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1976cm. 18 x 25, 284 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi 574 gr. 284 p.
8°, br. edit. decorata a stampa, pp. 24.
1559In-folio, pp. (32), 563, leg. settec. p. perg. rigida, tit. ms. al dorso. Grande marca tipogr. sul front., graziose testatine, iniz. e fregi silogr., testo in nitidissimo car. corsivo. Dedica dell'a. al ''Cardinale di Ferrara'' (Ippolito II d'Este). Seconda edizione di quest'opera, ''primo trattato di Rettorica che si avesse in lingua italiana''. L'immediato successo e ''lo spaccio sì pronto'' della prima ediizone costrinsero il Giolito a ristampare l'opera ''che uscì nell'anno stesso..., la quale, per essere corretta ed in più luoghi migliorata dall'autore stesso, è degna d'essere preferita'' (Bongi II, p. 72-76). Il Cavalcanti (Firenze 1503 - Padova 1562) fu letterato ed uomo politico, al servizio di svariati eminenti personaggi dell'epoca. Ottimo esempl. di opera impressa con notevole cura (timbro ed ex-libris ms. sul tit., lievi ingialliture agli ultimi 8 ff.).. BMC 162. Gamba 1307 (terza ediz.)..
2003Giuseppe Parini Prose I: Lezioni Elementi di Retorica. Milano, Edizioni universitarie di Lettere Economia e Diritto 2003 italian, 438 Opera con copertina morbida in brossura con alette, 7 tavv. in b/n. sto10
1529[Postincunabolo- Legatura] (cm34) Bella e accattivante legatura originale, in piena pergamena con unghie ( Rinforzate in antico) e tracce di lacci. Nervi in pelle bianca (soatto) in parte esterni, sguardie non incollate che lasciano in vista il dorso frammenti di codice membranaceo del XIII sec. Manoscritti e rubricati a tempera. Titolo manoscritto al dorso e al piatto anteriore. -cc. 8nn., cc.198, c. 1 nn., cc.54 + c.1nn. con l'errata. Registro e al verso la stessa marca tipografica del frontis. Carattere romano, 42 linee, varie parole in greco, capilettera figurati. Edizione originale, curata dal J. Sichardus, veramente rara, di grande bellezza tipografica e ben completa delle due parti con in fine 19 capitoli delle "Declamationes" che pur non essendo di Quintiliano, sono state conservate sotto il suo nome. Dopo l'editio princeps del 1470 in Roma per cura di Joan. Antonii Campani, questo celebre trattato di retorica ebbe molte pubblicazioni e recensioni; è una delle più eccellenti opere che possediamo dell' antichità romana. L'autore ebbe successo e fama ed annovera fra i suoi scolari Plinio il giovane, Alcuni fili di tarlo ben restaurati all'angolo basso bianco, all'interno di alcune carte, ben lontno dal testo, lieve alone all'estremo margine bianco basso, altrimenti esemplare veramente bellissimo, nitido e a grandi margini, impresso su carta grave con tracce di coloritura originale ai tre tagli. * Graesse V 526 con collazione e note; * Biblioteca Panizzi 4847; * Moranti "Cinquecentine di urbino" 2848; * Adams Q 29; * BM:STC. German 721.[f68] Libro
1662In -4°, pp. 16. Mezzo marocchino e carta marmorizzata. Quest’orazione funebre, pubblicata dal rettore dell’Università di Firenze, potrebbe essere materiale didattico o di esame. La colonna di testo, insolitamente stretta e decentrata, lascia un ampio margine per le note. Provenienza Feltrinelli.
1618In -4°, pp. (22), 221, legatura in pergamena molle, titolo manoscritto al dorso. Prima edizione di questo manuale sulla lingua volgare, scritta e parlata: rivolto al sovrano (e ai suoi collaboratori), l’autore non si limita a suggerimenti linguistici, ma nell’ultima parte il trattato sconfina nella politica e nella diplomazia. L’autore (1574-1630), priore di Urbino e accademico della Crusca.
