all'interno del PNF si aprì immediatamente la discussione su quale ruolo dovesse avere il partito nella formazione del nuovo stato fascista. Le diverse visioni del partito che avevano questi uomini vennero a galla subito dopo la conquista del potere da parte di Mussolini. Partendo da questi momenti, l'autore ha cercato di ripercorrere le vicende che parallelamente videro protagonisti i fascisti e il Partito Nazionale Fascista, analizzandoli ed esplicitandoli con l'ausilio di elaborazioni statistiche; le quali daranno al lettore utili strumenti per una comprensione a tutto campo delle tesi sostenute nel volume.
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Morante Elsa
Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe né partito)
br. Un manifesto in tredici punti per dire l'onore e il disonore dell'uomo. Un testo limpido e fortissimo, nella lingua dei grandi libri della Morante. Seguito da una lettera alle Brigate Rosse. Con una nota di Goffredo Fofi.
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Castellina Luciana
Siberiana
ill., br. Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani attraversa la Russia asiatica. In occasione della Fiera del libro di Mosca, la delegazione viene accompagnata attraverso i profondi cambiamenti della Russia, dal centro alle periferie dell'impero, cinque fusi orari e seimila chilometri da Mosca. La convivenza nei vagoni della Transiberiana, affacciati per centinaia di chilometri sui boschi di betulle, trasforma presto gli ospiti in una brigata allegra che colora il viaggio dei toni di un'inattesa gita scolastica. La cronaca di Luciana Castellina ha la ricchezza di uno scavo archeologico - e come quello riserva molte sorprese - attraverso i diversi strati che l'aspra terra siberiana rivela allo sguardo acuto della scrittrice: all'esplorazione di un presente aperto e contraddittorio si sovrappongono la memoria personale di una testimone appassionata e la storia di popoli, avvenimenti e personaggi scoperti tra le pieghe del passato. Al ritorno, restano alla viaggiatrice un agrodolce "mal di Russia" e il "rovello che ti lascia una società difficile da capire. E infatti, poi, non si smette di cercare".
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Gramsci Antonio; Chimenti E. (cur.)
Cara compagna. Lettere amorose ai Giulia Schucht
br. L'amore di Antonio Gramsci per la compagna Giulia Schucht, nelle lettere dalla lontananza (agosto 1922-novembre 1926) e dal carcere (novembre 1926-gennaio 1937). Il comunismo, la lotta politica, i sentimenti, i figli, le incomprensioni, il desiderio, la prigionia, lo sconforto: un legame amoroso vissuto in forma epistolare, nel tormento della separatezza e col nutrimento della speranza. "Sono, è vero, da molti, da molti anni abituato a pensare che esista una impossibilità assoluta, quasi fatale, che io possa essere amato...". "Il mondo è veramente grande e terribile: esso ci circonda di una immensa muraglia di spazio e di tempo, contro cui la nostra testa batte senza risultato". "Quante volte mi sono domandato se legarsi a una massa era possibile quando non si era mai voluto bene a nessuno, neppure ai propri parenti, se era possibile amare una collettività se non si era amato profondamente delle singole creature umane". "Ti abbraccio forte forte, ti tengo la testa fra le mani per guardarti negli occhi e baciarli, e dopo gli occhi ti bacio la bocca...".
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Neglie Pietro
Il pericolo rosso
brossura
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Brambilla Michele
L'eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «sedicenti»
br. Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò "sedicenti" le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti "borghesi" si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioè che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: "Ho famiglia".
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Sanguineti Edoardo
Come si diventa materialisti storici
br. In questo breve saggio, scritto per il compleanno di Pietro Ingrao, Sanguineti "racconta", con un linguaggio accattivante e provocatorio, il proprio percorso di formazione rivendicando con forza l'attualità del pensiero marxista e del materialismo storico così come si e sviluppato nel corso del Novecento grazie all'apporto di alcuni grandi pensatori come Benjamin e Lukács. La strada indicata dal grande intellettuale genovese non si ferma qui. In queste pagine Sanguineti torna a parlare di "nuovo proletariato" e di "lotta di classe", lanciando un dibattito destinato a far discutere.
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