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‎Slaves (pays)‎
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‎Kornblatt Judith Deutsch‎

‎The Cossack Hero in Russian Literature: A Study in Cultural Mythology‎

‎8vo, br. ed.‎

‎Grossman Vasilj‎

‎Stalingrado‎

‎8vo, br. ed. 883pp. Quando Pëtr Vavilov, un giorno del 1942, vede la giovane postina attraversare la strada con un foglio in mano, puntando dritto verso casa sua, sente una stretta al cuore. Sa che l’esercito sta richiamando i riservisti. Il 29 aprile, a Salisburgo, nel loro ennesimo incontro Hitler e Mussolini lo hanno stabilito: il colpo da infliggere alla Russia dev’essere "immane, tremendo e definitivo». Vavilov guarda già con rimpianto alla sua isba e alla sua vita, pur durissima, e con angoscia al distacco dalla moglie e dai figli: «...sentì, non con la mente né col pensiero, ma con gli occhi, la pelle e le ossa, tutta la forza malvagia di un gorgo crudele cui nulla importava di lui, di ciò che amava e voleva. Provò l’orrore che deve provare un pezzo di legno quando di colpo capisce che non sta scivolando lungo rive più o meno alte e frondose per sua volontà, ma perché spinto dalla forza impetuosa e inarginabile dell’acqua». È il fiume della Storia, che sta per esondare e che travolgerà tutto e tutti: lui, Vavilov, la sua famiglia, e la famiglia degli Šapošnikov – raccolta in un appartamento a Stalingrado per quella che potrebbe essere la loro «ultima riunione» –, e gli altri indimenticabili personaggi di questo romanzo sconfinato, dove si respira l’aria delle grandi epopee... E se Grossman è stato definito «il Tolstoj dell’Unione Sovietica», ora possiamo finalmente aggiungere che Stalingrado, insieme a Vita e destino, è il suo Guerra e pace.‎

‎Pidhaini Oleg Sj.‎

‎The Ukrainian-Polish problem in the dissolution of the Russian empire 1914-1917‎

‎8vo, original cloth gold lettering 124pp. fine copy inscirbed by author to professir Vogel‎

‎Bojanowska Edyta M.‎

‎A World of Empires: The Russian Voyage of the Frigate Pallada (uncorrected proofs)‎

‎8vo, br. ed. uncorrected proffs, very good. 373pp. dyta Bojanowska uses Ivan Goncharov's gripping travelogue a bestseller in nineteenth-century Russia as a unique eyewitness account of empire in action. Slow to be integrated into the standard narrative on European imperialism, Russia emerges here as an assertive empire eager to emulate European powers and determined to define Russia against them.‎

‎Eltchaninoff Michel‎

‎Nella testa di Vladimir Putin Copertina Flessibile‎

‎8vo, br. ed. 160pp. Quali sono le basi ideologiche e filosofiche del pensiero dell’autocrate più potente e pericoloso dei nostri tempi? Il pensiero di Putin è complesso (ha molte diverse ispirazioni) e si evolve (è cambiato negli anni). Prendendo spunto spesso da irrazionalismi – ma sempre con pretesa scientifica – e da pensatori per lo più sconosciuti in Occidente. Il “sovietismo”, basato non sull’idea comunista ma sul nazionalismo e il militarismo. Le istanze conservatrici: dalla Chiesa ortodossa al pensiero slavofilo, da certe posizioni di Solženicyn fino all’idea della superiorità morale del popolo russo di fronte alla decadenza occidentale. Il movimento “eurasista” che pone la Russia al centro tra Europa e Asia. L’ideologia imperialista per cui la Russia deve riprendere il controllo dei popoli un tempo sottomessi all’URSS e prima ancora agli zar. Il sovranismo come strumento ideologico nella battaglia contro la democrazia. Non è facile inquadrare la figura di Vladimir Putin. Nato e cresciuto in piena Russia sovietica, fedelissimo al suo paese, agente del KGB, dopo il crollo dell’URSS fa una rapidissima carriera politica fino a diventare presidente nel 2000. In quella fase, che dura due mandati presidenziali, si mostra aperto all’Occidente, liberista, democratico. A partire dal suo terzo mandato, però, ci troviamo di fronte a un Putin ultraconservatore e tradizionalista, intenzionato a riportare in auge i “veri valori” del popolo russo. Chi è dunque quest’uomo? Un comunista, un liberale, un conservatore? Lo studio di Eltchaninoff, che arriva fino a marzo 2022, cioè fino ai primi giorni dell’invasione dell’Ucraina, esplora i comportamenti e i discorsi di Putin per risalire alle sue fonti di ispirazione filosofica e ideologica, giungendo spesso a risultati inaspettati. Si va da ideologi nazionalisti e conservatori a sostenitori del panslavismo, a filosofi della “russità”, fino a scrittori come Dostoevskij, opportunamente riletti e talvolta distorti per fungere da efficaci sostegni alla sua visione del mondo: una Russia forte e temuta che occupi il posto che le spetta tra le grandi potenze mondiali. In attesa di sapere quanti morti totalizzerà quest’ennesima feroce guerra è utile cercare di capire cos’abbia in testa la persona che l’ha scatenata.‎

