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Targioni Tozzetti, Ottaviano <1755-1826>
Sopra alcuni funghi ritrovati nell'apparecchio di una frattura complicata d'una gamba umana memoria del sig. Ottaviano Targioni-Tozzetti inserita nel tomo XIII della Societa italiana delle Scienze.
In 4° grande (31,3x22,7 cm); 24 pp. e una tavola più volte ripiegata. Senza legatura ma in OTTIME CONDIZIONI DI CONSERVAZIONE. Prima edizione dell'opera singola. Figlio di Giovanni, Ottaviano Targioni-Tozzetti fu celebre medico e botanico. Primario e professore di botanica nell'Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze passò in seguito ad insegnare botanica a Pisa. Interssantissimo trattato di micologia e medicina, nel quale vengono descritti alcuni funghi (Targioni li definisce simili ai Prugnoli)comparsi sulle fasciature di un malato ricoverato pe runa frattura scomposta alla tibia. ASSAI RARO.
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AA.VV
ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA. VOL. LXXIII (XXI DELLA SERIE VI)
(24x17 cm), X, 176, (4), pp. Brossura originale con titoli al piatto e al dorso. Ampiamente illustrato in bianco e nero. Interessante opera sugli studi naturali e matematici compiuti in Modena durante l'era Fascista. Opera in buono - ottimo stato di conservazione.
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BERTHOLD, Francisco Xav. Aloisio
Dissertatio Inauguralis Medico-Pratica sistens Observationes circa Spirituosorum Vim Medicam in sanandis oculorum morbis traumaticis quam consensu et auctoritate perillustris, celeberrimi ac magnifici Domini Domini Praesidis Ac Directoris... Domini Decani nec celeberrimo rum D. D. Professorum, pro Medicinae Doctoratus Laurea Summisque in Medicina Honoribus ac privilegiis Rite Obtinendis, in alma ac antiquissima Caes. Reg. Carolo-Ferdinandea Universitate Pragena, ...
In 8° (19,5x12 cm); 36, (4) pp. Senza brossura ma non slegata. Qualche piccola, leggera ed inisignificante fioritura alla prima carta e per il resto in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione di questa rara pubblicazione di oftalmologia. L'opera è una dotta dissertazione letta dal medico-chirurgo Francisco Xav. Aloisio Berthold, nell'università di Praga su alcuni casi di traumi oculari. Prima edizione rara.
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Speranza Carlo
Giudizio medico - legale a favore di Santa Truzzi imputata d'infanticidio di Carlo Speranza già Imper. Real Medico Provinciale nel Regno Lomb. Veneto, ed ora Prof. Di terapia speciale e clinica medica nella Ducale Università di Parma.
In 8° (22x13,5cm); (3), 39, pp. Brossura a motivi con leone rampante. Lievissime macchioline di foxing dovute alla qualità della carta, ininfluenti, e nel complesso, esemplare in barbe ed in buone condizioni di conservazione. Prima rara edizione, un solo esemplare censito in ICCU, di questo giudizio medico-legale su un celebre caso di infanticidio avvenuto a Pegognaga del noto medico originario di Bozzolo (Mantova), Carlo Speranza. L'autore (Bozzolo 1778 - Pavia 1867) fu a lungo professore presso l'ateneo di Parma, prima di patologia e clinica medica e poi di medicina legale. Tra le sue opere più significative vanno ricordate la Storia del morbillo epidemico di Mantova nel 1822 (1824) e l'opera Sulla dignità della medicina legale (1833). Fu fra coloro che perfezionarono la medicina legale forense. L'opera presentata è un vero e proprio trattato sull'utilità della medicina legale con analisi di vari casi pratici dove il medico legale ha permesso ai giudici di trovare la verità. In particolare analizza un celebre caso di infanticidio avvenuto a Pegognaga nel distretto di Gonzaga. Raro.
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VERSARI CAMILLO
BIOGRAFIA DEL DOTTOR CARLO MIGLIETTI di FORLì
22x15 cm; 17, (3) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro conrice xilografica. Piccola vignetta al piatto posteriore in stile tardoromantico. Bella dedica autografa di Camillo Versari al margine alto del piatto anteriore. L'autore, originario di Forlì, fu professore di Patologia all'Università di Bologna. L'opera ripercorre la vita del noto chirurgo forlivese, ma anch'esso professore a Bologna, Carlo Miglietti. Prima edizione autografa, non comune, tre soli esemplari censiti in ICCU, in ottime condizioni di conservazione.
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ALBERTONI PIETRO
Sulla formazione e sul contegno dell'alcool e dell'aldeide nell'organismo : Ricerche
In 4° grande; 9, (1) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore e firma autografa dell'autore all'angolo superiore sinistro ("Omaggio dell'A."). Prima edizione in monografia (già uscito in "Memorie della R. Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna / Serie Quarta / Tomo VIII"). Qualche strappetto alla brossura, un segno di piega al centro del volumetto e per il resto in buone condizioni di conservazione. Interessante studio dedicato alle ricerche sperimentali fatte dal noto erudito, Albertoni, sul modo in cui l'alcol viene assorbito dall'organismo. Albertoni fu professore di fisiologia e di farmacologia sperimentale tossicologica, deputato, senatore, scienziato, nato a Gazzoldo degli Ippoliti (MN) e morto a Bologna. Raro un solo esemplare censito in ICCU.<BR>
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Frizzero Mario
Rendiconto Statistico-Clinico 1931 per il Dott. Mario Frizzero assistente
23,8x17 cm; 32 pp. Brossura editoriale. L'opera ripercorre la storia del Dispensorio Antitubercolare di Adria con le statistiche dei pazienti e dei controlli effettuati, varie foto in bianco e nero, anche a piena pagina, e la descrizione di vari casi particolari curati con immagini di varie lastre. Prima edizione in ottime condizioni di conservazione.
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BERTINI Anton Francesco
LO SPECCHIO CHE NON ADULA presentato all'Eccellentissimo Signor Girolamo Manfredi Massese Medico in Prato...nella presente lettera apologetica rispondente alle Scritture di Lui: In cui gli si mostrano...
In 4° (19,3x14 cm); (4), 56, (2) pp. Bella legatura anni 20' del XX° secolo a motivi floreali blu e rossi. Opera stampata a Prato con falso luogo di Spagna (Leida). Dedica autografa del grande medico di Castelfiorentino, Anton Francesco Bertini, al margine basso del frontespizio. Prima edizione, non comune, arricchita dalla dedica autografa di quest'opera che si inserisce nella nota disputa medico-farmaceutica (che vide la pubblicazione di diverse opere una in risposta all'altra) che impegnò il celebre medico origianrio di Castelfiorentino, Anton Francesco Bertini e Girolamo Manfredi massese, medico a Prato. La disputa nacque per la morte di una religiosa, causata da un tumore all'utero, diagnosticata dal Manfredi come "globo uterino" e curata invece dal Bertini come "scirro". L'opera ebbe notevole risonanza tanto che diversi autori risposero al Bertini con altrettante pubblicazioni. L'opera è dedicata al grande medico Giuseppe del Papa. In ottime condizioni di coservazione.
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MASSALONGO ROBERTO
REVISIONE NOSOGRAFICA DELLE ARTRITI CRONICHE
23,4x16,3 cm; 60 pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore. Prima rara edizione di questo studio del noto medico, neurologo, Direttore e Medico Primario dell’Ospedale Maggiore di Verona, Roberto Massalongo. OTTIMO ESEMPLARE.
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PIAZZI GIUSEPPE
OMICIDIO E TENTATO INFANTICIDIO IN UNA SEMIMBECILLE AFFETTA DA MANIA PUERPERIALE. STUDIO MEDICO-LEGALE DEL DOTTOR GIUSEPPE PIAZZI
In 8°; 38 (2) pp. Brossura editoriale. Piccola mancanza all'angolo inferiore del piatto posteriore. Sul foglio di sguardia è presente una dedica autografa dell'autore. Esemplare in buone condizioni. Interessante studio condotto su una paziente affetta da turbe mentali e su quali siano le cause che l'hanno condotta a commettere un omicidio e un tentato infanticidio nella città di Pesaro. Importante e raro contributo alla storia della psichiatria criminale.
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Vari
ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE SANITARIA NEL REGNO. RACCOLTA DI LEGGI, REGOLAMENTI, CIRCOLARI, ISTRUZIONI ecc.
23,5x15,7 cm; 168 pp. Brossura editoriale. Raro ordinamento dell'amministrazione e dell'assistenza sanitaria nel Regno d'Italia. L'opera contiene i decreti per la sanità marittima, zoiatrica, medica ecc. Importante documento per la storia della sanità italiana. INTONSO. BUONA-OTTIMA COPIA. NON COMUNE
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OLIVIERI ETTORE
Relazione del Rabd. Prof. Ettore Olivieri da Verona al Congresso Geo-Rabdico di Rimini - 2 e 3 agosto 1931 -A.XI.
Varie misure, ma in genere in folio. Plico composto da 3 cc. manoscritte, 10 cc. stenografe, il tutto racchiuso in un foglio di cancelleria a righe. Le carte contengono la relazione (in parte dattiloscritta e in parte manoscritta) tenuta dal veronese Prof. Ettore Olivieri al congresso rabdico di Verona: una copia manoscritta (con correzioni), una stenografia su 4 cc. contrassegnata a mano come "riservato", e 3 copie stenografe di 2 cc.nn. ogn'una. Tutte con timbro del celebre rabdomante veronese di origini siciliane e con innumerevoli correzioni a mano. All'inizio del XX secolo, grazie all'impegno di un certo numero di seri rabdomanti l'associazione geo-rabdica cercò di elevare la rabdomanzia al rango di vera e propria scienza. Fra questi grandi rabdomanti si trovava anche Ettore Olivieri. In questo suo mno-dattiloscritto Olivieri spiega i Metodi di ricerca (ricerca di acqua, di minerali), I disturbi fisici che possono essere di impedimento all'attività rabdomantica (con una precisa descrizione medica delle differenze delle pulsazioni e battiti cardiaci che l'autore ha riscontrato nell'espletamento della sua attività di rabdomante quando essa è espletata in Germania, nel Veneto, in Sicilia e nella Tripolitania, nel Congo o all'equatore), Serietà del Rabdomante, Necessità che il Rabdomante sia Serio e Studioso (3 copie con correzzioni). Insieme unico e rarissimo da reperirsi come ogni documentazione privata di rabdomanti che operarono all'inizio del XX secolo. BUONO STATO DI CONSERVAZIONE.
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PUCCIARDI CARLO
RIFORMA DELL'INNESTO DEL VAJOLO NATURALE SOPRA LA PROPOSTA VACCINA. RAGIONAMENTO DIRETTO AL COMITATO DI VACCINAZIONE DEL CIRCONDARIO DI PISA DAL DOTT. CARLO PUCCIARDI.
22,9x15,5 cm; 45 (3) pp. Brossura editoriale con titolo al piatto anteriore in cornice. PRIMA EDIZIONE. Interessante ragionamento sull'innesto del virus del vajolo come strumento di vaccinazione ad opera del dott. Carlo Pucciardi, Clinico nello Spedale Imperiale di Pisa, Socio corrispondente e Membro del Comitato dell'Accademia dei Georgofili di Firenze. Esemplare in buone condizioni.
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PAOLO MANTEGAZZA
MAURIZIO BUFALINI CON RITRATTO
13,5x9 cm; 71, (1) pp. e un ritratto di Bufalini. Brossura editoriale con titolo impresso entro cornice al piatto anteriore. Prima edizione facente parte della classica collana "I contemporanei Italiani, Galleria Nazionale del secolo XIX°". Biografia del grande medico originario di Cesena, Maurizio Bufalini. L'opera fu scritta dal celebre storico monzese Paoo Mantegazza. Piccola cancellatura a penna nel margine bianco del piatto anteriore, minimi difetti al dorso ma nel complesso buon esemplare.
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Martini Lorenzo e Ricci Giorgio
Osservazioni sul Dictionnaire Abrege des Sciences Medicales de’ Signori Professori Lorenzo Martini e Giorgio Ricci.
