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Jullien François; Porro M. (cur.)
Mosè o la Cina. Quando l'idea di Dio non si sviluppa
br. "Quale dei due è più credibile, Mosè o la Cina?", chiedeva Pascal. In questo "Saggio d'interculturalità", François Jullien esorta a uscire dall'antico conflitto tra ragione e fede, per guardare alla nozione di Dio dall'esterno, dall'Altrove cinese dove tale nozione non ha fatto presa, ben presto assorbita dal Cielo-Natura. L'immagine di una realtà scandita dal succedersi armonioso di fasi, sul modello dell'alternarsi delle stagioni, e regolata dalla logica interna della Via, il Tao, non ha aperto in Cina l'interrogazione sull'origine da cui muove la nostra filosofia, non ha reso necessario il ricorso a un Agente trascendente. La Cina non ha sviluppato il momento religioso della coscienza che si rivolge nella preghiera a un Dio personale, si è affidata alla dimensione rituale, legata al culto degli antenati. Ora che Dio "muore", non per l'ateismo che lo nega, ma per l'indifferenza nella quale la sua idea è caduta, possiamo meglio comprendere quale risorsa essa abbia rappresentato per l'Europa e cosa possiamo ancora trarrne. Forse è giunto il tempo, suggerisce Jullien, di ripensare ciò che è stato attribuito a Dio per riportarlo al vivere, per vedere in un incontro, uno sguardo, un momento d'intimità quel che incrina d'infinito la comune misura dei giorni.
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Jung Carl Gustav
Che cos'è la psicoterapia?
br. "Il mio contributo alla conoscenza della psiche si basa sull'esperienza pratica che ho dell'uomo". Così scrive Cari Gustav Jung a proposito degli scritti che compongono questo volume: dopo cinquant'anni di pratica psicoterapeutica si sente cosi sicuro di poter mettere un punto alla sua riflessione sulla psicoanalisi. In questi saggi si troveranno non soltanto accenni ai fondamenti e ai principi su cui si è basato l'atteggiamento pratico del terapeuta, ma anche il tentativo di comprendere storicamente quel fenomeno storico dirompente che è stata la psicoanalisi.
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Jung Carl Gustav
Coscienza inconscio e individuazione
ill., br. Un fiore irradia il suo splendore latteo nel campo scuro di un cerchio perfetto: non è opera di un artista, ma di una paziente cinquantenne di Jung, che prima di entrare in analisi ignorava di essere così brava a maneggiare matita, pennelli e colori. La figura è l'ultima di ventiquattro sontuose forme mandaliche dipinte dalla "signora X" e qui riprodotte. Queste immagini testimoniano di mutamenti profondi percepiti con "l'occhio rivolto all'interno" e ancora incompresi da chi li vive. Nella prospettiva junghiana esposta, al consueto, con limpidezza e profusione di raccordi storico-religiosi e alchemici - aiutano a integrare nella coscienza molti contenuti inconsci, illustrando la presenza di una pulsione universale, l'individuazione, colta negli stadi iniziali del processo che vi presiede. Mentre ribadisce la base empirica, e non speculativa, di nozioni fondamentali della psicologia analitica, corroborate in decenni di pratica psicoterapeutica, Jung confessa di avere già sperimentato per sé lo stesso metodo pittorico della paziente: "confermo che si possono dipingere figure effettivamente complesse senza avere la minima idea del loro contenuto reale. Mentre la si dipinge, l'immagine sembra svilupparsi da sé, spesso in contrapposizione con l'intenzione cosciente". Adesso, dopo che il mondo ha finalmente conosciuto quali meraviglie d'arte e di pensiero teneva in serbo il suo "Libro rosso2, sappiamo a che cosa alludesse.
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Jung Carl Gustav
Dizionario di psicologia analitica
br. «"Irrazionale". Uso questo concetto non nel senso di "antirazionale", ma in quello di "extrarazionale", ossia di ciò che non può essere fondato sulla ragione. Ne fanno parte i dati di fatto elementari, ad esempio che la terra ha un satellite, che il cloro è un elemento, che l'acqua raggiunge la sua massima densità a 4°C. Una lunga esperienza mi ha insegnato che proprio nei lavori di psicologia non si è mai abbastanza cauti nell'uso di termini e di concetti, giacché in nessun campo i concetti subiscono maggiori variazioni che in quello della psicologia; le quali variazioni spesso danno adito ai più irriducibili malintesi».
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Jung Carl Gustav
Gli archetipi dell'inconscio collettivo
br. Un certo strato per così dire superficiale dell'inconscio è senza dubbio personale: noi lo chiamiamo inconscio personale". Esso poggia però sopra uno strato più profondo che non deriva da esperienze e acquisizioni personali, e che è innato. Questo strato più profondo è il cosiddetto «inconscio collettivo». «Il concetto di archetipo, che è indispensabile correlato dell'idea di inconscio collettivo, indica l'esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque».
