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Anonimo
Una pagina di storia parlamentare (giugno 1898-giugno 1900). Appunti eclettici di un antico parlamentare
In 8 (cm 14,5 x 21), pp. 80. Brossura editoriale. Saggio pubblicato anonimo in cui si raccontano i due anni di governo di Luigi Pelloux, da giugno 1898 a giugno 1900. Scrive l'Autore: "Mai uomo politico fu cosi' fieramente combattuto dagli avversari, come lo fu l'onorevole Pelloux... non visse tranquillo un giorno solo e dovette sentirsi chiamare responsabile dei mali atti di governo compiuti dal suo predecessore...".
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Basilio Magni
Sopra il diritto dell'Unita' italiana. Alla Maesta' di Vittorio Emanuele II re d'Italia. Orazione. Seconda edizione
In 8 (cm 17 x 24), pp. 80. Dedica autografa al piatto anteriore. Brossura editoriale.
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Gaspare Finali
Interpellanza sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico in rapporto ai diritti della citta' di Roma
In 8 (cm 14,5 x 21,5), pp. 21 + (3 bianche). Brossura editoriale.
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Giovanni Giolitti
Discorso del Ministro del Tesoro (Giolitti) sull'assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario dal 1 luglio 1889 al 30 giugno 1890
In 8 (cm 14,5 x 22), pp. 30. Brossura editoriale.
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Sidney Sonnino
La politica del Ministero. Discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 13 marzo 1902
In 16 (cm 12 x 18,5), pp. 21. Brossura editoriale. Argomenti: Le dimissioni del Ministero. La militarizzazione e le trattative coi ferrovieri; L'azione del Ministero in un anno di governo; La situazione politica e sociale. Insufficienza e ingiustizia dell'opera governativa; L'organizzazione operaia. Liberta' si' ma non incitamento allo sciopero, non partigianeria; Lo sciopero nei servizi pubblici. I doveri del Governo; ecc...
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DE SIERVO Ugo, GIOVANNONI Giovanni, GIOVANNONI Giorgio
Giorgio La Pira Sindaco, 3 volumi
3 volumi in 8, cm. 15,5 x 21, pp. 503; 433; 446. Brossura editoriale illustrata in entrambi i piatti. In ottimo stato. L'opera raccoglie in ordine cronologico discorsi, scritti e lettere di Giorgio La Pira riguardanti la sua attivita' di Sindaco di Firenze, preceduti anno per anno da una panoramica sulla situazione internazionale, nazionale e cittadina. Volume primo: 1951-1955; Volume secondo: 1955 -1957; Volume terzo: 1961-1965.
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Giorgio Cucentrentoli
Perche' siamo monarchici
In 8 (cm 17 x 24), pp. 23 + (1 bianca). Brossura editoriale.
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ALBONETTI Achille
Peistoria degli Stati Uniti d'Europa
In 8, cm. 17,5 x 24,5, pp. 336 + (4). Cartonato editoriale, sovraccoperta con alette descrittive. Tracce di polvere alla coperta. In buone condizioni. Introduzione di Roberto Ducci. il volume ha per oggetto l'esame storico di quanto la poloitica ha fatto per istituire un'Europa politicamente unita.
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Anonimo
Federalisticna monarhija i hrvatsko pitanje napisao Za puk N. Z. B.
In 8 (cm 15 x 22,5), pp. 15. Timbro al frontespizio. Brossura editoriale. Saggio sulla questione croata della monarchia federalista.
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TARIZZO Domenico
L'anarchia. Storia dei movimenti libertari nel mondo.
In 8, cm. 16,8 x 24, pp. 320 + (4), con 190 documenti e illustrazioni in bianco e nero e a colori anche a piena pagina nel testo. Brossura editoriale illustrata a colori. In perfette condizioni. Prefazione Avrich. Opera che raccoglie la storia del pensiero anarchico e le biografie dei suoi piu' prestigiosi esponenti (da Bakunin a Malatesta, da Louise Michel a Cafiero, da Berkman a Durruti), i principali avvenimenti storico-politici delle varie nazioni, una delle piu' complete bibliografie apparse a livello mondiale, un indice analitico e un indice per nazioni.
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ANCEL Alfred
Mentalita' borghese
In 16, cm. 12,5 x 18,3 pp. 108+ (4). Brossura editoriale in cartoncino morbido con titoli in blu e rosso entro doppia filettatura. Coperta e pagine leggermente ingiallite dal fattore tempo. In buone condizioni. Premessa e traduzione di Giovanni Barra. Collana: Il nostro tempo.
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CLERICI E., DALLA TORRE G., DE ROSA G., FONZI F., JEMOLO A. C., SPADOLINI G.
