|
|
|
La Foye Jean de
Manuale di radiestesia. Conoscere e gestire le onde di forma
ill., br. Tutto ciò che ha forma, tutto quel che sprigiona energia, il sottosuolo, gli edifici, i mobili di casa, gli oggetti che si indossano, gli apparecchi elettrici, i cibi ed altro, tutto emette onde di forma dalle quali dipendono parzialmente la nostra salute, il nostro comportamento e il nostro benessere. Alcune sono benefiche, altre nefaste. Questo manuale - strumento tecnico di lavoro per operatori - insegna a conoscerle, a gestirle, a proteggercene, quando serve. Nelle sue pagine il pendolo riacquista i propri connotati non già di strumento divinatorio, magico, ma di utensile di percezione, come l'occhio o l'orecchio, capace di indagare su fenomeni che ancora sfuggono agli strumenti classici, ma tuttavia sono tangibili e indiscutibili.
|
|
|
La Licata Emiliano
Giocare sull'orlo del caos. La creatività del linguaggio tra l'epistemologia della complessità e la filosofia di Wittgenstein
br. Rileggendo le "Ricerche filosofiche" con gli occhi dei teorici della complessità, posso affermare che Wittgenstein si concentra su una idea di gioco che nel suo svolgersi prevede sviluppi creativi, innovazioni che non possono essere previste prima che il gioco abbia luogo. Prendendo a prestito parole dai teorici della complessità, ho chiamato questa idea giocare sull'orlo del caos, per evidenziare il concetto che giocare significa costruire collettivamente, secondo regole flessibili, una trama semantica che deve essere costantemente mantenuta viva con l'aiuto della tecnica, del talento e delle capacità dei giocatori; altrimenti, se ciò non avviene, il gioco rischia di crollare verso il disordine semantico. Il gioco diventa, così, quello spazio regolato che al suo interno lascia spazio alla creatività. Esso sviluppa creatività, cioè la possibilità di creare innovazione, la possibilità di cucire un ricamo semantico che si differenzia sempre e sempre più. Frutto di processi creativi, l'innovazione diventa quel processo che si sviluppa all'interno di una ecologia semantica regolata; solamente all'interno di una tradizione ereditata prendono l'avvio processi innovativi che provano a modificare, trasformare e rivoluzionare del tutto lo sfondo semantico ereditato.
|
|
|
La Licata Emiliano
Il terreno scabro. Wittgenstein su regole e forme di vita
brossura Il terreno scabro è una espressione che Wittgenstein usa nelle Ricerche filosofiche per segnare una frattura teorica dalla quale nasce una nuova filosofia. In questa e attraverso questa, egli vuole allontanarsi dal mondo ideale che la purezza cristallina della logica immagina, quel mondo ideale che era stato pensato durante le riflessioni giovanili e che aveva trovato espressione nel Tractatus logico-philosophicus. Il filosofo viennese vuole allontanarsi da un mondo ideale dove non esiste movimento, cioè trasformazione e mutamento. La fase filosofica di Wittgenstein post Tractatus, incarnata nelle Ricerche filosofiche, nasce all'insegna della volontà di osservare il linguaggio reale, non la sua versione immaginaria, ideale e semplificata. Wittgenstein desidera osservare il linguaggio che si parla tutti i giorni e non solo il linguaggio studiato dai logici. Cosa significa muoversi sul terreno scabro del linguaggio reale? In primo luogo, l'attrito del terreno scabro frena il movimento filosofico verso l'alto, verso la metafisica del linguaggio, il quale, piuttosto che diventare ideale, rimane sempre ancorato all'immanenza della realtà. L'attrito evita che si spicchi il volo verso un fuori trascendente, ideale e metafisico, dove tutto fila liscio come su una lastra di ghiaccio. Il terreno dell'immanenza è, invece, il terreno delle relazioni linguistiche, delle pratiche umane che si concretizzano nella prassi delle forme di vita: nell'antropologia delle forme di vita.
|
|
|
La Luz Falcón María de
10 consigli per non vivere frustrato
brossura
|
|
|
La Mela C. (cur.)
Fondamenti di terapia cognitiva
br. Questo volume si propone nella doppia veste di introduzione ai principi della Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e di guida alla loro applicazione nella pratica clinica. Nata nella metà del secolo scorso, la TCC ha incontrato negli ultimi anni un successo e una diffusione di vastissima portata. Il suo primo impianto teorico, elaborato da Aaron Beck e Albert Ellis, ha subito rilevanti trasformazioni, nel corso delle quali sono state messe a fuoco e progressivamente integrate la dimensione relazionale e metacognitiva, l'attenzione agli scopi e alle metacredenze, ai temi e ai piani di vita, giungendo così alla formulazione della terapia cognitiva "di terza generazione", che vede negli interventi di mindfulness e nella acceptance and commitment therapy le principali innovazioni. Scopo del libro è fornire un'analisi dettagliata del processo terapeutico della TCC, attraverso una descrizione passo-passo della conduzione delle sedute e un vasto repertorio di casi clinici. Non mancano un'aggiornata bibliografia internazionale e utili strumenti di concettualizzazione per l'assessment.
|
|
|
La Mettrie Julien O. de
L'uomo macchina
br. Un'unica sostanza per tutto l'universo e nessuna differenza che consenta una qualsiasi forma di trascendenza. Questo lo scenario filosofico e scientifico nel quale viene a collocarsi la descrizione dell'uomo contenuta in uno dei più fortunati e controversi testi polemici dell'illuminismo, scritto nel 1747 dal filosofo e medico Julien Offray de La Mettrie. L'intera dimensione del vivente è ricondotta a un principio materialistico unitario e può essere scientificamente descritta attraverso lo studio della struttura degli organismi. Da qui una serie di osservazioni e di esempi che illustrano il modo in cui incomincia ad articolarsi un nuovo sguardo rivolto alla vita, scrupolosamente basato sull'esperienza e al riparo da spiegazioni o tentazioni metafisiche. Da qui, anche, una messa fuori gioco della nozione di "anima" in quanto sostanza separata dal corpo e dalla materia. Di conseguenza un rilancio - assai azzardato per quell'epoca, ma non solo - di molte e decisive questioni morali.
|
|
|
La Mettrie Julien O. de; Campi R. (cur.)