IL CORRIERE FOTOGRAFICORivista mensile illustrata - Direttori Achille Bologna e Stefano Bricarellibuone condizioni (145g) E20053 I
2000DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. DIONE DI PRUSA (c. 40 d. C. - c. 110 d. C.) è uno dei più interessanti intellettuali del periodo greco-romano della letteratura greca. Già in epoca antica la sua eloquenza gli meritò il soprannome di Crisostomo, «bocca d’oro». Degli ottanta discorsi pervenutici furono particolarmente conosciuti in età bizantina i primi quattro, intitolati "Sulla regalità", i quali esercitarono una notevole influenza sulle successive teorie politiche fino all'epoca rinascimentale. L'orazione "In Atene, sull'esilio" - qui presentata - è fondamentale per la ricostruzione della biografia dell’oratore: il suo principale argomento è l’esilio al quale Dione fu condannato dall'imperatore Domiziano. Il tema dell’esilio aveva assunto già da tempo significative implicazioni filosofiche, particolarmente in ambito cinico-stoico. Alfredo Verrengia nato a Salerno nel 1967, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno, docente di latino e greco nei licei, è già autore di due saggi sulla tradizione manoscritta di Dione, pubblicati in «Eikasmos. Quaderni Bolognesi di Filologia Classica» (1997) e «Studi Classici e Orientali» dell’Università degli Studi di Pisa (1998). Descrizione bibliografica Titolo: In Atene, sull'esilio: (or. XIII) Autore: Dione di Prusa (Chrysostomo) Curatore (Introduzione, testo critico, traduzione e commento): Alfredo Verreggia Presentazione di: Italo Gallo Editore: Napoli: Guida Editori, 2000 Lunghezza: 183 pagine; 23 cm ISBN: 8871883829, 9788871883823 Collana: Volume 20 di Lettere italiane. Studi e ricerche Soggetti: Letteratura greca, Esilica, alto imperiale, Seconda Sofistica, Orazioni filosofiche, Dialoghi, Sulla tirannide, Diogeniche, Declamazioni mitologiche, Filologia classica, Letteratura antica, Arte oratoria, Retorica, Intellettuali greci, Erudizione, Cinismo, Stoicismo, medievale, Critica letteraria, Studi, Classici, Die griechischen Schreiber des Mittelalters und der Renaissance, Scuole socratiche minori e filosofia ellenistica, Greek Manuscripts of the Thirteenth and Fourteenth Centuries, Antichità romane, Criteri ecdotici, Stemma codicum, Bibliografia, Discorso Troiano e Discorso Olimpico, Discorso funebre per Melancoma, amasio dell'imperatore Tito, Elogio della Chioma, Sinesio di Cirene, Tempe, Memnone, Elogio del pappagallo, Elogio del moscerino, Elogio di Eracle e di Platone, Rhetorike philosophousa, Dio von Prusa. Der Philosoph und sein Bild, essays, Retori greci antichi, Politica Parole e frasi comuni 80 orazioni anacoluto Antistene Areta Arnim assenti atticisti Bitinia Budé C. P. Jones Clitofonte Clitoph Cobet codice Cohoon collazione congettura contaminazione corpus Emperius Desideri Dindorf Diogene di Sinope Dione Crisostomo Dione di Prusa dioneo Dionis Chrysostomi discorso socratico Domiziano emendamento Emperius Euripide Erodoto errori congiuntivi esilio filologo Filostrato foziano Geel Herwerden Iacobs esilio oratore lacuna Leben lezione medesimo Menchelli Morel Naogeorgus Parisinus passo Platone quaternione Reiske Schmid Sciti scolio scriba seguente Sidebottom sigla Socrate Sonny studioso Temistio terza famiglia testo tipico Toletanus varianti verbo vergato Verrengia Vindob Wenkebach
1847Firenze, Fraticelli, 1847. Piacevole mezza pelle dell'epoca con fregi e titolo dorati al dorso; taglio marezzato blu. pp. 100, (2), 197, (2), 1c.b. Si unisce: Soave Francesco. Istituzioni di rettorica e belle lettere tratte dalle lezioni di Ugone Blair, ad uso delle scuole d’Italia. (mm. 136). Mezza percallina d'epoca, titolo dorato al dorso. pp. 381, 1 c.b. Firenze, Fraticelli, 1847. Opera divisa in tre parti: il ben parlare, figure, tropi, sullo stile; dell'arte oratoria e degli altri generi del comporre in prosa; dell'arte poetica e de vari generi del comporre in verso.
