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2009br. Il volume porta un po' di chiarezza nella grammatica genovese, come nel caso dei verbi irregolari, aggettivi e pronomi. La grafia usata, con piccole varianti, è quella del secolo scorso. L'assenza quindi di "modernismi" colloca questo volume, nel solco della piena tradizione. La "Piccola Grammatica del Genovese" proponendo il dialetto, come arricchimento, anche per la didattica nell'educazione linguistica, diventa uno strumento utile e di semplice consultazione.
2021br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.
2015br. Dopo il successo del suo primo libro, "Parole de Terni", (Ediz. Morphema, 2014), Mario Menghini torna alle stampe con questo nuovo testo dal titolo "A Terni se dice". Con i suoi oltre mille modi di dire offre al lettore un quadro di "ternanità" in cui molti si ritroveranno, intrecciando vecchie e nuove parole con la naturalezza con cui ricostruisce parte della storia minore e viva della sua città. In ciascuno di quei detti si ritrova il sapore della vita vissuta dalle genti della sua terra e il piacere di riscoprire dove e come nascono quelle parole, quelle frasi dense di significato, e dunque le proprie radici.
2016ill., ril.
2016br. "Le parole del tempo perduto" sono quelle che oggi si sentono sempre meno, che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni hanno avuto l'occasione di conoscere attraverso i più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali, in grado di raccontare la specificità della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse in questo libro si racconta la storia e 'se ne parla' giocando e ironizzando con i significati e con 'i modi di dire' nei quali vivono, così come sono documentati nel Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato. Se ne riporta l'etimo sulla base delle proposte di Alberto Varvaro, uno dei più grandi linguisti del Novecento; se ne citano, a campione, gli esempi rinvenibili nelle opere degli autori siciliani: Camilleri, Sciascia, Consolo, e ancora Grasso, Agnello Hornby, Alajmo e altri. Essendo le parole del ricordo, dell'infanzia e degli affetti, affiorano casualmente, per libere associazioni, e non potevano dunque essere presentate in un asciutto ordine alfabetico; si troveranno piuttosto in coppia, una per pagina e, se lette in orizzontale, sarà sempre possibile trovare tra loro una qualche affinità. Al lettore il compito di scoprirla o di crearne di nuove, per dare anche in questo modo una nuova 'accianza' di sopravvivenza alle parole dialettali.
2010br. La storia linguistica di Venezia è interessante non solo per la grande vitalità della tradizione dialettale che caratterizza questa città, ma anche per i riflessi che su di essa ebbe la quasi millenaria vicenda civile e politica della Repubblica. Sul piano culturale e letterario, poi, Venezia può dirsi una delle capitali della lingua italiana, dato che, precocemente ricettiva nei confronti della letteratura toscana medievale, essa ebbe un ruolo decisivo nell'elaborazione rinascimentale del modello linguistico unitario.
in-8, 348 pp., illustrations hors texte N/B, broché, couverture illustree. Bon etat. [HI-10]
ref. 50775Traumton, 2018. 4654 CD Digipack
1972ref. R260144694AUX QUAIS DE PARIS. 1972. In-12. Broché. A relier, Couv. légèrement passée, Dos abîmé, Intérieur frais. 252 pages. Manque le second plat et le dos coupé en 3 parties.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1956ref. RO90133500Presses Universitaires de France Edition originale Première édition 2ème édtion 1956. 1956. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 128 pages illustrées de quelques dessins en noir et blanc. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
1970ref. R240159837Librairie Mireille Ceni. 1970. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Papier jauni. 251 pages. Petite annotation au crayon de papier en page de garde.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
ref. 514613P., Minard, 1969. In-8 broché, 97 pp., bibliographie. (Annales de la Faculté des Lettres et Sciences humaines de Nice, 7).
