Site indépendant de libraires professionnels

‎Discipline‎

Main

Nombre de résultats : 19 077 (382 Page(s))

Première page Page précédente 1 ... 288 289 290 [291] 292 293 294 ... 306 318 330 342 354 366 378 ... 382 Page suivante Dernière page

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Eutifrone. Testo greco a fronte‎

‎brossura L'"Eutifrone" mette a nudo la povertà e la carenza strutturale del rapporto teologico della 'religione olimpica', incarnata dal sacerdote Eutifrone, e, tramite Socrate, mostra l'esigenza di una concezione religiosa totalmente rivoluzionaria e fondata sulla ricerca dialettico-filosofica del vero. E le conseguenze di tale rivoluzione sono enormi: anche se in via solo allusiva, Platone rivela, di ricercare in questo modo un nuovo rapporto tra l'uomo e il divino, un rapporto svincolato da quel 'commercio' fatto di scambi tra richieste e sacrifici propiziatori, a cui spesso si riduceva la religione greca tradizionale. Introdurre questo nuovo rapporto significa comprendere che dal divino viene all'uomo solo il bene e non il male.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Eutifrone. Testo greco a fronte‎

‎br. L'Eutifrone è un dialogo della giovinezza di Platone e si svolge fra Socrate e il personaggio che dà nome al dialogo sulla «santità». Eutifrone dovrebbe rispondere alle domande d Socrate su tale tema in modo adeguato, in quanto è un sacerdote. In realtà, Eutifrone si rivela di capacità intellettuali, oltre che morali, assai limitate, e di conseguenza il dialogo non può che concludersi in modo aporetico. Le cinque definizioni dell'essenza del santo che Eutifrone presenta, si rivelano tutte quante inconsistenti e fallaci. Dovrà essere il lettore stesso a trarre le conclusioni, e Platone gli presenta le premesse necessarie per risolvere il problema in modo adeguato: il santo non è tale in quanto è caro agli dèi, ma è caro agli dèi per se stesso, ossia in quanto è santo. Il santo, dunque, per sua stessa natura, «è tale da venir amato, e per questo è amato». Il vero Dio (non quello della comune opinione dei Greci) ama il santo, in quanto il santo è, per sua stessa natura, un bene.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Fedone. Nuova ediz.‎

‎br. «Nel Fedone Platone ha prima di tutto delineato le linee fondamentali della sua metafisica, cioè la teoria delle Idee, la teoria dei Principi e la dottrina del Demiurgo. [...] "Socrate" vuole conoscere questo mondo e conoscerlo scientificamente, cioè nelle sue cause profonde. Per questo si rivolge ai fisici, per questo mostra grande interesse per Anassagora, per questo vive con grande frustrazione la scoperta della debolezza di una visione puramente fisico-materialista. Il piano fenomenico del corporeo, del sensibile, dell'empirico non trova in sé la propria giustificazione, non è autosufficiente, ma rinvia a un secondo piano dell'essere, quello che d'ora in poi sarà definibile come incorporeo, soprasensibile, metempirico, in una parola, il piano metafisico». «Ma, o amici», disse, «su questo conviene riflettere: se l'anima è immortale, bisogna aver cura di essa, non solo per questo tempo della nostra vita, ma anche per la totalità del tempo, e considerare che il pericolo, ora, risulterà terribile, se non si ha cura di essa. Infatti, se la morte fosse totale liberazione da tutto, sarebbe un bel guadagno davvero per i malvagi liberarsi, quando muoiono, dal corpo e, nello stesso tempo, liberarsi, insieme con l'anima, anche delle loro malvagità. Ma ora, dal momento che ci è risultato che l'anima è immortale, non le rimane nessun altro modo di sottrarsi ai mali e salvarsi, se non diventare buona e sapiente quanto più è possibile»‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Fedone. Testo greco a fronte‎

‎ill.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Fedro. Testo greco a fronte‎

‎brossura Il "Fedro" appartiene, secondo gli ultimi studi, ai dialoghi della tarda maturità. Due sono i temi affrontati: quale sia il modo adeguato di scrivere e quale sia la natura dell'Eros e della Bellezza, l'unica idea intelleggibile che può essere colta nel sensibile. Il solo personaggio diretto del dialogo, oltre a Socrate, è Fedro. Lisia, considerato una sorta di principe dell'oratoria antica, è un personaggio che non agisce direttamente come "dramatis persona", ma opera con il suo scritto che Fedro legge, e su cui si impernia la discussione del dialogo. Questa edizione è stata curata da Giovanni Reale, uno dei maggiori esperti di Platone a livello italiano e internazionale. La sua traduzione si distingue, oltre che per la terminologia moderna adottata, anche per la novità delle intitolazioni ben articolate dei vari paragrafi che scandiscono le parti del dialogo. L"'introduzione" in realtà è una guida sintetica ma precisa al dialogo. Le "note al testo", brevi ed essenziali, rispondono all'esigenza di chiarire i passi più controversi e difficili partendo sempre dal testo greco. Le "parole-chiave" rappresentano un valido aiuto per entrare, in profondità ma con immediatezza, nel nucleo filosofico del dialogo. La "bibliografia" raccoglie gli studi più importanti sul "Fedro" degli ultimi cinquant'anni. Il testo greco a fronte riproduce esattamente l'edizione critica oggi di riferimento (J. Burnet, "Platonis Opera", "Scriptorum Classicorum Bibliotheca Oxoniensis"), conservandone la struttura di riga e la numerazione.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Gorgia‎