In 8° (21,5x13,2 cm); 66, (2) pp. Senza brossura ma non slegato. Esemplare in buone condizioni di conservazione. Piccolo dizionario che riprende voci del “Dictionnaire abrege sur des sciences medicales” analizzandole alla luce della storia della medicina e degli ultimi studi. L’opera contiene voci come: Hippocrates, Boerrhaavisme, Ascite, Cerveau, Diathese, Monomanie ecc. La maggior parte delle voci sono opera del celebre medico, fisiologo e pedagogo originario di Cambiano in provincia di Torino, Lorenzo Martini (Cambiano, 19 settembre 1785 – Torino, 3 aprile 1844). Nato in un piccolo centro della provincia torinese, Lorenzo Martini compì studi classici a Chieri e poi, ospitato al Real Collegio delle Province di Torino, si rivolse allo studio delle scienze naturalistiche. Con la laurea in medicina nel 1815, cui seguirà anche quella in filosofia, ottenne l'insegnamento al predetto Istituto, prima di conseguire una brillante carriera nell’ateneo torinese. Qui, infatti, ottenne prima la docenza in fisiologia (1820) e poi quella di medicina legale, cattedra quest’ultima, istituita nel 1832, di cui fu il primo insegnante in assoluto. Dell’Università di Torino fu anche rettore, negli anni in cui ebbe numerosi riconoscimenti, tra cui l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Ma non mancarono episodi tragici, allorché, pochi anni dopo le nozze, perse la moglie (figlia del chimico Giovanni Antonio Giobert), dalla quale ancora non aveva avuti figli, né li avrebbe avuti in seguito, visto che non si risposò, per dedicarsi completamente all'insegnamento e alla stesura di saggi e manuali nelle discipline mediche. In questo filone, il più ricco, vanno almeno segnalati gli Elementa physiologiae (1821) e il corso in dodici volumi sulle Lezioni di fisiologia (1835-36), così come i tre volumi dell'Introduzione alla medicina legale (1825), accanto agli Elementa medicinae forensis, politiae medicae et hygienes (1832), cui avrebbe fatto seguito il Manuale di medicina legale (1839). Il variegato percorso saggistico di Lorenzo Martini non si limitò (e non si esaurì) a studi a carattere medico-fisiologico e medico-legale. Anzi, forte del curriculum studiorum seguito fin da giovanissimo, cercò di approfondire i pensatori classici, come nel caso del compendio dedicato a Platone del 1844, di cui peraltro riuscì a terminare il manoscritto poco prima di morire, arrivando persino a stilare, nel 1840, sia pure non in forma sistematica, una Storia della filosofia. Risultati migliori li ebbe, tuttavia, nel campo educativo-pedagogico. Questo indirizzo è testimoniato, oltre che dal saggio sulla Riforma della prima educazione del 1834, dai dodici volumi dell'Emilio pubblicati tra il 1821 e il 1823. Qui, facendo leva della sua vasta cultura, tratta emblematicamente di argomenti in cui si fondono, senza soluzione di continuità, il "viver sano" e il "maritaggio", il "governo della famiglia" e la felicità, le "tendenze morali" e la "moderazione nella prosperità", passando per i modi attraverso i quali "sopportare le avversità".
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GROSSMANN GUSTAV
Einfuhrung in die Rontgentechnik, Verfasst fur die Teilnehmer der Rontgenkurse der Simens & Halske A.-G. Zweite erweiterte Auflage
21,5x14,5 cm; 265, (1) pp. Legatura coeva in mezza tela. RARA EDIZIONE, probabilmente la prima (la seconda è datata 1913 sempre stamapata da Haberland) di questo studio sulla tecnice dei raggi Roentgen. L'autore di questo lavoro, Gustav Grossmann, è considerato fra i pionieri della nuova applicazione scientifica. Fu tra le più alte cariche della "Siemens-Reiniger-Veifa GmbH, Siemens-Halske and Sanitas" (all'interno del volume è conservato un foglietto con l'invio del volume da parte della Siemens-Schuckert italiana). Numerosissime illustrazioni nel testo. Difetti al margine interno del frontespizio e della seconda carta dove le graffette ossidate della legature anna in parte corroso la carta ma per il resto buon esemplare. OPERA ASSAI RARA.
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Giovanni Eric Erichsen
La scienza e l'arte della chirurgia, ossia Trattato delle lesioni violente, malattie e operazioni chirurgiche di Giovanni Eric Erichsen Chirurgo seniore all'Ospedale del Collegio dell'Università e professore di Chirurgia clinica nel Collegio dell'Uni
In 8°; due tomi: VIII, 892 pp. e 1087, (1) pp. Belle legature coeve in tutta tela grigia con titolo, numero di volume e fregi in oro ai dorsi. Prima edizione non comune di questo importante testo di chirurgia e pronto soccorso. Jhon Eric eriche è stato un celebre chirurgo inglese ma di origini danesi. Nato a Copenaghen era figlio di Eric Erichsen , membro di una nota famiglia di banchieri danesi. Studiò medicina presso l'University College di Londra e di Parigi , dedicandosi nei primi anni della sua carriera alla fisiologia , e all'insegnamento di anatomia generale e fisiologia presso University College Hospital. Nel 1844 divenne segretario della sezione fisiologica della British Association. Nel 1845 gli venne conferita la medaglia d'oro Fothergillian della Royal Humane Society per il suo saggio sull'asfissia . Nel 1848 è stato nominato assistente chirurgo presso l'University College Hospital , e nel 1850 divenne professore di chirurgia. Le sue lezioni erano molto apprezzate tanto che la sua fama varcò i confini inglesi e studenti da tutta europa venivano ad assistere. Nel giugno del 1876 entrò nella Royal Society . L'opera qui pubblicata aumentò ancor di più la sua fama e venne tradotta in numerose lingue oltre ad avere tantissime riedizioni dopo la prima del 1853. Dal 1879 al 1881 è stato presidente della Royal Medical Society e Chirurgical . Nel 1895 per i suoi meriti gli fu conferito il titolo di Baronetto, dopo essere stato per alcuni anni chirurgo straordinario alla regina Vittoria. Come chirurgo la sua reputazione toccò tutto il mondo ed è considerato come uno dei creatori della moderna chirurgia. Era considerato un luminare delle patologie della colonna vertebrale. Fra le sue frasi celebri si ricordano queste: "There cannot always be fresh fields of conquest by the knife; there must be portions of the human frame that will ever remain sacred from its intrusions, at least in the surgeon's hands. That we have already, if not quite, reached these final limits, there can be little question. The abdomen, the chest, and the brain will be forever shut from the intrusion of the wise and humane surgeon." e " Quando un distinto ma ormai anziano scienziato afferma che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione quando afferma che qualcosa è impossibile , è molto probabile che sbagli". Morì a Folkestone nel 1896 . L'opera qui presentata è la prima edizione italiana della sua più celebre opera e uno dei testi basilari della chirurgia moderna. L'opera è arricchita da 600 belle incisioni esplicative nel testo e presenta capitoli dedicati anche alla Chirurgia Plastica e della bocca. Esemplare non comune ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
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Auguste André David Tissot (* 20. Marzo 1728 Grancy (Pays de Vaud); † 13. Giugno 1797 a Lausanne)
L'inoculazione giustificata ovvero Dissertazione pratica e apologetica su questo metodo. Con un saggio sopra il cambiamento della voce. Del sig. Tissot Della Facoltà di Mompellier, Professore a Lusanna, e Membro di Molte Accademie, ec. Ec. Traduzione dal francese.
In 8° (17,5x11,5 cm); XVI, 158, (4) pp. Bella legatura originale coeva in cartoncino molle. Antica firma di appartenenza privata settecentesca ai margini esterni del frontespizio. Due minime mancanze agli angoli superiori esterni delle prime due carte, un leggerissimo e praticamente ininfluente alone alle primie e ultime carte ma nel complesso buona copia ancora in barbe e con la sua legatura originale. Finalini, tesatine e iniziali ornati. Bella e curata veste grafica. Prima edizione italiana (l'Iccu cita erroneamente un'edizione del 1765) di questo basilare testo della storia della medicina, nel quale il noto medico svizzero difende la necessità dell'inoculazione del vaccino del vaiolo come unica arma per debellare la malattia. L'autore dimostra come la vaccinazione abbia già portato a grandi risultati in quei popoli che ne fanno uso come alcune popolazioni caucasiche, asiatiche, ottomane e arabe. L'opera di Tissot sulle Vaccinazioni diede grande impulso alla pratica anche in Europa. Contiene all'interno i capitoli: 1. Storia dell'inoculazione; 2. Ragioni che provano la necessita' dell'inoculazione; 3. Testimonianze favorevoli; 4. Riuscita dell'inoculazione; 5. Teoria dell'inoculazione; 6. Pratica della inoculazione; 7. L'infezione della marcia; 8. Storia della malattia; 9. Obiezioni morali e 10. Obbiezioni fisiche. 11. Digressione sulla natura; 12.Proseguimneto all'obiezione: non si fa violenza alla natura?; 13. Conclusioni. In fine: Saggio sopra il cambiamento della voce; Soccorsi per gli annegati (p.179, scritto in occasione della morte per annegamento di 2 giovani, nel giugno 1771 e che riporta alcune esperienze e nozioni mediche al rigurdo). Questa prima edizione italiana a differenza delle seguenti è ASSAI RARA.
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COMMISSIONE ELETTORALE DI BOLOGNA
COMMISSIONE ELETTORALE DI BOLOGNA RAPPORTO AL PRESIDE DELLA PROVINCIA SULLE OPERAZIONI RELATIVE ALLA NOMINA DEI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLO STATO ROMANO
23x16,4 cm; 43, (1) pp. Senza brossura ma rilegato. RARA pubblicazione che ripercorre la storia e riposrta i nomi di tutti "i candidati col numero complessivo dei voti ottenuti da ciascuno nei collegi della città e provincia di Bologna fra i quali trovansi contrassegnati con asterisco quelli dei rappresentanti del popolo proclamati nella pubblica seduta del 29 gennaio 1849". Presente anche una tavola con il numero dei "votanti" e dei "voti" a Bologna, Vergato, Bazzano, Castelfranco, Lojano, Castiglione, Castel San Pietro, Medicina, Castel Guelfo, Castel Maggiore, S. Giorgio di Piano, Poggio Renatico, Budrio, Persiceto, Crevalcore, S. Agata, Argelato, S. Agostino, Caprara Sopra Panico. Un piccolo strappetto all'angoo bianco dell'ultima carta, senza perdite, e per il resto buon esemplare. Importante per la storia del territorio di Bologna.
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Anonimo
Resoconto degli atti compiuti dal comitato Ospizi Marini pei Fanciulli Scrofolosi nel 1867
In 4° (23,5x16 cm); 28 pp. Brossura azzurra coeva. Prima rarissima edizione di questo resoconto medico delle cure e dei progressi (i pazienti sono indicati nome per nome) dei bambini scrofolosi curati con cure idroterapiche sotto dall'opera Pia degli Ospizi Marini di Ferrara diretta dal Marchese Giovanni Manfredini. Questa celebre opera Pia Ferrarese si occupò dei bambini indigenti per numerosi anni e assunse poi il nome, nel primo novecento, di Ospizi Marini e Montani di Ferrara. In particolare nel 1867 cercò di inviare i bambini ammalati negli stabilimenti di Riccione (Rimini) e Viareggio. L'adenite tubercolare, conosciuta per tutto l'ottocento con il termine di scrofola, identifica una infezione delle stazioni linfonodali, in particolare quelle del collo, dovuta al genere Mycobacterium. Normalmente, come tutte le forme di tubercolosi extrapolmonare, è tipica dei soggetti immunodepressi e fino alla fine dell'ottocento colpiva particolarmente i bambini delle famiglie indigenti. Rarità, un solo esemplare censito in ICCU. Prima edizione.
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Donaggio Arturo
COMMEMORAZIONE DI LAZZARO SPALLANZANI (Adunanza generale straordinaria 18 genn. 1929)
32x23 cm; 3 pp. Brossura editoriale. Pubblicazione a cura della Reale Accademia di Scienze, Lettere ed Atti in Modena della commemorazione del celebre medico Lazzaro Spallanzani. Piccoli strappetti al margine esterno ed interno bianco ma per il resto buon esemplare.
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Bufalini Maurizio
Dell’influenza del vitalismo browniano sopra la patologia in Italia e in Francia ragionamento storico di Maurizio Bufalini Cesenate.
In 8° (21,5x13,2 cm); 61, (3) pp. Senza brossura ma non slegato. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima edizione, nessun esemplare censito in ICCU (cita solo due edizioni con data, stampatore e luogo di stampa palesati), di questo importante studio sulla teoria browniana del vitalismo del grande medico cesenate, Maurizio Bufalini che fu uno dei più importanti clinici italiani del XIX secolo oltre a senatore del Regno d’Italia. L’opera ripercorre la storia del vitalismo italiano e francese fino al 1828. Nato a Cesena nel 1787, Bufalini visse a lungo a Forlì fino a diventare Consigliere della Magistratura Municipale ed ad ottenere un titolo nobiliare. Dopo aver studiato medicina a Bologna, nel 1819 a Pavia, pubblicò un saggio, Fondamenti della patologia analitica, dove sostenne la necessità che alla base della scienza medica fosse posto l'esame dei fatti, invece della pragmatica allora dominante, che gli diede grande fama. Bufalini ebbe il merito di dare vita ad una scuola medica che lasciò un ampio retaggio, sia negli istituti universitari sia nelle condotte mediche. Nei suoi scritti giovanili elaborò un metodo di esame dei fatti che si articolava in quattro indicazioni di lavoro: la classificazione delle malattie, l'analisi dei sintomi, l'indagine delle cause e l'effetto terapeutico dei farmaci. Elaborò anche apprezzabili indirizzi in campo pedagogico-sociale (Della Benevolenza e dell'emulazione e della religione considerate come principii della morale educazione dei fanciulli, 1840; Sull'influenza educatrice della popolare istruzione, 1850). Vedeva con favore gli asili infantili, come luogo per promuovere l'educazione in comune, conciliando l'emulazione e la competizione con la solidarietà umana. Scrisse anche un celebre trattato sul rapporto tra libertà e scienza (Intorno alle cagioni del perfezionamento civile dei popoli, 1837), nel quale sosteneva che la libertà di stampa e di associazione non dovevano essere limitate, opera poco apprezzata dal potere dominante ma che ebbe grande diffusione e successo nel mondo intellettuale italiano risorgimentale. Scrisse anche interessanti ed importanti opere sulle nevrosi ed uno studio apprezzato sul tremore degli arti degli alcolizzati.
