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BARBADOUX, O. u. LARDIER, A
Voyage du Général Lafayette aux États-Unis d'Amérique en 1824.
Paris, L'Huillier, 1824. 1 Bl., lithograph. Porträt-Tafel v. C. de La Steyrie, 1 Bl., 364 S., 1 Bl. Lwbd d. Zeit m. Rückenvergoldung u. goldgeprägtem Rückenschild (Rücken verblichen, innen nur minimal braunfleckig).
Référence libraire : 1202830
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Barbag, J.. Berezowski, S
Ökonomische Geographie der Volksrepublik Polen.
Berlin., VEB Deutscher Verlag der Wissenschaften., 1956. VIII, 243S. mit 105 Abbildungen im Text und zwei gefaltete Karten in hinterer Buchtasche. Zustand: ausgeschiedenes Bibliotheksexemplar, Einbandränder gebräunt, unterer Rücken mit Aufkleber, Kanten bestoßen, Titelblatt gestempelt. 8°. OHalbleinen.
Référence libraire : 041578
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BARBAGALLO CORRADO
RUSSIA COMUNISTA (LA) 1917 - 1939
Pagine: 326 . Formato: 8° . Rilegatura: Brossura . Stato: Buono .
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Barbagallo F. (cur.)
Storia dell'Italia repubblicana. L'Italia nella crisi mondiale. L'ultimo ventennio. Vol. 3/2: Istituzioni, politiche, culture
brossura Diviso in tre parti che corrispondono ai tre nodi della cultura, della politica e delle istituzioni, il volume fotografa una realtà in rapida trasformazione. Dopo il ventennio del miracolo economico, e della transizione dalla cultura rurale a quella industriale, gli anni settanta si aprono sotto il segno della crisi. E di "crisi perpetua" si può parlare per questa difficile, e ancora irrisolta, transizione della società italiana verso il mondo postindustriale delle democrazie "mature": crisi delle istituzioni, della politica, della rappresentanza sindacale; ma anche della famiglia, della cultura e dei mezzi di comunicazione.
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Barbagallo Francesco
I cambiamenti nel mondo tra XX e XXI secolo
br. Oggi siamo di fronte a una grande frattura, a uno dei momenti storici che segnano una cesura del tempo e che in futuro continueremo a ricordare come una data fondante. E questo non soltanto per la dimensione epocale di quanto ci siamo trovati a vivere, ma anche perché la pandemia ha marchiato la fine di un tempo, i 75 anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale al 2020, che ha spostato definitivamente l'asse del mondo. Un tempo storico di un'intensità eccezionale, che ha conosciuto almeno quattro fasi di profonda trasformazione. La prima, dal 1945 ai primi anni '70, è la più nota e può definirsi 'l'età dell'oro'. La seconda fase, da metà anni '70 al 1991, si caratterizza per il dominio della finanza e la rivoluzione informatica. La terza, dal 1992 al 2010, è all'insegna dell'unificazione del mercato mondiale, la 'globalizzazione', con il grande sviluppo della Cina e dei paesi asiatici. La quarta fase, il secondo decennio del XXI secolo, inizia con la crisi profonda delle politiche neo-liberistiche che avevano dominato per un trentennio: è il tempo della seconda rivoluzione digitale. Il 'capitalismo dell'informazione' cede il campo al 'capitalismo della sorveglianza'. A Occidente si riducono e degradano il lavoro umano e la democrazia, crescono la disuguaglianza e il malessere diffuso. Con il bipolarismo Usa/Cina, le grandi entità statali riprendono potere a scapito del mercato. Al principio del 2020 esplode la pandemia da coronavirus: è il cambiamento più grande dalla seconda guerra mondiale.
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Barbagallo Francesco
L'Italia nel mondo contemporaneo. Sei lezioni di storia 1943-2018
br. La storia d'Italia è stata sempre immersa nella storia del mondo. Ma dalla fine della seconda guerra mondiale la sua storia è assolutamente incomprensibile se perdiamo di vista la dimensione internazionale e la analizziamo come una vicenda tutta interna. L'Italia ha saputo superare i traumi di una dittatura e di una disfatta proprio in quanto si è trovata a essere una frontiera della Guerra fredda. In vent'anni il paese è diventato uno dei più sviluppati al mondo e si è costituita una democrazia con una Costituzione molto avanzata. Negli anni '60 e '70 la strada delle riforme, del superamento degli squilibri interni e di una relativa autonomia nazionale incontrerà potenti ostacoli all'interno del paese e da parte delle potenze straniere. E verrà la stagione drammatica delle stragi e dei terrorismi. Il processo di globalizzazione successivo vede l'Italia restare ai margini della nuova fase storica. Mentre si assiste all'ascesa irresistibile delle potenze asiatiche e si completa la rivoluzione informatica e finanziaria, la Penisola affronta un trentennio di lungo declino economico e sociale e il conseguente deperimento delle pratiche democratiche. Sei lezioni che ci restituiscono una sintesi efficace della storia d'Italia. La testimonianza militante di un grande intellettuale sull'importanza della riflessione storica per comprendere il presente e restituire prospettiva al futuro.