‎br. A che cosa serve la retorica sofistica? Si può definire un'«arte» (techne)? È rivolta a un fine? E quale? Socrate dimostra che la retorica dovrebbe opporsi all'ingiustizia, il peggiore dei mali: «Il fare ingiustizia è più brutto del riceverla» e anche più dannoso. Scontare la pena significa liberarsi dai mali commessi, e chi non riceve punizione è più infelice di chi la riceve. Un grande mito escatologico introduce riflessioni fondative per l'etica platonica: nemmeno la morte ci assolve dall'ingiustizia commessa: nell'aldilà l'anima dovrà affrontare un tribunale che condannerà gli ingiusti. La retorica e la politica dovrebbero aiutare i cittadini ad avere cura delle loro anime, e non preoccuparsi di salvare la vita fisica, perché ciò che conta «non è il vivere come tale, ma il vivere secondo giustizia».‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Il Simposio. Testo greco a fronte‎

‎brossura Siamo ad Atene, nel 416 a.C. Il simposio comincia. Gli invitati cenano, compiono le libagioni rituali, cantano gli inni di Dioniso. Su proposta di Fedro, ognuno di essi pronunucia un discorso in lode di Eros. Non c'è argomento più adatto ad una riunione dionisiaca: perché, come sapremo da Socrate, Eros è stato concepito da un dio ubriaco di nettare. Il discorso di Aristofane annuncia il tema centrale del Simposio: l'alleanza che si stabilì, in quella notte unica al mondo, tra lo spirito erotico della filosofia e lo spirito dionisiaco, insieme farsesco e tragico, della commedia. Con un testo critico di John Burnet.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Ione. Testo greco a fronte‎

‎brossura Lo "Ione" è stato a lungo considerato dalla critica un dialogo minore all'interno della produzione letterario-filosofica di Platone. Questa edizione, curata da Giovanni Reale, ribalta i giudizi in modo radicale e mette in evidenza la rilevanza concettuale dell'opera il cui nucleo tematico consiste nel dimostrare che l'attività del rapsodo e la stessa poesia non sono frutto di conoscenza ma, sono il risultato di un'ispirazione divina.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Ippia Maggiore. Sul bello. Dialoghi socratici. Testo greco a fronte‎

‎br. In aggiunta ai numerosi dialoghi di Platone già pubblicati nei Testi a fronte, una nuova collana di undici titoli con una nuova traduzione di Giovanni Reale. Undici dialoghi cosiddetti "socratici" in quest'ordine: Teagete, Ippia minore, Ippia maggiore, Ipparco, Amanti, Carmide, Lachete, Liside, Eutidemo, Alcibiade primo, Alcibiade secondo. Spesso trascurati dal grande pubblico, perché perlopiù aporetici, e apparentemente non conclusivi sul problema trattato, sono stati studiati da specialisti, peraltro condizionati, a partire dall'Ottocento, da pregiudizi ermeneutici, che hanno talvolta deposto a favore dell'affermazione della loro povertà teoretica e della negazione della loro autenticità. Giovanni Reale ha capovolto tali convinzioni e dimostrato come, sulla base delle nuove scoperte dell'ermeneutica, della tecnologia della comunicazione nel mondo antico e delle nuove interpretazioni dell'ironia socratica, tali dialoghi si rivelino tra gli scritti più freschi e innovativi di Platone. Platone ha compreso, come nessun altro filosofo, la portata rivoluzionaria della domanda di Socrate sul "che cos'è" e il metodo dialettico-confutatorio con cui dalla domanda si dipana la trattazione. Questo nuovo approccio ha comportato un mutamento radicale del modo tradizionale di "pensare per immagini e per miti" traghettandolo nel nuovo modo di "pensare per concetti", che si imponeva come una necessità storica.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Ippia minore. Sul falso. Testo greco a fronte‎

‎br. In aggiunta ai numerosi dialoghi di Platone già pubblicati nei Testi a fronte, una nuova collana di undici titoli con una nuova traduzione di Giovanni Reale. Undici dialoghi cosiddetti "socratici" in quest'ordine: Teagete, Ippia minore, Ippia maggiore, Ipparco, Amanti, Carmide, Lachete, Liside, Eutidemo, Alcibiade primo, Alcibiade secondo. Spesso trascurati dal grande pubblico, perché perlopiù aporetici, e apparentemente non conclusivi sul problema trattato, sono stati studiati da specialisti, peraltro condizionati, a partire dall'Ottocento, da pregiudizi ermeneutici, che hanno talvolta deposto a favore dell'affermazione della loro povertà teoretica e della negazione della loro autenticità. Giovanni Reale ha capovolto tali convinzioni e dimostrato come, sulla base delle nuove scoperte dell'ermeneutica, della tecnologia della comunicazione nel mondo antico e delle nuove interpretazioni dell'ironia socratica, tali dialoghi si rivelino tra gli scritti più freschi e innovativi di Platone. Platone ha compreso, come nessun altro filosofo, la portata rivoluzionaria della domanda di Socrate sul "che cos'è" e il metodo dialettico-confutatorio con cui dalla domanda si dipana la trattazione. Questo nuovo approccio ha comportato un mutamento radicale del modo tradizionale di "pensare per immagini e per miti" traghettandolo nel nuovo modo di "pensare per concetti", che si imponeva come una necessità storica.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎La Repubblica. Testo greco a fronte‎

‎ril. La "Repubblica" è certamente il libro di Platone oggi più letto, anche perché la critica più recente lo considera centrale nella produzione scritta di Platone. Sembra quindi impossibile riuscire a dire qualcosa di nuovo. È questo il merito del presente volume, agile e tuttavia ricco di contributi analitici e di spunti polemici, destinato a mettere in crisi alcune delle più consolidate convinzioni in merito alla filosofia di Platone. I libri centrali della "Repubblica" rivelano a coloro che condividono il modo comune di pensare l'ideale "non utopico" della "vera" filosofia, in modo da far cadere l'atteggiamento irrisorio nei confronti dell'idea insolita di un governo dei filosofi, che Platone considera molto difficile e tuttavia realizzabile.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Lachete. Sul coraggio. Testo greco a fronte‎

