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‎Platone‎

‎Menone. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le tradizioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione e introduzione di Francesco Adorno.‎

‎Platone‎

‎Parmenide. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica con testo a fronte e nuovi apparati didattici. Testo originale nell'edizione di John Burnet, traduzione di Giuseppe Cambiano e introduzione di Francesco Fronterotta.‎

‎Platone‎

‎Phaedo‎

‎br.‎

‎Platone‎

‎Phaedo‎

‎br.‎

‎Platone‎

‎Politico. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione e introduzione di Paolo Accattino.‎

‎Platone‎

‎Protagora. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione, introduzione e note di Francesco Adorno.‎

‎Platone‎

‎Protagoras‎

‎br.‎

‎Platone‎

‎Simposio-Apologia di Socrate. Testo greco a fronte‎

‎br. Apologia di Socrate è la versione idealizzata della difesa di Socrate davanti ai giudici del «consiglio» (eliea) nel corso del processo che si risolse con la sua condanna a morte nel 399 a.C... Ricco di colpi di scena, il Simposio vede avvicendarsi diversi personaggi in casa del poeta Agatone, che festeggia con un sontuoso banchetto la sua vittoria nelle gare Lenee del 416 a.C... I dialoghi di Platone non raggiungono mai conclusioni definitive: costruiscono ipotesi che vengono dimostrate, per essere poi superate da altre ipotesi in vista di nuove acquisizioni. Un lavoro di avvicinamento a verità provvisorie, rivedibili. Introduzione Martino Menghi.‎

‎Platone‎

‎Simposio. Testo greco a fronte‎

‎brossura In una nuova traduzione e cura, uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.‎

‎Platone‎

‎Simposio. Testo originale a fronte‎

‎br. Capolavoro letterario di Platone, il Simposio è la rievocazione di un banchetto durante il quale gli invitati, fra gli altri, il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane, Socrate e i suoi discepoli, sono chiamati a tessere l'elogio di Amore. In un'atmosfera intima, in cui la disputa filosofica si intreccia alla conversazione brillante, la dissertazione erudita a originali invenzioni retoriche come il celeberrimo mito dell'androgino, i convitati si sfidano nella ricerca della più efficace definizione di eros, demone, dio, potenza primigenia, e delineano una ricca fenomenologia del sentimento amoroso: da pulsione fisica e sensuale che pervade i corpi a motore del cammino di ascesa spirituale e filosofica che conduce l'anima alla contemplazione delle idee eterne. Dialogo tra i più celebri di Platone, il Simposio è il testo sull'amore che più ha influenzato la civiltà occidentale. Introduzione di Ezio Savino.‎

‎Platone‎

‎Sophist‎

‎br.‎

‎Platone‎

‎Teeteto o Sulla scienza‎

‎br. Saggio critico di Davide Spanio. Testo originale a fronte. Tratta del tema della scienza, può essere considerato l'ultimo dialogo socratico di Platone. Socrate vi sostiene che la scienza non è altro che il possesso della verità e questa non è che lo svelarsi dell'Essere. Il libro "La mia arte maieutica ha le stesse caratteristiche di quella delle levatrici, si prende cura delle anime in travaglio." Il Teeteto è un dialogo del Platone maturo, datato tra il 368 e il 367 a.C. Al centro, come sempre, la figura di Socrate che, conscio del tumulto che inizia ad attorniare la sua persona e lo porterà al processo, discute col giovane Teeteto, allievo del matematico Teodoro, sulla natura della conoscenza. Si tratta di un'indagine serrata, scandita dall'aspro e incalzante susseguirsi delle domande e delle risposte, alimentata dal ricco repertorio delle argomentazioni e delle confutazioni. Come scrive Salvatore Natoli nella sua Introduzione, "Platone si interroga su quale è la via da seguire per divenire capaci di verità, per far sì che i discorsi identifichino le cose e la mente possa attingere gli enti nella loro assoluta verità". La questione del conoscere rimane sostanzialmente aperta e tale interrogativo finisce per produrre un'ombra di incertezza che si proietta su tutte le questioni fondamentali affrontate nel dialogo, introducendovi una sorprendente atmosfera di modernità. È a partire da quest'opera che i problemi cardinali della teoria della conoscenza fanno il loro ingresso all'interno della grande tradizione della cultura occidentale, mettendo in discussione i precedenti approcci. Introduzione di Salvatore Natoli.‎