La partecipazione dei cattolici alla vita dello stato italiano
In 8, cm. 15 x 23, pp. 131 + (3). Brossura editoriale che presenta normali segni d'uso e del tempo e leggere bruniture. Pagine ingiallite dal fattore tempo. Nel complesso in buone condizioni.
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AA.VV.
Nuova Rivista di Politica, Scienza ed Arte, anno II, 1 novembre 1907, fasc. XVII
In 8 (cm 16,5 x 24), pagine (8) + pagine numerate da 1053 a 1121. Brossura editoriale. Comprende, fra gli altri, i seguenti articoli: Le innovazioni alla legge sul Consiglio di Stato; Un contributo agli studi religiosi in Italia; Maria di Magdala. Versi di Lucia Pagano.
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Giuseppe Zanardelli
Per Napoli e per Roma. Discorsi pronunziati dal Presidente del Consiglio Zanardelli alla Camera dei Deputati nelle tornate del 26 e 27 giugno 1902
In 8 (cm 16 x 24), pp. 12. Brossura editoriale. Discorsi pronunciati da Giuseppe Zanardelli alla Camera dei Deputati il 26 e 27 giugno 1902.
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AA.VV.
Alessandro VI e Savonarola (brevi e lettere)
In 8, cn. 18 x 26, pp. 245 + (5). Brossura editoriale. Pagine lievemente ingiallite dal fattore tempo, tagli bruniti. Dedica autografa alla prima pagina bianca. A cura dell'Accademia d'Oropa - Commissioni Riunite. Serie Collegiale Vol. I.
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Antonio Genovesi
Universae Christianae Theologiae elementa dogmatica, historica, critica...Editio prima. Tomus primus-secundus
2 volumi in 8 (cm 18,5 x 24 circa), pp. VIII + 264 con tavola all'antiporta incisa all'acquaforte con bel ritratto di Antonio Genovesi di Benedetto Cimarelli, vignetta xilografica al frontespizio raffigurante Minerva in piedi davanti al sole e tra nuvole con elmo, scudo e un libro in mano, in cornice figurata e motto: 'Litterarum felicitas', capilettera e testatina xilografate; (4) + 242 con vignetta xilografica al frontespizio, capolettera e testatina xilografata. Leggera gora all'angolo esterno superiore dei fogli del I tomo. Qualche brunitura sparsa alle pagine. Testo su due colonne. Legatura tardo ottocentesca in mezza pergamena. Edizione originale postuma di quest'opera di Antonio Genovesi: "non senza grande fatica dall'editore riordinata. Era stata ideata e cominciata sin dall'anno 1742, dicendo l'Autore di voler riservarla per gli ozii della vecchiaia. Il manoscritto aveva parecchie cose scorrettamente scritte d'altrui mano, ed altre in carattere si' pessimo che se ne poteva appena comprendere il senso" (B. Gamba, "Opuscoli e lettere familiari di Antonio Genovesi", 1822, p. 20. Nell'opera Genovesi prende posizione in favore dell'anticurialismo auspicando una netta distinzione tra Stato e Chiesa soprattutto nell'ambito delle mansioni dall'uno e dall'altro esercitate nell'ambito della collettivita' nazionale. I due poteri sarebbero dovuti essere vicendevolmente subordinati: la Chiesa allo Stato in tutto cio' che fosse di ordine politico; lo Stato alla Chiesa nelle questioni di carattere spirituale.
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Antonio Amorth
Il problema della struttura dello Stato in Italia. Federalismo, Regionalismo, Autonomismo
In 8 (cm 14,5 x 21), pp. V + 69 + (3). Brossura editoriale con brunitura al piatto posteriore e annotazione manoscritta al primo foglio. La premessa, numerata in romani, montata erroneamente prima del frontespizio, dopo il primo foglio con l'occhietto. Rara edizione originale di questo saggio sulla genesi e sul retroterra storico del regionalismo italiano. Nel dibattito in seno all'Assemblea costituente, si profila la preferenza per un modello organizzativo fondato sul decentramento politico e sulla istituzione di unita' autonome "nell'ambito della comunita' statale, sul piano costituzionale" alla quale venga garantito - attraverso lo statuto - una potesta' di auto-organizzazione e l'esercizio di una potesta' legislativa in determinate materie.
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V. Beonio-Brocchieri
Spengler. La dottrina politica del pangermanesimo post bellico
In 16 (cm 12,5 x 19,5), pp. 172. Dedica autografa al frontespizio (l'A. si firma semplicemente Beo) indirizzata ad Herbert Rilke, importante libraio di origini tedesche a partire dal 1929 direttore della libreria Mondadori di Milano di cui divenne in seguito proprietario. Brossura editoriale.
