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ref. 2080203762.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
1926ref. 13402Berlin: Malik-Verlag 1926. First edition. Softcover. g. 12mo. 80pp. Pictorial orange wrappers. Frontispiece. A documentary account based on authentic sources about the 1905 heroic uprising of Russian sailors on the Battleship Potemkin in the Black Sea during the Russo-Japanese War. Printed in 1926 by the famous leftist German publishing house Malik-Verlag the work is illustrated throughout with 15 photographic reproductions 10 of which are stills from Sergej M. Eisenstein's landmark 1925 silent film 'Panzerkreuzer Potemkin' describing the events of the Odessa mutiny. Cover designed by John Heartfield. Text in German. Includes a laid-in facsimile letter dated 26 May 1926 from the Prussian minister rejecting the request by the "Landstag" to ban the movie's distribution. Some ceasing staining and discoloration to wraps. Front cover detached along spine but present. Tiny chip on fore edge of front wrapper with one inch closed tear. Wrappers in fair to poor interior in very good condition. Malik-Verlag unknown
2015ref. 6rpedKejafa Knowledge Works 2015. First Edition. Hardcover. Very Good/No Jacket. 0x0x0. Lizamore John Brig. Gen. TVL Point and Retrieve - Field Trial Club. Book Committee: Robbie Crawford-Brunt Dr Arnold Mahne Helen Karsas Peter Karsas Koos Meyer Gerhard Ebersohn and Vernon Cloete. Large Format. Publication of 354 pages. The Pictorial boards are in very good condition. The edges of the first few and last few pages are slightly wavy. The remaining pages are neat clean and complete. The binding is secure. GK. Our orders are shipped using tracked courier delivery services. Kejafa Knowledge Works hardcover
ref. mon0004119917Flammarion 2018-09-04. Hardcover. Good. 1.2598 9.3701 5.9055. Flammarion hardcover
1971ref. 9631New York: Simon and Schuster 1971. First edition. 8vo 206pp. Illustrated section of symbols at the rear. Publisher's black cloth lettered in red in illustrated jacket. Former owner's name to ffep jacket price-clipped and with a few edge tears. Very good. A trove of 60s and 70s lingo of course mainly about sex and drugs. From Jefferson Airplane: d Sniff or snort a burning marijuana cigarette to freak trick n. pr Man who buys a prostitute and engages in unusual or deviant sexual activities eg. masturbating while holding an ice cube. . Simon and Schuster unknown
2015ref. j20joTVL Hunt Point and Retrieve 2015. First Edition. Hardcover. Very Good/No Jacket. 0x0x0. The boards are tidy overall with little edge wear the is sticker residue on the back board. The binding is secure. Light browning along the edges of the pages not affecting text. There are no ink inscriptions or annotations. Tall. JHK. Our orders are shipped using tracked courier delivery services. TVL Hunt Point and Retrieve hardcover
ref. 1331909902.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
ref. 0267434650.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
ref. 19131His Majesty's Receipt of Exchequer London. 27 July 1789. On 17.5 x 16 cm. piece of paper. Good firm signature undamaged on aged worn and repaired piece of paper. Laid out in the customary fashion with printed text completed in manuscript. Recording payment of £20 to 'Abrah. Newland Cashier appointed by the Court of Chancery to receive an Acct. of Thos Walker Esqr Acct General of the said Court Assee'. Signature at foot of witness 'R Ettie'. [ His Majesty's Receipt of Exchequer, London. ] 27 July 1789. unknown
1948ref. 004657London: Secker & Warburg 1948. First Edition. Cloth. Near Fine/Near Fine. 8vo. 21.5 by 14 cm. xi 1 212 pp. A fun collection of that most ephemeral area of language. Most of the terms or their meaning at the time now obscure. Slight edge bump by upper front edge and light wear to DJ. DJ is NOT price clipped! Otherwise a near fine copy both the book itself and the DJ. Secker & Warburg unknown
2010ill., br. La storia linguistica dell'Emilia Romagna è caratterizzata da una pluralità di codici linguistici a disposizione degli abitanti della regione, da quelli della fase antica ai volgari e al latino dell'età medievale, fino ai dialetti (unici idiomi materni delle popolazioni per lunghi secoli), al toscano e all'italiano dell'epoca moderna e contemporanea. Una dimensione plurilingue che ha accompagnato e dato forma alle attività lavorative, alla costruzione e al mantenimento delle relazioni sociali, ai sistemi simbolici di rappresentazione, all'apprendimento e alla trasmissione di saperi e norme, alle convinzioni religiose, alla produzione di testi destinati a intrattenere ed esprimere la sfera della creatività e dei sentimenti. Di questa complessità linguistica e culturale il volume analizza le manifestazioni di testi e di generi tra loro molto differenziati, prodotti da singoli autori e dalle comunità sul piano della scrittura e dell'oralità, per restituire la trama storica e sociolinguistica dei loro caratteri e delle costanti e reciproche interrelazioni. Il volume è corredato da un'antologia di testi e di documenti, che si aggiungono ai brani e agli esempi, puntualmente commentati, forniti nei precedenti capitoli.
2017br. Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.
2013brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.
