1825In 8° (23x14,5 cm); (2), 85, (5) pp. e una carta di tavola in antiporta. Presente la Rara brossura editoriale con titolo impresso in nero al piatto anteriore entro cornice xilografica (manca piccolo angolo alto del piatto anteriore e una piccola traccia di sporco al centro del piatto). Terza edizione dopo la prima del 1818 (in mezzo si conta anche un’edizione pirata stampata sempre nel 1818) di questa tragedia del grande patriota, uomo politico e poeta italiano originario di Saluzzo, Silvio Pellico. Esemplare che oltre a presentare la rara brossura è a pieni margini ed in ottime condizioni di conservazione. Questa edizione che fu stampata con grande cura da Vincenzo Ferrario, presenta una bellissima antiporta a china incisa da Marceau su disegno di Bezzuoli. La tragedia reinterpreta l'episodio dantesco alla luce delle influenze romantiche e risorgimentali del periodo lombardo. NON COMUNE, quattro soli esemplari censiti in ICCU.
1830In 12° (10,5x6,8 cm); 66, (1) pp. e una c. di tav. in antiporta. Bella legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e fregi in oro al dorso (piccolo difetto) e piatti foderai con carta coeva (qualche strofinatura). Tagli gialli. Qualche macchiolina di foxing e brunitura nel testo ma nel complesso esemplare in buone condizioni. Bell'edizione stampata da Cardinali di questa classica tragedia del celebre scrittore, poeta e patriota originario di Saluzzo (Cuneo), Silvio Pellico. "Il 18 agosto 1815 a Milano viene rappresentata la sua tragedia Francesca da Rimini. La tragedia reinterpreta l'episodio dantesco alla luce delle influenze romantiche e risorgimentali del periodo lombardo.". Non comune edizione.
1854In 4°; (4), 47, (1), (4), 62, (2), 46, 44, 48, 48, 43, (1), 60, 48, 64, 48, 40, 24, 50, (2) pp. e 2 c. di tav. con ritratto di Giuseppe Ribera e Domenico Zampieri. Legatura coeva in mezza pelle scura con titolo e fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata coeva, qualche strofinatura. Uno strappo senza perdita di carta abilmente e anticamente restaurato ad una pagina e per il resto all’interno esemplare in ottime condizioni di conservazione. Prima edizione di questa non comune raccolta delle opere del celebre drammaturgo bolognese Luigi Ploner. Contiene le opere teatrali: Il collegiale, 1852.- Domenico Zampieri, 1850.- Giuseppe Ribera, 1850.- La choima, 1852.- Don Pedrillo.- L'avvocato, il negoziante e l'usuraio, 1852.- La gratitudine, 1853.- Come finirà?- Sette articoli d'un testamento bizzarro.- Niun segreto all'altare, 1852.- La polizza dell'opere.- Un cavallo in tre, 1853.- Giacomino il custode.- Una lettera perduta.- Due pettegole.- Armidoro, 1853.- I denari della laurea.- Amore ed egoismo, 1853.- Una farsetta in famiglia.- Il presuntuoso, 1853.- Virginia Galluzzi, 1853.- Due parole dette per celia.- Gran serata di beneficio.- Due cerretani ad un mercato. Alcune delle opere furono rappresentate per la prima volta al teatro Contavalli di Bologna e alcune inscenate anche dalla celebre compagnia teatrale “Compagnia Reale Sarda” del Marchese Gioacchino Napoleone Pepoli. Prima edizione non comune.
186817,6x11,6 cm; 96 pp. Brossura grigia. Prima edizione di questa tragedia del filosofo, avvocato, scrittore, insegnante di filosofia, patriota, deputato, redattore, membro dell'Accademia della crusca, musicista originario di San Miniato al Tedesco, Augusto Conti. Antico timboro di appartenenza privata di un Telegrafista modenese al margine bianco frontespizio. All'interno OTTIMO stato di conservazione.