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V. Beonio-Brocchieri
Studi sulla filosofia politica di T. Hobbes
In 8 (cm 14,5 x 20), pp. (6) + 191 + (1) + XXII + (2). Dedica autografa alla prima carta bianca indirizzata a Herbert Rilke, libraio milanese di origine tedesca (l'A. lo ringrazia per avere curato la pubblicazione del volume). Danni riparati al dorso e ai piatti. Pagine intonse. Saggio di filosofia politica di Vittorio Beonio-Brocchieri nato a Lodi nel 1902 e morto a Milano nel 1979. A Torino consegui' la laurea in giurisprudenza, a Milano in filosofia, e la terza, a Pavia, in scienze politiche. A Torino fu assiduo frequentatore delle lezioni di Einaudi e di Gaetano Mosca con il quale discusse una tesi su Hobbes. Sebbene avviato alla carriera accademica, decise poi di interessarsi al giornalismo e inizio' a scrivere per 'Il secolo' di Milano, 'La Gazzetta del Popolo' di Torino, il 'Corriere della Sera' di cui fu inviato per trent'anni in ogni parte del mondo, dall'estremo Oriente all'Africa dall'America latina alle zone artiche, e presenza fissa in terza pagina. Ricopri' anche la cattedra di Storia delle dottrine politiche all'Universita' di Pavia. Fu anche pilota militare. Questo saggio su Hobbes rientra nel novero delle pubblicazioni accademiche dell'Autore - che fu anche romanziere - ed e' infatti edita dalla Facolta' di Scienze Politiche dell'Universita' di Pavia presso la quale insegno'.
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GIOVANNINI Alberto
Travaglio per la liberta'
In 8, cm. 14 x 21, pp. 528 + (5), con numerose tavole in bianco e nero su carta patinata fuori testo. Legatura in tela editoriale con titoli su tassello al dorso, sovraccoperta illustrata con risvolti illustrativi. Bruniture ai tagli. In buone condizioni. Copia n. 308 firmata dall'autore.
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anonimo
Il Nazionalismo. Opuscoli di propaganda Nazionalita n. 1
In 16, cm. 12,5 x 17,5, pp. 27. Brossura editoriale. Pieghe e strappetti ai margini della coperta. Pagine brunite dal fattore tempo. Primo opuscolo pubblicato dall'Associazione di Propaganda Nazionalista, partito politico che ha rappresentato un'espressione politico-organizzativa del nazionalismo italiano nata a Firenze il 5 dicembre 1910 a seguito del primo congresso dei nazionalisti italiani che gia' da alcuni anni si identificavano nel fondatore dell'Associazione Enrico Corradini. Nel 1923 conflui' nel Partito Nazionale Fascista. All'associazione aderirono intellettuali come Gabriele D'Annunzio e Giovanni Verga e giuristi come Alfredo Rocco.
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Anonimo
La nuova guerra d'indipendenza
In 16, cm. 12,5 x 17,5, pp. 22. Brossura editoriale segnata da bordi stanchi. Pagine brunite dal fattore tempo. In buone condizioni. Opuscolo pubblicato dall'Associazione di Propaganda Nazionalista, partito politico che ha rappresentato un'espressione politico-organizzativa del nazionalismo italiano nata a Firenze il 5 dicembre 1910 a seguito del primo congresso dei nazionalisti italiani che gia' da alcuni anni si identificavano nel fondatore dell'Associazione Enrico Corradini. Nel 1923 conflui' nel Partito Nazionale Fascista. All'associazione aderirono intellettuali come Gabriele D'Annunzio e Giovanni Verga e giuristi come Alfredo Rocco. Allegato bifoglio del Comitato Centrale dell'associazione con le direttive dell'azione nazionalista votate dai Congressi.
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SCIACCALUGA Giuseppe
Camillo Corsanengo uomo vivo. Lineamenti di una vita cristiana
In 16, cm. 13 x 19,5, pp. 107 + (1), con numerose illustrazioni fotografiche in bianco e nero fuori testo. Brossura editoriale che presenta lievi tracce di polvere. Sporadiche sottolineature a lapis. Fascetta editoriale conservata. In ottimo stato. Schedina editoriale. Prima edizione. Seconda edizione riveduta. Presentazaione del Card. Pericle Felici.
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Giuseppe Brandini
La Crispiade o Doncicceide ossia Le glorie di Don Ciccio il Grande. Poemetto (ne' lungo ne' corto, ma di giusta misura) eroico-storico
In 16 (cm 12 x 17), pp. 79 + (1) con illustrazioni a piena pagina nel testo con caricature satiriche di Crispi. Brossura editoriale. Poemetto di satira politica, in versi sdruccioli, scritto da Giuseppe Brandini, sacerdote di Piacenza, un piacentino "spirito bizzarro" - come lo stesso autore si definisce - dedicato alla figura di Francesco Crispi: "N'e' autore il Sacerdote Giuseppe Brandini che si prometteva di scrivere anche una Bacelleide, Bongheide, Carducceide ecc. Scopo: ridere e far ridere un pochino: ma non ci riesce...almeno per la seconda parte" (L. Barbieri, "Il Risorgimento nell'opera di Giosue Carducci, 1935, p. 180).