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Giovanni Lodovico Bianconi 1717-1781
Lettere sopra A Cornelio Celso al celebre abate Girolamo Tiraboschi
In 4° (22,2x14 cm); VII, (1), 294, (2 di errata) pp. Frontespizio inciso all'acquaforte. Bella legatura editoriale in cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso da mano coeva. Esemplare ancora in barbe ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Dedica a mons. Natale Saliceti unico medico di Pio VI. Prima edizione non comune di questa raccolta di lettere del celebre medico, storico e antiquario bolognese mentore ed amico del grande storico dell'arte Johann Joachim Winckelmann, dirette al grande storico e bibliotecario estense Girolamo Tiraboschi. L'opera qui presentata raccoglie 12 lettere scritte da Bianconi dedicate all'opera ed alla figura del medico ed enciclopedista romano Aulo Cornelio Celso. Bianconi si imbattè in alcune opere di Celso durante un soggiorno nella villa di Mandoleto del celebre Conte Reginaldo (che sarebbe poi diventato suocero dell'autore). L'autore descrive al Tiraboschi il soggiorno a Mandoleto e l'incontro con i nobili locali come il Conte Antinori e la Contessa Caterina di Montemarte. Il ritrovamento delle opere di Celso nella Biblioteca di famiglia della Villa danno spunto all'autore per dissertare sulla figura dell'erudita e medico romano sul quale il Tiraboschi aveva già scritto. Bianconi è noto anche perché fu inviato a Dresda, dal Marchese Filippo Hercolani e da Francesco Algarotti, per seguire l'allestimento e l'arredamento della celebre collezione dell'Elettore di Dresda che formerà, poi in seguito, il nucleo della Gemäldegalerie di Dresda, iniziata con l'acquisto del blocco di un centinaio di dipinti della collezione degli estensi nel 1745. Bianconi arricchì la collezione con l'acquisto della Madonna Sistina di Raffaello nel 1753. Prima edizione in buone-ottime condizioni di conservazione.
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Bufalini Maurizio
Degli uffici più essenziali del clinico discorso di Maurizio Bufalini letto da lui nel dì 27 Aprie 1835, nelle Scuole dell’I. e R. Arcispedale di S. M. Nuovo di Firenze assumendo ivi la cattedra di Clinica Medica.
In 8° (21,5x14,5 cm); 15, (1) pp. Senza brossura ma non slegato. L’opera qui presentata in prima edizione stampata a Firenze dalla Galileliana è un vero e proprio trattato di filosofia della medicina nel quale l’autore ripercorre il senso della medicina clinica e dell’insegnamento della stessa che deve esser dottrina di osservazione pratica e non teorica. Maurizio Bufalini fu uno dei più importanti clinici italiani del XIX secolo oltre a senatore del Regno d’Italia. Nato a Cesena nel 1787, visse a lungo a Forlì fino a diventare Consigliere della Magistratura Municipale ed ad ottenere un titolo nobiliare. Dopo aver studiato medicina a Bologna, nel 1819 a Pavia, pubblicò un saggio, Fondamenti della patologia analitica, dove sostenne la necessità che alla base della scienza medica fosse posto l'esame dei fatti, invece della pragmatica allora dominante, che gli diede grande fama. Bufalini ebbe il merito di dare vita ad una scuola medica che lasciò un ampio retaggio, sia negli istituti universitari sia nelle condotte mediche. Nei suoi scritti giovanili elaborò un metodo di esame dei fatti che si articolava in quattro indicazioni di lavoro: la classificazione delle malattie, l'analisi dei sintomi, l'indagine delle cause e l'effetto terapeutico dei farmaci. Elaborò anche apprezzabili indirizzi in campo pedagogico-sociale (Della Benevolenza e dell'emulazione e della religione considerate come principii della morale educazione dei fanciulli, 1840; Sull'influenza educatrice della popolare istruzione, 1850). Vedeva con favore gli asili infantili, come luogo per promuovere l'educazione in comune, conciliando l'emulazione e la competizione con la solidarietà umana. Scrisse anche un celebre trattato sul rapporto tra libertà e scienza (Intorno alle cagioni del perfezionamento civile dei popoli, 1837), nel quale sosteneva che la libertà di stampa e di associazione non dovevano essere limitate, opera poco apprezzata dal potere dominante ma che ebbe grande diffusione e successo nel mondo intellettuale italiano risorgimentale. Scrisse anche interessanti ed importanti opere sulle nevrosi ed uno studio apprezzato sul tremore degli arti degli alcolizzati.
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Zendrini, Bernardino <1679-1747>
Trattato della chinachina di Bernardino Zendrini filosofo, e medico collegiato, con una prefazione intorno a' pregiudicj che s'hanno per l'arte medicinale; e al modo piu sicuro d'apprenderla. Dedicato a sua eccellenza il signor Cristino Martinelli...
In 8° (20,5x13 cm); 55, (1), 112 pp. Bella legatura coeva tipica della biblioteca estinta degli israeliti di Mantova in piena cartoncino molle con piatti foderaticon carta dai motivi in rosso. Antichi timbri della stessa biblioteca al frontespizio e a carta 97. Note manoscritte coeve al margine bianco di alcune tavole. Macchietta di inchiostro al frontespizio e antica nota di collocazione manoscritta e minimo, leggerissimo alone d'umidità allo stesso. Due tunnel di tarlo di circa un centimetro e mezzo nel margine bianco delle ultime due carta ma per il resto esemplare in BUONE condizioni di conservazione dalla carta forte e pulita. PRIMA EDIZIONE di questo trattato sulla china ed i suoi utilizzi medici del celebre scienziato bresciano Zandrini Bernardino nato a Saviore dell'Adamello in Valcamonica 7 aprile 1679 e morto il 18 maggio 1747 nel suo paese natale. Zendrini è celebre peri suoi studi di idraulica (ideò un sistema per difendere la laguna veneziana dall'erosione del mare). Le sue specializzazioni riguardavano il calcolo infinitesimale, il fenomeno astronomico gedeiasico e le leggi del deflusso dei fiumi. In uno scritto datato 1708, composto in seguito all'osservazione di una tromba d'aria, dimostra di aver intuito le leggi della gravità, le teorie sull'eletricità e sulle proprietà dei corpi gassosi. Si interessò di diverse materie e le sue conoscenze ed intuizioni furono tali che il suo nome divenne conosciuto in tutta Europa. Intrattenne una fitta corrispondenza con alcuni dei maggiori scienziati europei della sua epoca. La prima parte di quest'opera, dedicata a Cristiano Martinelli, è un trattato sui pregiudizi nell'arte medica. Il trattato della ChinaChina, che segue, contiene anche l'interessante parte dedicata alla natura dell'etere che circonda la terra e un accenno alle proprietà curative della pietra Belzoar. L'opera è dedicata alle potenzialità mediche del distillato di alcune piante del genere cinchona. PRIMA EDIZIONE NON COMUNE.
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FRACASTORO, Girolamo
Hieronymi Fracastorii veronensis, Adami Fumani canonici veronensis, et Nicolai Archii comitis Carminum editio 2. mirum in modum locupletior, ornatior, & in 2. tomos distributa In hoc italicae Fracastorii epistolae adjectae, nunc primum summo studio quaesitae, & congestae; inter quas eminentlongiores illae amoebaeae, seu potius libelli, Jo. Baptistae Rhamnusii &Fracastorii de Nili incremento. Qua accesserint, qua eque indu
In 4°; XL, 204, 171, (5 con il catalogo dei libri cominiani) pp. e una c. di tav. in antiporta con bel ritratto di Fracastoro e XII, 282, (2), 139, (1) pp. OTTIMO ESEMPLARE. Bella legatura coeva in tutto cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso. Frontespizio in rosso e nero. Testatine, iniziali e finalini riccamente ornati. Marca cominiana incisa al frontespizio del primo volume. Magnifico esemplare ancora in barbe e a pieni margini. Contiene oltre la vita di Fracastoro fra le altre opere: Syphilis, sive De morbo gallico con il relativo volgarizzamento, qui opera del medico Vincenzo Benini (1713-1750); Alcon, sive De cura canum venaticorum; Ad Alexandrum Farnesium e numerosissime lettere scritte da Fracastoro. Seconda edizione, più completa della prima del 1718 di questa celebre raccolta di opere del grande medico, filosofo, astronomo, geografo e letterato veronese, Girolamo Fracastoro, in questa ricercatissima edizione curata da Giuseppe Comino. Fracastoro, collega ed amico di Niccolò Copernico, fu anche professore di logica all'Università di Padova e archiatra di papa Paolo III, al quale dedicò l'opera astronomica Homocentrica (1538). È uno dei fondatori della moderna patologia. Nello studio da scienziato fu il primo ad ipotizzare e verificare che le infezioni fossero dovute a germi portatori di malattia, con la capacità di moltiplicarsi nell'organismo e di contagiare altri attraverso la respirazione o altre forme di contatto. Nella sua bibliografia scientifica si nota "Syphilis sive de morbo gallico" (Sifilide, ossia sul "mal francese" - che da allora in poi sarebbe stato chiamato sifilide) sotto forma di poemetto in esametri (scritto nel 1521, ma pubblicato nel 1530) e il trattato "De contagione et contagiosis morbis" (Sul contagio e sulle malattie contagiose) nel 1546. Il trattato è all'origine della patologia moderna.BRUNET, II-1363: "Belle édition très bonne et fort estimée, celle de 1718 in 8°, imprimée par le même Comino est moins complète". Choix, 8710: "La meilleure édition.". Cfr. Trecento opere della Tip. Volpi-Cominiana,126: "Uno dei più bei libri della tipografia Cominiana" - Gamba,2244: "edizione che si tiene in maggior pregio delle precedenti". Bellissima edizione cominiana in ottime condizioni di conservazione e nella sua legatura originale.
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Borromeo Antonio Maria, Lancisi Giovanni Maria, Peroni Lorenzo
Istoria dell'Epidemia de' Buoj Coll'Essame delle Cagioni, uso de' Rimedj, e modo di preservare i Buoj sani, In questa terza impressione arrichita di un Trattato sopra l'Epidemia de Cavalli, d'una Lettera del male de Buoi succeduto in Matelica, e d'un
In 8°; (8), 224 pp. Bella legatura degli inizi del XX° secolo in tutto cartoncino rigido a motivi verdi, rossi e amaranto. Titolo in oro su fascetta in pelle rossa al dorso. Ottimo esemplare ancora in barbe. Terza edizione ma la più completa fra quelle uscite che presenta, in più rispetto alle edizioni precedenti, per la prima volta la descrizione dell'epidemia che colpì i buoi di Matelica in provincia di Macerata. L'opera contiene anche la celebre opera sull'epidemia dei cavalli di Roma descritta dal grande medico romano Giovanni Maria Lancisi. Antonio Maria Borromeo, figlio del Conte Bonifacio e chierico teatino, fu un celebre arcade, letterato e scienziato padovano. L'opera qui presentata ebbe un enorme successo e fu scritta dall'autore dopo aver visto e seguito in prima persona una virulenta epidemia che colpì i buoi nel villaggio di Sarmeola, in provincia di Padova, nell'estate del 1712. "L'opera, lodata anche da G. M. Lancisi per le interessanti argomentazioni esposte, dimostra un non superficiale interesse del B. per le scienze naturali e la zoologia, confermato anche dalla lettera indirizzata ad A. Vallisnieri e da questo inserita nelle Osservazioni ed esperienze intorno all'origine e costumi di varii insetti, Padova 1713.". L'opera contiene anche varie ricette per rimedi farmaceutici per la cura delle epidemie. Importante studio di veterinaria in bellissima copia con ampi margini. Opera rara, tre soli esemplari censiti in ICCU.
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Franco Gaspare a Reies [a volte anche: Gaspare de dos Reyes
Elysius iucundarum quaestionum campus, omnium literarum amoenissima varietate refertus. Medicis in primis, tanquam in quo luxuriantis naturae spectatissimi flores erumpant, & admiranda illius opera contemplentur, maximè delectabilis. Theologis deinde, jurisperitis, et omnium denique bonarum disciplinarum studiosis, Philosophis, Philiatris, Philologis, Philomusis summè utilis, ac ab omnibus expetitus, Auctore Gaspare a Reies Franco Illustrissimae Urbis Carmonesis Medico Iurato.