‎Strugackij Arkadij , Boris Strugackij‎

‎L'isola Abitata‎

‎8vo, br. ed. 360pp. XXII secolo. Maksim Kammerer, vittima di un naufragio spaziale, precipita su un pianeta sconosciuto. Novello Robinson Crusoe, scoprirà presto che Sarakš è popolato da una specie umanoide ed è completamente militarizzato, soggiogato dalla cupa propaganda di un apparato statale oppressivo che si serve anche di inquietanti torri per il controllo mentale. Ma la popolazione autoctona tenta di resistere, lanciando continui attacchi per riconquistare la libertà... Costruendo un mondo articolato e alieno, inospitale e insidioso, i fratelli Strugackij, considerati tra i più importanti scrittori russi del '900, confezionano un altro romanzo sorprendentemente attuale, in cui la fantascienza e la critica al totalitarismo sfociano in una riflessione filosofica ampia e universale sulla società e la natura umana. Uscito a puntate sulla rivista Neva nel 1968 e pubblicato per la prima volta in versione integrale nel 1969, "L'isola abitata" arriva anche in Italia, edito da Carbonio.‎

‎Avrich Paul‎

‎Kronstadt 1921‎

‎8vo, 254pp. "Mr. Avrich has written the first reliable, full-scale account of the rise, course, and suppression of the Kronstadt insurrection. It is a remarkably good book, at once scholarly and readable, indispensable to the specialist and appropriate for anyone interested in the twin specters of our age, revolution and repression." -Stephen F. Cohen, The New York Times Book Review "Paul Avrich's excellent and magisterial book is a work of nonpartisan scholarship that illustrates how partisan in the best possible way nonpartisan scholarship can be. He gives us the closest examination of all the available evidence that we are likely to have for some time, and he uses his evidence to construct a narrative that, in its most brilliant passages, matches the power of Deutscher's The Prophet Armed and Moshe Lewin's Lenin's Last Struggle." -Alasdair MacIntyre, The New York Review of Books "... Paul Avrich's excellent Kronstadt 1921 [is a] judicious reconstruction, from original sources, of what really happened and why." -Dwight MacDonald, in his book Discriminations "Professor Paul Avrich's reconstruction of the events has all the ingredients of excellent historical writing: background information, sparingly but cogently presented; a mass of sources well sifted and thoroughly checked, including some newly discovered items; patient and sympathetic treatment of the arguments and counter-arguments of the protagonists; a vivid account of the events; quick portrayal of self-styled and ephemeral leaders (always a difficult thing to do); and the capacity to convey to the reader the atmosphere, flavour, and spirit of the unfolding drama." -Moshe Lewin, Soviet Studies Paul Avrich is Distinguished Professor of History, Queens College and the Graduate School, the City University of New York, and the author of many works on anarchism, including Sacco and Vanzetti: The Anarchist Background, The Haymarket Tragedy, and Anarchist Portraits, all available from Princeton University Press.‎

‎Inber Vera‎

‎Quasi tre anni. Leningrado. Cronaca di una città sotto Assedio‎

‎8vo, br, ed. 232pp. «Quasi tre anni» è una testimonianza in presa diretta dei novecento giorni dell’assedio di Leningrado. Vera Inber resta al centro degli avvenimenti e partecipando attivamente alle vicende della città con l’intento sincero di narrare e documentare, nel modo più oggettivo possibile, quella pagina cruciale della storia sovietica. Nel diario assegna uno spazio rilevante alla sua fede ideologica, trasfigurando eroicamente la resistenza della città ed esaltando lo sforzo quasi sovrumano degli abitanti di Leningrado, fino a dar forma a una vera e propria epica dell’assedio. Pur utilizzando un linguaggio propagandistico tipico dell’epoca, offre al lettore una descrizione fedele e dettagliata della realtà, al punto che il suo sentimento e la sua fede politica appaiono sempre sinceri. Nel panorama culturale e politico sovietico Vera Inber, con le liriche e le prose scritte nel periodo della guerra, fornisce un contributo determinante all’elaborazione di quello che la storica Lisa Kirschenbaum definisce «mito dell’assedio».‎

‎Dudincev Vladimir‎

‎Vesti Bianche‎

‎8vo, br. ed. 840pp. Il giovane biologo Fëdor Ivanovic Dežkin è il braccio destro di Kas’jan Damianovic Rjadno, scienziato potente e carismatico che promuove una campagna di persecuzione nei confronti dei biologi che difendono la genetica formale, dichiarata contraria all’ideologia marxista. Dežkin è un uomo sovietico esemplare e uno scienziato diligente: veterano di guerra, crede nella vittoria del bene sul male e nella verità sopra ogni cosa. Inviato in una piccola città universitaria per smascherare un covo dedito alle ricerche vietate, comincia a operare come un doppio agente. Con il KGB alle calcagna, Dežkin dovrà mettere a punto un piano perfetto per salvare se stesso e la verità.‎

‎Herlihy Patricia‎

‎Odessa Recollected: The Port and the People‎

‎8vo, hardcover, 256. Odessa, a Black Sea port founded by Catherine the Great in 1794, shortly after the territory was wrested from the Ottoman Empire, became a boomtown on the southern fringe of the Russian Empire. Catherine and the early administrators of the city, such as the Duke de Richelieu, promoted settlement by Europeans in addition to the Greek, Italians, and Jews who came on their own initiative to take advantage of economic opportunities in the robust grain trade with Europe. More ethnically diverse by far than St. Petersburg, Odessa became a remarkable independent-minded, large cosmopolitan city, attracting and producing noted writers, artists, musicians and scholars. Imperial Russian tsars and Soviet leaders maintained an ambivalent attitude towards the maverick city, appreciating the fame and fortune it generated, but also leery of the activities of secret foreign national societies, pogromists, revolutionaries and simply the perceived lack of patriotism in the singular city so far away from the heart of Russia. With the withering of the lucrative grain trade by the time of the Soviet Union, Odessa became a neglected city, drained of its foreign flavor. With the independence of Ukraine in 1991, there were hopes raised that the architectural beauty and economic prospects of the city would be revived. Given the current hostilities in Eastern Ukraine with the potential of the Odessa area becoming a possible land bridge to the Crimean Peninsula, the fate of the former Pearl of the Black Sea hangs in suspension. The present book brings together?indeed, re-collects?some of the most valuable and thought-provoking research on Odessa and its culture, community, and economy published by Patricia Herlihy over several decades of her work. Scholars of Ukraine, Russia, and the former Soviet Union will find in this book a helpful resource for their research and teaching.‎