‎br. In questa collana presentiamo, in volumi singoli, i primi dialoghi platonici, interpretandoli come documenti che attestano in modo assai efficace 'il pensiero storico' di Socrate. La lettura di questi Dialoghi ci farà conoscere a fondo Socrate nella grandezza del suo messaggio rivoluzionario.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Liside. Sull'amicizia. Dialoghi socratici. Testo greco a fronte‎

‎br. In questa collana presentiamo, in volumi singoli, i primi dialoghi platonici, interpretandoli come documenti che attestano in modo assai efficace il 'pensiero storico' di Socrate. La lettura di questi Dialoghi ci farà conoscere a fondo Socrate nella grandezza del suo messaggio rivoluzionario.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Protagora. Testo greco a fronte‎

‎brossura Il "Protagora" è uno dei capolavori letterari di Platone, di rara bellezza formale e poetica; questa edizione intende mettere in rilievo anche la densità del contenuto filosofico del dialogo, spesso sottovalutata dalla critica.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Simposio. Testo greco a fronte‎

‎brossura Il "Simposio" è il dialogo in cui Platone sviluppa il grande tema dell'Eros, e fu composto probabilmente fra gli anni ottanta e gli anni settanta del IV secolo a.C. I personaggi presenti al convito, tenuto a casa del poeta Agatone, sono scelti da Platone secondo un progetto preciso: ognuno di loro è una maschera che rappresenta una corrente di pensiero sul tema dell'amore; dal gran provocatore di discorsi al retore politico; dal medico colto alle muse della commedia e della tragedia; dall'incarnazione del filosofo alla sacerdotessa indovina. Platone vuole dimostrare come la vera natura dell'Eros può essere colta solo attraverso la filosofia e che l'eros è un demone intermediario tra l'intelligibile e il sensibile: è mancanza, tensione perenne verso l'assoluto.<br> L'edizione è curata da Giovanni Reale, uno dei maggiori esperti di Platone a livello italiano e internazionale. La sua traduzione si distingue per la terminologia moderna e per la novità delle intitolazioni dei vari paragrafi che scandiscono le parti del dialogo. Le note al testo chiariscono i passi più controversi e difficili partendo sempre dal testo greco; le parole chiave sono uno strumento indispensabile per entrare in profondità nel nucleo filosofico del dialogo; la bibliografia raccoglie gli studi più importanti sul Simposio degli ultimi cinquant'anni. Il testo greco a fronte riproduce l'edizione critica di J. Burnet conservandone struttura di riga e numerazione.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Timeo. Testo greco a fronte‎

‎ill., br. Il ''Timeo'', l'opera più influente, almeno fino all'epoca del Rinascimento, nella storia del pensiero filosofico e teologico dell'Occidente, rappresenta la sintesi più densa del pensiero cosmologico greco. Personaggi diretti del ''Timeo'' - uno degli ultimi dialoghi scritti da Platone - sono Socrate, Crizia (uno dei trenta Tiranni), Ermocrate (famoso generale siracusano) e il pitagorico Timeo che espone i temi fondamentali del dialogo. Al prologo costituito dai discorsi di Socrate e di Crizia, segue il ''Grande discorso cosmologico'' diviso in quattro parti che può essere considerato un vero e proprio trattato di scuola di alta maestria didattica. Il Demiurgo, l'artefice divino, attraverso la mediazione operata tra il mondo intelligibile e il Principio della materia, produce tutte le cose. Da questa mirabile opera scaturiscono la bellezza e l'unità del cosmo, la generazione e la struttura dell'anima, il tempo, i pianeti e le stelle, gli animali e l'uomo. Quest'edizione è stata curata da Giovanni Reale, uno dei maggiori esperti di Platone a livello italiano e internazionale. La sua traduzione si distingue per la terminologia moderna adottata e per la novità delle intitolazioni dei vari paragrafi che scandiscono le parti del dialogo. L'''introduzione'' è una guida sintetica ma precisa al dialogo. Le ''note al testo'' rispondono all'esigenza di chiarire i passi più controversi e difficili.<br> Le ''parole chiave'' rappresentano un valido aiuto per entrare nel nucleo filosofico del dialogo. La ''bibliografia'' raccoglie gli studi sul ''Timeo'' degli ultimi cinquant'anni. Il lettore, in una appendice iconografica, ha a disposizione le figure geometriche di cui parla il dialogo con alcuni disegni di Leonardo da Vinci.<br> Il testo greco a fronte riproduce esattamente l'edizione critica oggi di riferimento (J. Burnet, ''Platonis Opera'', ''Scriptorum Classicorum Bibliotheca Oxonensis''), conservandone la struttura di riga e la numerazione.‎

‎Platone; Reale G. (cur.)‎

‎Tutti gli scritti‎

‎brossura‎

‎Platone; Sartori F. (cur.)‎

‎La Repubblica‎

‎br. "Nel mondo antico e poi ancora in quello moderno, "La Repubblica" non ha mai mancato di svolgere il suo compito principale: quello di invitare a pensare sul destino della vita individuale e sociale degli uomini. Un destino, secondo Platone, non prescritto e immutabile, ma da immaginare, argomentare, costruire." (Dall'Introduzione di Mario Vegetti)‎

‎Platone; Sassi M. M. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate-Critone. Testo greco a fronte‎