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SPADOLINI Giovanni
Il mondo di Giolitti
In 8, cm. 15 x 21, pp. XIV + 460 + (4), con 32 tavole in bianco e nero a piena e doppia pagina fuori testo. Legatura in tela editoriale, sovraccoperta con risvolti informativi, illustrata a colori al piatto. Pieghe e strappetti ai margini superiori della coperta, leggero alone brunito alle pagine. Dedica a matita alla prima pagina bianca. In buone condizioni.
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Davide Winspeare
Storia degli abusi feudali
In 8 (cm 15,5 x 24), pp. XXII + 398 + (1) di errata + (1 bianca). Legatura moderna in piena tela. Seconda edizione di quest'opera sul feudalesimo. Consta di due parti: la prima di testo, la seconda con le note. L'A.(Portici 1775 - Napoli 1847), filosofo giurista, avvocato della Corte di Cassazione, fu destituito da questa carica da Ferdinando I, dopo l'esilio rientro' in patria, riprese la professione di avvocato per poi abbandonarla per seguire studi filosofici.
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Giuseppe Mongibello (pseud. di Giacomo Margotti)
La Batracomiomachia politica ovvero Ministri, Deputati, giornali e giornalisti italianissimi che si dipingono l'un l'altro al naturale. Almanacco pel 1857
In 16 (cm 9 x 16), pp. 224. Legatura moderna in mezza tela (conservata all'interno la brossura editoriale). Almanacco per l'anno 1857 (in appendice compare il calendario dell'anno da pagina 211 a 222) comprendente uno scritto satirico politico di Giuseppe Mongibello, pseudonimo di Giovanni Margotti (1823-1887). Fu fra i cattolici piu' fedeli al Papa, un intransigente, che non solo riteneva ingiusta l'abolizione del potere temporale dei pontefici, ma contrastava radicalmente il Risorgimento. Ligure, ma attivo a Torino, teologo e scrittore, fu un giornalista cattolico, un polemista, dirigendo due delle principali testate cattoliche dell'Ottocento: "L'Armonia" e "L'Unita' Cattolica". Per l'attribuzione dell'opera a Margotti, cfr. E. Genta Ternavasio, "Une tres-ancienne famille piemontaise. I Taparelli negli Stati sabaudi (XVII-XIX secolo). Raccolta di studi", 2019, p. 149, e - soprattutto - A. Caruso, "Nationalstaat als Telos? Der konservative Diskurs in Preussen und Sardinien-Piemont 1840-1870", 2017, p. 122 e ss. In quest'opera Margotti redige una sorta di antologia di giudizi negativi pronunciati da liberali contro altri liberali: da Gioberti su Cavour e d'Azeglio, da Farini su Guerrazzi, da Mazzini su Antonio Gallenga, ecc...
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Anonimo
I bimbi ci parlano (Opuscolo di propaganda elettorale della Democrazia Cristiana)
In 16 (cm 14,5 x 19,5), pp. (60) con 16 riproduzioni fotografiche in bianco/nero raffiguranti bambini. Brossura editoriale. Pubblicazione di propaganda elettorale edita dalla Democrazia Cristiana in occasione delle elezioni politiche del 7 giugno 1953. L'opuscolo e' strutturato con foto in bianco/nero di bambini che pongono domande all'interlocutore del tipo: Sai che il 7 giugno papa' e mamma vanno a votare?; Tu credi che con i fascisti o con i comunisti potrebbero votare con la stessa liberta'?; Che cosa credi possa venire di buono dai comunisti o dai fascisti?; Secondo te, se i comunisti vincessero, si preoccuperebbero del benessere del popolo?; E adesso che in famiglia sono tutti d'accordo nel dare il voto allo Scudo Crociato, come ti senti?
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AA.VV.
Giovane critica. 18. Inverno/primavera 1968
In 8 (cm 22,5 x 22,5), pp. 108. Brossura editoriale con qualche danno ai piatti. Numero di questa rivista fondata a Catania nel dicembre-gennaio 1963-1964, grazie a un gruppo di studenti e intellettuali che facevano capo al Centro Universitario Cinematografico diretto da Pietro Battiato. Nel comitato direttivo erano Nino Recupero, Vittorio Campione, Miriam Campanella, Gaetano Leo cui si aggiungera' Giampiero Mughini. Argomento principale della rivista era la critica cinematografica militante sull'esempio di altre riviste in Italia come "Cinema 60" e "Cinema nuovo". Tra il 1965 e il 1966, su impulso di Mughini, la rivista comincia a dare maggiore spazio alla politica. Gli interventi della stagione politica sono tesi a smascherare i contenuti riformisti, visti come negativi, della sinistra in campo cinematografico e teatrale. In questo numero: Claudio Meldolesi, "Sul teatro politico"; Edoarda Masi, "Linee di storia del PC"; Giovanni Mottura, "Appunti sulle prospettive di un'azione politica del mezzogiorno"; Stefano Merli, "Sui problemi della ricerca consiliare nel movimento operaio italiano"; ecc...