In folio (38×23,7 cm); (28), 746 (i. e. 742), (62) pp. Legatura in mezza pergamena del primo novecento con piatti foderati con carta a motivi viola e verdi. Titolo e anno impressi in oro su fascetta in pelle ad un tassello. Dorso a 5 nervi. Come in tutti gli esemplari, durante la stampa del volume, sono state saltate nella numerazione le p. 116-117 e 727-728. Titolo in rosso e nero. Magnifica incisione al piatto anteriore delineata dal pittore olandese della scuola fiamminga che fu uno dei migliori allievi ed assistente di Rubens, Abraham van Diepenbeke (1596–1675) ed incisa da Peter Clouwet (1629-1670), raffigurante l’ingresso del giardino d’“Elysian”, fiancheggiato a sinistra da una donna con sette seni, sotto due studiosi (uno in possesso di un rotolo) e la parola “Natura”, e sulla destra da una donna che tiene un globo, sotto due uomini che conversano e la parola “Ars”, a significare che il percorso verso l’”Elysium”, o il paradiso è attraverso la convergenza di arte e natura. Sopra l’ingresso, che sembra essere un’apertura nel terreno o la bocca di una grotta, siedono dieci donne, delle quali, due suonano strumenti. Un cavallo alato spicca il volo nell’angolo in alto a destra dell’immagine alto a destra. Testatine, iniziali e finalini xilografici. Esemplare ancora in barbe. Alcune pagine leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione (una seconda edizione venne edita nel 1670) di questo studio di interesse medico, farmacologico ed alchemico scritto dal noto medico e fisico portoghese nato ad Evorà ma che lavorò a Carmona, l’odierna Sevilla. L’opera, divisa per domande, tratta di temi differenti: Aristofane, Virgilio, Galeno, Ippocrate, Platone, corona spagnola, sul cadavere umano, “daemones morbos”, Vergine in un chiostro, urine, il termine tubercolosi e ostetricia “obstetrices”, Nudipedalia, mutazione dei genitali maschili e femminili, la sterilizzazione animale, vari tipi di occupa di febbre come “Elodes, Thyphodes [tifo], Crymoides, Tritaeophiae, querzerae, Phricodeis, Assodes, Almyrodes, Pemphigodes, [e] Tarachodeis. ” e tanti altri temi legati alla medicina, alla farmacologia, all’alchimia e alla fisica. La domanda 94 discute i poteri di una pozione basata su una miscela di latte e vino, forse in riferimento a Plinio il Vecchio. Nell’opera appare anche la parola “Abracadabra”. L’opera appare nelle bibliografie alchemiche perché tratta di vari argomenti legati alla magia, a guarigioni legate a particolari proprietà magiche di alcune piante e minerali e dei Bezoar, le pietre rinvenute negli stomaci dei alcuni animale e che si credeva avessero proprietà magiche. L’opera contiene anche la descrizione di diversi casi medici seguiti da Franco a Carmona, l’odierna Sevilla. Diôgo Barbosa Machado & Bento José de Sousa Farinha, Summario da bibliothecaluz …, Lisboa, 1786-87, v. II, p.168) scrive riguardo a quest’opera: “A remarkable example of the penchant for the bizarre in mid-seventeenth-century medical literature is the much-cited anthology of near-miraculous historiae excerpted and collected by the Portuguese physician Gaspar de los Reyes Franco” (Pomata, p. 134). In Penzer si dice “The idea of poisonous breath,” prevalent in literature in the form of the poison-damsel story, is claimed by numerous medieval medical and pseudo-medical practitioners, such as Peter of Albano, the Jesuit del Rio, Michael Bapst, Wolfgang Hildebrand and Gaspar de los Reyes” (Penzer, p. 41). Rif. Bibl.: Krivatsy, NLM, 9595; Penzer, Norman Mosley. Poison-Damsels. Manchester, NH: Ayer, 1980; Pomata, Giana. Historia: Empiricism and Erudition in Early Modern Europe. Cambridge, MA: MIT Press, 2005. Not in Wellcome. Not in Duveen, Ferguson, Partington or Thorndike.
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Altomare Donato Antonio
De medendis humani corporis malis. Ars medica. Nunc denuo ab eodem autore diligentissime recognita, cui addita sunt tria capita de hoemorrhoidibus, de ragadis, & Procidendia ani, quae in alis oeditionibus desiderabantur. Nec non loci omnes in margine maximo cum emolumento studiosorum omnia.
In 4° (20,7×14,5 cm); (16), 566 (i.e. 572), (4) pp. Legatura fine XVII° inizi del XVIII° secolo in pieno cartoncino molle con titolo manoscritto al dorso. Bella marca tipografica al frontespizio e all’ultima<BR>carta con angelo col corpo in maestà tenente giglio nella mano sinistra e motto “Hi sunt administratorii spiritus humilis sicut lilium germinabit”. Iniziali xilografiche. Le pagine portano la correzione manoscritta cinquecentesca dell’errore di numerazione delle stesse presente in tutte. Alcune sporadiche note coeve manoscritte marginali. Antica firma cinquecentesca di appartenenza privata al frontespizio. Una ventina di pagine con brunitura omogenea dovuta alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione definitiva della raccolta delle opere del grande medico, filosofo e farmacologista napoletano Antonio Donato Altomare. Quest’edizione che porta la data del 1560 è sconosciuta alla maggior parte delle bibliografie tanto che speso viene indicata come prima edizione completa quella che porta la data del 1561. L’autore sostenitore della scuola classicista di Galeno e Ippocrate sostenne celebri dispute con i rappresentato della scuola paracelsiana. Fu amico e apprezzato da alcune delle personalità più celebri del suo tempo come Tansillo e Della Porta. Boccalini lo inserisce nell’elenco di medici famosi di tutti i tempi accanto a Cornelio Celso, Ippocrate, Galeno e Fracastoro. Rifacendosi alla tradizione medica antica araba e greca, Altomare sfronda le opere classiche antiche dalle incrostazioni magiche e medioevali scendendo in polemica con il magismo di alcuni ambienti medici ma anche con i nuovi studi che si iniziava a portare avanti in campo anatomico-fisiologico in quegli anni. Nel 1552 l’A. fu citato a Roma dinanzi al tribunale dell’Inquisizione e condannato per eresia su accusa dei teatini, particolarmente energici allora a Napoli nell’attività di repressione della Riforma. Venne poi liberato dopo breve tempo, come egli stesso ricorda nella lettera dedicatoria a Paolo IV di una nuova edizione del De medendis (1559), ad opera del cardinale A. Carafa, che lo aveva conosciuto a Napoli e che intervenne indotto dalle molteplici petizioni di grazia rivoltegli dai parenti dell’A. e da illustri personaggi napoletani. Il volume qua presentato contiene il celebre studio “De medendis humani corporis malis ars medica” uscito per la prima volta nel 1553 qui però nella sua versione definitiva emendata e corretta con l’aggiunta del “De Hemorrhoidibus”, il “De Ragadijs” e il “Procedentia ani”. Il volume descrive vari mali e cure integrando le stesse con vari preparati farmacologici. Raro. Bibl.: Wellcom, 245, l’esemplare con la data del 1560 risulta assente nella maggior parte delle bibliografie.
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Fabre Pierre (1716-1793)
Recherches sur la nature de l’Homme considere dans l’etat de Sante et dans de maladie.
In 8° (19,3×12,2 cm); (10), 428, (4) pp. Bella legatura coeva in piena pelle marmorizzata con dorso a 5 nervi con titolo e ricchissimi fregi in oro agli stessi. Un piccolo difetto al margine superiore del dorso (insignificante), un leggerissimo ed ininfluente alone al frontespizio e per il resto in buone ottime condizioni di conservazione. Tagli rossi. Filetto in oro ai tagli dei piatti. Manca il ritratto di Fabre assente in molte copie in quanto probabilmente non aggiunto al momento dell’uscita del volume in numerosi esemplari. Questa nostra copia presenta la legatura originale. Prima edizione di questo importante studio medico-antropologico che cerca di analizzare lo sviluppo delle conoscenze umane in relazione alla fisiologia dello stesso. L’opera si inserisce nel dibattito illuminista sulla scorta degli studi di Rousseau. Opera in bella legatura ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Blake p. 141; Wellcome III p. 2; Hirsch II, p. 322.
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Magni Pietro Paolo
Discorsi di Pietro Paolo Magni Piacentino sopra il modo di sanguinare attaccar le sanguisughe, & le ventose, far le fregagioni, & vessicatorij a corpi humani. Di nuovo Stampati Corretti Ampliati di Utili avertimenti Dal proprio Autore. Per Privilegio del Sommo Pontefice.
In 4° (22,5×16,3 cm); 12, 117, (3) pp. Legatura novecentesca in mezza pergamena. Antica firma d’appartenenza privata al frontespizio, solo in parte leggibile, “E’ di … Gregorio di Luma Longa (?)”. Due trimbretti ex-libris privati alla seconda e all’ultima carta”Ex. Lib. A. Sionis Civit. … Minor Obser.” probabilmente A. Sioni appartenente alla comunità dei frati minori osservanti. Le carte C2 e C3 sono state rimarginate al margine esterno bianco. In fine sono collocati dei versi di Celso Cittadini e Giovan Filippo Montagnesio. Frontespizio calcografico con il monogramma di Cherubino Alberti. Presente il bellissimo frontespizio inciso e le 11 bellissime tavole fuori testo con esempi di vari salassi ed operazioni, realizzate probabilmente, come nella prima edizione del 1584, da Adamo Ghisi, noto artista della scuola di Marcantonio Raimondi. Qualche minimo ed insignificante segno del tempo e per il resto in buone condizioni di conservazione ed esemplare ad ampi margini. Seconda edizione, dopo la prima del 1584, di questo celeberrimo studio di Pietro Paolo Magni. Il Magni, nato a Piacenza nel 1525 e morto nel 1586, fu celebre chirurgo e medico. Questo suo trattato fu considerato, per più di duecento anni, la più importante fonte sul modo di praticare i salassi. Rif. Bibl.: Wellcome i, 3960. durling 2906.
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Redi Francesco
Lettere di Francesco Redi gentiluomo aretino dedicate all'Illustrissimo Signore Antonio Vallisnieri de' Nobili di Vallisniera, Pubblico Primario Professore di Medicina Teorica nell'Università di Padova e Medico di Camera di S. M. Cattolica Cesarea.
In 8° (20,5x14,8 cm); (2b.), 18, 446, (8) pp. Legatura coeva in cartoncino molle con titolo e fregi rubricati da mano coeva al dorso. Due forellini di tarlo alle ultime due carte (che contengono l'Approvazione di Stampa e l'elenco di alcuni volumi stampati da Manni). Alcune leggere bruniture in alcune pagine dovute alla qualità della carta prima della stampa dell'opera e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rarissima edizione, due soli esemplari censiti in ICCU, di questa importantissima raccolta di lettere mediche del grande medico, naturalista e letterato aretino, Francesco Redi (Arezzo, 18 febbraio 1626 - Pisa, 1º marzo 1697) considerato come il fondatore della biologia sperimentale, e padre della parassitologia moderna. L'opera qui presentata raccoglie diverse lettere del Redi inviate a diversi celebri medici, scienziati e letterati del tempo come Alessandro Marchetti, Benedetto Menzini, Carlo Dati, Carlo Maria Maggi, la Regina Cristina di Svezia, Domenico Bottoni, Donato Rossetti, Francesco Rasponi, Gio. Battista Fossombroni, Giovanni Giacomo Manget, Giovanni Neri, Giuseppe del Papa, Giuseppe Segni, Giuliano Bandinelli, Giuseppe Valletta, Giuseppe Zambeccari, Lorenzo Bellini, Lorenzo Magalotti, Marcello Malpighi, Marco Mancini, Maria Selvaggia Borghini, Niccolò Pallavicino, Paolo Falconieri, Paolo Segneri Andrea Forzoni, Pier Maria Baldi, Rinaldo degli Albizi, Stefano Pigantelli Vincenzio da Filicaia, Vincenzo Viviani ecc. ecc. Le lettere toccano i più diversi argomenti e si va dalle disquisizioni letterarie, alle descrizioni di casi medici, dalle nuove teorie scientifiche agli esperimenti scientifici del Redi. Il grande aretino "Studiò a Firenze e a Pisa e lì si laureò nel 1647 in Filosofia e Medicina. Dopo la laurea Redi frequentò per tutto il 1648 la scuola di disegno di Remigio Cantagallina, come annotava nel proprio Libro di Ricordi. Continuò poi gli studi a Roma fino al 1654. Successivamente, a Firenze, entrò a servizio dei Medici e si dedicò allo studio delle lingue. Dal 1655 fece parte dell'Accademia della Crusca, in cui lavorò alacremente alla III edizione del Vocabolario e di cui fu arciconsole dal 1678 al 1690. Partecipò alla fondazione dell'Accademia del Cimento e insegnò nello Studio Fiorentino. Fu nominato archiatra dal Granduca Ferdinando II: tale carica indicava il medico gerarchicamente più importante dello Stato. Pubblicò, nel 1685, un'opera letteraria che divenne celebre alla sua epoca: "Bacco in Toscana". Morì a Pisa ma fu seppellito ad Arezzo per sua disposizione testamentaria. I suoi studi, fra i quali quelli intorno alla generazione spontanea e al veleno delle vipere, rivestono particolare importanza nella storia della scienza moderna, per la loro opera di demolizione di alcune teorie di stampo aristotelico a favore di un'attività sperimentale e per la loro applicazione in campo medico di una pratica terapeutica di impostazione ippocratica, costruita su regole di prevenzione e sull'uso di rimedi esclusivamente naturali e su precetti di vita equilibrata. Pubblicò un gran numero di ricerche naturalistiche, che destarono grande interesse in tutta Europa. Nelle "Osservazioni Intorno alle Vipere" dimostrò che il veleno di questi animali, contrariamente alla comune opinione dell'epoca, è dannoso solo se inoculato nella ferita e non se ingerito. Particolarmente importanti sono le sue "Esperienze Intorno alla Generazione degl'Insetti" del 1668, nato da una lettera a Carlo Dati, in cui confutò la teoria della generazione spontanea, allora generalmente accettata, con un approfondito studio sperimentale della riproduzione delle mosche. Nel lavoro scientifico di Redi più ancora dei risultati ottenuti è essenziale il metodo usato, che gli assicura un posto di grande rilievo nella storia del metodo sperimentale.". Opera sconosciuta al Prandi ed ad altre bibliografie. Molto raro.
