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1979réf. 951676Reinbek bei Hamburg: Rowohlt. 1979. Oktav, 18,9 cm. (Minimale Lesespuren: Rücken mit schwacher Knickspur, papierbedingt leicht gebräunt, sonst schönes Exemplar.) [3 Warenabbildungen] 220, [4] Seiten. Ilustrierte schwarze Original-Broschur., (= rororo thriller 2483)
1984Brossura editoriale illustrata, ottima copia. RB3
1992réf. 240364Albin michel 1992 223 pages in8. 1992. Broché. 223 pages.
1960réf. 48308Wiesbaden : Insel-Verl. 1960. 209 S. ; 8°, ohne Bauchbinde, Ex-Libris auf Vorsatzblatt Lw., gebundene Ausgabe, illustrierter Leinenband, sonst Exemplar in gutem Erhaltungszustand
2015br. Sottraendosi alle illusioni di vanità, fama e denaro, Kodo Sawaki (1880-1965) visse 'senza dimora', viaggiando di tempio in tempio e attraversando il Giappone in lungo e in largo. Personaggio complesso e multiforme, aveva molte caratteristiche degli antichi maestri zen: dinamico, coraggioso e non convenzionale. Secondo Uchiyama Roshi (1912-1998), che fu il discepolo a lui più vicino, la vera grandezza di Sawaki sta nel fatto che 'sprecò' tutta la vita seduto in zazen: un paradosso tipicamente zen che ben illustra la dedizione totale di Sawaki alla pratica meditativa. Commentando i detti lapidari del suo maestro, Uchiyama si è rivolto non solo ai praticanti ma ai lettori comuni, portando la pratica zen sul piano della vita quotidiana. Sawaki Roshi e Uchiyama Roshi parlavano del Dharma del Buddha utilizzando personali modalità espressive, senza fare uso di troppi termini tecnici. Si basavano essenzialmente sull'esperienza personale e utilizzavano un linguaggio colloquiale, con esempi concreti, familiari ai giapponesi. Fondamentali sono dunque le spiegazioni e i commenti che Okumura ha ritenuto utile fornire al lettore occidentale, per contestualizzare gli insegnamenti dei suoi maestri all'interno della storia e della società giapponese di quel periodo, e soprattutto per offrire riferimenti all'opera di Dogen zenji, perno fondamentale del pensiero di Sawaki.
2010réf. 117251Courrier du Livre 2010 Courrier du Livre, 2010,154 p., broché. Bords de la couverture un peu frottés par endroits, des pages cornées. Bon état pour le reste.
2013ill., br. Più di duemila anni fa un famoso saggio taoista, di nome Chuang Tsu, scrisse un libro. Tsai Chih Chung, un giorno, lo ha illustrato con dei fumetti. Ne è nato un nuovo genere letterario: un serio libro a fumetti che illustra una profonda sapienza non allo scopo di semplificarla, bensì di renderla chiara. Le parole del cinese classico, di difficile comprensione oggi, usate nei testi buddhisti risalenti al settimo secolo, sono state tradotte in una lingua moderna e la filosofia Zen, a partire da quella più antica poi continuata fino all'epoca moderna in Cina, Corea e Giappone, è stata trasposta per immagini.
réf. 117306aafBDLys, 2001, gr. in-8vo, 154 brochure originale.
1992réf. L1729Carthame éditions, 1992, 152 p.
1993réf. L1730Carthame éditions, 1993, 126 p.
réf. SONG0861713915Used: Good unknown
1978réf. 175168Flammarion 1978 in8. 1978. Broché.
1961réf. 12230ABWeilheim, Barth Verlag, (1961). 18,5 x 11,5 cm. 125 (3) Seiten. Grüner Orig.-Leinenband mit Goldprägung und bedruckten Transparentumschlag., 12230ab
1994réf. 913CBMünchen, Droemer Knaur (= knaur Esoterik 86061), 1994. 8°, 109 S., original Kartonage (Paperback), Erstausgabe Einband minimal berieben, Vorderseite mit zwei winzigen Eckknicken, Seiten ganz leicht angebräunt, sonst aber sehr gutes Exemplar (Li 03 - A)
1999réf. 4907ABMünchen, Delphi bei Droemer, [1999]. 27,2 cm. 224 S. Mit zahlreichen farbigen Abb. u. Ill. Original Pappband (Hardcover). Tadelloses gepflegtes Exemplar.
2004Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 261 pagine con indice analitico in chiusura. Libro in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1973Mm 150x210 Collana "Civiltà dell'Oriente". Brossura editoriale, sovraccoperta originale, 261 pagine con indice analitico in chiusura. Libro in condizioni pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2001br. Eihei Dogen Zenji (1200-1253) è uno dei maggiori pensatori del Giappone e allo stesso tempo uno dei maestri del buddhismo nella forma che lì si è sviluppata: lo zen. Dopo un viaggio di formazione in Cina, durante il quale conobbe il suo vero maestro e raggiunse la realizzazione, tornò in Giappone e, lontano dai centri di potere e dai grandi monasteri, fondò il suo tempio nella tranquillità delle montagne di una remota provincia, dedicandosi all'insegnamento. Divenne così il capostipite di una delle scuole buddhiste giapponesi oggi più popolari e diffuse, la scuola zen soto, che si tenne lontana dall'oligarchia monastica del tempo esercitata dalle grandi scuole tradizionali. Il suo pensiero è complesso e articolato, ma ha al centro il problema del rapporto tra pratica e illuminazione. Il presente libro guida il lettore in un percorso che attraversa i principali scritti del maestro sull'argomento, fino all'originalissima formulazione secondo cui la pratica non porta all'illuminazione e non è un mezzo, ma è l'illuminazione stessa. Il libro è una presentazione della figura di Eihei Dogen Zenji con traduzione dall'originale e commento di undici testi tratti dalla maggiore opera del mestro, lo Shobogenzo.
1989In-16 (cm. 20), brossura, titolo al dorso, pp. 190, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
2013br. "Non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del sé nell'esistenza, il karate può essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al più generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. Riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell'epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un'affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "Perché ho preferito il karate alle altre arti marziali? Ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla società, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l'arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. Il karate mi è sembrato più vicino alla violenza del tempo presente. Tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... Io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (Dalla Introduzione).
réf. DADAX0415297656New unknown
in-8°, 216 pp, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [AR-2] Decouvrir les bienfaits du Zen dans les taches de tous oles jours.
1984réf. 17147BDarmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1984. 8°, 518 Seiten, 30 Abb. OPb
1972réf. LFA-126747666Un ouvrage de 240 pages, format 135 x 195 mm, broché, publié en 1972, Editions du Cerf, bon état