1997DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Analisi della conversazione e prospettive di ricerca in etnometodologia: atti del Convegno internazionale di Urbino, 11-13 luglio 1994 Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Aurelia Marcarino Editore: Urbino: Edizioni QuattroVenti, 1997 Lunghezza: 307 pagine; 22 cm; ill. ISBN: 8839204245, 9788839204240 Collana: Università di Urbino. Scienze umane. Atti congr. Language: Texts in English, French, Italian Lingua: Testi in Inglese, Francese, Italiano Soggetti: Conversazioni, Psicologia sociale, Sociolinguistica, Congressi, Relazioni sociali, Discorsi, Interazioni, Comunicazione, Linguaggio giuridico, Informale, Sociologia, Lingua, Retorica, Oratoria, Buone e cattive notizie, Pragmatica, Analisi discorso, Semiotica, Struttura sociale, Scienze sociali, Interviste, Colloqui, Comprensione, Dialoghi familiari, Identità, Interrogatorio, Regole, Interazione verbale, Rappresentazioni, Michael Lynch, David Bogen, Reinventing Cognitive Sociology, Carolyn Baker, Jayne Keogh, Mapping Moral Orders in Parent Teacher Interviews, Acting, Action, Ethnomethodology, Congresses, Phenomenological sociology, Conversation analysis, Interviewing, Analyse de la conversation, Congrès, Ethnométhodologie, Conversation, Kongress, Konversationsanalyse, Italienisch, research in ethnomethodology, Speeches, Interactions, Communication, Legal Language, Informal, Sociology, Language, Rhetoric, Oratory, Good and Bad News, Pragmatics Parole e frasi comuni action analysis anziana assessment atto azione Barry's Bologna Brassac caller Cambridge caretaker caso categorie cognitive comune contesto conversation Conversation Analysis conversationnel conversazione corso counterfactual conditionals Coupland cours credenza interazione intervista deux Dialogic repetition dialogica difesa discorso discourse domanda Donna Logan donne esempio Ethnomethodology être exemple formulation Garfinkel Goffman gruppo Heritage illocution interaction interpretation interviewers intervista interaction language Leslie luogo modalità modo moral non-voyant parlare parole participants particular passants player potere Press problem processo pubblico ministero question regola relazioni responsibility ricerca Ricercatore risposta rogatoria ruolo Sacks Schegloff senso sequence sequential sequenza Soccer social Sociology soggetto Sormano stato stessa struttura Studies talk teacher tipi topic tribunale Trognon turn turno utterance Vanderveken visuelle
1509In -4°, cc. (20), carta colorata. Prima edizione della traduzione di Giovanni Cattaneo del Panegirico di Isocrate: questo libro è giudicato come la prima testimonianza della presenza dell’umanista a Roma (v. Dbi, s.v.). Giovanni Maria Cattaneo, umanista nato a Novara verso la metà del XV secolo e morto intorno agli anni Trenta del secolo successivo, trascorse molto tempo a Roma, dove entro in contatto con il mondo culturale e strinse un sodalizio con lo stampatore Mazzocchi: questa traduzione è la sua prima pubblicata dall’editore romano e anche il suo testo in generale più noto. The first edition of Cattaneo’s translation of Isocrates’ Panegyric: this book is considered as the first evidence of the presence of Cattaneo in Rome. Giovanni Maria Cattaneo was a humanist, born in Novara in the second half of XV century and dead around 1530. He spent much time in Rome, where he kept in touch with the contemporary cultural world and got along to the printer Mazzocchi: this translation is his first one published by the Roman editor and, in a wider sense, his better known text.