‎Platone‎

‎Teeteto. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione e note di manara Valgimigli. Introduzione e note aggiornate di Anna Maria Ioppolo.‎

‎Platone‎

‎Timaeus‎

‎br.‎

‎Platone‎

‎Timeo‎

‎ril. «Uno, due, tre»: il Timeo si apre semplicemente con l'enumerazione dei tre invitati - Crizia, Ermocrate e Timeo - che hanno accettato la proposta di Socrate di ritrovarsi per la discussione. Il Timeo: non un'opera qualunque, ma «il dialogo di Platone che ha influito in misura più ampia e profonda sulla formazione del pensiero filosofico e scientifico occidentale», l'unico conosciuto, anche se non nella sua totalità, nel Medioevo, grazie alla traduzione latina di Calcidio. Un testo, perciò, decisivo per il modo stesso in cui abbiamo immaginato il cosmo, la sua genesi, la sua struttura. Il Timeo è sapientemente orchestrato: nel prologo domina su tutte l'immagine di Atlantide, la superpotenza al di là delle Colonne d'Ercole fiorita secondo Platone diecimila anni fa e poi sprofondata nell'oceano in un solo giorno e in una sola notte. Dall'immane catastrofe sembra emergere la grandiosa partitura del dialogo quale l'annuncia Crizia: a Timeo il compito di esporre la generazione dell'universo e giungere sino alla natura dell'uomo; a lui, Crizia, quello di rendere gli uomini, «secondo il discorso e la legge di Solone, cittadini di questa città». È in queste sezioni che le idee più celebri del Timeo sono dispiegate: il demiurgo, l'anima del mondo, il vivente intelligibile, i triangoli. Nasce qui la perenne fascinazione dei discorsi «verosimili» di Platone: «egli», dice Timeo dell'artefice, «costruiva l'universo nel suo insieme, al fine di realizzare un'opera che fosse, secondo natura, quanto più bella e buona». Tutti i principî fondamentali del pensiero di Platone sono toccati in quest'opera, che dopo il prologo abbandona la forma conversazionale del dialogo per muovere verso la trattazione monologica. Il Timeo è una vera e propria summa nella quale convergono «l'ontologia, la teologia, la cosmogonia, la fisica, la cosmologia, l'etica, l'antropologia e la psicologia, arricchite dall'innesto di un articolato insieme di saperi specialistici, che vanno dall'astronomia alla medicina, dalla biologia all'ottica e alla teoria musicale». La Fondazione Valla è lieta e orgogliosa di presentare finalmente il Timeo in edizione critica, e con un'introduzione e un commento ricchi e del tutto originali, quali questo testo supremo merita.‎

‎Platone; Adorno F. (cur.)‎

‎Gorgia. Testo greco a fronte‎

‎br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet. Traduzione e introduzione di Francesco Adorno.‎

‎Platone; Bergomi M. (cur.)‎

‎Cratilo‎

‎br. «Coraggio allora, nobile amico, lascia che anche il nome sia a volte giusto a volte no, e non costringerlo ad avere tutte le lettere perché sia tale e quale a ciò di cui è nome, ma lascia invece che ci scappi anche una lettera sconveniente... se c'è una lettera sbagliata, allora lascia che il nome non sia perfettamente adatto alle cose in una frase; se invece c'è un nome sbagliato, lascia che la frase non sia perfetta in un discorso». Le lettere, il nome, la frase, il discorso: nel Cratilo Platone affronta e supera le posizioni di eleati e sofisti sul linguaggio come strumento di conoscenza, e dedica lunghe pagine a una riflessione sull'etimologia di grande fortuna nel mondo antico e oltre.‎