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Jung Carl Gustav
I fenomeni occulti. E altri scritti
br. «Il mio intento è stato soprattutto quello di presentare all'opinione pubblica, che per i cosiddetti fenomeni occulti altro non ha se non un sorriso sprezzante, i numerosi legami che questi fenomeni hanno con il campo sperimentale del medico e della psicologia, e di accennare ai problemi, numerosi e importanti, che questo campo inesplorato tiene ancora in serbo per noi». «Soffusa d'intenso pallore la signorina S. W. cadeva lentamente al suolo o su una sedia, chiudeva gli occhi, diventava catalettica, aspirava più volte profondamente e cominciava a parlare (...) La lingua di cui si serviva era allora solo il tedesco letterario che essa parlava con piena sicurezza e proprietà. In contrasto con il modo assolutamente incerto e impacciato nello stato di veglia».
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Jung Carl Gustav
Il simbolismo della messa
br. Sulla messa, rito capitale del cristianesimo e tra i più densi di sacralità delle religioni universali, non si contano gli studi teologici e le indagini antropologiche. Jung ha una conoscenza di prima mano degli uni e delle altre, ma in questo saggio del 1942 vi attinge con finalità diverse sia da quelle dottrinali, che appartengono al dominio della fede, sia da quelle descrittive, che rischiano di fare "appassire" il tenore spirituale del loro oggetto. L'interpretazione dei singoli momenti liturgici dell'evento cristiano e la ricerca di molteplici analogie culturali - dal rito azteco del "mangiare il dio" allo sbiancamento della vittima sacrificale presso i bantu - sono orientate qui a ciò che più interessa alla psicologica analitica: comprendere la verità psichica che si esprime nel "simbolo essenziale della messa". La vitalità e l'efficacia del suo mistero trovano infatti alimento nella pulsione archetipica alla trasformazione, ossia in "condizioni psichiche profondamente radicate nell'anima umana". Prefazione di Luigi Aurigemma.
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Jung Carl Gustav
Introduzione alla psicologia analitica. Cinque conferenze. Ediz. integrale
ill., br. Come sempre, quando ci si affida alla viva voce dello stesso Jung, l'esposizione delle sue teorie risulta chiara e brillante: è anche il caso dei testi delle cinque conferenze qui raccolte, pronunciate fra il 30 ottobre e il 4 novembre 1935 alla Tavistock Clinic di Londra. Costituiscono una presentazione semplice e colloquiale dei suoi punti di vista e degli insegnamenti tratti dall'esercizio della pratica analitica. Nell'esporre i capisaldi del proprio pensiero - la teoria delle funzioni, i concetti di archetipo, simbolo, sincronicità, la concezione del sogno e della sua interpretazione, il metodo dell'immaginazione attiva - Jung ribadisce sempre, in modo esplicito o implicito, il proprio distacco anche generazionale dall'insegnamento di Freud, e la propria modernità. Introduzione di Augusto Romano.
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Jung Carl Gustav
L'albero filosofico
br. L'albero, o pianta miracolosa, è una delle immagini archetipiche che ricorrono più di frequente nel folclore, nei miti e nelle fiabe. Partendo dalla propria esperienza di terapeuta e dallo studio dell'alchimia medievale, C.G. Jung si propone di scandagliarne le molteplici valenze simboliche e dimostra come dai prodotti spontanei dell'inconscio nell'uomo moderno affiori un archetipo che lascia riconoscere paralleli evidenti con la figura dell'albero in tutte le sue modificazioni storiche. L'albero, fonte di vita e di protezione, luogo della trasformazione e del rinnovamento, di natura femminile e materna, è l'albero della saggezza e della conoscenza, simbolo della totalità del Sé.
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Jung Carl Gustav
L'analisi dei sogni e altri scritti
br. Chiamiamo simbolico il sogno, perché è una formazione psicologica la cui origine, il cui senso e il cui scopo sono oscuri; il sogno è perciò uno dei prodotti più puri d'una costellazione inconscia. Come giustamente dice Freud, il sogno è la «via regia per accedere all'inconscio».
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Jung Carl Gustav
L'analisi dei sogni-Gli archetipi dell'inconscio-La sincronicità. Ediz. integrale
br. Con la scoperta, da un lato, dell'inconscio collettivo e delle sue strutture costitutive, gli archetipi, e, dall'altro, del processo di individuazione, della funzione prospettica dei sogni e del principio di sincronicità, Carl Gustav Jung non ha solo ampliato i confini della psicologia del profondo, oltre l'orizzonte della psicoanalisi freudiana, annettendo all'indagine territori inesplorati. Ha proposto ai suoi contemporanei, e a tutti noi, un modello inedito di vita umana integra, totale e aperta all'infinito: un modello con cui è chiamato a confrontarsi anche chi non condivida le ipotesi teoriche che sono alla sua base.
