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réf. 6048Paris, Jean-Claude Lattès, 1991 15 x 24, 374 pp., cartonnage éditeur illustré, bon état
1953réf. 4362Wien, Selbstverlag, 1953. 202 S., Halbleinenband. Zustand -2, locker im Bund, Ecken leicht bestoßen.
réf. 460781Editions Guy Victor Paris 1963 In-8 ( 215 X 160 mm ) de 268 pages, broché sous couverture illustrée. llustrations in et hors texte. Bon exemplaire.
1972réf. 296551972 in-8 reliure éditeur avec sa jaquette rhodoÏd - 1972 - 637p - Ed. Fleuve Noir
réf. 33090Paris, Librairie Mireille Ceni, sans date (1957), in 12 broché, 392 pages ; traces de scotch aux première et dernière pages.
1953Editions du Dauphin 1953, In-12 broché de 297 pages. Trés bon état.
in-12, 304 pp., broche, couverture illustree Bel exemplaire. [MI-4]
1966réf. 58186Paris Albin Michel, coll. "Lettre ouverte" 1966 1 vol. broché in-8, broché, 163 pp. Edition originale. Petites rides au dos, sinon bon état.
1966réf. 58186Paris Albin Michel, coll. "Lettre ouverte" 1966 1 vol. broché in-8, broché, 163 pp. Edition originale. Petites rides au dos, sinon bon état.
1932réf. 230011Éditions de la Nouvelle Revue Critique, 1 volume broché de format 19 x 12 cm, couverture illustrée par Jean A. Mercier, 253 pages, bon état. Frais de port en supplément.
2007réf. 73152007 Berg International Editeurs (2007) - In-8 broché de 208 pages - Avant-propos de Maxime Jourdan - Exemplaire à l'état neuf
1976réf. 137511976 in-8 broché - 1976 - 376p - Ed. Fleuve Noir
1991réf. 526341991 Editions Fayard - 1991 - In-8, broché - 848 p.
réf. 50775Traumton, 2018. 4654 CD Digipack
1972réf. R260144694AUX QUAIS DE PARIS. 1972. In-12. Broché. A relier, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Intérieur frais. 252 pages. Manque le second plat et le dos coupé en 3 parties.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1956réf. RO90133500Presses Universitaires de France Edition originale Première édition 2ème édtion 1956. 1956. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pages illustrées de quelques dessins en noir et blanc. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1970réf. R240159837Librairie Mireille Ceni. 1970. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 251 pages. Petite annotation au crayon de papier en page de garde.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
in-8, 348 pp., illustrations hors texte N/B, broché, couverture illustree. Bon etat. [HI-10]
2022ill., br. Questo libro, con un fine esclusivamente divulgativo e non tecnico, si prefigge la volontà e la passione di trasmettere e far conoscere la realtà dialettale del piccolo borgo di Vagli Sopra. Nonostante il declino dei dialetti a partire dalla seconda metà del novecento, la loro esistenza continua a rappresentare tuttora un inestinguibile patrimonio storico, culturale e sociale. Questo testo non aspira ad essere null'altro che un breve e basilare approfondimento del dialetto Vaglino osservandone gli aspetti storici e linguistici a qualunque livello (fonologico, morfologico, sintattico etc) in aggiunta ad alcune osservazioni linguistiche ritenute dall'autore di rilevante interesse ed importanza per il lettore. Il fine unico ed ultimo dell'autore è quello di "lasciar traccia" di questo idioma alle future generazioni, nonché la tutela e la custodia di questo singolare ed atipico dialetto cui lo stesso scrivente è parlante nativo.
2016br.
2012ill., br. "È in dialetto che si sono espressi i genuini sentimenti del popolo di queste terre e fra questi anche il dire religioso. Trova qui spazio l'idea di dare l'avvio ad una iniziativa per raccogliere e censire le memorie della devozione popolare - le orazioni in dialetto - così come ci sono state insegnate e tramandate dai nostri padri. Del paziente lavoro di raccolta dei testi ci siamo fatti carico lanciando un appello a quanti ricordavano orazioni in dialetto, esortando a farcele pervenire. Dopo quasi dieci anni, abbiamo quindi una raccolta di versi testimonianza di una cultura parallela e spontanea, conferma delle radici cristiane della nostra gente. Patrimonio che rischiava di andare disperso o perduto: la memoria di alcuni cultori ci permetterà di non dimenticarlo e di trasmetterlo alle attuali generazioni quale significativa espressione di una comunità che, anche con la preghiera, ha raccontato se stesse." (Aldo Jani Noè ed Enrico Pagani)
2009br. Il volume porta un po' di chiarezza nella grammatica genovese, come nel caso dei verbi irregolari, aggettivi e pronomi. La grafia usata, con piccole varianti, è quella del secolo scorso. L'assenza quindi di "modernismi" colloca questo volume, nel solco della piena tradizione. La "Piccola Grammatica del Genovese" proponendo il dialetto, come arricchimento, anche per la didattica nell'educazione linguistica, diventa uno strumento utile e di semplice consultazione.
2021br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.
2015br. Dopo il successo del suo primo libro, "Parole de Terni", (Ediz. Morphema, 2014), Mario Menghini torna alle stampe con questo nuovo testo dal titolo "A Terni se dice". Con i suoi oltre mille modi di dire offre al lettore un quadro di "ternanità" in cui molti si ritroveranno, intrecciando vecchie e nuove parole con la naturalezza con cui ricostruisce parte della storia minore e viva della sua città. In ciascuno di quei detti si ritrova il sapore della vita vissuta dalle genti della sua terra e il piacere di riscoprire dove e come nascono quelle parole, quelle frasi dense di significato, e dunque le proprie radici.
2016ill., ril.