‎Platone; Bonazzi M. (cur.)‎

‎Fedro. Testo greco a fronte‎

‎br. Celebre tra i dialoghi per la bellezza dei suoi discorsi e la potenza delle immagini, il "Fedro" contiene mirabilmente riuniti in sé i temi più importanti del pensiero di Platone. La discussione su eros, su cosa sia amore e cosa significhi amare, conduce infatti alla scoperta del desiderio, e l'analisi del desiderio permette poi di comprendere la natura profonda degli uomini che si realizza nell'amore del bene, del bello e della conoscenza. È in questo contesto che si chiarisce allora l'importanza delle dottrine dell'anima e delle idee, nonché della loro indissolubile relazione. Ed è sempre in questo contesto che si comprende la centralità della filosofia nella vita degli uomini. Perché è solo la filosofia, l'arte dialettica di condurre le anime verso la conoscenza, che ci può aiutare a completare il cammino di riscoperta di noi stessi. Un cammino impegnativo, sempre esposto al rischio del fallimento, che può essere felicemente concluso solo se si saprà evitare di cedere alle lusinghe di discorsi tanto allettanti quanto fuorvianti, riscoprendo l'unica guida davvero capace: la verità.‎

‎Platone; Butti de Lima P. (cur.)‎

‎L'utopia del potere (La settima lettera). Testo greco a fronte‎

‎br. La Settima lettera costituisce uno dei primi esempi di autobiografia nella nostra tradizione filosofica e letteraria, ed è stato l'oggetto delle più intense discussioni, sul suo vero autore, sulla natura della filosofia platonica come vi è delineata, sui rapporti tra il filosofo e la politica. Con grande abilità, l'autore di questo testo - Platone o un suo discepolo trasforma il problema della proprietà dei beni e della conoscenza nella questione dell'autenticità del sapere, e conduce la discussione sui consigli del filosofo agli uomini di potere estendendola alla considerazione della natura della conoscenza e della verità.‎

‎Platone; Capuccino C. (cur.)‎

‎Ione. Testo greco a fronte‎

‎br. Nello "Ione" Socrate dialoga con il più celebre dei rapsodi omerici, Ione di Efeso. A fronteggiarsi nel dialogo sono allora due stili di pensiero contrapposti e inconciliabili. Da un lato lo stile del rapsodo e del "poeta", rappresentanti di una cultura dell'elogio e dell'autorità, dall'altro lo stile del filosofo, che al contrario difende un'etica o una cultura del sapere. Il poeta e il filosofo sono entrambi esseri sacri, alati e leggeri, ma le loro ali hanno una diversa natura: il primo è leggero perché ispirato e posseduto; il secondo, perché l'elemento più divino che è in lui, la parte migliore della sua anima, se adeguatamente stimolata trova in se stessa la forza di staccarsi dal corpo e ascendere verso luoghi che le sono affini.‎

‎Platone; Carena C. (cur.)‎

‎Dialoghi‎

‎br. «La filosofia più alta - dice Platone - non può essere ridotta in formule, come altre branche del sapere. La sua luce si accende solo come risultato di una lunga riflessione del problema, di una convivenza con essa, che la fa scaturire di scintilla in scintilla». Nei "Dialoghi" la pratica dei Sofisti e di Socrate si unisce alla vocazione di Platone per il teatro e la loro forma è parte essenziale del pensiero che vi si incarna, in cui la parola si fa sentire come un avvicinamento approssimativo alla verità.‎

‎Platone; Casaglia M. (cur.)‎

‎Eutifrone. Testo greco a fronte‎

‎brossura Che cos'è la santità? Cos'è la pietà religiosa? Quali azioni degli uomini sono gradite agli dèi e quali no? È sempre possibile identificare "santità" e "giustizia"? Ecco alcuni dei temi dibattuti in questo dialogo, uno dei più antichi, tra Socrate e l'indovino Eutifrone. Un esempio di come il pensiero e il dubbio socratico riescano a mettere in crisi i luoghi comuni e i valori dati per scontati nell'Atene del V secolo a. C. Un dialogo in cui domina ancora la figura di Socrate con la sua azione volta alla ricerca di una verità ormai sommersa da falsi valori.‎