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Barbagallo Francesco
L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate (1945-2008)
br. All'indomani della guerra e della dissoluzione dello stato monarchico-fascista,la nuova classe dirigente democratica e il mondo del lavoro, pur tra profondi contrasti politici e sociali, riuscirono a trasformare una nazione disfatta in un grande paese avanzato. Poi, dagli anni sessanta, i forti conflitti interni e i pesanti condizionamenti internazionali, in un clima avvelenato dal terrorismo e dalle stragi, frenarono quell'impulso, facendo prevalere le resistenze alle riforme sociali e al governo dello sviluppo. Con la fine del mondo bipolare, un sistema politico estenuato dalla corruzione è crollato insieme ai partiti democratici fondati con la repubblica. Ma neanche la fine di quella che è stata chiamata impropriamente la "prima repubblica" ha portato ad una vera rigenerazione del sistema, lasciando il campo, invece, a una sempre più pronunciata personalizzazione e spettacolarizzazione della politica. Con il risultato che l'identità della nostra democrazia repubblicana, pur avendo ormai un'età superiore all'Italia liberale e una durata tre volte più lunga del regime fascista, rimane ancora incerta. E non sembra fuori luogo oggi, all'alba di una crisi di dimensioni mondiali, riconsiderare la storia più recente del nostro paese al fine di individuare le questioni tuttora irrisolte, alla ricerca di soluzioni che ci portino ad affrontare il futuro con spirito costruttivo.
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Barbagallo Francesco
La modernità squilibrata del Mezzogiorno d'Italia
Barbagallo Francesco La modernità squilibrata del Mezzogiorno d'Italia. Torino, G. Einaudi 2002 italian, 120 ST1097A Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 120 pagine circaCopertina come da foto
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Barbagallo Francesco
La questione italiana. Il Nord e il Sud dal 1860 a oggi
br. Dopo 150 anni di unità nazionale, da più versanti vengono messe in discussione sia la validità che la prospettiva del processo unitario. Già la fine del sistema politico italiano nato con la Repubblica ha prodotto, sul finire del Novecento, sentimenti e riflessioni che ponevano in dubbio la saldezza del vincolo nazionale in una crisi acuta delle istituzioni, della rappresentanza politica, delle relazioni sociali. In un panorama tempestoso, solcato da processi disgreganti, può essere utile allontanarsi per un momento dall'informazione in tempo reale e tornare a riflettere sui tempi e le forme che hanno caratterizzato la formazione e l'evoluzione dello Stato nazionale italiano. Per provare a capire meglio, se possibile, qualche vecchia ragione dei problemi attuali. Poi, visto che la contrapposizione Nord-Sud pare l'unico punto capace di saldare una discorde concordia nazionale, si può tornare anche su tale questione, che molti hanno dato per superata e risolta trent'anni fa. Ma non è così. La centralità del Mezzogiorno nella storia dell'Italia unita non è stata una invenzione dei meridionalisti, tanto meno dei meridionali. Non per caso, il Sud è stato al centro della politica nazionale per tutto il quindicennio del dopoguerra, che ha visto l'Italia emergere dalla disfatta nazionale e ascendere tra i paesi più sviluppati del mondo. Oggi il Mediterraneo non è più un mare di retorica, ma è di nuovo al centro dei traffici globali.
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Barbagallo Francesco
Napoli, Belle Époque (1885-1915)
ill., br. L'immagine predominante di Napoli, tra il 1860 e i1 1915, è quella di ex-capitale di un grande regno, 'città regià' in decadenza incapace di trasformarsi in 'città borghese', metropoli tra le più popolose d'Europa, il cui fascino è compromesso dalle miserabili condizioni di vita della gran parte dei suoi abitanti. Ma Napoli, fino alla grande guerra, non è solo questo: è anche una metropoli europea moderna, una città dall'elevato livello culturale dove si realizzano esperienze di rilievo sul piano professionale, sul terreno commerciale, nel conflitto sociale tra industriali, per lo più stranieri o settentrionali, e operai organizzati sindacalmente. La Belle Époque napoletana non è solo fatta di luminosi café chantant ma di iniziative economiche e progetti politici e delle prime originali forme della cultura di massa. Le classi dirigenti hanno, per lo più, una loro dignità e si preoccupano degli interessi pubblici. Questa fase di grande fervore e di grande vitalità si interromperà con lo scoppio della prima guerra mondiale. La guerra, infatti, si sarebbe rivelata un pessimo affare per la città e per tutto il Mezzogiorno, sempre più sfavoriti dalla spesa pubblica rivolta al Nord. Fino al 1915 Napoli è ancora una capitale europea. Dopo non lo sarà più.
