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1990rif. 28449San Francisco: North Point Press. Near Fine in Near Fine dust jacket. 1990. Hardcover. 0865474508 . Edited by Fred Warner and James Barbour. First edition. Previous owner's name stamped on half-title page else near fine in a near fine dust jacket. . North Point Press hardcover books
2017ill., br. Scappato dall'orfanotrofio di Tokyo, Joe Yabuki si ritrova a vagare senza meta tra gli squallidi bassifondi della città, fino a quando l'incontro con Danpei, un ex pugile che ora vive per strada, non lo convince a misurarsi con il pugilato...
2017ill., br. Dopo aver assimilato le prime lezioni di boxe per corrispondenza, Joe si appresta a imparare nuovi potentissimi colpi... sperimentandoli sulla propria pelle! Tra allenamenti sfiancanti e lavori forzati al riformatorio, cercherà di mettere a frutto i preziosi insegnamenti del maestro Danpei contro il suo rivale numero uno: Tooru Rikiishi.
2017ill., br. La palestra di Danpei ha ottenuto la licenza e Joe ha fatto il suo ingresso nel pugilato professionistico, disputando il suo primo incontro ufficiale con Wolf, il feroce "lupo" dell'Asia Boxing Club. Sconfiggerlo è la condizione necessaria per poter passare al prossimo, ambito avversario: il suo arcirivale Rikiishi.
2017ill., br. La sfida con Rikiishi ha avuto un esito doppiamente tragico per Joe: il ragazzo ha dovuto riconoscere la sua amara sconfitta, ma il suo avversario è drammaticamente morto alla fine dell'incontro per una commozione cerebrale causatagli da un suo pugno. Questo avvenimento getta Joe in uno stato di totale crisi, e la ripresa sarà più dura del previsto...
1995ill. Basata sugli stessi principi del full contact, la kick boxing estende le zone in cui è consentito portare i colpi con i piedi anche alla parte inferiore del corpo. In sostanza, occorrerà conoscere la struttura fisica, il modo di combattere, pregi e difetti dell'avversario, per poter comportarsi di conseguenza. Gli autori sostengono infatti l'importante principio che chi sale sul quadrato deve sempre scoprire o intuire le caratteristiche fisiche e tecniche dell'avversario, impostando su queste la propria tattica di combattimento, le contro-tecniche da usare e la scelta dei colpi da portare di volta in volta per conseguire la vittoria. Un ampio capitolo è infine dedicato all'alimentazione.
2018ill., br. Il mondo del pugilato, sia esso clandestino o professionistico, è sconvolto dalla presenza di un fighter freddo, impassibile, che sembra essere invincibile. Dietro a tanto clamore, questo algido lottatore insegue un impulso all'autodistruzione piuttosto che l'affermazione della sua carriera e della sua forza. Una storia di boxe, per i testi di Caribu Marley, che ci parla di riscatto e vite difficili. Una delle prime opere del Maestro Taniguchi che esplora i lati più oscuri dell'animo umano, in un volume unico, per continuare a vivere il suo tratto immortale.
2018br. Riuscito a scappare da una situazione terribile, con un padre che lo brutalizzava tra i campi di cotone dell'Arkansas, Sonny Liston fece in tempo a raggiungere sua madre a Saint Louis, a tredici anni, prima di finire nel penitenziario di Jefferson City. Capace di reagire al branco che voleva sottometterlo, fu notato dai cappellani della prigione che ne riconobbero l'immenso talento. Dopo aver sbaragliato il campo tra i dilettanti Liston portò a termine una delle più rapide e devastanti scalate al titolo mondiale dei pesi massimi, culminata nei due incontri fulminei con Floyd Patterson. Finito in mano alla mala che lo aveva tolto di galera e che controllava la boxe, fu costretto a eseguire gli ordini del boss Frankie Carbo fino alla fine dei suoi giorni, quando fu trovato senza vita a causa di un'iniezione di eroina pur avendo il terrore degli aghi. Considerato dai più grandi esperti ed interpreti della noble art, compresi George Foreman e Mike Tyson, il pugile più potente e spaventoso che sia mai salito sul ring, Liston deve gran parte della sua fama ai due incontri con Cassius Clay e Muhammad Ali. Sia il match mondiale di Miami, che la rivincita di Lewinston, sono avvolti dal "mistero", tanto che dopo cinquant'anni l'FBI ha deciso di riaprire il caso sul primo incontro, considerandolo truccato. Ed è proprio sulla prima sfida di Miami, nel 1964, che si raccoglie questo libro, dando per scontata la messinscena del secondo atto, quello del "pugno fantasma". Come ha potuto un campione del mondo in carica restare seduto sul suo sgabello dopo sei round, in una situazione di perfetta parità, per un improbabile dolore alla spalla? Non era forse dato favorito 7 contro 1 nei confronti di Clay? E la mafia dei Carbo, dei Palermo, dei Vitale, non spalmò forse decine di milioni di dollari puntando contro Liston?