La voluttà
br. Il gusto per il gioco della seduzione, l'aspirazione a una forma di felicità mondana e sensuale, la dialettica di ragione e sentimento, che sono alcuni dei tratti che caratterizzano Io spirito filosofico del Settecento francese, si trovano concentrati in questo breve testo di La Mettrie apparso nel 1746. In quest'opera, l'apologia della voluttà diventa pretesto per un'apologia della natura stessa dell'uomo, un appassionato appello in favore della sua liberazione da ogni pregiudizio: il materialismo di La Mettrie, che nasce dalle sue esperienze di medico, rivendica per l'uomo il diritto a esprimere quelle pulsioni naturali che lo spingono irresistibilmente verso la ricerca del piacere. La Mettrie si rifiuta di identificare la virtù con il controllo e la repressione delle passioni e, anticipando di quasi due secoli certe teorie psicanalitiche, riconosce invece nel principio di piacere la pulsione primaria dell'uomo. Lo "spirito" non è allora la negazione del corpo e dei suoi impulsi, bensì soltanto la capacità da parte dell'uomo di fare un buon uso dei propri sensi e piaceri: "voluttà" è il nome con cui La Mettrie designa quest'arte raffinata. Ciò che rende La voluttà un testo particolarmente affascinante, e così tipicamente settecentesco, è la fusione in esso di argomentazioni filosofiche e di forme narrative di gusto rococò, di ardite prese di posizione anti-metafisiche e di slanci lirici.
|
|
|
La Mothe Le Vayer François; De Felice F. (cur.)
Sulla libertà e la schiavitù-De la liberté et de la servitude. Ediz. bilingue
br. Il "De la liberté et de la servitude" pubblicato da Francis de La Mothe Le Vayer nel 1643, rappresenta il lucido e innovativo contributo moderno alla filosofia morale e politica di un pensatore bifronte, privatamente critico del potere, pubblicamente difensore della monarchia francese. Denunciando le contraddizioni dei filosofi che credono di essere liberi in catene e dei cortigiani che scelgono volontariamente di servire per ottenere vantaggi fittizi, La Mothe ridiscute la possibilità da parte dell'uomo di diventare veramente libero. Introduzione di Federica De Felice.
|
|
|
La Paglia Roberto
Cagliostro. Le verità nascoste
brossura
|
|
|
La Paglia Roberto
I viaggi astrali. Le esperienze extracorporee
br. Una rassegna delle tecniche che conducono alla scoperta dell'invisibile attraverso i fenomeni extrasensoriali. Argomenti trattari: il mondo astrale e le sue vibrazioni; prepararsi al viaggio con la meditazione; lo sdoppiamento e le esperienze dei "viaggiatori"; le quattro tappe del "rientro" consapevole.
|
|
|
La Porta Felice
La coscienza delocalizzata
brossura In un mondo dove l'imperativo sembra limitarsi al culto per il possesso e all'interesse personale, la sua strada è inevitabilmente segnata verso la deriva etica e ancor più spirituale. A contrastare quello che costituisce un tracollo di valori, causato in prevalenza dalla sola visione esteriore della vita e da una eccessiva considerazione per il proprio ego, viene affidato alla efficacia di pochi aforismi convalidati dalle moderne evidenze scientifiche, il compito di indicare l'unica alternativa possibile per attuare una decisa inversione di tendenza in una società frettolosa e distratta da mille questioni contingenti. Le risultanti convergenti, tra pensiero speculativo e concretezza scientifica, ci propongono le possibilità della via interiore, intesa come valido strumento per la valutazione effettiva della libertà dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Quando raggiungeremo una visione sufficientemente chiara del nostro essere profondo, potremo fare affidamento su una maggiore consapevolezza che ci condurrà, in una concomitanza di principi creativi, al cospetto di una nuova Realtà in cui potremo infine riconoscerci, nel riflesso della nostra divina emanazione.
|
|
|
La Porta Filippo
Il bene e gli altri. Dante e un'etica per il nuovo millennio
br. Come educare oggi un giovane, immerso in una cultura che ignora l'umanesimo e i tradizionali veicoli del sapere? In che modo riformulare i dilemmi dell'etica dopo che gli dei hanno abbandonato i nostri cieli? L'"inattuale" Dante - uomo del Medioevo e abitante di un universo ancora stabile - può darci indicazioni preziose attraverso l'ausilio involontario di Simone Weil. La filosofa francese ha scritto: "È bene ciò che dà maggiore realtà agli esseri e alle cose, male ciò che gliela toglie". Alla luce di questa intuizione La Porta individua l'idea morale all'origine della "Commedia", dove i sette peccati capitali tolgono tutti realtà al prossimo. Così Dante può aiutarci a ridefinire un'etica che non consiste in imperativi categorici ma che ci permette di far esistere il mondo, nella sua inviolabile, corposa, mutevole alterità. E che ci chiede di "ascoltare" gli altri proprio al fine di farli esistere, e di far esistere così anche noi.