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Jung Carl Gustav
L'archetipo della madre
brossura
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Jung Carl Gustav
L'io e l'inconscio. Ediz. integrale
br. Pubblicato nel 1928, "L'Io e l'inconscio" è il primo tentativo compiuto da C. G. Jung di esporre in modo sistematico l'insieme di ipotesi sulla natura, struttura e dinamica della vita cui aveva dato il nome di «psicologia analitica». Tappa fondamentale nel suo percorso di avanzamento teorico, è qui che Jung articola definitivamente i concetti di inconscio «personale» e «collettivo», in queste pagine sono introdotti i concetti chiave di Animus e Anima, prendono forma le definizioni di archetipo e Ombra. Con questo libro Jung avvia il lungo dibattimento speculativo sull'individuazione che avrà come approdo finale la rivelazione dell'inconscio.
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Jung Carl Gustav
La psiche infantile
brossura Il volume si apre con una lettera a Freud dell'ottobre 1911, in cui Jung afferma l'importanza della fase intrauterina e dei ricordi precoci di infanzia, che sarebbero non individuali ma filogenetici. Dello sviluppo successivo della terapia junghiana vengono presentati testi quali: Conflitti dell'anima infantile, Il complesso edipico, Un caso di nevrosi in una bambina. Agli anni della maturità appartengono invece Il bambino dotato e Simboli e interpretazione dei sogni, in cui le produzioni oniriche di una bambina di otto anni sono ricordate per la spontanea, straordinaria intensità.
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Jung Carl Gustav
La psicologia del sogno
br. «Tra i molti problemi della psicologia medica c'è un "bambino difficile": il sogno (...) Il sogno ha a che fare con la salute e la malattia, e poiché - grazie alla sua origine inconscia - attinge dal tesoro di percezioni subliminali, può produrre occasionalmente cose di estremo interesse». «Come ogni componente del nesso psichico, il sogno è una risultante della totalità della psiche. Perciò è legittimo attenderci di trovare nel sogno anche tutto ciò che da epoca immemorabile ha avuto importanza nella vita dell'uomo».
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Jung Carl Gustav
La saggezza orientale. Ediz. integrale
br. Negli ultimi trent'anni della sua vita Carl Gustav Jung ha concentrato la sua attenzione sull'osservazione psicologica dei fenomeni religiosi. È religiosa, afferma Jung, ogni esperienza di pienezza e di totalità che "afferri" l'individuo per farlo procedere lungo il tragitto dell'individuazione. In questo cammino spirituale le religioni orientali si rivelano maestre nel guidare verso un "processo d'iniziazione". Nell'evidenziare le singolari affinità tra le simbologie religiose dell'Oriente e le produzioni psicologiche (sogni, visioni, creazioni artistiche) dell'uomo occidentale, Jung non si allontana mai da un profondo senso di concretezza storica, mettendo in guardia il lettore da "ogni imitazione semplificatrice e scimmiottatura orientalizzante, quale che ne sia la motivazione". Introduzione di Luigi Aurigemma.
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Jung Carl Gustav
La sincronicità
br. «Il principio filosofico che sta alla base della nostra concezione della regolarità delle leggi di natura è la causalità. Se il rapporto tra causa ed effetto dimostra di aver solo validità statistica e soltanto una verità relativa (...) ciò significa che il legame tra eventi è in certe circostanze di natura diversa da quella causale ed esige un diverso principio interpretativo». «A differenza della causalità, la sincronicità si dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell'inconscio. Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi, ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale in cui lo spazio non è più spazio e il tempo non è più tempo. Se quindi l'inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza, nasce la possibilità di percepire e "conoscere" eventi paralleli».
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Jung Carl Gustav
La vita simbolica
brossura Per Jung un simbolo è la migliore rappresentazione possibilie di ciò che non può essere pienamente conosciuto, è la manifestazione dell'archetipo nella realtà concreta e dalla sua comprensione consegue la capacità dell'uomo di trascendere il mondo perchè l'inconscio si esprime attraverso i simboli (i sogni, i giochi dei bambini, certe espressioni artistiche, i culti religiosi). Gran parte dell'opera di Jung è dedicata al tentativo di spiegazione degli effetti culturali dei simboli che, a differenza di quanto pensava Freud, servono non solo a mascherare ma anche a unificare conscio e inconscio, mondo reale e mondo spirituale, presente e passato dell'umanità.