1833In 8° (18,3x10,7 cm); 68 pp. Esemplare privo della borssura ma non slegato ed ancora in barbe. Buone condizioni di conservazione. Bell'edizione di questa tragedia del grande patriota, scrittore e poeta originario di Saluzzo, Silvio Pellico.
1817In 8° (20x12,5 cm); 61, (3 b.) pp. Brossura di recupero. Ex libris "Bibliotheque, de Mr. Le Vicomte Obert de Thieusies" con simbolo araldico. Raro libretto di questa rappresenatzione del Cid. Opera in buono stato di conservazione.
1823In 8° (18,5x10,7 cm); 61, (5) pp. Senza brossura ma no slegato. Prima rara edizion, nessun esemplare censito in ICCU di questa tragedia, tratta “Da un M. inedito di Gio. Villani della Biblioteca Laurenziana in Firenze plu. 13” e stampata a Livorno dalla Tipografia Ferrari, opera di Ignazio Valletta (a volte nella forma D’Ignazio Valletta) che fu autore di diverse tragedie. La storia ripercorre le vicende di Manfredi signore delle terre tra Romagna e Puglia che si innamorò di Adelaide e uccise il di lei marito Boemondo Marchese di Fano. Una maschera incisa al frontespizio ed in buone condizioni di conservazione.
182924x16 cm; 298, (2), 14, (4) pp. e 2 c .di tavola. Brossura editoriale con titolo impresso al piatto anteriore entro cornice xilografica. Frontespizio inciso e antiporta figurata. Prima edizione di questa non comune traduzione della Maria Stuarda di Schiller realizzata dalla filologa ed erudita originaria di San Giorgio de Scolari, Edvige de Battisti e stampata a Verona da Paolo Libanti. Prima edizione in perfette condizioni di conservazione e ancora in barbe.
1840In 8° (18,8x12 cm); XXV, (3), 221, (3) pp. e una fascetta di errata applicata al recto del piatto posteriore. Brossura editoriale con titolo al dorso e cornice con fregi ai piatti. Timbri del censore estense alla prima ed ultima carta che sanciscono la possibilità di vendere l'opera all'interno del ducato estense. Dedica autografa dell'autore alla cognata Elena Bagnesi, al margine alto del piatto anteriore. Le prima XXV pagine stampate in bel corsivo e contengono la dedica al Duca Francesco IV. Qualche leggero segno del tempo alla brossura ma nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima ed unica edizione di questo scritto del noto modenese Conte Paolo Abbati Marescotti (1812-1878) che fu, oltre che valente poeta e tragediografo, anche una figura di rilievo della corte estense della prima metà del XIX° secolo. Fu membro della guardia d'onore di Francesco IV. Il volume contiene le tragedie: Galeazzo Sforza; Childeberto II; Pirro; Clarice Visconti. Non comune. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBO\1250378.
1848In 8° (18,5x11,5 cm); 111, (1) pp. Brossura editoriale con titolo e fregio, entro ricca cornice al piatto anteriore. Qualche lieve difetto. Bellissimo frontespizio stampato in rosso e verde con arzigogoli viola. Esemplare ancora a fogli chiusi. Prima ed unica rarissima edizione, stampata con curatissima veste grafica dalla Società Tipografica Bolognese che nello stesso 1848 iniziò la sua attività letteraria, di questa tragedia scritta dal giureconsulto parmense, Paolo Tommasini. L’opera forse non venne mai distribuita per ragioni legate al tema dell’opera e alla situazione politica italiana del 1848, esiste infatti un solo esemplare censito in ICCU. La storia di Merope è quella della regina messena il cui marito, Cresfonte, e i due figli sono stati assassinati dal suo cognato, Polifonte, che usurpa il potere reale e tenta di forzare la regina a sposarlo. Questa storia della mitologia greca alla quale aveva già attinto Voltaire, era stata ripresa, da Scipione Maffei e Vittorio Alfieri in chiave nazionalistica in quanto era fin troppo semplice per il pubblico vedere in essa l'agognata tragedia nazionale da opporre all'egemonia francese. Anche la curiosa scelta della stampa del titolo in rosso e verde su sfondo bianco sembra richiamare direttamente i moti risorgimentali. Tommasini riprese le due opere di Scipione ed Alfieri, rielaborandole e rendendo i richiami nazionali ancor più espliciti. Opera rarissima ed importante per la storia dell’editoria risorgimentale bolognese dell’ottocento. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PAR\1240640.
