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1557In-8°; cc. (4), 31, (13), capilettera figurati; legatura in cartonato, Fori e qualche galleria di tarli passanti, che non intaccano il testo. Edizione originale della traduzione in latino di Maslowski della nota e fortunata opera dell’oratore greco Demetrio di Phaleron, allievo di Teofrasto, sullo stile e l’eloquenza, con alcuni capitoli sui caratteri. Seguono gli Scholia sul de Elocutione, di Maslovio (1530-post 1590), grecista polacco all’Università di Padova. La dedica è a Ioannes Praerembio.
1639Best.-Nr. 2327DBParis, Jean Camusat, 1639. Kl.-4°. (8), 555 (3) S. Kalblederband der Zeit mit Rückenvergoldung. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, 2327D (berieben und bestossen).
1591Best.-Nr. GR877Petit in-8o, deux titres relies ensemble. A) Lipsiae, Abr. Lambergi, 1591. xvi et sign. A1-Y8 avec marque d'imprimeurs au colophon. B) Ingolstadii, Dav. Sartirii, 1613, i, 133, i p.Double texte grec-latin, initiales gravees, mouillure legere au texte, insription manuscrite a la page du t., petit manque a une marge de qq feuilles. Reliure contemp. plein velin estampe, un peu sali. Pas dans le Brunet, mention au Hoffmann III, 520
Best.-Nr. SONG0415503558Used: Good unknown
1618In -4°, pp. (22), 221, legatura in pergamena molle, titolo manoscritto al dorso. Prima edizione di questo manuale sulla lingua volgare, scritta e parlata: rivolto al sovrano (e ai suoi collaboratori), l’autore non si limita a suggerimenti linguistici, ma nell’ultima parte il trattato sconfina nella politica e nella diplomazia. L’autore (1574-1630), priore di Urbino e accademico della Crusca.
1639Best.-Nr. 2327DBParis, Jean Camusat, 1639. Kl.-4°. (8), 555 (3) S. Kalblederband der Zeit mit Rückenvergoldung. (berieben und bestossen).
1571Volume in 4° antico, legatura originale in pergamena floscia, titolo calligrafico al dorso, bianche, frontespizio con grande marca silografica, prefazione del Piccolomini, tavola dei capitoli, (16) 292 (2) pp.. Ottima, importante traduzione in volgare dei libri della Retorica del grande stagirita, giudicata fra le più attente e chiarificatrici, ad opera del Piccolomini, emerito filosofo dell'Università di Padova ed anche scrittore ed astronomo di gran fama. Bella edizione ottimamente stampata dal De Franceschi su carta forte e croccante, ed ornata da capilettera e testatine xilografici. La copia lamenta una traccia di tarlo al margine bianco superiore di alcune pagine centrali, che solo raramente lede qualche lettera di testo; ed alcuni punti di legatura anteriore hanno ceduto lasciando libere le due prime carte bianche, per il resto volume integro e ben legato, interno fresco e pulito. Edizione rara ed importante.
1570Best.-Nr. 63191570 Lyon apud antonium gryphium 1570 In16 relié plein parchemin 296 pages plus Ioan Michaelis bruti animadversiones in IIII libros rhetoricorum incetti auctoris ad c herennium non paginé (55 pages) relié dans le même volume : Ciceronis (MT) Fragmenta ab andrea pattricio colecta, in quattuor tomos digesta index rerum verborum cpiosissimus - apud antonium gryphium 1570 - 149 pages plus index non paginé (12 pages).
1793Best.-Nr. 1219821793 Chez Fr. Dufart, Imprimeur-Libraire - L'an II de la République (1793-1794) - Six volumes in-16, reliure d'époque plein veau blond, dos lisse avec filets et étiquette de titre et de tomaison verte, encadrement des plats en doré - 224 pages + 205 pages + 284 pages + 287 pages, suivies de neuf planches dépliantes en fin d'ouvrage (numérotées de I à IX) + 216 pages + 292 pages
1614Coloniae Allobrogum, apud Samuelem Crispinum 1614 (Samuel Crispin). Très fort In-12 plein-veau postérieur (début XIX°) dos lisse orné de filets et fleurons dorés, tranches rouges. 1276 pages. Marque d'imprimeur en page de titre. Lettrines. Ex-libris manuscrit en page de titre. Le nom de l' imprimeur a été rayé et quelques lignes soulignées anciennement. Deux petits manques de cuir en dos. Mouillure pale sur le haut des premiers feuillets. L'ouvrage a du, à une époque ancienne, étre tenu fermé par de larges lacets voir des élastiques ce qui a laissé des traces sur le cuir sans grande gravité. Malgré les défauts signalés bon exemplaire.