‎Platone; Centrone B. (cur.)‎

‎Ippia maggiore-Ippia minore-Ione-Menesseno. Testo greco a fronte‎

‎br. I quattro dialoghi che costituiscono la settima tetralogia di Platone, pur non essendo tra i più famosi, presentano molteplici motivi di interesse, "L'Ippia maggiore" indaga una nozione fondamentale, il bello (kalón), concludendo in maniera aporética. "L'Ippia minore", anch'esso aporético, affronta temi socratici legati alla questione dell'involontarietà del male. "Lo Ione", che vede protagonista un rapsodo interprete di Omero, tratta il tema della poesia come ispirazione divina e delle sue pretese di costituirsi come un'arte. "Il Menesseno, orazione funebre per i caduti in guerra, costituisce, in quanto prestazione retorica, un unicum nel corpus platonico. In passato ridotti al rango di satire scherzose prive di contenuto filosofico, questi dialoghi sono stati variamente riconsiderati dalla critica nell'ultimo cinquantennio. Una valutazione adeguata della loro importanza dipende in gran parte dalla possibilità di inquadrarli nel complesso della filosofia platonica. A questo proposito entrano in gioco criteri ermeneutici relativi al modo in cui leggere Platone, su cui da sempre ha luogo lo scontro tra interpretazioni contrapposte. I dialoghi qui considerati risultano interessanti non solo per i loro contenuti strettamente teorici, ma anche in quanto elementi essenziali di un più ampio progetto, filosofico-pedagogico e letterario, in cui si dispiega compiutamente l'arte drammatica di Platone.‎

‎Platone; Centrone B. (cur.)‎

‎Sofista. Testo greco a fronte‎

‎br. Nella scena politica e culturale dell'Atene democratica del V-VI secolo a. C. erano venute alla ribalta nuove e ambigue figure di intellettuali, che si proponevano quali maestri a pagamento di formazione politica, retorica e culturale della gioventù. I sofisti costituiscono sin dall'inizio uno dei principali obiettivi polemici di Platone. Già nei primi dialoghi il suo sforzo è volto a differenziare queste figure da Socrate, mettendo in luce la natura ingannevole della loro pretesa sapienza. Ciò porta Platone ad affrontare in modo radicale questioni fondamentali per il pensiero occidentale: come è possibile il falso nel pensiero e nel discorso? E cos'è l'Essere?‎

‎Platone; Chiesara M. L. (cur.)‎

‎Protagora. Testo greco a fronte‎

‎br. Il "Protagora" è uno dei capolavori drammatici di Platone e una brillante introduzione alla sua filosofia. In quest'opera viene esaminata la possibilità di insegnare ai giovani la virtù, termine che indicava presso i Greci la capacità di realizzarsi pienamente come uomini 'kaloi kai agathoi', virtuosi ed eccellenti da tutti i punti di vista. Ambientato nella casa del ricco e dissoluto Callia, il dialogo assume i tratti di un'opera teatrale, sul cui scenario si misurano due grandiose e opposte personalità, l'affascinante Protagora, padre di tutti i sofisti e portavoce di una visione relativa dei valori politici e morali, e Socrate, il grande maestro di Platone; intorno, tra i curiosi spettatori, partecipano alla discussione i due sofisti Prodico e Ippia, e il celebre Alcibiade. Nell'introduzione Maria Lorenza Chiesara analizza puntualmente il dialogo e ne traccia le principali linee interpretative.‎

‎Platone; Colli G. (cur.)‎

‎Il simposio‎

‎br.‎

‎Platone; Fattori S. (cur.)‎

‎L'anima‎

‎br. Non senza ragione Alfred North Whitehead ebbe a dire che "la storia della filosofia è solo un grande commento a Platone". Ecco perché ancora oggi questo incomparabile filosofo greco resta uno degli scrittori più letti e apprezzati nel mondo. Egli ha saputo trattare temi e questioni universali - l'amore e l'amicizia, la virtù e il vizio, i fondamenti della politica e della scienza, della pedagogia e della teologia - in maniera sempre originale e coinvolgente. Nel "Fedone" in particolare, proposto in questo volume, considerato da molti uno dei suoi maggiori capolavori, Platone fa dialogare i suoi personaggi a proposito dell'anima: si ragiona così dei suoi tanti mali e delle sue più nobili qualità, delle sue giuste aspirazioni e del suo destino.‎