1845In 12° (13x8 cm); 4 volumi: (VI), 224 pp., (4), 266 pp., (4), 234, (2) pp., (4), 167, (1) pp. Quattro tomi su cinque, manca il secondo volume. Ogni volume contiene una serie di tragedie di Alfieri finita in se. Belle legature coeva in mezza-pelle scura con autore, numero del volume ed eleganti fregi in oro al dorso. Piatti foderati con bella carta marmorizzata. Qualche lieve foxing dovuto alla qualità della carta ma nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Una delle edizioni più complete delle tragedie del grande drammaturgo, poeta e scrittore astigiano, il conte Vittorio Amedeo Alfieri (Asti, 16 gennaio 1749 – Firenze, 8 ottobre 1803). Alfieri iniziò a lavorare alle sue tragedie a partire dal 1775 quando rientrato nella capitale piemontese, dopo anni di viaggi e dissolutezze (come da lui stesso ammesso), passò a dedicarsi con entusiasmo agli studi letterari. La sua prima tragedia fu l’Antonio e Cleopatra che contribuì con il suo grande successo ad alimentare il fuoco creativo di Alfieri. Seguiranno poi in breve tempo altri successi come l’Antigone, il Filippo, Oreste, Saul, Maria Stuarda, Mirra ed altri. Edizione non comune in bella legatura.
1597In 4° (18,9x13,5 cm); due tomi in un volume: (8), 253, (1) pp. e (8), 215, (1) pp. Legatura ottocentesca in mezza-pergamena con autore e titoli impressi su fascetta in pelle al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Frontespizio della prima opera con bella marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso, tutta la figura entro medaglione riccamente decorato. Al frontespizio della seconda opera marca tipografica di Meietti in cornice figurata con immagine di due galli, di cui uno becca chicchi di granturco, al centro la pianta con le pannocchie e motto "non comedetis fruges mendacii". In ultima carta marca tipografica di Alberti con immagine della Sibilla (donna con libro aperto nelle mani) e la scritta Sibylla al margine basso. Nota bibliografica manoscritta alla prima carta bianca. Quarta edizione della prima opera, ma prima a presentare le “lettioni in difesa della tragedia” comprendenti vari scritti di Speroni in difesa del suo lavoro e contro il ''Giudizio'' del Cavalcanti ed il ''Prologo in persona di Venere'' e prima edizione della seconda opera. Sperone Speroni (Padova, 1500 – Padova, 1588) fu un celebre scrittore, commediografo e filosofo padovano. Membro dell'Accademia degli Infiammati fu grande amico di Torquato Tasso che si affidò a lui per la revisione della “Gerusalemme liberata”. Insieme al Trissino, fu una delle figure più importanti del classicismo cinquecentesco anche se in modo ancor più estremo. Ad esempio, Speroni criticava il Trissino perché aveva tratto il soggetto della sua Sofonisba da fatti storici, invece che dalla mitologia. La prima opera qui presentata è una delle sue più celebri opere, la tragedia Canace. Uscita una prima volta nel 1546, di nuovo stampata nel 1550 e riedita nel 1566, l’opera ebbe subito grande successo, tanto da influenzare in modo molto marcato la produzione tragica della seconda metà del XVI° secolo. Nonostante il successo dell’opera, lo scritto incontrò una forte critica da parte di alcuni letterati, primo fra tutti Bartolomeo Cavalcanti come sottolinea anche il Gamba, 1654: "Edizione arricchita da varie composizioni e soprattutto dalla difesa che lo Speroni compose per la propria tragedia criticata da Bartolomeo Cavalcanti." Scrive così Pierr-Louis Ginguené, riferendosi alla Canace nella sua “Histoire littéraire d'Italie” «L'une des tragédies qui fit alors le plus de bruit fut la Canace du savant Sperone Speroni (1500-1588). (...) Il se répandit des copies de la Canace dans l'Italie entière ; il s'en fit bientôt des éditions pseudonymes et fautives dont le Speroni se plaignit inutilement. Avant même