2017br. «Agli uomini che nella vita cercano se stessi, per tutta la vita. A coloro che credono dì aver trovato la "strada", ma che per il solito imprevisto la perdono». A questo tipo di esistenze sconnesse come la sua, Tiberio Mitri, «l'angelo biondo del ring», «il più bel pugile dell'Italia del dopoguerra», dedicò cinquanta anni fa la sua autobiografia romanzesca e romanzata. Fu pugile, attore, playboy delle ribollenti notti anni Cinquanta, tentato scrittore; e finì male. In ognuna delle sue diverse vite sfiorò l'apice per poi cadere. Sempre. Questo memoriale di vita vissuta è un romanzo verità che parte dalla sua infanzia triestina, segnata prima dalla nera miseria, dalla piccola delinquenza e dall'orfanotrofio, e poi dalla guerra, e arriva alla sua uscita da quel mondo del pugilato che lo aveva proiettato, per un certo periodo, tra i simboli del successo e della dolce vita. È pieno di avventure, ma è anche un quadro di cosa chiedevano e prendevano dalla vita ragazzi e ragazze desiderosi di raggiungere una ribalta. E mostra ironia spontanea, gaudente sete di vita, disincanto e romanticismo, arie da duro e innocenza. Qualità queste che fecero di Tiberio Mitri un amico di importanti figure dello spettacolo e un personaggio affascinante per scrittori come Gian Carlo Fusco, che amavano le mitologie degli «eroi che non si danno arie da eroi» e le ordinarie storie di dissipazione. Una vicinanza dello scrittore con il pugile attore e una ammirazione che spingono a concludere che «molti passaggi tradiscono la mano di Fusco: certi stilemi e tic recano il suo inconfondibile marchio di fabbrica», come scrive Dario Biagi nella Nota al volume.
2016ill., br. "Gladiatori" parla dell'umanità; dell'umanità impazzita; di quell'umanità impazzita che affolla le palestre di pugilato, i palasport. Sudore, sangue, nasi rotti, aspirazione al dolore, la marcia furiosa dei sacchi da boxe, il rullare di corde in uno scantinato: peso e altezza, vittorie e sconfitte sono le misure certe di una verità di carne che fuori dal ring non può essere attinta. Autore fra i più significativi della letteratura italiana contemporanea per la maestria con cui inocula la finzione nella verità di una presa diretta sul reale, dimostrando così all'inverso il nodo dolorosamente vero di ogni costruzione finzionale, non importa quanto elaborata, quanto formalizzata, Antonio Franchini si accanisce sul proprio stile e rivela l'opprimente insufficienza del linguaggio, in ciò portando alle conseguenze estreme la regressione di certo verismo: è infatti nelle zone in cui il linguaggio si disarticola e il silenzio riempie come magma le fenditure che si inoltra Franchini; nelle zone in cui - di fronte all'uccisione casuale di un pugile - lo stile non può che azzerarsi, la parola ridursi alla fonazione di un cronista, la frase a una voce protesa nel vuoto. Ring e letteratura questo infatti condividono: sono spazi chiusi, delimitati dalle forze opposte della stilizzazione e della sofferenza, della sconfitta e della vittoria, della farsa in agguato e di un reale sempre inseguito, soltanto sfiorato.
2015br. La vita non è mai stata gentile con lui. Un'infanzia difficile nel quartiere Stadera di Milano lo porta a un'esistenza dura e disperata. Un padre violento, che picchia moglie e figlie. Nessuna prospettiva. Nessuna alternativa. La sofferenza, la violenza e infine la droga e l'alcol, come uniche, illusorie vie di uscita. Trova da solo la forza per tirarsi fuori. Prima il lavoro, poi la palestra, poi la passione. E una nuova vita, sul ring e fuori. Oggi combatte ancora ai massimi livelli. "Fino all'ultimo round" racconta questa storia, la storia di Giacobbe Fragomeni: vera, drammatica, avvincente e carica di speranza.