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Jung Carl Gustav
Mysterium coniunctionis. Ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell'alchimia
br. Nell'ampio panorama della produzione junghiana, il "Mysterium coniunctionis" rappresenta l'opera più importante degli ultimi anni. Oggetto di questi studi che tennero impegnati Jung per oltre trent'anni è la tradizione alchemica. È proprio grazie all'alchimia che riuscì ad agganciare le esperienze e intuizioni acquisite mediante la sua diretta e personale «discesa nell'inconscio» a un materiale parallelo e disponibile obiettivamente. Per Jung l'alchimia non rappresenta soltanto l'antecedente storico della moderna psicologia del profondo, ma soprattutto, con il suo infinito serbatoio di simboli e immagini, costituisce la prima rappresentazione di quegli archetipi sui quali ha innalzato l'edificio della psicologia analitica.
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Jung Carl Gustav
Mysterium coniunctionis. Ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell'alchimia
ill.
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Jung Carl Gustav
Opere (2/1)
brossura
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 10/1: Civiltà in transizione: il periodo fra le due guerre. Psicologia e poesia
brossura
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 10/2: Civiltà in transizione: dopo la catastrofe
br. «Non che l'uomo contemporaneo sia capace di maggiori malvagità dell'uomo antico o di quello primitivo - sostiene l'autore nello scritto Presente e futuro (1956). - Soltanto che egli possiede oggi mezzi incomparabilmente più potenti per affermare la sua cattiveria. Se la sua coscienza si è ampliata e differenziata, la sua costituzione morale è rimasta arretrata. Questo è il grande problema del giorno». Siamo negli anni della guerra fredda, dei blocchi contrapposti, dove pareva che una linea netta stesse a separare i «buoni» dai «cattivi», considerati dalla parte avversa alla stregua di «incarnazioni del demonio». Il discorso di Jung, anche nei riguardi di questi temi, tende come sempre a sbriciolare certezze granitiche, a far risaltare provocatoriamente l'«altro» lato della questione, auspicando nei suoi lettori quel cambiamento di atteggiamento mentale che si pone quale unica «arma» efficace in vista della pace nel mondo, come egli afferma nello scritto inviato nel 1948 all'Unesco. Negli altri scritti che completano il volume, immediatamente posteriori alla guerra, Dopo la catastrofe (1945) e La lotta con l'Ombra (1946), Jung traccia infine una precisa diagnosi psicopatologica di Hitler e tenta di rintracciare nella psicologia del popolo tedesco i possibili motivi che hanno consentito l'ascesa e il successo politico del dittatore. Essi starebbero, secondo lo psicologo zurighese, in quel lato d'Ombra, di istintualità repressa e soffocata che, qualora non venga riconosciuto e integrato nella personalità cosciente, offusca la coscienza di ciascuno, innescando più devastanti e incontrollabili fenomeni di massa che spesso possono, come nel caso della dittatura nazista, acquisire un vero e proprio carattere delirante.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 12: Psicologia e alchimia
ill. Verso la fine degli anni venti Jung scopre singolari affinità tra antichi simboli cinesi e i sogni dei suoi pazienti: inizia così a studiare i testi alchimistici. Dopo quindici anni di lavoro pubblica questo volume. La tradizione alchimistica e la pratica analitica hanno in comune il tentativo di creare una realtà nuova e superiore: da una parte l'oro, la pietra filosofale, dall'altra la "presa di coscienza" della psicologia moderna. L'alchimia in sostanza è espressione di una pulsione a trasformare la materia prima dell'esperienza in conoscenza. Jung allarga la sua indagine alla saggezza orientale e a esperienze culturali che hanno una radice comune, mostrando come le scoperte scientifiche possano in realtà essere il ritrovamento di universali esperienze.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 16: Pratica della psicoterapia
brossura La psicoterapia junghiana non privilegia la biografia personale del paziente, ma allarga la sua indagine all'ambiente, al peso della storia, all'incidenza dei miti e degli archetipi. Il linguaggio del sogno, il simbolismo dell'incesto, la psicologia della traslazione sono i tre grandi temi della riflessione junghiana, che interpreta l'attività psicoterapeutica come un'arte umanistica, fatta di intuizione, vastissime conoscenze culturali, esperienza totale e impegno etico.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 18: La vita simbolica
brossura Il volume raccoglie numerosi testi finalizzati ad una migliore conoscenza delle origini della psicoanalisi e, fino al 1912, dell'intenso impegno di Jung in difesa delle scoperte freudiane; altri testi documentano il pensiero degli ultimi anni di vita di Jung e riguardano diversi aspetti della psicologia analitica e i temi junghiani ben noti anche al lettore colto non specialista: dalla concezione del sogno alla definizione di una nuove etica e alla saggezza orientale; dai drammi della storia presente al simbolismo religioso, all'alchimia, allo spiritismo e alla parapsicologia.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 2/2: Ricerche sperimentali
br. Sulla strada aperta dal saggio sull'associazione verbale pubblicato nel primo tomo del secondo volume delle Opere, Jung proseguì con numerosi lavori, raccolti in questo secondo tomo, che per molti aspetti formano un contrappunto alla dottrina freudiana su un terreno a cui oggi si torna a dedicare molta attenzione, quello dell'oggettività e quindi del valore scientifico delle interpretazioni psicologiche. Il campo in cui l'esemplificazione del duplice metodo ha suscitato particolare eco è quello delle applicazioni alla criminologia . Alle pagine dedicate alla puntigliosa misurazione sperimentale, si alternano le narrazioni di casi clinici: ne nasce una testimonianza, fondamentale per gli studiosi del pensiero di Jung, della convinzione da cui egli prese le mosse, cioè della necessaria stretta unione tra discorso teorico e verificazione concreta. Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: Psicoanalisi ed esperimenti associativi(1906), Associazione, sogno e sintomo isterico (1906), Il metodo associativo (1909), La costellazione familiare (1909) e Sulla dottrina dei complessi(1911).