qu'elle eut acquis cette publicité, on avait fait courir en manuscrit un jugement sur la Tragédie de Canace et Macare, dans lequel l'ouvrage et l'auteur étaient durement critiqués, et quant à l'invention et quant au style. Le Speroni, qui avait d'abord méprisé ce Jugement, le voyant ensuite imprimé se mit à rédiger une Apologie, qu'il n'acheva cependant pas (...) Ceux qui en ont le plus approuvé le style y louent surtout une aisance et une certaine délicatesse ignorées jusqu'alors dans la poésie dramatique. Ils pensent que la Canace peut avoir, en cela, servi de modèle au Tasse dans son Aminta, et au Guarini dans son Pastor fido.». La seconda opera, in prima edizione, pubblicata solo postuma, contiene diverse orazioni di Speroni rivolte ad alcuni celebri personaggi del cinquecento ed considerato come uno dei massimi esempi dell’eccelsa arte oratoria di Speroni che sviluppò e portò a compimento l’oratoria rinascimentale. Il volume contiene: Al Re Filippo di Spagna; Al Re Antonio di Navarra della Pace col Re di Francia; In morte di Giulia Varrana Duchessa di Urbino; Al Principe di Venezia Luigi Mocenigo, nella sua creazione; In morte del cardinal pietro Bembo; A Giacopo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; A Girolamo Cornaro Capitanio di Padova nella sua partita; Contra le Cortigiane; A gli Accademici Infiammati di Padova quando fu suo Principe. Qualche live macchiolina di foxing e brunitura (nella seconda opera) in poche pagine ed ininfluenti, dovute alla qualità della carta e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Per la prima opera: Gamba 1654; Allacci 159; Salvioli 620; BMC 636; Adams A-1564; Fontanini, Bibliot. eloquenza ital. I, p. 470. Per la seconda opera: Graesse VI 466; Adams S 1574; Gamba 931; Razzolini 323; Poggiadi I p. 369.
1968676 pages including index. The great events of three decades shown in political, economic, military, technological, social, and intellectual context. Originally published as Part II of Tragedy and Hope. "Deals successively with World War II, the transformed age that followed, the period of nuclear rivalry and the Cold War, and the era of shifting international power balances in the 1960s." - from back cover. For this edition Quigley included a new introduction providing a perspective for the period. Average wear. Unmarked. Binding intact. A sound copy. Book
1966Signed and inscribed by Carroll Quigley upon half-title page. xi,[1],1348 pages. Index. "Shows the years 1895-1950 as a period of transition from the world dominated by Europe in the nineteenth century to the world of three blocs in the twentieth century." - dust jacket. Most notable for its revelation of plans for a global government, based upon author's access to secret archives. Quigley mentored Bill Clinton at Georgetown. Clean with moderate wear. Unmarked but for incidental 1/4" ball pen mark to page 105. Prior owner's bookplate inside front board. Back hinge mostly open. We've been actively dealing in this title for almost twenty years and this is the only signed copy we have ever encountered. Weems p.69. Book
1966First printing. 1348 pages. Index. "Shows the years 1895-1950 as a period of transition from the world dominated by Europe in the nineteenth century to the world of three blocs in the twentieth century." - from dust jacket. Most notable for its frank admission that there is in fact a secret plan to create a global government. Author served as mentor to Bill Clinton while the latter studied at Georgetown. Usual library markings. Average wear. Binding intact. Dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart. A sound copy of the true first printing. WEEMS p.69. Book
1960Bross. edit. in-16, pp. 197-(3), Universale Economica Scrittori d’oggi n. 291. Premio Marzotto per il teatro nel 1959. Ottimo.