2018br. Leggenda del pugilato, ma non solo. Nino Benvenuti è entrato di diritto nella storia dello sport italiano. Il ricordo di tutti è al 17 aprile del 1967 quando, in una calda notte di primavera, diciotto milioni d'italiani, con le orecchie incollate alla radio ad ascoltare la cronaca di Paolo Valenti, hanno sofferto, pianto e gioito assieme a lui per la conquista del titolo mondiale dei pesi medi a New York, contro Griffith. Una grande impresa, che è diventata il simbolo dell'Italia che stava crescendo attorno al boom economico, quella della dolce vita felliniana, quella che ci invidiavano tutti. Ma al Benvenuti campione - oltre 200 incontri tra dilettanti e professionisti, oro e miglior pugile nelle Olimpiadi del i960, cinque titoli italiani e due europei tra i dilettanti, un titolo europeo tra i professionisti, due titoli mondiali in due categorie diverse, super welter e medi - si contrappone il Benvenuti uomo. Un aspetto meno conosciuto che, in occasione dei suoi ottant'anni, Nino ha voluto raccontare in prima persona, senza usare alcun paracadute. Parla della sua famiglia, esule istriana, e del legame con la sua terra mai dimenticata; del matrimonio infelice con Giuliana da cui ha avuto cinque figli; del grande amore per Nadia sposata nel 1998, quasi trent'anni dopo averla conosciuta; del rapporto recuperato con la figlia Nathalie. Un fiume di parole, di sensazioni, di sentimenti. Un viaggio a ritroso nel tempo, la fotografia di un'esistenza vissuta al massimo, dove l'uomo, al di là degli straordinari successi, si scopre fragile, vulnerabile. Dove il confronto con la quotidianità, una volta spente le luci del ring, si dimostra difficile. Dove gli errori, le delusioni lo segnano fino a portarlo a riscoprire l'essenza della vita in un lebbrosario di Madras, in India. Questo, e molto altro, in questa chiacchierata tra amici, fatta di ricordi, di sentimenti, di grande spontaneità.
2018ill., ril. "Quella di Sandro Mazzinghi è la storia di un uomo straordinario che partendo dal niente, raggiunse la fama mondiale, fino al riconoscimento ufficiale con il quale da "Boxe Rec", la massima rivista di pugilato americana, è stato incoronato come il miglior Superwelter di tutti i tempi nella storia della boxe". Dall'introduzione dell'autore Riccardo Minuti.
2015ill., br.
2017ill., br. Perché... ogni volta, finisco col perderlo? Proprio quando mi sembra di averlo raggiunto, mi scivola via dalle mani... Non è colpa di nessuno, solo mia... Yu Kamishiro è un liceale che non riesce a trovare il suo posto né a scuola, né in casa, e di conseguenza non è in grado di dare un senso alla propria esistenza, in cerca di una sua "terra promessa", Yu si aggira di notte, per le strade della città, conquistandosi la nomea di "cacciatore di teppisti di Shimokita", e diventando l'oggetto del terrore e del rancore di questi ultimi, intanto, Yoshii del liceo Seta ha sguinzagliato laica contro Masakì Izawa, il "leader carismatico della strada", per regolare un conto in sospeso tra loro due. Intervenuto per salvare Masakì, caduto in una trappola tesagli prima dello scontro, Yu viene sfidato a duello dallo schermidore. Lo scontro tra I pugni e la spada è violento - ma, alla fine, è Yu ad aggiudicarsi, seppure a fatica, la vittoria. Shogo Midorikawa, che ha assistito a questa impressionante battaglia, decide di sfidare il suo amico Yu, per mettere alla prova la propria forza, inizialmente, il ragazzo è confuso, ma infine decide di rispondere lealmente alla richiesta del suo amico, e i due si sfidano a duello!
2016ill. La tragedia si è consumata: il grande pugile Shark Horiguchi è purtroppo defunto durante un incontro di boxe davanti al suo bambino Genki. Shark oltre che l'unico genitore rimastogli era tutto per Genki, anche allenatore di boxe. E proprio il desiderio di seguire le orme del padre lo porterà a risultati stratosferici. Il manga che ha ispirato uno degli anime sportivi più importanti degli anni 80, Ganbare Genki, conosciuto in Italia come "Forza Sugar", torna in una veste deluxe che non deluderà tutti gli appassionati!