‎br. Nel 399 a.C. ad Atene si celebrò il processo politico più famoso di tutti i tempi: Socrate venne accusato di corrompere i giovani e di non riconoscere gli dèi della città, e per questo condannato a morte. L'Apologia tramanda il discorso con cui il filosofo orgogliosamente rivendicò, nel processo, l'ideale di giustizia che lo aveva sempre guidato. Un ideale di cui diede prova anche nelle sue ultime ore, rifiutando la fuga che l'amico Critone gli offriva, perché avrebbe significato sconfessare una intera vita tesa alla ricerca del bene e della virtù. Paradigma dello scontro fra l'autorità morale e il potere politico, la morte di Socrate è un avvenimento sul quale non può smettere di interrogarsi chi ha a cuore il destino della democrazia.‎

‎Platone; Savino E. (cur.)‎

‎Simposio-Apologia di Socrate-Critone-Fedone. Testo greco a fronte‎

‎br. Socrate, l'intellettuale stravagante che parla nelle strade e nelle piazze dell'Atene del V secolo. Socrate, che ha insegnato all'umanità la religione della ricerca. Socrate, e la sua ossessione per la verità. È lui il protagonista di questi quattro dialoghi platonici disposti in un ordine volutamente narrativo: il "Simposio" ritrae il filosofo nel fervore dell'insegnamento; "l'Apologia" riporta l'autodifesa pronunciata davanti al tribunale che l'avrebbe condannato a morte; il "Critone" lo fa vedere in carcere, mentre rifiuta la possibilità di fuga offertagli da un discepolo influente; il "Fedone" infine è il resoconto sobrio e commovente delle sue ultime ore, con l'indimenticabile lezione sull'immortalità dell'anima. In tutti rifulge la lingua di Platone, di una naturalezza disarmante nel modo in cui, tra domande e risposte, fluiscono le più vertiginose questioni filosofiche: la natura e il senso dell'amore, l'impulso alla verità, l'etica e il dovere, l'anima e la sua immortalità.‎

‎Platone; Scaglietti P. (cur.)‎

‎Gorgia. Testo greco a fronte‎

‎br. Platone polemizza in questo dialogo con i sofisti, accusati di privilegiare, nella formazione dei giovani ateniesi, le abilità retoriche. L'arte oratoria di Gorgia, maestro di retorica dal quale l'opera prende il nome, appare, al discepolo di Socrate, uno strumento in grado di portare la confusione e l'ingiustizia nella vita politica e sociale dello Stato. Alle capacità dei retori di rendere persuasivi discorsi poco solidi sul piano argomentativo, Platone contrappone il sistema filosofico socratico, l'unico, secondo lui, in grado di trovare la verità e di discernere il giusto dall'ingiusto.‎

‎Platone; Schoepflin M. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate‎

‎brossura‎

‎Platone; Schoepflin M. (cur.)‎

‎Critone‎

‎brossura‎

‎Platone; Sini C. (cur.)‎

‎Il mito del demiurgo‎

‎br. "Quando osservò questo mondo in movimento, vivente e immagine degli dèi eterni, il Padre generatore se ne compiacque." (Platone)‎

‎Platone; Stazzone V. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate. Nuova ediz.‎

‎brossura «Secolo di crisi, quello di Socrate. Lo spirito della Grecia agonizza. Gli dei crollano dai loro troni ed il popolo, rinunziando ad essere sovrano, crea i suoi miti politici nella tragica illusione che essi esprimano la sua anima più profonda. Ed ogni crisi ha la sua prima naturale reazione in un conformismo fanatico. Socrate fu la vittima dell'intolleranza politica e religiosa che non poteva consentire una libertà di pensiero che, superando i contrasti e le contraddizioni dell'antico e del nuovo, era perniciosa ad entrambi in quanto enunciatrice di una verità più alta. Ma Socrate si erge sulle rovine della Grecia antica e vive nella memoria e nella coscienza degli uomini che antepongono il dovere al tornaconto, la fede nei valori spirituali ai compromessi col mondo, il "servizio di Dio" al servizio del mondo. È questa la sua perenne presenza in noi, silenziosa ma viva, che fa del suo pensiero, della sua prigionia e della sua morte eventi immortali nella storia del mondo». Prefazione di Roberto Radice.‎

‎Platone; Susanetti D. (cur.)‎

‎Apologia di Socrate-Critone. Testo originale a fronte‎

‎br. Nel 399 a.C. Socrate fu trascinato in tribunale in un'Atene prostrata e inquieta. Il trentennale conflitto contro gli Spartani si era da poco concluso con un'amara e umiliante sconfitta: le mura della città erano state demolite, la sua prestigiosa flotta navale smantellata. La comunità era stata dilaniata dalla guerra civile: alti erano stati i costi in termini di relazioni personali. Con un decreto si impose di consegnare a un completo oblio ogni male e sofferenza. Ma un decreto, per quanto autorevole, non poteva bastare, di per sé, a cancellare torti e dolore. È in questa singolare temperie che Socrate fu tradotto dinanzi a una giuria popolare, accusato di corrompere i giovani e di non credere agli dei della città. Insomma, di pensarla "diversamente", di mettere in discussione i valori su cui Atene si fondava, ma anche di indurre in altri il medesimo atteggiamento critico. In quel momento di grande fragilità, quei discorsi erano forse più di quanto si potesse tollerare. Davanti ai giudici, Socrate si trovò nella posizione di chi deve pronunciare un'"apologia" del proprio operato. Ma il suo discorso non ebbe nulla a che vedere con quanto un imputato era solito dire. Decise di parlare senza tentare di manipolare a suo favore l'uditorio né di edulcorare i fatti. Non chiese pietà. Unicamente in nome dell'alétheia, della "verità", perché solo su di essa si poteva fondare la forma compiuta della "giustizia". Ben sapendo il risultato che avrebbe ottenuto.‎