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 4: Freud e la psicoanalisi
brossura I saggi qui raccolti documentano l'evoluzione della posizione di Jung nei confronti della psicoanalisi freudiana lungo l'arco di quasi mezzo secolo.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 5: Simboli della trasformazione
ill.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 9/1: Gli archetipi e l'Inconscio collettivo
brossura Gli scritti raccolti in questo volume sono dedicati al concetto di archetipo e di inconscio collettivo, che si possono considerare il nucleo centrale della concezione junghiana della realtà psichica, e sono fra gli aspetti più noti anche al pubblico generale dell'intera opera di Jung.
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Jung Carl Gustav
Opere. Vol. 9/2: Aion. Ricerche sul simbolismo del sé
br. Il saggio "Aion" è del 1951 e insieme a "Gli archetipi e l'inconscio collettivo", propone le caratteristiche che formano il fascino dell'opera di Jung, un complesso intreccio di esperienza psicoanalitica e di vastissime conoscenze scientifiche e umanistiche.
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Jung Carl Gustav
Psicologia dell'inconscio. Ediz. integrale
br. Pubblicato per la prima volta nel 1916 e più volte rielaborato, considerato da Jung un'"opera divulgativa" e scritto in un linguaggio semplice e quasi privo di tecnicismi, "Psicologia dell'inconscio" delinea i primi accenni della teoria dei tipi psicologici e le prime formulazioni dei concetti essenziali della psicologia analitica: inconscio personale e collettivo, animus e anima, l'ombra e gli archetipi. Smarcandosi dalle dottrine di Adler e Freud, che volevano come principi attivi nella psiche rispettivamente Eros e volontà di potenza, Jung ne nega qui il valore primario ed esclusivo accogliendo una definizione soggettiva della psiche. Alla luce di questo nuovo punto di vista è l'esperienza vitale delle generazioni che ci hanno preceduto in millenni di evoluzione della specie ad acquistare valore. Sarà il trionfo del concetto di inconscio collettivo.
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Jung Carl Gustav
Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti e altri scritti. Ediz. integrale
br. Gli studi compresi in questo volume appartengono tutti alla giovinezza di Jung. Essi costituiscono notevoli contributi alla vera e propria rivoluzione che si andava compiendo in quegli anni in cui la psichiatria veniva trasformando la conoscenza scientifica di quanto era affidato alle sue cure - la psiche umana, appunto - scoprendone i complessi, le tendenze dissociative e i meccanismi inconsci, così come il linguaggio simbolico e i dinamismi utilizzabili ai fini della terapia.
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Jung Carl Gustav
Psicologia e poesia
br. «Tra psicologia analitica e arte poetica, malgrado la loro incommensurabilità, esistono indubbiamente dei rapporti molto stretti, che (...) poggiano sul fatto che l'esercizio dell'arte è un'attività psicologica, o un'attività umana dovuta a motivi psicologici, e come tale è e dev'essere sottoposta all'analisi psicologica. L'arte nella sua essenza non è una scienza, e la scienza nella sua essenza non è un'arte; perciò questi due dominii spirituali hanno un loro proprio territorio riservato. Se noi quindi vogliamo parlare dei rapporti tra psicologia e arte, dobbiamo occuparci solamente di quella parte dell'arte che può, senza soprusi, essere sottoposta a un simile esame».