|
|
|
La Porta Lelio
Sulla sempiternità della natura
br. Il libro vuole indagare la plausibilità della posizione materialistico-naturalista intorno al tema della natura a partire dal creazionismo secondo il quale «la natura è divina» in quanto frutto della creazione di un Dio persona a lei esterno; si tratta del rapporto fra Creatore e creato consegnato alle prime righe della Bibbia e tramandato dal monoteismo ebraico e cristiano, sia dal punto di vista cattolico, sia dal punto di vista protestante, fino a farne un dogma che, in quanto tale, è indiscutibile. Secondo il materialismo naturalista «la natura è divina» in quanto in essa si manifesta una circolarità, un'eternità ritornante di tutte le cose, una sempiternità, che riconduce ad un qualcosa di divino, cioè di perfetto, che è nella natura stessa. Nel percorso si incontrano, fra gli altri, Agostino e Arendt, Marx, Gramsci e Lukács, Leopardi e Diderot, Cartesio e Spinoza, Löwith e le forme contemporanee del materialismo naturalista riconducibili all'elaborazione di Orlando Franceschelli.
|
|
|
La Porta Salvatore
Elogio della rabbia
brossura
|
|
|
La Porta Salvatore
Less is more. Sull'arte di non avere niente
br. Apri il tuo portafoglio. Cosa vedi? Scontrini, tessere della palestra, del discount, fotografie di tuo figlio, della donna o dell'uomo di cui sei innamorato, la patente, il documento d'identità, la carta di credito, i biglietti da visita. Tutti oggetti che descrivono perfettamente chi sei, cosa fai, che persona ambisci a essere. Anche la tua casa, se ci pensi bene, dice molto di te: hai una tv nuova, i quadri di un artista che credi ti rappresenti, sul balcone hai costruito un piccolo orto verticale - va di moda, e poi è un'ottima strategia per risparmiare qualche euro sulla spesa. Da anni desideravi avventurarti in qualche località esotica e pericolosamente sperduta: hai già ricaricato la prepagata, scelto il volo più economico, confermato la stanza di un albergo a due stelle, ma con piscina. Ricorda di chiedere le ferie, ma prima devi pagare le bollette, il mutuo, l'assicurazione, il tagliando, la benzina. Quando sarai partito, non dimenticarti di scrivere a mamma e papà: non farli preoccupare. Il prossimo mese comincia il corso di nuoto: hai fatto l'iscrizione? Hai prenotato la visita medica? Lo stipendio ha iniziato il suo inesorabile countdown: il cinema, il sushi all-you-can-eat, i giochi per i bambini, la crema per la pelle liscia, il sapone per la pelle grassa. Beni indispensabili che dicono tutto di te. Oppure no? Forse sei intrappolato dalle cose che desideri, lettore, e sfortunatamente non ho trucchi da mostrarti. Non ti insegnerò a vivere con pochi euro al giorno, e comunque non ti basterebbe. Però posso fare molto di più per te: farti conoscere l'arte di non avere niente. È una pratica antica professata da filosofi e mistici orientali, pellegrini e cantori. Ed è l'unico sentiero che può condurti a riscoprire la vita nella sua essenza, sotto il velo delle illusioni, della nostalgia, delle maschere, dei rimorsi e dei bisogni indotti. Solo cosi potrai riconquistare la tua libertà, vivere senza rimpianti e rispondere alla più antica e impossibile delle domande: Chi sei?
|
|
|
La Rochefoucauld François de; Ieva F. (cur.)
Massime morali
br. Il 2 luglio 1652 Turenne, il comandante delle truppe fedeli al re di Francia, intercetta un esercito frondista guidato dal principe di Condé nei pressi del Faubourg Saint-Antoine. Durante le fasi concitate dello scontro, un colpo di moschetto raggiunge il duca di La Rochefoucauld alla testa: il proiettile penetra sotto un occhio per fuoriuscire dall'altro. Secondo una diffusa linea interpretativa, questo episodio rappresenta il momento cruciale nella vita del duca: La Rochefoucauld da allora avrebbe deposto le armi per dedicarsi alla vita letteraria. Molto letti e consultati, gli aforismi del filosofo francese sono tra i libri preferiti da Madame de Maintenon, l'ultima amante di Luigi XIV, e da Cristina di Svezia, che ne scriverà interessanti commenti. Nel Settecento le "Massime" consolidano la loro fama; celebre il giudizio di Voltaire: "Una tra le opere che più contribuì a formare il gusto della nazione e a darle uno spirito di giustezza e di precisione. Benché quel libro ripeta quasi sempre la stessa verità, e cioè che 'l'amor proprio è il movente di ogni azione', pure quel pensiero assume tanti diversi aspetti da risultarne nuovo e imprevisto". Questo libro, uscito anonimo nella prima edizione, appare segnato da un profondo pessimismo, per quanto poco sistematico: un testo scandaloso, che ha fatto "scempio delle virtù" e "strage delle illusioni".
|
|
|
La Rosa Cecilia; Onofri Antonio
Depressione. Affrontare il male (non più) oscuro
br. «Sono un fallito», «Non ce la farò mai», «È inutile, è troppo difficile», «Non mi importa più nulla», «A che serve vivere»... Queste sono le voci di chi soffre di depressione. Non la normale tristezza che segue un evento doloroso, ma una vera e propria malattia, più lunga e profonda, che si manifesta con una visione di se stessi fortemente negativa, in ogni ambito della vita. Partendo dall'idea che solo un paziente informato potrà reagire e attivarsi per superare il proprio dolore, gli autori di questo manuale si rivolgono - oltre agli specialisti del settore - proprio ai familiari del depresso o al paziente stesso. Attraverso un linguaggio chiaro, arricchito da testimonianze concrete, questionari, autovalutazioni e suggerimenti, offrono al lettore gli strumenti indispensabili per orientarsi tra i sintomi e le manifestazioni della depressione, ne indagano le origini e indirizzano verso possibili terapie.
|
|
|
La Ruina Richard
L'arte della seduzione. Tutti i segreti del successo con le donne
ill., br. Ci sono persone che sono naturalmente seducenti, per via del loro modo di comportarsi, per il loro sguardo, per come parlano. Altri invece rimangono nell'anonimato, sono impacciate, faticano a farsi notare e ad avere rapporti con le persone dalle quali sono attratte. Questo libro offre una molteplicità di consigli pratici per far emergere il meglio di se stessi, acquisire sicurezza e diventare seducenti in maniera naturale.
|
|
|
La Ruina Richard; Louis N. (cur.)