1614Best.-Nr. 99912562Coloniae Allobrogum, apud Samuelem Coloniae Allobrogum, apud Samuelem Crispinum 1614 (Samuel Crispin). Très fort In-12 plein-veau postérieur (début XIX°) dos lisse orné de filets et fleurons dorés, tranches rouges. 1276 pages. Marque d'imprimeur en page de titre. Lettrines. Ex-libris manuscrit en page de titre. Le nom de l' imprimeur a été rayé et quelques lignes soulignées anciennement. Deux petits manques de cuir en dos. Mouillure pale sur le haut des premiers feuillets. L'ouvrage a du, à une époque ancienne, étre tenu fermé par de larges lacets voir des élastiques ce qui a laissé des traces sur le cuir sans grande gravité. Malgré les défauts signalés bon exemplaire.
Best.-Nr. DADAX1855068168New unknown
Best.-Nr. DADAX0415217385New unknown
Best.-Nr. 77040aafLeignitz und Leipzig: Bey David Siegert 1785, 1786, in-8vo, XIV + 1 Bl. (Inhalt) + 406 S. / 2 Bl. + 360 S., original Halb-Lederband. Titel u. Bandnr. -Schildchen am Rücken, Kapitale etwas abgefriffen, Ecken minimal bestossen insgesamt schönes Exemplar.
Best.-Nr. 50253aafPatavii, ex typographia seminarii, apud Joannem Manfrè, 1742, sm. in-8vo, title pages with printer's device, corner of front white endpaper cut off (hw. former owners name), vellum bindings, gilt lettered red title labels on spines, red edges. Excellent copy. In nice contemp. vellum bindings
1771Best.-Nr. 8784Paris, J. Thomas Herissant fils, 1771. 6 volumes grand in-4, en cartonnage moucheté sable, pièce de titre fauve, non rogné.
Best.-Nr. 64814aafParisiis, apud Marcum Bordelet, (de l'imprimerie de Gissey) 1747, kl. in-8vo, VII + 386 p. / 1 f. + 415 p. / 1 f. + 408 p., lég. tache d'eau princip. marg. dans la dern. partie du 1re et 3e vol., étiquette d'un ‘Cabinet littéraire de l'Institut de Jos Rausis à Martigny’ à l'intér. des plats devant, exlibris et nr. de bibl. ms. et cachet de bibl. sur les titres, reliure en veau marbré, pièces de titre rouge au dos, dos ornés en or, plats encadrés d'un filet et motif floral, médaillon doré au centre des quatre plats, ceux du plat devant portent le texte doré ‘Respublica Vallesiana Benè Meritis’, ceux du plat derièrre portent ‘IHS’ surmonté d'une croix, Bel exemplaire.
1574In 24 (cm 9 x 14,5), pp. (16) + 299 (ma 297) per errore di numerazione dell'ultima pagina + 42 + (1 bianca). Legatura settecentesca in piena pergamena. Terza edizione dello stesso anno della prima stampata a Milano, presso Da Ponte (la seconda, di pochi giorni successivi alla prima milanese, e' di Verona). La Rhetorica ecclesiastica di Agostino Valier, vescovo di Verona, fu uno degli scritti teorici piu' importanti per l'elaborazione di un'omiletica - ramo degli studi teologici cristiani che si occupa dell'arte e della teologia della predicazione - borromaica. Si tratta di un manuale di retorica ecclesiastica che conobbe varie ristampe. Valier dedica quasi tutto il secondo dei suoi tre libri di Rhetorica ecclesiastica alla commozione sostenendo, contro le dottrine stoiche, che vi sono passioni buone da stimolare e sostenere. Senza la commozione, l'orazione e' per Valier 'ingrata et exanguis'. L'A. raccomanda inoltre l'unita' tematica nell'omelia.