‎Platone; Ferrari F. (cur.)‎

‎Menone. Testo greco a fronte‎

‎br. Tra i più noti e studiati dialoghi di Platone, il Menone è centrale nella produzione del filosofo non solo cronologicamente - fu composto in una fase di transizione fra il periodo giovanile e quello maturo - ma soprattutto per la varietà delle tematiche che affronta: verte attorno al tema della virtù e della conoscenza, e tuttavia in esso Socrate riflette con Menone, il suo giovane e ambizioso interlocutore, anche di politica, matematica, pedagogia, dialettica. Dando vita a un dialogo ricco e denso, che contiene il celebre esperimento maieutico in cui Socrate conduce uno schiavo incolto a risolvere un problema di geometria, e che, come conclude Ferrari nella sua approfondita introduzione, "assume per più di un aspetto la forma di un autentico microcosmo della filosofia platonica".‎

‎Platone; Ferrari F. (cur.)‎

‎Parmenide. Testo greco a fronte‎

‎br. In questo che è uno degli ultimi suoi dialoghi, Platone sottopone a una severa critica la propria dottrina delle idee confrontandola con le posizioni di Zenone e di Parmenide. Zenone sostiene l'impossibilità dell'esistenza del molteplice, confermando la tesi di Parmenide secondo la quale solo l'Uno, immutabile ed eterno, esiste. Socrate obietta che quanto sostiene Zenone è errato, in quanto si limita solo all'ambito del molteplice sensibile e non a quello del molteplice ideale. Parmenide interviene ammettendo la validità delle affermazioni di Socrate, ma facendo notare come sia impossibile accettare il molteplice anche nel mondo delle idee, in quanto l'idea di uomo riassume una molteplicità infinita di uomini.‎

‎Platone; Ferrari F. (cur.)‎

‎Teeteto. Testo greco a fronte‎

‎br. Il "Teeteto", dialogo dalla struttura complessa e affascinante, che tratta del tema della conoscenza, presenta una straordinaria ricchezza filosofica e una quantità di temi che saranno destinati a scandire l'intero corso del pensiero occidentale. Protagonista del dialogo è un Socrate ormai anziano, settantenne, che si appresta ad affrontare il processo che lo condurrà alla morte; al suo fianco, Teodoro, amico di Platone, e il giovane Teeteto, figura misteriosa, presentato come matematico eccezionale, che Socrate accompagnerà in un lungo percorso dialettico ed ermeneutico a raggiungere un nuovo sapere. Franco Ferrari nell'ampia introduzione mette in luce i problemi e le molteplici interpretazioni di questo dialogo nel corso dei secoli, offrendo nel commento gli strumenti per conoscerne le infinite sfaccettature.‎

‎Platone; Fronterotta F. (cur.)‎

‎Sofista. Testo greco a fronte‎

‎br. Il Sofista, una delle opere più dense e complesse di Platone, racconta in forma di dialogo la storia di una caccia e di una cattura, quella del sofista, oscuro alter ego del filosofo e suo implacabile avversario. Temibile falsificatore di discorsi, capace di evocare nientemeno che il grande Parmenide come involontario testimone in sua difesa, il sofista impone ai suoi cacciatori un tortuoso inseguimento dialettico attraverso le cose che sono: dal semplice pescatore con la lenza alla natura stessa dell'essere, dal puro nulla impossibile e innominabile alle categorie fondamentali degli enti, quiete e movimento, identità e differenza. Solo al termine di questo percorso sarà possibile agguantare la preda, svelandone l'identità e attribuendole la posizione che le spetta nella realtà. Nella sua introduzione Francesco Fronterotta illustra la struttura del dialogo, esaminandolo alla luce delle più recenti interpretazioni.‎

‎Platone; Fronterotta F. (cur.)‎

‎Timeo. Testo greco a fronte‎

‎br. In questo dialogo Platone affronta due temi: l'origine del mondo e la natura dell'anima umana. La realtà (o l'illusione) nella quale viviamo altro non è che il riflesso di un mondo superiore, in cui regna il puro essere, non soggetto a variazioni o mutamenti. Il nostro, invece, è dominato dal divenire ed è opera di un "demiurgo" che cercò di ripetere come meglio poteva la visione che aveva avuto di quella perfezione. Di qui tutte le contraddizioni che il filosofo deve superare per giungere alla contemplazione del Vero e del Bello. E poi le diverse inclinazioni, le contrastanti passioni cui può cedere l'anima umana, la leggenda di Atlantide, la negazione dell'invidia degli dèi per la fortuna umana, la musica e la ginnastica come medicina dell'anima.‎