‎Platone; Taglia A. (cur.)‎

‎Gorgia. Testo greco a fronte‎

‎br. Il "Gorgia", dialogo che dal celebre retore prende il nome, offre una delle più approfondite riflessioni platoniche sulla retorica. Tuttavia la sua portata va ben al di là del tentativo di definire e tracciare i confini di una disciplina. Prendendo le mosse dalla retorica e dalle sue implicazioni sul piano della conoscenza e dell'etica, il dialogo solleva interrogativi fondamentali: come bisogna vivere? A quali cose deve dare importanza chi vuol essere pienamente uomo e felice? Il confronto tra Socrate e i suoi interlocutori disegna in modo estremamente incisivo e drammatico le due strade tra le quali si trova a dover scegliere l'uomo ateniese del IV secolo a.C, e non solo lui: la vita secondo giustizia e verità, a cui conduce la filosofia, o, all'estremo opposto, la vita finalizzata al successo e all'affermazione personale, alla quale conducono la retorica e le altre pratiche dell'apparenza. Attraverso una discussione la cui tensione tradisce la rilevanza dei temi affrontati e insieme regala alcuni dei ritratti più vividi dell'intera opera platonica, il "Gorgia" segna uno snodo centrale nel pensiero del filosofo per i problemi che solleva e le vie di ricerca che intraprende.‎

‎Platone; Tagliapietra A. (cur.)‎

‎Fedone o sull'anima. Testo originale a fronte‎

‎br. Il Fedone è la storia di una morte, quella di Socrate e, allo stesso tempo, è il racconto di una nascita, quella della metafisica occidentale, che proprio nelle pagine di questo splendido dialogo vede la luce. Il racconto dell'ultima giornata di Socrate nel carcere di Atene diviene, per Platone, il luogo decisivo per tenere un altro discorso sulla morte: un discorso diverso da quelli della religione, dell'arte o della scienza, un discorso che non si limita ad inaugurare un modo nuovo di parlarne, ma si spinge fino ad intrecciare la morte e la filosofia in un abbraccio indissolubile. Dopo il Fedone, la morte non potrà più essere, per il pensiero, qualcos'altro a cui pensare, un pensiero particolare, un determinato oggetto del pensiero. Dopo il Fedone, la morte si porrà, sin dall'inizio, insieme al pensiero. Dopo il Fedone non si cesserà di pensare alla morte che cessando di pensare.‎

‎Platone; Toth I. (cur.); Reale G. (cur.)‎

‎Menone. Testo greco a fronte‎

‎brossura Il dialogo che è un manifesto programmatico dell'Accademia. Questa edizione di Giovanni Reale si distingue per il saggio introduttivo che evidenzia le problematiche del dialogo, per le note di commento e per il saggio introduttivo di Imre Toth, importante storico e filosofo della matematica.‎

‎Platone; Trabattoni F. (cur.)‎

‎Fedone. Testo greco a fronte‎

‎br. Il grande filologo e filosofo tedesco Paul Natorp ha definito il Fedone "un monumento a Socrate". Ma in realtà il "Fedone", dialogo in cui Platone ricostruisce a modo suo l'ultimo giorno di vita di Socrate e le conversazioni intercorse in quest'occasione, è molto più di questo: è un monumento alla filosofia. È un invito rivolto a tutti gli uomini, accattivante nei modi ma perentorio nella sostanza, a incamminarsi lungo la via della ricerca, nella consapevolezza che la cura dell'anima, la preoccupazione affinché diventi saggia quanto possibile, è l'unico modo di vivere davvero rispettoso della natura umana, dei suoi desideri e dei suoi bisogni. Forse l'aspetto più stupefacente in quest'opera è proprio l'indissolubile intreccio tra vita e filosofia, espresso in modo esemplare dall'apparente contrasto fra il pathos esistenziale e drammatico del racconto e la grande mole di sottili e pacate argomentazioni (su cui la filosofia d'Occidente non ha mai smesso di meditare) che essa propone. La presente edizione contiene un testo greco corretto alla luce delle ricerche più recenti, una traduzione filologicamente precisa ma di scorrevole lettura, un'ampia introduzione, dove sono affrontati tutti i problemi più rilevanti che l'opera solleva, e un ricco apparato di note esplicative, in confronto costante con la letteratura critica più autorevole e aggiornata.‎

‎Platone; Trabattoni F. (cur.)‎

‎Teeteto. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue‎

‎brossura Per l'importanza e la complessità dell'argomento (che cos'è la conoscenza?), la profondità e la sottigliezza dell'analisi, e la straordinaria ricchezza e varietà dei temi filosofici che vi sono trattati, il Teeteto è indubbiamente uno dei dialoghi più importanti dell'opera di Platone, e in generale uno dei testi fondativi del pensiero occidentale. Ne sia prova il fatto che ha suscitato l'interesse di filosofi del calibro di Ludwig Wittgenstein e John McDowell. Ma il Teeteto è anche un testo enigmatico, perché tutte le soluzioni proposte al problema in oggetto sono sorprendentemente demolite: con il risultato di lasciare ai lettori, da più di 2000 anni a oggi, il difficile compito di capire il significato di questa scelta. La presente edizione contiene, oltre a un testo greco affidabile e a una traduzione scorrevole ma anche linguisticamente e storicamente accurata, un'ampia introduzione e un ricco apparato di note, dove l'obiettivo di spiegare il testo cercando di ricostruire le intenzioni che potrebbero aver guidato Platone nella stesura si accompagna a una attenta e puntuale discussione dei molti temi filosofici che per il loro rilievo teorico continuano a stimolare le ricerche dei pensatori contemporanei.‎

