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br.
2006ill.
2015br. Questo dizionario sentimentale esibisce la destrezza da giocoliere del suo autore che lancia parole, le fa volteggiare e le riacchiappa come fossero cerchi o clave, passando dall'una all'altra senza attendere che gli si facciano domande. Per Gaetano Basile l'ironia è spontanea come uno starnuto.
2015br. I dialetti non sono forme degradate dell'italiano, ma sistemi linguistici in sé compiuti. Questo libro ne ricostruisce la storia, ne evidenzia la straordinaria ricchezza e sottolinea l'intreccio vivo che lega l'italiano alle altre varietà linguistiche del nostro Paese.
2012ill., br. "È in dialetto che si sono espressi i genuini sentimenti del popolo di queste terre e fra questi anche il dire religioso. Trova qui spazio l'idea di dare l'avvio ad una iniziativa per raccogliere e censire le memorie della devozione popolare - le orazioni in dialetto - così come ci sono state insegnate e tramandate dai nostri padri. Del paziente lavoro di raccolta dei testi ci siamo fatti carico lanciando un appello a quanti ricordavano orazioni in dialetto, esortando a farcele pervenire. Dopo quasi dieci anni, abbiamo quindi una raccolta di versi testimonianza di una cultura parallela e spontanea, conferma delle radici cristiane della nostra gente. Patrimonio che rischiava di andare disperso o perduto: la memoria di alcuni cultori ci permetterà di non dimenticarlo e di trasmetterlo alle attuali generazioni quale significativa espressione di una comunità che, anche con la preghiera, ha raccontato se stesse." (Aldo Jani Noè ed Enrico Pagani)
2009br. Il mondo eccessivo, feroce e comico dei modi di dire barbaricini.
2015br. Ogni lingua ha una diversa prospettiva per interpretare il mondo, e dunque delle parole uniche, che non esistono in nessun'altra, che non si possono tradurre direttamente. Queste gemme fioriscono ancor di più nei dialetti, e "Mai pe iabbu", se tradurre non si può, prova a raccontarne alcune del Salento. "Bbampare, iundulu, fazza Ddiu, malesciana, squariare...": di oltre 40 vocaboli ed espressioni si dà il significato, l'etimo, il modo in cui usarli, i proverbi, le citazioni. E alcune interpretazioni personali di personaggi pubblici salentini: Alessandro Barbano, Davide Barletti, Cesko degli Après La Classe, Antonio Errico, Elisabetta Liguori, Cataldo Motta, Paolo Perrone, Antonio Prete, Livio Romano, gli Scemifreddi, Simona Toma, Edoardo Winspeare. Se sono la semplificazione e l'omologazione a trionfare nel mondo globalizzato, allora vale il "Lost in translation": bisogna perdere qualcosa per ritrovarsi.
2014br. Questa nuova edizione "tascabile" del vocabolario di Camillo Brero e Michele Bonavero è un aiuto per scegliere le parole giuste, arricchire e perfezionare l'uso corretto della lingua Piemontese: Oltre 23.000 vocaboli; Grafia e pronuncia; Nomi propri; Numeri cardinali e ordinali; Regole grammaticali di base; Esempi e modi di dire.
1996brossura
2012br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
2014br. Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.