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(Jean Jacques Rutledge)
Essais politiques sur l'etat actuel de quelques puissances
In 16 (cm 11,5 x 19), pp. XVI + 211 + (1). Legatura coeva in mezza pelle con angoli. Edizione originale, pubblicata anonima ma attribuita a Jean Jacques Rutledge, di quest'opera di politica internazionale uscita alla vigilia dell'intervento francese nella guerra per l'indipendenza americana delle tredici colonie britanniche del Nordamerica. Rutledge voleva dimostrare che l'imminente guerra che, secondo lui, sarebbe stato persa dalla Gran Bretagna, avrebbe condotto alla formazione di un nuovo ordine mondiale che avrebbe sostituito quello scaturito dai trattati di Westphalia e Utrecht del 1648 e del 1715. Questi trattati avevano di fatto ratificato delle ineguaglianze fra i vari stati in un sistema immorale di bilanciamento dei poteri che aveva perpetuato le ingiustizie, la miseria e la schiavitu' fra i popoli dell'Europa. Il cardine del nuovo assetto sarebbe stato alla fine un asse anglo francese che avrebbe protetto l'Europa a lungo termine dalla minaccia della Russia a est e dall'emergere del Nuovo Mondo ad ovest. Jean Jacques Rutledge nacque nel 1742 a Dunkirk. La madre era francese e il padre irlandese, ed egli crebbe con una cultura bilingue. Partecipo' alla causa giacobita e combatte' nella guerra dei Sette anni. Nel 1775 si trasferi' a Parigi per iniziare una carriera di scrittore e giornalista, compose alcune opere, anche per il teatro, e gli Essais politiques, la sua opera politica piu' importante nella quale tenta di conciliare - come aveva fatto anche in letteratura - l'anima inglese con quella francese che avevano sempre convissuto nella sua formazione.
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Giulio Pisan
Intorno alla Costituente italiana considerata come mezzo di conseguimento della nostra indipendenza. Pensieri
In 16 (cm 12 x 18), pp. 280. Danni riparati al dorso. Brossura editoriale. Edizione originale di questo saggio di Giulio Pisani in cui venivano attaccati i Savoia e sposate le idee repubblicane mazziniane. Secondo Pagliano (Biografie degli italiani dal 1847 al 1866, I), l'A. e' Luigi Antonio Caraccioli, che si firma con uno pseudonimo (tuttavia in studi anche recenti l'Autore e' sempre menzionato come Giulio Pisani).
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Rousseau
Reflexions sur le discours de J. Jaques Rousseau citoyen de Geneve sur l'origine et les fondemens de l'inegalite parmi le hommes
In 16, cm 10,5 x 16,5, pp. 352 + (2) errata. Mezza pelle ottocentesca con fregi al dorso. Fresco esemplare. Edizione originale con dedicatoria dell'autore al Papa Pio VI di questa confutazione delle teorie rousseauiane nella quale si fanno coincidere le regole di natura con l'ossequio al governo sovrano: '...C'est donc tout gouvernement souverain , irrevocable et sans retour qu'il appelle despotisme et tirannie...'
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Alfredo Misuri
Per l'assetto interno. Discorso pronunziato alla Camera dei Deputati nella tornata del 29 maggio 1923
In 8 (cm 14,5 x 21), pp. 29 + (1 bianca). Brossura editoriale. Edizione originale. In questo discorso pronunciato alla Camera il 29 maggio 1923, poche ore prima di essere aggredito e gravemente ferito da una squadra fascista, Alfredo Misuri, deputato umbro, aveva chiesto di smobilitare gradualmente le organizzazioni fasciste, di allargare a tutte le "sane correnti nazionali" la responsabilita' di formare la base del governo, di eliminare le interferenze del segretario del PNF sul governo e dei segretari politici sui prefetti e sulle altre autorita' locali, di inquadrare la Milizia nell'esercito. "È pur vero che alcuni tra i principali dissidenti, come Misuri e Sala, non erano certo estranei all'esperienza del rassismo e dello squadrismo, e se ne servivano non meno dei loro avversari politici" ("Les familles politiques en Europe occidentale au XXe siecle. Actes du colloque international organise' par l'Ecole francaise de Rome", p. 125). Dopo questo discorso, nel quale Misuri aveva comunque denunciato le illegalita' fasciste, venne fatto bastonare a Roma per ordine di Mussolini. Ottavio Corgini, altro deputato dissidente di Reggio Emilia, solidarizzo' con lui. I due furono espulsi dal partito e fondarono l'associazione "Patria e Liberta'" con un programma monarchico e nazionalista.