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Jung Carl Gustav
Psicologia e religione-Saggio d'interpretazione psicologica del dogma della Trinità. Ediz. integrale
br. Profondo conoscitore della religione, Carl Gustav Jung dedicò grande attenzione allo studio e all'analisi di quella che considerava una pulsione archetipica fondamentale. Dal suo punto di vista i dati religiosi devono essere avvicinati come la manifestazione storica di una costituente peculiare ed essenziale della realtà umana e sempre a partire da accadimenti interiori vissuti dal singolo individuo. Nelle due opere qui raccolte, "Psicologia e religione" e "Saggio d'interpretazione psicologica del dogma della Trinità", Jung, sottolineandone la validità psicologica, svela tutta la sua capacità di analisi dei simboli e delle loro funzioni.
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Jung Carl Gustav
Realtà dell'anima
br. Questo volume contiene alcuni degli scritti più brillanti di C. G. Jung e offre al lettore una visione suggestiva del pensiero del grande analista svizzero. In un primo gruppo di saggi - tra cui Il problema fondamentale della psicologia moderna e L'applicabilità pratica dell'analisi dei sogni -, utilissimi per chi desidera sapere che cosa è la psicologia analitica, Jung dà una chiara esposizione dei principi e degli scopi del suo metodo, mentre in un secondo gruppo tratteggia le grandi personalità di Paracelso, Freud, Joyce, Picasso da un punto di vista psicoanalitico. Infine Jung affronta i grandi problemi morali del secolo ormai trascorso sull'individuo nella società moderna, la massa e la religione.
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Jung Carl Gustav
Risposta a Giobbe
br. «Questo non è un libro "scientifico", ma un confronto personale con le concezioni del Cristianesimo tradizionale, conseguente allo scandalo sollevato dal nuovo dogma mariano. Sono considerazioni di un medico e di un profano in teologia che, avendo dovuto rispondere a molte domande in materia religiosa, si è visto costretto a riproporsi il significato delle idee religiose dal suo particolare punto di vista extraconfessionale». «Erano domande suggerite dagli eventi contemporanei: menzogna, ingiustizia, schiavismo e genocidio hanno non soltanto sommerso gran parte dell'Europa, ma regnano ancora su vaste zone del globo. Che ne dice un Dio benevolo e onnipotente? Ecco l'interrogazione disperata, mille volte ripetuta, che forma l'oggetto di questa pubblicazione».
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Jung Carl Gustav
Saggio di esposizione della teoria psicoanalitica
br. Un secolo fa, all'inizio del 1913, si consumava la rottura personale tra Freud e Jung, epilogo di una divergenza teorica non componibile, di cui queste nove lezioni americane dell'anno precedente costituiscono la testimonianza più perspicua. A New York, di fronte a un pubblico di clinici, Jung espose criticamente i capisaldi della psicoanalisi freudiana. Lo scrupolo nel render conto puntuale di una "scienza in evoluzione" non gli impedì di manifestare un netto dissenso verso princìpi non condivisi, primi fra tutti la definizione sessuale della libido, rifiutata in favore di una concezione energetica, o un causalismo troppo rigido. Temi e orientamenti fondamentali della psicologia analitica, come la teoria finalistica del sogno, la centralità della relazione terapeutica e il riconoscimento della soggettività dell'analista si precisarono allora, attraverso la viva drammaturgia di un pensiero che percorreva strade mai battute prima. Introduzione di Paola Cuniberti.
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Jung Carl Gustav
Sette sermoni ai morti
br. Nel 1916, in una condizione di profonda crisi personale e d'intensa esperienza visionaria, Carl Gustav Jung è visitato da "spiriti" di ritorno da Gerusalemme. "Cominciò con uno stato di inquietudine dentro di me, ma non sapevo che cosa significasse, o che cosa si volesse da me. C'era intorno a me un'atmosfera sinistra: avevo la strana sensazione che l'aria fosse pregna di entità spettrali. (...) . Gli, spiriti, provenienti dalla "terra dei morti", sono "le voci dell'Inesplicabile, dell'Irrisolto, dell'Irredento". Gli straordinari "Sette sermoni ai morti" con cui Jung cerca di portarli a consapevolezza e di placarli, scritti in una condizione prossima all'esperienza medianica, sono a un tempo una Teogonia, una Cosmogonia, una Psicogenesi, in un lucidissimo e controllatissimo "mythologein". Pagine complesse e ricchissime, imbarazzanti per gli stessi cultori di Jung, qui proposte attraverso un puntuale commento filosofico e teologico, sempre in rigorosa aderenza al pensiero di Jung.