Anima gemella. Padroneggia la tua sicurezza nei contesti sociali e scopri come trovare la persona giusta
br. "Anima gemella", adatto sia a uomini sia a donne, si basa sugli studi scientifici seguiti all'esperimento "36 domande per innamorarsi in 45 minuti" dello psicologo americano Arthur Aaron. L'autore di "L'arte della seduzione", Richard La Ruina, fondatore di PuaTraining, ha dimostrato di poter cambiare la sua vita usando in prima persona le tecniche che racconta in questo libro: ti insegnerà ad essere socievole in modo intelligente e a padroneggiare questa abilità per migliorare le tue interazioni sociali.
|
|
|
La Ruina Richard; Nicoletta Louis
Dai messaggi al sesso
br. Non tutti sono a proprio agio nell'intraprendere una conversazione e conquistare l'interesse di una donna tramite i messaggi (Whatsapp, SMS o in chat). Questo libro offre una serie infinita di esempi da utilizzare nelle diverse situazioni: basterà copiarli o semplicemente prenderne spunto e personalizzarli per arrivare all'obiettivo con successo.
|
|
|
La Russa Antonino
L'io nell'era tecnologica. Fisionomia, certezze e problemi
ril.
|
|
|
La Russa Antonino
Lo scacco e la ripresa
ril. Per anni professore ordinario di Filosofia e Storia, prima nel Liceo scientifico e poi in quello classico, Antonino La Russa attualmente è professore a contratto di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Verona. Le sue ricerche filosofiche sono caratterizzate da due interessi dominanti: per il problema della conoscenza, con studi sul filosofo veronese Giuseppe Zamboni (vari articoli in volumi miscellanei e riviste specializzate e la cura di due inediti in sei opuscoli zamboniani su Husserl, su Kant, sulla causalità, IPL, Milano 1990), e per l'inquadramento storico e l'interpretazione delle problematiche di filosofia della scienza. In questo ambito ha pubblicato "Dal cielo antico all'universo macchina", "Dalla crisi del meccanicismo alla complessità", "L'Io nell'era tecnologica", e "Un'idea della filosofia".
|
|
|
La Russa Antonino
Un'idea della filosofia. Attraverso un viaggio nella mentalità occidentale
ril.
|
|
|
La Via Vincenzo; Muscherà B. G. (cur.)
Coscienza e libertà. Rosmini e l'assoluto realismo. Saggi rosminiani e altri scritti. Vol. 1
brossura Il tema di fondo del pensiero di La Via è il contenuto sorgivo della speculazione filosofica; contenuto dal quale scaturisce e al quale si rifà come a un punto di luce, che non può patire limitazione perché è l'inesausta sorgente di quella chiarità di cui s'illumina l'inarrestabile procedere del pensiero speculativo. Questo incoercibile punto di luce è l'autentico universale teoretico: non l'universale teorizzato, ma l'universale in virtù del quale si teorizza. Esso comprende l'intera problematica dell'io: investe il conoscere e il pensare dell'io, insieme all'esserci e al determinarsi dell'io nella conoscenza e nel pensiero, e dunque riguarda l'io conoscente e cosciente, come anche l'io reale, libero, volente e agente.
|
|
|
La Via Vincenzo; Muscherà B. G. (cur.)
Studi gentiliani. Vol. 1/2: L' idealismo attuale di Giovanni Gentile. Saggio di esposizione sistematica
br. Dell'idealismo attuale, che qualcuno si spinse a definire l'«essenza della filosofia moderna», La Via fu prima seguace e poi critico radicale. Questo libro rappresenta la prima fondamentale tappa, il primo momento analitico, della lettura laviana dell'opera di Giovanni Gentile, che sfocerà nell'Assoluto Realismo. Una lettura che ha i connotati di un "corpo a corpo" tra il filosofo di Nicosia e il pensiero gentiliano e che assume le movenze di un'Esposizione sistematica: «semplicemente una premessa indispensabile dello "studio critico" sull'idealismo attuale». Nondimeno, nel volume sono già presenti chiare tracce della teoresi laviana fondata sull'esenzializzazione del pensiero rosminiano, rilevabile nell'esposizione della critica gentiliana alla teoria dell'assenso, cioè alla teoria della libertà in Rosmini.
|
|
|
La Via Vincenzo; Muscherà B. G. (cur.)