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Barbagallo Francesco
Storia contemporanea dal 1815 a oggi
br. La fine dell'ancien regime e i recentissimi eventi di un panorama internazionale dominato dalla globalizzazione e da nuove e violente tensioni segnano rispettivamente il termine a quo e ad quem di due secoli in cui l'identità del mondo contemporaneo ha assunto differenti connotazioni. Con un quadro di riferimento mondiale, l'autore mostra le interazioni tra i processi internazionali e le realtà nazionali e locali, pur privilegiando le vicende europee e italiane. Pensato come testo base per l'insegnamento della storia contemporanea nelle università, il volume ripercorre, in modo chiaro e sintetico, l'arco dei principali eventi e problemi che hanno attraversato l'età contemporanea. In questa terza edizione il panorama si allarga alle conseguenze della crisi mondiale del 2008 e al persistente predominio dei mercati finanziari, al tramonto dell'Unione europea, alle grandi migrazioni, alla riduzione della democrazia, ai nuovi conflitti nel Medio Oriente e in Africa, alla diffusione dei terrorismi, fino alle difficoltà attuali della situazione italiana.
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Barbagallo S. (cur.); Mascilli Migliorini L. (cur.); Trotta M. (cur.)
La storia. Una conversazione infinita. Studi in onore di Giovanni Brancaccio
br. Il presente volume raccoglie, secondo il modello tradizionale dei festschriften, i contributi con cui amici e colleghi hanno voluto celebrare Giovanni Brancaccio, fondatore e titolare della cattedra di Storia moderna e contemporanea nell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara. La Storia per Brancaccio non era strumento di pura erudizione, ma anzitutto una scienza che aiuta a individuare campi di tensione, natura e caratteri dei rapporti sociali per orientare la comprensione di aspetti e problemi all'interno di un orizzonte storico determinato, scevro da tecnicismi schiacciati su un "eterno" presente sprovvisto di corretta cognizione del passato e di visione prospettica: un lascito culturale e morale fondamentale per quanti lo hanno conosciuto e frequentato, apprezzandone le straordinarie qualità umane e professionali.
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Barbagallo S. (cur.); Trotta M. (cur.)
Giuseppe Galasso. Storico e uomo delle istituzioni
br. Il volume raccoglie gli Atti del convegno dedicato alla figura di Giuseppe Galasso svoltosi a Lecce il 26 e il 27 novembre 2019. Dai contributi dei relatori emerge il profilo versatile e multiforme di uno tra i maggiori storici europei e di un intellettuale di vaglia al servizio della politica e delle istituzioni per il bene comune. Con tale pubblicazione si è voluto tributare un omaggio doveroso alla memoria di un Maestro autentico, la cui vastissima opera scientifica e pubblicistica rappresenta un lascito considerevole nonché una lezione che, nel solco dell'insegnamento crociano, ha alimentato il costante e dialettico confronto tra passato e presente. Un'esperienza viva e vitale, quella di Galasso, che ha lasciato aperta, per i suoi tanti allievi, la via dell'impegno storiografico e della battaglia civile.
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Barbagallo Salvatore
Agricoltura e società rurale in terra d'Otranto tra XVIII e XIX
br. Per la sua estensione e per la varietà delle sue articolazioni territoriali è difficile ricondurre la realtà economica e produttiva di Terra d'Otranto entro un unico parametro di riferimento. Tra Sette e Ottocento le trasformazioni del suo paesaggio agrario imprimono dinamiche molto diverse tra loro in funzione di spinte che variano in rapporto ai protagonisti e alle condizioni strutturali e congiunturali che agiscono sullo sfondo. Nel corso dell'Ottocento si avvia un più marcato processo di trasformazione dell'agricoltura che trae origine da un miglioramento del sistema produttivo rispetto ai regimi agrari consolidati nel corso dei secoli precedenti. I nuovi investimenti sono il risultato dei processi di ristrutturazione fondiaria e di una più razionale utilizzazione della terra che risponde alle sollecitazioni del mercato. L'incremento delle colture arboree a scapito dei seminativi, dei pascoli e degli incolti segue i ritmi imposti da questi fenomeni e dalle vocazioni ambientali che contribuiscono a sollecitare le nuove strategie produttive promosse da un universo molto eterogeneo di produttori.