‎Platone; Ingravalle F. (cur.)‎

‎Il racconto di Er‎

‎brossura‎

‎Platone; Isnardi Parente M. (cur.)‎

‎Lettere. Testo greco a fronte‎

‎ril. Le "lettere" di Platone sono uno dei misteri più affascinanti della letteratura greca. Non sappiamo chi le ha scritte: se Platone, o uno o più contraffattori. Sicuramente autentica è la settima, una riflessione sui complessi rapporti che intercorrono tra potere e filosofia. Comunque sia, queste tredici lettere sono la testimonianza di un esperimento che parve concretizzare il sogno di Platone: portare al potere dei filosofi o dei governanti-filosofi, che traducessero le sue dottrine relative alla legislazione e al governo dello stato. Questo tentativo, consumatosi a più riprese alla corte di Dioniso II tiranno di Siracusa, fallì miseramente.‎

‎Platone; Licciardi C. (cur.)‎

‎Cratilo‎

‎brossura Si può attingere col linguaggio all'intima essenza delle cose? Questo è il tema del «Cratilo», uno dei dialoghi più brillanti di Platone, denso di spunti e problematiche ancora attuali e dibattuti. Ermogene e Cratilo, un discepolo di Eraclito, discutono sulla natura dei nomi: mentre il primo sostiene che siano una semplice convenzione, Cratilo è convinto che corrispondano alla natura delle cose che designano, e siano quindi l'unico mezzo per arrivare alla conoscenza delle cose stesse. Socrate, dopo essersi scatenato in una brillante performance etimologica, non dà ragione né all'uno né all'altro: un effettivo rapporto tra le parole e le cose non si può negare né dimostrare. E il dibattito rimane tutt'oggi aperto. L'introduzione di Caterina Licciardi esamina in dettaglio le argomentazioni proposte dagli interlocutori.‎

‎Platone; Lovari L. P. (cur.)‎

‎Il Timeo‎

‎br. Il "Timeo", scritto intorno al 360 a.C. da Platone, è il dialogo platonico che maggiormente ha influito sulla filosofia e sulla scienza posteriori. In esso vengono approfonditi essenzialmente tre problemi: quello cosmologico dell'origine dell'universo, quello fisico della sua struttura materiale, ed infine quello, anche escatologico, della natura umana.‎

‎Platone; Lozza G. (cur.)‎

‎La Repubblica‎

‎brossura La Repubblica è la formulazione più completa delle istanze - politiche, etiche, pedagogiche, artistiche - che spinsero Platone sulla strada della filosofia. Composta tra terzo e quarto decennio del IV secolo a.C., allorché Platone decise di impegnarsi in prima persona nell'attività pubblica, quest'opera rappresenta la massima sistemazione della sua teoria politica e vagheggia una realtà in cui giustizia, sapienza e verità si identificano nella compagine statale governata dai filosofi. Un'audace visione utopica folgorante per la ricchezza filosofica e stilistica; una magistrale sintesi di arte e pensiero che si scopre, a ogni rilettura, più profonda.‎

‎Platone; Maltese E. V. (cur.)‎

‎Processo, prigionia e morte di Socrate: Eutifrone-Apologia di Socrate-Critone-Fedone. Testo greco a fronte. Ediz. integrale‎

‎br. Atene, 399 a.C.: Socrate, accusato di corrompere i giovani e di introdurre la credenza in nuovi dèi, viene processato pubblicamente. Platone, giovane aristocratico suo discepolo, è presente a quel processo e da zelante cronista ce ne offre un attento resoconto in quattro dialoghi. Il primo,Eutifrone, descrive il momento in cui Socrate si reca in tribunale. L'Apologia di Socrate è la difesa appassionata da lui stesso pronunciata e rappresenta il contributo più importante e rigoroso alla comprensione della personalità e alla trasmissione del pensiero del filosofo. Condannato a morte, Socrate non smetterà di professare la sua dottrina nel carcere di Atene, dove amici e discepoli continuano a seguirlo, come racconta Platone nelCritone. Il Fedone ci riporta l'ultima delle dissertazioni di un uomo che nel dialogo ha cercato la verità anche pochi istanti prima di trovare la morte bevendo la cicuta. «E questa», dice Fedone, «fu la fine del nostro amico, uomo, possiamo ben dirlo, fra tutti quelli che abbiamo conosciuto, il migliore, anzi, senza confronto il più saggio e il più giusto». Ma, cittadini, non è questa la difficoltà, sfuggire alla morte, ma è molto più difficile evitare la malvagità: essa corre, infatti, più velocemente della morte. Ora io, che sono tardo e vecchio, sono colto da quella che è più tarda; i miei accusatori, invece, che sono vigorosi e lesti, sono stati colti da quella che è più veloce: la malvagità. Con saggio di Luciano Canfora.‎