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Mercuriale Girolamo
D. Hieronymi Mercurialis Forliviensis Philosophi, ac medici sui saeculi praeclarissimi, olim in Bononiensi Archigymnasio eminentissimi. In secundum lib. Epid. Hipp. praelectiones bononienses. Opus multiplici eruditione doctrina ac fere innumeris problematibus refertum non solum medicis omnibus necessarium verum philsophis, ac politiores literas profitentibus iucundum. Ad Serenissimum Principem Carolum Medicem S. R. E, Cardinalem Ampliss. Indice adiecto rerum, ac verborum di
In 2° (31x22,5 cm); (4), 314, (2 b.), (12) pp. Legatura di recupero in mezza pergamena con piatti foderati da carta marmorizzata antica. Titolo e fregi su fascetta in pelle al dorso. Un piccolissimo forellino di tarlo alle prime 4 carte, del tutto ininfluente. Tre forellini di tarlo nel margine bianco ed un piccolo strappo, senza perdita di carta, all’ultima carta. Un leggerissimo alone al margine esterno bianco delle ultime 20 carte, mai intenso e praticamente ininfluente. Esemplare, nel complesso, in buone condizioni di conservazione. Al frontespizio allegoria di Forlì “una donna con elmo e corazza tiene nella mano sinistra una cornucopia e nella destra uno stendardo” il tutto sormontante il motto “ferox feraxq. Livia”. Rara prima edizione di questa rara opera del grande medico e filosofo, Girolamo Mercuriale o Mercuriali (Forlì, 30 settembre 1530 – Forlì, 8 novembre 1606) celebre per aver per primo teorizzato l’importanza della ginnastica su base medica. Importante anche il suo contributo per la pediatria (fu tra i primissimi a scrivere opere su questa materia) e in dermatologia. Mercuriale conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Bologna nel 1555. Ottenuta in breve grande fama per le sue capacità mediche venne inviato dai suoi concittadini, insieme al cardinale Farnese, come legato presso la corte papale. Fu professore a Bologna e Padova. A Pisa divenne primo medico di Ferdinando I de Medici. L’imperatore Massimiliano II lo nominò cavaliere e conte paltino. Fu uno dei massimi cultori della dottrina di Ippocrate che analizzò in vari studi. Il suo lavoro più importante è il De arte gymnastica edito per la prima volta nel 1569. L’opera qui presentata venne stampata per la prima volta nel 1626, vent’anni dopo la morte del suo autore, per l’interessamento del figlio Massimiliano Mercuriale. Il volume raccoglie diversi scritti inediti dell’illustre medico dedicato a diversi argomenti medici dalla dermatologia all’analisi di diversi tipi di febbri, dall’odontoiatria e gli ascessi ai denti alla gastroenterologia. L’opera raccoglie numerosi preparati farmaceutici. Prima rara edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PUVE\005539; WorldCat, OCLC number 822738460, 700756780 e 457687151; G. Cerasola e B. Garavini, La bibliografia delle opera a stampa di Girolamo Mercuriale, pag. 111.
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Vastapane Pietro Giovanni
De china china in synochis putribus animadversiones Petri Joannis Vastapani Amplissimi Taurinensis Medicorum Collegii Socii, nec non medici in nosocomio urbis majori vicarii.
In 8° (21,5x13,7 cm); XXXI, (1), 152, (2) pp. e una c. di tav. fuori testo. Bella brossura editoriale coeva a motivi a colori, qualche difetto al dorso. Esemplare ancora in barbe. Bel ritratto di Vittorio Amedeo III Re di Sardegna fuori testo. Prima edizione del noto medico torinese di questo studio medico farmaceutico dedicato all'utilizzo della corteccia peruviana nella cura delle febbri tifoidee e putride. L'autore descrive vari casi clinici trattati con vari preparati a base di distillati della corteccia peruviana. Scrive Bonino, II, pp. 529-532 “"Assunto nel 1765 a medico assistente nello spedale di s. Giovanni, stampa nel 1779 una dissertazione, nella quale dopo di aver dimostrato, anche con l'autorità di sommi clinici, quanto dannevole fosse la pratica di coloro, i quali ravvisando nel cortice peruviano un antisettico potentissimo, a questo rimedio avevano ricorso indistintamente in ogni caso di sinoco così detto putrido, imprende ad indicare da quel sagace clinico ch'egli era, le circostanze in cui il cortice può realmente tornar vantaggioso in quelle febbri, cui egli però negava fin d'allora convenirsi l'epiteto di putride". Vastapane nacque a Riva di Chieri nel 173 e morì a Torino nel 1819. Aggregato al Collegio Medico di Torino dal 1767, fu medico di corte dal 1784. Nel 1787 ottenne l’importante carica di professore onorario di medicina. Nel 1790 divenne consigliere straordinario nel magistrato del Protomedicato. Opera in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Non comune. Rif. Bibl.: De Renzi, V, pp. 659 e p. 576. Blake, p. 469.
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AA. VV.
Memorie della Società Medica di Bologna Tomo I. (ed unico)
In 8° (20,7×14,1 cm); (2 b.), LV, (1), 386, (4) pp. Bellissima legatura coeva in pina pelle verde con ricchissimi fregi in oro ai piatti e al dorso dove, sempre in oro, è segnato il titolo ed il numero del volume. Tagli spruzzati. Doratura ai tagli dei piatti e cornice dorata impressa anche all’interno dei piatti. Carta marmorizzata a foderare l’interno dei piatti. Qualche lieve strofinatura agli angoli dei piatti, alcune pagine uniformemente brunite in modo leggerissimo a causa della qualità della carta e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Primo ed unico volume pubblicato delle “Memorie della Società Medica di Bologna” che contiene fra i vari articoli: Venturoli Matteo, Di aneurisma all’Aorta; Antonio Santagata, Dei bagni d’acqua di calce in reumatologia; Luigi Casinelli, Dei veleni contagiosi sul corpo umano; Giovanni Castiglioni, Acque minerali saponacee e particolarmente di quelle della Porretta; Michele Araldi, Del sonno e della sua ordinaria cagione; Giosuè Scanagatta, Osservazioni dull’Hedysarum Gyrans; Luigi Zanotti, Osservazioni ed esperienze sul piliere di Volta Memoria; Benedetto Mojon, Sulla decomposizione dell’acqua mediante la pila elettrica di Volta; Giuseppe Mangili, Saggio d’Osservazioni per servire alla storia dei mammiferi soggetti a periodico letargo; Caturegli Gaetano, Sopra una nuova forma di febbre Ataxica Larvata Perniciosa. Il volume contiene varie importanti prime edizioni come appunto il celebre studio di Giovanni Castiglioni dedicato alle acque minerali delle terme di Porretta. Prime edizioni legate ai primi studi sull’elettricità di Volta sono quelli di Benedetto Moyon, professore di medicina nell’Imperiale università di Genova e del medico, Luigi Zanotti. In più, oltre a diversi articoli che descrivono esperienze mediche, si trovano nel volume l’articolo di inetresse botanico del noto professore di botanica nell’Università di Bologna, Giosuè Scanagatta che descrive ogni aspetto botanico ma anche curativo della Hedysarum Gyrans, meglio conosciuta come Codariocalyx motorius. Di grande interesse la prima edizione dello studio di Michele Araldi, uno dei primi 31 membri dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere instituito da Napoleone nella Repubblica Cisalpina, entrandovi nella qualita’ di medico, dedicato al sonno ed al suo valore. In ultimo da segnalare lo studio di Giuseppe Mangili, professore di Storia Naturale nella Regia Università di Pavia, sulla storia dei mammiferi soggetti a periodi di letargo. La maggior parte degli scritti, dopo esser stati pubblicati su questo unico numero di questa raccolta medica, videro la luce in forma singola nel corso del 1807. Raccolta di prime rare edizioni. Rif. Bibl.: IT\ICCU\VEA\0143415.
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Hamilton David
D. Davidis Hamilton ... Tractatus duplex. Prior de praxeos regulis, alter de febre miliari. Accessit Febris miliaris historiarum fasciculus. Juxta exemplar londinese
In 8°; (8), 176 pp. Magnifica marca con emblema sul frontespizio "Sul mare in tempesta il sole fa scudo contro le saette. In ovale in basso monogramma del tipogr. Defendo benigne". Esemplare in barbe. Pagine con leggerissima ed ininfluente brunitura causata dalla qualità della carta (come in tutti gli esemplari conosciuti) ma nel complesso, esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. A carta C4 con proprio front. datato 1711, "Tractatus de febre miliari…". Bella legatura. Piatti originali foderati con carta color caffè mentre il dorso è abilmente e modernamente rifatto in pelle scura, con fregi e titolo in oro impressi al dorso. Testatine, finalini e iniziali riccamente ornati. Seconda rara edizione (la prima uscì nel 1710), tre soli esemplari censiti in ICCU, di questo importante studio del celebre medico e fisico scozzese, Sir David Hamilton. Laureatosi a Reims nel 1686, fu ammesso nel 1708 al London College of Physicians. Divenuto uno dei più celebri ostetrici del suo tempo venne scelto dalla Regina Anna, che lo nominò anche cavaliere, come suo medico e fisico personale. I suoi studi medici furono molto apprezzati per l'attenzione sperimentale e per le osservazioni pratiche. Nel volume qui presentato di particolare è la seconda opera nella quale l'autore analizza le cure e le diverse cause di febbri miliari, termine anticamente usato per indicare una malattia infettiva che provocava febbre acuta e prolungata, associata a eruzioni cutanee simili alla granella del cereale miglio, da cui miliare, e che poteva portare alla morte. Anche Mozart morì per una febbre miliare. Esemplare rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Bibl: ICCU IT\ICCU\RMLE\028481.
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Cheyne George
Tractatus de infirmorum sanitate tuenda, vitaque producenda. londini impensis Geo. Strahan, ad insigne Pilae aureae, ex adverso excambij regalis; & Jacobi Leake, bibliopolae Bathoniensis, 1726 [unito:] Cheyne George. De natura fibrae ejusque laxae sive resolutae morbis tractatus, nunc primum editum. Londini, impensis Geo. Strahan, ad insigne Pilae aureae, ex adverso excambij regalis; & Jacobi Leake, bibliopolae Bathoniensis, 1725.
In 8°; 2 pt. in un volume: (44), 248 [i.e. 256] pp. e (4), vii, (1), 98, (2) pp. Alcuni errori di numerazione delle pagine. Bella legatura coeva in piena pelle scura con dorso a 5 nervi. Titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli del dorso e ai nervi. Ai tagli dei piatti fregi dorati impressi a secco. Tagli in rosso. Prima edizione latina di queste due celebri opere del grande medico scozzese, George Cheyne (1671-1743). Egli fu un abile medico con idee pioneristiche, proto- psicologo, filosofo e matematico, nato a Aberdeenshire, in Scozia. Le edizioni latine di Cheyne sono fra le opere sue più rare. Egli è oggi conosciuto per il suo contributo al vegetarianismo tanto che il suo lavoro è spesso citato dai vegetariani e dagli animalisti, scriveva infatti "To see the convulsions, agonies and tortures of a poor fellow-creature, whom they cannot restore nor recompense, dying to gratify luxury and tickle callous and rank organs, must require a rocky heart, and a great degree of cruelty and ferocity. I cannot find any great difference between feeding on human flesh and feeding on animal flesh, except custom and practice". Grande amico di Isaac Newton fu proprio Cheyne a convincere il grande scienziato, ancora restio se dare alle stampe o meno la sua opera, a pubblicare la sua celebre opera sulle "Quadrature". Fra i suoi clienti (aprì una celebre clinica a Bath nel 1702) ebbe numerosissime personalità di spicco come Alexander Pope, John Gay e Samuel Richardson. In queste celebri opere che ebbero uno strepitoso successo e che in questa prima edizione latina uscirono assieme, offre spiegazioni e suggerimenti per rimanere in buona salute e vivere una vita lunga. Base di una vita sana è una corretta alimentazione. Cheyne soffrì per un certo periodo della sua vita di un grave problema di obesità e di gotta causati da pasti ricchi e non equilibrati. Per ovviare a questo, Cheyne provò a seguire una dieta senza carne basata solo sul consumo del latte e delle verdure. La seconda opera è completamente dedicata all'aspetto psicologico e psichiatrico dell'essere umano. Qui l'autore dà grande rilievo all'aspetto psicologico e all'effetto delle "passioni" sul corpo sia nel bene come l'amore per Dio o per le cose belle, sia nel male con i sentimenti negativi come la rabbia. E' proprio in quest'ottica che alla fine del libro, Cheyne incoraggia all'uso dell'oppio per curare alcune malattie e indica che una dose elevata di questo prodotto non è fatale, contrariamente a ciò che il pubblico pensa. Il suo talento narrativo legato ad un linguaggio volutamente semplice mise l'opera di Cheyne alla portata di tutti rendendolo estremamente popolare. Bellissimo esemplare in bella legatura coeva di questa prima edizione latina di uno dei maggiori classici della storia dell'alimentazione.