‎Strugatski Strugackij Arkadij , Boris Strugackij.‎

‎Lunedì inizia Sabato‎

‎8vo, br. ed. 344pp.Pubblicato per la prima volta in Russia nel 1964, “Lunedì inizia sabato” in patria è considerato il romanzo più popolare dei fratelli Strugatskij; poggia saldamente sulla tradizione nazional-popolare russa, ed è pervaso da un’aura fiabesca di schietto ottimismo e comicità. Sasha Privalov, giovane programmatore di Leningrado, sta guidando attraverso le foreste della Carelia, nella Russia nord occidentale; deve incontrarsi con alcuni amici a Solovets per una vacanza nella natura. Quando lungo la via raccoglie un paio di autostoppisti locali, ancora non sa che nella cittadina di Solovets accadono cose davvero straordinarie. I due convincono Sasha a fermarsi e lavorare con loro all’Istituto di ricerca Scientifica e Tecnologica per la Magia e la Stregoneria, dove incontrerà ogni genere di creatura fantastica, e avrà a che fare con oggetti animati e aggeggi stravaganti.‎

‎Plokhy Serhii‎

‎Lost Kingdom: A History of Russian Nationalism from Ivan the Great to Vladimir Putin‎

‎8vo, br. ed. 432pp. Lost Kingdom tells the story of how the history of Russia was being written when that history was being made. . . A singularly fascinating account of Russian nationalism through the ages -- Charles Clover - Financial Times A sweeping study. . . Not merely an intellectual exercise but one closely linked to contemporary geostrategic debates - Wall Street Journal Brisk and thoughtful, this book could hardly be more timely -- Dominic Sandbrook - BBC History Magazine Lost Kingdom is an erudite exploration of the contradictions of Russian nationalism. . . A master historian on top of his game, Serhii Plokhy lays out the challenges this past presents for transforming Russia into a better country for its people and its neighbours -- Odd Arne Westad, author of The Cold War: A World History In Lost Kingdom, Serhii Plokhy does for Russia what only great historians can do-make the connections between the distant past and vital present feel relevant and alive. . . With Russia everywhere in the news today, and every pundit pretending to be an expert, Lost Kingdom is essential reading for those wishing to understand Russia beyond the headlines -- Garry Kasparov Dalla quarta di copertina 'Brisk and thoughtful, this book could hardly be more timely' Dominic Sandbrook, BBC History Magazine, Books of the Year From a preeminent scholar of Eastern Europe and the prize-winning author of Chernobyl, the essential history of Russian imperialism In 2014, Russia annexed Crimea and attempted to seize a portion of Ukraine. While the world watched in outrage, this violation of national sovereignty was in fact only the latest iteration of a centuries-long effort to expand Russian boundaries and create a pan-Russian nation. In Lost Kingdom, award-winning historian Serhii Plokhy argues that we can only understand the merging of imperialism and nationalism in Russia today by delving into its history. Spanning over two thousand years, from the end of the Mongol rule to the present day, Plokhy shows how leaders from Ivan the Terrible to Joseph Stalin to Vladimir Putin have exploited existing forms of identity, warfare and territorial expansion to achieve imperial supremacy. A strikingly ambitious book, Lost Kingdom chronicles the long and belligerent history of Russia's empire and nation-building quest. L'autore Serhii Plokhy is Professor of History at Harvard University and a leading authority on the Cold War and nuclear history. His books include the Baillie Gifford award-winner Chernobyl: History of a Tragedy, Nuclear Folly, The Gates of Europe and The Last Empire.‎

‎Sorokin Vladimir‎

‎Cremlino di Zucchero‎

‎8vo, br. ed. 194pp. Gennaio 2028. Natale in Russia. I bambini accorrono alla Piazza Rossa per ricevere il loro regalo dal Sovrano: un Cremlino di zucchero, un oggetto bianco, dolcissimo, solubile nel te. E questo simbolo effimero del nuovo Stato Russo a ritrovarsi al centro di una raccolta di racconti che fa piombare il lettore in un mondo fatto di ologrammi, pellicce vivipare e robot, ma regolato da una società feudale rigida e crudele, con una netta separazione dei sudditi in maestri e servitori, opricniki e oppressi, amici e nemici del popolo. Nel Cremlino di zucchero si ritrova il tipico mélange paradossale di arcaico e fantascientifico della La giornata di un opricnik. Scritto con la caratteristica virtuosità di Sorokin, la sua immaginazione sconfinata e la sua totale assenza di censura, va letto come un'enciclopedia dell'anima russa, un "cocktail a base di vodka, neve e sangue... con qualche cucchiaino di zucchero". Vladimir Sorokin (Mosca 1955) è uno dei più grandi scrittori russi contemporanei. È stato anche sceneggiatore, drammaturgo, pittore, grafico e librettista per il teatro Bolshoj. Provocatore, irriverente, deve la sua notorietà internazionale al romanzo La coda (pubblicato in Italia da Guanda). Ghiaccio, uscito in Russia nel 2002, è stato pubblicato da Einaudi nel 2005. I suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue. Ha ricevuto il titolo di “Chevalier des Arts e Lettres” ed è membro del club pen (Poets, Essaysts, Novelists) russo. Ha pubblicato il romanzo La Tormenta , Bompiani, 2016. Cremlino di Zucchero è stato già pubblicato in lingua francese e tedesca.‎