1942GABRIELE D'ANNUNZIO TEATRO VOL. I. , MONDADORI MILANO 1942, Tragedie, sogni e misteri con avvertimento di Renato Simoni. Copertina rigida telata con sovraccoperta con alette, il cui dorso risulta marcatamente ingiallito, lievi segni del tempo. Gli interni sono privi di scritte o sottolineature e si presentano ombrati. Frontespizio con dedica scritta del proprietario.Nella tasca della guardia posteriore è presente facsimile di manoscritto dell'autore (Sogno d'un tramonto d'autunno) - trattasi di 2 pagine in formato A3 ripiegate. Buono (Good) . 1231
1959In-8°, pp. da 489 a 552, copert. edit. Parzialmente intonso. Estratto.
1900In-16°, pp. X, (2), 88, più 32 di catalogo Chatto & Windus, legatura editoriale con titoli e fregi in oro al dorso e cornice in oro al piatto anteriore. Pagina 88 si presenta arrossata causa contatto con la prima pagina del catalogo editoriale, catalogo la cui carta è stata interessata da diffusa ossidazione: le 32 pagine di cui si compone sono infatti caratterizzate da bruniture. Per il resto, ben conservato.
1913In-16°, pp. 94, (2), copertina editoriale illustrata a colori con segni d'uso e piccola mancanza nella parte superiore del dorso. Con 4 tavole in bianco e nero fuori testo. Leggera, uniforme arrossatura delle pagine, dovuta al tipo di carta.
1935In-8° (cm 21,3x14,3), pp. (12), 172, (4), copertina editoriale muta con sovraccoperta. Piccolo difetto, restaurato, nella parte inferiore del dorso della copertina e mancanza, reintegrata, nella parte inferiore del dorso della sovraccoperta. Per il resto, esemplare molto ben conservato. Il colophon riporta come anno di edizione il 1935, la sovraccoperta il 1936.
1853In-16°, pp. 31, (1), copertina editoriale con titoli entro cornice decorata. Qualche normale segno d'uso e del tempo alla copertina, in particolare piccole mende al dorso. Alla copertina anteriore, firma d'appartenenza e data scritte da mano coeva; vignetta al frontespizio. Nell'angolo inferiore interno delle pagine, alone d'umido, più marcato alle prime, molto meno evidente alle ultime. Qualche altro segno d'umido alle pagine, per il resto, buon esemplare. Alla seconda di copertina, conservata etichetta editoriale che riporta una correzione relativa all'atto terzo. Libretto della prima rappresentazione, andata in scena il 12 marzo 1853. Personaggi e interpreti: Fernando, primo Re di Castiglia, Agostino Rodas; Gomez, conte di Gomar, Luigi Alessandrini; Diego, padre di Rodrigo, Giovanni Corsi; Rodrigo, (il Cid), Carlo Negrini; Alonzo, capitano delle guardie, Giacomo Redaelli; Climene, figlia di Gomez, Marietta Gazzaniga Malaspina; Edita, ancella di Climene, Orsolina Bignami; Cavalieri, Dame, Armigeri, Educande, Paggi, ecc. La scena si svolge in Andalusia. Le scene furono realizzate dai signori Filippo Peroni e Luigi Vimercati. Maestri al cembalo: Giacomo Panizza, Giovanni Bajetti; Primo Violino, Capo e Direttore d'Orchestra: Eugenio Cavallini; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Cavallini: Vincenzo Corbellini; Capi dei secondi Violini a vicenda: Antonio Cremaschi e Giuseppe Rossi; Primo Violino per i Balli: Gaetano Montanari; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Montanara: Luigi Brambilla; Primo Violoncello al Cembalo: Isidoro Truffi; Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Truffi: Antonio Fasanotti; Primo Contrabbasso al Cembalo: Luigi Rossi; Altro Primo Contrabbasso in sostituzione al sig. Rossi: G. Manzoni; Prima Viola: Pietro Tassistro; Primi Clarinetti: per l'Opera, Ernesto Cavallini, Benedetto Carulli; pel Ballo, Costantino Erba; Primi Oboe a perfetta vicenda: Carlo Yvon, Giovanni Daelli; Primi Flauti: per l'Opera, Giuseppe Raboni; pel Ballo, Filippo Marcora; Primo Fagotto: Antonio Cantù; Primi Corni: Gustavo Rossari, Antonio Caremoli; Prime Trombe: Marco Languiller, Carlo Erba; Fisarmonica: Francesco Almasio; Arpa: Virginia Rigamonti.