1698Rarissima edizione latina del 1698 del celebre trattato di retorica dell'allocuzione del drammaturgo storico e letterato Emanuele Tesauro (1592-1675). L'opera è «una pietra miliare sul cammino della storia dell'estetica». In esso il Tesauro, muovendo dal terzo libro della Retorica aristotelica, studiò la natura propria dell'arguzia e le figure del linguaggio, offrendo una trattazione sistematica del concettismo profonda e coerente, superiore a quella, pur celebrata, di Baltasar Gracian che egli certamente conobbe. «la trattazione più completa, anzi più minuziosa e largamente esemplificata di quel canone d'arte che fu il fu il ''concettismo''., vi s'intravede l'aspirazione alla conquista dell'estetica moderna, che è l'autonomia della creazione artistica» (Renda-Operti, Diz. letter. ital., p. 1145-6). Prefazione firmata dal traduttore Kaspar Corber (m. 1700) con le iniziali S.P.D. Antiche note manoscritte. In buone condizioni e completo. Copertina in piena pelle coeva con titolo manoscritto al dorso in buone condizioni con usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni. Pagine in buone condizioni con fioriture. Lievissima rottura al frontespizio. In 8. cm 20,5x18. Pp. (24)+734+(18).Very scarce latin edition of 1698 of the famosu treaty of rhetorics of allocution by the dramawriter historian and letterate Emanuele Tesauro (1592-1675). Prefation signed by the translator Kaspar Corber (m. 1700) with initials S.P.D. Antique handwritten notes. In good conditions and complete Leather coeval cover with handwritten title in the spine in good general conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Pages are in good conditions with foxing. Light crack in the title page. In 8. cm 20,5x18. Pp. (24)+734+(18).
1584In-4°; due tomi in un volume, ogni libro ha il proprio frontespizio con marca tipografica incisa su legno; cc. (12), 284, 1 cb, 131, 1 cb. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Ottimo esemplare. Questa ultima edizione è la più completa e corretta; costituisce una summa dell’arte retorica del tempo, con discorsi di politica, di elogio, gratulatorie; tra gli autori Benedetto Varchi, Pietro Bembo, Pietro Vettori, leonardo Salviati.
1541Pagine: 4+176+60 fogli . Illustrazioni: Al frontespizio marca editoriale raffigurante una donna con lancia e testa mozzata in sommità della stessa. Motto PARS FORTUNA LABORI . Formato: 16° . Rilegatura: Cartonato rosso moderno in similpelle rossa, con scritte in oro al dorso. Al frontespizio segno nel margine interno di antico restauro, che brunisce un centimetro lungo tutta la pagina, verticalemnte. . Stato: Discreto . Caratteristiche: Esemplare integro nelle pagine, molto rifilato, soprattutto nella parte alta, quasi senza margine. Frontespizio con firma (a penna blu) di un precedente proprietario. Piccolo strappetto nell'indice iniziale, senza mancanza di carta .
1686Best.-Nr. 8768Paris, Sebastien Mabre-Cramoisy, 1686. In-18 de [12]-243-[21] pages, pleine basane brune, dos à nerfs orné de filets et fleurons dorés, pièce de titre absente, roulette dorée sur les coupes, tranches rouges. Coiffes et coins frottés, petite fente au mors inferieur, un cahier légèrement déboîté.
1547In 4° (); (40), 679, (1) pp. Legatura in cartoncino molle seicentesco con titolo manoscritto da mano coeva al dorso. Piccola e leggera brunitura al margine basso delle ultime 4 carte. Una ventina di carte leggermente ed uniformemente brunite a causa della qualità della stessa e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Stemma xilografio di Giolito al frontespizio con fenice tra le fiamme che si sprigionano da un’anfora,con la testa volta al sole con motto “Vivo morte refecta mea; Semper eadem”, la fenice è ripetuta anche all’ultima pagina.Titolo e autore chiosati da mano coeva in elegante grafia ai tagli. Bellissima veste grafica con testatine, finalini e grandi iniziali xilografiche ornate ed animate. Seconda edizione dei Giolito di questo classico latino del grande oratore e maestro di retorica Marco Fabio Quintiliano (latino: Marcus Fabius Quintilianus; Calagurris Iulia Nassica, 35-40 d.C. – Roma, 96 d.C.) nella traduzione dell’umanista Orazio Toscanella celebre volgarizzatore di classici latini. Quintilaino fu autore di diverse opere ma “Il suo capolavoro – dedicato