1732In -4°, pp. (20), 82, (2). Marocchino, fregi dorati ai piatti e al dorso. Il conte Enrico Trivelli (1709-1737) fu un turbolento intellettuale e poeta napoletano, con ascendenze abruzzesi. La famiglia era di Vasto, ma trasferitasi temporaneamente a Napoli, dove nacque Enrico, che però compì gli studi nella cittadina abruzzese, dove la famiglia era tornata pochi anni dopo la sua nascita. Tornò a Napoli e poi andò a Roma dove, indebitato e in ristrettezze, si impiegò come copista presso la bottega di Martorello e Martino Dominici. Autore di poesia umoristica, satira, pasquinate, dialoghi irriverenti fra cardinali, sonetti contro la Chiesa cattolica e opere politiche. Si attirò il dispetto delle autorità politiche ed ecclesiastiche, compreso Clemente XII, e fu decapitato davanti a Castel Sant’Angelo, “per composizioni di scritture malediche e sediziose contro il Pontefice della Santa Sede”. Questo trattato è l’unico vero e proprio volume pubblicato dal Trivelli, che nello stesso anno aveva pubblicato anche un opuscolo celebrativo proprio di Clemente XII (la “Canzone del conte Errico Trivelli per l’esaltazione di N.S. Papa Clemente XII”, Firenze, 1732, della quale però non si conoscono copie complete): il trattato in sé è un fitto concentrato di erudizione retorica e letteraria, nel quale spicca l’affollamento di riferimenti, di citazioni e di autori rammentati, sia nell’ambito della composizione in volgare (da Dante, Petrarca, Ariosto, a Castiglione, Sannazzaro, Marino “e i suoi poco giudiziosi seguaci”), della critica (Valla, Muratori), degli autori classici (l’elenco dei citati è impressionante considerata la relativa esiguità del testo; numerose le citazioni composte in caratteri greci). Al di là dell’intento esibitorio condotto nel testo dal giovane Trivelli nei confronti del lettore, sono numerosi gli spunti e i dettagli originali, nell’arco del trattato: un esempio su tutti può essere la segnalazione di un’“improprietà” in un componimento del Sannazzaro (“non condonabile” la definisce T.), la seconda egloga, in cui il poeta pecca di superficialità nel tempo della narrazione, visto che la notte subentra al “mezzo giorno”, secondo Trivelli, “in brevissimo spazio di tempo, in cui appena Montano, ed Uranio avevan potuto far un colloquio di pochi versi”: la parte più originale del libro è proprio quella in cui l’autore, ambizioso e “scapestrato” si dedica a criticare speciosamente alcuni passi di autori, senza risparmiare dalla sua lente Ariosto, Tasso, Ovidio e via dicendo. L’urgenza di ottenere riconoscimento è peraltro confermata dalla collezione di testi che fanno da prefazione alla “Lettera” vera e propria, firmati Matteo Egizio (con lettera e replica dell’autore, a sua volta inclusa nel volume), Tommaso Bugassi, Matteo Piccoli Lettor Celestino. Nobile e letterato di area napoletana, il Francesco Caraffa (sc. Carafa) destinatario della “lettera” aveva pubblicato nel ’30 una poderosa raccolta di “Rime varie… Composte nella sua solitaria dimora nel monte Caprario della baronia di Formicola” (Firenze, 1730). Una nota manoscritta al recto del foglio di guardia anteriore recita “Ad usum Friderici Valignani ex dono Authoris…” Valignani (Chieti, 1700 – Torrevecchia Teatina, 1754) era considerato un letterato piuttosto illustre, che ebbe contatti con molti personaggi importanti dell’epoca (uno su tutti il Muratori, citato moltissime volte nella “Lettera” del Trivelli), e nel 1720 aveva fondato la “Colonia Tegea” dell’Arcadia Romana (accademia nella quale era stato accolto anche Trivelli, a Roma, col nome di Idasio Nivalgo. D’interesse la pagina degli imprimatur, che chiude il volume, e comprende la nota di approvazione del Vico. La nota manoscritta che precede il volume prosegue – da altra mano – “Qui Roma ob satyram in Clementem XII Pont: Max severi percussus fuit