‎Platone; Marziano N. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate-Critone. Testo greco a fronte‎

‎br. I primi scritti di Platone - cui appartengono Apologia e Critone - rispecchiano il pensiero di Socrate e sono appunto noti come dialoghi socratici. La prima delle opere qui presentate espone l'autodifesa che Socrate pronunciò di fronte al tribunale che lo giudicava per empietà e corruzione dei giovani, mettendo sotto accusa i suoi insegnamenti spregiudicati. La seconda spiega il motivo per cui Socrate rifiutò il piano di fuga dal carcere preparatogli dagli amici. La caratterizzazione psicologica dei protagonisti e il dibattito, ossia la ricerca di una verità che non ha la sua legittimazione in un oracolo, ma nel libero confronto di idee contrapposte, sono gli elementi culturali nuovi che contraddistinguono l'opera del grande filosofo ateniese e hanno segnato la storia della cultura occidentale. Introduzione di Enzo Savino.‎

‎Platone; Mati S. (cur.)‎

‎Fedro. Testo greco a fronte‎

‎br. "Il Fedro, uno dei capolavori assoluti della filosofia e della letteratura occidentali, è in Platone il dialogo dell'eros e della bellezza, della follia divina e della felicità che dona ai mortali, dell'anima e del suo destino oltremondano, della filosofia come persuasione dialettica, infine dell'enigma della scrittura. Forse la più complessa e la più bella tra le opere del filosofo, o se vogliamo dell'inventore stesso della filosofia, opera prediletta dagli iniziati ai misteri platonici lungo il corso dei secoli fino a oggi, il Fedro respira un'aria sorgiva, popolata di spiriti misteriosi, in cui riecheggia un canto melodioso: si sentono il profumo dell'erba del prato, lo scorrere limpido delle fonti, il frinire delle cicale. L'estate statica, immota, placidamente sopita, ospita e racchiude la conversazione di Socrate con il personaggio eponimo, l'adorabile Fedro, per la cui persuasione e conversione si strugge e disputa l'eros della filosofia." (Dall'Introduzione di Susanna Mati)‎

‎Platone; Migliori M. (cur.)‎

‎Filebo. Testo greco a fronte‎

‎brossura‎

‎Platone; Nannini S. (cur.)‎

‎L'apologia di Socrate. Testo greco a fronte‎

‎br. I nodi della vita e dell'ambivalente passione filosofica e politica si strinsero per Platone nel 399 a.C., data del processo a Socrate. L' Apologia è l'opera nella quale egli presenta Socrate che si difende davanti ai giudici ateniesi, i quali lo condanneranno a morte al termine di un processo intentatogli per reati di opinione che vanno dall'empietà alla corruzione dei giovani tramite l'insegnamento. Democrazia, oligarchia, etica tradizionale, religione olimpica, tutto viene messo in discussione in nome di una superiore fede nella divinità per la prima volta 'buona'.‎

‎Platone; Pancaldi M. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate‎

‎br. Il testo platonico è uno dei più celebri documenti della filosofia antica, e allo stesso tempo ha un valore storico di primaria importanza per le vicende connesse col processo a Socrate e con la sua condanna a morte. Questa edizione ha il pregio della leggibilità della traduzione, essendo il testo greco reso in italiano corrente, coi tratti dell'oralità fortemente presenti nell'originale platonico. L'opera ha una complessa storia ed è stata soggetta a diverse interpretazioni, di cui si dà notizia nell'apparato di commento, composto non solo dalle introduzioni e dalle note (storiche, filologiche, filosofiche) ma anche da un ampio dizionario dei termini filosofici, dei personaggi e di ogni altro elemento utile, presente nel testo, utile alla sua comprensione.‎