all’amico Vittorio Marcello, funzionario della corte di Domiziano, per l’educazione del figlio Geta – è l’Institutio oratoria (90-96 d.C.), cioè “la formazione dell’oratore” e del futuro uomo politico, che compendia l’esperienza di un insegnamento durato vent’anni (dal 70 al 90 ca). Scopo di quest’opera è fungere da manuale per coloro che vogliano impegnarsi nell’ars oratoria ma la Institutio oratoria è anche un trattato denso di insegnamenti pedagogici e suggerimenti didattici. Qui propone una pedagogia illuminata e innovativa, correggendo il modello tradizionale. Per esempio è contrario alle punizioni corporali, considerandole controproducenti al processo educativo. Poi ha una attenzione particolare nei confronti delle inclinazioni personali e proprie del bambino. La pedagogia si basa su un processo sistematico, che non si sviluppa per “assaggi” o frammenti ma si basa su una programmazione ben precisa e congegnata, per questo definita “enciclopedica”, che punta cioè alla formazione generale dell’allievo. È un metodo graduale, che procede dal più semplice al più complesso, dal generale alla definizione e continuo perché non ha un inizio e una fine ma dovrebbe durare tutta la vita. In questo lavoro interagiscono, oltre che l’educatore, l’alunno stesso, la scuola (che è una sorta di piccola società), la famiglia. Quintiliano riconosce nella figura materna un ruolo fondamentale nella formazione del bambino: la madre, nei primi anni di vita del figlio, deve impegnarsi il più possibile a parlar bene, in modo corretto, per far sì che non si creino lacune a livello linguistico già in tenera età. È concezione rivoluzionaria per certi punti di vista, in quanto la figura della donna era poco considerata, per quanto concerne questi compiti. È definita una pedagogia perfettiva: Quintiliano pensa e crede che ogni bambino possa diventare come Alessandro il Macedone, cioè la perfezione. Una figura da ammirare, per le sue gesta e soprattutto perché fu allievo di Aristotele (uno dei punti di riferimento di Quintiliano). Seneca invece criticò questo aspetto, perché riteneva l’immagine di Alessandro Magno totalmente immorale, spregiudicata, diseducativa, un brutto esempio da seguire in quanto il peggior modello di persona e di condottiero. È una pedagogia della parola: vero che afferma che il bambino possa diventare tutto ciò che desideri, qualsiasi tipo di persona, però l’obbiettivo finale della pedagogia proposta da Quintiliano è quella di formare il perfetto oratore. Il testo integrale dell’opera, conosciuto solo in parte nel Medioevo, si deve alla scoperta di Poggio Bracciolini”. Raro. Cfr.: IT\ICCU\RMLE\001811.
1561A Cura: Nannini Remigio (1521-1581) . Traduzione: Nannini Remigio (1521-1581) . Prefazione: Nannini Remigio (1521-1581) . Edizione: Prima edizione . Pagine: 1+VIII+483+1 Fogli . Illustrazioni: Marca editoriale al frontespizio (fenisce che esce da urna) e al colophon, fregi, capilettera ornati con scene illustrate. . Formato: 8° . Rilegatura: Pergamena coeva con taglio al dorso, restauro necessario per rilegare i primi 8 fogli uniti alla pergamena ma staccati dal resto del corpo. . Stato: Discreto . Caratteristiche: Dimensioni cm. 21,3*14,5 Alla prima pagina firme d'appartenenza (Gioja Decimo). Due fori in frontespizio, con perdita di due lettere e mezza paola. Altri segni di tarlo nel margine centrale e inferiore in alcune pagine, non inficiante la lettura. Bruniture. Utile l'indice degli autori dele orazioni (Dione, Senofonte, Dioniso di Alicarnasso, Quinto Curzio, Appiano Alessandrino, Tito Livio, Sallustio, Egesippo, Procopio di Cesarea, Sassone Grammatico, Leonardo Aretino, Poggio Fiorentino, Paolo Emilio da Verona, M. Bernardo Corio nobile Milanese, Historie Fiorentine, Monsignore Agostino Giustiniano Genovese, Galeazzo Capella, Monsignor Paolo Govio) .
1606Rilegato con “De usu antiquae locutionis libri duo” (Anversa, 1606) e con “De operis servorum liber” (Anversa, 1608). In -8°, pp. (4), 336, 158, 107, (3); piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Popma è teorico della sinonimia, fra i più citati nella prima edizione del Dizionario dei sinonimi del Tommaseo (1830), che fa riferimento proprio al “De differentiis verborum”. Popma was a theoric of synonyms, one of the first scholars facing this question.