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Barbaglio Giuseppe
Gesù di Nazaret e Paolo di Tarso. Confronto storico
br. Chi è Paolo: "l'inventore del cristianesimo" o piuttosto "colui che meglio comprese e interpretò l'opera del Maestro"? Di certo tra Paolo di Tarso e Gesù di Nazaret, pressoché coetanei, la distanza culturale, sociale e teologica è inversamente proporzionale alla vicinanza di tempo: l'uno vive nei villaggi, l'altro nelle metropoli; l'uno parla aramaico, l'altro greco; Gesù esprime la cultura orale, Paolo dà inizio alla letteratura cristiana. Dopo più di un secolo e mezzo di ricerche sul confronto tra i due, è possibile registrare tra gli studiosi opinioni diametralmente opposte: da una parte quanti individuano in Paolo il vero fondatore del cristianesimo come nuova religione, dall'altra coloro che riconoscono una sostanziale continuità tra Maestro e apostolo. Con un approccio rigorosamente storico, Barbaglio presenta un bilancio dei legami che uniscono i due e delle diversità che li separano, fino a giungere ad affermare, dati alla mano, che Paolo né si è appiattito su Gesù, né si è distanziato da lui fino a ignorarlo. Egli individua tra i due soprattutto un paio di contiguità fondamentali. Entrambi presentano un Dio accogliente e includente, un Dio dei figli prodighi, dei senza-legge: "se nella sua prospettiva il nazareno ha abbattuto le barriere erette nella piccola società giudaico-palestinese del tempo, allo stesso modo ha operato l'apostolo, ma su più vasta scala, sul palcoscenico dell'umanità intera e del mondo".
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Barbanera M. (cur.)
Germanico Cesare a un passo dall'Impero. Ediz. illustrata
ill., br.
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Barbanera Marcello
Storia dell'archeologia classica in Italia. Dal 1764 ai giorni nostri
br. La storia dell'archeologia classica in Italia ricostruita come una storia culturale. Dalla metà del Settecento fino agli anni '90 del Novecento, le ragioni storiche, politiche, ideologiche e perfino psicologiche che hanno indirizzato e influenzato le idee e le pratiche dell'archeologia, attraverso i numerosi mutamenti politici del paese.
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Barbantini, Nino A cura di G. Damerini.
Scritti d'arte inediti e rari.
cm. 17 x 24,5, xxx-390 pp. con 1 ritratto. Fondazione Giorgio Cini - Civilt? veneziana - Studi 1017 gr. xxx-390 p.
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BARBARAY, Marie-Louise
Des sources de l'Allier aux sources de l'Ardèche et de la Loire - circuits inédits à travers les grands espaces du Givaudan, du Velay, et du Vivarais , évasions 2e partie.
1 vol. in-12 br., couv. ill. couleur, photos noir et blanc, collection du Luzer, C. Lacour éditeur, Nîmes, 1989,127 pp. Bon état Français
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BARBARESCHI FINO M. A.
Brasil.
Novelle di costume e di colore. Con disegni originali di Cino Barbareschi. Esemplare perfetto. Brossura editoriale illustrata, pp. 162, in 16°
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Barbareschi G. (cur.)
Memoria di sacerdoti «Ribelli per amore» 1943-1945
brossura Torna finalmente alla luce il libro del 1986 che racconta il contributo dei preti ambrosiani alla lotta di Liberazione, scritto da un protagonista! Un testo imprescindibile per comprendere la partecipazione del mondo cattolico alla Resistenza. Una nuova edizione aggiornata e arricchita di contenuti. Un riconoscente tributo a don Giovanni Barbareschi, 96 anni, ultima Aquila Randagia.
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BARBARESI Raffaello,
Chianti è
Arte, natura, vino, borghi, fattorie, storia, alberghi, piazze, olio, paesaggi, cucina, castelli, artigianato, trattorie, mercati, botteghe, agriturismo, eventi, Toscana. Con oltre 200 immagini di Gian Luigi Scarfiotti e un inserto fotografico di 26 pagine . 8vo. pp. 202. . Ottimo (Fine). . . .
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BARBARICH Eugenio
ALBANIA. (Monografia antropogeografica). Con 10 illustrazioni e 13 tavole fuori testo.
In-8 p., mz. tela coeva, pp. XVIII,344; ben illustrato da 10 tavole fotografiche in b.n. con una o più figure (comprese nella numeraz. delle pagg.) e da 13 tavole di disegni a colori f.t., più e più volte ripieg. (schizzi, profili, carte geografiche, ecc.). Nell’opera, divisa in tre parti, sono trattati: “Geografia generale dell’Albania” (Il terreno. Le coste. Le acque. Il clima. La vegetazione) - “Gli elementi antropogeografici” (La popolazione e il linguaggio. La storia. L’economia e la pubblica amministrazione) - “Viabilità ed itinerari stradali” con la descrizione di ben XXIX itinerari, da Dulcigno a Syraku. In Appendice 5 Allegati “Genealogie dei Principi Allbanesi - Statistica delle colonie italo-albanesi - Statistica dei Sangiaccati di Scutari e Durazzo - Elenco delle monete ottomane e delle principali monete straniere che hannno corso a Durazzo - Ortografia albanese (alfabeto) e regole di lettura”. Esemplare ben conservato.