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Giano Righellini, Merli Francesco, De Bonis Giovanni Battista, Vivenzio Giovanni
Osservazioni sopra alcuni casi rari medici, e chirurgici…; Unito a: Lettere concernenti l'epidemia sofferta in Napoli scritte da d. Francesco Merli…; Unito a: De febre populari neapolitana libri due Unito a: De febre populari neapolitana libri due; Unito a: De opii VI atque actione in corpus humanum commentaria... Pars Prima, (ma unica edita).
Quattro opere mediche in un volume in rilegatura coeva in 4° (22,5x16,5 cm) in piena pergamena rigida con titolo stampata in oro. Qualche macchiolina di foxing dovute alla qualità della carta ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione. Giano Righellini, Osservazioni sopra alcuni casi rari medici, e chirurgici fatte da Giano Reghellini Medico e Cerusico in Venezia. In Venezia, Bassaglia, a spese dell'autore, 1764. (4), CXXXII pp. e una c. di tav. più volte ripiegata. Testatine e finalini xilografici. Un'incisione nel testo con immagine di occhio. Prima ed unica edizione di questo raro studio di chirurgia del noto medico veneziano, Giano Reghellini. L'opera contiene diverse lettere di materia chirurgica e di interesse andrologico, gastroenterologo ed oculistico dirette ad eminenti medici del tempo. La prima è diretta al grandissimo anatomista Giovanni Battista Morgagni e si intitola "Sopra una malattia di Unghie e Corna in un membro Virile con una Dissertazione nel fine" (la tavola fuori testo si riferisce a questa lettera). Segue diretta a Giovani Marsili "Di sue cateratte che un anno dopo l'operazione in una cascata sono rifilate non solo, ma oltrepassate nella Camera anteriore e Sua Felice Cura". La terza a Jacopo Scovolo "Di alcuni corpi, che casualmente o a bella posta furono inghiottiti, alcuni de quali fermati in gola o scesi nella stomaco hanno cagionato o malattie o morte". La quarta lettera è diretta a Michele Rosa "Osservazione di una scabrosità ossea con punte nella superficie interna del Cranio, Di una solenne mancanza Ossea di porzione del Sincipite sinistro, e quasi tutto il destro". La quinta è diretta a Alberto Stella "Osservazione sopra un Idrocele o sia Ernia Acquosa Radicalmente guarita da una Percossa". La sesta ed ultima è diretta a Antonio Cocchi tratta" Sopra l'offesa della vista di una Donna, consistente nel raddoppiamento degli oggetti, seguita dopo la depressione della Gataratta". Prima rara edizione. Unito a: MERLI Francesco, Lettere concernenti l'epidemia sofferta in Napoli scritte da d. Francesco Merli Primo Medico degli Eserciti, e Reali Ospedali di Sua Maestà Siciliana a D. Lorenzo Zona Medico primario della Città di Capua, In Napoli, presso Vincenzo Flauto,1764. (2 b.), LXXX pp. Prima edizione non comune di questo scritto del noto medico Francesco Merli che fu medico degli Eserciti e dei Reali Ospedali del Regno delle Due Sicilie. L'opera in forma di lettere ripercorre la storia ed il decorso della celebre epidemia di febbri putride che colpì Napoli nel 1764, vista con gli occhi di colui che si trovò in prima linea ad affrontarla. Contiene anche un trattato del balsamo Salazarino. "Nell'anno 1762 una carestia strisciante fece diminuire marcatamente le scorte di cereali e le autorità, persistendo stolidamente nei propri errori di valutazione, permisero che i grandi produttori e commercianti del sud Italia aggravassero la crisi granaria con la vendita di ingenti quantità di cereali all'estero. Il successivo inverno del 1763 fu tiepido nel clima e non si ebbero danni ai campi di cereali, ma ad esso seguì la disastrosa primavera del 1764, caratterizzata da freddo, piogge, temporali, inondazioni che sconvolsero soprattutto le zone pianeggianti coltivate del Regno di Napoli e provocarono frane nelle zone collinose e montane: in tal modo le raccolte delle messi furono pessime sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Fu questo il periodo in cui la carestia - strisciante negli anni precedenti - si manifestò in tutta la sua terribile realtà, facendo evidenziare appieno la fragilità sociale ed economica dell'organizzazione statale del Regno di Napoli. I pochi raccolti sparirono, soprattutto per l'incetta da parte di speculatori e, conseguentemente, per le difficoltà dell'approvvigionamento vi fu una risalita esorbitante dei prezzi all'ingrosso e al minuto. Logicamente dopo sei mesi di fame e di tribolazioni risaltarono anche tutte le deficienze organizzative del sistema sanitario, e la popolazione regnicola, soprattutto quella indigente, a causa delle carenze alimentari fu colpita da varie malattie. Tra queste prevalse l'epidemia allora detta delle febbri putride, la quale nel 1764 provocò un aumento della morbilità e della mortalità così cospicuo da mettere in ginocchio il già precario sistema sanitario borbonico. Alla fine del 1764 si contarono circa 30.000 morti in tutto il Regno, e nello stesso tempo 40.000 poveri e diseredati si trasferirono da ogni zona del Sud a Napoli e nei casali napoletani per cercare aiuto e soprattutto cibo. Privi di ogni cosa, essi vennero lasciati a sé stessi, senza alcuna assistenza statale, e così si favorì l'estensione delle malattie da carenza alimentare che provocarono la decimazione della popolazione più povera ed affamata in Napoli e suoi casali." Unito a: DE BONIS, Giovanni Battista, De febre populari neapolitana libri duo Carolo De Marco regis nostri a secretis dicati, Neapoli, Typis Francisci Morelli, 1764. XXXI, (1) pp. Quest'opera come la precedente tratta dell'epidemia di febbre putrida che colpì Napoli nel 1764. Prima edizione rara, tre soli esemplari censiti in ICCU. Giovanni Battista De Bonis (Pietragalla in provincia di Potenza, 29 novembre 1699 - Molfetta, 3 marzo 1772) è stato un medico italiano. Nato da una nobile famiglia di Acerenza, iniziò ad istruirsi con gli studi filosofici e letterari, recandosi, in seguito, a Napoli per laurearsi in medicina. Trasferitosi in Puglia, ottenne a Molfetta l'ufficio di primo medico della città. Entrato in contatto con l'élite borbonica divenne, con regio decreto, insegnante di eloquenza presso il collegio gesuita di Molfetta. Si dedicò alla scrittura di diverse opere mediche, come Hydropisia seu de potu aquae in morbis (1754), divisa in quattro libri, basata su una corretta idratazione dell'organismo e dedicata a Carlo III di Borbone e De jebre Neapolitana libri duo (1764), che conteneva rimedi contro il tifo esantematico che scoppiò a Napoli. Fu anche compositore di poesie satiriche in latino. Morì a Molfetta nel 1772. Prima rara edizione. Unito a: VIVENZIO, Giovanni. De opii VI atque actione in corpus humanum commentaria... Pars Prima, (ma unica edita). Neapoli, apud Donatum Campum. 1763. (2 b.), (6), 40 pp. Prima edizione della sola prima parte (unica edita) di questo rarissimo scritto, nessun esemplare censito in ICCU, del noto medico e professore italiano, Giovanni Vivenzio che fu anche autore di un celebre trattato sui terremoti. L'opera è un importante studio sull'effetto dell'oppio sul corpo umano.
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Alpini Prospero (Alpino)
De praesagienda vita & morte aegrotantium libri septem. In quibus ars tota Hippocratica praedicendi in aegrotis varios morborum eventus, cum ex veterum medicorum dogmatis, tum ex longaaccurataque observatione, nova methodo elucescit. Cum praefatione Hermanni Boerhaave.
In 4° (20,5x15,5 cm); (16), 541, (23) pp. Legatura settecentesca in piena pergamena rigida con titolo e anno in oro su fascetta al dorso. Antica firma di appartenenza del noto medico romano Gennaro Giannelli al frontespizio. Frontespizio in rosso e nero. Bell’incisione al frontespizio delineata da Goereé e inciso da Sluyter. Numerose iniziali xilografiche. Tagli gialli. Seconda edizione dopo la prima del 1601 di questa opera classica del grande medico, botanico e scienziato Prospero Alpino (1553 - 1617) originario di Marostica in provincia di Vicenza. Le opere e l'attività dell'Alpino riguardarono sia la botanica che la medicina e lo resero celebre in tutta Europa tanto che Albrecht von Haller lo definì medicus et botanicus celeberrimus. L’opera qui presentata è la più celebre fra le opere mediche di Alpini ed è dedicata alla prognosi medica. Pubblicato per la prima volta a Francoforte nel 1601. L’opera, curiosamente rimase poi non più edita in forma singola fino a questa edizione del 1710. La riedizione ebbe un enorme successo tanto che poi numerose furono le ristampe settecentesche. Alpino classifica qui i fenomeni “morbosi” in genere e discute le varie modalità di prognosi. Il libro è citato da Weinberger per i suoi riferimenti all’odontoiatria. Alpini è considerato come uno dei principali ornamenti della scuola padovana. Uomo di grande cultura cercò una sintesi fra l’opera di Galeno e quella d’Ippocrate, anche se il “praesagienda” è considerato un’opera di medicina classica che prende ispirazione dalla medicina di Ippocrate. Alpino fu tra i primi a porre l’accento sugli aspetti sociali e mentali dei pazienti analizzando la diversa presenza delle malattie nei diversi strati sociali e studiando patologie non direttamente riconducibili ad aspetti fisici come l’ipocondria e altri disturbi psichici. Questa edizione è poco comune, 4 soli esemplari censiti in ICCU. Prime quattro carte uniformemente brunite ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione.
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Pezzotti Lorenzo
Teorie e pratica nella diagnosi clinica e radiologica della tubercolosi polmonare, prefazione del prof. dott. Arturo Campani L. Docente nella R. università di Modena, Direttore Sanitario C. R. I. di Cuasso al Monte
In 4°; XV, (1), 331, (5) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in rosso e nero al piatto anteriore. Qualche lieve segno del tempo e macchiolina. All'interno qualche nota manoscritta, coeva al volume, a matita e a carattere medico. In buone condizioni di conservazione. Prima edizione di quest'opera non comune, del medico Primario dell'Ospedale Civile di Cittadella, Lorenzo Pezzotti che fu autore di diverse opere a carattere medico. Questo volume è particolarmente importante per l'applicazione delle nascenti tecniche d'indagine radiologiche in caso di tubercolosi polmonare. Non comune prima edizione.
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Schincaglia Ignazio
I fondamenti della Rontgen-Tecnica. (Manuali Hoepli)
In 8° piccolo (15x10 cm); X, 263, (1), 64 pp. e XLVI c. di tav. Legatura editoriale in piena tela con titolo, autore ed editore impressi in rosso e e nero al piatto anteriore. L'opera presenta un importante apparato iconografico. Le ultime 64 pagine sono occupate dalla lista dei Manuali Hoepli fino ad allora editi. Qualche lieve strofinatura e traccia di polvere alla legatura, ininfluente e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questo celebre manuale Hoepli dedicato alla nascente tecnica Rontgen scritto dal noto professore di fisica del Regio Istituto Tecnico di Ancona, Ignazio Schincaglia che fu tra i primi a studiare, in Italia, i raggi X e la loro applicazioni medica. Scrive Schincaglia nella sua introduzione: “La tecnica dei raggi X si è nel corso degli anni talmente sviluppata e perfezionata che deve considerarsi come uno studio a sè, e poichè essa ha una parte importantissima nella diagnostica medica e chirurgica, così si deve richiedere dal medico che la eserciti una coltura tecnica fondamentale. Chi vuole ottenere risultati diagnostici attendibili, deve disporre di una sufficiente quantità di conoscenze tecniche e fisiche. Il maneggio degli apparati e la esatta comprensione dei differenti processi nei tubi (radiogeni, ndr) sono tutt’altro che facili da imparare e richiedono degli anni di pratica in questo ramo della scienza. E non si può impiegare il metodo puramente meccanico, perché si presentano al ricercatore ad ogni momento delle questioni, che anche per chi è perfetto conoscitore della tecnica e della fisica sono di non piccola difficoltà. Io credo quindi di non domandare troppo richiedendo che il medico che si dedica all’esercizio dei raggi Roentgen (raggi X, ndr) a scopo diagnostico debba avere una coltura completa dal punto di vista tecnico e fisico”. Buon esemplare.