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Jung Carl Gustav
Simboli della trasformazione
ill., br. Scritta di getto nel 1912, "esplosione di tutti i contenuti psichici che non potevano trovar posto nelle strettoie opprimenti della psicologia freudiana e della sua visione del mondo", quest'opera non ha segnato soltanto il distacco di Jung dal suo maestro, ma è diventata per lui una specie di programma di lavoro da svolgere nei decenni successivi. Lo spunto del libro è dato dall'esame di "alcuni esempi di immaginazione inconscia creativa": lo scritto autobiografico di una giovane poetessa americana, indicata come Miss Miller. L'analisi di queste fantasie consente a Jung di cogliere straordinarie somiglianze tra mitologemi di varia origine, studiati con prodigiosa ampiezza di riferimenti culturali. Così facendo, Jung giunge ad ampliare il concetto freudiano di "libido", e a individuare quei funzionamenti della psiche collettiva che definirà "archetipici".
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Jung Carl Gustav
Tipi psicologici. Ediz. integrale
br. "L'ipotesi che esista una sola psicologia o un solo principio psicologico fondamentale costituisce un'intollerabile tirannia", così Jung a proposito di questa che forse è la sua opera più famosa. Con Tipi psicologici si abbandona la pretesa, ancora radicata in Freud, di concepire la psicologia come scienza esatta, e si riconosce la presenza ineliminabile di un fattore soggettivo. Qui Jung integra la scoperta dell'inconscio con la definizione e la descrizione degli otto tipi psicologici principali. Tipi psicologici è anche un trattato di psicologia, ricco di casi clinici, e una storia del pensiero umano, in cui Jung ricostruisce i conflitti sorti dalla presenza dei due caratteri fondamentali, "apollineo" e "dionisiaco", che hanno dominato lo spirito nella filosofia e nelle arti da Platone a Goethe, da Aristotele a Nietzsche. Qui Jung dispiega tutto il suo fascino di evocatore di miti, personaggi, civiltà scomparse.
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Jung Carl Gustav
Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo
ill., br. Pubblicato nel 1958, questo studio si occupa dei sempre più numerosi, all'epoca, avvistamenti di "dischi volanti". Da una rassegna dei dati obiettivi disponibili sul fenomeno e dall'analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti, Jung conclude che si tratta di immagini unificatrici prodotte dall'inconscio con una funzione di rassicurazione, di fronte a uno stato di smarrimento collettivo negli anni del dopoguerra. Ma non esclude l'ipotesi - suffragata dalla teoria della sincronicità - della percezione di realtà fisiche concrete non ancora dimostrabili con strumenti scientifici.
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Jung Carl Gustav; Aurigemma L. (cur.)
La dimensione psichica
brossura
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Jung Carl Gustav; Aurigemma L. (cur.)
La dimensione psichica
br. Vasti ed eterogenei sono stati i campi di ricerca del padre della psicologia analitica, che si è applicato proficuamente nella storia del simbolismo, nell'alchimia e negli studi religiosi, senza contare la sua materia d'elezione, l'universo psichico e la struttura dell'inconscio. Sono qui raccolti dieci testi capisaldo della visione junghiana, da "Psicoterapia e concezione del mondo" (1946) e "L'essenza dei sogni" (1948) a "Gli archetipi dell'inconscio collettivo" (1954), fino agli studi sulla schizofrenia (1958); un'antologia che permetta di comprendere il disegno della ricerca analitica e di una concezione del mondo aperte e moderne.
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Jung Carl Gustav; Aurigemma L. (cur.)
Opere. Vol. 11: Psicologia e religione
br. Nella prospettiva di Jung i dati religiosi vanno considerati come la manifestazione storica infinitamente varia di un autonomo livello di realtà; autonomo in quanto, pur rivelandosi attraverso la vita, esso non è il frutto della sublimazione di una realtà biologica, come Freud pretendeva, ma è parte costitutiva e irriducibile della condizione umana. I dati religiosi vanno perciò compresi come la formulazione psicologica di esperienze interiori che hanno sempre, all'origine, i caratteri della rivelazione individuale, anche se subiscono poi il travaglio secolare dei tentativi di rielaborazione culturale tendenti a renderle assimilabili ai più; e che possono sempre riemergere nei materiali onirici o visionari individuali, in quanto essi hanno radice nel fondo archetipico comune. Psicologia e religione (1938/1940), il Saggio d'interpretazione psicologica del dogma della Trinità (1942/1948), Il simbolo della trasformazione nella messa (1942/1954) e gli altri scritti sulla religione in Occidente sono costruiti in questa prospettiva, che l'immensa dottrina di Jung sostanzia e conferma. A questi saggi seguono quelli da Jung dedicati alla religione in Oriente: i commenti psicologici al Libro tibetano della grande liberazione (1954) e al Libro tibetano dei morti (1935/1953), la Prefazione alla Introduzione al buddismo zen di D.T. Suzuki (1939), Psicologia della meditazione orientale (1943), e così via. Essi mostrano magistralmente come i diversi metodi orientali d'introversione favoriscano il suddetto carattere individuale dell'esperienza religiosa; sottolineando tuttavia nel contempo l'estraneità di Jung, terapeuta impregnato del mito eristico della redenzione, alle tentazioni di fuga dal mondo presenti in così larghi strati della religiosità orientale.