Studi gentiliani. Vol. 1/2: L' idealismo attuale di Giovanni Gentile. Saggio di esposizione sistematica
br. Dell'idealismo attuale, che qualcuno si spinse a definire l'«essenza della filosofia moderna», La Via fu prima seguace e poi critico radicale. Questo libro rappresenta la prima fondamentale tappa, il primo momento analitico, della lettura laviana dell'opera di Giovanni Gentile, che sfocerà nell'Assoluto Realismo. Una lettura che ha i connotati di un "corpo a corpo" tra il filosofo di Nicosia e il pensiero gentiliano e che assume le movenze di un'Esposizione sistematica: «semplicemente una premessa indispensabile dello "studio critico" sull'idealismo attuale». Nondimeno, nel volume sono già presenti chiare tracce della teoresi laviana fondata sull'esenzializzazione del pensiero rosminiano, rilevabile nell'esposizione della critica gentiliana alla teoria dell'assenso, cioè alla teoria della libertà in Rosmini.
|
|
|
Labbate Orazio
Atlante del mistero. Viaggio illustrato nelle quaranta dimore le cui porte non vorreste mai aprire. Ediz. a colori
ill., ril. Un viaggio originale tra le più terri?canti fantasie architettoniche di tutti i tempi. Come una sorta di manuale per gli amanti del gotico-pop, del mito e dell'esoterismo, il volume presenta tutte le dimore (naturali, arti?ciali e fantastiche) dei più importanti esseri orri?ci esistiti nella letteratura, nel cinema, nella mitologia e nella cultura popolare. Ognuna delle quaranta case, oltre alla collocazione geogra?ca, è svelata nei suoi più reconditi segreti abitativi, nella sua conformazione, nel suo essere teatro delle azioni orrende compiute al suo interno. Insomma, un vero e proprio compendio di cultura gotica perché tutti i lettori, grandi e piccoli, possano trovarvi curiosità e ispirazioni!
|
|
|
Labinaz P. (cur.)
John R. Lucas against mechanism
br.
|
|
|
Labriola Antonio
Saggi sul materialismo storico
br. Nati dall'intento di far conoscere in forma divulgativa il pensiero autentico dei fondatori del «socialismo scientifico», ancora ignorato nell'Italia di fine Ottocento, i Saggi labrioliani sulla concezione materialistica della storia, elaborati in dialogo epistolare con Friedrich Engels, divennero il primo autorevole contributo italiano al marxismo teorico. Un'opera critica e aperta, che si colloca all'origine di ogni interpretazione antidogmatica delle idee di Marx.
|
|
|
Labriola Antonio; Bondì D. (cur.); Punzo L. (cur.)
Del materialismo storico. Dilucidazione preliminare
brossura Antonio Labriola può essere considerato il principale filosofo marxista in Italia, maestro di Benedetto Croce e, indirettamente, di Antonio Gramsci. Sin dalla sua prima edizione (1896), il saggio Del materialismo storico è penetrato a fondo nella cultura europea, sollecitando traduzioni e dibattiti internazionali. Tra i suoi estimatori vi furono Lenin, Sorel, Kautsky, Bernheim, Gentile e molti altri. La pubblicazione di questo libro ha segnato una data nella storia del socialismo e in quella della filosofia italiana. Del materialismo storico entra a far parte dell'Edizione Nazionale delle Opere con un accurato apparato critico. Riprodotto nella versione della seconda edizione italiana (1902), l'ultima approvata dall'autore, il saggio è corredato dalle varianti del manoscritto prossimo alla stampa (aprile 1896) e della prima edizione italiana (giugno 1896). Tra i meriti di questo volume bisogna ricordare anche la pubblicazione integrale della prima redazione a mano del manoscritto (marzo 1896) finora del tutto inedita.
|
|
|
Lacagnina Nino
Realtà onirica a Qalat An-Nisa e sogni di vita reale nelle zolfare
brossura Spesso si fa fatica a riemergere dalle sensazioni provate nel sogno, tanto esse appaiono vivide e reali. L'uomo si è sempre chiesto che cosa sono i sogni e le risposte che si è date sono le più svariate e fantasiose: rielaborazioni di eventi diurni, premonizioni, smaltimento di accumuli di notizie e immagini immagazzinate durante la vita diurna per evitare un sovraccarico che, a lungo andare, manderebbe il cervello in tilt, possibili contatti con i defunti, realizzazioni fantasiose di desideri inappagati, autoinganni eccetera eccetera eccetera.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Altri scritti
br. Gli "Altri scritti" raccolgono una serie di testi scritti di pugno da Lacan. Essi fanno seguito agli Scritti che furono pubblicati in Francia nel 1966 e decretarono la vera e propria entrata in scena di questo straordinario pensatore della "Cosa psicoanalitica". I testi qui raccolti da Jacques-Alain Miller continuano l'irradiazione di questo insegnamento. Negli Scritti l'accento era posto sul "come" funziona l'inconscio tramite il suo operatore, ossia il significante. Ed era sintetizzato nell'aforisma "l'inconscio è strutturato come un linguaggio". Negli "Altri scritti" l'accento si sposta sul nucleo che è il cuore pulsante dell'inconscio: il godimento. Si potrebbe sintetizzare questo nuovo punto di prospettiva in un aforisma mai pronunciato da Lacan: "l'inconscio è un apparato di godimento". Godimento che, se è tale per l'inconscio, spesso non lo è per la persona che lo patisce nel sintomo. La quale tuttavia può ritrovarlo nelle diverse sfaccettature che fanno la gioia e la risorsa di quello che Lacan chiama il "parlessere".