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Pozzetti Pompilio
Elogio al conte cavaliere commendatore Marcello di Pompilio Pozzetti delle Scuole Pie, Prof. Accad. Nel Ducale Collegio di Correggio, Socio dell’Accademia Reale di Firenze di quella di Scienze belle Lettere ed Arti di Mantova e dell’Etrusca di Antichità di Cortona. Con annotazioni.
In 8° (19,8×12 cm); 68, (4) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata con albero genealogico della Famiglia Donati di Correggio. Legatura coeva in piena pelle marmorizzata con dorso a 4 nervi e pecetta con titolo manoscritto da mano ottocentesca ad un tassello. Tagli rossi. Alcune lievissime bruniture alle prime carte. Antichi pecetta e timbretto di proprietà privata al frontespizio che attestano l'appartenenza del volume prima, all'avvocato Domenico Magiera e poi all'avvocato Alfonso Magiera, ambedue appartenente all'antica famiglia ebrea di origini polacche dei Magiera. Dedicatoria "Agl'Illustrissimi Signori I Signori Conservatori Correggio scritta dal mirandolese, Pompilio Pozzetti (Mirandola 16 gennaio 1760 - Bologna 17 aprile 1815). L'autore, allievo di Giulio Bulgarelli, si formò inizialmente presso i gesuiti prima e alla soppressione dell'ordine, presso le Scuole Pie. Studiò filosofia e matematica a Firenze. Nel 1778 fu trasferita a Cortona come pubblico maestro d'umanità. Tornato a Firenze fu poi bandito dal granduca Leopoldo I, probabilmente a causa di alcune maldicenze, tanto che dopo alcuni anno, riconosciuta la sua innocenza, fu lo stesso granduca a richiamarlo. Nel 1789 fu chiamato dal duca Ercole III d'Este per dirigere il Collegio di Correggio. "… professore onorario dell'Università (20 aprile 1793) quindi bibliotecario dell'Ateneo (9 luglio 1793) e professore straordinario di storia (20 novembre 1794). Il 6 giugno 1794, alla morte dell'erudito Girolamo Tiraboschi, fu chiamato alla guida della Biblioteca Estense, che diresse in solido con l'abate Carlo Ciocchi, secondo bibliotecario con il quale non corse mai buon sangue; a loro si affiancò, in qualità di terzo bibliotecario, Antonio Lombardi che nel 1807 prese il posto dello stesso Pozzetti […] Nel 1803 rifiutò la proposta di una cattedra all'Università di Vilnius, di cui fu nominato professore onorario pur non svolgendovi alcun insegnamento (15 febbraio 1804). Il 27 settembre 1806 venne inviato alla Biblioteca universitaria di Bologna come probibliotecario. […] Raggiunta la nuova sede, iniziò a compilare l'inventario di cui l'istituto aveva bisogno, e il 5 gennaio 1807 ne assunse la direzione. Contemporaneamente fu designato alla cattedra di storia e diplomatica dell'Università, mantenendola dal 5 gennaio 1807 al 15 novembre 1808, data in cui l'insegnamento fu soppresso, per essere reistituito e affidato di nuovo a Pozzetti il 28 aprile 1814. Nel 1808 declinò l'offerta di dirigere il Collegio dei nobili di Modena e nel 1811 venne insignito del titolo di professore emerito, divenendo l'anno dopo storiografo ufficiale dell'Ateneo bolognese. ". L'opera ricostruisce la vita del celebre medico mantovano ma nato da una delle più importanti famiglie di Correggio, Marcello Donati (Mantova 1538 - Mantova 1602), nipote di Pietro Pomponazzi che personaggio di ampia cultura, si interessò di latino, greco, spagnolo, francese e anche filosofia, eloquenza, letteratura latina, greca e italiana anche se i suoi studi accademici si indirizzarono verso la medicina, appresa prima a Mantova sotto la direzione di Francesco Facini, medico del duca Guglielmo Gonzaga e poi, a Padova dove si laureò nel 1560. "Non ancora ventiquattrenne, fu ammesso all'Accademia degli Invaghiti, prima come "segreto", poi, a ventisei anni, venne designato quale vicerettore. Si poteva così fregiare del titolo di cavaliere in forza del privilegio concesso da papa Pio IV. Di quella Accademia fu in seguito rettore, dal 1576 al 1599, e in quella sede lesse lavori suoi di letteratura, poesie e dissertazioni su vari argomenti. La medicina rimaneva tuttavia il suo campo specifico di studio e di attività". Amico di Alfonso Pacio, conobbe anche Ulisse Aldrovandi. Donati fu autore di numerose testi medici, letterari e storici. Si interessò anche di botanica tanto da creare, nel giardino della propria casa un ampio parco botanico, ricco di esemplari provenienti dal nuovo mondo delle quali lo stesso studioso, testò le proprietà medicinali. Nel 1587 fu nominato dal duca Vincenzo Gonzaga conte e feudatario del Castello di Ponzano nel Monferrato con titolo trasmissibile ai discende denti. L'anno prima aveva pubblicato la sua opera più celebre che ebbe numerose riedizioni e diverse traduzioni, De medica historia mirabili " … ampia raccolta di casi clinici e di osservazioni anatomiche personali, di autori antichi, arabi, medievali e contemporanei, tra le prime del genere, anticipatrice di quella tendenza alla compilazione di ampie casistiche clinichee anatornopatologiche che nel XVIII secolo avrà il suo massimo autore in Giovanni Battista Morgagni. Il D. fu il primo, tra l'altro, a descrivere l'ulcera gastrica in cadavere e l'edema cosiddetto di Quincke". RIf. Bibl.: IT\ICCU\CFIE\021628.
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Cozzolino Olimpo
Manuale pratico di pediatria ad uso dei medici e degli studenti Olimpio Cozzolino; con prefazione del prof. Francesco Fede, Dirett. Della Clin. Pediatr. Nella R. Univ. Di Napoli. Con 44 figure nel testo.
In 12°; XVII, (3), 861, (3), (16) pp. Legatura editoriale in piena tela verde con titolo impresso in bianco al piatto anteriore ed al dorso (un po' sbiadito). Alcuni segni antichi di matita rossa in due pagine Una delle due il frontespizio), nel margine bianco, ininfluente e per il resto, nel complesso, esemplare in buone condizioni di conservazione. Prima non comune edizione del primo manuale pratico di pediatria italiano. Monumentale manuale di pediatria scritto dal noto medico e pediatra originario di Siderno Marina i provincia di Reggio Calabria (26 dicembre 1868 - Bari 22 gennaio 1937). L'autore si formò anche presso l'ospedale pediatrico Kaiser- und Kaiserin-Friedrich diretto da A. Baginsky e fu professore di Pediatria a Genova, Sassari, Palermo, Parma, Cagliari. Autore di più di duecento scritti di interesse pediatrico nei quali "Studiò le proprietà del latte, la fisiologia dell'allattamento, i disturbi della nutrizione e i vomiti abituali e ricorrenti del lattante (importante, su questo tema, la sua pubblicazione Disordini o turbe della nutrizione del lattante, Napoli 1932), il pilorospasmo, il megacolon congenito, i vomiti ricorrenti dell'infanzia; condusse ricerche cliniche e sperimentali sul timo, studiando in particolare lo stridore timico, la morte timica e il cuore da grosso timo". Fu autore anche di importanti scritti sulla tubercolosi. Fu autore del primo trattato di clinica pediatrica pubblicato in Italia, interamente scritto da lui, il Manuale pratico di pediatria che appunto qui presentiamo. Prima non comune edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0\0368615.
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Jackson Robert
A treatise on the fevers of Jamaica, with some observations on the intermitting fever of America, and an appendix, containing some hints on the means of perseve. Ring the health of soldiers in hot climates.
In 8°; VIII, 424, 115 pp. Legatura coeva in cartoncino rigido con piatti foderati con carta azzurra. Esemplare in ottime condizioni di conservazione ed ancora in barbe. Antica firma di appartenenza al recto del piatto anteriore "Watson Alcock". Prima rara edizione di questo celeberrimo trattato sulle febbri che colpirono sul finire del XVIII° secolo la Jamaica e le coste nordamericane. L'autore servì per due anni nel reggimento scozzese di stanza a New York e risiedette anche per un certo periodo in Jamaica. "The observations, contained in the following pages, were made during the time that I lived in Jamaica, or while I attended some part of the army in America. The materials were collected between the years 1774 and 1782" (Preface, p. iii). L'autore è riconosciuto come uno degli innovatori delle tecniche di cura delle febbri gialle. Si opponeva in modo deciso all'eccessivo uso del bisturi promuovendo tecniche di cura farmacologiche e preventive. Egli parte dalle osservazioni fatte da Ramazzini nel territorio modenese per cercare poi punti di contatto con altre testimonianze di "febbri intermittenti" segnalate in vari luoghi del mondo cercando un collegamento che ne dimostri la causa. Analizza poi casi pratici ed epidemie che colpirono la Jamaica e le coste nordamericane e nelle quali Jackson fu testimone oculare. Prima edizione in barbe. First edition a very good copy.
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Brera Valeriano Luigi
Ischl e Venezia sulla felice influenza del clima della città di Venezia e de’ sussidj ivi dalla natura e dall’arte apprestati nel corso dell’inverno per la continuazione delle cure istituite in Ischl nell’estate, onde debellare le affezioni... scrofolose, e specialmente le corrispondenti tisi e consumazioni polmonari e mesenteriche [… ] cenno sull’opportunità del clima veneto per favorire durante l’inverno la bibita delle acque medicinali di Recoaro Recoaro per distruggere i calcoli […]
In 4° piccolo; 295, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta con bella veduta di piazza san Marco opera di Tosini e Lazzari. Bella legatura degli inizi del XX° secolo in tutto cartoncino rigido con motivi dipinti in rosso e verdi e titolo su fascetta in pelle rossa al dorso. Conservate all’interno della legatura rigida il piatto anteriore e posteriore della brossura editoriale originale. Raro esemplare ancora a fogli chiusi. Importante e non comune prima edizione di questa importante opera dedicata all’influenza del clima veneto e delle acque minerali di Recoaro sulla salute degli individui. Valeriano Luigi Brera (Pavia, 7 giugno 1772 – Venezia, 4 ottobre 1840) fu un celebre medico e patologo italiano. Laureatosi all’Università di Pavia nel 1793, si perfezionò in alcuni dei maggiori centri medici europei (Vienna; Lipsia; Londra), dove ebbe contatto con illustri Maestri come il Blumenbach, l’Osiander, il Monro. Tornato in Lombardia, fu professore supplente della cattedra di clinica medica dell’Università di Pavia nel 1797-1798 e, successivamente, primario medico negli ospedali di Pavia e di Crema. Nel 1806 fu nominato professore di medicina legale nell’Università di Bologna, dove creò il gabinetto di patologia e medicina legale. Nel 1808, dopo aver rifiutato l’offerta del Collegio Imperiale di Pietroburgo di succedere al J.P. Frank nella cattedra di clinica medica di quell’ateneo, divenne direttore della cattedra di Clinica e Patologia Medica dell’Università di Padova, succedendo a Pierantonio Bondioli. Mantenne questo incarico fino al 1832 e fu anche direttore, dal 1817 al 1822, dell’Ospedale di Padova. Il Brera è stato uno dei maggiori clinici italiani del primo ‘800, seguace del brownianesimo in patologia e in clinica. Clinico famoso, abile e ricercato, fu anche un acuto e geniale ricercatore scientifico, effettuando importanti studi sulle parassitosi da elminti. Diffuse l’uso dello jodio in terapia e introdusse l’uso di somministrare alcuni medicamenti sotto forma di frizioni. Dal 1808 fu socio dell’Accademia Nazionale delle Scienze e delle maggiori accademie scientifiche dell’epoca. Bibl.: Rapaport 193, p. 193 n. 1705.
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(Marsili Anton Felice)
Relazione del ritrovamento dell'uova di chiocciole di A. F. M. in una lettera a Marcello Malpighi, Celebre Professore di Medicina enll'Università di Bologna.