2015ill., br. Per Mike la boxe non è mai stata uno sport, o un divertimento. È stata questione di vita o di morte, in cui l'allenamento duro, spietato, e la rabbia segnavano la differenza tra un'esistenza misera, da sbandato, e l'esistenza punto e basta. Cresciuto praticamente senza padre, in un ambiente in cui gente che diceva di amarsi si spaccava la faccia a vicenda, terrorizzato in casa e fuori, era un bambino grassoccio, timidissimo, bersaglio degli scherni dei ragazzi più grandi, che lo chiamavano "Fatina". Si è definito spesso la pecora nera della famiglia, ma per tutta l'infanzia è stato docilissimo, sempre in cerca di riconoscimento e di calore. Il candidato ideale alla delinquenza di strada, e al carcere minorile, dove infatti finisce. Proprio il carcere, e non sarà l'unica volta della sua vita, lo salva. Bastava qualcuno che gli instillasse un grammo di speranza in corpo e sarebbe arrivato sulla luna. A vent'anni diventa il più giovane campione del mondo dei pesi massimi, una furia nera che incute paura sia dentro che fuori dal ring. Ma il successo è un cavallo imbizzarrito, che bisogna saper domare, altrimenti ti disarciona. E non sempre è facile se le sirene del passato ti chiamano, e l'uomo che ti ha insegnato tutto ti lascia solo troppo presto a cavalcare la belva che lui stesso ha alimentato. La stessa che ti rende imbattibile sul ring, e ingestibile fuori. Vittorie, soldi, fallimenti, donne, alcol, violenza, prigione, droga entrano ed escono dalla sua vita come un vortice.
2018ill., br. Il pugile più grande di tutti i tempi è nato il giorno in cui un dodicenne in lacrime è entrato in una palestra per imparare a tirare pugni e farla pagare allo sconosciuto che gli aveva rubato la bicicletta. In pochi anni, quel ragazzino venuto al mondo col nome di Cassius Clay è diventato una leggenda immensa, fuori e dentro il ring, l'unico a cui la gente rivolgeva domande come a un filosofo. Da quando, giovanissimo, ha fatto irruzione sulla scena mondiale alle Olimpiadi di Roma, conquistando l'oro, la storia della boxe è cambiata, e non solo quella. Tre volte campione mondiale dei pesi massimi, non ha solo portato grazia e bellezza sul quadrato, ma si è imposto come leader per le sue affermazioni lapidarie, le sue scelte coraggiose, le sue battaglie civili. "Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro" dichiara quando rifiuta di andare a combattere in Vietnam, decisione che gli costa la revoca del titolo mondiale e della licenza sportiva, e una condanna a cinque anni di carcere. Pochi anni prima aveva ripudiato il suo "nome da schiavo" per prendere quello di Muhammad Ali, aveva stretto amicizia con Malcolm X e Martin Luther King ed era diventato il campione della lotta alla segregazione razziale nel suo paese e nel mondo. Fedele alla sua massima - chi a 50 anni vede il mondo come a 20 ha sprecato 30 anni di vita - Ali da campione irruente e spaccone si è fatto un uomo saggio, ascoltato dai grandi della Terra, promotore di pace e solidarietà.
2012ill., br. Un uomo, un gigante, che attraversa l'oceano per trovare fortuna. Questa è la vera storia di Primo Carnera, il pugile friulano che partì dal suo paesino per conquistare l'America e vincere il campionato del mondo dei pesi massimi. Era un gigante buono, amato dalle folle, simbolo di un'epoca ruggente. La sua storia raccontata in questo fumetto di Davide Toffolo, in un'edizione definitiva, arricchita di un tono seppia e da moltissimi disegni inediti.