‎Glukhovsky Dmitri‎

‎Metro 2033‎

‎8vo, br. ed. pp779. L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.‎

‎Viktor Erofeev (Autore), Eduard Limonov (Autore), Vladimir Sorokin (Autore), Galina Denissova (a cura di)‎

‎Russian Attack‎

‎8vo, br. ed. Da molti anni in Russia si combatte una guerra segreta: è quella tra la cultura e il potere. Nel loro paese gli autori delle opere raccolte in questa antologia sono considerati 'scomodi': accusati spesso di pornografia, di estremismo, di tradimento dello spirito russo, hanno subito pressioni e censure, sono stati al centro di campagne diffamatorie e di condanne che riecheggiano tristemente il destino riservato ad altri scrittori d'eccezione come Solzenicyn e Pasternak. Eppure Viktor Erofeev, Eduard Limonov e Vladimir Sorokin non sono 'dissidenti politici': la loro arte è piuttosto un attacco al potere, al sistema culturale, al rifiuto del cambiamento, al gusto narcotizzato di un'opinione pubblica che pare ancora intorpidita dopo lo shock dei rivolgimenti post sovietici. Il filo rosso che li unisce, al di là delle differenze, è lo scontro tra la libertà di espressione e il controllo sociale, tra l'arte e l'ideologia, "tra il poeta e lo zar". in italiano.‎

‎Poggioli Renato‎

‎I Lirici Russi: 1890-1930. Panorama Storico-Critico‎

‎8vo, cm 22x14, pag 433, ril edit, in tela acetato, custodia, schedina edit. Bibliografia. E.O.‎

‎Dudincev Vladimir‎

‎Storia di capodanno‎

‎8vo, br. ed. Questo racconto di Dudincev, pubblicato sulla rivista «Novyi Mir» nel 1960, è la storia di una scoperta scientifica straordinaria che potrebbe cambiare il destino dell'umanità e insieme la storia della lotta di uno scienziato con la morte, ma c'è solo un anno di tempo. C'è anche l'amore per una donna, che spinge alla vita. E l'inquietante presenza di un'enorme civetta che richiama la morte. Allo scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno dell'anno, il destino si compie. E la civetta vola via.‎

‎Baberowski Jorg, Baberowski, Jörg & Steven Gilbert & Ivo Komljen & Samantha Jeanne Taber‎

‎Scorched Earth. Stalin's Reign of Terror (Yale-Hoover Series on Authoritarian Regimes) (ISBN:9780300136982)‎

‎8vo, hardcover in dj. German scholar Joerg Baberowski is one of the world's leading experts on the Stalin era, but his work has seldom been translated into English. This book, an unremitting indictment of the mad violence with which Stalin ruled the Soviet Union, depicts Stalinism as a cruel and deliberate attack on Russian society, driven by "totalitarian ambitions" and the goal of modernizing and rationalizing a backward people. Baberowski takes a twofold approach, emphasizing Stalin's personal role and responsibility as well as the continuity he sees in Communist aims and ideology since 1917. Unlike recent apologist accounts that focus on the challenges of modernization or on the operational complexities of managing the Soviet state, this hard-hitting analysis unequivocally locates the origins of the terror in the culture of violence and the techniques of power. Detailed, well-documented, and including many new details on the workings of the Stalinist state, this powerful work encompasses the dictator's brutal reign from his achievement of total power in 1929 to his death in 1953‎

‎Santangelo Andrea‎

‎Invincibile Russia. Come Pietro il Grande, Alessandro I e Stalin hanno sconfitto gli Invasori‎

‎8vo, br. ed. pp.288. Un paese che si estende in longitudine per 9.200 chilometri e in latitudine per 4.500, attraversato da ben 11 fusi orari e con confini non difesi da invalicabili barriere naturali, non poteva che scatenare la cupidigia degli invasori. Questo il destino militare della Russia, che sin dagli albori della sua formazione come Stato ha subito invasioni sia da Oriente sia da Occidente. Ma la Russia non ha nel suo destino di essere conquistata. Chi ha tentato di farlo, infatti, è andato incontro alla sconfitta e al disastro militare, come dimostrano le tre più famose invasioni della sua storia: quella svedese guidata dall’ambizioso re Carlo XII, quella francese comandata dal genio di Napoleone Bonaparte e quella tedesca sotto la folle pulsione sterminatrice di Adolf Hitler.‎

‎Mykola CHVYL'OVYJ‎

‎Due Storie Ucraine‎

‎8vo, br. ed. pp.154 dedica sulla prima pagina bianca.‎

‎Shiraev, Eric and Zubok, Vladislav‎

‎Anti-Americanism in Russia : From Stalin to Putin‎

‎8vo, hardcover in dj, . 182pp. ex-libhrary witg usual marks. Shiraev and Zubok analyze growing anti-Americanism in Russia, now high again after several years of "honeymoon" with the United States. An evaluation of this phenomenon is significant for assessments of current and future international developments and especially some “worst-case scenarios” in light of further steps towards European integration, NATO expansion, and of future regional conflicts. This analysis is also crucial for theoretical and popular discussions about the course of democratic transition, as well as the practical aspects of the nature of relations between democracies. Shiraev and Zubok investigate to what extent Russian anti-Americanism is a phenomenon of a democratic polity and thus challenges a quite popular “democratic peace” thesis stating that spread of democracy makes international tension and conflicts far less frequent and profound. About the Author: Eric Shiraev is a researcher at George Washington University and co-author of The Russian Transformation. Vladislav Zubok is Senior Research Fellow at the National Security Archive, a non-profit research group at George Washington University and co-author of prize-winning Inside Kremlin’s Cold War: From Stalin to Khrushchev. Ex-Library‎

