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rif. 148056Verlag Regionalkultur, Ubstadt-Weiher 2023. 166, (2) Seiten. Mit zahlreichen farbigen Karten. Illustrierter OKart.-Einband. Sehr gutes Exemplar. 25x17 cm
1993rif. 27644City Slang, 1993. 1 CD CD
2003rif. 437362003 Editions Gallimard / N.R.F., Collection "La Noire" - 2003 - In-8, broché, couverture illustrée - 322 p. - Envoi (dédicace) de l'auteur en page de titre
1939rif. 78621939 Paris, Editions de la Nouvelle Revue Critique. 1939; in8, , demi chagrin fauve à coins, dos à deux larges nerfs soulignés de deux filets dorés, titre doré, tete dorée. couverture illustrée conservée . 149 p. illustrées , Exemplaire numéroté sur vélin d'alfa.
1939rif. 116621939 Paris, Editions de la Nouvelle revue critique, 1939; In-8 broché de (8) - 149 – (1) pp. – (1) f. Couverture illustrée imprimée en vert et ocre. Illustré dans et hors texte de dessins en noir par Paul Devaux, les hors texte compris dans la pagination. Glossaire des termes argotiques in fine.Edition originale de cette traduction de Pierre Devaux, 1 des 1200 exemplaires sur vélin d’alfa.
1926rif. 177381926. Paris La Cité des Livres 1926 1/50 ex. num. (n°40) sur Grand Vergé de Hollande 2ème papier après 20 Japon - Broché 16 cm x 21 cm 205 pages - Texte de Francis Carco- Très bon état
grand in-8°, 289 pages, rel. cartonnage ill. plast. Tres bel exemplaire. [MO-1]
rif. 24196Plon, 1994. Format 16x25 cm, cartonnage editeur, 289 pages. Tres bon etat.
1976rif. 95941976 in-8 broché - 378p - 1976 - Ed. Fleuve Noir
rif. 10838Couvet, Ed.de La Roulotte 1947, 210x150mm, 190pages, broché. Dédicacé. Bel exemplaire.
1956rif. 90Editions du Rocher 1956. In-12 broché de 116 pages au format 14 x 19 cm. Couverture décorée. Dos carré, légèrement insolé, comme les mors. Plats et intérieur frais. Exemplaire du service de presse, non coupé, complet du prière d'insérer. Préface et notes de Jean Cocteau. Illustrations de Pablo Picasso. Délirante transcription du discours de réception de Jean Cocteau à l'académie Française en argot à la manière d' Albert Simonin et Peter CHeyney par Jean Dauven. Rare édition originale ornée d'une belle dédicace autographe, signée, de Jean Dauven à Paul Gilson.
rif. 14045Monaco, Editions du Rocher, 1956 ; in-16 (19 x 14 cm). 115 pp.-2 ff. Demi-chagrin vert foncé à coins, dos à nerfs soulignés par des filets doirés, titrre doré, tête dorée, filets dorés sur les mors et les coins. Couvertures et dos conservés. En partie non coupé.Très bel exemplaire.
1983rif. 1162041983 Editions Gallimard, Collection "Carré Noir", n° 468 - 1986 - In-12, broché, couverture illustrée - 187 p. - Envoi (dédicace) de l'auteur en page de titre
1975rif. 179091975 Editions Stock - 1975 - In-8, broché couverture illustrée - 223 pages
2020br. Come si caratterizza, nell'Italia contemporanea, il rapporto fra italiano e dialetto? Quanto hanno influito e influiscono l'uno sull'altro? Il libro risponde a queste domande esaminando italiano e dialetto nella prospettiva del contatto linguistico. All'esposizione delle possibilità di impiego dei due codici nella conversazione segue l'illustrazione delle loro modalità di influenza reciproca, nella cornice dei fenomeni di prestito e calco. Chiude il volume uno sguardo d'insieme sulle manifestazioni del contatto in ambito italoromanzo.
1997rif. 107131997 LAROUSSE - 1997 -fort volume in8, Reliure cartonnée au plat illustrée sous jaquette illustrée., lettrines pleine page, illustrations à pleine page , bandeaux, culs de lampe ... 382 p. Très bon état.
2017brossura Il libro è una raccolta di modi di dire in dialetto veneto, in gran parte ancora in uso, vere e proprie immagini linguistiche che rievocano, con precisi dettagli, quel mondo da cui si estraggono gli aspetti più significativi della tradizione. L'autrice ha raccolto circa cinquecento voci attinte dal suo vocabolario personale e familiare e le ha analizzate accompagnandole con esempi concreti nel tentativo di conservare un patrimonio che appartiene a una regione, il Veneto, che a lungo è rimasto attaccato alle mille sfaccettature delle varietà linguistiche locali, tramandate di generazione in generazione. Il tutto vuole essere una testimonianza di un parlato ancora vivo, con impronte indelebili del passato; è il segno di una società in continua evoluzione, sospesa fra ieri e oggi, di cui il linguaggio rimane l'esempio più evidente, più facilmente riconoscibile e descrivibile. Con una prefazione di Gianna Marcato.
rif. 260Le Divan. 1928. In-12 broché. 210 pages. E.O.
1991rif. 118745Editions du Rocher, 1991, gr. in-8°, 363 pp, 32 photos sur 16 pl. hors texte, broché, couv. illustrée, bon état
2006br. Il vocabolario logudorese campidanese di Valentino Martelli è un'opera di rapida consultazione che fornisce le nozioni linguistiche indispensabili per un primo approccio con la lingua sarda.
2012brossura Quando si tratta di dialetti, ci rendiamo conto che non c'è una sola Toscana, ma ne esistono diverse, ognuna con il suo patrimonio di usanze e tradizioni. È su questa idea che si basa il nuovo "Vocabolario" di Alessandro Bencistà, uno dei più attivi studiosi di lingue e tradizioni popolari. Il dizionario riporta migliaia di voci, da "abbacare" a "zuppa", utilizzate nelle diverse zone della regione, spiegandone il significato e indicandone la provenienza. Le citazioni da opere celebri della letteratura, della musica e del folklore ci aiutano a comprendere il senso di alcune espressioni. Questo nuovo lavoro di Bencistà parte dal vernacolo fiorentino, considerando Firenze il centro motore di una lingua che fin dal Trecento si è rapidamente estesa a tutto il territorio regionale e poi nazionale. La scelta delle voci è un viaggio nella memoria che nasce da una profonda conoscenza del mondo in cui siamo cresciuti, insieme ai contadini e alle massaie: un mondo di cui conserviamo ancora viva non solo l'immagine, ma anche le amicizie, gli affetti e i ricordi. Frequentando la poesia estemporanea, i canti folcloristici, il teatro, le parlate di aree come la Lunigiana o la Valdichiana, consultando oltre trenta dizionari già esistenti, l'autore ha realizzato un ampio compendio di vocaboli e colorite espressioni che non dobbiamo dimenticare.
2006ill.
2013brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.