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1993réf. 230971993 Editions Fleuve Noir - 1993 - Fort in-8, cartonnage éditeur illustré d'un portrait de F. Dard - 631p.
réf. 13917Amsterdam, Zacharie Chastelain, 1750 ; 2 parties en 1 vol. in-8. 2 ff.-15 pp.-285 pp.-1 f. (liste des auteurs cités)-336 pp. Veau fauve, dos lisse orné, pièce de titre en maroquin rouge. Coiffe inf. arasée ; épidermures sur le second plat. Intérieur frais, bon exemplaire.
1752réf. 1206842Lyon, Beringos Fratres, 1752. 16, 328 S.; 2 Bl., 292 S. in zweispaltigem Druck m. 2 zweifarbigen Titelbl. Ldrbd d.Zeit m. reicher Rückenvergoldung (berieben, teils etwas beschabt, Rücken im unteren Bereich m. kleinem Loch, Außengelenk unten u. Vorderdeckel etwas wurmstichig, innen anfangs mit Nässespur im Unterrand, gering braunfleckig).
réf. 3373spes 1936 in 12 broché 172 pages
in-12, XVIII-238 pp+ partition de la chanson "Coeur brise", broche, couv. Bon etat. [CA33-7]
1922réf. UUI-7458In-12 cartonné, Garnier Frères, 1922, XII + 182 pp. Un peu frotté et défraîchi (cf. photographie), dos insolé, papier normalement jauni. Nouvelle édition entièrement refondue. Exemplaire dédicacé par l'auteur. Poids 250 g. Frais d'envoi 5,10 euros sur la France, 8,80 euros UE et Suisse, 10,40 euros pour le reste du monde (tarifs de base hors envois suivis). Possibilité de remise en mains propres sur Paris, n'hésitez pas à me contacter avant de passer commande. Twitter : @Pontneuf06.
réf. 38075Paris Librairie Garnier Frères 1922 in 12 (18x12) 1 volume reliure reliure percaline de l'éditeur, dos et plat supérieurs titrés, XI et 182 pages. Nouvelle édition entièrement refondue. Bel exemplaire ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
1922réf. 137110Paris, Garnier 1922 In-12 18 x 11,5 cm. Cartonnage éditeur toile beige, auteur & titre en noir sur le dos et le premier plat de couverture, XI-182 pp.
réf. RO30300676CITY. NON DATE. In-8. Cartonné. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 211 pages. Nombreuses illustrations en noir et blanc,dans le texte.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1918réf. qq2107Jouve et Cie éditeurs - 15 rue Racine, Paris Broché 1918 Rare et recherché exemplaire de ce petit volume de 258 pages (10*15,5 cm) précédé d'une préface de XI pages de G. Lenôtre, contient également un tableau des abréviations. Titre complet : L'argot des poilus, dictionnaire humoristique et philologique du langage des soldats de la grande guerre de 1914, argots spéciaux des aviateurs, aérostiers, automobilistes, etc. par François Déchelette poilu de 2° classe, licencié ès lettres ; petits défauts au dos, intérieur frais, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
réf. 602262Caen, Université, 1983. In-8 broché, couv. ill., 262 pp., nb. cartes et tableaux, 20 contributions, bibliographie, notes.
2021br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.
1950réf. 144385New York, Thomas Y. Crowell Company 1950 Livre en anglais. In-8 relié 23,4 cm sur 15,7. 1174 + 57 pages. État correct d’occasion.
1942réf. 59141942. Paris éditions Guy Le Prat 1942 - Broché 17 cm x 18 5 cm 128 pages - Texte de Lil Boël - 1/200 sur Vergé de Rives orné d'une eau-forte de Michel Ciry - Très léger manque au dos sinon bon état - Très beaux poèmes en argot
1933réf. 317271933 Les Editions Lugdunum, Lyon - 1933 - In-12, broché, couverture illustrée - 235 pages
2012br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
2013br. Anche se ormai la lingua italiana non è più - come già per secoli - patrimonio di una minoranza della popolazione, ancora oggi oltre due terzi degli italiani usano quotidianamente un dialetto, in alternanza con la lingua nazionale. Questa resistenza della dialettofonia fa sì che la conoscenza della realtà linguistica dell'Italia contemporanea non possa dirsi completa se si escludono i dialetti. La varietà, la ricchezza, la vivacità d'uso, la classificazione, la storia, i caratteri distintivi dei dialetti italiani e la metodologia del loro studio in un manuale sistematico, completo, sintetico, aggiornato.
réf. 50560Jean-Cyrille Godefroy 1982, in-8 cartonnage de l'éditeur, XLIII-377-XVII-134 p. (très bon état ; non réédité) Texte sur deux colonnes. Réimpression d'un classique de 1881, ici suivi de son supplément ; c'est une mine pour le langage populaire de la France du XIX° siècle, citations d'écrivains à l'appui.
réf. LAN011M1880 / 377 pages + 134 pages de supplément. Relié Editions Dentu
1872réf. 48805F. Polo, Libraire-éditeur 1872 In-8 carré, reliure demi-basane noire, plats jaspés verts, dos à nerfs ornés, titre doré, nombreux dessins dans le texte, 236 pp., texte sur deux colonnes. Reliure frottée en coupe, intérieur assez frais.
réf. 35246Paris, Planète 1969, 170x105mm, 189pages, cartonnage. Bon état.
réf. 16492Broché - 12,5 x 16 - 87 pp - année1930 - Editions Nilsson -
1954réf. ABE-1620551731179254 PAGES-13,5 CM X 19,5 CM-(8D)
2020br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.