frustra ante mortem elegenti carmine eniam petente quam tamen assecutus fuerit a clementis principe si ipsa carmina ad aures opportuno tempore pervenissent.” Count Enrico Trivelli (1709-1737) was a turbulent thinker and poet, from Naples but with ancestry from Abruzzo, in Central Italy. In Rome, where he was living in poverty, emploied himself as a copyst in Dominici Brothers’ typography. Humour and satyric writer, he clashed against Vatican, included pope Clemente XII, and he was beheaded in front of Castel Sant’Angelo because of his “seditious” compositions against the Pope. This work is the only real volume ever published by Trivelli: it’s a dense concentrate of rethorics and erudition, with a large number of captions and mentions of authors from Italian, Latin, Greek and classic tradition. Beyond its meaning to exhibit knowledge, the book contains some original thoughts and interesting details. A manuscript note before the title page: “Ad usum Friderici Valignani ex dono Authoris…” Valignani was a well considered literary man with relations with many contemporary important personalities (as the Muratori, for instance). On “imprimatur” page there’s also the authorization to print by Giovan Battista Vico.
1568In-12°; seconda e migliore edizione delle opere complete, comprende in prima edizione il secondo volume; pp. (36), 322, (2); 155, (1) tre legni nel testo, al frontespizio e all’ultima pagina marca tipografica, capilettera incisi su legno. 2 tomi in un volume, ciascuno con un proprio frontespizio; legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Contiene: Discorso in mteria del suo theatro, L’idea del Theatro, Trattato delle materie (sull’eloquenza), Trattato della imitatione, Oration prima al re christianiss. di Francia per il vescovo palavicino, Oratione seconda, Rime, De verbi semplici (in cui parla anche della traduzione e delle figure retoriche), Lettere a Marc’Antonio Flaminio, Pietro Aretino, a una anonima Signora (con una tavola in alfabeto ebraico e una tavola di anagrammi del nome Lucretia); nel secondo: La topica overo dell’elocutione, Discorso sopra l’idee di Hermogene, La Grammatica, Espositione opra il primo e secondo sonetto di Petrarca. Giulio Camillo, detto Delminio, (Friuli nel 1480 circa - 1544) fu umanista, filosofo, letterato e scrittore; si interessò di retorica e oratoria, mnemotecnica e cabala. Tutte le sue opere furono pubblicate postume. Adams S 454; Gamba 1283; Cicognara 754; Young p. 56, Yates p. 174. giolito giulio camillo delminio teatro theatre retorica eloquenza poems poesia traduzione, translation anagrammi grammatica petrarca memoria mnemotecnica memory
1770In-8°; pp. 164, (2), legatura in mezza pergamena con tassello e titolo in oro al dorso. il nome dell’autore, Cesare Beccaria Bonesana (Milano 1738 - 1794) , è in fondo alla dedica a Carlo. La seconda parte dell’opera annunciata nella lettera al lettore uscirà solo nel 1809. L’opera, qui in edizione originale e in forma organica, fu il frutto di alcuni studi e ricerche che Beccaria pubblicò sul la rivista il “Caffè”, e che avevano come oggetto la libertà dello stile dall’autorità della tradizione letteraria. In quest’opera l’autore teorizza il rinnovamento dei generi letterari e la maggiore aderenza delle parole alle cose. Ex libris Avv. Queirolo. Firpo II, p. 512. retorica lingua italiana italian language discorso stile style illuminismo milano critica letteraria linguistica beccaria milano
1665In-8°; PP. 168, 167, (1) nel testo finalini incisi su legno. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Timbro marginale al frontespizio.
1644In-4°; pp. (12), 386, (2), 1 diagramma f.t. ripiegato, all’ultima pagina marca tipografica incisa su legno. Testo greco e latino a fronte. Legatura in mezza pelle moderna con angoli rossa con titolo e fregi dorati al dorso.