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Francesco Crispi
I doveri internazionali. Discorso pronunciato a Firenze l'8 ottobre 1890
In 8 (cm 15 x 23,5), pp. 29 + (3 bianche). Brossura editoriale. Noto discorso di Firenze in cui Crispi, presidente del Consiglio, assunse una netta posizione anti irredentista.
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Richard Scholz
Studien uber die politischen Streitschriften des 14. und 15. Jahrhunderts
In 8 (cm 17 x 24,5), pp. 20. Pagine intonse. Brossura editoriale.
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Francesco Petrini
Gioberti nell'idealismo di Spaventa
In 8 (cm 17 x 24), pp. 69 + (3). Qualche fioritura sparsa alle pagine. Brossura editoriale.
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Anonimo
L'alliance franco-russe devant la crisi orientale par un diplomate etranger
In 8 (cm 14 x 22,5), pp. 45 + (3). Un segno con lapis blu al margine del testo. Brossura editoriale con mancanza reintegrata al margine inferiore del piatto anteriore. Pubblicazione anonima - l'A. e' indicato semplicemente come "diplomatico straniero" - sull'alleanza franco-russa del 1892 quando i due Paesi si unirono contrapponendosi all'alleanza austro-tedesco-italiana, in parte fiancheggiata dall'Inghilterra.
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Francesco Paolo Curcio
Lo Stato e i suoi funzionari. Disamina e concetti
In 8 (cm 13,5 x 20), pp. 86. Legatura coeva in mezza tela. Saggio sull'amministrazione pubblica in Italia in cui l'A. tratta la questione del riordinamento amministrativo. Secondo Curcio, l'amministratore e' da sempre considerato "un cieco istrumento in mano del potere supremo dello Stato", invece egli e' un rappresentante dello Stato che deve essere sempre all'altezza del proprio mandato. L'A. si interroga anche sull'opportunita' dell'individuazione tramite concorso pubblico di queste figure laddove, per certe cariche, sarebbe preferibile la scelta diretta. Presenti anche alcuni riferimenti all'amministrazione pubblica di alcuni Stati stranieri confrontata con l'Italia.
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Giuseppe Cavallotti
Per la buona memoria di mio padre (Risposta a Palamenghi Crispi)
In 8 (cm 17 x 23), pp. 30. Pagine intonse. Brossura editoriale. Saggio pubblicato senza data, ma ascrivibile al 1912, scritto da Giuseppe, figlio di Felice Cavallotti, che fa seguito all'uscita dei "Carteggi inediti" di Francesco Crispi, pubblicati da Tommaso Palamenghi Crispi, in cui sostanzialmente veniva denigrata la figura di Felice Cavallotti.
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Giotto Dainelli, De Bacci Venuti, Antonio Cippico
La Dalmazia. Sua italianita', suo valore per la liberta' d'Italia nell'Adriatico
In 8 (cm 13 x 21,5 circa), pp. VIII + 214 + (1) di indice + (1 bianca). Lunga dedica autografa manoscritta alla prima carta bianca di Antonio Cippico. Pagine intonse ancora chiuse. Pergamino editoriale illustrato. Raccolta di saggi di diversi autori sulla Dalmazia fra i quali: G. Dainelli, Caratteri geografici della Dalmazia, T. De Bacci Venuti, La Dalmazia e la sua italianita' fino al sec. XI; P. L. Rambaldi, Nel nome di S. Marco; E. G. Parodi, Latinita' e italianita' della Dalmazia secondo la testimonianza della sua lingua; A. Cippico, Delle lettere italiane in Dalmazia; A. Orefici, Alcuni cenni sui dalmati nella storia dell'arte italiana del Rinascimento; P. Foscari, La Dalmazia e il problema strategico dell'Adriatico; G. Tamaro, La reintegrazione nazionale dell'Adriatico ed i pericoli di un irredentismo slavo.
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Eugene vicomte de Guichen
La situation interieure de la Russie du XVIII au XX siecle. Communication faite le 16 Avril 1932 a l'Academie des Sciences Morales et Politiques et le 12 Mai 1932 a l'Academie de Barcelone
In 8 (cm 14 x 22,5), pp. 67 + (1). Qualche sporadico segno a matita ai margini del testo. Dedica autografa al contropiatto anteriore. Brossura editoriale. Saggio in cui l'A. analizza la situazione di politica interna in Russia all'indomani della rivoluzione comunista. De Guichen si dice contrario all'idea degli utopisti che vorrebbero ricostituire una Russia unitaria, come in quella zarista del passato, sostenendo invece la necessita' del federalismo in Russia, cosi' come in Germania, condizione necessaria per garantire una pace solida.