2017ril. «Nel 1967, mentre il mondo si preparava ad affrontare una rivoluzione culturale che di lì a poco avrebbe cambiato il modo di pensare di intere generazioni, io volavo sopra l'Oceano Atlantico per andare a New York. Il 17 aprile avrei dovuto sfidare Emile Griffith per il titolo mondiale dei pesi medi. Una sfida impossibile per tutti, meno che per me». Così, nell'introduzione del libro, Nino Benvenuti ricorda a cinquant'anni di distanza uno dei più grandi e attesi eventi sportivi del secolo scorso per il pubblico italiano: la notte del Madison Square Garden, in cui il pugile istriano sfidò e batté uno dei più forti pugili della sua epoca. Fu il primo di una serie di tre combattimenti che fecero epoca e dai quali Benvenuti uscì con la corona mondiale e la caratura del grandissimo campione. Nel volume, le speranze e le sensazioni della lunga vigilia, la rievocazione dei drammatici momenti della sfida, la festa del ritorno in Italia. Il testo, raccolto da Mauro Grimaldi, viene corredato dalle tavole di Spartaco Ripa, apprezzato illustratore, impegnato per anni in pubblicazioni storiche come Lancio Story, l'Intrepido e il Giornalino.
2013brossura Dentro il ring invisibile che Alban Lefranc costruisce intorno al giovane Cassius Clay, verità e immaginazione lottano corpo a corpo per dare vita a una biografia visionaria e incandescente. Tutto nasce da un fatto di cronaca che ha cambiato la storia degli Stati Uniti: il macabro omicidio di Emmett Till, l'adolescente afroamericano massacrato il 28 agosto 1955 nella cittadina di Money, Mississippi, per aver osato importunare una donna bianca. Cassius ha quasi la stessa età della vittima e ancora non sa che un giorno diventerà Muhammad Ali, "The Greatest", ma sarà proprio l'immagine scioccante di quel volto sfigurato - pubblicata su tutti i giornali del paese - a trasformare un ragazzino di Louisville nel più straordinario dei combattenti. "La sera mio padre ci parlava di Emmett e ci raccontava in modo accorato il delitto. Continuai a pensare a lui, fino al giorno in cui mi venne in mente come far pagare ai bianchi la sua morte". È da questa confessione che Lefranc parte per raccontare Ali prima di Ali - ovvero la genesi dell'atleta che più di ogni altro ha saputo trasformare l'impresa sportiva in un atto politico, civile e rivoluzionario.
2010ill., br. Domenica 2 ottobre 1988, giornata conclusiva delle Olimpiadi di Seul. Sale sul ring un ventenne, si chiama Giovanni Parisi. Convocato all'ultimo minuto, è lì a giocarsi la medaglia d'oro dei pesi piuma. Il mondo assiste al miliardesimo ko della storia del pugilato, ma anche agli occhi più attenti sfugge il pugno che dopo 1 minuto e 41 secondi manda al tappeto Daniel Dumitrescu. Il pugno non si vede, sembra un'illusione, neanche a riguardarlo al rallentatore si capisce da dove parte. Quel pugno parte da molto lontano. Giovanni Parisi nasce a Vibo Valentia nel 1967, a tre anni si trasferisce con la famiglia a Voghera. Un'infanzia faticosa, segnata dalla povertà e da un padre assente. La madre cresce i tre figli insegnando loro la dignità e la determinazione, due doti che serviranno molto a Giovanni. La sua strada sarà il pugilato, sudore, fatica, pugni presi e dati per arrivare al traguardo: il successo sportivo e la serenità di una famiglia, con la moglie Silvia e tre figli. Caparbio, forte, coraggioso Parisi credeva di essere invincibile, ma l'avversario che lo ha sconfitto è stato un incidente d'auto, nel marzo del 2009. "Il pugno invisibile" è la storia di Giovanni Parisi, del suo mondo e delle persone che lo hanno abitato. Interviste, descrizioni, piccole follie e istanti compongono una biografia che è il romanzo di uno dei più grandi campioni italiani degli ultimi anni.
2014br. È una storia che parte da un luogo, la Romania, da un tempo, sessant'anni fa circa e racconta vicende, che possono sembrare lontane, ma che, a causa dell'immigrazione da quelle zone, hanno sovente toccato noi e le nostre città e non sempre in modo indolore. Se, da un lato, questa testimonianza fa emergere gli aspetti più negativi e duri di una realtà con la quale i tanti Pedro si sono scontrati, dall'altro, si scoprono temi come l'amicizia e la solidarietà che spesso hanno risolto problemi apparentemente insormontabili. E poi, trovare questi valori abbinati ad una attività sportiva come la boxe che, spesso, nell'immaginario comune, è percepita lontana da sentimenti solidali, può servire a riflettere su molti pregiudizi e, magari, a modificarli. Il racconto che segue non ha quindi altro significato e valore di testimonianza di come, anche davanti alle più grandi difficoltà, non si debba mai perdere la speranza in un futuro migliore.