‎Platone; Pice N. (cur.)‎

‎Alcibiade. La coscienza di sé. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue‎

‎br. L'Alcibiade è nella letteratura greca il dialogo che ha per protagonisti il giovane figlio di Clinia e Socrate, dove si mette a fuoco la necessità della cura di sé, strettamente legata all'imperativo di matrice delfica che invita a conoscere sé stesso: non si può, difatti, «avere cura dell'uomo» se non se ne conosce l'identità. Per conoscere davvero noi stessi dobbiamo guardare nella parte migliore della nostra anima. Per Socrate in ogni anima umana c'è un fondo di divino, che la rende migliore; solo vedendo questa parte divina ci si può conoscere e solo chi conosce sé stesso è in grado di governare la città.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Alcibiade secondo. Sulla preghiera. Dialoghi socratici. Testo greco a fronte‎

‎br. Proprio perché si tratta di uno dei dialoghi socratici più difficili da intendere e da valutare, l'autenticità dell'Alcibiade II è messa in dubbio anche da Reale, che lo considera composto al tempo dei primi dialoghi di Platone. A ogni modo, i pensieri espressi in relazione al tema centrale del dialogo - la preghiera, che va rivolta agli dèi col cuore, non con lo sfarzo di riti appariscenti - sono congruenti con le testimonianze di Senofonte sulla concezione socratica del pregare. Nel saggio introduttivo, Reale appronta un perspicuo e fecondo parallelo tra questa concezione e l'epilogo del Fedro...‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate. Testo greco a fronte‎

‎ill.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Carmide. Sulla temperanza. Testo greco a fronte‎

‎br. Il Carmide è uno dei dialoghi giovanili di Platone più ricchi e più interessanti, con pagine di straordinaria profondità e attualità. Vengono qui messi in luce i limiti dell'antica tesi della medicina greca secondo cui non si può curare una "parte" del corpo senza curare "tutto" il corpo, e si dimostra che il corpo umano stesso è solo una "parte", in quanto l'intero dell'uomo è insieme corpo e anima. Il messaggio centrale del dialogo resta particolarmente valido anche per l'uomo d'oggi: per liberarsi dai mali, bisogna innanzitutto curare la propria anima in modo che domini il corpo, ossia occorre raggiungere un adeguato autodominio, la temperanza, perché solo così si può acquistare la vera salute.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Critone‎

‎br. Critone, amico di Socrate, progetta il modo di far fuggire dal carcere il filosofo per sottrarlo alla pena di morte alla quale era stato condannato ingiustamente. Socrate respinge tale proposta e spiega le ragioni del rifiuto in un dialogo che tocca i grandi temi della sua riflessione filosofica. Il bene più alto non è la vita in sé, ma la vita moralmente buona e la fuga dal carcere sarebbe una ingiustizia contro lo Stato, come ricordano le Leggi stesse che Socrate fa intervenire nel dialogo. Nel Critone si sostiene una tesi che si può denominare "rivoluzione della nonviolenza": "Non si deve disertare, né ritirarsi, né abbandonare il proprio posto (...), ma bisogna fare quello che la Patria e la Città comandano, oppure persuaderle in che cosa consiste la giustizia, mentre adottare la violenza non è cosa santa, né nei confronti della madre, del padre, o della Patria".‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Critone. Testo greco a fronte‎

‎brossura Un messaggio rivoluzionario: Socrate rifiuta l'evasione, l'ingiustizia non vince l'ingiustizia. Il volume, curato da Giovanni Reale, è destinato a rimanere un punto di riferimento per quanto riguarda la datazione e l'interpretazione filosofica e letteraria.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Eutidemo. Sull'eristica. Dialoghi socratici. Testo greco a fronte‎

‎br. L'Eutidemo è uno degli ultimi dialoghi della giovinezza di Platone. Il filosofo vi mette in scena, con le tinte parodistiche della farsa, una critica impietosa del ramo meno nobile della dialettica antica: l'eristica, ossia l'arte sofistica di combattere pretestuosamente con i discorsi al solo fine di confutare in maniera ingannevole le argomentazioni degli avversari, senza riguardo per la verità.‎

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