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Barbaro, (Antonio) Tommasso
Il pellegrino geografo cronistorico da Napoli fino a Venezia. Venedig, Tomasini, 1739. 12 Bll., 588 S. Pgmt. der Zeit (fleckig, restauriert).
o.J.
Référence libraire : 1233
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BARBASTRO.
Barbastro. Callejero, Guía e Informe. Con datos sobre el Somontano, Sobrarbe, Ribagorza y el Cinca.
Zaragoza - Barbastro, Asociación Cultural del Somontano, 1978. 4to. apaisado; 106 pp. Numerosas reproducciones fotográficas y un plano plegado suelto. Cubiertas originales.
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Barbato Tullio
Il Monte Stella. Milano dai bombardamenti al parco della memoria sulla «montagnetta di San Siro»
ill., br.
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BARBE DANIEL.
LOURDES.
SANARD ET DERANGEON.. Non daté. In-8 Carré. Broché. Etat passable. Couv. défraîchie. Dos abîmé. Intérieur acceptable. 95 pages. Quelques illustrations en couleurs hors texte de HOFFBAUER. Manque le premier plat de couverture et une partie du dos. Quelques pages sont débrochées. Préface de M DE ROVERIE DE CABRIERES. Approbations episcopales de deux archeveques et de vingt deux évêques.
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Barbeau, M
The Modern Growth of the Totem Pole on the Northwest Coast.
Washington, Smithsonian Inst. 1940. M. 5 Taf. S. 491-498. OBr. Sign. u. St. a. Umschl. St. a. Tit. (Smithsonian Report for 1939, Publ. 3579)
Référence libraire : 163074
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BARBER Thomas
Barber's picturesque illustrations of the isle of Wight comprising views of every object of interest on the island engraved from original drawings accompanied by historial and topographical descriptions
In 8, pp. (2) + 110 con 1 cartina f.t. su doppia pagina dell'isola di Wight e 40 tavv. f.t. in lit. con vedute dell'isola inc. da T. Barber, W. Wallis, H. Winkles, J. Jones, e altri. Fr. con vignetta inc. Usuali fioriture della carta. Legatura allentata. T. tl. coeva con stemma oro impresso al p. ant. Descrizione dell'isola di Wight con note topografico-geografiche e belle incisioni raff. vari paesaggi dell'isola.
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Barbera Gianluca
Anna Frank. La sua storia
br. «Anna è sempre allegra. Ama fare gli scherzi. A volte ti piomba di sorpresa alle spalle e ti fa prendere uno spavento posandoti di colpo le mani sulle spalle, scuotendoti forte e gridando: Buuuu! E poi tutto a un tratto è capace di mettersi a raccontare le solite esagerazioni sui suoi numerosi amori...». Questa è la descrizione di una ragazza ebrea, Anna Frank, che a soli 13 anni è costretta a vivere l'incubo dello sterminio degli ebrei perpetrato dal Nazismo e che, per salvarsi, si rinchiude con la sua famiglia e altri conoscenti in un rifugio segreto. Una ragazza ebrea come tante, con i propri sogni e i propri problemi, che suo malgrado vive in un tempo e in un luogo dove il futuro ha i giorni contati. Questo libro racconta la sua storia, quella della sua famiglia e di chi ha avuto la fortuna di incrociare la sua strada e trovare un posto nelle pagine del famoso Diario che, compilato mentre si trovava nascosta nel rifugio, Anna ha scritto fino al momento della sua improvvisa deportazione. La storia di Anna ci tocca profondamente perché la sua sorte sarebbe potuta toccare a noi o ai nostri figli. Solo il caso ha voluto che non fosse così. Ecco dunque perché la storia di Anna Frank ci commuove a tal punto: perché è la storia di tutti. Perché siamo tutti Anna.
