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2010br. La storia linguistica di Venezia è interessante non solo per la grande vitalità della tradizione dialettale che caratterizza questa città, ma anche per i riflessi che su di essa ebbe la quasi millenaria vicenda civile e politica della Repubblica. Sul piano culturale e letterario, poi, Venezia può dirsi una delle capitali della lingua italiana, dato che, precocemente ricettiva nei confronti della letteratura toscana medievale, essa ebbe un ruolo decisivo nell'elaborazione rinascimentale del modello linguistico unitario.
rif. 602259Genève, Slatkine Reprints, 1970. In-12, rel. éd. pleine-toile verte, titre doré en long au dos, 106 pp.
rif. 16450Librairie C. Klincksieck, 1896. In-8°, broché.
rif. DADAX0415619491New unknown
rif. DADAX0199571996New unknown
rif. DADAX0367606313Routledge 2020-06-30. 2. paperback. New. 7.25x1.75x9.25. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Routledge paperback
rif. DADAX0195092651New unknown
1986rif. 10154Kesselring 1986 In-8, cartonnage editeur, 46 pp.
1995rif. 10173Corentin 1995 Complet des 2 volumes . In-12, rel. toile sous jaquette en coffret. Bon état.
1932rif. 230011Éditions de la Nouvelle Revue Critique, 1 volume broché de format 19 x 12 cm, couverture illustrée par Jean A. Mercier, 253 pages, bon état. Frais de port en supplément.
2013rif. R200128315Christine Bonneton. 2013. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 127 pages, couverture contrepliée,. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
2013brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.
rif. DADAX1879440008Brand: Optima Books 1991-08-01. paperback. New. 6.25x0.75x9.00. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Brand: Optima Books paperback
rif. DADAX0471168068Wiley 1997-10-13. 1. paperback. New. 6.06x0.91x9.11. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Wiley paperback
rif. 605662P., Klincksieck, 1976. In-8 broché, IX-478 pp., qq. cartes en noir in et hors-texte. (Actes et colloques, 9).
1974rif. 72241974 A.G. Nizet Paris 1974 In8 relié bradel éditeur pleine toile 306 pages
1974rif. 69336A.G. Nizet 1974 1 vol. relié in-8, cartonnage toilé de l'éditeur, 306 pp., bibliographie. Sans jaquette. Dos un peu passé. Sinon bon état.
1974rif. 69336A.G. Nizet 1974 1 vol. relié in-8, cartonnage toilé de l'éditeur, 306 pp., bibliographie. Sans jaquette. Dos un peu passé. Sinon bon état.
rif. 93757A.G. Nizet, 1974, 306 p., cartonnage éditeur sous jaquette, jaquette frottée, un ex-libris sur le premier contreplat, bon état pour le reste.
1914rif. 53195Eugène Rey, Libraire-éditeur 1914 In-8. Reliure demi-maroquin havane à coins, premier plat de couverture d’origine conservé, dos à 4 nerfs, auteur et titre dorés. 222 pp., un portrait de Jehan-Rictus, par Steinlen, 3 fac-similés de lettres d’Albert Samain et de Stéphane Mallarmé adressées à l’auteur. Reliure légèrement frottée, sinon bon exemplaire.
2019br. Il 17 settembre del 1915 Leo Spitzer prende servizio a Vienna presso l'Ufficio centrale della censura postale dell'esercito imperialregio, preposto al vaglio della corrispondenza dei prigionieri italiani. Dire «Ho fame» era proibito: era una minaccia per il prestigio dell'impero asburgico. Il censore Spitzer deve dunque intercettare e cassare ogni riferimento alla fame patita dai prigionieri, ma il linguista Spitzer non può lasciare che quel patrimonio di testimonianze vada perduto. Si ferma allora in ufficio oltre l'orario e copia centinaia di brani dalle lettere prima di coprire con l'inchiostro i passi incriminati. A guerra conclusa - è il 1920 - Spitzer pubblica "Perifrasi del concetto di fame": uno studio delle varianti, spesso geniali, inventate dagli italiani per non dire «Ho fame» e far comunque sapere ai propri cari che la soffrono, chiedendo l'invio di pacchi alimentari. Le lettere sono popolate da personaggi quali lo Zio Magno, Ugolino, la Signorina Uchefem, la Signora Bruttavecchia, i tenenti Spazzola, Magrini e Stecchetti. Quelle che Spitzer raccoglie sono voci di persone semplici, poco abituate alla scrittura; eppure le soluzioni, le espressioni in codice e i giochi linguistici escogitati dai prigionieri per descrivere la propria condizione sono degni di professionisti della parola. Dopo "Lingua italiana del dialogo" e "Lettere di prigionieri di guerra italiani", il Saggiatore pubblica "Perifrasi del concetto di fame", il volume che completa il trittico dedicato alla nostra lingua da Leo Spitzer. Un'opera in cui il linguista fa un grande dono all'umanità: salva le testimonianze di persone che hanno sofferto in uno dei periodi più duri della nostra storia e che senza la sua fatica la storia stessa avrebbe dimenticato, mentre ora possono sopravvivere nella memoria di tutti noi.
rif. 602240Niort, SEFCO, 1983. In-8 broché, 102 pp., index des noms de lieux, index des noms propres.
2016br. "Le parole del tempo perduto" sono quelle che oggi si sentono sempre meno, che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni hanno avuto l'occasione di conoscere attraverso i più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali, in grado di raccontare la specificità della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse in questo libro si racconta la storia e 'se ne parla' giocando e ironizzando con i significati e con 'i modi di dire' nei quali vivono, così come sono documentati nel Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato. Se ne riporta l'etimo sulla base delle proposte di Alberto Varvaro, uno dei più grandi linguisti del Novecento; se ne citano, a campione, gli esempi rinvenibili nelle opere degli autori siciliani: Camilleri, Sciascia, Consolo, e ancora Grasso, Agnello Hornby, Alajmo e altri. Essendo le parole del ricordo, dell'infanzia e degli affetti, affiorano casualmente, per libere associazioni, e non potevano dunque essere presentate in un asciutto ordine alfabetico; si troveranno piuttosto in coppia, una per pagina e, se lette in orizzontale, sarà sempre possibile trovare tra loro una qualche affinità. Al lettore il compito di scoprirla o di crearne di nuove, per dare anche in questo modo una nuova 'accianza' di sopravvivenza alle parole dialettali.
1927rif. 1261111927 Publié par la Société des Amis de Guignol,"A Lyon sus le Rhône, Imprimé sus double pot par l'un des successeurs de Sébastien Gryphe et ci-devant Beaujolais" - 1927 - In-8, broché - 243 pages - ) - Illustrations en N&B in et hors texte - Un des 40 exemplaires à grandes marges numérotés sur Vélin blanc (N°37)