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Jung Carl Gustav; Aurigemma L. (cur.)
Opere. Vol. 8: La dinamica dell'Inconscio
ill.
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Jung Carl Gustav; Freeman J. (cur.)
L'uomo e i suoi simboli
br. "L'uomo e i suoi simboli" è a un tempo introduzione e conclusione del pensiero di Jung. Introduzione perché è l'unica opera a carattere divulgativo scritta dallo stesso Jung (e, naturalmente, ci volle un sogno per convincerlo a scriverla...). Conclusione perché pochi giorni dopo averla terminata, il grande intellettuale svizzero morì. In queste pagine sono racchiuse le fondamenta delle sue teorie, punto di riferimento nella psicologia del profondo, di cui ha ampliato i confini superando le teorie della psicoanalisi freudiana. Oltre al saggio di Jung, il volume raccoglie quattro contributi dei suoi più stretti collaboratori: Marie-Louise von Franz, Joseph L. Henderson, Jolande Jacobi e Aniela Jaffé. Ne deriva un'esposizione a più voci, chiara ed essenziale, della «psicologia analitica», una limpida illustrazione di cosa rappresenta l'«inconscio collettivo» e di come si manifesta nei miti, nei sogni, nell'arte. Un testo fondamentale per capire l'uomo moderno, le sue angosce, i suoi traumi, i suoi impulsi.
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Jung Carl Gustav; Guerrisi L. (cur.)
Sincronicità come principio di connessioni acausali. Antologia ragionata con testo tedesco a fronte
br. Sincronicità come principio di connessioni acausali (1952) è lo scritto che, insieme alle riflessioni esposte negli altri capolavori coevi come Aion, Risposta a Giobbe, Mysterium Coniunctionis, corona il pensiero maturo di Carl Gustav Jung. La meticolosa descrizione dei fenomeni sincronici offre uno spaccato unico sulla "Terra degli Archetipi", che costituisce l'aspetto più profondo della psicologia analitica e in questo scritto dà luogo a una interpretazione della temporalità tra le più originali del Novecento. L'opera viene proposta in una traduzione che rende la complessità della terminologia e del periodare junghiano ed è completata da una introduzione, da note essenziali e da un catalogo di parole chiave.
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Jung Carl Gustav; Jaffé A. (cur.)
Esperienza e mistero. 100 lettere
br. Un autoritratto involontario, lungo il percorso di un'esistenza tra le più intense del secolo. La prima lettera che compare risale al 1909, anno in cui Jung parla ancora di sé, in modo ambivalente, come possibile «successore al trono» di Freud. L'ultima è datata 1961, a pochi mesi dalla morte, e risponde con sollecitudine agli assilli personali di un destinatario americano di cui ignoriamo il nome. Nei decenni che si sono succeduti non c'è argomento, pur spinoso o indelicato, a cui Jung si sottragga quando viene interpellato dai suoi corrispondenti. Confessa a Joyce nel 1932 di essersi «smarrito nel labirinto» dell'Ulisse, controbatte nel 1936 all'accusa di «condiscendenza verso il nazismo», si pronuncia nel 1959 su donne e vita pubblica. Dalla massa enorme dell'epistolario, selezionato e curato da Aniela Jaffé, il fondatore della psicologia analitica emerge a tutto tondo, come teorico, psicoterapeuta, amico, cittadino; e affronta gli eventi del mondo nella consapevolezza che ogni esperienza umana debba misurarsi con il mistero dell'inconoscibile.
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Jung Carl Gustav; Jaffé A. (cur.)
Ricordi, sogni, riflessioni
br. Una prolungata immersione nelle profondità dell'io, una turbolenta esplorazione dei luoghi più reconditi e inaccessibili della nostra interiorità. Questo ha significato per Carl Gustav Jung portare alla luce i ricordi di una vita e scrivere la propria autobiografia. Un travaglio attraverso il quale lo psichiatra di Zurigo riuscì a far riaffiorare gli intimi legami che univano le idee della maturità, esposte all'interno delle sue opere scientifiche, alle sue più torbide memorie: l'infanzia, i viaggi, le immagini sconvolgenti che ne segnarono le prime esperienze oniriche, la passione per la filosofia, la letteratura e le religioni, gli studi e i primi successi professionali; fino all'incontro con Sigmund Freud, la collaborazione tra i due, le incomprensioni e le rivalità. Pagine in cui Jung racchiuse la sostanza spirituale del proprio insegnamento e tracciò una meravigliosa geografia dell'animo umano.
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