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Barbera Gianluca
Atlante dantesco. I luoghi di Dante e della Divina Commedia
ill., br. L'Italia fra il Duecento e il Trecento, da Firenze alle città, ai castelli e ai paesi dell'esilio, fino ai luoghi vivacemente descritti di Inferno, Purgatorio e Paradiso: un itinerario reale e letterario sulle tracce del sommo Poeta. Fra realtà, storia e fantasia, un atlante di territori e racconti, sul filo della vita di Dante e della Commedia, che si può leggere come un romanzo o seguire come una guida di viaggio. Un itinerario denso, sulle orme del sommo Poeta, che fin dall'inizio ci guida attraverso la Firenze medievale, poco conosciuta forse perché sovrastata dai capolavori del Rinascimento, ma altrettanto affascinante e piena di storie. Il percorso comincia dai luoghi reali vissuti o attraversati da Dante durante la sua vita, snodandosi da Firenze alle colline toscane e romagnole, da Bologna a Verona e a Ravenna. Nella seconda parte i luoghi veri e quelli letterari si intrecciano, le vivaci descrizioni delle località e dei territori d'Italia realmente visitati dallo scrittore si trasformano in spazi immaginati, ma altrettanto precisamente descritti, nelle tre cantiche della Commedia. I personaggi storici e i luoghi incontrati da Dante nel corso del suo viaggio sono tutti reali, così come le loro storie, e molti sono famosi e visitabili. Non resta che mettersi in viaggio con Dante come guida.
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Barbera Mariarosa
Donne al potere in Oriente e Occidente tra Tardoantico e Medioevo
ill., br. In Oriente e in Occidente, fino a tempi recenti, il potere si è trasmesso di norma per via maschile. Fa eccezione un limitato numero di figure femminili che, poste sul trono in carenza di eredi maschi, rispondevano allo scopo di proseguire la linea di sangue utile a legittimare il potere del marito o del figlio. In un mondo di donne prive di diritti politici, la posizione di regine e imperatrici era spesso precaria. Sfila nel libro una galleria di quattordici donne vissute fra il V e il VII secolo d.C., quando l'Impero romano d'Occidente si disarticolava, lasciando il posto a ciò che si avviava a diventare il glorioso Impero bizantino. Alcune delle donne descritte hanno solo sfiorato il trono, come Anicia Giuliana, ma altre hanno regnato esercitando il potere nella modalità consentite da tempi e cultura politica: in Oriente Pulcheria e Ariadne, in Italia Galla Placidia, Amalasunta e Teodolinda. Con l'affermarsi dei regni cosiddetti romano-barbarici, emergono in Occidente donne forti come Gosvinta e la figlia Brunilde, affiancata in eterno dalla storia alla rivale Fredegonda. Si definisce così nel tempo un modello di trasmissione del potere, che proprio in questo periodo affonda le radici.
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Barbera Mariarosaria
Donne romane in esilio a Ventotene. L'opposizione politica femminile tra Augusto e Domiziano
ill., br. Costruita a Ventotene per lo svago della famiglia imperiale, la Villa di Punta Eolo, lussuosa ma battuta dai venti, divenne presto la prigione a cui gli imperatori, da Augusto a Domiziano, destinarono le donne scomode della loro famiglia. Alle figlie, mogli, nipoti, prive di diritti politici in quanto donne e condannate a un esilio in più casi seguito dalla morte, si preferì imputare accuse di natura sessuale, a copertura di attività politiche e comportamenti che risultavano ostili al potere. Sullo sfondo di Ventotene e della sua Villa, prendono vita in questo libro le storie di donne come Giulia, figlia di Augusto, di sua figlia Agrippina Maggiore, di Ottavia moglie di Nerone e di altre che, come loro, tentarono di opporsi a un potere sempre più invasivo al quale il Senato e il popolo romano finirono con l'asservirsi totalmente. Insieme con esse, sfilano i ritratti degli uomini che le condannarono, a partire da Augusto fino a Nerone e Domiziano.
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BARBEREAU LOUIS.
MANUEL DE LA COEXISTENCE PACIFIQUE.
CHEZ L AUTEUR.. 1965. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Coiffe en tête abîmée. Intérieur acceptable. 270 pages. Tampon sur la page de titre.
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BARBERET CH., MAGIN ALF.
COURS COMPLET DE GEOGRAPHIE HISTORIQUE, A L'USAGE DES COLLEGES ET AUTRES ETABLISSEMENTS D'INSTRUCTION PUBLIQUE, EXTRAIT DU PRECIS DE GEOGRAPHIE UNIVERSELLE
Dezobry, E. Magdeleine et Cie, Paris. 1841-1844. In-12 Carré. Relié demi-cuir. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 83 + 60 + 85 + 79 pages. Titre, motifs et filets dorés sur le dos. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Géographie Ancienne, Première partie, Cours de 6e, Nouvelle édition revue. Géographie Ancienne, Deuxième partie, Cours de 6e, Nouvelle édition revue. Géographie Romaine, Cours de 4e. Géographie du Moyen Age, Cours de 3e.
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BARBEREY MME DE
ELIZABETH SETON ET LES COMMENCEMENTS DE L'EGLISE CATHOLIQUE AUX ETATS-UNIS, TOME I
Librairie Vve Ch. Poussièlgue, Paris. 1906. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 496 pages. Gravure en noir et blanc en frontispice (portrait). Dos toilé avec pièce de titre rouge. 1ers feuillets légèrement abîmés (garde et titre). 6e édition. Couronné par l'Académie française.