‎Platone; Vegetti M. (cur.)‎

‎La repubblica. Libri 2º e 3º‎

‎brossura‎

‎Platone; Vegetti M. (cur.)‎

‎La Repubblica. Testo greco a fronte‎

‎br. "La Repubblica" è, probabilmente, il più importante tra i dialoghi di Platone; senza dubbio è il più controverso e frainteso. Scritta nell'arco di molti anni, "La Repubblica" è uno specchio fedele della vastità e della complessità della speculazione platonica, di cui si può considerare a buon diritto la summa e la sintesi. Partendo dal concetto di giustizia, infatti, il campo dell'indagine si allarga sempre di più fino a prendere in esame la migliore costituzione di un'ipotetica città, affrontando via via etica, politica, psicologia, ontologia ed epistemologia, e aprendo problematiche che a tutt'oggi sono lontane dall'essere risolte.‎

‎Platone; Velardi R. (cur.)‎

‎Fedro. Testo greco a fronte‎

‎br. Pietra miliare nella storia del pensiero, il "Fedro" di Platone è uno dei dialoghi che ha influenzato l'Occidente fin dalla sua apparizione. Platone fa insegnare a Socrate i processi di sublimazione dell'amore per gradi verso il divino, a partire da quello corporeo, illustra la sua visione dell'anima umana, tesa a un progresso contemplativo e attivo verso le sfere da cui proviene, e a cui è destinata a ritornare, dopo un ciclo indefinito di reincarnazioni. Platone interseca il dialogo con racconti di miti che sono passati alla storia universale, come quello del "carro alato", inanellandoli come favole che contengono gemme di saggezza insuperabile. In questa nuova edizione le note esplicative introducono luoghi, personaggi e scenari, arricchendo con annotazioni puntuali e curiose le spiegazioni ai singoli passi.‎

‎Platone; Veneziani M. (cur.)‎

‎Il mito degli androgini. Testo greco a fronte‎

‎br. "Il mito degli androgini" di Platone è una delle pagine più suggestive del Simposio", che spiega perché in amore ognuno sia alla ricerca della propria metà. Il desiderio erotico nasce da una originaria frattura che genera due corpi, sempre tesi a ricongiungersi così da ritrovare l'unità perduta.‎

‎Platone; Vitali M. (cur.)‎

‎Repubblica o sulla giustizia. Testo greco a fronte. Vol. 1-2‎

‎br. Nella "Repubblica" Platone ci presenta la maestosa architettura di uno "stato ideale" dove l'idea di giustizia è l'assoluto criterio di governo sia della vita collettiva che di quella individuale. Attraverso l'insieme dei suoi dieci libri, Platone mette in discussione ogni aspetto della vita organizzata e del sapere della "polis" greca. Qui, arte, scienza e religione vengono sottoposte allo sguardo critico del filosofo e condotte dal buio quotidiano dell'esistenza all'eterna luce della ragione. Ma la "Repubblica" non è soltanto la prima e più famosa "utopia" della storia. Essa, infatti, è il progetto originario della nostra civiltà occidentale.‎

‎Platone; Zanatta F. (cur.)‎

‎Simposio o sull'amore. Testo greco a fronte‎

‎br. Il "Simposio" è la grande "lezione d'amore" del pensiero occidentale. Nella polifonia di voci riunite nella giocosa atmosfera di un banchetto, Platone ci presenta, l'una dopo l'altra, le dottrine dell'eros esposte nell'orizzonte del mito, nella filosofia presocratica, nella scienza medica, nel sentire comune e in quello dei poeti. A questa vera e propria "summa enciclopedica" del sapere erotico dell'antichità, la possente parola di Socrate contrappone una nuova visione dell'amore, che libera la forza demoniaca dell'eros al di là del vincolo dei corpi e degli individui, in una autentica ascesa conoscitiva verso l'idea del bene e del bello. Introduzione di Umberto Galimberti.‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Il canto di Kalipso: la dea del sublime. Il nulla ed il sublime. Una nascente ontologia dell'opera d'arte‎

‎brossura Un excursus delle contemplanze della bellezza e del sublime, dalla classicità a Burke, Kant, Hölderlin, Heidegger approdano ad una ontologia del sublime. In Longino il meraviglioso, la risonanza con l'opera d'arte, il pathos, accomunano artista e fruitore dell'arte: Il sublime genera smarrimento e paura. Per Burke "Il sublime" richiama le forze della natura, nasce da sofferenza, pericolo. In Kant la grandiosità della natura suscita il senso dei limiti umani, da qui smarrimento e attrazione. In Heidegger nel sublime vive il non-fondamento: l'angoscia. Nel sublime, - che si svela nell'infinito o nell'abisso: esemplificato da Kalipso - sono presenti: Ek-stasi, Ab-grund. Nell'interpretanza givoniana si ha nuovo paradigma: l'arkè, una singolarità: l'eventuarsi dell'abissalità: un'ontologia dell'opera d'arte. Sublimità e estetica musicale sono cadenzate da Mozart, Eleuro e Leibniz; morfogenesi e complessità da Leibniz e Thom. Il testo è intriso di queste pregnanza e salienza.‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Ontodynamis‎