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Sergio Panunzio
Introduzione alla Societa' delle Nazioni. Il diritto e' misura
In 8 (cm 16,5 x 24), pp. 64. Brossura editoriale con qualche alone ai piatti. Primo saggio pubblicato da Panunzio nel dopoguerra sul tema della Societa' delle Nazioni, il grande progetto internazionale di una Lega delle Nazioni, fortemente voluto dal presidente americano Wilson, varato con la Conferenza di Parigi nel 1919. Le attenzioni di Panunzio si concentrano sulla natura che deve assumere il consorzio internazionale e sulla riconsiderazione del principio di indipendenza statale e sovranita'. L'A. dichiarava tramontata la pretesa esistenza di un principio giuridico-formale di nazionalita'. Era auspicabile che la Societa' delle Nazioni divenisse un organismo vivente morale in cui solo gli Stati liberi potevano relazionarsi tra di loro potendo esigere che gli altri si allineassero alla medesima loro condizione giuridica per realizzare un vero ordine internazionale degli eguali.
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Camillo Gatteschi
Guerra, societa', politica
In 8 (cm 18 x 25), pp. 17 + (5). Pagine chiuse. Brossura editoriale. "Il Colonnello Gatteschi, docente di Cultura Militare nella Universita' di Firenze, riassume in questo breve scritto i concetti della guerra come fenomeno politico sociale considerando le differenti specie di guerre, religiose, territoriali, di espansione, ideologiche, di egemonia, economiche" ("Rivista marittima", 1939, p. 474).
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Giuseppe Mazzini
Repubblica e monarchia. A Giuseppe Mazzini. Lettera
In 16 (cm 12,5 x 19), pp. 85 + (3). Pagine intonse. Danni riparati al dorso. Brossura editoriale con macchietta al piatto anteriore. Famosa lettera di Crispi in risposta ad una lettera di Mazzini pubblicata sull'Unita' italiana del 3 gennaio dello stesso anno. Crispi aveva fatto professione di fede monarchica il 18 novembre 1864 in un discorso alla Camera, a Torino, pronunciando la famosa frase: "La monarchia ci unisce, la repubblica ci dividerebbe". Da qui la risposta di Mazzini del gennaio 1865, che segno' la definitiva rottura fra il partito mazziniano e la maggior parte della sinistra parlamentare, a cui risponde nuovamente Crispi con questa lettera.
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AA.VV.
IX Congresso nazionale della Democrazia Cristiana. Roma, 27-29 giugno 1964. Mozione di centrismo popolare
In 8 (cm 14,5 x 21), pp. 16. Fogli chiusi. Privo di legatura all'origine. Estratto editoriale dal settimanale politico "Il centro", n. 99 del 19 aprile 1964. Mozione della corrente della destra democristiana di "Centrismo Popolare", a cui aderirono Mario Scelba, Guido Gonella e Oscar Luigi Scalfaro.
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Antonio Salandra
Sui provvedimenti per il Mezzogiorno. Discorso del Deputato Antonio Salandra pronunciato alla Camera dei Deputati
In 8 (cm 14,5 x 21,5), pp. 35 + (1 bianca). Brossura editoriale. Discorso alla Camera in cui Salandra chiedeva al governo provvedimenti economici a favore della citta' di Napoli, per l'acquedotto pugliese, per i lavori pubblici e per favorire produzione e scambi commerciali. Nel suo intervento inquadrava la questione del Mezzogiorno in termini soprattutto economici. Parlava di una crescita fortemente squilibrata rispetto ad "altre contrade d'Italia" e si meravigliava che dai banchi del governo il ministro del Tesoro, Ernesto Di Broglio, richiamasse in causa vecchi miti e leggende come quello della "feracita' del suolo" o facesse appello all'ingegno "naturale degli abitanti".
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Pierre-Louis Parisis
La democratie devant l'enseignement catholique. Cas de conscience. Seconde serie
In 8 (cm 15 x 23), pp. 115 + (1). Fioriture sparse alle pagine. Pagine intonse. Brossura editoriale. "En 1849, la seconde serie des 'Cas de conscience', intitulee 'La dimocratie devant l'enseignement catholique', montre que le prelat relativement liberal de 1847 ne se rallie pas a la democratie deux ans plus tard. La doctrine de la souverainete', exposee dans les trois premiers cas de conscience, justife au moins autant le futur regime autoritaire de janvier 1852. En effet, la souverainete' du peuple n'est ni complete, ni permanente; si le peuple peut designer le souverain par l'election, il lui doit obeissance, et, sauf-cas extreme, l'insurrection contre le pouvoir etabli est criminelle. D'autre part, dans les trois derniers cas de conscience, commentant la devise republicaine 'Liberte', Egalite', Fraternite'', Parisis pense que les chretiens ne peuvent y adherer sans reserves et sans limitations strictes. A propos de chaque terme, il repond negativement aux requetes essentielles des democrates. On peut, sans manquer a l'Evangile qui a donne' la liberte' au monde, ne pas etre partisan de la liberte' democratique. On doit reconnaitre l'egalite' des hommes devant Dieu, mais l'egalite' devant la loi peut etre assuree sous differents regimes, et l'abolition des inegalite's sociales reclame'e par l'esprit democratique ne produirait que des ruines" ("Une Chretiente' au XIXe siecle? La vie religieuse des populations du diocese d'Arras (1840-1914)", 1977, p. 263).