1854In-16°, pp. 32, copertina editoriale con titoli entro cornice decorata. Segni d'uso e del tempo alla copertina, in particolare un alone d'umido nella parte superiore e piccole mende al dorso. Alla copertina anteriore, firma d'appartenenza e data scritte da mano coeva, piccolo timbro ovale "Francesco Lucca - Milano" e piccolo timbro tondo "Appalto degli II. RR. Teatri - Milano"; vignetta al frontespizio, raffigurante l'aquila asburgica. Alone d'umido nel margine superiore delle prime pagine; qualche altro segno d'umido alle prime otto pagine, per il resto ben conservato. Personaggi e interpreti: Baldassarre, re di Babilonia, Emmanuele Carrion; Omar, gran sacerdote di Belo, Ippolito Bremont; Rachele, fanciulla ebrea, Clara Novello; Sara, sua madre, Gaetanina Brambilla; Daniele, profeta, Giovanni Guicciardi; Araspe, capitano delle guardie reali, Giacomo Redaelli. Cori e comparse Babilonesi: Sacerdoti di Belo; Magi; Grandi; Duci; Dame; Guardie reali; Suonatori; Danzatrici; Servi, Popolo. Ebrei: Anziani; Uomini, donne e fanciulle del popolo. Persiani: Guerrieri. L'azione è ambientata a Babilonia e nelle sue vicinanze. Le scene furono create e dipinte da Filippo Peroni e Luigi Vimercati. Maestri al cembalo: Giacomo Panizza, Cesare Dominiceli; Primo Violino, Capo e Direttore d'Orchestra: Eugenio Cavallini; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Cavallini: Vincenzo Corbellini; Capi dei secondi Violini a vicenda: Giuseppe Grossoni e Giuseppe Rossi; Primo Violino per i Balli: Gaetano Montanara; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Montanara: Luigi Brambilla; Primo Violoncello al Cembalo: Isidoro Truffi; Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Truffi: Antonio Fasanotti; Primo Contrabbasso al Cembalo: Luigi Rossi; Altro Primo Contrabbasso in sostituzione al sig. Rossi: G. Manzoni; Prima Viola: Pietro Tassistro; Primi Clarinetti: per l'Opera, Luigi Bassi; pel Ballo, Costantino Erba; Primi Oboe a perfetta vicenda: Giovanni Daelli, Cesare Confalonieri; Primi Flauti: per l'Opera, Giuseppe Raboni; pel Ballo, Filippo Marcora; Primi Fagotti: per l'Opera, Antonio Cantù; pel Ballo, A. Torriani; Primi Corni: per l'Opera, Gustavo Rossari; pel Ballo, Antonio Caremoli; Prime Trombe: per l'Opera, Marco Languiller, pel Ballo, Cornelio Freschi; Fisarmonica: Francesco Almasio; Arpa: Virginia Rigamonti.