‎Vaghinov Konstantin‎

‎Bambocciata‎

‎8vo, tela ed. in sovracop. ottima copia‎

‎Strugackij Arkadij , Boris Strugackij‎

‎L'albergo dell'alpinista morto‎

‎8vo, br. ed. pp.272. Quando l'ispettore Peter Glebski decide di prendersi una pausa dal lavoro e si ritira in un remoto chalet tra le montagne, l'ultima cosa che desidera è essere coinvolto in qualsivoglia indagine. È lì per sciare, bere brandy e oziare in beata solitudine. Ma non ha fatto i conti con gli altri vacanzieri, un gruppo eccentrico che include un famoso ipnotista, un ricco commerciante con la sua avvenente moglie, uno scienziato la cui occupazione principale sembra essere arrampicarsi sui muri e un imbronciato adolescente dal sesso indefinito. Mentre l'albergo si anima, tra cene e colazioni, risate e battibecchi, strani eventi iniziano a verificarsi. C'è un fantasma nella baita? Un burlone? Qualcosa di più sinistro? E poi una valanga blocca il passo di montagna, e all'improvviso gli ospiti si ritrovano completamente isolati, ma in compagnia di un cadavere...‎

‎Torno Armando‎

‎Le rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia‎

‎8vo, br. ed pp.168.. Stalin andava quasi ogni sera al Bolscioi, percorrendo un corridoio sotterraneo segreto. Spesso gli artisti ricambiavano la cortesia e si recavano al Cremlino. Tra essi, una donna ebbe un rapporto privilegiato con il dittatore: Olga Lepeshinskaya, prima ballerina a Mosca dal 1933 al 1963. Stalin le portava delle rose in camerino, poi cenava con lei e le chiedeva di danzare. Dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, dagli archivi, dalle biblioteche, ma soprattutto dalle confidenze personali di molti protagonisti della storia russa emergono racconti sorprendenti.‎

‎Reynolds Michael A.‎

‎Shattering Empires: The Clash and Collapse of the Ottoman and Russian Empires, 1908–1918‎

‎8vo, br. ed. 364pp. The break-up of the Ottoman empire and the disintegration of the Russian empire were watershed events in modern history. The unravelling of these empires was both cause and consequence of World War I and resulted in the deaths of millions. It irrevocably changed the landscape of the Middle East and Eurasia and reverberates to this day in conflicts throughout the Caucasus and Middle East. Shattering Empires draws on extensive research in the Ottoman and Russian archives to tell the story of the rivalry and collapse of two great empires. Overturning accounts that portray their clash as one of conflicting nationalisms, this pioneering study argues that geopolitical competition and the emergence of a new global interstate order provide the key to understanding the course of history in the Ottoman-Russian borderlands in the twentieth century. It will appeal to those interested in Middle Eastern, Russian, and Eurasian history, international relations, ethnic conflict, and World War I.‎

‎Plokhy Serhii‎

‎The Origins of the Slavic Nations: Premodern Identities in Russia, Ukraine, and Belarus‎

‎8vo, br. ed. 400pp. This book documents developments in the countries of eastern Europe, including the rise of authoritarian tendencies in Russia and Belarus, as well as the victory of the democratic 'Orange Revolution' in Ukraine, and poses important questions about the origins of the East Slavic nations and the essential similarities or differences between their cultures. It traces the origins of the modern Russian, Ukrainian and Belarusian nations by focusing on pre-modern forms of group identity among the Eastern Slavs. It also challenges attempts to 'nationalize' the Rus' past on behalf of existing national projects, laying the groundwork for understanding of the pre-modern history of Russia, Ukraine and Belarus. The book covers the period from the Christianization of Kyivan Rus' in the tenth century to the reign of Peter I and his eighteenth-century successors, by which time the idea of nationalism had begun to influence the thinking of East Slavic elites.‎

‎Mykola CHVYL'OVYJ‎

‎Due Storie Ucraine‎

‎8vo, br. ed. pagina con dedica a penna, altrimenti ottimo. pp.153 Serie: Scrittori ucraini del 1° novecento‎

‎Monomach Vladimir‎

‎Il Breviario Del Principe Di Kiev‎

‎8vo, br. ed. Vladimir Monamach (XII sec.), conosciuto anche come Vladimir II di Kiev, ha legato il suo nome alla «Istruzione [Poucenie]», che qui si presenta con il titolo editoriale di Breviario del principe di Kiev. Quest'opera rappresenta un unicum nella storia della letteratura russa antica. Con essa infatti è la prima volta che un laico, un non religioso, si prodiga nell'indirizzare ai propri figli degli insegnamenti di carattere morale. Dal punto di vista personale egli li esorta a seguire la virtù, a evitare ogni forma di eccesso, ad essere morigerati, mentre dal punto di vista sociale l'insegnamento è a venire in soccorso dei più deboli e dei poveri, a praticare la clemenza, a esercitare la prudenza, a non praticare nessun abuso e ad avere rispetto degli altri. L'opera conserva l'eco delle guerre che numerose si combatterono e insanguinarono la terra di Rus' a quel tempo. Tuttavia Monomach si dimostra un uomo moderato ed equilibrato e nella sua Istruzione egli insiste molto sulla riconciliazione, sulla riappacificazione, in russo «primirenie», un vocabolo che ha in sé proprio la tanto auspicata parola «mir» che vuol dire per pace.‎