1984ref. ABE-1707187596652FORMAT 21,5 CM X 30 CM-92 PAGES-CHIRAC A PEUR, 2P-LA GAUCHE REMET LA PENDULE AUX 35 HEURES, 2P-ECOLE: UN PAS EN AVANT OU. DEUX PAS EN ARRIERE, 2P-ET SI ON S'OCCUPAIT DE L'ECOLE ? 2P-ENTRETIEN D'ISABELLE HUPPERT, 4P-EXPOSITION DE LOUIS CANE A LA GALERIE TEMPLON, 3P-ENTRETIEN DE BEATRIX BECK ET BEATRICE SHALIT, 3P-INAUGURATION DU CHAPITEAU LA "CARPA" CONCU PAR ALFRED MANESSIER ET PACO IBANEZ, 2P-CRITIQUE DE "TERASS HOTEL" DE JACQUES ALMIRA, 2P-L'EXPOSITION DE LA SEMAINE: JEAN PIERRE PINCEMIN A LA GALERIE DE FRANCE, 1P-EXPOSITION "WATER VIDEO PROJECTS" DE FABRIZIO PLESSI AU MUSEE D'ART MODERNE, 1P-LE FILM DE LA SEMAINE: "LA PIRATE" DE JACQUES DOILLON, 2P-LE SPECTACLE DE LA SEMAINE: "IVANOV" DE TCHEKHOV AVEC ROLAND BERTIN ET MILHOUD KHETIB, 1P- JEAN CHALOPIN, UN CARTON DANS LES CARTOONS, 2P-AFFAIRE ALAIN LAMARE, LE GENDARME HABITE A LA GENDARMERIE, 2P-ELECTIONS EN EGYPTE, 3P-CITROEN: LA DIRECTION "DECOIFFEE", 2P-LA SERIE ROSE DE PIERRE GRIMBLAT, 1P-UNE TACHEE MAIS INTERIEUR TRES FRAIS
ref. 15177Editions Angus & Robertson 1988. In-8 cartonnage éditeur de 80 pages au format 14 x 22,5 cm. Couverture & illustrations par Michael Heath. Savoureux dictionnaire Français -Anglais très souvent argotique. Superbe état. Réédition.
2008ref. 29342Editions City 2008. In-12 cartonnage éditeur de 226 pages au format 19 x 13 cm. Plat et intérieur frais. Dos rond. Complet de la belle jaquette illustrée par Francisque Poulbot. Petit dictionnaire d'Argot, avec le sens, l'origine et le petites histoires des principaux mots et expressions argotiques. Superbe état, proche du neuf. Edition originale.
1977ref. LOIREEE660317Saint-Etienne, Marc Ollagnier imprimeur, 1977, 15,5 x 24, 125 pages sous couverture illustrée. Dessins - noir & blanc - de Pierre Zellmeyer
1979ref. 26691979 Paris Tchou 1979 in8, cartonage illustré de l'éditeur, 334 pp, illustré bon exemplaire
1951Payot 1951, In-8 broché. 231 pages. Bon état.
1994ref. 672111994 Editions des Traboules - 1994 - In-8, cartonné format oblong - 208 p. - Illustrations en N&B in et hors texte
in-16, 255 pp., broché, couverture illustrée par SERDU (sous le pseudo de Esdé). Bon état. [MB-2]
in-8, 397 pages, cartonnage de l'éditeur. Tres bel exemplaire. [EN-7]
ref. 267paris 1989 in 8 cartonnage éditeur 319 pages
1989ref. 73411989 Larousse 1989 In8 cartonnage éditeur 319 pages
2017brossura La lingua napoletana, come d'altronde tutti i dialetti, vive il suo inarrestabile declino. Il processo di omologazione alla lingua italiana e l'immissione nel tessuto linguistico dell'Italia meridionale di altre forme di linguaggi nonché di nomenclature di provenienza straniera mettono a dura prova la conoscenza della lingua e della cultura napoletana. È possibile arginare il fenomeno di decadenza? Rispondo subito di no: la lingua è uno strumento mobile che non si lascia facilmente ingabbiare. Ma certamente si può preservare dall'oblio la lingua napoletana quale risulta fissata nella scrittura letteraria. La conoscenza delle strutture linguistiche e del ricco patrimonio lessicale, potrebbe consentire la lettura e fruizione di un patrimonio letterario di grande livello, senza che a breve sia necessaria una preliminare traduzione. Quindi non il napoletano parlato, ma quello scritto. Questo libro vuole offrire un modesto contributo di conoscenza non solo del percorso evolutivo che ha portato l'idioma napoletano ad essere una lingua con una sua precisa identità e specificità, ma anche delle forme più tipiche dell'espressività napoletana.
2015brossura Il volume "Così si dice(va) a Castelluccio" parla del dialetto di un piccolo paese della provincia di Salerno: Castelluccio Cosentino distante 38 Km da Eboli, "ove Cristo si è fermato", attraverso proverbi, detti e modi di dire, tradotti e commentati dall'autore. Questo lavoro presenta una vera e propria grammatica, probabilmente la prima mai pubblicata nella zona degli Alburni, costituita da uno studio attento dei suoni e da una rassegna breve, ma dettagliata, accompagnata da esempi delle caratteristiche morfosintattiche e lessicali del dialetto parlato negli Alburni. La prefazione dell'opera è a cura di Giuseppe Di Palma, il quale sottolinea l'approccio "metodologico" dell'autore nella sua ricerca: "tentativo importante quello dell'Autore perché in queste forme proverbiali, giunte fino a noi quasi sempre attraverso la tradizione orale, è possibile cogliere il modo di pensare, la saggezza antica di questa gente."