2019br. Il 17 settembre del 1915 Leo Spitzer prende servizio a Vienna presso l'Ufficio centrale della censura postale dell'esercito imperialregio, preposto al vaglio della corrispondenza dei prigionieri italiani. Dire «Ho fame» era proibito: era una minaccia per il prestigio dell'impero asburgico. Il censore Spitzer deve dunque intercettare e cassare ogni riferimento alla fame patita dai prigionieri, ma il linguista Spitzer non può lasciare che quel patrimonio di testimonianze vada perduto. Si ferma allora in ufficio oltre l'orario e copia centinaia di brani dalle lettere prima di coprire con l'inchiostro i passi incriminati. A guerra conclusa - è il 1920 - Spitzer pubblica "Perifrasi del concetto di fame": uno studio delle varianti, spesso geniali, inventate dagli italiani per non dire «Ho fame» e far comunque sapere ai propri cari che la soffrono, chiedendo l'invio di pacchi alimentari. Le lettere sono popolate da personaggi quali lo Zio Magno, Ugolino, la Signorina Uchefem, la Signora Bruttavecchia, i tenenti Spazzola, Magrini e Stecchetti. Quelle che Spitzer raccoglie sono voci di persone semplici, poco abituate alla scrittura; eppure le soluzioni, le espressioni in codice e i giochi linguistici escogitati dai prigionieri per descrivere la propria condizione sono degni di professionisti della parola. Dopo "Lingua italiana del dialogo" e "Lettere di prigionieri di guerra italiani", il Saggiatore pubblica "Perifrasi del concetto di fame", il volume che completa il trittico dedicato alla nostra lingua da Leo Spitzer. Un'opera in cui il linguista fa un grande dono all'umanità: salva le testimonianze di persone che hanno sofferto in uno dei periodi più duri della nostra storia e che senza la sua fatica la storia stessa avrebbe dimenticato, mentre ora possono sopravvivere nella memoria di tutti noi.
19428vo., First Edition, with illustrations in the text; pictorial wrappers, wire-stitched as issued, staples a little rusty else a near fine copy. Humorous glossary of RAF wartime slang. IN THIS CONDITION, A RARE SURVIVAL.
1975Volume in lingua inglese; seconda sezione. Sovraccoperta illustrata e minimamente ingiallita dal tempo con abrasioni e piccoli strappi ai margini e leggere tracce di usura da sfregamento ai piatti. Piccolo segno a matita alla controguardia anteriore e pagine minimamente ingiallite dal tempo dal testo a due colonne con rare e piccole illustrazioni in nero. Numero pagine 766. USATO
19058vo, 21.8cm. Pp. [iv],468,[2] pp. printed in double columns, vignette on title-page (reproducing medal portrait of B.), decorated initials. Modern boards lined with green vergé paper, printed title label on backstrip, orig. printed decorated wrappers bound in. Some thumbing to original covers, little foxing to few pages at beginning, very good otherwise. - Second edition, as scarce as the first of 1901, in fact a reissue of the first with addition of a supplement on pages 459-468.
1840(2)ff., 346pp. (1)f Broché sous couverture imprimée. (Manque de papier au dos et aux bords de la 2e couverture.) 1840, 1840, in-8, (2)ff, 346pp. (1)f, Broché sous couverture imprimée. (Manque de papier au dos et aux bords de la 2e couverture.), Titre rafraîchi avec mention fictive de 2e édition de cet ouvrage rare contenant le récit d'un voleur, prétendument noté sur le vif. Originaire de Vendée et partisan de Charles X, l'auteur participa à plusieurs complots contre la monarchie de Juillet avent de devenir gérant du journal légitimiste parisien la France
1779In 16, pp. 296 + (8 ultima bianca). Piena pelle coeva con fregi oro al dorso e dentelle ai tagli dei piatti. Antico tim. di est. bibl. Perfetto esemplare di quella che viene considerata la migliore e piu' completa edizione di questa raccolta di scritti nel gergo della delinquenza che, nella penisola iberica, e' definito 'germania'. Vennero pubblicati per la prima volta nel 1609. Questa edizione contiene anche un dizionario del gergo stesso e un discorso sull'origine ed espulsione dei Gitani.
1893Un volume de format petit in 4° (12x18,5cm); de 208 pp.; sur vélin fort , papier jauni; très nombreuses illustrations dans le texte par Steinlen; reliure de l'époque en demi chagrin ébène; dos à 5 nerfs orné de fleurons dorés; titre doré; date en pied; tête dorée. Couverture conservée. Mention de 22e mille. Quelques rousseurs dans le texte; sinon reliure parfaitement exécutée et en parfait état. Exemplaire séduisant. Voir les photos.
1997Un volume broché au format petit in 8° de 64 pp.; nombreuses illustrations en noir dans le texte; couverture illustrée. Comme neuf. Voir les photos.
1956Paris, Editions du Dauphin 1956. In-12 broché de 254 pages. Couverture illustrée.
1980Harrap London and Paris 1980. In-8 broché de 299 + 255 pages. Bon état
1953Editions du Dauphin 1953, In-12 broché de 297 pages. Trés bon état.