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro I. Gli scritti tecnici di Freud (1953-1954)
br. Sotto il titolo "Il seminario" è raccolto l'insegnamento orale che Lacan tenne a Parigi senza interruzione dal 1953 fino a poco prima della sua morte. A Roma, nell'estate del 1953, alcuni mesi prima quindi dell'inizio del suo seminario, si era tenuto un congresso in cui Lacan aveva pronunciato il cosiddetto "Discorso di Roma", che segna l'inizio del suo insegnamento e che troverà forma definitiva nel testo "Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi". Per i primi dieci anni Lacan si dedicherà al commento della teoria e della pratica clinica di Freud, facendo anche riferimento ai lavori degli psicoanalisti formati da Freud. Dal 1964 in poi, invece, ossia dalla rottura definitiva con l'Associazione freudiana, Lacan si dedicherà alla messa a punto della dottrina psicoanalitica che stava elaborando, precisando gli aspetti strutturali e logici della scoperta freudiana. Questo "Seminario" è il primo della serie dedicata all'opera di Freud. Come indica il titolo stesso, "Gli scritti tecnici di Freud", Lacan prende spunto da alcuni articoli, che all'epoca furono riuniti in Francia in una pubblicazione e che mettono l'accento sull'applicazione clinica della teoria freudiana. Per questo i temi trattati riguardano sostanzialmente la conduzione della cura, e quindi interessano chiunque si domandi da che posizione uno psicoanalista possa ascoltare e possa interloquire con chi gli si rivolge.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro II. L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicanalisi (1954-1955)
br. "L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi" è un seminario che Lacan tenne un anno dopo aver iniziato, a Roma, nel 1953, quello che chiamerà "il mio insegnamento". Come in tutta la prima serie dei suoi Seminari, e cioè praticamente fino al 1964, Lacan si dedica alla rilettura del testo freudiano. È il suo ritorno a Freud. In realtà non si tratta solo di una ripresa dei punti cardine della psicoanalisi in uno studio accurato, ma di una critica altrettanto accurata che potremmo chiamare metodologica: perché il testo freudiano sia leggibile e operativamente efficace nella cura psicoanalitica, occorre che i concetti freudiani prendano posto correttamente e, per farlo, è necessario uno strumento. Lo strumento che Lacan utilizza è la triade composta da immaginario, simbolico e reale. Per esempio, in questo Seminario, Lacan indica chiaramente che non è la stessa cosa, e nella pratica clinica non si hanno gli stessi effetti, quando l'io è considerato sul suo versante immaginario e quando lo è sul suo versante simbolico o ancora sul suo versante reale, sebbene quest'ultimo concetto sarà veramente esplicitato solo pia tardi. L'io di cui parla Freud è costituito a partire da identificazioni e da rapporti duali, ma è anche l'io che parla, l'io che sogna. Lacan distingue quindi l'io in quanto costruzione immaginaria, che ha valore di oggetto, dall'io in quanto soggetto che è una funzione simbolica.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro III. Le psicosi (1955-1956)
brossura In questo lavoro Lacan introduce il concetto fondamentale di una dottrina casuale delle psicosi, concepite come un effetto condizionato non dal fatto positivo di un accadere patogeno, ma dal fatto negativo di un non-accadere. Là dove Freud scopriva l'"accadere psichico", Lacan propone la scoperta di un corrispondente non-accadere psichico, ed elabora il concetto di preclusione di un significante-chiave dalla struttura del soggetto dell'inconscio. Nella scelta del materiale clinico di riferimento, Lacan privilegia sin dalle prime pagine quello della psicosi paranoica, e lo fa unendo all'esame della propria documentazione clinica un commento al libro del più celebre paranoico del secolo scorso, le Memorie di un malato di nervi del Presidente Schreber, in parallelo con il saggio che gli ha dedicato Freud. Di particolare interesse è il modo con cui Lacan, nel procedere della dimostrazione, mobilita l'intera teoria psicoanalitica concentrandola appunto sul tema delle psicosi.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro V. Le formazioni dell'inconscio 1957-1958
br. Un seminario in cui Lacan persegue l'avanzamento teorico e clinico della grande lezione di Freud con stile brillante e antisistematico. Il periodo compreso fra il 1957 e il 1958 è di cruciale importanza per la ricerca psicoanalitica di Lacan: sono gli anni in cui trasforma l'Edipo freudiano in una metafora e il fallo in significato e in cui si definiscono i suoi studi sulla psicosi e sulla direzione della cura. In costante dialogo con le sue amicizie intellettuali - da Jackobson a Lévi-Strauss, a Queneau - prende in giro François Dolto, commenta un libro di Leiris, racconta a modo suo "Il balcone" di Genet, fa riferimenti alla politica francese o ai classici come Aristofane e Molière, tratteggia una serie di ritratti dei casi di nevrosi.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro VII. L'etica della psicoanalisi (1959-1960)
br. L'etica consiste essenzialmente in un giudizio sulla nostra azione. La psicoanalisi apporta qualcosa che si pone come misura della nostra azione, ma lungi dal proporre un ritorno agli istinti o una ripresa degli ideali della morale tradizionale, essa pone l'accento sul rapporto dell'azione con il desiderio che la abita. Il desiderio non si confonde né con il volere né con il potere, né con il piacere né con l'utile. Comporta invece la dimensione dell'inconscio. In questo seminario Lacan illustra come il desiderio inconscio ruoti attorno a un vuoto di senso: Freud lo chiama "das Ding", Lacan la "Cosa". Questo vuoto, esemplificato nelle forme della sublimazione dell'amor cortese e dell'arte, Lacan lo delinea nel rapporto paradossale che egli stabilisce tra il Kant dell'imperativo categorico e il de Sade del fantasma perverso. Di questo vuoto Lacan svela l'orrore, esemplificato nella tragica figura di Antigone e celato dal comandamento dell'amore verso il proprio prossimo.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi (1964)