In Bo In 12° (15x8,3 cm); 83, (1) pp. e una c. di tav. fuori testo con immagine della formazioni delle uova di chiocciola. Legatura coeva in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso. Piccola mancanza al margine superiore del dorso e per il resto esemplare perfetto. Tagli spruzzati in rosso. Esemplare stampato su carta forte. Prima non comune edizione di questo celebre studio del noto vescovo e biologo bolognese Antonio Felice Marsili. Frequentò lo Studio bolognese dove fu allievo di Vitale Terrarossa, un filosofo il quale sosteneva che l'atomismo di Democrito fosse compatibile con l'aristotelismo. Si laureò in diritto civile e canonico nel 1670. Marsili fu uno dei principali esponenti dei «cattolici galileiani». Nel 1681 intervenne nella controversia sulla generazione spontanea con questa memoria dedicata a Malpighi intitolata “Relazione sul ritrovamento dell'uova delle chiocciole” che pubblicò per la prima volta nel 1683. La Relazione ebbe notevole risonanza ed «entrò subito nel circuito della cultura scientifica europea» (ed. Piaia, p. 17), tanto che l'amico Malpighi in quello stesso anno ne inviò una copia alla Royal Society. Nel 1684 ne fu pubblicata, ad Augusta, una traduzione latina che lo stesso Malpighi inserì poi nella sua Opera Omnia uscita nel 1686 a Londra. La memoria provocò la reazione del gesuita Filippo Bonanni il quale, con lo pseudonimo di Godefrido Fulberti, pubblicò nello stesso anno delle “Riflessioni sopra la relatione del ritrovamento dell'uova delle chiocciole” nelle quali rispose al Marsili solo nei termini della filosofia scolastica. Quest'opera del Marsili è considerato un ottimo esempio del rinnovato spirito scientifico metodologico che si sta propagando in Europa. Nella prima parte l'autore illustra le po sizioni contrastanti sulla generazione degli insetti e degli altri esseri viventi appoggiando apertamente le critiche alla teoria della loro origine per generazione spontanea dal limo o dalla putrefazione di cadaveri. Passa poi ad illustrare il ritrovamento di alcune uova di chiocciola in un cespuglio e le osservazioni fatte anche con l'ausilio del microscopio dello sviluppo delle stesse. Esemplare in ottime condizioni di conservazione. Bibl.: Wellcome, IV, 62; Krivatsy, 7488; Piantanida Pag. 153, N° 1697. L'autore si ricava dal Melzi, Dizionario delle opere..., Vol II, p. 425. logna, Per gl'Eredi d'Antonio Pisari, 1683.
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Alpini Preospero
Medicina Aegyptiorum accessit huic editioni ejusdem Auctoris Liber de Balsamo utet Jacobi Bontii, Medicina Indorum Editio Nova.Unito a: De Rhapontico disputatio in Gymnasio Patavino Habita. In quaRhapontici planta... quam hactenus nulli viderunt, medicinae studiosis nunc ob oculos ponitur, ipsiusque cognitio accuratius, atque proponitur ad Perilustrem, Ex Excellentissimum D. D. Benedictum Sylvaticum Patavinum, & in patrio Gymnasio Medic. Pract. Professorem.
In 4° (19,5×15 cm); due tomi in un volume: (24), 325, (43), (4), 44, (4), 109, (3) pp. e 6 c. di tav. fuori testo e 25, (1) pp. e una c. di tav. fuori testo più volte ripiegata. Magnifiche le tavole mediche. Bella legatura coeva in piena pelle scura con dorso a 5 nervi e titolo impresso in oro su fascetta ai tasselli, abile restauro al dorso. Piatti con bella cornice a secco con fregi. Tagli spruzzati in rosso. All’interno esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Nell’opera con frontespzio proprio: Prosepro Alpini de Balsamo Dialogus In quo verissima Balsami Plantae, Opobalsami, Carpobalsami, & Xylobalsami cognito, plerisque antiquorum atque juniorem Medicorum occulta, nunc elucescit. Prima rarissima edizione, nella versione stampata da Boutesteyn Cornelis weduwe & Boutesteyn Pieter, di questa celeberrima raccolta di scritti del grande medico, botanico e scienziato vicentino originario di Marostica, Prospero Alpini. Botestein pubblicò una prima volta la celeberrima opera di Alpini nel 1718. Nello stesso anno pubblicò anche la “De Rhapontico disputatio” che risulta ancor più rara dell’altra opera, tanto che nessun esemplare è censito in ICCU. L’anno dopo, nel 1719 ripubblicò le opere in un unico volume. Alpini “Nato a Marostica, nella Repubblica di Venezia, in gioventù servì le armi nell’esercito milanese, ma nel 1574 decise di studiare medicina all’Università di Padova, dove si laureò nel 1578. Iniziò la professione di medico a Camposampiero, un piccolo paese del territorio padovano, ma dopo poco tempo, nel 1580, il patrizio veneto Giorgio Emo, nominato console a Il Cairo in Egitto dalla Repubblica Veneta, lo volle con sé come medico personale: in questo modo poté dedicarsi allo studio della botanica, suo interesse scientifico prevalente. Trascorse circa tre anni in questo paese, fino al 1584, e, dalle pratiche di coltivazione della Palma da dattero, Alpini dedusse il concetto di differenza sessuale nelle piante, che in seguito fu adottato come fondamento dal sistema di classificazione scientifica di Linneo. Egli comprese che “le palme da dattero femminili non portavano il frutto a meno che non ci fosse un mescolamento tra i rami maschili e femminili o, come generalmente avviene, a meno che la polverina prodotta dai fiori maschili non fosse cosparsa sui fiori femminili”. Nel 1584 tornò a Venezia e in seguito, risiedette per qualche tempo a Genova come medico di Andrea Doria. Nel 1590 tornò di nuovo a Venezia e nel 1593 ottenne la cattedra di lettura dei semplici all’Università di Padova. Dal 1603 fu nominato prefetto dell’orto botanico e titolare anche della cattedra di ostensione dei semplici (l’odierna farmacologia). … Nel De Medicina Egyptiorum (Venezia, 1591) sono contenute le prime considerazioni sulla pianta del caffè pubblicate in Europa.”. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Rarissima edizione. Rif. Bibl.: Rappaport n. 15-80.
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Rizzoli Francesco
Processo per la demolizione della lingua
In folio piccolo; 20 pp. e 2 c. di tav. più volte ripiegate. Senza brossura ma non slegato. Prima rara edizione in forma singola, 4 esemplari censiti in ICCU, di quest'opera apparsa per la prima volta nel volume 5° delle Memorie dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna. Il nostro esemplare, a differenza dei quattro censiti in ICCU, presenta due carte di tavola finali, invece di uno. Importante studio di chirurgia cervico-facciale, scritto dal grande medico, chirurgo, accademico e politico milanese ma bolognese d'adozione, Francesco Rizzoli (Milano, 11 luglio 1809 - Bologna, 24 maggio 1880), considerato uno dei padri dell'ortopedia moderna. "Rizzoli, privo di famiglia, donò le proprie ricchezze (all'incirca £ 1.754.894 dell'epoca) all'amministrazione provinciale di Bologna per la realizzazione del suo sogno: la costruzione di un grande e moderno ospedale "per la prevenzione e il trattamento delle deformazioni del corpo", in cui sarebbe stato possibile mettere in pratica il trattamento chirurgico del rachitismo e delle deformazioni congenite, un ospedale in cui tutto ciò che aveva visto all'estero potesse essere applicato, un ospedale in cui i risultati degli studi di Joseph Lister potessero essere sfruttati.". Prima edizione, raro.
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Bergantino Giacinto a cura di
Miscelanea (Miscellanea) di Varie Operette All’Illustriss. Sig. Abate D. Jacopo Facciolati Pubblico Professore nella Università di Padova. Tomo Primo – Ottavo. Completo.
In 16° (15,2x8,6 cm); 8 tomi: (6), 562, (2) pp., (12), 420dsc_0867_clipped_rev_1 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 515, (1) pp., (12), 545, (3) pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 560 pp. e una c. di tav. più volte ripiegata, (12), 551, (1) pp. e 13 c. di tav. più volte ripiegate, (12), 573, (3) pp. e una c. di tav. (con immagini di perle, rilegata per errore nell’ottavo volume come in molti esemplari che hanno finito per far credere, erroneamente, che anche l’ottavo volume possedesse una tavola fuori testo), (8), 504 pp. Belle legature coeve in mezza-pelle verde con titolo, numero di volume, e riccissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva. L’opera contiene una miscellanea di opere curiose e rare, la maggior parte in prima edizione. Particolarmente interessanti e degni di nota lo scritto dedicato a Newton, la lettera astronomica di Galielo a Paolo Sarpi e lo scritto sulla formazione delle perle. Alcune pagine con leggere macchioline di foxing e bruniture dovute alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Fra le opere: Dialoghi del Cardinale Delfino; Dell’Immortalità dell’Anima umana di Padre Maestro Francesco M. Leoni veronese; Ubertin Pusculi Brixiensis Costantino poleos Libri Quatuor. Nunc primu, editi.; Jacobi de Utino, Canonici Aquilejensis, De Civitate Aquilejae Epistola; Leonardi Cozzandi Brixiani, Monachi Servitae, De Plagiariis Liber Singualris; Dominici Benedetti Phil. & Med. Doct. Elucubrtiones De communibus Corporis Humani Integumentis, & De Ventriculo, & Omento.; Joh. Josephi Liruti Utinensis Dissertatio de Aquileja ad Clariss. Virum Comitem Franciscum Beretta; Lettera del Signor Conte Giacinto Vincioli concernente Tre Curiosi Fatti, Il volo di Gio. Battista Danti (che descrive del celebre volo effettuato nel 1517 a Perugia da Battista Danti utilizzando due ali finte), Il Bastone di Mosè (la sua storia e i suoi poteri), E le residenza de’ Cavalieri del S. Sepolcro a Perugia; Discorso intorno alla Lingua Italiana del signor Dottore Gregorio Bressani Trevigiano; Della Rinnovazione del Mondo Dialoghi V di Giovannagnolo Lottini; Lezione Fisica di Paolo Maria Paciaudi Ch. R. Teatino, intorno a’ Principi Nevtoniani; De Julio Carnico, nunc Zuglio in Carnis Forojulinsibus, Dissertatio Joh. Joseph Liruti; Antonii Caraccioli Cl. R. Teat. Syntgmation de Beneventana Inscriptione Ecc.; Modo facile di trovare l’Indizione di ciascun anno, inventato da Monsignor Filippo del Torre, Vescovo d’Adria; Riflessione del Sig. Co: Camillo Silvestri sopra un antico Monumento; Lettere II del P. M. Francesco Maria Leoni, ec. Intorno alla Repubblica di Platone; Opinione intorno alla Strana anticipazione del Verno del MDCCXL esposta in una lettera dal Cavlier Francesco della Torre Ravennate; Lezione intorno al Diluvio Universale ec. Del P. D. Francesco Maria Ricci; Notomia degli Occhi Canzonette Anacreontiche di Megildo Isio; Lettera del Signor Abate Giambattista Gervasoni Patrizio Riminese al Signor Marchese Frangipani Senatore di Roma intorno una Antica Iscrizione Cristiana Ritrovata in Rimino e intorno una Medaglia di Pescennio; Lettera di Galileo Galilei a F. Paolo Sarpi (a carattera astronomico); Osservaioni del Signor Co. Cammillo Silvestri sopra un antico Monumento; Pauli Manuti, Jacobi Cardinalis & Pauli Sadoleti Epistolae Septem, quae in editis eorum Auctorum Operibus desiderantur; Lettera del Signor Ab. G. A. Battara da Rimino al Signor Co. Giuseppe Garampi, intorno due Aurore Boreali da lui osservate; Delle Antichità di Ripatransona Dissertazione del P. D. Paolo Maria Paciaudi Ch. R. T. al Signore Annibale del Abati Olivieri; Saggio Filosofico sopra la Natura del Piacere e del Dolore del Signor Co: Lodovico Barbieri Vicentino; Due Ragionamenti intorno ai principi della Filosofia e Teologia degli Assiri, ec. di Domenico d’Aulisio; Discorso del P. D. Giambattista Nievo Ch. R. T. sopra il faro di Messina; Risposta sopra ai dubbi anatomici del Cerusico reale Pastore e Arcade; Lettere inedite di alcuni illustri Uomini del sedicesimo secolo (la maggior parte di interesse veneziano e legate alla figura della famiglia Cornaro); Jatrofobia, seu de Medicorum quorum dam saevitate ac inscitia, dialogus Aloysii Lollini; Della Figura e Misura della Terra lezioni di Tommaso Donzelli; Capitolo di Erasmo de’ Signori di Vlcasone a Cesare suo Nipote; Costantiae Varanae, Pisauri Principis, Orationes & Epistolae ad fidem veteris codicis nunc primum editae; De’ Genj lezione del P. D. Gianfrancesco Madrisio; Josephi Avernaii J. C. in Pisana Academia Antecessoris de Calculorum seu Latrunculorum ludo Dissertatio; Lettera all’Eminentissimo e Reverendissimo Sig. Cardinale Angelo Maria Querini Bibliotecario della S. R. C. Vescovo di Brescia ec. intorno agl’Italiani che dal secolo XI…; Nicolai Perotti in Poggium Florentinum Oratio; Due lezioni intorno alla Idrografia di D. Filippo Atanasio; Due discorsi di Ottavio Santoro, il primo intorno alla Porpora degli antichi, il secondo intorno all’origine delle Gioje e delle Pietre che dentro gli animali si Generano; Dell’Incendio e presa di Troia ragionamento di D. Niccolò Capasso; Memorie del P. D. Gabriello Gualdo; ecc. ecc. Raro. Rif. Bibl.: Melzi II, p. 198. Mazzucchelli II, p. 950.
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Servizio chimico militare. Schema di norme per il pronto soccorso e per il trattamento dei colpiti da aggressivi chimici di guerra. Terza edizione.
20,3x12,6 cm; una grande tavola più volte ripiegata. Brossura editoriale. In buone-ottime condizioni di conservazione. Grande tabella sinottica piu' volte ripiegata di 49x54 cm.
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