2016brossura
2018ill., br. I modi di dire sono capaci di tradurre concetti e pensieri in espressioni verbali, facilitando un'intesa fra chi parla e chi ascolta. Spesso dietro un modo di dire c'era e c'è una storia che va raccontata per capire meglio il significato e, al tempo stesso, esaltare la capacità di sintesi del dialetto. Da un fatto, più o meno importante, nasce un modo di dire che entra nel linguaggio comune. Motti e detti milanesi: quando una semplice frase può creare curiosità e simpatia. E come non citare le eccellenze gastronomiche milanesi? La cucina milanese è poco ricordata se non quei pochi piatti da tutti conosciuti, e invece è ricca di gustose sorprese che vanno riscoperte e rivalutate.
2006br. Il vocabolario logudorese campidanese di Valentino Martelli è un'opera di rapida consultazione che fornisce le nozioni linguistiche indispensabili per un primo approccio con la lingua sarda.
2005ill., br. ...Un'antica sapienza contadina - ancora viva tra gli anziani di questa terra - che l'autore ha raccolto e trascritto in questo libro, evitando note e fonetiche ortodosse, infarcite di incomprensibili segni diacritici, spesso poco leggibili ai più. Per una migliore fruibilità, l'autore ha scelto di condurre una trattazione condita di aneddoti e di sano umorismo, che ha sempre ritenuto "il sale della vita".
2017br. Comparando per affinità logiche e foniche una serie imponente di termini della Corsica, della Sardegna e della Sicilia, l'autore rimette con forza, al centro della discussione, la questione del Mediterraneo e degli scambi linguistici che da sempre lo hanno caratterizzato. Prefazione di Gian Carlo Tusceri. Con un intervento di Quintino Mossa. Contributi di: Piero Bardanzellu, Jacques Fusina, Fabritziu Dettori.
2014brossura Perché un vocabolario Catanese-Italiano? Forse ai più potrà presentarsi come un atto di presunzione di chi vuole, a tutti i costi, dare risalto al proprio parlare, facendolo assurgere inopinatamente al superiore rango di lingua vera e propria, differenziandola così dalla comune definizione di dialetto come sistema di lingua limitato ad un ambito geografico e per molteplici aspetti, ben definito, ma che per sé intende abbracciare gli inconsueti caratteri di una tradizione letteraria abbastanza circoscritta. Se poi si prende in considerazione il cosiddetto dialetto siciliano, si evidenziano subito i molteplici aspetti di ogni parola con diecine e diecine di varianti fonetiche e morfologiche in dipendenza della diversità dei luoghi ma principalmente dall'uso tramandato nel tempo e che ancor oggi se ne fa. Nello specifico il testo del vocabolario è diviso in tre sezioni: la prima contiene brevi nozioni grammaticali sul catanese; la seconda, il vocabolario vero e proprio con oltre 9500 lemmi; e la terza, in appendice, una raccolta di nomi propri catanesi, una curiosa lista di nomi di abitanti, i nomi di alcuni luoghi caratteristici della città e i nomi di mestieri, secondo proprio il parlare catanese e quanto una popolare tradizione ha tramandato.
2010br. Pippo Russo esamina e spiega alcune espressioni tipiche del dialetto siciliano, con molta ironia ma con altrettanta attenzione alla loro origine. Si va da "comprare un bambino" a tutte le sfumature di "duci" e "salìto", dall'uso del verbo "canziàrsi" al termine "facciòlu" che non ha corrispettivi in nessun'altra lingua, e così via. La selezione di sicilianismi che l'autore offre al lettore è gustosa e interessante, e talvolta lo spunto per la disamina è legato a vicende connesse all'attualità oppure a curiosità e variazioni nate dall'uso dei termini stessi.
2017ill., br. Non occorre essere bergamaschi purosangue per immergersi nella lettura di questo libretto. Basta non assumere un assurdo atteggiamento di sufficienza nei confronti della cultura popolare, dalla quale tutti proveniamo e nella quale affondano saldamente le nostre radici. Basta rendersi conto delle enormi risorse espressive del dialetto, sorto millecinquecento anni fa sulla dissoluzione del latino imperiale, parlato in modo diverso da una zona all'altra della Penisola a seconda dei sostrati linguistici. Come già in una recente opera, intitolata "Bergamascando", si sono adunate qui più di cinquecento locuzioni tipiche del bergamasco, alcune ormai cadute in disuso ma ben attestate dalla letteratura dei secoli passati, altre tuttora presenti e vive nel quotidiano linguaggio comune. Spontaneamente fiorite sulle labbra della nostra gente, tali locuzioni appaiono ispirate da una schiettezza sorgiva, non di rado manifestata da sentimenti che, vestendo di volta in volta i panni della parodia e del paradosso, trasvolano dall'arguzia all'ironia, giungendo a sfiorare la satira e il sarcasmo.
2009br. Il volume porta un po' di chiarezza nella grammatica genovese, come nel caso dei verbi irregolari, aggettivi e pronomi. La grafia usata, con piccole varianti, è quella del secolo scorso. L'assenza quindi di "modernismi" colloca questo volume, nel solco della piena tradizione. La "Piccola Grammatica del Genovese" proponendo il dialetto, come arricchimento, anche per la didattica nell'educazione linguistica, diventa uno strumento utile e di semplice consultazione.