‎Lotman Jurij‎

‎Conversazioni sulla cultura Russa‎

‎8vo, br. ed. pp.458. "La cultura è memoria" ha ripetuto tante volte Jurij M. Lotman, uno dei più grandi studiosi del Novecento, fondatore della semiotica della cultura, ed "è sempre legata all'esperienza passata, sottintende per forza di cose una continuità etico-intellettuale e spirituale, insita nella vita dell'individuo, della società e dell'umanità. (...) Quando parliamo della nostra cultura contemporanea - pur non rendendocene conto - magari parliamo anche della via lunghissima che questa cultura ha percorso". Nate in Estonia come sceneggiatura di una serie televisiva trasmessa tra il 1986 e il 1991, le "Conversazioni sulla cultura russa" ci offrono il volto sorprendente e 'incarnato' dello studioso presentandoci, su un registro consapevolmente antiaccademico, un vivido spaccato della cultura russa dal XVIII al XX secolo. Rendono disponibile al curioso e all'amatore, ma anche al docente e allo studioso, un materiale vastissimo, veicolato con taglio totalmente inedito, che arricchisce sensibilmente il già immenso contributo di Lotman all'esplorazione del 'continente cultura russa'.‎

‎Inna Tigountsova‎

‎The Ugly in Russian Literature: Dostoevsky's Influence on Iurii Mamleev, Liudmila Petrushevskaia, and Tatiana Tolstaia‎

‎8vo, br. ed. 219pp. Yurii Mamleev’s “necrophiliac variant” of the Underground is the starting-point for Tigountsova’s “third way” in Russian prose. This is an a-Soviet way (neither pro- nor dissident), connected to the paradox of Russian space – which goes on forever, even though every human being seems cramped and stuck away in corners or prison cells. Tigountsova is good with this parameter. As she notes, “even the metaphysical is cramped.” Mind, house, homeland are analogues of one another. Why do walls constructed to contain space in the mind /house /homeland of Russia and Russian literature so rarely lead to coziness, manageability, efficiency, but instead to demonic possession through crevices and shabby yellow wallpaper? In Tolstaia and Petrushevskaia, this focus on distorted, deprivatized yellow space creates a sense of vulnerability and terror. Full of observations on color and insect symbolism, her study ends with provocative inquiries into Dostoevskian post-modernism as the physically ugly brought about by distortion and juxtaposition of fragments. Here we see the legacy of Romanticism, but far more crooked than anything dreamed by Bakhtin. Caryl Emerson, Princeton University‎

‎Zoscenko Michail‎

‎Cento Scene Di Vita Sovietica‎

‎8vo, br. ed. 560pp. Michail Zoscenko è stato uno degli autori più prolifici e di maggior successo nei primi decenni della Russia sovietica. Ma soprattutto è stato uno scrittore davvero "popolare": popolari sono infatti i temi trattati, popolari l'ambientazione, i personaggi, la forma adottata (raccontini brevi, storielle umoristiche, spesso riuniti in cicli con personaggi ricorrenti) con specifici richiami alla tradizione folclorica slava. E popolare è la lingua che Zoscenko utilizza: ironica fino al sarcasmo, ferocemente parodistica, ricca di una vasta gamma di registri e di colori locali, "maleducata" (ma in realtà assai sofisticata). È lo skaz , un idioma misto di espressioni comuni, magari storpiate, locuzioni libresche, termini giornalistici, che mima la spontaneità del parlato spesso con esiti grotteschi e, in un rapporto strettissimo tra l'autore e i suoi lettori, dà vita a una nuova letteratura realista. Amatissimo dal pubblico, meno dalla critica e ancora meno dall'intellighenzia di regime, Zoscenko rimane una figura atipica, uno scrittore difficilmente etichettabile. In un'epoca che comincia a privilegiare la dimensione monumentale dell'arte, egli narra usi, costumi e psicologia dell'homo sovieticus partendo da pretesti narrativi provocatoriamente banali, che finiscono per svelare la contraddittorietà della realtà sociale, politica e culturale scaturita dalla Rivoluzione.‎

‎Zamjátin, Evgenij‎

‎Racconti‎

‎8vo, br. ed. pp.524‎

‎AFANAS'EV ALEKSANDR NIKOLAEVIC‎

‎Fiabe russe proibite. Con un saggio introduttivo di Boris Andreevic Uspenskij e le "Note comparative" attribuite a Giuseppe Pitrè. A cura di Pia Pera‎

‎In 8°, br. edit., pp. 319,(1); coll. "Saggi blu"; le fiabe erotiche e anticlericali del Grimm russo espunte dalla censura zarista, ottimo es.‎

‎Orietta Moscatelli‎

‎Putin e Il Putinismo in Guerra‎

‎8vo, br. ed.‎

‎Maclean Rory‎

‎Pravda Ha Ha: Truth, Lies and the End of Europe‎

‎16mo, br. ed. 368pp. This is a tremendous thing that MacLean is creating; a new kind of history, in several dimensions and innumerable moods, that adds up to - across the span of his books - a great and continuing work of literature -- Jan Morris A gem of a book, informative, companionable, sometimes funny, and wholly original. MacLean must surely be the outstanding, and most indefatigable, traveller-writer of our time -- John le Carré No one writes quite like Rory MacLean -- Robert Macfarlane MacLean combines vivid reportage with unabashed soapboxing. The result is an engrossing travelogue that's both trenchantly observant and deeply felt - Publishers Weekly‎

‎SALTYKOV-STCEDRIN MICHAIL E.‎

‎Storia Di Una città‎

‎8vo, cartonato ed,‎

‎Werth Nicolas‎

‎Poutine, historien en Chef‎

‎br. ed. Le 24 février 2022, l'opinion mondiale découvre avec stupeur le discours de Vladimir Poutine justifant l'invasion de l'Ukraine, au prétexte de faire cesser un "génocide" exercé par un régime qu'il convient de "dénazifer" . Cette extraordinaire falsification de l'histoire s'inscrit dans le droit fil du grand récit national construit au cours des vingt dernières années par Vladimir Poutine et dont l'ONG Mémorial fit les frais en 2021. Ce récit, exaltant la grandeur d'une "Russie éternelle" face à un Occident agressif et décadent, n'admet aucune contestation pour servir les intérêts géopolitiques d'un régime dictatorial et répondre aux attentes d'une société désorientée suite à l'effondrement du système soviétique. Ce Tract éclaire les origines de cette distorsion des faits historiques et la façon dont elle est mise en oeuvre pour légitimer la première guerre du XXI ? siècle sur le continent européen.‎