‎brossura Il cosmos di Eraclito è dynamis: diviene secondo "contesa": il polemos, Anassagora parla di discordia e per Aristotele il movimento è "dynamei ontos entelekeia a ateles" o energheia. Permanenza e cambiamento sono nel tempo di S. Agostino e in quello spazializzato-matematico di Kant. Il tempo assoluto newtoniano ha il contraltare nello spazio-tempo di Einstein che è relativo allo stato di moto di un sistema ed alla curvatura dello spazio: è dinamico. Gli universi transfiniti di Gödel sono increspatura dynamica dello spazio-tempo e l'ontologia del caos dispiega uno spazio-tempo con eventi indecidibili. Hawking, coi numeri immaginari, elabora un modello topologico-metabolico dello spazio che forma un chiasma a stringa immaginaria: possibilità di una temporalità non lineare. Nella musica mozartiana c'è simmetria ed asimmetria: è lo zeitraum mozartiano: il caosmos: tempo caotico e cosmico. È aperta la domanda: quali sono i rapporti tra la verità della proposizione e l'interpretazione scelta?‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Ontologia del mito‎

‎brossura Le configurazioni del sapere epistemico e le ontologie ermeneutiche si sono concentrate solo sull'ontica, sulle entità narrate. L' interpretanza ermeneutica ed intenzionale non si cura di offrire una fondatezza alla nuova epistemica, alla physis immaginaria, alla temporalità ontologica; men che mai dà fondamenta alla struttura ontologica dell'opera d'arte L'ontologia classica ha eluso la fondatezza non matematica della matesis, la fondatezza non logica del logos, quella non mitica del mitos, la non epistemica dell'epistemè, la non tecnica della technè, la fondatezza non seriale dell'opera d'arte. È utile intraprendere perciò il sentiero interrotto dell'ontologia dell'opera d'arte: la Seinweg e, sintagmaticamente, gli studi e le ricerche dell'ontologia del mito tra sapere epistemico, interpretanza ermeneutica ed intenzionale, temporalità e topologia. Il testo delinea un modello che vede il mito come un sistema autopoietico instabile e in trasformazione.‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Ontologia dell'opera d'arte. Il bello tra nodi, nastri e singolarità: per una morfogenesi topologica dell'arte‎

‎brossura L'arte ha lavorato sull'idea di creazione, prima della biologia. La scienza di un quadro si pone il problema della chimica dei pigmenti: non si domanda qual è il messaggio dell'artista. Nelle geometrie non euclidee lo spazio è un "corpo in trasformazione" e la teoria delle stringhe parla di filamenti di energia vibrante che sono "piegati", arrotolati e descrivibili da "nodi" o "nastri". Questa dimensione metamorfica, è registrata anche da espressionismo e futurismo. Col Principio di Indeterminazione, Heisenberg mostra nel "vedere" un micro oggetto agiamo su esso e lo modifichiamo: il soggetto non è "esterno" ai fenomeni studiati. La dinamica non lineare da Poincaré a Thom, ha stabilito che le forme sono regolate dalla topologia, piccole modifiche provocano grandi cambiamenti: si produce una nuova forma: "biforcazioni" "catastrofi" e " singolarità". La teoria delle catastrofi di Thom si è mostrata ricca di interessanti conseguenze scientifiche e filosofiche.‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Ricerche, progetti, pubblicazioni, proceedings, concorsi‎

‎brossura Il testo contiene le ricerche e le pubblicazioni dell'autore con la F. Angeli, l'Unione Matematica Italiana, gli atti delle conferenze al Virginia Tech, all'Aisre, all'Amse e di Fisica. Nei lavori scientifici sono presenti i numeri immaginari di Hawking e un modello topologico-metabolico dello spazio che forma un chiasma a stringa immaginaria. "Ontodynamis" vede lo human-tech-space di Internet come spazio topologico ove il soggetto modifica gli eventi cui partecipa come vuole il principio di indeterminazione. "Un modello topologico di mente" affronta la teoria delle catastrofi di Thom, dei sistemi dinamici non lineari e la teoria delle stringhe. In "Ontologia della Physis"il mito viene visto all'interno di spazi topologici ed è un sistema autopoietico simile alle strutture del caos. Morfogenesi e temporalità immaginaria attraversano il racconto "Blaide" e le poesie ne "L'Erranza mentre lo zeitraum della musica di Mozart è metafora del chaosmos nonché dell'indecidibilità di Gödel.‎

‎Plescia Giacinto‎

‎Un modello topologico di mente: Merleau-Ponty, Zentralkörper, Husserl, Stringhe e M-Theory‎

‎brossura "Lo studio della coscienza non può prescindere dalle acquisizioni delle neuroscienze sui "neuroni specchio": il cervello non è solo un fascio di neuroni: esiste "all'interno di un organismo". Il corpo è il nostro punto di vista sul mondo: parola e mimica mostrano come agli organi del corpo corrispondono le emozioni, il corpo parla: è lo "schema corporeo" di Merleau-Ponty. Nel sonno, per Husserl, inconscio e memoria sono momenti ove non si è presenti a sé e si è, nel contempo, con il mondo. La memoria di sé, ontologica-in/visibile, è il chiasma proustiano: il sogno è un chiasma sonno/corpo/passività/sogno pensante ed essere corpo pensato. Per Penrose la mente non è riconducibile alla computazione, unifica così relatività e meccanica quantistica. Nuovi sono i paradigmi di Thom e Petitot: un modello topologico di mente basato su teoria delle catastrofi e delle biforcazioni, degli attrattori di sistemi dinamici non lineari, stringhe e superstringhe di Veneziano."‎

‎Plessner Helmuth‎

‎Il riso e il pianto. Una ricerca sui limiti del comportamento umano‎

‎br. L'autore intraprende una dettagliata analisi del riso e del pianto, collocandola nel contesto dell'antropologia filosofica dove l'uomo è tutto unitario in cui fisico e psichico non sono che aspetti diversi di una inscindibile realtà naturale. Il riso e il pianto sono solo manifestazioni reattive che danno espressione somatica al vissuto di opposti stati fisici o interiori? Non si danno forse anche casi in cui si ride nel dolore o si piange di gioia? Si tratta allora di semplici 'errori di espressione', di momenti di 'confusione'?‎