ill. Il volume, qui presentato in seconda edizione e una nuova traduzione, contiene il seminario pronunciato da Lacan nel 1964 che segna una svolta fondamentale nel suo insegnamento. È infatti il momento della rottura con l'Associazione internazionale freudiana e della fondazione della sua Scuola, l'Ècole freudienne de Paris.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro XIX... o peggio. 1971-1972
br. In questo Seminario Lacan tratta dell'uomo e della donna. Per essere precisi tratta del loro rapporto, a proposito del quale l'immaginazione ha da sempre alimentato piacevoli illusioni e struggenti passioni, e rispetto al quale la cultura ha prescritto, secondo i tempi, ciò che è bene e ciò che è male. In realtà sia la poesia, in modo suggestivo, sia la società, che accentua il disagio di questo rapporto, sono come dei veli che coprono un buco: un buco nel reale. Lacan propone un'inedita definizione: «Non c'è rapporto sessuale». Questo non vuole dire che non ci possano essere quei rapportini, così li chiama, che fanno la delizia e la croce del genere umano. Vuol dire invece che tra l'uomo e la donna non c'è, a priori, nessun accordo né armonia alcuna. Difetto che non dipende né dall'uno né dall'altra, poiché la chiave è da ritrovare soltanto in quello che Freud ha chiamato inconscio e che Lacan cerca di precisare sviluppando una nuova logica. È l'inconscio che rende impossibile che di due si arrivi a fare uno. Eppure l'uno-tutto-solo c'è. Al non c'è del rapporto sessuale si oppone il c'è dell'Uno, il quale è solo nel suo godimento, e questo vale per qualunque corpo parlante, che sia dell'uno o dell'altro sesso. Qui inizia l'ultimo insegnamento di Lacan. Sembra che Lacan ripercorra strade conosciute, e invece è tutto diverso: l'Altro non è quello che conoscevamo, e neppure il desiderio, addirittura neppure il godimento. L'inconscio stesso, che Lacan più avanti chiamerà parlessere, si situa ormai sotto l'egida dell'Uno nella dimensione del Reale.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi (1969-1970)
brossura Lacan tenne il seminario dal titolo "Il rovescio della psicanalisi" - il diciassettesimo del suo insegnamento - nell'anno accademico 1969-1970. I fatti del maggio '68 non esulano dalla tematica del seminario né per le implicazioni concrete, nè soprattutto perchè Lacan vi sviluppa una teoria del potere che ha il suo fulcro nel "discorso del padrone", esatto rovescio del discorso della psicoanalisi. Il discorso del padrone, infatti, è incentrato sul potere del significante, mentre nel discorso della psicoanalisi il potere non è accordato al significante ma a ciò che lo causa. "Il rovescio della psicoanalisi" è dunque un seminario critico nei confronti di Freud.
|
|
|
Lacan Jacques; Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro XX. Ancora 1972-1973
br. Il godimento femminile è il tema di questo Seminario. Un'assoluta novità nel campo psicoanalitico. Per Freud il godimento, comunque interdetto, si incentra tutto, per chiunque, sulla funzione fallica. Per Lacan il godimento, sebbene strutturalmente non sia permesso all'essere parlante, può essere detto tra le righe. È quel godimento di cui tutti e ognuno sanno dire qualcosa: parlare d'amore è già un godimento. L'amore infatti viene a supplire, e può arrivare a supplirvi egregiamente, al fatto che qualcosa nell'inconscio fa sì che anche quando l'uomo e la donna fanno l'amore ognuno resta dalla propria parte. Che Lacan sintetizza nell'aforisma "non c'è rapporto sessuale". Ma, colpo di scena, in questo Seminario Lacan apre un capitolo nuovo risolvendo una vecchia questione: il godimento fallico, rispetto al quale una donna si situa come non-tutta, ossia non-tutta lì, non esaurisce il godimento, poiché c'è un godimento altro, che è, rispetto al godimento fallico, supplementare. Ci sono persone che lo provano, ma che non sanno dirne nulla, come capita ad alcune donne o a dei mistici.
|
|
|
Lacan Jacques; Miller J. (cur.); Di Ciaccia A. (cur.)
Il seminario. Libro XVI. Da un Altro all'altro (1968-1969)
br. In «Da un Altro all'altro» Lacan confronta il significante e il godimento, esplora l'antinomia tra un "Altro" del sapere e l'"altro" del godimento. Altro del sapere che è il luogo della verità, la cui consistenza però, diversamente da quanto afferma Cartesio, non è garantita da nessuna parte. Per contro, l'essere umano trova la propria coerenza in un solo elemento consistente: l'oggetto 'a', nel quale prende forma, in modo personalizzato e singolare, il suo godimento. Dal rapporto che si costituisce tra il godimento e il significante si libera una funzione supplementare che Lacan chiama con un termine coniato a partire dal plusvalore di Marx: plusgodere. Assistiamo quindi a degli spostamenti concettuali. Il primo riguarda la ripetizione. Non si tratta più della ripetizione significante ma della ripetizione del godimento. Tuttavia la ripetizione del plusgodere ha grandi connessioni con il significante - ed è per questo che Lacan fa ricorso alla matematica e alla scommessa di Pascal. Questa è essenzialmente una scommessa sul godimento, dove il godimento è messo in gioco tramite dei significanti. Per chiarire quanto viene lasciato in ombra da Pascal, Lacan si serve di Fibonacci, dando avvio a un movimento che punta a superare il mito per coglierne la logica. Un altro spostamento riguarda il parlante. Lacan non utilizza più il termine soggetto, che vale come soggetto dell'inconscio, ma ricorre al termine "Io", il quale esprime il soggetto della parola dove in gioco c'è anche il godimento e che prelude al "parlessere", concetto forgiato da Lacan per designare in un corpo il connubio tra la Cosa che parla, l'inconscio, e la Cosa che non parla, l'es.
|
|
|
Lacan Jacques; Miller J.-A. (cur.); Di Ciaccia A. (cur.)