‎GINZBURG MOISEJ JA.‎

‎Architettura Costruttivista‎

‎In-8 (cm. 22), brossura, titolo al dorso, pp.416, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. In buono stato‎

‎Borgognone Paolo‎

‎La dottrina Stranamore. Ovvero come abbiamo imparato ad amare la guerra in Ucraina e la NATO‎

‎8vo, br. ed. 288pp. Questo non è un libro filo-russo o filo-ucraino, anti-russo o anti-ucraino. È un libro contro l’ipocrisia e a favore dell’onestà intellettuale. Un libro che ha la modesta pretesa di dire le cose bonificandole dagli orpelli retorici della propaganda di guerra e di demistificare la narrazione liberale in tema di “difesa della democrazia” nel mondo. Perché gli stessi opinion leader che oggi si affannano a condannare, con enfasi, l’invasione russa dell’Ucraina e definiscono ‘criminale’ questa operazione militare, nel 1999, nel 2001 e nel 2011 avevano approvato, definendole ‘giuste’ e ‘umanitarie’, le invasioni condotte dalla NATO in Jugoslavia, Afghanistan e Libia? Tutte le invasioni sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre? Perché la resistenza ucraina è considerata, dai media occidentali, ‘eroica’, mentre quella irachena era ritenuta, dalle stesse fonti di informazione, ‘terroristica’? Tutte le resistenze sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre? L’Ucraina è veramente un Paese “libero e democratico” così come ci viene presentato dai media ufficiali? Perché i russi non vogliono diventare americani? A queste e a molte altre domande tenta di rispondere il presente libro…‎

‎Giuliani Federico, Emanuel Pietrobon‎

‎L'orso e il dragone. Russia e Cina, un'intesa per cambiare il Mondo‎

‎8vo, br. ed. Il XXI secolo avrebbe dovuto spianare la strada al Millennio della "fine della storia", della democratizzazione e dell’americanizzazione del mondo. Il momento unipolare, però, è durato meno del previsto. Due giganti dormienti e inizialmente non troppo reticenti a un ordine stabile a guida americana, Russia e Cina, hanno cominciato a percepirsi in pericolo. Il punto di svolta sarebbe stato Euromaidan secondo i più, ma la verità è che Euromaidan fu foce, non sorgente, e fu fine, non principio. La storia del partenariato strategico che sta cambiando il mondo, combattendo il sogno neoconservatore e liberale del Duemila quale secolo americano, non nasce nel 2014. Il 2014 è tappa di un percorso più lungo, sfaccettato, che ha avuto inizio al capolinea del Novecento: il dimenticato ma importante 1999. Un anno, per questo motivo, ivi ribattezzato "anno del destino". Prefazione di Salvatore Santangelo. Postfazione di Tiberio Graziani.‎

‎Hunczak, Taras‎

‎Russian Imperialism : From Ivan the Great to the Revolution‎

‎First Edition. 8vo - over 7¾" - 9¾" tall. CRISP Here the authors are concerned with exploring the nature of Russian imperialism and comparing it with that of other state s. The result is a rich and many-sided account of pre-1917 peoples and events in the Eurasian continent during the whole course of tsarist expansionist history.A handsome Copy‎

‎Berti Giuseppe‎

‎Russia e Stati Italiani Nel Risorgimento‎

‎8vo, tela edit. pp.875‎

‎Mettan Guy‎

‎Russofobia. Mille anni di Diffidenza‎

‎8vo. br. ed. 399pp. "La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma", affermava Churchill nel 1939. Ma l'Occidente ha mai provato davvero a risolvere questo rompicapo? È l'oggetto osservato a essere imperscrutabile, o sono forse gli occhi dell'osservatore a essere offuscati? Partendo da Carlo Magno, fino ad arrivare alla recente crisi ucraina, Guy Mettan ricostruisce le linee di forza religiose, geopolitiche e ideologiche di cui si nutre la russofobia europea e americana. Attraverso una discussione critica delle fonti mette in luce le debolezze e le mistificazioni del pregiudizio che ancora oggi porta l'Occidente a odiare l'orso russo e a temere il suo presunto imperialismo. "Oggi - sostiene Mettan - il mistero russo non esiste più, poiché le informazioni sono disponibili, per tutti coloro che vogliano decifrarle". Introduzione di Franco Cardini.‎

‎Venturi Franco‎

‎IL POPULISMO RUSSO. Tre voll.: 1- Herzen, Bakunin, Cernysevskij. 2- Dalla liberazione dei servi al nihilismo. 3- Dall'andata nel popolo al Terrorismo‎

‎3 volui in br. ed. CXVII-385 pagine, 479 pagine e 445 pagine. Brossure editoriali con titoli alla copertina, nella collana PBE.‎

‎Nikolay Koposov‎

‎Memory Laws, Memory Wars: The Politics of the Past in Europe and Russia‎

‎8vo, br ed. 338pp. aws against Holocaust denial are perhaps the best-known manifestation of the present-day politics of historical memory. In Memory Laws, Memory Wars, Nikolay Koposov examines the phenomenon of memory laws in Western and Eastern Europe, Ukraine, and Russia and exposes their very different purposes in the East and West. In Western Europe, he shows how memory laws were designed to create a common European memory centred on the memory of the Holocaust as a means of integrating Europe, combating racism, and averting national and ethnic conflicts. In Russia and Eastern Europe, by contrast, legislation on the issues of the past is often used to give the force of law to narratives which serve the narrower interests of nation states and protect the memory of perpetrators rather than victims. This will be essential reading for all those interested in ongoing conflicts over the legacy of the Second World War, Nazism, and communism.‎