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Barberini Giovanni
Pagine di storia contemporanea. La Santa Sede alla Conferenza di Helsinki
br. Le pagine di questo libro sembrano pagine di storia dimenticata. La guerra fredda, la pace fredda, l'ostpolitik, la distensione, la caduta dei regimi comunisti, la ricerca di un nuovo ordine internazionale: la Santa Sede è presente negli eventi della storia contemporanea. Dando la precedenza ai grandi problemi dell'Europa l'intuizione di Paolo VI portò la Santa Sede alla Conferenza di Helsinki nel 1975 rispondendo ad una iniziativa dell'Unione Sovietica. La libertà religiosa rivendicata dalla Santa Sede a Helsinki per tutti, credenti e non credenti, cattolici e atei, significava in sostanza libertà di pensiero e di coscienza. Fu un valido sostegno nella lotta dei dissidenti russi, di Carta '77 in Cecoslovacchia e di Solidarnosc in Polonia contro i regimi comunisti.
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Barberini Pietro; Guerrini Osiride
Ravenna. Un paesaggio che attraversa la storia
brossura La storia di Ravenna raccontata attraverso le modifiche che nel tempo si sono susseguite sul suo territorio. Fatti e fenomeni, sia naturali, sia antropici, che hanno inciso, con lo scorrere dei secoli, sull'identità cittadina. Segni che i due autori hanno analizzato e interpretato con rigore per raccontarci la mirabile storia di Ravenna frutto soprattutto dell'opera di personaggi come Augusto, Odoacre, Teodorico, Alberoni e altri più vicini a noi, che con la loro volontà e il loro impegno hanno progettato e costruito il profilo di una città che come poche altre fonda le sue origini nella storia antica d'Italia.
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Barberis Corrado
Gli operai-contadini
Bologna. Il Mulino 1970, 8°, pp. 268.
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Barberis Walter
Storia senza perdono
brossura La Shoah, lo sterminio degli ebrei d'Europa da parte del nazismo, è una vicenda la cui efferatezza non ha precedenti. Ma per rendere conto di questa tragedia, quanto è importante il ruolo dei testimoni e quanto quello della storiografia? È il tema di questo intenso libro di Walter Barberis. Esso inizia con una frase di Primo Levi: «La memoria è uno strumento meraviglioso, ma fallace», che subito individua l'universo concettuale del libro. Di fronte alla scomparsa, giorno dopo giorno, dei testimoni oculari, di fronte al pericolo di una caduta nell'oblio, si rende necessario un nuovo vaglio delle testimonianze acquisite e dei loro limiti. Ma soprattutto, un ricorso deciso alla storia, disciplina chiave per la trasmissione del sapere e per una solida comprensione di ciò che è stato. Il testo rende conto dei diversi aspetti della ricezione della Shoah, da un iniziale disinteresse e incredulità nei confronti dei sopravvissuti, a una successiva "ipertrofia" della memoria - l'«era del testimone» - fino a non isolati e clamorosi casi di impostura.
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Barbero Alessandro
9 agosto 378. Il giorno dei barbari
brossura Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non l'hanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dell'Antichità e l'inizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dell'impero romano d'Occidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d'estate.
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Barbero Alessandro
9 agosto 378. Il giorno dei barbari. Nuova ediz.
ill., br. Un grande storico come Alessandro Barbero e un grande illustratore come Sergio Toppi ci restituiscono vividamente quel che accadde ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d'estate nella battaglia che ha cambiato la storia del mondo e che ha segnato la fine dell'Antichità e l'inizio del Medioevo.
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Barbero Alessandro
A che ora si mangia? Approssimazioni storico-linguistiche all'orario dei pasti (secoli XVIII-XXI)
br. Tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento l'aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all'epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale. La nuova moda venne adottata nel corso dell'Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l'Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l'aristocrazia inglese e francese spostava l'orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all'egualitario secolo Ventesimo. I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati.
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Barbero Alessandro
Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano
br. "Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un'amministrazione stabile e di un'economia integrata; all'esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall'allontanamento forzato all'accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d'ingresso all'offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l'impero romano di fronte ai barbari." Per molto tempo la gestione di questo flusso di popoli attraverso i confini dell'Impero produce un equilibrio instabile ma funzionale, che garantisce ai Romani l'approvvigionamento di nuove leve per l'esercito e per la coltivazione dei campi, in cambio dell'assimilazione nei più grande "Stato" del pianeta.