Dei Nomi del Padre-Il trionfo della religione
br. «Nomi del padre» è una nuova formulazione di Lacan della funzione del mito di Edipo studiato da Freud. Vi si trovano legati il simbolico e l'immaginario. La traduzione di questa funzione sotto la dicitura «Nomi del padre» permette a Lacan di liberarla dell'aspetto immaginario che conserva nel mito e di farla diventare quel punto di struttura che nella clinica psicanalitica determina la separazione tra nevrosi e psicosi. Ne «Il trionfo della religione» l'autore si scosta dal materialismo freudiano affermando che solo la religione si fa carico delle angosce del reale.
|
|
|
Lacarbonara Roberto
Passages/paysages
br. Di cosa parliamo quando parliamo di paesaggio? L'autore si addentra nell'ambiguità semantica presente tra paesaggio e veduta, tra passi e passages, rievocando i processi di vetrinizzazione del reale preconizzati da Benjamin e riattualizzando il valore epistemico del passo, del cammino, del viaggio intrapreso a piedi quale misura umana e sensibile dei luoghi. Prefazione di Massimo Canevacci.
|
|
|
Lacchin Giancarlo
Ludwig Klages. Coscienza e immagine. Studio di storia dell'estetica
brossura
|
|
|
Lachaux Jean-Philippe
La testa fra le nuvole. Come concentrarsi in un mondo di distrazioni
ill., br. Un libro sul cervello e i disturbi dell'attenzione che affliggono grandi e piccini. Colorato, ironico e scientificamente aggiornato, ci aiuta a capire in che modo il nostro cervello gestisce e controlla l'attenzione, mescolando testo e fumetti realizzati dallo stesso autore. Lachaux si è prefissato un obiettivo: aiutare i bambini a concentrarsi meglio a scuola e i genitori ad affrontare in modo adeguato le loro perdite d'attenzione. La prima parte dell'opera è dedicata soprattutto ai più piccoli: una guida illustrata al cervello nella quale, con immagini e metafore, vengono presentati i personaggi chiave dell'attenzione. I lettori impareranno a reagire correttamente alle distrazioni per mantenere l'equilibrio, perché essere concentrati è un po' come camminare su una trave. La seconda parte, pensata per i più grandi, approfondisce la prima con l'introduzione di spiegazioni scientifiche complementari. In chiusura, una serie di esercizi mostra come risolvere alcuni dei problemi di concentrazione più comuni.
|
|
|
Lachman Gary
La stella nera. Magia e potere nell'era di Trump
br. In "La stella nera" Gary Lachman offre una panoramica sulle radici dei movimenti di pensiero occulto che hanno dato forma al fenomeno Trump (dal pensiero positivo al New thought, dal Tradizionalismo di Guénon ed Evola, a oscuri personaggi dell'esoterismo francese). I principali protagonisti della politica internazionale esprimono, secondo Lachman, una visione del mondo che ha molto a che fare con la "magia", intesa come capacità di alterare il reale attraverso l'immaginazione o l'uso dei simboli della memetica su internet. Il libro, senza mai strizzare l'occhio al complottismo, mette in luce, con grande chiarezza, una serie di autori e filosofie che oggi si muovono al di sotto della superficie degli eventi trascinando il lettore lungo détour. Il pregio del lavoro di Lachman sta nel leggere l'attualità con una lente insolita e originale, capace di aprire squarci inattesi sulla realtà politica e culturale che stiamo vivendo negli ultimi anni. Il testo è arricchito da una prefazione dell'autore per l'edizione italiana.
|
|
|
Lachs John
Lasciare in pace gli altri. Una prospettiva etica
br. Perché vogliamo sempre imporci sugli altri? Per quale ragione il nostro comportamento ci appare normale e quello altrui inevitabilmente da correggere? Com'è possibile, soprattutto, che altre persone sembrino conoscere il nostro bene perfino meglio di noi stessi? Secondo John Lachs è necessario riscoprire il piacere di scegliere e, ancor prima, imparare a lasciare in pace gli altri, affinché tutti possano condurre la loro vita come meglio credono. Consentire alle persone di cercare il proprio bene significa riconoscere tacitamente l'esistenza di una pluralità di modi in cui è possibile condurre vite degne. Questo non vuol dire essere indifferenti o egoisti, abbandonando il prossimo nel momento del bisogno, ma aiutarlo in forme che siano rispettose della sua autonomia. Ogni sostegno deve essere allora di natura temporanea, così da non incoraggiare comportamenti passivi e limitanti la responsabilità personale. Solo in tal modo si può creare una comunità virtuosa, tollerante e partecipe delle esigenze altrui. Dobbiamo insomma imparare a non immischiarci troppo nella vita del prossimo, anche se pensiamo che sia a suo beneficio.
|
|
|
Laclau Ernesto; Cacciatore F. M. (cur.); Mazzolini S. (cur.)
Dibattiti e scontri. Per un nuovo orizzonte della politica
brossura Uscito finora solo in lingua spagnola, "Dibattiti e scontri" rappresenta il confronto di Ernesto Laclau con alcuni punti di riferimento della filosofia contemporanea sulle questioni politiche legate all'ideologia neoliberista, oggi dominante. Quali iniziative - pratiche e teoriche - ha ancora senso pensare e realizzare nell'epoca attuale? Laclau si propone di rispondere a questa domanda leggendo criticamente il pensiero di cinque "mostri sacri" come ?i?ek, Badiou, Agamben, Hardt e Negri.
|
|
|
Laclau Ernesto; Tabacchini M. (cur.)
Le fondamenta retoriche della società
br. Attraverso un serrato confronto con la filosofia strutturalista e la tradizione marxista, Ernesto Laclau indaga le produzioni retoriche e discorsive di cui la società è innervata, nella convinzione che esse non costituiscano soltanto i fondamenti dell'ordine sociale, bensì i dispositivi che articolano il campo entro cui ogni vita si trova da sempre messa in gioco. La scommessa che anima l'intero volume è che solo un'attenta disamina dell'intensità e della labilità di simili composizioni possa dischiudere un'inedita prospettiva di intervento politico.
|
|
|