‎Rosenshield Gary‎

‎Pushkin and the Genres of Madness: The Masterpieces of 1833 (Publications of the Wisconsin Center for Pushkin Studies) (ISBN:0299182045)‎

‎8vo, br. ed. In 1833 Alexander Pushkin began to explore the topic of madness, a subject little explored in Russian literature before his time. The works he produced on the theme are three of his greatest masterpieces: the prose novella The Queen of Spades, the narrative poem The Bronze Horseman, and the lyric "God Grant That I Not Lose My Mind." Gary Rosenshield presents a new interpretation of Pushkin’s genius through an examination of his various representations of madness. Pushkin brilliantly explored both the destructive and creative sides of madness, a strange fusion of violence and insight. In this study, Rosenshield illustrates the surprising valorization of madness in The Queen of Spades and "God Grant That I Not Lose My Mind" and analyzes The Bronze Horseman’s confrontation with the legacy of Peter the Great, a cornerstone figure of Russian history. Drawing on themes of madness in western literature, Rosenshield situates Pushkin in a greater framework with such luminaries as Shakespeare, Sophocles, Cervantes, and Dostoevsky providing an insightful and absorbing study of Russia’s greatest writer.‎

‎Krzhizhanovsky, Sigizmund‎

‎The Letter Killers Club‎

‎8vo, br. ed. The Letter Killers Club is a secret society of self-described “conceivers” who, to preserve the purity of their conceptions, will commit nothing to paper. (What, after all, is your run-of-the-mill scribbler of stories if not an accomplished corruptor of conceptions?) The logic of the club is strict and uncompromising. Every Saturday, members meet in a firelit room filled with empty black bookshelves where they strive to top one another by developing ever unlikelier, ever more perfect conceptions: a rehearsal of Hamlet hijacked by an actor who vanishes with the role; the double life of a merry medieval cleric derailed by a costume change; a machine-run world that imprisons men’s minds while conscripting their bodies; a dead Roman scribe stranded this side of the River Acheron. But in this book set in an ominous Soviet Moscow of the 1920s, the members of the club are strangely mistrustful of one another, while all are under the spell of its despotic President, and there is no telling, in the end, just how lethal the purely conceptual—or, for that matter, letters—may be. Sigizmund Krzhizhanovsky (1887–1950), the Ukrainian-born son of Polish emigrants, studied law and classical philology at Kiev University. After graduation and two summers spent exploring Europe, he was obliged to clerk for an attorney. A sinecure, the job allowed him to devote most of his time to literature and his own writing. In 1920, he began lecturing in Kiev on theater and music. The lectures continued in Moscow, where he moved in 1922, by then well known in literary circles. Lodged in a cell-like room on the Arbat, Krzhizhanovsky wrote steadily for close to two decades. His philosophical and phantasmagorical fictions ignored injunctions to portray the Soviet state in a positive light. Three separate efforts to print collections were quashed by the censors, a fourth by World War II . Not until 1989 could his work begin to be published. Like Poe, Krzhizhanovsky takes us to the edge of the abyss and forces us to look into it. “I am interested,” he said, “not in the arithmetic, but in the algebra of life.”‎

‎Gustafson Thane‎

‎Klimat: Russia in the Age of Climate Change‎

‎8vo, hardcover in dj. 312pp. 'Thoroughly researched...It speculates on what might become of Russia's finances as demand for its all-important energy exports falls.' - <b>William Powell, <i>Natural Gas World</i></b><br></br>'The first full-length exploration of Russia as both a prime source and a victim of climate change. Anyone interested in environmental issues or in Russia's future should read this data-rich and gracefully written book.' - <b>Timothy J. Colton, author of <i>Yeltsin: A Life</i></b><br></br>'Facing increasing global pressure, Russian decision makers are being forced to think about the new reality of decarbonization. This book provides excellent insights into the story behind a resource-rich but climate-damaging economy, and explores a key question for the future: What alternative exports can Russia offer?' --Tatiana Mitrova, Research Director of the Energy Center, Moscow School of Management SKOLKOVO 'The first full-length exploration of Russia as both a prime source and a victim of climate change. Anyone interested in environmental issues or in Russia's future should read this data-rich and gracefully written book.' --<b>Timothy J. Colton, author of <i>Yeltsin: A Life</i></b> 'Facing increasing global pressure, Russian decision makers are being forced to think about the new reality of decarbonization. This book provides excellent insights into the story behind a resource-rich but climate-damaging economy, and explores a key question for the future: What alternative exports can Russia offer?' --<b>Tatiana Mitrova, Research Director of the Energy Center, Moscow School of Management SKOLKOVO</b> L'autore Thane Gustafson is Professor of Government at Georgetown University. A widely recognized authority on Russian political economy and formerly a professor at Harvard University, he is the author of many books, notably 'The Bridge: Natural Gas in a Redivided Europe' and 'Wheel of Fortune: The Battle for Oil and Power in Russia', as well as 'Russia 2010: And What It Means for the World' (coauthored with Daniel Yergin).‎

‎Krzhzhanovsky Krzhizhanovsky, Sigizmund‎

‎Autobiografia di un Cadavere‎

‎8vo, br. ed. 138pp. Fantasia e realtà si intrecciano nell'assurdo della Mosca staliniana, percorsa da inquietanti presenze e fenomeni. In questi otto racconti l'autore si fa cronista di un mondo al rovescio e si rivela capace di trasformare il paradosso quotidiano in evento metafisico.‎

‎Martens Ludo‎

‎Stalin, un altro punto di Vista‎

‎8vo, br. ed. 400pp‎

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