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Barbero Alessandro
Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano
br. "Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un'amministrazione stabile e di un'economia integrata; all'esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall'allontanamento forzato all'accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d'ingresso all'offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l'impero romano di fronte ai barbari." Per molto tempo la gestione di questo flusso di popoli attraverso i confini dell'Impero produce un equilibrio instabile ma funzionale, che garantisce ai Romani l'approvvigionamento di nuove leve per l'esercito e per la coltivazione dei campi, in cambio dell'assimilazione nei più grande "Stato" del pianeta.
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Barbero Alessandro
Benedette guerre. Crociate e jihad
br. "Le Crociate: e cioè l'avventura di quei cristiani che hanno accettato l'appello del papa, sentendone il fascino, e si sono messi in gioco, facendo cose che oggi ci sembrano assai discutibili e che invece a loro sembravano sacrosante. Il fatto è che i musulmani non sono rimasti inerti quando un'orda di barbari sanguinari venuti da chissà dove, per di più miscredenti, è entrata in terra islamica seminando distruzione." Le Crociate, raccontate in modo diretto e brillante da Barbero, sono tremende esplosioni di violenza, forma sui generis di pellegrinaggio, valvola di sfogo per un'Europa sovraffollata; ma sono anche il momento in cui due mondi rivali, che non sanno di avere profonde radici comuni, si incontrano e si descrivono a vicenda.
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Barbero Alessandro
Caporetto
ril. Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L'Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell'esercito erano quelli della nazione. La distanza sociale tra i soldati e gli ufficiali era enorme: si preferiva affidare il comando dei reparti a ragazzi borghesi di diciannove anni, piuttosto che promuovere i sergenti - contadini o operai - che avevano imparato il mestiere sul campo. Era un esercito in cui nessuno voleva prendersi delle responsabilità, e in cui si aveva paura dell'iniziativa individuale, tanto che la notte del 24 ottobre 1917, con i telefoni interrotti dal bombardamento nemico, molti comandanti di artiglieria non osarono aprire il fuoco senza ordini. Un paese retto da una classe dirigente di parolai aveva prodotto generali capaci di emanare circolari in cui esortavano i soldati a battersi fino alla morte, credendo di aver risolto così tutti i problemi. In questo libro Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione.
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Barbero Alessandro
Caporetto letto da Marco Baliani. Audiolibro. CD Audio formato MP3. Ediz. integrale
brossura Alle due del mattino del 24 ottobre 1917, i cannoni austro-tedeschi cominciarono a colpire le linee italiane. All'alba le Sturmtruppen, protette dalla nebbia, andarono all'assalto. In poche ore, le difese vennero travolte e la sconfitta si trasformò in tragedia nazionale. Oggi sappiamo che quel giorno i nostri soldati hanno combattuto, eccome, finché hanno potuto. Ma perché l'esercito italiano si è rivelato così fragile, fino al punto di crollare? Alessandro Barbero ci offre una nuova ricostruzione della battaglia e il racconto appassionante di un fatto storico che ancora ci interroga sul nostro essere una nazione. Extra: introduzione inedita dell'autore.
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Barbero Alessandro
Carlo Magno. Un padre dell'Europa
br. Alessandro Barbero presenta una biografia di Carlo Magno. Nel giorno di Natale dell'anno 800 Carlo Magno viene incoronato imperatore. Un poeta rimasto anonimo saluta in lui "il padre dell'Europa". Oggi che i popoli del nostro continente sono avviati all'integrazione in un'Europa sovranazionale, la figura di Carlo Magno risulta di sorprendente attualità. Una biografia che unisce al rigore degli studi un'appassionante scrittura letteraria.
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Barbero Alessandro
Costantino il vincitore
br. Costantino è il primo imperatore cristiano. È il sovrano che si è convertito prima della battaglia di Ponte Milvio, dopo aver visto in cielo la croce con la scritta In hoc signo vinces, e che ha messo fine alle persecuzioni, concedendo libertà di culto ai cristiani. Ma cosa sappiamo realmente di lui? In passato la storiografia diffidava di Costantino, giudicandolo un cinico politicante guidato da calcoli elettorali. Ma dall'ultimo dopoguerra fra gli storici si è diffuso un clima di ammirazione e di ossequio verso il protagonista di quella che molti ritengono la più grande svolta storica mai avvenuta. In questo libro fortemente polemico, Alessandro Barbero ci dice che è impossibile ricostruire con certezza il personaggio di Costantino e che la storiografia recente dà prova di un'inquietante mancanza di spirito critico, sia nei toni celebrativi con cui presenta la figura dell'imperatore, sia nell'ingenuità con cui accetta come autentiche, fonti che meriterebbero un approccio ben più scettico e che, in realtà, se prese alla lettera - lungi dal giovare alla sua immagine - dipingerebbero il profilo poco edificante di un tiranno disturbato.
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