1856In-16°, pp. 30, (2), copertina editoriale con titoli entro cornice. Qualche normale segno d'uso e del tempo alla copertina, in particolare, alla copertina posteriore, alcuni leggeri aloni d'umido e una minima mancanza nell'angolo superiore sinistro. Alla copertina anteriore, scritta "duplicato" e data vergate da mano coeva. Al frontespizio, vignetta raffigurante l'aquila asburgica. Qualche leggero segno d'umido alle pagine, lieve segno di piegatura longitudinale, per il resto ben conservato. Personaggi e interpreti: Munuza rinnegato, Baly di Gyone per il Re di Cordova, Pietro Tagliazucchi; Veremondo, già governatore di Gyone sotto i primi Re d'Asturia, Leone Giraldoni; Romilda, figlia di Veremondo, Carlotta Carrozzi; Giffredo, figlio di Veremondo, Giuseppe Renzi; Omar, Ufficiale di Munuza, Luigi Alessandrini; Un muezino, ossia gridatore Arabo, Giuseppe Bernasconi; Cristiani, Uomini e Donne; Soldati Arabi; Claustrali; Cavalieri Arabi; Soldati del Re Ramiro. Da pagina 5: "La scena è in Gyone. Epoca 842 dell'era Cristiana". Maestri concertatori: Giacomo Panizza e Alberto Mazzucato; Altro Maestro: sig. Secchi; Primo Violino, Capo e Direttore d'Orchestra: Eugenio Cavallini; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Cavallini: Vincenzo Corbellini; Altro primo sostituto al sig. Corbellini, Antonio Melchiori; Primo dei secondi Violini: Gaetano Montanara; Primo Violino per i Balli: Antonio Cremaschi; Altro primo Violino, in sostituzione al sig. Montanara: Luigi Brambilla; Primo Violino dei secondi per il Ballo: Fortunato Ferrari; Prime Viole: per l'Opera, Pietro Tassistro; pel Ballo, Giovanni Mantovani; Primi Violoncelli a vicenda per l'Opera: Alessandro Pezze e Isidoro Truffi; Primo Violoncello per il Ballo e sostituto ai suddetti: Antonio Fasanotti; Primo Contrabbasso al Cembalo: Luigi Rossi; Sostituto al medesimo e Primo Contrabbasso per il Ballo: G. Manzoni; Sostituti ai suddetti: Alessandro Moja e Nestore Motelli; Primi Flauti: per l'Opera, Francesco Pizzi; pel Ballo, Filippo Marcora; Ottavino: Ercole Pellegrini; Primi Oboe: per l'Opera, Giovanni Daelli, per il Ballo, Cesare Confalonieri; Primi Clarinetti: per l'Opera, Luigi Bassi; pel Ballo, Costantino Erba; Primi Fagotti: per l'Opera, Antonio Cantù; pel Ballo, A. Torriani; Primi Corni: per l'Opera, Gustavo Rossari; pel Ballo, Antonio Caremoli; Prime Trombe: per l'Opera, Marco Languiller, pel Ballo, Cornelio Freschi; Primi Tromboni: Luigi De Bernardi e Enrico De Bernardi; Bombardone: Ambrogio Castelli; Arpa: Virginia Rigamonti; Organo e Fisarmonica: Francesco Almasio; Timpani: Carlo Sacchi: Gran cassa: Gaetano Rossi.
1864In-16°, pp. 32, copertina editoriale con titoli entro cornice. Qualche normale, leggero segno d'uso e del tempo alla copertina. Alla copertina anteriore, firma d'appartenenza e data scritte da mano coeva e timbro ovale dell'"Impresa dei RR. Teatri Brunello e Zamperoni - Milano". Nel margine inferiore di tutta la pubblicazione, copertine comprese, timbro a secco, presumibilmente dell'editore, "T. R. 61/5". Qualche leggero segno d'umido alle pagine, per il resto ben conservato. Personaggi e interpreti: Alcandro, sacerdote d'Apollo in Leucade, Luigi Rossi De Ruggero; Climene, sua figlia, Olga Olgini; Saffo, Elvita Demi; Faone, Carlo Bulterini; Dirce, Eleonora Parodi; Ippia, primo degli Aruspici, Giacomo Ruda; Lisimaco, Luigi Alessandrini; Aruspici; Ancelle di Climene; Cittadini greci; Popolo di Leucade; Guardie sacre; Citaristi e Neocori. L'avvenimento ha luogo in Grecia; la prima parte ad Olimpia, le altre in Leucade: l'epoca rimonta alla XLII Olimpiade. A pagina 3 troviamo l'indicazione "La Poesia è di Salvadore Cammarano".