‎Plessner Helmuth; Ruco A. (cur.)‎

‎Studi di estesiologia. L'uomo, i sensi, il suono‎

‎br. Questo volume documenta un significativo punto di incontro tra estetica e antropologia, restituendo lo sviluppo di quella che Helmuth Plessner ha elaborato come "estesiologia dello spirito", con una particolare attenzione all'esperienza del suono. Il volume è organizzato in base a criteri tematici. Nella prima parte sono raccolti saggi in cui si definiscono i paradigmi generali dell'estesiologia in quanto logica dell'"aisthesis"; nella seconda si approfondisce più specificamente l'esperienza musicale, che rivela in maniera esemplare il nesso che sussiste tra oggetto percepito e soggetto percipiente, tra ciò che si ascolta e l'ascoltatore. L'immagine dell'uomo che se ne ricava implica la considerazione del corpo vivente e della complessione di corpo e mente, direttamente sintonizzata con il mondo nella sua consistenza qualitativa, quale elemento che si pone al di là della dicotomia tra esterno e interno, tra sensibilità e sensatezza, gettando una luce critica sulla tradizione filosofica della modernità.‎

‎Pletone Giorgio G.‎

‎Trattato delle leggi‎

‎brossura‎

‎Pleux Didier‎

‎In famiglia comando io! Riconoscere e frenare per tempo il bambino tiranno‎

‎br. "Questa è forse la più grande sfida come genitori: essere fermi e, contemporaneamente, dare affetto". Ogni famiglia, o quasi, annovera almeno un caso di bambino viziato e capriccioso, un vero piccolo principe che, agli inizi, gli adulti trattano amorevolmente come tale. Può accadere, però, che il principino si trasformi col tempo in un vero despota. Didier Pleux, psicologo cognitivo, illustra in questo libro le tappe dell'escalation, mostrandoci i segni che la annunciano fin dalla più tenera età. Osserviamo l'acutizzarsi della tirannia al suo apogeo, quando, durante l'adolescenza, aumentano le possibilità di mettere in atto minacce e pretese e si affinano nuove "armi", più subdole e sofisticate. Impariamo così, a poco a poco, a riconoscere i ricatti morali e a fronteggiare le strategie della piccola "guerra" che il figlio tiranno muove (e spesso vince) contro genitori e familiari, fino a soggiogarli completamente. Per aiutare i nostri figli a riconnettersi con la "realtà" - Pleux ammonisce . è necessario non sottrarli alle frustrazioni e insegnargli ad accettarle come parte della vita. Quanto ai genitori, è indispensabile che tornino a farsi carico del proprio ruolo di educatori, con i conflitti che ciò comporta: non tanto per imporre un'autorità, ma per offrire ai figli la risorsa della propria autorevolezza. Con grande ricchezza di consigli pratici, l'autore aiuterà madri e padri sopraffatti e disorientati a riacquistare il proprio ruolo educativo e a guidare i bambini verso un equilibrato processo di crescita e maturazione.‎

‎Ploog Helmut‎

‎La scrittura, proiezione del carattere. La grafologia come strumento di indagine‎

‎ill., br. La scrittura, proiezione del carattere, presentando in modo approfondito i vari aspetti della grafologia, si rivolge a due categorie di lettori: il grafologo esperto vi troverà un conciso e completo panorama della materia, mentre chi vi si accosta per la prima volta scoprirà un nuovo mondo grazie a questo pratico manuale scritto in modo professionale e rigoroso ma con un linguaggio scorrevole e facilmente comprensibile a tutti. Conoscere il significato che la grafologia attribuisce alla dimensione o alla pressione di una scrittura, insieme ad altre caratteristiche come ad esempio l'inclinazione, la spaziatura o la direzione del rigo, può essere il primo passo per introdurre il lettore allo studio di questa affascinante disciplina che aiuta a comprendere meglio se stessi e gli altri. Al fine di facilitarne la lettura, il libro è corredato da tavole e grafici oltre che da molti esempi di scritture: persone comuni ma anche personaggi molto noti nel campo delle arti, della letteratura, della scienza e della politica.‎

‎Plotino‎

‎Il pensiero come diverso dall'uno. Quinta enneade. Con testo greco a fronte‎

‎brossura‎

‎Plotino‎

‎Sulle virtù (Enn. I 2 (19))‎

‎brossura Il trattato 19 di Plotino, mai commentato sistematicamente prima d'ora, deve la sua fortuna alla dottrina dei gradi di virtù, che rappresenta il principale contributo del neoplatonismo al pensiero morale: prudenza, fortezza, temperanza e giustizia possono essere possedute e praticate a livelli diversi, da quello inferiore della vita civile a quello superiore della contemplazione filosofica. Con questa semplice ma geniale distinzione gerarchica, Plotino risolveva l'apparente contraddizione in Platone tra la prospettiva politica della Repubblica e quella ascetica del Fedone, e preparava uno schema destinato ad avere un enorme successo nell'etica tardo-antica e medievale. Ma dal suo punto di vista l'assimilazione al divino mediante le virtù era solo un caso particolare di un problema metafisico cruciale: il rapporto tra gli oggetti empirici e le Forme ideali. La riflessione sulle virtù si basa così, implicitamente, sui fondamenti stessi della riformulazione plotiniana del platonismo, memore delle aporie del Parmenide e delle obiezioni di Aristotele.‎

Nombre de résultats : 19 077 (382 Page(s))

Première page Page précédente 1 ... 288 289 290 [291] 292 293 294 ... 306 318 330 342 354 366 378 ... 382 Page suivante Dernière page