1584In-4°; due tomi in un volume, ogni libro ha il proprio frontespizio con marca tipografica incisa su legno; cc. (12), 284, 1 cb, 131, 1 cb. Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Ottimo esemplare. Questa ultima edizione è la più completa e corretta; costituisce una summa dell’arte retorica del tempo, con discorsi di politica, di elogio, gratulatorie; tra gli autori Benedetto Varchi, Pietro Bembo, Pietro Vettori, leonardo Salviati.
1646Edizione originale. In-8°; pp. (16), 498 (la numerazione salta da p. 480 a 485), (52), (1), 2 cc.bb. Legatura in piena pergamena con titolo in oro al dorso. Piccolissimi restauri al margine interno bianco delle prime carte. Il cardinale Sforza Pallavicino (1607-67), storico del Concilio di Trento, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1637 a seguito del noviziato con Giampaolo Oliva; insegnò filosofia al Collegio Romano e si distinse per la sua produzione letteraria e la stima dei letterati del tempo. Questo suo Trattato di estetica sulla composizione e lo stile, sulla scorta di Aristotele, affronta i problemi della retorica e della poetica. L’opera è suddivisa in Stile e Dialogo, è considerata un testo cruciale per il pensiero poetico tassiano. C. Scarpati, E. Bellini, Il vero e il falso dei poeti. Tasso Tesauro Pallavicino Muratori, Milano, 1990.
1557In-8°; cc. (4), 31, (13), capilettera figurati; legatura in cartonato, Fori e qualche galleria di tarli passanti, che non intaccano il testo. Edizione originale della traduzione in latino di Maslowski della nota e fortunata opera dell’oratore greco Demetrio di Phaleron, allievo di Teofrasto, sullo stile e l’eloquenza, con alcuni capitoli sui caratteri. Seguono gli Scholia sul de Elocutione, di Maslovio (1530-post 1590), grecista polacco all’Università di Padova. La dedica è a Ioannes Praerembio.
1541In-8°; pp. 796, mancano le ultime due carte, legatura in mezza pelle con tassello al dorso, più tarda. Con molti legni e diagrammi nel testo. Seconda edizione, la prima del 1538, le Lucubrationes dell’umanista fiammingo rappresentano un’opera “enciclopedica” nel senso che raccolgono trattati nei diversi campi del sapere, di particolare interesse la sezione scientifica dedicata all’ottica, alla prospettiva, astronomia, geometria e matematica, anche per le molte illustrazioni. Sembra le la parola “enciclopedi” si trovi per la prima volta proprio sul frontespizio di quest’opera, sotto la forma di kiklopedia.
1606Rilegato con “De usu antiquae locutionis libri duo” (Anversa, 1606) e con “De operis servorum liber” (Anversa, 1608). In -8°, pp. (4), 336, 158, 107, (3); piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Popma è teorico della sinonimia, fra i più citati nella prima edizione del Dizionario dei sinonimi del Tommaseo (1830), che fa riferimento proprio al “De differentiis verborum”. Popma was a theoric of synonyms, one of the first scholars facing this question.
1735In -8°, pp. (1), XVI, 342. All’antiporta ritratto dell’autore firmato Nicolaus Billij. Piena pergamena con titolo ms al dorso.
1569In -8° pp. (8), 146, (2); mezza pergamena e carta marmorizzata, con nervi fregi e titolo al dorso; ril. con CARO, Annibal, “Rime”, Manuzio 1569, (8), 103, (9). Due rare prime edizioni: il Nazanzeno manca in Iccu e le rime del Caro sono la prima edizione postuma, curata da G.B. Caro e Paolo Manuzio. Two rare first editions, the Caro is the first edition post mortem.
1813In -4°, pp. VI, 174; cartonato. Il Cesari, purista convinto fra i più agguerriti nel dibattito linguistico dell’epoca: a questa sua inclinazione si riconduce anche quest’opera, un dialogo sulla poesia del Trecento, qui in prima edizione.