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ALFIERI Vittorio
Panegirico di Plinio a Trajano nuovamente trovato e tradotto...
In 8o, cm 13,5 x 20, pp. 70. Cartonatura editoriale muta. Fresco esemplare di questa seconda edizione, pubblicata nello stesso anno della prima (edita a Parigi in 525 esemplari presso lo stampatore Philippe-Denys Pierres). Alfieri, entusiasmatosi dalla lettura delle lettere di Plinio, rimase invece deluso dal Panegirico, opera che ritenne eccessivamente retorica e celebrativa. Decise cosi' di produrre questo falso, con uno spirito piu' attinente alle lettere, fingendo di aver ritrovato questa versione in un antico manoscritto. In essa viene celebrato l'ideale del principe che rinuncia al potere dispotico e dona la liberta' ai cittadini. Bustico, Bibliografia di Vittorio Alfieri, 359.
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SAVONAROLA Girolamo
Discorso di Girolamo Savonarola circa il reggimento e governo degli stati e specialmente sopra il governo della citta' ... si aggiunge un discorso ... quando fu spedito a Pisa ambasciatore a Carlo VIII ... ed un opuscolo ... sopra la Riforma di Firenze ...
In 8o, cm 17 x 22,5, pp. IV + 80. Mezza pelle ottocentesca con angoli. L'opera, scritta durante gli ultimi mesi di vita del Savonarola e pubblicata nel 1498, occupandosi delle varie forme di governo, conclude come per Firenze la forma ideale sia un governo collegiale di tipo repubblicano. Descrive in seguito i danni causati dal governo di un principe corrotto e di come la Repubblica sia governata dal Consiglio Maggiore. Gamba, relativamente a questa edizione, scrive: "ristampa spregevole erasene fatta nello scorso secolo da Migliorotto Maccioni in Firenze ma colla data di Londra". Gamba, 1150.
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(MONTI Vincenzo)
Lettera di Francesco Piranesi al Signor Generale D. Giovanni Acton. (Segue): Sommario ed estratti di documenti i di cui originali esistono nelle mani del Governo Svedese. (Segue): Fatto storico della carcerazione di Vincenzo Mori seguita in Napoli il di 13 febraro 1794
3 opere legate in un volume in 8o, cm 17 x 22,5, pp. 72; XXXII; 13. Mezza pergamena ottocentesca. Raccolta di tre memorie, la prima delle quali dicesi redatta dallo stesso Vincenzo Monti a difesa dell'operato di Francesco Piranesi, figlio e prosecutore dell'attivita' di incisore, stampatore e cultore di belle arti del piu' noto Giovanbattista. Questi, a partire dal 1785, divenne uomo di fiducia e agente in Italia del Re di Svezia Gustavo III, in particolare per quanto riguardava la fornitura di materiale archeologico e artistico al fine di arricchire le collezioni del monarca (Piranesi, nel 1784, aveva gia' venduto a Gustavo la ricca collezione di antichita' del padre). Nel corso degli anni, il rapporto con la corte svedese divenne piu' stretto, al punto che Piranesi si trovo' nella veste di informatore politico. Anche dopo la morte di Gustavo, nel 1792, questo rapporto prosegui', venendo Francesco anche incaricato di sorvegliare le attivita' dell'ambasciatore svedese a Napoli, sospettato di tradimento per aver pubblicato un'opera dedicata alla figura di Gustavo di Svezia, dura critica al governo del Reggente Carlo di Sudermania. Scoperto in questa sua attivita' spionistica, Piranesi venne accusato dal Segretario di Stato del Regno di Napoli, John Acton, di avere tramato al fine di far assassinare il diplomatico. Questi libelli rappresentano la difesa dalle calunniose accuse dalle quali peraltro Piranesi verra' presto scagionato. Nell'opera di Leone Vicchi, 'Vincenzo Monti le lettere e la politica', viene dato ampiamente conto del segreto adoperarsi di Monti in quest'opera di difesa di Piranesi, lavoro svolto dallo scrittore in grande segretezza, tant'e' che solo nel 1798 Foscolo svelo' il vero autore autore della serie di memorie, anche perche' queste presto vennero bandite e le copie dell'opera furono bruciate dal boia in Napoli. L. Vicchi, 'Vincenzo Monti...', p. 57 e segg.
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